IL PREMIER UNGHERESE METTE UN FRENO ALL'INTERFERENZA DI BRUXELLES NEL PAESE


Questi fogli vengono consegnati ufficialmente casa per casa.
"Le autorità chiedono ai cittadini come relazionarsi alle politiche dell'Unione Europea che, secondo Budapest, minacciano l'indipendenza del Paese", — comunica Polskie Radio.
Il sondaggio è condotto all'interno della campagna civica "Consultazione popolare-2017". Ci sono 6 domande relative alla politica migratoria ed economica di Bruxelles, in particolare, il discorso riguarda le quote obbligatorie imposte dall'Europa per ridistribuire i profughi da Africa e Medio Oriente. Inoltre ci sono domande sulla tassazione e sulle organizzazioni non governative.
Il lancio della campagna è coinciso con le proteste di domenica scorsa a Budapest. Diverse migliaia di persone hanno sfilato per le strade del centro della capitale ungherese a sostegno della "Central European University", un ateneo privato di proprietà della fondazione di Soros. La struttura può essere chiusa, se il Parlamento adotterà nuovi emendamenti sulla legge che regola l'istruzione.
L'Ungheria è uno degli avversari più implacabili della politica migratoria di Bruxelles perseguita da Germania e Francia. Insieme con altri Paesi dell'Europa orientale — Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia — il cosiddetto "Gruppo di Visegrad", il governo ungherese si oppone alle quote migratorie. Successivamente la Romania e de-facto l'Austria hanno aderito alla linea anti-Bruxelles in materia di immigrazione. Questi Paesi hanno chiuso le frontiere ai flussi di profughi. In particolare l'Ungheria ha continuato a rafforzare i confini con la Serbia e la Croazia.
Il premier ungherese Viktor Orban è noto per le sue dure critiche alle politiche di Bruxelles. Secondo lui, i migranti sono un "esercito ostile" che minaccia la stabilità dello Stato ungherese, in cui non ci sono attacchi terroristici perché le autorità perseguono una linea intransigente sull'immigrazione, espellendo il 99% dei clandestini.
Dopo il referendum fallito per non aver raggiunto il quorum lo scorso ottobre, il governo Orban ha cercato di introdurre nella Costituzione una serie di modifiche per vietare il collocamento dei migranti in Ungheria tramite le quote imposte dall'Europa, ma il disegno di legge non è passato in Parlamento. Alla coalizione di governo sono mancati 2 voti.
Nell'opuscolo "Fermiamo Bruxelles" c'è una domanda per sapere se gli ungheresi approvano le attività di organizzazioni non governative (ONG) straniere che interferiscono nella politica interna ungherese. Poche persone dubitano che Orban abbia in mente la "Open Society" del miliardario americano George Soros di origini ungheresi.
Alla fine degli anni '80 il partito d'opposizione Fidesz riceveva il sostegno della fondazione di Soros e Viktor Orban aveva ottenuto una borsa di studio da "Open Society". Tuttavia, nel corso degli ultimi sette anni il primo ministro ungherese ha radicalmente cambiato il suo atteggiamento nei confronti delle attività del miliardario, oggi considerato una delle minacce per l'indipendenza dell'Ungheria insieme alla politica dell'Unione Europea.
A rischio di chiusura si è ritrovata una delle migliori università in Europa centrale e orientale, la Central European University di Budapest. E' stata fondata da George Soros 26 anni fa e ora può essere la vittima al confronto del primo ministro ungherese con il miliardario americano.

Fonte:https://it.sputniknews.com/politica/201704044295855-UE-immigrazione-profughi-indipendenza-quote-Budapest/

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