ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


lunedì 30 maggio 2016

IL PROGETTO DI INTEGRAZIONE DELL'UNIONE EURASIATICA E NUOVA VIA DELLA SETA PASSANO ALLA FASE PRATICA


Il progetto di accoppiamento dell'Unione Economica Eurasiatica (EEU) e le iniziative economiche della nuova Cintura della Via della Seta della Repubblica Cinese dovrebbero passare alla fase pratica, ha confermato l'ex primo ministro kirghiso Djoomart Otorbaev.
"Vi è una dichiarazione, ma non ci sono mappe stradali complesse. La congiunzione [dei due progetti] è un piano complesso multilaterale, ma dovrebbe passare dal piano dichiarativo pura ad una azione più concreta", ha detto il margine della conferenza russa il Consiglio Affari Internazionale a Mosca sui rapporti Federazione Russa-Repubblica Cinese.
Nel maggio 2015, il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno firmato una dichiarazione congiunta "sulla cooperazione nel coordinare lo sviluppo del progetto eurasiatico Unione Economica e la Cintura Economica della Seta".
"Due progetti che sono principalmente economiche, quindi l'idea principale [di cooperazione] è quella di sviluppare le economie dei paesi che si trovavano sulla via della seta e sono i membri dell'Unione Economica Eurasiatica", ha aggiunto Otorbaev.

Fonte:http://sputniknews.com/business/20160530/1040494197/eeu-silk-road.html

LA FEDERAZIONE RUSSA MANTIENE IL SECONDO POSTO DI ESPORTAZIONE DELLA ARMI MONDIALI


Medvedev iha nvitato il vice primo ministro Dmitry Rogozin a controllare l'attuazione del programma di sviluppo dell'industria della difesa neo-approvato per 2016-2020 del valore di oltre 1 miliardi di rubli (oltre 15 miliardi di dollari).
Medvedev ha anche invitato a produrre materiali di difesa moderni.
"Abbiamo buoni indicatori nel commercio mondiale di armi, siamo infatti il ​​secondo paese che fornisce armi a livello internazionale in tali quantità. Dobbiamo mantenere questa posizione. Questo può essere fatto solo con una moderna industria della difesa", ha detto Medvedev.
Lo scorso dicembre, l'Istituto internazionale di Stoccolma dii ricerche sulla pace (SIPRI) ha pubblicato il suo rapporto annuale del mondo dei 100 più grandi produttori di armi, ordinati in termini di vendite, in cui si dice che nel 2014 le vendite del settore armi russe hanno continuato la loro tendenza al rialzo.

Fonte:http://sputniknews.com/russia/20160530/1040494768/pm-russia-arms-exports.html

giovedì 26 maggio 2016

LA FEDERAZIONE RUSSA INIZIA A TESTARE LE PRIME TECNOLOGIE AL PLASMA


Il progetto sarà sviluppato dal Kurchatov Institute, leader istituto di ricerca e sviluppo della Russia nel campo dell'energia nucleare, e la chimica Automatica Design Bureau (CADB).
"Si tratta di un motore ad alta potenza con combustibile in uno stato di plasma. Ha una elevata efficienza energetica, la capacità di utilizzare qualsiasi tipo di combustibile per razzi ... e la sua massima potenza del motore è limitata solo dalla alimentazione di un generatore ad alta frequenza ", ha detto Roscosmos in una nota.
Secondo Roscosmos, l'attuazione delle idee incorporate nel progetto proposto diventato possibili grazie alla anticipo fatto nello studio del processo di fusione del plasma, nello sviluppo della tecnologia superconduttore ad alta temperatura e componenti elettronici moderni di generatori ad alta frequenza.

Fonte:http://sputniknews.com/science/20160526/1040258144/roscosmos-plasma-rocket-engine.html

I PRODUTTORI DI MACCHINARI TEDESCHI LASCIANO LA GERMANIA PER ANDARE A MOSCA


Una ditta tedesca DI macchinari a Chemnitz ha deciso di recuperare le perdite di esportazione verso la Russia, localizzando la produzione delle suoi macchine utensili nella Repubblica Russa del Tatarstan, ha confermato il quotidiano locale tedesco Freie Presse.
Durante il periodo sovietico Chemnitz era conosciuto come Karl-Marx-Stadt, e l'Unione Sovietica era il più grande acquirente di beni di macchine prodotte lì.
I produttori tedeschi hanno continuato a beneficiare di questa connessione commercio fino a quando l'imposizione di sanzioni anti-russi nel 2014, che sono stati seguite da contro-sanzioni e politica di sostituzione delle importazioni, ha in parte stimolato dalla caduta dello scorso anno in termini di valore del rublo della Russia.
Come conseguenza nelo stato della Sassonia, dove Chemnitz è la terza città più grande, ha visto un calo del valore delle sue esportazioni verso la Russia da 327 milioni di euro (365 milioni di dollari) nel 2013, a 177 milioni di euro nel 2015.
Il gruppo l-Simmons-Hegenscheidt Niles Gruppo, la cui fabbrica a Chemnitz rende torni, fresatrici e altri strumenti per usi speciali per le industrie dei trasporti e manifatturieri, è determinato a recuperare la sua quota di mercato dopo l'annullamento di due grandi contratti con partner russi.
L'amministratore delegato del gruppo Hans Naumann è un feroce critico delle sanzioni anti-russi; nel 2014 ha descritto la politica come "una mazza sul piede."
"Fino ad ora abbiamo fatto un buon affare in Russia, ora tutto questo si trasforma in nulla", ha detto Naumann .
La preoccupazione di Naumann ha portato la sua azienda a stabilire una filiale di vendita e assistenza a Mosca all'inizio di quest'anno, e ora ha fatto un accordo con le autorità di Tatarstan di collaborare con una società russa che produrrà macchine utensili della società tedesca in una fabbrica nel capoluogo , Kazan.
Altri produttori di macchine a Chemnitz, Sassonia e nel loro insieme, sono anche loro desiderosi di riconquistare la loro quota del mercato russo e sono fuori questa settimana alla Metalloobrabotka Esposizione Internazionale di Mosca.
Il forum si concentra su tecnologie integrate basate su macchine ad alte prestazioni, strumenti e attrezzature che vengono utilizzati in fabbriche moderne.

Fonte:http://sputniknews.com/russia/20160526/1040278362/german-machinery-localize-production.html

REFERENDUM DI ADESIONE DELL'OSSEZIA DEL SUD ALLA FEDERAZIONE RUSSA NEL 2017


Un referendum di unirsi alla Federazione russa si terrà in Ossezia del Sud nel 2017, lo ha confermato il Presidente e il Parlamento della Repubblica in una dichiarazione congiunta.
"Guidata dagli interessi a lungo termine della popolazione dell'Ossezia del Sud e cercando di garantire la stabilità della situazione socio-politica nella Repubblica dell'Ossezia del Sud, stiamo rilasciando una dichiarazione congiunta a sostegno dell'opportunità di tenere un referendum sulla problema della Repubblica dell'Ossezia del Sud di unirsi finalmente alla Federazione russa nel 2017, "si legge nella dichiarazione.

Fonte:http://sputniknews.com/world/20160526/1040299181/south-ossetia-russia-referendum.html

SLOVACCHIA: BRATISLAVA SI OPPONE A INTEGRARE NUOVI IMMIGRATI


BRATISLAVA - Se qualcuno dice che la Slovacchia può ospitare culture diverse, ''va contro l'essenza del paese''. In un'intervista per l'agenzia ''Tasr'' lo ha detto il primo ministro socialdemocratico Robert Fico, confermando che Bratislava, sotto la sua guida, mantiene il rifiuto delle quote migratorie. ''La nostra posizione e' legittima, e non la cambieremo'', ha detto Fico, sottolineando che il pragmatismo dell'atteggiamento del governo slovacco e' confermato dalla realta'. ''Si e' visto che altri paesi, inizialmente favorevoli alle quote, si attestano ora sulla nostra linea. E se guardiamo quante persone sono state trasferite in base alle quote, i numeri sono minimi o nulli'', ha detto il primo ministro. Il premier ha dichiarato che l'interesse del paese e' preservare le proprie tradizioni. In questo contesto, Fico ha ribadito che in Slovacchia non puo' esserci ''una comunità islamica integrata'', aggiungendo che ''non voglio in Slovacchia decine di migliaia di musulmani che a poco a poco promuoveranno la loro cultura''. La posizione del premier slovacco è condivisa da oltre l'85% della popolazione, secondo recenti sondaggi.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-3853_SLOVACCHIA_NIENTE_MIGRANTI

RUSSI E TEDESCHI PIU' VICINI DI QUANTO SI PENSI: SONDAGGIO CHE SPACCA


Il recente studio condotto dalla TNS Infratest, effettuato per conto della Fondazione Körber, mostra una verità incredibile - i tedeschi semplicemente odiano i russi e, secondo il sondaggio, vogliono essere di nuovo amici.
Nonostante quello che i media vogliono fare credere, i fatti valgono semplicemente centuplicatamente l'esatto contrario.
Sono i politici europei che per loro interesse fomentano conflitto tra la Federazione Russa l'UE e gli Stati Uniti, ma le popolazioni non rappresentano chi si suppone essere il leader di un Paese, persino la Germania.
Circa 1.000 tedeschi e russi hanno preso parte al sondaggio rappresentante dalla Fondazione Körber a marzo 2016.
Essi rifiutano la stupida politica di deterrenza e vogliono un ritorno ad un rapporto amichevole con i loro fratelli.
"I risultati del sondaggio, per quanto riguarda l'appartenenza della Russia verso l'Europa, dimostrano una profonda spaccatura tra le due società. Tuttavia, allo stesso tempo, tedeschi e russi sostengono un ritorno di cooperazione e di una continuazione della riconciliazione storica ", riassume Gabriele Woidelko, leader del tema focus "Russia in Europa ".
La spaccatura profonda sta diventando visibile, quando tedeschi e russi sostengono diversi punti di vista circa l'UE, l'Ucraina o altri interessi economici, politici o culturali.
Ma il desiderio di entrambe le nazioni è quello di muoversi verso l'altro per risolvere i conflitti in corso pacificamente.
La questione se la Russia è parte dell'Europa, come i creatori del sondaggio chiesero proprio all'inizio del sondaggio, hanno ricevuto risposta da tedeschi e russi per lo più con spallucce - questo sicuramente è più di una questione filosofica.
La Russia fa parte della UE, piuttosto non politicamente, ma più o meno geograficamente, certamente culturalmente, economicamente abbastanza, e storicamente, probabilmente, troppo.
A questo proposito, la risposta a questa domanda in entrambi i paesi è stato quasi su entrambi i lati di circa 50 / 50.
Ma ciò che è molto più interessante: quasi il 67% tedeschi vogliono poter in futuro celebrare la fine della Seconda Guerra Mondiale insieme alla Russia.
In Russia è ancora del 77%, che desiderano per un gesto di riconciliazione, e quindi disegnare una conclusione finale.
Il 61% tedeschi, prende anche in considerazione che l'occuparsi di cultura e di storia russa potrebbe essere ulteriormente approfondito.
Il 63% dei tedeschi crede che "la riconciliazione e riavvicinamento" sono stati minacciati da eventi politici attuali.
Dal lato russo il 47% si sente questo pericolo.
Ma il fattore decisivo è, che l'81% dei tedeschi approva a lavorare più strettamente con la Russia.
Il 62% russi vogliono la stessa cosa.
Solo il 15% tedeschi sono contro questo tipo di approccio, una minoranza estremamente irrilevante.
In confronto, il 59% tedeschi ha parlato per un (ancora) una più stretta cooperazione con gli Stati Uniti.
Massima rivelazione è il modo in cui entrambe le nazioni si percepiscono a vicenda: 37% tedeschi vedono la Russia come "concorrenti", in Russia solo il 21%.
Il 33% dei tedeschi e il 34% dei russi vedono l'altro come vicini di casa.
Il 21% dei russi vede i tedeschi come "partner", quando al contrario solo il 9% dei tedeschi li vede.
Il mantenimento delle sanzioni è, forse, la domanda più importante: quasi il 70% dei tedeschi vuole "riprendere la cooperazione", e così porre fine alle sanzioni.
In Russia, anche il 79% è a favore di questa fase.
Un fenomeno: con il livello di istruzione sempre più la volontà di comunicare con i vicini diminuisce.
Che ognuno tragga le proprie conclusioni da questo.
Il riavvicinamento politico tra la Germania e la Russia il 95% degli intervistati tedeschi percepiscono come "importante" o "molto importante", però, anche una grande maggioranza del 84% dei russi vede questo viceversa.
Questo voto per la pace e la comprensione è chiaro.
Da questo punto di vista l'Estraneo della vicenda tra le due Nazioni lo si riconosce a macchia di leopardo.

Fonte:http://russia-insider.com/en/politics/russia-germany-two-nations-want-peace/ri14580

DISCRIMINAZIONE DEI RUSSI: ISINBAYEVA LOTTA PER IL DIRITTO DI COMPETERE ALLE OLIMPIADI DI RIO 2016


Quando gli Stati Uniti dell'amministrazione di Barack Obama hanno intenzione di discriminare una detta categoria di persone, utilizzano tutti i mezzi possibili per discrininarne i loro successi con false accuse che vengono ripetute sui media occidentali e nella Comunità Europea fino a quando non sembrano vere, anche se è piuttosto scontato che non lo sono.
Purtroppo la nuova Guerra Fredda che il presidente americano ha volutamente sollevato contro la Federazione Russa risuona molto degli echi di qualcosa che non si sentiva da decenni, un vero e proprio tentativo di fare contro i russi una sorta di razzismo e discriminazione dei loro successi, sia a livello politico, sia a livello nazionale e ora anche nello sport.
Praticamente la Russia dopo l'inizio del 2000 ha iniziato a eccellere in maniera esemplare in molte categorie, prima fra tutte quelle dello sport, ma quello che si sta osservando per volontà del governo degli Stati Uniti è quella di sollevare false accuse appoggiata con false prove e raffinate manipolazioni.
Questo è un chiaro tentativo di mettere all'angolo e sminuire una popolazione e una superpotenza mondiale che ha dimostrato di svilupparsi a livelli preoccupanti per i cosidetti partner oltreoceano e i loro interessi a livello mondiale, politici e non.
Un'eccezionale sportiva russa di saltato con l'asta Yelena Isinbayeva ha minacciato di citare in giudizio l'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica (IAAF) se le avessero impedito di competere ai Giochi Olimpici quest'estate 2016, dicendo che il divieto viola i suoi diritti umani.
La Russia è stata sospesa dalla IAAF nel mese di novembre dopo la World Anti-Doping Agency (WADA) ha rivelato reati di doping sistemici.
L'organo di governo deciderà il mese prossimo se ripristinare la Russia in vista delle Olimpiadi di Rio nel mese di agosto.
"Nel caso di una decisione negativa per noi, io personalmente andrò in un tribunale internazionale in materia di diritti umani - e sono sicuro che vincerò", ha detto la doppia campionessa olimpica Isinbayeva.
"Certo che sono arrabbiato a causa di questa impotenza. Tutto quello che posso fare ora è il treno."
Isinbayeva è tornata ad allenarsi nel 2015 dopo la nascita della figlia dell'anno precedente e spera di partecipare alle sue quinte Olimpiadi.
La campionessa del mondo sette volte, che stava parlando dalla sua casa via Skype in un'intervista organizzata dai funzionari della pista russi, ha mostrato i documenti durante la chiamata che ha indicato i test di droga che aveva da poco passato.
"Spero davvero che questo venga risolto positivamente - me lo merito, è mio diritto", ha aggiunto Isinbayeva.
"Tutti i nostri giovani, di talento, gli atleti puliti meritano. Se mancano Rio, quattro anni è un tempo lungo.
"Sono pazza. Come vi sentireste? Questa è la mia possibilità di vincere un terzo oro olimpico e scrivere un altro capitolo della mia storia, ma mi è stato chiesto di pagare per gli errori degli altri.
"Ho lavorato duramente per tornare dal parto. Questo potrebbe essere un grande risultato per le donne.
"C'è così tanto negatività sulla Russia al momento, ma il doping non è solo un problema russo.
"Gli atleti provenienti da America, Giamaica e un sacco di altri paesi hanno fallito i test e sono tornati due anni dopo. Solo in Russia l'intera squadra vietata. E 'discriminazione".
Altrove, un consigliere del ministro dello sport russo ha detto il governo del paese supporta piani per rendere il doping un reato penale.
Natalya Zhelanova ha confermato che il governo spera di ottenere che la legge venga approvata per il 2017, il targeting allenatori e funzionari che aiutano gli atleti con il doping.
"E 'una procedura abbastanza lunga, ma ora tutti hanno capito che siamo in crisi e dobbiamo fare passi rapidi per risolvere la situazione", ha detto Zhelanova.
Il nuovo capo della federazione pista russo, Dmitry Shlyakhtin, ha mantenuto che la Russia era sulla strada giusta per soddisfare le condizioni IAAF per la reintegrazione, dicendo il 90 per cento era stato raggiunto.
Tra questi, i test in più per squadra di atletica nazionale della Russia negli ultimi mesi e una revisione del senior management.
Shlyakhtin ha fatto capire che la pressione politica poteva tenere la Russia fuori dei giochi di Rio, dicendo che i paesi come la Bielorussia, l'Ucraina, l'India e la "particolare Cina" devono essere accuratamente indagati.
Egli ha spiegato che i funzionari internazionali ignorato alcune violazioni.
"I freni sono messi in un sacco di problemi e se ne vanno", ha detto. "Facciamo tutti fair play secondo una serie di regole."
Casi simili nel tentativo di isolare e discriminare la Russia nei grandi eventi sportivi erano arrivati anche sulla presunta corruzione di Blatter con i mondiali di calcio in Russia nel 2018 e addirittura le insinuazioni di un'elaborato sistema di dopaggio, attuato addirittura dai servizi segreti russi ai membri russi delle Olimpiadi Invernali di Sochi nel 2014.
Ovviamente tutte queste insinuazioni erano prive di prove ed erano avvenute ad anni di distanza dagli eventi sportivi.
Naturalmente due casi fanno una coincidenza, tre fanno un fatto e in questo si osserva semplicemente una mano politica che mira semplicemente a discriminare i reali successi della Russia.


Fonte:http://russia-insider.com/en/discrimination-against-russia-isinbayeva-fight-right-compete-rio-2016-olympics/ri14566

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA CONFERMA CHE LA FEDERAZIONE RUSSA E' FUORI DALLA RECESSIONE DA SEI MESI


L'economia russa è stato fuori dalla recessione da più di sei mesi, ha confermato il Ministro dello Sviluppo Economico Alexei Ulyukayev o durante un briefing al vertice Russia-ASEAN.
Il PIL della Russia potrebbe andare meglio rispetto alla previsione ufficiale, che ha previsto un calo del 0,2 per cento, ha detto Ulyukayev, attribuendolo a aumento dei prezzi del petrolio.
Il ministro ha aggiunto che l'economia della Russia si è completamente adattata alle sanzioni imposte dall'Occidente nel 2014 dopo la scelta della Crimea di entrare con la Federazione Russa e il mai dimostrato coinvolgimento nella crisi in Ucraina orientale.
Ha detto che vi è un'elevata possibilità che le sanzioni sulla Russia saranno prolungati, a partire dal 1 ° luglio.
In questo caso, della Russia le "contro-sanzioni naturalmente rimarranno sul posto" ha confermato Tass.

Fonte:http://russia-insider.com/en/economy-minister-says-russia-has-been-out-recession-six-months/ri14593

LA FEDERAZIONE RUSSA EDIFICHERA' LA PRIMA BASE NUCLEARE LUNARE ENTRO IL 2035


Specialisti presso l'Accademia di cosmonautica russa stanno progettando una base lunare a propulsione nucleare.
Secondo i rappresentanti dell'accademia, la costruzione della base lunare potrebbe iniziare in un prossimo futuro, tra 2030-2035 un tempo storicamente piuttosto prossimo.
Il Presidente dell'Accademia Russa delle cosmonautica, Igor Barmin, ha dichiarato che la Russia considera tutti gli aspetti della costruzione di una base lunare.
Per la struttura principale del complesso, una varietà di opzioni può essere utilizzata, tra cui moduli gonfiabili e trasformabili.
Igor Barmin crede che si possa fornire unità di elevata di prefabbricazione alla luna.
Le unità saranno in grado di produrre energia nucleare per la stazione.
L'energia nucleare sarà l'alimentazione principale della base lunare, conferma il Presidente dell'Accademia Russa.
È stato osservato che l'Agenzia spaziale europea e Roskosmos stanno pianificando una serie di missioni sulla Luna per stimare le possibilità per la costruzione di insediamenti permanenti lì.

Fonte:ttp://russia-insider.com/en/russia-build-nuclear-powered-base-moon-2035/ri14583

mercoledì 25 maggio 2016

SUCCESSO ECONOMICO IN ROMANIA (SENZA EURO) PIL 2016 E 2017 +4,2% ANNUO


La Commissione nazionale di previsione della Romania indica, nel rapporto economico di primavera, una tendenza al rialzo della crescita economica, che dovrebbe segnare un Pil a +4,7% nel 2019, sostenuta dalla crescita degli investimenti piuttosto che dei consumi. Le previsioni di primavera della Cnp sono state modificate solo marginalmente rispetto alle previsioni dell'autunno 2015 quando è stato previsto un Pil per il 2016 e il 2017 in crescita a +4,2%, dato confermato anche dalla Commissione Ue e dall'Fmi. In sostanza, la Romania quest'anno e l'anno prossimo crescerà quasi il triplo della Germania e quattro volte l'Italia. Da notare che Germania e Italia usano l'euro, la Romania si è sempre rifiutata di adottarlo.


Fonte:http://www.ilnord.it/b-9096_BOOM_ECONOMICO_IN_ROMANIA_SENZA_EURO_PIL_2016_E_2017_42_ANNUO

I COSIDETTI "JOBS ACT" CHE CHIEDE L'EUROPA SONO RIFIUTATI DALLA POPOLAZIONE BELGA E FRANCESE


A partire dalla Francia la nuova riforma del lavoro che l'Europa vuole imporre tramite il presidente Hollande alla popolazione francese sta da ormai diverse settimane scatenando massicce proteste, scontri e scioperi di massa alla quale hanno preso parte centinaia di migliaia di persone, chiaro sintomo che un numero così elevato indica quanto sia opinione diffusa di quanto queste politiche siano solo dannose per il lavoratori.
Secondo i sindacati, complessivamente sono scese in piazza 220mila persone in tutta la Francia per l'introduzione degli emendamenti alla legislazione del lavoro.
La rabbia e le preoccupazioni dei cittadini nascono dalla volontà dell'attuale governo di liberalizzare il mercato del lavoro. In Francia già da 2 mesi si registrano scioperi e manifestazioni.
Nonostante ciò il presidente Hollande sta cercando di farla passare ad ogni costo affermando che quelli che protestano sono solo una "minoranza", in questo modo cerca disperatamente di resistere nonostante già la sua popolarità quanto il suo appoggio popolare siano ai ferri corti.
E' probabile che se la legge passerà senza il consenso popolare gli scontri continueranno a infiammare la Francia in modo peggiore.
Un fenomeno simile sta avvenendo in Belgio, dove per una simile riforma del Jobs Act belga, ha innescato anche qui massicce proteste e scontri, un chiaro sintomo che le riforme del lavoro che la Commissione Europea vuole imporre ai Paesi europei è più un qualcosa di controverso che non asseconda le necessità dei lavoratori europei.
L'ennesimo caso di incompetenza nelle politiche dell'Europa.
Dopo la Francia, messa in ginocchio dagli scioperi e dall'occupazione delle raffinerie, ieri tensioni si sono registrate anche in Belgio, dove a Bruxelles si è svolta una manifestazione contro la riforma del mercato del lavoro promossa dal governo di Charles Michel.
Dieci persone, di cui due poliziotti, rimasti feriti al termine di un pomeriggio che ha visto una parte dei 50mila manifestanti staccarsi dal gruppo e cercare ripetutamente il contatto con i cordoni di agenti schierati nella capitale belga.
Nel mirino dei tre principali sindacati belgi promotori della mobilitazione di ieri c'è la legge Peeters, che interviene sulla disciplina degli orari di lavoro, ma la protesta si è presto allargata a quanto chiedono lo stop al taglio dei servizi pubblici e quanti si oppongono all'innalzamento dell'età pensionabile.
La politica europea gestita da Bruxelles continua a far discutere in modo acido, sia i politici di governo dei Paesi membri ma ancor di più le popolazioni che si ritrovano essere vittime accomunate da tagli e problemi simili nel settore dell'occupazione, ma non solo.


DONALD TRUMP TRIONFA NELLO STATO DI WASHINGTON CON IL 76%


Il candidato Repubblicano in corsa per la nomination alla Casa Bianca, Donald Trump, si avvicina ancora di più alla nomination del partito, aggiudicandosi con il 76% dei consensi, le primarie nello Stato di Washington.
Con poco più della metà dei duemila seggi scrutinati, il tycoon newyorchese si è assicurato la gran parte dei 44 delegati previsti per queste primarie, raggiungendo quasi la cifra dei 1.237 delegati complessivi a livello nazionale, necessari per la nomination a candidato presidenziale.
Lo riferisce l'emittente statunitense Cnn.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160525/2749412/trump-vittoria-washington-76-percento.html#ixzz49gG8wy7y

martedì 24 maggio 2016

L'AUSTRIA PROSEGUE LA COSTRUZIONE DELLA BARRIERA ANTI IMMIGRATI AL BRENNERO


VIENNA - Al Brennero nonostante quanto aveva annunciato il ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka, continua la costruzione della barriera che sarà usata per il cosiddetto ''management dei migranti'' quando gli austriaci lo giudicheranno opportuno. ''Sono già stati predisposti i pilastri e nei prossimi giorni verrà fissato il tetto della struttura che come al valico di Spielberg con la Slovenia sarà usata per identificare i migranti in arrivo, se lo si riterrà necessario'' ha detto un portavoce della polizia tirolese. Per conseguenza, se il governo Renzi credeva che con la vittoria contro Hofer della destra alle presidenziali di domenica scorsa fosse cambiato l'orientamento anti-migranti dell'Austria, i fatti concreti lo smentiscono.

Fontehttp://www.ilnord.it/b-9103_LAUSTRIA_PROSEGUE_LA_COSTRUZIONE_DELLA_BARRIERA_ANTI_IMMIGRATI_AL_BRENNERO

LE NUOVE TESTATE RUSSE S-500 DI QUINTA GENERAZIONE RENDONO INUTILE LO SCHIERAMENTO NATO


L’esercito russo si prepara a testare i primi prototipi del sistema di difesa aerea e missilistica di nuova generazione S-500 Prometej, anche noto come 55R6M “Trjumfator-M”. L’arma non è un aggiornamento, ma un sistema di (nuova) quinta generazione capace di distruggere missili balistici intercontinentali, veicoli spaziali, missili cruise ipersonici e aeroplani che volano a velocità superiori a Mach 5.
L’S-500 dovrebbe essere molto più potente dell’attuale S-400 Trjumf. Per esempio, il tempo di risposta è solo 3-4 secondi (per confronto, il tempo di risposta dell’S-400 è nove o dieci secondi). L’S-500 può rilevare e attaccare contemporaneamente (alla velocità di 8 km/s) dieci testate di missili balistici a 600 km di distanza che volano alla velocità di 8 km al secondo. Il Prometej può ingaggiare bersagli a 200 km di quota, come missili balistici in orbita a distanze pari a 720 km.
Gli esperti ritengono che il sistema possa colpire i missili balistici intercontinentali nella fase finale e centrale del volo. Alcune fonti riportano che il sistema S-500 può rilevare un missile balistico a una distanza di 2000 km e le testate dei missili balistici ad una distanza di 1300 km.
Il sistema può distruggere i missili balistici prima che le loro testate rientrino nell’atmosfera. Costruito per le operazioni per “nascondersi, sparare e spostarsi”, l’S-500 dovrebbe essere altamente mobile e in grado di attivarsi rapidamente, utilizzando una rete di radar per il puntamento a grandi distanze.
Il sistema di difesa antimissile utilizzerebbe il radar di gestione in combattimento 91N6A(M), un radar di acquisizione 96L6-TSP modificato, il nuovo radar d’ingaggio multimodale 76T6 e il radar d’ingaggio dei missili balistici 77T6. Sarebbe anche progettato per distruggere gli intercettori. Il sistema avrà nuovi sistemi di comunicazione radio che non hanno eguali per qualità, distanza di trasmissione dei dati e furtività.
“Attualmente, la società sviluppa i prossimi sistemi di comunicazione radio di sesta generazione completando le varie tecnologie militari, anche dei sistemi missilistici aria-superficie già presenti nelle forze armate e futuri”, notava una fonte dell’industria della difesa russa. I canali radio altamente protetti lo renderanno immune alle intercettazioni. Il Prometej diverrebbe operativo nel 2017 con 10 batterie ordinate.
“Ci aspettiamo che i primi esemplari del sistema missilistico antiaereo S-500 siano consegnati presto”, aveva detto il Tenente-Generale Viktor Gumjonnij, comandante delle truppe della Difesa Aerea delle Forze Aerospaziali russe alla TV Rossija-24.
Le prime unità saranno schierate intorno a Mosca e nella zona centrale del Paese. 5 batterie di missili S-500 entreranno in servizio entro il 2020. Gli S-500 saranno integrati con S-400, S-300VM4, S-350 e altre armi per creare una rete di difesa aerea integrata. Il Vicecomandante della Difesa Aerea russa Tenente-Generale Sergej Razygraev ha detto che l’S-500 diventerà un elemento della difesa nazionale missilistica strategica.
I funzionari della difesa degli Stati Uniti ritengono che i migliori aerei da guerra stealth nell’arsenale del Pentagono non saranno efficaci contro l’S-500. Come un funzionario dell’industria degli Stati Uniti ha osservato, “Mosca è riuscita a continuare a sviluppare il sistema di difesa aerea avanzato senza degradarne molto le capacità. In effetti, alcune nuove armi, come l’S-500, sono così efficaci che molti funzionari della difesa degli Stati Uniti temono che anche gli aerei invisibili F-22, F-35 e B-2 potrebbero avere problemi nell’affrontarli”. Non capita spesso che un’arma da difesa aerea relativamente poco costosa possa rendere obsoleto un programma per caccia da miliardi di dollari, ed è esattamente ciò che il sistema missilistico S-500 farà col nuovo caccia stealth statunitense F-35, noto per aver l’avanzata elettronica che ne migliorare la capacità d’inganno. Ma non riguarderà il Prometej, Il sistema S-500 è progettato per evitare contromisure e stealth utilizzando grandi e potenti radar assai resistenti al disturbo. Inoltre, ha anche un set di tre missili di raggio variabile fornendo una difesa a strati sovrapposti.
Dati l’estremamente lungo raggio e le capacità effettive da guerra elettronica, l’S-500 è un’arma rivoluzionaria che sfida le capacità militari attuali a livello operativo bellico. Il sistema è unico e senza precedenti nel mondo.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/05/20/s-500-nuova-rivoluzionaria-arma-della-russia/

L'ALGERIA SI AVVICINA AL BLOCCO ANTI-NATO


Mentre la crisi siriana si trascina e le speranze di una risoluzione pacifica o, per lo meno, del ritorno alla relativa normalità in Libia sembrano molto distanti, l’Algeria dovrebbe, ormai, iniziare a sospettare che possa presto trovarsi nel mirino anglo-statunitense. Vi sono sempre più prove che l’Algeria fa proprio questo. Dopo essere sopravvissuta al tentativo di destabilizzazione d’ispirazione occidentale e alla “primavera araba”, rivoluzione colorata orchestrata dall’occidente, l’Algeria ha fatto tutto il possibile per aumentare la sicurezza ai confini. Perciò ha una maggiore cooperazione con la vicina Tunisia, bersaglio dei terroristi sostenuti dalle nazioni occidentali e del GCC. Dopo aver agito rapidamente e con pugno di ferro, ogni tentativo d’interferire nel governo algerino è stato annullato durante le rivoluzioni colorate e la destabilizzazione ideate dagli USA.
Tuttavia, anche se le proteste della “primavera araba” furono brevi e inefficaci, l’Algeria non si è semplicemente riposata sugli allori successivamente. In realtà, l’Algeria si è mossa per aumentare la sicurezza e migliorare le capacità militari collaborando con i vicini per garantirsi che non siano preda di destabilizzazione o rivoluzioni colorate in futuro. L’Algeria ha anche approfondito i legami con la Russia e i Paesi che fanno parte del Blocco anti-NATO, non ufficiale ma sempre più evidente. In altre parole, l’Algeria si avvicina al blocco multipolare delle nazioni che cercano di agire come forza contraria alle potenze della NATO.
Due esempi notevoli di maggiore cooperazione tra Algeria e l’alleanza anti-NATO sono la recente consegna di 40 elicotteri d’attacco dalla Russia e la recente visita diplomatica in Siria del governo algerino. L’elicottero, noto come “Night Hunter” viene indicato come uno dei migliori al mondo, in grado di svolgere missioni di giorno, notte e in condizioni climatiche avverse. L’elicottero è dotato della capacità di modificarne la guida permettendo al velivolo di essere pilotato dal pilota e dall’operatore. La consegna degli elicotteri russi all’Algeria non è una novità. Nel 2005-2006 la Russia le fornì 28 Su-30MKA, 16 addestratori Jak-130 e 185 carri armati T-90S. Nel 2015, un contratto venne firmato per la fornitura di 14 caccia Su-30MKA nel 2016-2017. Il trasferimento degli elicotteri Mi-28 è il risultato di un accordo bilaterale tra Russia e Algeria. “L’esercito algerino è soddisfatto dalla qualità delle armi russe, dimostratesi ottime nelle condizioni particolari di qui, nel deserto con temperature estremamente elevate e tempeste di sabbia. Quindi ci sono buone prospettive per proseguire una stretta cooperazione nel settore tecnico-militare su una vasta serie di forniture“, aveva detto Aleksandr Zolotov, ambasciatore russo in Algeria, a RIA Novosti.
Eppure, se le consegne non sono una notizia di per sé, il contesto in cui si verificano vanno discusse.
L’Algeria, naturalmente, è sempre interessata dalle crescenti attività dello SIIL nella regione, in particolare Libia e Tunisia e si concentra sulla polizia ai confini con i due Paesi e con Niger e Mali per tale motivo. Il governo algerino, che ha reagito rapidamente alle minacce terroristiche in passato, è forse preoccupato che gli attacchi dello SIIL possano eventualmente cominciare ad avvenire entro i propri confini, in particolare a seguito di futuri interventi occidentali sul governo. A febbraio, Algeria e Russia avviarono il piano per approfondire la cooperazione economica e militare bilaterale. Sulla Siria, il 25 aprile 2016 segnava la prima visita ufficiale in Siria dal 2011 di un funzionario algerino, segnalando la crescente tendenza ad aumentare legami e cooperazione con la nazione assediata, nonostante pianti e urla di Stati Uniti, Unione europea e NATO. In precedenza, sempre a marzo, il Ministro degli Esteri siriano Walid Mualam visitò la capitale algerina con l’obiettivo dichiarato di approfondire e rafforzare i legami economici tra i due Paesi. Come scrive Ulson Gunnar nel suo articolo, “La guerra fasulla di Washington contro lo SIIL passa in Libia“, “La Siria non solo non è più sicura per lo SIIL, ne è diventata la tomba in cui viene sepolto vivo. Questo grazie non alla campagna antiterrorismo di Washington e alleati, ma per le operazioni veloci e riuscite di Mosca, Teheran ed alleati. In effetti, con le linee di rifornimento del SIIL dalla Turchia tagliate e le sue forze ricacciate dal territorio siriano, la liquidazione della sua presenza in Siria è ben avviata. Allo stesso modo in Iraq, le finte operazioni degli Stati Uniti per fermare lo SIIL sono sostituite dalla crescente cooperazione tra Baghdad, Teheran e Damasco. Ciò che era iniziato come tentativo di dividere e distruggere l’arco d’influenza dell’Iran nella regione, l’ha galvanizzato invece.
Scacciare le forze mercenarie dello SIIL dalla regione è fondamentale per garantirsi che “vivano per combattere un altro giorno”, ed inviandole in Libia Washington ed alleati sperano siano lontane dalla sempre più potente coalizione che sul serio le combatte nel Levante. Inoltre, inviandole in Libia permette ad altri “progetti” nati dalla “primavera araba” d’essere rivisitati, come ad esempio destabilizzare e distruggere Algeria, Tunisia e forse ancora l’Egitto.
E la presenza dello SIIL in Libia potrebbe essere usata come pretesto per un intervento militare ampio ed aperto in Africa delle forze statunitensi ed alleate europee e del Golfo Persico.
Come gli Stati Uniti hanno fatto in Siria, effettuando operazioni per un anno e mezzo senza assolutamente alcun risultato se non mantenere in piedi le proprie forze di ascari continuando a minare e minacciare le nazioni prese di mira, potranno altresì farlo con lo SIIL in Libia e relativa inevitabile e prevedibile ulteriore espansione”. Infatti Gunnar riassume ciò che l’Algeria sa e teme riguardo SIIL e piano NATO/anglo-USA per l’egemonia mondiale.
Perciò l’Algeria si prepara al possibile interesse occidentale a uno specifico intervento, passando dalla Siria alla Libia e oltre. Anche se non è una notizia sconvolgente, la crescente predilezione dell’Algeria per il Blocco Russo è un ulteriore segno della perdita d’influenza di Washington nel mondo e della crescente bancarotta di Stati Uniti e NATO.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/05/21/lalgeria-si-avvicina-al-blocco-anti-nato/

LA FEDERAZIONE RUSSA UNISCE RAPPORTI CON I MEMBRI DELL'ASEAN CON LA SCO E L'UNIONE EURASIATICA


Impercettibilmente, la Russia è certamente sulla buona strada per costruire relazioni positive, se non alleanze strategiche, nella regione che la circonda. Mentre l’occidente e i suoi forti alleati nella regione vedono la mossa come parte dell'”espansionismo” della Russia, altri la vedono come modo di controbilanciare la posizione degli Stati Uniti nella regione. Mosca fornisce a numerosi ex-alleati degli Stati Uniti la tanto necessaria alternativa per diversificare la politica estera. Questa diversificazione è visibile nella regione. Per esempio, Paesi come India e Afghanistan hanno iniziato a sostenere la posizione della Cina sul Mar Cinese Meridionale. L’impegno della Russia coi Paesi della regione implica, almeno in teoria, è molto meno dipendente dagli Stati Uniti e dal loro fragile impegno alla sicurezza, impegno cui Washington non ha aderito in Medio Oriente. Al contrario, l’alternativa russa sembra avere un potenziale enorme dato che arriva sotto forma di cooperazione statale e bilaterale, anche attraverso le organizzazioni regionali. La Russia ha intenzione di tenere il suo versione Russia-ASEAN ed ha anche in programma un’estesa cooperazione con ASEAN, Unione Eurasiatica economica (EEU) e Shanghai Cooperation Organization (SCO). Dettagli sulle “consultazioni” tra questi gruppi regionali è probabile emergano dopo gli incontri. Alcuni Paesi regionali, come le Filippine, sono già protesi verso questa idea.
Parlando a Mosca il 13 maggio, l’ambasciatore delle Filippine in Russia Carlos Sorreta ha detto: “Gli attributi di questa cooperazione riflettono la possibile partnership strategica, ma richiedono un lavoro sodo per riunire persone ed istituzioni“. L’ASEAN è di per sé un enorme mercato. La Russia vi vede l’opportunità di espandersi economicamente. L’ASEAN è una delle organizzazioni internazionali di maggior successo al mondo che riunisce 604 milioni di persone che producono oltre 2 miliardi di dollari di PIL. E’ un luogo in cui tre degli Stati più potenti del mondo, Stati Uniti, Cina e Russia, competono per l’influenza negli ultimi tre decenni.
L’impegno della Russia con l’ASEAN e il suo entusiasmo per la cooperazione regionale e sovra-regionale hanno forti fondamenti economici e strategici. Sulla cooperazione economica, interessa il recente accordo tra Russia, Iran e Azerbaigian per creare un Corridoio nord-sud lungo il Mar Caspio, che probabilmente trasformerà le economie dell’Eurasia dalla Russia all’associata allo SCO India. Il corridoio collegherà alcune delle maggiori città del mondo, come Mumbai, Mosca e Teheran al porto sul Caspio di Bandar Anzali in Iran e da lì al porto russo di Astrakhan, alla foce del fiume Volga.
Il corridoio in ultima analisi, collegherà India, Iran e Azerbaigian a Paesi e mercati dell’UEE comprendente Armenia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan e Bielorussia.
Dal punto di vista strategico, vi è la cooperazione militare e i responsabili politici russi vi danno notevole importanza. Alla prima riunione dei ministri della Difesa della Russia-ASEAN di aprile 2016, il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu ha detto: “Ci concentriamo sull’espansione dei contatti coi Paesi ASEAN in modo bilaterale. A questo scopo, una serie di incontri coi ministri della Difesa degli Stati dell’associazione è in programma, nel corso della quale la cooperazione militare e tecnico-militare sarà discussa in particolare“. La finestra per la cooperazione militare tra Mosca e alcuni alleati scontenti degli Stati Uniti, come la Thailandia, si è già aperta. Il Primo ministro thailandese Prayuth Chan-Ocha ha proposto una visita a Mosca a maggio, nel tentativo di ridurre la tradizionale dipendenza della Thailandia dagli Stati Uniti.
Materiale militare russo può essere visto in Thailandia. Elicotteri Mi-17 russi cominciano a sostituire i Blackhawk degli Stati Uniti. Il vecchio arsenale tailandese di carri armati statunitensi M-60, M-48 e M-41 potrebbe presto essere sostituito dai T-90 russi. L’influenza degli Stati Uniti nella regione è sempre più messa in discussione, se non sostituita, per via dei propri interventi nelle questioni politiche interne degli alleati nella regione in nome della “democrazia” o della protezione dei “diritti umani”.
È un dato di fatto che le prospettive di un’estesa cooperazione tra Thailandia e Russia abbiano ravvivato, involontariamente forse, la pessima politica di Stati Uniti e Unione europea verso la Russia. Mentre la Thailandia è da tempo obiettivo dell’interventismo degli Stati Uniti, la Russia è stata costretta a guardare verso la Thailandia per le importazioni agricole a causa principalmente delle sanzioni USA-UE imposte a Mosca a seguito del conflitto in Ucraina.
Offrendo ai Paesi cose da cui tradizionalmente dipendevano dagli Stati Uniti, la Russia cerca di costruire una rete di relazioni che consenta ad essa e agli Stati membri dell’ASEAN di operare in modo relativamente indipendente dagli Stati Uniti. Per la Russia, almeno l’indipendenza da Stati Uniti e UE sulle importazioni le consentirebbe di perseguire i propri obiettivi e proteggere i propri interessi in Europa e Medio Oriente in modo più aggressivo.
Pragmatici per come appaiano, questi sviluppi possono portare a risultati che tratterrebbero o limiterebbero l’influenza degli Stati Uniti, se non ad eliminarla del tutto, in misura tale che gli Stati Uniti potrebbero trovarsi incapaci di operare coi loro tradizionali metodi di dominio e coercizione diplomatica.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/05/21/la-russia-costruisce-legami-con-gli-scontenti-alleati-degli-usa-in-asia/

LA FEDERAZIONE RUSSA STA LAVORANDO SULLA COSTRUZIONE DI FERROVIE PIU' VELOCI DEGLI AEREI


I ricercatori russi stanno lavorando su tecnologie di trasporto ad alta velocità simili al sistema Hyperloop, ha confermato il ministro dei Trasporti russo Maxim Sokolov.
"I nostri scienziati stanno anche lavorando alla realizzazione di tali progetti [come il Hyperloop] la ricerca iniziale è in corso alla St. Petersburg State University Trasport, due anni fa, mi è stato mostrato un prototipo. La pista percorsa da un contenitore ferrovio portata dalla levitazione magnetico non è molto lunga ancora, ma questi concetti tecnologici sono già stati provati e testati da specialisti russi " ha detto Sokolov.
Egli ha aggiunto che la Russia ha chiaramente compreso che le tecnologie che potrebbero fornire alle persone servizi di trasporto ad alta velocità hanno avuto un notevole potenziale.
Il concetto Hyperloop è stato proposto da un prominente uomo d'affari e ingegnere Elon Musk e, successivamente, è stato reso disponibile al pubblico.
Il concetto prevede l'impiego di capsule di trasportati tramite tubi a bassa pressione, che consentano di raggiungere velocità superiore a quella dei treni ad alta velocità e aerei.
Il 12 maggio, una startup di Los Angeles chiamata Hyperloop One ha condotto il primo test di un sistema di trasporto di propulsione ad alta velocità.


Fonte:http://russia-insider.com/en/politics/russia-working-trains-faster-planes/ri14468

BROGLI ELETTORALI SULLE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN AUSTRIA

Da più fonti si segnalano chiari indizi di brogli elettorali sulla presidenza austrican

”Davvero strane queste elezioni austriache: ieri le urne hanno dato come risultato la vittoria del nazionalista Hofer, inviso alla troika europea, ed oggi scopriamo che il presidente è l’ecologista pro immigrati Van der Bellen grazie ai voti per corrispondenza, che hanno ribaltato l’esito del ballottaggio. In una situazione così delicata ed incerta, qualche dubbio sulla regolarità di quanto accaduto nasce spontaneo… oggi si è bloccato il server che raccoglieva i dati delle schede decisive, dopodiché sono stati diffusi i risultati definitivi che corrispondono in modo sospetto, alla virgola, a quelli ipotizzati ieri dalle proiezioni..." lo scriveva il 23 aprile su Facebook il leghista Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato.
Il capo del Fpoe Strache, del cui partito Hofer era candidato, sta denunciando brogli elettorali pazzeschi sulla sua pagina Facebook.
Il responsabile del dipartimento elettorale ha dichiarato di aver contato 700.000 voti postali validi, ma attualmente ne risultano 766.000!
La situazione diventa particolare, oltre alle informazioni date dalle reti televisive che davano i due candidati a pari voti a differenza di quanto affermato dal Ministero degli Interni austriaco, si è aggiunta anche questa nuova pesante dichiarazione. A Waidhofen/Ybbs risulterebbe un’affluenza al voto pari al 149%, un dato anomalo che può essere frutto di un errore da parte del computer dell’Ufficio elettorale così come no.
Certamente dati che fanno pensare e lanciano nuove ombre su una corsa alle presidenziali molto sofferta.
I fan di Norbert Hofer, il candidato di destra risultato sconfitto per colpa dei voti per corrispondenza, pensano che qualcosa sia andato storto. Numeri "anomali" nel conteggio che ha incoronato l'ecologista Alexander Van der Bellen presidente d'Austria.
I focolai di protesta sono stati incoraggiati da una notizia pubblicata dal quotidiano austriaco heute.at sulla versione online, poi ripresa anche nell'edizione cartacea odierna. Un articolo nel quale viene evidenziato un dato "irregolare" riferito agli scrituni che ieri hanno consegnato la vittoria ai Verdi. Nel collegio "Waidhofen an der Ybbs", infatti, l'affluenza al voto è stata del 146,9%. Più i votanti degli aventi diritto: 13.262 quelli che si sarebbero recati alle urne contro i soli 9.026 che avrebbero potuto partecipare alla consultazione elettorale.
Quasi sicuramente si tratta di un errore del sistema di conteggio. O probabilmente qualcuno ha sbagliato a inserire i dati. Intanto il ministero dell'Interno austriaco ha "bloccato la pubblicazione dei risultati elettorali fino al primo giugno", percisando che anche qualora cambiasse il conteggio sul distretto, il responso non intacchrebbe la vittoria finale di Van der Bellen.
Lo scarto così basso (appena 31mila voti) tra i pretendenti al trono della presidenza dell'Austria ha alimentato però molti sospetti. Sono tantissimi gli elettori di Hofer che invitano il loro leader a fare ricorso contro il risultato finale uscito dalle urne.


PERICOLOSO EPISODIO DI RADICALIZZAZIONE ISLAMICA IN AUSTRIA


A Vienna, in Austria, una pattuglia islamica che risiedeva nel posto ha deciso di imporre l'applicazione della sharia [legge islamica] ha picchiato duramente un uomo locale che cercava di proteggere la moglie e ragazza che "ha rifiutato di tornare a casa" per ordine della milizia musulmana.
Il quotidiano britannico riporta il Daily Express ( fonte ):
Una corte ha sentito il gruppo di giovani che si fanno chiamare "i lupi". Si erano avvicinati alla moglie della vittima, sua figlia e gli amici di questi ultimi.
Avevano detto alle ragazze, di età compresa tra 14 e 16 anni, che erano comportate in un "inappropriato" e ordinato loro di persino "andare a casa".
Il gruppo tra cui la moglie ha detto: "Noi, e solo noi, porteremmo le ragazze a casa. Queste sono le ragazze del nostro paese. "
Terrorizzata, la madre ha chiamato il marito, che è arrivato rapidamente sulla scena prima di affrontare il gruppo.
In risposta, lo hanno picchiato selvaggiamente mentre la sua famiglia osservava la scena impotente.
Un passante che ha cercato di salvare la vittima è stata attaccata.
Tre individui sono stati identificati e condannati solo a pene detentive da 8 a 10 mesi di prigione.


Fonte:http://breizatao.com/2016/05/18/vienne-autriche-une-police-islamique-passe-tabac-deux-femmes-refusant-de-rentrer-chez-elles/

lunedì 23 maggio 2016

DIECI MOTIVI CHE SPIEGANO L'AGGRESSIONE ALLA LIBIA E L'ASSASSINIO DI GHEDAFFI


L’ex-leader libico Muammar Gheddafi fu ucciso “perché pensava che l’Africa era matura per sfuggire alla povertà coi propri mezzi, svolgendo il proprio ruolo nella governance globale“, aveva detto il presidente del Ciad Idris Deby, in un’intervista. Secondo il Capo di Stato ciadiano, era essenziale “farlo tacere”, aggiungendo che “la storia registrerà che gli africani non hanno fatto molto. Ci hanno ignorato e non fummo consultati. Gheddafi era sconvolto e imbarazzato“. “Fu lo stesso con Patrice Lumumba, in Congo. Perché l’uccisero? Perché Gheddafi fu ucciso? (…) Siamo fornitori di materie prime. Ma guardate dove siamo? Siamo molto arretrati“, ha detto il leader del Ciad da Abeche, la seconda città del Ciad.
Ecco in 10 punti perché Gheddafi doveva morire:

1) – Il primo satellite africano RASCOM-1
Fu la Libia di Gheddafi ad offrire la prima vera rivoluzione in Africa dei tempi moderni: assicurando la copertura universale del continente per telefonia, televisione, radio e molte altre applicazioni come telemedicina e istruzione a distanza; per la prima volta, una connessione a basso costo diventava disponibile nel continente, anche nelle zone rurali, con il sistema del ponte radio WMAX. La storia inizia nel 1992, quando 45 Paesi africani crearono la società RASCOM per avere un satellite africano e ridurre i costi di comunicazione nel continente. Le chiamate da e verso l’Africa allora avevano le tariffe più costose del mondo, perché c’era una tassa di 500 milioni di dollari che l’Europa incassava ogni anno dalle conversazioni telefoniche, anche all’interno dei Paesi africani, per il transito dei satelliti europei come Intelsat. Il satellite africano costava solo 400 milioni da pagare una sola volta, senza mai più pagare 500 milioni di affitto all’anno. Quale banchiere non finanzierebbe un progetto del genere, ma l’equazione più difficile fu: come lo schiavo si sbarazza dello sfruttamento servile dal padrone se cerca aiuto da quest’ultimo per raggiungere questo obiettivo? Così, Banca mondiale, Fondo monetario internazionale, Stati Uniti, Unione europea ingannarono questi Paesi per 14 anni. Nel 2006, Gheddafi pose fine all’inutile agonia dell’elemosina dai presunti benefattori occidentali che praticano prestiti a tassi usurari; la Guida libica mise sul tavolo 300 milioni di dollari, la Banca di Sviluppo africana 50 milioni, la Banca per lo Sviluppo dell’Africa occidentale 27 milioni, così l’Africa dal 26 dicembre 2007 ebbe il suo primo satellite per telecomunicazioni della storia. Nel processo, Cina e Russia s’inserivano, questa volta vendendo la loro tecnologia e permettendo il lancio di nuovi satelliti sudafricani, nigeriani, angolani, algerini e anche di un secondo satellite africano, lanciato nel luglio 2010. Ci aspettiamo per il 2020 il primo satellite al 100% tecnologicamente costruito sul suolo africano, in particolare in Algeria. Il satellite competerà con i migliori del mondo, ma a un costo 10 volte inferiore, una vera e propria sfida. Ecco come un piccolo semplice gesto simbolico di 300 milioni può cambiare la vita di un intero continente. La Libia di Gheddafi è costata all’occidente non solo 500 milioni di dollari all’anno, ma miliardi di dollari di debito ed interessi che tale debito avrebbe generato all’infinito e in modo esponenziale, mantenendo il sistema occulto per spogliare l’Africa.
2) – Base monetaria dell’Africa, Banca centrale africana, Banca di investimenti africana
I 30 miliardi di dollari sequestrati da Obama appartengono alla Banca centrale libica, previsti dalla Libia per la creazione della federazione africana attraverso tre progetti faro:

3) – Banca di investimenti africana a Sirte, in Libia e creazione nel 2011 del Fondo monetario africano con capitale di 42 miliardi di dollari a Yaounde,

4) – Banca centrale africana ad Abuja, in Nigeria, la cui prima emissione monetaria africana significava la fine del franco CFA attraverso cui Parigi domina alcuni Paesi africani da 50 anni.

5) – E’ comprensibile dunque ancora una volta la rabbia di Parigi contro Gheddafi. Il Fondo monetario africano doveva sostituire eventualmente tutte le attività sul suolo africano con cui il Fondo monetario internazionale, con solo 25 miliardi di dollari di capitale, ha saputo piegare un intero continente con privatizzazioni discutibili, obbligando i Paesi africani a passare dai monopoli pubblici a quelli privati. Sono gli stessi Paesi occidentali che chiesero di divenire membri del Fondo monetario africano e, unanimemente, il 16-17 dicembre 2010 a Yaounde gli africani respinsero tali lussuriosi, decidendo che solo i Paesi africani fossero membri del FMA.

I cinque fattori che motivarono Nicolas Sarkozy a combattere la guerra contro la Libia, secondo David Ignatius del Washington Post, “Blumenthal ricevette le informazioni sulla Libia da un ex-agente della CIA:
6) – Desiderio di una maggiore quota di petrolio libico;
7) – Aumentare l’influenza francese in Nord Africa;
8) – Migliorare la situazione politica interna in Francia;
9) – Offrire all’esercito francese la possibilità di ripristinare la sua posizione nel mondo;
10) – Rispondere alle preoccupazioni dei suoi consiglieri sui piani a lungo termine di Gheddafi per soppiantare la Francia come potenza dominante in Africa occidentale”.
Su quest’ultimo punto, il memorandum menziona l’esistenza del tesoro di Gheddafi, 143 tonnellate d’oro e quasi altrettanto di argento, trasferite da Tripoli a Sabha nel sud della Libia, una quindicina di giorni dopo l’avvio dell’operazione militare. “Quest’oro fu accumulato prima della ribellione e aveva lo scopo di creare della valuta panafricana supportata dal dinaro d’oro libico. Questo piano doveva fornire ai Paesi africani francofoni l’alternativa al franco CFA“.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2016/05/23/i-10-motivi-per-cui-loccidente-ha-ucciso-la-guida-libica-muammar-gheddafi/

IL PREMIER DELLA REPUBBLICA DI CRIMEA CONFERMA CHE MOLTI INVESTITORI INTERNAZIONALI STANNO INVESTENDO NELLA PENISOLA RUSSA


Molti investitori internazionali stanno operando in Crimea, scegliendo di non pubblicizzare la loro presenza. Lo ha affermato il premier della Penisola, Sergei Aksenov.
"I progressi sono tangibili — ha detto —, ma a seguito della situazione del paese e delle sanzioni anti-Russia, molti investitori hanno scelto di rimanere dietro le quinte e non pubblicizzare le loro attività".
Oltre il 96 per cento dell'elettorato della Crimea, che aveva votato nel referendum del 2014, ha fatto altrettanto a favore della secessione della Penisola dall'Ucraina e dell'adesione alla Russia. L'Occidente e Kiev non riconoscono i risultati del referendum e accusano Mosca di aver annesso l'ex regione ucraina.
La penisola finora è stata visitata da diverse delegazioni internazionali, tra cui una francese.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160518/2699383/russia-crimea-investitori-stranieri.html#ixzz49UnyjBBN

LE MISURE ADOTTATE DAL GOVERNO RUSSO HANNO RESO LIEVE LA RECESSIONE ECONOMICA


Le misure adottate dal governo russo hanno contribuito a ridurre gli shock della recessione economica. Lo sottolinea il Fondo monetario internazionale in una dichiarazione al termine della sua missione in Russia.
"La contrazione economica è meno profonda delle recessioni precedenti dal momento che il pacchetto economico adottato — un regime di cambio flessibile, iniezione di liquidità, stimolo fiscale limitata, e tolleranza normativa — ha attenuato il colpo e ha aiutato a ripristinare la fiducia e a stabilizzare il sistema bancario", ha scritto l'Fmi.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160520/2715886/russia-fmi-economia.html#ixzz49UnPteiV

CREMLINO: I RAPPORTI RUSSIA NATO TORNANO AI TEMPI DELLA GUERRA FREDDA

La situazione tra la Russia e la NATO sta tornando verso giorni rimasti molto indietro, ha risposto il segretario stampa del presidente russo Dmitry Peskov alla richiesta di confrontare i rapporti odierni della Russia con la NATO con quelli durante la Guerra Fredda.

"A giudicare dalla retorica, sta rapidamente tornando verso tempi che pensavamo essere rimasti molto indietro, ma purtroppo è l'essenza di questa organizzazione (NATO)… Per come si vede, è ancorata fermamente a questa retorica, che abbiamo sbagliato nel pensare che fosse rimasta nel passato", — ha detto Peskov.
Ha inoltre notato che la NATO è uno strumento progettato per fomentare il confronto.
"Per quanto sia uno strumento progettato esclusivamente per il confronto, al momento pensare che possa contribuire alla causa della stabilità e della sicurezza europea è una questione controversa. Continuiamo a deplorare il corso espansionistico della NATO verso i nostri confini. E' fonte di preoccupazione per Mosca e allo stesso tempo è certamente una motivazione per azioni abbastanza prevedibili, coerenti e sistematiche della Russia per garantire i propri interessi e la sicurezza in questo contesto," — ha detto Peskov ai giornalisti.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160523/2736385/Peskov-Occidente-geopolitica-difesa-Europa.html#ixzz49UjjPYTD

GLI EFFETTI CHE LA STUPIDA DECISIONE DELLE SANZIONI ALLA RUSSIA HA AVUTO SULL'ECONOMIA ITALIANA


Nel 2013 l'Italia era il secondo esportatore verso la Russia fra i Paesi UE con 10,8 mld di euro di export, un interscambio di 40 mld di euro e un tasso di crescita nell'ordine dell'8.4%. Secondo ISTAT nel 2015 il valore delle nostre esportazioni verso la Russia è calato di ben 3,7 miliardi di euro rispetto al 2013, anno precedente all'introduzione delle sanzioni, attestandosi a 7,1 miliardi.
Secondo uno studio del WIFO (The Vienna Institute for International Economic Studies) in UE sono stati persi 44 miliardi di export e 900mila posti di lavoro, con il rischio di perdere 100 miliardi e 2,2 milioni di posti di lavoro a regime.
L'Italia è fra quelli che rischia di pagare il conto più salato. Gli analisti del WIFO stimano infatti che l'Italia nel 2015 abbia perso ben 80.000 posti di lavoro per effetto delle sanzioni e 0,1% di PIL. Sempre per il WIFO, nel medio periodo l'Italia potrebbe perdere fino a 215.000 posti di lavoro e 7 miliardi di PIL (0,44%).
Le sanzioni hanno infatti alimentato una guerra commerciale che ha danneggiato tutti i comparti simbolo del Made in Italy, dall'alimentare alla moda fino alle auto. Ricordiamo innanzitutto che la Russia in risposta alle sanzioni ha istituito l'embargo totale per un'importante lista di prodotti agroalimentari, con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 rinnovato con decreto n. 625 del 25 giugno 2015 e nuova scadenza il 5 agosto 2016. La lista dei prodotti con divieto di ingresso include frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.
Ma oltre ai danni direttamente attribuibili alle sanzioni scontiamo pesanti costi dovuti a danni indiretti. Questi si riassumono in tre categorie:

1. Effetti depressivi e deflazionisti sul mercato europeo: l'eccedenza di prodotti senza sbocco sul mercato russo ha difatti determinato un crollo del prezzo di molti prodotti agricoli europei nel lattiero caseario, nella carne e nell'ortofrutta.
2. Sostituzione di prodotti italiani sul mercato russo: le quote di mercato faticosamente conquistate dai nostri esportatori col lavoro di anni fatto di passione, qualità e spirito di impresa sono state rapidamente distrutte e sostituite da prodotti di imitazione. Oltre al danno d'immagine infatti lo stop alle importazioni dall'Italia ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale o nell'importazione di prodotti Made in Italy taroccati, dai salumi ai formaggi — con la produzioni casearia russa che ha registrato un inatteso aumento del 30% grazie alle imitazioni di mozzarella, robiola o Parmesan. Lo stesso vale per prodotti tessili, materiali edili di pregio, macchinari e mobili. Si assisite inoltre all'emergere di fornitori concorrenti quali Argentina, Armenia, Azerbaigian, Belarus, Cile, Cina, Egitto, Israele, Marocco, Sudafrica, Tagikistan, Turchia e Uzbekistan. Tutto questo mentre l'export verso la Russia delle aziende statunitensi — paese-guida della coalizione pro-Ucraina e ispiratore delle sanzioni — registra nel 2015 un incremento del suo export verso la Russia del 23%, e la Germania stringe accordi con Putin per il gasdotto North Stream!
3. Perdite di quote di mercato in comparti non direttamente colpiti da sanzioni: a causa della guerra commerciale e delle tensioni provocate dall'irresponsabile conduzione della politica estera italiana ed europea l'Italia ha registrato crolli dell'export verso la Russia anche in altri importanti comparti, tra cui il turismo (dato della Banca d'Italia: —26,8% di viaggiatori russi in Italia nel periodo gennaio-novembre 2015 rispetto all'anno precedente, già in calo sul 2013). Complessivamente le perdite dell'export verso la Russia nei principali settori merceologici nel 2015 sono state le seguenti:
Settore Calo (2015 su 2013)
Prodotti agricoli -73,10%
Prodotti alimentari -33,90%
Prodotti tessili, abbigliamento e accessori -30,80%
Mobili -27%
Automobili -60,30%
Totale -25,20%


In conclusione le inutili sanzioni hanno comportato i seguenti danni certi o stimati per l'Italia:

-Calo export 2015 di 3,7 miliardi
-Perdita di PIL attuale dello 0,1%, in prospettiva del 0,44%
-Perdita diretta di posti di lavoro attuale di 80mila unità, in prospettiva di 215mila unità
-Calo del turismo russo in Italia del 35%
-Occupazione del mercato russo da parte di paesi concorrenti dell'Italia
-Danni consequenziali e indiretti come danni d'immagine del Made in Italy, calo dei prezzi internazionali dovuto alle eccedenze sui mercati.

Riteniamo che sia nell'interesse nazionale, della nostra impresa e dei nostri lavoratori che l'Italia abbandoni l'atteggiamento passivo tenuto fino ad oggi verso UE e USA e reclami con forza la fine delle inutili sanzioni, prima che i costi diventino insopportabili.
Riteniamo inoltre che sia nell'interesse dei cittadini europei ripristinare la piena collaborazione UE-Russia su temi cruciali come la sicurezza anti-terrorismo, oltre che in campo commerciale e culturale.
La senatrice Paola De Pin di Alternativa per l'Italia — Euroexit sta promuovendo una mozione parlamentare per la fine delle sanzioni. A lei va tutto il nostro supporto.

Fonte:http://it.sputniknews.com/economia/20160522/2729317/sanzioni-antirusse-danni-economia-italiana.html#ixzz49UiFSeFk

NATO: IL SEGRETARIO TENTA ANCORA UNA VOLTA DI ESSERE CONVICENTE

Prima del vertice della NATO, che si svolgerà l'8 e 9 luglio a Varsavia, il segretario generale dell'Alleanza Atlantica ha deciso ancora una volta di giustificare il rafforzamento del fianco orientale.

"Il rafforzamento del fianco orientale della NATO è una risposta alle nuove sfide dell'Alleanza Atlantica, compresa la politica aggressiva della Russia", — Jens Stoltenberg ha affermato in un'intervista a "Radio Polonia".
Il segretario generale della NATO ha detto che il rafforzamento del fianco orientale è già una decisione adottata, al vertice verrà data la conferma definitiva. Ha sottolineato che si tratta di forze internazionali.
"Alcuni alleati, come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania, hanno già fatto sapere di essere tra i Paesi che daranno il loro contributo a queste forze," — ha detto Stoltenberg, ricordando che gli Stati Uniti hanno raddoppiato i fondi destinati a questi obiettivi.
"Questo è solo uno degli elementi della nostra strategia di difesa e deterrenza," — ha sottolineato Stoltenberg.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20160523/2734714/Stoltenberg-geopolitica-sicurezza-difesa-Europa.html#ixzz49UhMuenS

I VANTAGGI ECONOMICI DEL BREXIT


Eloquente quanto ironico il commento di Giorgio Napolitano, ex presidente della Repubblica, riguardo il Brexit, l'uscita dell'Inghilterra dalla Comunità Europea.
In merito alla Brexit: "Credo che molti inglesi abbiano capito e anche lo stesso Cameron che ha avuto l'idea non felice di annunciare il referendum", che con un'uscita dell'Inghilterra dall'Europa "succederebbe qualcosa di grave soprattutto per la Gran Bretagna che verrebbe isolata dall'Europa. Ma sarebbe anche un colpo per Unione europea".
Uno dei fatti di cui l'ormai anziano ex presidente non sembra essersi reso conto è che l'aria che soffia sul Regno Unito è quella di una decisione di uscire dal potere centralizzato che la Germania ha sul Regno Unito, il quale nonostante non abbia aderito alla moneta unica e sia in un certo qual modo un membro indipendente dell'Unione Europea, continua ad avere un ruolo eccessivamente da protagonista nelle decisioni politiche e su ciò che i Paesi membri vogliono fare dei loro confini.
Fin dall'inizio della sua fondazione la mentalità inglese dell'Inghilterra ha sempre preferito avere un ruolo paritario e anche protagonista a livello mondiale, di conseguenza ritenere che ora gli inglesi vogliano uscire dall'Unione Europea per avere un ruolo maggiore sulla gestione e decisione politica del loro Paese non è certo una sorpresa.
Nonostante l'impatto economico di breve termine che indubbiamente questo avrebbe sulla potenza inglese, il vantaggio di lungo termine supera la falsità di un'Inghilterra isolata o addirittura l'ancora più ingenua dichiarazione che la Brexit potrebbe portare ad un rischio di guerra.
Sfruttare le paure per far in modo che altri non abbiano successo è una delle politiche di propaganda spesso usate sia della Comunità Europea sia dagli stessi inglesi, ma sembra che stavolta la questione non attecchisca con i fatti reali.
Ci sono i contributi britannici al budget europeo.
I contributi di Londra alla UE non sono certo piccoli: si tratta, per il 2015, di ben 10,4 miliardi di Sterline, con un aumento che è stato di ben 1,3 miliardi rispetto alle previsioni.
Siamo allo 0,5% del PIL britannico.
Quindi si risparmierebbero i contributi ma i favorevoli alla Brexit ritengono che la tortuosa azione di collegamento tra gli interessi di 28 paesi diversi non potrà mai favorire gli interessi economici inglesi nelle trattative commerciali globali.
Inoltre l’uscita dall’EU favorirebbe addirittura l’economia, dato che permetterebbe all’industria britannica di evitare le infinite leggi e i tortuosi regolamenti della Comunità Europea
Quindi si perderebbe parte del mercato a 28 del “Continente”, ma Londra potrebbe entrare, anche con i suoi legami nel Commonwealth, nel nuovo mercato-mondo senza essere vincolata dalle norme imposte dal sistema di Bruxelles. Il che non è irrilevante.
L’Unione viene vista, dagli inglesi come un gigante in crisi irreversibile: nel 1973, quando l’Inghilterra entrò nella UE, il PIL europeo, con molti Paesi non ancora membri, valeva il 37% del Prodotto Interno Lordo mondiale.
Nel 2025, secondo le stime più favorevoli, la UE rappresenterà solo il 22% del PIL mondiale.
I Paesi che dominano il mercato-mondo sono oggi gli USA, la Cina, e perfino il Commonwealth, nel suo insieme, è più grande e meglio performante della UE.
Nel 2020, il rapporto tra lavoratori e pensionati sarà di 3 a 1, e nel 2050 di 2 a 1, impossibile da sostenere, e questo grazie all’arretratezza tecnologica ma, soprattutto, all’invecchiamento generalizzato della popolazione europea.
Rimane indigesta agli inglesi la massa di regolamenti e restrizioni per i beni made in UK: dal 2010 ad oggi, l’UE ha approvato ben 3.500 nuove leggi che in qualche modo riguardano le imprese britanniche e i loro interessi.
Il costo della burocrazia, per la sola Inghilterra, e questo costo non è assimilabile al contrinuto nazionale alla UE, vale circa 4-5 miliardi di sterline.
Burocrazia disfunzionale, sempre alla ricerca di una sorta di “clausola preferenziale” per qualche membro, il che genera un costo indiretto delle regole commerciali, per la Gran Bretagna, di 7,6 miliardi di sterline/anno.
E da quando è entrato in vigore il Trattato di Lisbona, nel dicembre 2009, il costo dei regolamenti per le imprese inglesi è stato di 12,2 miliardi in norme straordinarie.
Quindi uscendo alla Comunità Europea il mercato inglese risulterebbe tutt'altro che isolato ma con un maggior numero di possibilità di espansione.
Secondo i risultati dell'ultimo Risk Rotation Index, uno studio di NN Investment Partners realizzato tramite un sondaggio effettuato da Citigate Dewe Rogerson tra 94 maggiori investitori istituzionali internazionali, le aspettative circa un eventuale Brexit come risultato del referendum di giugno sono forte in aumento: il 27% degli investitori ritiene infatti che la Gran Bretagna uscirà dall'Unione Europea - stime in aumento rispetto al 20% riscontrato nel luglio 2015.
A marzo in primo piano sul quotidiano britannico ''The Telegraph'' un nuovo sondaggio sul referendum di giugno sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea, commentato dallo stratega elettorale Lynton Crosby, artefice dell'ultimo successo del primo ministro, David Cameron, secondo i rilevamenti di Orb, gli schieramenti sono testa a testa: quello anti-Ue al 49 per cento; quello pro-Ue al 47.
Tuttavia, i sostenitori della Brexit sono piu' motivati e, tenendo conto della probabilita' di esprimere effettivamente il voto, il loro vantaggio sale al 52 per cento, contro il 45 degli europeisti
Come notato dall' economista Roger Bootle nel suo articolo sul 'Telegraph', il Regno Unito dovrebbe lasciare l'Unione europea, in primo luogo, perchè l'Unione continuerà ad espandersi ulteriormente in tutti i settori della vita nazionale. Pertanto, i costi dell' interferenza aumenteranno notevolmente. Nel frattempo, nel corso del tempo, il bilancio dell'Unione europea aumenterà sicuramente. Così, muovendosi verso un'unione più stretta, il bilancio centrale finirà per bypassare il livello nazionale, un'opzione che incontra molte resistenze nel Regno Unito. .
In secondo luogo, se la maggior parte del resto dell'UE si muoverà verso un'unione fiscale e politica completa affinchè il sisteme dell'euro funzioni, sarà molto scomodo per il Regno Unito stare all'interno dell'UE, ma al di fuori del blocco della moneta unica. Tutte le difficoltà incontrate negli ultimi anni nel farsi ascoltare da Bruxelles sono destinate a peggiorare.
E, infine, Bootle ritiene che è probabile che il peso dell'UE nel mondo diminuisca.
E' vero che il Regno Unito deve scegliere tra il commercio con l'Ue e il commercio con il resto del mondo.
Tuttavia, se il mondo continua a crescere in importanza relativa, i benefici dell'appartenenza all'UE saranno inferiori e i costi sempre più inutili.
Nel 2014 invece, Iain Mansfield, un diplomatico britannico di trent'anni ha dimostrato come un'uscita dell'Inghilterra dalla Comunità Europea porterebbe ad un forte aumento del prodotto interno lordo di almeno 1,3 miliardi di sterline.

Con questa analisi economica Iain Mansfield, un diplomatico britannico di trent'anni, ha vinto i 100mila euro del premio Brexit con un saggio dal titolo "Apertura non isolamento".
Il saggio vincente di Mansfield sostiene che la Gran Bretagna non solo non sarebbe penalizzata da un'uscita dall'Ue ma ne deriverebbe solo vantaggi.
Musica per l'Institute of Economic Affairs, think tank prestigioso che ha indetto il premio per il secondo anno consecutivo.
Londra, secondo Mansfield, dovrebbe avere un rapporto piú "fluido" e meno vincolante con Bruxelles, abbandonando obblighi controversi come la libera circolazione di persone e il tributo annuale al budget Ue, ma mantenendo la libera circolazione di beni e capitali.
La proposta è che la Gran Bretagna diventi membro dell'Efta (Associazione europea di libero scambio), come la Svizzera, ma lasci la Ue per poter avere mano libera nel negoziare trattati commerciali bilaterali vantaggiosi, soprattutto con le altre Potenze.
Mansfield calcola che il divorzio dall'Ue possa generare un incremento del Pil di almeno 1,3 miliardi di sterline, che nella migliore ipotesi potrebbe salire a 16 miliardi, grazie all'aumento dei rapporti commerciali con nuovi partner.
L'ipotesi negativa, ammette il vincitore del concorso, sarebbe però un crollo di 40 miliardi del Pil, se il calo negli scambi con l'Ue non fosse compensato da nuovi rapporti commerciali con altri Paesi, un fatto troppo remoto affinchè questo possa realmente avvenire, vista la grande capacità della potenza inglese in un'infinità di settori.
Lord Lawson, ex cancelliere dello Scacchiere e uno dei giudici del premio, ha detto che il saggio di Mansfield è «un ottimo punto di partenza per questo importante dibattito, ed è stato scritto con l'esperienza diretta di un membro del servizio diplomatico con una profonda conoscenza delle politiche commerciali».
Quindi gli inglesi hanno tutto tranne l'opzione di avere paura.





































venerdì 20 maggio 2016

LA FEDERAZIONE RUSSA E' PRONTA AD OFFRIRE ALLE POTENZE DELL'ASEAN CENTRALI NUCLEARI DI NUOVA GENERAZIONE


La Russia è pronta a offrire alle nazioni ASEAN (Association of South-East Asian Nations, Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) il proprio aiuto per la costruzione di centrali nucleari di ultima generazione per la produzione di energia. Lo ha annunciato oggi il presidente russo Vladimir Putin intervenendo al summit Russia-ASEAN a Sochi.
"Il livello della cooperazione fra Mosca e i paesi ASEAN nei settori dell'energia e dei carburanti deve essere portato a un livello nuovo. Mosca è pronta a coprire il mercato e ad offrire alle nazioni ASEAN dei progetti per la costruzione di centrali nucleari di ultima generazione", ha affermato il presidente russo.

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20160520/2719747/asean-putin-centrali-nucleari-ultima-generazione.html#ixzz49DOt8hZg

NATO IN EUROPA: IL VERO POTERE MILITARE DELLA FEDERAZIONE RUSSA


Nessuno mette in dubbio il potere delle armi americane.
Gli Stati Uniti sono uno dei più grandi stati militari del mondo, non importa come la si guarda.
La Russia non ha dubbi di questo, ma il Paese non teme le armi americane, perché può adeguatamente rispondere a qualsiasi "mossa intelligente" dei militari americani.
Il clamore mediatico attuale che circonda il dispiegamento del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa, che potrebbe presumibilmente interrompere il lancio di missili balistici russo come arma di ritorsione e di lanciare un colpo nucleare sul territorio russo, non ha seminato il panico in Russia.
Parlando di missili a medio raggio standard che fanno parte del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, gli esperti russi ammettono che essi possono infatti essere ri-attrezzati per colpire i sistemi di controllo delle forze nucleari strategiche della Russia.
Il Progettista generale dell'Istituto di Ingegneria termica, Yuri Solomonov, ha detto che un missile progettato per intercettare i missili balistici intercontinentali in aria può essere riprogrammato semplicemente per attaccare bersagli terrestri. Tuttavia, questo difficilmente può essere definito una seria minaccia per la Russia.
In primo luogo, il sistema di difesa missilistico russo, che comprende anche le forze aerospaziali, può intercettare tali missili e neutralizzarle, anche se sono lanciati da Romania o Polonia.
In secondo luogo, tali missili sono in grado di colpire bersagli a terra a distanze da 500 a 1.500 chilometri. In altre parole, essi non raggiungeranno Mosca.
In terzo luogo, nel caso di un atto di aggressione contro la Russia, la Russia farà ricorso a tutti i mezzi di deterrenza.

In Europa, temono i complessi missilistici tattici Iskander-M della Russia. Questa è un'arma davvero molto grave. Il sistema è mobile, in grado di produrre lanci inaspettati, ma la gamma dei suoi missili costituisce 300-350 chilometri. Pertanto, possono raggiungere, diciamo, la Romania, dal territorio della Transnistria.
Non ci sono missili russi in Transnistria. In questa repubblica non riconosciuta ovviamente solo perchè è russa, la Russia ha solo un contingente pace.
Dal enclave di Kaliningrad, i missili Iskander possono raggiungere solo una parte della Polonia e il Mar Baltico.
Questi missili hanno i propri compiti che non sono inclusi nel sistema del sistema di difesa missilistico russo.

L'uso di ICBM RS-24 Yars (cellulare o silo), così come ICBM R-30 Bulava ( che possono essere lanciati da sottomarini nucleari) è improbabile abbiano lo scopo di distruggere le difese missilistiche in Europa - è come sparare passeri da un cannone.

Lo stesso vale per "mostri" come i missili Voevoda (Satana) Topol-M con la capacità di pulire gli USA dalla faccia della Terra.
Per contrastare le fonti di aggressione in Europa, la Russia può usare missili Calibre.

La Russia ha questi missili in abbondanza a terra, aria, superficie e le versioni subacquee. Tutti sono in grado di trasportare testate nucleari. Anche un piccolo razzo, che si trova a Sebastopoli, è in grado di coprire Transilvania, Bucarest e il territorio di più lontano 2500 chilometri.
Da Baltiysk, i missili calibro possono raggiungere tutta l'Europa occidentale, compreso il Regno Unito.

Strategici supersonici missili da crociera X-101 (X-102 con una testata nucleare) sono in grado di colpire bersagli a una distanza di 5.500 chilometri con una precisione fino a cinque metri.
Il rilevamento e intercettarli è impossibile. Il suo uso di combattimento è stata dimostrata durante il funzionamento della Air Force russa per distruggere i mercenari dello stato islamico in Siria.

I bombardieri strategici Tu-160, da cui missili cruise X-101 e X-555 sono stati lanciati, non hanno nemmeno bisogno di entrare nello spazio aereo siriano.
Tutti i missili lanciati hanno colpito i loro obiettivi.
Raggiungere le strutture di difesa in Europa è un pezzo di torta per quei missili.
"Gli americani non si preoccupano del Vecchio Mondo, -conferma l'esperto militare Vladislav Shurygin - anche se la Romania si trasforma in terra arida, gli americani si curano ancora meno dal momento che gli Stati Uniti sono troppo lontani, e non ci saranno esplosioni."
Tuttavia, si ammette che l'esercito russo rimane in uno stato di prontezza al combattimento. L'esercito russo è pronto a rispondere a qualsiasi attacco dall'esterno. Fortunatamente per tutti noi, sembra che nessuno è disposto a vedere il vero potere della forza militare della Russia.


Fonte:http://russia-insider.com/en/can-russia-destroy-us-missile-defenses-europe/ri14460

LA NATO CONTINUA A MINACCIARE LA SICUREZZA EUROPEA


L' inchiostro non è nemmeno secco sulle ultime mosse di ministri degli esteri dell'Alleanza per finalizzare la corrente anti-Russia del rafforzamento militare, il più grande dalla fine della guerra fredda, ed i funzionari stanno già apertamente parlando di fare "di più" in destinazione della Russia lungo il confine.
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha detto ai giornalisti oggi che sono in corso discussioni su come la NATO può "stabilizzare il progetto" intorno ai suoi confini, lingua che negli ultimi anni è sempre ridotta a mettere più truppe ai confini russi, e l'emissione di più istruzioni che prevedono un imminente attacco russo in Europa senza l'esistenza in realtà di alcuna prova.
L'ambasciatore degli Stati Uniti, Douglas Lute ha detto che il piano è per una "discussione molto sobrio a che fare con la Russia," insistendo che la Russia ha "buttato fuori il libro delle regole" e la NATO deve rispondere.
In realtà la NATO sta solo aumentando la tensione in Europa ed escogitando dei pretesti per un'altro massacro come fece in Libia e in Iraq, si tratta di pulizia etnica chiamata con un nome più bello.
E mentre si parlava tra i membri europei sul ISIS in Libia alle riunioni della NATO in corso, sostanzialmente tutto ciò che è stato concordato compresi i futuri colloqui a Varsavia, erano sul targeting di una Russia più aggressiva.
Un fatto che non sussiste nella realtà.
Anche la decisione di invitare il piccolo Montenegro nell'alleanza, anche se di alleanza ha ben poco, è visto soprattutto come l'ennesima provocazione alla Russia per aver criticato la continua espansione della NATO più in profondità nel territorio del Patto di Varsavia.
Ad oggi la NATO si è palesemente autodichiarata nemica dell'Europa.

Fonte:http://russia-insider.com/en/nato-plans-more-anti-russia-moves-after-finalizing-latest-build/ri14463

TRA POCHI GIORNI IL VOTO DEFINITIVO IN AUSTRIA


VIENNA - Ormai ci siamo: domenica sera si saprà il nome del nuovo presidente della repubblica d'Austria. Difficilmente il secondo ed ultimo duello televisivo tra Norbert Hofer e Alexander van del Bellen di ieri sera è riuscito a spostare di molto le opinioni degli elettori austriaci, chiamati a scegliere al ballottaggio tra il candidato della destra e l'ex leader dei Verdi, il futuro presidente del Paese. E' la prima volta che la massima carica dello stato non è appannaggio dei due ex principali partiti politici austriaci, i popolari (Oevp) e i socialdemocratici (Spoe) usciti distrutti dalle elezioni, avendo perso ciascuno più del 50% dei voti. Van der Bellen, 72 anni, ha cercato di recuperare l'attenzione soprattutto di coloro che intendono disertare le urne o di coloro che ci andranno ma voteranno scheda bianca: ''Chi vota scheda bianca, vota indirettamente a favore di Hofer''. Dal canto suo Hofer, 45 anni, ha sottolineato la sua capacità di ''essere al di sopra delle parti'' e non il rappresentante del suo solo partito. I sondaggi danno in testa Hofer con un margine che dovrebbe garantirgli l'elezione, mentre continuano a scendere i consensi per i popolari e i socialdemocratici, adesso entrambi vicini al 10% contro il 36,7% del partito della Libertà a cui appartiene Norbert Hofer.


Fonte:http://www.ilnord.it/i-3807_DOMENICA_VOTO_IN_AUSTRIA

IL PRESIDENTE RUSSO INVITA L'INFRASTRUCTURE INVESTMENT BANK A PARTECIPARE AI PROGETTI RUSSI


Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato la Infrastructure Asian Investment Bank (AIIB) per partecipare allo sviluppo di progetti nazionali in Russia.
"Siamo in grado di offrire una serie di progetti: l'espansione del sistema ferroviario, lo sviluppo delle infrastrutture lungo la rotta del Mare del Nord e nelle zone economiche speciali del russo Far East", ha detto Putin in un incontro con il Presidente AIIB Jin Liqun.
Il presidente russo ha anche espresso la speranza che l'AIIB avrebbe giocato un ruolo importante nel sistema finanziario globale integrando il Fondo monetario internazionale (FMI).
Il capo dell'AIIB è venuto a Sochi a partecipare al vertice ASEAN-Russia che si terrà il 19-20 maggio.
La Repubblica Cinese ha lanciato ufficialmente AIIB nel mese di gennaio 2016- una banca che è vista come un rivale emergente dalle potenti istituzioni finanziarie occidentali guidato come la Banca Mondiale, la Banca asiatica di sviluppo e il Fondo monetario internazionale.
AIIB - che è stata fondata in ottobre 2014 - fa parte degli sforzi di Pechino per cambiare le regole non scritte di finanziamento dello sviluppo globale.
E 'stato creato per investire in progetti di infrastrutture nella regione Asia-Pacifico.
Nel mese di ottobre 2014, hanno espresso interesse per la Banca almeno 21 stati.
La banca Cinese ha 57 membri provenienti da Asia, Europa, America Latina, Africa e Oceania.
Insieme con la Cina, l'India e la Russia hanno ricevuto la quota maggiore dei voti nel consiglio di amministrazione.
Nonostante la solita opposizione di Washington, molti alleati degli Stati Uniti, tra cui Australia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Filippine e Corea del Sud hanno deciso di aderire al AIIB in riconoscimento del crescente peso economico della Cina.
Le autorità hanno detto che la banca si propone di fornire servizi finanziari per una catena di progetti di sviluppo, tra cui la costruzione di dighe, porti, centrali elettriche e reti di telecomunicazioni in tutta l'Asia.


Fonte:http://russia-insider.com/en/politics/putin-invites-asian-bank-participate-russian-projects/ri14440

ISLANDA: POTENTE RAFFICA SISMICA SUL VULCANO BARDARBUNGA


Nelle ultime ore una potente sequenza sismica con scosse da magnitudo 2.0 fino a diverse di magnitudo tra 3 e 4.5 ha nuovamente iniziato nella caldera del Bardarbunga, dopo che nei giorni precedenti un'altro aumento dell'attività sismica aveva coinvolto il sistema vulcanico del Tungnafellsjokull e lo stesso Bardarbunga, probabile indizio che i volumi delle masse di magma di entrambi i vulcani sono in espansione, così come è in espansione la quantità interna al vulcano Bardarbunga, il quale si sta palesemente preparando per la prossima fase eruttiva.
Da oltre diversi mesi le scosse di terremoto sono in aumento e la loro frequenza così come l'inflazione del sistema vulcanico sono un chiaro indizio che dopo l'eruzione del periodo 2014-2015 l'attività del vulcano non è ancora cessata, e probabilmente si tradurra in una serie di eruzioni nel corso dei prossimi anni.

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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