SIAMO ALLA FINE DEL PERIODO INTERGLACIALE


In dettaglio i cicli combinati delle Ere Glaciali che hanno colpito il nostro Pianeta negli ultimi 420 mila anni.
Basta guardare il grafico ricostruito delle temperature grazie ai carotaggi del ghiaccio sulla stazione antartica di Vostok, forse il luogo più freddo della Terra.
Queste “carote”, lunghe centinaia di metri, permettono, nelle loro stratificazioni, la “ricostruzione” del clima antartico, e, di riflesso, quello del nostro pianeta.
Riusciamo così a capire quali sono i valori in gioco, nell’ambito dei tempi di ritorno e della durata dei periodi interglaciali (quello che stiamo vivendo adesso).
Una generazione di uomini di circa 70 anni costituisce, in questo caso, appena un punto del grafico complesso sotto indicato, nel quale le glaciazioni si ripetono ciclicamente per una durata di circa 100 mila anni, intervallate da periodi interglaciali della durata di circa 10 mila anni.
I picchi glaciali si sono verificati per la precisione 125 mila, 280 mila, 325 mila e 415 mila anni fa, con temperature più basse delle attuali di circa 8-10°C nei periodi più freddi.
Possiamo notare come una glaciazione inizi all’improvviso, con un calo termico subitaneo anche di 6-8°C, per poi proseguire tra alti e bassi, ma caratterizzati da un trend in lenta discesa.
Altrettanto subitanea è la fine di una glaciazione, con risalite termiche dell’ordine di 10-12°C in pochi millenni, e forse anche in tempistiche minori.
Ma la cosa da notare è che, nel nostro attuale periodo interglaciale, le temperature sono risalite appena nella norma, in pratica rimanendo dagli 1 ai 3°C inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere in un interglaciale normale.
Questo ordine di cose tende a fare riflettere su quella che è la portata del Periodo Caldo Moderno e (+0,7° rispetto al 1850 a livello globale), e su quelle che erano le temperature molto più alte attraversate dal nostro pianeta durante una normale fase interglaciale.

Altra cosa che deve fare riflettere, il fatto che l’attuale interglaciale è ad 11600 anni, già superiore ad altri interglaciali che sono stati di appena 10 mila anni (in particolare 325 e 240 mila anni fa), di conseguenza i dati indicano che la prossima avanzata glaciale è imminente.
Un'altro dato ci evidenzia come anche al polo opposto del pianeta i dati indichino la stessa cosa.
Il grafico delle temperature di un’altra zona nella quale è relativamente facile estrarre “carote” di ghiaccio dello spessore di centinaia di metri, dalle quali è possibile, utilizzando alcuni metodi, ricostruire le temperature passate è la Groenlandia, e di conseguenza si comprendono anche le temperature globali.

Il grafico mostra anzitutto la fine dell’ultima glaciazione, tra 11 mila e 10 mila anni fa, con la curva delle temperature che cresce rapidamente nell’arco di pochi secoli.
Dopo un rapido e breve ritorno al clima freddo avvenuto circa 8200 anni fa, la temperatura globale ha toccato la sua punta massima circa 7300, 7000 e 3300 anni fa, quando le temperature erano di almeno 3° superiori a quelle attuali.
L’ultimo di questi periodi viene indicato come “Minoan Warm Period”, seguito da un rapido raffreddamento, e da un nuovo periodo caldo, denominato “Periodo Romano”, quando le temperature circa 2000 anni fa erano 1,5° più alte delle attuali.
Infine, dopo un raffreddamento molto pronunciato attorno al 700 d.C, le temperature sono risalite nel lungo Massimo Medievale, culminato attorno all’anno Mille, mentre dal 1200 in poi è cominciato quel periodo di freddo denominato Piccola Età del Ghiaccio.
L’attuale riscaldamento moderno è attualmente di circa 1°C inferiore al periodo del riscaldamento medievale.
Da notare che il trend termico degli ultimi 4000 anni in Groenlandia è discendente, questo è compatibile con i primi segnali dell’inizio della prossima glaciazione.
Un altro appunto legato alla quantità di CO2 presente in atmosfera, e ricavata dalle “bolle d’aria” intrappolate nel ghiaccio.
Le temperature raggiunsero un massimo di +3°C oltre il livello attuale con quantità di CO2 pari a circa 260 ppm.
La concentrazione di CO2 poi sale costantemente negli ultimi 4 mila anni, mentre contemporaneamente la temperatura scende.
Attualmente la concentrazione di CO2 è vicina alle 400 ppm, superiori di ben 120 ppm ai periodo romano, quando le temperature globali erano di 1,5°C superiori alle attuali.
Di conseguenza i dati indicano due cose: siamo prossimi alla prossima avanzata dei ghiacci; l'anidride carbonica di produzione industriale non influisce sul clima.




Fonti:
http://freddofili.it/2015/12/18/antartide-un-alternarsi-di-periodi-caldi-e-freddi-ciclici-negli-ultimi-400-mila-anni-siamo-alla-fine-dellinterglaciale-moderno/
http://freddofili.it/2015/12/17/groenlandia-le-temperature-in-calo-negli-ultimi-4-mila-anni-indicano-come-imminente-la-nuova-glaciazione/

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