ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


domenica 30 agosto 2015

IL GHIACCIO PLURIENNALE DELL'OCEANO ARTICO E' AUMENTATO DEL 58% IN TRE ANNI IL PIU' REMOTO DEL 147%


Negli ultimi tre anni, la quantità di ghiaccio remoto, ossia lo spessore di ghiaccio pluriennale nella regione artica è aumentato del 58%.
Il ghiaccio più antico ossia di cinque anni è aumentato del 147%.
L'area in cui il ghiaccio raggiunge i quattro anni quasi raddoppierà nel prossimo mese, e la zona del ghiaccio con oltre cinque anni aumenta notevolmente.

Ancora più preoccupante è che questo enorme aumento è in corso sul lato dell'Alaska dell'Artico, dove verrà conservato aumenterà con l'età diventendo più spesso durante l'inverno.

L'Artico sta tornando alla stato in cui era nel corso del 1990 in un momento in cui le alte latitudini da ormai diversi anni stanno sperimentando un lento ma costante abbassamento delle temperature
L'Artico si sta solidificando.

Fonte:https://stevengoddard.wordpress.com/2015/08/22/58-increase-in-arctic-multi-year-ice-over-the-last-three-years/

STATI UNITI:NEL DOPOGUERRA A WASHINGTON I CILIEGI SBOCCIAVANO PRIMA RISPETTO AD OGGI


I fiori di ciliegio a Washington DC sono sbocciati molto tardi degli ultimi tre anni, in concomitanza con inverni molto freddi.

Le temperature dello stato del Virginia nel periodo gennaio-marzo si sono abbassate di circa due gradi dal 1992.

Inverni freddi corrispondono con fioriture tardive, e inverni caldi corrispondono con le prime fioriture cosa si deduce da tutto ciò?

Il 14 marzo 1946 - i fiori erano già sbocciati.

Quest'anno ha avuto gli ultimi fiori di ciliegio sul record, e il Potomac era congelato solido il 10 marzo.

Lentamente ma progressivamente la temperatura sugli Stati Uniti si sta abbassando.

Fonte:https://stevengoddard.wordpress.com/2015/08/29/climate-morons-of-the-day-sydney-morning-herald/

STATI UNITI: I GIORNI CALDI DELLO STATO DELL'ILLINOIS ORMAI FANNO PARTE DELL'ARCHIVIO STORICO


Prima del 1960, i giorni a 100 gradi F° erano molto comuni in Illinois, ma adesso le temperature medie dello stato si sono abbassate portando tale fenomeno a diventare sempre più una rarità facente parte del periodo storico in cui erano più frequenti.


Fonte:https://stevengoddard.wordpress.com/2015/08/27/hot-days-in-illinois-are-a-thing-of-the-past/

LA GERMANIA AMMETTE CHE NON REGGEREMO A LUNGO A QUESTO ESODO MIGRATORIO


La Germania non sarà in grado di affrontare a lungo termine l'attuale valanga di arrivi di richiedenti asilo perché ''alla lunga 800mila sono troppi''. Lo ha detto il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maizière, sottolineando che quest'anno il suo Paese potrà gestire gli 800mila arrivi previsti, ma alla lunga non sarà più così. De Maizière ha parlato della necessità di soluzioni a livello europeo e ha ricordato che in primo luogo bisogna ottenere una redistribuzione equa dei rifugiati tra i Paesi dell'Ue. Ha aggiunto inoltre che è necessario fare la differenza tra migranti economici e persone che fuggono da crisi e guerra. I primi, vanno espulsi, ha concluso.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-6610_LA_GERMANIA_AVVERTE_NON_REGGEREMO_A_LUNGO_LA_VALANGA_DI_CLANDESTINI_IN_ARRIVO

ANCHE LA ROMANIA DIFFENDE IL CONFINE DALL'ASSALTO DELLA MAREA DI MIGRANTI


BUCAREST - "La Romania rafforzera' militarmente la sicurezza al confine con la Serbia. Il femomeno della migrazione sta avendo un impatto significativo in termini di sicurezza". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Interni, Gabriel Oprea, alla fine dell'incontro della Commissione nazionale per le situazioni speciali di urgenza.
"La Romania rafforzera' la sicurezza al confine con la Serbia per evitare il rischio di essere inclusa nei flussi della migrazione che interessano gli Stati confinanti", ha detto Oprea.
"Dal punto di vista geostrategico, la Romania protegge piu' di 2 mila chilometri di frontiera esterna dell'Unione europea, di cui piu' di un quarto, circa 546 chilometri, al confine con la Serbia. In questa zona verranno intensificate le misure di sicurezza attraverso un'azione comune, in sistema integrato. Sia il presidente Klaus Iohannis che il primo ministro, Victor Ponta sono stati informati delle misure che intendiamo prendere. Allo stato attuale, la Romania non risente una pressione migratoria mantenendo gli stessi parametri dello scorso anno, ma la situazione verra' monitorata continuamente".
Specialmente dopo che l'Ungheria ha deciso di rendere impenetrabile il confine con la Serbia costruendo un doppio reticolato lungo 170 chilometri, che dalla prossima settimana sarà presidiato per tutta la sua lunghezza dall'esercito, il nuovo governo conservatore e nazionalista romeno ha deciso di agire d'anticipo.
Secondo Oprea "la migrazione sta avendo un impatto significativo in termini di sicurezza, in termini economici e sociali per tutti gli Stati europei. Di fronte a questa situazione, oltre al pragmatismo che dobbiamo mostrate nel difendere i nostri interessi di sicurezza nazionale, dobbiamo essere solidali con i nostri partner europei, per evitare che subiscano invasioni. Attraverso le nostre azioni, le istituzioni di sicurezza nazionale dimostreranno ancora una volta che hanno la capacita' di garantire la sicurezza dei cittadini rumeni. In oltre, la Romania e' e deve restare uno stato generatore di sicurezza nella regione, cosi come ci richiede lo status di membro dell'Unione europea e della Nato".
Quindi, anche la Romania si appresta a blindare i confini con la Serbia per impedire che le orde di clandestini la invadano.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4388_LA_ROMANIA_BLINDA_IL_CONFINE_CON_LA_SERBIA_PER_IMPEDIRE_LINVASIONE_DI_CLANDESTINI_IL_GOVERNO_DIFENDIAMO_LA_NAZIONE

UNGHERIA: BARRIERA E RIFORME DELLA GIUSTIZIA GIA' PRONTE CONTRO GLI IMMIGRATI ILLEGALI


Le autorita' di Budapest hanno annunciato la conclusione, con due giorni di anticipo rispetto alla data prevista, della costruzione della barriera di filo spinato che il governo Orban ha deciso di costruire lungo i 175 km del confine con la Serbia per bloccare le orde di clandestini che arrivano alle frontiere ungheresi dopo aver attraversato la ''rotta balcanica''.
L'annuncio e' stato dato dal ministero della Difesa di Budapest. La conclusione della barriera era vista con preoccupazione da Serbia e Macedonia (Fyrom) che temono un ulteriore aumento di migranti nel loro territorio.
Inoltre il governo ungherese sta per varare una nuova legge sull'immigrazione clandestina: 3 anni di carcere a chiunque entri in Ungheria senza permesso.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-6607_UNGHERIA_GIA_PRONTO_IL_MURO_SUL_CONFINE_SERBO_E_LEGGE_3_ANNI_AI_CLANDESTINI

IN ACQUE TERRITORIALI EGIZIANE SCOPERTO COLOSSALE GIACIMENTO PETROLIFERO


Eni comunica in una nota di aver effettuato una scoperta di gas di rilevanza mondiale nell'offshore egiziano del mar Mediterraneo, presso il prospetto esplorativo denominato Zohr.
Il pozzo Zohr 1X, attraverso il quale è stata effettuata la scoperta, è situato a 1.450 metri di profondità d'acqua, nel blocco Shorouk, siglato nel gennaio 2014 con il ministero del Petrolio egiziano e con la Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) a seguito di una gara internazionale competitiva.
Dalle informazioni geologiche e geofisiche disponibili, e dai dati acquisiti nel pozzo di scoperta, il giacimento supergiant presenta un potenziale di risorse fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (5,5 miliardi di barili di olio equivalente) e un'estensione di circa 100 chilometri quadrati.
Zohr rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel mar Mediterraneo e può diventare una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale. Questo successo esplorativo offrirà un contributo fondamentale nel soddisfare la domanda egiziana di gas naturale per decenni.

Fonte:http://www.ilnord.it/i-1663_ENISCOPERTO_SUPERGIACIMENTO

IL GOVERNO BRITANNICO: L'INVASIONE DI MIGRANTI CAUSATA DA UN'ASSENZA DI FRONTIERE PRESIDIATE


Il principio di libera circolazione all'interno dell'Unione europea deve essere interpretato come "libertà di movimento verso il lavoro" e non per cercare un'occupazione o i benefici del welfare offerti dai vari Paesi. A rimodulare uno dei cardini della Ue è il ministro dell'Interno britannico Theresa May, che in un intervento sul Sunday Times sostiene che così si tornerebbe al "principio originale" sancito dall'Unione. "Dobbiamo prendere delle decisioni importanti, affrontare interessi potenti e reintrodurre il principio originale", afferma la May.
Quanto alla drammatica questione dell'ondata di migranti extracomunitari clandestini che tentano di entrare in Europa, la May ritiene che la crisi sia stata "esacerbata dal sistema europeo di assenza di frontiere". In pratica, un'accusa diretta al governo italiano di Matteo Renzi che non contrasta, anzi facilita l'invasione di clandestini dall Libia all'Italia per poi dirottarli verso il nord Europa e quindi verso la Gran Bretagna, dove però un arriveranno mai, grazie alle invalicabili barriere alzate al governo conservatore di Cameron.
L'intervento del ministro britannico giunge a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione delle statistiche ufficiali che indicano un forte aumento di immigrati in Gran Bretagna, con 330mila presenze in più fatte registrare tra il marzo 2014 e il marzo 2015, a dispetto delle promesse fatte dal governo conservatore di David Cameron, che si era impegnato a mantenere gli ingressi entro le 100mila unità nell'arco di 12 mesi.
Proprio l'arrivo di cittadini dai Paesi Ue, sostiene la May, ha impedito al governo di mantenere i propri impegni in tema di immigrazione, poiché Londra non può impedire l'ingresso sul proprio territorio di cittadini comunitari. L'immigrazione in ambito europeo è uno dei punti che Cameron si è impegnato a discutere con Bruxelles, in vista del referendum sulla permanenza del Regno Unito nella Ue.
Ma è evidente, ormai, che il Regno Unito sia in rotta di allontanamento - sempre più veloce - dalla Ue, ora accelerato ancor di più dall'insostenibile invasione di clandestini per colpa in massima parte dell'Italia a guida Pd.
Con ogni probabilità, il referendum per il Brexit si terrà presto, forse addirittura a inizio primavera 2016 e l'esito ormai è scontato: la Gran Bretagna se ne andrà dalla Ue sbattendo la porta.
Non è un caso se oggi i ministri degli Esteri di Germania, Francia e Regno Unito hanno chiesto una riunione urgetissima dei vertici Ue a Bruxelles per "affrontare il disastro immigrazione in corso". Suona come la campanella dell'ultimo giro prima di decisioni drastiche, come la chiusura di tutte le frontiere interne alla Ue.

Redazione Milano.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4390_GOVERNO_BRITANNICO_LINVASIONE_DI_CLANDESTINI_NELLA_UE_PROVOCATA_DALLASSENZA_DI_FRONTIERE_PRESIDIATE_ACCUSA_A_RENZI

NUOVA ZELANDA: AUMENTA LO SCIOGLIMENTO GLACIALE DEL RUAPHEU


Una serie di valanghe sul monte Ruapehu ha messo sugli avvisi i vulcanologi quando hanno notato che il lago del cratereera stato disturbato nella notte.
Fino a 50.000 metri cubi di ghiaccio e neve si sono sciolti sulla cima della montagna, precipitando nel lago e provocando un calo della temperatura di 7 gradi centigradi.
Gli esperti sospettano che la causa sia un blocco di calore geotermica che si verifica nel lago, causando il crollo.
Questo significa che c'è un rischio di piccole eruzioni "come geyser" vicino al lago, hannpo detto gli esperti di vulcanologia del Dipartimento di Conservazione.
I vvulcanologia hanno volato fino al lago del cratere la mattina successiva affermando che la valanga era "spettacolare".
"Ciò che rimane è una crepa o un muro crollato nella parte superiore della valanga in cui la valanga si è staccata."
Il lago era pieno e fortemente traboccante.
"Sono stato sul lago del cratere molte volte e non mi ricordo di aver mai visto tante valanghe nel cratere."
Secondo alcuni questo aumento delle fasi di scioglimento sono il preludio a un'eruzione vulcanica.

Fonte:http://www.stuff.co.nz/environment/71528634/mt-ruapehu-avalanches-spark-volcano-worries

venerdì 28 agosto 2015

LA FEDERAZIONE RUSSA DI PUTIN SI E' RISOLLEVATA PRIMA DEL PREVISTO


Tale è l'opinione del politologo americano Paul Craig Roberts.
In un'intervista all'agenzia Sputnik, Roberts ha detto che gli USA sono decisi a continuare i tentativi di sottomettere Mosca alla loro volontà.
La pietra angolare della politica e della strategia militare degli Stati Uniti è la dottrina Wolfowitz, che vede come compito prioritario di Washington le azioni volte a prevenire il sorgere degli Stati in grado di minacciare l'America.
"Per "minaccia" si intende uno Stato abbastanza forte per attuare una politica estera indipendente da Washington. Oggi tali Stati sono due — la Russia e la Cina", — ha rilevato Roberts.
Secondo il politologo, dopo che Mosca ha insistito sulla soluzione politica delle crisi in Siria e Iran, gli USA hanno capito che la Russia era diventata una forza in grado di limitare il potere di Washington.
"Mentre i neoconservatori stavano conducendo le loro guerre nel Medio Oriente, Vladimir Putin ha fatto risorgere la Russia dopo la sconfitta inflitta da Eltsin, e anche la Cina si è risollevata molto più rapidamente di quanto Washington aveva pensato",
ha detto il politologo.
"Washington non intende far niente per ridurre la tensione. Anzi, dal punto di vista di Washington, la tensione è indispensabile",
ha dichiarato Roberts, rispondendo alla domanda su quello che secondo lui si doveva fare per normalizzare i rapporti tra USA e Russia. Inoltre, egli ha rilevato, la tensione di oggi permette agli USA di giustificare la loro spesa militare.
Il governo della Russia ha fiducia nella diplomazia. Per gli USA la diplomazia è un indizio di debolezza, pertanto Washington punta sulla costrizione e intende cercare di sottomettere la Russia alla volontà degli USA, ha rilevato l'esperto.    


Fonte: http://it.sputniknews.com/mondo/20150803/879712.html#ixzz3k7l00vHI

GENERALE AUSTRALIANO INSEGNA ALL'EUROPA LA POLITICA VERA DELL'IMMIGRAZIONE

Nella terra dei canguri gli sbarchi illegali sono passati dai ventimila del 2013 a meno di centocinquanta del 2014. Merito del pugno di ferro di "Jim" Molan, che spiega: "Respingerli è umanitario"

Respingere i migranti è un gesto umanitario: a dirlo è Andrew James Molan, il generale australiano ideatore della strategia contro l'immigrazione clandestina che ha - per ora - azzerato gli sbarchi sulla terra dei canguri.
Intervistato oggi dal Foglio, il militare rivendica con orgoglio i risultati dell'operazione "Sovereign borders", "Confini sovrani". Varata nel 2013, quest'operazione ha ridotto gli sbarchi illegali del 2014 a 157, quando l'anno prima erano stati oltre ventimila. Cifre che parlano da sole, ma che "Jim" Molan non rinuncia a commentare.
Parlando dell'attuale situazione europea dice: "L'umanitarismo celebrato a parole ma sconfessato dai fatti. E una politica dell'immigrazione clandestina gestita dai governi ma su mandato dei trafficanti di clandestini. Se l'Europa vuole invertire questo status quo disastroso e mortifero ritengo che sarebbe bene studiare la lezione australiana."
Ma come ha fatto l'Australia, ad ottenere questi risultati strabilianti? Anzitutto il governo del conservatore Tony Abbott ha scelto di affidare la gestione dell'emergenza a un'operazione militare in piena regola guidata da un militare e non di costituire l'ennesimo comitato. Quindi, semplicemente, si pattugliano le acque territoriali intercettando le navi entrate illegalmente, che vengono fermate e mandate indietro. Il tutto "nella massima sicurezza delle persone a bordo". Tanto che dall'insediamento del governo attualmente in carica, può affermare il generale, non c'è più stato un immigrato morto nelle acque del nostro paese.
Come ultimo tassello di questa strategia, l'Australia ha stretto diversi accordi con stati come Papua Nuova Guinea o Nauru, dove vengono ospitati dei campi attrezzati per esaminare le richieste di asilo, anche grazie al lavoro delle ong internazionali.
"Oggi si può dire che il governo australiano non lavora più su commissione degli scafisti, offrendo un "servizio taxi" a criminali cui prima bastava un sos a qualche chilometro dalla costa per incassare diecimila dollari da ogni singolo malcapitato passeggero - conclude il generale Molan - Gli scafisti, invece, sono ancora i principali autori delle politiche migratorie europee."

Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/mondo/australiaparla-generale-che-respinge-i-clandestini-leuropa-f-1122320.html

giovedì 27 agosto 2015

CLANDESTINI AGGRESSIVI RIFIUTANO L'INDENTIFICAZIONE, LA POLIZIA UNGHERESE USA LACRIMOGENI


BUDAPEST - La polizia ungherese ha lanciato gas lacrimogeni contro i clandestini nell'affollato campo di Roszke, presso la frontiera con la Serbia. Gli scontri, spiega la Bbc, sono scoppiati dopo il rifiuto dei migranti di farsi registrare e prendere le impronte digitali. I clandestini temono d'essere costretti a chiedere asilo a Budapest, mentre il loro obiettivo è raggiungere il nord Europa e soprattutto la Germania. Continua intanto a salire il numero dei clandestini che varcano la frontiera ungherese, superando la barriera lunga 174 chilometri che il governo di Budapest sta costruendo per bloccarne in flusso: ieri 2.553 ingressi illegali provenienti dalla Serbia, 460 in più di lunedì.

Fonte:http://www.ilnord.it/b-6593_CLANDESTINI_RIFIUTANO_LINDENTIFICAZIONE_POLIZIA_UNGHERESE_USA_LACRIMOGENI

L'UNGHERIA SI DIFENDE EGREGIAMENTE CONTRO LA MAREA DI MIGRANTI: PRONTO L'ESERCITO, DOPPIE BARRIERE DI FILO SPINATO


BUDAPEST - Si aggrava la tensione scatenata dall'emergenza clandestini sulla frontiera ungherese. Il partito di maggioranza del governo magiaro intende schierare a breve anche l'esercito per fermare il flusso dei migranti dalla Serbia e il Parlamento in seduta straordinaria voterà sulla proposta la prossima settimana. Il governo intende rendere possibile l'impiego dell'esercito per compiti relativi alla difesa dei confini e per l'emergenza delle invasioni in Ungheria di migliaia di clandestini, secondo quanto dichiarato da Szilard Nemeth, vice presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale ed esponente del partito conservatore del premier Viktor Orban.
Intanto si apre questa mattina a Vienna il vertice sui Balcani, un appuntamento il cui ordine del giorno è stato stravolto dalla crisi dei clandestini. Questa regione europea infatti è improvvisamente divenuta uno snodo cruciale del passaggio dei flussi in provenienza dal Medioriente e dall'Asia e diretti in Europa.
La cosiddetta "rotta dei Balcani occidentali", scelta da migliaia di clandestini, ha imposto al vertice priorità diverse da quelle stabilite in precedenza. In autobus, a piedi o in treno, siriani, iracheni e afgani, ma soprattutto migliaia di albanesi, kosovari o macedoni, stanno attraversando l'Europa orientale, innescando una serie di gravi tensioni con le autorità locali.
L'Ungheria, che oltre alla Grecia e all'Italia (che però a differenza dell'Ungheria che sta subendo l'invasione lo fanno volontariamente su indicazione politica dei rispettivi governi di sinistra), rappresenta una porta d'ingresso per i paesi dell'Unione europea, è sottoposta a una pressione senza precedenti.
Al confine con la Serbia, dove Budapest sta per ultimare una recinzione di 175 chilometri entro la fine di agosto, si sono verificati diversi incidenti anche ieri e la polizia ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per impedire ai clandestini di fuggire dai centri di accoglienza dove devono essere registrati e identificati.
Mentre l'Ungheria rafforza in tutta fretta le difese al confine serbo, i clandestini continuano ad arrivare nel Paese in numeri record, secondo la polizia. Ieri 3.241 sono arrivati in Ungheria, il numero più alto mai registrato. La maggioranza ha attraversato il confine serbo nei pressi del villaggio di Roszke. La linea ferroviaria che attraversa il confine a Roszke è uno dei pochi punti di passaggio ancora liberi dalle barriera di filo spinato che entro fine agosto chiuderà i 175 chilometri di frontiera con la Serbia. E' in costruzione anche una seconda barriera di filo spinato alta quattro metri.
Il capo della polizia ungherese Karoly Papp ha annunciato che oltre duemila dei cosiddetti "cacciatori di confine", con cani, cavalli ed elicotteri, si recheranno aul confine da settembre per rafforzare la già massiccia presenza delle forze di sicurezza. Il partito di governo Fidesz ha anche annunciato che intende proporre di schierare l'esercito per fermare il flusso di migranti, dopo i disordini scoppiati al centro di registrazione di Roszke, dove la polizia come detto ha lanciato lacrimogeni sui clandestini.
"I migranti illegali diventano sempre più aggressivi, non possiamo tollerare ciò che è accaduto a Roszke, non possiamo accettare questa aggressione" ha detto Szilard Nemeth, dirigente del partito e vicepresidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale. La proposta dell'invio dell'esercito verrà discussa dal parlamento in una seduta straordinaria mercoledì prossimo nella quale verrà proposto anche di rendere un reato penale l'attraversamento illecito del confine e il sabotaggio della barriera alla frontiera.

Redazione Milano.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4386_LUNGHERIA_HA_DECISO_DI_DIFENDERSI_DALLINVASIONE_DI_CLANDESTINI_PRONTO_LESERCITO_DOPPIE_BARRIERE_DI_FILO_SPINATO

LA RUSSIA CONFERMA PER L'ENNESIMA VOLTA L'INEFFICACIA DELLE SANZIONI ECONOMICHE

Il ministero degli Esteri russo ha ancora una volta ribadito l'inefficacia delle sanzioni contro Mosca imposte dai Paesi occidentali come strumento diplomatico, ha dichiarato la portavoce del dicastero Marina Zakharova.

"E' sicuramente la scelta di uno o di un altro politico cosa esortare. Se la pressione sulla Russia sia vantaggiosa per la Polonia è una domanda che deve essere fatta ai polacchi. E' vantaggioso per loro metterci pressione e chi ne beneficia?. Pensiamo che dopo 1 anno e mezzo di pressioni, sanzioni e minacce sia diventato chiaro che si tratta di una posizione miope che porta ad un vicolo cieco. Non porta alcun beneficio sia a chi fa pressioni sia a chi le subisce. Non conosco esempi in cui tale politica possa definirsi di successo", — ha detto la Zakharova.
"C'è una pressione che può essere esercitata attraverso un organismo internazionale competente: il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Può applicare sanzioni di vario grado ed altri strumenti di pressione. Nessun Paese al mondo può fare pressione su un altro Stato perché in generale si tratta di un'ingerenza negli affari interni. Inoltre nesuno può esortare gli altri membri della comunità internazionale a fare pressione sul nostro Paese così semplicemente," — ha aggiunto

Fonte:http://it.sputniknews.com/politica/20150827/1045825.html#ixzz3k24xitlr

UN'ESODO DI MASSA FINANZIATO DAGLI STATI UNITI


Lo afferma l'austriaco InfoDirekt, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello 'Österreichischen Abwehramts' (i servizi d'intelligence militari di Vienna): ed InfoDirekt è un periodico notoriamente vicino alle forze armate.
Il titolo dice: "Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa". Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media.
"I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa". Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzzioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichirazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.
Da parte dei servizi, "Si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti". Sarebbero "le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l'Ucraina un anno fa". Chiara allusione alle "organizzazioni non governative" americane, cosiddette "umanitarie" e per i "diritti civili", bracci del Dipartimento di Stato o di Georges Soros.
L'articolo termina con un appello "a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence" perché "partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L'attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l'intensificarsi della crisi".
In un successivo articolo, il giornale austriaco rivela che "anche in Austria c'è il "Business dei profughi". Una "azienda per i richiedenti asilo" ha ottenuto dallo stato 21 milioni per assissterli nelle pratiche e nutrirli. È una vera e propria azienda a scopo di lucroi, con sede in Svizzera, la ORS Service AG, ed è posseduta da una finanziaria, la British Equistone Partners Europa (PEE), che fa capo a Barclays Bank: ossia alla potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "La corazzata Rotschild", che ha come principali azionisti la banca privata NM Rotschild e la loro finanziaria satelletite Lazard Brothers. "Presidente di Barclays è stato per anni il figlio Marcus Agius Rothschild. Questi ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, ha il controllo anche della British Broadcasting Corporation (BBC), ed uno dei tre amministratori del comitato direttivo del gruppo Bilderberg". I Rotschild non disdegnano nessun affare: e quello degli immigrati da "accogliere" e curare con denaro pubblico è certo l'industria di cui hanno previsto (sanno) che crescerà in modo esponenziale.
Thierry Meyssan (Reseau Voltaire) rilancia l'informazione perché vi trova confermato un suo lungo e complesso articolo da lui postato quattro mesi fa, in cui fra l'altro sosteneva che l'ondata di rifugiati in Europa non è l'effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti. Meyssan chiamava la strategia Usa "la teoria del Caos", e la faceva risalire a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa.
"Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l'obiettivo strategico delle forze armate USA e dell'alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington".
"Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono soltanto un problema umanitario (200.000 persone nel 2014), continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della UE (…) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)".
È proprio così: la strategia americana sembra effettivamente quella di trascinare gli europei in avventure militari in Libia come in Siria e in Ucraina; una volta impantanati fino al collo in quelle paludi del caos, per cui non abbiamo alcuna preparazione militare, dovremo implorare l'aiuto della sola superpotenza rimasta, a cui ci legheremo più che mai perché "ci difende dal caos".
Una sola ultima considerazione: la sinistra dell'accoglienza, come sempre la sinistra, "fà l'interesse del grande capitale, a volte perfino senza saperlo": Ad essa s'è aggiunta, con Bergoglio, la Chiesa di Galantino.

Fonte:http://it.sputniknews.com/mondo/20150823/1017673.html#ixzz3k24Nacxq

ISLANDA: UN INTENSO SCIAME SISMICO IN CORSO CIRCONDA LA CALDERA DEL VULCANO LOKI-FOGRUFJOLL


Loki-Fögrufjöll (noto anche come Hamarinn o Lokahryggur) è un vulcano subglaciale sotto il ghiacciaio Vatnajökull.
Il vulcano subglaciale si trova all'interno del sistema di fratture del vulcano Bárðarbunga, ma è indipendente dal Bárðarbunga in sé.

L'ultima eruzione è stata confermata nel 1910, quando sono state emesse quantità di cenere.
Tecnicamente Hamarinn viene conteggiato come una parte del sistema Bárðarbunga.
Si ritiene che Hamarinn è coinvolto nelle eruzioni precedenti.
C'è anche una teoria che funziona come una sorta di camera magmatica di connessione tra Bárðarbunga e Grimsvötn.
E a giudicare dalle immagini tracciate dall'eruzione del Grimsvotn nel 2011 ci potrebbe essere una connessione tra Hamarinn e Grimsvötn.
In realtà non vi è ulteriore prova di tale connessione che Hamarinn a Bárðarbunga.

In passato il vulcano Hamarinn aveva già manifestato una forte attività sismica e un'aumento dell'attività termale sciogliendo grandi quantità di ghiaccio.

Nelle ultime ore si è osservato nella zona un'aumento dell'attività sismica con oltre una decina di terremoti di bassa magnitudo, molto probabilmente connessi al movimento della massa magmatica in profondità.
Il punto interrogativo è se si tratti semplicemente di fenomeni passeggeri, oppure se la fase eruttiva del Bardarbunga potrebbe ricominciare da questa zona più a sud.


Fonti:
https://en.wikipedia.org/wiki/Loki-Fögrufjöll
https://volcanocafe.wordpress.com/2012/01/25/hamarinn-volcano-burns-night/

ALASKA: PROSPETTIVE DI FREDDO E NEVE PREMATURI


L’ultimo week end di Agosto sembra promettere l’arrivo di un’ondata di freddo a carattere invernale, molto precoce, sullo Stato nord occidentale statunitense, dove la discesa di una depressione sul Golfo dell’Alaska, richiamerà aria molto fredda dal Polo, con nevicate, isoterme tra -5° e -10°C ad 850 hPa, e temperature al suolo che potrebbero abbassarsi fino ad un valore inferiore ai -10°C sulle zone interne.

La mappa seguente, tratta da weatherbell, mostra quelle che potrebbero essere le anomalie termiche della zona, per il prossimo week end, su elaborazione GFS.

Fonte:http://freddofili.it/2015/08/27/prospettive-di-freddo-neve-e-gelo-precoce-in-alaska/#

LA REUNION: IL PITON DEL LA FOURNAISE STA RALLENTANDO LA SUA QUARTA ERUZIONE DELL'ANNO


L'eruzione che ha avuto inizio lo scorso pochi giorni fa continua.
La fuoriuscita di lava è molto più bassa ora (circa 10 metri cubi / secondo) che in principio era (30 mc / s), ma più o meno stabile.
Il maltempo nel corso degli ultimi due giorni ha impedito osservazioni più dettagliate.
Una pesante nube di vulcanica (goccioline SO2) comprende la maggior parte del Enclos e parti dell'isola di La Réunion sud.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/it/piton_fournaise/news/54435/Piton-de-la-Fournaise-volcano-La-Runion-eruption-continues.html

ECUADOR: NUOVO AUMENTO DELL'ATTIVITA' ERUTTIVA DEL TUNGURAHUA


L'attività al vulcano è aumentata dal 25 agosto, ha segnalato l'osservatorio del vulcano.
Dalle 03:05 ora locale, l'attività sismica è aumentata con la comparsa di tremore accompagnato da pesanti emissioni di cenere.
Cenere nera, quindi probabilmente giovanile (dal magma fresco) è caduta su Chontapamba Pillate, Bilbao e Juive Grande.
Successivamente, 5 esplosioni sono state registrate a partire dalle 05:57.
L'intensità di queste è aumentata progressivamente, la più forte che si verificata alle 8:05.
Colonne di cenere sono salite a circa 2 km sopra la sommità del vulcano spostandosi spinte del vento alla deriva ovest.
IGEPN avverte che un ulteriore aumento dell'attività potrebbe probabilmente causare forti esplosioni con flussi piroclastici.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/it/tungurahua/news/54430/Tungurahua-volcano-Ecuador-increasing-activity-explosions.html

INDONESIA: SEMBRA CHE L'ATTIVITA' DEL VULCANO RAUNG SIA TERMINATA


Pochi giorni fa, il livello di allerta ufficiale del vulcano è stato abbassato a 2 (su 4).
Sembra che nessuna, o quasi nessuna attività eruttiva abbia avuto luogo presso il vulcano nei giorni scorsi.

Questa probabilmente è stata la più grande eruzione del vulcano in almeno 100 anni, e probabilmente è finita.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/it/raung/news.html

mercoledì 26 agosto 2015

SEI MESI DI GALERA PER I CLANDESTINI E POI ESPULSIONE COATTA: NUOVA LEGGE DEL GOVERNO CAMERON DALL'AUTUNNO


LONDRA - Il governo britannico annuncia un ulteriore durissimo giro di vite contro l'immigrazione illegale. In base alla nuova legge che verrà varata in autunno, riporta la Bbc, chi verrà scoperto a lavorare senza il necessario permesso in Inghilterra e Galles verrà arrestato e condannato a una pena detentiva fino a sei mesi di carcere.
Inoltre, sono previste misure specifiche contro gli esercizi commerciali come i ristoranti takeaway e le rivendite di alcolici che impiegano immigrati extracomunitari illegali. In questi casi ci sarà un inasprimento delle sanzioni, tra cui il ritiro delle licenze per i proprietari e il sequestro degli stipendi per i lavoratori.
Il governo, ha detto il ministro per l'Immigrazione James Brokenshire, "continuerà a colpire duramente" gli abusi. Si starebbe anche valutando l'estensione delle nuove misure, delle quali si discute da diverse settimane, anche contro i gestori e gli autisti dei servizi di taxi privati, un settore nel quale è altissima la presenza di lavoratori immigrati.
Per rendere più efficaci le misure, il governo intende anche ribaltare il concetto di onere della prova nei confronti di quanti impiegano lavoratori illegali. Il datore di lavoro non potrà più sostenere di non essere a conoscenza dello status dei suoi impiegati, ma dovrà dimostrare di avere effettuato controlli accurati nei loro confronti, per accertarsi che siano in possesso del necessario permesso di soggiorno.
Le pene detentive massime verrebbero così aumentate dagli attuali due anni a cinque anni di carcere senza attenuanti o conversione della pena, in aggiunta alle sanzioni già previste.
Nelle scorse settimane il governo conservatore di David Cameron aveva già annunciato che in base alla nuova legge i proprietari di immobili in Inghilterra saranno obbligati a sfrattare i cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno. Inoltre, i proprietari dovranno effettuare preventivamente i controlli sullo status dei loro inquilini. Le misure di sfratto saranno previste anche nei confronti dei immigrati che si vedranno rifiutata la richiesta di asilo.
Gli agenti dell'ufficio immigrazione, riporta la Bbc, si starebbero preparando ad effettuare in autunno una serie di controlli straordinari prendendo di mira in particolare i cantieri edili, le case di cura per gli anziani e le aziende di pulizie.
Il pugno di ferro di Cameron mostra che esiste - se esiste la volontà di farlo - il modo per impedire che orde di clandestini devastino le nazioni europee. Tra breve, la Gran Bretagna diventerà una nazione libera dall'invasione, come - utilizzando altri metodi ma altrettanto efficaci - ha fatto l'Australia.
Solo l'Italia rimane spalancata per colpa del governo Renzi alle fiumane di disperati che arrivano da tutta l'Africa, e non certo da zone di guerra, per prendere possesso, nel vero senso della parola, della nostra terra italiana.

Redazione Milano

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4384_SEI_MESI_DI_GALERA_PER_I_CLANDESTINI_E_POI_ESPULSIONE_COATTA_NUOVA_LEGGE_DEL_GOVERNO_CAMERON_DALLAUTUNNO

IL COLOSSO BANCARIO CITIGROUP TRASFERISCE LE RISERVE AUREE IN RUSSIA


Un curioso rapporto del Ministero delle Finanze che circola al Cremlino riferisce che la Banca Centrale della Russia (CBR) ha “accettato di proteggere” 3 milioni di once d’oro del valore di oltre 3,5 miliardi di dollari del gigante dei servizi bancari e finanziari statunitense Citigroup, con inoltre quasi 100 miliardi di dollari liquidi. Secondo il rapporto, 1,4 milioni di once di oro ora protetti nelle casseforti della CBR, sono stati spediti direttamente dal Venezuela dopo un complesso accordo ad aprile tra la nazione sudamericana e Citigroup, e altri 1,6 milioni di once provenienti da vari Paesi con cui il colosso dei servizi bancari e finanziari ha rotto i legami nell’ultimo anno e mezzo, 11 nazioni, tra cui il Giappone, con cui Citigroup ha rotto, spiega il rapporto, perché anche di fronte le sanzioni occidentali Citigroup ha rifiutato di rompere con la Federazione (russa), e il direttore finanziario John Gerspach ha semplicemente detto al regime di Obama che “Non lasceremo la Russia”. Citigroup sulla sua pagina web, come questa relazione rileva, spiega ulteriormente il rapporto con la Federazione, affermando: “La storia di Citi in Russia è iniziata quasi 100 anni fa ed è strettamente legata alle vicende drammatiche svoltesi in quel periodo nel Paese. Citi ha sempre agito da collegamento tra l’economia russa e le altre economie mondiali e ha giocato un ruolo importante nello sviluppo commerciale e delle relazioni economiche estere del Paese. Citi arrivò in Russia alla vigilia della Rivoluzione. Nel 1916, Citi, allora chiamata National City Bank (NCB), sottoscrisse obbligazioni a sostegno del governo dell’Impero russo mentre la prima guerra mondiale riscuoteva il pedaggio sulle risorse del Paese“. Dei 100 miliardi di dollari in contanti della Citigroup “accettati per essere protetti” dalla CBR, la presente relazione continua, sono stati trasportati a Mosca da Cairo la scorsa settimana, prima dell’odierna decisione della Banca centrale d’Egitto che approva la vendita dei beni del gigante bancario nel Paese all‘International Commercial Bank (ICB), come aveva annunciato a giugno. Quanto al motivo per cui Citigroup trasferisce in segreto 100 miliardi in contanti dalle filiali egiziane, il rapporto non dice nulla, ma il Ministero delle Finanze nota che oro e denaro della Citigroup “accettati per essere protetti” dalla CBR, ora sono sottoposti alle leggi della Federazione e non sono soggetti a reclami di qualsiasi soggetto estero, compresi gli Stati Uniti. Quanto al motivo per cui Citigroup ha bisogno di tale straordinaria protezione dei propri beni, gli esperti del MoF nella relazione spiegano che va imputata all’implacabile assalto del regime di Obama, tra cui una multa di 700 milioni per “Pratiche sleali e ingannevoli” di un paio di settimane prima e un’indagine sui prestiti agli studenti che il colosso bancario teme possa comportare altre sanzioni finanziarie… oltre ai 7 miliardi di dollari che è stato costretto a pagare lo scorso anno per le pratiche sui prestiti ipotecari. Ancora più importante da notare, questi esperti dicono nel rapporto che la leadership della Citigroup è “molto preoccupata” dall’economia statunitense in via di collasso, come è stato evidenziato negli Stati Uniti dal lunedì nero che ha visto più di 1,8 miliardi di dollari svanire sui stimati 24,1 miliardi di dollari detenuti dal pubblico statunitense.
Anche se la Cina ha ridotto il tasso a fronte del peggiore crollo del mercato nazionale in 20 anni, per il momento l’ha disaccoppiato dal resto dei mercati mondiali creando un’illusoria momentanea stabilità, avverte la relazione, e le vendite del 24 agosto non furono causate dai cinesi, ma dalla confusione globale totale… con il peggio che deve venire nelle prossime settimane. È fondamentale notare che questa terribile valutazione del MoF è sostenuta da Damian McBride, consigliere dell’ex-primo ministro inglese Gordon Brown, che cupamente ha dichiarato: “Consigli per il crollo incombente, No.1: mettete il denaro in un posto sicuro; non pensate che banche e sportelli bancomat (ATM) restino aperti, o che le carte di credito funzionino. No.2: Avete abbastanza acqua in bottiglia, scatolame e altri beni essenziali a casa per un mese? In caso contrario, fate la spesa. No.3: decidete un punto in cui riunirvi con i vostri cari in caso di interruzione di trasporti e comunicazioni; da dove potete recarvi da qualche parte“.
Mentre sempre più forze nucleari statunitensi e russe convergono sul fronte occidentale, la relazione conclude tristemente con i consigli al regime di Obama di uno dei suoi migliori consiglieri economici, Paul Krugman, secondo cui una guerra mondiale o contro gli alieni è necessaria per sistemare l’economia; si vede facilmente dove tutto questo porta… più prima che poi. E anche se Citigroup ora protegge se stessa, ci si può solo chiedere quanti altri ce ne siano. Ma non importa cosa succede, anche il peggio, nessuno potrà dire che non è stato avvertito… solo che non ascoltano.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/26/il-gigante-bancario-citigroup-trasferisce-le-riserve-auree-in-russia/

LE QUESTIONI REGIONALI CHE RALLENTANO I RAPPORTI RUSSIA-GIAPPONE


Il complesso reset del delicato rapporto Russia-Giappone, sembra sempre più lontano. Russia e Giappone desideravano un reset che vedevano nel loro interesse. La Russia spera di attirare il Giappone come importante partner economico, in particolare per lo sviluppo delle regioni siberiane e dell’Estremo Oriente, dove la Cina si muove. Da parte del Giappone, la disputa territoriale con la Russia è una questione emotiva che ha impedito di concludere un trattato di pace formale dopo la seconda guerra mondiale.
Se le indicazioni all’inizio dell’anno erano che Putin avrebbe compiuto una visita storica in Giappone entro l’anno, il rinvio di Tokyo di un giro di consultazioni previsto a Mosca da parte del ministro degli Esteri Fumio Kishida (31 agosto – 1 settembre) per preparare il terreno della visita di Putin, impone un controllo della realtà. La decisione di Tokyo è vista come una ‘protesta’ per la visita del Primo ministro russo Dmitrij Medvedev a una delle quattro isole contese il 22 agosto 2015.
Tuttavia, è solo l’ultima manifestazione visibile della costante idiosincrasia nelle relazioni russo-giapponesi, risalente alla visita del Primo ministro Shinzo Abe a Washington e ai nuovi orientamenti della Cooperazione per la Difesa tra Stati Uniti e Giappone del 27 aprile.
Il documento di base originariamente steso nel 1979, delineava la cooperazione militare tra Stati Uniti e Giappone in caso di attacco militare (sovietico) al Giappone, aggiornato al dopo-Guerra Fredda nel 1997. Ora è stato rivisto per la seconda volta allineandosi alla geopolitica emergente nella regione Asia-Pacifico, imposta da una Cina “decisa”. Dal punto di vista russo, i giapponesi che si attrezzano per svolgere un ruolo più attivo nel sostenere le operazioni globali degli Stati Uniti, diventano una preoccupazione. In particolare, le linee guida sottolineano la cooperazione USA-Giappone nel campo della difesa missilistica balistica o BMD.
Gli Stati Uniti, infatti, hanno iniziato a schierare il sistema BMD in Giappone. Ciò avviene in un momento in cui gli interessi russi e statunitensi sono in disaccordo nel Nord-Est asiatico, dove la possibilità di un grande conflitto è maggiore oggi.
Non si può pretendere che la Russia veda l’alleanza nippo-statunitense come fattore di stabilizzazione nella regione. La Russia avrebbe potuto sperare che il DNA del Giappone l’inducesse a perseguire politiche estere indipendenti o senza eccessiva dipendenza dal sistema di alleanze degli Stati Uniti, ma il modo in cui Tokyo semplicemente segue le sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia, sulla crisi in Ucraina, parla diversamente. Infatti, lo spettro di un’architettura BMD sponsorizzata dagli USA in Estremo Oriente preoccupa la Russia, che ha rivisto la dottrina militare lo scorso dicembre, avendo acuti crescenti timori che proprio una cosa del genere accadesse alla periferia del Paese. L’articolo 12 della dottrina militare russa si riferisce vividamente alla percezione della minaccia che dei vicini della Russia schierino il BMD e reclamino suoi territori.
Washington e Tokyo potevano considerare una linea che non vedesse la Russia come minaccia al Giappone e l’alleanza nippo-statunitense contraria alla Russia, ma nel clima attuale delle relazioni russo-statunitensi, Mosca non ha intenzione di farsi illusioni.
La spinta di Abe ad espandere il ruolo dei militari (sotto la dottrina dell”autodifesa collettiva’) neanche aiuta. La controversa legge approvata dalla camera bassa del parlamento del Giappone, il mese scorso, permetterebbe alle truppe giapponesi di combattere all’estero per la prima volta dalla seconda guerra mondiale.
In poche parole, la proposta di legge testimonia che Tokyo cede alle pressioni statunitensi favorendone la strategia per riequilibrare il potere in Asia, giocando un ruolo più attivo nell’alleanza militare USA-Giappone.
L’inquietudine di Mosca potrebbe non avere trovato un’articolazione forte, a differenza di Pechino, ma l’inquietudine c’è sicuramente. Una serie di passi di Mosca da aprile, seguono tale prospettiva. Così, le celebrazioni della Giornata della Vittoria a Mosca il 9 maggio si sono rivelato il culmine della convergenza strategica tra Russia e Cina: il presidente cinese Xi Jinping è stato infatti l’ospite d’onore; il Presidente Putin ha confermato i suoi piani per partecipare alle celebrazioni della Cina a Pechino il 3 settembre; oltre a dare grande impulso alle relazioni economiche e un comune ricordo struggente della storia, i due leader hanno inoltre deciso di collegare formalmente l’Unione economica eurasiatica della Russia alla Cintura economica della Via della Seta cinese, implicando “uno spazio economico comune sul continente” (Putin). Ancora una volta, a giugno, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu ordinava l’accelerazione della costruzione di infrastrutture militari e civili sulle isole Kurili. Il 24 luglio, annunciava che le truppe russe schierate sulle isole Kurili saranno “riarmate” entro settembre.
Nel frattempo, nuove esercitazioni militari sono in programma sulle isole Kurili. Ai primi di agosto, il governo russo approvava un programma federale per lo sviluppo socio-economico complessivo delle Isole Kurili, nel prossimo decennio, con una spesa stimata a 1,5 miliardi di dollari. Il Primo ministro Dmitrij Medvedev ha detto che il programma “faciliterà la trasformazione delle isole Kurili in un moderno territorio russo dove sia comodo vivere e interessante lavorare”. Finalmente Medvdev compiva una visita molto pubblicizzata alle isole Kurili.
In un commento recente, il tabloid Global Times del Partito Comunista Cinese ha osservato: “I loro (Russia e Giappone) interessi strategici sono in conflitto… la maggiore minaccia alla sicurezza di Mosca sono le alleanze militari dominate dagli USA. Il Giappone, d’altra parte, ha svolto un ruolo attivo in tali alleanze… La disputa territoriale sfida una soluzione rapida… Oggi è ancora più improbabile che la Russia non risponda alle pretese territoriali giapponesi… Ci sono molte barriere strutturali tra Russia e Giappone. Anche se il rapporto… può vedere una distensione, non migliorerà notevolmente”. E’ una valutazione corretta.
Ma il commento omette di esaminare il calcolo strategico russo. Andando indietro nel tempo, nel periodo della guerra fredda, il Giappone formò la linea di contenimento degli Stati Uniti ‘contro le forze d’intervento navali sovietiche’.
E Mosca rispose ordinando alla Marina sovietica di trasformare il Mare di Okhotsk in un bastione strategico navale per i sottomarini lanciamissili balistici, con le isole Kurili nella zona ‘esclusiva’. Pertanto, il rafforzamento russo sulle isole Kurili ha una ragione. Inoltre, lo è anche in previsione dell’apertura del cosiddetto Passaggio a nord-est. Già nel settembre 2011, molto prima della crisi in Ucraina e della relativa degradazione dei rapporti ‘Est-Ovest’, la Russia svolse la più grande esercitazione militare navale presso le isole Kurili nel dopo-Guerra Fredda, coinvolgendo 20 navi militari e bombardieri.
Probabilmente la politica artica della Russia richiede che le isole Kurili siano la prima linea difensiva e della sicurezza nazionale del Paese. La Russia rafforzerà costantemente la propria presenza militare sulle isole Kurili e ne svilupperà comunque le infrastrutture portuali.
É luogo comune che l’Artico abbia enormi riserve non sfruttate di petrolio e gas, minerali, acqua fresca, pesce e così via. Ma ciò che è meno noto è che la forte presenza strategica nella regione artica consente alla Russia anche accesso agli oceani del mondo, fondamentale per contrastare la strategia del contenimento degli Stati Uniti. Il Pentagono valuta che la Russia attualmente sia la nazione più avanzata al mondo nello sviluppo di infrastrutture militari nell’Artico. La dottrina militare della Russia, che Putin ha firmato lo scorso dicembre, mira a costruire una rete unificata di strutture militari nei territori artici per ospitare truppe, navi e aerei da guerra. In teoria, anche se Mosca ha in gran parte mantenuto per sé i propri pensieri, vedrebbe nella cooperazione USA-Giappone sul BMD, nel quadro degli orientamenti per la cooperazione nella Difesa USA-Giappone, una minaccia all’equilibrio strategico. In tali circostanze, il ripristino delle relazioni con il Giappone diventa problematico. Chiaramente, gli Stati Uniti sospingono l’implementazione della BMD in Estremo Oriente. I rapporti russo-giapponesi possono guastarsi se Mosca ad un certo punto decide di serrare i ranghi con Pechino sulla minaccia posta dall’implementazione del BMD dagli Stati Uniti. La prossima visita di Putin a Pechino sarà un’importante passo del riallineamento strategico emergente in Estremo Oriente.





Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/25/i-fattori-regionali-che-ostacolano-i-rapporti-russia-giappone/

LA RETE DI ENERGIA NEL CONTINENTE EUROPEO

Putin lega India e Pakistan con i gasdotti

Tradizionalmente l’India fu partner dell’URSS per decenni e la Russia ha preso il posto della superpotenza. Con le inevitabili perdite negli anni ’90 (“il luogo santo non è mai vuoto” come si dice in Russia), la partnership è sopravvissuta. Tra l’altro, gli indiani si rifiutarono di acquistare 126 aerei da combattimento Rafale dalla Francia (grazie “Mistral”). Il caccia francese Rafale si era aggiudicato la gara nel 2012, e anche allora era chiaro che il contratto non sarebbe stato concluso. Di conseguenza, dopo aver avuto 36 jet, l’India ha rescisso il contratto. “Acquistiamo solo 36 caccia e non ne compreremo mai più, sono troppo costosi”, ha detto il ministro della Difesa indiano Manohar Parrikar, secondo La Tribune riferendo all’agenzia indiana PRI. “Mi piacerebbe anche avere una BMW e una Mercedes, ma non posso perché, in primo luogo non posso permettermelo, e in secondo luogo non ne ho urgente bisogno“. Secondo le informazioni dal Ministero della Difesa dell’India, il costo del contratto era aumentato da 12 a 20 miliardi di dollari. Non speculiamo sulle ragioni reali della fine del contratto, ma resta il fatto che il Ministero degli Esteri indiano ha detto che l’attrattività del prezzo e dell’affidabilità del caccia multiruolo russo Su-30 è maggiore del “Rafale“.
L’amica India è tradizionalmente nemica del Pakistan, territori artificialmente separati dai sornioni inglesi, e che si combattono continuamente e violentemente. Gli Stati Uniti con tanto zelo hanno aiutato il Pakistan anche fornendogli armi nucleari. L’Ucraina a dispetto della Russia, ha dotato il Pakistan di carri armati moderni negli anni ’90, cosa di cui i nazionalisti locali furono entusiasti. E pochi notarono che, per adempiere all’accordo, la Russia fornì al vicino le tecnologie per produrre i cannoni. Di conseguenza, fino ad oggi l’Ucraina non ha sviluppato un nuovo carro armato, ma la Russia rafforza e migliora la cooperazione con il Pakistan sostituendo gli Stati Uniti. Questi carri armati erano sovietici e 250 veicoli dovevano essere modernizzati, ed è anche necessario fornire munizioni e pezzi di ricambio (gli stessi che l’Ucraina non sa produrre, non potendo produrre un carro armato nazionale). L’equipaggiamento sovietico è più affidabile e meno costoso di quello statunitense. Per la gioia degli abitanti del luogo, che non nascondono l’odio per i loro “protettori” statunitensi che regolarmente cacciano via. Così la Russia è accolta dal Pakistan e le due parti preferiscono congelare i conflitti tra India e Pakistan su Jammu e Kashmir. Perché letteralmente i combattimenti sono freddi, costosi e inutili. Ciò che accade si adatta perfettamente all’antica massima, “Tempora mutantur et nos mutamur in illls“, i tempi cambiano e noi con essi. Ora Mosca è pronta a costruire un gasdotto in Pakistan che rifornirà il Paese dall’Iran. Nel progetto la Russia spenderà 2 miliardi di dollari. Alcuni esperti hanno avvertito che il gasdotto del Pakistan sarà solo parte della rotta gasifera iraniana per la Cina. Così, con la costruzione del gasdotto la Russia crea un concorrente nel mercato del gas cinese. Il partner di “Rusenergy“, Mikhail Krutikhin, dice che l’Iran ha colloqui con Pakistan e Cina e in effetti il metanodotto che la Russia costruirà sarà parte della futura rotta del gas dall’Iran alla Cina. “La partecipazione della Russia al progetto pakistano è piuttosto sfavorevole: le forniture dall’Iran ridurranno il fabbisogno di gas della Cina, compreso quello dalla Russia“. Ma è vero?
Il sito web del Consiglio dei ministri del Pakistan ha dichiarato che si tratta di “creare un ambiente favorevole per la costruzione con la partecipazione russa del gasdotto “Nord – Sud” della Repubblica islamica del Pakistan, da Karachi a Lahore” (sulle coste del Pakistan, al confine con l’India). La lunghezza è circa 1100 chilometri, la capacità 12,4 miliardi metri cubi di gas all’anno. L’inizio della costruzione del gasdotto è previsto per il 2017. Inizialmente, il gasdotto è stato progettato per trasportare gas dall’Iran, che verrà spedito via mare in forma liquefatta a Karachi. Il Pakistan è uno Stato povero di risorse e vive una grave carenza di energia elettrica sul mercato interno. Questi volumi, per definizione, non bastano e rispetto alle esigenze della Cina sono piccoli, anche rispetto alle condutture costruite in Cina dalla Russia. Allo stato attuale, la Russia costruisce il gasdotto “Power of Siberia“, da cui la Cina otterrà più di tre volte il gas previsto dal presente contratto, 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Inoltre, sono in corso negoziati sulla cosiddetta “rotta occidentale” (il gasdotto “Altaj“), che rifornirà la Cina di ulteriori 30 miliardi di metri cubi all’anno. I volumi contrattuali pakistani sono piccoli in confronto,12 miliardi di metri cubi contro 68 miliardi. Va ricordato che in futuro, quando “le forniture iraniane ridurranno il fabbisogno di gas della Cina, anche dalla Russia”, sarà necessario costruire nuovi gasdotti, fabbriche di liquefazione del gas, terminali, tutto nuovo. Ciò esiste solo su carta. Ancora una volta, tutti ricordiamo che il luogo santo non è mai vuoto. Se la Cina ha bisogno di energia, l’otterrà. Se non la Russia, gli USA, sia pure a denti stretti, collaboreranno per costruire gasdotti e terminali per LNG. La Russia oggi sfrutta il forte indebolimento della posizione degli Stati Uniti nella regione, utilizzando l’esperienza statunitense dell’esclusione economica dei concorrenti dai mercati precedentemente occupati. È molto più facile e intelligente trarre profitto da un contratto e legare un partner a sé, rendendo possibili liti future per pretesti politici inventati economicamente impossibili. Prendiamo ad esempio gli ultimi 24 anni di politica ed economia dell’Ucraina. Il potere dello Stato in tutte le presidenze peggiorava sempre la cooperazione economica con la Russia, per la politica russofoba su cui fu costruito lo Stato. Economia e profitti erano secondari. Picchi temporanei di “amore per la Russia” non cambiavano la direzione generale del peggioramento dei rapporti politici, economici, scientifici e sociali. Il resto è storia.
Riguardo i passi della Russia in Asia, s’inseriscono nella strategia dell’equilibrio di interessi nel “triangolo” cruciale Cina, India e Pakistan, insieme ad un complesso “pacchetto” di rapporti. La conferma di tale corso è la decisione di lasciare che India e Pakistan entrino nella SCO simultaneamente. Il Pakistan agisce in modo pragmatico e tranquillamente cambia partner internazionale secondo interessi a lungo termine. Non sorprende che liberandosi dalla pressione politica degli Stati Uniti, migliora le relazioni con i vicini regionali. Dopo tutto Cina, Russia e India sono vicini, e gli USA al di là dell’oceano. Questo è ciò che temono gli Stati Uniti, e che il mondo gradualmente capisce, gli Stati Uniti sono lontani ed è possibile vivere senza di essi. Mentre la superpotenza rischia di diventare l’eroe degli aneddoti, ‘cowboy Joe’, che nessuno prendeva, perché nessuno lo voleva!

La rete di potere: gasdotti nel continente europeo

Il gas naturale ha limitate e costose opzioni sul trasporto. Di conseguenza, i metanodotti sono costantemente utilizzati come strumento di pressione politica e contrattazione. Uno dei campi di battaglia più importanti è il continente europeo, dove la Russia esercita influenza attraverso un’intricata rete di gasdotti. Ulteriori informazioni sotto.

1. NORD STREAM
Capacità: 55 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Wintershall, E.ON, Gasunie, Engie.
Il gasdotto Nord Stream è divenuto operativo nel 2011. Proposto nel 1997, le controversie tra Kiev e Mosca nel 2006 e 2009 hanno spinto la Russia a fermare il passaggio di gas naturale attraverso l’Ucraina, privandone l’Europa e accelerando la costruzione di Nord Stream. Il gasdotto permette alla Russia di rifornire direttamente Germania e parte dell’Europa centrale.

2. NORDEUROPAISCHE ERDGASLEITUNG (NEL)

Capacità: 20 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Wintershall, E.ON, Gasunie, Fluxys.
Il gasdotto NEL è complementare al progetto OPAL e collega Nord Stream alle infrastrutture gasifere in Germania occidentale.

3. OPAL
Capacità: 35 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Wintershall, Gazprom, E.ON.
Il gasdotto OPAL di costruzione tedesca è operativo dal 2011 e collega Nord Stream alle infrastrutture gasifere in Germania orientale ed Europa centrale. Il terzo pacchetto energetico dell’UE limita la quota che Gazprom può usare di OPAL. La Commissione europea previde l’aumento del 50 per cento della quota nel marzo 2014, consentendo a Gazprom di usare la pipeline a piena capacità. Tuttavia, la Commissione ha rinviato i piani per la crisi ucraina.

4. NORTHERN LIGHTS e JAMAL EUROPA
Capacità: 84 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Beltrangaz, PGNiG.
I gasdotti Northern Lights e Jamal Europa sono due grandi gasdotti russi per l’Europa orientale. La Polonia dipende dal sistema di gasdotti e non ha vere alternative. Nel tentativo di esserne meno dipendente, Varsavia cerca di sviluppare un servizio di importazione di GNL sul Mar Baltico.

5. SOJUZ
Capacità: 26 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Ukrtransgaz.
I gasdotti Sojuz e Fratellanza sono le principali vie di esportazione di Gazprom per l’Europa attraverso l’Ucraina. Hanno una capacità totale di oltre 150 miliardi di metri cubi. Nel tentativo di evitare di usare l’Ucraina come Stato di transito, Gazprom cerca itinerari alternativi dal 2019.

6. FRATELLANZA
Capacità: 132 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Ukrtransgaz.
Insieme con il gasdotto Sojuz, Fratellanza e Urengoj-Pomarij-Uzhgorod sono i principali gasdotti di esportazione di Gazprom, portando il gas in Europa attraverso l’Ucraina. La Russia cerca di ridurre la dipendenza dall’Ucraina come Stato di transito.

7. BLUE STREAM
Capacità: 16 miliardi di metri cubi all’anno (fino a 19 miliardi di metri cubi). Partner: Gazprom, BOTAS, ENI.
Uno dei due gasdotti principali che Gazprom utilizza per rifornire la Turchia. Gazprom può rifornire di 16 miliardi di metri cubi la Turchia attraverso l’Ucraina, e altri 16 miliardi di metri cubi direttamente la Turchia attraverso Blue Stream. Oggi, i due gasdotti da soli non hanno la capacità di soddisfare la domanda di energia della Turchia. Nel 2014, Turchia e Russia decisero di espandere Blue Stream di 3 miliardi di metri cubi.

8. GASDOTTO OCCIDENTALE RUSSO
Capacità: 16 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: BOTAS, Transgaz, Bulgartransgaz.
Il gasdotto russo-occidentale rifornisce la Turchia attraverso Ucraina, Romania e Bulgaria. In futuro la domanda turca supererà la capacità dei gasdotti esistenti e ne sarà necessario un terzo.

9. NORD STREAM 2
Capacità: 55 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, Shell, OMV, E.ON.
Gazprom ha firmato un memorandum d’intesa con Shell, OMV, ed E.ON al Forum economico internazionale 2015 di San Pietroburgo per la costruzione del gasdotto Nord Stream-2. Come proposto, Nord Stream-2 avrà la stessa dimensione del primo gasdotto e sarà operativo alla fine del 2019. Il gasdotto aumenterà la capacità nel tempo bilanciando la ridotta produzione del Mare del Nord.

10. TURKISH STREAM

Capacità: 63 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: BOTAS, Gazprom.
Il gasdotto è progettato per fornire una rotta alternativa al gas naturale per l’Europa meridionale, bypassando l’Ucraina. Gazprom ha firmato un accordo con la Grecia per connettere l’European Southern Pipeline con TurkStream al confine Turchia-Grecia, rifornendo l’Europa. Gazprom e Turchia devono ancora finalizzare l’accordo sul gasdotto TurkStream. Uno dei maggiori incentivi di Ankara a sostegno di TurkStream sarebbe eliminare la dipendenza dal gas che transita per l’Ucraina.

11. EASTRING PIPELINE
Capacità: 20-40 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: EUSTREAM, Transgaz, Bulgartransgaz.
Eastring collegherebbe infrastrutture di Slovacchia, Romania e Bulgaria. La Slovacchia ha assunto la guida del progetto e persino suggerito il collegamento a TurkStream. Bratislava vuole far parte dei piani di Gazprom per diversificare le opzioni di trasporto dall’Ucraina perché la Slovacchia è il nodo tra gasdotti in Ucraina ed Europa centrale.

12. TRANS ADRIATIC PIPELINE

Capacità: 10 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: BP, SOCAR, Statoil, Fluxys, Enegas, Axpo.
TAP è uno dei progetti del Corridoio meridionale del gas dell’UE volto a trasportare gas dal Mar Caspio all’Europa del Sud attraverso la Turchia per ridurre la dipendenza dalla Russia. Il gasdotto TAP collegherà il gasdotto TANAP al confine Turchia-Grecia inviando gas in Italia attraverso l’Albania. La costruzione del progetto dovrebbe iniziare nel 2015.

13. TANAP
Capacità: 16 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: SOCAR, BP, BOTAS.
TANAP è progettato per inviare gas dall’Azerbaijan alla Turchia, collegandosi ai mercati in Europa. TANAP invierà 16 miliardi di metri cubi di gas in Turchia, collegandosi al gasdotto TAP per inviare 10 miliardi di metri cubi in Europa. I progetti TANAP e TAP sono i pilastri del progetto energetico Corridoio meridionale del gas dell’Unione europea, per trasportare gas dal Caspio in Europa contrastando la dipendenza dalla Russia. La costruzione di TANAP dovrebbe essere completata nel 2018.

14. SOUTH STREAM
Capacità: 63 miliardi di metri cubi all’anno. Partner: Gazprom, ENI, altri.
South Stream era un sistema di gasdotti che avrebbe inviato gas dalla Russia alla Bulgaria attraverso il Mar Nero e poi attraverso la Serbia in Europa centrale. Gazprom ha annullato il progetto nel dicembre 2013 e porta avanti il gasdotto TurkStream, nella speranza di raggiungere lo stesso obiettivo strategico aggirando l’Ucraina. La Commissione europea si oppose a South Stream contribuendo alla cancellazione del progetto della Gazprom.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/25/la-rete-di-potere-gasdotti-nel-continente-europeo/

PERICOLO: PUTIN HA SIGLATO L'ORDINE "SETTEMBRE DI GUERRA": AUTORIZZAZIONE DI ATTACCO NUCLEARE ALLA NATO


Il Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha firmato l’ordine “Settembre di Guerra”, che autorizza l’uso dell’arma atomica nei primi attacchi contro le forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea. Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l’incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: “È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo. Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato“.  Al momento della firma del Presidente Putin dell’ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l’immediato rischieramento di 800 chilometri nell’Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale. Acuendo i timori di guerra al Kremlino, la presente relazione continua che i 65000 militari ucraini disposti sul fronte presso Donetsk, secondo gli esperti del MoD, attaccheranno contemporaneamente a pianificati attentati terroristici occidentali in Crimea, nel “maldestro tentativo” di forzare la Federazione a difendere solo quest’ultima, invece della prima. Gli sbarramenti di artiglieria preparatori delle forze ucraine guidate dagli USA già spaventano l’Unione europea (UE) sull’imminente guerra, nota la relazione, e colloqui sulla crisi tra Germania e Francia sono in programma, a cui il Presidente Putin non parteciperà, anche se potrebbe parteciparvi successivamente. I preparativi della Federazione, tuttavia, afferma la relazione, sono “molto più seri” con almeno 50000 soldati altamente addestrati pronti ad intervenire immediatamente in Ucraina, una volta iniziata la guerra, e il massiccio dispiegamento della 20.ma Armata sul fronte occidentale continua a ritmo accelerato. La relazione del MoD rileva inoltre che l’ordine del Presidente Putin estende al 15 ottobre le grandi esercitazioni della Difesa Aerea in corso ad Ashuluk, 500 chilometri dal confine della Federazione con l’Ucraina orientale, che dovrebbe anch’essa combattere in guerra.
Con decine di migliaia di truppe occidentali in Spagna per l’esercitazione Trident Juncture 2015, che la NATO definisce le “più ambiziose” nella “storia moderna”, gli esperti del MoD dicono nel rapporto che l’ultima settimana di settembre si avvierebbe una provocazione bellica senza precedenti per “scatenare” la guerra in Ucraina. Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito statunitense, Generale Ray Odierno, ha affermato la scorsa settimana che la Russia è la prima minaccia militare agli Stati Uniti, afferma la relazione; sarebbe curioso saperne il perché, dato che gli USA spendono in militarismo e guerre più di tutti gli altri Paesi del mondo combinati. Mentre gli Stati Uniti hanno condotto una serie di esercitazioni militari segrete d’estate, i cui risultati preoccupano i funzionari della difesa e delle forze armate statunitensi sul loro Paese impreparato a una guerra prolungata contro la Russia, gli analisti del MoD in questa relazione notano che il regime di Obama sarebbe pronto ad iniziarla comunque, preparandosi all’apocalisse economica imminente del mese prossimo. E su quanto catastrofica sarà l’apocalisse economica di settembre, il sito dissidente InfoWars ha anche avvertito, questa settimana che il “panico totale” ha sopraffatto coloro che sanno cosa sta arrivando.


Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/23/putin-sigla-lordine-settembre-di-guerra-autorizzando-lattacco-nucleare-alla-nato/

PERCHE' NON CONVIENE SOTTOVALUTARE LA REPUBBLICA CINESE?


Nel suo libro l'antico autore noto come Sun Tzu pone un quesito molto importante per vincere.
Quale di due eserciti è il meglio addestrato disciplinato e quindi organizzato?
Questo lo si poteva paragonare in tempi antichi prima dell'avvento dell'Era Atomica, tuttavia bisogna oggi convertirlo anche dal punto di vista delle società.
Quale delle società a livello mondiale, in questo caso parliamo di Stati Uniti e Repubblica Cinese è meglio organizzata nella vita di tutti i giorni e specialmente dal punto di vista sociale.
Possiamo a prima vista a livello di benessere e stile di vita dare questo primato agli Stati Uniti, tuttavia se analizziamo i fatti sono un'altro punto di vista scopriamo come l'eccessivo benessere e i vizi capitali che fanno parte della cultura americana quali Hollywood, i Fast Food, le tendenza gender, il più elevato livello di diffusione dell'obesità nel pianeta, Las Vegas ecc abbiano in un certo senso reso la società americana molto meno "doverosa" di quanto non lo sia quella cinese.
E' luogo comune definire la Cina un pessimo sistema commerciale dove le merci vengono definite di bassa qualità e quindi a basso prezzo e allo stesso modo anche lo stile di vita viene definito "rivoltante" da molti cittadini occidentali e europei.
Quello che però non ci rendiamo conto è che la popolazione cinese è invece tra le più avanzate e innovative.Nell’arco di un ventennio, la Cina ha cambiato faccia.
Quello che abbiamo davanti comunque è inequivocabile: una nazione che ha subito una profonda evoluzione demografica; da paese di giovani contadini a moderna nazione industrializzata.
L’età media dei cinesi è oggi di circa 35,2 anni contro un valore medio globale di 28,4.
Non è in assoluto una nazione di anziani, come quelle europee nelle quali ci si situa sistematicamente al di sopra dei 40.
La popolazione totale: nel 1980 si situava attorno al miliardo di abitanti, e da allora cresce abbastanza linearmente, seppure con un debolissimo rallentamento recente.
Il governo di Pechino sta facendo grandi passi per migliorare la qualità della vita in Cina anche se tuttavia la grande urbanizzazione certe provoca non pochi problemi nelle grandi metropoli invase dallo smog.
Lo stile di vita nella Repubblica Cinese è quello paragonabile a un vasto formicaio di innovazione e senso del sacrificio dal punto di vista lavorativo che è impresso nella loro cultura più di quanto lo sia nella mentalità occidentale, sebbene si possa osservare che contrariamente a quello che si pensa anche essi stessi vivono in un paese libero ma con un forte senso del lavoro che farebbe vergognare anche gli stessi tedeschi.
L'organizzazione e la disciplina in Repubblica Cinese è un fattore che viene appreso fin dall'infanzia tanto che non è un caso che recentemente stia raggiungendo la soglia paragonabile a quella di una superpotenza come la Federazione Russa e gli Stati Uniti.
Tale sistema di vita permette loro di iniziare qualcosa e terminarlo nel contempo con rapidità ed efficenza.
Dal punto di vista lavorativo:


In Cina è stato battuto un nuovo record di velocità per quanto riguarda la costruzione di un edificio. La Broad Sustainable Building è riuscita a realizzare un grattacielo all'avanguardia anche dal punto di vista tecnologico, antisismico ed ambientale di 57 piani in soli 19 giorni.
L'espansione del marcato cinese nel mondo sembra non conoscere limiti proprio dovuto alla strategia che i cinesi lavorano principalmente tra di loro e sono assolutamente legati al loro paese, tanto si basti osservare che nei negozi cinesi di qualunque tipo non si troveranno mai lavoratori di nazionalità straniera.
Un particolare riferimento all'espansione del mercato cinese a livello mondiale lo si può trovare assiema a maggiori dettagli che ora riporteremo.

La Cina è un riconosciuto Stato di armi nucleari e ha il più grande esercito permanente del mondo, con il secondo più grande bilancio della difesa.
Vi è una notevole incertezza nelle stime pubblicate delle dimensioni dei cinesi delle scorte di armi nucleari.
Alla fine del 1980 si è generalmente ritenuto che la Cina era la terza più grande potenza del mondo nucleare, in possesso di una piccola ma credibile forza deterrente nucleare di 225 e 300 armi nucleari.
Altre stime di capacità produttive del paese hanno suggerito che entro la fine del 1970 la Cina aveva fabbricato circa 200 armi nucleari, un numero che avrebbe potuto aumentato a 875 entro il 1980. Ipotizzando una produzione media annua di 75 armi nucleari nel corso del 1980, alcune stime hanno anche suggerito che da metà degli anni 1990 l'industria nucleare cinese aveva prodotto circa 2.000 armi nucleari per i missili balistici, bombardieri, proiettili di artiglieria e mine.
Nel 2005 e 2006, il Dipartimento della relazione annuale della Difesa contro le forze militari della Cina aveva incluso una tabella dettagliata dei missili balistici della Cina.
La tabella ha suggerito che la Cina aveva 250-296 lanciatori con 793-916 missili di sette tipi.
Di questi, circa 105 sono pensati per essere armati con testate nucleari.
Negli ultimi anni la Repubblica Cinese sta impiegando parte del suo budget per rinnovare il suo esercito e gli armamenti.
Nel novembre 2012, il primo caccia cinese, un J-15, aveva effettuato il primo atterraggio di successo a bordo della Liaoning, la prima portaerei cinese, utilizzata soprattutto a scopo di addestramento.
Da quando Xi Jinping è al vertice dell'esercito, la Cina ha poi avuto il primo drone stealth, inaugurato a fine 2013, e all'inizio di quest'anno, anche il primo missile a lunga gittata terra-aria.
I progressi delle forze armate cinesi sono sotto la costante attenzione degli Stati Uniti e fonte di polemiche tra Pechino e Washington: un rapporto del gruppo IHS Jane's aveva destato preoccupazioni, il mese scorso, per il progetto cinese di realizzare isola artificiale nella acque contese tra la Cina e le Filippine nel Mare Cinese Meridionale.
Un generale dell'esercito, Luo Yuan, aveva definito "giustificabile" la scelta, e si era opposto dalle pagine del quotidiano Global Times alle interferenze statunitensi negli affari interni della Cina.
Le interferenze statunitensi negli affari di altri paesi ovviamente sono sempre state un'abitudine.
La Cina è uno dei Paesi con i budget di spesa militari più alti al mondo.
Pechino è sul punto di raggiungere una triade nucleare credibile di missili intercontinentali terrestri, missili balistici lanciati da sottomarini e bombe nucleari sganciate dal cielo.
Si è speculato per anni sull’esercito cinese che aggiorna alcuni missili balistici intercontinentali con la tecnologia dei veicoli di rientro multipli a puntamento indipendente (MIRV), consentendo a un singolo missile di trasportare diverse testate e di colpire in tutto il mondo diversi obiettivi.
Secondo il New York Times, almeno la metà dei 20 missili DF-5 della Cina potrebbe essere stata aggiornata.
Secondo una stima minima ogni missile avrebbe tre testate individuali, aumentando il numero di testate che Pechino può sparare a 40, da 20, secondo il giornale che cita vari esperti della difesa. “La piccola forza della Cina lentamente diventa più grande, e le sue capacità limitate migliorano lentamente“, ha detto Hans M. Kristensen, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani.
In un rapporto, Kristensen ha detto che la Cina probabilmente aggiorna l’arsenale in risposta alla creazione del sistema di difesa antimissilistica globale degli Stati Uniti.
Washington dice che ne ha bisogno per proteggere se e stessa e gli alleati da un attacco da nazioni come Iran e Corea democratica.
Ma gli strateghi di Mosca e Pechino vi vedono una minaccia alla loro sicurezza nazionale. “Se è così, è ironico che il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, destinato a ridurre la minaccia agli Stati Uniti, invece ne aumenti le minacce innescando lo sviluppo di missili balistici MIRV cinesi che potrebbero distruggere più città negli Stati Uniti, in una possibile guerra“, ha detto Kristensen.
Il rapporto del Pentagono dice che la Cina sviluppa una serie di tecnologie per penetrare gli scudi antimissile.
“La Cina lavora su una serie di tecnologie per tentare di contrastare i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti e altri Paesi, tra cui veicoli di rientro manovrato (MARV), MIRV, inganni, disturbo e schermatura termica“, ha detto.
La Cina da decenni avrebbe la tecnologia necessaria per miniaturizzare testate nucleari abbastanza per disporle sui missili, ma scelse di non aggiornare l’arsenale.
La strategia della deterrenza nucleare di Pechino è avere abbastanza armi per sopravvivere a un attacco nucleare e infliggere danni monumentali all’aggressore.
“Ovviamente rientra nei preparativi della concorrenza a lungo termine con gli Stati Uniti“, ha detto Ashley J. Tellis del Carnegie Endowment for International Peace ex-alto funzionario della sicurezza nazionale nell’amministrazione Bush.
“I cinesi hanno sempre temuto il vantaggio nucleare statunitense“.
Il potenziamento del piccolo ma incisivo arsenale nucleare della Cina può innescare iniziative analoghe dalle altre potenze nucleari regionali, India e Pakistan.
Finora solo Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia dispongono di ICBM MIRVizzati.
Nel corso dei prossimi cinque anni la potenza nucleare cinese in ambito militare si espanderà e modernizzerà a tal punto da poter causare un "indebolimento della deterrenza estesa degli USA, in particolar modo per quanto riguarda il Giappone".
Ad affermarlo è un rapporto della US-China Economic and Security Review Commission del dicembre 2014, nel quale è possibile riscontrare inoltre una particolare attenzione allo sviluppo che il Dragone sta avendo in merito agli strumenti potenzialmente utili ad attaccare i satelliti lanciati su più orbite da Washington.
Stando agli esperti statunitensi che prendono parte alla Commissione, nel prossimo futuro il programma nucleare di Pechino sarà arricchito - reso quindi più vasto e al contempo più potente - di nuovi e moderni missili nucleari intercontinentali - potenzialmente in grado di raggiungere gli Stati Uniti -, dai MIRV (Multiple Independently targetable Reentry Vehicles) agli ICBM (Intercontinental Ballistic Missile).
Proprio per quanto riguarda quest'ultimi, entro i prossimi 15 anni la Cina potrebbe arrivare ad avere un arsenale di oltre 100 missili balistici intercontinentali nucleari, un aumento significativo rispetto al dato stimato nel 2013 dal Pentagono che si aggirava tra le 50 e le 75 unità.
Altri analisti, tuttavia, sostengono che i numeri ipotizzati nel rapporto della US-China Economic and Security Review Commission siano in realtà fortemente sottostimati, avanzando quindi la possibilità che a tutti gli effetti il Dragone si stia adoperando nell'ombra per uno sforzo decisamente più ampio, che possa portarlo ad avere scorte più grandi e conseguentemente più potere nell'eterna sfida di deterrenze.
A finire in modo particolare sotto la luce dei riflettori della Commissione sono i missili balistici JL-2 (categoria SLBM, submarine-launched ballistic missile), che con la loro gittata di 4598 miglia danno alla Cina la possibilità di "condurre attacchi nucleari contro l'Alaska, se lanciati dalle acque nelle immediate vicinanze del Paese; contro l'Alaska e le Hawaii, se lanciati dalle acque a Sud del Giappone; contro l'Alaska, le Hawaii e le coste occidentali degli Stati Uniti, se lanciati da acque a Sud-Ovest delle Hawaii; contro tutti e 50 gli Stati che compongono gli USA se lanciati dalle acque ad Est delle Hawaii".
Ma come già accennato, oltre a capacità nucleari che mettono in allarme Washington, la Cina starebbe sviluppando anche la propria potenza per quanto riguarda lo spazio. Grazie a tale sviluppo, sostiene il rapporto, Pechino sarà "probabilmente in grado, nei prossimi cinque-dieci anni, di minacciare i satelliti utilizzati per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Questo - in soldoni il Dragone avrà la capacità di colpire il satellite che vuole, come vuole e quando vuole -, per gli Stati Uniti si traduce in perdite per quanto riguarda l'uso del GPS e delle comunicazioni.
Attualmente si può classificare la Repubblica Cinese come una superpotenza sebbene non ancora paragonabile come arsenali nucleari a quelli degli Stati Uniti, tuttavia si osserva come il suo arsenale nucleare in fase di rinnovamento stia alla base della ragione per cui gli Stati Uniti temano tale nazione.
Recenti tensioni non si sono fatte mancare da entrambe le parti, sia dalla parte di Pechino, sia nella parte di Washington.
Nel novembre 2013 i media cinesi statali hanno rivelato per la prima volta che i sottomarini nucleari di Pechino possono attaccare le città americane come mezzo per controbilanciare la deterrenza nucleare degli Stati Uniti nel Pacifico.
I principali punti vendita di media tra cui China Central TV, il Quotidiano del Popolo, il Global Times, il PLA Daily, il China Youth Daily e il Guangmin Quotidiano correvano identici, rapporti sulla "suggestione" dell'Esercito di Liberazione Popolare marina di forza strategica sottomarina.
"Questa è la prima volta in 42 anni dopo l'istituzione della forza sottomarina strategica della nostra marina che riveliamo su così larga scala i segreti della nostra forza nucleare subacquea di prima generazione", il Global Times l'ha detto in un lungo articolo dal titolo "La Cina per la prima volta possiede efficace deterrenza nucleare subacquea contro gli Stati Uniti."
L'articolo disponeva di foto e grafici che dettagliano, tra le altre cose, le proiezioni di danno per Seattle e Los Angeles dopo essere stati colpiti da testate nucleari cinesi e la radiazione mortale che avrebbe diffuso in tutto Chicago.
La Sub flotta cinese è riferita, la seconda più grande al mondo, con circa 70 imbarcazioni.
Circa 10 sono a propulsione nucleare, e quattro o più di queste sono sottomarini balistici nucleari capaci di lanciare missili.
Nel 1980, la Cina ha sviluppato i suoi primi sub missili balistici, il Type 092 Xia-class, che ha 12 tubi di lancio per le (Giant Wave) -1 missili Julang.
Il JL-1 ha avuto una portata limitata e non è riuscito nei lanci di prova.
Nel 2010, una nuova classe di missili sub, il Type 094 classe Jin, è entrato in servizio.
E 'in grado di lanciare da 12 a 16 missili JL-2 con un raggio di circa 8700 miglia, che copre gran parte degli Stati Uniti continentali, con bersaglio indipendente con testate singole o multiple dai veicoli di rientro.
I calcoli cinesi per gli attacchi nucleari contro gli Stati Uniti sono agghiaccianti e macabri.
"Poichè gli stati del Midwest degli Stati Uniti sono scarsamente popolati, al fine di aumentare la letalità, gli attacchi nucleari dovrebbero mirare principalmente le città chiave sulla costa occidentale degli Stati Uniti, come Seattle, Los Angeles, San Francisco e San Diego, " riferisce il Global Times.
"Le testate nucleari 12-2 JL trasportate da un unico tipo 094 SSBN possono uccidere e ferire da 5 a 12 milioni di americani ".
La Cina inoltre ha sviluppato terrestri missili balistici intercontinentali - in particolare il DF-31A, che ha una gamma di 7.000 a 7.500 miglia.
"Se lanciamo i nostri missili balistici intercontinentali DF 31A sopra il Polo Nord, è possibile distruggere un intero elenco di metropoli della East Coast e la regione del New England degli Stati Uniti, tra cui Annapolis, Philadelphia, New York, Boston, Portland, Baltimora e Norfolk , la cui popolazione rappresenta circa un ottavo del totale dei residenti americani ".
Tutte le notizie di stampa gestite dallo stato hanno sottolineato al punto che i sottomarini missilistici del PLA sono ora in routine di perlustrazione strategica ", il che significa che la Cina per la prima volta ha acquisito la deterrenza strategica e la seconda capacità di attacco contro gli Stati Uniti."
"Il nostro JL- 2 SLBM sono diventati il quarto tipo di missili nucleari cinesi che minacciano gli Stati Uniti continentali, dopo la nostra DF-31A, DF-5A e ICBM DF-5B ", ha detto il Global Times.
La Cina ha mostrato i suoi sottomarini nucleari, per la prima volta in oltre quattro decenni per mostrare il loro record di "eccellente sicurezza", come parte di un trapano navale.
I sottomarini sono stati mostrati come prendere parte ad esercizi con navi ed elicotteri navali.
Il trapano è il primo trapano in mare aperto in cui marittimi e aerei con le forze di tutte e tre le flotte cinesi hanno preso parte, ha riferito l'agenzia di stampa Xinhua ,Lunedi.
"Siamo la prima forza sottomarina nucleare della Cina, e dai 42 anni dalla nostra costituzione abbiamo assistito il nostro successo a evitare gli incidenti nucleari," afferma Rear Admiral Gao Feng, comandante di una delle basi sottomarine dell'Esercito Popolare di Liberazione della marina, nel porto di Qingdao.
Dalla parte degli Stati Uniti invece si è osservato un continuo susseguirsi di provocazioni con voli aerei statunitensi in acque territoriali nella regione del Mar Cinese Meridionale dove sono in fase di costruzione delle isole artificiali.
Il Mar Cinese Meridionale è stata una zona di una disputa territoriale duratura tra i diversi paesi della regione, tra cui la Cina, su un gruppo di isole ricche di riserve di idrocarburi.

"Esortiamo i paesi corrispondenti ad astenersi da azioni rischiose e provocatorie e prendere misure concrete per garantire la pace e la stabilità nella regione", ha detto la portavoce del ministero cinese degli Esteri.
"La parte cinese ha sempre sostenuto la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale, ma questo non significa che le navi da combattimento straniere o di aeromobili possono liberamente entrare nelle acque territoriali o nello spazio aereo di un altro Stato", ha detto il diplomatico cinese.
La disputa territoriale è concentrata principalmente sul l'arcipelago Shisha (Paracel), Nansha (Spratly) e le Isole Huangyan e coinvolge anche paesi come il Vietnam, Brunei, Malaysia e Filippine.
Dalla fine del 2013, la Cina ha portato avanti grandi opere idrauliche per estendere e sviluppare i territori sotto il suo controllo.
In previsione del futuro la Repubblica Cinese ha in vista progetti mastodontici tra cui incrementare lo sfruttamento dell'energia nucleare, del carbone e la produzione petrolifera.
Ma qualcosa degno di nota è il progetto OBOR.
La OBOR (One Belt One Road ) è un'iniziativa cinese immaginata nel 2013 e sta prendendo misure progressive per essere portata a compimento.
L'esecuzione del programma dipenderà da quanto la Cina è in grado di coinvolgere i paesi coinvolti in questo perimetro, soprattutto in ciò che definisce le iniziative della Via della Seta.
OBOR ha seguito due componenti chiave:

- Nuova Cintura Economica della Via della Seta che collega la Cina e l'Europa, attraverso l'Asia Centrale e occidentale
-Nuova Marittima Silk Road (MSR) che collegherà la Cina e i paesi del Sudest asiatico, l'Africa e l'Europa.
La grande visione della OBOR sembra coprire tutti i continenti tranne le Americhe.
Esso mira a rafforzare ulteriormente il ruolo cinese nel processo di integrazione economica con queste nazioni e giocando un ruolo maggiore negli affari politici globali.
Se e quando l'infrastruttura è pronta, i cinesi non sono solo stanno cercando di spingere le loro tecnologie indigene, ma anche trovare il modo per esportare la sua produzione all'eccesso.
Secondo i cinesi, l'iniziativa OBOR è in linea con gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e non è limitata alla antica Via della Seta, ma aperta ad altri paesi per i più ampi benefici per tutti i soggetti coinvolti.
Il Presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang hanno visitato più di qualche dozzina di paesi che promuovono la OBOR, e gettando il loro peso dietro mettendoci ministeri nazionali insieme per facilitare il progetto, fornendo il sostegno politico e il finanziamento di miliardi di dollari ai paesi partner, come ad esempio 1,4 miliardi di dollari di finanziamento per il Sri Lanka per costruire Colombo Port City.
La strategia è di lungo termine e sembra essere stato in movimento per non anni, ma decenni.
I cinesi hanno investito in diversi paesi africani nel corso di decenni, e questi paesi sono ora e dovrebbero essere parte della loro Maritime Silk Road.
D'altra parte, molti dei paesi asiatici che stanno per essere connesso attraverso la Nuova Cintura Economica della Via della Seta fanno già parte delle Infrastrutture Asian Investment Bank (AIIB) - un'altra iniziativa cinese, a investire in infrastrutture in questi paesi.
L'AIIB ha già 56 paesi membri come firmatari.
Il potere economico della Cina permette di giocare matrimoniale sul tabellone del gioco geopolitico.
Recentemente, i cinesi hanno emesso 40 miliardi di dollari per il Fondo della Silk Road che andrà a creare infrastrutture in Asia per i progetti di cui sopra, e creare ìlegami con i paesi interessati.
I cinesi hanno dimostrato la loro capacità in mastodontici progetti infrastrutturali prima, nella connettività dei treni merci in Spagna oppure cercando di costruire un sistema di tunnel sotto il Monte Everest come esempi.
La Cina ha anche firmato il suo primo protocollo d'intesa con l'Ungheria lo scorso mese per la OBOR.
L'Ungheria potrebbe diventare un polo logistico integrato in Europa e la rete ferroviaria Ungheria-Siberia è un'opportunità per entrambi i paesi nel prossimo futuro.
Oltre all'integrazione economica, queste iniziative hanno anche lo scopo di mostrare la forza militare cinese al mondo più grande e come si prevede per utilizzare questi corridoi sensibili per la sua mobilitazione militare.
L'accumulo di strade, autostrade, porti, gallerie e ponti su di un vasto terreno così inesplorato in tutti questi paesi avranno una tacita approvazione da ciascuno di essi, che possiede quel particolare tratto di terra, lo spazio aereo o marittimo.
Un simile progetto ha la capacità impiegare il trasporto di mezzi militari e quindi schierare l'esercito cinese in un'area equamente vasta in un periodo assai molto ridotto di tempo.
L’esercito cinese è cresciuto a un ritmo esponenziale negli ultimi anni, espandendosi sia per il numero di soldati che per equipaggiamento e presenza globale.
L’Esercito Popolare di Liberazione (abbreviato in inglese con la sigla PLA) ancora non è stato testato, elemento che ha reso scettici molti osservatori e analisti sulle reali capacità di combattimento del Dragone. “Nel complesso, il PLA ha compiuto notevoli passi in avanti nello svolgere le missioni che gli vengono assegnate, compresi i progressi fatti per contrastare eventuali interventi statunitensi in caso di crisi o conflitto nella regione”.
La Cina mantiene un esercito di 2,3 milioni di soldati a cui si aggiungono quasi 5 milioni di riservisti.
L’Esercito Popolare di Liberazione, formato da sette milioni di uomini, è sicuramente l’esercito più grande della storia.
C'è tuttavia una notevole differenza nelle fonti, in quanto alcune riportano un numero di soldati equivalente di sette milioni, altre arrivano addirittura a 749.610.775.
Molto probabilmente i sette milioni fanno riferimento al personale effettivamente attivo mentre il numero maggiore si tratta di personale addestrato non attivo.
La Cina non è un gigante al galoppo soltanto dal punto di vista economico.
Le enormi somme di denaro che provengono dal boom economico vengono investite in un gigantesco apparato militare.
Le zone cinesi di confine si trovano in gran parte in regioni dai paesaggi estremi e difficilmente accessibili e rappresentano così un muro di protezione naturale contro le invasioni nemiche.
Il Pentagono ha steso di recente una relazione in cui è scritto: «L’Esercito Popolare di Liberazione si sta trasformando da esercito di massa ad una potenza militare in grado di affrontare e vincere brevi e violenti conflitti con avversari che dispongono delle più alte tecnologie.»
L'Esercito Popolare di Liberazione è il nome ufficiale delle forze armate della Repubblica Popolare Cinese.
Esso è tuttora la forza militare più numerosa al mondo e la 1° più potente del mondo, c'è un numero sufficiente di soldati da poter assumere il controllo di una vasta porzione del territorio eurasiatico in un gigantesco schieramento di terra.
L'efficienza dei cinese e la disciplina applicata nella loro vita quotidiana fa si che una guerra tra Stati Uniti e Repubblica Cinese, non conti solo sull'elevato numero di armamenti ma nello stesso addestramento del personale militare, cosa che non bisogna certamente sottovalutare.






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LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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