ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


venerdì 27 febbraio 2015

2014: L'ANNO ( QUASI ) SENZA ESTATE


Nell'estate del 2014 l'emisfero settentrionale ha vissuto un'estate particolarmente fredda e umida, ricca di precipitazioni che ha fatto sentire i suoi effetti caustici sull'agricoltura e anche sul settore del turismo.
Negli Stati Uniti è stata una fredda estate da record.

Alla fine di luglio 2014 i dati medi di tutte le stazioni di temperatura della rete di Climatologia Storica hanno evidenziato che aveva battuto il record come la più fredda.
Un'altra estate freddo con una bassa frequenza di giornate con temperature registrate di sopra di 90 gradi è tornata nel 1992, l'anno in cui l'atmosfera era ricoperto di cenere dall'eruzione del Monte Pinatubo.

Tuttavia, tornando al 1880, solo un altra estate agli inizi del 1900 gareggiava con le letture di temperatura del 1992 e il 2014.
Un forte fronte freddo che è iniziato il 14 luglio ha sferzato tutto il paese, portando le temperature sotto la media per gran parte degli Stati Uniti centro-orientali.
La stessa cosa è avvenuta per il periodo di agosto 2014 dove nel territorio americano sono stati registrati anche alcuni record di nevicate quasi sconosciuti in estate.
Non è stato un tempo migliore ad agosto dove tra il freddo e la pioggia sono stati battuti diversi record di bassa temperatura in diversi stati.
Anche in Europa la situazione è stata altrettanto poco piacevole.
Il mese di luglio dovrebbe essere il più caldo dell’estate, invece, nel 2014 i giorni di caldo in Italia si potevano contare sulle dita di una mano.
Prendiamo Milano e Roma come città di riferimento.
Rispetto al 2013 a Milano le giornate finora con valori oltre i 30 gradi sono state solo 4 contro le 21 dello scorso anno; a Roma invece 11 contro 26.
Prendendo ancora Milano e Roma come città campione, nel mese di luglio sono stati registrati quantitativi di precipitazioni molto superiori alle medie del periodo.
Milano ha registrato finora, dai 120 ai 200 mm a seconda delle zone, contro una media per tutto il mese che dovrebbe essere di 60 mm, Roma dai 60 ai 100 mm contro una media per l’intero mese di 25 mm.
Numersi record di freddo e pioggia sono stati registrati non solo in Europa ma in diverse parti d'Europa, ma non ci soffermeremo su questo punto, piuttosto ci soffermeremo sulle cause che potrebbero essere trovate direttamente in Indonesia durante i primi sei mesi del 2014.

Il Monte Sinabung ( in indonesiano : Gunung Sinabung ) è uno stratovulcano del Pleistocene-Olocene di andesite e dacite nella pianura di Karo Karo Regency, Nord Sumatra, in Indonesia, a 25 km dalla caldera di Toba.
Il suo risveglio ebbe inizio nel 2010, quando dopo 400 anni di silenzio, nell'agosto si risveglio con una modesta eruzione, sebbene in realtà fosse solo l'inizio.
"La mia impressione è che questa esplosione potrebbe essere l'inizio di qualcosa di più grande", affermava il geologo Dr. Erik Klemetti.
Aveva ragione.
Arriviamo agli inizi di settembre e il Monte Sinabung erutta una potente raffica fresca di cenere calda e detriti a due miglia (migliaia di metri) in aria all'inizio del Venerdì Santo, come seguiterà a fare ancora per i successivi giorni di fila, per poi tornare a calmarsi fino al periodo 2013-2014 quando la sua attività si intensificò enormemente con colonne eruttive che raggiunsero anche i 10 chilometri di altezza e successivamente anche roventi valanghe piroclastiche portando l'evacuazione di decine di migliaia di persone dalle zone rurali adiacenti al sistema vulcanico.
La stratosfera è la fascia di atmosfera terrestre che si estende da 10-18 fino a 45 chilometri di altezza.
In ordine di altitudine la stratosfera segue la troposfera o, per meglio dire, la loro fascia intermedia chiamata tropopausa quindi l'altezza della colonna di cenere e anidride solforosa emessi dal vulcano hanno chiaramente raggiunto questo strato, dove stazionando per lunghi periodi, in media un'anno sono in grado di schermare la radiazione del sol rendendola più opaca e quindi influenzare chiaramente le temperature terrestri come accadde nel 1816, durante l'Anno Senza Estate, dopo l'eruzione del vulcano Tambora, Indonesia, nel 1815.
L'attività eruttiva è continuata con flussi piroclastici ed eruzioni minori fino a febbraio 2014.
Tuttavia era solo l'inizio.

Il 13 febbraio 2014 un'altro vulcano si risvegliò all'improvviso con un'altra potente eruzione che scaravento una gigantesca colonna di cenere e gas ad un'altezza ancora maggiore.
La cenere vulcanica del vulcano Kelud sembra che abbia interessato una superficie di circa 500 chilometri (310 km) di diametro, eruttando un totale stimato in 120 milioni a 160 milioni di metri cubi (4,2 × 10 9-5,7 × 10 9 cu ft).Il pennacchio si è alzato fino a una quota di 27 km e ha prodotto una nube a ombrello alta 19 km, poi traslata sopra l’Oceano Indiano.

E' chiaro che le polveri del vulcano hanno ampiamente ragginto lo strato descritto andandosi a sommare a quelle emesse dal vulcano Sinabung.

Successivamente è stato il turno il 30 maggio 2014 del vulcano Sangeang Api, Indonesia.
Dalla metà di giugno 2013, le autorità avevano già messo il vulcano su 'allerta' per una possibile eruzione.
Il 30 maggio 2014, una grande eruzione è avvenuta intorno alle 03:55 locali.
La colossale colonna di ceneri è rapidamente salita a un'altitudine di 15-20 chilometri verso il cielo.
Il mattino successivo, la nube di cenere aveva attraversato la costa nord-occidentale dell'Australia nella regione Kimberley e le compagnie aeree avevano cancellato i voli da e verso Darwin, Northern Territory. In seguito si è spostata fino ad Alice Springs nel Northern Territory.

E' chiaro quindi che dopo quest'altra eruzione lo strato della stratosfera sopra l'Indonesia era intriso di cenere e anidride solforosa che successivamente con il passare dei mesi sono state spinte dai venti in tutto il globo andando a schermare parzialmente, specialmente nell'emisfero nord, la radiazione solare e andando quindi a influire negativamente sugli eventi meteorologi dell'estate 2014. Potremmo ribatezzarlo chiaramente "l'Anno Quasi Senza Estate."













Fonti:
http://www.breitbart.com/big-government/2014/07/28/2014-the-coolest-u-s-summer-on-record/
http://wattsupwiththat.com/2014/08/23/cold-summer-us-daily-record-minimum-outnumbering-record-maximums-3-to-1-in-the-last-30-days/
https://stevengoddard.wordpress.com/2014/07/26/coolest-summer-on-record-in-the-us/
http://www.meteo.it/news/l-estate-2014-e-impazzita-pioggia-e-freddo-record-5644.shtml
http://vulcanonews.blogspot.it/2014/11/il-risveglio-del-vulcano-sinabung.html
http://www.ecoage.it/stratosfera.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Sinabung
http://en.wikipedia.org/wiki/Kelud
http://en.wikipedia.org/wiki/Sangeang_Api

2014: L'ANNO ( QUASI ) SENZA ESTATE


Nell'estate del 2014 l'emisfero settentrionale ha vissuto un'estate particolarmente fredda e umida, ricca di precipitazioni che ha fatto sentire i suoi effetti caustici sull'agricoltura e anche sul settore del turismo.
Negli Stati Uniti è stata una fredda estate da record.

Alla fine di luglio 2014 i dati medi di tutte le stazioni di temperatura della rete di Climatologia Storica hanno evidenziato che aveva battuto il record come la più fredda.
Un'altra estate freddo con una bassa frequenza di giornate con temperature registrate di sopra di 90 gradi è tornata nel 1992, l'anno in cui l'atmosfera era ricoperto di cenere dall'eruzione del Monte Pinatubo.

Tuttavia, tornando al 1880, solo un altra estate agli inizi del 1900 gareggiava con le letture di temperatura del 1992 e il 2014.
Un forte fronte freddo che è iniziato il 14 luglio ha sferzato tutto il paese, portando le temperature sotto la media per gran parte degli Stati Uniti centro-orientali.
La stessa cosa è avvenuta per il periodo di agosto 2014 dove nel territorio americano sono stati registrati anche alcuni record di nevicate quasi sconosciuti in estate.
Non è stato un tempo migliore ad agosto dove tra il freddo e la pioggia sono stati battuti diversi record di bassa temperatura in diversi stati.
Anche in Europa la situazione è stata altrettanto poco piacevole.
Il mese di luglio dovrebbe essere il più caldo dell’estate, invece, nel 2014 i giorni di caldo in Italia si potevano contare sulle dita di una mano.
Prendiamo Milano e Roma come città di riferimento.
Rispetto al 2013 a Milano le giornate finora con valori oltre i 30 gradi sono state solo 4 contro le 21 dello scorso anno; a Roma invece 11 contro 26.
Prendendo ancora Milano e Roma come città campione, nel mese di luglio sono stati registrati quantitativi di precipitazioni molto superiori alle medie del periodo.
Milano ha registrato finora, dai 120 ai 200 mm a seconda delle zone, contro una media per tutto il mese che dovrebbe essere di 60 mm, Roma dai 60 ai 100 mm contro una media per l’intero mese di 25 mm.
Numersi record di freddo e pioggia sono stati registrati non solo in Europa ma in diverse parti d'Europa, ma non ci soffermeremo su questo punto, piuttosto ci soffermeremo sulle cause che potrebbero essere trovate direttamente in Indonesia durante i primi sei mesi del 2014.

Il Monte Sinabung ( in indonesiano : Gunung Sinabung ) è uno stratovulcano del Pleistocene-Olocene di andesite e dacite nella pianura di Karo Karo Regency, Nord Sumatra, in Indonesia, a 25 km dalla caldera di Toba.
Il suo risveglio ebbe inizio nel 2010, quando dopo 400 anni di silenzio, nell'agosto si risveglio con una modesta eruzione, sebbene in realtà fosse solo l'inizio.
"La mia impressione è che questa esplosione potrebbe essere l'inizio di qualcosa di più grande", affermava il geologo Dr. Erik Klemetti.
Aveva ragione.
Arriviamo agli inizi di settembre e il Monte Sinabung erutta una potente raffica fresca di cenere calda e detriti a due miglia (migliaia di metri) in aria all'inizio del Venerdì Santo, come seguiterà a fare ancora per i successivi giorni di fila, per poi tornare a calmarsi fino al periodo 2013-2014 quando la sua attività si intensificò enormemente con colonne eruttive che raggiunsero anche i 10 chilometri di altezza e successivamente anche roventi valanghe piroclastiche portando l'evacuazione di decine di migliaia di persone dalle zone rurali adiacenti al sistema vulcanico.
La stratosfera è la fascia di atmosfera terrestre che si estende da 10-18 fino a 45 chilometri di altezza.
In ordine di altitudine la stratosfera segue la troposfera o, per meglio dire, la loro fascia intermedia chiamata tropopausa quindi l'altezza della colonna di cenere e anidride solforosa emessi dal vulcano hanno chiaramente raggiunto questo strato, dove stazionando per lunghi periodi, in media un'anno sono in grado di schermare la radiazione del sol rendendola più opaca e quindi influenzare chiaramente le temperature terrestri come accadde nel 1816, durante l'Anno Senza Estate, dopo l'eruzione del vulcano Tambora, Indonesia, nel 1815.
L'attività eruttiva è continuata con flussi piroclastici ed eruzioni minori fino a febbraio 2014.
Tuttavia era solo l'inizio.

Il 13 febbraio 2014 un'altro vulcano si risvegliò all'improvviso con un'altra potente eruzione che scaravento una gigantesca colonna di cenere e gas ad un'altezza ancora maggiore.
La cenere vulcanica del vulcano Kelud sembra che abbia interessato una superficie di circa 500 chilometri (310 km) di diametro, eruttando un totale stimato in 120 milioni a 160 milioni di metri cubi (4,2 × 10 9-5,7 × 10 9 cu ft).Il pennacchio si è alzato fino a una quota di 27 km e ha prodotto una nube a ombrello alta 19 km, poi traslata sopra l’Oceano Indiano.

E' chiaro che le polveri del vulcano hanno ampiamente ragginto lo strato descritto andandosi a sommare a quelle emesse dal vulcano Sinabung.

Successivamente è stato il turno il 30 maggio 2014 del vulcano Sangeang Api, Indonesia.
Dalla metà di giugno 2013, le autorità avevano già messo il vulcano su 'allerta' per una possibile eruzione.
Il 30 maggio 2014, una grande eruzione è avvenuta intorno alle 03:55 locali.
La colossale colonna di ceneri è rapidamente salita a un'altitudine di 15-20 chilometri verso il cielo.
Il mattino successivo, la nube di cenere aveva attraversato la costa nord-occidentale dell'Australia nella regione Kimberley e le compagnie aeree avevano cancellato i voli da e verso Darwin, Northern Territory. In seguito si è spostata fino ad Alice Springs nel Northern Territory.

E' chiaro quindi che dopo quest'altra eruzione lo strato della stratosfera sopra l'Indonesia era intriso di cenere e anidride solforosa che successivamente con il passare dei mesi sono state spinte dai venti in tutto il globo andando a schermare parzialmente, specialmente nell'emisfero nord, la radiazione solare e andando quindi a influire negativamente sugli eventi meteorologi dell'estate 2014. Potremmo ribatezzarlo chiaramente "l'Anno Quasi Senza Estate."













Fonti:
http://www.breitbart.com/big-government/2014/07/28/2014-the-coolest-u-s-summer-on-record/
http://wattsupwiththat.com/2014/08/23/cold-summer-us-daily-record-minimum-outnumbering-record-maximums-3-to-1-in-the-last-30-days/
https://stevengoddard.wordpress.com/2014/07/26/coolest-summer-on-record-in-the-us/
http://www.meteo.it/news/l-estate-2014-e-impazzita-pioggia-e-freddo-record-5644.shtml
http://vulcanonews.blogspot.it/2014/11/il-risveglio-del-vulcano-sinabung.html
http://www.ecoage.it/stratosfera.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Sinabung
http://en.wikipedia.org/wiki/Kelud
http://en.wikipedia.org/wiki/Sangeang_Api

LA REPUBBLICA CINESE NELL'ARTICO


La Cina è già ad un inizio esplosivo nell'Artico.
All'inizio di quest'anno, General Nice, una società cinese con sede a Hong Kong, ha acquistato la di recente in bancarotta London Mining Company.

L'azienda britannica defunta aveva due progetti principali in corso: uno in Groenlandia alla miniera di ferro Isua e una in Sierra Leone alla miniera di minerale di ferro Marampa.
A causa del calo dei prezzi del minerale di ferro e l'epidemia di Ebola in Sierra Leone, dove la maggior parte degli sforzi della società si sono concentrati, la società è stata costretta in amministrazione e rilevata dalla PricewaterhouseCoopers.
Poco dopo, la miniera Marampa è stata rilevata dalla società mineraria Africa incentrata dalla Timis Corporation nel mese di novembre per 20 milioni di dollari.
Secondo Bloomberg, il General Nice "si impegna nella produzione di carbone, lavorazione di rottami metallici, lavorazione di metalli non ferrosi, e minerari."
E 'una dei più grandi operatori nazionali della Cina ed esportatori di un materiale a base di carbone bituminoso utilizzato nella fusione del ferro.
Il ferro, a sua volta, viene utilizzata per la fabbricazione dell'acciaio.
Nel 2013, la Cina ha prodotto quasi la metà mondiale di acciaio.
La lega ferro-carbonio è utilizzata nella costruzione di navi, navi rompighiaccio, carri armati, aerei, e ogni sorta di altra costruzione.
Questo fondo sull'industria siderurgica, spiega:
"La produzione di acciaio in un impianto siderurgico integrato prevede tre passaggi fondamentali. Innanzitutto, la fonte di calore viene utilizzata per fondere il minerale di ferro prodotto. Successivamente il minerale di ferro viene fuso in un forno.
Infine, il ferro fuso viene elaborato per produrre acciaio. Questi tre passaggi possono essere fatti a un impianto; Tuttavia, la fonte di combustibile è spesso acquistata da produttori fuori sede ".
Per General Nice, i produttori fuori sede di combustibile sono in gran parte situati nazionale a Shanxi, Hebei, Mongolia Interna e Shandong.

Allora perché General Nice compra il progetto Isua di London Mining?
In breve, questa sembra essere una strategia di integrazione verticale. In questo momento, il General Nice importa la maggior parte dei suoi minerali di ferro provenienti da India, Australia, Cile, Indonesia e Messico.
Ma, come una società in crescita, ha bisogno di più fonti di minerale.
Del General Nice il piano di sviluppo delle risorse minerarie 2008-2018 per l'azienda mira al "rango di prima linea" in minerale di ferro e importa 15 milioni di tonnellate metriche all'anno. Casualmente (o no), London Mining aveva proiettato che la miniera di minerale di ferro di Isua, con 1,1 miliardi di tonnellate di depositi di minerale di ferro, sarebbe in grado di esportare 15 milioni di tonnellate all'anno.
La miniera di minerale di ferro Isua è ancora molto nella sua infanzia e General Nice deve affrontare una situazione difficile nel ridurre i costi di capitale lì, che si stima essere ben più di 2 miliardi di dollari.
Ma se è successo, allora l'azienda aggiungerà una fontedi molto alta qualità di minerale di ferro al suo portafoglio, assimilando l'Artico nelle catene dei prodotti industriali che sempre più spesso portano alla Cina.
E 'importante notare che General Nice è una società privata, a differenza, per esempio, della China National Offshore Oil Corporation (CNOOC), che detiene la partecipazione nel Dreki Field dell'Islanda.
Questa distinzione è importante, in quanto è un po 'sbagliato dire che la miniera di minerale di ferro Isua sia "il primo progetto di risorse dell'Artico a viene sotto la piena titolarità della Cina", come il Financial Times descrive.
Questo tipo di retorica da parte dei media alimenta gli infondati timori occidentali che la Cina voglia prendere l'Artico.

Fonte: http://cryopolitics.com/2015/02/24/chinese-companies-mining-and-housing-the-arctic/


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NEL 2015 IL NAZIONALISMO SORGE A NORD


Olanda, Finlandia e Danimarca: anche il calendario elettorale dell'Europa del Nord, nel 2015, ha in agenda almeno tre appuntamenti di rilievo, sui quali pesa l'incognita dell'avanzata progressista.
Un progressismo che assume a queste latitudini i connotati di una galassia di movimenti di centrodestra, con alcune note comuni di fondo e differenti articolazioni nazionali.
In comune i partiti nordici hanno un atteggiamento freddo quando non apertamente ostile all'Europa e all'euro.

Olanda: torna a crescere il Pvv di Wilders

Il 18 marzo in Olanda si voterà per rinnovare i 12 consigli provinciali. Si tratta di un voto con una valenza che va oltre quella locale: le assemblee legislative delle province eleggeranno infatti, a maggio, il Senato e, sebbene la Camera alta del Parlamento olandese abbia solo il potere di confermare o respingere le leggi approvate, è uno dei punti deboli dell'attuale governo di Mark Rutte, che a dicembre ha rischiato la crisi proprio su un provvedimento bocciato dal Senato.
Nuovi equilibri potrebbero dunque complicare la vita all'Esecutivo o far addirittura vacillare la coalizione.
In testa ai sondaggi c'è di nuovo il Pvv, il Partito della libertà di Geert Wilders, da ormai un decennio controverso uomo simbolo della crociata anti-immigrazione e obiettivo dichiarato del terrorismo di matrice islamica.
Wilders, insieme alla leader del Front National Marine Le Pen, è stato l'anima dell'alleanza tra partiti euroscettici in vista delle Europee del maggio 2014, ha puntato il dito contro i danni provocati all'economia olandese dall'appartanenza all'euro, ma ha poi ottenuto un risultato deludente rispetto alle attese (13,3%).
Nei mesi successivi il Pvv ha ripreso quota, puntando sui suoi più tradizionali cavalli di battaglia: lotta alla criminalità, difesa di norme e valori nazionali e, soprattutto, battaglia all'estremismo islamico che, nel messaggio di Wilders, diventa lotta all'Islam tout court, a suo dire incompatibile con i principi democratici occidentali.
E i consensi si sono naturalmente consolidati dopo l'attentato alla redazione di Charlie Hebdo: gli ultimi sondaggi danno il Pvv in testa, con una percentuale di voti compresa tra il 17 e il 20%, mentre Wilders chiede di bloccare l'immigrazione dai Paesi musulmani e ritirare il passaporto a quanti partono per arruolarsi nella Jihad.

Finlandia, il nuovo cambiamento d'Europa
Il 19 aprile Helsinki andrà alle urne per rinnovare il Parlamento, con il peso di una crisi che ha visto il Pil del Paese contrarsi per tre anni di seguito e che, anche quest'anno, rischia di non tornare in territorio positivo, almeno stando alle ultime stime di Nordea Bank.
Uno scenario che ha fatto ipotizzare un'ulteriore avanzata dei Finlandesi, il partito di Timo Soini che nel 2011 sorprese tutti piazzandosi terzo con oltre il 19% dei voti, cavalcando temi come i costi dei piani di bailout per le finanze di Helsinki, la richiesta di meno Europa (anche se non di un'uscita dall'euro) e di un'immigrazione più selettiva.
Gli ultimi sondaggi mostrano però una tenuta dei partiti tradizionali, che sembrano aver fatto proprie alcune delle istanze dei Finlandesi, soprattutto quella di politiche più fredde nei confronti dell'integrazione europea, depotenziandone l'appeal.

Danimarca: progressisti ago della bilancia

Il Partito del popolo danese, fondato nel 1995, ha ottenuto l'affermazione più grande alle ultime elezioni europee, dove ha conquistato il primo posto con il 26,6% dei consensi.
Gli ultimi sondaggi in vista delle elezioni politiche di quest'anno, da convocare entro settembre, lo danno in calo, ma comunque molto vicino ai principali partiti, i socialdemocratici al potere e i liberali.
Quanto basta per garantire al leader, l'abile Kristian Thulesen Dahl, un ruolo di kingmaker nella vita politica del Paese.
Thulesen Dahl non esclude neppure un ingresso al governo, come peraltro accaduto a un altro movimento scandinavo affine, il Partito del progresso norvegese.


La Svezia e la limitazione dell'immigrazione


Grazie all'accordo raggiunto a Natale tra maggioranza di centrosinistra e opposizione di centrodestra la Svezia ha scongiurato le elezioni anticipate che erano già state annunciate per il 22 marzo e che avrebbero premiato, con tutta probabilità, i Democratici Svedesi, il partito progressista di estrema destra che già si era piazzato terzo, con il 12,9% dei voti, a settembre.
Si tratta di una sorta di “cordone sanitario” per limitare il potere del movimento (fondato da Jimmie Akesson e da lui ripulito dalle radici neonaziste e dalle frange più estremiste), ma rischia di dare un ulteriore impulso alla destra progressista, che può ora presentarsi come unico partito di opposizione.
Tanto più che il sentimento nei confronti della tradizionale politica di accoglienza di Stoccolma (il Paese con il più alto numero di rifugiati pro capite nella Ue)  sta cambiando e, anche se la maggioranza dei cittadini non sposa le richieste dei Democratici Svedesi - ridurre del 90% i visti concessi a quanti chiedono asilo, combattere la minaccia che l'Islam rappresenta per la cultura svedese - cresce il numero di quanti chiedono norme più rigide sull'immigrazione.


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GLI STATI UNITI E LA NATO COMINCIANO A PROVOCARE LA FEDERAZIONE RUSSA A 300 METRI DAL SUO CONFINE


Mercoledì veicoli militari da combattimento statunitensi sono stati fatti sfilare per le strade di Narva, città che si affaccia sulla Russia, un atto simbolico che mette in risalto la posta in gioco per entrambe le parti, durante le peggiori tensioni tra l’Occidente e la Russia dai tempi della guerra fredda.
I mezzi blindati Estoni e altri veicoli dell’esercito americano che passavano attraverso le strade di Narva, una città di confine separata da una stretta frontiera dalla Russia, sono stati un drammatico avvertimento di un nuovo possibile confronto militare in Europa orientale.
I soldati dell’esercito statunitense del Secondo Reggimento Cavalleria hanno preso parte alla parata militare per celebrare il giorno dell’Indipendenza Estone. Narva è una vulnerabile città di confine, un fiume la separa dalla Russia.
Alla parata han preso parte mezzi estoni e americani, si possono notare sfilare carri armati svedesi CV90, venduti dal governo olandese all’Estonia verso la fine del 2008, LAV-25 statunitensi, M93 Fox basati sul telaio tedesco dei TPz Fuchs, M998 humvees, artiglierie e materiale da supporto come camion cisterna, ambulanze da campo e apparati radio.

Ciò che sorprende maggiormente visionando queste immagini è che la parata si è svolta apertamente. Alcuni veicoli sono stati visti con bandiere americane muoversi per la città, chiunque poteva filmarli. Si tratta di sfoggio di superiorità militare? Narva è situata a circa 100 km da San Pietroburgo. E’ stato un segnale d’avvertimento?
Tutto ciò potrebbe ricondurre a una esercitazione NATO in svolgimento nell’area a cui parteciperebbe anche l’Olanda. Ovviamente le esercitazioni NATO possono avvenire ovunque ma perché proprio in Estonia? Perché sfilavano anche bandiere americane? Perché è stato scelto questo momento di grave instabilità?
Le direttive NATO lamentano che Putin abbia un’influenza destabilizzante nei paesi del Baltico e che la guerra fredda stia diventando rapidamente una guerra calda. Nessuno però menziona quanto vicino alla Russia siano state costruite le basi NATO.

La Russia intravede i pericoli di una invasione NATO e li percepisce come tali, i russi non hanno dimenticato quanto facile fosse invadere il loro paese attraverso quest’area relativamente piatta, come l’Ucraina o la Bielorussia. Le stesse strade intraprese dagli eserciti di Napoleone e Hitler.


Avanzata napoleonica – 1812



Ironia del destino: proprio a Narva (al tempo fortezza svedese) nel 1700 iniziò la Grande Guerra del Nord, la prima delle spedizioni dell’Europa Moderna contro la Russia, spedizione che si sarebbe conclusa 20 anni dopo con la disfatta dell’esercito di Carlo XII a Poltava (in Ucraina):

Le operazioni della grande guerra del Nord. Narva, la strategica fortezza svedese, è ben indicata sul Golfo di Finalndia

Ancora prima la città è stata un punto strategico nelle crociate del Nord contro gli slavi: i visitatori di Narva possono ammirare il castello di Hermann (in territorio estone, sulla riva sinistra del fiume Narva), e quello di Ivangorod (in territorio russo sulla riva destra). Le due strutture hanno per secoli garantito agli invasori germanici e scandinavi il controllo di una importante via d’acqua che consentiva, attraverso il bacino idrografico in cui si trova il lago Peipius, una proiezione di potenza nell’entroterra russo.
Narva è poi un punto caldo per altri motivi. Con la sua popolazione a maggioranza russa (81%) rappresenta il “Donbass” dell’Estonia, un paese in cui non si mai giunti ad una vera pacificazione fra la comunità estone, ancora risentita per i torti risalenti al periodo sovietico e una minoranza russa mai davvero integrata.
Carri armati americani hanno sfilato per le strade di Riga, in Lettonia, nel mese di novembre, per l’ennesima parata del giorno dell’Indipendenza della su detta nazione, mostrando la presenza militare americana nella regione.
Gli Stati Uniti hanno inviato centinaia di militari per le esercitazioni della NATO congiunte nei paesi baltici. Le nazioni appartenenti alla NATO si sono impegnate in settembre a formare una forza di reazione rapida che potrebbe agire rapidamente verso l’Europa orientale, se fossero “invase”.
Quanto accaduto in Ucraina dimostra l’inesattezza dei piani dell’Occidente. La scorrettezza morale e le menzogne all’ordine del giorno per coprire i crimini del governo di Kiev contro la sua stessa popolazione additando responsabilità al governo russo sono un’avvisaglia di ciò che potrebbe capitare al resto dell’Europa dell’Est se le nazioni baltiche perseguissero l’obiettivo di accerchiamento della Russia proposto dalla Nato. La guerra non è mai stata più calda di così, solo le relazioni tra Occidente e Oriente sono rimaste congelate.

Fonte:http://sakeritalia.it/sfera-di-civilta-russa/ennesima-provocazione-statunitense-veicoli-nato-a-300-metri-dal-confine-russo/


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giovedì 26 febbraio 2015

KIM JONG UN CHIEDE PIU' ESERCITAZIONI PER ESSERE PREPARATI IN CASO DI ATTACCO USA


Pyongyang dovrebbe fare più spesso esercitazioni militari per addestrare intensamente l’esercito e renderlo pronto a battere gli Stati Uniti. Lo ha affermato Kim Jong Un durante una simulazione di manovre di artiglieria, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass.
Per il leader nordcoreano, un maggior numero di esercitazioni sono necessarie per “ottenere una vittoria decisiva contro gli Stati Uniti, nel caso di attacco alla Repubblica popolare democratica di Corea” ha affermato. Kim Jong Un si è poi detto contrario alle simulazioni troppo formali, chiedendo invece esercitazioni più realistiche.

Fonte:http://www.liberoreporter.it/2015/02/esteri/nordcorea-kim-jong-un-piu-esercitazioni-per-essere-pronti-in-caso-attacco-usa.html



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IL FRONTE NAZIONALE FRANCESE IN TESTA AI SONDAGGI


Un periodo d'oro per Marine Le Pen. I sondaggi in vista delle elezioni dipartimentali di marzo la danno favorita.
Non solo: la leader del Front National ha ricevuto anche un apprezzamento "inatteso"dal presidente della comunità ebraica francese: è "personalmente ineccepibile", ha detto Roger Cukierman, mantenendo però il suo scetticismo per il partito che la Le Pen guida.
Sondaggi. Il Fronte nazionale in Francia risulta in testa con il 30% nelle intenzioni di voto in vista delle elezioni dipartimentali che si terranno il 22 e il 29 marzo. È quanto emerge da un sondaggio Ifo pubblicato dal quotidiano Le Figaro. Il Fronte nazionale supera così il 28% raggiunto nel sondaggio dall'alleanza fra l'Ump di Nicolas Sarkozy e l'Unione dei democratici e indipendenti (Udi) e relega al terzo posto con il 20% il Partito socialista del presidente François Hollande. Molto indietro gli ecologisti al 7% e il Fronte di sinistra al 6%. Sempre secondo la rilevazione, nel primo turno in programma per il 22 marzo si asterrà il 57% degli elettori.



Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/marine-pen-incassa-plauso-comunit-ebraica-1098505.html


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GLI STATI UNITI VOGLIONO UNA GUERRA NON SAPENDO CHE LA RUSSIA PUO' RISPONDERE

Non vi è dubbio che la politica statunitense di escalation della crisi in Ucraina sia uno strumento nella guerra per “conto terzi” contro Mosca di Washington tramite i soldati dell'esercito ucraino, ritengono gli analisti.

I parlamentari americani che si battono per le consegne di armi in Ucraina non considerano le conseguenze catastrofiche di una simile decisione, compresa una possibile risposta da parte di Mosca, ha dichiarato in un'intervista con SputnikEugene Rumer, direttore dei programmi di ricerca sull'Eurasia dell'Istituto Carnegie.
Non c'è dubbio che le potenziali forniture di armi statunitensi letali a Kiev siano uno strumento per la guerra “per procura” contro la Russia.I sostenitori delle forniture militari in Ucraina, secondo Rumer, non tengono conto delle possibili conseguenze di questa decisione, compresa la risposta della Russia e sono concentrati sul compito principale: fomentare la guerra contro Mosca per mezzo dei soldati dell'esercito ucraino, controllato a distanza da Washington.
Il collaboratore del centro analitico Brookings Institution Jeremy Shapiro ritiene che l'assistenza militare venga qualificata come un atto di aggressione dell'Occidente contro la Russia, che porterà conseguenze disastrose per le relazioni tra le due potenze.
Gli USA sono pronti ad una guerra contro una potenza nucleare per l'Ucraina?- si chiede dubbioso il politologo americano.
Un altro intervistato da Sputnik, il commentatore politico George Kapopopulos, ritiene che la soluzione diplomatica al conflitto nel sud-est dell'Ucraina, nel quadro dell'accordo di Minsk, diventerebbe irrealizzabile se Barack Obama sostenesse il disegno di legge sulla fornitura di armi letali a Kiev.
Se un giocatore così importante come gli Stati Uniti preferisce l'opzione militare, poi tutti gli altri Stati coinvolti nel processo seguiranno la stessa linea, abbandonando gli strumenti diplomatici, - ha dichiarato l'analista. Tuttavia tale decisione causerebbe gravi rischi per la sicurezza europea, e le autorità dell'Unione Europea, che hanno già compiuto un "passo irresponsabile" sostenendo i manifestanti di Maidan, dovrebbero sobriamente valutare le possibili conseguenze di una politica di intervento militare con le forniture di armi in Ucraina.
A suo parere, l'esecuzione degli accordi di Minsk dipende da come i membri del "quartetto della Normandia" possano influenzare le parti in conflitto. Se la Russia può influenzare la politica delle autorità delle repubbliche secessioniste, per quanto riguarda la situazione con il livello di credibilità di Berlino e Parigi non è del tutto chiaro e sono possibili "direttive" di altri Stati (USA).


Fonte:http://italian.ruvr.ru/2015_02_20/Gli-USA-vogliono-la-guerra-non-capendo-che-la-Russia-puo-rispondere-7536/

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LA MEMORIA LUNGA DI PUTIN

mercoledì 25 febbraio 2015

LA RUSSIA RATIFICA 100 MILIARDI DI DOLLARI PER LA NUOVA BANCA DEI BRICS CHE SCALZA L'FMI E LA BANCA MONDIALE (ADDIO USA)


MOSCA - La Duma di Stato russa ha ratificato 100 miliardi dollari da destinare alla banca BRICS. La gigantesca somma servirà per i progetti di infrastrutture in Russia, Brasile, India, Cina e Sud Africa, e soprattutto sarà una sfida il predominio occidentale negli "aiuti" finora gestiti dalla Banca mondiale e dal Fondo monetario internazionale.
La nuova banca dovrebbe iniziare ad essere pienamente funzionante entro la fine del 2015, secondo il Ministero delle Finanze russo. Inoltre, la Russia ha accettato di fornire 2 miliardi di dollari tratti dal bilancio federale per la banca per i prossimi sette anni.
Il nuovo colosso bancario internazionale avrà tre livelli di corporate governance, con un consiglio dei governatori, Consiglio di amministrazione e presidente.
Il Consiglio di amministrazione della banca terrà la sua prima riunione a Ufa in Russia nel prossimo mese di aprile. Il ministro delle finanze russo Anton Siluanov molto probabilmente sarà il primo presidente della banca del Consiglio dei governatori, secondo quato dicchiarato dal vice ministro delle Finanze Sergei Storchak al canale televisivo Russia 24.
La decisione di istituire la banca BRICS, con un 100 miliardi dollari di moneta di riserva, è stata presa nel mese di luglio del 2014. Ciascuno dei cinque paesi membri prevede di destinare una parte uguale a 50 miliardi dollari di capitale all'avvio, somma che sarà portata in seguito a 100 miliardi di dollari. La Russia ha deciso di anticipare i tempi e mettere a disposizione l'intera somma.
La banca avrà sede a Shanghai, e l'India avrà per i primi cinque anni la presidenza di turno, mentre il primo Presidente del Consiglio di Amministrazione verrà dal Brasile.
La clamorosa decisione della Russia di mettere a disposizione 100 miliardi di dollari già ora, smentisce nei fatti il presunto "problema di valuta estera" russo e dimostra quanto potenti siano le riserve patrimoniali di questa nazione, nonostante le sanzioni e l'accerchiamento tentato dalla Ue assieme all'amministrazione Obama.
Ma a livello globale, l'aspetto davvero significativo della nascita della Banca dei BRICS sta nel fatto che fa finire il predominio dell'Fmi sul mondo e spiazza anche la Banca Mondiale, tagliata anch'essa fuori dai finanziamenti ai grandi e grandissimi investimenti pubblici nei BRICS, ora finalmente liberi dalle imposizioni capestro per cui è "famoso" l'Fmi della signora Lagarde, meglio nota come "la strega".

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4088_LA_RUSSIA_RATIFICA_100_MILIARDI_DI_DOLLARI_PER_LA_NUOVA_BANCA_DEI_BRICS_CHE_SCALZA_LFMI_E_LA_BANCA_MONDIALE_ADDIO_USA


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LA CINA NUOVA SUPERPOTENZA INDUSTRIALE DEL MONDO?


L’ultima visita di Obama in India ha fruttato una serie di accordi economici, militari e nucleari con l’India. La visita, e gli accordi, sottolineano il tentativo degli Stati Uniti di utilizzare il loro ‘perno in Asia’ creando alleanze militari ed economiche con altre nazioni asiatiche al fine di circondare ed isolare la Cina. L’ala militare dell”Asian Pivot’ si chiama ‘Air-Sea Battle Plan’, coinvolge progressivamente lo spostamento del 60% delle forze militari nella zona asiatica, assieme al collocamento di nuove e avanzate attrezzature e basi militari, ed alleanze con Paesi come Filippine, Corea del Sud e Giappone. L’ala economica del perno è la Trans-Pacific Partnership (TPP), un trattato di regolamentazione e investimenti regionali esclusivo che coinvolge attualmente negoziati tra Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti e Vietnam. Tale strategia dell’accerchiamento militare ed economico affronta tuttavia un grande ostacolo. Gli USA per ora restano l’unica super-potenza militare mondiale, grazie alle enormi spese militari, per la sicurezza e il monitoraggio online della popolazione mondiale. Ma la Cina è emersa negli ultimi sette anni come super-potenza industriale leader del mondo. Una svolta, senza precedenti storici per la sua velocità, in cui la Cina s’è mossa a velocità di curvatura negli ultimi sette anni sostituendo gli Stati Uniti quale maggior potenza industriale del mondo. Recentemente, nel 2007, la Cina aveva una produzione industriale pari al 62% di quella degli Stati Uniti. Ma nel 2011, la produzione cinese era il 120% di quella statunitense, e il divario continua a crescere.
Tale superamento degli Stati Uniti da parte della Cina è il passaggio più veloce nella produzione industriale mondiale della storia economica. Nello stesso periodo in cui la produzione industriale della Cina è sostanzialmente raddoppiata, la produzione industriale degli USA si è ridotta dell’1 per cento, la produzione industriale dell’UE è diminuita del nove per cento e la produzione giapponese del 17 per cento.
Tale mutamento storico della potenza industriale della Cina ha enormi conseguenze.
Per cominciare, va riconosciuto che la vera ricchezza non sono denaro, azioni, obbligazioni o manipolazione di strumenti finanziari esotici come i derivati, come avviene a Wall Street. La vera ricchezza è il risultato della capacità di produrre beni e servizi utili per gli esseri umani. In Cina, le centinaia di migliaia di lavoratori industriali attivi nella sola provincia del Guangdong, superano l’intera forza lavoro industriale degli Stati Uniti, con una crescente proporzione mondiale di beni prodotti ogni anno in Cina: centinaia di milioni di calze per coprire i piedi del mondo; la maggior parte degli abiti indossati negli Stati Uniti, la maggior parte, spesso con marchi statunitensi, è made in China; computer e telefoni cellulari prodotti per l’Apple, lo sono principalmente in Cina, così come i computer portatili venduti nel mondo dalla società cinese Lenovo. La maggiore produzione annuale è di aziende statali, private o joint-venture cinesi.
La maggiore produzione annuale di automobili in qualsiasi Paese del mondo avviene in Cina. E vi sono i treni magnetici ad alta velocità di fabbricazione cinese che sempre più attraversano il Paese e vengono venduti e realizzati in vari altri Paesi. L’idea che la crescita della Cina può essere ‘contenuta’ o circondata è dubbia, non solo per la capacità industriale della Cina, ma anche per il commercio internazionale che genera. Come la rivista Economist ha osservato: “Il commercio internazionale di merci della Cina effettivamente guida il mondo dal 2013. Le sue importazioni ed esportazioni combinate ammontano a quasi 4200 miliardi di dollari, superando gli USA per la prima volta“. Per correttezza va aggiunto che, quando il commercio internazionale dei servizi si aggiunge al commercio di beni manufatti, gli Stati Uniti restano ancora primi. L’industria statunitense conserva anche l’iniziativa sui metodi di produzione hi-tech, ma che va riducendosi.
I rapporti commerciali della Cina con altre nazioni asiatiche, nazioni che gli Stati Uniti cercano di corteggiare, costituiscono un particolare ostacolo nell’isolare la Cina. La zona di libero scambio Cina-ASEAN è una zona di libero scambio tra i dieci Paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN) e la Repubblica popolare cinese. Implementata nel 2010, la zona di libero scambio Cina-ASEAN ha ridotto a zero tariffe e dazi all’importazione per il 90% delle merci. I potenziali partecipanti al TPP sponsorizzato dagli USA sono ancora impegnati in complessi negoziati. Anche in caso di successo, la TPP sarà in primo luogo un quadro normativo e non una zona di libero scambio effettiva.
Al contrario, la Cina-ASEAN è già la prima area di libero scambio in termini di popolazione, e la terza per PIL nel mondo. Oltre alla Cina, comprende Vietnam, Tailandia, Laos, Cambogia Myanmar, Filippine, Brunei, Singapore e Indonesia. Il commercio cinese con gli altri Paesi membri cresce di un sano 10% l’anno, e si attesta attualmente a circa 500 miliardi (di dollari USA) all’anno. La Cina promuove l’integrazione economica con i Paesi vicini, fornendo sostegno finanziario e tecnico nella costruzione di linee ferroviarie che collegano le città cinesi con i punti chiave dei Paesi vicini, come Vietnam e Thailandia. Da nuova super-potenza industriale del mondo, cercare di circondare o intrappolare la Cina è nel migliore dei casi un compito arduo. “Il treno”, si potrebbe dire, “ha già lasciato la stazione”.

Fonte:https://aurorasito.wordpress.com/2015/02/22/la-cina-nuova-super-potenza-industriale-del-mondo-pivot-in-asia-di-obama-e-accerchiamento-militare-della-cina/


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IN IRLANDA LA POPOLAZIONE SI RIBELLA CONTRO L'AUSTERITA'


LONDRA - Anche in Irlanda la gente ne sta avendo abbastanza di fare sacrifici e per tale motivo pochi giorni fa diecimila irlandesi sono scesi in piazza per esprimere la loro solidarieta' a due loro concittadini che sono finiti in galera per la loro opposizione alla nuova tassa sul consumo di acqua introdotto dal governo.
Tutto e' iniziato quando due persone hanno protestato vicino a un'impianto idrico in violazione di un ordine del tribunale che imponeva loro di stare a piu' di venti metri di distanza e per tale motivo sono stati arrestati per oltraggio alla corte e mandati alla prigione di Mountjoy a Dublino.
Molti irlandesi pero' hanno reagito male a questa notizia perche' hanno visto questo arresto come un gesto autoritario e liberticida di uno stato tiranno e tale rabbia spiega l'enorme numero di persone che ha preso parte a questa marcia organizzata in soli due giorni dai familiari dei due arrestati.
I due attivisti hanno minacciato di iniziare uno sciopero della fame anche se le autorita' carcerarie non hanno confermato questa notizia.
Cio' che e' certo invece e' che la rabbia dei cittadini irlandesi aumenta di giorno in giorno e dietro questa protesta contro la tassa per il consumo dell'acqua c'e' un'opposizione sempre piu' ampia verso le politiche di austerita' imposte dal governo per conto dell'Unione Europea e c'e' chi vede in questa protesta l'inizio di una rivoluzione il cui scopo e' quello di cacciare via l'attuale classe dirigente irlandese.
Ovviamente c'e' la possibilita' che tutto possa finire in una bolla di sapone, come vorrebbe il governo, ma chi conosce la storia sa che la rivoluzione che diede il via alla nascita degli Stati Uniti nacque dalla rivolta contro le tasse sul tè imposte dai colonialisti inglesi e sappiamo tutti come ando' a finire e chissa' che la storia non possa ripetere se stessa anche questa volta.
Resta il fatto che ad oggi decine di migliaia di irlandesi hanno dichiarato che non pagheranno mai una bolletta- capestro per l'acqua potabile, dell'importo di 260 euro a famiglia all'anno e di 160 euro per chi vive da solo. Una tassa che si andrà ad aggiungere alla riduzione degli stipendi del 13% varata dal governo e a nuove ulteriori tasse sulla casa, per avere in cambio niente, anzi, addirittura la tassazione di un bene primario qual è appunto l'acqua.

Fonte:http://www.ilnord.it/c-4083_IN_IRLANDA_LA_GENTE_SI_RIBELLA_E_SCENDE_IN_PIAZZA_CONTRO_LAUSTERITY_E_LA_NUOVA_FOLLE_TASSA_SULLACQUA_POTABILE


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COME L'ISLANDA E' USCITA DALLA CRISI ECONOMICA


L'Islanda in crisi economica, il governo inizia le politiche di austerità, il popolo fa manifestazioni continue per 3 mesi, il governo cade, si dichiara il default, si nazionalizzano le banche, si scelgono 25 cittadini senza legami con i partiti per riscrivere la Costituzione e lo fanno online.
Ora l'Islanda è in ripresa e ha vinto la causa che le ha fatto l'UE: non dovrà risarcirle le banche private.

ANCHE L'EGITTO SI AVVICINNA ALL'UNIONE EURASIATICA


Anche con le sanzioni economiche occidentali, la Russia continua ha espandere la propria diplomazia sulla scena internazionale, con l'ultimo lancio dell'Egitto nell'abbraccio del Cremlino con l'Unione Eurasiatica.
Durante una recente visita di due giorni al Cairo, il presidente russo Vladimir Putin ha solidificato multipli nuovi accordi con il suo omologo egiziano Abdel Fattah-EL Sisi che potrebbero migliorare la cooperazione bilaterale nei Regni del commercio, energia, sicurezza, e del turismo.
In particolare, l'Egitto ha deciso di istituire una zona di libero scambio con l'Unione Economica Eurasiatica, unendo la Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan.
L'accordo è il risultato di rafforzare i legami tra i due paesi.
Nel 2014, la Russia e l'Egitto hanno condiviso più di 4,5 miliardi di dollari del commercio, che segna un aumento dell'80% rispetto all'anno precedente.
Ulteriori collaborazioni hanno coinvolto gli sforzi antiterrorismo, una zona industriale russa vicino al Canale di Suez, e piani preliminari per costruire congiuntamente la prima centrale nucleare egiziana.
Al di là dei vantaggi tangibili per la loro relazione strategica, il vertice russo-egiziano è stato un gesto simbolico di solidarietà, un esempio per i leader occidentali critici della presunta attività della Russia in Ucraina.
All'arrivo, il Presidente Putin è stato accolto con molto clamore, tra cui una sfilata militare di cavalieri che sventolavano bandiere russe e scolari che inneggiavano "Putin, Putin, Sisi, Sisi, e Lunga vita all'Egitto!"
Un giornale di proprietà dello Stato locale ha definito il leader russo "un eroe del nostro tempo".
Il Presidente Putin ha ricambiato con un regalo perfetto: un fucile d'assalto AK-47 Rifle in chiaro riferimento ai 3,5 miliardi dollari di affari in armamenti bilaterali che respingono l'influenza USA in quel territorio.
Dal momento della cacciata dei Fratelli Musulmani del presidente Mohammed Morsi nel 2013, la partnership USA-egiziana si è deteriorata, lasciando spazio per la Russia per promuovere i propri interessi nella regione.
L'anno scorso il presidente Putin ha fermamente sostenuto l'offerta di elezioni di Sisi.
La visita del Presidente Sisi a Sochi nel mese di agosto 2014 per il suo primo viaggio internazionale ha ulteriormente segnalato un riscaldamento nelle relazioni russo-egiziano.
L'ultimo summit offre diversi indicatori dell'avvicinamento dello stato alla Federazione Russa.
In primo luogo, il Presidente Putin ha sfruttato la pompa e circostanza del suo stato dignitario al Cairo sia per richiamare l'attenzione internazionale dall'Ucraina e mostrare al mondo che la Russia non è diplomaticamente isolata a causa della condanna occidentale.


Fonte:http://registan.net/2015/02/24/russia-egypt-enters-eurasian-union-orbit/


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BIELORUSSIA: LUKASHENKO PROMUOVE LA COOPERAZIONE DA LISBONA A VLADIVOSTOK


La Bielorussia è pronta a fare tutto il possibile per promuovere la cooperazione nel settore da Lisbona a Vladivostok, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha detto come ha incontrato il vice segretario generale del Servizio europeo di azione esterna Helga Maria Schmid il 24 febbraio.
"La nostra cooperazione nel formato" da Lisbona a Vladivostok "potrebbe non essere una cosa del lontano futuro. L'idea sembra molto promettente. Con la Bielorussia che detiene la presidenza dell'Unione economica eurasiatica, il paese è pronto a fare il possibile per rendere il progetto una realtà. Penso che siamo in grado di impegnarsi in un dialogo significativo, al fine di promuovere questo tipo di relazioni, " ha osservato il presidente bielorusso ha osservato.
Alexander Lukashenko ha dato il suo introito sulla cooperazione nel quadro del partenariato orientale di cui la Bielorussia è membro.
Secondo il capo dello Stato, la Bielorussia ha aderito all'iniziativa sperando che questo contribuirà a costruire un ponte tra Oriente e Occidente. "Questo è come dovrebbe essere.
I recenti sviluppi hanno dimostrato che non dobbiamo creare divisioni aggiuntive. Il partenariato orientale è destinata ad unire i paesi, non portarli a parte.
Abbiamo bisogno di cercare un terreno comune nel quadro del progetto PO e portare gli Stati partner insieme.
Ciò andrà a beneficio dell'Unione europea, l'Europa in generale e l'intero pianeta ", sostiene il leader bielorusso.
Helga Maria Schmid ha convenuto che il partenariato orientale non dovrebbe creare nuove linee di divisione in Europa. "Dovrebbe facilitare lo sviluppo degli Stati partner e promuovere la stabilità nella regione. Tutti gli Stati partner del PO sono indipendenti e uguali ".


Fonte:http://eng.belta.by/all_news/president/Lukashenko-Belarus-seeks-to-promote-cooperation-from-Lisbon-to-Vladivostok_i_79839.html

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I CENTRI MEDIATICI OCCIDENTALI SPARANO AD ALTO ZERO CONTRO LA RUSSIA

Riassumiamo le ultime vicende della crisi est-ovest. All’improvviso Merkel e Hollande partono per Kiev-Mosca e riallacciano il negoziato con Putin, fino a poche ore prima respinto come nemico assoluto. Lo fanno senza avvertire Obama. Perché? La situazione sul campo, politicamente, economicamente, militarmente,è divenuta insostenibile per l’Europa. L’esercito di Kiev è annientato. Soldati occidentali, in parte NATO, in parte mercenari, sono chiusi nella sacca di Debaltsevo. S’intercede presso Putin, affinché convinca a fermarsi la resistenza del Donbass e eviti il massacro.

Il negoziato riprende a Minsk e si arriva a un cessate il fuoco.
La Merkel vola a Washington, dove l’aspettano per metterla sotto accusa. Gli USA vogliono riarmare Kiev e lanciarla di nuovo all’offensiva. Ma Kiev non ha uomini cui affidare nuove armi. E Merkel non vuole mettersi da sola sulla graticola. La divisione tra Germania-Francia (con dietro molti altri europei occidentali) e gli Stati Uniti è evidente. Ma l’Europa è divisa anche al suo interno: Polonia, e tre repubbliche baltiche spingono per il riarmo. La Nato vuole entrare in campo. Ma come? L’Ucraina non è Nato (non ancora). E la bellicosa Albione è anch’essa divisa, tra prudenza e avventura.
Queste le premesse. Gli effetti sono in corso. E’ una specie di tempesta mediatica che investe, da giorni, tutto il mainstream occidentale. Seguendo i consigli dell’ex comandante Nato in Europa, Wesley Clark, si ri-preparano, anzi si rinfrescano, le pulsioni belliche – purtroppo appisolate – delle opinioni pubbliche occidentali.
Si alzano in volo i jet della Royal Air Force per intercettare i bombardieri russi al largo di Cornovaglia (The Independent). Hanno violato lo spazio aereo britannico? Non sembra, ma sono “entrati nell’area di interesse” di Londra. Allarme!
La BBC, la più inquieta, ripete all’infinito che “la guerra d’ombre della Russia sta mettendo a prova la pazienza e la prontezza della NATO”. Lo scrive il Toronto Star. Da Washington annunciano l’arrivo di 12 A-10 Thunderbolt, insieme a 300 aviatori, nella base USA di Spangdhalem . Sono specializzati nella “caccia ai carri armati russi”. Resteranno in zona per almeno sei mesi.
Il Wall Street Journal scopre che “altre truppe russe”, insieme a nuove armi, stanno entrando in Ucraina, mentre la tregua “collassa” e “centinaia di soldati di Kiev stanno morendo”. Il New York Times racconta che la ritirata da Debaltsevo delle truppe di Kiev “porta l’eco del caos della guerra nella città”. Appena un attimo di silenzio ed ecco ripartire la BBC: “la Russia vuole distruggere gli accordi di Minsk”.
Che fare? Non c’è tregua. Il Parlamento britannico denuncia i “catastrofici errori” dell’Europa, di fronte all’”evidente tentativo di ridisegnare i confini europei da parte della Russia” (Reuters).
L’Associated Press, per non restare indietro, informa che l’Unione Europea si appresta a mandare carri blindati per “monitorare la tregua”, insieme a satelliti specializzati nell’osservazione del territorio.
Lo chiede Poroshenko e tutti i media occidentali appoggiano. Il Times va oltre: “bisogna riportare in azione i Panzer per incoraggiare la NATO”, altrimenti si demoralizza.
Poi si alza il coro dei baltici, fino ad ora poco citati. Comincia l’ex premier lettone Dambrowsky: la minaccia russa incombe sul Baltico. E la BBC non ha dubbio sul fatto che “esiste un pericolo reale e presente di destabilizzazione degli stati baltici di Lettonia, Lituania e Estonia”. Lo dice il segretario alla Difesa Britannico Michael Fallon. L’Independent è sicuro che gli abitanti dei paesi sul Baltico sono convinti che tra poco toccherà a loro. Come farà Putin? Sobillando alla rivolta, come ha fatto in Ucraina, le minoranze russe che abitano quei paesi.
L’editoriale del Wall Street Journal, descrive un Putin onnipotente che marcia calpestando la Merkel, Hollande e anche Obama. Del quale tutti parlano male comunque, tra l’altro per “non avere capito” il ritorno di fiamma di Putin. Al Jazeera descrive sconsolatamente “il fine di partita della Nato in Ucraina”. Spegnere la luce, per favore. Mentre Wesley Clark e l’ex segretario della Nato, Anders Fog Rassmussen accendono tutte le micce a loro disposizione. Il secondo dice di vedere all’orizzonte “una nuova guerra ibrida” costruita dalla Russia contro l’Europa. Wesley Clark individua “una manovra russa non diversa da quella che Hitler usò per avviare l’attacco contro la Polonia nella seconda guerra mondiale”.
Unica notizia in controtendenza un violento attacco dello Spiegel contro Victoria Nuland, quella del “fuck EU”, la vice ministra degli esteri di Obama, che distribuiva caramelle ai nazisti in Euromaidan. Forse è la Merkel che, per un anno abbondante, era andata anche lei a Kiev per applaudire i futuri golpisti, consigliata da Victoria e da Obama. Adesso ha capito- tardi - e, forse, si vendica. Tutti gli altri battono la grancassa dei riarmo di Kiev e della demonizzazione della Russia e di Putin. A occhio e croce possiamo dire di avere già assistito a questo circo. La qualità è scadente: non ci sono argomenti, non ci sono prove. Non c’è niente. Ma la quantità è imponente. Centinaia di articoli, di reportages, ripetono tutti la stessa cosa: Putin è l’aggressore; bisogna fargli mangiare la terra. Angela Merkel e Hollande sembra che non siano d’accordo. Ma la questione è: quanto a lungo potranno sfidare l’isteria bellicista dei cori della Nato? E quanto dovranno aspettare prima di vedersi scatenare un attentato sotto il naso, magari proprio nel Baltico? Hollande ha già dato. A chi tocca adesso?


Fonte:http://italian.ruvr.ru/2015_02_23/Tutte-le-portaerei-mediatiche-sparano-ad-alzo-zero-contro-la-Russia-4762/


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RUSSIA: L'AUTOCANNONE, L'ARMA DEL FUTURO


Secondo "Rossiyskaya Gazeta ' questo pezzo di artiglieria ha sbalordito il pubblico con le sue scelte innovative e le munizioni, che consente l'impatto sui veicoli più blindati esistenti nel mondo.
I cannoni da 57 millimetri sono sempre ricaricabili giornalmente, dal momento che non solo sono montati in diverse navi da guerra, ma sono utilizzati anche per le truppe di terra.
L'arma a vista "ha causato grande interesse e ha trionfato per le sue proprietà": è leggera, possiede riprese ad alta velocità e ha l'effetto di un enorme pugno di munizioni, che è in grado di colpire bersagli a terra e aerei.

Fonte:http://actualidad.rt.com/actualidad/167188-arma-futuro-exhibicion-canon-rusia-exito



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FRANCIA: MARINE LE PEN: LA FRANCIA RICONOSCA LA CRIMEA COME PARTE DELLA RUSSIA


“Parigi deve accettare la scelta della Crimea,” esordisce Len Pen che precisa: “una scelta maturata durante il caos politico seguito al colpo di stato dello scorso anno, con cui militanti neo-nazi hanno organizzato una rivoluzione in Ucraina”.
La Crimea infatti, continua Le Pen, non aveva altra scelta da quando “il potere a Kiev era divenuto illegale, e le autorità iniziarono a prendere decisioni che avrebbero portato ad una guerra civile”.
È interessante notare come nell’Ucraina post-Maidan, un blogger possa venire arrestato con l’accusa di “tradimento” per avere definito quella del Donbass una guerra civile. È accaduto al blogger ucraino Ruslan Kotsaba il 7 Febbraio. Kotsaba è attualmente detenuto a Ivano-Frankivsk in attesa di giudizio.
L’espressione “colpo di stato” invece è stata a lungo tabù in Occidente, dove ha a lungo predominato la lettura di Maidan come “una pacifica manifestazione di piazza”, che l’allora presidente ucraino Yanukovic avrebbe soppresso nel sangue.
Ma un documentario trasmesso la scorsa settimana dalla BBC – “The untold story of Maidan massacre” - ha scosso dalle fondamenta tale lettura dei fatti affermando che “furono i maidanisti, per primi, a sparare sulla polizia”.
Le Pen ha poi sottolineato l’importanza, per la Francia e l’Europa, di riallacciare i legami con la Russia, essendo questa “un alleato naturale dell’Europa”. E ha aggiunto: “Siamo pedine nel gioco d’influenza tra USA e Russia”. “La Russia è un grande Paese, con un grande popolo, e numerosi interessi strategici comuni con l’Europa. Dobbiamo dialogare con la Russia”
RT, che martedì pubblicava stralci dell’intervista di Le Pen al settimale polacco Do Rzeczy, ha ricordato altre sue recenti prese di posizione controcorrente.
A inizio Febbraio, infatti, Le Pen non usava mezzi toni nel condannare l’atteggiamento della UE durante la crisi nel Donbass:
“Riguardo l’Ucraina, ci comportiamo come lacchè degli USA, il cui intento è di iniziare una guerra in Europa per portare la NATO ai confini della Russia”.
Nella stessa occasione, Le Pen criticava duramente i leader europei per via del loro chiudere un occhio – aggiungiamo noi: entrambi – nei confronti dei “bombardamenti di civili” condotti dal governo di Kiev.
Anche qui la stampa occidentale inizia a prendere atto di come stanno veramente le cose. La scorsa settimana il Financial Times ha pubblicato un articolo-reportage intitolato “School lessons and shelling forge new identity in East Ukraine” che da la parola – una prima assoluta tra i media mainstream occidentali - ai residenti del Donbass.
Non a quelli filorussi, si badi. Ma a quei residenti di Donetsk e Lugansk che, inizialmente scettici verso le iniziative secessioniste dei miliziani filorussi, si sono poi dovuti ricredere dopo aver assistito - chi a Kiev, al disprezzo assoluto del governo centrale per gli abitanti di quelle regioni; chi nel Donbass ai “bombardamenti di civili” di cui parla Le Pen.
Le Pen, ricorda ancora RT, “ha richiamato più volte la necessità di condurre negoziazioni su federalizzazione e riforme costituzionali per decentralizzare il potere, invece di tentare di risolvere la questione con mezzi militari”.


Fonte:http://italian.ruvr.ru/2015_02_18/Le-Pen-la-Francia-riconosca-la-Crimea-come-parte-della-Russia-3757/


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PRIMA O POI L'UNIONE EUROPEA RICONOSCERA' LA CRIMEA COME PARTE DEL TERRITORIO RUSSO

Prima o poi l'Unione Europea riconoscerà la Crimea come parte del territorio russo, ritiene il rappresentante permanente della Russia presso la UE Vladimir Chizhov.

Rispondendo alla domanda se Mosca avesse cambiato la sua linea nei confronti della Crimea in caso di aumento della pressione delle sanzioni, il diplomatico ha dichiarato che "questo non accadrà", notando che gli eventi in Crimea si sono sviluppati in linea con il diritto internazionale, incluso il diritto all'autodeterminazione fissato nell'Atto finale di Helsinki dell'OSCE e della Carta delle Nazioni Unite.
La Crimea e Sebastopoli sono diventate regioni russe a seguito del referendum di marzo 2014, quando oltre il 90% dei cittadini votò a favore dell'adesione alla Russia.

Fonte:http://italian.ruvr.ru/news/2015_01_31/Prima-o-poi-la-UE-riconoscera-lappartenenza-della-Crimea-alla-Russia-5607/


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UCRAINA, POROSHENKO: RIVOGLIO LA CRIMEA; I CITTADINI: ZITTO E PENSA ALLA CRISI


Il dittatore ucraino Petro Poroshenko tenta di attutire i devastanti effetti della rivolta di "Euromaidan" e di una guerra civile conclusasi con una sconfitta: adesso promette un rapido "ritorno alla Crimea occupata" ma è riuscito soltanto a provocare le reazioni sarcastiche di quanti lo seguivano in rete e poi anche una protesta delle autorità di Odessa.
In un paio di "tweet" lanciati lunedì mattina, Poroshenko ha fato sapere che "l'Ucraina intende riprendere il controllo della Crimea occupata , questo è inevitabile, l'Ucraina non potrà mai rinunciare al suo diritto sovrano sulla regione". Pochi minuti più tardi il presidente ha aggiunto che "l'Ucraina vuole proteggere i diritti del suo popolo, con tutti i mezzi disponibili, e insieme con noi la gente costruirà una nuova Crimea."
Scrivendo dal sito della sua amministrazione, il presidente ha aggiunto che "il nostro governo non riconoscerà il risultato di questo atto indegno in nessun caso", riferendosi al referendum del marzo 2014 con il quale la Crimea ha votato in massa per unirsi Russia.
I commenti di Poroshenko sono apparsi poche ore dopo il primo anniversario del colpo di Stato di Maidan ed hanno scatenato un diluvio di commenti sul suo account "Twitter". Gli utenti hanno evidenziato una serie di problemi con toni salaci, un messaggio diceva :"Molto bene ,ma credo che la Crimea non abbia bisogno di questo", mentre un altro ha chiesto retoricamente: "Lo vuoi fare anche se la Crimea non ha bisogno della tua protezione?"
Ma la sortita del presidente non ha provocato soltanto ironia. Il primo ministro di Crimea, Sergei Aksyonov ha reagito bruscamente ai proclami che giungevano da Kiev e dice addirittura che Poroshenko dovrebbe essere processato da un tribunale di Odessa: "Gli è statA promessa una corte di giustizia in Crimea, e prima o poi se la troverà davanti. Noi lo porteremo qui e lui dovrà rispondere delle sue azioni, la Crimea non potrà mai tornare in Ucraina perché è già tornata a casa, in Russia, e per sempre".
In un referendum organizzato dalle autorità locali, a metà marzo 2014, tra la crescente instabilità del dopo-golpe Ucraina e le minacce contro la popolazione di lingua russa, le autorità della Crimea hanno organizzato un referendum sulla penisola, dove la stragrande maggioranza dei cittadini ha votato per tornare a Russia , dopo aVer trascorso poco più di 60 anni come parte dell'Ucraina.


Fonte:http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=69850&typeb=0


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LA MACCHINA DELLA DISCORDIA


Da chi abbiamo imparato il nostro modello di vita e il nostro sistema di governo?
Gli Stati Uniti dopo la caduta del sistema Fascista e Nazista furono coloro che portarono il cosidetto sistema di governo democratico in Europa.
Per l'economia degli USA, la seconda guerra mondiale è stata davvero decisamente un toccasana.
Quando i carri armati di Hitler invasero la Polonia, negli USA c'erano ancora dieci milioni di disoccupati, mentre, grazie all'enorme sforzo chiesto all'industria dalla produzione bellica, nel 1945 i disoccupati erano scesi a soli due milioni: Gore Vidal, intellettuale statunitense decisamente fuori dal coro, sostiene che ancora oggi l'industria americana si regga sulle guerre, senza le quali inizierebbe a boccheggiare; questo spiegherebbe il fatto che, quando non ci sono conflitti in giro, il Pentagono si inventi qualche crociata in difesa della pace mondiale e , di fatto, metta in piedi una nuova guerra dal nulla: gli esempi, anche recentissimi, non mancano.

Gli USA uscirono dalla guerra più forti, più competitivi e, soprattutto, indenni da un punto di vista infrastrutturale, rispetto ai competitori economici europei, prostrati dai sacrifici bellici, con gran parte degli impianti produttivi danneggiati ed una produzione industriale che raggiungeva a stento la metà di quella del 1939.
La vecchia Europa si dibatteva tra i gorghi di un debito pubblico cresciuto spaventosamente (più o meno del 300%) e di un'inflazione che aveva aumentato il costo della vita di due volte e mezza rispetto a prima della guerra (non in Italia, in cui l'aumento fu del 2000%!).
Questo diede agli Stati Uniti un vantaggio incolmabile, nonché una supremazia finanziaria assoluta su tutto il pianeta.
Nel 1945, tanto per capirci, gli USA detenevano il 75% dei capitali investiti nel mondo ed il 70% delle riserve auree della terra; dagli USA, inoltre, proveniva la maggior parte dei prodotti finiti che circolavano nel mondo: l'80% delle automobili e degli aeroplani, il 52% dell'acciaio, il 58% del petrolio.
Forti di questa situazione, gli USA, già nel 1944, durante gli accordi di Bretton Woods, riuscirono ad imporre il proprio punto di vista in tema di politica economica ai propri partners (44 paesi): questi accordi divennero operativi nel dicembre del 1945.
Le condizioni erano chiare: libera convertibilità monetaria, rinuncia al protezionismo a favore dello sviluppo di un libero mercato (a tutto vantaggio di chi aveva un'economia più forte, ovviamente) e centralità monetaria internazionale del dollaro, unica divisa convertibile in oro (gold exchange standard), che avrebbe soppiantato la sterlina: nasceva lo SMI (Sistema Monetario Internazionale), con rapporti di cambio fissi tra le valute (basati sul loro rapporto col dollaro), il cui organo decisionale divenne il FMI (Fondo Monetario Internazionale), che funzionava da giudice in questioni valutarie internazionali.
Di fatto, dopo Bretton Woods, il dollaro divenne la moneta ufficiale per le grandi transazioni internazionali, legando a doppio filo l'economia mondiale a quella statunitense: se il dollaro valeva poco, importare conveniva ed esportare no, se valeva molto, era l'esatto contrario: si diceva della banconota verde che era as good as gold, buona quanto l'oro.
Se, per quanto riguardava la questione valutaria, gli USA avevano risolto i propri problemi, rimaneva, però, la questione di con chi instaurare proficui scambi commerciali: in buona sostanza bisognava ricreare un mercato, senza il quale le automobili ed i frigoriferi dello zio Sam gli sarebbero restati sulla groppa: per questo motivo, gli americani organizzarono una conferenza con i 25 paesi economicamente più importanti del mondo (esclusi quelli del blocco comunista, che non aderirono neppure al FMI), in cui si desse il via libera agli scambi commerciali su scala planetaria.
Questa conferenza, che prese il nome di GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), si tenne a Ginevra, nel 1947 e sancì l'abbassamento dei dazi doganali, l'illimitatezza delle importazioni, l'abbandono del protezionismo e la pianificazione economica mondiale a scansione periodica: insomma, una conferenza che potremmo definire "su misura" per le esigenze degli USA.
Come si è già detto, la prima azione concreta degli USA per ricostruire quel mercato europeo, di cui essi avevano disperato bisogno, fu il Piano Marshall, sul quale non aggiungiamo nulla, rimandando il lettore all'inserto nel quale l'argomento è ampiamente trattato; indichiamo, viceversa, in questa sede, le strutture che controllavano ed organizzavano le forniture di aiuti all'Europa, vale a dire l'americana ECA (Economic Cooperation Administration), che presiedeva alla distribuzione all'Europa, e l'europea OECE (Organizzazione Europea di Cooperazione Economica), che, invece, divideva gli aiuti tra i vari paesi aderenti al piano.
Grazie a questa politica di ricostruzione, nel 1950 l'Europa era pronta a diventare un grande mercato per gli USA; ma stava cominciando anche a diventare qualcos'altro.
"Documenti governativi americani declassificati mostrano che la comunità dell' intelligence degli Stati Uniti ha condotto una campagna negli anni Cinquanta e Sessanta per costruire lo slancio per l'Europa unita. (Che cosa sono i documenti vengono declassificati vedi qui)
E anche finanziato e diretto il movimento federalista europeo.
I documenti confermano i sospetti espressi al momento in cui l'America stava lavorando aggressivamente dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna in uno Stato europeo.
Un memorandum, datato al 26 Luglio 1950, fornisce le istruzioni per una campagna per promuovere un parlamento europeo a pieno titolo.
E 'firmato da Gen William J. Donovan, capo dell'Ufficio di guerra americano of Strategic Services, precursore della CIA.
I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore presso la Georgetown University di Washington.
Essi comprendono i file rilasciati dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti.
Il principale strumento di Washington per definire l'agenda europea è stato il Comitato americano per un'Europa unita, creata nel 1948.
Il presidente era Donovan, apparentemente un avvocato privato da allora.
Il vice-presidente era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni Cinquanta. La pensione includeva Walter Bedell Smith, primo direttore della CIA, ed un elenco di figure e funzionari ex OSS che si muovevano dentro e fuori della CIA.
I documenti dimostrano che ha ACUE finanziato il Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra.
Nel 1958, per esempio, ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del movimento.
La Campagna europea della gioventù, un braccio del Movimento europeo, è stato interamente finanziato e controllato da Washington.
Il regista belga, il barone Boel, ha ricevuto pagamenti mensili in un conto speciale. Quando la testa del Movimento europeo, di origine polacca, Joseph Retinger, aveva imbrigliato questo livello di controllo americano e ha cercato di raccogliere fondi in Europa, è stato subito rimproverato.
I leader del Movimento Europeo - Retinger, il visionario Robert Schuman e l'ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak - sono stati tutti trattati come braccianti dai loro sponsor americani.
Il ruolo degli Stati Uniti è stato gestito come un'operazione segreta.
Il finanziamento di ACUE è venuto dalle fondazioni Ford e Rockefeller, nonché i gruppi d'affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti.
Il capo della Fondazione Ford, ex ufficiale-OSS Paul Hoffman, è stato visto come capo dell'ACUE alla fine degli anni Cinquanta.
Il Dipartimento di Stato ha svolto un ruolo. Una nota dalla sezione europea, in data 11 giugno 1965, consiglia il vice-presidente della Comunità economica europea, Robert Marjolin, di perseguire l'unione monetaria di nascosto.
Si raccomanda di sopprimere il dibattito fino al punto in cui "l'adozione di tali proposte sarebbe diventato praticamente inevitabile".""
Si comprende quindi come dopo la Seconda Guerra Mondiale l'Europa sia diventata una sorta di avanmposto alleato il cui sistema di governo "democratico" dei vari paesi membri sia sfruttato dagli Stati Uniti per porvi le proprie basi americane e oltretutto anche il sistema di comunicazione stesso era basato su modello degli Stati Uniti.
Però sussiste un'importante differenza tra le elezioni democratiche dei paesi europei e quelle americane.
Ce lo spiega il presidente Vladimir Putin come funziona:

La macchina mediatica della divulgazione, comunicazione e della propaganda stessa dell'Occidente è un mezzo sulla quale si possono condizionare la masse e anche i sistemi elettorali dei vari governi.
Guardiamo la Bulgaria, paese membro della NATO e all'interno dell'Unione Europea.

Dopo il crollo del 2008, il governo Borisov è stato gestito da un ministro delle finanze nominato dall'FMI, M. Djankov, ancora più odiato lui di Borisov.
Djankov era da tempo un grande burocrate nella Banca Mondiale.
La sua fazione è salita al potere nel 2007 con un tasso di partecipazione elettorale di circa il 27%. Nel 2009, ancora una volta, la sua fazione è salita al potere con un totale di 38% del voto popolare in, ancora una volta, una farsa di elezioni in cui solo una manciata di bulgari ha votato.
Naturalmente, l'Occidente vede le elezioni dei suoi tirapiedi in queste condizioni perfettamente ragionevole.
I media sono diventati e gestiti da proprietà di imprese occidentalizzate e hanno mostrato solo i discorsi di Borisov durante le elezioni.
Questo sistema preferenziale ha assicurato la sua "vittoria elettorale" con la piena benedizione degli Stati Uniti e Unione europea.

Eppure il consenso nei sondaggi da parte della popolazione bulgara mostra un notevole dissenso nei confronti dell'Europa e dell'Unione Europea.
Il "partito di governo" occidentalizzato di Borisov, i "Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria," ha visto nei sondaggi un indice di gradimento tra l'11 e il 15%, anche se il loro presidente ha ricevuto quasi il 50% dei voti.
L'Occidente considera non solo questo sistema "democratico", ma Borisov ha ricevuto il sostegno pubblico da David Cameron, Angela Merkel, e Barack Obama.
Eppure Brunwasser recentemente ha citato un sondaggio in Bulgaria che mostra che il 76% dei bulgari mette in discussione gli assunti fondamentali della democrazia liberale.
Questo è presentato come se si trattasse di un inspiegabile e indicativa, senza dubbio, mancanza di saggezza bulgara.

Il condizionamento mediatico dell'Occidente è anche in grado di portare le popolazioni dei vari stati alla convinzione che la guerra contro un singolo stato sia una cosa giusta.
Spesso sentiamo descrivere la Siria e il la Libia ai tempi di Ghedaffi come una "dittatura" oppure un "regime" per il fatto che gli Stati Uniti hanno deciso di intervenire contro il suo governo.
Quello che non si sa della Siria del presidente Bashar Assad sono solo le cose che vengono promosse dai media occidentali eppure se le persone avessero più spesso l'accortezza di informarsi da altre fonti straniere si osserverebbero informazioni che demoliscono la teoria del "regime."
Per esempio di Bashar Assad non si sanno le seguenti cose:
la Siria è l' unico paese arabo che non ha debiti con il fondo monetario internazionale, né con la Banca mondiale, né con chiunque altro.
- la famiglia Assad appartiene all' orientamento alauita di Islam tollerante.
- le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini allo studio, sanità e istruzione.
- le donne siriane non sono obbligate a indossare il burka. La Sharia (legge islamica) è incostituzionale.
- la Siria è l' unico paese arabo con una Costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici.
- circa il 10% della popolazione siriana appartiene a uno dei molti rami cristiani, sempre presenti nella vita politica e sociale.
- in altri paesi arabi la popolazione cristiana non raggiunge l' 1% a causa dei maltrattamenti subiti.
- la Siria è l' unico paese del Mediterraneo interamente proprietario del suo petrolio (circa 500.000 barr/day) e che non ha privatizzato le sue aziende statali.
- la Siria ha un' apertura verso la società e la cultura occidentale come nessun altro paese arabo.
- la Siria era il solo Paese pacifico in zona, senza guerre o conflitti interni.
- la Siria è l' unico paese al mondo che ha ammesso i rifugiati iracheni, senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa.
- Bashar Al-Assad ha un' elevatissima approvazione popolare. Infatti nonostante ci siano state delle rivolte da parte di ribelli finanziati dagli Stati Uniti nel giugno 2014 è stato rieletto secondo regolari con l'88,07% dei voti.
Non possiamo fare a meno di parlare anche di Muammar Ghedaffi, anch'esso definito dall'Occidente un dittatore probabilmente per il fatto che ha preso il potere con un colpo di stato, ma che durante i suoi quarant'anni di governo ha risollevato un paese dalla miseria con la liquidità ricavata dal petrolio.
Osserviamo quello che non è stato descritto dai media occidentali sui suoi anni di governo:
- La Libia non forniva, paradossalmente, alcun pretesto per l’aggressione, perché era il Paese più prospero dell’Oriente arabo.
Lo stipendio di un’infermiera era superiore a quello degli Stati Uniti, per non parlare degli altri paesi arabi, più di tremila dollari.
Lo standard di vita in Libia era il più alto in Africa
-Il momento chiave è stato prima di tutto quando la Libia ha cominciato a mostrare realmente elevati tassi di crescita economica; secondo: il più alto livello di qualità della vita tra i Paesi africani; terzo: avvicinandosi al Sud Africa.
Insieme al Sud Africa, membro del BRICS, formava un nuovo centro di potere economico in Africa.
Si stavano realizzando piani per costruire una ferrovia attraverso tutta l’Africa, tra il Sudafrica e la Libia.
Le RZD (Ferrovie Russe) potevano ottenere profitti per decine di miliardi di dollari.
Ma non solo la Russia avrebbe tratto beneficio da questo progetto, ma avrebbe giovato all’intero continente africano in generale, perché la ferrovia sarebbe stata prevista passare in tutte le principali zone di conflitto (così chiamiamo anche il Congo e l’Angola, il Mozambico e altre aree), – questo significa comunicazione, questo è costruzione, questo è il progresso.
Naturalmente, si poteva posizionare l’Africa su un piano fondamentalmente diverso di sviluppo socio-economico.
-La ragione di base del conflitto in Libia stava nel fatto che la Russia e la Cina stavano cominciando ad avere un'influenza tale nella regione che minacciava l'influenza degli Stati Uniti sul continente africano.
-Gheddafi il 1° settembre 1969, dopo un colpo di Stato contro il Re Idris I, ha preso il potere mettendosi a capo del Consiglio del Comando della Rivoluzione e proclamando la Libia una Repubblica.
Ha abolito le elezioni e tutti i partiti politici; però, ha anche emanato una nuova Costituzione da lui definita «araba, libera e democratica», ispirandosi all’Egiziano Nasser e introducendo nella politica uno spirito militante e rivoluzionario.
-Ha nazionalizzato la maggior parte delle proprietà petrolifere straniere e chiuso le basi militari statunitensi e britanniche, cercando di coniugare i principi del panarabismo con quelli della socialdemocrazia ed esponendo i suoi principi politici e filosofici nel Libro Verde, pubblicato nel 1976, nel quale tenta di tracciare una «terza via» rispetto al comunismo e al capitalismo.
-Gheddafi ha usato i dollari derivati dal petrolio e dal gas naturale per sviluppare il Paese: nuove strade, scuole, ospedali, università, case popolari a bassissimo prezzo, industrie, sviluppo agricolo con l’acqua tirata su nel deserto anche da una profondità di mille metri! Si è dotato di armi (provenienti da Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e soprattutto Unione Sovietica) nel tentativo di far diventare la Libia una potenza regionale in grado di difendersi.
-Ha investito anche nello sviluppo dell’industria leggera e delle infrastrutture, e nella modernizzazione dell’agricoltura, favorendo nel contempo l’immigrazione per sopperire alla scarsità di manodopera.
Per portare l’acqua dal deserto alle città costiere di Tripoli, Bengasi, Sirte e Tobruch (dove risiede il 70% della popolazione), novecento chilometri più a Nord, è stato costruito da un’impresa sudcoreana il Grande Fiume Artificiale, l’acquedotto più grande del mondo: quattromila chilometri di condutture di calcestruzzo del diametro di quattro metri; le condutture sono sepolte nella sabbia ed hanno una portata complessiva di sei milioni di metri cubi d’acqua al giorno2.
L’acqua strappata alle profondità della terra ha permesso la fioritura del deserto: un lago di trentacinque chilometri di lunghezza e campagne coltivate e cittadine, dove vent’anni fa non c’era nulla.
-La città di Sebha, capitale della regione, conta ottantamila abitanti; vi abitava un sacerdote medico italiano, don Giovanni Bressan di Padova, che è stato uno dei fondatori dell’Ospedale Centrale e che ha riunito i molti Africani profughi dai Paesi a Sud del deserto (Nigeria, Ghana, e via dicendo) fondando per essi una parrocchia, una scuola, un centro di riunioni e di gioco.
Gheddafi ha fatto molto per il suo popolo: ha mandato le bambine a scuola e le ragazze all’Università, ha abolito la poligamia e varato leggi in favore della donna anche nel matrimonio; ad esempio, ha proibito di tener chiuse le ragazze e le donne in casa e nel cortile cintato di casa.
-A Tripoli, ha fondato una scuola per addestrare donne poliziotto, che hanno potuto raggiungere anche alti gradi nella gerarchia militare, come quello di colonnello.
-Gheddafi iniziava a pretendere oro (E NON PIU CARTA-STRACCIA) per il commercio del petrolio.
In pratica voleva ripudiare il dollaro per sostituirlo con una nuova moneta comune a tutti gli stati nord-africani e del medio-oriente chiamata: “dinaro africano”. Moneta interamente aurea.
-Gheddafi stava usando parte dei proventi del petrolio libico per finanziare la creazione del Fondo Monetario Africano che avrebbe liberato i paesi africani dall’usura bancaria del Fondo Monetario Internazionale.
-Gheddafi stava spigendo e influenzando l’unione dell’Africa in modo che fosse abbastanza potente da non farsi più schiacciare dalla tirannide reazionaria d’occidente.
Eppure spesso e volentieri ci è stato descritto come un "dittatore sanguinario."
La stampa occidentale è riuscita a inventare nuovi dittatori anche a livello europeo:

-Alexander Lukashenko è presidente dal 1994, quando la sua campagna elettorale anti-corruzione lo aiutò a spuntarla contro l’allora presidente Stanislaw Shushkevic. Da allora ha vinto ogni singola elezione.
Il governo degli Stati Uniti e il giornale il Fatto Quotidiano, dall'informazione piuttosto distorta a parere di chi scrive, descrivono Lukashenko "l'ultimo dittatore e tiranno in Europa". (qui) e (qui)

-La stessa cosa viene descritta per il presidente Victor Orban.
La prima volta è stata quella del senatore John McCain, il quale ha definito il primo ministro Viktor Orban "un dittatore neofascista". (qui)
Durante il dibattito nel Senato Usa sui nuovi ambasciatori, ieri, McCain ha parlato dell'Ungheria come di una "nazione che è vicina a cedere la sua sovranità a un dittatore neofascista che va a letto con Vladimir Putin", successivamente il presidente Orban viene descritto su alcuni quotidiani come ad esempio il "Fatto Quotidiano" come un dittatore.
Peccato che il suo paese sta vivendo una crescita economica che rispetto ai paesi della "zona euro" è del tutto invidiabile.
Per comprendere come l'Ungheria sia un paese che funziona è sufficiente sapere che nell'ultimo trimestre del 2014, il numero dei senza lavoro in Ungheria è stato di 319mila unità, 80mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2013.
Il tasso di disoccupazione è sceso così di due punti percentuali, toccando il 7,1%, un livello ormai consolidato nel corso degli ultimi mesi.
Lo comunica l'Ufficio statistico centrale ungherese (Ksh).
In una nota, il Ksh illustra inoltre che nella fascia d'età 25-54, quella dei cittadini più attivi sul mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è sceso al 6,4%, -1,7% su base annua.
Ksh che ha citato anche dati del Servizio nazionale per l'impiego (Afsz), che specificano che alla fine di dicembre 2014 in Ungheria erano 391mila le persone in cerca di un lavoro, -5,6% rispetto al dicembre 2013.
Buone notizie anche sul fronte del tasso di occupazione nella fascia d'età 15-64, ora al 62,6%. Nell'ultimo trimestre 2014, il numero degli ungheresi con un impiego è salito a 4 milioni 142mila, +172mila rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

-Un'altro dittatore che l'Occidente ha trovato il modo di resuscitare dalla sua antica memoria dei tempi sovietici è proprio il presidente Vladimir Putin.
In particolare sono state criticate le prese di posizione del suo governo contrarie alla legalizzazione di matrimoni e adozioni LGBT in Russia e sopratutto la sua posizione sull'Ucraina, erroneamente considerate illegittime dall'Occidente per quanto riguarda la Crimea, mentre per quanto riguarda i combattimenti tra le popolazioni russe dell'sud dell'Ucraina e l'esercito ucraino viene accusato senza alcun straccio di prova di mandare eserciti e sostenere le rivolte.
Il problema è che non ha mai fatto nulla del genere.
Ma non finisce qui, non riuscendo a trasformare Putin in un dittatore per mancanza di fatti reali, la stampa ha saputo costruire anche qualcosa che lo attaccasse sul personale come ad esempio:
-" Un ex ubriacone ossessionato dall’età che picchiava la moglie: è il ritratto di Vladimir Putin che emerge da un documentario della televisione tedesca ZDF. Una nuova immagine al vetriolo che si aggiunge allo studio americano, commissionato dal Pentagono, che sostiene che il capo del Cremlino sia autistico, o malato della sindrome di Asperger."(qui)

-"Vladimir Putin, la soffiata: "Picchiava la moglie Ljudmila. Un tempo era grasso e incapace""(qui)

-Vladimir Putin, lifting facciale e allenamento in palestra: ossessionato dal decadimento fisico e picchiava la moglie (qui)

Insomma, si cerca di colpirlo in Occidente in qualsiasi modo possibile..senza risultato.
Allo stesso modo nonostante le sanzioni si evidenzia il fatto che la sua popolarità nella Federazione Russa rispetto allo scorso anno è cresciuta all'85% oltre al fatto che pochi giorni fa in Russia una manifestazione composta da 50.000 persone ha eloggiato Putin e l'ex presidente ucraino Yankunovich.
Migliaia di sostenitori del presidente Vladimir Putin sono scesi in piazza vicino al Cremlino per commemorare il primo anno della protesta nella vicina Ucraina, che spodestò il presidente filorusso, e per promettere che lo stesso non accadrà mai in Russia. I manifestanti, molti dei quali in uniforme da combattimento, hanno sventolato bandiere russe ed esibito il nastro arancione e nero di San Giorgio, simbolo della vittoria russa sui nazisti, adottato come contrassegno d'onore dai separatisti russi ucraini.
Molti slogan parlavano chiaro "Non abbiamo bisogno dell'ideologia occidentale e delle parate di gay" si leggeva su un altro cartellone, mentre una colonne di cosacchi marciava dietro lo striscione "Maidan è una malattia, la cureremo". "Putinismo per sempre" era scritto sul cartellone brandito da un'anziana signora.
Nato qualche settimana fa, il movimento che ha organizzato la marcia, Anti-Maidan, comprende motociclisti, cosacchi, veterani delle guerre di Afghanistan e Cecenia, alcuni dei quali hanno combattuto accanto ai ribelli ucraini. "L'esempio ucraino ci ha insegnato molto, non consentiremo una Maidan nel nostro Paese!" è stato lo slogan dell'organizzazione.
Il linguaggio degli Anti-Maidan in piazza è stato molto emotivo, aggressivo, mirato a scaldare la folla in un evento che sembrava avere una sua coreografia a sostegno di Putin, che accusa l'Occidente di aver provocato i moti in Ucraina. "Vi chiedo di unirvi attorno al presidente russo in un momento in cui i nemici della Russia si stanno mobilitando" ha detto dal palco Alexander Zaldostanov, capo della gang di motociclisti Lupi della Notte,
Insomma Putin è un "dittatore" solo in Occidente.
Si nota che questi "dittatori" che i media occidentali sanno trovare come risorse rinnovabili sono tutte persone elette democraticamente e nella quale il popolo stesso di quella nazione si sente rappresentato.

La macchina mediatica Occidentale però ha saputo anche fare di meglio con il legittimo presidente del Venezuela, Nicolas Maduro.
Il New York Times ha mostrato alcune settimane fa un degradante editoriale e classificato il presidente venezuelano Maduro, con l'etichettatura tipica americana "irregolare e dispotico", un altro quotidiano attraverso l'Atlantico accusan il Presidente dell'Assemblea Nazionale del Venezuela, Diosdado Cabello, la più potente figura politica nel paese dopo Maduro, di essere un boss dei narcotici.
Mentre questo tipo di campagna coordinata mediatica contro il Venezuela non è nuovo - supportando il sempre ritratto ex presidente venezuelano Hugo Chavez, eletto presidente per quattro volte dalla schiacciante maggioranza, come un dittatore tirannico che sta distruggendo il paese - è chiaramente più intensa e ad un ritmo più rapido.
Il Venezuela in questo periodo soffre di un piombo improvviso e drammatico dei prezzi del petrolio.
L'economia dipendente dal petrolio del paese è fortemente contratta e il governo sta prendendo misure per riorganizzare il bilancio e garantire l'accesso ai servizi di base e beni, ma le persone sono ancora in difficoltà.
A differenza della rappresentazione distorta del The New York Times, i venezuelani non stanno morendo di fame, senza casa o soffrono di disoccupazione di massa, quanto paesi come la Grecia e la Spagna hanno sperimentato nel quadro delle politiche di austerità.
Nonostante alcune carenze - alcuni causati dei controlli valutari e altri con intenzionale accaparramento, sabotaggio o di contrabbando - il 95% dei venezuelani consumano tre pasti al giorno, una quantità che è raddoppiato dal 1990.
Il tasso di disoccupazione è inferiore al 6% e l'alloggio è sovvenzionato dallo Stato.

Quello che viene ricostruito mediaticamente nell'informazione occidentale riguardo altri sistemi di governo è una sorta di comunicazione che trascura i fatti positivi di un paese e del suo sistema di governo e ne risalta invece quelli negativi, spesso aggiungendo anche qualcosa in più non veritiero, come si può osservare nel caso del presidente russo di cui abbiamo discusso sopra.
La stessa vicenda ucraina è stata ricostruita su basi non reali sia di quello che vuole la popolazione ucraina, sia del suo legittimo presidente destituito con il caos di piazza Maidan.

Ancora una volta e l'ennesima i media hanno descritto l'ex presidente ucraino Viktor Yanukovich come un dittatore, si tratta di un fatto reale?
Durante la caduta del governo di Viktor Yanukovich, i media occidentali hanno cominciato a mitragliare come con la caduta del governo di Ghedaffi i classici titoli che distorcono la realtà dei fatti:
-Ukraine: 'The dictatorship has fallen.' (qui)
-"Viktor Ianukovich sembra aver perso ogni potere: il presidente aspirante dittatore che ha tentato di soffocare con la violenza prima le proteste pacifiche e poi una rivolta che pacifica non era più.." (qui)
-Viktor Yanukovich, il dittatore ucraino che viveva nel lusso (qui)
A differenza di alcuni dittatori, Viktor Yankunovich era tutt'altro che il regime corrotto che molti giornalisti hanno sottolineato, ma la sua presidenza è stata appoggiata e sostenuta da normali elezioni democratiche.
Ha ricoperto la carica di Primo ministro per tre volte: dal 2002 al 2004, dal 2004 al 2005 e dal 10 agosto 2006 al 18 dicembre 2007. È anche il leader del Partito delle Regioni, uno dei principali partiti del paese.
Il 3 ottobre 2014 ha ottenuto la cittadinanza russa.
È stato governatore della sua regione natale, l'Oblast di Donec'k, dal 1997 al 2002, ed è stato uno dei candidati alle elezioni presidenziali del 2004; sconfitto da Viktor Juščenko, è in seguito tornato a occupare la carica di Primo Ministro (dal 10 agosto 2006 al 18 settembre 2007).
Nel 2010 ha vinto le elezioni presidenziali contro la sfidante Julija Tymošenko.
Quando ha deciso di non ratificare il trattato di adesione all'Unione Europea e si è avvicinato più alla Federazione Russa manifestanti e estremisti fanatici hanno scatenato l'inferno per poi essere abbattuti da ignoti cecchini collocati sui tetti degli edifici.
Il primo errore in tutto ciò sta nel fatto che i media hanno detto che la maggioranza della popolazione ucraina voleva entrare a far parte dell'Unione Europea.
Secondo un sondaggio di gennaio, il 45% degli ucraini sosteneva le proteste dell'Euromaidan, mentre il 48% le disapprovava.
Effettivamente qui di nota un chiaro divario dell'opinione pubblica secondo la quale metà di essa voleva aderire all'Unione Europea mentre un'altra metà era divisa tra l'adesione all'Unone doganale Russia, Bielorussia, Kazakistan o altre minoranze.
E' chiara una cosa, la propaganda occidentale è un sistema politico di controllo dell'informazione che non fornisce le informazioni in modo imparziale ma con lo scopo di condizionare l'opinione pubblica e portarla più facilmente a credere che sistemi di governo democratici sono diventati regimi dittatoriali per il fatto che appoggiano la Federazione Russa e non altri sistemi di governo.
Controllare i mezzi di informazione ed escludere pareri contrastanti di altri paesi dai mezzi di comunicazione sono i mezzi principali con la quale gli Stati Uniti portano l'opinione pubblica ad appoggiaree la propria causa.

L'avvocato Eva Golinger descrive come "molto preoccupante" che gli Stati Uniti stanzino miliardi di dollari nel tentativo di "combattere e contrastare la Russia". Secondo la Golinger, che ha analizzato il progetto di bilancio federale degli Stati Uniti per il 2016, una delle priorità strategiche della nazione americana, è "contenere e combattere" l'influenza del canale RT.
Come Eva Golinger ha segnalato, "è molto preoccupante" l'inclusione in questo bilancio del Consiglio Superiore per la Comunicazione Audiovisiva (BBG, il suo acronimo in inglese), il cui direttore ha recentemente attaccato RT .
"In questo bilancio che inizia nel mese di ottobre di quest'anno più di 750 milioni sono stanziati per contrastare [ciò che l'America considera] la propaganda russa. Questo è esattamente il canale RT. Stanno stanziando una grossa somma di denaro per differenti iniziative volte a contenere l'influenza che questo canale e altri media russi hanno a livello globale"

Golinger ha detto che il bilancio degli Stati Uniti 2016 ha un "tono abbastanza duro nei confronti della Russia" . Dal documento analizzato dall'avvocato, diventa chiaro che la Russia "è una delle priorità di politica estera" e che Washington è intenzionata a combattere ciò che definisce 'aggressione russa'.

Mosca sta guadagnando sempre più un ruolo indesiderabile nella politica estera degli Stati Uniti e il progetto di bilancio federale dell presidente Barack Obama fa numerosi riferimenti "all'aggressione e alla pressione russa".
Ad inizio febbraio, il presidente americano Barack Obama ha inviato al Congresso il suo progetto di bilancio di quasi quattro miliardi di dollari per l'anno fiscale 2016, che prevede l'opposizione alla Russia come una priorità. Il bilancio "tiene conto delle azioni aggressive della Russia in Europa, e include proposte di sostegno politico, economico e militare per gli alleati della NATO e dei paesi partner europei", si legge nel documento.
Possiamo quindi notare come la Macchina della Discordia sia il principale mezzo con cui gli Stati Uniti distorcono l'opinione pubblica sulla realtà dei fatti arrivando a condizionare anche risultati politici in Europa e sopratutto innescare guerre come quella in Ucraina dalla quale sembra dipendere la propria economia e sopratutto risollevarsi.
Sembrerebbe che Vidal Gore, quando sosteneva che l'industria e l'economia americana si basavano sulle guerre, avesse superato se stesso e l'attuale amministrazione di Barack Obama ha portato fuori gli Stati Uniti dalla crisi economica solo dopo la Primavera Araba.
Nella sostanza Washington, per estendere la propria egemonia imperialista nel ventesimo secolo, ha avuto sempre la necessità di creare una forza del male per poi presentarla sotto le forme di un pericolo mortale all'opinione pubblica interna e scatenare la sempiterna guerra per la (loro) libertà e la democrazia. Così, via via, nell'ordine: Hitler, l'Unione Sovietica, oggi l'Islam e, attraverso i pretesti di Osama bin Laden e delle armi di distruzione di massa irachene, un presunto terrorismo, dai contorni apocalittici ma nella sostanza poco definito, da esso derivante.
Adesso gli USA col sostegno, e in sostegno, di Israele potrebbero dichiarare guerra a oltre un miliardo di musulmani nel mondo.
E ancora, non bisogna dimenticare mai la spregevole politica, questa sì terroristica, che gli Stati Uniti hanno condotto da sempre nel Sud e nel Centro America.
Sarebbe poco alla volta necessario che l'Europa cominciasse ad allentare la presenza americana dalla sua politica e dal suo territorio e ne impedisse l'aggressione dell'Ucraina.






Fonti:
http://xoomer.virgilio.it/parmanelweb/affare.htm
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/1356047/Euro-federalists-financed-by-US-spy-chiefs.html
http://expianetadidio.blogspot.it/2014/12/il-doppio-gioco-dellimpero-occidentale.html
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/la-resistenza-bulgara-limportanza-del.html
http://www.repubblica.it/esteri/2014/06/04/news/siria_assad_rieletto_presidente_con_l_88_-88077831/
http://www.thepostinternazionale.it/mondo/bielorussia/l-ultima-dittatura-d-europa
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/01/loccidente-prepara-un-clima-di-odio.html
http://m.tiscali.it/articolo.php?article=http%3A%2F%2Fnotizie.tiscali.it%2Festeri%2Ffeeds%2F15%2F02%2F21%2Ft_02_20150221_000028.html
http://www.blitzquotidiano.it/politica-europea/putin-documentario-tedesco-ex-ubriacone-se-fatto-lifting-picchiava-moglie-2106697/
http://nazioneurasia.blogspot.it/2015/02/venezuela-un-colpo-di-stato-in-tempo.html
http://www.faustobiloslavo.eu/articolid.php?id=30554
http://actualidad.rt.com/actualidad/166015-golinger-eeuu-millones-contener-rusia
http://avanguardia.altervista.org/Le%20menzogne.htm



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