ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


venerdì 21 novembre 2014

CONTINUE BUFERE DI NEVE SENZA PRECEDENTI NEGLI STATI UNITI



Le nevicate non danno tregua allo Stato di New York.
 Una seconda ondata di ‘lake effect snow’ sta imperversando in particolare nella zona gia’ colpita di Buffalo, non lontano dalle cascate del Niagara, con un altro metro e mezzo di neve previsto per le prossime ore. Intanto le autorita’ hanno confermato che le vittime sono almeno otto. L’ultima e’ un uomo sulla sessantina con problemi di cuore colpito da infarto mentre era alla guida di uno spazzaneve. La tempesta ha gia’ portato piu’ neve di quanto di solito se ne vede in un’intera stagione e molte abitazioni sono letteralmente sepolte. Il peso della neve sui tetti – spiegano i soccorritori – equivale a quello di tre furgoni.
La tempesta, che sta interessando l’intera regione dei Grandi Laghi al confine col Canada, e’ senza precedenti negli ultimi anni. Le temperature sono ben al di sotto dello zero. Sembra migliorare invece la circolazione stradale, e il governatore Andrew Cuomo ha annunciato che parte della statale che attraversa lo stato di New York da est a ovest e’ stata riaperta e non ci sono piu’ vetture bloccate dalla neve. L’ondata di gelo e’ arrivata anche nella Grande Mela dove pero’ al momento non e’ prevista neve.
Intanto però a Buffalo c’è grande preoccupazione per i prossimi giorni: le previsioni annunciano pioggia ed un innalzamento delle temperature nel weekend, con probabile rischio di inondazioni a causa delle neve che si scioglierà nelle strade. “E’ stata una forza della natura” ha affermato il deputato Richard Tobe durante una conferenza svoltasi stamattina riferendosi alla bufera di neve. Lo stesso Tobe ha poi aggiunto: “siamo stati preparati ma la tempesta che è arrivata è stata gigantesca e persistente”.

David Zaff del servizio meteorologico nazionale ha dichiarato che la tempesta di neve si è mossa sulla città di Buffalo da nord verso sud, mandando il traffico in tilt e bloccando centinaia di automobilisti sulle strade e nelle abitazioni e luoghi di lavoro.
Tom Wilson, ad esempio, ha condiviso la cena con i suoi colleghi dato che è rimasto bloccato nel suo magazzino per 36 ore. “ Ho dormito su di un panca e sulle sedie dell’ufficio” ha dichiarato Wilson, “poi ho trovato dei cuscini e li ho accatastati per dormire”.
Altre persone hanno dovuto lasciare le loro case che altrimenti sarebbero rimasti schiacciati per il crollo dei tetti dovuto al peso della neve.
Anche lo stadio Ralph Wilson è stato sommerso della neve, circa 220,000 tonnellate da rimuovere prima delle gare di domenica. La Squadra ha offerto incentivi per chiunque aiuti a spalare la neve in tempo per le gare.
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La neve più abbondante caduta in questa nevicata sulla città di Buffalo è stata circa 1 metro e 20 cm, un dato registrato a Cheektowaga. David Church del servizio meteo nazionale ha detto che gli esperti non hanno ancora stabilito la quantità di neve caduta complessivamente su Buffalo, ma si aggira intorno al metro e mezzo caduta in 24 ore.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2014/11/bufere-di-neve-senza-tregua-negli-usa-buffalo-e-sommersa-foto-incubo-inondazioni-nel-weekend/354662/

giovedì 20 novembre 2014

MEDIORIENTE: LA BASI USA ALLA PORTATA DEI MISSILI IRANIANI

da: Aurora

Un confronto militare Iran – USA è possibile? Sì, se Stati Uniti o Israele si permettono di bombardare i siti nucleari iraniani… Questa settimana si è tenuta in Iran una serie di conferenze e di interventi dedicati alla potenza missilistica iraniana. Il Paese, come tutti sanno, ha missili di breve, medio e lungo raggio in grado di colpire obiettivi in Israele, ma anche nel Golfo Persico dove gli obiettivi dell’Iran, naturalmente, sono le basi degli Stati Uniti. Il comando delle forze armate iraniane ha annunciato di non aver sentito, per il momento, la necessità di ampliare la gittata dei suoi missili ad oltre 2000 km, essendo gli obiettivi israeliani a 1200 km dal confine iraniano, e le basi militari statunitensi ancor più vicine. Ma quali sono le basi militari degli Stati Uniti sotto tiro?
Oman: base Thumrayt, a 963 chilometri dal confine iraniano
Kirghizistan: aeroporto militare di Manas a 1344 km dall’Iran
Pakistan: base aerea Shamsi, a 199 km dall’Iran
Pakistan: base aerea Sahbaz, a 527 km dall’Iran
Afghanistan: aeroporto di Bagram a 730 km dall’Iran. Vi sono 4 basi militari e principale stazione per aerei da trasporto e caccia statunitensi
Turchia: base aerea Incirlik, a 875 km dall’Iran (base degli Stati Uniti dal 1980)
Quwayt: base Ali al-Salim, a 115 km dal confine iraniano. Questa base è sede di due basi aeree e una terrestre delle forze USA
Qatar: base aerea al-Adid a 278 km dall’Iran. Superbase degli USA nella regione per i bombardieri B-1
Bahrayn: base aera Shayq Isa a 238 km dell’Iran, con due piste di decollo di 3800 metri. Gli aeromobili presenti sono C-17, P-3F Orion ed F16
Bahrayn: V Flotta degli Stati Uniti, a 200 chilometri dall’Iran. Ospita numerose navi da guerra degli USA
Emirati Arabi Uniti: base aerea al-Dhafra a 253 km dalle coste e a 184 km dalle isole iraniane. Questa base è dotata di due piste di atterraggio di 4200 metri, vi sono presenti aerei statunitensi.

RUSSIA E CINA UNITI ANCHE NELLA COOPERAZIONE MILITARE


Il Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, è arrivato in visita ufficiale in Cina, dove incontrerà i funzionari militari ed il Governo della Repubblica, partecipando ad una riunione della commissione russo-cinese per la cooperazione tecnico-militare. La notizia è stata resa nota dal Generale Igor Konashenkov, Portavoce del Ministero della Difesa.
"Durante il suo soggiorno a Pechino, il Ministro della Difesa russo parteciperà a riunioni con il Ministro della Difesa cinese, il Generale Chang Wanquan. Si prevede che il Ministro della Difesa russo sarà ricevuto dal Primo Ministro cinese Li Keqiang.", ha detto il Generale Konashenkov, che accompagna Shoigu nel suo viaggio.
"Nel corso della riunione saranno discusse questioni di sicurezza internazionale e regionale, questioni militari bilaterali e cooperazione tecnico-militare.", ha specificato Konashenkov.
"Durante la sessione, si discuteranno i piani per prendere in considerazione i risultati dei lavori della commissione nel corso dell'anno passato e determinare le attività prioritarie per un'ulteriore cooperazione tra la Russia e la Cina nel settore tecnico-militare.", ha detto concludendo Konashenkov.

Fonte:http://vladimirputinitalianfanclub.blogspot.it/2014/11/ufficiali-russi-e-cinesi-si-riuniscono.html

PUTIN: GLI USA VORREBBERO SOTTOMETTERE LA RUSSIA, MA NESSUNO CI E' MAI RIUSCITO


Durante il suo discorso al Forum del Fronte Popolare della Russia, il Presidente Vladimir Putin, rispondendo ad un commento del regista Yuri Kara (il quale sosteneva che gli Stati Uniti starebbero cercando di umiliare la Russia), ha lanciato un messaggio forte e chiaro per tutti:
"Non è così. Gli Stati Uniti non stanno cercando di umiliarci, vogliono sottometterci, per risolvere i loro problemi a nostre spese. Per farci soccombere alla loro influenza. Ma nessuno è mai riuscito a raggiungere tale obiettivo nei rapporti con la Russia e nessuno mai lo farà.", ha detto Putin, conquistandosi gli applausi del pubblico presente.


Fonte:http://vladimirputinitalianfanclub.blogspot.it/2014/11/messaggio-forte-da-putin-gli-usa.html

SE L'UNIONE EUROPEA AMPLIERA' LE SANZIONI SULLA RUSSIA CI SARANNO SIGNIFICATIVE RITORSIONI


Il Presidente della Commissione Affari Esteri della Duma di Stato, Alexey Pushkov, oggi ha dichiarato che se l'Unione Europea espanderà le sue sanzioni contro la Russia, quest'ultima sarà in grado di elaborare una "significativa" rappresaglia.
Pushkov, durante la conferenza stampa odierna, ha testualmente dichiarato: "La Russia non ha mai negato che se le sanzioni dell'Unione europea si espandono, possono essere adottate ulteriori contromisure. A questo punto, non vorrei ipotizzare che tipo di misure potrebbero derivarne. In generale, siamo contrari ad uno scambio di sanzioni. Crediamo che danneggiano entrambe le economie, della Russia e dell'Unione Europea. Tuttavia, se le sanzioni contro la Russia diventano più ampie, credo che la Russia adotterà provvedimenti significativi.".

Fonte:http://vladimirputinitalianfanclub.blogspot.it/2014/11/pushkov-se-lue-ampliera-le-sue-sanzioni.html

martedì 18 novembre 2014

GIAPPONE: A OKINAWA ELETTO GOVERNATORE CONTRO L'OCCUPAZIONE AMERICANA


Gli elettori di Okinawa in Giappone lasciano la sfida agli Stati Uniti eleggendo come nuovo governatore Takeshi Onaga, un politico che aveva basato la sua campagna sul programma di ridurrre la presenza americana sul territorio dell'isola.
Il voto, che era considerato dagli analisti una sorta di vero e proprio referendum sul tema e un test decisivo sulle relazioni tra Giappone e stati uniti, ha visto Onaga prevalere in modo netto sul governatore uscente Hirokazu Nakaima.
Okinawa è una base chiave per la strategia statunitense nell'Asia Pacifico.
Ospita più di metà dei 47mila soldati americani che sono dislocati in Giappone.
E, in un momento di crescenti tensioni nella regione, non se ne parla di eventuali chiusure.
La presenza militare americana provoca continue tensioni nei rapporti con la popolazione locale, che si lamenta dei rumori, dei rischi d'incidente, dei periodici reati commessi dai militari a stelle e striscie.
Tra questi, in passato ci sono stati anche stupri.
La vittoria di Onaga rischia di diventare un problema politico per Abe, che sarebbe costretto a bypassare le autorità locali, rischiando di essere accusato di essere autoritario. Questo in un momento in cui il primo ministro s'appresta ad annunciare elezioni anticipate.
Okinawa e le Ryukyu, che erano un regno indipendente, furono annesse dal Giappone nel XIX secolo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Okinawa è stata posta sotto il diretto governo degli Stati uniti, fino al 1972, quando è stata restituita al Giappone.

Fonte:http://notizie.tiscali.it/esteri/feeds/14/11/17/t_02_20141117_000006.html?esteri

IL BLOCCO ECONOMICO DI KIEV CONTRO NUOVA RUSSIA E' STATO L'ENNESIMO GRAVE ERRORE


Durante il vertice dei G20, Putin ha detto ai giornalisti che la decisione dell'Ucraina di tagliare i legami economici con le aree controllate dai ribelli smettendo di finanziare i servizi pubblici locali è un grosso errore che non aiuta la gente del posto a guadagnare fiducia nei confronti di Kiev.
"Non capisco il motivo per cui le autorità di Kiev stanno tagliando fuori quei territori con le proprie mani. Uno potrebbe supporre che sia per risparmiare denaro. Ma non è nè il tempo nè il caso di risparmiare denaro.", ha commentato Putin.
Putin ha paragonato la faccenda di Kiev con le regioni di Donetsk e Lugansk, con il conflitto armato della Russia nella Repubblica cecena scoppiato a più riprese a partire dai primi anni 1990 e ufficialmente conclusosi nel mese di Aprile del 2009. Egli ha commentato dicendo che "Anche nei momenti peggiori, Mosca non si è mai fermata a pagare le pensioni ed altre prestazioni e benefici sociali verso il popolo ceceno".
"In alcuni momenti le persone che erano in controllo ci sottraevano il denaro e se ne servivano per scopi tutt'altro che nobili. Ma ce l'abbiamo fatta grazie ai nostri obblighi morali verso la gente comune. E alla fine si è rivelato essere la decisione giusta, visto che i ceceni hanno apprezzato ciò che la Russia ha fatto per sostenere la gente comune.", ha commentato Putin ricordando la questione cecena.

Fonte:http://vladimirputinitalianfanclub.blogspot.it/2014/11/putin-il-blocco-economico-di-kiev.html

LE SANZIONI DELLA OCCIDENTALI NON INTACCANO LA RUSSIA


Il Rappresentante permanente della Russia presso l'OSCE, Andrey Kelin, oggi durante un'intervista per il canale TV russo "Rossiya 24", ha detto che le sanzioni imposte dall'occidente non stanno avendo alcun impatto sulla politica estera della Russia, anzi, tale politica verrà continuata ulteriormente e sarà portata verso il risultato pre-stabilito.
Questa mattina a Bruxelles, l'UE ha discusso la sua lista nera delle persone russe a cui è proibito l'ingresso nei paesi europei.
"La lista UE pare allungarsi. Durante il giorno i miei colleghi occidentali venivano a chiedermi in che modo le sanzioni ci stessero influenzando.", ha detto Kelin, aggiungendo che la sua risposta era prevedibile: "Le sanzioni non hanno assolutamente alcun impatto sulla linea di politica estera. Essa è rimasta invariata e sarà proseguita fino al raggiungimento del risultato pre-stabilito.", ha sottolineato Kelin.

Fonte:http://vladimirputinitalianfanclub.blogspot.it/

CANARIE: AGGESSIONE DI GREENPEACE CONTRO UNA NAVE DI ESPLORAZIONE PETROLIFERA

Un’attivista italiana di Greenpeace di 21 anni è rimasta ferita a causa dello scontro tra il gommone e un’imbarcazione della Marina spagnola che lo avrebbe speronato dopo che gli ambientalisti cercavano di assaltare la nave da trivellazione Rowan Reinassance che, per conto dell’azienda spagnola Repsol, intende effettuare trivellazioni esplorative al largo delle isole di Lanzarote e Fuerteventura, nell’arcipelago delle Canarie.

Diverse altre volte attivisti appartenenti a questo controverso movimento ambientalista si sono visti responsabili di aggressioni e assalti illegali a navi di ricerca petrolifere.
Lo scorso anno nella Federazione Russa ci fu un'altro assalto da parte di altri militanti a Gazprom.
Tale aggressione avvenuta dopo che la nave Arctic Sunrise era salpata illegalmente in acque territoriali russe, ha portato all'arresto di trenta militanti che si sono resi responsabili dell'attacco, tra cui un attivista italiano, in seguito graziato con l'aministia.

INTERESSANTE DOCUMENTARIO SULLA POLITICA RUSSA

giovedì 13 novembre 2014

UNA FASE DI RAFFREDDAMENTO CLIMATICO INIZIATA 4000 ANNI FA





La ricerca scientifica sta intensificando l'idea che una nuova Piccola Età del Ghiaccio è incombente.
L'ultima di queste ha colpito da circa il 1250 ed è durata 660 anni.
E 'stata soprannominata la "Piccola Età del Ghiaccio".
In Canada, ha avuto un enorme impatto su tutto, dalla resa delle colture ai cambiamenti degli ecosistemi.
"La Piccola Età del Ghiaccio ha diminuito il numero di giorni senza gelo e alterato la composizione delle foreste", afferma un rapporto dei geografi della York University, Celina e Ian Campbell.
Questa ha portato ad un raffreddamento medio apparentemente di 1-2 gradi centigradi, riferiscono i climatologi.
Ma il suo impatto è stato enorme.
Gli storici la chiamano la "crisi generale" a causa del suo enorme impatto: i raccolti sono diminuiti "disastrosamente."
I recenti sviluppi meteorologici ed altro hanno spinto alcuni ricercatori a prevedere che un altra Piccola Età del Ghiaccio sta probabilmente iniziando a prendere forma. Secondo Habibulla Abdusamatov, un astrofisico dell'Accademia Russa delle Scienze, l'emisfero settentrionale si sta raffreddando dal 1990 e del 2014 pone le basi per una completa Piccola Età del Ghiaccio entro il 2055.
Secondo il Centro Nazionale Oceanico, il Nord Atlantico si sta raffreddando rapidamente a causa del fatto che la circolazione calda da nord delle caldoe acque subtropicali è diminuita drasticamente, impattando sul sistema di circolazione dell'Oceano Atlantico. Il Rutgers University Global Snow Laboratory riporta che la copertura nevosa dell'emisfero settentrionale è aumentata in modo significativo dal 1998; raggiungendo 46,81 milioni di chilometri quadrati nel 2014.
Secondo la NASA, il ciclo solare, che raggiungerà il picco nel 2022, è tra i più deboli in secoli e implementerà il raffreddamento.
In Nord America, il National Climate Data Center ha riferito che da dicembre 2013 a marzo 2014 sono stati i più freddi quattro mesi consecutivi mai registrati nella maggior parte dell'Europa centrale e nell'area orientale del Nord America.
La copertura di ghiaccio sui Grandi Laghi è stata la copertura di ghiaccio più grande mai registrato e il Great Lakes Environmental Research Laboratory, dice la seconda più estesa ai primi di aprile "cancella tutti i record precedenti" al 700 per cento superiore al normale.
Le Piccole Età del Ghiaccio non sono così imponenti come le ere glaciali.
Le "ere glaciali si verificano con una certa regolarità, con un relativamente breve periodo interglaciale (in mezzo)", ha spiegato Gerald March, ricercatore presso il Laboratorio Nazionale di Argonne.
"Ci sono state alcuni glaciazioni fino circa 2,75 milioni di anni fa ... (e la maggior parte) è durata circa 100.000 anni." ha aggiunto inoltre che prima delle glaciazioni, la Terra era più calda di quella attuale.
Al suo apice, la più recente glaciazione (glaciazione Wisconsin) copriva gran parte del Canada e l'Europa con migliaia di metri di ghiaccio di spessore.
Le temperature quando la glaciazione è diminuita gradualmente erano 5-6 gradi centigradi più fredde rispetto a quelle attuali.
Il clima è stato enormemente variabile in Canada nel corso del tempo.
Circa 100.000 anni fa, le temperature erano più fredde di adesso, e 40.000 anni fa, molto più fresche. Da 18.000 a 15.000 anni fa, la glaciazione Wisconsin era in pieno vigore.
Circa 8000 anni fa, il riscaldamento si intensificato e il clima era di circa 2 C più caldo di adesso.
Ma un altra fase di raffreddamento è iniziata circa 4.000 anni fa.
Secondo il Museo Archeologico dell'Ontario, questi ultimi periodi più freddi hannp prodotte boschi di abete rosso della tundra quanto a sud fino a sud dell'Ontario, dove i caribù vagavano.
Naturalmente, il brutale inverno del 2013-14 è stato un'anomalia.
Ma, il National Oceanic and Atmospheric Administration avverte che le condizioni atmosferiche che hanno generato quel miserabile inverno in gran parte del Nord America ci saranno probabilmente anche il prossimo inverno.

Fonte:http://www.sott.net/article/277745-Think-the-past-winter-was-bad-Get-ready-for-mini-Ice-Age

QUANDO LA GROENLANDIA ERA VERDE IN TEMPI PIÙ CALDI





I ghiacciai sono comunemente pensati per funzionare come una levigatrice a nastro.
Quando si muovono sulla terra raschiano via tutto, vegetazione, suolo, e anche lo strato superiore del substrato roccioso.
Così gli scienziati erano molto sorpresi di scoprire un antico paesaggio della tundra conservato sotto la calotta glaciale della Groenlandia, sotto due chilometri di ghiaccio.
"Abbiamo trovato suolo organico che è stato congelato al fondo dello strato di ghiaccio per 2 milioni e 700 mila anni", ha detto Paul Bierman, geologo della University of Vermont, fornendo una forte evidenza che la calotta glaciale della Groenlandia si è protratta molto più a lungo di quanto precedentemente noto attraversando diversi periodi di riscaldamento globale.
Ha guidato un team internazionale di scienziati che hanno segnalato la loro scoperta il 17 aprile sulla rivista Science.
La Groenlandia è un luogo di grande interesse per gli scienziati e politici in quanto la stabilità futura del suo enorme strato di ghiaccio delle dimensioni di Alaska, e secondo solo all'Antartide, avrà un'influenza fondamentale sul livello globale del mare.
"L'antico terreno sotto la calotta glaciale della Groenlandia aiuta a svelare un mistero importante che circonda il cambiamento climatico", ha detto Dylan Rood un co-autore del nuovo studio della Scotland University e l'Università della California, Santa Barbara, "come hanno fatto le grandi lastre di ghiaccio a sciogliersi e svilupparsi in risposta ai cambiamenti di temperatura? "
La nuova scoperta indica che anche nei periodi più caldi da quando la calotta di ghiaccio era formata, il centro della Groenlandia è rimasto stabile; "E 'probabile che non si scioglierà completamente in qualsiasi momento", ha detto Bierman del Vermont.
Questo ha permesso ad paesaggio della tundra di essere rinchiuso, ma non modificata, sotto il ghiaccio attraverso milioni di anni di riscaldamento globale e raffreddamento.

Questo è un pezzo del nucleo di ghiaccio GISP2 che mostra limo e sabbia incastonati nel ghiaccio.

"La conoscenza tradizionale sui ghiacciai è che sono molto potenti agenti di erosione e possono spogliare efficacemente un paesaggio", ha detto il co-autore Lee Corbett, uno studente laureato UVM che ha preparato i campioni di ghiaccio limosi per l'analisi. Invece, "noi dimostriamo che la calotta glaciale della Groenlandia non agisce come un agente di erosione; infatti, al suo centro, è incredibilmente poco erosa sin dal suo inizio quasi tre milioni di anni fa. "
Invece di raschiare e scolpire il paesaggio, lo strato di ghiaccio è stato congelato a terra ", un frigorifero che ha conservato questo paesaggio antico", ha detto Bierman.
Gli scienziati hanno testato diciassette campioni di "ghiaccio sporco" dai quaranta piedi del nucleo di ghiaccio GISP2 da 10.019 piedi estratto dalla Summit, Groenlandia, nel 1993.
"In 20 anni, solo poche persone avevano guardato duramente i sedimenti dal fondo del nucleo ", ha detto Bierman.
Da questo sedimento, lui e un gruppo di ricercatori dell'Università di cosmogenica Nuclide Laboratorio del Vermont ha estratto una rara forma di berillio, un isotopo chiamato berillio-10.
Formato dai raggi cosmici, cade dal cielo e si attacca alla roccia e al suolo.
Il suolo è più esposto sulla superficie terrestre, quindi maggiori quantità di berillio-10 si accumulano.
Misurare quanto sia al suolo o in una roccia dà ai geologi una sorta di cronologia dell'esposizione.
I ricercatori si aspettavano di trovare solo il terreno eroso dalla roccia del ghiacciaio con zone erose nel sedimento sul fondo del nucleo di ghiaccio.
"Così abbiamo pensato che stavamo andando alla ricerca di un ago nel pagliaio", ha detto Bierman.
Hanno progettato per lavorare diligentemente per trovare infinitamente piccole quantità di berillio per comprendere quanto il paesaggio sotto lo strato di ghiaccio non era stato esposto al cielo.
"Si è scoperto che abbiamo trovato un elefante in un pagliaio", ha detto; il limo aveva molto elevate concentrazioni di isotopi quando la squadra l'ha misurato su un acceleratore di particelle presso il Lawrence Livermore National Laboratory.
"Su base globale, troviamo solo questi tipi di concentrazioni di berillio in terreni che si sono sviluppate nel corso da centinaia di migliaia a milioni di anni", ha detto Joseph Graly, che ha analizzato i dati di berillio, presso l'Università del Vermont.
La nuova ricerca, sostenuta da un finanziamento della National Science Foundation, dimostra che "il terreno era stato stabile ed esposto alla superficie di un posto tra i 200.000 e il milione anni prima di essere coperto dal ghiaccio", osserva Ben Crosby, membro della ricerca Squadra da Idaho State University.
Per aiutare a interpretare questi risultati inattesi, il team ha anche misurato l'azoto e il carbonio che avrebbe potuto essere lasciato dal materiale vegetale nel campione nucleo.
"Il fatto che la quantità misurabile di materiale organico è stato trovato nel ghiaccio limoso indica che il terreno deve essere presente sotto il ghiaccio," ha detto il co-autore Andrea Lini presso l'Università del Vermont e la sua composizione suggerisce che il paesaggio pre-glaciale potrebbe essere stato una tundra parzialmente boscosa.
"La Groenlandia era davvero verde! Tuttavia, era milioni di anni fa ", ha detto Rood,« la Groenlandia sembrava la tundra dell'Alaska, prima che fosse coperto dal secondo più grande corpo di ghiaccio sulla Terra.
"Per confermare le loro scoperte su questo antico paesaggio, i ricercatori hanno misurato anche i livelli di berillio in un moderno permafrost della tundra del suolo sul North Slope dell'Alaska.
"I valori erano molto simili", ha detto Bierman, "il che ci ha reso più sicuri che quello che abbiamo trovato sotto la Groenlandia era suolo della tundra."
Molti geologi sono alla ricerca di una visione a lungo termine della storia della calotta glaciale della Groenlandia, tra cui come si muove e ha modellato il paesaggio sottostante, con un occhio verso una migliore comprensione del suo comportamento futuro.



Fonte:http://wattsupwiththat.com/2014/04/17/when-greenland-was-green-in-warmer-times/

UN SILENZIOSO RAFFREDDAMENTO CLIMATICO





La Piccola Età del Ghiaccio non è più cominciata! L'Europa quest'anno si è crogiolata in un'inverno particolarmente caldo e piovoso mentre il mese di marzo ha assistito ad un periodo di temperature insolitamente alte.
Quindi possiamo dire che la teoria del riscaldamento globale antropico è confermata e che le temperature anormalmente alte del periodo siano state la causa di esso?
Forse per l'osservatore locale potrebbe essere così, ma facendo un'analisi scientifica e storica dei dati oltre di quello avvenuto su scala globale abbiamo invece un'ulteriore conferma che il clima non si sta scaldando, ma i suoi effetti comprendono anche eccezionali ondate di caldo.
Esagerazioni e false interpretazioni?
No. Studi fatti ancora decenni or sono si stanno rivelando oggi più esatti dei modelli computerizzati che comprendevano addirittura l'anidride carbonica come un gas climalterante.
Nel 1975 gli scienziati del clima avevano capito che il raffreddamento globale causa condizioni meteorologiche estreme, e il riscaldamento globale provoca invece clima mite.
Il cambiamento del tempo principale rischia di accompagnare il trend di raffreddamento con aumentata variabilità alternando estremi di temperatura e delle precipitazioni in una determinata zona, e quasi sicuramente inferiori rese medie delle colture.
La causa di questa maggiore variabilità può essere meglio vista esaminando i modelli atmosferici dei venti superiori che accompagnano clima più fresco.
Durante i periodi caldi una "circolazione zonale" predomina, in cui i venti prevalenti da ovest delle zone temperate sono spazzate su lunghe distanze da pochi potenti centri di alta e bassa pressione.
Il risultato è un modello più uniformemente distribuito del tempo, che varia relativamente poco di mese in mese o stagione a stagione.
Durante i periodi climatici più freddi, invece, i venti di alta quota sono suddivise in celle irregolari con centri di pressione più deboli e più abbondanti, causando la formazione di un pattern di "circolazione meridionale".

Queste piccole cellule deboli possono ristagnare su vaste aree per molti mesi, portando clima insolitamente freddo su un lato e clima insolitamente caldo dall'altro.
Si può osservare tutto ciò con le estreme ondate di freddo polare negli Stati Uniti, mentre nel continente europeo le temperature sono pressochè miti, che ancora non hanno visto il vero inverno.

L'Europa in nel gennaio 2014

Gli Stati Uniti nel gennaio 2014
Siccità e inondazioni diventano sempre più frequenti e possono alternare stagione a stagione, come hanno fatto l'anno scorso in India.
Un'ulteriore fatto che conferma questa analisi è come queste celle che hanno portato freddo estremo negli Stati Uniti ed eccezionale caldo umido nelle regioni del Nord Europa sembrino essersi stabilizzate ben oltre gennaio ma fino a marzo continuando a portare ondate di freddo intenso nel continente americano e caldo anomalo nelle regioni europee.

Negli Stati Uniti come mostra infatti il grafico in allegato, l’intero periodo da Ottobre a Marzo 2013-14, risulta essere il più freddo dal 1899, ma, considerato l’aumento termico fisiologico nella restante parte del mese, dovrebbe risultare il più freddo dal 1912 almeno.

Allo stesso modo evidenziando il raffreddamento del continente che si sta verificando da ormai diversi decenni , gli Stati Uniti hanno vissuto il più gelido inizio di primavera da almeno 50 anni.
Tutt'altro mondo in Europa dove nel periodo di marzo le temperature oltre ad essere alquanto eccessivamente elevate hanno battuto in diverse delle principali città record che vanno attorno ai 25 C° proprio grazie ad un drastico rafforzamento dell'alta pressione africana.
In Svizzera, in particolare in Canton Ticino dove sono state esaltate dal foehn, con 26,4°C a Stabio, 26,3°C a Locarno-Monti, 25,5°C a Grono, 25,3°C a Locarno-Magadino. Notevoli anche i 22,1°C di Sion, i 20,0°C di Basilea, i 19,4°C di Ginevra e Zurigo, i 19,3°C di Berna.

Temperature del 17 marzo 2014
Non è stato da meno l'altro paese alpino per eccellenza, ovvero l'Austria, con Klagenfurt e Villach 23,9°C, Bad Gleichenberg 23,1°C, Bad Radkersburg 22,9°C, Graz 22,7°C, Obervellach 21,6°C, Dellach im Drautal 21,1°C, Lienz 20,9°C, Innsbruck 20,8°C.
Queste ondate di caldo però vista dagli attivisti ambientali, i quali ricordiamo non sono scienziati, sono il segnale che la Terra si sta riscaldando troppo a causa delle emissioni artificiali di anidride carbonica, ma purtroppo per loro i dati vanno da un'altra parte.
Dall'estremo oriente, dove la ricerca scientifica non è come negli Stati Uniti condizionata da ingenti somme di denaro che ne favoriscono settore e ne sopprimono un'altro, giungono conferma che nei prossimi vent'anni le temperature medie continueranno ad abbassarsi.
Gli scienziati russi e cinesi sono giunti alla conclusione che in Estremo Oriente nei prossimi 20 anni, la temperatura scenderà al livello del 1960 - ha detto "RIA Novosti".
Studiando i sedimenti sul fondo di Okhotsk e in Giappone, nei mari di Bering e Chukchi, gli esperti hanno identificato alla comunità scientifica il modello di alternanza di aumento e diminuzione della temperatura del clima della regione.
I fondali praticamente non sono esposti alle influenze esterne e rappresentano un materiale unico per l'analisi di vario genere.
I dati hanno permesso loro di concludere che in Estremo Oriente dopo un periodo di riscaldamento, in due decenni le letture di temperatura torneranno ad essere quelle di mezzo secolo fa - l'Estremo Oriente diventerà freddo.
Già nel 1971 era stato osservato in un'analisi dei dati dal satellite un'aumento dell'albedo dovuto alla copertura nevosa di circa il 12%.
A quanto pare hanno rilevato ampie variazioni di albedo via satellite, con un aumento del 12% in neve e ghiaccio nell'emisfero settentrionale che è iniziato nel 1971 e continuato nel 1974 quando questo articolo è stato pubblicato:

Essi sostengono che a causa dei cambiamenti di albedo che aiutano a indurre il raffreddamento, vento, siccità e precipitazioni diventeranno peggiori, molto simili affermazioni identiche fatte oggi sugli effetti del riscaldamento globale.
L'articolo sostiene inoltre, citando il dottor Reid Bryson, che ci sarebbe un aumento di incertezza sui "modelli stabili del tempo" che possono influenzare le "riserve alimentari" e ha anche affermavano allora che "gran parte di quel cambiamento era di origine umana".
Suona familiare?
L'articolo si basa su un articolo di George J. Kukla, e Helena J. Kukla del Geological dell'Osservatorio Lamont-Doherty della Columbia University.
Di sicuro prendere un'articolo scientifico e mediaticamente attribuirne la causa alle attività umane è una cosa che si fa ancora al giorno d'oggi.
In passato lo facevano, sempre erroneamente, con il Buco dell'Ozono, le piogge acide e successivamente con il Riscaldamento Globale.
Ognuna di queste affermazioni si è rivelata falsa, ma intanto ha messo in movimento abbondanti fiumi di denaro per promuovere cause.
Eppure è reale una cosa, l'effetto albedo dovuto all'aumento della copertura nevosa invernale è sensibilmente in crescita e continua ancora oggi.
Nel febbraio del 2014 è stata effettivamente registrata la seconda più estesa copertura nevosa di sempre.

Secondo il global snow Lab, della Rutgers University, l’estensione della copertura nevosa invernale misurata è stata la seconda più alta mai registrata, a 52.166.840 km2.
Questo è stato superato solo dalla seconda settimana di febbraio 1978 a circa 53.647.305 km2.

Secondo i dati della Rutgers University fino a metà febbraio, l’estensione della neve invernale misurata nell’Emisfero Settentrionale neve invernale è aumentata ad un ritmo di oltre 100.000 km2 all’anno.
Sul lungo termine questa è la tendenza effettivamente osservata, ma la seconda tendenza da considerare è l'aumento dei fenomeni meteorologici locali legati agli effetti del raffreddamento climatico, spesso con gravi danni all'agricoltura.
Nelle Isole Britanniche, la primavera è ancora assai lontana, il primo giorno della Primavera astronomica inizia come fosse il primo giorno dell’Inverno.
I meteorologi del Meteoffice britannico, infatti, hanno lanciato un allarme per una “Artic blast” (severa ondata di freddo artico), che sta per investire tutto il settore, con rischio di ghiaccio primaverile in Scozia ed Irlanda, ma anche di nevicate abbondanti su tutta la Scozia.
Si tratta di un pesante passo indietro della stagione primaverile, che aveva oramai preso piede su tutte le Isole Britanniche.

A Terranova, in Canada, in questo periodo è talmente freddo che ingenti quantità di neve hanno sepolto le case sotto uno spesso manto nevoso mentre i delfini nel mare ghiacciato stanno letteralmente morendo a branchi.

La maggior parte di un branco di delfini bianchi dal becco hanno già ceduto dopo essere stati intrappolati dal ghiaccio al largo della costa sud-ovest.
Un branco di circa 30-40 delfini si è ritrovato circondato dal ghiaccio nei pressi di Cape Ray durante il weekend e si sono spostati fino alla costa.
La situazione degli animali ha catturato l'attenzione dei residenti locali, ma i funzionari affermano che c'è poco che si può fare a causa delle condizioni climatiche e del ghiaccio.
Certamente possiamo chiamare il WWF e Greenpeace a protestare contro il riscaldamento climatico che sta minacciando queste specie, non sarebbe un bello spot per la loro causa.
Certamente però non possiamo fare a meno di osservare che anche se questo inverno è stato estremamente caldo e umido per l'Europa, in tutta la Catena Alpina invece la neve è caduta tanto abbondante da seppellire tutto quanto sotto un manto dallo spessore variabile che superava abbondantemente la media minima dei due metri.
Uno studio mostrerebbe che il regresso dei ghiacciai alpini si sarebbe fermato nel 2013, in alcuni casi i ghiacciai sono avanzati nuovamente.
L’Istituto di Glaciologia e Geofisica di Grenoble ha asserito che alcuni ghiacciai hanno aumentato il proprio volume, oppure hanno interrotto il proprio declino.
Nel 2013 vi sono stati bilanci di massa positivi su diversi ghiacciai del Monte Bianco, della Oisans e della Vanoise.

Il ghiacciaio De Bossons, sul Monte Bianco, è rimasto stabile, quest’anno, mentre la Mer del Glace e quello di Argentiere hanno avuto perdite molto ridotte.
In genere i ghiacciai del Monte Bianco hanno avuto un bilancio di massa positivo per la terza volta negli ultimi 14 anni.


Pian dei Fiacconi, sulla Marmolada, a 2.633 metri di altitudine sul livello del mare, dove si misurano più di 6 metri di neve.
Anche la seggiovia è praticamente sparita sotto una coltre nevosa da record!
Un'ulteriore fatto interessante è che anche nella regione dell'Altopiano Tibetano, in Asia, si è registrato un'aumento della massa glaciale su scala pluriannuale, in parole povere: i ghiacciai stanno guadagnando terreno.

Gli scienziati annunciano “notevole” crescita dei ghiacciai dell’Altopiano Tibetano che “è difficile da spiegare.”
Un nuovo documento pubblicato nel Journal of Geophysical Research, Terra Solida, ritiene che i ghiacciai interiori dell’Altopiano del Tibet stanno state guadagnando quantità “notevoli” di ghiaccio negli ultimi dieci anni.
Secondo gli autori, Yi Shuang e Wenke Sun, il “segnale positivo notevole (30 Gt / anno)” … “è difficile da spiegare.”
Gli autori inoltre rivelano che un ciclo di 5 anni si trova in altri asiatiche masse glaciali di alta montagna “, che può essere spiegato con l’influenza dell’ Oscillazione Artica ed El Nino.
Il documento, che è uscito proprio questa settimana (4 Mar 2014), è intitolato “Evaluation of Glacier Changes in High Mountain Asia Based on 10-year GRACE-RL05 Models.”

La stessa cosa riguarda anche la Scozia, Isole Britanniche, dove nelle catene montuose più alte lo spessore del manto nevoso è il maggiore di sempre, al punto che si prevede si continuerà a sciare anche d'estate.
Un resort che ha conosciuto il suo giorno più trafficato in un decennio, questa settimana ha svelato i piani per “sciare in estate”, se le condizioni lo consentono.
All’inizio della settimana Iain Sykes, il fondatore del Nevis Range Ski Resort ha sostenuto che il paese aveva più neve che mai nella storia dello sci lì.
Il resort ha registrato la caduta della neve per 59 giorni consecutivi.
La copertura nevosa è stata descritta come “wall-to-wall”.

La profondità media della neve si pensa sia 1,6 metri sulle pendici più basse, 4,5 metri sulle pendici superiori, con alcune aree profonde stimate essere oltre 18 m (58 ft) di profondità. (Più di 5 piani di profondità!)
Il paese non era nemmeno in grado di operare tutti i suoi impianti di risalita durante il weekend perché alcuni impianti sono ancora sepolti sotto le quantità senza precedenti di neve.
L’amministratore delegato Marian Austin ha detto: “Tutti i nostri staff hanno lavorato molto duramente in condizioni difficili e le squadre di collina sono state a scavare gli impianti di risalita a monte quasi quotidianamente.
“I nostri dati dimostrano che è nevicato in ogni periodo di 24 ore da quando abbiamo aperto per questa stagione invernale il 20 dicembre 2013, quindi abbiamo quasi dimenticato cosa vuol dire non avere la neve che cade ogni giorno.
Indubbiamente sembra che la linea della nevi, sia molto cambiata, proprio come è cambiato il Vortice Polare che durante il periodo invernale tende ad abbassarsi oltre più a Sud, spostando ulteriormente la Corrente a Getto nelle regioni più meridionali.
Sommiamo tutto ciò all'aumento delle precipitazioni, sia piovose che nevose e comprendiamo che questi fenomeni porteranno sul lungo termine un aumento della massa glaciale delle catene montuose, in tal caso favorendo l'avanzare dei ghiacciai.
Perché stanno aumentando le precipitazioni?
Dall'inizio del 2013, i rapporti di gravi inondazioni sono osservati tutto il
mondo: Gennaio 2013 - Sud Africa, Zimbabwe, Mozambico, orientale
In Australia
; febbraio 2013 - Perù, Cile, Bolivia, aprile 2013 - Buenos Aires (Argentina); maggio 2013; Cina meridionale; GIUGNO 2013 - India settentrionale, Calgary (Canada), Nuova Zelanda (Otago, Nelson &
Distretti Tasman).

Tuttavia, più sorprendenti erano le piogge torrenziali in Europa (fine maggio-inizio giugno 2013), portando fiumi come il Danubio e l'Elba a inondare o minacciare molte città e paesi.
Città storiche come Budapest, Praga e Dresda sono stati gravemente colpite.

Diverse notizie hanno riportato dati che queste erano le peggiori inondazioni in 500 anni.
Ciò significa che inondazioni simili si sono verificate circa durante il 1500 dC . Questo è stato durante la Piccola Età del Ghiaccio ( 1300 al
1850).
Esistono record storici di inondazioni catastrofiche durante la Piccola Età del Ghiaccio .
Per esempio quella di St Elisabeth, dove catastrofiche alluvioni in Olanda nel 1404 e il 1421 annegarono decine di migliaia di persone.
Nel calamitoso 14 secolo (1978 , Balantyne Books, New York ) , descrive gli effetti disastrosi dell'inizio della Piccola Età del Ghiaccio .
All'inizio di questo secolo ebbe l'avvio l'inizio della miseria.
Il Mar Baltico congelato si ricoprì di uno strato di ghiaccio per due volte, nel 1303 e 1306-07, anni di seguito con freddo fuori stagione, tempeste e piogge, e un aumento del livello del Mar Caspio.

Il Mar Caspio è un mare interno senza alcun legame con i mari e gli oceani del mondo, il suo livello è quindi direttamente dipendente dal flusso di acqua dai fiumi e dall' evaporazione.
Piogge più pesanti portano ad un'innalzamento del livello di questo mare.
I contemporanei non potevano sapere che era l'inizio di ciò che è da allora stata riconosciuto come la Piccola Età del Ghiaccio, causata da un anticipo di ghiacciai polari ed alpini e che durerà fino al 1850.
Di particolare importanza a questo saggio ci sono riferimenti all'inizio di questo secolo che affermano: "Nel 1315, dopo le piogge così incessanti che essi sono state confrontate con il Diluvio biblico, le colture fallirono in tutta Europa, e la carestia, il cavaliere oscuro della Apocalisse, è diventato familiare a tutti. "
Le inondazioni sono un segnale del Raffreddamento Globale?
E 'quindi legittimo chiedersi se queste "piogge incessanti" in molti luoghi al momento, ma soprattutto in Europa, non potrebbero essere uno dei segni che potremmo essere entrando in un periodo di raffreddamento, forse così grave come alcuni periodi della Piccola Età del Ghiaccio.
Diversi scienziati si sono rivolti a questa possibilità di raffreddamento, sulla base delle indicazioni scientifiche, come il Sole entrato in un periodo di quiete e
il Pacific Decadal Oscillation (PDO) che hanno portato alla fase di raffreddamento.
Per spiegare questo, dobbiamo andare indietro nella storia, per il Periodo Caldo Medievale (MWP, 900-1300) e la Piccola Età del Ghiaccio (1300-1850).

Quando il ciclo undecennale delle Macchie Solari raggiunge la sua fase di massima intensità il flusso di particelle del Vento Solare subisce una sostanziale impennata accompagnando l'intensificarsi e l'espandersi del campo magnetico della nostra stella, andando così a formare una sorta di colossale "bolla magnetica" che isola il Sistema Solare dal flusso della Radiazione Cosmica proveniente dagli esterni spazi siderali.
L'effetto opposto invece avviene alla fine della fase di massima attività solare ossia quando il ciclo undecennale si approssima a raggiungere la sua fase di minimo undecennale e il Sole giunge la sua fase di quiete nella sua attività, raggiungendo quindi un progressivo indebolimento del proprio campo magnetico e permettendo quindi in misura maggiore al flusso di Radiazione Cosmica di penetrare all'interno del Sistema Solare e influenzare le atmosfere planetarie, Terra compresa.
Diversi studi sembrano chiaramente dimostrare che un'incremento della Radiazione Cosmica che colpisca gli strati alti dell'atmosfera ionizzandoli sia in grado di condizionare l'aumento della nuvolosità, favorendo quindi un'aumento delle precipitazioni e l'aumentare di fenomeni climatici e meteorologici estremi.
Effettivamente se consideriamo che l'ultima Piccola Età del Ghiaccio ebbe inizio con un prolungato periodo di estremamente bassa attività solare detto Minimo di Wolf nel 1280 e terminato nel 1350 scopriamo che durante i primi decenni del 1300 l'Italia, il Nord Europa e la Cina furono spazzati da devastanti alluvioni che portarono carestia e milioni di morti.
Tra le numerose alluvioni che si verificarono nella penisola Italiana possiamo ricordare quella del 1330 che coinvolse il Polesine e il Mantovano causando il decesso di oltre 10.000 persone.
La stessa cosa si ripeterà anche l'anno successivo nel Mantovano e nel Ferrarese e in numerosi altri fiumi della Toscana.
Nel 1333 invece si ebbe una serie di eccezionali eventi meteorologici come ad esempio un ciclone che nel Nord Italia distrusse numerose abitazioni e i raccolti, la cui grandine raggiunse l'altezza di un metro.
Nel 1336 il Po straripò nuovamente rompendo gli argini e allagando le campagne circostanti, le cui acque geleranno durante l'arrivo dell'inverno.
Successive e frequenti alluvioni si ripeteranno anche negli anni successivi almeno fino al 1385, tra di esse possiamo ricordare la cosiddetta piena del millennio del fiume Reno nel 1342 e le forti piene del fiume Tevere nel dicembre del 1376 e nel novembre del 1379 il cui livello fiume raggiunse l'altezza di 17 metri.
Questo periodo di forti piogge coinvolse anche il Nord Europa la cui Grande Carestia che lo coinvolse dal 1315 al 1317 fu causato da eccezionali stagioni piovose, la cui primavera,l'estate e l'autunno furono soggetti a frequenti piogge che impedirono ai cereali di maturare nei campi, decimando per fame oltre un milione di persone e portando come conseguenza all'abbandono dei bambini, come narra la fiaba di Hansel e Gretel.
A Oriente, il caso della Cina tra il 1333 e il 1347 è un chiaro esempio di ciò che in un prossimo futuro potrebbe ripetersi.
Nel 1333 il periodo iniziò con una devastante siccità nella Cina sud-orientale, nell'area compresa tra i fiumi Xiang e Hoai.
Come conseguenza, i raccolti avvizzirono, il bestiame morì di fame e seguì la carestia.
Il numero dei morti lievitava sempre più e la gente invocava gli dei per la pioggia.
Furono ascoltati, si scatenarono rovesci torrenziali che decimarono 400.000 persone.
Mentre si cercava di riprendersi un violento terremoto causò il crollo della vicina montagna di Tsinceheou, uccidendone molti altri.
L'anno seguente la situazione deteriorò ulteriormente.
La città di Canton, ora Quang Zhou, capitale del Impero Cinese, fu spazzata da terribili inondazioni.
Nel contempo la città di Tche fu soggetta ad una grave siccità dalla quale partorì la Peste, la cui falce decimò 5 milioni di persone.
Mesi dopo la stessa regione venne investita da uno spaventoso terremoto che fece crollare le montagne dando origine a crateri inondati.
Uno di essi era largo almeno 160 chilometri e vi annegarono migliaia di persone nel "cratere" formato dal terremoto.
Nel 1336 la Cina Meridionale fu colpita da una sorprendente alternanza di siccità e inondazioni.
L'effetto combinato portò ad una delle peggiori carestie per un totale di almeno 4 milioni di morti.
A ciò fecero seguito invasioni di locuste, inondazioni intermittenti, e scosse di terremoto che si perpetuarono per sei giorni.
Nel 1339 la routine dell'Apocalisse di Giovanni non era cambiata.
Si ebbe il crollo della montagna di Hong-Tchang, con un diluvio devastante.
Nel Pien-Tcheou, dopo tre mesi di pioggia battente, si verificarono inondazioni mai viste che spazzarono via parecchie città.
Dal 1340 al 1343 la Cina fu ripetutamente colpita da frequenti e catastrofiche scosse di terremoto.
Il '44 vide anche un'enorme tsunami che distrusse la città di Ven-Tcheou mentre nel '45 seguirono altre inondazioni e carestie a Ki-Tcheou.
Questa fase si concluse nel '46 con l'inondazione di Canton, con altre carestie e scosse di terremoto.
La ragione di questo incremento delle alluvioni stà nel fatto che una volta crollata l'attività delle Macchie Solari e l'attività solare andò scemando, il flusso della Radiazione Cosmica proveniente dallo spazio esterno si fece più consistente contribuendo ad aumentare la nuvolosità, come le precipitazioni stesse e la loro frequenza, il medesimo fenomeno riguardò anche gli eccezionali innevamenti che accompagnarono i freddi secoli della Piccola Età del Ghiaccio.
La Radiazione Cosmica e la sua incidenza è modulata dall'intensità dell'attività solare, quindi durante i periodi in cui quest'ultima è estremamente debole si ha una maggiore incidenza da parte del flusso della Radiazione Cosmica sul clima terrestre, condizionando la formazione dello strato nuvoloso e fornendo più nuclei di condensazione per le gocce d'acqua su cui crescere.
Una maggior percentuale di nubi sulla Terra equivale ad una maggior quantità di luce riflessa, e quindi ad pianeta più freddo.
Dopo essere gradualmente uscita del prolungato freddo torpore della Piccola Età del Ghiaccio nel 1850, il nostro pianeta è stato soggetto ad un'incremento dell'attività solare e dell'irradiamento della nostra stella, quindi anche del campo magnetico solare, e questa tendenza generale sul lungo termine si è mantenuta fino al minimo undecennale del 2008, quando l'attività solare ha evidenziato un sensibile e significativo crollo oltre ogni previsione.
Quello che abbiamo vissuto i decenni scorsi si definisce un Massimo Solare Moderno.
Alla fine del 1990 alcuni ricercatori hanno suggerito che quando l'attività solare è alta contribuisce ad abbassare il livello della Radiazione Cosmica, riducendo la copertura nuvolosa e riscaldando il pianeta.
In tal caso sulle basi di queste ricerche è logico ritenere che il riscaldamento climatico che abbiamo avuto nei decenni scorsi sia stato parte di un ciclo del tutto naturale, paragonabile al periodo di Caldo Medievale che precedette l'ultima Piccola Età del Ghiaccio, nulla a che vedere con l'ipotesi di un ruolo dell'anidride carbonica emessa dalle attività umane che avrebbe fatto venire la febbre al pianeta.
Dal 2008 ad oggi stiamo assistendo ad una prolungata fase di bassa attività solare ridotta ai minimi storici e da allora il flusso di Radiazione Cosmica che colpisce il nostro pianeta ha subìto un sensibile aumento, in corrispondenza con un'incremento delle inondazioni e degli eventi meteo estremi.


Il grafico dalla presentazione degli studi sedimentari mostra che le inondazioni erano più frequenti ed estreme durante la Piccola Era Glaciale (vedi qui)

L'idea che la Radiazione Cosmica di origine stellare, specialmente le Supernove, composta perlopiù da protoni, possa condizionare la formazione dello strato nuvoloso dell'atmosfera che avvolge il nostro pianeta, risale a diversi decenni or sono.
Quando venne scoperto che la condensazione del vapore acqueo nelle microscopiche gocce d'acqua che compongono le nubi è un processo complesso che coinvolge non solo macroscopici effetti dinamici, ma importanti meccanismi microscopici che possono essere condizionati dalla Radiazione Cosmica e la materia costituente la nostra atmosfera.
La condensazione del vapore acqueo nelle nubi avviene attorno a delle particelle materiali di dimensioni macroscopiche come ad esempio aerosol, cristalli di sali, pollini, polveri vulcaniche.
Queste particelle materiali vengono definite: nuclei di condensazione.
Le radiazioni cosmiche galattiche che hanno energie superiori a 100 MeV (megaelettronvolt) e le particelle che essi producono entrando nell'atmosfera sono le principali cause della ionizzazione dell'atmosfera terrestre.
Anche lo stesso campo magnetico terrestre influisce sul moto della Radiazione Cosmica, favorendone la concentrazione specialmente in circoscritte aree del pianeta.
Le radiazioni cosmiche ionizzando l'atmosfera sono supposte di favorire il processo di condensazione del vapore acqueo sui nuclei di condensazione, oltre che agevolare la formazione dei nuclei stessi.
Sono allo stesso modo responsabili dell'alterazione delle proprietà elettriche delle nuvole, in particolare di quelle non temporalesche, e secondo certi autori l'elettrificazione delle nubi risulta importante per l'efficenza con cui si formano i cristalli di ghiaccio all'interno di esse stesse.
Ne consegue che la Radiazione Cosmica condizione la formazione delle nuvole e quindi anche la quantità di precipitazioni.
In ultima analisi non dovremmo sorprenderci delle eccezionali quantità di pioggia scaricate sulle Isole Britanniche quest'inverno, proprio come non dovremmo sorprenderci delle abbondanti quantità di pioggia e neve cadute sul continente europeo.
Certamente in questo periodo l'escalation di tensioni che stanno avvenendo tra gli Stati Uniti, Unione Europea e la Russia ci stanno facendo capire che se ci sarà una guerra, lo sfondo di questo Raffreddamento Climatico potrebbe giocare gravissimi danni principalmente nelle forniture alimentari, non sono meno responsabili quelli che dai loro modelli previsionali da computer, pensano di avere la prova scientifica di incolpare la società cuocere questo pianeta.





Fonti:
http://wattsupwiththat.com/2010/12/28/2010%E2%80%94where-does-it-fit-in-the-warmest-year-list/
http://www.thegwpf.org/1975-global-cooling-extreme-weather/
https://www.sciencenews.org/search?st=view%20download%20id%20name%20CHILLING%20POSSIBILITIES
http://freddofili.it/12/03/2014/i-sei-mesi-piu-freddi-dal-1912/
http://freddofili.it/19/03/2014/nord-america-il-piu-gelido-inizio-di-primavera-da-oltre-50-anni/
http://www.meteogiornale.it/notizia/31665-1-impazza-il-caldo-in-mezza-europa-temperatura-record-a-lubiana
http://oblast45.ru/publication/3869
http://www.sott.net/article/275555-Support-for-theory-of-a-cooling-world
http://www.thegwpf.org/northern-hemisphere-snow-extent-highest-record/
http://freddofili.it/21/03/2014/la-primavera-inizia-con-gelo-freddo-e-neve-sulla-gran-bretagna/
http://www.sott.net/article/275820-Pod-of-over-30-dolphins-die-after-being-trapped-by-ice-Cape-Ray-Newfoundland
http://www.cbc.ca/news/canada/newfoundland-labrador/port-au-choix-house-buried-in-snow-owners-worry-about-collapse-1.2578292
ttp://freddofili.it/13/03/2014/ghiacciai-alpini-in-avanzata/
http://www.meteoweb.eu/2014/02/immagini-incredibili-dalle-alpi-rifugi-alberi-e-seggiovie-sepolti-da-metri-e-metri-di-neve-foto/263388/
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2013JB010860/abstract
http://iceagenow.info/2014/03/record-snowfall-scotland-skiing-summer/
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/12/la-caduta-della-radiazione-cosmica.html

UNO STUDIO TROVA CHE LE INONDAZIONI DELLA CATENA ALPINA HANNO COINCISO CON I PERIODI PIÙ FREDDI DEGLI ULTIMI 2500 ANNI





Gli autori scrivono che "gravi inondazioni innescate da precipitazioni intense sono tra i pericoli naturali più distruttivi negli ambienti alpini, causando spesso grandi danni economici e sociali", e dicono che "la potenziale insorgenza che rafforza le alluvioni a causa del cambiamento climatico globale sarebbe quindi aumenta le minacce per gli insediamenti, le infrastrutture e le vite umane nelle regioni colpite. "
Tuttavia, si nota che, attualmente, "le proiezioni di intense precipitazioni presentano grandi incertezze" e che "robuste ricostruzioni delle alluvioni alpine sono limitate allo strumentale periodo storico", dando una ragione per chiedersi se l'ipotesi del riscaldamento climatico potrebbe essere una causa.
Ciò che è stato fatto in uno studio progettato per ridurre tali incertezze ed estendere le ricostruzioni indietro nel tempo oltre il periodo strumentale, Glur et al. hanno sviluppato "una ricostruzione delle alluvioni alpine multiarchivio sulla base di dieci registrazioni nei sedimenti lacustri, che copre gli ultimi 2500 anni". Più in particolare, hanno studiato dieci laghi situati a nord dell'arco alpino centrale, lungo una porzione alpina che copre un gradiente di altitudine di 447-2068 m, "che ha permesso" l'estrazione di dati sinottici, piuttosto che una pioggia meramente locale rivelata da uno studio di un'unico lago.
«E per verificare il loro approccio alla materia, hanno confrontato gli ultimi 500 anni della loro ricostruzione delle inondazioni centrali alpini con un record di inondazioni stabilito in modo indipendente per il periodo che si basa su documenti storici, come sviluppato e descritto da Schmocker-Fackel e Naef (2010).
Ciò che è stato appreso "Per quanto riguarda i periodi climatici più caratterizzati nel corso degli ultimi 2500 anni", riferiscono gli otto ricercatori che " lì attività delle alluvioni era molto più potenziata durante la Piccola Età del Ghiaccio rispetto al Periodo Caldo Medievaele ( dal 950-1250 CE;. MCA) "E poi dicono che" questo risultato è confermato da altri studi che documentano un aumento delle inondazioni durante la Piccola Età del Ghiaccio (MCA), nelle Alpi, ", citando gli studi di Schmocker-Fackel e Naef (2010), Czymzik et al . (2010), Wilhelm et al . (2012) e Swierczynski et al . (2012).
Ciò cosa significa per le Alpi che un riscaldamento del globo non porta ad alluvioni inducendo "crescenti minacce agli insediamenti, infrastrutture e vite umane", ma i dati scientifici indicano il raffreddamento climatico è invece responsabile di tali conseguenze.

Riferimenti:

Glur, L., Wirth, S.B., Buntgen, U., Gilli, A., Haug, G.H., Schar, C., Beer, J. and Anselmetti, F.S. 2013. Frequent floods in the European Alps coincide with cooler periods of the past 2500 years. Scientific Reports 3: 10.1038,srep02770.

Czymzik, M., Dulski, P., Plessen, B., von Grafinstein, U., Naumenn, R. and Brauer, A. 2010. A 450 year record of spring-summer flood layers in annually laminated sediments from Lake Ammersee (southern Germany). Water Resources Research 46: 10.1029/2009WR008360.

Schmocker-Fackel, P. and Naef, F. 2010. Changes in flood frequencies in Switzerland since 1500. Hydrology and Earth System Sciences 14: 1581-1594.

Swierczynski, T., Brauer, A., Lauterbach, S., Martin-Puertas, C., Dulski, P., von Grafenstein, U. and Rohr, C. 2012. A 1600 yr seasonally resolved record of decadal-scale flood variability from the Austrian Pre-Alps. Geology 40: 1047-1050.

Wilhelm, B., Arnaud, F., Sabatier, P., Crouzet, C., Brisset, E., Chaumillon, E., Disnar, J.-R., Guiter, F., Malet, E., Reyss, J.-L., Tachikawa, K., Bard, E. and Delannoy, J.-J. 2012. 1400 years of extreme precipitation patterns over the Mediterranean French Alps and possible forcing mechanisms. Quaternary Research 78: 1-12.

QUANDO L'ISLANDA MORI DI FREDDO




L'Islanda è una fredda isola circondata dall'Oceano Atlantico appena poco più a sud del Circolo Polare Artico e ad est della Groenlandia.
E' un’isola di origine vulcanica, geologicamente giovane (circa 20 milioni di anni) e ancora in corso di formazione.
La geologia di quest'isola è molto particolare, infatti l'Islanda è la più ampia parte emergente della lunga dorsale medio-atlantica ed è l’espressione terrestre e visibile di ciò che troveremo, al di sotto della superficie marina, nella dorsale medio oceanica.
Più dell'11% del territorio è ricoperto da ghiacciai, tra i quali il Vatnajokull che è il più esteso d'Europa.

Il clima dell'Islanda è oceanico freddo (classificazione dei climi di Köppen: Cfc) vicino alla costa meridionale e nelle aree di tundra sugli altipiani interni. L'isola si trova sul percorso della Corrente nord-atlantica, il che rende il clima più temperato di quanto la latitudine leggermente a sud del circolo polare artico lasci immaginare.

Il tempo in Islanda è notoriamente variabile.
L'aurora boreale è spesso visibile durante le sere e le notti invernali.
La temperatura media di luglio nell'area meridionale dell'isola va dai 10 °C ai 13 °C. Nei giorni caldi possono invece essere raggiunti anche i 25 °C, sebbene ciò accada piuttosto raramente.
La temperatura più alta mai registrata fu di 30,5 °C e si verificò nel 1939 nella regione dell'Austurland.
L'inverno islandese invece è mite relativamente alla latitudine dell'isola.
Le pianure a sud dell'isola hanno una temperatura media di 0 °C, mentre sugli altipiani si arriva a -10 °C.
Nella parte settentrionale dell'isola la media oscilla tra i -25 °C e i -30 °C. La temperatura più fredda mai registrata fu di -39,7 °C.
E' anche degno di nota far notare come la superficie forestale dell'Islanda arrivi solamente all'1%.
Ora la domanda interessante da porci è la seguente: è sempre stato così?
In realtà l'Islanda in passato era una terra molto più calda e fertile di quanto non la sia oggi.
Si suppone che prima degli insediamenti umani del X secolo, gli alberi coprissero circa il 30-40% dell'isola, ma oggi gli unici esempi di foresta di betulle sono a Hallormstaðarskógur e Vaglaskógur.
Quando i vichinghi arrivarono prima in Islanda durante l'anno 874, tutte le pianure islandesi erano coperte di superfici forestali, anche se solo di betulla, sorbo e salice, la copertura forestale era di circa il 25-40%.
Durante gli anni 800 dC - 1200 dC, la Groenlandia e l'Islanda sono state conquistate e abitate dai Vichinghi, proprio per il fatto che in quel periodo esisteva un clima di gran lunga più caldo dell'attuale.
Il "Periodo Caldo Medievale" ha permesso questa grande migrazione a fiorire.
Bisogna però ora che ci siamo soffermati sul Periodo Caldo Medievale, smentire un errore fatto abbastanza spesso, ossia che il Periodo Caldo Medievale, era un periodo caldo limitato all'emisfero settentrionale del nostro pianeta.
Il rapporto del 2001 dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo dell'ONU che studia la variazione delle temperature sulla terra, dichiarò sommarie queste affermazioni, sostenendo che: "...le conoscenze attuali non consentono di sostenere che possano essere esistiti periodi globalmente sincroni di particolare caldo o freddo su tutto il globo terrestre ed i termini periodo caldo medioevale e piccola era glaciale hanno dei significati limitati e non possono essere ascritti a tutto il globo terrestre nei singoli periodi in cui furono osservati".[
Purtroppo i dati invece smentiscono il rapporto dell'Ipcc e dimostrano che sia il Periodo di Caldo Medievale e la successiva Piccola Età del Ghiaccio invece erano un fenomeno che comprendeva sia l'emisfero settentrionale sia l'emisfero australe.
La ragione per la quale l'Ipcc non si possa classificare come una certa fonte scientifica consta nel fatto che in primo luogo tale ente è composto da gruppi di ricercatori che basano le loro previsioni climatiche su modelli di computer che includono l'anidride carbonica prodotta dalle attività umane, ma non considerano l'attività del sole, la radiazione cosmica, il vulcanismo sottomarino ecc.
In secondo luogo la maggior parte dei ricercatori dell'Ipcc non sono veri e propri scienziati climatici che hanno testato le ricerche sul campo, ma sono composti da persone selezionate da movimenti ambientalisti (vedi qui), in tal caso l'unico sistema per avere chiarezza da fonti scientifiche, è sempre quello da dati presi sul posto (Tibet, Australia..).
Un sostanzioso numero di studi scientifici hanno dimostrato l'influenza del Periodo Caldo Medievale in tutto il mondo.(vedi qui)
Un breve resoconto dimostra come il Periodo Caldo Medievale fosse diffuso anche nell'altro emisfero.
Il clima equatoriale orientale dell'Africa ha alternato un periodo più secco rispetto ad oggi, e relativamente umido.
Il clima secco ha avuto luogo durante il Periodo Caldo Medievale (~ 1000-1270 dC).
Un nucleo di sedimenti dal bacino orientale di Bransfield, nella Penisola Antartica conserva eventi climatici della Piccola Età del Ghiaccio e del Periodo Caldo Medievale. Il nucleo mostra un periodo decisamente freddo tra il 1000-1100 dC, illustrando che durante il Periodo Caldo Mediavale ci sono stati, a livello regionale, periodi di calore e freddo, anche se potrebbe tranquillamente collegarsi con il Minimo Solare di Oort, tra il 1040 al 1080.
Coralli nel tropicale Oceano Pacifico suggeriscono che clima relativamente fresco e asciutto potrebber aver persistito all'inizio del millennio, coerente con una La Niña. Anche se vi è una estrema scarsità di dati dall'Australia (sia per il Periodo Caldo Medievale e la Piccola Età del Ghiaccio) prove dalle terrazze con ghiaia costruite dalle onde per una permanenza piena del lago Eyre nel corso dei secoli 9 ° e 10 sono coerenti con questa configurazione de La Niña, anche se di per sé è insufficiente a mostrare come i livelli del lago variavano da un anno all'altro o quali condizioni climatiche erano altrove in Australia.
Il Periodo Caldo Medievale è stato notato in Cile nel letto di un lago nei nuclei di sedimento di 1500 anni, nonché nella Cordigliera orientale dell'Ecuador.
Adhikari e Kumon (2001), mentre stavano indagando nei sedimenti nel lago Nakatsuna nel Giappone centrale, hanno trovato un periodo caldo dal 900-1200 dC che corrispondeva al Periodo Caldo Medievale e tre fasi fredde, di cui potrebbero essere legate alla Piccola Età del Ghiaccio.
Un'altra ricerca nel nordest del Giappone dimostra che c'è un intervallo di caldo / umido dal 750 dC al 1200, e due intervalli di freddo / secco da 1 a 750 dC e il 1200 ad oggi.
Ge et al hanno studiato le temperature della Cina nel corso degli ultimi 2000 anni, e hanno trovato elevata incertezza prima del 16 ° secolo, ma buona consistenza nel corso degli ultimi 500 anni, evidenziando dai due periodi freddi 1620-1710 e 1800-1860, e il riscaldamento durante il 20 ° secolo.
Hanno anche scoperto che il riscaldamento durante i secoli 10-14 in alcune regioni potrebbe essere paragonabile in grandezza al riscaldamento degli ultimi decenni del 20 ° secolo.
Un studio del 1979 presso l'Università di Waikato ha rilevato che "Le temperature derivate dal profilo del O 18 / O 16 (Ossigeno) attraverso una stalagmite ha trovata in una caverna in Nuova Zelanda (40.67 ° S, 172.43 ° E) ha suggerito che il Periodo Caldo Medievale che si è verificato tra il 1050 e il 1400 dC ed è stato 0,75 ° C più caldo rispetto al periodo caldo corrente.
Il Periodo Caldo Medievale è stato anche evidenziato in Nuova Zelanda da un record di albero anelli d'albero risalenti all'anno 1100.
Una ricostruzione basata sulle carote di ghiaccio ha trovato che il Periodo Caldo Medievale si distingueva nel tropicali Sud America dal 1050 al 1300, seguito nel 15 ° secolo dalla Piccola Età del Ghiaccio.
Le temperature di picco non sono aumentate alte come quelle del tardo 20 ° secolo, che erano senza precedenti nella zona durante il periodo di studio che risale intorno all'anno 1600.
Possiamo quindi concludere che sia il Periodo Caldo Medievale e la Piccola Età del Ghiaccio, sono stati un fenomeno globale, contrariamente alla mancanza di dati da parte dell'Ipcc.
Un'ulteriore fatto importante da prendere in considerazione include il fatto che le temperature in passato sono state di gran lunga più calde del periodo attuale.
Osserviamo la ricostruzione completa delle temperature dallo Younger Dryas, il picco più basso infondo a sinistra, circa 11.500 anni fa, e in base ai dati prelevati da carotaggi nella calotta glaciale della Groenlandia, si osserva come il grafico elaborato su tali dati contenuti nei nuclei di ghiaccio ci dimostri come le temperature in passato siano state marcatamente più calde delle attuali, e come da 10.000 anni stiano seguendo un lento declino favorendo l'espandersi del clima freddo in Groenlandia e in Islanda, dove un tempo erano terre dove si poteva coltivare e creare aziende agricole, oppure c'era una maggiore superficie forestale ormai ridotta al 1% dal clima gelido che non ne favorisce più la crescita.

Abbiamo già descritto come la Groenlandia, già 5000 anni fa fosse di gran lunga più calda di oggi (qui) e di come durante il Periodo Caldo Medievale, come conferma il suo nome in danese Greenland, fosse ancora verdeggiante e ricca di pascoli. (qui)
Di conseguenza se già a quella latitudine il clima era tanto caldo, l'Islanda doveva essere a dir poco verdeggiante e ricca di foreste.
La Groenlandia e l'Islanda morirono quando ebbe inizio l'ultima Piccola Età del Ghiaccio, 1250, la quale portò ad un'accentuarsi del raffreddamento climatico che si stava protraendo giù da 10.000 anni, i quali sono stati si millenni più caldi dei nostri, ma stavano millennio dopo millennio diventando sempre più freddi.
Oggi a differenza del Periodo Caldo Medievale, nel Periodo Caldo Moderno, le temperature non si sono più sollevate e il clima è rimasto freddo, completamente sterile per la crescita delle foreste.
Numerose conferme ci arrivano sia dai ritrovamenti di antiche foreste nella regione sia dal fatto che i ghiacciai dell'Islanda un tempo erano decisamente più ridotti, oggi invece sono di gran lunga più estesi.

Drumbabót è un tratto di 100 ettari di terreno dove i resti di un antico bosco sono visibili, a causa dell'erosione eolica e dell'acqua nel corso dell'ultimo secolo.
La zona desertica contiene le ultime vestigia di quello che potrebbe essere stato un ettaro di bosco di 2000 betulle che si pensa abbia prosperato lì tra il 755-830 dC. Cento ettari di vecchi ceppi di 1.200 anni sono tutto ciò che rimane di questa fitta foresta che potrebbe aver visto 500-600 alberi maturi (per ettaro) nel suo periodo di massimo splendore.
Paragonabile ad alcuni dei più grandi alberi che si trovano oggi in Islanda, molti degli alberi sono cresciuti a 30 cm di diametro.
Ancora nella loro posizione verticale, e tutto appoggiandosi in direzione sud-ovest, questi vecchi cimeli sono saldamente inseriti nel suolo di palagonite.
I ceppi di albero di Drumbabót non sono univoci in Islanda; resti simili sono stati trovati vicino Hekla, con la differenza che Drumbabót è stato meglio conservato a causa dello spesso strato di 90 centimetri di sedimenti che proteggeva gli alberi così bene che la corteccia è ancora intatta su molti di loro.
Anche i ghiacciai erano meno estesi rispetto ad oggi.

Il ghiacciaio Jökulsárlón: quando i primi coloni arrivarono in Islanda intorno al 900 dC, il bordo della lingua glaciaale del ghiacciaio Breidamerkurjokull era di circa 20 chilometri (12 miglia) più a nord della sua posizione attuale.
Nel 1890, la copertura globale dei ghiacciai d'Islanda era al massimo dalla fine dell'era glaciale.
Ciò si spiega anche dal grafico, in quanto la Piccola Età del Ghiaccio 1250-1913, è stata la fase più fredda dalla fine della glaciazione, e come osserviamo in seguito, il riscaldamento climatico che seguì, il Periodo Caldo Moderno, non è stato superiore come temperature al Periodo Caldo Medievale portando quindi ad una minore riduzione dei fronti glaciali.
Da allora, quando le temperature globali hanno iniziato a salire, i ghiacciai islandesi si leggermente ritirati.
Tuttavia, un effetto collaterale inatteso di tale scioglimento della neve è stato rivelato, ulteriori ghiacciai sono stati scoperti. Alcuni di questi ghiacciai giacevano sotto un grande manto nevoso tale che essi erano sconosciuti, di fatto nascosti da occhi umani.
Le variazioni dei ghiacciai in Islanda dal 1930 mostrano una chiara risposta alle variazioni del clima nel corso di questo periodo: la maggior parte dei ghiacciai si ritirarono ritirarono fortemente durante la prima metà del periodo di monitoraggio, in seguito al clima caldo tra il 1930 e il 1940.
Un clima di raffreddamento dopo il 1940 ha portato ad un rallentamento del ritiro e molti ghiacciai cominciato ad avanzare verso il 1970 fino al 1985, quando una nuova fase di ritiro ebbe inizio.
I dati dimostrano che adesso, alla fine del Periodo Caldo Moderno, l'Islanda è più fredda di quanto non fosse durante il Periodo Caldo Medievale, dal 2008 siamo in un nuovo periodo di bassa attività solare e le proiezioni future evidenziane prevedono un'ulteriore declino dell'attività solare e quindi un raffreddamento climatico.
Un fatto interessante da prendere nota durante il Periodo Caldo Medievale è che le condizioni in Groenlandia e in Islanda erano tanto vivibili, dove che nella prima c'erano allevamenti di bestiame e ampie distese erbose, nella seconda invece distese di foreste e una buona agricoltura.
I cronisti citano anche il nuoto nei fiordi della Groenlandia.

Oggi invece la Groenlandia è circondata dal mare ghiacciato, nel frattempo con l'entrata dal 2008 della nuova crisi dell'attività solare, l'Islanda ha cominciato ad essere sotto l'effetto dei primi record di freddo e di neve.

Nel dicembre 2011 quelli in Islanda che dicevano che non potevano ricordare un nevoso dicembre l'hanno dimostrato proprio dal Met Office islandese.
Il 29 dicembre la profondità della neve era di 33 centimetri da Reykjavík e nei comuni limitrofi, che è un record.
Dall'inizio delle rilevazioni nel 1921 non c'è mai stato un periodo di 24 ore nel mese di dicembre con più precipitazioni nevose sulla capitale islandese.

Nel settembre 2012 invece, sebbene delle nevicate in Islanda in quel periodo non siano insolite, una nevicata che ha scaricato 2-3 metri di neve facendo strage di animali non si era mai vista.
Una nevicata di 2-3 metri nella notte dei primi giorni di settembre ha sepolto centinaia di pecore.
Allo stesso modo sono stati battuti negli ultimi anni diversi record di mesi più freddi da diversi anni.
Il dicembre 2011,nella capitale dell'Islanda è stato uno dei più freddi sul record.
Solo una volta negli ultimi 60 anni è il mese di dicembre stato più freddo nella capitale islandese, secondo il meteorologo Trausti Jónsson.
Si può anche andare nel lontano 1936, quando il gelo durò per tutto il mese per trovare record delle temperature similmente gelide.
Il maggio 2013 invece è stato il più freddo maggio da 36 anni. I
A Grimsstadir á Fjöllum la temperatura è stata misurata a -17,6 ° C sotto lo zero (0,32 ° F).
Il vecchio record era di -17,4 ° C a Modrudalur á Fjöllum.
Il mese precedente invece era l'aprile più freddo a Reykjavik dal 2000.
Come stiamo osservando anche l'Islanda si sta raffreddando ed è possibile che entro qualche decennio la calotta glaciale del Vatnajokull sarà decisamente più estesa rispetto ad oggi.




Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vulcani_dell'Islanda
http://www.indire.it/erasmus/schede_paesi/Islanda.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Clima_dell'Islanda
http://it.wikipedia.org/wiki/Geografia_dell'Islanda
http://www.sott.net/article/273375-Greenland-Once-a-Viking-paradise
http://www.grida.no/publications/other/ipcc_tar/?src=/climate/ipcc_tar/wg1/070.htm
http://earthobservatory.nasa.gov/Newsroom/MediaAlerts/2004/2004100717709.html
http://planet.racine.ra.it/testi/macchie.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Medieval_Warm_Period
http://www.katlageopark.is/drumbabot/
http://en.wikipedia.org/wiki/J%C3%B6kuls%C3%A1rl%C3%B3n
http://www.usgs.gov/blogs/features/usgs_top_story/surveying-ice-and-fire-mapping-icelands-glaciers-and-subglacier-volcanic-calderas/
https://notendur.hi.is/oi/icelandic_glaciers.htm
http://ireport.cnn.com/docs/DOC-732644
http://icelandreview.com/stuff/views/2012/09/14/winter-strikes-esa
http://icelandreview.com/news/2011/12/08/record-cold-reykjavik-december

QUANDO LA GROENLANDIA MORI’ DI FREDDO







L'impatto della Piccola Età del Ghiaccio sull'Europa è stata improvviso e feroce. Usando le sue armi di peste, carestia e terremoti, la cosiddetta Piccola Età del Ghiaccio ha ridotto la popolazione europea di circa dal 30 al 50 per cento.
La virulenza e il pedaggio di morte del 1348 AD peste è totalmente ineguagliato rispetto agli esempi moderni.
Inoltre, la gigantesca carestia del 1315 dC, a causa sia del meteo (piogge insistenti) e pestilenze, fu catastrofica.
La temperatura che scese implacabile combinata con il tempo instabile sono quasi impossibili da spiegare, ma l'uomo non ha avuto mano nella sua nascita.
Quali forze della natura hanno causato questo scenario catastrofico?
La Groenlandia è un classico esempio di morte e di abbandono.
Cerchiamo di viaggiare indietro nel tempo e vedere cosa è successo.
Anche se la Piccola Età del Ghiaccio è una ricostruzione scientifica, che copre un periodo in cui c'è stata un significativo e caotico deterioramento del clima, rispetto al l'epoca attuale.
Si è classificata in quattro periodi da intorno al 1280 dC al 1850 dC.
Questi periodi freddi irregolari sono indicati come i Minimi di Wolf, Sporer, Maunder e Dalton.
Tali alterazioni climatiche drammatiche non erano solo più fredde, umide e ventose, in media, ma anche molto più caotiche nelle loro fluttuazioni, creando gli ingredienti principali per la carestia e la (curiosamente) peste.
La Piccola Età del Ghiaccio ha seguito un periodo noto come il "Massimo Medievale", datato tra il 900 dC - 1280 dC, che le registrazioni rivelano era molto più caldo che i tempi moderni.
Ad esempio, le viti crescevano nella zona che oggi è il freddo Galles!
Questo era generalmente un periodo di prosperità per le civiltà.
C'è stato un forte aumento della popolazione mondiale e un'era di espansione coloniale.
Durante gli anni 800 dC - 1200 dC, la Groenlandia e l'Islanda sono state conquistate e abitate dai Vichinghi.
Il "Periodo Caldo Medievale" ha permesso questa grande migrazione a fiorire.
La deriva del ghiaccio in epoche successive ha portato il più grande pericolo per i marinai, ma i rapporti di ghiaccio alla deriva in vecchi dischi non appaiono fino al XIII secolo.
La Groenlandia è stata abitata quando Eric Asvaldsson fu bandito dall'Islanda per aver ucciso due uomini.
Ha trasformato la sua disgrazia nella fondazione di una nuova colonia. L'insediamento iniziale era in un profondo fiordo sulla costa sud-occidentale al Canada artico di oggi.
Le condizioni erano simili all'Islanda, che a sua volta godeva di un clima temperato caldo in quel momento.
I cronisti citano anche il nuoto in fiordi della Groenlandia!
Totalmente impossibile oggi.
Le ossa di bovini, ovini, suini e caprini raccolti da siti archeologici rivelano l'esistenza di grandi aziende con grandi pascoli produttivi in quello che oggi è uno spesso deserto coperto da neve.
Eric ha richiamato migliaia di persone a queste tre nuove aree.
I Vichinghi della Groenlandia principalmente vivevano su prodotti lattiero-caseari e carne, soprattutto dalle mucche.
Prima del 1300, gli scambi con i paesi europei erano vivaci, con molte navi che portavano avanti e indietro legname, ferro, sale e mais in cambio di pellicce, pelli, burro, formaggio e lana.
L'espansione è stata, infatti, abbastanza prolifica per il Papa per inviare un vescovo alla Groenlandia.
Oggi le esportazioni di terre rare solo verso la Cina sono beni commerciali vitali.
Durante il periodo delle colture, il Periodo Caldo Medioevale, esse fiorirono e la razza umana si moltiplicò.
La Germania ha registrato una crescita del vigneto a quota 700 metri superiore a quello attuale.
Le temperature media era di 2 gradi Celsius più caldo di adesso.
La Cina era di 3 gradi Celsius più calda.
Il nostro mondo era un posto diverso!
Si veda la ricerca di Ian Plimer sulle prove di crescita degli anelli degli alberi, carote di ghiaccio, sedimenti, ridimensionamento dei ghiacciai, le condizioni del ghiaccio marino: oltre a una ricchezza di prove aneddotiche la Piccola Età del Ghiaccoo ha cambiato radicalmente questa immagine con la crescita dei ghiacciai giù per le montagne in Europa e Cina.
L'aumento del ghiaccio marino, la forza e il numero delle tempeste, l'elevata piovosità e il clima più freddo irregolare divennero inarrestabili.
Lo spesso ghiaccio marino, larga tre miglia, a volte confinò la Manica.
Era un periodo in cui grandi pestilenze e carestie devastarono il mondo.
Il tempo caotico è più probabile che fosse gran parte a causa di influenze cosmiche. Con questo voglio dire forze elettromagnetiche!
Questa costante evoluzione delle influenze cosmiche ha portato l'Europa occidentale a sperimentare un generale raffreddamento del clima tra l'anno 1150 dC e il 1460 dC, e un clima ancora più freddo tra il 1560 dC e il 1850 dC, creando gravissime conseguenze per le persone in vita in quel periodo.
Non solo era più freddo, umido e ventoso, ma in particolare, le stagioni sono diventate irregolari!
Il clima più freddo ha influenzato l'agricoltura, la salute e l'economia, creando conflitti sociali e l'emigrazione.
L'aumento e l'avanzare della massa glaciale, tempeste più violente, grandi inondazioni e venti che hanno devastato ripetutamente la società!
I vecchi registri di mare e le registrazioni in città rivelano tutto.
Ma che cosa è successo ai Vichinghi in Groenlandia?
Entro l'anno 1300 più di 3.000 coloni vivevano su 300 aziende agricole sparse lungo la costa occidentale della Groenlandia.
Intorno al 1200 dC, i banchi di ghiaccio alla deriva li hanno costretti più a sud a raggiungere gli insediamenti sulla costa sud-occidentale insieme al Canada.
Nel 1300 Bardsson ha scritto: " Nel mare ci sono scogli chiamati Gunbiernershier. Quello era il vecchio tracciato, ma ora il ghiaccio è venuto dal nord, così vicino alle scogliere che nessuno può navigare nel vecchio percorso senza rischiare la vita. "
Verso il 1500 dC, il Papa ha lamentato che nessun vescovo era stato in grado di visitare la Groenlandia per 80 anni a causa del ghiaccio.
La sua congregazione in Groenlandia era già morta!
Le tombe e le rovine mostrano che il freddo e la mancanza di nutrimento hanno trasformato la vita groenlandese media "con un storpia, contorta e malata dal 1400.
La colonia dei Vichinghi in Islanda se l'è cavata po 'meglio.
La loro popolazione si è ridotto da 80.000 nel 1100 a 38.000 nel 1850 dC alla fine della Piccola Età del Ghiaccio!
Al tempo in cui Colombo salpò nel 1492 dC, la Groenlandia era già diventata una fredda tomba, e l'Islanda stava lottando per sopravvivere.
I Grandi Minimi della Piccola Età del Ghiaccio sono stati una dura realtà. Ma quali sono state le cause?
Certamente non i più alti livelli di anidride carbonica ne alcuna causa umana!
Esaminiamo i minimi e massimi delle macchie solari sul panorama climatico mentre cerchiamo di capire l'effetto che questi cicli hanno sulla carestia e la peste.
L'attività delle macchie solari, e quindi il flusso solare, il fattore del controllo del nostro clima.
Il flusso solare è l'emissione di vari ioni positivi ed elettroni emessi dal Sole che mediano i raggi cosmici e, quindi, come sostiene Henri Svensmark, meteo e precipitazioni.
I raggi cosmici interagiscono con la magnetosfera terrestre, a volte, influenzando le secche, umide, ventose, calde o più fredde variazioni del clima.
Sembra che il ciclo solare undecennale sia legato alla generazione degli uragani e siccità.
Questo è il pensiero del National Center Atmosferich Research (NCAR). Baker, della University of New England, crede che sia un veicolo per periodi di siccità prevedibili.
Il suo monitoraggio nella registrazione delle macchie solari cominciato nel 1876 dC, mostra che le inversioni dei poli del sole e del campo magnetico ogni undici anni influenza costantemente il clima e il meteo australiano.
Una compilation di registrazioni delle macchie solari, che sono state tenute per quattro secoli, si adatta bene con i periodi di siccità.
In tempi di prosperità l'attività delle macchie solari è alta. I prezzi del grano sono bassi.
Invece durante una bassa attività delle macchie solari ci sono cattivi raccolti e alti prezzi del grano.
Dobbiamo considerare che attualmente dall'anno 2008 ci troviamo in un nuovo Grande Minimo Solare, di conseguenza il rischio di un ritorno ad un nuovo periodo come la Piccola Età del Ghiaccio non è solo possibile, ma probabile quanto rischioso.

Fonte:http://www.sott.net/article/273375-Greenland-Once-a-Viking-paradise

IL RISVEGLIO DEL VULCANO SINABUNG





Il Monte Sinabung ( in indonesiano : Gunung Sinabung ) è uno stratovulcano del Pleistocene-Olocene di andesite e dacite nella pianura di Karo Karo Regency, Nord Sumatra, in Indonesia, a 25 km dalla caldera di Toba.
Molte vecchie colate laviche scivolano sui suoi fianchi e l'ultima eruzione nota, prima di questi ultimi tempi, si era verificata nel 1600.
Il suo risveglio ebbe inizio nel 2010, quando dopo 400 anni di silenzio, nell'agosto si risveglio con una modesta eruzione, sebbene in realtà fosse solo l'inizio.
Almeno due persone sono morte e migliaia sono state evacuate dopo che il vulcano sull'isola indonesiana di Sumatra ha eruttato per la prima volta in 400 anni, sparando fumo nero e cenere a 1.500 metri nel cielo.
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"La mia impressione è che questa esplosione potrebbe essere l'inizio di qualcosa di più grande", affermava il geologo Dr. Erik Klemetti.
Aveva ragione.
Arriviamo agli inizi di settembre e il Monte Sinabung erutta una potente raffica fresca di cenere calda e detriti a due miglia (migliaia di metri) in aria all'inizio del Venerdì Santo, come seguiterà a fare ancora per i successivi giorni di fila, per poi tornare a calmarsi fino al periodo 2013-2014 quando la sua attività si intensificò enormemente con colonne eruttive che raggiunsero anche i 10 chilometri di altezza e successivamente anche roventi valanghe piroclastiche portando l'evacuazione di decine di migliaia di persone dalle zone rurali adiacenti al sistema vulcanico.
Quattro crateri di tendenza in un orientamento NS si trovano al vertice, l'ultimo dei quali (cratere IV) forma essenzialmente una cicatrice sul versante SSE superiore del vulcano.
Nel 2010, l'attività si è incentrata sui crateri III e IV.
La costruzione di una cupola lavica è si verificata a partire dalla fine del 2013 traducendosi in flussi piroclastici causati direttamente dal suo collasso lungo la vallata formatasi sul vulcano a causa delle recenti eruzioni.
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Grande flusso piroclastico di giorno
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Flusso piroclastico di notte

Tuttavia sembra che il vulcano Sinabung ci abbia riservato un'altra sorpresa per quanto riguarda la sua ultima eruzione prima del 2010.
Sinabung sembra essere stato in gran parte inattivo per più di mille anni da quando i più recenti depositi di flusso piroclastico sul fianco SE vicino al paese di Bekerah sono datati a circa 1100 anni.
L'equivoco comunemente propagato dalla stampa che l'ultima eruzione fu 400 anni fa, sembra derivare dalla classificazione dei vulcani indonesiani secondo la data delle più attività recenti.
Sinabung era stato classificato come non essere stato attivo per 400 anni, nel senso che nessuna attività è stata documentata in questo periodo.
Tuttavia, questo semplicemente imposta il tempo minimo dopo l'ultima eruzione, non una data specifica di un'eruzione.
L'attuale ciclo eruttivo è iniziato nel 2010 con diverse eruzioni esplosive con conseguente nubi di cenere ad oltre 5 km sopra il livello del mare.
La cenere era essenzialmente composta da materiale altamente alterato, materiale non giovanile, ed è stato espulso da entrambi i crateri III e IV, con conseguenti due colonne di cenere adiacenti ma distinte in quanto il materiale è stato spinto da entrambi i lati da un complesso a cupola preesistente.
Le prime evacuazioni sono state ordinate intorno al vulcano nel 2010.
L'attività poi è diminuita fino a quando il vulcano si è risvegliato nel settembre 2013 e l'attività è aumentata nel corso dei mesi successivi.
Entro la fine del 2013, la crescita di una cupola lavica è stata osservata nella regione del vertice.
Un lobo di lava a strapiombo sviluppato sul lato SE della cupola, dove una valle non offre nessun vincolo topologico.
Grandi flussi piroclastici derivanti dal collasso delle parti di questo lobo cominciarono a scendere alla base della complesso vulcanio nel mese di gennaio 2014. Flussi lunghi fino a circa 5 km hanno portato in una zona devastazione al SE del vulcano.
Secondo Yoshimoto et al. 2013 (IAVCEI Conference 2013, Kagoshima, Giappone, Poster 4W_4D-P14), Sinabung è più giovane della vicina caldera Toba Caldera e il suo sviluppo può essere considerato come verificatosi in due fasi distinte.
La fase più antica, che formò gran parte dell'occidentale del complesso vulcanico di oggi, che è composto da colate di andesiti di porfido, mentre la fase più giovane, che costituisce la parte orientale del complesso e la cupola al vertice è composta da colate di lava e depositi piroclastici di porfirica basaltica-andesite.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=3WF0os9xCtI?feature=player_embedded&w=640&h=360]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=LDJ4hmw9i6I?feature=player_embedded&w=640&h=360]
L'estrusione di lava dal duomo lavico di Sinabung alimenta un lobo di estrusione SE-orientele che è effettivamente un flusso di lava lento altamente viscoso.
Il vulcano ha ancora costruito una cupola di significative dimensioni come visto a Soufriere Hills , Shiveluch , Chaiten o Paluweh , per citare solo alcuni esempi.
La regione del vertice stretta è infatti improbabile che sia in grado di supportare una struttura così grande. Attività è simile a quella osservata a volte Colima in Messico.
Durante il periodo di osservazione, il lobo ampiamente sembrava essere relativamente statico, ma è stato possibile osservare il moto del lobo durante l'accumulo di un collasso.

Flussi piroclastici

Numerosi i flussi sono stati documentati durante il 12-18 gennaio 2014, che comprendeva un periodo di attività insolitamente intenso il 14 gennaio.
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Durante la notte, il materiale incandescente alla base dei flussi piroclastici diventa visibile.
I flussi piroclastici più grandi sono stati talvolta accompagnati da scariche elettrostatiche (fulmini).
Questi erano chiaramente visibili di notte e potevano essere sentite come brevi tuoni vicino al vulcano durante il giorno.
Gli scarichi a volte emergevano dalla nube di cenere o la illuminavano dall'interno. A differenza dei normali fulmini meteorologici, gli scarichi erano molto brevi e non sembrano comportare l'uso multiplo di un canale di plasma.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=9RRTw53757k?feature=player_embedded&w=640&h=360]
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Impatto dell'eruzione sulla civiltà

I fianchi inferiori e nelle immediate vicinanze del vulcano Sinabung contengono terreni agricoli e una serie di piccoli paesi.
Tutte le aziende del area dei flussi piroclastici sono state ovviamente distrutte, mentre pesante caduta di cenere, in particolare sottovento del vulcano durante i grandi eventi eruttivi, ha soffocato le colture e sovraccaricato le strutture del tetto provocando il crollo di molti edifici.
Ad esempio, il 10 gennaio 2014, la pesante caduta di cenere sui paesi sul versante NE del vulcano ha portato gravi danneggiamenti.
I tetti di lamiera ondulata sottili comunemente utilizzati nella zona erano spesso incapaci di sopportare il carico delle ceneri e sono crollati.
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In questi giorni la situazione non è cambiata molto dall'inizio dell'eruzione di Sinabung, la sismicità è ancora dominata da terremoti ibridi terremoti che indicano una zona di elevata pressione sotto il cratere Sinabung legata alla crescita della cupola di lava, con un numero crescente di terremoti relative a valanghe a causa della instabilità della cupola di lava.
Nel frattempo, la continua eruzione del monte Sinabung ha portato il numero di persone sfollate a 29 000 unità.
Sulla base dei risultati di visivi e strumentali e il potenziale pericolo monitorato lo stato della attività è ancora a livello IV.
Il futuro della sua attività è ancora incerto può ulteriormente aumentare oppure quanto diminuire in un nuovo periodo di inattività.
Resta il fatto che si tratta di un vulcano che si è risvegliato dopo 1100 anni di silenzio.

Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Sinabung
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/04/escalation-vulcanica-seconda-parte.html
http://www.photovolcanica.com/VolcanoInfo/Sinabung/Sinabung.html

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TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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