ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


domenica 30 marzo 2014

UNA MODESTA GUERRA NUCLEARE E' SUFFICIENTE A DEVASTARE IL PIANETA


Con una stima di 17.000 armi nucleari nel mondo, abbiamo il potere di sterminare l'umanità più volte.
Ma non è sufficiente una guerra nucleare su vasta scala per rendere la Terra inabitabile, riferisce Science.
Anche una relativamente piccola guerra nucleare regionale, come un conflitto tra India e Pakistan, potrebbe innescare una catastrofe ambientale globale, ipotizza un nuovo studio. "La maggior parte delle persone sarebbe sorpresa di sapere che anche una piccola guerra nucleare regionale, dall'altra parte del pianeta potrebbe disturbare il clima globale per almeno un decennio e spazzare via lo strato di ozono per un decennio ", ha detto l'autore Michael Mills, uno scienziato atmosferico presso il National Center for Atmospheric Research in Colorado.
I ricercatori hanno sviluppato un modello computerizzato dell'atmosfera della Terra e sono corsi alle simulazioni per scoprire cosa sarebbe successo se ci fosse una guerra nucleare con solo una frazione del arsenale del mondo.
Ciò che videro fu un vero incubo: tempeste di fuoco espellerebbero oltre 5 milioni di tonnellate di cenere nel cielo.
La cenere dovrebbe assorbire i raggi del sole, causando il raffreddamento mortale sulla superficie.
Le temperature globali precipiterebbero di quasi 3 gradi Farenheit, in media, con la maggior parte del Nord America che sperimenterebbe inverni che sarebbero più freddi da 4 a 10 gradi.
Ghiacciaie mortali coprirebbero la Terra e ridurrebbero le crescenti stagioni di circa un mese per diversi anni.
Le precipitazioni sarebbero ridotte di circa il 10 per cento, provocando siccità in tutto il mondo e portando a incendi in Amazzonia, che porterebbero più fumo in atmosfera.
Il cielo di cenere riscalderebbe la stratosfera e accelererebbe le reazioni chimiche che distruggono lo strato di ozono.
La radiazione ultravioletta intensa che potrebbe passare attraverso la superficie sarebbe una minaccia drammatica per la salute e danneggerebbe i fragili ecosistemi umani sulla terra e in mare.
"Tutto sommato, questi effetti sarebbe molto dannoso per la produzione alimentare e per gli ecosistemi", ha detto Mills.

Fonte:http://www.sott.net/article/276417-Study-Even-a-small-nuclear-war-would-destroy-the-world

LA MORTE NERA DEL MEDIOEVO ERA IN REALTÀ UNA PANDEMIA DI EBOLA


I libri di storia hanno capito male circa la peste, conosciuta anche come la Morte Nera, in quanto dicono è stata causata da peste bubbonica diffusa dai ratti e le loro pulci.
Un nuovo studio suggerisce che in realtà era causata da un virus dell'Ebola trasmessa direttamente da persona a persona.
Se i risultati sono corretti potrebbe significare che una moderna forma di Morte Nera può emergere senza richiedere le condizioni igieniche del Medioevo.
A generazioni di studenti è stato insegnato che i batteri della peste sono trasmessi dalle punture delle pulci che hanno causato lo spopolamento dell'Europa medievale.
La peste la prima volta nel 14 ° secolo ha ucciso almeno 25 milioni di persone - più di un quarto di tutta la popolazione - in un periodo di 300 anni.
Ma due specialisti di malattie infettive che hanno analizzato la Morte Nera hanno concluso che essa ha una somiglianza più vicina ai focolai moderni del virus Ebola. Intuitivamente, la Morte Nera ha tutte le caratteristiche di una malattia virale piuttosto che quella causata da batteri della peste, afferma Christopher Duncan dell'Università di Liverpool.
I libri di storia si sono sbagliati, non c'è dubbio su questo.
Il primo focolaio registrato della Morte Nera si è verificato nel porto siciliano di Messina nel 1347 ed è stato portato da galee di italiani di ritorno dalla Crimea sul Mar Nero.
Un anno dopo la malattia è arrivata nel Paese Ovest dell'Inghilterra e presto si diffuse in città dove ha causato paura e panico tra una popolazione superstiziosa che pensavano le chiazze rosse sul petto degli individui affetti erano segni di Dio.
Duncan afferma che la gente presto impararono che l'unico modo efficace di trattare con la Morte Nera era di mettere le famiglie colpite e persino interi paesi in quarantena per 40 giorni.
Un periodo di quarantena è stato istituito nelle città del nord Italia alla fine del 14 ° secolo e questo è stato gradualmente adottato in tutto Europa e mantenuto per i successivi 300 anni fino a quando la peste scomparve, scrivono Duncan e Susan Scott nel loro libro di biologia delle piaghe.
Una quarantena non sarebbe stata efficace se la malattia fosse stata diffusa dalle pulci dei ratti, conferma Duncan.
I ratti non rispettano la quarantena.
Questa malattia è stata trasmessa direttamente da persona a persona il che suggerisce un virus infettivo.
Le piaghe bubboniche sono diffuse in modo complesso perché si basano sull'interazione di pulci, ratti e persone.
Eppure il modello di diffusione della Morte Nera era relativamente semplice e prevedibile, indicando la trasmissione da persona a persona.
L'endemiche peste bubbonica è essenzialmente una malattia rurale, perché è un'infezione dei roditori, dicono gli autori.
La Morte Nera, al contrario, ha colpito indiscriminatamente nelle campagne e città.
Tutti sintomi della Morte Nera fanno pensare ad una febbre emorragica causata da un virus come quello dell'Ebola.
La febbre ha colpito improvvisamente, provocando dolore e sanguinamento da organi interni, nonché come macchie rosse causate dall'effusione di sangue sotto la pelle, che sono i classici sintomi di malattie come l'Ebola afferma il professor Duncan che ha anche detto che vi è un'ulteriore prova per sostenere la sua teoria in forma di una mutazione in un gene chiave - denominato CCR5 che dà un certo protezione contro l'HIV. Gli scienziati hanno scoperto che questa mutazione sorse solo in Europa circa al tempo della Morte Nera e la sua alta frequenza suggerisce che probabilmente ha offerto una certa resistenza contro il virus.
Una mutazione che protegge contro un virus come l'AIDS oggi deve essersi evoluta a lavorare contro un altro virus in passato.
Nel frattempo, i medici stanno studiando la morte di un ciclista da un caso sospetto di peste bubbonica del tipo reale, causata da pulci.
L'anonimo uomo di 28 anni, era in bicicletta nei pressi dell'aeroporto a Colorado Springs circa due settimane fa.
Poco dopo, si ammalò e morì nel giro di pochi giorni.
La peste non è stata sospettata fino a quando è stato trovato il corpo di un cane della prateria e analizzato nello stesso posto ed è stato trovato essere morto di peste.
I funzionari della sanità pubblica hanno riferito che uno scoiattolo è stato riscontrato che era stato ucciso dalla malattia nei pressi del lago Tahoe in California.
Le persone che vivono in entrambe le aree sono state avvertiti di tenere animali domestici al chiuso.

Fonte:http://www.sott.net/article/276274-Black-Death-found-to-be-Ebola

TERREMOTO DI MAGNITUDO 5.1 SCUOTE IL NORD DELLO YELLOWSTONE


Alle 14.34 un forte terremoto ha fatto tremare il Parco Nazionale di Yellowstone, nello stato del Wyoming.
Questo ha avuto, in base alle informazioni preliminari geofono una magnitudo di 5.1. L'epicentro è stato localizzato a nord del parco.
Secondo alcuni non sarebbe connesso con l'attività vulcanica tuttavia negli ultimi due mesi è emerso un dato interessante circa l'attività.
La deformazione del suolo che si è verificata nel centro-nord di Yellowstone, che è stata riportata in una dichiarazione in data del 18 febbraio 2014, continua.
L'Università dello Utah ha riportato 245 terremoti situati nella regione del Parco Nazionale di Yellowstone.
La sismicità di febbraio dello Yellowstone è stata caratterizzata da uno sciame continuo di 153 terremoti, che si trovava a circa 5 miglia NW di Norris Geyser Basin, YNP, che persistette per tutto il mese.
Lo sciame ha incluso il più grande evento del mese, che era un piccolo terremoto di magnitudo 3,5 l'11 febbraio 2014 alle 16:03 MST.
Sebbene la sismicità su Yellowstone nel suo complesso è solo leggermente superiore al normale, i livelli di sismicità della regione deformante nella parte centro-settentrionale del Parco è aumentata da quando la deformazione è iniziata.
Tuttavia non siamo ancora entro parametri preoccupanti.



Fonti:
http://juskis-erdbebennews.de/2014/03/starkes-erdbeben-im-yellowstone/
http://volcansvanuatueruptionsgb.blogspot.fr/2014/03/19032014-yellowstone-shishaldin-kameni.html

sabato 29 marzo 2014

FORTE SCOSSA DI TERREMOTO SCUOTE LOS ANGELES


Terremoto oggi California 29 Marzo 2014 scossa M 5.1 a soli 33 km dalla città di Los Angeles – Una scossa di terremoto oggi è stata registrata dall’Usgs nel distretto sismico della Greater Los Angeles Area, in California alle ore 05.09 Italiane. Terremoto oggi in California che ha raggiunto magnitudo 5.1 Richter. Ipocentro profondo appena 2 chilometri nel sottosuolo. L’epicentro del terremoto oggi avvenuto in California è stato localizzato da Usgs in prossimità delle città di BREA (2 km), SANTA ANA (21 km) e Los Angeles (33 km).

Moltissime le repliche nelle ultime ore, almeno ulteriori dieci scosse di terremoto nella zona di Los Angeles con magnitudo compresa fra il secondo il terzo grado della scala Richter. Altre due di magnitudo 3.6; Segnalati leggeri danni agli edifici. Le scosse di terremoto oggi hanno avuto una profondità davvero molto superficiale, tutte comprese fra gli 1 ed i 5 chilometri di profondità. Migliaia le segnalazioni a Los Angeles, ancora molto paura in città.

Fonte:http://www.centrometeoitaliano.it/terremoto-oggi-california-los-angeles-29-marzo-2014-forte-scossa-m-5-1-danni-11723/?refresh_cens

MARINE LE PEN: IMMIGRATI, NON ABBIAMO PIU' NIENTE DA OFFRIRVI


MARINE LE PEN – La leader indipendentista francese: “L’attuale situazione europea dovrebbe far riflettere: non possiamo continuare a dare assistenza sociale, scuole e alloggio a tutti gli immigrati”
Marine Le Pen chiede all’UE di porre un freno alla politica di immigrazione troppo attrattiva.
“Forse qualcuno a Bruxelles non si è reso conto che non possiamo continuare a offrire assistenza sociale, scuola, alloggio e servizi a tutti gli immigrati che arrivano. La realtà è che queste cose facciamo fatica a darle ai nostri concittadini, dobbiamo far capire che non offriremo nulla ai nuovi immigrati in modo da bloccare il flusso migratorio e convincerli a restare al loro paese. Facendo così risolveremmo diverse situazioni e potremmo ridare dignità ai cittadini europei che adesso non hanno niente”.

MS

Fonte:http://www.mattinonline.ch/marine-le-pen-immigrati-non-abbiamo-piu-niente-da-offrirvi/

MARINE LE PEN: IMMIGRATI, NON ABBIAMO PIU' NIENTE DA OFFRIRVI


MARINE LE PEN – La leader indipendentista francese: “L’attuale situazione europea dovrebbe far riflettere: non possiamo continuare a dare assistenza sociale, scuole e alloggio a tutti gli immigrati”
Marine Le Pen chiede all’UE di porre un freno alla politica di immigrazione troppo attrattiva.
“Forse qualcuno a Bruxelles non si è reso conto che non possiamo continuare a offrire assistenza sociale, scuola, alloggio e servizi a tutti gli immigrati che arrivano. La realtà è che queste cose facciamo fatica a darle ai nostri concittadini, dobbiamo far capire che non offriremo nulla ai nuovi immigrati in modo da bloccare il flusso migratorio e convincerli a restare al loro paese. Facendo così risolveremmo diverse situazioni e potremmo ridare dignità ai cittadini europei che adesso non hanno niente”.

MS

Fonte:http://www.mattinonline.ch/marine-le-pen-immigrati-non-abbiamo-piu-niente-da-offrirvi/

STATI UNITI: OLTRE CENTO TERREMOTI SUL VULCANO HOOD


Government Camp, Oregon (KOIN) - Il Mount Hood ha visto quasi 100 terremoti negli ultimi giorni, ma un sismologo locale ha detto che non sono nulla di cui preoccuparsi.
I geologi hanno detto la maggior parte dei recenti terremoti sono stati piccoli con solo 30 effettivamente abbastanza grandi per dire dove si sono verificati.
"Non direi che sono preoccupati, ma forse si aspettavano di sentire un terremoto.
E 'sempre interessante sentire un terremoto vicino ad un vulcano.
Questi sciami in passato hanno prodotto i terremoti che sono stati sentiti a Government Camp ", ha detto Seth Moran, un sismologo presso USGS Cascades Volcano Observatory. Secondo Moran, i terremoti non sono causati dal magma in movimento nel vulcano, ma invece dalle placche tettoniche mutevoli.
Mount Hood ha eruttato l'ultima volta nel 1790.

Fonte:http://koin.com/2014/03/27/nearly-100-recent-quakes-mt-hood-worrisome/

ECUADOR: IN ARRIVO UNA VIOLENTA ERUZIONE?


Sta divenendo una minaccia sempre più preoccupante quella relativa ad una possibile, super eruzione del vulcano Reventador, in Ecuador. Le autorità hanno già sollevato il rischio e hanno raccomandato agli abitanti di non recarsi assolutamente nei pressi del cratere. Il centro gestione per la crisi ecuadoriano ha deciso di aumentare il livello d’allarme fino al livello arancione, dopo che il vulcano negli ultimi due giorni ha mostrato una brusca e notevole intensificazione. Resta ancora attualmente molto elevata la possibilità di una violentissima eruzione, che minaccerebbe seriamente gli abitanti della provincia di Napo.
L’ultima eruzione del vulcano Revenador risale al 2002 e in quell’occasione la colonna di fumo e cenere raggiunse un’impressioannte altezza di 17 km, con la cenere che cadde poi fino ad una distanza considerevole di 7 km. Nel corso dei prossimi giorni verranno fatte ulteriori valutazioni a riguardo di questa delicata situazione, perchè gli esperti temono la possibiltà che il Reventador possa eruttare in maniera ancora più devastante rispetto a 12 anni fa, causando molti più disastri.

Fonte:http://www.centrometeoitaliano.it/ecuador-imminente-super-eruzione-del-vulcano-reventador-29-03-2014-11765/?refresh_cens

OCEANO ATLANTICO: TERREMOTO DI MAGNITUDO 5.8


Poche ore fa nel cuore dell’Oceano Atlantico è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 5.8 della scala Richter. L’evento sismico è stato percepito da tutti i sismografi americani,m asiatici ed europei anche se non si segnalano frane sottomarine o varie. Il terremoto è stato segnalato alle 08:46 italiane (06:46 ora locale) a 1400 km dalla costa della Liberia e della Sierra Leone, e naturalmente vista la notevole distanza del luogo colpito dai primi centri abitati non ci sono segnalazioni (ipocentro a circa 11 chilometri di profondità).

Fonte:http://www.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2014/03/sisma-atlantico-29-1.jpg

ALASKA: SI STA FORMANDO UNA NUOVA CUPOLA LAVICA SUL VULCANO SHISHALDIN


L'Osservatorio del vulcano dell'Alaska ha innalzato il livello di allerta per il vulcano al codice di aviazione colore arancione: "Temperature di superficie elevate sono state rilevate nei dati satellitari a partire dal 18 marzo e sono proseguite al tempo della presente analisi di questi dati, mostrando che le temperature sono coerenti con l'eruzione di lava all'interno del cratere sommitale.
L'attività attuale sembra essere limitata al cratere sommitale profondo e ci sono state osservazioni di lava sui fianchi del vulcano o che circondano il cratere sommitale.


Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/shishaldin/news/43518/Shishaldin-volcano-Aleutian-Islands-Alaska-alert-level-raised-likely-new-lava-dome-growing-incrater.html

ECUADOR: RIMANE INTENSA L'ATTIVITA' DEL VULCANO REVENTADOR


L'attività del vulcano è rimasto elevata dall'inizio della fase eruttiva in corso dal 25 marzo.
Flussi di fresca continuano a estrudere al cratere sommitale, aggiungendosi alla cupola che era stata attivo dal 2011, e producendo valanghe incandescenti, flussi piroclastici sui suoi fianchi ed emissioni di cenere.
L'attività sismica è rimasto su livelli elevati, mostrando segnali di tremore continuo ed emissioni.
IGPEN segnala che i flussi piroclastici sui fianchi E, SE e S fianchi hanno viaggiato fino a 1,5 km dalla vetta.
Inoltre, sembra che ci siano almeno 2 colate di lava che scendono lungo il fianco sud-orientale e orientale del vulcano, con i fronti che hanno raggiunto raggiungendo m di distanza.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/reventador/news/43523/Reventador-volcano-Ecuador-elevated-activity-lava-flows-and-ash-emissions.html

STATI UNITI: LA STAGIONE INVERNALE PIU' FREDDA DELL'ULTIMO SECOLO


I dati adesso sono ufficiali: i sei mesi dal 23 Settembre 2013 al 21 Marzo 2014 sono risultati essere il semestre invernale più freddo dal 1912.
Non soltanto, si tratta, per gli Stati Uniti, del terzo inverno più freddo dal 1890 ad oggi.
Questo grafico dimostra, ancora una volta, l’eccezionalità della stagione fredda statunitense di quest’anno, che ha superato in freddo perfino il trittico di inverni freddissimi tra il 1977 ed il 1979.

Il grafico mostra anche le oscillazioni dell’inverno statunitense, che ha mostrato i suoi picchi di caldo in genere tra il 1920 ed il 1940, e poi tra il 1990 circa ed il 2010.
Il gelido inverno di quest’anno, tuttavia, non si era più toccato da tempi antecedenti alla Prima Guerra Mondiale!


Fonte:http://freddofili.it/28/03/2014/stati-uniti-la-stagione-invernale-piu-fredda-dellultimo-secolo/

L'OCCIDENTE CIRCONDATO DALL'ESTERNO E DILANIATO DALL'INTERNO

Come nascerà la prima nazione-continente

Potrebbe sembrare assurdo affermare che la sanzioni portate avanti dai principali membri dell'Unione Europea e dagli Stati Uniti, con lo scopo di cercare di isolare la Russia, dopo l'annessione della Crimea, in realtà stanno avendo l'effetto opposto di portare l'Occidente ad isolarsi da quasi il resto del mondo mentre nel contempo gli Stati Uniti stessi e sopratutto l'Unione Europea stanno collassando dall'interno?
Eppure i fatti sembrano chiaramente dimostrare che stavolta sia l'UE e gli USA, hanno cercato di imporre un po troppo le proprie politiche territoriali sull'Ucraina e di conseguenza l'intervento della Russia, su richiesta del parlamento della regione autonoma della Crimea, è riuscito a salvare la regione avente l'83% della popolazione di origine russa, facendola tornare all'interno della Federazione Russa e staccandola così dall'annessione all'Unione Europea.
Perchè gli stati che si annettono all'Unione Europea sono in pericolo?
-In primo luogo ogni stato che si è annesso all'Unione Europea, è entrato a farne parte senza referendum popolare, come il caso della Lettonia, in cui la maggioranza del popolo era contraria e nonostante ciò il presidente Andris Berzins ha scelto comunque l'annessione nel gennaio del 2014, due settimane dopo si è assistito con l'introduzione dell'euro ad un aumento dei prezzi dei beni primari, come gli alimenti.
-In secondo luogo, perdita della sovranità monetaria.
Questo video si rivelerà utile.

Servono esempi: Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, Francia.
-In terzo luogo coloro che manifestavano in Ucraina per entrare nell'Unione Europea sono stati accontentati.
Infatti, il ministero delle Finanze ucraino sta proponendo una nuova tassa sui depositi superiori a centomila hryvnja, la valuta locale.
Per capire quanto vasta sarà la platea dei correntisti colpiti selvaggiamente da questa rapina imposta dall’Unione Europea, basta osservare il cambio: 100.000 hryvnja valgono (cambio di oggi, 21.03.14) 6.993 euro.
Una miseria, come è facile intuire, anche per chi vive in Ucraina.
Di fatto, il nuovo governo di Kiev sta per adottare la “cura Cipro” della Troika.
Ecco il comicato governativo: “il Parlamento ucraino è pronto a considerare alcune proposte di legge che vieterebbero depositi bancari in valuta estera e introdurrebbero una tassa del 25% sugli interessi sui depositi di banche e altre istituzioni finanziarie, laddove l’interesse ricevuto superi il tasso stabilito dalla National Bank of Ukraine di più del 5%”.
Inoltre – come riferisce anche WSI – il documento non dà adito ad equivoci, infatti in un paragrafo si legge: “Il forte deterioramento delle finanze pubbliche di diversi paesi ha rinnovato l’interesse nella tassazione sul capitale – una tassa strardinaria sul patrimonio – come misura eccezionale per ripristinare la sostenibilità del debito”.
Quindi, l’annessione alla UE dell’Ucraina sta provocando due conseguenze una peggiore dell’altra.
La prima, un danno economico da oltre 10 miliardi di euro ai contribuenti europei, con i soldi dei quali verrà finanziata l’Ucraina nel prossimo biennio, la seconda: un prelievo non autorizzato ai cittadini ucraini che si vedranno prelevare soldi direttamente dai loro depositi.
Ecco perché il Presidente della Russia, è intervenuto nella sua regione autonoma rendendola neutrale da influenze esterne, proteggendone i confini con l'esercito russo, e infine ha indetto un referendum democratico sulla decisione della regione di tornare a far parte o meno della Federazione Russa.

Non si può certamente dire che non abbia salvato il paese dalla sorte che adesso è toccata all'Ucraina, e mentre l'Ucraina subisce l'impoverimento da parte dell'Unione Europea, la Crimea ha festeggiato con fuochi d'artificio.
Nel frattempo però non solo la Crimea, ma anche diversi altri stati hanno deciso di entrare nella Federazione Russa, in quanto si sono resi conto che l'identità nazionale e la stessa Russia, sta impartendo vere e proprie lezioni di democrazia all'Occidente, ai tempi della Guerra Fredda considerato una vera e propria ancora di salvezza per chi cercava di fuggire dagli orrori dittatoriali dell'Unione Sovietica, oggi invece con le politiche di austerità imposte da Barack Obama e dall'Unione Europea, la quale mira a espandersi con la propria voragine di povertà e svaluta monetaria annettendo vari stati, stranamente spesso dopo delle rivolte contro i stessi governi, senza un referendum, poi segue l'introduzione della nuova moneta (euro) e la moneta vecchia viene svalutata e si arriva ad un'impennata dei prezzi alimentari, se il paese ha giù un pesante debito sulle spalle, come la Grecia e ora l'Ucraina, la povertà dilaga, la Troika impone licenziamenti, migliaia di persone perdono il lavoro, gli annunci di lavoro riportano dettagli del tipo "solo con esperienza", rendendo quasi inutile per chi finisce l'Università o la scuola cercare lavoro e così facendo nessuno impara più un mestiere, e nell'arco di diversi anni le persone ormai di vecchia generazione subiscono un'aumento dell'età pensionabile e una volta raggiunta questi vanno in pensione con la schiena "rotta" ma non ci sono più persone che possano prendere il loro posto, e se ce ne sono il numero sarà assai una bassa percentuale.
Così si assiste alla lenta morte della produzione e della crescita di un paese, la quale verrà in seguito sostituita da lavoratori di origine straniera favoriti dalla politiche sull'immigrazione.
Ecco come si assisterà alla caduta della sovranità e all'identità nazionale.
Ecco perché una grande moltitudine di ucraini in quest'ultimo mese stanno migrando verso la Russia e la Crimea, in realtà non fuggono dalla guerra, ma dall'Europa e dalla povertà.
Conoscono a sufficienza ciò che l'euro ha fatto alla Grecia, all'Italia, alla Spagna e al Portogallo.
Ogni giorno in Crimea giungono profughi dall'Ucraina, il numero totale ha raggiunto alcune migliaia, si decide di creare i campi profughi, comunica il vice primo ministro della Repubblica di Crimea Rustam Temirgaliev.
"I cittadini dell'Ucraina ogni giorno attraversano il confine della Crimea con la richiesta di ottenere la cittadinanza russa e rimanere a vivere in Crimea. In media, registriamo oltre 200 persone al giorno", ha detto il funzionario.
La stessa cosa sta succedendo anche in Russia.
Dall’inizio della crisi Ucraina sono 675000 i profughi che hanno chiesto di entrare nelle frontiere russe e sono stati accolti, se la tensione persiste, e non si garantisce la sicurezza dei cittadini con le forze russe, si rischia che questi diventino milioni, e questo non è tollerabile.
Se i profughi vanno in Russia vuol dire che vogliono dai russi garanzie e sicurezza.
La Russia non può quindi restare a guardare, ma ha l’obbligo di intervenire a salvaguardia di minoranze russofone e di coloro che stanno chiedendo (come i cittadini della Crimea) protezione e garanzie contro un governo che non garantisce diritti costituzionali e civili alle minoranze.
Ora come ora invece una vasta porzione delle nazioni si sta affiancando accanto alla Russia e diverse altre regioni o addirittura veri e propri stati, vogliono tornare ad annettersi alla Federazione Russa, come un tempo, portando una morente Unione Europea e Stati Uniti a ritrovarsi stretti in una sorta di ferro di cavallo, isolati come appoggio rispetto alle altre nazioni.
Mentre l'Unione Europea sostenuta dagli Stati Uniti sono stati respinti dall'annessione di Mosca della penisola di Crimea con rispettivo referendum popolare, il presidente russo Vladimir Putin sta spostando gli ingranaggi in America Latina.
Come prima ha delineato il ministro della difesa russo Sergei Shoigu nel febbraio scorso, Putin ha ora intenzione di tenere gli Stati Uniti fuori bilancio con Mosca che stabilirà basi militari effettive e le massiccia vendita di armi nella regione latinoamericana.
Il piano di Mosca segue un recente annuncio da parte dell'Iran di avere la sua pattuglia di navi da guerra nelle acque al largo della costa degli Stati Uniti.
Russia e Iran hanno dichiarato che la loro maggiore presenza è anche in risposta alle installazioni militari statunitensi vicino a loro paesi, tra cui l'espansione verso est della North Atlantic Treaty Organization (NATO) fino ai confini della Russia.
La creazione di basi russe permanenti e una grande presenza russa nell'emisfero occidentale sottometteranno le politiche degli Stati Uniti e portando egli stessi a ridurre l'influenza di Washington nella regione.
Allo stesso tempo, darà a Mosca una base per mettere in atto armi offensive nell'emisfero occidentale, ponendo un'altra sfida formidabile per le difese della patria degli Stati Uniti da potenziali minacce missilistiche.
Il WND (WorldNetDaily) in precedenza ha sottolineato che gli Stati Uniti mancano di adeguate difese missilistiche nel Golfo del Messico da un eventuale attacco missilistico da sud. Inoltre, WND ha riportato che la Russia ha iniziato la distribuzione di sottomarini nucleari missilistici nel sud del mondo, accentuando ulteriormente tale minaccia.
Esperti come l'ex direttore dell'Iniziativa di Difesa Strategica e l'ambasciatore Henry Cooper hanno sostenuto che a causa di questa minaccia, gli USA hanno bisogno di implementare gli esistenti sistemi di difesa antimissile Aegis nella parte meridionale degli Stati Uniti.

I missili Aegis lanciati sia dalle navi della marina militare o dalla riva sono in grado di intercettare in orbita le armi nucleari, ma la conseguente esplosione ad alta quota potrebbe anche causare un evento di impulso elettromagnetico.
Un attacco EMP, a sua volta, potrebbe mettere fuori uso il sistema della rete elettrica vulnerabile degli Stati Uniti e altre infrastrutture critiche da cui la società statunitense dipende.
Un attacco catastrofico della durata di mesi e anni, inoltre, ha il potenziale di uccidere fino al 90 per cento della popolazione degli Stati Uniti attraverso la fame e la mancanza di assistenza medica.
Mentre i rapporti pubblicati dicono che Putin sta cercando di stabilire basi militari a Cuba, Nicaragua e Venezuela, i quali sono stretti alleati di Mosca, fonti informate della WND dicono che l'attenzione del presidente russo sarà in Nicaragua, che è relativamente politicamente ed economicamente stabile.
Allo stesso tempo, la strategia di Putin guarda anche Venezuela, Cuba e Nicaragua - non solo per le visite di porta marina, ma anche per il rifornimento di bombardieri russi alle loro basi aeree.
Questo potenzialmente significativo aumento della presenza militare russa in America Latina darebbe a Mosca la capacità di intraprendere missioni di combattimento, non solo in America Latina ma anche in tutto il Nord America stesso.
In parole povere da questo punto di vista il Nord America è strategicamente circondato senza contare che la stessa Federazione Russa in caso dovesse iniziare una guerra condivide quasi 5000 chilometri di confine con la Cina che ha quasi un miliardo e mezzo di abitanti, l’economia più forte del globo e che ha fatto chiaramente sapere che sull’Ucraina comprende la posizione russa.
Se non bastasse, anche il Kazakistan, mastodontico confinante, ha ribadito la sua piena fiducia nel Cremlino e lo stesso hanno fatto la Bielorussia, il Tagikistan e la Turchia che, in maniera per nulla scontata, attraverso il presidente Erdogan ha speso parole di appoggio per la Russia dirimpettaia nel Mar Nero e, un tempo, rivale in Crimea.
Tra i paesi confinanti, dunque, a strepitare contro i russi sono soltanto i baltici: 6 milioni di abitanti in tutto, a fronte di quasi due miliardi di persone che popolano gli stati “pro-russi” summenzionati.
Se aggiungiamo che anche l’India (1 miliardo e mezzo di abitanti) ha detto di comprendere le ragioni russe arriviamo ad oltre metà del pianeta schierata con Mosca.
Tutte queste nazioni possiedono un proprio arsenale di armi nucleare, senza parlare di altro, allo stesso modo la Cina attualmente in piena corsa ad un ampliamento degli armamenti e in un escalation di tensioni con il Giappone per delle isole contese, possiede il più vasto esercito del mondo, di conseguenza gli Stati Uniti con i loro alleati l'avrebbero molto dura in caso di un'escalation della tensioni internazionali.
Ora facciamo riferimento a come gli Stati Uniti potrebbero addirittura territorialmente farsi addirittura più piccoli quando lo stato dell'Alaska, ha indetto una petizione popolare sul sito della Casa Bianca per tornare a fare parte della Federazione Russa. (sito ufficiale) Meglio non immaginare Barack Obama quando ha saputo la notizia.

Affinchè le autorità degli Stati Uniti diano ufficialmente una risposta alla petizione, servono ancora 92.500 firme entro il 20 aprile.
"Votate per la secessione dell'Alaska dagli Stati Uniti e la sua annessione alla Russia", - si legge nella petizione pubblicata il 21 marzo.
Nel testo si afferma che "in antichità gruppi di vecchi siberiani russi avevano attraversato lo Stretto di Bering e iniziato a colonizzare la costa artica."
La petizione fornisce inoltre informazioni enciclopediche secondo cui i primi europei ad esplorare l'Alaska nel 1732 erano stati proprio i russi.
Con un'estensione di 1.717.854 km² è lo Stato più grande di tutta la federazione. Nel 2012 la popolazione dello Stato era di 731.449 abitanti. Circa la metà di questi abitanti vivono nell'area metropolitana di Anchorage, centro principale dello stato.
L'economia dell'Alaska è dominata dalle riserve di petrolio, gas naturale e dall'industria della pesca, risorse di cui dispone in abbondanza. Anche il turismo occupa una parte significativa dell'economia.
Gli Stati Uniti hanno acquistato l'Alaska dalla Russia il 30 marzo 1867, per 7,2 milioni di dollari (120 milioni di dollari al netto dell'inflazione), a circa due centesimi per acro (4,74 $/km²).
L'area ha attraversato diversi cambiamenti amministrativi prima di essere organizzata come un territorio l'11 maggio 1912.
È stato ammesso come 49º stato degli Stati Uniti d'America il 3 gennaio 1959.

La stessa richiesta è stata fatta dalla Transinistria, una regione autonoma della Moldavia.
Tale appello è stato ricevuto dal presidente della Duma di Stato Sergej Naryshkin da parte del Consiglio Supremo della repubblica non riconosciuta della Transnistria.
L'ha inviato il presidente del consiglio Mikhail Burla.
Nel 2006 al referendum in Transnistria a favore dell'adesione alla Russia ha votato il 97,2% degli elettori, ha ricordato Burla.
E' stato già approvata in prima lettura la legge costituzionale sul riconoscimento della legislazione russa come parte della legislazione transnistriana.
In Transnistria ufficialmente la lingua nazionale è il russo, vi abitano 200 mila cittadini russi.
“La Russia minaccia la Transnistria ammassando truppe al confine orientale con l’Ucraina”, una frase ripetuta per tutta la giornata di ieri dai media tradizionali.
Allora facciamo un po’ di chiarezza, la Transnistria non è minacciata dalla Russia, in Transnistria sono già presenti 1500 soldati russi armati ed equipaggiati di tutto punto, la Transnistria è un protettorato russo, una repubblica autonoma riconosciuta solo da Mosca.
Quindi la Russia non minaccia la Transnistria bensì le truppe lì dislocate possono dare filo da torcere agli ucraini in caso di un conflitto tra Russia e Ucraina.
Gli ucraini, in caso di conflitto, dovrebbero difendersi su tre fronti: la Crimea, il confine est e appunto la Transnistria.
Non solo la Transinistria, ma anche la Striscia di Gaza, per quanto separata sia dalla Russia, quest'ultima allo stesso modo ha fatto richiesta di entrare a far parte della Federazione Russa.
Sullo sfondo dell'accordo di annessione stipulato tra la Crimea e la Russia, nella versione russa del sito del Centro di informazione palestinese è apparsa la notizia che a Gaza un gruppo di iniziativa svilupperà una proposta al governo dell'enclave palestinese, situata nel territorio di Israele, per avviare il referendum sull'ingresso nella Federazione Russa.

Del gruppo di iniziativa fanno parte cittadini russi che vivono a Gaza.
Nella regione vivono circa 50.000 persone, per lo più cittadine russe che hanno coniugi palestinesi, le quali sono in possesso di passaporto russo.
Nel testo del messaggio gli iniziatori non hanno dubbi sull'esito favorevole del referendum.
Dopo il referendum in Crimea, si sta evidenziando il cosiddetto Precedente, alla quale i consensi in tutto il mondo verso la Federazione Russa sono andati aumentando, in contrasto con un'Occidente (Unione Europea-Stati Uniti) che sta cercando di imporre alla Russia delle severe sanzioni, specialmente dopo aver separato la Crimea dall'Ucraina, in base ad un referendum valutato per consenso popolare, anziché votato da esclusivi capi di governo.
La stessa maggioranza del popolo americano approva e rispetta più il presidente russo che lo stesso presidente americano.
Gli americani in un nuovo sondaggio credono che il presidente Vladimir Putin sia un leader molto più forte del presidente Obama.
Un sondaggio di YouGov / Economist ha trovato che il 78 per cento vede Putin come un leader più forte. Solo il 45 per cento vede Obama allo stesso modo. Peggio ancora, il 55 per cento vede Obama come un leader debole.
Il sondaggio ha rilevato che il 50 per cento non crede che gli “Stati Uniti dovrebbero essere coinvolti nella disputa della Russia con l’Ucraina. Il venticinque per cento lo farebbe, e il 24 per cento non sono sicuri.
Il 24% non è certo. Solo il 26% è favorevole ad un coinvolgimento.
Il problema è che le sanzioni avranno l'effetto non di indebolire la Federazione Russa, ma bensì a farne le spese saranno principalmente l'Europa e gli Stati Uniti, sempre più isolati.
In primis, la Russia ha avvertito e ora sta attuando la decisione, in vista delle sanzioni economiche, di cambiare la propria valuta monetaria.
La Russia può schivare le sanzioni americane proposte con il semplice passaggio ad altre valute e la creazione di un proprio sistema di pagamento, ha confermato agli inizi di marzo il consigliere economico di Putin, Sergei Glazyev.
E' stato confermato in questi giorni che effettivamente la Russia potrebbe a breve cambiare la valuta.
Dopo riluttanza della Cina a votare contro la Russia alle Nazioni Unite e la notizia di ieri che la Cina citerà in giudizio l'Ucraina per 3 miliardi di dollari di rimborso del prestito, sembra che la Russia renderà il favore.
Parlando al Forum per lo Sviluppo Economico Cinese, sulle relazioni ITAR-TASS, il capo economista della banca più grande della Russia ha dichiarato che "lo Yuan della Cina diventerà la terza valuta di riserva del futuro."
Il Managing Director e Chief Economist della società di investimento Sberbank Yevgeny Gavrilenkov riferisce al governo nel 15° forum cinese sullo sviluppo economico nella capitale cinese(via ITAR-TASS):
" Lo yuan della Cina può diventare una terza valuta di riserva del mondo in futuro "
"Questa previsione può essere fatta sui dati della crescita economica interna. Probabilmente il paese manterrà elevato il tasso di crescita del PIL e il volume del PIL aumenterà a circa 14-16000000000000 dollari per un breve periodo di tempo, con indicatori paragonabili all'Unione europea e negli Stati Uniti.
Nel frattempo, i titoli cinesi sono più attraenti per i paesi che hanno un surplus in economia, in particolare gli stati del Medio Oriente e la Cina, che ovviamente, seguiranno il percorso di assicurare il patrimonio del paese "
Il forum che ha aperto nella capitale cinese il 22 marzo discute una vasta gamma di questioni di riforme economiche e rafforzamento del ruolo della Cina come la seconda più grande economia mondiale .
Nel frattempo dal punto di vista economico la Russia sembra essere diventata di gran lunga più strategica e ingegnosa di quanto gli Stati Uniti si aspettassero.
Un'altra mossa da scacco matto di Putin, dopo quella di usare la valuta cinese e non più l'euro o il dollaro americano come valuta di riserva: l'intera Russia esce dal circuito Visa - Mastercard e si organizza per avere le proprie carte di credito! Questa decisione - finanziariamente vantaggiosissima per la Russia - produce un danno clamoroso ai colossi americani del pagamento con carta di credito:
perdono in un colpo solo 100 milioni di clienti.
La decisione di Putin nasce perché Obama ha dato ordine a Visa e Mastercard di bloccare le trasazioni in Russia.
Solo che, questa decisione si è rivoltata come un boomerang contro i colossi americani che non si aspettavano che al Russia fosse pronta - in pochi giorni - a sostituirli.

Ne scrive il sito economico in lingua inglese rt.com


"La decisione dai sistemi di pagamento internazionali Visa e MasterCard di bloccare il loro uso in Russia ha innervosito alcune imprese russe. Nel frattempo, Mosca afferma che il proprio sistema di pagamento elettronico nazionale può diventare pienamente operativo entro pochi mesi. (Ma già da ora alcune grandi banche l'hanno messo in atto)
La scorsa settimana MasterCard e Visa bloccarono i pagamenti elettronici di alcune banche russe, il che ha mostrato come il mercato russo fosse monopolizzato dagli operatori internazionali. E sebbene i sistemi di pagamento avessero poi ripreso le operazioni con la russa SMP Bank (di domenica!) si stima che clienti abbiano ritirato circa 111 milioni dollari dai loro conti in soli due giorni.
Dopo anni di retorica sulla necessità di avviare un sistema di pagamento elettronico nazionale in Russia, adesso (dopo questo episodio) potrebbe diventare presto una realtà.
Infatti: "Il sistema di pagamento PRO 100 è tecnologicamente pronto per fornire un servizio nazionale nel prossimo futuro. Stimiamo ci vorranno un paio di mesi, tuttavia le principali banche russe che rappresentano oltre il 40 per cento del mercato interno sono già collegate al sistema di pagamento PRO 100" ha dichiarato Andrey Nesterov, direttore delle comunicazioni aziendali presso la Card Elettronica Universale RT .
Lanciato come "pilota" nel 2010, il progetto universale di carta di credito elettronica prevede sia utilizzabile in ogni ufficio di governo,nei servizi municipali e commerciali, via internet e nei bancomat di tutta la Russia. L'applicazione bancaria elettronica della nuova carta di credito è basata sul sistema di pagamento "scheda elettronica universale" con il logo PRO 100.
Quattro grandi banche russe sono tecnicamente pronte per utilizzare il sistema di pagamento russo: Sberbank , Uralsib , BAR AK e Mosca Industrial Bank".
Con questo, Putin ha tagliato fuori Visa e Mastercard da un quarto del pianeta terra, creando anche una valida alternativa ai colossi americani del credito elettronico, nel caso qualcuno volesse farne a meno. Anche in Europa.


L’azione coraggiosa di Putin di salvare la Crimea, mentre l’Unione Europea assimilava l’Ucraina ha portato un sacco di altre questioni in gioco, non ultimo delle quali è previsto il blocco del gas naturale che della Russia arriva all’Ucraina e molte nazioni europee che dipendono da esso, non ultima delle quali è la Germania.

Mentre l'Europa sta cercando alternative energetiche nel momento in cui decide di sanzionare l'annessione della Crimea da parte della Russia, Gazprom potrebbe a breve staccare la spina delle sue esportazioni in Germania e nel resto dell'Europa, con l'aumento del 40% da parte dei prezzi del gas da parte dell'Ucraina è il miglior indicatore di quello che potrebbe essere l'esito per il continente.
In questo quadro poi, riporta il quotidiano Reuters, la Russia sta preparando l'annuncio dell'accordo del “Santo Graal” energetico con la Cina, che creerebbe uno spostamento geopolitico tale da sconvolgere gli scenari mondiali.

“Il Santo Gral per Mosca è un accordo di approvvigionamento di gas con la Cina che è apparentemente pronta oggi dopo anni di negoziazioni. Può essere firmato alla prossima visita di Putin in Cina a maggio come dimostrazione che il potere globale si è spostato a oriente e non ha più bisogno dell'occidente”, scrive Reuters.
Gazprom, del resto, ha annunciato di voler pompare 38 miliardi di metri cubici di gas naturale all'anno alla Cina a partire dal 2018 attraverso il primo gasdotto tra il principale produttore di gas al mondo e il principale consumatore dello stesso. “Maggio è nei nostri panni”, ha dichiarato un portavoce di Gazprom, incalzato su una data per un accordo.
In questo contesto il commercio bilaterale denominato sia in Rubli che Renmimbi (o oro) potrebbe riguardare Iran, Iraq, India, e presto l'Arabia Saudita, il principale rifornitore di petrolio della Cina, Zero Hedge sottolinea come “potete dire addio ai petroldollari”.
In contemporanea a questa prossima impennata dei prezzi del gas l'Unione Europea è gli Stati Uniti si sono ritrovati di fronte ad un serissimo problema, il quale ha portato il popolo americano a preoccuparsi delle proprie forniture energetiche.

Molti sono preoccupati per la stessa sicurezza americana sotto l'attuale presidenza per due ragioni: (1) ha deliberatamente indebolito l’esercito statunitense e (2) le politiche energetiche nazionali non sono riuscite ad approfittare delle scoperte di enormi quantità di riserve di gas naturale e petrolio.
La perforazione per loro sulle terre federali e offshore è stata in gran parte vanificata.
Di conseguenza l’economia statunitense ha languito a lungo quando poteva essere in piena espansione proprio dal solo settore energetico.
Due reporter per il Wall Street Journal hanno spiegato il perché “del premere degli Stati Uniti per le esportazioni di gas naturale all’Ucraina è stato ostacolato” nella sua edizione marzo 12L.
“Né l’infrastruttura né i mercati internazionali per il gas naturale si sono evoluti al punto in cui gli Stati Uniti possono intervenire e fornire i generi di approvvigionamento energetico che consentano di ridurre rapidamente la dipendenza da queste nazioni dal gas russo.”
“Le compagnie energetiche statunitensi hanno bisogno di diversi anni per costruire impianti per esportare il gas e l’Ucraina non ha le strutture per riceverlo … Le macchine giganti e torri di raffreddamento che ci vogliono per rendere il gas naturale liquefatto, o GNL, impiegheranno anni per essere costruite e costeranno miliardi di dollari."
Di conseguenza gli effetti delle sanzioni contro la Russia, sull'impennata dei prezzi o addirittura il blocco delle forniture di gas naturale, si faranno pesare sulle bollette energetiche del continente europeo per anni.
Resta tuttavia da vedere se le prossime elezioni europee di maggio non possano cambiare le carte in tavola in favore della Russia e con un duro colpo sia verso l'attuale Unione Europea, sia verso gli Stati Uniti, e c'è la quasi scontata idea che ciò possa realmente accadere.
Perchè?
Perchè i consensi popolari contro l'attuale politica dell'Unione Europea e sopratutto contro la stessa moneta unica che ha eliminato la sovranità monetaria dei singoli paesi a cui si sono annessi, superano di gran lunga quelli di cui vuole continuare con questo genere di politica di austerità.
I Partiti che sono contrari alla politica imposta dall'Unione Europea raggiungendo elevate maggioranze si sono ora alleati per fronteggiare e porre fine ai problemi, povertà e disoccupazione che essa stessa ha generato nel corso degli anni.

Le Pen è convinta che l’«impero europeo» sia ormai prossimo al tramonto, tenuto in vita solo in funzione della sopravvivenza della propria classe dirigente.
L’euro è destinato a crollare e ogni Paese farà ritorno alla propria moneta e a un’economia finalmente libera dai diktat della Bce.
Si definisce nazionalista, Marine, ma rifiuta di essere classificata nell’estrema destra: per lei la distinzione tra destra e sinistra non ha più senso, la contrapposizione vera è tra chi sostiene che la nazione sia la struttura migliore per assicurare la sicurezza, la prosperità e l’identità di un paese, e i cosiddetti mondialisti, fautori della globalizzazione e della sovranazionalità.
Sul piano dei diritti civili, tollera l’omosessualità ma, pur negando con forza di essere razzista, ha posizioni molto dure in materia di immigrazione.
Nel caso in cui uno straniero infranga la legge, dovrebbe essere privato della cittadinanza e la pena, se il reato fosse grave, andrebbe scontata nel Paese d’origine.
Nonostante sia contraria all’aborto, non modificherebbe la normativa vigente, ma favorirebbe una politica orientata alla tutela della famiglia e all’aumento della natalità.
Per Marine lo Stato viene prima di tutto.
In politica estera la signora Le Pen uscirebbe dalla Nato e si avvicinerebbe alla Russia per «ovvi motivi, geostrategici e di comunanza culturale».
E’ nemica giurata dell’euro e dei diktat della Bce ed è favorevole al ritorno del franco.
In questo caso in Italia si tornerebbe alla lira e promette che a Strasburgo darà filo da torcere all’Europa delle lobby.
Ha già convinto gli olandesi conservatori del Partito per la Libertà, guidato da Geert Wilders, a fare un’alleanza alle prossime elezioni europee.
Anche Matteo Salvini, della Lega Nord, sarà della partita. Per la formazione padana, Le Pen ha avuto sempre parole di grande apprezzamento.
Nel Gruppo Parlamentare di destra dovrebbero entrare, salvo sorprese, anche il partito austriaco FPÖ, la formazione belga Vlaams Belang e i Democratici Svedesi.
Tutte forze euroscettiche.
(vedi anche qui)
«Chiedo a tutte le forze euroscettiche d'Europa di allearsi in difesa degli Stati nazione, del ritorno alla democrazia, alla sovranità dei popoli, all'identità nazionale», ha affermato la leader del Front National, accreditato dai sondaggi come primo partito di Francia nel voto europeo di maggio.
Durante l'elezioni dei giorni scorsi dei sindaci della città in Francia, il Front National, ha superato nettamente tutte le aspettative, segnale che i tempi della seta e dell'austerità stanno nettamente cambiando.
Citava i giorni scorsi il Fatto Quotidiano:
"Il Fronte nazionale di Marine Le Pen conquista la Francia, ancora prima delle europee alle quali l’estrema destra euroscettica viene data addirittura come probabile primo partito. Il Fronte Nazionale dilaga nel sud, conquista il primo posto in città impreviste. Per la sinistra di governo di Francois Hollande, che temeva di essere punita dagli elettori, la disfatta è totale, con i candidati della dell’Ump (destra moderata) in testa nelle prime due città, Parigi e Marsiglia.
I due partiti principali e “classici” della politica francese, escono comunque entrambi clamorosamente sconfitti nei numeri e nella sostanza da questo primo turno delle amministrative. Nei numeri di città come Fréjus, Hénin-Beaumont, Béziers, Perpignan, dove il candidato del Fronte finisce nettamente in testa o persino eletto al primo turno. Nella politica svolta finora, perché l’astensionismo record (fra il 35 e il 38%) dimostra la disaffezione dei francesi verso l’establishment e, in particolare nella gauche, la delusione per i due anni di mandato presidenziale di Hollande."

E' chiaro che siamo solo all'inizio di un cambiamento che alle Elezioni Europee cambierà radicalmente la politica dell'Unione Europea.
Gli esempi della massiccia mobilitazione e repulsione dell'attuale Unione Europea sono ormai la maggioranza rispetto a chi la sostiene.
Da giorni si rincorre la notizia dell’euroscetticismo da parte degli europei.
Il sondaggio condotto da Ipsos European mostra chiaramente come il 68% di tutti gli europei che nel mese di maggio saranno chiamati a votare per il rinnovo dell’Europarlamento dichiara che l’Ue sta andando nella direzione sbagliata e la cifra relativa all’Italia è ancora più allarmante: il 77% non solo si rivela euroscettico ma anche pessimista sulle sorti dell’Unione Europea.

La stessa percentuale viene registrata dal sondaggio anche per Francia e Spagna. In Germania anche il dato non di certo positivo, ad essere critici è il 61% dei cittadini tedeschi che non appoggia a pieno la politica di Bruxelles.
Dobbiamo anche considerare il gran numero di economisti che confermano che se l'Italia uscisse dall'euro oppure si ponesse fine alle scialbe politiche di austerità ci sarebbe solo da guadagnare.

Mutui, banche, svalutazione della moneta, inflazione.
Tutti problemi inesistenti fuori dall'euro secondo Claudio Borghi, docente all'Università Cattolica di Milano e convinto sostenitore della necessità di dire addio alla moneta unica.
In un'intervista ad Affaritaliani.it, l'economista spiega:
"L'euro è diretta causa della nostra crisi". E il prezzo da pagare per il ritorno alla lira?
"Costa di più restare nell'euro".
Riportiamo un breve spezzone dell'intervista secondo la quale per lui, uscendo dall'euro ci sarebbe solo da guadagnarci.

Perché l'Italia dovrebbe uscire dall'Euro?
"Gli argomenti sono tantissimi, ma il principale è che l'euro è diretta causa della nostra crisi".

Perché?
"Se facciamo attenzione vediamo che la crisi non è mondiale. Tutto il mondo cresce, solo l'area sud dell'Eurozona non cresce. E già questo dovrebbe far drizzare le antenne. D'altra parte se si prende uno stato e gli si mette una valuta artificialmente forte, quello stato va in crisi. E' sempre successo, all'Italia prima del 1992, all'Argentina quando ha bloccato il peso sul dollaro. Se vogliamo uscire dalla crisi dobbiamo togliere l'euro, non c'è altra soluzione".

Il successo del Front National in Francia mostra che il fronte no-euro è ben più ampio di quello dei Paesi del sud. E' solo l'Italia che deve uscire dall'euro o l'euro deve essere archiviato?

"A rigor di logica l'Italia dovrebbe essere il primo Paese a uscire perché è l'unico Paese che ha tutti gli svantaggi e nessun vantaggio. Gli altri Paesi in crisi maggiore, penso a Spagna e Grecia, hanno subito il colpo ma adesso stanno avendo un risarcimento, sono cioè pagati attraverso il Fondo salva Stati. L'Italia è l'unico Paese in crisi che paga. Quindi se fossimo intelligenti, e se il dissenso non fosse stato canalizzato in modo innocuo verso il Movimento 5 Stelle, saremmo i primi a dire basta. Invece siamo molto indietro in termini di comprensione del problema e credo che i media abbiano in questo le loro responsabilità, perché spargono terrorismo in modo vergognoso sulle conseguenze di un'uscita dall'euro".

Quali vantaggi ci sarebbero per l'economia italiana se uscissimo dall'euro?
"In primo luogo la libertà di poter perseguire delle politiche anticicliche. Che tradotto vuol dire: fare come hanno fatto americani, inglesi e giapponesi, ovvero tutti Stati dotati di sovranità monetaria, dare cioè uno stimolo all'economia per farla uscire dalla stagnazione senza dover sottostare a delle regole europee che ti costringono a fare il contrario".

Non basterebbe allentare l'austerity?
"Se l'austerità venisse eliminata mantenendo l'euro andremmo ancora più in crisi. Perché le persone, avendo dei soldi in più da spendere, comprerebbe prodotti stranieri. Non si può risolvere la crisi agendo solo sull'austerità. Lo possono fare Usa, Giappone e Inghilterra perché hanno un cambio corretto della loro valuta. E possono fare il quantitative easing, il pacchetto di stimolo, possono abbassare le tasse e aumentare la spesa per spingere il Pil, senza rischiare che questi soldi poi fuggano all'estero a causa del cambio sbagliato".


Se l'Italia uscisse dall'euro, che cosa succederebbe all'euro?

"L'euro non può reggere l'uscita di un Paese grande. Potrebbe reggere l'addio di Cipro e di Atene. Ma ai greci non conviene uscire ora che gli stanno dando soldi. Anche se sono convinto che, se uscissero, dopo poco tempo si rimetterebbero in piedi e a quel punto sarebbero un esempio per tutti. Ed ecco spiegato perché la Germania a tutti i costi non vuol fare uscire la Grecia, perché deve passare il messaggio che l'euro è irreversibile". (per l'intervista integrale vedi qui)

In Portogallo invece 74 economisti di diverse nazionalità hanno firmato un documento per criticare l’austerità e chiedere politiche compatibili con la crescita in Portogallo, dando il loro sostegno a coloro che difendono una ristrutturazione del debito pubblico.
“L’austerità ha aggravato la recessione, ha fatto aumentare il debito pubblico e ha causato sofferenza sociale, provocata da un abbassamento delle pensioni e dei salari – affermano questi economisti nel documento pubblicato giovedì scorso dal quotidiano portoghese Pubblico.
Il Portogallo, sotto assistenza finanziaria internazionale da maggio 2011, ha attuato un rigoroso programma per tentare di risanare le sue finanze.
E’ tempo di cambiare politica – scrivono i firmatari, che esprimono anche il timore per le conseguenze del rigore in Europa in un testo intitolato “Ristrutturare il debito insostenibile e promuovere la crescita respingendo l’austerità.”

In Grecia, invece, sembra che anche qui stia letteralmente per aver inizio un focolaio che sommandosi a tutta la maggioranza di cittadini e partiti contrari all'Unione Europea che potrebbe presto diffondersi come uno tsunami anche tra gli altri cittadini.
A parlare stavolta è lo stesso Presidente della Repubblica, che martedì 25 marzo ha indetto un discorso contro le politiche imposte dall'Unione Europea.
Gli sforzi della Grecia per rompere l'accerchiamento dei suoi creditori, il Fondo monetario internazionale e l'Unione europea, saranno "vittoriosi".
Lo ha detto il Presidende della Repubblica greco, Karolos Papoulias.
"Il nostro popolo ha iniziato la lotta per rompere l'accerchiamento dei suoi creditori", ha dichiarato alla stampa il leader 84enne in occasione della parata militare annuale che si svolge ad Atene per commemorare la guerra d'indipendenza contro l'Impero ottomano. le sue parole sono incendiarie, contro la Troika.
"La nostra storia dimostra che questa lotta sapra' anche tradursi in una vittoria", ha aggiunto Papoulias, ex membro della resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale.
La Grecia non riesce a riemergere da un piano di austerita' profondamente impopolare adottato nel 2010 in cambio di prestiti dell'Fmi e della UE strutturati secondo i dettami delle oligarchie finanziarie europee a cui i membri della Commissione sono asserviti. Il Paese quindi e' nella morsa della recessione, la disoccupazione e' salita alle stelle negli ultimi quattro anni, e non si intravedono vie d'uscita, se non la ribellione che addirittura il Presidente della Repubblica ellenica in persona incita con queste sue parole.
Terminiamo ora questo resoconto dei fatti spiegando il motivo di base per la quale il movimento contrario all'attuale politica dell'Unione Europea, ora in netta maggioranza, guidato dal Front National di Marine Le Pen, potrebbe rappresentare non solo la risoluzione degli attuali nostri problemi economici che le politiche precedenti gestite da incompetenti ci hanno portato, ma addirittura la nascita di un'economia in grande espansione.

Definita la “nouvelle Jeanne D’Arc”, Marine Le Pen rimane fedele alla linea politica esposta dal padre nel discorso di Parigi e la riconferma nel discorso del 22 aprile, poco prima delle elezioni presidenziali del 2012.
Marine Le Pen ha fatto evolvere l’intero discorso frontista, non tralasciando la questione dell’immigrazione in una Francia che non può rifiutare un multirazzialismo figlio della sua storia coloniale, ma mettendolo semplicemente in secondo piano.
Di fatto ha messo sul tavolo il concetto di sovranità nazionale e di giustizia sociale come priorità della politica e ha mostrato un forte interesse nella lotta contro l’anarco-capitalismo e la finanza apolide.
Questo atteggiamento politico è stato giudicato positivo e promettente dal governo russo che successivamente ha invitato la leader del Fronte Nazionale a Mosca, nel giugno del 2013.
Marine Le Pen è stata accolta dal capo dell’amministrazione presidenziale Sergueï Narychkine e dal presidente del comitato degli Affari esteri della Duma, Alexeï Pouchkov, con i quali ha affrontato diverse questioni (e soluzioni condivise) come l’aggressione straniera alla Siria di Bashar Al Assad, l’immoralità della legge sulle nozze gay, l’utilità della Nato nel progetto atlantista e le perversioni autoritarie dell’Unione Europea.
“Come noi, i russi sono attaccati alla loro identità e alla loro cultura e si rifiutano di sottomettersi al modello ultra-liberista e globalista” ha spiegato Marine Le Pen ai microfoni dell’agenzia di stampa russa Ria Novosti.
“Nel 2005, suo padre Jean Marie Le Pen ha sostenuto la costruzione di un’Europa delle nazioni “da Brest (Francia) a Vladivostok (Russia)”, un’idea precedentemente affermato da De Gaulle.
L’Europa può essere libera dalla tutela degli Stati Uniti e riorientare su uno spazio continentale?” ha domandato la giornalista alla leader del Fronte Nazionale che prontamente ha risposto “Si, io ci credo ed è in questa direzione che si orienta la mia politica. Dobbiamo liberarci dell’Unione Europea, una struttura soprannazionale e anti-democratica”.
Non è un caso infatti che Vladimir Putin veda in Marine Le Pen l’unico erede del gollismo in Francia e in Europa (una “terza via” che venne spezzata dal Sessantotto francese).
A inizio marzo 2014, il presidente russo, intervenendo ad una riunione del Consiglio Supremo economico eurasiatico a livello di capi di Stato, ha sottolineato che l’obiettivo generale della Russia, Bielorussia e Kazakistan è passare ad un nuovo livello di interazione, che contribuisca a costituire l’Unione Eurasiatica.
Il presidente russo ha sottolineato che è importante garantire tra gli Stati la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e della manodopera.
Il presidente russo Vladimir Putin conta sul fatto che il progetto del trattato sulla costituzione dell’Unione Economica Eurasiatica sia firmato prima di quanto programmato, ovvero entro maggio, e diventi operativo a gennaio 2015.
Quando si comprende il concetto di Unione eurasiatica di V. V, Putin, appare importante per la Russia creare zone di sicurezza interna ed esterna, nel contesto della critica e costante instabilità e turbolenza dei processi socio-politici nel mondo arabo-islamico.
Pertanto, la Russia deve compiere determinati sforzi verso l’intensificazione dei processi d’integrazione, con l’obiettivo di sviluppare l’industria e l’agricoltura negli Stati post-sovietici, per garantire il lavoro nei loro territori.
Di conseguenza, la formazione dello spazio geopolitico dell’Unione eurasiatica dovrebbe avvenire nella seguente sequenza:
1. Consolidamento dell’hinterland russo basandosi sullo sviluppo della cooperazione economica, i trasporti e la connettività informativa dei soggetti della Federazione.
2. Consolidamento confessionale e culturale dei popoli della Russia.
3. Creazione di una zona cuscinetto presso gli Stati post-sovietici, quali aree di influenza economica e politica diretta russa.
4. Formazione di una zona cuscinetto esterna di cooperazione economica e politica, per contrastare congiuntamente le sfide e le minacce del mondo moderno.
L’avanzamento del concetto di Unione eurasiatica, espresso da V. V. Putin, è un riflesso del fatto che è giunto il momento per un nuovo tipo di formazione o neo-impero, costruito sulla base di una verticale del potere sovranazionale, così come di una dottrina culturale e religiosa come base ideologica comune per tale unione.
La struttura dell’Unione Eurasiatica dovrebbe comprendere tre componenti:
- Nucleo dell’Unione rappresentata dalla Federazione russa nei suoi attuali confini;
- Zona di prossimità dell’Unione, comprendente i Paesi della CSI, uniti da istituzioni sovranazionali appositamente create;
- Spazio geopolitico esterno, strutturato intorno ai principali poli di influenze politiche, economiche, religiose e culturali (Cina, India, Pakistan, Iran e Turchia).
Nel quadro dell’Unione eurasiatica è opportuno stabilire una struttura internazionale, qualcosa come il “Forum Eurasiatico”, i cui fondatori dovrebbero essere tutti membri di questa unione e rappresentarne il nucleo. La creazione di una struttura continentale come l’Unione Eurasiatica fornirà le basi per una nuova configurazione dell’ordine mondiale del 21° secolo.
Di conseguenza ecco come dopo le elezioni di maggio 2014, il Front National guidato da Marine le Pen potrebbe essere il principio di un'avvicinamento alla Russia, di Putin, in quella che potrebbe diventare una futura nazione grande quanto l'Eurasia stessa che porrebbe fine all'influenza imposta dagli Stati Uniti.




Fonti:
http://www.imolaoggi.it/2014/03/22/cari-ucraini-benvenuti-in-eu-prelievo-forzoso-sui-conti-oltre-i-6-993-euro/
http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_24/In-Crimea-arrivano-migliaia-di-profughi-dallUcraina-8175/
http://piccolaeraglaciale.wordpress.com/2014/03/06/migliaia-di-profughi-ucraini-fuggono-verso-la-russia/
http://it.wikipedia.org/wiki/Alaska
http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_23/Petizione-alla-Casa-Bianca-per-lannessione-dellAlaska-alla-Russia-5466/
http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_18/La-Transnistria-seguendo-la-Crimea-vuole-aderire-alla-Russia-3538/
http://www.geopoliticalcenter.com/2014/03/transnistria-la-russia-non-la-minaccia-1500-soldati-russi-la-difendono/
http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_19/Anche-la-Striscia-di-Gaza-sogna-di-entrare-in-Russia-4224/
http://piccolaeraglaciale.wordpress.com/2014/03/18/guerra-fredda-come-lunione-europea-si-e-spezzata-un-piede/
http://www.zerohedge.com/news/2014-03-23/russia-returns-favor-sees-chinese-yuan-world-reserve-currency
http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=2715#.UyyG-Ttq-0o.facebook
http://www.climatechangedispatch.com/u-s-energy-the-ukraine-and-russia.html
http://www.climatechangedispatch.com/new-cold-war.html
https://www.facebook.com/frontnationalfrench/info
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/la_pen_grillo_accordi_euro/notizie/591236.shtml
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/23/amministrative-francia-stravince-lestrema-destra-di-marine-le-pen/923878/
http://www.clandestinoweb.com/number-news/143148-sondaggio-shock-dilaga-leuroscetticismo-ue-bocciata-da-7-europei-su-10/
http://scenarieconomici.it/portogallo-74-economisti-chiedono-dellausterita/
http://www.piovegovernoladro.info/2014/03/25/grecia-presidente-repubblica-incita-popolo-ribellione/
http://www.ilnord.it/c-2726_GRECIA_IL_PRESIDENTE_DELLA_REPUBBLICA_INCITA_IL_POPOLO_ALLA_RIBELLIONE_ROMPIAMO_LACCERCHIAMENTO_DELLA_TROIKA
http://www.lintellettualedissidente.it/marine-le-pen-leurasiatista/
http://www.associazionelatorre.com/2014/03/russia-accelerare-la-creazione-dellunione-euroasiatica-e-prevedere-confisca-beni-a-stati-uniti-e-ue/
http://aurorasito.wordpress.com/2013/12/01/il-programma-dintegrazione-eurasiatica-di-vladimir-putin/

venerdì 28 marzo 2014

SCARICA SISMICA DAL NICARAGUA ALL'ARGENTINA


Diversi terremoti sono stati registrati oggi nel Centro e nel Sud America. L’ultimo poco fa, in Nicaragua, di magnitudo 5.2, a circa 14 km dalla città di Masachapa. Il sisma ha avuto ipocentro a 66 km di profondità ed è stato avvertito in una vasta area, pur senza causare danni.
Due forti terremoti sono stati registrati anche in Argentina, lungo la cordigliera andina. Uno di magnitudo 5.5 e l’altro di magnitudo 5.4, hanno avuto entrambi epicentro a poco più di 50 km da Vinchina, nella provincia di La Rioja. Non ci sono stati danni neanche qui, ma le scosse (seguite da numerose repliche di minor magnitudo) hanno creato forte apprensione fra la popolazione.
L’area del centro-sud America, in particolare quella situata verso l’Oceano Pacifico, è una delle più sismiche del mondo a causa della presenza di margini tettonici importanti. Per quanto riguarda il Cile, l’Argentina e il Perù, la causa dei terremoti è lo scontro fra le placche di Nazca e Sudamericana. Per quanto riguarda la scossa di oggi in Nicaragua, le cause tettoniche sono da ricercare nella complessa dinamica tettonica che vede la placca Caraibica scontrarsi contro quella di Cocos, e allo stesso tempo scorrere relativamente a quella Sudamericana e Nordamericana.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2014/03/terremoti-giornata-movimentata-nel-centro-sud-america-dal-nicaragua-allargentina/272523/

CILE: OLTRE TRECENTO TERREMOTI IN DUE SETTIMANE


Il Cile centro-settentrionale è sottoposto da oltre due settimane ad uno sciame sismico prolungato e considerevole, partito grazie ad una scossa sismica di 6.8 della scala Richter che non avrebbe causato grandi danni ma che avrebbe provocato un piccolo tsunami a seguito di una frana sottomarina e dell’apertura di alcune fenditure sotterranee. Per il momento sono ben 4 le scosse di terremoto con magnitudo 6 Richter o superiore (l’ultima lunedì mattina) ma spunta una nuova ipotesi sul perché di così tanti terremoti ravvicinati.Secondo centinaia di pescatori che si recano nella zona per eseguire la propria professione, nell’area interessata dalle scosse starebbero emergendo bolle che sprigionano un fortissimo odore di zolfo. Si sta diffondendo allora tra la gente locale che in questa zona si sta preparando un’eruzione vulcanica, motivo per il quale un team di esperti sta preparando una missione subacquea nell’area, nel tentativo di capire le cause del misterioso fenomeno.



Fonte:https://www.facebook.com/groups/211569785626904/?fref=ts

SIGNIFICATIVO AUMENTO DELL'ATTIVITÀ VULCANICA GLOBALE


Durante il pomeriggio del 25 Marzo 2014, un incremento dell'attività si è verificato sul vulcano Reventador, Ecuador.
L'attività sismica è salita a livelli elevati e una emissione costante di gas e cenere è salito a 1,5 km dal cratere sul sommitale alla deriva verso ovest e sud-ovest.
Questo alla fine ha generato una ricaduta di materiale piroclastico sulle parti superficiali del cratere seguite da flussi piroclastici secondari che viaggiavano a 500 metri sotto il cratere.


Quella notte, numerosi blocchi sono franati lungo i fianchi orientali e sud.
I flussi di lava allo stesso modo si sono spostati lungo i fianchi sud-est ed est.
Intanto in Indonesia, una breve ma forte eruzione è avvenuta sul Merapi il 27 marzo 2014.

Questa ha prodotto un pennacchio di cenere che è salito all'altezza di 10 km di altezza.

Un'aumento dell'attività eruttiva è stata rilevata anche sul vulcano Marapi, Indonesia, dove il vulcano ha eruttato di nuovo il 27 marzo alle 16:15, ora locale.
Pare che fosse una delle più grandi esplosioni nell'attuale fase di attività del vulcano.

Anche se l'eruzione in sé non era visibile a causa della copertura nuvolosa, la sismica ha mostrato una forte esplosione che è durata 38 secondi e cenere relativamente spessa di cenere si è verificata poco dopo nei distretti di Batipuh e Tanahdatar fino alle 17.45.

Non è stato da meno il vulcano Sinabung,Indonesia, dove pennacchi bianchi densi sono saliti a 500 m sopra la cupola di lava, e alti 1 km come il 21 marzo.
La lava è franata per 2,4 km lungo i fianchi.

Un'aumento dell'attività eruttiva è stato osservato anche sul vulcano Batu Tara, Indonesia, dove dopo un tempo relativamente lungo senza maculati nubi di cenere, un pennacchio di cenere è stato rilevato dalle immagini satellitari (VAAC Darwin).

Rimane interessante anche l'attività del vulcano Dukono, Indonesia, dove l'attività presso il vulcano continua ad essere intensa.
Un pennacchio di cenere è stato segnalato il 27 marzo 2014 che si estendeva a 80 miglia nautiche a ovest a 10.000 piedi (3 km) di salita. (VAAC Darwin).

Ci spostiamo ora, in Perù, e osserviamo come all'interno del vulcano Ubinas, a causa di un'aumento del magma interno al vulcano si stia formando una nuova cupola di lava viscosa.

Questa nuova cupola di lava del vulcano continua a crescere lentamente nel cratere. Nuove osservazioni sul campo pubblicate ieri in un dettagliato rapporto hanno mostrato che la cupola di lava è ora di 120 m di diametro e ha completamente riempito la fossa interna sinistro dall'attività esplosiva nel 2006 (19 marzo).
Il 25 marzo, caduta di cenere è stata segnalata nelle città di Querapi e Ubinas, così come forti rombi a distanze fino a 6 km SE .
La sismicità rimane sopra lo sfondo con sciami sismici frequenti relative a movimenti fluidi interni.
Secondo IGP, l'intensità dell'attività corrente è ancora bassa e probabilmente continuerà a livelli simili, sebbene esplosioni (causate, ad esempio, da gas intrappolati sotto la cupola di lava) potrebbero verificarsi in qualsiasi momento.

In Papua Nuova Guinea invece, è stato osservato un'aumento dell'attività eruttiva del vulcano Karkar, dove diversi pennacchi di cenere a quota stimata di 8.000 piedi (2,4 km) sono stati avvistati negli ultimi 2 giorni.
Ciò suggerisce che una nuova fase eruttiva è cominciata sul vulcano remoto.

In Islanda, invece, è stato osservato un'aumento dell'attività sismica sul vulcano Grimsvotn.

Questa attività è collegata all'inondazione glaciale dal Grímsvötn che ora sta avvenendo.
L'evento, potrebbe essere stato innescato da fluttuazioni dell'attività idrotermale sotto il ghiaccio.
Il tremore armonico è aumentata sul vulcano Grímsvotn vulcano in contemporanea con questa alluvione glaciale.
L'ipotesi principale è che il diluvio glaciale è la creazione di questa alta frequenza di tremori armonici.
Questa idea tuttavia non ha conferme al momento attuale.
Al momento attuale non vi è nulla che suggerisca che un'eruzione ha o sta per iniziare sul vulcano.
Tuttavia il Grímsvotn è imprevedibile e molto attivo quando si tratta di eruzioni.
Se l'eruzione inizia potrebbe farlo senza un avvertimento, come lo ha fatto l'ultima volta nel 2011.

Fonti:
http://www.volcanoplanet.co.uk/apps/blog/show/42007353-eruptive-activity-on-reventador-and-merapi
http://volcansvanuatueruptionsgb.blogspot.fr/2014/03/28032014-reventador-marapi-merapi.html
http://www.volcanodiscovery.com/volcano-activity/news/43475/Volcanic-activity-worldwide-27-Mar-2014-Etna-Merapi-Marapi-Ubinas-Karkar-Dukono-Batu-Tara.html
http://www.volcanodiscovery.com/dukono/news/43455/Dukono-volcano-Halmahera-Indonesia-activity-update.html
http://www.volcanodiscovery.com/ubinas/news/43470/Ubinas-volcano-Peru-new-lava-dome-grows-to-120-m-diameter.html
http://www.volcanodiscovery.com/view_news/43465/Karkar-volcano-Papua-New-Guinea-ash-plumes-reported.html
http://www.volcanodiscovery.com/grimsvoetn/news/43476/Grmsvtn-volcano-Iceland-small-glacial-flood-and-earthquake-swarm.html

giovedì 27 marzo 2014

ECUADOR: FORTE AUMENTO DELL'ATTIVITÀ DEL VULCANO REVENTADOR


Secondo l'Istituto Nazionale di Geofisica presso il Politecnico nazionale (IG) di Quito l'attività sismica del vulcano Reventador è aumentata "in modo significativo" nella posizione nelle Ande ecuadoriane orientali.
Le autorità hanno dichiarato il livello di allerta "Arancio", a causa dell'intensificarsi nelle ultime ore erano delle emissioni di cenere e lava-
La popolazione nella sfera di influenza del vulcano, tra cui le province amazzoniche di Napo, Orellana e Sucumbios sono state allertate ed è stato chiesto "di agire immediatamente" in caso di emergenza.
L'ultimo rapporto l'istituto geofisico conferma emissioni di gas incandescente e una colonna di cenere che ha raggiunto un'altezza di 1,5 km sopra il cratere.
Una grande eruzione è avvenuta il 3 Novembre 2002.
Una parte del cono vulcanico inizialmente uniforme è stata spazzata via.
I paesi circostanti hanno dovuto essere evacuati a causa della immensa quantità di cenere e la polvere delle emissioni ha portato a significativi disabilità nella zona ovest della montagna.
Grandi quantità di cenere vulcanica sono stati depositati nel loro cammino verso ovest a Quito, a 100 chilometri di distanza e hanno portato, tra l'altro, alla chiusura per più giorni dell'aeroporto.
Anche sulle isole Galapagos, che si trovano più di 1000 chilometri a ovest, i resti delle ceneri sono state ancora trovate.

Fonte:http://latina-press.com/news/177256-ecuador-behoerden-erklaeren-alarmstufe-orange-am-vulkan-reventador/

DANIMARCA: GLI EUROSCETTICI IN TESTA AI SONDAGGI


DANIMARCA – Gli euroscettici danesi in testa ai sondaggi. La leader del Danish People Party Pia Godt: “L’Unione Europea ci danneggia economicamente e politicamente. E’ onerosa e pratica politiche sbagliate”.
Continua la marcia degli euroscettici nei vari paesi dell’ormai fallita Unione Europea. Oltre che in Francia e in Gran Bretagna, anche i sondaggi in Danimarca danno infatti un partito indipendentista in testa in vista delle prossime elezioni europee.
Il Danish People Party, partito che si batte per l’uscita della Danimarca dall’Unione Europea e per il contingentamento degli stranieri, potrebbe ottenere il 15%, diventando così il primo partito danese. In forte crisi socialdemocratici e liberali, che si ostinano a difendere l’UE e che i sondaggi danno non oltre il 13%.
La leader del Danish People Party Pia Godt: “L’Unione Europea ci danneggia economicamente e politicamente. E’ onerosa e pratica politiche sbagliate. Un problema per qualsiasi popolo libero”.

MS

Fonte:http://www.mattinonline.ch/danimarca-gli-euroscettici-in-testa-ai-sondaggi-lue-e-un-problema-per-qualsiasi-popolo-libero/

DANIMARCA: GLI EUROSCETTICI IN TESTA AI SONDAGGI


DANIMARCA – Gli euroscettici danesi in testa ai sondaggi. La leader del Danish People Party Pia Godt: “L’Unione Europea ci danneggia economicamente e politicamente. E’ onerosa e pratica politiche sbagliate”.
Continua la marcia degli euroscettici nei vari paesi dell’ormai fallita Unione Europea. Oltre che in Francia e in Gran Bretagna, anche i sondaggi in Danimarca danno infatti un partito indipendentista in testa in vista delle prossime elezioni europee.
Il Danish People Party, partito che si batte per l’uscita della Danimarca dall’Unione Europea e per il contingentamento degli stranieri, potrebbe ottenere il 15%, diventando così il primo partito danese. In forte crisi socialdemocratici e liberali, che si ostinano a difendere l’UE e che i sondaggi danno non oltre il 13%.
La leader del Danish People Party Pia Godt: “L’Unione Europea ci danneggia economicamente e politicamente. E’ onerosa e pratica politiche sbagliate. Un problema per qualsiasi popolo libero”.

MS

Fonte:http://www.mattinonline.ch/danimarca-gli-euroscettici-in-testa-ai-sondaggi-lue-e-un-problema-per-qualsiasi-popolo-libero/

mercoledì 26 marzo 2014

CONTRO L'OMOSESSUALITÀ PER LA VITA


39 paesi africani su 54 sanzionano l’omosessualità con pene detentive, alcuni anche con la condanna a morte, e tutti, salvo il Sudafrica, proibiscono i matrimoni omosessuali. L’Etiopia è in procinto di adottare un disegno di legge contro l’omosessualità, già adesso punibile con pene fino a 15 anni di carcere e che con la nuova normativa sarà inclusa nella lista dei reati non passabili di amnistia. Altri stati tra cui il Camerun e il Tanzania intendono varare leggi in materia. La Nigeria lo ha appena fatto adottando norme molto severe. Il mese scorso in Uganda le leggi in vigore sono state inasprite. Tutto questo per soddisfare, una volta tanto, le richieste, i bisogni e la volontà popolari: perché gli Africani disapprovano i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso e non vogliono assolutamente sentir parlare di matrimoni gay. Lo ha confermato l’indagine svolta dal Pew Research Centre nel 2013, dal titolo La linea di demarcazione mondiale sull’omosessualità. Maggiore il consenso nelle società più secolari e ricche. Gli stati africani considerati presentano tutti tassi di rifiuto dell’omosessualità da parte della popolazione superiori al 90%, ad eccezione del Sudafrica (61%). In particolare, rifiutano l’omosessualità e ritengono che non debba essere accettata dalla società il 98% dei nigeriani e il 96% degli ugandesi (alla pari con gli abitanti del Ghana e del Senegal).

Alla notizia delle leggi adottate in Nigeria e Uganda indignazione e scandalo sono stati tali da spazzare via di punto in bianco gli imperativi del relativismo culturale: eppure così radicati e perentori da indurre per decenni innumerevoli studiosi, accademici, politici, missionari a giustificare a oltranza le tradizioni tribali più lesive dei diritti umani ed eventualmente a minimizzarne la violenza. Quante volte è stata pronunciata la frase “che diritto abbiamo noi di giudicare istituzioni diverse dalle nostre?”: persino a proposito dei matrimoni imposti, del prezzo della sposa e addirittura, fino a non molto tempo fa, delle mutilazioni genitali femminili, ora per fortuna condannate senza però che stati e organismi internazionali abbiano mai reagito come stanno facendo nel caso dell’omofobia.

Stati Uniti, Francia, Danimarca, Svezia e Olanda sono stati i primi governi a parlare di tagli e sospensioni degli aiuti finanziari all’Uganda, due giorni dopo l’approvazione, il 24 febbraio, della nuova legge sull’omosessualità. Il 27 febbraio la Banca Mondiale annunciava a sua volta la sospensione di un prestito di 90 milioni di dollari destinato al sistema sanitario ugandese. Il 13 marzo il parlamento europeo ha votato la richiesta di sanzioni economiche e di interruzione della cooperazione con Nigeria, Uganda e con ogni altro stato africano che rifiuti di aderire all’agenda europea contro l’omofobia. Si ipotizzano anche ritorsioni per le multinazionali che operano negli stati in questione.

Sul diritto di ogni paese a disporre come meglio crede del proprio denaro non si discute. Anzi, fin dall’inizio i fondi destinati alla cooperazione internazionale allo sviluppo avrebbero dovuto essere assegnati ponendo delle condizioni e verificandone il rispetto. Invece, ad esempio, tuttora si continua a finanziare il governo somalo pur sapendo che i suoi leader politici fanno sparire più di due terzi del denaro ricevuto e che il 98% delle bambine somale vengono sottoposte a mutilazioni genitali.

In effetti, è forse la prima volta che i paesi occidentali prendono un’iniziativa forte e all’unisono in difesa di una specifica categoria di persone: e gli africani rispondono proclamando il diritto a conservare e tutelare i loro valori. La Conferenza episcopale nigeriana si è schierata con la popolazione: «i rapporti omosessuali contraddicono tutto ciò che noi difendiamo…in Africa rispettiamo la dignità del matrimonio tra uomo e donna…questi sono stati sempre i nostri valori e non dobbiamo cedere a quelli dell’Occidente». Il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni ha detto di voler dimostrare, firmando la legge, «l’indipendenza dell’Uganda rispetto alle pressioni e alle provocazioni occidentali».

Apprestandosi a prendere provvedimenti dalle gravi conseguenze economiche e sociali (il 20% del bilancio dell’Uganda dipende dai donatori occidentali, la moneta ugandese è crollata sui mercati valutari non appena sono stati annunciati i primi tagli agli aiuti), sapere che cosa difendono gli Africani condannando l’omosessualità è il minimo.

Quello che ai loro occhi l’omosessualità nega e minaccia è soprattutto ed essenzialmente un valore per secoli ritenuto fondante, irrinunciabile, all’origine di istituzioni inviolabili: il lignaggio, vale a dire la comunità famigliare tradizionale all’interno della quale si custodisce e si rinnova la vita, composto dai discendenti – vivi, morti e non ancora nati – da un comune antenato fondatore.

Per assicurarne la sopravvivenza e la perpetuazione, bisognava fare il possibile perché nessuna delle sue linee di discendenza si interrompesse. A tal fine, dovere, diritto, e aspirazione, di tutti gli uomini, salvo pochi destinati a ruoli sociali speciali, era formare una famiglia, procreare e farlo seguendo regole che garantissero l’appartenenza dei nuovi nati alla propria linea di discendenza. Sottrarsi a questo dovere, mettendo in pericolo l’esistenza del lignaggio, era inimmaginabile: un tradimento che non poteva essere accettato né perdonato.

Tanto era importante che nessuna linea si interrompesse che gli africani hanno adottato delle istituzioni per rimediare alla morte di un uomo senza eredi. Una è il levirato. La vedova in questo caso doveva sposare un fratello o un cugino parallelo del marito morto. Il primo bambino nato dall’unione era considerato figlio del defunto e ne continuava quindi la discendenza. Certe etnie, ad esempio i Nuer e gli Igbo, avevano invece istituito una forma di matrimonio in cui la vedova assumeva lo status del marito deceduto. Questo le consentiva di sposare una donna il cui compito era avere rapporti sessuali per generare bambini da inserire nella linea di discendenza del defunto.

Pur in contesti mutati, il dovere sociale di procreare resta vivo oggi in Africa e con esso il desiderio di diventare genitori. Forse non più tutti considerano la sterilità la peggiore delle disgrazie per una donna e i malefici per procurarla e l’aborto colpe gravi che gli antenati fondatori non mancano di punire, ma per gli africani ciò che impedisce volontariamente la procreazione resta inaccettabile ed è incomprensibile, estraneo chi rifiuta di diventare genitore.

Fonte:http://www.lanuovabq.it/it/articoli-africa-controlomosessualitaper-amoredella-vita-8786.htm

ISLANDA: NUOVO SFOGO GLACIALE DAL VULCANO GRMSVOTN


Un'inondazione da sfogo glaciale ( jökulhlaup ) è iniziata dal vulcano Grímsvötn. Secondo le misurazioni dall'Università di Istituto dell'Islanda scienziati, il volume d'acqua del Grímsvötn è simile a quella durante l'alluvione glaciale nel novembre 2012, affermano i rapporti ruv.is.
Non si ritiene probabile che il diluvio coprirà la strada Skeiðarársand o il ponte sul fiume Gígjukvísl.

Il ponte è stato sostituito quando è stato spazzato via in un enorme alluvione glaciale nel 1996.
Il Grímsvötn è un vulcano basaltico che ha la più alta frequenza di eruzioni di tutti i vulcani in Islanda e ha un sistema di fessura con trend sud-ovest-nord-est.
Il massiccio impatto sul clima in contemporanea con il vulcano Laki del 1783-1784 è stata una parte dello stesso sistema di fessure.
L'eruzione del Grimsvotn è stata al tempo stesso come qualla del Laki nel 1783, ma continuò ad eruttare fino al 1785, un anno in più rispetto a quest'ultimo.
Poiché la maggior parte del vulcano si trova sotto il Vatnajökull, la maggior parte delle sue eruzioni sono stati subglaciali e l'interazione del magma e l'acqua di fusione del ghiaccio provoca attività freatomagmatica esplosiva.

Il 21 maggio 2011 alle 19:25 UTC, una eruzione è iniziata, con una colonna di cenere alta decine di chilometri e la conseguente cancellazione di 900 voli in Islanda, e nel Regno Unito , Groenlandia, Germania, Irlanda e Norvegia il 22-25 Maggio.
Fino al 25 maggio la scala dell' eruzione era stata più grande di quella del 2010 dell'eruzione del Eyjafjallajökull.
L'eruzione si fermò alle 02:40 UTC del 25 maggio 2011.
Gli studiosi affermano questa sia stata la più forte eruzione del vulcano Grimsvotn degli ultimi cent’anni.
In realtà è stata la più forte in 140 anni.
Si stima inoltre che l'eruzione del vulcano Grimsvotn abbia emesso la stesse quantità di materiale emesso in due mesi dall'eruzione del Eyjafjallajökull del 2010 sebbene la sua durata sia stata relativa di pochi giorni.
La vera sorpresa tuttavia è stata dopo l'eruzione.

Dopo la violenta eruzione del maggio 2011 nel 2012 il vulcano ha nuovamente ricominciato a gonfiarsi sotto la pressione di nuovo magma e il processo continua tutt'oggi in preparazione alla prossima fase eruttiva.

Fonti:
http://icelandreview.com/news/2014/03/26/glacial-flood-grimsvotn-volcano
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/08/lislanda-sta-covando-fuoco.html
http://www.jonfr.com/volcano/?p=2050

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

INDIRIZZO E-MAIL

Per contattarmi:

angelfallendark@hotmail.it


Cerca nel blog

Lettori fissi

Archivio blog