ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


martedì 28 gennaio 2014

LE PIRAMIDI DI CASERTA


In Campania, nella zona compresa tra le province di Caserta e di Benevento, si elevano tre grandi piramidi che per le loro dimensioni assomigliano a delle vere e proprie colline. Si trovano sparse per il territorio casertano.
Una si eleva vicino a Sant’Agata dei Goti, un’altra vicino a Moiano e un’altra ancora vicino a Caiazzo. Appartengono da millenni alla tradizione più nascosta della zona e sono oggetto di interesse ancora oggi da parte di alcune comunità esoteriche locali.
Si è cominciato a parlare di loro dopo la scoperta delle piramidi di Visoko, avvenuta in Bosnia. La ripercussione culturale della scoperta le ha riportate alla luce della storia contemporanea, sia pure con molte controversie e vari segreti da parte degli abitanti della zona.

La prima ad essere stata scoperta “ufficialmente” è stata quella di Sant’Agata dei Goti, conosciuta come “collina Ariella”. Venne rilevata casualmente nel settembre del 2008 da Leonardo B. Romano che accorgendosi della similitudine con quelle bosniache ne diede notizia ai media italiani.
Si ignora quale civiltà antica possa essere stata tra i costruttori di queste piramidi. La zona è stata abitata in più epoche storiche da varie popolazioni. Ma nessuna di queste, per quanto si conosce, ha mai manifestato caratteristiche costruttive di questo genere.
Possiamo ricordare gli Osci, gli Ausoni e i Sanniti, di ceppo indoeuropeo, e quindi gli Etruschi che abitarono la Campania dal secondo millennio a.C. Poi i Greci che giunsero e colonizzarono successivamente queste zone nel sesto secolo, dove fondarono Cuma, il primo nucleo cittadino dell’attuale Napoli.
Dopo le tre guerre sannitiche, 343-290 a.C., queste terre furono quindi occupate dai Romani, che vi fondarono parecchie colonie come l’attuale Pozzuoli. Sul finire del V secolo d.C. giunsero infine i Longobardi. Si ritiene che nessuna di queste culture abbia potuto costruire piramidi di quelle dimensioni. Probabilmente occorre riferirsi a una civiltà sconosciuta, ancora più antica e evoluta tecnologicamente di quelle citate, e andare indietro nel tempo approssimandosi ad una datazione risalente ad almeno 5-10.000 anni a.C.
Intorno alla piramide di Sant’Agata dei Goti sono state rinvenute nei campi circostanti grandi sfere di pietra di varie dimensioni. Esse si presentano simili a quelle scoperte nei pressi delle piramidi bosniache di Visoko e a quella di Monte D’Accoddi in Sardegna.
Nella misteriosa atmosfera di questi luoghi alcune di queste sfere di pietra sono state sottratte da ignoti. Ne rimagono comunque altre a testimoniare la loro enigmatica presenza, ben protette dalla gente del luogo che le nasconde in luoghi segreti, forse conoscendo il valore che esse rappresentano.

Vicino a Caiazzo, nei pressi della piramide omonima, ci sono resti di mura megalitiche oggi fondamenta di un castello, vestigia delle antica civiltà degli Osci che ha avuto sede proprio in questi luoghi.

Fonte:http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/12/10/piramidi-in-tutto-il-mondo-anche-in-italia-da-tenerife-a-caserta-piramidi-ovunque/

lunedì 27 gennaio 2014

IL RISVEGLIO DEL VULCANO SINABUNG


Il Monte Sinabung ( in indonesiano : Gunung Sinabung ) è uno stratovulcano del Pleistocene-Olocene di andesite e dacite nella pianura di Karo Karo Regency, Nord Sumatra, in Indonesia, a 25 km dalla caldera di Toba.
Molte vecchie colate laviche scivolano sui suoi fianchi e l'ultima eruzione nota, prima di questi ultimi tempi, si era verificata nel 1600.
Il suo risveglio ebbe inizio nel 2010, quando dopo 400 anni di silenzio, nell'agosto si risveglio con una modesta eruzione, sebbene in realtà fosse solo l'inizio.
Almeno due persone sono morte e migliaia sono state evacuate dopo che il vulcano sull'isola indonesiana di Sumatra ha eruttato per la prima volta in 400 anni, sparando fumo nero e cenere a 1.500 metri nel cielo.
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"La mia impressione è che questa esplosione potrebbe essere l'inizio di qualcosa di più grande", affermava il geologo Dr. Erik Klemetti.
Aveva ragione.
Arriviamo agli inizi di settembre e il Monte Sinabung erutta una potente raffica fresca di cenere calda e detriti a due miglia (migliaia di metri) in aria all'inizio del Venerdì Santo, come seguiterà a fare ancora per i successivi giorni di fila, per poi tornare a calmarsi fino al periodo 2013-2014 quando la sua attività si intensificò enormemente con colonne eruttive che raggiunsero anche i 10 chilometri di altezza e successivamente anche roventi valanghe piroclastiche portando l'evacuazione di decine di migliaia di persone dalle zone rurali adiacenti al sistema vulcanico.
Quattro crateri di tendenza in un orientamento NS si trovano al vertice, l'ultimo dei quali (cratere IV) forma essenzialmente una cicatrice sul versante SSE superiore del vulcano.
Nel 2010, l'attività si è incentrata sui crateri III e IV.
La costruzione di una cupola lavica è si verificata a partire dalla fine del 2013 traducendosi in flussi piroclastici causati direttamente dal suo collasso lungo la vallata formatasi sul vulcano a causa delle recenti eruzioni.
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Grande flusso piroclastico di giorno
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Flusso piroclastico di notte

Tuttavia sembra che il vulcano Sinabung ci abbia riservato un'altra sorpresa per quanto riguarda la sua ultima eruzione prima del 2010.
Sinabung sembra essere stato in gran parte inattivo per più di mille anni da quando i più recenti depositi di flusso piroclastico sul fianco SE vicino al paese di Bekerah sono datati a circa 1100 anni.
L'equivoco comunemente propagato dalla stampa che l'ultima eruzione fu 400 anni fa, sembra derivare dalla classificazione dei vulcani indonesiani secondo la data delle più attività recenti.
Sinabung era stato classificato come non essere stato attivo per 400 anni, nel senso che nessuna attività è stata documentata in questo periodo.
Tuttavia, questo semplicemente imposta il tempo minimo dopo l'ultima eruzione, non una data specifica di un'eruzione.
L'attuale ciclo eruttivo è iniziato nel 2010 con diverse eruzioni esplosive con conseguente nubi di cenere ad oltre 5 km sopra il livello del mare.
La cenere era essenzialmente composta da materiale altamente alterato, materiale non giovanile, ed è stato espulso da entrambi i crateri III e IV, con conseguenti due colonne di cenere adiacenti ma distinte in quanto il materiale è stato spinto da entrambi i lati da un complesso a cupola preesistente.
Le prime evacuazioni sono state ordinate intorno al vulcano nel 2010.
L'attività poi è diminuita fino a quando il vulcano si è risvegliato nel settembre 2013 e l'attività è aumentata nel corso dei mesi successivi.
Entro la fine del 2013, la crescita di una cupola lavica è stata osservata nella regione del vertice.
Un lobo di lava a strapiombo sviluppato sul lato SE della cupola, dove una valle non offre nessun vincolo topologico.
Grandi flussi piroclastici derivanti dal collasso delle parti di questo lobo cominciarono a scendere alla base della complesso vulcanio nel mese di gennaio 2014. Flussi lunghi fino a circa 5 km hanno portato in una zona devastazione al SE del vulcano.
Secondo Yoshimoto et al. 2013 (IAVCEI Conference 2013, Kagoshima, Giappone, Poster 4W_4D-P14), Sinabung è più giovane della vicina caldera Toba Caldera e il suo sviluppo può essere considerato come verificatosi in due fasi distinte.
La fase più antica, che formò gran parte dell'occidentale del complesso vulcanico di oggi, che è composto da colate di andesiti di porfido, mentre la fase più giovane, che costituisce la parte orientale del complesso e la cupola al vertice è composta da colate di lava e depositi piroclastici di porfirica basaltica-andesite.
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L'estrusione di lava dal duomo lavico di Sinabung alimenta un lobo di estrusione SE-orientele che è effettivamente un flusso di lava lento altamente viscoso.
Il vulcano ha ancora costruito una cupola di significative dimensioni come visto a Soufriere Hills , Shiveluch , Chaiten o Paluweh , per citare solo alcuni esempi.
La regione del vertice stretta è infatti improbabile che sia in grado di supportare una struttura così grande. Attività è simile a quella osservata a volte Colima in Messico.
Durante il periodo di osservazione, il lobo ampiamente sembrava essere relativamente statico, ma è stato possibile osservare il moto del lobo durante l'accumulo di un collasso.

Flussi piroclastici

Numerosi i flussi sono stati documentati durante il 12-18 gennaio 2014, che comprendeva un periodo di attività insolitamente intenso il 14 gennaio.
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Durante la notte, il materiale incandescente alla base dei flussi piroclastici diventa visibile.
I flussi piroclastici più grandi sono stati talvolta accompagnati da scariche elettrostatiche (fulmini).
Questi erano chiaramente visibili di notte e potevano essere sentite come brevi tuoni vicino al vulcano durante il giorno.
Gli scarichi a volte emergevano dalla nube di cenere o la illuminavano dall'interno. A differenza dei normali fulmini meteorologici, gli scarichi erano molto brevi e non sembrano comportare l'uso multiplo di un canale di plasma.
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Impatto dell'eruzione sulla civiltà

I fianchi inferiori e nelle immediate vicinanze del vulcano Sinabung contengono terreni agricoli e una serie di piccoli paesi.
Tutte le aziende del area dei flussi piroclastici sono state ovviamente distrutte, mentre pesante caduta di cenere, in particolare sottovento del vulcano durante i grandi eventi eruttivi, ha soffocato le colture e sovraccaricato le strutture del tetto provocando il crollo di molti edifici.
Ad esempio, il 10 gennaio 2014, la pesante caduta di cenere sui paesi sul versante NE del vulcano ha portato gravi danneggiamenti.
I tetti di lamiera ondulata sottili comunemente utilizzati nella zona erano spesso incapaci di sopportare il carico delle ceneri e sono crollati.
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In questi giorni la situazione non è cambiata molto dall'inizio dell'eruzione di Sinabung, la sismicità è ancora dominata da terremoti ibridi terremoti che indicano una zona di elevata pressione sotto il cratere Sinabung legata alla crescita della cupola di lava, con un numero crescente di terremoti relative a valanghe a causa della instabilità della cupola di lava.
Nel frattempo, la continua eruzione del monte Sinabung ha portato il numero di persone sfollate a 29 000 unità.
Sulla base dei risultati di visivi e strumentali e il potenziale pericolo monitorato lo stato della attività è ancora a livello IV.
Il futuro della sua attività è ancora incerto può ulteriormente aumentare oppure quanto diminuire in un nuovo periodo di inattività.
Resta il fatto che si tratta di un vulcano che si è risvegliato dopo 1100 anni di silenzio.

Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Sinabung
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/04/escalation-vulcanica-seconda-parte.html
http://www.photovolcanica.com/VolcanoInfo/Sinabung/Sinabung.html

lunedì 20 gennaio 2014

LETTONIA: PREZZI ALLE STELLE DOPO 3 SETTIMANE NELL'EUROPA


In Lettonia prezzi dei farmaci alle stelle dopo l’introduzione dell’euro. Sono passate sono tre settimane da quando l’euro e’ stato adottato in Lettonia ma gli effetti negativi di questa politica impopolare (il 60% dei lettoni e’ contrario) sono gia’ ampliamente evidenti.
Pochi giorni fa La Voce Della Russia ha riportato come nella prima settimana di gennaio i prezzi di alcuni beni sono aumentati significativamente. Ad esempio il costo dei singoli farmaci è aumentato del 10,7-11,2% come e’ anche aumentato il prezzo del grano.
Un aumento dei prezzi di circa il 10% è stato registrato nei ristoranti e nei locali per il divertimento. E’ probabile pero’ che l’aumento reale sia stato ben superiore a quello ufficiale visto che le statistiche sull’inflazione sono notoriamente falsificate per far credere all’opinione pubblica che gli aumenti sono stati contenuti.
Ancora una volta la storia si ripete e come da copione i giornali di regime censurano questa notizia per far accettare a tutti la menzogna sul presunto successo della moneta unica pero’ questo trucco non funziona piu’ e la classe politica lettone sta letteramente giocando col fuoco.

Fonte:http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=2308

STRUTTURE PIRAMIDALI IN UCRAINA


Nel 2002, il settimanale Panorama pubblicò un interessante articolo sul ritrovamento di un gruppo si costruzioni molto simili a quelle presenti sulla piana di Giza, nei pressi di Sebastopoli, città fortificata della Crimea, nell’Ucraina, terra di grandi avvenimenti e cruente battaglie, conquistata dopo un lungo assedio dalle truppe anglo francesi nel 1855 e dai tedeschi nel 1942, tornò dominio dei sovietici nel 1944 divenendo il più grande e importante porto militare del Mar Nero.
Oggi “Sevastopol”, così la chiamano i russi, sicuro riparo dei sommergibili atomici della flotta Ucraina, torna alla ribalta dopo un lungo silenzio, ma non per motivi militari, bensì in seguito alla fortuita scoperta di ben 37 piramidi completamente interrate. Uno strano gioco del destino rivela il segreto nel corso di ricerche idriche dirette dal capitano di vascello a riposo Vitalij Anatoljevic Gokh, esperto di scienze tecniche e rilevazioni sotterranee, inventore di un dispositivo utile nell’individuazione di sorgenti d’acqua, ex insegnante alla scuola d’ingegneria, con il compito di preparare gli ufficiali dei sommergibili nucleari.
I ricercatori impegnati nello scavo si sono imbattuti in una estesa superficie levigata di pietra calcarea. Leggendo la notizia in cronaca apprendiamo che i tecnici sono riusciti a penetrare all’interno, dove sembra siano state viste strutture a cupola, strane lastre triangolari. Sono state prese le misure della costruzione ed è stato verificato che “nelle giunture fra i blocchi di pietra vi sono tracce di malta”.
La scoperta ha distratto i ricercatori da quello che era l’obbiettivo primario e l’entusiasmo ha spinto l’équipe a ispezionare i dintorni; un tratto di cinquanta chilometri fra Foros e Khersones, appurando in tal modo l’esistenza di altre sei piramidi interrate, allineate lungo la costa del Mar Nero, le quali, con la prima, formano un rombo quasi regolare e risultano tutte allineate come quelle egiziane e colombiane. Ma a differenza di queste sono di tre lati e non di quattro, più modeste nell’altezza che varia da 35 a 45 metri, con una base di 72 metri di lato.
Ma qual è il significato di questi monumenti? E della loro collocazione che sembrerebbe tutt’altro che casuale? A quando risalirebbero? Per il momento si possono fare solo delle ipotesi, sebbene verosimili. Le piramidi, originariamente, furono elevate sopra la superficie terrestre e sarebbero finite sotto accumuli di terreno in seguito a processi naturali. Secondo Gokh,i monumenti sarebbero da attribuire a una civiltà contemporanea a quella egizia, che abitava nel Mediterraneo orientale.
La Pravda, nel 2006, riportò la notizia riguardo il ritrovamento di gigantesche piramidi nella zona di Lugansk, in Ucraina. Sarebbero affiorate, per così dire, dal terreno dal momento che furono scoperte solo le parti superiori delle costruzioni, per il resto completamente interrate.
Le pietre a fondamento della struttura, paiono assomigliare alle ziggurat Maya ed Azteche del Sud America. Secondo gli scienziati sarebbero stati necessari ben dieci anni per rivederle nella loro totalità. Da quell’annuncio non abbiamo più notizie in merito.

Fonte:http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/12/10/piramidi-in-tutto-il-mondo-anche-in-italia-da-tenerife-a-caserta-piramidi-ovunque/

STRUTTURE PIRAMIDALI ALLE ISOLE MAURITIUS


Nella piana di Plaine Magnien, nelle Mauritius, è stata segnalata la presenza di sette piramidi a gradoni, erette utilizzando pietre – per la maggior parte di origine vulcanica – senza uso di malta; piramidi che al massimo raggiungono i dodici metri di altezza. Sembra che tre costruzioni situate in prossimità dell’aeroporto risultino essere allineate, secondo Simone Corradini – al quale si deve la segnalazione della loro esistenza – con le stelle della cintura di Orione come quelle egizie.
Correlando queste piramidi a quelle di Guimar, dato che presentano le stesse caratteristiche, dovrebbero essere allineate ai solstizi; in particolare una di esse con quello d’estate che nell’emisfero sud si verifica, guarda caso, il 21 dicembre (data che ci rimanda alla profezia riguardante il 2012).Vista la conformazione del terreno si osserverebbe un doppio tramonto, fenomeno osservato anche a Guimar a Tenerife.

Tutto va, ovviamente, verificato ulteriormente e non sarà cosa facile, visto che per i locali non si tratta di piramidi antiche, bensì di cumuli di pietre formati per rendere i campi coltivabili. La coltivazione in atto è quella della canna da zucchero ed i contadini hanno il timore che i loro terreni vengano dichiarati zone archeologiche e non più agricole, con tutto quello che ne consegue.
Sembra che sotto il dominio della Gran Bretagna alcune piramidi fossero state dichiarate monumenti storici; una volta che Mauritius acquistò la sua indipendenza la cosa decadde. La canna da zucchero che, con la sua altezza può raggiungere i cinque metri, ha nascosto nel tempo alcuni di questi “monumenti”. In tema di beni storici, va aggiunta la latitanza del governo più propenso, per ragione economiche, a favorire la proficua produzione di canna da zucchero.
Al di là delle questioni economico-politiche del territorio, nell’isola sono presenti anche immensi e lunghi muri di pietra larghi fino a tre metri, utilizzati oggi per custodire gli animali al pascolo. Ostacoli che rendono fisicamente impossibile la totale esplorazione del territorio per l’opposizione dei proprietari.
Altra strana curiosità la presenza di fori circolari, lisci e profondi circa 30 centimetri, presenti su alcune pietre, che richiamano quelli rinvenuti sulle pietre delle cave di Aswan, in Egitto. Anche in questo caso un mistero di come, quando e da chi, siano stati realizzati.

Fonte:http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/12/10/piramidi-in-tutto-il-mondo-anche-in-italia-da-tenerife-a-caserta-piramidi-ovunque/

STRUTTURE PIRAMIDALI ALLE CANARIE


Sulla costa orientale dell’isola di Tenerife, nel paese di Guimar, si trovano sei strutture piramidali a gradoni su cinque livelli, molto simili a quelle dei Maya e degli Aztechi del Messico. Per molto tempo, si è pensato che queste piramidi fossero delle costruzioni casuali fatte dai coltivatori del posto che ritrovandole le ammassassero. Solo nel 1991 grazie a Thor Heyerdahl si scoprì che queste piramidi erano tutt’altro che semplici ammassi di pietre.

Erano ben visibili i segni di lavorazione sui massi e della lavorazione del terreno prima della posa. Le pietre inoltre non sono pietre comuni, come quelle dei campi vicini, ma di origine vulcanica e le piramidi hanno un orientamento astronomico.
Il 21 giugno, solstizio d’estate, si può osservare un doppio tramonto dalla piattaforma della piramide più alta il sole scompare dietro una montagna per ricomparire dopo un po’ e scomparire di nuovo, definitivamente, dietro un’altra montagna. Tutte le piramidi, sul lato occidentale, hanno una scalinata salendo le quali è possibile seguire il sole nel giorno del solstizio d’inverno, 21 dicembre.
Nonostante gli studi di Heyerdahl, la datazione delle piramidi rimane un mistero, così come lo scopo della loro costruzione. Inoltre, nessuno riesce a capire da chi sono state costruite. Il mistero viene dal fatto che i Guanches, le antiche popolazioni delle Canarie, non erano affatto un popolo evoluto, anzi.
Vivevano nelle caverne, si sostenevano con la pastorizia ed usavano indumenti fatti con pelle di capra. Quando iniziò la colonizzazione delle Canarie ad opera degli spagnoli, i Guanches erano l’unica popolazione europea ancora ferma all’età della pietra. Come avrebbero potuto costruire delle piramidi così sofisticate e così simili a quelle trovate in Egitto, Mesopotamia e Sudamerica?

Fonte:http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/12/10/piramidi-in-tutto-il-mondo-anche-in-italia-da-tenerife-a-caserta-piramidi-ovunque/

sabato 18 gennaio 2014

LE ROCCE VIVENTI DELLA ROMANIA. UNA FORMA DI VITA INORGANICA?

Nonostante l’umanità si sforzi di cercare la vita extraterrestre nello spazio, la Terra rimane il luogo più “alieno” con il quale abbiamo a che fare. Tra i numerosi, affascinanti misteri della natura, uno tra i più incredibili è quello delle “Rocce Viventi”!

E’ difficile immaginare una roccia capace di crescere, soprattutto perché associamo il fenomeno della crescita agli organismi appartenenti al regno vegetale e a quello animale, non certo al regno minerale.
In Romania, a circa 35 km da Ramnicu Valcea, si trova uno dei più interessanti musei della romania, una riserva naturale trasformata in un museo a cielo aperto, il Muzeul Trovantilor.
Le esposizioni mostrano una raccolta di pietre molto strane e misteriose chiamate trovants. Queste straordinarie rocce sembrano essere state scolpite da uno scultore molto abile.
La particolarità di queste pietre è che possono essere considerate “vive“, nel senso che quando entrano in contatto con l’acqua, sono capaci di riprodursi e di crescere, proprio come un essere vivente biologico. Dopo uno pioggia molto intensa, i trovants partendo da strutture di 6-8 millimetri, possono arrivare a formare rocce fino a 6-10 metri di diametro.
Inoltre, come accade per le rocce della Death Valley in California, i trovants sono capaci di spostarsi da un luogo all’altro. Un vero rompicapo per gli scienziati! Il termine trovants, in rumeno, significa “sabbia cementata” e ben descrive la forma e la consistenza di queste rocce. I geologi pensano che queste straordinarie pietre siano comparse nell’area circa 6 milioni di anni fa, a seguito di una qualche potente attività sismica.

I ricercatori ritengono che la causa dell’aumento delle dimensioni del volume delle pietre sia causato dall’alta concentrazione di sali minerali che si trova nell’impasto che le compone. Quando l’acqua entra a contatto con queste sostanze chimiche, si determina un aumento della pressione interna che genera la caratteristica crescita.
Tuttavia, nonostante gli sforzi degli scienziati, non si è riuscito ancora a trovare una spiegazione logica per la quale le rocce presentano delle ramificazioni che ricordano le radici dei vegetali, forse necessarie a raccogliere l’acqua che le tiene “in vita”. Se si prova a sezionare una roccia, al loro interno è possibile ammirare dei caratteristici cerchi concentrici, proprio come gli alberi.
Forse ci troviamo di fronte ad una nuova forma di vita di tipo inorganico. I residenti della zona sono a conoscenza delle trovants da sempre, ma senza avergli mai dedicato particolare attenzione. Anzi, molto spesso, queste strabilianti rocce sono state utilizzate come materiale di costruzione.
Il Muzeul Trovantilor è gestito dall’Associazione Kogayon ed è sotto il patrocinio dell’UNESCO.

Fonte:http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/05/10/lo-straordinario-fenomeno-delle-rocce-viventi-della-romania/

venerdì 17 gennaio 2014

FORME DI VITA INORGANICA

La vita sulla Terra, per definizione, è di tipo organico, cioè basata sul carbonio. Una particolarità del carbonio è la capacità di formare catene di atomi di varia lunghezza, anche cicliche. Tali catene sono alla base degli idrocarburi e di tutti composti organici.


Il carbonio è una componente vitale di tutti i sistemi viventi conosciuti e senza di esso la vita come la conosciamo non esisterebbe.
Eppure, alcuni astronomi cominciano a credere che nell’universo, dove potenzialmente nulla è impossibile, possano essersi sviluppate forme di vita inorganiche, cioè basata su una chimica non legata all’atomo del carbonio.
La base proposta più comune è il silicio, in quanto questo elemento possiede alcune proprietà chimiche simili a quelle del carbonio. Fino al 1998 sono state identificate varie molecole nello spazio interstellare, 84 delle quali sono basate sul carbonio e 8 sul silicio.
È possibile che composti al silicio possano essere biologicamente stabili in certe condizioni ambientali esotiche, o in congiunzione col carbonio o in un ruolo meno direttamente analogo.
Nel 1959, il celebre astronomo e cosmologo di Cambridge Fred Hoyle, pubblicò un affascinante racconto di fantascienza chiamato La Nuvola Nera, una lettura obbligatoria per tutti gli appassionati della fantascienza hard.
Nel suo racconto, Hoyle immagina gli eventi che seguono la scoperta da parte di alcuni scienziati di una gigantesca nuvola polvere interstellare che si muove all’interno del Sistema Solare, la quale minaccia di distruggere la quasi totalità della vita sulla Terra, oscurando le radiazioni del Sole.
Ad un esame più attento, gli esami scoprono che ma mastodontica nebulosa oscura è in realtà un superorganismo, esponenzialmente più intelligente degli esseri umani, nel quale le singole particelle interagiscono tramite segnalazioni elettromagnetiche simili all’interazione delle singole cellule di una forma di vita multicellulare terrestre.
Si tratta di una lettura intrigante ed appassionante, se non altro per il fatto che siamo di fronte allo scritto, se pur di fantasia, di uno dei padri della cosmologia contemporanea. Per certi aspetti, il racconto di Hoyle si può intendere come una sorta di “romanzo scientifico”, ossia la descrizione di una teoria scientifica nella forma letteraria di un romanzo.
Effettivamente, la riflessione di Hoyle apre alla possibilità che tali forme di vita estremamente esotiche (almeno per i nostri parametri) possano pascolare all’interno del nostro universo.
Partendo dalle considerazioni contenute ne La Nuvola Nera, Freeman Dyson, un altro grande della fisica, professore all’Istituto di Studi Avanzati di Princeton, nel suo saggio La vita è analogica o Digitale? suggerisce che una forma di vita analogica, come la Nuvola Nera di Hoyle, meglio si adatta meglio alle basse temperature, traendo l’energia di cui ha bisogno dalla gravità, dalla luce delle stelle o acquisendo nutrienti chimici dalla polvere interstellare.
Invece di avere un sistema nervoso centrale, o una sorta di sistema di cablaggio, si ritroverebbe ad avere una rete di segnali elettromagnetici a lungo raggio in grado di trasmettere informazioni e coordinare la propria attività.

Lo studio di Tsytovich

V.N. Tsytovich del General Physics Institute dell’Accademia Russa delle Scienze, e dell’Istituto di Fisica Extraterrestre del Max-Planck Institute in Germania, nel 2007 ha studiato il comportamento delle miscele complesse di materiale inorganico in un plasma. I risultati furono pubblicati sulla rivista New Journal of Physics.
In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è cioè nulla). In quanto tale, il plasma è considerato come il quarto stato della materia, che si distingue quindi dal solido, il liquido e l’aeriforme.
“Ionizzato” in questo caso significa che una frazione significativamente grande di elettroni è stata strappata dagli atomi. Le cariche elettriche libere fanno sì che il plasma sia un buon conduttore di elettricità, e che risponda fortemente ai campi elettromagnetici.

Fino ad oggi, i fisici ritenevano che non ci potesse essere una qualche organizzazione in una tale nube di particelle.
Tuttavia, Tsytovich e i suoi colleghi, utilizzando un modello computerizzato di dinamica molecolare, hanno dimostrato che le particelle in un plasma possono conseguire un’auto-organizzazione nel momento in cui le cariche elettroniche si separano e il plasma si polarizza.
Dall’osservazione risulta che l’effetto è la costituzione di microscopici filamenti di particelle solidi che si organizzano in strutture elicoidali, simili ai cavatappi. I filamenti, a loro volta, sono attratti l’uno dall’altro.
Il fatto più curioso della scoperta di Tsytovich è che questi filamenti elicoidali subiscono delle modificazioni che normalmente si osservano solo nelle molecole biologiche come il DNA e le proteine. Le microstrutture sono in grado di interagire fra loro e indurre dei cambiamenti nei loro vicini.
Inoltre, pare che presentino un vero e proprio processo di evoluzione, dato che le strutture meno stabili tendono a rompersi, lasciando dietro di sè solo quelle più adatte a “sopravvivere” nel plasma.
A questo punto la domanda che si pongono gli scienziati è abbastanza semplice: possiamo considerare le microstrutture elicoidali che si formano nel plasma interstellare come vita, o come suoi precursori? “Queste strutture complesse e organizzate di plasma presentano tutte le proprietà necessarie per qualificarsi come candidati della materia vivente di tipo inorganico”, spiega Tsytovich. “Sono entità autonome, si riproducono e si evolvono”.
Lo scienziato russo aggiunge che le condizioni necessarie per formare queste microstrutture elicoidali sono comuni nello spazio esterno. Tuttavia, il plasma può formarsi anche sulla Terra a seguito della caduta di un fulmine, per esempio. I ricercatori suggeriscono che forse la prima forma di vita comparsa sulla Terra è stata proprio di tipo inorganica, diventando poi come modello per lo sviluppo delle più familiari molecole organiche che oggi conosciamo.
In sostanza, strutture complesse di plasma auto-organizzate possono esistere nello spazio in determinate condizioni piuttosto frequenti, le quali consentono loro di prosperare ed evolversi naturalmente.
Il che non ci consente di escludere a priori che organismi alieni al plasma (o forse dovremmo dire “inorganismi”) possano esistere nella forma di enormi nubi di polvere interstellare così come aveva immaginato Hoyle nel suo racconto. A quanto pare, la vita extraterrestre potrebbe essere molto più strana di quanto abbiamo avuto il coraggio di immaginare fin’ora.

Fonte:http://www.ilnavigatorecurioso.it/2014/01/13/forme-di-vita-extraterrestre-al-silicio-e-alieni-al-plasma-alcune-ipotesi-sulla-vita-inorganica/

giovedì 16 gennaio 2014

OSCILLAZIONI POLARI: IL PASSATO E' LA CHIAVE PER IL FUTURO


Uno dei migliori modi di guardare alle temperature a lungo termine è con i dati isotopici dei carotaggi di ghiaccio GISP2 della Groenlandia, da cui si sono ricavate le temperature per migliaia di anni.
I dati degli isotopi delle carote di ghiaccio sono stati ottenuti da Minze Stuiver e Peter Grootes dalle misure dell'accelerazione nucleare di migliaia di rapporti isotopici ossigenati ( O 16 O / O 18 ), che sono una misura delle paleo-temperature al momento in cui neve cadeva che è stato poi si è convertita in ghiaccio formando la calotta glaciale. L'età di tali temperature può essere misurata con precisione dagli strati annuali di accumulo di detriti di roccia marcati dalla fusione di ogni estate del ghiaccio e la concentrazione di detriti di roccia sul ghiacciaio.

Il secolo scorso

Due episodi di riscaldamento globale e due episodi di raffreddamento globale si sono verificati nel corso del secolo scorso:


1880-1915 periodo di raffreddamento. (Minimo di Damon) Le misurazioni atmosferiche della temperatura, le fluttuazioni dei ghiacciai e i dati degli isotopi di ossigeno dalle carote di ghiaccio della Groenlandia tutti registrano un periodo di raffreddamento da circa il 1880 a circa il 1915.
Molti record di temperatura fredda in Nord America sono stati fissati durante questo periodo.
I ghiacciai avanzarono, alcuni quasi a posizioni terminali raggiunte durante la Piccola Età del Ghiaccio.
Durante questo periodo, le temperature globali erano state circa 0,9 ° C (1,6 ° F) più fredde rispetto a quella attuale.
Dal 1880 al 1890 la temperatura è sceso 0,35 ° C (0,6 ° F) in soli 10 anni.
Il 1880 -1915 periodo di raffreddamento si presenta bene nella curva isotopica dell'ossigeno del ghiaccio della Groenlandia.

1915-1945 periodo caldo. Le temperature globali sono aumentate costantemente negli anni 1920, 1930, e nei primi anni 1940.
A metà degli anni 1940, le temperature globali sono state circa 0,5 ° C (0,9 ° F) più calde di quanto fossero a cavallo del secolo.
Record di più alta temperatura per il secolo sono stati registrati nel 1930 che in qualsiasi altro decennio del 20 ° secolo.
I ghiacciai durante questo periodo caldo si ritirarono, le temperature nel 1930 in Groenlandia erano più calde di quello attuali, e i tassi di riscaldamento erano più alti (il riscaldamento di 4 ° C (7 ° F) in due decenni).
Tutto questo è avvenuto prima che le emissioni di CO 2 emissioni cominciassero a salire dopo il 1945, così almeno la metà del riscaldamento del secolo scorso non può essere stato causata dalla CO 2 artificiale.

1945-1977 periodo di raffreddamento. Le temperature globali hanno cominciato a raffreddarsi a metà del 1940 nel punto in cui le emissioni di CO 2 iniziavano a salire. Le temperature globali nell'emisfero settentrionale sono scese di circa 0,5 ° C (0,9 ° F) a partire da metà degli anni 1940 fino al 1977 e la temperatura si è raffreddata a livello globale di circa 0,2 ° C (0,4 ° F).
Molti dei ghiacciai del mondo avanzarono durante questo tempo e recuperarono una buona dose di ghiaccio perso durante il periodo caldo 1915-1945.
Molti esempi di recessione glaciale citati nelle notizie dei media mostrano contrastanti posizioni terminali che iniziano con la misura massima alla fine del periodo freddo dell'anno 1880-1915 e termina con l'estensione minima del recente periodo caldo di 20 anni (1977-1998).
Un migliore indicatore degli effetti del clima sui ghiacciai sarebbe quello di confrontare le posizioni terminali del ghiacciaio tra le estremità dei periodi freddi successive o le estremità dei periodi caldi successive.

1977-1998 riscaldamento globale .Il raffreddamento globale che ha prevalso dal 1945-1977 terminò bruscamente nel 1977, quando l'Oceano Pacifico si è spostato dal suo modo freddo a suo modo caldo in un solo anno e le temperature globali hanno cominciato a salire, avviando due decenni del riscaldamento globale.
Questa improvvisa inversione del clima nel 1977 è stato chiamata lo "Shift Great Pacific Climate" perché è successo molto bruscamente.
Durante questo periodo caldo, i ghiacciai alpini si ritirarono, il ghiaccio marino artico è diminuito e lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia ebbe inizio.
La repentinità del cambiamento delle temperature superficiali del mare del Pacifico e il cambiamento corrispondente dal raffreddamento globale al riscaldamento globale nel 1977 è altamente significativo e fortemente suggerisce un rapporto di causa-effetto. L'aumento della CO2 atmosferica, che ha accelerato dopo il 1945 non mostra alcun cambiamento improvviso che potrebbe spiegare lo "Shift Great Pacific Climate".

1999-2010 raffreddamento globale. Non si è più verificato alcun riscaldamento globale al di sopra del livello del 1998 e le temperature sono leggermente diminuiti.

Gli ultimi 500 anni

Oscillazioni di temperatura registrate nelle carote di ghiaccio della Groenlandia negli ultimi 500 anni (Fig. 2) sono veramente notevoli.
Almeno 40 periodi di riscaldamento e raffreddamento si sono verificati dal 1480 dC, il tutto ben prima che le emissioni di CO 2 potessero essere classificate erroneamente un fattore.

Riscaldamento e raffreddamento periodi 1480-1960 dC - clicca per ingrandire

Gli ultimi 5000 anni

La figura sotto mostra i rapporti isotopici dell'ossigeno dai nucleo di ghiaccio della Groenlandia del GISP2 negli ultimi 5000 anni.
Si noti che le temperature erano significativamente più calde di oggi 1.500-5.000 anni fa.


Rapporti di isotopi di ossigeno per gli ultimi 5000 anni.
Le zone rosse sono periodi caldi, le aree blu sono periodi freddi - clicca per ingrandire

Gli ultimi 10.000 anni

La maggior parte dei passati 10.000 anni sono stati più caldo di quelli attuali.
La figura sotto mostra le temperature rilevate dal nucleo di ghiaccio GISP2 della Groenlandia.
Con l'eccezione di un periodo di raffreddamento circa 8200 anni fa, l'intero periodo da 1.500 a 10.500 anni fa era significativamente più caldo di oggi.

Un altro grafico delle temperature del nucleo di ghiaccio Groenlandia per degli ultimi 10.000 anni è illustrato sotto.
Essa mostra essenzialmente le stesse temperature come Cuffy e Clow (1997), ma con un po 'più in dettaglio.
Entrambe le curve di temperatura mostrano è che praticamente tutti gli ultimi 10.000 anni è stato più caldo di quello attuale.

Quindi e molto forzato archiviare gli anni 1934/1998/2010 nella lista a lungo termine di anni caldi.
Quindi dove stanno andando le temperature oggi con l'attuale declino termico registrato e l'inizio della crisi solare del 2008?
Nel 1975 gli scienziati del clima avevano capito che il raffreddamento globale causa condizioni meteorologiche estreme, e il riscaldamento globale provoca invece clima mite.
Il cambiamento del tempo principale rischia di accompagnare il trend di raffreddamento con aumentata variabilità alternando estremi di temperatura e delle precipitazioni in una determinata zona, e quasi sicuramente inferiori rese medie delle colture.
La causa di questa maggiore variabilità può essere meglio vista esaminando i modelli atmosferici dei venti superiori che accompagnano clima più fresco.
Durante i periodi caldi una "circolazione zonale" predomina, in cui i venti prevalenti da ovest delle zone temperate sono spazzate su lunghe distanze da pochi potenti centri di alta e bassa pressione.
Il risultato è un modello più uniformemente distribuito del tempo, che varia relativamente poco di mese in mese o stagione a stagione.
Durante i periodi climatici più freddi, invece, i venti di alta quota sono suddivise in celle irregolari con centri di pressione più deboli e più abbondanti, causando la formazione di un pattern di "circolazione meridionale".

Queste piccole cellule deboli possono ristagnare su vaste aree per molti mesi, portando clima insolitamente freddo su un lato e clima insolitamente caldo dall'altro.
Si può osservare tutto ciò con le estreme ondate di freddo polare negli Stati Uniti, mentre nel continente europeo le temperature sono pressochè miti, che ancora non hanno visto il vero inverno.

L'Europa in nel gennaio 2014

Gli Stati Uniti nel gennaio 2014
Siccità e inondazioni diventano sempre più frequenti e possono alternare stagione a stagione, come hanno fatto l'anno scorso in India.
Così, mentre l'emisfero nel suo complesso è più fresco, le singole aree possono alternativamente rompere temperature e record di precipitazione ad entrambe le estremità.
Se osserviamo le molteplici oscillazioni di temperatura durante la Piccola Età del Ghiaccio scopriremmo con quelle che si stanno verificando in questo gelido-mite inverno.


Fonti:
http://wattsupwiththat.com/2010/12/28/2010%E2%80%94where-does-it-fit-in-the-warmest-year-list/
http://www.thegwpf.org/1975-global-cooling-extreme-weather/
https://www.sciencenews.org/search?st=view%20download%20id%20name%20CHILLING%20POSSIBILITIES

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LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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