ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


sabato 30 novembre 2013

A LECCO SORGERÀ' UNA NUOVA MOSCHEA DI 14 METRI


Sui cieli del capoluogo manzoniano svetterà un minareto e sarà alto ben 14 metri: questo secondo il progetto del Centro Culturale Assalam per la nuova moschea che il prossimo anno sorgerà dal fabbricato di corso Bergamo, attuale sede dell’associazione e luogo di culto per gli islamici lecchesi.
Una moschea che avrà anche la tradizionale cupola dorata per la quale, così come per il minareto, l’associazione ha fatto sapere di aver recentemente avuto le necessarie autorizzazioni dal Comune. Non sarà solo un centro di preghiera ma un vero e proprio spazio polifunzionale di tre piani con uffici, una zona commerciale e di intrattenimento, aule didattiche e per la lettura, un’area di preghiera al piano terra per gli uomini e al piano superiore per le donne.
La struttura vanta già un immobile di mille metri quadrati ai quali si sommano i 950 metri quadrati esterni al capannone, ma il centro islamico è già in trattativa per acquistare altri mille di terreno attorno al fabbricato per realizzare dei parcheggi per i fedeli.
Ma Le dichiarazioni del coordinatore del Centro Culturale Assalam, Moez Samti, che ha presentato nel dettaglio il progetto della nuova moschea di Chiuso (vedi articolo) hanno mosso l’amministrazione comunale ad un’immediata replica giunta per voce dell’assessore Martino Mazzoleni:
“Smentisco categoricamente – ha fatto sapere – nessun progetto e richiesta di autorizzazione ci è stata presentata in merito alla realizzazione di una moschea. Inoltre, attualmente gli strumenti urbanistici in vigore non prevedono l’installazione di nuovi luoghi di culto”.
Dal canto suo il coordinatore del Centro Culturale Assalam, che aveva riferito della presenza delle autorizzazioni da parte dell’amministrazione comunale, spiega: “I progetti li abbiamo presentati, non abbiamo ricevuto risposte ufficiali ma c’era stato fatto capire che non ci sarebbero stati problemi”.
Il progetto della moschea, da realizzarsi nel capannone di corso Bergamo che già da qualche anno è sede delle attività del centro islamico, è noto almeno dal mese di agosto e presentato alla chiusura del Ramadan.

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2013/11/30/lecco-nuova-moschea-con-cupola-dorata-e-minareto-alto-14-metri/

FRANCIA: MIGLIAIA DI CAMION OCCUPANO LE STRADE CONTRO L'ECOTASSA


Migliaia di camion stanno causando disagi su diverse autostrade in tutta la Francia in una nuova protesta, la seconda in un mese, contro l’ecotassa, la tassa sui veicoli pesanti. Alla protesta stanno partecipando 2.200 mezzi, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno, mentre secondo gli organizzatori sono stati causate 4.500 blocchi o traffico rallentato.
Il presidente francese Francois Hollande ha gia’ sospeso la tassa sui veicoli commerciali con carico superiore alle 3,5 tonnellate dopo violente proteste in Bretagna, la regione piu’ agricola del Paese.

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2013/11/30/francia-migliaia-di-camion-bloccano-le-autostrade-contro-lecotassa/

QUANDO L'ECOLOGISMO DIVENTA L'IDEOLOGIA DEGLI STUPIDI ANTI-INDUSTRIALI

Da utile mezzo per contrastare le esternalità negative, l’ecologismo è diventato un’arma ideologica al servizio della mobilitazione anti-industriale

La vicenda dell’Ilva è un disastro in sé e l’ennesima tappa di un processo di de-industrializzazione da tempo in atto nel Paese che sta lasciando dietro di sé macerie fumanti e povertà.
a chiusura degli stabilimenti Ilva in Lombardia, conseguenza della vicenda giudiziaria di Taranto, era prevedibile. A nulla sono valsi i tentativi dei governi (si ricordi il braccio di ferro fra il governo Monti e i magistrati tarantini) di impedire il disastro. Che sarà occupazionale e non solo. Come ha osservato Dario Di Vico (Corriere, 13 settembre), e ribadito il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, stiamo liquidando, per la gioia dei concorrenti esteri, un intero comparto industriale, la siderurgia.
Non si tratta di difendere il gruppo Riva. Le sue eventuali responsabilità riguardano il tribunale. Si tratta di capire come e perché sia possibile affondare un comparto industriale vitale per la collettività, con effetti a catena su tanti altri comparti, come e perché sia possibile distruggere una cruciale fonte di ricchezza.
La vicenda dell’Ilva di Taranto doveva essere gestita con buon senso. Si doveva contemperare l’esigenza della bonifica e la salvaguardia di una industria di grande importanza. A questo miravano richieste e provvedimenti dei governi. Non è stato così. Anziché procedere con la cautela che la problematicità del quadro consigliava si sono irrisi gli esperti che invitavano alla prudenza nei giudizi e la magistratura è andata avanti come un caterpillar. Ora se ne paga il prezzo.
Due sono gli aspetti di questa vicenda che, anche al di là del caso Ilva, fanno temere che il declino economico del Paese sia inarrestabile. Il primo riguarda l’esondazione del diritto penale. Il diritto penale è, fra tutte le forme del diritto, la più primitiva e barbarica: precede storicamente le forme più sofisticate (il diritto civile, amministrativo ecc.) che la civiltà ha via via inventato. Per questo, dovrebbe, idealmente, essere attivato solo in casi estremi, dovrebbe avere un ruolo circoscritto. Ma quando il diritto penale (come nel caso dell’Ilva e come avviene ogni giorno in ogni aspetto della vita del Paese) diventa il mezzo dominante di regolazione dei rapporti sociali, allora ciò che chiamiamo civiltà moderna è a rischio estinzione.
Il secondo aspetto riguarda la diffusione di una particolare sindrome, un orientamento anti-industriale, travestito da ecologismo, che punta alla decrescita, alla de-industrializzazione, perché tratta l’industria in quanto tale come una minaccia per l’ambiente. Da utile mezzo per contrastare le esternalità negative (i costi collettivi prodotti dall’inquinamento) l’ecologismo è diventato un’arma ideologica al servizio della mobilitazione anti-industriale (si veda il bel saggio di Carlo Stagnaro sull’ultimo numero della rivista Limes ). Se non fossero stati sostenuti da questa diffusa sindrome anti-industriale, i magistrati di Taranto avrebbero forse attivato, come chiedeva il governo, percorsi dagli esiti meno distruttivi per l’industria italiana.

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2013/09/16/ecologismo-arma-ideologica-al-servizio-della-mobilitazione-anti-industriale/

GREENPEACE CONTINUA AD AVERE GUAI


Scende in campo per difendersi dalle accuse di Greenpeace il capitano Paul Watson anima e energia del movimento Sea Shepherd, associazione che si batte contro la caccia alle balene e a tutela degli ecosistemi marini.
Il fuoco è stato aperto dalle pagine dell’Huffington Post e per bocca di John Sauven, Direttore Esecutivo di Greenpeace allorché è stato presentato il tour della nave Rainbow Warrior III. Sauven ha dichiarato:

Greenpeace ha dovuto adattarsi negli ultimi 40 anni al nuovo mondo dell’attivismo ambientale. Ma molti dei problemi sono rimasti una costante, come il cambiamento climatico, la deforestazione e la pesca sostenibile. I nuovi arrivati come Sea Shepherd ora adottano un approccio più violento. Greenpeace, tuttavia, resta legata all’azione non violenta. A ciascuno le proprie tattiche. Pensiamo le strategie delle nostre battaglie e sentiamo di poter vincere la battaglia contro la caccia alle balene parlando con i giapponesi. Sea Shepherd affronta aggressivamente i giapponesi aggravando il loro nazionalismo e rendendo la situazione molto più difficile

La replica non si è fatta attendere e nel giro di poche ore la risposta è stata pubblicata su tutti i siti di Sea Shepherd a firma proprio del Capitano Paul Watson, tra l’altro uno dei fondatori di Greenpeace, che scrive:

Fammi capire John… Greenpeace costruisce una nave da 33 milioni di Euro per fare tour di raccolta fondi mentre noi interveniamo direttamente contro la caccia illegale alle balene nell’Oceano del Sud. Mentre voi ragazzi spedite balene origami al Presidente Obama per protestare contro la caccia alle balene da parte dei Giapponesi, noi rispediamo la flotta Giapponese a casa con solo il 17% della loro quota di balene uccise. Sea Shepherd ha impedito il massacro di circa 3.000 balene, mentre quelli di Greenpeace stavano seduti a tavola a mangiare carne di balena con i Giapponesi, per dimostrare la loro cosiddetta sensibilità verso la cultura Giapponese. Gli inviati per strada di Greenpeace dicono alle persone che loro mandano le navi in Oceano Meridionale, nonostante non lo facciano più dal 2006. Mentono spudoratamente per raccogliere fondi.

Dopo il salto la risposta integrale di Watson.

John Sauven, Direttore Esecutivo di Greenpeace, ha attaccato oggi Sea Shepherd in un articolo sull’Huffington Post accusandoci di essere controproducenti per la campagna per salvare le balene. “Ognuno deve parlare delle proprie tattiche. Noi riteniamo di combattere in maniera strategica le nostre battaglie e sentiamo che stiamo vincendo la battaglia contro la caccia alle balene parlando con i giapponesi stessi”, ha dichiarato. “Sea Shepherd sta affrontando i Giapponesi con aggressività e questo sta esacerbando il nazionalismo e ciò rende davvero tutto più difficile”.

Cosa intendi per “noi” John? La battaglia è nel Santuario delle Balene dell’Oceano del Sud non nel tuo ufficio. Noi saremo là, ma dove saranno le navi di Greenpeace il prossimo mese? Impegnate in tour promozionali? Ad appendere striscioni? A spedire altre balene origami?

Fammi capire John… Greenpeace costruisce una nave da 33 milioni di Euro per fare tour di raccolta fondi mentre noi interveniamo direttamente contro la caccia illegale alle balene nell’Oceano del Sud. Mentre voi ragazzi spedite balene origami al Presidente Obama per protestare contro la caccia alle balene da parte dei Giapponesi, noi rispediamo la flotta Giapponese a casa con solo il 17% della loro quota di balene uccise. Sea Shepherd ha impedito il massacro di circa 3.000 balene, mentre quelli di Greenpeace stavano seduti a tavola a mangiare carne di balena con i Giapponesi, per dimostrare la loro cosiddetta sensibilità verso la cultura Giapponese. Gli inviati per strada di Greenpeace dicono alle persone che loro mandano le navi in Oceano Meridionale, nonostante non lo facciano più dal 2006. Mentono spudoratamente per raccogliere fondi.

Sea Shepherd ha mandato in bancarotta la flotta baleniera Giapponese. Questo è attivismo John. Che tu prenda un tè insieme ai balenieri è abbastanza patetico – tanto per dire.

Come co-fondatore di Greenpeace, devo dire che adesso loro non sono nient’altro che la più grande organizzazione “auto-compiacente” mondiale che finge di risolvere i problemi, mentre continua a far crescere una burocrazia sempre più grande e radicata di anno in anno. Mi sento come il Dr. Frankenstein avendo contribuito alla creazione di questa verde mostruosa entità aziendale di raccolta fondi che NON E’ a Taiji a salvare delfini, che NON E’ nell’Oceano del Sud a salvare balene, che NON E’ STATA al largo di Terranova per due decenni a salvare foche, che NON HA fatto niente per proteggere il tonno rosso, che NON SI E’ opposta al massacro di globicefali nelle Isole Far Oer, e che in realtà APPROVA la caccia agli orsi polari in Canada e Alaska. E’ solo una finzione, una truffa e un imbarazzo.
Loro hanno raccolto oltre 50 milioni di dollari per opporsi alla caccia alle balene nell’Oceano del Sud ed hanno usato questo denaro per finanziare altri progetti di raccolta fondi per accumulare altro denaro. E’ una vergogna e adesso si mettono a condannare il nostro attivismo, sostenendo che gli rende più difficile “salvare” le balene. Io credo che quello che stanno veramente dicendo sia che gli stiamo rendendo difficile continuare a raccogliere fondi per non fare nulla.


Fonte:http://www.ecoblog.it/post/13791/greenpeace-vs-sea-shepherd-violenti-il-capitano-watson-il-grande-non-fare-niente-verde

IL VULCANO SCONOSCIUTO IN ANTARTIDE


Poche regioni sono desolate quanto l'Antartide.
Estremo in tutti i suoi aspetti, il cosiddetto continente ghiacciato ha anche una storia antagonista di fuoco e magma, di solito cristallizzato nella figura del monte Erebus, uno di quei grandi vulcani che tutti gli esperti ci dicono che sognano di visitare, e che solo pochi sono stati in grado di soddisfare.
È interessante notare che, il vulcano Erebus non è l'unico, come sappiamo da alcune spedizioni nazionali Deception, tra cui il gruppo di vulcanologi canarini di INVOLCAN.
Ma Antartide risparmiare enormi tesori sotto il loro strato di ghiaccio eterno, e tra loro ci sono alcuni dei vulcani più sconosciuti al mondo, come il Monte Waesche.
Con un'altezza di circa 3292 metri, è noto che si tratta di un vulcano a scudo, che è completamente coperto dal ghiaccio, e avendo come vicino un altro vulcano anche abbastanza anonimo per la vulcanologia dilettante, anche se non al mondo dell'alpinismo, come è il Monte Sidley, che a 4285 metri è la vetta più alta del continente, e fa parte delle Seven Summits (le vette più alte di ogni continente).

Waesche condivide il palco, e ha più probabilità di essere visibile dalla cima di Sidley, per quei pochi che sono in grado di raggiungere la cima, dove non vogliamo o facciamo l'idea delle temperature che possono raggiungere.

Per quanto riguarda la sua attività eruttiva, poco o nulla si sa, dal momento che i lavori svolti nella zona si contano sulle dita, ma alcuni strati Tephra che sono stati studiati, si potrebbe parlare di circa 27.000 anni fa.
E 'vero che questi vulcani hanno molti strati di Tephra con vulcani vicini come il Tahake Moulton, quindi il lavoro forse futuro potrebbe svelare più del mistero del vulcano dell'Antartide, che rimarrà per sempre nell'ombra di Sidley.

Fonte:http://www.avcan.org/AvcanBlog/?p=173

I DECESSI INVERNALI NEL REGNO UNITO SONO AUMENTATI DI UN TERZO NELL'IINVERNO 2012-2013


Age UK descrive i 30.000 morti in eccesso invernali come vergognosi e sollecitata dall'azione del governo sulle bollette energetiche
I morti in eccesso sono in crescita del 29%.
Ci sono stati circa 31.100 morti in eccesso invernali in Inghilterra e Galles l'anno scorso - in crescita di quasi un terzo rispetto l'inverno precedente, questo in base all'Office for National Statistics (ONS).
La figura rappresenta la più alta mortalità invernale in eccesso (EWM) dal 2008-09, quando sono stati registrati 36.450 decessi.
Gli attivisti e associazioni di beneficenza incolpano i prezzi elevati dell'energia e lo scarso isolamento degli alloggi come responsabile di ciò che si poteva evitare. Tuttavia, gli statistici dell'ONS hanno riferito che mentre c'era una correlazione tra le temperature più fredde e i decessi invernali, non era abbastanza forte per spiegare la volatilità nelle figure.
I tassi di mortalità hanno oscillato tra più di 100.000 nel 1950-51 a poco più di 20.000 alla fine del 1980, secondo l'ONS.
Utilizzando una media mobile di cinque anni, che attenua le fluttuazioni a breve termine, le morti in eccesso invernali sono diminuite costantemente dal 1960-1961, anche se c'è stato un aumento nel corso degli ultimi sette anni.
Le cifre relative al 2012-13 hanno evidenziato che le persone di età superiore ai 75 rappresentavano i 25.600 del totale, l'eccesso di mortalità era maggiore nelle donne (18.000) rispetto ai maschi (13.100 ).
Il nord-ovest dell'Inghilterra ha avuto più alti tassi e Londra il più basso.
Il territorio comunale con il più alto EWM era Adur nel Sussex, dove il 48,3% in più di decessi si sono verificati in inverno che durante il resto dell'anno, dice il rapporto. Le zone con il più basso EWM erano Melton nel Leicestershire e Ceredigion nel Galles, dove non c'era la mortalità invernale in eccesso.
L'associazione Age UK ha descritto tutto ciò come "vergognoso" e "prevenibile", e ha esortato il governo ad abbassare le bollette energetiche in modo che coloro che sono più vulnerabili - i deboli e gli anziani - possa mantenere le loro case calde durante l'inverno.

Fonte:http://www.theguardian.com/news/datablog/2013/nov/26/excess-winter-deaths-up-29

giovedì 28 novembre 2013

ETNA: UNA NUOVA ERUZIONE IN FASE DI INTENSIFICAZIONE


Si sta intensificando l’eruzione dell’Etna che continua da ormai oltre 3 ore, con fontane di lava altissime, boati impressionanti e un tremore vulcanico che sta superando addirittura i livelli pazzeschi raggiunti sabato mattina. Quest’eruzione, in effetti, sembra addirittura più intensa di quella di sabato: i boati sono molto forti, e vengono avvertiti persino nella Calabria meridionale, dove la terra trema come se ci fosse un terremoto. Purtroppo le nubi molto dense intorno al vulcano limitano la visuale delle fontane di lava, ma l’eruzione oltre ad essere molto forte stavolta è anche lunghissima. Sabato, infatti, era stata violenta e spettacolare, ma era durata soltanto 20 minuti. Oggi, invece, ha iniziato poco prima delle 18.00 e adesso è ancora nel suo “clou”.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/etna-eruzione-fortissima-con-boati-spaventosi-trema-anche-la-calabria-le-immagini-live/243429/

INDUSTRIA NUCLEARE RUSSA: LUCIE OMBRE


L'industria nucleare russa sta vivendo un momento eccezionale, con grandi successi anche dal punto di vista delle esportazioni in tutto il mondo. Ma dietro alle luci ci sono anche le ombre.
Per la società nucleare statale Rosatom il 2012 è stato un anno da incorniciare: in base al bilancio appena pubblicato, le esportazioni sono aumentate del 30,7% rispetto all'anno precedente, arrivando a un totale di quasi 50 miliardi di euro. E per il 2013 si prevedono cifre ancora superiori, oltre i 53 miliardi di euro. Anche sul fronte interno il settore è in grande sviluppo, con la costruzione in corso di nuove centrali, della prima "centrale galleggiante" e di nuovi rompighiaccio a propulsione nucleare.
Eppure una crisi potrebbe essere vicina. Nel 2012 la Rosatom ha assunto come vicepresidente del settore esteri il finlandese Jukka Laaksonen, ex direttore generale dell'ente regolatorio finlandese: un viso occidentale che garantisce apertura, modernità, trasparenza e sicurezza.
Ma proprio da Laaksonen è venuto un atto di accusa, riportato dall'agenzia Reuters: «La legislazione è vecchia, e la cultura è vecchia. Sono grandi vantaggi per i nostri concorrenti».
Il riferimento è per esempio a regole di segretezza «sovietiche» che impediscono di pubblicizzare i propri prodotti. Senza queste norme, secondo Laaksonen, le vendite potrebbero addirittura triplicare: fornendo informazioni più dettagliate, la Russia potrebbe vendere più facilmente i propri reattori nei Paesi dell'Unione Europa e altri Paesi sviluppati tecnologicamente.
Inoltre, come riporta il quotidiano in lingua inglese Moscow Times, il forte sostegno del governo alla Rosatom penalizza tutte le industrie nucleari minori. L'Istituto Budker di fisica nucleare, in mancanza di ordinazioni statali, si è dovuto rivolgere all'estero, e ha dovuto vendere alla Cina i propri brevetti in materia di raggi X: un mercato che, secondo le stime, raggiungerà nel 2020 i 630 miliardi di euro. Secondo Alexander Fertman, direttore scientifico del settore nucleare alla Fondazione Skolkovo, la responsabilità non è solo della Rosatom: le aziende russe di alta tecnologia nucleare stentano perché non si è ancora sviluppato un mercato interno.

Fonte:http://www.nuclearnews.it/news-3247/industria-nucleare-russa-luci-e-ombre/

NIENTE CORSO SULL'ISLAM? SEI UN BAMBINO RAZZISTA


Ha dell’incredibile la notizia data qualche giorno fa dal Daily Mail, secondo cui una scuola inglese, nello Staffordshire, ha mandato una circolare ai genitori degli allievi per avvisarli che, se non avessero mandato i propri figli, dai 4 ai 6 anni, al corso di cultura islamica intitolato “Explore Islam”, organizzato nella locale università, i bambini sarebbero stati bollati come razzisti con una nota disciplinare che avrebbe segnato la loro carriera scolastica. Inoltre sarebbe partita un’indagine per capire i motivi delle eventuali assenze degli alunni durante il corso.
Solo le proteste dei genitori hanno costretto l’insegnante che aveva mandato la circolare a fare marcia indietro e mandare un’altra circolare per annullare la precedente.
Ci auguriamo che i genitori italiani non ricevano mai una missiva del genere. E’ noto che spesso e volentieri si dibatta se sia opportuno togliere il crocifisso dal muro della classe, per non offendere gli alunni di altre religioni. E con “con altre religioni”, chissà perché, si intende soprattutto l’Islam, senza che genitori musulmani abbiano avanzato richieste in tal senso. Ci sono bambini che non frequentano l’ora di religione cattolica, della quale alcune persone hanno chiesto l’abolizione nelle scuole pubbliche, oltre che imposto di togliere il crocifisso dalla parete; ci sono polemiche sulle proposte di insegnare l’arabo (leggi “insegnare l’Islam”) a scuola, visto che la società europea e quella occidentale “sono sempre più multiculturali”. Ma le palesi imposizioni e le minacce proprio non si possono accettare.

Fonte:http://www.qelsi.it/2013/niente-corso-sullislam-sei-un-bambino-razzista/

FORTI NEVICATE IN MACEDONIA


La neve è ora di oltre 30 cm a Popova Sapka e Pelister.
La nevicata, che ha iniziato la scorsa notte, ha continuato durante la notte, affremano i media macedoni.
Skopje, Bitola, Struga, Ohrid, Veles, Prilep e altri sono già sotto uno spesso manto nevoso .
Skopje è la capitale e la più grande città della Repubblica di Macedonia.
Popova Sapka è un picco a più di 1780 metri sul livello del mare.

Fonte:http://www.focus-fen.net/index.php?id=n319601

BIOTECNOLOGIE: A VIVARO NON E' AVVENUTA NESSUNA CONTAMINAZIONE


“Gli ibridi ogm non hanno presentato nessuna traccia di attacco di Ostrinia nubilalis, il lepidottero comunemente noto come piralide, che infesta le coltivazioni di mais tradizionale e genera micotossine estremamente tossiche per l’uomo”. Sono i risultati a cui sono giunti qualche settimana fa Tommaso Maggiore, già ordinario di Agronomia generale e coltivazioni erbacee dell’Università di Milano, e Roberto Defez, ricercatore del Cnr, dopo aver analizzato il terreno seminato con mais ogm da Silvano dalla Libera, vice presidente Futuragra, a Vivaro, in provincia di Pordenone.
Una vera e propria svolta, dunque, nell’ormai decennale discussione sui sementi geneticamente modificati che non trovano spazio sul terreno italiano. In pratica, dicono gli esperti, oltre i 15 metri dalla fonte di emissione non si riscontra inquinamento da polline. Questo significa che per ottenere la coesistenza è sufficiente bordare i campi di mais geneticamente modificato con un massimo di 20 metri di ibridi di mais non ogm, una superficie che va mantenuta anche per evitare di favorire lo sviluppo di resistenze nelle popolazioni del lepidottero. La conferma anche dal Corpo forestale dello stato davanti alla Commissione agricoltura della Camera: non vi è stata commistione, a esclusione di quei pochi metri di proprietà dello stesso Dalla Libera seminati appositamente nell’intercalare dei due appezzamenti ogm, come buona pratica agricola.
“La politica italiana ha bloccato la ricerca pubblica e privata, impedendo di mettere in luce i vantaggi delle biotecnologie: noi a Vivaro ci siamo sostituiti allo Stato e abbiamo fatto in modo che la sperimentazione sul campo nel nostro Paese potesse riprendere – afferma Dalla Libera a Panorama.it -. I risultati emersi dalle analisi di Maggiore e Defez ribadiscono quanto la scienza afferma da anni, ovvero che coltivare sementi geneticamente migliorate in Italia non comporta nessun rischio per l’ambiente e per la salute”.

L'EFSA CONFUTA LE TESI DEL GOVERNO ITALIANO

Va detto, per correttezza, che le analisi effettuate sul campo hanno uno scopo puramente dimostrativo, da cui non possono emergere valori scientifici assoluti ma solo prove di campo comparative su una realtà aziendale. Non esistono, però, evidenze scientifiche che dimostrino che la coltivazione di mais MON 810 comporterebbe rischi per la salute alimentare e per l’ambiente. Lo afferma anche l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, nella sua risposta alla richiesta del Governo italiano che puntava a bloccare le semine. Secondo l’Autorità non ci sono i presupposti per la notifica delle misure di emergenza richieste dall’Italia. (leggi qui il rapporto Efsa )
“L’Efsa ha smentito in maniera secca, perentoria e categorica le autorità italiane, così come aveva già fatto per tutte le richieste di clausola di salvaguardia presentate dagli altri paesi europei – commenta Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra -. Il no all'Italia era scontato visto che il contenuto del dossier italiano era lo stesso di quello presentato dalla Francia alla quale l’autorità europea aveva dato la stessa risposta”.

53% DEGLI AGRICOLTORI DISPOSTI A SEMINARE OGM

Lo Stato italiano risarcirà le spese legali di 2 mila euro a Dalla Libera per il ricorso al decreto interministeriale del 2010. Nel marzo di tre anni fa infatti i ministri Zaia, Prestigiacomo e Fazio firmarono un decreto per vietare a Dalla Libera di seminare sul suo campo mais Bt. Quindici mesi dopo il tar del Lazio condannò il ministero delle Politiche agricole a risarcire l’agricoltore, per avergli impedito di coltivare sementi ogm nei suoi terreni nonostante una sentenza del Consiglio di Stato avesse riconosciuto il suo diritto. “Alcune associazioni di categoria parlano ancora di avversione degli italiani nei confronti delle biotecnologie. La realtà dei fatti è che i consumatori chiedono prima di tutto di essere correttamente informati su questo tema - conclude Dalla Libera -. Come è emerso da un’indagine Ispo dello scorso novembre, il 52 per cento dei cittadini prenderebbe in considerazione la possibilità di acquistare prodotti alimentari contenenti ogm a determinate condizioni. Non solo, secondo un sondaggio Demoskopea nel 2009, il 53 per cento degli agricoltori sarebbe disposto da subito a seminare mais ogm, una percentuale che oggi sarebbe decisamente più alta, visti gli sviluppi della gravissima crisi che attanaglia il nostro settore”.
Nei giorni scorsi, infine, sono state consegnate nelle mani del Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia oltre 400 firme degli agricoltori friulani a sostegno della petizione che chiede la libera coltivazione di mais biotech in Friuli in applicazione delle sentenze della Corte di Giustizia europea e del Tribunale di Pordenone. La petizione lanciata da Futuragra, e sostenuta dalle rappresentanze regionali di Confagricoltura e Cia, ha ottenuto il sostegno dei maiscoltori da tutte le province friulane che, secondo le prime stime, rappresentano complessivamente oltre 20 mila ettari della superficie destinata alla coltivazione di mais in Regione.

Fonte:http://scienza.panorama.it/Ogm-a-Vivaro-nessuna-contaminazione

CANADA: IL PAESE HA APPROVATO LA PRODUZIONE COMMERCIALE DI UOVA DI SALMONE GENETICAMENTE MODIFICATO


Il paese ha approvato la produzione di uova di salmone geneticamente modificato su scala commerciale nella propria nazione. Lo riferisce il quotidiano inglese Guardian.
Il ministero dell'Ambiente canadese sul Canada Gazette ha affermato di aver concesso ad una società statunitense di biotecnologia- l'AquaBounty Technologies Inc.- il permesso di esportare fino a 100.000 uova di pesce OGM all'anno da una stazione di covatura artificiale sull'Isola del Principe Edoardo, a nord della Nuova Scozia. Con la decisione di Ottawa per la prima volta un governo ha dato il via libera alla produzione su scala commerciale di un alimento che implichi animali geneticamente modificati. Il governo canadese tuttavia ha sottolineato che non ci sarà vendita immediata o consumo di uova di salmone Ogm in Canada.
"Ci sono misure rigorose per prevenire il rilascio di questa tipologia di pesce nella catena alimentare", ha commentato un portavoce del ministero dell'Ambiente. "In Canada, non sono attualmente riconosciuti ai fine del consumo umano alcun pesce o uova geneticamente modificato". La scelta, seppure con limitazioni, rappresenta una grande vittoria per l'AquaBounty che ha combattuto 20 anni per portare il salmone OGM sulle tavole americane. "Questa è una pietra miliare nei nostri sforzi per rendere il salmone AquAdvantage disponibile per la produzione commerciale", ha detto in una dichiarazione l'amministratore delegato dell'azienda Ron Stotish.

Fonte:http://ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/dalmare/2013/11/27/Canada-approva-produzione-commerciale-uova-salmome-Ogm_9690958.html

IMPONENTI ACCUMULI NEVOSI NEL LAZIO


Nella giornata di Mercoledì 27 e soprattutto Martedì 26 in Abruzzo sono caduti quantitativi di neve inimmaginabili visto il periodo e sopratutto visto la quantità tanto che anche la Guardia Forestale, che sta aiutando le zone più colpite, ne è rimasta sorpresa. Le zone a cui facciamo riferimento sono specialmente le città a ridosso del Massiccio della Majella e Gran Sasso-Monti della Laga.
Per quanto riguarda la Majella, accumuli allucinanti fra il quadrilatero che comprende Cansano – Pacentro – Campo di Giove – Roccacaramanico, in queste zone siamo oltre i 100 centimetri di neve, ma specialmente a Campo di Giove e Roccacaramanico alcune foto ci fanno pensare che l’accumulo totale si aggiri fra i 150 ed i 200 centimetri. Davvero incredibile e le immagini possono spiegare meglio di qualsiasi altra parola. Non è da meno la zona fra Assergi – Campotosto anche qui in alcuni punti si raggiunge quasi il metro di neve totale. Temperature gelide questa mattina con punte di -8° nelle zone vallive interne Abruzzesi. Ultimi fiocchi sono caduti nella nottata di oggi, miglioramento deciso nella giornata.



Fonte:http://www.centrometeoitaliano.it/pazzeschi-accumuli-nevosi-nelle-zone-interne-abruzzesi-5636/

FINLANDIA: RECORD DI NEVE A KILPISJARVI

Alle 09:00 le misurazioni climatiche rilasciatedal Finnish Meteorological Institute hanno mostrato 80 centimetri di manto nevoso al Kilpisjärvi nel lontano nord-ovest - stabilendo un nuovo record per il mese, e confermandolo come luogo più nevoso del paese.

Gli 80 centimetri di manto nevoso misurata a Kilpisjärvi hanno superato il precedente record di novembre di 72 centimetri misurato a Sodankylä nel 1961.
Kilpisjärvi detiene anche il record per il più profondo manto nevoso dicembre, 126 centimetri che è stato registrato nel 1975.
Il record nazionale di tutti i tempi di 190 centimetri registrati a Kilpisjärvi è stato nel mese di aprile del 1997.

Fonte:http://yle.fi/uutiset/record_november_snow_cover_at_kilpisjarvi/6953642

MARCHE: SITUAZIONE ESTREMAMENTE DIFFICILE A CAUSA DELLA NEVE


Situazione estremamente difficile nelle Marche a causa delle abbondanti nevicate che si sono abbattute soprattutto tra il Maceratese e Ascolano. In alcune località si sono sfiorati gli 80 cm di neve e molti paesi sono completamente isolati.
Notevoli disagi si stanno registrando soprattutto alla viabilità, moltissime scuole sono rimaste chiuse oggi e lo rimarranno anche domani, finchè la situazione non migliorerà gradualmente. Dalla costa alle zone appenniniche c'è un accumulo nevoso incredibile, che va dai 10 cm di Fabriano agli oltre 60-70 cm dell'Ascolano. Fiocchi anche sulla costa, ma senza accumulo.
Nel Fermano le scuole, come detto, resteranno ancora chiuse soprattutto nelle località di Fermo e Sant'Elpidio a Mare, oltre che in moltissimi comuni situati all'interno. Le strade, nelle ultime rimaste chiuse, stanno gradualmente riaprendo, ad iniziare dalla A14.
Sta tornando progressivamente alla normalità anche la situazione relativa alla circolazione ferroviaria; soprattutto sulla linea Civitanova-Albacina, rallentata oggi dalle 10 alle 15, a causa della cadura di alberi e rami che ne hanno bloccato l'attraversamento.
Nel corso della giornata odierna e della notte appena trascora molti alberi sono caduti, senza tuttavia causare particolari danni o disagi. Alcuni sono caduti per il peso eccessivo della neve, altri sostanzialmente per la forza irruente dei venti orientali.
Il porto di Ancona, rimasto chiuso ieri a causa della avverse condizioni meteo-marine, ha riaperto durante il pomeriggio di oggi. In molte località nel sud della Regione numerosi problemi si stanno registrando soprattutto per il grande accumulo nevoso, in special modo nell'Ascolano.
Previsioni: tra le prossime e la giornata di domani persisterà ancora qualche residua precipitazione sparsa soprattutto sulla parte centro-meridionale della Regione, con piogge lungo la fascia costiera e nevicate all'interno oltre 200-300 metri. Migliora venerdì, ma agli inizi di Dicembre attenzione all'arrivo di piogge intense spinte da una profonda bassa pressione in risalita dal nord-Africa.


Fonte:http://www.meteoportaleitalia.it/meteo-italia/meteo-italia/meteo-cronaca-news-italia/13550-marche-in-ginocchio-a-causa-della-neve-foto-e-cronaca-attenzione-al-maltempo-di-inizio-dicembre.html

LA RISOLUZIONE ONU CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, UN FALLIMENTO


Una commissione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una specie di risoluzione in favore dei difensori dei diritti delle donne, nonostante una dura campagna contro questo testo. Per ottenere l’approvazione all’unanimità del testo, i promotori della risoluzione, guidati dalla Norvegia, sono stati costretti però a sopprimere un paragrafo nel quale si condannavano “tutte le forme di violenza contro le donne“.
I paesi africani, il Vaticano, l’Iran, la Russia, la Cina e molti Stati musulmani conservatori hanno cercato di ‘ammorbidire’ la risoluzione adottata dal Comitato dei diritti dell’uomo dell’Assemblea.
La risoluzione – che ha beneficiato di una forte spinta in avanti grazie ai recenti casi della giovane pachistana Malala Yousafzai e di Denis Mukwege, medico della Repubblica democratica del Congo costretta all’esilio per aver aiutato le vittime di stupri, entrambe candidate quest’anno al Nobel della Pace – invita tutti gli Stati a condannare pubblicamente la violenza contro i difensori dei dirittti delle donne, a modificare la normativa che impedisce loro di agire e garantire ai militanti un accesso gratuito agli organismi delle Nazioni Unite.
“La comunità internazionale ha inviato un messaggio chiaro. E’ inaccettabile criminalizzare, stigmatizzare o limitare i diritti dei difensori dei diritti delle donne”, ha dichiarato Geir Sjoberg, negoziatore del governo norvegese.
I paesi africani hanno insistito sul rispetto dei costumi e delle tradizioni, mentre Russia, Iran e Cina hanno preteso il rispetto delle leggi nazionali da parte dei militanti. Alla fine è stato soppresso un paragrafo nel quale si affermava che gli Stati devono “condannare fermamente tutte le forme di violenza contro le donne e contro coloro che difendono i loro diritti e astenersi di invocare i costumi, le tradizioni o la religone per sottrarsi ai loro obblighi”.
Più di trenta paesi europei sono usciti dall’aula in segno di protesta contro questa concessione.

Fonte:http://www.imolaoggi.it/2013/11/28/la-risoluzione-onu-contro-la-violenza-sulle-donne-e-una-schifezza-immonda/

GIAPPONE: RIPRENDE L'ATTIVITÀ' DEL VULCANO SUWANOSE-JIMA


GIAPPONE - L'attività esplosiva ha ripreso sul vulcano remoto nella catena Tokara Island. VAAC Tokyo ha riferito esplosioni di ieri e questa mattina, con pennacchi di cenere saliti a 4.000-6.000 piedi (1,2-1,8 km) di altitudine.
L'ultima grande eruzione è avvenuta nel luglio di quest'anno.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/suwanosejima/news.html

ISLANDA: AUMENTO DEL FLUSSO DEL FIUME SKJALFANDARFLIJOT


La scorsa settimana c'è stato un picco di conducibilità del fiume glaciale Skjálfandarfljót.
Non è chiaro quello ciò che ha fatto creare picco di conduttività che è stato rilevato e non si sa quale vulcano o zona idrotermale perdeva acqua nel fiume.
Nessuna alluvione glaciale ha fatto seguire questo picco e nessuna attività supplementare è stato rilevata in seguito a questo.
Questo picco conducibilità è stato rilevato Giovedi 22 novembre 2013 alle 20:20 UTC.

Fonte:http://www.jonfr.com/volcano/?p=4109

ISLANDA: SCIAME DI TERREMOTI SUL VULCANO ESJUFJOLL


Il 27 novembre uno sciame di terremoti ha avuto luogo nel vulcano Esjufjöll.
Questo sciame di terremoti è stato solo di tre terremoti secondo il sito islandese Meteorological Office.
C'è una possibilità che più terremoti possano essere rilevati a causa del maltempo in questo settore al momento.

I tre terremoti sul vulcano Esjufjöll
Il terremoto più forte in questo sciame sismico ha avuto la magnitudo di 1,8 e aveva la profondità di 4,5 km.
L'ultima eruzione del vulcano Esjufjöll era forse nel 1927, ma non è confermata.

Fonte:http://www.jonfr.com/volcano/?p=4111

ANOMALE FORMAZIONI IN ANTARTIDE

Non tutto il Continente Meridionale è congelato. Ha settori come altri deserti nel mondo: aridi, secchi e sfibrati.

L'Antartide è noto per essere un continente di gelato coperto dai ghiacciai e delle calotte di ghiaccio di quattro chilometri di profondità.
I suoi abitanti solo a lungo termine sono gli uccelli marini, foche, balene e una particolare marca di ricercatori con un debole per le nuove scoperte in ambienti estremi.

Tuttavia, l'analisi delle immagini satellitari di tutto il Polo Sud ha rivelato che ci sono alcune aree come la Valle Wright, per esempio, che sono completamente privi di ghiaccio e hanno fiumi che scorre attraverso di essa.
Alcune osservazioni sembrano indicare che i detriti glaciali sono più giovani in apparenza rispetto alla domanda delle stime temporali, e alcune delle foreste carbonizzate che giacciono sepolte sotto il ghiaccio sono bruciate così rapidamente che essi sono carbone.

Sembra come se un fulmine o qualche altra scarica elettrica li abbia colpiti all'improvviso.
E' possibile che le forze elettriche che sono state scatenate in un remoto passato abbiano effettivamente causato il congelamento del continente, la combustione forestale e gli animali morti e sclerotizzati in un breve periodo di tempo.
L'Antartide possiede non solo uno dei più grandi crateri sulla Terra, ma ha anche alcuni dei più grandi monoliti di pietra si trovano su tutto il continente.
Murray Monolith è molto simile alla struttura di dolerite in Tasmania chiamato Cradle Mountain.
Un altro è a forma di ferro di cavallo come il Massif des Bauges in Francia.
Blocchi di pietra come il Monte Conner in Australia e Table Mountain appena fuori dalla Città del Capo, Sud Africa assomigliano pure a quelli in Antartide.

Un aspetto interessante della Valle Wright è che le doleriti sono sparse in tutta l'area con un aspetto diverso da una semplice alterazione spiegabile.
La dolerite è basalto lavico a cui è abbastanza difficile resistere all'erosione, che è il modo standard con cui le teorie geologiche spiegano i monoliti di pietra.
Le rocce laviche sottostanti sono più difficili rispetto ai depositi sedimentari circostanti detti plutoni, o tappi di lava, che sono lasciati alle spalle dal vento e la pioggia che scioglie il materiale più morbido.

Poichè la dolerite tende a erodersi dalla fratturazione gelo-disgelo, pinnacoli causati da agenti atmosferici nelle fessure verticali si trovano spesso sulla cima di basalto e sui plutoni di granito.
Le formazioni in cima alle colline della Wright Valley sfidano tale convenzione dimostra l'immagine.

Hanno un mezzo-fuso aspetto e forato, con fori taglienti e ali scanalate di pietra che scorre verso il basso che si distinguono dall'Antartide, ma hanno caratteristiche simili a quelle di Ben Bulben in Irlanda o sulla sommità di Angel Falls in Venezuela.
Piuttosto che essere anomalie, questi modelli dovrebbero essere considerati segni che un singolo evento generato cambiamenti significativi in ​​una varietà di scale in strati di roccia in tutto il mondo.
Forse la spiegazione la possiamo trovare in questo articolo.


Stephen Smith

Fonte:http://www.thunderbolts.info/wp/2013/11/27/antarcticas-anomalous-formations/

LA RIVISTA NATURE AMMETTE: LA SCIENZA ITALIANA E' SOTTO ATTACCO


“La ricerca biomedica italiana sotto attacco”. E’ questo il titolo del severo editoriale che compare sulla rivista Nature Neuroscience e che condanna duramente il nostro Paese. L’editoriale elenca i momenti di difficoltà principali vissuti dagli scienziati italiani in questi ultimi due anni: il taglio dei finanziamenti annunciato a luglio 2012, la condanna per il terremoto dell’Aquila ad ottobre 2012 e, in particolare, una nuova legislazione sulla sperimentazione animale proposta ad agosto che potrebbe “minare quasi tutta la ricerca biomedica del Paese”. Si tratta di una legge (che non è stata ancora approvata) scaturita da una direttiva Europea del 2010 (direttiva 2010/63/EU). Nonostante il divieto di Bruxelles, l’Italia ha inserito nel suo testo vari emendamenti restrittivi e giovedì scorso c’è stata l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri. Previsti, tra i vari articoli, il divieto di allevare e di usare in laboratorio cani, gatti e primati e l’obbligo di somministrare analgesici agli animali prima di ogni procedura. Ma la legge 96 del 6 agosto 2013 prevede anche il divieto di usare animali per xenotrapianti e proprio contro questo aspetto si concentra l’editoriale critico di Nature Neuroscience. “Se questo testo diventasse legge, potrebbe avere catastrofiche conseguenze per l’intera comunità di ricerca biomedica italiana”, si legge nell’editoriale. Gli xenotrapianti sono i trapianti di organi o cellule da una specie all’altra: vietarli, significa di fatto legare le mani a una parte consistente di ricercatori in oncologia, che non potrebbero piu’ prelevare cellule tumorali umani e impiantarle nei topolini per analizzare lo sviluppo della malattia in questi modelli animali. “Se queste misure draconiane, saranno ratificate comprometteranno anche la capacità dei ricercatori italiani di competere nell’accesso ai finanziamenti internazionali”.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/ricerca-rivista-nature-denuncia-la-scienza-italiana-e-sotto-attacco/243005/

CONTINUA L'ONDATA DI MALTEMPO NEGLI STATI UNITI


Continua l’ondata di maltempo negli Stati Uniti, mentre milioni di americani si mettono in viaggio in vista del Giorno del ringraziamento che si festeggia domani. Nonostante la pioggia, il nevischio e il ghiaccio, i disagi si sono rivelati al momento meno gravi del previsto. Il sito FlightAware.com ha riferito che finora sono stati cancellati 200 voli, soprattutto da o per gli aeroporti di Newark, Philadelphia e LaGuardia di New York. Secondo le previsioni, le tempeste che hanno colpito la East Coast si indeboliranno nel corso della giornata. Il sistema dei temporali che si è sviluppato sopra la costa ovest, colpendo inizialmente California, New Mexico, Texas, Arizona e Nevada, si è spostato successivamente su Arkansas, Oklahoma e Texas, e poi sulla costa est. Gradualmente le piogge dovrebbero passare sopra l’Atlantico e l’est del Canada. Intanto forti venti sono stati registrati in alcune zone del Massachusetts, New Hampshire e Connecticut, mentre nevicate sono state registrate dall’ovest della Pennsylvania fino alla West Virginia.Secondo l’American Automobile Association (Aaa), oltre 43 milioni di americani si metteranno in viaggio nel weekend lungo in occasione del Giorno del ringraziamento. Circa 39 milioni di persone si sposteranno in auto, mentre più di 3 milioni prenderanno un aereo. Gli aeroporti a rischio ritardi a causa del maltempo sono soprattutto quelli di New York, Washington, Philadelphia, Boston e Charlotte.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/tempesta-negli-usa-ancora-maltempo-sulla-east-coast-thanksgiving-a-rischio-caos/243071/

NAPOLI: BARBONE MORTO DI FREDDO


Un clochard e’ stato trovato morto nelle vicinanze di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. L’uomo, un nordafricano di 50 anni, Manuel Fassi, originario di Casablanca, in Marocco, e’ stato rinvenuto sotto alcune coperte privo di vita. Sono stati i commercianti della zona, quella dei portici, che lo conoscevano da tempo, a dare l’allarme. La morte potrebbe essere stata provocata dall’ intenso freddo registrato nella notte. A chiarire la causa del decesso potrebbe essere, comunque, un eventuale esame autoptico. Secondo i servizi sociali del Comune, l’uomo era uno dei 250 senza fissa dimora che, attualmente, vivono per strada e che rifiutano di essere ospitati nei tre centri di accoglienza attivi in citta’. Il cinquantenne, che frequentava la zona tra piazza Municipio e via Cervantes, era tra quelli che venivano seguiti dall’unita’ di strada comunale, il cosiddetto Camper, e che veniva rifocillato ed assistito quotidianamente, soprattutto in questo periodo di emergenza freddo.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/freddo-a-napoli-clochard-morto-assiderato/243105/

ITALIA: ALLARME GHIACCIO SULLA STRADA DEL RACCORDO ANULARE


Sul Grande Raccordo Anulare di Roma, nel tratto compreso tra gli svincoli Castel Giubileo e Flaminia, si registrano difficolta’ di transito a causa del ghiaccio, in entrambe le direzioni. Il personale dell’Anas e’ presente sul posto per ripristinare la circolazione in piena sicurezza per gli utenti. L’Anas raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale e’ consultabile sul sito web http://www.stradeanas.it/traffico oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `Vai Anas Plus`, disponibile gratuitamente in ‘App store’ e in ‘Play store’. Gli utenti hanno poi a disposizione la web tv www.stradeanas.tv e il numero 841148 ‘Pronto Anas’ per informazioni sull’intera rete Anas.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/freddo-a-roma-difficolta-sul-grande-raccordo-anulare-per-ghiaccio-sullasfalto/243148/

SICILIA: DUE SCOSSE DI TERREMOTO SCUOTONO L'ETNA


Due scosse sismiche si sono prodotte stamattina a 37 secondi di distanza l’una dall’altra sull’Etna e sono state avvertite sei minuti dopo le 7 nei centri abitati del versante Sud del Vulcano, Andrano, Biancavilla, Paterno’, Santa Maria di Licodia e Ragalna. Il primo evento ha avuto magnitudo 2.2 e il secondo 2.3 e si sono verificati in superficie, a una profondita’ tra i 5 e i 10 chilometri, il che ha reso la loro energia piu’ percepebile. I terremoti si collegano, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, all’attivita’ dell’Etna che da alcuni mesi da’ ciclicamente luogo a brevi ma intense eruzioni di tipo stromboliano, i parossismi (l’ultimo è stato sabato mattina).

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/etna-due-scosse-di-terremoto-stamattina-nel-versante-sud-del-vulcano/243152/

POSSIBILE FORMAZIONE DI UNA GRANDE DEPRESSIONE AL CENTRO SUD


Dagli ultimi aggiornamenti arrivano soltanto conferme. Conferme da incubo. Nel fine settimana, tra sabato 30 novembre, domenica 1 e poi anche lunedì 2 dicembre, un “super-ciclone” colpirà l’Italia meridionale e anche se mancano ancora un bel po’ di ore prima dell’inizio di quest’altro evento di maltempo estremo, è grande l’apprensione per il rischio di nuovi eventi calamitosi dopo tutto quello che è successo nelle ultime settimane con le piogge torrenziali tra Marche e Abruzzo, l’alluvione in Sardegna, i nubifragi in Calabria, il tornado di Gallipoli e adesso le eccezionali nevicate appenniniche e il freddo da record in tutto il Paese. Una nuova irruzione nord/orientale porterà, tra venerdì sera e sabato mattina, la neve in pianura al nord/ovest e su tutto l’arco alpino, ma subito dopo darà vita a un super-ciclone nel cuore del Mediterraneo, dove si creerà una voragine barica che verrà riempita proprio da questa ciclogenesi tipicamente Mediterranea.
E’ molto probabile che quest’evoluzione evolva in TLC, un autentico ciclone Mediterraneo. Ad alto rischio tutta l’Italia centro/meridionale e in modo particolare le Regioni del medio/basso Adriatico (Abruzzo, Molise e Puglia), tutto il Sud (Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia) e anche la Sardegna. Le prime forti piogge tra Calabria e Sicilia si verificheranno già dalla mattinata di sabato 30, secondo gli ultimi aggiornamenti, con le prime precipitazioni intense che poi si intensificheranno su tutte le zone joniche tra sabato sera e domenica mattina. Forti piogge e temporali anche in Sicilia. Non mancheranno tempestosi venti ciclonici e mareggiate su tutte le coste esposte. E’ alto anche il rischio che si formino altre trombe d’aria (o tornado, che dir si voglia: sono sinonimi!). Le temperature si alzeranno in alcune località di oltre 10°C rispetto al gelo di questi giorni, tornando addirittura sopra le medie del periodo, e sui rilievi appenninici la neve sarà nuovamente confinata sulle vette più alte, oltre i 2.000 metri di quota. Per questo motivo, la tanta neve presente al suolo alle quote medio/basse si scioglierà rapidamente andando ad aggiungersi alle piogge alluvionali che si riverseranno improvvisamente sui corsi d’acqua, che rischieranno così di esondare in molti punti. La situazione è preoccupante, l’incubo alluvione rischia di diventare di nuovo realtà. A Catanzaro, ad esempio, le autorità si stanno già attrezzando per affrontare al meglio l’emergenza.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/super-ciclone-in-arrivo-centrosud-nel-mirino-torna-lincubo-alluvione-ecco-le-zone-a-rischio/243076/

ECCEZIONALE GRANDINATA IMBIANCA LE SPIAGGE DELLA SPAGNA


La città di Alicante, che con i suoi 330.000 abitanti è l’11^ più popolata della Spagna, oggi pomeriggio è stata colpita da una violenta grandinata che ne ha imbiancato persino la spiaggia. Siamo sulla Costa Blanca, nel sud/est della Penisola Iberica, sul mar Mediterraneo. Particolarmente affascinanti. In città durante il temporale la temperatura è crollata a +12°C dopo che aveva raggiunto i +16°C nel primo pomeriggio.


Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/11/freddo-anche-in-spagna-eccezionale-grandinata-imbianca-la-spiaggia-di-alicante-foto/243060/

mercoledì 27 novembre 2013

AUSTRIA: I METEOROLOGI SONO SORPRESI DAL SILENZIO SUL RAFFREDDAMENTO DELLA CATENA ALPINA


Dati valutati dall'istituto meteorologico ZAMG austriaco ora mostrano inequivocabilmente che le Alpi mostrano un trend al raffreddamento nel corso degli ultimi 20 anni e più a lungo "in alcuni luoghi massicciamente" così grossolanamente contraddicendo i modelli da computer che prevedevano invece un mitigarsi del clima.
Il report del meteorologo tedesco Dominik Jun sui dati che egli stesso ha valutato dalle Alpi afferma:
"Siamo ovviamente molto lontani da inverni più miti. La tendenza in realtà si sta muovendo nella direzione opposta! Qualche anno fa i ricercatori hanno invitato le località di sport invernali delle Alpi a ridurre i loro investimenti in inverno degli impianti sportivi - a causa delle temperature medie sempre crescenti, di cui ben presto non sarebbe valsa la pena. Quindi ci chiediamo, di quale aumento delle temperature stessero parlando? "
Alcuni luoghi hanno visto un "raffreddamento massiccio".
Secondo un studio di esperti condotto dal Zentralanstalt für Meteorologie und Geodynamik (ZAMG), il servizio meteorologico austriaco dello Stato, utilizzando i dati meteorologici degli ultimi 20 anni o più: " Gli inverni infatti sono presenti essere diventati sempre più freddi negli ultimi 20 anni, e in alcuni luoghi in modo piuttosto massiccio. Gli ultimi due inverni a Kitzbühel erano in realtà i più freddi degli ultimi 20 anni ".
Jung scrive poi che anche altri quattro stazioni di alta quota delle Alpi sono stati valutati: Zugspitze in Germania, Schmittenhöhe in Austria, Sonnblick in Austria e Säntis in Svizzera.
Tutte diedero lo stesso risultato sorprendente: I dati mostrano che gli inverni nelle Alpi negli ultimi decenni sono diventati significativamente più freddi".
Jung scrive che i dati da lunghe serie di dati supplementari 20-30 anni furono esaminati, "proprio come i climatologi insistono sempre."
Jung poi informa i lettori che ha chiesto agli esperti meteorologici austriaci sul posto cosa ne pensassero dei risultati.
Secondo Jung, la reazione è stata sia un silenzio di tomba indotta da shock, o tentativi di minimizzare i risultati.
Jung ipotizza che la ragione per cui meteorologi e climatologi non vogliono sentir parlare di risultati è perché "non si adatta con la loro visione del mondo ."
Dopo tutto, solo pochi anni fa si faceva strada la teoria circa le loro previsioni di inverni senza neve e che lo sci era solo per essere disponibile ad estremamente elevate altitudini.
Purtroppo i dati non si possono smentire, solo ignorare.

Fonte:http://www.huffingtonpost.de/dominik-jung/die-alpen-trotzen-der-kli_b_4300905.html?utm_hp_ref=tw

Nota: Il raffreddamento della Catena Alpina Europea si aggiunge alla cospicua lista di dati da buona parte delle regioni del pianeta che mostrano un deciso raffreddamento termico negli ultimi decenni.
Ovviamente se gli scienziati che cercavano di sconsigliare investimenti per per il futuro sugli sport invernali erano quelli del Ipcc (Pannello Internazionale di Previsione dei Cambiamenti Climatici), possiamo pure ignorarli.

LA TEMPERATURA GLOBALE E LA SUA CONNESSIONE CON L'ATTIVITÀ' SOLARE


Lo spazio tempo può anche a lungo termine, influenzare il clima della Terra.
La radiazione ultravioletta solare, le radiazioni visibili e il calore sono i fattori primari per il clima della Terra, tra cui le temperature medie globali.
Tuttavia, molti scienziati hanno osservato una chiara connessione tra l'attività solare magnetica, che si riflette nella frequenza delle macchie solari, e i parametri climatici della Terra.
Le macchie solari sono state registrato attraverso diverse centinaia di anni, il che rende possibile confrontare la loro frequenza variabile alle variazioni del clima nella misura in cui i record affidabili climatologici esistono.
Uno dei confronti più sorprendenti è stato pubblicata da E. Friis-Christensen og K. Lassen, DMI, in "Science" nel 1991.
Nel loro lavoro hanno confrontato la media temperatura sul emisfero settentrionale con l'attività solare media definita attraverso l'intervallo tra i successivi massimi dell'attività delle macchie solari.
Il più breve intervallo in cui il ciclo solare è più intenso.
I loro risultati sono mostrati nella seguente figura:

La curva rossa illustra che l'attività solare, che è generalmente in aumento attraverso un intervallo di 100 anni, dalla lunghezza del ciclo è diminuita da circa 11,5 anni a meno di 10 anni. Entro lo stesso intervallo la temperatura media della Terra, come indicato dalla curva blu è aumentato di circa 0,7 gradi C. 
Anche le strutture più sottili nelle due curve hanno aspetti simili.
(Riferimento: Friis-Christensen, E. e K. Lassen, Lunghezza del solare ciclo: Un indicatore che attività solare è strettamente associata con il clima,
Science, 254, 698-700, 1991).

La diversa lunghezza del ciclo di 11 anni è stato trovato essere fortemente correlato con variazioni a lungo termine della temperatura superficiale dei paesi nell'emisfero nord in base alle misurazioni delle variazioni di temperatura della rete globale di dati degli ultimi 130 anni.
Anche se le osservazioni della scala della temperatura prima di questo intervallo sono scarse, è stato possibile estendere la correlazione di nuovo al 16 ° secolo a causa dell'esistenza di una serie di dati di temperatura pubblicati da Groveman e Landsberg nel 1979.
Non esistono dati affidabili delle macchie solari prima del 1750, ma siamo stati in grado di trarre epoche di attività minima delle macchie solari dalle osservazioni aurorali del 1500 e combinarle con le osservazioni dirette ad una serie omogenea.
Il confronto tra l'esteso record dell'attività solare con quello della temperatura confermano l'elevata correlazione tra attività solare e la terrena temperatura superficiale nell'emisfero settentrionale mostrando che il rapporto è esistito attraverso tutto l'intervallo di 500 anni per i quali esistono dati affidabili.
Una corrispondente influenza dell'attività solare è stata dimostrata in altri parametri climatici.
Così, come la data dell'arrivo della primavera nella valle del fiume Yangtze, in Cina, così come si deduce dai dati fenologici e la misura del ghiaccio marino nel settore atlantico dell'Oceano Artico hanno dimostrato essere correlati con la durata del ciclo delle macchie solari durante gli ultimi 450 anni.
Conclusione:
I 70-90 anni delle oscillazioni della temperatura media globale sono correlati con oscillazioni corrispondenti all'attività solare.
Considerando che l'influenza solare è evidente nei dati degli ultimi quattro secoli, le firme delle attività umane non sono ancora distinguibili nelle osservazioni.

Introduzione

Le variazioni dell'attività del Sole influenzano notevolmente la fisica dell'alta atmosfera.
Così quanto i disturbi magnetici, la comparsa di aurore alle basse latitudini, la ionizzazione sporadica sopra -80 km di altezza, e - come conseguenza di quest'ultima - la riduzione della qualità delle trasmissioni radio ad onde corte sembrano seguire ciclo di 11 anni dell'attività solare.
Questo ciclo è più distintamente visto in due parametri osservati: il numero delle macchie solari e la radiazione di 10,7 cm.
Per scopi analitici l'intensità della radiazione da 10,7 cm può essere la più adatta, ma ha lo svantaggio che le osservazioni sono state avviate nel 1950.
Per gli studi che coinvolgono la serie di dati l'unica più utilizzabile firma direttamente osservata dell'attività solare è il numero variabile di macchie solari. Questo è stato oggetto di osservazione attraverso diverse centinaia di anni e può essere considerato attendibile dal 1750 (Eddy, 1976).
Il numero di macchie solari, indicato genericamente R, è altamente correlato con il flusso di 10,7 cm.


In Fig. 1 è mostrato che il numero medio mensile delle macchie solari 1750-1992.
E 'evidente che il numero medio mensile delle macchie solari è influenzato dall'intensità su un periodo di 11 anni assunto e apparentemente quasi-regolare.
Nelle applicazioni del numero delle macchie solari un metodo di ponderati 13 mesi di media è stato tradizionalmente usato per evitare variazioni mese per mese.
Oltre al periodo molto chiaro di circa 11 anni del numero mensile delle macchie solari, si osserva che la grandezza del numero massimo delle macchie in ciascun ciclo è di 11 anni cambia in modo apparentemente oscillatorio.
Questa oscillazione con un periodo di circa 70-90 anni è stata nominata Ciclo di Gleissberg.
Tenuto conto di tutte le prove di una influenza solare sul atmosfera superiore è stato lecito aspettarsi una relazione simile nella variabilità del tempo e del clima. Numerosi rapporti su questo articolo sono stati pubblicati, ma spesso hanno sofferto di scarsa significatività statistica e di essere limitati ad una troppo breve arco di anni.
Un'eccezione di particolare interesse è lo studio di Labitzke e Van Loon (1997), che ha riferito sulle correlazioni statisticamente convincenti tra l'attività solare di 11 anni e i parametri selezionati nella stratosfera e la troposfera superiore.
Un distinto 10-12 anni nell'altezza e la temperatura di alcuni strati isobarici ha dimostrato di essere rallentata in fase per il ciclo di attività solare durante gli ultimi tre cicli.
Anche se alcuni meteorologi meno competenti hanno respinto l'associazione, accurati test statistici hanno dimostrato che la probabilità che l'effetto sia solo una coincidenza è inferiore all'1%.

La temperatura globale e il numero delle macchie solari

Reid (1987) ha notato una certa somiglianza della variazione secolare media globale della temperatura della superficie del mare (SST) nel corso degli ultimi 130 anni alla corrispondente variazione dell'attività solare, come rivelato dalla ciclicità dell'undicesimo anno consecutivo del numero medio delle macchie solari.
Egli ha sottolineato che le due serie di periodi avevano diverse caratteristiche in comune.
Più degno di nota è stato il minimo in rilievo nei primi decenni di questo secolo, la ripida salita fino ad un massimo nel 1950, e una breve flessione nel corso del 1960 seguita da un aumento finale.
Sulla base di questo confronto Reid ha suggerito che l'irraggiamento solare può essere variato da circa 0,6% nel periodo 1910-1960 in fase con il ciclo di 70-90 anni (Ciclo di Gleissberg) dell'attività solare.
Ha osservato che la necessaria gamma di variazione della costante solare durante il periodo totale 130 anni è inferiore al 1%.
Misurazioni satellitari oltre circa un ciclo solare hanno dimostrato che l'illuminazione non è costante, ma i modelli di calcolo mostrano che essa varia troppo poco (meno dello 0,1%) durante un ciclo solare di particolare importanza per il clima. Tuttavia, non esistono attualmente misure che escludono la possibilità di grandi variazioni di irradianza totale su un periodo di tempo più lungo.
Friis-Christensen e Lassen (1991) hanno evidenziato una grave difficoltà con l'interpretazione di Reid.
Hanno esaminato nell'emisfero settentrionale la temperatura dell'aria a terra e hanno notato che questo disco stava conducendo sia con il record SST e con il record delle macchie solari di ben 20 anni.
Da questa discrepanza hanno concluso che se un rapporto di causa ed effetto tra attività solare e clima terrestre deve essere mantenuto, è improbabile che le variazioni a lungo termine di attività solare possono essere sufficientemente rappresentate da un valore medio del numero di macchie solari stesse.
Ma, come hanno sottolineato, anche altri parametri dell'attività solare che indicano che il numero di macchie solari probabilmente non sono necessariamente un buon indicatore di cambiamenti a lungo termine.
Un esempio è l'attività geomagnetica causata dall'interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre. Vi è una differenza fondamentale nel comportamento a lungo termine del numero di macchie solari e l'attività geomagnetica (Fig.2).

Considerando che il numero di macchie solari torna quasi a zero ad ogni minimo di 11 anni, le variazioni dell'attività geomagnetica di 11 anni sono sovrapposte su una variazione a lungo termine di ampiezza simile includendo l'aumento pluriennale del 1900-1950. Ciò è stato interpretato come una firma di un aumento della velocità del vento solare attraverso il secolo. La variazione osservata del lungo termine della produzione di energia solare per mezzo del vento solare suggerisce che simili cambiamenti a lungo termine di altre manifestazioni di produzione dell'irradiamento solare potrebbero essersi verificate.

Temperatura strumentale e lunghezza del ciclo solare

Un parametro solare differente che mostra cambiamenti a lungo termine è la lunghezza del ciclo solare di circa 11 anni.
Questa quantità è lungi dall'essere costante.
Esso è noto a variare con l'attività solare, in modo che l'alta attività implica cicli solari brevi, mentre lunghi cicli solari sono caratteristici ad avere bassi livelli di attività del sole.
Gleissberg (1944) ha dimostrato che la variazione è avvenuta in modo sistematico con una periodicità di 70-90 anni, ma non esattamente in fase con la variazione della grandezza del numero delle macchie solari.
Il record di lunghezza ciclo solare è soggetta a "risonanza", a causa del fatto che il tempo di inizio di un ciclo non può essere facilmente definito per la presenza di variaazioni a breve termine dell'attività solare che oscurano tutto ciò (fig.l).
Questo è il caso che per l'attività minima nel ciclo "undecennale" si intende l'inizio del ciclo, ma è ancora più difficile da definire l'inizio di un ciclo attraverso il tempo di massima attività solare.
Pertanto, il record di lunghezza del ciclo deve essere filtrato (Fig.3).

Per rivelare il comportamento essenziale del ciclo solare, Gleissberg ha applicato un filtro passo basso con coefficienti 1-2-2-2-1 alla serie di singole macchie solari rispettivamente delle epoche di massimo e minimo.
Questo filtro è stato usato tradizionalmente.
Occasionalmente, può, tuttavia, essere preferibile usare un filtro binomiale con coefficienti 1-2-1 per evitare troppi forti livellamenti che potrebbero mascherare dettagli importanti nella serie temporale.
Friis-Christensen e Lassen (1991) hanno dimostrato che la correlazione tra la temperatura dell'aria della superficie terrestre l'emisfero settentrionale e l'attività solare è stata notevolmente migliorata quando il numero di macchie solari è stato sostituito dalla lunghezza del ciclo solare come indice della variabilità a lungo termine del Sole, e si è concluso che questo parametro sembra essere un possibile indicatore di cambiamenti a lungo termine nella produzione totale di energia del Sole (Fig.4).

L'elevata correlazione tra un indicatore dell'attività solare a lungo termine e la temperatura media globale attraverso poco più di un secolo non è, tuttavia, una prova dell'esistenza di un rapporto fisico tra l'attività solare e temperatura globale.
In linea di principio, non si può però escludere che la temperatura a caso sia variata in corrispondenza con l'attività solare nel periodo attuale.
Di conseguenza, è necessario cercare di ampliare l'intervallo di un arco più lungo di anni nonché ad altri, serie di dati indipendenti per controllare il risultato.

Lunghezza del ciclo solare 1500-1990

Molti tentativi sono stati fatti per estendere il record delle macchie solari indietro nel tempo.
Poiché il verificarsi di Aurore a basse latitudini è noto per essere controllato dall'attività solare è stato generalmente accettato che essi possono essere utilizzati come dati proxy nello studio della variazione delle macchie solari di 11 anni.
Il numero di macchie solari precedenti al 1750, così come epoche di massimi e minimi sono stati calcolati dai cataloghi di avvistamenti aurorali dell'Europa centrale e orientale (Eddy 1976).
Tuttavia, un record migliorata del numero di notti aurorali per gli ultimi 500 anni, è stato pubblicato da Silverman (1992).
Nella sua presentazione della variazione secolare dell'aurora alle basse latitudini 1500-1948 vi è una chiara indicazione di di una variazione decennale del numero di aurore anche prima del 1750.
Le figure di Silverman sono state utilizzate per stimare le epoche di accadimenti minimi alle basse latitudini della comparsa delle aurore e le macchie solari durante l'intervallo 1500-1948 (Lassen e Friis-Christensen, 1995).
Non si è ritenuto giustificato cercare di fare una stima simile per le macchie solari dei massimi solari, poiché è noto che la frequenza massima aurorale può essere ritardata di diversi anni rispetto al massimo delle macchie, a seconda del carattere del ciclo solare attuale.
La sovrapposizione temporale tra il 1750 e il 1948 e la curva del ciclo aurorale derivante dalle frequenze aurorali di Silverman con la curva del ciclo solare fa un confronto diretto delle due curve possibili.
Nella Fig.5, in cui le due serie temporali sono state tracciate insieme si è visto che sono quasi identici entro l'incertezza della determinazione.

Nel seguito, si è perciò rappresentata la variazione completa a lungo termine della durata del ciclo solare 1500-1990 dalla durata del ciclo derivato da epoche minime desunte dai dati aurorali di Silverman durante l'intervallo 1500-1749 seguito dalle lunghezze del ciclo derivato ​​dal già esistente elenco delle epoche minime di macchie solari basate su osservazioni solari dirette (Lassen e Friis-Christensen, 1995).
La serie di durata del ciclo solare è riportata graficamente in Fig. 6.


Temperature e Cicli Solari 1500-1990

La lista completa della durata del ciclo solare è stato confrontata con una serie storica di dati climatici al fine di estendere l'esame della presunta associazione tra il clima e la variabilità solare molto indietro nel tempo, quando i dati climatici lo permettono.
Una ricostruzione globale della temperatura nell'emisfero nord dal 1579 è stata ottenuta da Groveman e Landsberg (1979).
Hanno usato diverse misurazioni della temperatura locale insieme ai dati proxy da molti luoghi dell'emisfero settentrionale e hanno eseguito un'analisi multiregressionale dei dati che hanno provocato una serie di formule empiriche relative ciascuna serie di dati proxy per la temperatura dell'emisfero settentrionale misurata.
Utilizzando questo insieme di relazioni empiriche hanno poi calcolato la temperatura per l'emisfero settentrionale.

In Fig.7, nella parte superiore, viene tracciata una media mobile di 11 anni di valori medi annuali delle loro temperature ricostruite dal 1579-1860, unitamente ai relativi valori dal 1851-1987 da Jones et al. (1986) e Jones (1988).
I valori di temperatura ricostruite sono dati con le partenze dalla temperatura media dell'emisfero settentrionale 1881-1975, quelli della serie strumentale della temperatura media dell'aria superficiale dell'emisfero settentrionale dal 1951-1980. Tracciate anche in figura ci sono i valori livellati della lunghezza del ciclo solare 1564-1989, ad eccezione dell'intervallo 1641-1674, per cui i dati affidabili sono mancanti.
Naturalmente, la ricostruzione della temperatura nell'emisfero settentrionale deve essere meno sicura rispetto al record moderna.
Groveman e Landsberg danno un errore standard di 0,2-0,30 C per le medie annuali singole.
Oltre a questo, esistono, naturalmente, di anno in anno le variazioni dovute a oscillazioni interne del clima, effetti di El Nino, eruzioni vulcaniche, ecc
Prendendo queste variazioni in considerazione, il confronto tra il record di temperatura e l'attività solare indica una buona associazione tra le variazioni a lungo termine della temperatura e del record della durata del ciclo solare, anche se la coincidenza può essere meno evidente durante il periodo pre-strumentale che per il moderno record strumentale.
La relazione è illustrato in Fig.7, la parte inferiore, in cui le deviazioni di temperatura dalla due serie di dati sono presentate insieme come una funzione della lunghezza del ciclo solare.
Il grafico mostra come la temperatura dell'aria dell'emisfero nord è variata con la lunghezza del ciclo solare fin dagli ultimi decenni del XVI secolo (seconda metà del XVII secolo esclusa).
La temperatura diminuisce monotonicamente all'aumentare della lunghezza del ciclo solare.
Il rapporto è approssimativamente lineare con un coefficiente di regressione (-0,28 0,03) 0 C / anno.
Il coefficiente di correlazione è 0.83.

Dati climatici cinesi 1580-1990

Un confronto della lunghezza del ciclo solare con i dati fenologici è stato presentato da Hameed e Gong (1993).
Questi autori hanno combinato i dati di fioritura delle piante notato nei diari personali ed altri documenti provenienti dalla zona del Medio e Basso fiume Yangtze con i record dell'ultimo giorno dell'evento nevoso nella stagione primaverile di ogni anno tra il 1720 e il 1800 tenuto nel Museo del Palazzo di Forbidden City.
I set di dati combinati hanno permesso di stimare la variazione a lungo termine della temperatura primaverile nella regione 1580-1920.
La loro figura dimostra una forte co-variazione tra la temperatura di primavera in Cina centrale e la lunghezza del ciclo solare dal 1750.

In Fig.8, parte superiore, la curva di temperatura livellata è stata ridisegnata ed illustrata con le serie temporale della durata del ciclo solare del 1600.
Il dato dimostra che la temperatura primaverile in questa regione dell'Asia ha oscillato in concerto con l'attività solare nel corso degli ultimi 300 anni.
Prima al 1690 la curva "temperata" si trova ad un livello inferiore a quello nominale restante della curva.
Se vero, questo fatto può essere correlato al verificarsi del Minimo di Maunder dell'attività solare e alla Piccola Età del Ghiaccio.
È da notare, tuttavia, che la parte iniziale della curva è stata calcolata da una serie di diari che terminano nel 1689 senza sovrapposizione con la seguente serie basata per le date dell'ultima nevicata e l'inizio nel 1720.
Per questo motivo, e dalle lunghezze del ciclo solare per l'intervallo 1630-1690 sono carenti, il grafico in Fig.8, parte inferiore, è stato costruito esclusivamente dai dati dopo il 1720.
La figura mostra come nel corso di quasi tre secoli, l'incremento del ciclo solare medio (livellato) di 1 anno ha portato ad un ritardo medio del tempo di primavera, come rappresentato dalla fioritura delle piante e dei dati delle ultima nevicate di quasi 7 giorni.

Ghiaccio Marino Islandese 1550-1990

Un parametro importante nella modellazione delle variazioni climatiche è l'estensione del ghiaccio marino dell'Artico.
La Fig. 9 dà un'idea della portata del ghiaccio marino nel settore del Nord-Atlantico all'inizio dell'estate.

In questo particolare mese il ghiaccio occupava gran parte del Mare della Groenlandia, da Spitzbergen a Jan Mayen in Islanda e la Groenlandia.
I grafici del ghiaccio marino di questo tipo che copre i mesi estivi sono stati pubblicati fin dagli ultimi decenni del XIX secolo, dai rapporti di osservazioni dalle navi, successivamente integrate da ricognizioni aeree (DMI Annuari, vedi rif).
Il ghiaccio galleggiante nel Mare della Groenlandia (il ghiaccio Est-Groenlandia) a volte si avvicinava alla costa dell'Islanda.
Relazioni del verificarsi di questa estensione del ghiaccio dell'Islanda sono stati raccolti da diversi autori, più completo di Koch (1945).
Il suo record è composto da un indice basato su una combinazione di durata (in settimane) ed estensione lungo la costa dell'Islanda del ghiaccio alla deriva dal mare della Groenlandia su base annuale nel corso dell'ultimo millennio.
In Fig.1O viene mostrata la variazione lisciata di anno in anno dell'indice di Koch dal 1550 ad oggi.
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Un periodo relativamente libero dai ghiacci nel 15 °secolo è stata seguito da un periodo di crescenti quantità di ghiaccio che culminano nel 19 ° secolo ("The Little Ice Age").
E termina con un brusco calo nel secolo attuale.
La sovrapposizione di questa variazione sono un certo numero di "baie" abbastanza uniformemente distribuite.
Mostrato anche nella Fig.1O c'è la lunghezza del ciclo solare leggermente livellato (scala invertita).
C'è una chiara tendenza per le due curve di variare in modo simile, in accordo con l'ipotesi che i cicli solari brevi corrispondono ad una maggiore temperatura globale e una ridotta quantità di ghiaccio marino.


Ci sono dati chiari che dimostrano quindi che la temperatura terrestre e l'aumento del ghiaccio marino della Groenlandia corrisponde con le variazioni dell'attività solare, quindi è lecito aspettarsi adesso con l'attuale Minimo Solare, un declino della temperatura globale e un allungarsi degli inverni gelidi.
E' anche chiaro stando a questi dati che il riscaldamento degli scorsi decenni è stato causato da un'intensificarsi dei cicli undecennali dell'attività solare mentre l'anidride carbonica emessa dalle attività umane non ha svolto alcun ruolo.
Recenti studi scientifici hanno chiaramente smentito che l'anidride carbonica emessa dalle attività umane sia stata la causa del recente riscaldamento.
Quale dei fenomeni influenza maggiormente il clima l'anidride carbonica o l'irradiamento della nostra stella?
Un nuovo documento intitolato L'influenza solare sul clima SPPI & CO2 Science: Raggi Cosmici sulla teoria di Svensmark Cosmoclimatology conclude: "Chiaramente, alla luce di tutte le prove di cui sopra, il flusso di raggi cosmici galattici esercita un'influenza importante sulla clima della Terra, e probabilmente molto di più di quella esibita dal moderno aumento della CO2 atmosferica, rendendo le fluttuazioni del Sole il candidato principale per il "fattore determinante" dello stato climatico della Terra."
Un nuovo documento SPPI; CO2 su Scienze intitolato: Influenza solare sulle Temperature Europee trova ampia evidenza che l'attività solare ha dominato il cambiamento europeo clima dei passati 2 millenni "suggerisce che ci sono pochi motivi per attribuire il riscaldamento globale del 20 ° secolo per il concomitante aumento contenuto della CO2 nell'aria.
La variabilità naturale appare perfettamente in grado di spiegare tutto.
In conclusione, gli studi paleoclimatici dall'Europa forniscono ulteriori prove per la realtà globale che le oscillazioni di temperatura solare indotte pervadono periodi sia glaciali e interglaciali, queste oscillazioni sono sempre il più probabile come agente forzante principale responsabile di guidare il cambiamento di temperatura durante il periodo caldo corrente. "
"In un altra confutazione della teoria del riscaldamento globale indotto dalla CO2, Mangini et al. hanno trovato "una forte correlazione tra O 18 e C 14, che riflette la quantità di radiocarbonio nell'atmosfera superiore," e notano che questa correlazione "suggerisce che la variabilità solare è stata uno dei principali motori di clima in Europa centrale nel corso degli ultimi due millenni."
In questo proposito, si segnala che "i massimi di O 18 coincidono con minimi solari (Dalton, Maunder, Sporer, Wolf, così come con minimi intorno al 700 dC, 500 e 300)," e che "il periodo più freddo tra il 1688 e il 1698 ha coinciso con il minimo di Maunder. "Inoltre, in un lineare modello di analisi della percentuale di varianza della loro ricostruzione completa di temperatura si spiega individualmente la forzatura solare e della CO2, hanno scoperto che l'impatto del Sole era completamente 279 volte superiore a quella della concentrazione di CO2 presente nell'aria , sottolineando che "l'evoluzione piatta della CO2 nel corso dei primi 19 secoli rese quasi evanescenti i coefficienti di correlazione con le ricostruzioni di temperatura."
In risposta di questi articoli del dottor Ugo Bardi: qui e qui.
Chiaramente i fatti hanno dimostrato il contrario.




Fonti:
http://www.tmgnow.com/repository/solar/lassen1.html
http://scienceandpublicpolicy.org/images/stories/papers/originals/european_temps.pdf
http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8511670.stm



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LIBRI LETTI
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