ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


sabato 31 agosto 2013

SOTTO IL GHIACCIO

Il Minimo Solare e il declino delle temperature globali necessitano una revisione del nostro sviluppo energetico.

Spesso ci vengono delineati degli ipotetici futuri sulla base della quale dopo i cosiddetti "Combustibili Fossili" saranno abbandonati e vivremmo in un mondo nella quale l'energia solare e le pale eoliche ci forniranno l'energia elettrica necessaria al nostro sostentamento, tutto ciò sarebbe basato sull'ipotesi che l'anidride carbonica emessa dalle attività umane sarebbe responsabile dei cambiamenti del clima, e in particolare che il clima stesso si stia facendo sempre più caldo.
Quanto si propone qui invece è la visione opposta, come cambierà il settore energetico davanti ad un pianeta sempre più freddo portato da una prolungata crisi solare che sembra destinata a durare estremamente a lungo?
Quale dei fenomeni influenza maggiormente il clima l'anidride carbonica o l'irradiamento della nostra stella?
Un nuovo documento intitolato L'influenza solare sul clima SPPI & CO2 Science: Raggi Cosmici sulla teoria di Svensmark Cosmoclimatology conclude: "Chiaramente, alla luce di tutte le prove di cui sopra, il flusso di raggi cosmici galattici esercita un'influenza importante sulla clima della Terra, e probabilmente molto di più di quella esibita dal moderno aumento della CO2 atmosferica, rendendo le fluttuazioni del Sole il candidato principale per il "fattore determinante" dello stato climatico della Terra."
Un nuovo documento SPPI; CO2 su Scienze intitolato: Influenza solare sulle Temperature Europee trova ampia evidenza che l'attività solare ha dominato il cambiamento europeo clima dei passati 2 millenni "suggerisce che ci sono pochi motivi per attribuire il riscaldamento globale del 20 ° secolo per il concomitante aumento contenuto della CO2 nell'aria.
La variabilità naturale appare perfettamente in grado di spiegare tutto.
In conclusione, gli studi paleoclimatici dall'Europa forniscono ulteriori prove per la realtà globale che le oscillazioni di temperatura solare indotte pervadono periodi sia glaciali e interglaciali, queste oscillazioni sono sempre il più probabile come agente forzante principale responsabile di guidare il cambiamento di temperatura durante il periodo caldo corrente. "
"In un altra confutazione della teoria del riscaldamento globale indotto dalla CO2, Mangini et al. hanno trovato "una forte correlazione tra O 18 e C 14, che riflette la quantità di radiocarbonio nell'atmosfera superiore," e notano che questa correlazione "suggerisce che la variabilità solare è stata uno dei principali motori di clima in Europa centrale nel corso degli ultimi due millenni."
In questo proposito, si segnala che "i massimi di O 18 coincidono con minimi solari (Dalton, Maunder, Sporer, Wolf, così come con minimi intorno al 700 dC, 500 e 300)," e che "il periodo più freddo tra il 1688 e il 1698 ha coinciso con il minimo di Maunder. "Inoltre, in un lineare modello di analisi della percentuale di varianza della loro ricostruzione completa di temperatura si spiega individualmente la forzatura solare e della CO2, hanno scoperto che l'impatto del Sole era completamente 279 volte superiore a quella della concentrazione di CO2 presente nell'aria , sottolineando che "l'evoluzione piatta della CO2 nel corso dei primi 19 secoli rese quasi evanescenti i coefficienti di correlazione con le ricostruzioni di temperatura."
Se l'aumento di anidride carbonica è così irrilevante sul clima è chiaro che gli attuali cambiamenti climatici non sono effetto dell'aumento della presenza di questo gas ma devono per forza ricondursi al declino dell'attività solare causato direttamente da questo nuovo Minimo Moderno.
Gli Stati Uniti degli ultimi decenni stanno assistendo ad una tendenza al raffreddamento.
Le temperature medie negli Stati Uniti sono in calo già dal 1966, afferma il meteorologo Rich Tinker del Climate Prediction Center del Noaa. Sopratutto nella parte orientale, e specialmente nel mid-west e sud-est. La fine dell'estate e l'autunno sono più freddi, ma gli inverni più caldi, specifica Tinker. (Seth Borenstein, "Study: U.S gets coolers and wetter", Seattle Times, 20 aprile 1999).
Anche la copertura nevosa nell'ultimo decennio stà aumentando la sua estensione sulla superficie continentale degli States.

L'ex direttore della Climate Research Unit (CRU) dell'Università britannica di East Anglia, ha ammesso alla BBC che non vi è stato statisticamente significativo riscaldamento globale dal 1995, e che il mondo potrebbe essere stato più caldo durante il medioevo, il professor Phil Jones ha affermato il seguente:
·Non c'era statisticamente significativo riscaldamento globale 1995-2009.
Da gennaio 2002 ad oggi, la terra è stata raffreddando.

Questa tendenza al raffreddamento è presente anche in Groenlandia che in inglese Green-Land significa Terra Verde.

Il nome di Groenlandia, che in lingua danese significa 'terra verde', viene attribuito all'Isola perché quest'area fu in passato non ricoperta da ghiacci come si presenta oggi ma terra verde, appunto, e molto fertile, anche se come si può osservare dalle foto lascia ben intendere quanto possa essere fertile.
Bagnata dall'Oceano Atlantico e dal Mare Glaciale Artico, la Groenlandia è più piccola rispetto all'Australia che però è considerata un continente lasciando quindi alla prima il titolo di isola più grande del mondo.
In passato, durante il Periodo Caldo Medievale, era di gran lunga più caldo di quanto lo abbia fatto durante il Periodo Caldo Moderno che paragonato ad esso il primo sarebbe una calda estate comparata con il periodo freddo tardo-autunnale, che altri non è che il secondo.
Un recente studio pubblicato dalla American Society Metrologico ha riferito che i campi di ghiaccio della Groenlandia sono aumentati del 12% dalla piccola era glaciale, con un incremento tra il 1840-1996, cioè la tendenza del 30% superiore a quella del 1600-2009, suggerisce un ritmo accelerato di accumulazione.
Negli ultimi decenni i cicli solari undecennali si sono fatti sempre più deboli e questo ha portato,a causa della sempre minore energia emessa dal Sole, a un progressivo raffreddamento sul lungo termine ventennale.

Questo grafico del Dr. Leif Svalgaard mostra dove siamo oggi in relazione agli ultimi 165 anni.
Il Sole con il passare dei secoli irradierà sempre meno energia comportando un sempre più significativo raffreddamento delle temperature medie del pianeta, questo porterà ad un'aumento della quantità di Radiazione Cosmica (Raggi Cosmici) a colpire la nostra atmosfera conseguendo un'aumento della nuvolosità e quindi delle precipitazioni con picchi da record e maggiori accumuli nevosi.
Tutto ciò sommato al raffreddamento climatico porterà anche la linea della nevi ad abbassarsi permettendo alle nevi accumulate durante l'inverno a resistere allo scioglimento durante l'estate, in tal caso sul lungo termine decennale, favorendo i processi glaciali.
Per la maggior parte le stazioni NSS stazioni, DWSF e DWSP mostrano valori più bassi registrati e senza precedenti nelle tendenze negative alla fine del 1980 e 1990. Per MAXNS, tuttavia, non si trovano tendenze chiare e minori variabilità decadali, ma valori molto grand MAXNS ( 60 cm) non sono presenti dal 2000.
Questa tendenza al raffreddamento alpino ci fa da sola comprendere il motivo per cui il manto nevoso si mantiene assai stabile, rallentando lo scioglimento durante il periodo estivo, e anche il motivo per cui le stazioni sciistiche ancora oggi nel periodo di giugno-luglio 2013 sono ancora aperte.
Questa è la prima tendenza, il cui maggiore importo di neve nel corso degli anni andrà in futuro a favorire l'avanzata dei ghiacciai alle medie e alte latitudini.
Il 30 giugno 2013, la zona di Cortina a 2500 ha riaperto le stazioni sciistiche, per la prima volta in 12 anni.
Si tratta di neve vera e propria, anche abbondante “come in pieno inverno” dicono gli operatori turistici locali, estasiati per poter riaprire le piste a fine giugno. Era successo solo altre due volte nella storia: nel 2001 e nel 1976.

"Il ghiacciaio della Marmolada riposa sotto una spessa coperta bianca...Il maltempo che per buona parte della primavera è sembrato accanirsi sul Nord Est, ha degli effetti positivi imprevisti. A risentire delle temperature che per molti mesi sono rimaste al di sotto delle medie, è il più grande ghiacciaio delle Dolomiti, quello che ricopre quasi due chilometri quadrati delle cime della Marmolada. Per rendersene conto, basta confrontare la fotografia scattata a fine giugno, con una di dodici mesi fa. Le rocce e i sentieri alpini ben visibili nel 2012, sono scomparsi: tutto è nascosto sotto lo spessissimo strato di neve che si è accumulato a partire dall’ultimo inverno..".
L'aumento delle precipitazioni accompagnato dal drastico calo delle temperature sulla superficie continentale euroasiatica è confermato da numerosi record di neve e quantità di precipitazioni visti quest'anno.
Meteorologi tedeschi dicono che l'inizio del 2013 è il più freddo in 208 anni - e ora i media tedesca hanno citato lo scienziato russo dott Habibullo Abdussamatov dal Pietroburgo Pulkovo Observatory San Astronomico, che dice che è la prova che stiamo andando verso una Piccola Era Glaciale.
Parlando con i media tedeschi, lo scienziato ha detto che in base agli studi delle macchie solari, ora siamo su un "anticipo inevitabile verso un calo della temperatura in profondità."
Basandosi su osservazioni dell'astronomo inglese Walter Maunder, il dottor Abdussamatov ha detto di aver scoperto che la Terra si raffredda e si scalda in un ciclo di circa 200 anni.
Ecco cosa dice il Cnr a proposito.
Ad aprile l’impressione di molti è stata che non fosse mai piovuto tanto. La banca dati del gruppo di Climatologia storica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr) posiziona invece al record della piovosità in Italia negli ultimi 200 anni non il singolo mese di aprile appena trascorso, ma il periodo che va da novembre ad aprile inclusi. “Considerando la precipitazione del periodo che va dal novembre 2008 all’aprile 2009”, spiega Teresa Nanni, responsabile del gruppo di Climatologia storica dell’Isac-Cnr, “raggiungiamo un primato: mai, durante lo stesso periodo, era piovuto così tanto in Italia negli ultimi 200 anni.
Personalmente dubito si tratti di una coincidenza, in parole povere siamo nuovamente ai livelli di pioggia e freddo che non si vedevano da alcune generazioni.
Quest'anno (2013) la Russia è stata colpita da bassissime temperature a -50 C°, il più freddo da 80 anni, mentre per la quantità di neve si sono battuti record che non si vedevano da 100 anni, con ben 216 centimetri di coltre bianca accumulata dall'inizio della stagione.

Più a Nord la Siberia, ha battuto un eccezionale record di bassa temperatura, nella città di Oymyakon è stato raggiunto l'incredibile valore di -71°C! Battuto il precedente record di -68°C che resisteva ormai dal lontano 1933.
Nel gennaio 2013 invece vaste porzioni della Russia Settentrionale e della Siberia sono state affogate da mostruose nevicate che hanno raggiunto accumuli talvolta dallo spessore equivalente i 10 metri.
Ancora una volta agli inizi di marzo il fenomeno si è ripetuto seppur su scala minora, ma pur sempre superando il metro d'altezza.
Interessante inoltre notare che quest'anno la Germania ha vissuto il più buio inverno da oltre 40 anni.
"I giorni stanno diventando sempre più lunghi, ma non c'è ancora un accenno di sole di primavera in Germania.
I dati meteorologici dimostrano che questo inverno è stato il più cupo in 43 anni.
Se il sole non si avvia a splendere presto, sarà il più buio inverno sul record.
L'inverno in Germania è in genere un affare tetro, scuro e ricco di quel tipo di freddo umido che va dritto alle ossa - e, purtroppo, alla psiche.
Ma molti residenti ritengono che questo inverno è stato particolarmente difficile da sopportare.
I meteorologi dicono il motivo di perché è stato il più buio inverno in più di quattro decenni.
Meno di una media di 100 ore di sole sono stati registrate finora nel corso dell'inverno meteorologico, che va da dicembre a febbraio, ha detto il Servizio Meteorologico Nazionale (DWD).
La media invernale è un già misero 160 ore di sole. "

La risposta starebbe in un'eccessiva nuvolosità le cui motivazioni sono appena state spiegate, ma ecco i dati record di questo gelido inverno degli accumuli di neve che ne hanno seppellito una vasta estensione di quest'ultimo:
-Giappone, isola di Hokkaido, oltre 4-5 metri di neve fin da quote di bassa montagna, con ingentissimi disagi per la circolazione stradale, in molti tratti ininterrotta, nelle Montagne Hakkoda la profondità della neve ha raggiunto i 5,61 metri, stabilendo un nuovo record per il paese del Sol Levante; Stati uniti, Nord Dakota, Grand Forks ha ricevuto una quantità record di neve superando il terzo giorno delle maggiori bufere di neve dal 1966, secondo il National Weather Service; Slovenia, Lubiana, 50 e 60 cm di neve, accumuli abbondanti nel sud del Paese, con 115cm a Kočevje e un parziale stagionale di oltre 400cm; Spagna, Pirenei, 7 metri di neve; Pakistan, Gallyat è stato sepolto sotto 3 metri di neve, Kalam 6, mentre Parachinar e Murree sono rimasti isolati dopo un' ondata di freddo; Moldavia, la neve ha raggiunto accumuli incredibili, che spesso superano addirittura i due metri di altezza, quattro villaggi vicino a Vrancea sono rimasti completamente isolati, centinaia di persone sono rimaste isolate a Vaslui e moltissimi camion sono rimasti bloccati nelle strade per via dell'ingente accumulo nevoso presente; Croazia, il più spesso manto nevoso da 84 anni, “E’ un dato record dal 1929, quando furono registrati 80 centimetri di neve” ha riferito Ankica Stojanovic, del servizio meteorologico nazionale; Nord dell'India, le strade in India erano sepolte sotto 100 ft (30 m) di neve, ci vollero agli uomini due mesi per riaprire la 115 km del tratto stradale tra Manali e le città Keylong...
La lista è piuttosto lunga quindi la domanda da porsi di fronte ai seguenti fattori è: quale fonte di energia potrebbe in questo periodo di raffreddamento climatico sostenere la crescita della popolazione e la crescita dell'industria e di altri settori nei prossimi decenni?
Dopo avervi fatto un quadro di con cosa potremmo avere a che fare già entro il decennio in entrata è logico fare un quadro del settore delle energie da quelle rinnovabili a quelle spesso se ne contestano gli effetti sull'ambiente, talvolta sopravvalutati.

Parliamo del settore fotovoltaico.
I materiali come il silicio possono produrre energia elettrica se irragiati dalla luce solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni '50 di realizzare la prima cella fotovoltaica della storia dell'uomo.
Questi pannelli sfruttano l'effetto fotoelettrico e hanno una efficienza di conversione che arriva fino al 32,5% nelle celle da laboratorio. In pratica, una volta ottenuti i pannelli dalle celle e una volta montati in sede, l'efficienza è in genere del 13-15% per pannelli in silicio cristallino e non raggiunge il 12% per pannelli in film sottile. I prodotti commerciali più efficienti, utilizzando celle a multipla giunzione o tecniche di posizionamento dei contatti elettrici sul retro della cella (backcontact) raggiungono il 19-20%. Questi pannelli, non avendo parti mobili o altro, necessitano di pochissima manutenzione: in sostanza vanno solo puliti periodicamente. La durata operativa stimata dei pannelli fotovoltaici è di circa 30 anni.
I difetti principali di questi impianti sono il costo dei pannelli, ma di questo problema parleremo in seguito.
Il problema dei pannelli solari però risente del fatto che non può produrre energia elettrica in assenza di luce solare, fatta eccezione del problema che il sole nei prossimi decenni irradierà sempre meno energia ci sono problemi più semplici, i pannelli solari risentono del fatto che durante i giorni di copertura nuvolosa, come in Germania quest'inverno, c'è scarsa luce solare, oltre al fatto che nei periodi invernali le giornate andranno a farsi man mano sempre più corte quindi con meno ore giornaliere di luce solare, quindi se dovessimo creare un sistema energetico dipendente dal fotovoltaico in un periodo come quello descritto, la primavera e l'estate potrebbero essere frequentemente coperti da nubi mentre durante l'inverno le eccessive nevicate coprirebbero i pannelli fotovoltaici e quindi, il problema di produrre elettricità con il fotovoltaico è assai serio, quindi da questo punto di vista il settore del fotovoltaico sarebbe più utile in paesi equatoriali, certi ormai che alle medie latitudini andrebbe rapidamente in fallimento, una cosa che sta già succedendo in Europa, al costo di diversi miliardi di euro.
Le zone equatoriali del pianeta sono quelle maggiormente esposte all'irradiamento del Sole per tutto l'hanno, quindi portare questa tecnologia alle popolazioni più povere, a prezzi modici, li aiuterebbe a risollevarsi e ad avere le luce in casa.
Dal punto di vista dei rifiuti invece il fotovoltaico paragonato all'energia nucleare è assai il più seriamente discutibile e meno conveniente.
La ricerca sulla produzione di energia elettrica e l'uso del territorio stima che l'energia solare per produrre il 100% di produzione di energia elettrica mondiale richiederebbe 5.500.000.000.000 metri quadrati (5,5 x 10 ^ 12 m ^ 2).
I tempi di vita del pannello solare sono circa 15-30 anni.
Noi conservativamente assumiamo che il pannello di produzione di energia elettrica solare è al suo massimo di produzione per tutta la sua vita, ben 30 anni.
Assumendo che l'uso del territorio è l'area approssimativa dei pannelli solari, e che i pannelli sono un minimo di 2,54 cm cm di spessore, il volume dei pannelli fotovoltaici come rifiuti sarebbe 139,7 miliardi di metri cubi.
Il combustibile nucleare usato prodotto da tutti i reattori degli Stati Uniti è di 2.000 tonnellate all'anno.
Si tratta di circa 100 metri cubi l'anno.
Moltiplicando la quantità di produzione di energia elettrica nucleare degli Stati Uniti per produrre la stessa quantità di produzione di energia elettrica in tutto il mondo (dati EIA ), questo diventa di circa 37.000 metri cubi in tutto il mondo ogni anno. Dopo gli stessi 30 anni, un mondo a propulsione nucleare produrrebbe 2.220.000 metri cubi di combustibile utilizzato.
Ciò significa che un mondo a energia solare produce 63.000 volte il rifiuto di un mondo a propulsione nucleare.
il combustibile nucleare usato in realtà contiene ancora il 95% della sua energia che non è "spreco".
In cima a questo, la radioattività diminuisce con il tempo, mentre i componenti dei pannelli solari tra cui il cadmio e il piombo, non vanno via.
Sì, esiste la possibilità per entrambi di essere riciclati, ci sarebbe energia significativa persa nel riciclaggio dei pannelli solari contro l'energia prodotta dal riciclaggio del combustibile nucleare nei reattori veloci.
Come per illustrare questo?

Le scorie nucleari dopo 30 anni di alimentare il mondo intero richiedono fino a circa 1.5 "Panamax" navi container di dimensioni (le più grandi navi container che può passare attraverso il canale di Panama).
I rifiuti solari avrebbero preso invece circa 95.000 navi Panamax.
La dimensione totale di tutte le strutture di supporto per il solare non sono state prese in considerazione, ma se volessimo prendere in considerazione la densità di ossido di uranio insieme alla geometria del combustibile-distanziatori, rivestimenti, ecc, la densità può essere più vicina a 3.500 kg/m3, quindi forse si potrebbe dividere per un fattore 6.
Questo lascia ancora il solare con più di 10.000 volte più volume di rifiuti rispetto al nucleare. In entrambi i casi, si può vedere che la quantità di rifiuti è significativamente maggiore con il solare che con il nucleare per l'energia prodotta.
In tal caso dal punto di vista dei rifiuti, delle problematiche meteorologiche e della discontinuità energetica si può seriamente dubitare che il solare abbia un futuro primario nell'alimentazione energetica, oltre a ciò sembra anche che spesso questa tecnologia sia facilmente fonte di incendi.

Passiamo ora del settore delle Pale Eoliche, assai molto più interessante ma anch'esso con i suoi problemi di discontinuità energetica.
La potenza di un aerogeneratore può variare da poche centinaia di Watt fino a circa 3 MW (3MW= 3.000.000 Watt).
Al crescere della potenza in grado di erogare varieranno ovviamente le dimensioni dell'aerogeneratore; si riporta nel seguito una tabelle riepilogativa delle caratteristiche degli aerogeneratori in base alla loro potenza nominale (sono considerate potenze fino a 200 kW tipiche della generazione detta minieolico).

Come è fatto un'aerogeneratore?
Rotore
E' costituito da un mozzo su cui sono fissate le pale. Generalmente vengono utilizzate 2 o 3 pale. I rotori a due pale sono meno costosi e girano a velocità più elevate. Sono però più rumorosi e vibrano di più di quelli a tre pale. Tra i due la resa energetica è quasi equivalente. Sono inoltre stati messi a punto dei rotori con pale "mobili": variando l'inclinazione delle pale al variare della velocità del vento è possibile mantenere costante la quantità di elettricità prodotta dall'aerogeneratore.
Sistema frenante
è costituito da due sistemi indipendenti di arresto delle pale: un sistema di frenaggio aerodinamico e uno meccanico. Il primo viene utilizzato per controllare la potenza dell'aerogeneratore, come freno di emergenza in caso si sovravelocità del vento e per arrestare il rotore. Il secondo viene utilizzato per completare l'arresto del rotore e come freno di stazionamento.
Moltiplicatore di giri
Il moltiplicatore di giri serve per trasformare la rotazione lenta delle pale in una rotazione più veloce in grado di far funzionare il generatore.
Generatore
Il generatore trasforma l'energia meccanica in energia elettrica. I giri al minuto dell'aerogeneratore, e quindi la frequenza dell'energia elettrica prodotta, sono molto variabili (come lo è la velocità del vento); tuttavia la frequenza di rete deve essere costante a 50 Hz. Perciò i generatori vengono collegati a una serie di inverter prima di immettere l'energia in rete.
Sistema di controllo
Il funzionamento di un aerogeneratore è regolato da un sistema di controllo che ne gestisce le diverse operazioni di lavoro e aziona il dispositivo di sicurezza per l'arresto in caso di malfunzionamento e di sovraccarico dovuto ad eccessiva velocità del vento.
Navicella e sistema di imbardata
La navicella è una cabina in cui sono ubicati tutti i componenti di un aerogeneratore. La navicella è posizionata sulla cima della torre e può girare di 180° sul proprio asse.
Per assicurare sempre il massimo rendimento dell'aerogeneratore è importante mantenere un allineamento più continuo possibile tra l'asse del rotore e la direzione del vento. Negli aerogeneratori di media e grossa taglia, l'allineamento è garantito da un servomeccanismo, detto sistema di imbardata, mentre nei piccoli aerogeneratori è sufficiente l'impiego di una pinna direzionale. Nel sistema di imbardata un sensore, la banderuola, indica lo scostamento dell'asse della direzione del vento e aziona un motore che riallinea la navicella.
Torre e fondamenta
La torre sostiene la navicella e il rotore, può essere a forma tubolare o a traliccio. La struttura dell'aerogeneratore per poter resistere alle oscillazioni ed alle vibrazioni causate dalla pressione del vento deve essere ancorata al terreno mediante fondamenta che molto spesso sono completamente interrate e costruite con cemento armato.

Traendo l'elettricità dall'energia meccanica prodotta dal vento il problema principale di questo sistema di rifornimento energetico, come il fotovoltaico, è assai incostante e spesso con una costante altalenante da scarsa produzione energetica ad una eccessiva produzione di quest'ultima quando ci sono periodi ventosi estremamente forti con costi a dir poco da sobbalzo per l'economia di un paese.
In Inghilterra ai parchi eolici sono stati finanziati 30 milioni di sterline all'anno a titolo di risarcimento per spegnere o rallentare le loro turbine, perché quasi la metà dell'elettricità che producono non è necessaria.
Il denaro, che viene da bollette domestiche, viene pagato quando la rete nazionale non è in grado di far fronte alla maggiore energia prodotta durante i forti venti o periodi di bassa domanda.
Conosciuta come 'equilibrio', la disposizione ha lo scopo di compensare le imprese per le energie che non sono in grado di vendere.
L'energia che potrebbe essere stata prodotta in eccesso in tre giorni avrebbe alimentato fino a 12.000 case per un anno.
Oltre il 95 per cento dei pagamenti alle imprese energetiche sono stati fatti allo scopo di limitare l'energia prodotta da impianti eolici in Scozia perché vi era capacità di rete limitata tra la Scozia e il resto della Gran Bretagna creando un collo di bottiglia dell'alimentazione energetica, in parole povere un surplus.
La quantità di energia eolica scartata è stata quasi il doppio rispetto a qualsiasi altro giorno sul record, e alle famiglie costerà 1.9 milioni di sterline.
E 'stato uno dei tre giorni da maggio, quando alle centrali eoliche è stato detto di tagliare la loro produzione di oltre un terzo.
Il 30 giugno invece, il 46 per cento dell'energia dalle turbine è stata bloccata.
In totale, i pagamenti valenti 15 milioni di sterline stati fatti quest'anno - più del doppio dell'importo dato in tutto il 2012.
Se volessimo costruire un sistema energetico che si dice basato sull'energia pulita, dalla pale eoliche, la certezza è che nemmeno se lo basassimo sia sulle pale eoliche sia sul fotovoltaico i difetti di entrambi questi mezzi, e l'incostanza energetica tra assenza di luce solare e mancanza di vento, condannerebbero un paese a prolungati periodi di buio totale per non parlare degli enormi sacrifici economici che si avrebbero dai surplus di energia elettrica come in Inghilterra.
Quindi pensare di creare un sistema energetico basato su entrambi, o anche solo sull'eolico è semplicemente autodistruttivo.
C'è un'ulteriore aspetto negativo derivante dagli impianti delle pale eoliche che deriva dalle numerose specie di volatili che vengono letteralmente affettati da queste ultime, specialmente le specie rare.
Uno studio di luglio 2008 su un parco eolico ad Altamont Pass in California, ha stimato che le sue turbine uccidono in media 80 aquile reali (Aquila chrysaetos) ogni anno.
Lo studio, finanziato dall’Alameda County Community Development Agency (L’agenzia per lo sviluppo della communità della contea di Alameda), ha, inoltre stimato che ad Altamont ogni anno sono feriti ed uccisi all’incirca 10.000 uccelli quasi tutti protetti dal Migratory Bird Act.
Le turbine di Altamont, situate a circa 30 miglia (48km) a est di Oakland, California, uccidono 100 volte più uccelli dei serbatoi di Exxon, e lo fanno ogni anno.
Michael Fry dell’American Bird stima che le turbine eoliche americane uccidano tra 75.000 e 275.000 uccelli all’anno.

Secondo la American Wind Energy Association, l’associazione commerciale dell’industria eolica, per ogni megawatt di energia eolica installata risulta l’uccisione da uno a sei uccelli l’anno. Alla fine del 2008, negli USA la produzione energetica dovuta alle turbine eoliche era all’incirca di 25.000 megawatt.
I movimenti ambientalisti stanno spingendo affinchè gli USA producano il 20% della loro elettricità dal vento entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo, secondo il Department of Energy gli USA dovranno avere intorno ai 300.000 megawatt di produzione eolica, ovvero, un incremento 12 volte superiore ai livelli del 2008. Se questo obiettivo verrà raggiunto, possiamo aspettarci che ogni anno negli USA almeno 300.000 uccelli finiranno ammazzati dalle pale eoliche.
Quindi portare un paese a dipendere dal settore eolico semplicemente è una cosa non solo piuttosto pericolosa per il paese stesso, ma anche per gli animali stessi e le specie in via di estinzione.

Il prossimo settore energetico che sembra avere maggiori vantaggi dal punto di vista energetico e che attualmente non sta conoscendo crisi è quello del nucleare.
Nonostante il disastro di Fukushima, che di per se a livello mediatico ha portato ad un'enorme sociale visione controversa dell'energia nucleare, specialmente quando sui titoli dei quotidiani compare la parola "allarme" o "catastrofe", il settore dell'energia nucleare è tra i più costanti e dei più sicuri di quanto possano essere altri.

L'Uranio (U) è metallo bianco-argenteo facente parte della famiglia degli attinoidi, avente numero atomico 92. Tenace quasi quanto l'acciaio, duttile e malleabile, fonde alla temperatura di 1132°C, subendo due trasformazioni allotropiche; da struttura artorombica, tra 667,7°C e 774,8°C si trasforma in tetragonale con aumento di volume (da alfa a beta). A temperatura maggiore di 774,8°C subisce la seconda trasformazione allotropica (da beta a gamma) e la struttura cristallina diviene cubico corpo centrata, assai plastica e lavorabile.
In natura non lo si trova allo stato puro, ma sempre legato ad altri elementi, generalmente sottoforma di ossidi o sali. I minerali principali sono la pechblenda e la carnotite. Può essere estratto anche dall'acqua marina o sorgiva, dai solfati ed è presente in modica quantità anche negli organismi viventi.
Questo metallo è quella che si potrebbe definire energia allo stato puro.

La notevole energia posseduta da ogni pellet rende vantaggiosa l'energia dell'atomo rispetto ad ogni altra forma di energia. Il tipico core di un reattore PWR è caricato con circa 18 milioni di pellets.
1 Pellet di Uranio corrisponde a 572,08 lt di Petrolio, 1 Ton di Carbone o 17000 mc di Gas.

La notevole energia posseduta da ogni pellet rende vantaggiosa l'energia dell'atomo rispetto ad ogni altra forma di energia. Il tipico core di un reattore PWR è caricato con circa 18 milioni di pellets.

Dopo gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima, gli impianti nucleari sono stati dotati di ulteriori misure di sicurezza in caso di eventi estremi, una scelta piuttosto degna visto che lo stesso incidente di Fukushima, per quanto l'iniziale emissione di radioattività nell'aria e nell'oceano fossero stati cosa non da poco, è stato messo rapidamente in sicurezza, e negli ultimi tre anni la radioattività sia repentinamente calata fino a mantenersi a livelli appena al di sopra della norma in un'area circostante l'area dell'ex centrale nucleare.
Il rapporto della agenzia delle Nazioni Unite, ha valutato l'attuazione di un piano d'azione per la sicurezza nucleare dell'AIEA adottata dalla Conferenza Generale nel 2011 per aiutare a prevenire il ripetersi del disastro di Fukushima, ha quindi detto che sono stati compiuti progressi in tutto il mondo in settori chiave.
Tra queste, la preparazione alle emergenze, le valutazioni di vulnerabilità di sicurezza di impianti nucleari, e la protezione delle persone e dell'ambiente dalle radiazioni.
"Dal settembre 2012 ... notevoli progressi sono stati compiuti in tutto il mondo per rafforzare la sicurezza nucleare attraverso l'attuazione del piano d'azione e di piani d'azione nazionali degli Stati membri", dice il rapporto.
Non dovrebbe sorprendere che di recente il settore dell'energia nucleare stia letteralmente prendendo un vero e proprio boom in tutto il mondo.
-L'AIEA ha detto che ritiene che l'uso globale di energia nucleare potrebbe aumentare di ben il 100 per cento dal 2030, grazie alla crescita di Asia, Cina e in India.
-La stessa cosa riguarda anche l'Arabia Saudita che si propone di diventare un leader nel settore dell'energia rinnovabile costruendo 16 reattori nucleari con una capacità combinata di 22GW, che è circa la metà della produzione di energia elettrica corrente del Regno.
Il progetto ha un costo stimato di più di $ 100 miliardi.
Gli Emirati Arabi Uniti nel dicembre del 2009 hanno assegnato ad un consorzio sudcoreano il contratto per la costruzione di quattro centrali nucleari vale 20,4 miliardi dollari.
La domanda di energia in Arabia Saudita è stimata in crescita da sette all'otto per cento nel corso i prossimi 10 anni.
E 'la più grande economia del GCC, con un PIL annuo di 622 miliardi dollari e un PIL pro capite di 24.200 $.
-La Corea del Sud vuole puntare sul nucleare espandendo la produzione di energia dall'atomo con 11 nuovi reattori da aggiungere entro il 2024 agli attuali 23 che forniscono un terzo dell'energia totale del paese.
-La Russia ha in programma di sviluppare una intera flotta centrali nucleari galleggianti la quale ognuna delle quali richiede un equipaggio di 69 persone.
Una nave sarebbe in grado di alimentare una città di medie dimensioni, una zona industriale, o di operazioni petrolifere offshore.
Anche potenzialmente potrebbe essere usata per dissalare l'acqua.
Secondo RT.com , la costruzione iniziale di una centrale nucleare galleggiante è iniziata nel 2007, ma è stata bloccata a causa del mancato finanziamento.
Un nuovo accordo firmato lo scorso anno da Baltiysky Zavod Shipbuilding, il costruttore navale dietro il progetto, ottimista circa una data di apertura nel 2016.
In tutto il mondo stà prendendo piede sempre più la possibilità di passare all'energia nucleare sia dall'uranio sia al Torio come in Indonesiae in Cile.
Vediamo i vantaggi del Torio rispetto all'uranio.

Il Torio offre molti vantaggi rispetto l'uranio che alimenta tutti di 435 reattori nucleari commerciali di tutto il mondo.
Tra di loro: è più sicuro, ci sono circa quattro volte di più di esso sulla terra, è il meno longevo dei rifiuti, ed è relativamente difficile fare una bomba dai suoi rifiuti.
Thorium Power Canada (TPC), con sede a Toronto, è in "trattative avanzate" con le autorità indonesiane e cilene per la fornitura di un piccolo reattore a torio per ogni paese.
L'indonesia potrebbe installare un reattore sull'isola di Kalimantan in due anni.
Il reattore sarebbe o connettersi alla rete nel paese in rapida espansione, o alimentare un impianto di dissalazione di acqua.
Il reattore in Cile sarebbe per la dissalazione di acqua di alimentazione per Copiapo, una città del nord asciutta a circa 40 miglia dalla costa del Pacifico.
Kerr ha detto che il progetto indonesiano potrebbe probabilmente andare avanti prima di quella cilena. "Il nostro unico vincolo dell'Indonesia è il finanziamento", ha detto, notando che TPC ha bisogno di raccogliere 50 milioni dollari prima di costruire i proventi per Kalimantan.
Se ci cimentassimo alla ricerca di una costante fonte energetica sicura per un paese che non possa creare problemi all'ambiente, l'energia nucleare indubbiamente sarebbe quella più adatta in quanto indipendente dalle variazioni meteorologiche (vento, cielo nuvoloso o stagioni più corte) continuerebbe a rifornire l'energia necessaria per il progresso di un paese oltre che per altri ambiti.
Il problema delle scorie nucleari indubbiamente rappresenta un serio problema, sebbene si potrebbero riutilizzare considerando che hanno ancora il 95% della loro energia.
Tuttavia esiste un'ulteriore soluzione.
Bill Gates ha investito parte della sua considerevole fortuna in un reattore nucleare che promette di fornire energia più economica pur operando in modo più sicuro e riducendo drasticamente i suoi rifiuti radioattivi.
Il fondatore di Microsoft è alla ricerca di un "miracolo energetico" - o più - che può alimentare una economia del 21 ° secolo.

E l'energia nucleare è in cima alla sua lista di soluzioni.
Soprattutto se la prossima generazione di tecnologia di reattori potrà ridurre i costi di energia elettrica, quando affrontando i rischi di radioattività lasciano molte persone profondamente preoccupate per qualsiasi crescente dipendenza dal nucleare.
Gates è il presidente di TerraPower LLC, una società di Seattle-zona che si sta sviluppando un reattore liquido a sodio (TWR), che, secondo la società, fornisce una risposta a questi problemi, sostanzialmente, bruciando i propri rifiuti.
TerraPower è solo uno di un certo numero di sviluppatori di reattori nucleari che mirano in alto e fare affermazioni audaci.
Se tutto va perfettamente, il Gates suggerisce, TerraPower potrebbe essere pronto a costruire reattori commerciali entro 15 anni - anche se raramente le cose vanno alla perfezione nello sviluppo del reattore.
Nel frattempo, le imprese nucleari di tutto il mondo - tra cui di SNC-Lavalin Group Candu Energia - stanno forgiando avanti con le innovazioni che mirano a ridurre i costi, aumentando l'efficienza e l'utilizzo di progetti modulari, migliorare la sicurezza riducendo notevolmente il rischio di errore umano, e migliorare la possibilità di riciclare i rifiuti come combustibile.
Resta evidente che di fronte alle numerose polemiche che spesso si fanno in proposito dell'energia nucleare, spesso da persone di scarsa competenza, la diffusione dell'energia nucleare nei paesi di tutto il mondo rappresenta una buona soluzione dal punto di vista energetico ad un pianeta sempre più freddo.
Dopo aver osservato il settore nucleare analizziamo ora un'altro settore controverso spesso contestato dalle associazioni ambientaliste, sebbene il suo uso sia assai in crescita, il carbone.

Il carbone è tra le fonti energetiche più utilizzate prode molta energia e può essere trasportato, messo in magazzino e utilizzato quando serve.
A differenza di altre fonti energetiche come il solare è più economico e sostanzialmente assai diffuso su tutti i continenti.
Il carbone ha mosso la rivoluzione industriale nei secoli XVIII, XIX e buona parte del XX.
Il carbone può essere utilizzato nelle caldaie per produrre calore per vari usi e riscaldando l'acqua, e con la pressione del vapore muovere la turbina a vapore. L'utilizzo più classico è quello della locomotiva a vapore, mossa dal motore a vapore. Successivamente sono state introdotte le turbine a vapore, che sin dai primi anni del novecento sono servite per generare energia elettrica nella propulsione delle turbonavi.
Negli ultimi tre anni, il carbone, che è una delle fonti energetiche più inquinanti (sia nel processo di estrazione, che durante la sua combustione perché emette moltissima CO2 e spesso anche anidride solforosa, oltre a metalli pesanti, è diventata la fonte a maggior crescita come consumi.
Nel mondo il 25% dell'energia elettrica viene prodotta in impianti a carbone, di questo carbone il 60% è consumato dai paesi dell'Asia, ed i consumi della Cina ammontano al 46% del totale del carbone prodotto.
Tuttavia l'inquinamento da metalli pesanti e da polveri sottili emesse dalle centrali a carbone, oltre che dallo smog, è un serio problema per la salute dei cittadini, tuttavia l'errore che spesso si fa dal punto di vista delle emissioni è quello della CO2, che spesso ed erroneamente viene considerato sia un gas ad effetto serra e quindi un potenziale inquinante.
Oltre ad aver osservato in precedenza che l'azione dell'irradiamento solare la fa di gran lunga da padrone rispetto all'anidride carbonica si può osservare nel grafico sottostante negli ultimi millenni come le temperature non siano influenzate in realtà dall'aumento di anidride carbonica e che stiano seguendo sul lungo temine una tendenza al declino nonostante le emissioni umane del XX e del XXI secolo.

Si, il mondo si stà raffreddando nonostante le massicce emissioni di anidride carbonica ma c'è un'ulteriore aspetto positivo, stà diventando sempre più verde proprio grazie al fatto che l'aumento dell'anidride carbonica nell'aria va direttamente ad alimentare la crescita della vegetazione e delle foreste, proprio come ai tempi delle grandi glaciazioni.
L'aumento dei livelli atmosferici di biossido di carbonio stanno rafforzando le piante in tutto il mondo, afferma un rapporto di scienziati ambientali in una recente pubblicazione studio peer-reviewed.
I risultati, pubblicati nella rivista Geophysical Research Letters , sono raccolti da misurazioni satellitari di vita vegetale globale e le asserzioni contraddicono le ipotesi degli attivisti che il riscaldamento globale sta portando i deserti ad espandersi, con periodi di siccità devastanti.
Un team di scienziati guidati dal fisico ambientale Randall Donohue, un ricercatore presso il Commonwealth Scientific Industrial Research Organization in Australia, ha analizzato i dati satellitari dal 1982 fino al 2010.
Gli scienziati hanno documentato un diossido "effetto di fertilizzazione" del carbonio che ha causato un graduale rinverdimento della Terra, e in particolare nelle regioni aride della Terra, dal 1982.
I dati satellitari hanno mostrato che l'aumento dei livelli di anidride carbonica ha causato un notevole aumento dell'11 per cento nel fogliame in regioni aride dal 1982, rispetto a quello che sarebbe stato il caso se i livelli atmosferici di biossido di carbonio fossero rimasti ai livelli del 1982.
Nonostante le associazioni ambientaliste come Greenpeace spesso manifestino contro il carbone, la domanda e il consumo di carbone stanno crescendo rapidamente in tutto il mondo, compresa la Cina.
A differenza degli Stati Uniti, la Cina non ha scrupoli di aumentare notevolmente la sua produzione di energia elettrica a carbone.
Attualmente la Cina ottiene il 70 per cento della sua energia e il 80 per cento della sua elettricità da carbone.
La Cina è il più grande produttore e consumatore di carbone al mondo, e molti delle grandi riserve di carbone della Cina sono ancora da sviluppare.
Il paese attualmente è al terzo posto nelle riserve di carbone, dopo gli Stati Uniti e la Russia, con il 13 per cento del totale mondiale.

Entro il 2035, ci si aspetta che la Cina otterrà il 62 per cento della sua energia e il 74 per cento della sua elettricità da carbone.
L'agenzia di statistica prevede che la Cina aggiungerà 737 gigawatt di capacità a carbone per i suoi attuali 496 gigawatt, con un incremento di circa il 150 per cento. La capacità a carbone della Cina nel 2007 ha superato quella degli Stati Uniti da oltre 180 gigawatt e le aggiunte che la Cina dovrebbe far capacità al carbone entro il 2035 sarà più che doppia rispetto alla attuale capacità a carbone negli Stati Uniti. Infatti, la prevista capacità a carbone della Cina nel 2035 (1233 gigawatt) supera la capacità totale di tutti i tipi previsti per tutti gli Stati Uniti nello stesso anno (1216 gigawatt).
L'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), è anche d'accordo che la Cina porterà in cantiere la costruzione di un massiccio numero di centrali a carbone nel futuro.
La loro previsione è di ulteriori 773 mila megawatt di capacità a carbone che saranno costruite entro il 2030 ai livelli del 2007, superando la capacità di generazione totale negli Stati Uniti nel 2030.
Si aspettano anche che il settore dell'energia elettrica della Cina sarà principalmente a carbone, con cui il carbone produrrà il 75 per cento di energia elettrica del paese nel 2030.
Anche in Mongolia è in atto la costruzione di una vasta centrale a carbone.
Il progetto dovrebbe essere finanziato dalla Banca Mondiale per gli Investimenti.
La stessa banca sta per avviare un progetto per il sostegno finanziario della costruzione di una grande centrale elettrica a carbone in Mongolia, nella parte meridionale del deserto di Gobi.
Il gruppo industriale che beneficia del finanziamento fa capo alla Rio Tinto, la più grande conglomerata mineraria del mondo, che ha diversi interessi nell'area, dall'estrazione dell'oro a quella del rame. La centrale, il cui progetto di finanziamento è stato approvato dalla Banca, avrà una potenza di 750 megawatt.
Altre due centrali a carbone sono in fase di costruzione in Polonia.
La Polonia intende costruire due nuove centrali a carbone da 900mW a Opole e i lavori dovrebbero iniziare il 15 dicembre 2013.
Recentemente anche la vicina Germania ha implementato il proprio consumo di carbone che, per inciso, ha in fase di costruzione 11.000 megawatt di nuove centrali elettriche a carbone.
Stessa cosa riguarda anche la Russia.
Putin ha chiesto al governo di intervenire sul mercato interno e di non arretrare dalle posizioni conquistate all’estero.
E’ aumentata l’estrazione, la lavorazione e l’esportazione del carbone. Vengono aperte nuove miniere. Le esportazioni sono aumentate del 17 %. Purtroppo, il mercato interno non si sviluppa, nonostante le misure prese un anno fa.
Sempre con riferimento alle statistiche del 2012, egli ha detto:
Purtroppo, su 272 milioni di tonnellate di carbone estratto l’anno scorso, soltanto il 26 % e’ stato sottoposto a lavorazione. Un discorso a parte meriterebbe la chimica carbonifera.
Egli ha sottolineato con forza che i centri di formazione del profitto sul carbone e la sua fiscalizzazione devono trovarsi in Russia e non all’estero in off shore di comodo in quanto il carbone viene estratto nel paese.
Il prezzo economico, la titanica diffusione su scala globale, e l'enorme quantità di energia e calore che produce faranno del carbone alla pari del nucleare, una delle maggiori risorse consumate a livello globale special modo durante gli inverni sempre più rigidi che accompagneranno il declino termico delle Terra, come durante l'ultima Piccola Età del Ghiaccio.

Epilogo

Dopo la recente smentita del Picco Petrolifero ci rendiamo conto che non siamo a corto di risorse come invece spingevano le associazioni ambientaliste, la proiezione soprastante ci evidenzia come appariva la temperatura media della Terra durante il Minimo di Maunder e come potrebbe tornare ad essere nei prossimi decenni.(immagine sottostante)

Se le basse temperature simili a quelle dello scorso inverno peggioreranno ulteriormente e anche la quantità neve che andrà ad accumularsi sarà di gran lunga simile se non peggiore a quella di quest'inverno come abbiamo visto in buona parte del continente euroasiatico e nord americano, gli svantaggi renderebbero i settori dell'eolico e del fotovoltaico completamente inutilizzabili quindi ci si rende chiaramente conto che il nucleare, il petrolifero e il carbone avranno una svolta chiave nel prossimo futuro che sarà illuminato da un sole estremamente debole.
La Cina sembra essere particolarmente lungimirante rispetto ad altri stati del mondo.
Guardiamo: 1 possiede la maggior percentuale mondiale di popolazione rispetto al resto del mondo, oltre un miliardo; 2 sta implementando in maniera cospicua il settore energetico del carbone costruendo nuove centrali nel suo vasto territorio, per non parlare delle enormi riserve ancora non sfruttate; 3 stà implementando entro il 2030 la costruzione di nuove centrali nucleari per aumentare anche dall'energia nucleare la fornitura energetica del paese; 4 La Cina, a partire dal prossimo mese di ottobre 2013, diventerà il primo importatore netto mondiale di petrolio al mondo.
Non dimentichiamo che quel miliardo di cinesi entro il 2030 saranno letteralmente raddoppiati, quindi siamo sicuri che in un futuro più freddo riuscirebbero interamente a dipendere dal fotovoltaico e dall'eolico?
Impossibile, come sarà impossibile anche nel resto del mondo.
La Cina sembra destinata a raggiungere letteralmente il nucleo della produzione globale di energia.
Esistono altre tipologie di risorse che probabilmente andremo a sfruttare oltre quelle già menzionate come ad esempio gli idrati di metano sul fondo degli oceani o addirittura il settore geotermico che potrebbe addirittura arrivare a superare tranquillamente il fotovoltaico e l'eolico.
Non è l'esaurimento delle risorse ne tantomeno dell'aumento dell'anidride carbonica dell'atmosfera quello di cui dobbiamo preoccuparci, le temperature scenderanno, solo allora forse ci si renderà conto che il fotovoltaico e l'eolico non saranno la soluzione ai nostri problemi.



Fonti:
http://scienceandpublicpolicy.org/images/stories/papers/originals/european_temps.pdf
http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8511670.stm
http://www.meteoweb.eu/2013/06/incredibile-a-cortina-ce-tanta-neve-come-in-inverno-e-si-torna-a-sciare-era-successo-solo-altre-2-volte-nella-storia/212786/
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/10-luglio-2013/marmolada-ghiacciaio-non-si-ritira-piu-2222084869948.shtml
http://germanherald.com/news/Germany_in_Focus/2013-03-31/2331/Prof_Warns_Mini_Ice_Age_has_Started
http://www.daringtodo.com/lang/it/2009/05/05/ambiente-mai-tanta-pioggia-in-200-anni/
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/06/la-caduta-della-fenice.html
http://www.ecoage.it/energia-fotovoltaica-come-funziona.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_solare
http://www.progettazione-impianti-elettrici.it/impianto-eolico-come-funziona-e-quanto-costa.php
http://www.progettazione-impianti-elettrici.it/impianti-eolici-componenti-aerogeneratore.php
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2388417/Wind-farms-paid-30-million-year-stand-idle-grid-cope-energy-produce.html
http://www.viadalvento.org/avifauna/le-pale-eoliche-stanno-uccidendo-gli-uccelli/
https://www.facebook.com/notes/atomi-per-la-pace/uranio-energia-pura/696998030315658
http://uk.reuters.com/article/2013/08/23/nuclear-iaea-safety-idUKL6N0GO1BD20130823
http://www.arabnews.com/news/462415
http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/9405-nucleare-corea-giappone
http://news.cnet.com/8301-17938_105-57592703-1/russia-aims-to-open-floating-nuclear-power-plant-in-2016/
http://www.smartplanet.com/blog/bulletin/thorium-reactors-could-soon-power-indonesia-chile/20588?tag=search-river
http://www.thegwpf.org/terrapower-nuclear-reactor-burns-waste/
http://it.wikipedia.org/wiki/Consumo_di_energia_nel_mondo
http://www.climatechangedispatch.com/11413-co2-causing-global-greening.html
http://www.instituteforenergyresearch.org/2010/09/01/some-coal-fired-power-plants-were-built-last-year-is-this-the-start-of-a-new-trend-or-are-new-coal-plants-dead/
http://www.liberoquotidiano.it/news/sostenibilita/1146007/Nuova-mega-centrale-a-carbone-in-Mongolia-----.html
http://www.imolaoggi.it/2013/08/25/la-polonia-costruira-due-nuove-centrali-a-carbone/
http://www.nationalreview.com/article/355277/keeping-poor-dark-robert-bryce
http://italian.ruvr.ru/2013_08_26/Putin-e-la-strategia-del-carbone/

FIUMICINO: IL VULCANO DI FANGO SI STA' ULTERIORMENTE ESPANDENDO


Il vulcano di fango, così come è stato denominato ufficialmente da diversi esperti del settore, apertosi oltre una settimana fa in una zona di Fiumicino, nei pressi di un centro commerciale, si sta ingrandendo ulteriormente negli ultimi giorni, e a testimoniarlo è un nuovo video diffuso su Youtube, che evidenzia la vasta apertura del cratere, da cui fuoriesce fango e vapore. Notevole anche il rumore prodotto dal piccolo vulcano, che ormai desta molta curiosità fra passanti, e addetti della Protezione Civile oltre che fra gli stessi esperti e geologi che studiano il fenomeno.
n un precedente articolo vi avevamo riportato le significative parole della dottoressa Carapezza, vulcanologa presso l’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia dell’Università Roma Tre, che spiegava come il fenomeno della fuoriuscita dal cratere di vapore e terreno sia un processo normale e conosciuto, anche se studiato e monitorato da vicino dagli stessi esperti dell’INGV e altri enti. «Il Lazio è zona vulcanica ed episodi del genere sono già avvenuti nei Monti Sabatini o vicino a Ciampino, dove possono verificarsi delle emissioni di gas endogeni profondi, a volte con una componente di anidride carbonica, a volte di metano.
Vedremo quali saranno i prossimi sviluppi, e se il piccolo vulcano di fango è destinato ad ingrandirsi ulteriormente e a mutare le sue caratteristiche nei prossimi giorni.

Fonte:http://www.inmeteo.net/blog/2013/08/31/roma-fiumicino-il-vulcano-si-sta-ingrandendo-ecco-il-video/

INDONESIA: FORTE AUMENTO DELLA SISMICITA' DEL GUNUNG GUNTUR


Il vulcano nel Occidente di Java ha aumentato la sua sismicità.
Nei giorni di agosto hanno avuto luogo vari terremoti vulcanici.
C'erano anche alcune vulcani di fango bollente.
Questi segnali sono stati osservati anche prima dello scoppio delle Galeras nel 1993.
Dal 29 Agosto è stato registrato anche tremore vulcanico.
VSI ha alzato lo stato di allerta del vulcano a "giallo".
Gunung Guntur è un vulcano di altezza 2249 metri e si trova a circa 10 km a nord-ovest della città di Garut.

L'ultima fase eruttiva è conclusa nel 1847.
A quel tempo il vulcano ha generato flussi piroclastici.
Oggi il vulcano è una destinazione popolare per i turisti.
Eruzioni del Monte Guntur registrate sono state nel 1847, 1843, 1841, 1840, 1836, 1834-35, 1833, 1832, 1832, 1829, 1828, 1827, 1825, 1818, 1816, 1815, 1809, 1807, 1803, 1800, 1780, 1777, 1690.



Fonte:http://www.vulkane.net/blogmobil/?p=7103

ALASKA: INTENSA ATTIVITA' SUL VULCANO VENIAMINOF


Un forte fase eruttiva con fontane laviche e cenere associata alle emissioni che raggiungono 15-20.000 piedi (4,5-6 km) altitudine è cominciata ieri.
L'episodio di attività, è accompagnato da elevati livelli di tremore continuo che è stato finora il più forte dall'inizio dell'eruzione, il 10 giugno.
Allo stato attuale, l'attività è nuovamente diminuita, ma è possibile che episodi eruttivi simili o ancora più forti continuino a verificarsi nel prossimo futuro.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/veniaminof/news/36730/Veniaminof-volcano-Alaska-paroxysm-with-lava-fountains-and-ash-emissions-to-15-20000-ft-altitude.html

FREDDO SENZA PRECEDENTI IN BRASILE

Si tratta di una stagione memorabile quella dell’inverno australe per il Brasile: la neve che attualmente sta ricoprendo il Paese sudamericano non ha precedenti nel XXI secolo, secondo il prof. Eugenio Hackbart, meteorologo per il MetSul Weather Center, un centro meteorologico privato situato a Rio Grande do Sul, stato in cui almeno 36 comuni sono stati ricoperti dalla neve.
Si sono verificate altre nevicate in questo secolo, come nel 2004, 2006, 2007, 2008, e 2010 ma, sempre secondo il prof. Hackbart, “non sono state tali da permettere l’accumulo al suolo. Per i più giovani ed i più piccoli è stata la prima occasione di vedere la neve nei paesaggi della Sierra e di Aparados.”
La Sierra ad esempio ha visto nevicate significative ad agosto del 1999 e a luglio del 2000. Tuttavia l’evento che ha colpito il Paese lunedì notte, lunedì mattina e martedì è stato il più rilevante dal luglio del 1994. L’accumulo in media ha raggiunto i 5 cm con picchi di 10 cm ed addirittura 20/30 cm dove soffiava vento da nevischio.
Caxias do Sul non vede una nevicata del genere dal luglio 1994, ed è una delle zone in cui è caduta più neve questa settimana, come anche ad Aparados Serra che è stata completamente imbiancata come non si era mai visto dagli anni ’90. La temperatura segnava circa 0°C, determinando quindi il rapporto 1mm di precipitazione=1cm di neve al suolo.
La neve però non è solo uno spettacolo per grandi e piccini, porta con sé anche molti inconvenienti: in Serra Gaucha, due strade principali sono rimaste bloccate e si sono verificati almeno due incidenti a causa della neve.
Secondo il prof. Hackbart, “principalmente, due sono stati i fattori che hanno determinato un evento così significativo. In primo luogo, il fronte d’aria polare che ha colpito Argentina e Uruguay che ha portato la neve anche in zone costiere; in secondo luogo, un fronte freddo instabile nel sud del Brasile e la zona di bassa pressione nel nord-est del Paese.”


Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/08/freddo-senza-precedenti-in-brasile-nevicate-da-record-nel-rio-grande-do-sul-foto/223415/

L'ERUZIONE DEL 2000 DEL VULCANO HEKLA

INTENSO VORTICE AUTUNNALE SULL'ISLANDA


Voglio mostrarvi alcuni elementi che stanno caratterizzando questo finale di stagione dalle nostre parti.
Il primo riguarda le latitudini settentrionali dove un ciclone stile autunnale sull'Islanda detta legge sul comparto nord occidentale del vecchio continente.
Il secondo è invece è una attiva Tropical Plume, inusuale per il periodo, che risale verso il Mediterraneo. Non tanto il mare caldo quanto è proprio questo canale a contribuire all'ondata di forte instabilità che riguarda il nostro meridione.
Tutto questo è causato dalla posizione dell'anticiclone atlantico, i cui massimi sono spostati più a nord della media e dalla assenza (stranamente) dell' anticiclone africano dal Mediterraneo. Questo determina la possibilità per le saccature di portarsi con facilità verso verso le basse latitudini tanto da stuzzicare questo flusso d'aria secondaria. Il fronte baroclino è di conseguenza spostato leggermente più a nord. Circa la loro influenza sull'autunno lo vedremo la prossima volta.

Fonte:http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/inusuale-tropial-plume-e-vortice-autunnale-sull--islanda-62971

venerdì 30 agosto 2013

DUE POTENTI SCOSSE DI TERREMOTO ALLE ALEUTINE


L’attività sismica sull’Anello di fuoco sembrerebbe essere in ulteriore accentuazione. Secondo il rapporto dell’USGS, due violente scosse di terremoto hanno colpito le Isole Aleutine, in Alaska, con intensità rispettivamente pari a 6,8 e 7,0 della scala Magnitudo Momento. I sismi si sono verificati a circa 32 chilometri di profondità. Due violente scosse che fanno tremare anche i sismografi italiani che stanno registrando le onde sismiche nettamente, così come quelli mondiali. Eventi di questa portata infatti riescono ad essere registrati da tutte le strumentazioni presenti sulla Terra ed installate dai vari istituti.

Fonte:http://www.centrometeoitaliano.it/terremoto-aleutine-fortissime-scosse-di-terremoto-fa-tremare-anche-i-sismografi-italiani-94/

SCOPERTO GIGANTESCO CANYON SOTTO LA GROENLANDIA


Sotto i ghiacci della Groenlandia e’ stato scoperto un canyon che come grandezza e’ paragonabile al Grand Canyon che si trova negli Stati Uniti. A darne notizia e’ un articolo apparso sulla rivista Science e firmato da un gruppo di ricercatori internazionali tra i quali anche l’italiano Giorgio Spada. Il canyon, mai esplorato prima e coperto dal ghiaccio da milioni di anni, e’ lungo circa 750 chilometri e raggiunge una profondita’ di 800 metri, ed ha, come quello dell’Arizona, le caratteristiche di un fiume serpeggiante. In confronto il fiume piu’ lungo del Regno Unito, il Severn, ha una lunghezza di circa 350 chilometri ed e’ molto meno ampio e profondo. “Con Google Streetview disponibile a tutti – ha dichiarato Jonathan Bamber della Scuola di Scienze Geografiche di Bristol e principale autore dello studio – siamo abituati a pensare che possediamo le mappe digitali di tutto il mondo e quindi potremmo supporre che la Terra sia stata esplorata e mappata. Noi abbiamo dimostrato che invece c’e’ ancora molto da scoprire.” I ricercatori hanno visionato centinaia di chilometri di dati raccolti per diversi decenni dai radar della Nasa per ricostruire il paesaggio nascosto alla vista essendo ricoperto di ghiacci come la maggior parte della Groenlandia. A determinate frequenze, il ghiaccio e’ trasparente alle onde radio che lo possono attraversare facendo rimbalzare il segnale quando questo incontra la roccia. Analizzando tutti i dati radar in modo coerente i ricercatori hanno scoperto il canyon formato da uno strato roccioso che si estende dal centro dell’isola e termina alla sua estremita’ settentrionale in un profondo fiordo collegato al Mar Glaciale Artico. Alcuni dei dati utilizzati nello studio provengono da una operazione della Nasa chiamata ‘ponte di ghiaccio’ durata sei anni, che si e’ rivelata essere la piu’ grande indagine aerea che abbia mai volato riguardante il ghiaccio polare terrestre. “Una scoperta di questa natura – dice David Vaughan, coordinatore presso il British Antarctic Survey di Cambridge – indica che la Terra non ha ancora rinunciato a tutti i suoi segreti. Un canyon di 750 chilometri conservato sotto il ghiaccio per milioni di anni e’ una scoperta di per se’ mozzafiato, ma questa ricerca e’ importante anche per migliorare la nostra comprensione del passato della Groenlandia. Lo strato di ghiaccio di questa zona contribuisce all’innalzamento del livello del mare e questo lavoro puo’ aiutarci a mettere in corso dei cambiamenti contestuali.”

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/08/scoperto-un-altro-grand-canyon-nascosto-sotto-i-ghiacci-della-groenlandia-e-lungo-circa-750km/223126/

IL MALTEMPO ARRESTA IL TREND POSITIVO DI OCCUPAZIONE IN AGRICOLTURA


Il maltempo blocca il trend positivo dell’occupazione in agricoltura. Le piogge incessanti che non hanno dato tregua alle nostre campagne in primavera si sono abbattute anche sui dati occupazionali del secondo trimestre, facendo registrare il primo segno meno (-10,1 per cento) dall’inizio del 2012. Le campagne allagate soprattutto al Nord hanno impedito le operazioni colturali, facendo slittare in avanti il calendario delle semine e quindi anche delle grandi raccolte che comportano il reclutamento di nuova manodopera, come accade per i pomodori, le pesche, le ciliegie, le albicocche e le susine. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati pubblicati oggi dall’Istat. Le anomalie pluviometriche maggiori hanno interessato le regioni settentrionali, dove infatti il dato occupazionale e’ il piu’ pesante (-14,8%), e si sono concentrate nei mesi di marzo e maggio, che sono i piu’ decisivi per l’agricoltura. A marzo, il mese delle semine, il 102 per cento in piu’ di pioggia al Nord -spiega la Cia- ha posticipato e spesso impedito le operazioni in campo. Ma si tratta di un’inversione di tendenza di tipo congiunturale che investe l’unico settore produttivo che finora ha ”tenuto” dal punto di vista occupazionale nonostante la crisi, dimostrandosi vitale e in grado di difendere i suoi posti di lavoro, creandone anche di nuovi. E’ per questo – conclude l’organizzazione agricola – che e’ quanto mai opportuno prendere provvedimenti che agevolino le imprese dal punto di vista fiscale o contributivo, innescando nuova occupazione tra i giovani, visto che i 15-24enni senza lavoro ormai sfiorano quota 40 per cento.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/08/il-maltempo-blocca-il-trend-positivo-delloccupazione-in-agricoltura/223298/

RISOLTO UNO DEI MISTERI DELSOLE


Gli scienziati solari di Stanford hanno risolto uno dei pochi misteri fondamentali restanti di come funziona il sole.
Il meccanismo, noto come flusso meridionale, funziona come un nastro trasportatore.
Il plasma magnetico migra da nord a sud sulla superficie del sole, dall'equatore ai poli, e quindi i cicli nell'interno del sole sulla sua strada verso l'equatore.
La velocità e la profondità sotto la superficie del sole in cui si verifica questo processo è fondamentale per prevedere l'attività magnetica e il bagliore del sole, ma è rimasto in gran parte sconosciuto fino ad ora.
Gli scienziati solari hanno utilizzato lo Stanford-operated Helioseismic and Magnetic Imager (HMI) - uno strumento a bordo del satellite solare Observatory della NASA - per monitorare le onde solari in modo che molto sismologi avrebbero studiato i movimenti sismici sotto la superficie della Terra.
Ogni 45 secondi per gli ultimi due anni, il HMI radar Doppler ruba immagini di onde di plasma in movimento sulla superficie del sole.
Con l'individuazione delle tipologie di gruppi di onde, gli scienziati hanno potuto riconoscere come i materiali solari si spostano dall'equatore del sole verso i poli, e come ritornano all'equatore attraverso l'interno del sole.
"Una volta che abbiamo capito quanto tempo ci vuole all'onda di passare attraverso l'esterno, abbiamo determinato quanto velocemente si muove dentro, e quindi quanto in profondità si va", ha detto Junwei Zhao, un anziano ricercatore presso il Laboratorio di Fisica Sperimentale Hansen a Stanford, e autore sulla carta.
Anche se i fisici solari hanno a lungo ipotizzato un meccanismo del genere, almeno in termini generali, le nuove osservazioni ridefiniscono le correnti solari in alcuni modi.

Primo, le correnti di ritorno si formano a 100,000 km sotto la superficie del sole, circa la metà della profondità come sospettato.
Come tali, i materiali solari passano attraverso l'interno e ritornano all'equatore più rapidamente di quanto ipotizzato.
Più sorprendente, dice Zhao, è che il flusso equatoriale in avanti è in realtà inserito tra due "strati" di correnti polari, un meccanismo più complicato di quanto si pensasse, e tale che potrebbe aiutare a perfezionare le previsioni dell'attività del sole.
"Considerato insieme, questo significa che le nostre convinzioni precedentemente detenute sul ciclo solare non sono assolutamente precise, e che ci potrebbero essere delle necessità di fare delle aggiunte", ha detto Zhao.
Ad esempio, alcuni modelli di computer proiettano che l'attuale ciclo solare sarebbe forte, ma le osservazioni da allora hanno mostrato che in realtà è molto più debole rispetto al ciclo precedente.
Questa incoerenza potrebbe essere dovuto alle imprecisioni precedentemente sconosciute del meccanismo di circolazione meridionale utilizzato nelle simulazioni.
Migliorare l'accuratezza delle simulazioni, ha detto Zhao, produrrà un quadro migliore delle fluttuazioni del campo magnetico del sole, che può interferire con i satelliti e le tecnologie di comunicazione sulla Terra.
Il campo magnetico del sole si resetta ogni 11 anni - il successivo ripristino avverrà a volte nei mesi successivi - e ci sono prove che i cambiamenti nel flusso meridionale possono influenzare il campo magnetico che si evolve nel corso di un particolare ciclo.
"Vogliamo continuare le variazioni di monitoraggio del flusso meridionale", ha detto, "in modo da poter meglio prevedere il prossimo ciclo solare, quando verrà e quanto attivo sarà."
Il rapporto è stato pubblicato nell'edizione online del The Astrophysical Journal Letters .
E 'stato co-autore di altri tre ricercatori del Laboratorio di Fisica Sperimentale Hansen - scienziati senior Rick Bogart e Alexander Kosovichev e ricerca socio Thomas Hartlep - così come lo scienziato anziano della NASA Tom Duvall. Phil Scherrer, un professore di fisica all'Università di Stanford, è il principale ricercatore del progetto HMI e ha supervisionato lo studio.

Fonte:http://news.stanford.edu/news/2013/august/solar-magnetic-field-082913.html

LA CROSTA GHIACCIATA DI TITANO PIU' SOLIDA DEL NORMALE


La solida calotta di ghiaccio della più grande luna di Saturno, Titano è apparentemente molto più resistente di quanto si pensasse, dicono i ricercatori.
Questi nuovi risultati sorprendenti aggiungono gli sentori che Titano possiede un interno straordinariamente bizzarro, hanno aggiunto gli scienziati.
Una precedente ricerca ha suggerito che Titano avesse un oceano nascosto sotto le sue esterne ghiacciate 30 a 120 miglia superficiali di spessore.
Gli investigatori hanno lo scopo di esplorare questo oceano sotterraneo, nella speranza di trovare vita aliena su Titano.
Per saperne di più sulle crosta ghiacciata di Titano, lo scienziato planetario Doug Hemingway alla University of California, Santa Cruz, ha analizzato le scansioni della sonda Cassini del campo gravitazionale di Titano.
La forza gravitazionale dal attirare qualsiasi punto su una superficie esercita dipendenza dalla quantità di massa sottostante.
La forza di attrazione più la massa.
I ricercatori hanno poi confrontato questi risultati della gravità con la struttura della superficie di Titano.
Si prevede che le regioni di alta quota avrebbero forte attrazione gravitazionale, in quanto si potrebbe supporre che avessero materia extra sotto di loro.
Al contrario, pensavano che le regioni a bassa elevazione avrebbero avuto la più debole attrazione gravitazionale.
Quello che i ricercatori hanno scoperto li ha scioccati.
Le regioni di alta quota su Titano hanno minore attrazione gravitazionale.
"E 'stato molto sorprendente vedere ciò," afferma Hemingway.
"Abbiamo ipotizzato in un primo momento che avessimo i dati sbagliati, che stavamo vedendo i dati all'indietro, ma dopo che abbiamo finito queste opzioni siamo arrivati ​​a un modello che spiega queste osservazioni."
Per spiegare queste anomalie gravitazionali, Hemingway ha detto di immaginare che le montagne su Titano avessero delle radici.
"E 'come come la maggior parte di un iceberg si trova in realtà sommersa sott'acqua," ha detto.
"Se quella radice è davvero grande, più grande del normale, sposterebbe l'acqua sotto di esso."
Il ghiaccio ha una densità inferiore a quella dell'acqua - un pezzo di ghiaccio pesa meno di un volume analogo di acqua.
Queste zone ad alta quota zone su Titano apparentemente hanno radici abbastanza grandi per spostare un sacco di acqua sotto di loro, nel senso che esercitano una forza gravitazionale più debole.
Il ghiaccio è capace di galleggiare in acqua. "Al fine di tenere in sostanza questi grandi iceberg giù e trattenerli dall' andare su, che significa che il guscio di Titano deve essere estremamente rigido", ha detto Hemingway.
Rimane incerto ciò che rende la crosta di Titano tanto rigida.

Il ghiaccio potrebbe avere molecole come clatrati che potrebbero renderlo più rigido. Inoltre, "se l'oceano sotto il guscio è più freddo di quello soprastante, potrebbe rendere il guscio di ghiaccio spesso e quindi più rigido", ha detto Hemingway.
Questa rigidità potrebbe significare che la crosta di Titano è meno geologicamente attiva di quanto si pensava.
"Se almeno i primi 40 chilometri (25 miglia) sono molto rigidi e freddi, morti, se volete qualcosa di simile cryovulcani che eruttano metano invece di lava sulla superficie di Titano, devi essere più creativo su come questo possa accadere, "afferma Hemingway.
Il loro modello suggerisce anche che la superficie di Titano ha visto una vasta quantità di erosione, con caratteristiche scavate a più di 650 piedi (200 metri) di profondità sulla crosta.
"Ora abbiamo bisogno di diversi gruppi di persone per capire come così tanto materiale potrebbe farsi strada ed trasportato per lunghe distanze attraverso la superficie di Titano", ha detto Hemingway.
Una delle implicazioni di queste nuove scoperte si riferisce a se o no l'interno di Titano è separato in strati distinti.
Se i ricercatori hanno sottovalutato il campo gravitazionale di Titano, si potrebbe sospettare che il suo nucleo è un blob gigante di materia che non è fatto di strati distinti, come ci si aspetterebbe da un grande corpo simile.
Per esempio, la Terra è suddivisa in una crosta, mantello e nucleo, e anche gli asteroidi di grandi dimensioni come Vesta sembra avere gli interni divisi in diversi strati.
"Forse Titano è una miscela di ghiaccio e roccia dal nucleo quasi tutta in via d'uscita, ed è solo l'ultima parte in prossimità della sua superficie che è differenziata in metano e ghiaccio".

Fonte:http://www.space.com/22570-titan-ice-shell-bizarre-interior.html?cmpid=51463011319694

giovedì 29 agosto 2013

FORTE SCOSSA DI TERREMOTO IN NUOVA ZELANDA


Un terremoto di magnitudo 6,1 è stato registrato dall’USGS ad una profondità di oltre 400 km, circa 1000 km a nordovest delle coste settentrionali della Nuova Zelanda. Il sisma ha avuto luogo alle 4 di mattina italiane. Non ci sono notizie di danni o feriti.
Il sisma è avvenuto lungo il margine orientale della Placca Australiana, una delle aree sismicamente più attive del mondo per via della forte velocità di convergenza fra la Placca Australiana e quella Pacifica.
Dal 1900 ci sono stati ben 15 terremoti con magnitudo superiore a 7,5 nell’area della Nuova Zelanda.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/08/forte-scossa-di-terremoto-al-largo-della-nuova-zelanda-magnitudo-61/223122/

NUOVO STUDIO: LA MAGGIORANZA DEI GHIACCIAI EST-ANTARTICI HANNO AVANZATO IN DIMENSIONE DAL 1990


Un nuovo documento pubblicato in Nature rileva che la maggioranza dei ghiacciai di sbocco lungo la calotta polare antartica orientale hanno avanzato in termini di dimensioni negli ultimi 20 anni, dal 1990 al 2010.
Secondo il giornale, "Nonostante le grandi fluttuazioni tra ghiacciai legata alle loro dimensioni significative dai modelli emersi: il 63 per cento dei ghiacciai si è ritirato nel periodo 1974-1990, il 72 per cento avanzato 1990-2000, e il 58 per cento avanzato dal 2000-2010 ".
Secondo gli autori," Negli anni 1970 e '80, le temperature erano in aumento e la maggior parte dei ghiacciai si ritirarono.
Durante il 1990, le temperature sono diminuite e la maggior parte dei ghiacciai avanzarono.
E il 2000 ha visto le temperature aumentare e poi diminuire, portando ad una combinazione di ritiro e di anticipo. "
" Quando era caldo e il ghiaccio marino è diminuito, la maggior parte dei ghiacciai si ritirarono, ma quando era più fresco e il ghiaccio del mare è aumentato, i ghiacciai avanzarono "
Da notare che attualmente i livelli di estensione del ghiaccio marino antartico sono a livelli da record.
Estratto dal documento:
Qui vi presentiamo le tendenze multidecadali nella posizione capolinea della terminazione di sbocco oceano-ghiacciai, lungo 5.400 chilometri del margine della calotta glaciale dell'Antartide orientale, e rivela cambiamenti diffusi e sincroni.
Un team del Dipartimento di Geografia ha utilizzato immagini spia declassificate per creare il primo record a lungo termine delle variazioni del capolinea dei ghiacciai di sbocco - dove si incontrano con il mare - lungo 5400 chilometri di coste della costa antartica orientale.
Utilizzando le misurazioni da 175 ghiacciai, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che i ghiacciai hanno subito rapidi periodi di avanzamento e arretramento che hanno coinciso con il raffreddamento e il sincronizzato il riscaldamento.
I ricercatori hanno detto questo suggerisce che gran parte della calotta di ghiaccio, che raggiunge spessori di oltre 4 chilometri, potrebbe essere più sensibile alle variazioni di temperatura dell'aria e dell'oceano di quanto originariamente creduto.
Il parere scientifico attuale suggerisce che i ghiacciai in Antartide orientale sono meno esposti ai cambiamenti climatici di aree come la Groenlandia e l'Antartide occidentale grazie alle sue temperature estremamente fredde, che possono scendere sotto -30 ° C sulla costa, e molto più fredde nell'entroterra.
Ma la squadra di Durham ha detto che ora c'era un urgente bisogno di capire la vulnerabilità della Orientale Antarctic Ice Sheet, che detiene la maggior parte di ghiaccio e abbastanza per sollevare livello globale del mare di oltre il 50% nel mondo.
Il Dr Chris Stokes, nel Dipartimento di Geografia di Durham, ha detto: "Sappiamo che questi grandi ghiacciai subiscono cicli di avanzamento e arretramento che vengono attivati ​​da grandi iceberg che si staccano al capolinea, ma questo può accadere indipendentemente dal cambiamento climatico."

Fonte:http://www.thegwpf.org/majority-east-antarctic-glaciers-advanced-size-1990-study/

LE VERDURE MUTANTI A FUKUSHIMA? UNA BUFALA


A luglio se n'era fatto un gran parlare, sollevando timori sulla salute dei giapponesi e sull'effettivo livello di radiazioni nella zona colpita dal disastro nucleare del 2011. Stiamo parlando delle verdure mutanti di Fukushima: pomodori devastati da tumori, pesche “siamesi”, funghi da forme incredibili e addirittura rape a cinque punte. La notizia ha fatto il giro della rete, dei blog, dei social network diffondendosi in tutto il mondo; peccato che si trattasse di una bufala.
Come sempre in questi casi, però, la notizia si diffonde in un lampo il 18 luglio mentre la successiva smentita che ricostruisce la verità fa molta più fatica a raggiungere gli stessi livelli di circolazione. E in effetti i primi a dimostrare come si trattasse di una bufala erano stati i blogger del sito Urban Legends, che già il 23 luglio (cioè pochi giorni dopo la notizia) avevano condotto una ricerca, scoprendo come si trattasse di fotografie di frutta e verdura proveniente da zone del Giappone molto lontane da Fukushima e in alcuni casi scattate prima del disastro.
I pomodori deformi sono stati raccolti a Saitama, quasi 250 chilometri di distanza da Fukushima. La rapa a "cinque dita" era stata addirittura postata su un sito coreano nel 2004, e cioè ben 7 anni prima dell'incidente alla centrale nucleare. Il mandarino bicolor proveniva addirittura dalle Amakusa, un gruppo di isole giapponese lontane migliaia di chilometri da Fukushima. Ma delle tante pseudo verdure mutanti almeno una arrivava effettivamente dalla prefettura in cui il disastro è avvenuto: si tratta delle melanzane a cinque dita, fotografata comunque a un centinaio di chilometri dalla centrale nucleare.
E quindi di che si trattava? Finalmente arriva un parere scientifico che ci aiuta a chiarire la situazione: "Molte di queste malformazioni possono avere origini assolutamente naturali. Certo, anche delle piante sottoposte a radiazioni importanti possono sviluppare malformazioni o cambiamenti di colore; ma queste anomalie sono ben lontane dall'essere causate da contaminazioni", spiega Michel Pitrat, ricercatore francese dell'Institut national de la recherche agronomique (INRA).
Nei casi che riguardano la frutta, "mutazioni" di questo tipo possono infatti essere causate da qualche difetto nella fecondazione dei fiori o a cattive condizioni climatiche: "In certi anni anche il 10/15% di un raccolto può presentare queste deformazioni. E non si può parlare di mutazioni genetiche, nel senso che le piante che discendono da quelle che hanno dato vita a frutta deformata non ereditano queste anomalie.
Discorso simile per la verdura, che può essere deformata da eccezionali colpi di freddo o di caldo o da ferite della pianta. Resta da capire chi abbia diffuso queste immagini incolpando il disastro nucleare di Fukushima e causando nuovi timori nonostante - secondo i ricercatori - i rischi per la salute dei consumatori giapponesi siano molto bassi.

Fonte:http://it.notizie.yahoo.com/blog/foto-blog/le-verdure-mutanti-di-fukushima-una-bufala-104536679.html

LA NUOVA FUMAROLA DI FIUMICINO DIVENTA UN VULCANO DI FANGO

Ancora un video condiviso pubblicamente sul canale di youtube all’interno del quale si ritrae l’attività piuttosto dinamica da parte del geyser che si è aperto alle porte di Fiumicino qualche giorno fa, esattamente lo scorso sabato. Al momento la zona è stata ulteriormente transennata rispetto a quanto fatto in precedenza. Dalla sequenza multimediale sottostante si evince infatti come le espulsioni di fango e gas avvengano rapidamente e raggiungendo anche un’altezza piuttosto importante.
Oltre ad aver fatto il giro del Mondo con un tam-tam mediatico tra i vari siti che si occupano di vulcanologia internazionale, la notizia è stata anche riportata da molti tele giornali locali a seguito del suo accadimento, ma mai diventato un caso nazionale. Di seguito il video rilasciato 5 ore fa.


Fonte:http://www.centrometeoitaliano.it/fiumicino-il-geyser-diventa-vulcanetto-17/

mercoledì 28 agosto 2013

IL RECENTE MINIMO SOLARE ASSOCIATO CON L'AUMENTO DEI RAGGI COSMICI

I raggi cosmici galattici si crede possano essere un meccanismo di amplificazione dell'attività solare

Un articolo pubblicato nel mese di maggio 2013 in Advances Space Research, trova che "L'attività solare evidentemente bassa, osservata tra i cicli solari 23 e 24 durante gli anni 2008-2010, ha portato ad un notevole aumento nell'intensità dei Raggi cosmici galattici (GCR) rispetto a precedenti minimi solari", e che "l'esposizione ai raggi cosmici galattici durante il recente minimo solare era infatti più grande in confronto con i minimi precedenti."
I raggi cosmici galattici si crede possano essere un meccanismo di amplificazione dell'attività solare con la formazione di più nubi quando l'attività solare è bassa, e viceversa (la teoria di Svensmark) .
"I GCR sono costituiti da particelle cariche altamente ionizzanti aventi il potenziale di causare danni biologici, e sono un argomento di preoccupazione per le missioni umane nello spazio. Dall'osservazione dei flussi di particelle tra il 2008 e il 2010, è ragionevole supporre che l'esposizione alle radiazioni da GCR deve aver raggiunto livelli insolitamente elevati".

"In questo studio, l'esposizione ai GCR fuori e dentro la magnetosfera della Terra è numericamente calcolata per periodi di tempo a partire dal 1970 fino alla fine del 2011, al fine di indagare l'aumento dei livelli durante gli anni 2008-2010 in confronto con gli ultimi tre minimi solari".


"Le dosi sono state calcolate in una sfera d'acqua, usata come surrogato per il corpo umano, non schermate o circondate da schermatura in alluminio di 0,3, 10 o 40 g / cm 2. Sull'esecuzione di tale analisi a lungo termine, è stato stimato che l'esposizione ai GCR durante il recente minimo solare era infatti la più grande in confronto con i minimi precedenti, e che l'aumento è stato più pronunciato per le zone al di fuori della magnetosfera".


Fonte:http://www.meteoportaleitalia.it/monitoraggio-a-analisi-modelli/monitoraggio-a-analisi-modelli/monitoraggio-solare/11573-il-recente-minimo-solare-associato-con-il-maggior-incremento-registrato-nei-raggi-cosmici-galattici.html

martedì 27 agosto 2013

NICOLA PORRO: IL MITO DELLA DECRESCITA


Dedicato in particolare a quelli che credono nell'idea della Decrescita Felice.

FORTI NEVICATE IN ARGENTINA, URUGUAY E BRASILE


Gelo e neve fin sulle spiagge in Argentina - Una poderosa ondata di freddo, l'ennesima di questo Inverno Australe, ha colpito l'Argentina ed in particolare i settori atlantici, con temperature anche abbondantemente sottozero. Ben -3°C raggiunti a Buenos Aires Lunedì mattina ( il record assoluto è di -5.4°C ), mentre appena all'interno il termometro ha raggiunto anche i -5°C, fino addirittura a -9°C a Tandil e -8°C ad Azul, località poste a circa 150m di altezza a sud della capitale. L'ingresso dell'aria fredda ha interagito con masse di aria più umida provenienti dall'Atlantico, favorendo rovesci di neve anche fin verso le spiagge sui settori centrali. In alcune località la neve non si vedeva dagli anni 90.
Il freddo si è propagato anche ad Uruguay e Brasile meridionale ( in particolare il Rio Grande do Sul ), con l'isoterma della 0°C ad 850 hPa che ha persino raggiunto il Paraguay, accarezzando così il Tropico del Capricorno: per farsi una idea, è come se la 0°C sfiorasse Cuba! Raggiunti fino a -5°C in Uruguay come a Mercedes, soli 3°C a Montevideo. Freddo anche in Paraguay con 1°C ad Asuncion, -1°C a Gral, 0°C a Villarrica. Da segnalare anche in Brasile i 7°C di Porto Alegre, 13°C a San Paolo con cielo coperto.

Fonte:http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/intensa-ondata-di-gelo-su-argentina--uruguay--fino-al-brasile---3-c-a-buenos-aires--62929

QUANDO IL MONDO ERA DAVVERO IN COLLERA


C'è qualcuno che pensa che il pianeta si stia scaldando a causa delle emissioni di anidride carbonica delle attività umane, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che un pianeta sempre più caldo porterebbe ad un'aumento delle guerre e delle turbolenze sociali.
In realtà è vero l'esatto contrario, un'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera non favorirebbe un'aumento delle temperature ma bensì ad un'aumento delle superficie forestale e della vegetazione in generale, in tal caso l'agricoltura ne risentirebbe crescendo più prolifera e creando maggiore benessere e una vita umana assai più benestante.
Un'esempio di tale fenomeno sono le sequoie della California.
Più di 2.000 anni è il conteggio, degli alberi di sequoia gigante (Sequoiadendron giganteum) in California che attualmente stanno avendo un grande momento che stanno crescendo più rapidamente che mai.
Un nuovo studio condotto da UC Berkeley e dalla Humboldt State University li trova in uno scatto di crescita che ha avuto inizio circa 100 anni fa e ha iniziato ad accelerare negli ultimi decenni.
Le sequoie della California sono tra i più antichi organismi viventi sulla terra. Alcuni hanno più di 3.000 anni e sono ancora forti.
Questo aumento delle crescita è stato portato ad un'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera terrestre forse a causa delle attività umane.
Il vero problema di quando succedono conflitti sociali o individuali stà nel fatto che in realtà è la maggiore povertà, forse a causa dell'aumento delle tasse, a privare delle persone di alcuni benesseri, portati ad un'eccesso di tasse che rendono le persone più aggressive e portate al conflitto.
La maggiore parte dei conflitti hanno avuto luogo, fatta eccezione dell'influenza delle macchie solari sulla psiche umana, durante i periodi di raffreddamento climatico i periodi di clima caldo sono tutt'altro che favorevoli per questo genere di cause.
Alcuni studi indipendenti hanno dimostrato che i conflitti armati sono diminuiti a livello globale nel corso degli ultimi 50 anni o giù di lì, anche se il mondo è stato in fase di riscaldamento per tutto questo tempo.
Hsiang ha sottolineato che è importante ricordare che egli sta guardando che cosa sarebbe successo se non ci fosse stato alcun cambiamento climatico durante quei decenni - e la risposta, dice, è che i tassi di conflitto sarebbero scesi ancora più velocemente.
I periodi di clima freddo invece sono più avezzi ad essere a portare cambiamenti sociali, guerre e conflitti tra individui.
Il clima cambia diventando più freddo, estati eccessivamente piovose, troppo fredde o brevi rovinano il raccolto e fanno salire i prezzi alle stelle, tutto ciò porta la gente a fare a meno di altre cose e quindi c'è meno ricchezza in giro.
Tutto ciò porta la gente ad essere più irritabile, e quando l'agricoltura diventa troppo improduttiva oppure le tasse sono eccessive, (l'Italia è sulla buona strada) la fame porta le persone a rubare al supermercato, aumentano i saccheggi e quando la mente umana raggiunge questi livelli il furto, l'omicidio, lo stupro ecc diventano realtà quotidiane.
L'uomo raggiunge nuovi abissi e cominciano le vere guerre.
La Piccola Età del Ghiaccio (1250-1850) fu un periodo di esempio per tutti gli storici che dovessero occuparsi di questi temi, il mondo era davvero in collera al punto da farci sembrare le recenti guerre mondiali dei casi sparuti.
Un'esempio di cosa può portare la fame viene dal Friuli.

L’8 giugno 1783 in Islanda ebbe inizio un evento naturale destinato ad influenzare la vita dell’isola nord europea, ma anche quella dell’intero continente. Il vulcano Laki cominciò un eruzione che durò ben 8 mesi, estinguendosi solo il 7 febbraio 1784. Il flusso basaltico generato, secondo alcune stime, ammontò a 14 chilometri cubi di lava; le nubi di diossido di zolfo e di fluoro emesse nel corso dell’evento uccisero più del 50% del bestiame dell’isola, causando una carestia che a sua volta sterminò circa il 25% della popolazione islandese, più di 9000 persone.
La Germania e il resto dell’Europa centrale furono teatro di abbondanti nevicate, che, durante il successivo disgelo, causarono disastrose inondazioni. Le anomalie climatiche potrebbero aver acuito la carestia dell’epoca Tenmei in Giappone. I cattivi raccolti innescarono grandi insurrezioni delle popolazioni, che cominciarono a morire di fame e di stenti. Era il 1789. Fu uno dei fattori che contribuì allo scoppio della Rivoluzione Francese.
La Piccola Età del Ghiaccio fu un periodo di clima freddo causato da un periodo durato secoli durante la quale la superficie del Sole irradiava poca energia e quindi l'attività delle macchie solari era assai più ridotta, tutto ciò fu responsabile di un raffreddamento del clima terrestre e di un'aumento dell'attività vulcanica che a sua volta accentuò per diversi anni questo trend al raffreddamento.
La cosa peggiore è che questo periodo durato secoli di bassa attività solare andò a sbalzi durante la quale profondi Minimi, ad esempio quello di Maunder durato dal 1645 al 1715, portarono spesso il clima ancora più giù con le temperature, avendo come conseguenza un aggravarsi dei raccolti, maggiori siccità, impennata dei prezzi alimentari e di conseguenza rivoluzioni e conflitti.
Quando succedono queste cose la mente umana scende a livelli generali più bassi come la paraonia, l'irritabilità e di conseguenza un'aumento dell'aggressività, portando così ad una sottocultura che approva cose tanto nefaste che una normale società come l'attuale troverebbe intollerabili.
La Caccia alle Streghe portata avanti dalla Chiesa Cattolica nel periodo fu un'esempio di questo fenomeno, e avvenne in modo molto particolare proprio sotto la luce solare del Minimo di Maunder.

Dopo il 1600 mentre nell’Europa centrale la caccia alle streghe cominciava a declinare, si incrementò nell’Europa centrale con una punta tra il 1626 e il 1630 in corrispondenza di una nuova ondata di gelo e della carestia prodotta dalla guerra dei Trent’anni: in Germania da parte della Lega cattolica vennero bruciate sul rogo 3500 streghe e i principali promotori della persecuzione furono i tre principi elettori ecclesiastici dell’impero, assieme ai vescovi di Franconia, Augusta, Strasburgo, Breslau e dall’abate di Fulda.
Ma nel violento scontro confessionale anche luterani e calvinisti si resero protagonisti di un migliaio di condanne. Non è un caso che nelle regioni dell’impero dove la secolarizzazione era più avanzata ( Palatinato, Boemia, Sassonia, Baviera) le persecuzioni furono assai meno intense. Anche nelle grandi città ( Parigi, Londra, Napoli, Francoforte, Milano) la fanatica repressione contro le streghe fu contenuta.
Dopo aver raggiunto l’apice attorno alla metà del XVII, l’intensità della caccia alle streghe cominciò a declinare: una maggiore stabilità politica degli Stati e nella società, il venir meno delle epidemie di lebbra e di peste hanno probabilmente contribuito al mutamento dell’atteggiamento delle popolazioni verso la stregoneria.
Da notare che il fenomeno cominciò a scemare con la fine del Minimo di Maunder.
"Dio Onnipotente ha un litigio ultimamente con tutta l'umanità", si lamentava il gallese storico James Howell nel 1647, "per entro questi 12 anni ci sono state le rivoluzioni più strane e orribili cose sono accadute, non solo in Europa, ma in tutto il mondo."
Il mondo, pensò, era "nel caos".
Egli non era il solo.
Quando la guerra civile infuriava nelle isole britanniche, la ribellione strappò fori negli imperi del Ming e degli Ottomani, e l'Europa centrale sanguinava durante la guerra dei Trent'anni, altri commentatori sprofondarono nella disperazione.
Ogni giorno, ha registrato lo studioso di Oxford Robert Burton nel 1638, ha portato notizie di "guerra, epidemie, incendi, inondazioni, furti, omicidi, massacri, meteore, comete, spettri, prodigi, apparizioni, delle città prese, città assediate in Francia, Germania , Turky [sic], la Persia, la Polonia, ecc ".
Quattro anni più tardi, un tratto spagnolo ha suggerito una spiegazione terrificante ma sempre più popolare: "Questa sembra essere una delle epoche in cui si è attivata ogni nazione a testa in giù, portando alcune grandi menti a sospettare che ci stiamo avvicinando alla fine del mondo. "
Per decenni, gli storici sono stati afferrati dalle sofferenze straordinarie del 17 ° secolo, dalle guerre civili in Gran Bretagna e Irlanda del Nord e la sofferenza terribile della guerra ha strappato la Germania ; portato al crollo in Cina della dinastia Ming e lo smembramento della Polonia-Lituana.
Eric Hobsbawm, probabilmente è stato il primo storico a sostenere che vi era stata una mondiale "crisi generale", ha insistito che le cause erano economiche.
Per contro, Hugh Trevor-Roper ha diagnosticato un guasto sociale più ampio, basato sul conflitto tra corte e paese e guidato dalla radicale energia intellettuale.
Ora uno terzo storico brillante, l'americano studioso britannico Geoffrey Parker, ha gettato un nuovo elemento nel mix.
In questa vasto, superbamente ricercato e assolutamente avvincente libro, Parker mostra come il cambiamento climatico ha spinto il mondo verso il caos.
Questo era, dopotutto, era la Piccola Era Glaciale, in cui le temperature si sono abbassate in tutto il mondo.
I dati, insiste, sono «chiari e coerenti", e pensa che la crisi ha avuto inizio negli ultimi anni del 1610, meno al momento dello scoppio della guerra in Europa dei trent'anni.
La neve cadde nel subtropicale Giappone, e l'Africa sub-sahariana ha subito un periodo di cinque anni di siccità, i fiumi del moderno Messico e Virginia prosciugarono, e in tutta Europa, i raccolti fallirono e migliaia morirono di fame.
Ma questo era solo un assaggio di quello che stava per accadere.
I primi mesi del 1621 erano così freddi che la gente attraversò il Bosforo congelato da Costantinopoli verso l'Asia.
Nei primi anni del 1640, venti violenti e pioggia hanno distrutto i raccolti in tutta l'Europa settentrionale, e in Germania i soldati hanno riferito di aver visto persone congelate a morte sulle strade.
L'Inghilterra ha perso il suo re e la pace di Westfalia ha portato alla guerra dei trent'anni alla fine, ma ancora soffiavano i venti freddi.
Gli inverni tra il 1654 e il 1667 sono stati, in media, più di 1 C° più fredda di quanto non siano oggi.
Infatti, durante la seconda metà del secolo, il mondo era letteralmente un posto freddo, così come più vuoto.
In Cina, Polonia, Russia e l'Impero ottomano, la popolazione è diminuita di circa un terzo, mentre in alcune parti della Germania la popolazione è stata dimezzata.
Nel 1651, Thomas Hobbes ha avvertito che senza uno Stato forte, la vita sarebbe "solitaria, povera, sgradevole, brutale e breve".
Un'esempio di come erano gli imperatori in quel periodo lo troviamo anche nel famoso mito di Vlad III, che tanto ha ispirato il romanzo di Bram Stoker.
Vlad III di Valacchia (Sighișoara, 2 novembre 1431 – Giurgiu, 16 dicembre 1476) fu voivoda (principe) di Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 e infine nel 1476.
Figlio di Vlad II Dracul, era noto come Vlad Țepeș (IPA: /'tsepeʃ/) (Vlad “l'Impalatore”).

Negli anni della caduta di Costantinopoli, combatté a più riprese contro l'avanzata dell'Impero ottomano nei Carpazi, provocando le ire del sultano Maometto II.
Entrato in conflitto col Regno d'Ungheria, allora retto da Mattia Corvino, venne imprigionato nel 1462 dal sovrano ungherese e ritornò al potere dopo un decennio come suo vassallo. Venne ucciso in circostanze misteriose nel 1476.
Il voivoda Vlad III fu celebre fonte d'ispirazione per lo scrittore irlandese Bram Stoker per la creazione del suo personaggio più famoso, il conte Dracula, protagonista dell'omonimo romanzo.
Questo principe visse nel periodo di entrata dell'attività solare del cosiddetto Minimo di Spoerer che durò dal 1450 al 1550 e fu responsabile di atroci sistemi di tortura.
Sfruttando il malcontento contadino nei confronti dei grandi proprietari terrieri, Vlad, dopo un breve periodo passato in Moldavia perché sconfitto dai boiardi, decise di liberarsi in maniera risoluta di tutta l'opposizione. In una serata del 1459, dopo avere invitato 500 boiardi a cena, in segno di riappacificazione, li fece impalare tutti attorno al suo palazzo di Tirgoviste.

Boiardi condannati all'impalamento da Vlad Tepes nel 1459 (incisione di Strasburgo)
L'impalamento, appreso in Turchia, consisteva nell'infilare un palo unto di miele su per l'intestino, finché usciva, senza ledere organi vitali, da una scapola: il palo veniva poi infisso nel terreno e l'agonia poteva durare giorni.
Oltre all'impalamento Vlad usava altre torture ed esecuzioni capitali: scuoiamento, rogo, decapitazione, olio bollente, fino agli incendi dei villaggi. Si è calcolato che nel corso della sua vita mandò a morte almeno 100.000 persone, escludendo ovviamente i nemici caduti in battaglia.
Particolarmente selvagge furono le persecuzioni nei confronti dei mercanti tedeschi, che dalla Transilvania scendevano in Valacchia: forse per questo le cronache sulle crudeltà di Vlad vengono quasi esclusivamente dalla Germania.
Successivamente risolse, a suo modo, il problema dei questuanti del regno, riunendoli in un palazzo e dando loro fuoco.
Sistemata la Valacchia, si trasferì in Transilvania, dove maggiore era il malcontento per le sue efferatezze, e qui, in una sola notte, fece impalare ben 20.000 persone.
La prima moglie fu proprio una sedicenne transilvana, comprata per cento sacchetti d'oro, dalla quale ebbe due figli, prima che la donna si suicidasse gettandosi dalle mura del castello di Curtea de Arges, per la cui costruzione Vlad III aveva organizzato una vera e propria deportazione di massa.
La seconda moglie, sposata per ragioni di stato, fu invece una parente del re ungherese Mattia Corvino, che era disposto ad aiutarlo a condizione che lui s'impegnasse militarmente contro i turchi. Ma Vlad III in realtà ebbe molte amanti, che spesso trattava con estrema durezza, come quando, p.es., a una di origine zingara che gli confessò per gioco d'essere incinta, sbudellò il ventre per sincerarsene.
Negli anni 1461-62 gli eserciti di Vlad fermarono a più riprese l'avanzata ottomana nei Balcani (suo fratello Radu combatteva invece a fianco dei turchi). Famose le battaglie di Giurgiu e di Turnu.
Il 5 febbraio 1462 egli invia al re di Ungheria, Mattia Corvino, un racconto dettagliato di una spedizione anti-turca con annesse 23.000 teste, tra cui molte di donne e bambini.
Vlad III era molto coraggioso sul campo di battaglia, amava dirigere i propri soldati combattendo in prima fila. In quegli anni, con un esercito di soli 30.000 uomini, si oppose praticamente da solo al dilagare dei turchi, il cui esercito nei Balcani superava le 250.000 unità.
Un'altro esempio di come la società andò al collasso lo troviamo nel periodo di Dalton.
Il Minimo di Dalton fu un periodo di bassa attività solare che andò dal 1790 al 1830 circa.
Fu così chiamato dal nome del meteorologo inglese John Dalton che lo osservò.
Come il Minimo di Maunder e il Minimo di Spörer, il minimo di Dalton coincise con un periodo di temperature globali sotto media.
Per esempio, la stazione meteorologica di Oberlach, Germania, registrò una diminuzione di 2 °C in venti anni.
Inoltre, il cosiddetto "anno senza estate", il 1816, si verificò in pieno minimo.
Con l'entrata di questa nuova profonda attività solare si assistette in Islanda all'eruzione di cui abbiamo prima fatto riferimento ma qualcosa di peggiore accadde nel 1816, l'Anno Senza Estate, causato dalla colossale eruzione del vulcano Tambora.
Una testimonianza, tratta dalle cronache di uno storico di Cervignano del Friuli:
"Si uccisero buoi, asini, cavalli, cani e gatti per sfamarsi, specie in aprile e maggio. In. autunno erano poche le famiglie che avevano bestie per il lavoro della terra. Alcune famiglie cedettero case e campi interi per poche staia di grano e fecero affaroni quelli che ne avevano in serbo".
Infine, una notizia tratta dalle note storiche del comune di Rovigo:
"anno infausto che sarà ricordato a Rovigno come l'anno della fame e della carestia. Il rovignese Filippo Ferrara viene impiccato per aver rapinato una donna di un pò di frumento che, per l'estrema fame, aveva avidamente mangiato a manate ".
I fatti e le testimonianze storiche ci spiegano chiaramente che questo genere di cose non accadono durante i periodi di forte caldo, ma durante quelli di freddo.
Ironicamente se fu proprio l'eruzione del vulcano Laki e il cambiamento climatico che ne seguì a portare alla Rivoluzione Francese e successivamente all'ascesa dell'impero di Napoleone, è anche vero però che fu il gelo portato dai vulcani a comportarne la caduta.

Le ultime campagne militari di Napoleone Bonaparte, dalla disastrosa campagna di Russia del 1812 alla sconfitta di Waterloo nel 1815, vennero fortemente condizionate dalle pessime condizioni meteorologiche. Queste tuttavia vennero precedute da eruzioni vulcaniche di notevole entità che liberarono nell'atmosfera grandi quantità di gas e pulviscolo.
Il 29 giugno, poco dopo che la Grande Armata francese entrò Russia, c'è stato un tremendo temporale.
Jean-Roch Coignet a seguito ricordò: "La grandinata è stata così violenta che abbiamo avuto grande difficoltà nel controllare i nostri cavalli ... erano mezzi morti di freddo, e non in grado di resistere più a lungo, mi sono aperto uno dei miei carri e mi sono rifugiati dentro."
Nel frattempo, il 4 luglio dello stesso anno, nel paese dei nemici inveterati di Napoleone l'inglese John Constable dipinse un tramonto dietro West Lodge.
Entrambe le immagini mostrano tramonti notevoli.
Qual'è la connessione tra il soldato tremanti di freddo e l'artista di talento?
La risposta può essere una sorpresa - eruzioni vulcaniche - o più in particolare gli effetti prodotti dalla cenere, polvere e gas che si riversarono in atmosfera.
Negli anni precedenti al 1812, una pletora di eruzioni vulcaniche in tutto l'emisfero settentrionale aveva completamente sconvolto i normali modelli climatici.
Le conseguenze per l'esercito invasore di Napoleone dovevano essere assolutamente terribili.
Verso la fine del Settecento e, negli anni dell'impero vi erano molte di queste eruzioni che influenzarono il clima lontano come nella Siberia e l'Alaska e, quando i soldati francesi avevano attraversato l'Europa in risposta alle numerose coalizioni schierate contro di loro, il cielo era già pieno di polvere, gas e ceneri che hanno comportato fantastici tramonti e belle albe rosee.
La rivoluzione francese del 1789, che distrusse l'ancien regime, era in parte un prodotto di condizioni create da un'ondata di attività vulcanica sull'Europa.
Così i vulcani hanno indirettamente aiutato Napoleone a giungere al potere e la fatidica eruzione del Tambora in aprile 1815 ha giocato ironicamente un ruolo significativo nella sua caduta.
Nella generazione precedente eventi simili avevano avuto effetti epocali. Una serie di grandi eruzioni nel 1783-1785 quasi sembrava annunciare l'avvento della Rivoluzione Francese.
Il cataclisma che si è verificato ad Asama, Giappone nel 1783 è stato concomitante con quello del Laki in Islanda di cui prima abbiamo fatto menzione.
Sembrerebbe che le eruzioni vulcaniche abbiano la loro maggiore influenza nelle alte latitudini - come la Grande Armata avrebbe scoperto quasi trenta anni dopo.
I dati degli anelli degli alberi dall'Alaska, Yukon e la valle Mackenzie mostrano che "nel 1810 è stata l'estate più fredda su tutta la regione ...".
Di aggiunta importanza, per quanto riguarda l'invasione del 1812, un'eruzione 'sconosciuta' aveva avuto luogo nel 1809, secondo ai dati degli anelli degli alberi: "La gravità e l'estensione nello spazio delle gravi condizioni in tutto il Nord America occidentale nell'estate del 1810 supporta ipotesi precedenti di una grande eruzione vulcanica nel 1809 per la quale non vi è alcuna prova storica."
Vedremo tutte le ramificazioni di questa eruzione 'extra' in cima a tutto il resto dopo.
Nel 1783 e negli anni successivi, le temperature insolitamente fredde hanno portato alla perdita dei raccolti e carestie diffuse in tutta Europa.
Così: "La grande rivoluzione francese, uno dei più grandi eventi della storia moderna, è stato portato a testa dalla carestia.
Questo è stato il 'triennale congelamento' del 1784-1786. " coloro che hanno solo sentito parlare delle condizioni sociali e politiche che hanno portato alla Rivoluzione necessitano di considerare come un ventre affamato colpisca la "politica".
È interessante notare che nella Grande Ritirata del 1812 non è stato il freddo che ha chiuso la via degli uomini, ma la mancanza di cibo secondo Dominique Jean Larrey, rispettato capo chirurgo di Napoleone.
Egli ha anche notato come il caffè abbia contribuito a mantenere i morsi della fame a bada.
Napoleone era particolarmente sensibile al freddo e si lamentava continuamente di quando lui e Caulaincourt ritornarono a Parigi con la slitta dopo la notizia della congiura di Malet da loro raggiunta vicino Vilna nel 1812.
I resti della Grande Armata ancora alle prese fuori della Russia sono stati lasciati nelle mani incapaci di Murat e l'ordine è stato ripristinato solo quando Eugenio Beauharnais ha assunto il comando.
Napoleone ha vissuto durante gli ultimi decenni della cosiddetta Piccola Età del Ghiaccio che durò dal 1250 circa al 1850.
Quindi, si deve tener presente che il raffreddamento atmosferico che ha seguito le eruzioni vulcaniche, che riempivano il cielo di particelle e gas che bloccavano il sole, si è verificato in un contesto di già temperature basse per gli standard storici.
Ironia della sorte, l'ultima Fiera del Ghiaccio sul Tamigi si è tenuta nel 1814, anno della prima abdicazione di Napoleone.
L'eruzione del Laki del 1783 è stata solo l'inizio, l'accordo apre in una sinfonia di distruzione.
Seguita da una raffica di eruzioni vulcaniche, ciascuna aggiungendo ancora più polvere nell' atmosfera.
L'Etna era attivo nel 1780, 1792-93, 1802 e 1809 e ci fu una grande eruzione dal 27 Ottobre 1811 al maggio 1812 - un mese prima che la Grande Armata entrasse in Russia.
Il vulcano Urzelina nelle Azzorre entrò in eruzione nel 1808.
Quell'anno in Inghilterra, Luke Howard aveva notato un anomalo brillante crepuscolo.
L'anno seguente Constable dipinse un altro meraviglioso dipinto di polvere di ispirazione con il fiume Stour al tramonto quando l'Etna aveva eruttato.
E gli effetti del vulcano 'sconosciuto' devono anche essere presi dentro nel 1811, così come la grande eruzione in corso sull'Etna, vi era una maggiore attività vulcanica delle Azzorre e il Vesuvio eruttò anche quell'anno.
Nelle Indie Occidentali sull'isola di Saint Vincent, il Soufriere eruttò nel 1811 e aprile 1812 - di nuovo poco prima dell'invasione della Russia.
Così non dovrebbe essere una sorpresa che nella stessa Russia, la primavera sia arrivata tardi, nel 1812, e quindi i raccolti erano acerbi, quando arrivarono i francesi, l'estate era incredibilmente calda e polverosa, rotta da torrenziale acquazzoni artici come descritto da Coignet, l'autunno era insolitamente mite e l'inverno è stato uno dei peggiori mai registrati.
Era quasi come se la natura avesse cospirato per testare la distruzione di un'esercito di 500.000 soggetti - a vedere solo ciò che gli esseri umani erano in grado di sopportare.

In The Boy with the U.S. Weather Men of 1917, si afferma: "C'erano stati alcuni tramonti meravigliosi nel corso degli anni 1810 e 1811 e la primavera del 1812, ma nessuno degli scienziati di quel tempo aveva pensato di osservarli o di trovare un significato su di loro, né nessuno di loro immaginava che tale potrebbe avere alcun effetto sul tempo '. "
Prima dell'invasione e con la sua solita accurata attenzione ai dettagli, Napoleone aveva fatto indagini sulla natura del clima russo e gli era stato detto che fino a quando si è ritirato prima della metà del mese di novembre, il peggio del clima invernale non avrebbe inciso i suoi piani.
Tuttavia, con le eruzioni di San Giorgio nelle Indie Occidentali nel 1810, l'Etna in Sicilia nel 1811 e Soufrière nel 1812, ci fu un "continuo rifornimento dei magazzini di polvere vulcanica," nell'atmosfera - e fu il glorioso impero di Napoleone che stava per scomparire in questi combinati tramonti alimentati dalla polvere vulcanica.

L'eruzione del Soufriere da Turner 1815
Ora possiamo tornare a un Coignet tremante mentre osserva la devastazione operata da tale grandinata epica il 29 Giugno 1812: "La mattina dopo uno spettacolo straziante incontrò i nostri occhi ... il terreno era coperto di cavalli che erano morti di freddo. Più di diecimila erano morti durante la notte di orrore ".
Tale cifra è bene ripeterlo - diecimila ! Non c'è da stupirsi che nei prossimi mesi non ci sarebbe stata abbastanza rimonta per l'esausta cavalleria francese per tenere i predoni cosacchi a bada.
Quindi, a meno di una settimana dopo che la Grande Armata entrasse in Russia, molti della cavalleria francese furono costretti a camminare a piedi e in stivali e questo non è stato facile.
I soldati appiedati fortunati trovano un giro sui piccoli cavalli indigeni della Lituania e la Russia.
Ma in questo disastro non era cosa da ridere.
C'era ben poco per nutrire i cavalli che erano sopravvissuti alla tempesta.
Segale verde trovata nei campi abbandonati uccise gli animali che si alimentavano di essa.
Senza avena nutrienti, i cavalli che tirano l'artiglieria, in particolare, sarebbero stati presto soccombi alla malattia e alla stanchezza.
E questo non sarebbe stato senza la stupidità di Murat, per lui continuava a spingere i suoi uomini sul come vivere e non permetteva loro di far riposare se stessi o i loro animali.
I cavalli sellati svilupparono piaghe sulla schiena e furono esauriti da spedizioni futili inseguendo i cosacchi che costantemente spaventavano l'esercito.
Tutto sembrava andare per il verso sbagliato e tutto mentre i cieli stavano preparando un inverno di proporzioni bibliche.

Un terrore istintivo sembrò superare l'esercito. Karl von Suckow tardi scrisse: "Non un anima viva, non un abitante dei villaggi che abbiamo attraversato ... Queste marce eccezionali, aggiunte alle grandi carenze che abbiamo dovuto sopportare, hanno diluito le nostre file a un livello inaspettato, e migliaia degli uomini sono scomparsi nel giro di pochissimo tempo. Centinaia si sono uccisi ... "
Il capitano Fritz, che serviva con i russi aggiunse: "L'aria lungo le ampie piste di sabbia che attraversano pinete infinite era davvero come un forno, con un caldo opprimente non alleviato dal minimo soffio di vento."
Già lui aveva servito con Wellington in Portogallo e in Spagna, ma non aveva mai vissuto un tempo così intollerabile prima.
I russi in ritirata avevano viaggiato di notte per sfuggire alle condizioni diurne come quelle di un forno.
Il Conte Wedel che stava servendo nei lancieri polacchi ha descritto la vita in servizio all'avamposto: "i cavalli sono stati raramente disarcionati, e mai di notte, perché abbiamo sempre dovuto essere appositamente preparati per gli attacchi di notte, dal momento che un centinaio di cosacchi, conoscendo il quartiere e ogni pista di esso, potrebbero senza pericolo per sé mettere creare turbolenza in un intero corpo d'armata . "
In Lituania, una intera provincia era caduta senza colpo e ora centinaia se non migliaia di soldati della Grande Armata diminuiti in volta, dalla fame, il freddo, il caldo o la disperazione semplicemente mitigata.
Quelli che arrancavano erano spesso tutt'altro che sani.
Heinrich von Roos un medico anziano con corpo di cavalleria di Mountbrun in direzione di Smolensk descrive come: "Il 23 luglio siamo arrivati sotto la pioggia battente al fiume Dvina, che abbiamo avuto l'ordine di attraversare.
Non c'era ponte. Per diversi giorni non eravamo stati a secco, e ora un bagno freddo non era piacevole per nessuno, tanto più perché eravamo in una condizione di malato. " Molti di loro avevano la diarrea e Roos ha cercato di alleviare il loro disagio con camomilla e tè di menta piperita finché si è scoperto che il brodo denso ha aiutato i malati.
E 'stato facile dire se un'accampamento appartenesse ai francese o ai russi in ritirata - gli escrementi del nemico erano normali, quello della Grande Armata poteva essere intuito.
Trattare con i sintomi di diarrea, mentre a cavallo era disordinato fu difficile per non dire altro.
Entrambe le piogge torrenziali e le condizioni di asciutto e polveroso altrimenti oppressive sono il diretto risultato di tutte quelle eruzioni vulcaniche.
Il vero nemico della Grande Armata era il tempo.

Con il tempo in cui Napoleone raggiunse la città di Smolensk in pieno agosto la sua posizione sia politicamente che militarmente era estremamente imbarazzante.
Non era riuscito a portare i russi in battaglia e lo stato del suo esercito, in particolare la cavalleria, lasciava molto a desiderare.
Era come se il destino stesse preparando gli uomini demoralizzati e sfiniti, e i cavalli malati al totale oblio.
Affamati, se non morti di fame, deboli e disorientati, sarebbero stati disegnati su fino alle porte di Mosca e dopo la battaglia di Borodino, che avrebbe tagliato una fascia insanguinata attraverso coloro che avevano sopportato finora, i sopravvissuti decimati si troverebbero di fronte a un ritirarsi di centinaia di chilometri nei denti del tempo peggiore inverno in un centinaio di anni.
Il palco era stato fissato - ora avrebbero affrontato il sipario.

Ma prima che la temperatura crollasse c'era un insolito intermezzo autunnale.
Napoleone ha dichiarato che Mosca, che aveva ormai occupato, era mite come Parigi, allo stesso tempo dell'anno.
Fatalmente, egli indugiava in città, in attesa di proposte di pace dallo zar Alessandro che non arrivavano mai.
E ogni giorno le mascelle d'acciaio dell'inverno avevano cominciato a chiudersi sul suo ignaro dell'esercito.
Brett-James osserva: "avvertimenti circa l'inverno imminente sono stati ignorati o trattati con disprezzo. E 'vero che ottobre è stato eccezionalmente mite per la Russia ... Quando il generale Rapp gli ha detto:' I nativi dicono che avremo un inverno rigido. ' Napoleone rispose sprezzante: "Bah! Tu e i tuoi nativi! Guarda quanto mite è. ' "
Ma nessuno poteva sapere quanto male che stava per arrivare e dopo tutte le storie dell'orrore che aveva sentito sul tempo, Napoleone era stato cullato in un falso senso di sicurezza da parte di un autunno mite.
Dopo Murat fu sorpreso a Vinkovo ​​il 18 ottobre, la Grande Ritirata era iniziata.
Ormai a solo 107.000 uomini rimasero sotto le armi.
Avevano lasciato Mosca gravata da saccheggio, quasi sonnambulismo mel disastro.
Quando le cose non possono andare peggio - spesso lo fanno.
Così è stato nel 1812 per la fuga dei contingenti francesi e alleati che costituivano i resti della Grande Armata, una volta orgogliosa.
Poi oltre alle temperature più basse causate dalle numerose eruzioni vulcaniche prima del 1812, c'era anche l'attività molto meno solare - il cosiddetto minimo di Dalton.
La mancanza di macchie solari che indicano temperature più basse sulla Terra potrebbero aver aggravato la già terribile concatenazione di eventi riguardanti il clima sulla Russia nel 1812.
E c'è ancora di più. L'effetto di El Niño potrebbe aver avuto un ruolo nella distruzione del più grande esercito del mondo visto nel periodo.
Nel suo libro El Nino nella Storia: Storming Through The Ages, Cesar Caviedes descrive come una transizione da un El Niño a La Niña può influenzare il tempo: "Un altra rapida transizione di El Niño-La Niña fu nel 1812 - quando l'autunno si rivolse a una brutale inverno in un paio di settimane - immergendo le temperature a -30 gradi Fahrenheit, rendendo la ritirata di Napoleone da Mosca un disastro.
Aveva perso il 90 per cento dei resti del suo esercito durante la prova di sette settimane. "
E se tutto questo non bastasse, gli uomini di Napoleone erano ancora a combattere l'esercito russo e sciami di cosacchi, come hanno fatto lungo la strada fuori dal paese ottenebrato.
Ora le alte latitudini avevano un altro effetto debilitante: "I giorni rapidamente si stavano accorciando significando lunghe notti fredde ... Mai i giorni erano diventando più brevi e le albe ed i tramonti rossi rossi".
Per aggiungere all'incubo crescente, le truppe erano vestite in uniformi estive e molte, da climi più caldi del sud, erano totalmente inutilizzabili per il tempo artico.

Ormai era ognuno per sé. Inciampando, nei cadaveri congelati - non potevano essere chiamati soldati.
Sono morti al largo a strati come una cipolla, quelli sul retro sono morti prima. Intorno ai corpi ululavano i lupi che banchettavano come mai prima.
Gli spietati cosacchi perseguitavano coloro che barcollavano, spogliandoli nudi dopo aver fatto loro prigionieri e costringendoli a camminare a piedi nudi in un inferno artico.
Oppure i contadini furiosi avevano comprato anche i prigionieri per alcuni copechi in modo che potessero colpire il cervello su tronchi disposti per lo scopo.
Non era più la guerra, era pura macelleria, omicidio a titolo definitivo.

Quando i fuggiaschi disperati hanno raggiunto il fiume Beresina ci fu un altra terribile scoperta: "L'esercito francese aveva ormai raggiunto le paludi, ma il tempo era in lotta per la Russia. Proprio in questo momento, un disgelo improvviso e inaspettato giunse, rendendo la palude una palude ... L'inverno era prima, l'inverno era alle spalle, i russi sulla barriera. "
E tutto questo è stato il risultato di quei vulcani turbolenti, meno calore da un sole quasi senza macchie e il passaggio di El Nino alla Nina.
Che possibilità avevano Napoleone la Grande Armata?
La campagna è stata condannata fin dall'inizio. Centinaia di migliaia di scheletri sono stati lasciati sparsi attraverso le pianure per registrare questa vittoria della natura sull'uomo.
Nei venti ululanti e il freddo della morte, i resti di una macchina da guerra, una volta orgogliosa sono stati coperti dalla neve che cade da un cielo plumbeo.
Per ogni granello di polvere vulcanica che era stato lanciato nell'atmosfera ora c'era una tomba, coperta da scaglie di ghiaccio.
Sembrava che ogni indicazione di passaggio dell'esercito dovesse essere cancellata, ogni cadavere messo a riposo sotto una coltre di neve che non perdona.
Tutto questo potrebbe ripetersi anche nel prossimo futuro, quando l'attuale crisi solare scenderà a livelli ancora più bassi.

Nota:
La conclusione a cui uno scienziato di competenza arriva sul clima è chiaramente che i periodi freddi sono la causa di guerre e regressi sociali; le condizioni di clima caldo invece sono l'esatto opposto, nonostante oggi si pensi ancora che il clima si stia scaldando.
Ero scettico anch'io circa il fatto di paragonare i sostenitori del riscaldamento globale antropico a una visione dogmatica e chiusa che non ammetteva i pro ma alcuni recenti fatti mi hanno fatto cambiare idea.
Alcuni hanno evocato gli eco-gulag per gli scettici del Riscaldamento Globale; il ghiaccio marino dell'Antartide si stà espandendo a livelli record eppure si dice che sia il clima sempre più caldo la causa di tutto ciò; gli inverni sono diventati sepre più rigidi e nevosi e ancora diamo la colpa di un clima sempre più caldo; gli oceani dal 2007 hanno una tendenza al raffreddamento con fenomeni di El Nino sempre più deboli e Nina persistente, eppure dicono che il 2012 è stato uno degli anni più caldi di sempre anche se i continenti hanno visto quantità di neve e freddo che non si vedevano da decenni.
I fatti ci dicono altro, e questa tendenza conservatrice della "scienza differente" è proprio simile al comportamento che c'era nel Medioevo.
Meglio che a fare la scienza siano i fatti non gli incompetenti statistici dell'Ipcc, mi turberebbe molto per il futuro dei miei figli o delle future generazioni se fossimo ancora in mano e sotto l'educazione scolastica di questi soggetti incompetenti.






Fonti:
http://scienza.panorama.it/intorno-a-noi/Clima-il-riscaldamento-globale-fa-aumentare-le-guerre
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/08/california-la-crescita-delle-squoie.html
http://www.theatlantic.com/international/archive/2013/08/hotter-weather-actually-makes-us-want-to-kill-each-other/278282/
http://9colonne.it/adon.pl?act=doc&doc=44471#.UhkPEBs9JYQ
http://www.meteoweb.eu/2013/06/la-devastante-eruzione-del-laki-nel-1783-prodomo-alla-rivoluzione-francese/209228/
http://appuntistoriauni.altervista.org/la-caccia-alle-streghe-diffusione-in-europa/
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/03/grande-minimo-solare-e-influenze.html
http://planet.racine.ra.it/testi/macchie.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Vlad_III_di_Valacchia
http://www.homolaicus.com/storia/moderna/dracula/3.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Minimo_di_Dalton
http://www.meteogiornale.it/notizia/1184-1-cambiamenti-climatici-ed-eruzioni-vulcaniche
http://www.cataniacultura.com/blog110.htm
http://www.napoleonicsociety.com/english/tarttelin19.htm

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