ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


venerdì 31 maggio 2013

ALLAGAMENTI E INONDAZIONI IN FRANCIA

Il maltempo sta colpendo duramente la Francia in queste ore, con piogge torrenziali e allagamenti soprattutto nella zona di Tolosa, dove sono caduti fino a 150mm di pioggia. Nubifragi anche a Lourdes e in molte altre aree pirenaiche, ma non solo: anche la capitale, Parigi, è colpita dal maltempo e continua a far freddo, tanto che anche oggi la massima non ha superato i +14°C dopo una minima di +10°C. La pioggia sulla capitale ha fermato ieri anche Rafael Nadal al Roland Garros. Lo spagnolo, campione in carica e n.3 del seeding, e’ stato costretto a rientrare negli spogliatoi poco prima dell’inizio del match del secondo turno contro lo slovacco Martin Klizan. A causa del maltempo gli organizzatori hanno deciso di rimandare a oggi la partita del maiorchino, che a quanto pare non ha preso benissimo la notizia del rinvio. Intanto, al major parigini gli incontri sono dopo l’ennesima interruzione per pioggia che ha scatenato su facebook e twitter l’ironia del popolo del web, come possiamo osservare dalle immagini:


Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/forte-maltempo-in-francia-allagamenti-e-inondazioni-tanta-pioggia-anche-sul-roland-garros-di-parigi/206820/

IL DISGELO PORTA A FORTI INONDAZIONI IN ALASKA


La Guardia Nazionale ha contribuito a evacuare i residenti di una piccola comunità interna dell'Alaska dove un ingorgo di ghiaccio del fiume ha causato gravi inondazioni, spazzando le strade e sommergendo case e altri edifici.
I funzionari dello stato stimano che diverse centinaia di persone hanno lasciato la città di Galena, che è rimasta per lo più sott'acqua con il fiume Yukon ricoperto di blocchi di ghiaccio galleggianti.
Il National Weather Service ha detto che il 90 per cento delle strade della comunità sono state inondati, e molti edifici avuto 7 metri di acqua.
Alcune delle persone che sono state sfollate hanno detto che scappavano in zattere battute dai pezzi di ghiaccio e detriti galleggianti.
Dopo che le crescenti inondazioni hanno violato un muro di protezione per l'aeroporto di Galena, la Guardia Nazionale è volata per evacuare i residenti rimanenti che hanno voluto lasciare la comunità.
Un'evacuato Shane Edwin scesp da un volo per Fairbanks nel pomeriggio di Martedì ha descritto la scena che ha lasciato come "un enorme caos". "
Le strade sono andate tutte," ha detto. "Le case sono capovolte. 'Non ho potuto prendere nulla, nemmeno il mio ID. L'acqua è arrivata estremamente in fretta."
Pare che con il sempre più progressivo disgelò, le inondazioni siano destinate a peggiorare.

Fonte:http://www.sott.net/article/262253-River-ice-jam-causes-major-flooding-in-Alaska-interior

giovedì 30 maggio 2013

TREMA IL VESUVIO


Una serie di piccoli eventi di magnitudo inferiore al secondo grado della scala Richter hanno interessato l’area sommitale del Vesuvio nel mese di Maggio. Nella giornata di ieri, 28 Maggio 2013 è proseguita la segnalazione di scosse strumentali, di cui non è stata segnalata la magnitudo; dall’osservatorio ne sono state segnalate due. Si tratta di scosse molto superficiali, profonde pochi chilometri ed in un caso anche meno di un chilometro.

Fonte:http://www.centrometeoitaliano.it/vesuvio-prosegue-attivita-sismica-del-vulcano-29-5-2013/

POSSIBILITA' DEL 70% DI UN'ANNO SENZA ESTATE


Secondo le previsioni del Canale Meteo francese, c'è una probabilità del 70% di una completa assenza di estate in Europa occidentale di quest'anno, che lo rende una delle estati più freddi e umidi dal 1816 - quasi 200 anni.
Ciò si sarebbe verificato perché IL lungo, tardo inverno di quest'anno ha raffreddato l'oceano, che, accoppiato con la debole attività solare negli ultimi mesi, potrebbe avere un effetto diretto sul clima.
L'ultima volta che questo è successo è stato nel 1816, conosciuto come "l'anno senza estate" o "l'anno della povertà."
In quel momento il sole era in mezzo al minimo Dalton, quando l'attività magnetica era estremamente bassa, e il vulcano Tambora eruttò in Indonesia con una colonna di fumo così denso che ha causato un calo delle temperature mondiali.
Per ora, sembra che le previsioni siano rispettate.
In Spagna, le temperature sono scese questa settimana e rimarranno di sotto del normale, mentre le tempeste e le piogge sono attese soprattutto nel nord e nord-est della penisola e le isole Baleari, secondo l'Agenzia meteorologica (AEMET).
Il portavoce AEMET, Alejandro Lomas, ha detto che questa settimana le temperature saranno inferiori al normale e le precipitazioni saranno "generose" nel nord e gran parte del terzo settentrione.
Inoltre, questa settimana nella metà meridionale della penisola, i rimarranno anche rimanere sotto del normale e sono anche previste nevicate nelle zone di montagna.

Fonte:http://www.thelocal.es/20130527/spain-braces-itself-for-summer-that-never-was

INGHILTERRA: LA PRIMAVERA PIU' FREDDA DA 50 ANNI


La Gran Bretagna sta vivendo la primavera piu’ fredda degli ultimi 50 anni, con una temperatura media tra marzo, aprile e maggio di 6 gradi. Lo ha reso noto l’ufficio meteorologico del Regno Unito (Met Office). Per trovare temperature primaverili piu’ basse bisogna risalire al 1962. A pesare e’ stato soprattutto il mese di marzo, quando la temperatura media di 2,2, gradi e’ stata di 3,3 inferiore alle normali medie del periodo. Anche maggio e’ stato particolarmente freddo con la media piu’ bassa dal 1996.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/in-gran-bretagna-e-la-primavera-piu-fredda-degli-ultimi-50-anni/206619/

AL NORD E' LA PRIMAVERA PIU' PIOVOSA DEGLI ULTIMI DUE SECOLI, MAGGIO IL PIU' FREDDO DAL 1991

Il periodo, in gran parte primaverile, tra marzo e maggio e’ stato per molte zone in Emilia, Veneto e Lunigiana il piu’ piovoso degli ultimi 150/200 anni, cioe’ all’incirca da quando sono cominciate le misurazioni meteorologiche. Maggio da solo, invece, e’ stato al Nord-Ovest il piu’ freddo dal 1991. A fornire le prime indicazioni su quest’anomala primavera e’ Daniele Cat Berro della Societa’ Meteorologica Italiana. ”In citta’ come Parma, Piacenza e in altre zone del Nord-Est – precisa Cat Berro – si sono registrate negli ultimi tre mesi piogge da record. Le precipitazioni complessive rappresentano infatti, in queste localita’, il valore piu’ alto mai registrato”. Per quanto riguarda invece il mese di maggio, invece, le prime indicazioni, aggiunge il meteorologo, lo classificano come il piu’ freddo dal 1991 al Nord-Ovest.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/clima-lesperto-al-nord-e-la-primavera-piu-piovosa-degli-ultimi-due-secoli-maggio-il-piu-freddo-dal-1991/206583/

UN ESPERTO FRANCESE: SARA' UN'ANNO SENZA ESTATE


Non solo l’Italia sta vivendo una primavera dai connotati invernali, ma gran parte dell’Europa occidentale, dal Regno Unito alla penisola Iberica passando per la Francia e i Paesi Bassi, hanno a che fare con un prolungamento dell’inverno più che con il classico clima primaverile. Una situazione che secondo alcuni meteorologi spagnoli e francesi si prolungherà anche nei mesi estivi. L’esperto meteo Laurent Cabrol ha detto che il 2013 potrebbe essere davvero un “anno senza estate“, citando il 1816 fino ad oggi conosciuto con questo riferimento glaciale in quanto l’eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, determinò l’emissione di ingenti quantità di cenere negli strati superiori dell’atmosfera, limitando così l’irraggiamento solare e determinando un crollo delle temperature in tutto il pianeta.
Ma davvero questo 2013 sarà un anno “senza estate“? Secondo Cabrol nei prossimi mesi farà ancora freddo soprattutto tra Regno Unito, Francia, Spagna, Svizzera e nord Italia. In Francia le sue previsioni sono diventate un’ossessione. La gente sta odiando una primavera così fredda e piovosa e vive come un incubo il fatto che non ci possa essere estate. Il meteorologo transalpino spiega che secondo lui si rischia davvero un anno senza estate perchè “la temperatura dell’acqua dell’oceano Atlantico e del mar Mediterraneo è molto bassa, ben al di sotto rispetto alle medie del periodo, e l’aria si mantiene molto umida“. Secondo i suoi studi, ci sono il 70% delle probabilità che l’estate sia molto fredda e piovosa su tutta l’Europa occidentale.
Intanto anche la Spagna è colpita in questi giorni, come anche l’Italia, la Francia, la Svizzera e l’Austria, dall’ennesima ondata di freddo e maltempo. Il portavoce dell’agenzia meteorologica nazionale (AEMET), Alejandro Lomas, ha detto che “le temperature si manterranno così fredde almeno per un’altra settimana, con abbondanti precipitazioni e considerevoli anomalie termiche negative. Addirittura avremo delle nevicate nelle zone di montagna“. E siamo a giugno…

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/previsioni-stagionali-lallarme-dellesperto-francese-sara-un-anno-senza-estate-ma-e-vero/206569/

IN FRANCIA RIAPRONO LE STAZIONI SCIISTICHE

E 'stato un freddo 2013 finora in Europa centrale e occidentale. Lo scorso fine settimana la neve è caduta in Austria, Germania e Repubblica ceca.

Gli europei si chiedono che fine ha fatto il riscaldamento globale.
Gli istituti del clima, che solo anni fa predicevano caldo, inverni con meno neve, si sono rivolti a 180 °, ora insistendo sul fatto che condizioni simili a quelle della Piccola Era Glaciale che hanno attanagliato l'Europa nel corso degli ultimi 5 anni sono in realtà segni del riscaldamento globale, dopo tutto!
Fortunatamente, poche persone li credono.
Non solo la neve stà diventando più frequente in inverno, ma ora le piste sciistiche dei Pirenei francesi stanno segnalando che saranno aperte per la neve nel mese di giugno - la prima volta nella storia.
Una combinazione di un gelido inverno e una primavera fredda ha fatto sì che per la prima volta nel mese di giugno, gli sciatori avranno la possibilità di dirigersi verso le piste nei Pirenei francesi.

Fonte:http://notrickszone.com/2013/05/29/french-ski-resort-to-open-for-skiing-in-june-for-the-first-time-in-history/

mercoledì 29 maggio 2013

4 GIORNI DI FORTE MALTEMPO (E PERSONALMENTE DI ROTTURA DI COSIDETTI)

La nuova ondata di maltempo attesa da giorni è arrivata sull’Italia, con una goccia fredda di origine nord Atlantica che ha già invaso le zone settentrionali del nostro Paese e che adesso tenderà a estendersi a tutto il centro/nord e poi anche al sud nei prossimi giorni.
Stasera, mentre scriviamo, a Torino piove con+11°C, a Cuneo addirittura con appena +9°C, a Bergamo con +12°C, a Udine e Aviano con +17°C, a Cagliari con +16°C. Cielo molto nuvoloso o coperto a Genova, Ancona e a Milano con +17°C, a Firenze, Napoli e a Roma con +18°C, a Perugia con +16°C e a Palermo con +19°C.
Abbondanti nevicate sono attese sulle Alpi
Abbondanti nevicate sono attese sulle Alpi
Quest’ondata di maltempo durerà ancora 4 giorni, fino a domenica 2 giugno: le zone più colpite dal maltempo saranno al centro/nord, dapprima la Liguria di levante e l’alta Toscana nella prossima notte e nella giornata di domani, quando tra spezzino e Apuane cadranno fino a 150-200mmdi pioggia, e poi l’estremo nord alpino e soprattutto Svizzera e Austria tra domani pomeriggio e sabato sera, con picchi di oltre 300-350mm nelle aree più colpite, ed eccezionali nevicate con accumuli davvero copiosi oltre i 1.800/1.900 metri di quota.
A prescindere da queste due aree, le più colpite in assoluto, il maltempo insisterà in tutt’Italia, e soprattutto nelle Regioni del centro, con forti piogge e qualche nubifragio temporalesco. Le temperature diminuiranno ovunque, e nelle fasi più fredde la neve farà la sua comparsa fin dai 1.300 metri di quota, sia sulle Alpi che sugli Appennini, con valori termici ben inferiori rispetto alle medie del periodo. Da segnalare anche i forti venti di libeccio nell’alto Tirreno e raffiche moderate di ponente nel medio Tirreno, con un debole maestrale tra basso Tirreno, Jonio e basso Adriatico. Nelle coste esposte si verificheranno anche delle mareggiate.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/allerta-meteo-goccia-fredda-sullitalia-4-giorni-di-forte-maltempo-tutti-i-dettagli-e-le-zone-piu-colpite/206498/

martedì 28 maggio 2013

SI INTENSIFICA L'ATTIVITA' DEL VULCANO COPAHUE


Dopo l’allarme rosso dichiarato ieri dalle autorita’ di Santiago nelle aree del vulcano Copahue, sulla frontiera andina tra il Cile e l’Argentina, e’ in corso l’evacuazione di piu’ di 2 mila persone, di fronte a una possibile eruzione. Alle operazioni stanno partecipando gli uomini dell’Esercito, dei Carabinieri e della polizia della regione di Bio-Bio, precisano i media locali, sottolineando che finora la popolazione ha risposto con calma alle evacuazioni preventive ordinate dalle autorita’ per gli abitanti – circa 2200 persone- residenti nel raggio di 25 km intorno al vulcano. Lo stato di allerta e’ in vigore anche nelle aree argentine a ridosso della frontiera con il Cile, nella provincia di Neuquen, dove circa 600 persone hanno dovuto allontanarsi dalle proprie abitazioni. L’ultima attivita’ significativa del Copahue, che si trova circa 500 km a sud di Santiago, risale al 1600, anche se – precisano a Santiago – ”il Copahue ‘si attiva’ all’incirca ogni 400 anni”.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/cile-cresce-lallarme-per-il-vulcano-copahue-evacuazioni-in-corso/206217/

ESONDAZIONE DEL LAGO DI BOLSENA


Il maltempo dei giorni scorsi ha provocato danni ingenti sulle spiagge del lago di Bolsena, che è esondato in più punti con danni enormi alle strutture presenti sul lungolago da oltre 50 anni. Stabilimenti balneari e campeggi sono stati distrutti e allagati, e il lago s’è letteralmente “divorato” alcune zone di spiaggia. “E’ una situazione drammatica che si ripete da qualche mese a causa delle condizioni meteo avverse” spiegano i ristoratori della zona, e gli operatori turistici con attività danneggiate. Il livello del lago è altissimo, ai massimi storici per il periodo, e nei prossimi giorni pioverà ancora. Intorno al lago sono ancora presenti sacchi di sabbia posizionati per frenare la furia delle acque per un’eventuale nuova esondazione. Alcune pompe lavorano per tirare fuori l’acqua dal lago, ma la situazione è ancora difficile e solo l’arrivo definitivo del caldo e del bel tempo estivo potrà consentire agli abitanti delle zone lacustri di ritrovare la serenità.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/maltempo-gravi-danni-per-lesondazione-del-lago-di-bolsena-situazione-ancora-critica-in-vista-delle-nuove-piogge-in-arrivo/206243/

TORNADOS E GRANDINE IN MESSICO

Messico/ Violentissima fase di maltempo, quella che si sta abbattendo in Messico negli ultimi giorni. Tra Domenica e Lunedi violenti temporali hanno colpito la città di Tepeji del Rio (Hidalgo) i quali hanno generato nubifragi, violentissime grandinate e anche un tornado. Almeno 22 veicoli sono stati trascinati in un canyon, nei pressi della città, dalla furia dell’acqua.
Filiberto Reyes Villa, un residente di Tepeji del Rio, ha dichiarato: ” La grandinata è durata esattamente un’ora mentre in un secondo momento è giunto un vero e proprio fiume d’acqua da altre zone della città che ha spazzato via le auto”.
La grandinata è stata talmente intensa che ai lati delle strade sono stati accumulati ben 2 metri di ghiaccio. Insomma davvero eccezionale.
Sempre nella medesima zona si è abbattuto un violento tornado che ha causato feriti e tantissimi danni.
Inoltre le pesanti piogge hanno indebolito i versanti montuosi nei pressi di Tepeji, dando vita a violente frane che hanno ucciso 7 persone.


Fonte:http://www.inmeteo.net/blog/2013/05/28/devastante-maltempo-in-messico-nubifragi-tornado-e-grandine.-morti-e-feriti/

FREDDO RECORD NEI PAESI BASSI


Freddo record nei Paesi Bassi, dove nei giorni scorsi alcune località della provincia della Gheldria hanno sfiorato i -3°C (precisamente picchi di -2,8°C): ad annunciarlo il meteorologo Amara Onwuka, spiegando che il precedente record di freddo olandese per il mese di maggio era di -0,6°C misurato nel maggio 2004.
L’ondata di freddo dei giorni scorsi, oltre a registrare il picco più basso della storia olandese, ha anche mantenuto le massime tra +8 e +9°C, cosa rarissima per un Paese come l’Olanda. Anche qui il precedente record (di +10,4°C) risaliva al maggio 1975.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/freddo-record-paesi-bassi-28c-nella-gheldria-temperature-mai-cosi-in-basso-a-maggio/206216/

METANO CONVERTITO IN PETROLIO ABIOGENICO IN PROSSIMITA' DEL MANTELLO


Il petrolio e il gas che alimenta le nostre case e le automobili si pensa venga da organismi viventi che sono morti, che sono stati compressi e riscaldati sotto pesanti strati di sedimenti nella crosta terrestre.
Gli scienziati hanno discusso per anni del fatto se gli idrocarburi potrebbero anche essere stati creati più in profondità nella Terra e formarsi senza materia organica.
Ora per la prima volta, gli scienziati hanno scoperto che gli idrocarburi di etano e più pesanti possono essere sintetizzati nelle condizioni di temperatura del mantello superiore tra lo strato sotto la crosta e la parte superiore del nucleo.
La ricerca è stata condotta da scienziati al Laboratorio di Geofisica della Carnegie Institution, con i colleghi di Russia e Svezia, ed è statp pubblicato nel 26 luglio 2009 con il rilascio on line avanzato da Nature Geoscience.
Il Metano (CH 4 ) è il principale costituente del gas naturale, mentre etano (C 2 H 6 ) è utilizzato come materia prima petrolchimica.
Entrambi questi idrocarburi, e altri associati a combustibile, sono chiamati idrocarburi saturi perché hanno semplici, legami semplici e sono saturati con idrogeno. Utilizzando una cella ad incudine di diamante e una fonte di calore del laser, gli scienziati hanno prima sottoposto il metano a pressioni superiori a 20.000 volte la pressione atmosferica al livello del mare e le temperature vanno dai 1.300 ° F a oltre 2.240 F °.
Queste condizioni sono simili a quelli trovate da 40 a 95 miglia di profondità all'interno della Terra.
Il metano ha reagito e ha formato etano, propano, butano, idrogeno molecolare, e grafite.
Gli scienziati hanno poi sottoposto l'etano alle stesse condizioni e che hanno prodotto il metano.
Le trasformazioni evidenziano che idrocarburi più pesanti potrebbero esistere in profondità.
La reversibilità implica che la sintesi di idrocarburi saturi è termodinamicamente controllato e non necessita di materia organica.
Gli scienziati hanno escluso la possibilità che i catalizzatori utilizzati come parte dell'apparato sperimentale erano al lavoro, ma riconoscono che i catalizzatori potrebbero essere coinvolti nella crosta profonda con il suo mix di composti.
"Siamo stati colpiti dai precedenti esperimenti e le predizioni teoriche", ha sottolineato Carnegie Alexander Goncharov un coautore.
"Gli esperimenti riportati alcuni anni fa dal metano sottoposto ad elevate pressioni e temperature hanno trovato che idrocarburi più pesanti sono formati dal metano in pressioni molto simili e condizioni di temperatura.
Tuttavia, le molecole non potevano essere identificate e una distribuzione era probabile.
Abbiamo superato questo problema con la nostro migliorata tecnica del laser-riscaldante dove potevamo cucinare volumi maggiori in modo più uniforme. E abbiamo scoperto che il metano può essere prodotto da etano ".
Gli idrocarburi non sono cambiati per molte ore, ma le firme chimiche rivelatori cominciarono a svanire dopo pochi giorni.
Il Professore Kutcherov, coautore, mette il risultato in contesto:. «L'idea che gli idrocarburi generati nel mantello migrano nella crosta terrestre e contribuiscono al-petrolio e ai serbatoi di gas è stato promosso in Russia e Ucraina, molti anni fa la sintesi e la stabilità dei composti studiati anche qui, come gli idrocarburi più pesanti su tutta la gamma di condizioni all'interno del mantello terrestre ora hanno bisogno di essere esplorate.
Inoltre, la misura in cui questo carbonio 'ridotto' sopravvive alla migrazione nella crosta deve essere stabilita (ad esempio, senza che venga ossidato in CO 2 ). Queste e altre domande dimostrano la necessità di un nuovo programma sperimentale e teorico per studiare il destino del carbonio nella terra profonda ".
Questa ricerca è stata sostenuta dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, l'Agenzia nazionale per la sicurezza nucleare attraverso la Carnegie / DOE Alliance Center, la National Science Foundation, il WM Keck Foundation, e la Carnegie Institution.
Qualcuno potrebbe pensare che il metano derivi dalla decomposizione di materia organica, in realtà no.
Potrebbe derivare direttamente dal mantello e dalle concentrazioni del minerale di olivina presente in esso.
Il mantello terrestre rappresenta l’84% in volume dell'intero pianeta, ed è costituito essenzialmente da roccia ultrafemica stabile ad alta pressione e ricca di ferro e di magnesio, tra cui olivine magnesifere, granati magnesiferi, spinelli, orto e clinopirosseni nel mantello superiore e diverse perovskiti silicatiche nel mantello inferiore.
Il mantello superiore immediatamente sotto la crosta terrestre viene definito "mantello litosferico" ed insieme alla crosta costituisce la litosfera. A maggiore profondità, che varia da circa 80 km sotto gli oceani a circa 200 km sotto i continenti, c'è uno strato a bassa viscosità, comunemente definito astenosfera. Tale bassa viscosità è stata associata ad uno stato di fusione parziale del mantello, ed è comunque dovuta alle alte temperature, vicine al solidus delle comuni rocce mantelliche, ricche in olivina.
L'olivina surriscaldata sotto pressione contribuisce a generare metano.
Anche il metano di marte può essere spiegato tramite questo processo.

Il metano presente nell'atmosfera di Marte potrebbe essere prodotto facilmente entro i parametri della chimica minerale, piuttosto che da ipotetiche forme di vita. Quello è quanto dichiarato da una coppia di geologi. Secondo i loro calcoli parrebbe che alcuni esperti siano stati troppo frettolosi ad ammettere una fonte batterica per il gas.
Quando il metano è stato trovato nell'atmosfera del pianeta rosso gli scienziati immediatamente si sono resi conto che ci doveva essere un apporto continuo o recente in qualche luogo, perché la molecola di metano su Marte verrebbe distrutta dalla radiazione solare entro un periodo di 340 anni, una volta liberata nell'atmosfera.
Potrebbe questo gas essere un soffio di vita generato da batteri metanogeni, fu la prima domanda (o risposta) avanzata dagli scienziati. Un team di ricercatori ha calcolato che per ottenere la quantità di metano presente nell'atmosfera di Marte occorrerebbero appena 20 tonnellate di batteri.
Tuttavia molti geologi erano scettici, precisando che i minerali, quali ad esempio l'olivina, possono generare il metano attraverso un processo chimico conosciuto come serpentinizzazione. "Ciascuno di essi afferma che potrebbe essere la serpentinizzazione, ma nessuno realmente aveva affrontato il problema di quanta olivina prenderebbe tale processo" dice Chris Oze, un geologo dall'università di Dartmouth, Hannover, New Hampshire. "così abbiamo provato a fornire un numero."
Lui ed il suo collega Mukul Sharma di Dartmouth hanno calcolato che il processo consumerebbe ogni anno circa 80.000 tonnellate di olivina. Rilasciare verso l'esterno metano allo stesso tasso, considerando che Marte esisterebbe da circa 4.5 miliardi di anni, richiederebbe globalmente uno strato di 50 centimetri di spessore di minerale sparso pochi chilometri sotto la crosta del pianeta. Quello sarebbe appena un milionesimo della massa del pianeta. "Realmente non prende molto olivina affatto," dice Oze.
Oze dice che il calcolo, pubblicato on line in Geophysical Research Letters, potrebbe avviare il dibattito. "Mi piacerebbe vedere gli insetti," dice sorridendo, "ma non potete vivere su una sola speranza. Dovete considerare le opzioni geologiche."
Sotto pressione - Quando l'olivina è riscaldata sotto pressione, reagisce con l'acqua e l'anidride carbonica per generare il metano, lasciando il minerale di serpentina dietro. I geologi hanno calcolato che le condizioni necessarie esistono alcuni chilometri sotto la superficie di Marte. E sappiamo che il pianeta rosso ospita un certo tipo di olivina verde: il minerale è stato rilevato in meteoriti marziani ed è stato riscontrato dalle sonde NASA Opportunity e Mars Global Surveyor.
In un articolo pubblicato in Geology, è stata analizzata ed evidenziata ben quattro volte un certo tipo di olivina, sulla base di dati provenienti dalla sonda Mars Odissey. La roccia sembra come se sia stata forzata verso la superficie durante l'attività vulcanica antica, così ancor più olivina può trovarsi sotto la superficie.
"Penso che ci sia molta olivina su Marte," dice Phil Christensen, il geologo dell'Arizona State University, Tempe, che ha analizzato i risultati sulla ricerca di olivina dell'Odissey. "Uno strato globale di 50 centimetri è pienamente plausibile", lui aggiunge.
Nuove scoperte continuano a ricollegare il petrolio e il gas metano al vulcanismo.
Gli scienziati russi hanno scoperto petrolio che sprizza da roccia vulcanica ignea. Questo significa che la roccia sedimentaria non è la cosiddetta "roccia madre".
Gli scienziati hanno scoperto una fenditura nella roccia in Siberia, sul Lago Baikal da cui filtra greggio nel lago, e hanno scoperto una serie di organismi che vivono nel petrolio.
I ricercatori che hanno esaminato i processi attraverso i quali i microbi nel mondo più profondo si nutrono di petrolio che entra naturalmente in acqua, hanno condotto immersioni nelle acque profonde per individuare la fonte del petrolio.
Il Dr. Mikhail Grachyov, un esperto di evoluzione molecolare della vita animale e vegetale di Baikal, ha detto che la fonte è stata trovata ad una profondità di circa 850 metri (2.800 piedi), a sud di Barguzin Bay, e che diversi campioni di petrolio erano stati prelavati. "
Si scopre che un gran numero di organismi vivono in questo petrolio ciò richiederà una quantità enorme di studio ", ha detto a RIA, Novosti.
"Studieremo tutto - il petrolio, il mezzo attraverso cui è suddiviso, i microbi, le caratteristiche fisiche, e così via. Ciò è necessario sia per la scienza di base e per scopi pratici. "
La ricerca di petrolio del Baikal potrebbe fornire nuove informazioni sulle origini del petrolio, ha detto.
Alcuni scienziati russi che vanno indietro fino a Dmitrij Mendeleev hanno suggerito un 'ipotesi abiogenica' secondo alla quale il petrolio si è formato da depositi di carbonio provenienti dal profondo nel mantello terrestre.




Fonti:
http://www.sciencedaily.com/releases/2009/07/090726150843.htm
http://www.rsc.org/chemistryworld/News/2009/July/27070902.asp
http://it.wikipedia.org/wiki/Mantello_terrestre
http://expianetadidio.blogspot.it/2013/04/idrocarburi-vulcanici.html
http://www.pianetamarte.net/marte_oggi3.htm
http://en.rian.ru/science/20080807/115862707.html

CRONACHE DAL PERIODO DEL GHIACCIO PASSATO E ATTUALE


Intorno al 1250 dC, i documenti storici mostrano, che enormi lastre di ghiaccio hanno cominciato a mostrarso più a sud nel Nord Atlantico.
I ghiacciai iniziarono anche a espandersi in Groenlandia, minacciando presto glu insediamenti norvegesi sull'isola.
Dal 1275-1300 dC, i ghiacciai hanno iniziato l'espansione più in generale, in base alla datazione al radiocarbonio delle piante uccise dalla crescita del ghiacciaio.
Il periodo conosciuto oggi come la Piccola Era Glaciale stava appena cominciando svilupparsi
Le estati hanno iniziato a raffreddarsi nel Nord Europa dopo il 1300 dC, con un impatto negativo delle stagioni di crescita, che si riflette nella grande carestia del 1315-1317.
Le espansione glaciale e le copertura del ghiaccio si diffuse in Groenlandia cominciando a far migrare i coloni norvegesi.
Gli inverni più freddi cominciarono regolarmente a congelare i fiumi e i canali in Gran Bretagna, i Paesi Bassi e la Francia settentrionale, sia con il Tamigi a Londra e la Senna a Parigi annualmente completamente congelati.
La prima Fiera del Ghiaccio sul Tamigi si è tenuta nel 1607.
Nel 1607-1608, i primi coloni europei in Nord America hanno riferito del ghiaccio persistente sul Lago Superiore fino a giugno.
Nel gennaio 1658, un esercito svedese marciò attraverso il ghiaccio per invadere Copenhagen.
Entro la fine del 17 ° secolo, le carestie erano diffuse dal nord della Francia, tra la Norvegia e la Svezia, la Finlandia e l'Estonia.
Riflettendo la sua portata globale, la prova della Piccola Età Glaciale appare pure nel nel sud del mondo.
Le carote di sedimento dal Lago Malawi in Africa del sud mostrano clima più freddo dal 1570-1820.
Una ricostruzione della temperatura di 3000 anni sulla base di diversi tassi di crescita delle stalagmiti in una grotta in Sudafrica indica anche qui un periodo più freddo dal 1500-1800.
Uno studio del 1997 di confronto con le carote di ghiaccio dell'Antartide occidentale con con i risultati del Greenland Ice Sheet progetto Two (GISP2) indicano una globale Piccola Era Glaciale che interessò le due calotte glaciali in contemporanea.
Il Duomo Siple, una cupola di ghiaccio lunga circa 100 km e larga 100 km, a circa 100 km a est della costa Siple di Antartica, rispecchia anche gli effetti della Piccola Età Glaciale erano sincroni con il record del GISP2, così come i campioni di sedimenti dal bacino di Bransfield della la Penisola Antartica.
L'analisi degli isotopi all'ossigeno dalle isole del Pacifico indica un grado Celsius 1,5 di calo della temperatura tra il 1270 e il 1475 dC
Il ghiacciaio Franz Josef sul lato occidentale delle Alpi del Sud della Nuova Zelanda avanzò bruscamente durante il periodo della Piccola Era Glaciale, in realtà invadendo una foresta pluviale alla sua massima estensione agli inizi del 1700.
Il ghiacciaio Mueller sul lato est di Alpi del Sud della Nuova Zelanda ha ampliato la sua massima estensione più o meno allo stesso tempo.
Le carote di ghiaccio dalle montagne delle Andea in Sud America mostrano un periodo più freddo tra il 1600-1800.
I dati dagli anelli degli alberi da Patagonia in Sud America mostrano periodi freddi tra il 1270-1380 e il 1520-1670.
Gli esploratori spagnoli hanno notato l'espansione del ghiacciaio San Rafael in Cile tra il 1675-1766, che ha continuato nel 19 ° secolo.
Durante il periodo 1650-1850 dC l'esercito di indipendenza americana del generale George Washington rabbrividì a Valley Forge nell'inverno del 1777-1778, e il porto di New York è stato congelato durante l'inverno del 1780.
Tempeste di neve storiche hanno colpito Lisbona, in Portogallo nel 1665, 1744 e 1886.
I ghiacciai del Glacier National Park in Montana avanzarono fino alla fine del 19 ° secolo o all'inizio del 18 °.
L'ultima Fiera del Ghiaccio sul Tamigi si è tenuta nel 1814.
La Piccola Era Glaciale gradualmente terminò durante la metà e la fine del 19 ° secolo.
La piccola era glaciale, a seguito delle temperature storicamente calde del Periodo Caldo Medioevale è stata attribuita a cicli naturali di attività solare, in particolare le macchie solari.
Un periodo di attività nettamente inferiore delle macchie solari conosciuto come il Minimo di Wolf iniziò nel 1280 e continuò per 70 anni fino al 1350.
Questo è stato seguito da un periodo di ancora più bassa attività delle macchie solari, che durò 90 anni 1460-1550 noto come il Minimo di Sporer.
Durante il periodo 1645-1715, il punto più basso della Piccola Età Glaciale, il numero di macchie solari è sceso a zero per tutto il tempo.
Questo è noto come il Minimo di Maunder, dal nome dell'astronomo inglese Walter Maunder. Che è stato seguito dal minimo di Dalton 1790-1830, un altro periodo ben al di sotto della normale attività delle macchie solari.
L'aumento delle temperature globali dal tardo 19 ° secolo, riflette solo la fine della Piccola Età Glaciale.
Le tendenze globali di temperatura, da allora si sono susseguite non in aumento con le tendenze della CO2, ma i cicli di temperature oceaniche del Pacific Decadal Oscillation (PDO) e l'Atlantic Multidecadal Oscillation (AMO).
Ogni 20 o 30 anni, l'acqua molto più fredda nella parte inferiore dei cicli degli oceani fino alla cima, dove si ha un leggero effetto di raffreddamento sulla temperatura globale fino a quando il sole riscalda l'acqua.
L'acqua riscaldata quindi contribuisce a temperature globali leggermente più calde, fino al successivo ciclo.
Tali cicli di temperatura dell'oceano, e il continuo recupero dalla Piccola Era Glaciale, sono in primo luogo il perché le temperature globali sono aumentate dal 1915 fino al 1945, quando le emissioni di CO2 erano molto più basse rispetto agli ultimi anni.
La modifica di un ciclo di temperatura dell'oceano freddo, soprattutto la PDO, è il motivo principale che le temperature globali sono diminuite dal 1945 fino alla fine del 1970, nonostante le crescenti emissioni di CO2 durante quel periodo dalla industrializzazione del dopoguerra diffuso in tutto il mondo.
I cicli di 20-30 anni di temperatura dell'oceano tornarono a scaldare dalla fine degli anni 1970 fino alla fine del 1990, le quali sono la ragione principale per cui le temperature globali si sono riscaldate durante questo periodo.
Ma che il si è concluso 15 anni fa, e le temperature globali hanno smesso di aumentare da allora, anzi sono diminuite, anche se le emissioni globali di CO2 sono saliti alle stelle in questo periodo.
Come la rivista The Economist ha riportato a marzo, "Il mondo ha raggiunto circa 100 miliardi di tonnellate di carbonio nell'atmosfera, tra il 2000 e il 2010. Che è circa un quarto di tutte le emissioni di CO2 dell'umanità dal 1750.
"Eppure, non è in atto ancora nessun riscaldamento da quel periodo.
Questo perché l'effetto serra della CO2 è superfluo e marginale rispetto alle cause naturali dei cambiamenti della temperatura globale.
In un primo momento lo stallo attuale del riscaldamento globale è dovuto ai cicli oceanici che tornavano al freddo.
Ma qualcosa di molto più inquietante si è sviluppato in questo periodo.
Il numero di macchie solari è diminuita notevolmente nel corso dell'ultimo ciclo di 11 anni, dopo un progressivo indebolimento negli ultimi 20 anni.
Ma nel ciclo attuale, l'attività delle macchie solari è crollata.
Della NASA Science News rapporto del 8 Gennaio 2013:
"Infatti, il sole potrebbe essere sulla soglia di un evento di Maunder.
L'attuale Ciclo Solare 24 è il più debole in più di 50 anni.
Inoltre, vi è la dimostrazione di un'evoluzione di indebolimento sul lungo termine nel campo magnetico delle macchie solari.
Matt Penn e William Livingston del National Solar Observatory prevedono che entro il Ciclo Solare 25 i campi magnetici sul Sole saranno così deboli che ci saranno poche macchie solari.
Linee indipendenti di ricerca che coinvolgono campi polari eliosismologia e superficie tendono a sostenere la loro conclusione."
Questo è ancora più significativo perché la scienza del clima della NASA è stato controllato per anni dal riscaldamento globale di James Hansen, che ha recentemente annunciato il suo ritiro.
Ma questa stessa preoccupazione è sempre più un'eco in tutto il mondo.
La Voce della Russia ha riferito il 22 aprile 2013,
"Il riscaldamento globale, che è stato oggetto di tante discussioni in questi ultimi anni, può dare seguito al raffreddamento globale.
Secondo gli scienziati dell'Osservatorio di Pulkovo a San Pietroburgo, l'attività solare è in calo, quindi la temperatura media annuale inizierà pure a scendere."
Quanto al citato da Yuri Nagovitsyn dell'Osservatorio di Pulkovo : "Evidentemente, l'attività solare è in diminuzione. Il ciclo di 11 anni non determina un notevole cambiamento climatico - solo 1-2%. L'impatto del ciclo di 200 anni è maggiore - fino al 50%. A questo proposito, potremmo essere in un periodo stasi che durerà 200-250 anni. "In altre parole, un'altra Piccola Era Glaciale."
Il tedesco Herald ha riferito il 31 marzo 2013 i "Meteorologi tedeschi dicono che l'inizio del 2013 è oggi il più freddo in 208 anni - e ora i media tedeschi hanno citato lo scienziato russo dott Habibullo Abdussamatov dal Pietroburgo Pulkovo Osservatorio Astronomico, il quale ha detto in precedenza che stiamo andando verso una "piccola era glaciale".
Parlando con i media tedeschi lo scienziato che per primo fece la sua previsione nel 2005, ha detto che dopo aver studiato le macchie solari e il loro rapporto con i cambiamenti climatici sulla Terra, siamo ora in un 'anticipo inevitabile verso un calo della temperatura in profondità.'
Christopher Booker ha spiegato al The Telegraph, Domenica, il 27 aprile 2013:
Qui in Gran Bretagna, dove abbiamo avuto il nostro quinto gelido inverno di fila, le registrazioni di temperatura dell'l'Inghilterra Centrale - secondo un'analisi di esperti sui blog americani di scienza - dimostra che in questo secolo, le temperature medie invernali sono scese da 1,45 C, più del doppio del loro aumento tra il 1850 e il 1999, e il doppio di quanto l'intero incremento netto delle temperature globali registrato nel 20 ° secolo. "
Una notizia dall'India ( The Hindu 22 apr 2013) ha dichiarato, "Marzo in Russia ha visto le più dure gelate in 50 anni, con temperature che scendono fino a -25 ° C nelle zone centrali del paese e -45 ° a nord.
E 'stato il più freddo mese di primavera a Mosca nel mezzo secolo .... i meteorologi dicono che la primavera è di un pieno mese in ritardo in Russia. "
La notizia riassunta, "La Russia è famosa per le sue gelate tremende ma quest'anno, il tempo insolitamente gelido ha anche investito gran parte dell'Europa, Stati Uniti, Cina e India.
Record di nevicate hanno portato Kiev, capitale dell'Ucraina, a un punto morto per diversi giorni a fine marzo, fatto chiudere molte strade della Gran Bretagna e sepolto migliaia di pecore sotto cumuli di neve profondi fino a sei metri in Irlanda del Nord, lasciato più di 1.000.000 di case senza elettricità in Polonia.
Le autorità britanniche hanno detto che marzo è stato il secondo più freddo nei suoi documenti che risalgono al 1910.
La Cina ha vissuto la più grave clima invernale in 30 anni e Nuova Delhi a gennaio ha registrato la temperatura più bassa in 44 anni ".
Booker aggiunge: "La scorsa settimana è stato riferito che 3.318 posti negli Stati Uniti avevano registrato le loro temperature più basse per questo periodo dell'anno, da quando sono cominciate.
Record di freddo simili sono stati vissuti in luoghi di ogni provincia del Canada.
Così freddo è stato l'inverno russo che Mosca ha avuto la sua più profonda nevicata in 134 anni di osservazioni ".
Il Met Office britannico ha riferito lo scorso dicembre che non ci sarebbe stato un ulteriore riscaldamento, almeno fino al 2017, il che renderebbe 20 anni senza il riscaldamento globale.
Il che riflette un riconoscimento riluttante dei fatti e delle tendenze di recente in via di sviluppo.
Ma che riflette la profonda e crescente divergenza tra la realtà della temperatura del mondo reale e le proiezioni ipotetiche dei modelli climatici alla base della teoria del riscaldamento globale del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC).
Poiché tali modelli non sono mai stati convalidati, non sono scientificamente validi a questo punto, ma semplicemente basati su fattori sbagliati nel ruolo del clima.
Le emissioni umane di CO2 sono solo il 4 e il 5% del totale delle emissioni globali, contando le cause naturali.
L'uno per cento dell'atmosfera sarebbero 10.000 parti per milione.
Le concentrazioni atmosferiche di CO2 in profondità nel passato geologico erano molto, molto più grandi di oggi, ma la vita è sopravvissuta, e non abbiamo alcuna traccia connessioni con la temperatura.


Fonte:http://www.forbes.com/sites/peterferrara/2013/05/26/to-the-horror-of-global-warming-alarmists-global-cooling-is-here/2/

OLOCAUSTI VULCANICI NEL MINIMO SOLARE

Ripropongo questo articolo, specialmente per le persone nuove, in quanto l'attuale andamento meteo-climatico si assesta in modo simile alle circostanze del 1816.
L'Anno Senza Estate



C'erano cinque di grandi minimi solare nell'ultimo millennio - Oort, Wolf, Sporer, Maunder e Dalton.
Almeno gli ultimi quattro sono stati tutti associati con climi freddi.
La comunità astrofisica ha deciso di nominare l'attuale periodo di bassa attività solare Minimo di Eddy.
John A. Eddy era un astronomo americano che ha compilato i dati che dimostrano i periodi di bassa attività solare prima del minimo di Dalton.
Il minimo Eddy comprenderà almeno i cicli solari 24 e 25, e potrebbe continuare fino al tardo 21 °secolo e molto oltre.
Benjamin Franklin è stato il primo a suggerire che le eruzioni vulcaniche potrebbero influenzare il clima, in una comunicazione del 1784 per l'Associazione letteraria e filosofica di Manchester:
"Durante alcuni dei mesi estivi del 1783, quando l'effetto dei raggi del sole per riscaldare la terra in queste regioni settentrionali avrebbe dovuto essere più grande, esisteva una nebbia costante su tutta l'Europa, e gran parte del Nord America.
La nebbia era di natura permanente, ma era asciutta, e i raggi del sole sembravano avere poco effetto nel dissiparla, in quanto facilmente farebbero per con una nebbia umida, derivanti dall'acqua.
Naturalmente, il loro effetto d'estate nel riscaldamento della terra è stato estremamente ridotto.
Da qui la superficie è stata presto congelata.
Di qui la prima neve è rimasta su di essa senza sciogliersi, e ha ricevuto continue aggiunte.
Da qui l'aria era più fredda, i venti severamente più freddi.
Di qui forse l'inverno del 1783-1784 era il più grave di tutti quelle che erano successi anni prima.
Benjamin Franklin si riferiva alla eruzione del Laki in Islanda del 1783.
Questa è stata accompagnata da un estate caldissima in Europa e poi un inverno eccezionalmente freddo in Europa, Stati Uniti e Giappone.
Negli Stati Uniti, Charleston Harbour era congelato e il fiume Mississippi gelò a New Orleans tra il 13 ° e il 19 febbraio, 1784.
Quando questa impasse di ghiaccio si sciolse, le navi hanno incontrato i flussi di ghiaccio nel Golfo del Messico, 100 km a sud del delta.
La carestia in Islanda causata da una eruzione Laki ha ucciso il 24 per cento della popolazione.
Nella seconda metà del Periodo Caldo Moderno, quando l'attività solare era al massimo, c'è stata un'eruzione vulcanica abbastanza grande da influenzare il clima. Questa è stata l'eruzione del Monte Pinatubo nelle Filippine a partire dal 15 giugno, 1991.
Essa espulse 10 chilometri cubi di magma e 20 milioni di tonnellate di biossido di zolfo.
Gli aerosol vomitati nella stratosfera hanno abbassato la temperatura globale di 0,5 ° C nel 1992, con l'effetto di picco di 0,7 ° C.
L'impatto sull'agricoltura anche se non è stato significativo c'è stato, alcuni coltivatori di grano nella parte settentrionale della cintura di grano canadese hanno rilevato che le condizioni di freddo di crescita non hanno permesso di maturare i loro raccolti in tempo prima dell'inverno.
Quando grandi eruzioni avvengono durante un periodo di clima freddo, l'effetto è molto più grave.
Come John A. Eddy ha detto in riferimento dell'eruzione del Monte Tambora del 10 aprile 1815 "L'estate insolita del 1816 è comunemente attribuita all'aumento della torbidità atmosferica che seguì l'eruzione del Monte Tambora.
L'eruzione impressionante si è verificato, infatti, durante un arco di diversi decenni di climi freddi, che avevano interrotto il graduale riscaldamento globale che ha seguito gli estremi del XVII secolo della Piccola Era Glaciale.
Queste tendenze di sfondo potrebbero spiegare una risposta particolarmente grave stagionale nel 1816 per un breve periodo di emissione di polvere vulcanica."

L'impatto sul clima e l'agricoltura dell'eruzione Monte Tambora nel nord-est degli Stati Uniti è ragionevolmente ben documentato.
La zona di produzione del grano corrente degli Stati Uniti è di 1.100 chilometri a ovest.
Tuttavia, quello che è successo nel nord-est degli Stati duecento anni fa è un buon indicatore di come il clima risponderà a una grande eruzione vulcanica nel corso di un periodo climatico fresco.
I visitatori della metà-ovest degli Stati in quel periodo hanno osservato gelate di mezza estate fino alla metà del 19 ° secolo.
William R. Barone ha compilato il record clima del nord-est degli Stati Uniti nel suo saggio contenuto nel libro "L'anno senza estate? Clima mondiale nel 1816 ":
"L'anno è iniziato, almeno in Phillipstown, Massachusetts, con sufficiente neve a terra per slitta.
Tutto il New England, a gennaio è stato un nevoso, un mese tempestoso fino alla fine, quando un improvviso disgelo ha causato inondazioni localizzate come quelle riportate da Isaiah Thomas a Worcester, Massachusetts, il 23 gennaio, dove sono state costruite alcune dighe alcuni magazzini sono stati distrutti.
Secondo tra gli altri, di Leonard Hill East Bridgewater, a Massachusetts, febbraio è stato un mese mite e piacevole, con solo tre episodi nevi segnalati.
All'inizio di marzo vi è stata neve poco profonda ovunque, ad eccezione della maggior parte del New England settentrionale.
Ai primi di marzo era chiaro e freddo, ed è stata seguito da una serie di tre tempeste di neve intorno a metà mese che hanno prodotto un paio di giorni di slitta, ma ben presto si è sciolta.
Il 28 e 30 marzo, l'aria calda ha restituito tuoni e fulmini come riportato da Elia Kellogg a Portland, nel Maine e Thomas a Worcester.
Aprile si trasformò ben presto di nuovo in freddo con frequenti gelate e neve. Tuttavia, entro il 14 aprile, c'era poca neve a sinistra di Hallowell, Maine.
Entro il 19 aprile, Alexander Miller di Wallingford, Vermont aveva cominciato ad arare i suoi campi, Stephen Longfellow di Gorham, Maine aveva già piantato il grano, a Lincoln e Theodore di Dennysville (nel lontano down-est Maine) è stato segnalato ghiaccio sul locali flussi - un segno sicuro della prossima primavera.
Alla fine del mese, Joshua Lane di Sanbornton, New Hampshire aveva già segnalato l'inizio di una siccità che poi affliggerà tutto il nord del New England.
Ai primi di maggio, gli agricoltori in tutta la regione hanno completato il piantare del loro grande raccolto di mais.
Entro la metà del mese, il tempo era tornato con un "pesante gelo nero 'che ha congelato il terreno per almeno un centimetro a sud fino a Trenton, New Jersey. Miller, a Wallingford, Vermont, ha riferito l'arrivo della neve il 14, 17 e 29 maggio, mentre Lane, oltre a Sanbornton, ha visto un grande gelo nel 29 maggio, e si è concluso il mese con altre denunce circa la siccità continua.
BF Robbins, visita Concord, New Hampshire ha osservato che maggio si è concluso con due giorni di "freddo eccezionale" che ha congelato il terreno "a quasi un centimetro."
Giugno è il mese più ricordato per la sua esplosione di freddo.
Il 4 giugno, vi erano gelate a Wallingford, Vermont e Norfolk, Connecticut.
Entro il 5 giugno, il fronte freddo è stato segnalato su gran parte del nord del New England.
Il 6 giugno, la neve è stato segnalato a Albany, New York e Dennysville, Maine, e ci stavano uccidendo le gelate a Fairfield, Connecticut.
Il 7 giugno ha portato notizie di gravi gelate killer da tutta la regione, e all' estremo sud come Trenton, New Jersey.
Tipici dei commenti divisi per diaristi riguardo questa giornata sono quelli di George W. Featherstonehaugh di Albany, New York, che ha scritto che il gelo ha ucciso la maggior parte della frutta, come molti alberi di mele che stavano finendo la fioritura.
Le foglie su la maggior parte degli alberi sono state fatte "saltare" dal freddo.
Le colture di mais e verdura sono rimaste danneggiate.
Allo stesso modo molte pecore sono state sterminate dal freddo.
Il freddo ha continuato per tutta la notte del 10 giugno.
Entro la fine del mese, la maggior parte degli osservatori sono stati avvisati circa il ritorno della bella stagione, ma da allora la maggior parte delle colture sono state uccise o rimasye "indietro" e stentata nella loro crescita.
Nel nord del New England, quelle colture che sono sopravvissuti alle gelate sono state colpite da quella che era ormai una siccità molto grave, riducendo notevolmente la produzione di una delle colture principali della zona, il fieno.
Ai primi di luglio ci fu un altro scoppio di freddo nel nord del New England.
Il 5 luglio, a Gorham, Maine, c'è stato un gelo molto difficile.
Benjamin Kimball di Concord, New Hampshire e Thomas Robbins di Norfolk, Connecticut ha riferito di forti gelate, il 7 luglio.
C'era gelo l'8 luglio a Portland, Maine e il giorno seguente a Sanbornton, New Hampshire.
Successivamente il freddo si è tenuto fuori per il resto del mese.
La siccità, generalmente riportata in precedenza in aree settentrionali, persistette per tutto il mese.
Gelate restituite la mattina del 21 agosto, sono state segnalate a York e Portland, Maine e Wallingford, Vermont.
Il 1816 ha avuto una stagione estremamente breve della crescita.
Nel sud del Maine, aveva una media di 140 giorni fino a quel momento, ma esordisce a 70 giorni nel 1816.
Di conseguenza, gli agricoltori hanno sperimentato un fallimento quasi totale delle colture principali.
C'era un rendimento equo di grano invernale, ma altre colture come il mais e fieno non portarono alla perdita del numero di ovini e bovini per mancanza di alimentazione durante l'inverno successivo.
Il risultato del 1816 è sceso a come "l'anno freddo", "l'anno della carestia" e '1800 e congelato a morte ".
Per il Massachusetts orientale, il 1816 è l'unico anno in cui è stato ucciso il mais giovane in primavera, dopo che aveva germogliato e in cui mais che è sopravvissuto e reimpiantato è stato ucciso in autunno, prima che potesse raggiungere la maturità.
In queste circostanze, è lecito ritenere che nella maggior parte dei posti nel New England le colture di mais sono state un fallimento quasi totale.
La storia per il 1816 è la stesso per il New Hampshire e del Maine.
Ci sono stati un certo numero di periodi in cui sono state colpite le colture di mais da tarda primavera o gelate autunnali precoci.
Periodi particolarmente difficili sono: 1793-1796, 1812-1817, e 1835-1836.
L'effetto dell'eruzione Monte Tambora è anche ben documentata in Europa.
Dal 1813 al 1815, raccolti erano generalmente inferiori al previsto.
Tuttavia, il 1816 è stato un anno di calamità per la maggior parte del continente. Primavera ha visto forti piogge che sono state seguite da neve in giugno e luglio che ha causato cattivi raccolti diffusi.
Le rese del frumento in Francia, Inghilterra e Irlanda erano almeno il 75 per cento in meno rispetto all'inizio di quel decennio.
Il Commercio all'ingrosso e dei prezzi di grano segale ha risposto quasi raddoppiato nel 1817 in tutto il continente.
L'area colpita di più è stata la Germania meridionale, dove i prezzi sono aumentati del 300 per cento entro il maggio e il giugno del 1817.
In Germania e in Svizzera, le persone sono ricorse a mangiare topi, gatti, erba e paglia così come i loro cavalli e i propri cani da guardia.
Questa è stata l'ultima crisi di sussistenza della civiltà occidentale.
Con una attività solare ora destinata tornare a condizioni di clima freddo imminente, sarebbe un esercizio utile per calcolare cosa sarebbe successo alle rese dei raccolti americani utilizzando anno per anno le condizioni climatiche della prima metà del 19 ° secolo.
Ciò darebbe un'indicazione della dimensione del problema.
Potrebbe essere che la produzione di grano potrebbe cadere del 60 per cento da quello che è ora il caso di una grande eruzione vulcanica durante il minimo di Eddy.
Il prezzo della carne sarebbe alle stelle e una gran parte del patrimonio zootecnico nazionale dei nutriti bovini e suini dovrebbero essere macellati per evitare il costo di nutrirli.
La produzione di grano in Canada in un remake del 1816 triennale veebbe completamente sterminata.
Un'indicazione di ciò che sarebbe accaduto ai prezzi alimentari e la disponibilità è la risposta del prezzo di avena nel nord-est degli Stati Uniti nel 1816, che è passata da 12 centesimi a bushel a 92 centesimi al bushel.
Le scorte di cereali attuali effettuate da parte dei paesi di tutto il mondo danno per scontato che domani sarà più o meno come oggi.
Alla fine del 2012, il totale delle riserve mondiali di grano sono stati stimati essere 328 milioni di tonnellate, il che equivale al 21% della domanda annuale.
Visto il progressivo calo delle temperature di anno in anno su scala globale, l'aumento dell'attività vulcanica e gli inverni sempre più freddi e nevosi si può dedurre che il rischio di un calo delle produzione c'è, non è tanto del Riscaldamento Globale il problema di cui dobbiamo preoccuparci, e di cui continuiamo erroneamente a versare enormi tributi economici, ma del futuro della nostra agricoltura e dell'economia a causa del raffreddamento del clima.
I giorni del clima continuamente caldo della seconda metà del 20 secolo a causa della maggiore attività solare ora sono passati.


Fonte:http://wattsupwiththat.com/2013/01/07/the-potential-impact-of-volcanic-overprinting-of-the-eddy-minimum

lunedì 27 maggio 2013

UNO SGUARDO ALL'ARTICO


Dall'immagine a corredo, notiamo molto bene come nonostante il periodo avanzato della stagione, i ghiacci Artici stiano tenendo molto bene, risultando addirittura in aumento rispetto qualche settimana fa, (linea rossa).

Quello che però colpisce maggiormente, è la maggior quantità di ghiacci Artici rispetto alle misurazioni degli anni precedenti a partire dal 2002. Il 2013, con un'anomalia negativa di -0,381 kmq. si trova appaiato all'incirca all'anno 2003, (linea blu scuro).
Come molti di voi sapranno, il momento della verità arriverà ad ogni modo ad iniziare dai prossimi giorni. Infatti lo scorso anno agli inizi di giugno i ghiacchi Artici iniziarono il crollo verticale, dove fecero risultare la più bassa misurazione della storia, da quando con i satelliti iniziarono le misurazioni e cioè dal 1979, addirittura risultando inferiori anche al nefasto 2007, con grande scioglimento della calotta polare.


Fonte:https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

INDONESIA: ALLARME DAL VULCANO GAMKONORA


L'aumento dell'attività sismica ha innescato un allarme eruzione da VSI, che ha sollevato lo stato del vulcano a 3 di 4 di questa mattina.
I vulcanologi indonesiani hanno riferito che il pennacchio di degassamento dal cratere sommitale del vulcano è diventato scuro, il che suggerisce la presenza di cenere dal 25 maggio.
La sismicità ha mostrato cambiamenti significativi con la comparsa del tremore armonico, a bassa frequenza.
Terremoti vulcano-tettonici relativi alla fratturazione roccia sono aumentati molto, suggerendo che il magma in profondità è in risalita.
L'ultima attività di Gamkonora risale a gennaio, quando ha prodotto alcune piccole esplosioni freatiche.

Fonte:http://www.volcanodiscovery.com/view_news/34062/Gamkonora-volcano-Indonesia-seismic-swarm-triggers-eruption-alert.html

MEMORIAL DAY INNEVATO NEGLI STATI UNITI


NEW YORK - E 'un fine settimana del Memorial Day nevoso per la parte degli Stati Uniti sul monte Whiteface, nello stato di New York, ci sono almeno 34 centimetri di neve sul terreno.
Cosa ti sembra? Sono contento che l'hai chiesto: Secondo Weather Underground, un paio di altre vette nel Vermont ha raggiunto 18 centimetri di neve, mentre alcune città con elevazioni clock superiori a circa 7 centimetri di neve in questo fine settimana.
Per capire come l'insolita nevicata di questo fine settimana è stata, Weather Underground ha dovuto tornare indietro al 1816:
Il più famoso di tutti gli eventi di fine stagione freddo e nevoso è stato il famigerato 1816 ' Anno senza estate ' , quando erutto il vulcano Tambora (1815) e numerose nevicate nel mese di giugno si sono verificate negli Stati Uniti orientali e del Canada. Tra il 6 giugno e 8 giugno l'accumulo di neve è stato osservato a sud fino a Catskills di New York (dove è stato segnalato un pollice) e gli altopiani del centro e del nord-ovest Pennsylvania.
Fiocchi di neve sono stati visti a livello del mare a sud fino a dieci miglia a nord di tidewater sul fiume Hudson proprio sopra New York City.
Ma, fanno notare, nevicate al nord est questo fine stagione non sono inaudite da allora: la zona tende ad ottenere qualche stagione di nevicate tardive ogni 5-10 anni.
Proprio non così tanto come questa volta.



Fonte:http://www.theatlanticwire.com/technology/2013/05/confused-weather-drops-over-30-inches-snow-memorial-day-weekend/65614/

IL CLIMA SI RAFFREDDA ANCHE IN GERMANIA

Il tempo recente in Germania indica tutto, ma il riscaldamento globale e la siccità diffusa, che gli esperti del clima hanno raccontato continuano a mancare all'appello.

L'andamento della temperatura media della Germania continua in forte calo (1998-2012). Il 2013 finora è ben al di sotto normale. (Fonte: Josef Kowatsch, dati dal tedesco Weather Service).

Oggi i rapporti in linea Augsburger Allgemeine che le statistiche per la primavera meteorologica tedesca del 2013 (marzo-aprile-maggio) sono stati il 95% dei tabulati e dimostrare che la primavera tedesca di quest'anno è la " più fredda degli ultimi decenni ".
La più fredda primavera in 40 anni.
Lo scorso fine settimana, la neve è caduta anche in alcune parti della Germania ad altitudini fino a 600 metri.
Nessuna ragione è citata per spiegare perché la primavera 2013 è così freddo.
L'Artico è ricoperto di ghiaccio e quindi non può essere che il mare artico sia esposto interrompendo i modelli atmosferici.
Scrive Chiemgau24:
Marzo era troppo freddo, aprile è stato un po 'più caldo del normale, e maggio finirà un po' più freddo del normale. [...]
Cinque inverni più freddi del normale di fila, il più freddo marzo in decenni (nel nord-est in 130 anni) e ora la più fredda primavera in oltre 40 anni ... se questo non porta alcuni esperti di clima a corto di argomenti ...

Il meteorologo Dominik Jung riguardanti i modelli:
Ecco i modelli meteorologici a lungo termine da alcuni servizi meteorologici internazionali avevano indicato una "più calda rispetto alla media e soleggiata di aprile e maggio". Ma abbiamo ottenuto esattamente l'opposto. Domenica mattina ha nevicato di nuovo giù a 600 metri di altitudine, 'ha spiegato.
'Attualmente la temperatura media per la primavera del 2013 (calcolata dal 1 marzo al 25 maggio) è a 6.1 ° C. Questa è la più fredda primavera in decenni.
Sono passati più di 40 anni da quando è stato così freddo.
Nel 1970 la temperatura media per la primavera era solo 6.0 ° C ', spiega Jung.

Fonte:http://notrickszone.com/2013/05/27/germany-now-recording-coldest-spring-in-40-years-climate-experts-running-out-of-arguments/

ALPI:SUL PASSO DEL PICCOLO SAN BERNARDO 10 METRI DI NEVE


C’è tantissima neve su tutto l’arco Alpino e soprattutto al nord/ovest, dove le precipitazioni nevose sono state copiose fin nei giorni scorsi, e altre sono in arrivo. Intanto è grande l’attesa per l’apertura stagionale, quest’anno in netto ritardo per ovvi motivi, del Colle del Piccolo San Bernardo, dove ci sono 10 metri di neve come possiamo osservare dalle foto a corredo dell’articolo, scattate nei giorni scorsi. Proprio il 4 giugno tra questi muri di neve si ripeterà il classico incontro post-invernale tra le due popolazioni confinanti di La Thuile (Italia) e La Rosière (Francia).
A partire dalle ore 10.30 del mattino chiudende vorrà recarsi in zona, potrà ammirare comodamente questi incredibili muraglioni di neve!!!

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/incredibile-sul-passo-del-piccolo-san-bernardo-10-metri-di-neve-a-fine-maggio-le-foto/205996/

INCALCOLABILI DANNI AL CENTRO NORD PER IL MALTEMPO


“Sono incalcolabili i danni che il maltempo sta causando agli agricoltori. Non mi riferisco solo ai danni strettamente economici, ma anche a quelli materiali”. Lo dice a Labitalia Rolando Manfredini, responsabile Qualita’ della Coldiretti. “Solo negli ultimi due giorni – fa notare – il settore ha dovuto fronteggiare dei costi di energia, inusuali per questo periodo, per riscaldare le serre. Ma non e’ sufficiente per tirare un sospiro di sollievo”. “Le semine – continua – registrano un calo del 40% proprio a causa del maltempo. Non solo mais e riso, a rischio c’e’ anche la prossima raccolta di fieno. Il settore deve fare i conti con eventi atmoferici estremi che pero’, nell’ultimo periodo, sono sempre piu’ frequenti”. “Un altro problema – avverte Manfredini – e’ dato dalle pulcinaie dove appunto dovrebbero nascere in tranquillita’ i pulcini, una situazione messa pero’ continuamente a rischio. Ma e’ solo un esempio degli allevamenti messo a dura prova da freddo e grandine. Il rischio riguarda soprattutto la fase di svezzamento degli animali e quindi la necessita’ di garantire la sopravvivenza di pulcini e maialini che non possono stare al freddo e necessitano di calore adeguato che si puo’ raggiungere anche avvalendosi del supporto di lampade a raggi infrarossi”. L’elenco dei disagi causati dal maltempo potrebbe ancora continuare. “Non si puo’ lavorare in questo modo: per questo – sottolinea – in alcune zone abbiamo chiesto lo stato di calamita’ naturale, augurandoci che vengano contenuti almeno i danni a lungo termine”. “Sono sempre di piu’ – continua Manfredini – le aziende agricole che hanno visto andare perso il lavoro di un intero anno e non c’e’ raccolto al Nord che non sia compromesso, dal pomodoro al riso, dalle patate alla frutta, dalla soia al mais fino al fieno, con gravi problemi per l’alimentazione degli animali”.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/maltempo-al-centronord-danni-economici-e-materiali-incalcolabili-per-gli-agricoltori/206026/

LE PIOGGE TORRENZIALI IN CINA FANNO DECINE DI MORTI


La Cina sta potenziando il monitoraggio dei livelli delle acque nei suoi fiumi e nei suoi bacini, dopo le piogge torrenziali che hanno investito il sud a inizio mese e provocato decine di morti o dispersi. Lo ha annunciato il governo di Pechino. Foto scattate nella provincia di Guizhou nel fine settimana hanno mostrato persone intente a spingere le proprie auto lungo le strade con le ruote impantanate nel fango e con l’acqua che arrivava ben oltre le ginocchia. Le piogge torrenziali di questo mese, a volte accompagnate dalla grandine, hanno ucciso 55 persone e provocato altri quattordici dispersi secondo i dati aggiornati al 17 maggio: lo ha riferito il ministero degli affari civili. Le nuove tempeste hanno colpito altre nove province e municipalità in Cina nel fine settimanea, con i livelli di alcuni fiumi che hanno superato la soglia di allerta. Le autorità hanno ordinato ai governi locali di aumentare i controllo per minimizzare i rischi.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/piogge-torrenziali-in-cina-decine-di-morti-potenziati-i-controlli-a-fiumi-e-laghi/205964/

domenica 26 maggio 2013

TEMPESTA DI NEVE "MOLTO RARA" A NEW YORK E VERMONT


"E i livelli di neve scenderanno ancora di più questa sera. Otto mesi consecutivi di monitoraggio delle nevi rare nei 48 più bassi ".

Fonte:http://iceagenow.info/2013/05/%E2%80%9Cvery-rare%E2%80%9D-snowstorm-york-vermont/

ANIMALI IN PERICOLO PER IL FREDDO FUORI STAGIONE


Per salvare piante e animali, di fronte al brusco calo delle temperature fuori stagione, e’ stato necessario alzare il riscaldamento di stalle e vivai. E’ quanto afferma la Coldiretti che sottolinea il conseguente aumento con costi energetici per le imprese che allevano polli, maiali e conigli. Nella seconda decade di maggio al nord e’ caduta il 24 per cento di pioggia in piu’ e le temperature sono state piu’ basse di 3,2 gradi secondo le elaborazioni su dati Ucea. Il rischio riguarda soprattutto la fase di svezzamento degli animali. Lo stesso problema, prosegue la Coldiretti, interessa anche i florovivaisti e le colture orticole in serra che devono garantire temperature vitali a piante e fiori. Non stanno meglio gli animali che vivono all’aperto come le api che restano senza nettare per effetto della pioggia incessante durante la fioritura primaverile. Il freddo e le precipitazioni stanno ostacolando il lavoro delle api, che non riescono a raggiungere il polline dei fiori indispensabile per la produzione di miele e la riproduzione delle piante. Coldiretti ricorda che, con l’ultima ondata di maltempo, potrebbe arrivare attorno al miliardo di euro il conto complessivo dei danni, dei maggiori costi e delle perdite produttive. L’associazione chiede quindi di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamita’ naturale per territori piu’ colpiti nelle diverse regioni. In decine di migliaia di aziende agricole e’ andato perduto il lavoro di un intero anno, e non c’e’ raccolto al nord che non sia compromesso con gravi problemi per l’alimentazione degli animali.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/maltempo-animali-in-pericolo-per-il-freddo-fuori-stagione/205860/

IL GARDA AL LIMITE DELL'ESONDAZIONE


Per la primavera’ bisognera’ aspettare giugno inoltrato. Parola di meteorologo, mentre la pioggia insistente ha creato e continua a creare problemi un po’ in tutt’Italia, principalmente nelle regioni del Nord. E aumentano i rischi valanghe. Brutte notizie dalla Valle d’Aosta, dove la frana del Mont de La Saxe sta accelerando e ora scende di quasi 15 centimetri al giorno (6,4 millimetri all’ora secondo le rilevazioni di oggi), mentre e’ stato predisposto un piano per il traffico nel caso che lo smottamento (645.000 metri cubi) abbia conseguenze sulla viabilita’ e sono state sfollate circa 100 persone. La Protezione civile della Lombardia spiega, invece, che al momento i livelli dei laghi si sono stabilizzati, restando al di sotto di quelli di esondazione, ad eccezione del lago di Garda.
A Sirmione (Brescia) prosegue il monitoraggio e sono stati utilizzati circa 1000 sacchi di sabbia posizionati per evitare l’allagamento del centro storico e altri 1000 rimangono a disposizione come scorta. Ieri le acque del lago hanno invaso parcheggi pubblici e alcune piazzette. Rimane interrotta la circolazione ferroviaria sulla linea Lecco-Bergamo tra i comuni di Calolziocorte e Cisano Bergamasco dove rimangono evacuate 41 famiglie (120-123 persone) delle quali 20 hanno trovato sistemazione autonoma da amici e parenti. Problemi anche a Genova dove i fulmini hanno mandato in tilt la linea ferroviaria Genova-Ovada lungo la quale la circolazione e’ stata rallentata dalla prima mattinata. Capitolo neve: in Lombardia sono possibili nuove precipitazioni sulle alpi Orobie e sulle Prealpi, con il limite delle nevicate stimato attorno a 1300-1500 metri e il rischio di valanghe al momento e’, secondo gli accertamenti dell’Arpa regionale, 2 (moderato) sulle Prealpi della provincia di Brescia, mentre e’ da ritenersi 3 (ossia marcato) sui restanti settori delle Alpi lombarde. Anche il Veneto soffre e il meteo Arpav prevede che tra un paio di giorni, sulle alture oltre i 600 metri di Prealpi e Dolomiti, ci sara’ ancora chi e’ costretto a spalare neve. A Cortina fiocchi sono caduti anche nel pomeriggio e neve piu’ abbondante si e’ posata su quella gia’ depositata nei giorni scorsi sulle Tre Cime di Lavaredo, sede di arrivo della 20/ma tappa del Giro d’Italia. Il limite delle nevicate risalira’ in ogni caso fino a circa 1300-1600. La Coldiretti, nel frattempo, comincia a calcolare i danni di questa primavera impazzita che ha gia’ tagliato di oltre il 30% i raccolti delle principali produzioni del Nord Italia. Gli agricoltori chiedono di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamita’ naturale per i territori piu’ colpiti a fronte di una stima iniziale di un miliardo di euro di danni.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/freddo-e-maltempo-flagellano-il-centronord-ansia-per-il-lago-di-garda-al-limite-desondazione/205813/

DOMANI UNICO GIORNO DI TREGUA POI ANCORA FREDDO (CHE PALLE!!!)


Dopo una domenica in cui il tempo si e’ rasserenato in quasi tutta la penisola, pur con temperature basse e nevicate sui rilievi nel centro Italia a quote molto basse per il periodo, domani avremo bel tempo in quasi tutta l’Italia con temperature in lieve rialzo: sarà l’unico giorno di tregua prima di una nuova ondata di maltempo che tra martedi’ e mercoledi’ tornera’ a interessare tutta l’Italia, dapprima al nord ma poi anche al centro/sud nel corso della settimana, fino al weekend.
Oggi, infanto, il maltempo ha concesso una tregua in tutto il centro-nord, dopo le abbondanti piogge di sabato, ma con temperature molto basse specialmente in Valle d’Aosta (con una punta di -14,8°C a Helbronner). Anche al centro si sono verificate temperature ben sotto la media stagionale, tra Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio e Molise di ben 13-14 gradi. Sul Gran Sasso la temperatura e’ scesa ancora, a-4,4°C. Freddo ‘invernale’ e neve sul Terminillo e in Ciociaria, con qualche fiocco anche nelle zone più interne della provincia di Roma. Scenari che si ripeteranno nei prossimi giorni, a partire da martedì al nord con nuove abbondanti nevicate sull’arco alpino, e poi anche al centro/sud tra giovedì 30,venerdì 31 e il primo weekend di giugno, quando piogge e temporali arriveranno fin in Sicilia.
Ecco alcune mappe esplicative per tutta la settimana:


Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/05/previsioni-meteo-domani-unico-giorno-di-tregua-poi-tornano-freddo-e-maltempo-in-tuttitalia/205870/

LA RECENTE ATTIVITÀ' DELL'ETNA LASCIA PERPLESSI I GEOLOGI


ITALIA - L'Etna in questi ultimi pochi anni ha eruttato lava, più violentemente di quanto non sia da diversi altri anni, e gli scienziati sono sconcertati dal perché. Nonostante sia il vulcano più studiato al mondo, la montagna siciliana è anche la più imprevedibile.
Il vulcano sta infuriando. Fontane di lava, un po 'di più alte della Torre Eiffel, eruttano dal suo cratere ogni poche settimane, le quali scorrono in torrenti incandescenti nelle valli circostanti.
Ci sono state 13 eruzioni a partire dall'inizio del mese di febbraio.
L'Etna, 3.329 metri di altezza, domina maestosamente sopra la città siciliana di Catania.
Nel mese di giugno, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) deciderà se includerla o meno come Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
L'Etna è considerato il vulcano più pesantemente studiato al mondo, ed è completamente cablato con sensori.
" Le eruzioni nelle ultime settimane sono state particolarmente violenti ed esplosive ", riferisce il vulcanologo tedesco Boris Behncke, che monitora la montagna insieme a poche centinaia di colleghi presso l'Istituto d'Italiano Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
" Ci sono stati eventi di fontane di lava, in passato, ma raramente in così rapida successione . "
Il vulcano è la prima cosa che vede quando guarda dalla finestra della sua camera da letto ogni mattina.
"Questa volta, la gamma di cenere caduta è molto più ampia del solito", dice Behncke. Uno strato di cenere nera copre le auto fino a 50 chilometri (31 miglia) di distanza. Anche in tempi antichi, la gente si meravigliava delle forze che erano in grado di sparare fontane di lava verso il cielo.
Per molti geologi oggi, l'Etna è il vulcano ancora più imperscrutabile del mondo.
La montagna si trova proprio nel punto in cui le placche tettoniche africana ed europea sfregiano contro l'altro come due banchi di ghiaccio giganti.
A questo margine della placca, la lava a bassa viscosità fluisce verso l'alto da una profondità di 30 chilometri in un serbatoio di magma due chilometri sotto la cima.
"Il flusso di magma non si muove in modo uniforme, ma a scatti, vibra come se fosse in una pompa idraulica", spiega a Stoccarda il geofisico Rolf Schick.
"Questo rende l'Etna imprevedibile." Schick è stato una stella tra i vulcanologi dal 1972, quando ha suscitato grande scalpore con le sue nuove scoperte sul Etna. Utilizzando sensori sismici, ha scoperto una "pulsazione" di sorta nel flusso di magma, che viene forzata attraverso il cratere ad una velocità di 72 battiti al minuto - guarda caso, ad un tasso simile a quello del battito del cuore umano.

Fonte:http://abcnews.go.com/International/volcanic-riddle-burst-mount-etna-eruptions-puzzles-experts/story?id=19248870#.UaIM2zoo7IU

GLI STATI UNITI OCCIDENTALI VERSO LA DESERTIFICAZIONE


COLORADO - Che cosa sarebbe per la vita quando le nostre preziose risorse idriche diventano sempre più tese e la parte occidentale degli Stati Uniti diventa sempre più arida?
Gli scienziati ci dicono che il 20 ° secolo è stato il secolo più piovoso nella parte occidentale del paese in 1000 anni, e ora le cose sembrano ritornare ai loro normali modelli storici.
Ma abbiamo costruito città brulicanti nel deserto, come Phoenix e Las Vegas che supportano milioni di persone.
Le città di tutto il sud-ovest continuano a crescere anche quando il fiume Colorado, il lago Mead e il sistema acquifero High Plains funzionano a secco.
Così che cosa abbiamo intenzione di fare quando non c'è abbastanza acqua per irrigare le nostre colture o correre attraverso i nostri sistemi idrici?
Già stiamo vedendo alcuni segnali inquietanti che le condizioni di tempeste di sabbia stanno iniziando a tornare alla regione.
Negli ultimi due anni abbiamo visto enormi tempeste di polvere note come "haboobs" roll attraverso Phoenix, e 6 dei 10 peggiori anni per incendi violenti mai registrati negli Stati Uniti sono stati tutti dal 2000.
Infatti, secondo il Los Angeles Times ", il numero medio di incendi di grosse dimensioni di 1.000 ettari in un anno è quasi quadruplicato in Arizona e Idaho ed è raddoppiato in ogni altro stato occidentale" dal 1970.
Ma gli scienziati avvertono che si aspettano che gli Stati Uniti occidentali diventeranno molto più secchi di quello che è ora.
Quale sarà la metà occidentale del paese ad apparire secca quando ciò accadrà?
Un recente articolo del National Geographic conteneva la seguente dichiarazione agghiacciante ... L'umido 20 ° secolo, è stato il più piovoso del passato millennio, quel secolo in cui gli americani costruirono una civiltà incredibile nel deserto, è finito.
Gran parte della metà occidentale del paese è stata storicamente una landa desolata.
Siamo stati molto fortunati a godere di condizioni molto umide per la maggior parte del secolo scorso, ma ora sembra essere finita.
Per compensare, stiamo mettendo un peso enorme sulle nostre risorse di acqua dolce.
In particolare, il fiume Colorado è sempre più teso.
Senza il fiume Colorado, molte delle nostre grandi città semplicemente non sarebbe in grado di funzionare.
Quello che segue è da un recente articolo di Stratfor: "Il fiume Colorado fornisce acqua per l'irrigazione di circa il 15 per cento dei raccolti negli Stati Uniti, tra cui ortaggi, frutta, cotone, erba medica e fieno. Inoltre fornisce riserve idriche comunali per le grandi città, come Phoenix, Tucson, Los Angeles, San Diego e Las Vegas, che rappresentano oltre la metà della fornitura di acqua in molte di queste aree. "In particolare, i livelli di acqua nel lago Mead ( che fornisce la maggior parte dell'acqua di Las Vegas) sono crollati negli ultimi dieci anni o giù di lì.
Il seguente è un estratto da un articolo pubblicato sul Smithsonian: "E i navigatori hanno ancora ruggito attraverso Nevada e Arizona per il lago Mead, di 110 miglia di lunghezza e formato dalla diga di Hoover. Ma in riva al lago si possono vedere le linee delle pareti rocciose, distinte come anelli di vasche da bagno, che mostrano il livello di acqua molto inferiore a quello che una volta era di circa 130 metri più in basso, come accade, dal 2000.
I funzionari delle risorse idriche dicono che alcuni dei bacini alimentati dal fiume non saranno mai di nuovo pieni.
"Oggi, il lago Mead fornisce circa il 85 per cento dell'acqua che Las Vegas utilizza, e dal 1998 il livello dell'acqua nel lago Mead è sceso di circa 5600 miliardi galloni.


Fonte:http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-colorado-river-the-high-plains-aquifer-and-the-entire-western-half-of-the-u-s-are-rapidly-drying-up

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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