ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


giovedì 28 febbraio 2013

IL NUOVO LIBRO DI FANTASCIENZA DI AL GORE

Al Gore, l’ex vicepresidente degli States e premio Nobel per la Pace nel 2007, da tempo attivo per sensibilizzare l’opinione pubblica su importanti tematiche ambientali, tra cui, in particolare, i cambiamenti climatici ed i suoi effetti sull’ecosistema, è tornato a far parlare di sé con il suo nuovo libro ‘The future. Six drivers of global change’.

Con quest’opera egli mette in luce le profonde connessioni esistenti tra settori come l’economia, l’ecologia, la scienza e la geopolitica analizzando i sei principali fattori considerati all’origine del cambiamento globale che caratterizzerà il nostro prossimo futuro.

Il Premio Nobel individua questi ‘magic six’ :

la globalizzazione economica, che sarebbe all’origine di quella che Al Gore chiama la ‘Earth Inc.’, entità olistica integrata con un nuovo rapporto tra capitale, lavoro, mercati, consumatori e governi nazionali;
le comunicazioni digitali, responsabili della nascita di una ‘Mente Globale’ grazie ad internet e alla crescente diffusione dei social networks;
il trasferimento del potere politico e militare verso molteplici centri di potere emergenti, non più accentrati negli USA, con profonde ripercussioni anche in termini di diritti umani;
la bussola economica difettosa, responsabile di un modello consumistico foriero di inquinamento e sfruttamento indiscriminato delle risorse del Pianeta
la rivoluzione scientifica: che, con i contributi di discipline come le biotecnologie, le neuroscienze e la genomica, sta portando l’uomoad acquisire gradualmente anche il controllo sull’evoluzione;
la rottura radicale del rapporto tra gli esseri umani e gli ecosistemi naturali, dovuta anche ai progressi in campo agricolo, energetico e dei trasporti.
Il merito di Al Gore è, ancora una volta, quello di mostrarci in modo quasi profetico delle verità, per quanto scomode, al fine di stimolare una rapida presa di coscienza ed un conseguente cambiamento.

Fonte:http://www.tuttogreen.it/the-future-six-drivers-of-global-change-il-nuovo-libro-di-al-gore/

GERMANIA: IL PIU' BUIO INVERNO DA 43 ANNI


"Eccessivamente coperto: Germania il più buio inverni meteorologico in 43 anni"
Sembra che ci sia un sacco di malinconia in Germania questo inverno, più del solito. Questo articolo di Spiegel spiega perché:
"I giorni stanno diventando sempre più lunghi, ma non c'è ancora un accenno di sole di primavera in Germania.
I dati meteorologici dimostrano che questo inverno è stato il più cupo in 43 anni.
Se il sole non si avvia a splendere presto, sarà il più buio inverno sul record.
L'inverno in Germania è in genere un affare tetro, scuro e ricco di quel tipo di freddo umido che va dritto alle ossa - e, purtroppo, alla psiche.
Ma molti residenti ritengono che questo inverno è stato particolarmente difficile da sopportare.
I meteorologi dicono il motivo di perché è stato il più buio inverno in più di quattro decenni.
Meno di una media di 100 ore di sole sono stati registrate finora nel corso dell'inverno meteorologico, che va da dicembre a febbraio, ha detto il Servizio Meteorologico Nazionale (DWD).
La media invernale è un già misero 160 ore di sole. "

Fonte:http://wattsupwiththat.com/2013/02/27/germany-weathers-darkest-winter-in-43-years/

GIARRE SEPOLTA DALLA CENERE DELL'ETNA



In seguito alla sesta eruzione di questo 2013 dell’Etna, avvenuta a partire dalle 9:43 di oggi, nel comune di Giarre, comune della costa orientale siciliana in provincia di Catania,  il vulcano ha causato danni incalcolabili. “A questi eventi naturali, seppur verificabili all’ordine del giorno, i comuni del comprensorio etneo  risultano assolutamente impreparati per mancanza di uomini e mezzi“, dice l’autore dello scatto Gaetano Giacca. Giarre negli ultimi tempi è stata letteralmete sommersa più volte da piogge di cenere prima, e lapilli dopo.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/02/giarre-sommersa-dalla-cenere-delletna-danni-incalcolabili-foto/188810/

L'ETNA ERUTTA DI NUOVO


Dopo una ripresa dell’attività esplosiva questa mattina alle 9.43, con esplusione di fontane di lava, lapilli e cenere vulcanica a grandi altezze, si è appena conclusa la sesta eruzione lampo del 2013 sull’Etna. Una nuova fase stromboliana di poco meno di un’ora è stata registrata dopo le 11 dal nuovo cratere di Sud-Est con l’emissione di cenere vulcanica, accompagnata da forti boati, e fontane di lava. Una colata emerge da una frattura che si è aperta, a quota 2.900 metri, alla base del cratere. L’attività si concentra nella zona sommitale dell’Etna e non ha avuto ripercussioni sull’operatività dell’aeroporto di Catania. Cenere e lapilli lavici sono invece caduti su diversi paesi alle pendici dell’Etna, in direzione est, fino alla costa ionica di Riposto. L’attivita’ e’ monitorata dall’Ingv di Catania.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/02/i-e-appena-conclusa-la-sesta-eruzione-del-2013/188785/

I CAMBIAMENTI DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE STANNO RISVEGLIANO I GRANDI SISTEMI VULCANICI EUROPEI


Dal 1980 ad oggi,la velocità di deriva il Polo Nord Magnetico è aumentata di oltre il 500%.

L'attuale indebolimento del campo magnetico e l'accelerazione del suo movimento verso la Russia cominciato negli ultimi decenni stà influendo notevolmente su un'incremento dell'attività sismica e sull'aumento della pressione magmatica all'interno di diversi sistemi grandi sistemi vulcanici.
In particolare oggi si parlerà di quelli d'Europa, i quali sul lungo termine comprendente un'arco di tempo lungo almeno due decenni, stanno manifestando chiari segnali di ritorno in attività.
Cominciamo dai Campi Flegrei.

I rilevamenti della declinazione geomagnetica dell’osservatorio dell’aquila.
La stazione di rilevamento geomagnetico più vicina all’area flegrea, hanno registrato un cambio di polarità (orientamento magnetico) nel 1970 e nel 1982.

Un successivo importante cambiamento si è verificato nel 2006, quando la declinazione è passa da 59 a 4.5 in poco più di un anno.

Questi tre passaggi sembrano seguire i più significativi cambiamenti nel tasso di sollevamento dell’area flegrea.

Attualmente il sollevamento dei Campi Flegrei comprende 1 cm al mese, mentre l'attività idrotermale ha segnalato un forte aumento con la comparsa di un nuovo cratere che sputa acqua bollente a 4 metri d'altezza.
Allo stesso modo nel corso degli ultimi mesi diverse scosse di terremoto hanno attraversato l'area vulcanica.
Vladimir Kir'janov, docente della facoltà di geologia dell'Università statale di San Pietroburgo, spiega:
Se il sollevamento avviene in maniera regolare, allora è probabile che sia in corso il riempimento della camera magmatica e per questo si sta sollevando il terreno sopra di essa.
Il sistema vulcanico dei Campi Flegrei comprende diverse caldere e crateri minori, che nell'arco di migliaia di anni hanno contribuito a generare enormi eruzioni che hanno coperto l'intero continente europeo sotto uno spesso strato di cenere, mentre allo stesso modo si sono susseguite eruzioni minori ma comunque spesso di forte intensità.
L'ultima eruzione è stata segnalata nel 1500 nel Monte Nuovo.

All'inizio del 1500, la costa di Pozzuoli si era sollevata in maniera tale che il vicerè spagnolo, con un editto del 6 ottobre1503, concedeva alla città di Pozzuoli la proprietà legale delle terre che si andavano formando per l'arretramento del mare. Questo sollevamento del suolo è, secondo molti vulcanologi, il fenomeno precursore dell'eruzione che sarebbe avvenuta circa 30 anni dopo.
Dal 1536 in Pozzuoli e nei paesi vicini si avvertivano frequenti e forti scosse di terremoto che continuarono fino al 27 settembre del 1538. Il 29 settembre comincia l'eruzione.
Secondo la testimonianza lasciata da Marco Antonio Delli Falconi nel 1539, le prime bocche si aprirono tra un luogo detto il sudatoio e Trepergole e, insieme alle prime fiamme, si notò la formazione di nuove sorgenti di acqua, sia dolce che salmastra. Nella notte cenere e pomici, mischiate con acqua, coprirono tutto il paese e la cenere cadde fino a Napoli.
La mattina seguente, la gente di Pozzuoli abbandona le case sotto una pioggia di cenere che dura tutto il giorno. Intanto, il mare si è ritirato lasciando in secca le barche e un gran numero di pesci morti lungo la spiaggia. L'eruzione prosegue per due giorni e due notti con continui lanci di materiale dal cratere e sbuffi di pomici e ceneri.
Il terzo giorno l'eruzione sembra fermarsi, ma il quarto riprende con emissione di nubi cineritiche. I due giorni seguenti, dalla bocca eruttiva esce poco fumo e alcuni si spingono fino al cratere. Il luogo è completamente cambiato: dove prima vi era una vallata, si è formato un monte (Monte Nuovo) che ha ricoperto il castello di Trepergole e tutti gli edifici fino al lago di Averno. Alla sommità del monte vi è il cratere con una circonferenza di un quarto di miglio, da cui esala un fumo continuo.
Il sei ottobre, quando tutto sembra finito, i curiosi che si trovano sulla cima del nuovo rilievo vengono sorpresi da uno lancio improvviso di materiale incandescente e oltre venti persone non sono più ritrovate.
Probabilmente la prossima eruzione dei Campi Flegrei sarà altrettanto intensa.
Più a Nord, a Roma, un'altro sistema vulcanico avente molto in comune con i Campi Flegrei, sta tornando a palpitare di roccia fusa al suo interno.
Stiamo parlando dei Colli Albani, meglio noto come Vulcano Laziale.
Se pensavamo che questo vulcano fosse estinto da millenni, eravamo completamente in errore.

Sotto i piedi di Roma si agita un vulcano: un apparato profondo alcuni chilometri che, migliaia di anni fa, alimentava con magma infuocato le bocche eruttive dei Castelli Romani e dintorni. Il cuore dell' antico vulcano oggi appare piu' tranquillo, ma batte ancora e fa sentire i suoi effetti in superficie.
I ricercatori dell' Istituto nazionale di geofisica ci avevano riferito di avere raccolto le prove di un sollevamento del terreno di oltre 30 centrimetri verificatosi nella zona dei Colli Albani, una trentina di chilometri a sudest di Roma, nel periodo che va dal 1980 a oggi.
Si tratta di quel fenomeno che i geologi chiamano bradisismo, cioe' un lento movimento verticale del terreno dovuto a spinte sotterranee.
Questa sorta di lievitazione e' stata accompagnata da una notevole ripresa dell'attivita' sismica che ha raggiunto due punte massime nel maggio 1981 e nell' aprile 1989.
Negli ultimi due decenni l'attività sismica a sciami sembra che si stia principalmente concentrando in un'area circostante il complesso vulcanico.

Guardando all’attività di questi ultimi anni da iside.rm.ingv.it, notiamo che questa si distribuisce intorno alla parte centrale del Vulcano Laziale; a nord del vulcano, si osservano due raggruppamenti principali di epicentri, uno subito a nord del bordo della caldera (i monti del Tuscolo, vicino Frascati) e un altro ancora più a nord, dove esiste uno dei crateri eccentrici del vulcano, chiamato maar di Castiglione-Gabii (Giordano & the CARG team, 2010). Si nota inoltre un gruppo di epicentri in zona Ciampino (tra la Via Appia e il GRA) e anche un altro addensamento all’interno del GRA, verso Roma nord.
La grande concentrazione di attività sismica intorno al sistema vulcanico indica che l'accumulo della crescente pressione del volume di magma, sta spingendo attraverso lo sfogo vulcanico, il quale in un prossimo futuro darà vita a possibili quanto intensi fenomeni eruttivi.
Ci spostiamo più a Nord, e andiamo in Emilia Romagna.

Prima del maggio 2012 l'Emilia Romagna era classificata a basso rischio sismico, se non addirittura non sismica, tuttavia questo fatto è stato smentito quando le faglie rimaste inattive per secoli si sono riattivate producendo nell'arco di qualche settimana sciami sismici e scosse di terremoto sparse con diverse delle quali di magnitudo superiore al 5.
"Fino al 2003, anno in cui è stata compilata l'ultima carta del pericolo sismico in Italia, la Pianura padana era considerata una zona relativamente tranquilla, a bassa sismicità. Non esistevano dati statistici che avvalorassero una diversa teoria. Poi qualcosa è cambiato. A seguito dei sismi del 1996, del 2000 e del 2008, quando l’Emilia, e in particolare il Reggiano e il Parmense, venne colpita da forti scosse di terremoto (che provocarono danni, ma non vittime), i sismologi hanno cominciato a studiare il territorio con attenzione.
In generale, gli intensi scuotimenti della terra che stanno coinvolgendo la Pianura padana da alcuni anni sono causati dallo scontro tra le placche della crosta terrestre, quella africana e quella europea. Più specificamente, le scosse che danneggiano l’Emilia sono causate dagli Appennini. Nascosta, sotto i sedimenti del Po, esiste, infatti, una parte della catena montuosa molto attiva, che in 500 anni, ha causato due terremoti violenti: il primo, quello del 1570, che, secondo le testimonianze storiche, raggiunse l’ottavo grado della scala Mercalli (5,5 della scala Richter), e il secondo, quello di domenica scorsa, di 5,9 gradi della scala Richter, che ha provocato sette morti, 4 mila sfollati e danni per milioni di euro."

Il terremoto in Emilia, nel maggio 2012 è stato il più forte da 5 secoli, in quanto non è una coincidenza che quella zona prima fosse classificata come non-sismica.
Ora ci spostiamo oltre la catena delle Alpi, più a Nord, e arriviamo in Germania, al vasto campo vulcanico Eifel.

Il giacimento vulcanico di West Eifel nel quartiere Renania della Germania occidentale SW della città di Bonn è un gruppo dominante risalente Pleistocene di 240 coni di scorie, maar, e stratovulcani minori con una superficie di circa 600 kmq.
L'Occidente campo vulcanico Eifel si trova a circa 40 km a SO dpiù piccolo, ma più noto dell'Oriente Eifel.
Crateri individuali, la maggior parte dei quali coprono un ampio NW-SE-trend della zona che si estende a circa 50 km dalle città di Ormont sul NW a Bad Bertrich sulla situazione a SE, hanno eruttato a cause di un Hot Spot del mantello su rocce sedimentarie e metamorfiche del Devoniano.
Coni di scorie, circa la metà dei quali hanno prodotto colate laviche, formano i due terzi dei centri vulcanici, e circa il 30% sono Maars o anelli di tufo, molti dei quali sono occupati da laghi.
Circa 230 eruzioni si sono verificati nel corso degli ultimi 730 mila anni.
Le ultime eruzioni formarono Ulmener, Pulvermaar e Maars Strohn intorno alla fine del Pleistocene e l'inizio dell'Olocene.
Anche questo colossale sistema vulcanico nel corso della media lungo termine ha cominciato ad avere un significativo aumento dell'attività sismica, a segnalare che il volume del magma sta nuovamente ricaricando il gigantesco sistema vulcanico.

Nel Eifel Oriente solo il Laacher See ha eruttato in una colossale eruzione 12900 anni fa, senza dubbio l'eruzione più potente di tutti i tempi nella Eifel probabilmente eguagliando la produzione totale del campo occidentale Eifel vulcanico.
Il Laacher See ha eruttato più di 6 km cubi di magma in pochi giorni, con una colonna vulcanica di almeno 25 km di altezza eruttiva con la diffusione tephra dall 'Italia alla Svezia.
Oggi il vulcanismo di Eifel è inattivo.
Ma le abbondanti emissioni di CO 2 sono un segno che il campo Eifel vulcanico non è estinto ma ancora in attesa di riattivarsi, anzi, la tendenza all'aumento dell'attività sismica indica che sta già tornando in attività.
Terremoti nel corso degli ultimi 36 anni sono quasi esclusivamente limitati a 15 km di profondità.

Dal 1975 fino al gennaio 2013 oltre 1180 terremoti locali sono stati segnalati dalla stazione sismica Bensberg (Università di Colonia) con una certa frequenza aumentata negli ultimi anni.
Considerando che l'aumento dell'attività sismica è cominciato nel 2008, è interessante notare che questo coincide con l'attuale fase di anomala bassa attività solare che coinvolge la nostra stella, una connessione appare evidente.
A ovest della Germania, al confine con la Repubblica Ceca, pare che un'altro antico sistema vulcanico stia manifestando segnali di riattivazione, al punto che finora era sconosciuto ai più.

Da un vecchio articolo: "Come riportato dall’autorevole Spiegel, uno sciame sismico sta interessando il confine tra la Germania e la Repubblica Ceca. L’attività sismica interessa la Baviera, la Sassonia e la Boemia ormai da metà Agosto, ma l’intensità delle scosse sembrano essere in aumento. Domenica scorsa una scossa sismica di magnitudo 4.0 ha interessato la regione di Vogtland, dove la popolazione ha dichiarato di cominciare ad avere timore di un sisma più forte. Un residente locale ha persino informato le forze dell’ordine credendo che ci fosse stata un’esplosione, non essendo a conoscenza che il forte boato fosse arrivato dalle profondità della terra. La statistica dice che i forti terremoti sono improbabili nella regione, ma le strutture nei pressi dell’epicentro sarebbero state costruite su un terreno molto soffice, e potrebbero quindi essere seriamente danneggiate dalle scosse. L’epicentro del sisma si trova a dieci chilometri dal villaggio di Novy Kostel nella Repubblica Ceca, facente parte del distretto di Cheb, nella regione di Karlovy Vary, in una grande vallata. Utilizzando le onde sonore però, i simologi hanno scoperto nella regione di Vogtland un serbatoio naturale di magma fuso che si accumula in rocce calde e profonde tra i 30 ed i 60 chilometri, proprio dove a prima vista nulla lascia presagire alla presenza di un vulcano. In realtà gli scienziati ne hanno trovato i resti risalenti probabilmente a 300.000 anni fa. Le caldissime rocce sotterranee, secondo un rapporto dei ricercatori, sono l’evidenza che il vulcano sta dando segnali di risveglio: dalle profondità della terra il magma sarebbe il responsabile dello sciame in atto. L’acqua bollente in risalita si insinua nelle fessure di roccia, scuotendo il terreno. A quanto pare, secondo i ricercatori del Centro Ambientale Leipzig-Halle, a risalire lentamente in superficie non c’è soltanto acqua, ma anche il magma.
Nei pressi di quest’area esiste Mariánské Lázně, una città termale nella Regione di Karlovy Vary della Repubblica ceca. La città, circondata da montagne verdi, è un mosaico di parchi e case nobiliari. La maggior parte dei suoi edifici sono dei tempi d’oro della seconda metà del XIX secolo, quando molte celebrità si recarono nel luogo delle sorgenti curative di anidride carbonica. Non avevano idea che i bagni salutari contenessero gas che provengono da un serbatoio magmatico. “I flussi di gas vulcanici di elio-3 sono in quantità tali come solo nelle profondità dell’Etna, uno dei vulcani più attivi del mondo”, dice Karin Bräuer del UFZ. L’elio-3 è stato creato in profondità all’interno della terra – al contrario dell’elio-4, la versione corrente del gas nobile. I ricercatori hanno misurato il flusso di gas dal suolo, rilevando che negli ultimi anni ha cambiato composizione. La percentuale di elio-3, che proviene dal magma del mantello, rispetto alla percentuale di elio-4, è aumentata di 1/5 nell’ultimo periodo. Questo dimostra il magma ascendente. Il vulcano sotterraneo sta causando centinaia di lievi scosse sismiche da metà Agosto, permettendo alla terra di tremare anche a 100 chilometri dall’epicentro."

Ci sono sufficienti indizi che sembrano indicarci che in qualche modo i movimenti e l'indebolimento del campo magnetico terrestre stanno riattivando i sistemi vulcanici europei.

L'ultimo dei quali finora sembra essere nelle calde acque del Mediterraneo, Panarea.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, infatti, riferisce che il vulcano Panarea “si deforma” con variazioni di “alcuni millimetri” l’anno in senso orizzontale e verticale, ma e’ gia’ dal 2002 che gli scienziati hanno verificato che il vulcano che sembrava tranquillo non era affatto spento. Anzi era vivo e vegeto. E cosi’ hanno dato inizio ad un intenso monitoraggio, rilevazioni che oggi dicono addirittura che il vulcano non solo e’ attivo ma addirittura si muove, deformandosi. Fino al 2002, Panarea era infatti classificato come “non attivo” dagli scienziati, ma nella notte tra il 2 e 3 novembre un improvviso evento di degassamento ha cambiato il gioco.
Tanto che, se gli scienziati dell’Ingv tengono a sottolineare che quelle rilevate oggi sono deformazioni “piccole” e “non destano preoccupazioni” per la sicurezza dell’isola, al tempo stesso non possono escludere che, come per “tutte le aree vulcaniche attive”, si “possano verificare deformazioni del suolo di maggiore entita’ nei periodi vicini ad aumenti dell’attivita’ esalativa”. Il complesso vulcanico costituito dall’isola di Panarea e dagli isolotti adiacenti, si e’ evoluto attraverso vari stadi di attivita’ dando luogo ad una struttura, sviluppata in massima parte al di sotto del livello del mare, estesa per 460 chilometri quadrati e con un diametro di circa 23 chilometri. In quella notte del novembre 2002, dopo un piccolo sciame sismico di bassa magnitudo rilevato solo dal sismografo installato sull’isola di Panarea, i ricercatori si sono accorti che l’area vulcanica era ancora ben attiva.
Quella notte del 2002, si verifico’, ricorda l’Ingv, “un’intensa attivita’ di degassamento in prossimita’ degli isolotti di Lisca Bianca e Bottaro. L’attivita’ esalativa ha avuto inizio con 5 zone di forte emissione gassosa a profondita’ variabili da 8 fino a circa 30 metri. L’emissione di gas e’ stata cosi’ intensa che l’odore di acido solfidrico (H2S) era percettibile a grandi distanze”. “L’effetto visibile il giorno dopo -ricordano ancora gli scienziati- era il ribollire dell’acqua di mare in prossimita’ dell’isolotto di Bottaro, che rimuoveva un’enorme quantita’ di sedimento evidenziato dalla scia biancastra trascinata via dalla corrente”. “Il cratere che si era formato, di 20metri per 10 e profondo 7metri, emetteva -proseguono gli esperti dell’Ingv- un’enorme quantita’ di gas, stimata in alcuni milioni di metri cubi al giorno, qualche centinaio di volte superiore al normale regime di degassamento di tutta l’area sommersa tra gli isolotti ad Est di Panarea.
Qualcosa sotto il continente europeo ha cominciato a cambiare in corrispondenza con i cambiamenti di polarità magnetica della Terra.





Fonti:
http://fetonte.blogspot.it/2013/01/il-caso-delle-mammoth-mountain.html
http://daltonsminima.altervista.org/?page_id=9506&cpage=415#comments
http://fetonte.blogspot.it/search/label/Campi%20Flegrei
http://italian.ruvr.ru/2013_01_31/In-Italia-si-sta-svegliando-un-supervulcano/
http://vulcan.fis.uniroma3.it/campi_flegrei/introduzione_ita.html
http://archiviostorico.corriere.it/1995/settembre/28/vulcano_millenario_agita_sotto_piedi_co_10_9509288153.shtml
http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/11/vulcano_nascosto_solleva_Colli_Albani_co_0_9602118202.shtml
http://ingvterremoti.wordpress.com/2012/07/09/evento-sismico-in-provincia-di-roma-m3-5-09-luglio-ore-17-13/
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/articoli/1046778/sisma-in-emilia-e-tutta-colpa-dellappennino.shtml
http://fetonte.blogspot.it/2012/09/il-risveglio-sismico-della-tettonica.html
http://www.volcano.si.edu/world/volcano.cfm
http://volcanocafe.wordpress.com/2013/02/17/eifel-volcanic-field-ii/
http://expianetadidio.blogspot.it/2012/06/nascera-un-nuovo-vulcano-tra-germania-e.html
http://expianetadidio.blogspot.it/2012/09/il-risveglio-dei-vulcani-preistorici-ii.html

mercoledì 27 febbraio 2013

LAZIO: CAMPO BASSO CON OLTRE UN METRO DI NEVE

Le foto che qui di seguito alleghiamo sono state postate dall'utente Fra su Romameteo al seguente indirizzo: Neve Campo dell'Osso, e sono così belle che non possiamo non condividerle agli amici lettori di Meteo Portale Italia!
Le 4 immagini che vi proponiamo sono state scattate nel pomeriggio di ieri a Campo dell'Osso, nei pressi di Monte Livata e al confine tra Lazio e a Abruzzo. Dalle immagini, visibilmente spettacolari, si capisce quanto sia stato imponente il muro di neve ai bordi di strade e sui tetti delle case, e quanto siano state forti le nevicate che in questi tre mesi invernali si sono abbattute sugli Appennini.
Le immagini sono scattate a circa 1500 metri di quota, e a quest'altezza è stato possibile trovare fino a 120 centimetri di neve, ma anche oltre. Al Terminillo intanto (a 1800 metri di quota) informiamo che l'accumulo nevoso ha raggiunto i 300 centimetri, e a Campocatino sono stati rilevati picchi di 400 centimetri.



Fonte:http://www.meteoportaleitalia.it/news-globali/news-globali/video-foto-meteo-e-natura/8404-stupende-immagini-di-campo-dell-osso-lazio-con-piu-di-120-centimetri-di-neve.html

NUOVA ERUZIONE DELLO STROMBOLI


L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania rende noto che dal Vulcano Stromboli sta uscendo magma che si riversa in mare. Il fenomeno e’ cominciato intorno alle 16 e la lava e’ scesa lungo la cosiddetta Sciara del Fuoco.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/01/vulcano-stromboli.jpg

NUOVA ERUZIONE DELL'ETNA


Una forte attivita’ stromboliana e piccole fontane di lava si sono registrate stamattina, intorno alle 10.40 all’interno della Bocca Nuova dell’Etna, con un nuovo parossismo che si si e’ concluso alle 15.37. I fenomeni intracraterici dalla Bocca Nuova, sono stati accompagnati da una intensa emissione di cenere, accompagnata da una attivita’ stromboliana anche dalla ”Voragine”. I fenomeni vulcanici non hanno avuto ripercussioni sui voli in partenza e in arrivo nell’aeroporto, che e’ rimasto pienamente operativo. La cenere emessa dall’Etna, fine, e’ caduta, seppur non in grande quantita’, sul fianco orientale del vulcano, interessando centro abitati come Zafferana, Milo e Sant’Alfio. L’Etna e’ seguito dagli studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che hanno definito l’attivita’ ”meno intensa di quella che ha dato vita alle recenti fontane” e ”meno usuale” a causa dei crateri interessati dai fenomeni. Per ore dalla bocca nuova è continuata l’emissione di gas e vapori, fino al tramonto.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/02/eruzione-etna-spettacolo-al-tramonto-foto/188614/

martedì 26 febbraio 2013

NELL'ULTIMO ANNO IL FLUSSO SOLARE E' SCESO BEN 10 VOLTE SOTTO IL VALORE DI 100


Con cadenza quasi mensile il SF e' finito sotto i 100.
Il record negativo e' stato toccato a giugno 2012,con un valore prossimo agli 85.Prendiamo atto che,anche questo mese questo valore e' sceso a 2 cifre,ma non c'e' nulla di particolare in questo dato.
La vera sorpresa consiste nel fatto che da quasi un mese e mezzo,il flusso solare non e' risalito oltre i 120.
Siamo entrati in un periodo di bassa attivita'?
Qualche indizio c'e':occorreranno ulteriori conferme anche nel mese di marzo e aprile per tirare qualche somma.
Certo e' che,almeno per ora la stella sta riposando piu' del previsto.
Restate con noi

Giorgio

Fonte:http://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

IL VULCANO ATITLAN SI STA' RISVEGLIANDO


Il vulcano Atitlan è un grande stratovulcano attivo adiacente alla caldera del Lago Atitlán nelle Highlands del Guatemala.
Il vulcano è stata piuttosto attiva storicamente, con più di una dozzina di eruzioni registrate tra il 1469 e il 1853, la data della sua eruzione più recente.
Atitlán fa parte della catena vulcanica centroamericana.
L'arco è una catena di vulcani che si estende lungo l'America centrale formato dalla subduzione della placca di Cocos sotto la placca caraibica.

Recentemente il satellite MODIS ha osservato un'anomalia termica sulla cima del vulcano che potrebbe essere il primo segnale di un suo risveglio

Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Volc%C3%A1n_Atitl%C3%A1n
http://earthquake-report.com/2013/02/25/volcano-activity-of-february-25-2013-including-a-great-video-of-the-february-23-etna-sicily-paroxysm/

lunedì 25 febbraio 2013

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domenica 24 febbraio 2013

LA MOSTRUOSA CRESCITA DEL GHIACCIO MARINO ANTARTICO

Il ghiaccio marino antartico è aumentato in mofo anomalo ad un ritmo di mezzo milione di km ² all'anno. Se questa tendenza allarmante continua, il pianeta sarà completamente ricoperto di ghiaccio antartico in 1.000 anni. Le barriere coralline australiane moriranno di freddo in meno di 300 anni.

Vediamo cosa ci dice l'Antartide.
I pochi rimasti sostenitori del Riscaldamento Globale professionali prevedono che il ghiaccio marino artico presto sparirà durante i mesi più caldi dell'anno.
Ma poi c'è il fatto che abbiamo notato la settimana scorsa, che il ghiaccio dell'Artico ha guadagnato mare dal minimo record dell'estate 2012 con un record a sé stante.
Abbiamo riportato che siamo solo nel terzo inverno nella storia in cui più di 10 milioni di chilometri quadrati di ghiaccio nuovo si formano nella regione artica.
Abbiamo anche detto che l'Antartide è in via di 450 giorni di crescita ininterrotta superiore al normale del ghiaccio marino.

E 'stato la scorsa settimana.
E questa settimana: il ghiaccio marino antartico si trova su una pendenza verso l'alto.
Gli scienziati affermano che "è aumentato ad un ritmo di mezzo milione di chilometri quadrati all'anno.
"Se questa tendenza allarmante continua, il pianeta sarà completamente ricoperta di ghiaccio antartico in 1.000 anni", hanno detto, utilizzando i dati dell'Università di Illinois alla mappa la tendenza fa giungere a questa conclusione.
"Le barriere coralline australiane moriranno di freddo in meno di 300 anni."
Non pensiamo che la vera scienza si aspetta che la Terra deve essere completamente

Fonte:http://www.thegwpf.org/antarctic-ice-planet/

IL MONDO SOTTO ZERO



Grazie della segnalazione a R.O

GIGANTESCA MACCHIA SOLARE IN EVOLUZIONE


SPAZIO - Una colossale macchia solare sulla superficie del sole è grande abbastanza da inghiottire sei volte la Terra intera, e potrebbero innescare eruzioni solari di questa settimana, affermano gli scienziati della NASA.
La macchia solare gigante è stata catturata dalla macchina fotografica della NASA del Solar Dynamics Observatory in quanto si gonfiava proporzioni enormi oltre le 48 ore che vanno da Martedì e Mercoledì (19 febbraio e 20).
SDO è uno dei veicoli spaziali che più monitorano costantemente il sole nella meteorologia spaziale. "E 'cresciuta di oltre sei diametri della Terra in tutto, ma la sua portata è difficile da valutare in quanto il luogo si trova su una sfera, non su un disco piatto", ha scritto la NASA portavoce Karen Fox, dell'agenzia del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, in una descrizione di immagini.
La regione delle macchie solari è in realtà un insieme di macchie scure sulla superficie del sole che si è evoluta rapidamente nel corso degli ultimi due giorni.
Le macchie solari si formano sullo spostare campi magnetici sulla superficie del sole, e sono in realtà più fredde del loro materiale solare circostante.
Secondo Fox, alcuni dei campi magnetici intensi nella regione delle macchie sono rivolti in direzioni opposte, il che si rende matura per attività solare.
Il sole è attualmente nel bel mezzo di una fase attiva del ciclo di 11 anni del tempo solare e si prevede di raggiungere il picco di attività quest'anno.(in realtà sembra che il massimo sia già passato da mesi) L'attuale ciclo di tempo sole è conosciuto come ciclo solare 24.

Fonte:http://news.yahoo.com/nasa-sees-monster-sunspot-growing-fast-solar-storms-003249636.html

ETNA: PIOGGIA DI CENERE FINO IN PUGLIA


Una coltre nera sui balconi di molti palazzi, sulle automobili e perfino per la strada: e’ quanto segnalano dalla scorsa notte numerosi cittadini di Brindisi e di alcuni comuni limitrofi ai centralini di questura, vigili urbani e vigili del fuoco. La zona e’ interessata da un forte scirocco e, per questo, non si esclude che il vento abbia portato a Brindisi le celeri vulcaniche dell’Etna, interessata ieri dall’ennesima spettacolare eruzione lampo, la quinta in quattro giorni. ”Ci siamo subito attivati – spiega il direttore del dipartimento di Brindisi dell’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente), Anna Maria D’Agnano – e abbiamo fatto accertamenti di ogni genere. Non escludiamo nulla, riteniamo plausibile che si tratti di ceneri vulcaniche provenienti dall’Etna, ma attendiamo l’ufficialita’ dei dati delle nostre centraline, del satellite e della nostra stazione meteorologica, oltre che gli esiti delle analisi sui campioni di polveri che abbiamo prelevato, ufficialita’ che saremo in grado di fornire gia’ domattina”. Le verifiche dell’Arpa sono state eseguite anche a Costa Morena, nel porto esterno di Brindisi, dove avviene solitamente lo scarico di carbone ma ”non abbiamo rilevato nulla di anomalo”, precisa D’Agnano. E’ molto probabile che si tratti della cenere dell’Etna, che ieri sera ha avuto un’eruzione molto intensa. Piogge di cenere sono state segnalate fin su Catanzaro, Crotone e tutta la Sila, dove la neve è stata ricoperta di nero. Il vento di libeccio ha trasportato lapilli e ceneri dal vulcano siciliano verso nord/Est.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/02/eruzione-etna-la-nube-di-cenere-e-arrivata-addirittura-in-puglia-pioggia-nera-su-brindisi/187915/

CICLI SOLARI SEMPRE PIU' IN BASSO


Come potete constatare amici lettori,il ciclo solare 24 oltre ad essere il meno consistente dell'ultimo secolo (valutazione molto ottimistica elaborata pure dalla NASA),ha prodotto almeno il 50% in meno di macchie rispetto al ciclo solare 23 (1996-2006).
Ma non solo,poiche' il ciclo solare 23 e' stato a sua volta piu' debole di un 20-25% rispetto ai 2 cicli solari antecedenti e cioe' il 21 (1976-1986) e il ciclo solare 22 (1986-1996).
Pertanto se l'attuale ciclo lo paragoniamo ai cicli 21 e 22,la riduzione dell'attivita magnetica e' nell'ordine di quasi 2/3.
C'e' stato un deciso aumento delle T globali tra la fine degli anni 70 e l'inizio di questo millennio,ma come potete constatare,non e' colpa della CO2.Spesso si tende a sottovalutare l'impatto dell'attivita' solare sul clima,come se il sole non contasse nulla.

Fonte:http://www.facebook.com/photo.php?fbid=214554188687332&set=a.120451154764303.23254.100364603439625&type=1&relevant_count=1

sabato 23 febbraio 2013

ETNA: NUOVA ERUZIONE E GIGANTESCHE FONTANE DI LAVA


Nuovo spettacolare parossismo in atto sull’Etna da pochi minuti: è il 5° di questa settimana! Fontane di lava altissime si alzano dal nuovo cratere di Sud Est, scenario di questi straordinari eventi eruttivi brevi, intensi e ravvicinati. Le fontane di lava che si stanno levando dal cratere stasera sono davvero elevatissime, hanno un’intensità straordinaria, di diverse centinaia di metri e probabilmente addirittura di 700-800 metri sopra alla bocca del cratere.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/02/etna-in-eruzione-nuovo-spettacolare-parossismo-fontane-di-lava-altissime-le-immagini-in-diretta/187756/

I VULCANI E I TERREMOTI HANNO ORIGINE DAL SOLE-PRIMA PARTE


Quale è la spiegazione che noi diamo per il termine vulcano?
Un vulcano è una struttura geologica complessa, che si genera all'interno della crosta terrestre per la risalita, in seguito ad attività eruttiva, di massa rocciosa fusa (chiamata magma) formatasi al di sotto o all'interno della crosta terrestre.
Un vulcano è formato da una struttura non visibile, interna alla crosta (comprendente camera magmatica, condotti magmatici,...) e una struttura visibile esterna formata dal rilievo vulcanico. Più comunemente con il termine vulcano ci si riferisce solo alla parte esterna e visibile dell'apparato vulcanico ossia proprio al rilievo, più o meno conico, formato dall'accumulo di tutti quei materiali liquidi, solidi o gassosi, che sono stati emessi dai crateri durante le varie fasi eruttive del vulcano stesso. Più in generale sono vulcani tutte le discontinuità nella crosta terrestre attraverso le quali, con manifestazioni varie, si fanno strada i prodotti dell'attività magmatica endogena: polveri, gas, vapori e materiali fusi solidi (vulcanismo).
La fuoriuscita di materiale è detta eruzione e i materiali eruttati sono lava, cenere, lapilli, gas, scorie varie e vapore acqueo. Le masse di rocce che formano un vulcano vengono chiamate rocce ignee, poiché derivano dal raffreddamento di un magma risalito dall'interno della Terra. La forma e l'altezza di un vulcano dipendono da vari fattori tra cui l'età del vulcano, il tipo di attività eruttiva, la tipologia di magma emesso e le caratteristiche della struttura vulcanica sottostante al rilievo vulcanico. Sulla superficie terrestre il 90% dei vulcani sono sottomarini (in gran parte situati lungo le dorsali medio oceaniche) mentre circa 1500 sono quelli oggi attivi sulle terre emerse.
Il punto di domanda più importante è piuttosto: quali sono le forze che spingono quest'immane quantità di energia a risalire la crosta terrestre e e sfogarsi sottoforma di immensi fiumi di roccia fusa ed enormi colonne di cenere, vapore e gas surriscaldati, talvolta accompagnati da chiari bagliori di attività elettrica?

Per farci una chiara idea di cosìè un vulcano dobbiamo andare oltre Marte, e trasferirci direttamente sulla superficie vulcanica di Io, satellite di Giove.

Interessante la scoperta che il satellite di Giove emette delle scariche elettriche in corrispondenza con la rotazione e con l'influsso di Giove, pianeta dotato di un'immensa carica elettromagnetica.
Io, il più interno dei più grandi satelliti naturali di Giove è un mondo ricco di vulcani attivi, con pennacchi vulcanici che arrivano sino a 300 Km sulla sua superficie.

Proprio il fatto che sia il mondo più vicino, l'attività elettromagnetica di Giove lo rende assai estremamente più soggetto a sprigionare una grande quantità di calore dall'interno del suo mantello che poi tramite l'attività elettrica viene sfogato in superficie sottoforma di violentissime eruzioni vulcaniche.
I vulcanici "hot spots" di Io non sono solo più caldi rispetto a qualsiasi flusso lavico sulla Terra, ma sono addirittura fin troppo caldi per essere misurati con gli strumenti di Galileo.
Inoltre l'attività è stata trovata ad essere incentrata sui bordi dei cosiddetti "laghi di lava", anche se il resto di questi campi bui sono relativamente freddi.
Nessuna delle bocche vulcaniche attese è stato trovata.
Piuttosto, alcuni dei "vulcanici" pennacchi effettivamente si muovono attraverso la superficie di Io!
Il pennacchio del vulcano Prometeo si è spostato a più di 80 chilometri dalla missione Voyager di dove era stato visto prima.
Con grande stupore di scienziati della missione, si è scoperto che i pennacchi vulcanici emettono luce ultravioletta, una cosa inconcepibile in condizioni normali di ventilazione vulcanica.
La luce ultravioletta è, naturalmente, caratteristica di un arco elettrico.
Ecco perché saldatrici ad arco indossano maschere di saldatura oscurate!

Più di recente, le osservazioni hanno aggiunto una conferma diretta al collegamento elettrico tra Giove e Io.

Una recente immagine del "vulcano" Tvashtar vicino al polo nord di Io rivela un pennacchio che si estende per 290 chilometri sopra la superficie.
Quale vulcano si sposta di 80 chilometri sulla sua superficie terrestre?
Tra poco risponderemo a questa domanda.
Andiamo ancora più lontani da Giove e ci spostiamo sui mondi di Saturno.
Encelado, uno dei satelliti di Saturno, è legato al suo pianeta da un intenso flusso di elettroni che corre avanti e indietro fra i due corpi celesti. La scoperta è stata fatta analizzando i dati trasmessi dalla sonda Cassini ed è illustrata in un articolo pubblicato sulla rivista Nature.
Dal 2004, la sonda Cassini è passata per 14 volte a 500 chilometri di distanza da Encelado, scoprendo via via sempre nuovi segreti di quella luna. Dal polo Sud del satellite fuoriescono getti di gas e di granuli ghiacciati che si caricano elettricamente e formano una ionosfera. Il movimento di Encelado e della sua ionosfera attraverso il campo magnetico che circonda Saturno agisce quindi come una dinamo che genera il sistema di correnti appena scoperto.

La sonda Cassini ha immortalato la luna di Saturno mentre rigurgita dalla superficie lava di ghiaccio caldo proveniente dal mantello.
Allo stesso modo ci spostiamo ancora più lontani dal Sole fino ad arrivare sui satelliti di Nattuno, dove il Sole appare appena più brillante della stella Sirio, nella costellazione di Orione.

Qui viste le basse temperature estreme troviamo un'altra tipologia di vulcani finora sconosciuta sulla Terra, vulcani di Azoto.
Tritone,è la più grande luna di Nettuno, mostra pennacchi di azoto espulsi da "crio-vulcani" vicino al suo polo sud.
Il 20 agosto 1977, la NASA ha lanciato la Voyager 2 una missione su un pluriennale viaggio nel sistema solare esterno.
Dodici anni dopo il lancio, il 25 agosto 1989, Voyager 2 è stata la prima sonda a restituire immagini ravvicinate a distanza di Nettuno, ora ufficialmente riconosciuto come il pianeta più lontano dal Sole (a causa del declassamento di Plutone a un oggetto della Cintura di Kuiper ).
Una delle più grandi sorprese della missione Voyager avvenne nel viaggio vicino alla più grande luna di Nettuno, Tritone.
Con grande stupore degli scienziati planetari, le telecamere hanno rivelato simili a geyser attivi in enormi eruzioni che eruttano gas di azoto e particelle di polvere scura verso l'alto, a otto chilometri nello spazio.

Come si vede nella foto qui sopra le eruzioni hanno lasciato dietro striature del vento e depositi scuri a forma di ventaglio che si irradiano dal punto dell'eruzione.
I geyser e le striature associate sono stranamente simili agli eventi sulla luna di Giove, Io, che sono stati spiegati in modo convincente come effetti di scarica elettrica.

Nei Mondi Interni

Se il fenomeno vale per i mondi esterni al Sistema Solare, la stessa cosa dovremmo vederla anche sui pianeti attorno e in prossimità al Sole vero?
Effettivamente i fatti parlano chiaro.
Mercurio è il pianeta più vicino al Sole, molto più piccolo rispetto a Venere e la Terra, ma presenta comunque la tracce di di un'intensa attività vulcanica in passato e tutt'ora è costellato di vulcani attivi, seppure a prima vista le immagini della Nasa lo facciano apparire un cimitero sterile come la Luna.
Mercurio è stato travolto da eruzioni vulcaniche e da tempeste magnetiche.
E' il ritratto inedito di Mercurio, il pianeta più sconosciuto del Sistema Solare che è geologicamente vivo. Per la prima volta, dopo 35 anni, un satellite torna a fare visita al pianeta. Lo studio si basa sui dati inviati dalla sonda Messenger, lanciata dalla Nasa nel 2004, durante il suo terzo passaggio ravvicinato al pianeta. Lo studio è stato condotto da Louise Prockter della Nasa con il contributo di Gabriele Cremonese dell'osservatorio astronomico Inaf di Padova, insieme ai colleghi Matteo Massironi e Simone Marchi. Le immagini hanno rivelato vulcani attivi sotto il sole del Pianeta. 
E' stato osservato in particolare un bacino di origine vulcanica caratterizzato da una superficie eccezionalmente liscia, dove un tempo scorreva lava. “Questa depressione – ha spiegato Cremonese – di 230 chilometri di diametro, presenta un anello circondato da depositi minerali brillanti che potrebbero costituire la più interessante evidenza vulcanica di Mercurio identificata finora”
Venere, presenta una massa assai maggiore rispetto a quella di Mercurio, e allo stesso modo seppur questo giovane mondo sia avvolto da una rovente atmosfera surclassata da una spessa coltre di nubi che non permette la visuale della superficie dai satelliti, appare evidente che vi questo pianeta è soggetto ad una tremenda attività vulcanica.
La stessa composizione chimica dell'atmosfera della sua atmosfera conferma questo fatto.

Sei anni di osservazioni da parte del Venus Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno mostrato cambiamenti significativi nel contenuto di anidride solforosa nell'atmosfera del pianeta nel corso del tempo, che potrebbe essere spiegato con un’attività vulcanica.
Subito dopo il suo arrivo su Venere nel 2006, la sonda registrò un significativo aumento nella densità media di biossido di zolfo (anidride solforosa) nell’alta atmosfera, seguito da un netto calo, secondo un comunicato stampa dell’ESA. L’atmosfera di Venere contiene livelli molto più alti di anidride solforosa di quelli registrati sulla Terra. Sul nostro pianeta il gas tossico e maleodorante viene prodotto dai vulcani.
“L’anidride solforosa non ha vita lunga nell’alta atmosfera di Venere perchè viene degradata dalla luce solare. L’anidride solforosa nelle regioni più alte deve essere arrivata recentemente dalle nuvole spesse protettive che vorticano sotto l’alta atmosfera. Alcuni ricercatori pensano che il picco di anidride solforosa possa suggerire la presenza di un grande vulcano (o di più vulcani) in fase eruttiva.

La formazione di gruppi di strutture vulcaniche è molto frequente su Venere dove probabilmente il meccanismo dei punti caldi favorisce questo andamento.
Anche sulla Terra abbiamo strutture di questa specie: le Hawaii.
L'arcipelago delle Hawaii è formato da un allineamento NW-SE di 3500 Km di isole vulcaniche. I quattro coni oggi attivi sono posti a SE, ma in passato ve ne sono stati degli altri che ora sono ricoperti al mare o sono diventati atolli.
Ci spostiamo sulla Terra ed è ora di rispondere alla domanda di quale vulcano si sposta sulla superficie terrestre per 80 chilometri?
Ovviamente nessun vulcano in se lo fa.
Ma lo fanno gli Hot Spot del mantello terrestre.
In geologia, un punto caldo (Hot-Spot in inglese) è un punto della superficie terrestre interessato da un'anomala risalita del mantello verso la superficie terrestre e che presenta attività vulcanica da un lunghissimo periodo di tempo; è il caso, per esempio, delle isole Hawaii o dell'Islanda.
Una caratteristica di queste aree vulcaniche, è quella di essere collocati nel mezzo delle placche, anziché ai confini di esse come prevede la teoria generale della tettonica a zolle.

Il movimento del Hot Spot di Yellowstone negli ultimi milioni di anni

La catena di vulcani sottomarini da nord ovest verso sud est mostrano la lunga catena vulcanica generata dal movimento del Hot Spot delle Hawaii.
Ci sono centinaia di Hot Spot in tutto il pianeta che nel corso di migliaia di anni si spostano di centinaia di chilometri facendo eruttare dalla crosta terrestre enormi quantità di lava che a seconda della densità daranno origine a veri e propri fiumi di lava formando enormi edifici vulcanici, o enormi caldere che accumulando magma nell'arco di pochi secoli, o addirittura decenni, daranno il via a catastrofiche eruzioni, come nel caso del Hot Spot di Yellowstone.
Il movimento di questi Hotspot e il fatto che questi contribuiscano ad attraversare la crosta terrestre con costanti grandi eruzioni assomiglia molto a quanto accade ai vulcani elettrici di Io a emissione di luce ultravioletta e che nell'arco di pochi anni si spostano di almeno 80 chilometri rispetto al principale centro eruttivo.

La Terra simile a una Lampada al Plasma

Nella boccia di vetro è presente una miscela di vari gas estremamente rarefatti tra cui mercurio (il più comune), elio, neon, argon, kripton e xenon che in diverse quantità determinano il colore dei filamenti luminosi.
Al centro della sfera c’è un elettrodo, anch’esso sferico a cui è applicata una tensione di circa 10.000V (10kV per farla breve) tramite un circuito oscillante posto nella base dell’apparecchio che genera tale tensione ad una frequenza di circa 35kHz (35000 Herz) immensamente superiore rispetto a quella a cui siamo abituati (50Hz).
Dato che all’interno del vetro la pressione è molto inferiore a quella esterna, l’elettricità non trova molta resistenza ad ostacolare la sua corsa di conseguenza si formano questi filamenti di plasma che si estendono dall’elettrodo fino al vetro, per darvi un idea considerate che per “rompere” ogni milimetro d’aria alla pressione atmosferica occorrono 1000V, pressioni più basse permettono scariche più lunghe con minor potenza.
Il passaggio di corrente avviene tra l’elettrodo e il vetro perchè essi hanno potenziali elettrici diversi, infatti mentre l’eletrodo è a 10kV il vetro rimane neutro, quando tocchiamo la sfera creiamo di fatto un potenziale minore rispetto al vetro in quanto con il nostro corpo costituiamo una via verso la terra che ha potenziale bassissimo per questo si fomerà un unico filamento di plasma visibilmente più potente.
La Terra è come una dinamo.
Il suo nucleo metallico ruotando a velocità differenti rispetto a quella del mantello e della crosta genera immense correnti elettriche che si propagano sia attraverso il mantello sia attraverso la crosta terrestre, chiamate "correenti telluriche", il decadimento radioattivo degli elementi e queste correnti elettriche sono quelle che sotto la crosta terrestre mantengono il nucleo allo stato di fusione e il mantello allo stato liquido, a sua volta queste correnti elettriche che alimentano la Terra derivano dal Sole. (Questa è un'altra storia)
Enormi e costanti fiotti di energia elettrica, esattamente come una sfera al plasma, risalgono dal nucleo terrestre, attraverso il mantello ricco di elementi conduttivi fino alla croste terrestre e, talvolta identificati come Pennacchi del Mantello, proprio come in una Sfera al Plasma, si spostano lentamente rimanendo concentrati per un determinato periodo in uno stesso punto favorendo la risalita di magma attraverso la crosta terrestre e andando così a formare gli Hot Spot.
Questo fenomeno sembra essere lo stesso che avviene sulla superficie di Io, Encelado, Tritone e Venere.
Poiché la ionosfera è caricata dal Vento Solare e dalle tempeste magnetiche, la carica opposta è attratto da magma sotterraneo.
Quello che stiamo osservando altro non è che un costante scarico di energia elettrica attraverso la superficie terrestre..








Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vulcano
http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2011/05/i-vulcani-elettrici-di-io-luna-di-giove.html
http://www.meteoweb.eu/2011/12/astronomia-la-ricerca-della-vita-su-io/106603/
http://expianetadidio.blogspot.it/2012/04/ioluna-elettrica-di-giove.html
http://nemesisresearch.wordpress.com/2010/01/20/encelado-si-rifa-la-crosta/
http://www.thunderbolts.info/tpod/2007/arch07/070622tritongeysers.htm
http://www.lastampa.it/2010/07/16/blogs/anteprime-dagli-usa/nasa-scoperti-vulcani-attivi-su-mercurio-7gl12CSj3tnMbVjKkVZAmM/pagina.html
http://tuttidentro.wordpress.com/2012/12/12/le-nubi-suggeriscono-vulcani-attivi-su-venere/
http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_caldo
http://en.wikipedia.org/wiki/Hawaii_hotspot
http://ronde88.altervista.org/wordpress/?p=850

mercoledì 20 febbraio 2013

ETNA ANCORA IN ERUZIONE


L’Etna continua a eruttare e nel primo pomeriggio di oggi ha dato vita al 3° parossismo nelle ultime 36 ore; abbiamo già pubblicato in quest’articolo alcune spettacolari foto dell’eruzione della scorsa notte, ma nelle immagini che trovate nella galleria in basso (sotto i video) ci sono altri scatti straordinari, alcuni di oggi pomeriggio (foto di Davide Gentile e Gaetano Amato da Biancavilla) e altre della scorsa notte (di Gianluca Zappalà e Sascha Di Bartolo). Poi alcuni video con le immagini dell’eruzione. Intanto sulla base delle osservazioni visive e strumentali dei fenomeni vulcanici e dei comunicati dei Centri di Competenza del Dipartimento, il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico ha emesso un avviso di criticità elevata per l’area sommitale del vulcano. Secondo quanto disposto dall’ordinanza del Prefetto di Catania permane fino al 28 febbraio l’assoluto divieto di accedere al vulcano sul versante Sud oltre quota 2920 m (in prossimità della Torre del Filosofo) e sul versante nord oltre la quota di 2990 m (in prossimità di Punta Lucia). Il Centro Funzionale Centrale continua nell’attività di vigilanza attraverso i Centri di Competenza preposti al monitoraggio e alla sorveglianza dei vulcani italiani – Ingv e Università di Firenze – e attraverso le strutture operative e i presidi territoriali.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/02/etna-in-eruzione-spettacolo-straordinario-foto-e-video-mozzafiato-dal-vulcano-siciliano/186853/

martedì 19 febbraio 2013

IL RITORNO DELL'ETNA

Spettacolare PAROSSISMO notturno del vulcano più grande e temibile in Europa: l'ETNA è tornato alla ribalta durante questa notte, manifestando una brevissima eruzione dai crateri di SE.
Nella serata di ieri il tremore vulcanico è andato via via ad aumentare, poi attorno alla mezzanotte, dal cratere SE è iniziata una forte attività stromboliana, che è andata avanti per ore, intensificandosi solo lentamente. Pochi minuti dopo le ore 4:40 è iniziato il trabocco di lava, mentre le fontane laviche erano visibili a decine di km di distanza. Il vulcano borbottava, emetteva rumori sordi e lo spettacolo per i residenti è stato indiscutibile. Il massimo momento di parossismo c'è stato tra le 5:00 e le 5:30. Poco prima delle ore 06:00 l'attività è andata a calare, quindi il parossismo vero e proprio è durato appena un'ora.


Fonte:http://www.meteoportaleitalia.it/scienze/scienze/vulcanologia/8291-spettacolare-parossismo-notturno-dell-etna-dati-e-foto.html

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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