ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


lunedì 30 aprile 2012

LA FINE DELLA MEDIA ETA' DEL BRONZO-SECONDA PARTE


L'ipotesi di lavoro di Claude Schaeffer era che massicci i terremoti che hanno interessato l'intera area mediorientale che hanno causato queste catastrofi erano in realtà un processo mediante il quale le grandi placche della Terra si stavano riassestando.
Ho sentito da molto tempo che la placca araba era la colpevole, ma che uno degli effetti collaterali benefici era che i giacimenti in profondità della Terra sono stati spinti più in prossimità della superficie da questo processo.
Velikovsky ha ritenuto che la sistemazione degli strati oltre ad una vasta area non poteva essere spiegata dalla scienza convenzionale.


http://www.sis-group.org.uk/abstract/peiser.htm

Stratigrafia comparativa dei livelli Bronzo Destruction età in tutto il mondo: testimonianze archeologiche e problemi metodologici
Riassunto di intervento di Benny Peiser J
Liverpool John Moores University, Facoltà di Scienze Umane, Byrom Street, Liverpool L3 3AF, Regno Unito. e-mail: BJPeiser [at] livjm.ac.uk
Presentato alla Conferenza SIS: catastrofi naturali durante la civiltà dell'Età del Bronzo (11-13 Luglio 1997)

Nel corso degli ultimi due decenni, i ricercatori hanno trovato prove dell'improvviso cambiamento climatico e il collasso della civiltà così come i cambiamenti improvvisi del livello del mare, inondazioni catastrofiche, una diffusa attività sismica e i cambiamenti improvvisi nelle caratteristiche glaciali a circa il 2200 ± 200 aC.
I dati climatologici insieme ai cambiamenti improvvisi lacustri, fluviali e depositi eolici sono chiaramente rilevabili nel confine Atlantico Sub boreale nei documenti archeologici, geologici e dendrocronologici provenienti da tutto il mondo.
Un sondaggio di circa 500 rapporti di scavo, lavori di ricerca ed estratti scientifici sulla fine della civiltà nel terzo millennio aC, il collasso e il cambiamento climatico è stata effettuato al fine di valutare 1) la natura2) l'entità e 3) la cronologia di improvvise flessioni climatiche e sociali a questo periodo particolare.
Questo studio comparativo mostra un significativo modello di brusche glaciali, eustatiche, lacustri, fluviali, variazioni pedologiche e geomorfologiche circa mel 4250 ± 250 BP(prima dell'Era Presente) in molte aree del mondo.
Inoltre, la maggior parte dei siti e delle città (1000) delle prime civiltà urbane in Asia, Africa ed Europa sembrano essere crollate circa nello stesso tempo.
La maggior parte dei siti in Grecia (260), Anatolia (350), il Levante (200), Mesopotamia (30), il subcontinente indiano (230), Cina (20), Persia / Afghanistan (50), Iberia (70) sono improvvisamente crollate nel 2200 ± 200 aC,e mostrano i segni inequivocabili di calamità naturali e / o rapido abbandono.
I dati rilevati nella geologia marina, terrestre, biologica ed archeologica mostra un record di improvvisi sconvolgimenti ecologici, climatici e sociali, che sembra coincidere con simultanee variazioni del livello del mare e dei laghi, un aumento dei livelli di attività sismica e diffuse inondazioni / tsunami e disastri.
Il problema principale di interconnessione in questa vasta mole di dati in ordine cronologico è l'applicazione di metodi di datazione incoerenti ed imprecisi in diverse aree di ricerca geologica e climatologica.
Si ipotizza che le prove a livello globale rilevate per improvvise contrazioni nel confine Atlantico Subboreale è cronologicamente interconnesso e che le divisioni cronologiche sono dovute principalmente alla imprecisione dei metodi di datazione.
Né una sismica, né una spiegazione climatica di questi disastri naturali e sociali significativi appare in grado di spiegare la diversità delle alterazioni ecologiche e la grande varietà di caratteristiche dei danni così come l'estensione globale di questi eventi.
Corpi celesti, invece, secondo la costituzione cometaria e la loro forza coesiva, può avere effetti catastrofici sul sistema ecologico in una varietà di modelli che corrispondono alle caratteristiche glaciologiche, geologiche e archeologiche documentate in questo studio..
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BENNY J Peiser è nato in Israele e ha studiato nell'ovest della Germania.
Lui è uno storico e antropologo con interesse particolare nella ricerca in stile neo-catastrofismo e le sue implicazioni per l'evoluzione umana e sociale.
Benny è un docente senior presso Liverpool John Moores University e ha svolto ricerche, scritte e lette sul neo-catastrofismo nei campi della storia antica, archeologia, antropologia culturale (e le origini antiche di sport da combattimento) dal 1987.
Ha presentato e pubblicato numerosi saggi sulle implicazioni storiche, intellettuali e culturali del neo-catastrofismo.
È membro della Royal Society Antrophology ed è l'editor di The Historian Sports, la rivista della Società Britannica di Storia dello Sport.
http://www.sis-group.org.uk/abstract/baillie.htm
Tree-anelli di prove per i disastri ambientali nell'età del Bronzo: cause ed effetti
Riassunto ed intervento di Mike Baillie GL
Paleoecologia Centre, School of Geosciences, Queen University, Belfast, Irlanda del Nord. e-mail: mbaillie [at] regine-belfast.ac.uk
Presentato alla Conferenza SIS: catastrofi naturali durante la civiltà dell'Età del Bronzo (11-13 Luglio 1997)

Nel 1988 è stata fatta l'osservazione che il più stretto anello negli eventi irlandesi sub-fossili cronologigi di rovere sembra allinearsi con grandi acidità record nel ghiaccio della Groenlandia.
Tre degli eventi, in tre anelli di tre epoche 2345 aC, 1628 aC e 1159 aC, si sono rivelati di particolare interesse in quanto hanno contribuito al dibattito sull'eruzione dell'Hekla in Islanda, datata al 2310 ± 20 BC, Santorini nel Mar Egeo, datata a circa 1670-1530 BC, e,nuovamente l'Hekla, collegati da Hammer e i suoi colleghi al 1120 ± 30 aC in cui coincide con la stratificazione di ghiaccio acido.
Ben presto divenne evidente, in particolare attraverso i commenti da Kevin Pang, che i due eventi successivi potrebbero riguardare in qualche modo l'inizio e la fine della dinastia cinese Shang.
E 'altrettanto interessante notare che l'egiziano Nuovo Regno si estende tradizionalmente alla gamma approssimativa del 1570-1080 aC.
Quindi la questione è stata sollevata se questi due eventi correlati al vulcano potrebbero aver causato il diffuso cambiamento dinastico.
Per procedere con questa discussione, è necessario cercare di ottenere una migliore conoscenza sulla natura degli effetti.
Questo articolo esaminerà le informazioni degli americani sui tre anelli delle epoche nella Fennoscandia e fare qualche tentativo di definire la natura degli eventi del 1628 aC e 1159 aC,se gli eventi sono stati veramente bruschi, come ci si aspetterebbe dai vulcani, o sono stati imposti da pre-flessioni esistenti.
L'evidenza esistente suggerisce che quest'ultimo può essere il caso.
Se questo è corretto, sembra opportuno chiedersi che cosa potrebbe aver causato la flessione? Questa domanda porta logicamente alla speculazione che il caricamento di dell'atmosfera dallo spazio potrebbe essere un fattore significativo nelle recessioni ambientali..


Fonte:http://frontiers-of-anthropology.blogspot.it/2011/08/professor-claude-schaeffer-and.html

LA BUFALA DELLE SCIE CHIMICHE E LA VOLGARE VIOLENZA DEI PARANOICI


L’argomento delle scie chimiche è entrato su MeteoWeb in punta di piedi ma pian piano, negli ultimi giorni, ha assunto caratteri “esplosivi”. Nello scorso dicembre avevamo pubblicato quest’articolo e la cosa era finita lì.

Nelle ultime settimane tanti nostri lettori, via email, nei commenti del sito e sulla nostra pagina di facebook, ci chiedevano cosa pensiamo delle scie chimiche e ieri abbiamo colto la palla al balzo nel pubblicare, come facciamo ogni giorno, le mappe satellitari della Nasa sull’Italia mostrando gli splendidi cirri che hanno solcato i nostri cieli, precisando che non si tratta di scie chimiche in quanto i seguaci della teoria delle scie chimiche confondono proprio queste nubi con chissà quale agente artificiale immesso nell’atmosfera dagli aerei.

Dopo la pubblicazione di quest’articolo s’è scatenato il pandemonio: siamo stati accusati e criticati da decine di persone convinte di avere la verità assoluta e di conoscere cose che nessuno ha mai saputo provare e testimoniare, ci hanno detto di vergognarci, ci hanno scritto che non abbiamo coscienza e che addirittura siamo collusi e conniventi, come se ogni mattina ci alzassimo, andassimo sul balcone e iniziassimo a ruttare scie chimiche.

Qualcuno ci ha anche scritto che ne abbiamo parlato per aumentare i nostri click, senza pensare che se avessimo voluto fare un’operazione per aumentare i nostri visitatori avremmo dovuto scegliere di divulgare e diffondere la bufala delle scie chimiche come se fosse vera: in tanti si sarebbero impressionati, avrebbero fatto girare in rete l’articolo e avrebbero fatto impennare le nostre letture. Se, invece, parliamo di “bufala” è evidente che attiriamo solo le critiche e le calunniose offese si chi è fermamente convinto che le scie chimiche esistano davvero, ma lo facciamo con convinzione perchè se negli ultimi anni sulle scie chimiche s’è fatta addirittura un’interpellanza al ministero dell’ambiente da parte di un ex ministro ai lavori pubblici, nonché segretario di un partito, allora è proprio vero che “la questione cessa di essere materia di barzellette, e assume i connotati dell’emergenza sanità mentale pubblica” come scrive il dott. Pasquariello in questa preziosa pagina. Anche Paolo Attivissimo sulle scie chimiche è molto chiaro.



La realtà è che noi siamo qui per fare informazione, e che senza questi spiacevoli episodi non avremmo mai pensato neanche lontanamente di dover affrontare il tema delle scie chimiche. Infatti nessuna persona di buon senso può credere a simili fandonie, soprattutto nel “target-tipo” dei lettori di MeteoWeb, a cui va riconociuta una cultura medio/alta alla luce degli argomenti trattati dal giornale, prettamente scientifico.

Dopotutto la diffusione ormai capillare di questa bufala ci costringe a puntualizzare come stanno veramente le cose, sperando che qualcuno possa metter da parte le proprie paranoie e aprire gli occhi su tutte le balle che gli hanno raccontato. Se così non sarà, pazienza. Almeno avremo la nostra coscienza a posto.


La bufala delle scie chimiche è nata negli anni ’90 per colpa di un giornalista canadese un pò troppo fantasioso che, probabilmente, quel giorno non aveva nulla di meglio da fare. A noi giornalisti insegnano fin dalle università che bsogna cercare fin in fondo la verità delle cose, ed è un “dettame” professionale sacrosanto che però, a volte, viene estremizzato e vissuto come un autentico fondamentalisto da chi esaspera il concetto e, cercando la verità, tende sempre a immaginare qualcosa di strano, qualcosa di losco dietro ogni evento, anche il più normale e il più naturale, come il volo di un aereo che trasporta passeggeri tra due città.

Così nascono le teorie del sospetto e le teorie del complotto, così sono nate le favole di Hitler che non si sarebbe mai suicidato, di Kennedy che vivrebbe ancora in una villa su un’isola della Grecia circondato da belle donne, dell’uomo che non sarebbe mai approdato sulla luna, delle Torri Gemelle buttate giù dagli stessi Americani (!) o di Bin Laden che non sarebbe mai stati ucciso o, ancora, ai terremoti provocati artificialmente da esperimenti ‘HAARP’. Bufale paranoiche diventati luoghi comuni della nostra società proprio come quella delle scie chimiche che però, probabilmente, supera tutte le altre in quanto a gravità perchè la gente che ne è convinta pensa che stiano distruggendo la propria salute e quella dei propri figli quindi si spaventa personalmente e in questo modo diventa anche pericolosa (vedi i commenti lasciatici ieri su MeteoWeb, o quelli che dovremo subire in quest’articolo e che non cancelleremo di proposito).


Le scie chimiche, in realtà, non esistono. Quelle “scie” visibili nei cieli, quando non sono nubi alte e stratiformi (i cirri, appunto), sono semplicemente normali scie di condensazione lasciate dai velivoli. E’ anche normale che nelle giornate umide queste scie tendono a diventare più spesse e gonfie, e a rimanere in cielo per lunghi periodi: la scienza spiega benissimo questi meccanismi legati alle dinamiche dell’atmosfera, mentre non c’è alcuna prova sulla teoria delle “chemtrails”.

Viene da chiedersi com’è possibile che in molti siano così tanto ingenui e creduloni in una società in cui la scuola è obbligatoria fino a 16 anni e basterebbero anche la metà, se nelle nostre aule si insegnasse davvero, a formare una cultura tale da rinnegare ogni tipo di fandonia simile a quella delle scie chimiche. Ma qui sfondiamo un’altra porta aperta, un’altra tematica che affligge la nostra società: la cultura o meglio, l’assenza di cultura che consente, specie oggi grazie a internet e al fenomeno dei social network, al proliferare di simili idiozie.



Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/04/la-bufala-delle-scie-chimiche-e-la-volgare-violenza-dei-suoi-paranoici-seguaci/131939/

UN MAGGIO DA BATTERE I DENTI IN INGHILTERRA


Fa veramente freddo come in pieno inverno sul Regno Unito, già in questi giorni, ed è ancora solo un antipasto del mese di maggio che verrà. Stamattina in Scozia e Irlanda molte località sono scese sottozero, con -3°C a Loch Ness e -2°C ad Aberdeen, sulla costa, tra tutte le altre. Anche le grandi città hanno fatto registrare valori molto bassi come i +1°C di Glasgow, i +4°C di Dublino e Birmingham e i +6°C di Londra. Anche nelle ore diurne fa decisamsente freddo complici le forti piogge. Oggi Cardigan, in Galles, non ha superato i +5°C mentre Birmingham s’è fermata a +6°C e Dublino a +7°C. Freddo anche a Glasgow con +10°C di massima, e a Londra con appena +11°C. Sulle colline nevica già abbondantemente.
Nei prossimi giorni le temperature diminuiranno ancora in due tranche, dapprima nei prossimi giorni e poi in modo ancor più deciso tra sabato 5 maggio e la prossima settimana, quando farà davvero freddissimo come nei giorni più freddi dell’inverno!
Nei prossimi giorni nevicherà copiosamente su gran parte di Scozia, Irlanda e Galles con accumuli localmente asnche abbondanti; anche in alcune zone di Francia e Spagna nevicherà in modo clamoroso fino a quote molto basse per il periodo, ma la vera ondata di freddo sarà quella che inizierà il 5 maggio quando potrebbe addirittura tornare la neve a Londra! I meteorologi inglesi che settimane fa avevano previsto tutto, hanno pienamente azzeccato la previsione!
Continuate a seguirci perchè seguiremo giorno per giorno quest’eccezionale evoluzione meteorologica: dopo mesi di caldo e siccità, nell’Europa nord/occidentale sembra voler arrivare l’inverno proprio adesso che, invece, dovrebbe entrare nel vivo la primavera e mentre in questi giorni nell’Europa centro/orientale si raggiungono temperature da record di caldo, nel Regno Unito e probabilmente anche nelle zone più occidentali di Francia e Spagna si batteranno molti record di freddo per il mese di maggio e, forse, anche di aprile nelle prossime ore!

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/04/incredibile-nel-regno-unito-tornano-freddo-e-neve-come-in-pieno-inverno-sara-un-maggio-da-battere-i-denti/131881/

sabato 28 aprile 2012

LA FINE DELLA MEDIA ETA' DEL BRONZO-PRIMA PARTE


http://www.ancientdestructions.com/site/mentor3.php
Il Professor Claude Schaeffer (1898-1982) del College de France
Claude Schaeffer era un archeologo rivoluzionario francese che è giunto alla conclusione centrale che il destino dell'umanità è stato principalmente costretto da calamità naturali che non si vedono oggi.
Questi fenomeni comprendevano ampi mega tsunami, terremoti e vulcani e il cambiamento climatico massiccio.
Nel suo tempo è stato messo in isolamento per quanto riguarda queste conclusioni.
Oggi come oggi l'archeologia principalmente colloca la salita e discesa dell'uomo come risultato della guerra, la politica e il declino drlla competenza.
E 'solo recentemente che archeologi come Harvey Weiss e Amos Nur Ben stanno mettendo in discussione queste idee cariche di teoria e rendendosi conto che la mano della natura catastrofica può svolgere un ruolo maggiore nel destino dell'umanità
Il compito di raccogliere e interpretare le testimonianze archeologiche di questi grandi sconvolgimenti naturali della zona del Vicino Oriente è stata diligentemente eseguita.
Hanno scavato a Ras Shamra-Ugarit in Siria e Enkomi-Alasia a Cipro.
Durante gli anni della seconda guerra mondiale e negli anni seguenti hanno lavorato sul suo stratigrafiche comparée Chronologie et de l'Asie occidentale.
Schaffer giunse alla conclusione che grandi catastrofi di dimensioni continentali chiusero diverse epoche storiche, la più grande di loro ha avuto luogo alla fine del Medio Regno in Egitto e in realtà hanno causato la sua caduta, la terra era coperta da uno spesso strato di cenere, terremoti violenti hanno sconvoolto l'intero Medio Oriente antico, da Troia ai Dardanelli al Caucaso, Persia, Egitto;le civiltà dell'Età del Bronzo Medio improvvisamente è stata terminata: il traffico, il commercio, e l'esercizio delle arti è cessato; popolazioni di tutti i paesi sono stati decimate, i superstiti hanno cominciato una vita nomade; pestilenze hanno preso il loro pedaggio; il clima è cambiato improvvisamente.
Scrisse a Immanuel Velikovsky in corrispondenza personale.
"Dalla pubblicazione del stratigrafiche Comparée nel 1948, scritto durante gli intervalli dei miei compiti in tempo di guerra nella Fighting Marina francese, soprattutto tra il 1942 e il 1945, un ulteriore lettura e di ricerca in altri siti archeologici del Vicino Oriente hanno rivelato nuove conferme della realtà di quelle crisi su scala continentale che ho individuato e cercato di analizzare.
Sarei contento se potessi scrivere ora immediatamente un edizione contemplata seconda e ampliata di stratigrafiche Comparée in 2 volumi.
Per le nuove conferme quelle crisi non potevano più essere messe in discussione dal gran numero di scettici miopi archeologi tra cui vivo adesso in una sorta di isolamento scientifico, che ci colpiscono sono le prove e così precise con le date stabilite dalle nuove scoperte.
Quando la loro testimonianza sarà stata mostrata, queste grandi crisi spiegheranno meglio di prima, lo sviluppo storico delle civiltà più antiche e il suo meccanismo, e saranno sicuramente prese dalle mani dell'uomo al comando dei grandi avvenimenti storici che pensavamo che possedeva.
Avere per la prima volta istituito nel Strat. Comp. quelle successive crisi durante il mulino IIrd e II ° dal Caucaso in Egitto (e ce ne sono ancora più da analizzare del IV e Ist mulino. aC), ho avuto la tentazione di cercare le cause tra le quali sono stati terremoti, maremoti, cambiamenti climatici e altri agenti naturali catastrofici.
L'idea dei disturbi del terremoto e le loro conseguenze ha morso tanto la fantasia degli archeologi che alcuni di loro, che sono ostili alle nuove idee che li obbligano a studiare nuovamente i stabiliti pareri scientifici, hanno ammesso che volevano spiegare tutte quelle crisi in modo diverso da tremori della terra e le loro conseguenze sulla occupazione umana e della civiltà in tempi antichi.
Così quelli dei miei colleghi che non sono facilmente accessibili a nuove idee hanno usato il loro argomento per screditare l'intera idea della realtà della crisi su scala continentale.
E' stata disturbata la loro visione conservatrice e confortevole sulle vicende storiche durante il III e il II ° mill.
Ci vorrà ancora un po di tempo fino a quando la nuova idea abbia messo radici, ma alla fine attecchirà per la verità come sempre.
Naturalmente, come avete fatto nel vostro vasto campo soprattutto della geologia, l'antropologia, l'astronomia, vorrei accelerare il processo di maturazione delle nuove idee attraverso la pubblicazione del nuovo materiale e nuove conferme nel Vicino Oriente ed europei preistorici e la protostorica archeologia.
Purtroppo sono così carico di lavoro che il tempo non è ancora giunto quando potrò sedermi e scrivere il Comparée stratigrafiche sarà nuovo e ampliato.
Forse è bene, al momento, stabilire solo la realtà di quelle crisi e gli sconvolgimenti enormi nel corso degli ultimi millenni prima della nostra epoca, o BC e lasciare lo studio delle cause alla ricerca più tardi.
Per lo storico e il pubblico generale non sono ancora pronti ad accettare il pensiero che la terra è un posto molto meno sicuro di quello che erano abituati a credere.
Con la rimozione dei signori della guerra fastidiosi in alcune delle nazioni moderne, con Hitler, Mussolini ed i comunisti, infine rimossi, pensano che la pace eterna e la sicurezza verrà automaticamente ottenuta sulla terra ovunque.
E 'vero che il disastro del terremoto molto recente nella consueta area del Mediterraneo hanno ancora una volta un po' scosso questa convinzione.
Ma gli uomini non sono facilmente convinto di affrontare la realtà e ad accettare i risultati di una ricerca obiettiva.
Essi preferiscono vivere nel loro mondo fantasioso. E forse tanto meglio per loro ".

Negli annali della moderna sismologia nessun terremoto è noto per aver colpito una zona così ampia.
Schaeffer ha indagato sui luoghi scavati in Asia Minore, e le relazioni degli archeologi, e in ogni luogo ha trovato sempre lo stesso quadro.
Rivolse la sua attenzione alla Persia, più a Oriente - e gli stessi segni di catastrofi erano evidenti in ogni luogo scavato.
Poi rivolse la sua attenzione verso il Caucaso, e anche lì, la somiglianza delle cause e degli effetti era innegabile.
Nei suoi scavi archeologici a Cipro avrebbe potuto ancora una volta stabilire la serie stessa degli interventi da parte degli elementi frenetici della natura.
Egli fu così impressionato da ciò che aveva scoperto che nel corso dei prossimi anni ha messo per iscritto il lavoro citato nel voluminoso stratigrafiche comparée Chronologie et de l'Asie occidentale (IIIE et IIe millennaires), pubblicato dalla Oxford University Press nel 1948. In oltre seicento pagine integrate da molte tabelle,è ha presentato la sua tesi.
Le grandi perturbazioni che hanno lasciato le loro tracce nella stratigrafia dei principali siti dell'età del bronzo dell'est dell'Asia sono in un numero di sei.
Il più antico tra i quali scosse, tra il 2400 e 2300, tutta la terra che si estende dal Caucaso del Nord fino alla valle del Nilo, dove divenne una delle cause, se non la causa principale della caduta della egiziana dell'Antico Regno dopo la morte di Pepi II.
In due siti importanti in Asia Minore,da Troia e Alaca Huyuk, gli escavatori hanno riportato danni dovuti ai terremoti.
Sotto le mura crollate degli edifici contemporanei con la catastrofe,sono stati recuperati gli scheletri degli abitanti sorpresi dal sisma.
Tuttavia, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non è possibile dire in quale misura i terremoti sono la causa diretta delle catastrofi che, in un momento situato tra il 2400 e 2300, ha colpito molti dei paesi dell'Asia occidentale.
Siamo meglio informati in ciò che concerne la seconda delle grandi perturbazioni che, in ordine di tempo hanno sconvolto tutta la civiltà dell'Età del Bronzo in Asia occidentale.
In Anatolia, questi eventi brutali e improvvisi hanno colpito fatalmente i centri brillanti di Troia III, di Alaca Huyuk famosa per la ricchezza delle sue tombe reali e Alishar IB e di Tarse.
Per quanto riguarda la natura di questa terza grande perturbazione, registrata in tutti i paesi dell'Asia occidentale, alla fine dell'Età del Bronzo Medio,i cui effetti, in alcune regioni, sono state prorogate nel mezzo del periodo del Bronzo Recente,siamo ridotti, nello stato attuale delle nostre conoscenze, alle ipotesi.
La maggior parte dei paesi di occupazione hanno subìto una notevole riduzione, in altri la sedentaria occupazione è stata sostituita da quella nomade.
In Palestina e l'isola di Cipro, la situazione sembra essere stata complicata dalle epidemie; tombe collettive senza offerte durevoli e apparentemente stabilite con una certa fretta sono state portate alla luce nelle necropoli della fine dell'età del Bronzo Medio e l'inizio della recente Età del Bronzo.
Calamità della stessa natura sembrano aver causato l'eclissi dell'impero ittita dal 1600 a.C in poi in cifra tonda.
Persia e Mesopotamia, a loro volta poi hanno attraversato una grave crisi, allo stesso modo nel Nord, i paesi del Caucaso, il nostro studio ha dimostrato che anche qui non vi è continuità tra le civiltà dell'Età del Bronzo Medio e dell'età del Bronzo Recente.
Questo periodo brillante della Media Età del Bronzo, durante il quale fiorì l'arte del Medio Regno in Egitto e l'arte raffinata industriale del Medio Minoico, e nel corso della quale i grandi centri commerciali come Ugarit, in Siria hanno goduto di una notevole prosperità, è stato concluso tra il 1750 e il 1650 da una nuova catastrofe, uguale in gravità e portata alle due perturbazioni precedenti.
Tuttavia, intorno al 1450, una nuova perturbazione, la quarta a partire dalla metà del terzo millennio, ha colpito l'Asia occidentale, in particolare le regioni del Mediterraneo.
Evidentemente meno rigorosa di quelle precedenti, è stata accompagnata da rivolte in Siria e in Palestina, ha resistito da Thutmosi III e soggiogata da Amenhotep II.
Un secolo più tardi, verso il 1365,la data significa, al tempo del regno di Amenofi IV o Akhenaton, un terremoto di grande violenza ha devastato molte città sulla costa Syrio-palestinese così come all'interno dei paesi.
In Asia Minore anche i centri urbani (Tarse e Boghazkeui e Troia) hanno subìto danni nello stesso periodo.
Questa quinta perturbazione è molto distintamente marcata nelle sezioni stratigrafiche della maggior parte dei siti esplorati in questi paesi.
Da circa il 1250 o 1225, la catastrofe sesta e ultima grande cadde sulle civiltà dell'Età del Bronzo in Asia occidentale.
Vasti movimenti etnici vengono lanciati di nuovo di cui uno.
Il Professor Schaeffer cerca quindi le cause e assegna il maggior peso al disastro naturale, e non necessariamente e puramente a disturbi sismici [La sua spiegazione data].
La nostra indagine ha dimostrato che queste crisi successive che hanno aperto e chiuso il periodo principale dei millenni terzo e secondo non sono stati provocati dall'azione dell'uomo.
Al contrario, rispetto alla ampiezza di queste crisi generali e ai loro effetti profondi, le gesta dei conquistatori e le macchinazioni degli statisti in quel momento appaiono come effetti modesti.
Così in sintesi si può dire che diverse volte durante il III e II millennio prima dell'era attuale l'antico Oriente è stato disturbato da catastrofi stupende, ma ha anche trovato prove che nel quarto, così come nel primo millennio, l'antico Oriente ha attraversato grandi parossismi naturali, ma la loro descrizione di Schaeffer è riservata per future pubblicazioni.
Nel lavoro pubblicato per il III e II millennio, Schaeffer discernere cinque o sei grandi sconvolgimenti.
Il più grande di questi ha avuto luogo alla fine del Bronzo,o l'Antico Regno in Egitto.
In ciascuno di questi avvenimenti, la vita è stata improvvisamente turbata e il flusso della storia interrotta.
Schaeffer ha anche indicato che la sua conoscenza con l'archeologia europea gli faceva sentire la certezza che anche l'Europa, è stata coinvolta in tali catastrofi, in tal caso, esse devono essere state più che continentali,in realtà di dimensione globale.


Fonte:http://frontiers-of-anthropology.blogspot.it/2011/08/professor-claude-schaeffer-and.html

venerdì 27 aprile 2012

L'INVERNO DI FERRO DELLO YOUNGER DRYAS


Questa mappa di temperatura ricostruito per l'evento del Dryas recente è più significativo di quanto i produttori realizzino.

E 'anche virtualmente una fotografia della condizione della terra nel punto in cui ha cominciato a fare i suoi effetti noti: questo perché, quando un forte evento, ha piombato una lieve e precoce estatedel clima del emisfero Nord immediatamente nel bel mezzo di un rigido inverno.
E questa mappa va sostanzialmente ad indicare dove la spessa nube di polvere copriva il terreno e ha portato giù le temperature fin dall'inizio dell'evento.(confrontare la prossima mappa qui sotto)

Utilizzando le cifre fornite da Otto Muck circa la sommersione di Atlantide, le eruzioni presso la dorsale medio-atlantica in prossimità delle Azzorre ha portato alla formazione immediata di un fungo atomico da 25 a 50 miglia di altezza e fino a 1000 miglia di larghezza in una forma di disco.
Essa conteneva 5 milioni di chilometri cubi di acqua e fino a 1/2 milioni di chilometri cubi di areato di polvere vulcanica e detriti.
In pochissimo tempo,i venti della corrente a getto hanno frustato la nube di detriti attorno all'emisfero settentrionale: era alta e spessa abbastanza per raggiungere finalmente l'emisfero australe e disturbare i modelli climatici anche lì.
La nube era per lo più pesante carica di vapor d'acqua e polvere vulcanica atomizzata, ma comprendeva anche livelli letali di monossido di carbonio e anidride carbonica.

Younger Dryas Impatti sul cambiamento climatico
Da un sito diverso, ma che indica evidenze specifiche che vanno verso il rafforzamento del quadro generale,c'era anche una forte risalita di acque profonde lungo la costa orientale degli USA.
Questa risalita di acque profonde avrebbe anche potuto essere causata da esplosioni di gas metano dalle grandi profondità.
L'attività vulcanica è aumentata con i dettagli più specifici di seguito.
Il Dryas recente era davvero un cambiamento brutale nel clima, ma anche in altri modi, tra cui alcuni ritocchi geofisici di cui non trascurare le prove sia per una inversione geomagnetica, ma anche uno spostamento della crosta esterna della Terra nel corso degli strati interni,gli strati esterni della crosta terrestre non sono in alcun modo ancorati ai livelli inferiori dell'Astenosfera inoltre è noto ora che i diversi strati interni della Terra ruotano a velocità diverse e non sono sincronizzati, pertanto lo slittamento tra i diversi strati è non solo prevedibile, è un processo continuo in corso.
http://en.wikipedia.org/wiki/Younger_Dryas http://www.nicholas.duke.edu/thegreengrok/climatedebate
http://ie.lbl.gov/mammoth/mammoth.html
http://bcclimate.com/
http://bcclimate.com/Comet% 20Impact 20Hypotheses.html%
http://www.amazon.com/Cycle-Cosmic-Catastrophes-Stone-Age-Changed/dp/1591430615

Condizioni artiche furono annunciate dalla presenza di questa fioritura nella tundra ,la octopetalia Dryas

Cronologia della manifestazione Younger Dryas, registrati negli strati di ghiaccio della Groenlandia utilizzando le date non aggiustate del C14
Nature, vol. 323 18 settembre 1986 p. 247
"Late-Glacial oscillazione climatica in Equivalente Atlantico al Alerod / Event Younger Dryas" Robert J. Mott, Douglas R. Grant, Ralph Stear e Serge Occhetti.
Le sponde del Newfoundlandland e New Brunswicke nel 10.000 BC sono state rivestite con betulle e abeti rossi durante un intervallo relativamente più caldo, ma sono stati colpiti con un improvviso "disturbo diffuso e crollo climatico di valore tale da influire fortemente negli ambienti deposizionali in tutto il Canada Atlantico." La deposizione organica è stata sostituita dalla deposizione di minerali e banchi di sabbia che hanno coperto i letti forestali circa 11.000 anni fa,i depositi di minerali hanno coperto tutti gli stagni,laghi,letti di torba,terreni e corsi d'acqua [infatti i Carolina Bays sono stati riempiti con sedimenti simili allo stesso tempo. )
Questo evento è correlato con i campioni del Nord Atlantico che dimostrano che nel 14.000-15.000 BP il fronte polare attraverso l'oceano era a circa 40 gradi Nord. Inoltre vi è un letto pieno di cenere attraverso il Nord Atlantico esattamente in questo stesso livello,che e si estende dal New England,dall'Islanda alla Scandinavia di nuovo alle date stimano attorno al 8500-8600 aC.
In quel periodo c'era di nuovo una massiccia ondata abrasiva al largo delle coste davanti all'avanzata glaciale: acqua seguita da ghiaccio: un aumento delle precipitazioni e l'erosione,vampate di calore nei sedimenti oceanici, erano avvenute prima che i ghiacciai ri-avanzassero.
Questo evento del Younger Dryas è stato uno di portata globale: "Non è un semplice fenomeno del Nord Atlantico regionale che deriva dalla rottura di dighe di ghiaccio,con la deviazione delle acque di disgelo,il riorientamento del flusso atmosferico o di produzione inelle acque profonde", anche se tutte le cose sono state associate con l'evento.

Mappa della glaciazione al massimo glaciale.
Il Dryas recente è stato un periodo in cui i ghiacciaio erano in ritiro in una fase interglaciale,in Gran Bretagna segnata dalla presenza di clima caldo con coleotteri in depositi deiletto forestali, e poi il clima ha fatto un nuovo dietro-front a condizioni di nuovo massimo-glaciale.


Una delle cose scoperte poco tempo fa era che l'evento è stato caratterizzato da un improvviso scioglimento glaciale che si era inizialmente legata all'idea di una cometa che esplose su tutta la regione. Robert Kline specifica che l'esplosione era finita sulla Baia di Hudson,il Polo Nord di allora,secondo la costruzione di Hapgood.

Illustrazione dello strato "Black Bed" in una sezione trasversale di una collina i letti neri sono evidenti nelle stratificazioni del periodo e ci sono i letti neri ovunque, indicando la precipitazione di carbonio nero (fuliggine) materiale precipitato dall'atmosfera su una vasta area.

Strato superiore del suolo fossile carbonizzato, illustra lo strato di cenere causata dagli intensi incendi boschivi del periodo. Questo strato carbonizzato è lo strato che può contenere tectiti e minidiamanti.

Carolina Bays,il suolo è crivellato in maniera massiccia di crateri lungo tutta la costa orientale degli Stati Uniti e comunemente si era pensato essere il risultato di forti rovesci di meteoriti, alla fine dell'era glaciale.
Durante lo slittamento della crosta terrestre l'acqua nel sottosuolo potrebbe aver ribollito a causa del calore generato ed essere esplosa in superficie con colossali getti di vapore simili a geyser,non per niente ma il fenomeno delle Carolina Bays si trova in prossimita di bacini idrici sotterranei o occupate anche da laghi,le profondità del sottosuolo nel periodo devono essersi surriscaldate per il calore generato.


Zhirov afferma "Molti ricercatori sottolineano che la data di Platone della distruzione di Atlantide si sincronizza con molti eventi geologici e di altro tipo. Ad esempio, Reshetov richiama l'attenzione che questa data si armonizza con l'eruzione del Eifel [campo vulcanico in Germania] e Puy de Dome in Francia, e con l'attività tettonica nella penisola balcanica, i Carpazi, il Caucaso e altrove.
AA Gorbovsky sottolinea allo stesso modo questa data.
G. Arrnius osserva che la fine dell'ultima glaciazione è stata accompagnata da violente eruzioni vulcaniche al Lago Laacher in Europa centrale, in Islanda, e il Nord Atlantico in generale, nel Mediterraneo, lungo l'intere Ande e le coste del Centro e Sud America, in Patagonia e in altre aree
"Zhirov dà le date per la distruzione di Atlantide dalla data di Muck del 8498 aC, ad una data più generale del 9500 aC, che è all'interno lo stesso margine di errore generale (Le note parlano dei problemi della datazione al C14)
Grandi eruzioni vulcaniche avvennero anche nell'Atlantico Nord circa 10000 anni fa.
La pubblicazione del Smithsonian Institution delle eruzioni avvenute alla fine dell'ultimo periodo glaciale:
ca 8000-9000 aC Lassen Peak, California
ca 8600-8000 aC, Eifel campo vulcanico
ca 8.450-8.150 aC, Mount Shasta, California
ca 8.250-8.050 aC, Emuangogolak, East Africa
ca 8100-8000 aC, Taupo cratere vulcanico Nuova Zelanda (molto grande)
ca 8100-8000 aC, Mt Edziza, Canada
ca 8250-8000 aC (forse meno) Chaine des Puys, Francia
ca 8040-7635 aC SW lago, campi di Taupo, Nuova Zelanda
b.7900 BC, Ruapehu, Nuova Zelanda (molto grande)
b. 7900 aC, Isole Lipari, Italia
ca 7750 aC, Taupo cratere vulcanico, Nuova Zelanda (molto grande)
ca 7950 - 7550 aC, Tongariro Nuova Zelanda (molto grande)
ca 7750-7500 aC, Hijiori, Giappone
ca 7610-7475 aC, Monte Adams, Washington
ca 7660-7460 aC Witori gruppo, New Britain, Melanesia
ca 7530 -7440 aC, Luinaya Pas'i, Isole Kurili, Siberia (molto grande)
ca 7530-7000 aC, la formazione di cono secondario sul monte Shasta (molto grande)
ca. 7500 aC, caldera Ushiship, isole Kurili, Siberia

Lo scheletro di Denise fu sepolto in una colata di lava associato all'attività vulcanica di Le Puy,in Francia ed è stato considerato molto antico, di conseguenza, ma si rivela essere del Pleistocene finale in quanto lo scheletro di un mammut contemporaneo è stato rinvenuto nello stesso strato.
Un flusso di lava del Mauna Kea, Hawaii, si pensa risalga alla fine del Pleistocene, 8000-9000 aC. (Vulcani del Mare, A. Gordon MacDonald, 1983) Ci sono anche frane nel periodo tardo-pleistocenico alle Hawaii che sono simultanee a frane nella zona della catena delle Cascade, compreso il monte St Helens.
Charles Hapgood in Path of the Pole menziona cinque vulcani giapponesi pensa siano scoppiati alla fine del Pleistocene (le dateal C14 variamente stimano dal 7.000-12.000 aC, p 135-136)
Inoltre egli cita Frank Hibben della Universita del New Mexico per l'esistenza di letto di detriti di lava, in associazione con i resti di Mammoth di Siberia e Alaska.
Ci sono anche flussi di lava estesi in Asia centrale: tutti questi flussi sono datati a circa 8000-9000 aC (radiocarbonio)
Fred M Bullard in Vulcani della Terra, 1984, ci dà maggiori informazioni:
Il Mt Mazama (Crater Lake)ha eruttato diverse volte prima della sua esplosione finale nel 6000 aC, che eruttava fino a 15 miglia cubiche dalla cima della montagna (p 83).
I coni originali del Monte Etna, il Vesuvio e il Krakatoa si pensa che si siano formati durante le eruzioni alla fine del Pleistocene.
Non avrebbero potuto essere meno le eruzioni di Thera / Santorini in questo stesso periodo di tempo. (P 85-87)
A volte circa 10000 anni fa, un vulcano ha eruttato in Nicaragua lasciando letti di cenere che si conservano negli strati di ghiaccio.
Il Monte Pelée, Martinica si è formato anche all'interno di una caldera preistorica (p 121)Il Pelee e altri vulcani della Guadalupa e Dominica vulcanica sono stati molto attivi alla fine del Pleistocene (118-119)
Il Monte Lanington, Papua Nuova Guinea, anch'esso è esploso in quel periodo, tra il 9000 e l' 11000 BC (p 147)
L'isola vulcanica di Jamaca,ha vissuto terremoti con massicci crolli in gran parte del suo sistema di grotte.
L'Islanda è ricoperta flussi lavici del tardo Pleistocene che si pensa di risalgano al 8000-9000 aC.
Le isole Westmann sono stati costruite in eruzioni di quell'età.
Il Mount Baker ha iniziato una serie di eruzioni a partire da circa l'8300 aC e continuato fino a circa al 6000 aC.
Il Mount Ranier ha vissuto una grande eruzione che ha spazzato via metà della sua massa originaria e ha generato grandi colate di fango nello stesso periodo(p 592) Il Mount St Helens eruttò più volte in successione in quel momento,e ha intercalati con strati di colate laviche depositi glaciali (p 547).
Il Monte Newberry in Oregon ha avuto un grande eruzione nel 7000 aC (Frederick Johnson in "datazione al radiocarbonio", 1951)
Imponenti attività piroclastiche e violente attività eruttive avvennero anche in Australia e Nuova Zelanda a dimostrazione che non fu lo scioglimento dei ghiacciai a causare questo improvviso aumento dell'attività vulcanica,ma uno slittamento della crosta terrestre accompagnato da un'inversione magnetica.
I nano diamanti non sono le tracce di un violento impatto cometario nell'atmosfera ma il risultato di violenti scarichi elettrici che mutarono l'elevata percentuale di carbonio nell'atmosfera nel periodo in altri elementi,le varietà di questa moltitudine di effetti sono molte.
Una possibilità è che in condizioni di tale potente scarica elettrica che un elemento (come il carbonio) venga trasformato in un altro (ad esempio silicio).
La trasmutazione a bassa temperatura elettrica è stata osservata in laboratorio, anche se è stata mantenuta abbastanza tranquilla e fuori dalla vista del pubblico.

Letto vulcanico in Alaska di età dello Younger Dryas.

Le eruzioni vulcaniche in Kamchitka in Giappone, e anche del Mount St Helens, erano contemporanee con questi letti e Hibben aveva detto che tali tracce vulcaniche segnano la zona faunistica in cui l'estinzione dei mammut si è verificata.
Questo sarebbe il livello in cui si trovano i numerosi mammut congelati, bisonti ed altre creature in Alaska e Siberia: ci sono uccisioni di massa simili di mammut e mastodonti a sud delle icesheets continentali, in particolare nello Stato di New York, ma la zona non è rimasta nel permafrost e se una qualsiasi delle creature erano non surgelata, l'area si è scongelata in un secondo momento e tutti i cadaveri sono marciti nel corso del tempo.


Fonti:
http://www.ancientdestructions.com.au/site/destructions/electricfossils.php
http://frontiers-of-anthropology.blogspot.it/2012/02/younger-dryas-sudden-cooling.html

TRACCE DI SCARICHI ELETTRICI PLANETARI IN AUSTRALIA


Situato a circa 100 chilometri ad ovest di Sydney in una zona chiamata la Wilderness Wollangambie, è quello che sembra un cratere normale impatto meteorico.
A forma di cono, è di circa 2 km di diametro con un cratere al centro.
Le pareti sono di circa 80 metri di altezza.
Molte persone fanno un'escursione nella zona per vederlo.
Ma le ipotesi possono essere fuorvianti.
Una ipotesi è sostanzialmente una migliore ipotesi in relazione ai dati che sono disponibili al momento.
Diamo uno sguardo ai fatti.
Per uno che è un cratere, ma con un canale tagliato attraverso il bastione.
Non è vulcanico come il materiale del cono è solo in arenaria con segni nel basalto, ecc normalmente associato con il magma.
Mentre il cono è ricoperto si possono ancora vedere grandi e piccoli blocchi di arenaria sparsi ovunque.
Ora inizia a diventare interessante.
Quando Google Earth ha aggiornato l'area, si può chiaramente vedere un secondo cratere che comprende il cono.
Abbiamo ora un cratere più grande con un cono esattamente al centro con un cratere al centro di tale.
Il cratere esterno ha fluidi lati interni inclinati con il fondo a 15 metri o giù di lì verticali.
In molte di queste sezioni vi sono striature che sono ad un angolo di circa 30-40 gradi.
All'esterno di questo cratere possono facilmente essere trovati strati di minerale di ferro a volte inusuali che formano strutture tubolari che sembrano fulguriti.
Anche se gli eucalipti coprono l'area, sul cono interno la maggior parte degli alberi hanno una corteccia di un colore diverso.
Questi sono i fatti.
Un cratere circolare "tagliato" in altopiano con pareti interne piuttosto lisce. Fulguriti sulle pareti esterne.





Un cono esattamente al centro con un cratere nel centro di quello con le pareti confuse.
Chi ha sentito parlare di un cratere da impatto esattamente al centro di un altro? Con entrambi i crateri con caratteristiche diverse?
Non esistono teorie note geologiche per adattarsi alla formazione dei fatti osservati.
Ma c'è una teoria che lo fa.
Nell'universo elettrico è l'elettricità, non la gravità che spinge tutto.
Ciò che vediamo con questo cratere è una scarica elettrica su una scala più grande che abbiamo mai visto.
Turbolente correnti di plasma tagliano il cratere esterno e una scarica di plasma costituisce il cono centrale.
Questa lavorazione geologica da parte di una corrente di Birkeland potrebbe provenire dalla scarica elettrica di una gigantesca cometa ben al di sopra della terra,una espulsione di massa coronale su vasta scala o qualche altra dinamica planetaria che non si vede nei nostri tempi.
Gli effetti dello scarico su una scala più piccola, ma simile al cratere Woolangabbie sono stati riprodotti in laboratorio.
Questi fenomeni non possono essere replicati dagli impatti fisici di una meteora.
Nei miti aborigeni locali, la loro dio del cielo Baiame, scolpì tutta la zona e fece un passo indietro nel mondo degli spiriti dal Monte Yengo nelle vicinanze.
La mitologia aborigena è la chiave per quello che è successo a Wollangambie non molto tempo fa?
Guardate voi stessi.
Quando le ipotesi diventano verità chiudono le nostre menti ad altre possibilità.

Fonte:http://www.ancientdestructions.com.au/site/destructions/geologicalanomalies.php

IL SOLE VA A SINGHIOZZO


Fossimo partiti da un ciclo super come il numero 23, che si era reso protagonista tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei primi anni 2000 di una prestazione super, sicuramente avremmo potuto beneficiare di un po' di "calma solare". La realtà dei fatti però è ben diversa: da quell'inverno 2008-09, quando la nostra Stella era spofondata nel suo fisiologico minimo undecennale tra il ciclo 23 e il successivo 24, l'attività maculare del Sole e il conseguente campo magnetico, non hanno più ripreso lo smalto precedente.
Dopo una ripartenza stentata ed altalenante il Sole sembrava poi avere imboccato la via giusta, se non che a novembre del 2011 ecco l'inatteso tracollo. Lunghi giorni con pochissime macchie, flussi energetici in costante calo, insomma un inversione di tendenza che ha di fatto spezzettato il ciclo 24 in almeno due massimi distinti ma deboli, l'uno minore raggiunto intorno alla fine di ottobre 2011 e un secondo maggiore previsto tra dicembre del 2013 e gennaio del 2014.

L'ultima decade di aprile ha visto un sussulto non indifferente: pensate che siamo passati da un minimo di 25 macchie intorno all'8 di aprile ad un massimo di 170 fatte registrare il giorno 23. Poi la curva si proietta rapidamente verso una nuova inquivocabile discesa. L'altalena perfetta, ma c'è di più.
Secondo gli esperti la debolezza del ciclo 24, che era già stata accertata dai modelli di simulazione, potrebbe essere seguita da un successivo ciclo undecennale, il numero 25 in questo caso, analogamente debole. Insomma 20 anni di Sole al minimo non passano inosservati. Si presenta dinnanzi a noi dunque una eccezionale occasione di studio tra i legami che corrono tra Sole e clima, un clima che sicuramente cambierà ancora e forse anche di più di quanto abbiamo potuto constatare finora.

Fonte:http://script-meteolive.leonardo.it/admin/immaginiNotizie/SRC/__047372___2.gif

IL POPOCATEPETEL EMETTE STRANI RUMORI


I residenti che vivono ai piedi del vulcano Popocatepetl in Messico non stanno dormendo sonni tranquilli dal momento che la montagna ha incominciato a "ruggire" di nuovo dalla scorsa settimana, vomitando una pioggia di pietre, vapore e cenere.
Noi chiudiamo gli occhi, ma non si dorme molto. In passato,il vulcano emetteva solo fumo, ma questa volta sembra essere qualcosa di piu' grosso ", ha detto Francisco Jimenez, che vive nella vicina città di Xalitzintla nel Messico centrale,a 55 km da Città del Messico.
Il vulcano, seconda vetta più alta del Messico coni suoi 5 452m, ha iniziato a rombare e scaraventare in aria nubi di cenere e vapore il 13 aprile scorso, costringendo le autorità a dare l'allarme al livello cinque su una scala di sette.
L'avviso fu esteso ad un area di sicurezza intorno al vulcano popolata da circa 685 000 abitanti Per il momento il vulcano sembra tranquillizzato,ma si tratta di una calma apparente.Le autorità del Centro Nazionale di Prevenzione dei Disastri hanno mantenuto il livello di allerta
Juan Carlos Salazar, capo della protezione civile per lo Stato centrale di Puebla, ha detto che molte persone pensavano che il vulcano stesse eruttando lava ma si trattava soltanto di rocce incandescenti fortunatamente innocue per la popolazione.
Il Popocatepetl è un vulcano esplosivo che può improvvisamente scoppiare ed e in grado di scaraventare rocce e ceneri a grandi distanze.
La gente del posto ha detto che e' molto spaventata dagli insoliti boati provenienti dal vulcano,
"Non abbiamo mai sentito un rumore simile", ha detto Maximiliano Grajales.
Circa 4,5 milioni di persone vivono ai margini del vulcano, che si trova a confine con gli stati di Puebla e Morelos.

Fonte:http://meteoteam.blogspot.fr/2012/04/messico-il-vulcano-popocatepetl-emette.html

IL SATELLITE CRYOSAT SCOPRE ELEVAZIONE DEI GHIACCIAI ANTARTICI


Il satellite Cryosat, noto come “ice satellite” , ha trovato un inatteso aumento della copertura di ghiaccio dell’Antartide.
Le misure di campo sono fatti per valutare le misure effettuate dal satellite dallo spazio, dando affidabilità ai risultati. [Image: TU Dresden]

Dopo essere sceso di 5 cm nei periodi 1991-2000 e 2000-2008, il cosiddetto ghiaccio blu dell’Antartide ha mostrato un aumento inatteso di 9 cm in soli due anni, dal 2008 al 2010.
La misura è stata confermata dagli scienziati presso l’Università Tecnica di Dresda, in Germania.
Le misure in campo sono fatti per valutare le misure effettuate dal satellite dallo spazio, dando cosí affidabilità ai risultati.
Per garantire che la raccolta dei dati del CryoSat siano precise nelle modifiche dei dati nello spessore del ghiaccio terrestre – Antartide e Artico – gli scienziati si impegnano in uno sforzo continuo, a volte in alcuni degli ambienti più duri del pianeta. Ma é sempre importante confermare i dati satellitari con altre misurazioni diciamo “manuali” e sui luoghi rilevati dal satellite.
Queste campagne di misurazioni sono state effettuate, in particolare, su un altopiano desolato, conosciuto come la regione del ghiaccio blu. Come suggerisce il nome, questa regione unica ha una grande distesa di ghiaccio azzurro luminoso privo di neve.

Calibrazione del satellite
È questa mancanza di neve su una superficie incredibilmente sempre ghiacciata, che consente che questa regione può essere utilizzata per verificare l’accuratezza della altimetro radar di CryoSat.

Poiché non c’è la neve, i segnali radar dell´altimetro emessi dal CryoSat passano attraverso il ghiaccio luccicante e ritornano al satellite.
L’altezza del ghiaccio viene quindi determinata dalla differenza tra il tempo di emissione e ricezione.
Poiché il ghiaccio in tutte le altre zone del pianeta viene normalmente coperto da neve, il segnale radar deve penetrare questo strato superiore prima di raggiungere il ghiaccio – fatto che può influenzare le misure della altezza del ghiaccio fatte dal CryoSat.
Le misurazioni manuali effettuate sulla superficie dura e luminosa del ghiaccio blu della regione sono quindi molto importanti per verificare, per confronto, i dati di CryoSat.

La regione conosciuta come “blu ghiaccio dell’Antartide” non ha la neve in superficie, il che lo rende ideale per la misurazione del radar altimetro del satellite CRYOSAT. [Immagine: ESA]

Elevazione del ghiaccio antartico
Se, da un lato, esperimenti di campo sono progettati per la validazione degli strumenti satellitari, l’analisi dei dati di due campagne a terra nel 2008-2009 e 2010-2011, hanno mostrato un risultato sorprendente: che questa parte di Antartide ha avuto un aumento in altezza media di 9 cm ghiaccio da un periodo all’altro.
Gli scienziati tedeschi hanno affrontato un forte maltempo per mappare i sottili cambiamenti in altezza del ghiaccio, in un’area di oltre 2.500 chilometri quadrati di ghiaccio.
Le misurazioni sono state effettuate sulla terra con sofisticate apparecchiature GPS trainate da motoslitte.
Gli scienziati dell` Alfred Wegener hanno fatto rilevamenti anche da un aeroplano con uno strumento che simula l’altimetro radar di CryoSat.
Per l’analisi dei dati raccolti durante le campagne, e anche con l’utilizzo di banche dati di venti anni di misurazioni, gli scienziati hanno determinato le variazioni in altezza del ghiaccio in tre periodi diversi.

Una immagine dello spaccato dei ghiacci antartici
Nel 1991-2000, ci fu un calo di circa 5 cm, una tendenza che si é estesa nel periodo 2000-08. Tuttavia, il terzo periodo, 2008-2010 mostra un aumento inatteso. (inatteso???? ahahahah!!!)
Reinhard Dietrick della Universitá di Dresda ha detto: “Questo risultato interessante, che mostra un passo indietro nel tempo, è stato possibile grazie alle campagne precedenti al lancio di CryoSat, nel 2010.
“E ‘chiaro che i risultati sono preliminari, ma con questo cambiamento in mente, sarebbe interessante vedere se l’aumento in altezza rimane in futuro,” ha dichiarato Reinhard Dietrick, coordinatore delle misure nella zona del ghiaccio blu.

I dati raccolti mostrano un cambiamento nello strato di neve depositatosi in questa zona.

Ghiaccio artico

All’altra estremità del pianeta, è in corso un’altra campagna dedicata da CryoSat, che inizia questa settimana.
Squadre provenienti da ESA e NASA, e gli scienziati provenienti da Europa e Canada si stanno preparando per misurare il ghiaccio artico, suolo e aria, mentre il CryoSat passa sopra di loro.
Lanciato quasi due anni fa, il CryoSat è un satellite dedicato al monitoraggio delle variazioni dello spessore del ghiaccio marino galleggiante negli oceani polari e le variazioni nello spessore dei ghiacci che coprono vaste zone della Groenlandia e in Antartide, per migliorare la nostra comprensione della relazione tra ghiaccio e clima.



Mio commento:
Qualcuno immagina perché in questi ultimissimi anni lo spessore dei ghiacci nell´antartide é aumentato? Eehheheheheh ancora non hanno capito che siamo in un periodo di piú freddo? Ancora credono nella bufala della CO2 che arroventa il pianeta? Ancora non hanno capito che é il nostro astro che comanda il clima terrestre? Ma di una cosa potete stare certi: Nessun organo di informazione di massa dará mai questa notizia!


SAND-RIO


Fonte:http://daltonsminima.altervista.org/?p=20029

IL SCIOGLIMENTO DI ALCUNI GHIACCIAI AL LARGO IN ANTARTIDE ARRIVA DAL BASSO


Il vulcanismo subacqueo è anche in grado di sublimare porzioni della massa di ghiaccio dell'Antartide da sotto.

Nel 2004, un gruppo di ricerca guidato da Eugene Domack, a bordo della nave di ricerca Lawrence M. Gould, ha fatto una notevole scoperta di un grande vulcano sottomarino al largo delle coste dell'Antartide usando una profondo veicolo sommergibile dotato di una schiera di sensori e videocamere.
Il vulcano era a 2300 piedi (700 metri) di altezza.
I risultati del team britannico hanno confermato che il vulcano era ancora attivo e stava contribuendo allo scioglimento della calotta di ghiaccio da sotto l'Antartide.


Fonte:http://www.sott.net/articles/show/244640-Underwater-Volcanism-Antarctic-ice-melting-from-below

giovedì 26 aprile 2012

SCIAME SISMICO AL CENTRO DELLA CALDERA DELLA LONG VALLEY


Long Valley, CA - Una serie di 8 scosse sono scoppiate nella Long Valley caldera nelle ultime 24 ore-due di ieri,e sei tremori oggi.
Le scosse di oggi erano un 1,1 mag (3.2 km), da 2,5 mag (4,5 km), un 1.6 mag (4,5 km), un 1.2 mag (2,8 km), da 1,5 mag (7,9 km) e un 1.3 mag a (3,7 km).
Questo potrebbe essere l'inizio di uno sciame quindi dovremo tenere monitorati gli eventi.

Fonte:http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2012/04/26/long-valley-caldera-rattled-by-small-series-of-tremors/

NON SOLO IL POPOCATEPETEL..










Il vulcano Shiveluch in eruzione


In questa settimana il vulcano Popocatepetl sta facendo parlare di sé. Situato a 70 km da Città del Messico, area metropolitana di 19 milioni di abitanti, è costantemente monitorato al fine di divulgare bollettini aggiornati alla cittadinanza. Simile effetto di risonanza l’hanno avuto anche le eruzioni relativamente piccole di Indonesia e Giappone, dove l’ubicazione delle isole e l’alta densità di popolazione, permettono agli esseri umani di essere in stretto contatto con i vulcani. Proprio questo è un motivo per il quale sembra che l’attività vulcanica sia in netto aumento rispetto a due secoli fa: alle falde di queste pericolose montagne sono ubicati veri e propri paesi, che obbligano gli enti preposti a tenere alta l’attenzione e diffondere notizie in tempo reale. Così, un’eruzione che nel passato passava del tutto inosservata, oggi, grazie a questa motivazione e alla possibilità di comunicazione instantanea, si viene a conoscenza di tutte le situazioni di questo genere. Questo è anche il motivo per il quale alcune eruzioni possono sembrare più pericolose di altre, quando in realtà oggettivamente, dal punto di vista della forza dell’eruzione, non è così. Nella penisola di Kamchatka in Russia, ad esempio, si verificano periodicamente eruzioni di tutto rispetto di cui a stento si parla.


Credit: geology.about.com


Proprio nella scorsa settimana abbiamo parlato di uno dei vulcani più attivi della penisola, il Shiveluch, che ha prodotto un pennacchio di cenere che ha raggiunto i 9,5 Km di altezza, determinando la più grande eruzione annuale. Eppure di questa eruzione si è parlato pochissimo, proprio in relazione al fatto che l’area è praticamente disabitata o quasi. Il KVERT, l’organizzazione che monitora i vulcani della Kamchatka, ha posto lo stato di allerta al livello arancione (è stato a questo livello di allerta per un bel pò di tempo), che indica possibile esplosione in qualsiasi momento.  La più grande città della penisola più vicina al vulcano è Petropavlovsk-Kamchatsky, città di 180.000 abitanti, ubicata però a oltre 430 chilometri a sud, quindi ben distante. Oltretutto, l’attività del vulcano non è una novità, anche se il pericolo è reale per il traffico aereo di passaggio tra l’Europa e Il Nord America e l’Asia. Ma se questo vulcano si trovasse nei pressi di una grande città, se ne parlerebbe sicuramente molto di più.



Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/04/vulcani-in-attivita-non-solo-il-popocatepetl-anche-il-shiveluch-sta-eruttando-nella-penisola-di-kamchatka/131287/

LE EOLIE SONO DIVENTATE PIU' ATTIVE CHE IN PASSATO


Lipari, la più grande delle Isole Eolie, si trova immediatamente a nord dell'Isola di Vulcano.
L'irregolare forma dell'isola contiene numerosi stratovulcani piccoli crateri, e cupole di lava su un piano seminterrato di depositi vulcanici sottomarini.
Lipari è stato formato in tre grandi cicli eruttivi, il primo dei quali ha avuto luogo da circa 223-188 mila anni fa.
Il secondo periodo eruttivo da circa 102-53 migliaia di anni fa prevedevano la costituzione di Monte San Angelo e Costa d'stratovulcani Agosto nel centro dell'isola.
Il terzo ciclo eruttivo (40 migliaia di anni fa ad oggi) inclusa la sequenza del Monte Guardia, esplose sulla punta meridionale dell'isola, tra circa 22.600 e 16.800 anni fa.
L'ultima eruzione in tempi storici, probabilmente avvenne nel 729 dC, a Monte Pilatus alla punta NE dell'isola, formata una spettacolare colata lavica di ossidiana.
Attualmente non si può dire che la sua attività sia cessata vista l'attività sulfura e fumarolica che la costella,come per il suo vicino,l'Isola di Vulcano,anch'essa attiva ma nello stesso stato,tuttavia alcuni fattori interessanti sembrano preludere che in un futuro forse non troppo lontano la lava tornerà a scorrere lungo le sue pendici minacciando l'abitato circostante.
Tra il 1993 e il 2010, una successione di piccoli terremoti ha interessato la zona che comprende le isole di Vulcano, Lipari, Salina e Filicudi. Questi eventi sismici, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Tectonophysics, sono stati ora «rilocalizzati» grazie a un software che permette agli scienziati di individuare con precisione i vari ipocentri. Il nuovo programma permette diidentificare le coordinate esatte, negli assi x, y e z, dei punti all’interno della Terra da cui originano i terremoti, e di metterli in relazione: è possibile in questo modo, come nel gioco «unisci i puntini», disegnare le faglie, e descrivere la geometria di ciò che in superficie non è visibile.
VIA PREFERENZIALE - La scoperta più interessante, afferma Salvatore Gambino, ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e primo autore dell’articolo, riguarda una struttura situata nella parte nord dell’isola di Vulcano. Si tratta di una faglia con orientamento nordest-sudovest, profonda da 3 a 8 chilometri, che collega due volumi di stoccaggio magmatico (ossia depositi di magma) già conosciuti da studi petrologici e geofisici precedenti. «Questa struttura», dichiara Gambino, «potrebbe rappresentare un percorso preferenziale per la risalita magmatica»: si tratterebbe, in altre parole, del canale da cui il magma risale verso la bocca di Vulcano. Sull’isola di Vulcano, costantemente monitorata dagli scienziati dell’Ingv, «si registra, nella struttura presa in esame, una sismicità composta da 4 o 5 eventi l’anno, con sismicità non superiore a 2,6 di magnitudo, quindi molto bassa».

FUMAROLE - Non va dimenticato che l’isola prende il nome da un vulcano quiescente, di cui si ricordano due grandi eruzioni, avvenute nel 1550 e nel 1890. «Vulcano», prosegue Gambino, «è inoltre interessata da fenomeni detti crisi geochimiche: periodici aumenti di temperatura e mutamenti chimici delle fumarole che vengono considerati apporti magmatici profondi. Secondo i geochimici, le crisi sono causate dalla risalita del magma che si trova normalmente in profondità». Crisi geochimiche, piccoli eventi sismici: campanelli d’allarme che annunciano una futura eruzione? «Questo noi non possiamo affermarlo. Certo, si tratta di testimonianze del fatto che la struttura si sta muovendo – fattore che potrebbe favorire la risalita del magma – ed è noto che questo sistema prima o poi avrà un suo risveglio. Quando però succederà, noi non possiamo dirlo».
Pare che negli ultimi anni le Eolie siano diventate molto più attive di quanto ci si aspettasse.

Negli ultimi anni l'isola di Lipari è stata interessata da cospicui terremoti come quello che nel 2010 di i 4.5 gradi causò un'imponente frana.
L’epicentro del sisma, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato in mare, a 19 chilometri di profondità e a sei chilometri da Lipari. ”Un terremoto superficiale”, lo definiscono gli esperti, che rappresenta un’anomalia per la zona ”abituata” a eventi sismici profondi.
Anche ieri infatti un terremoto di 3.4 è stato registrato poco dopo le 2 di notte dai sensori della Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto delle isole Lipari. Il terremoto è avvenuto ad una profondità di 16,5 Km ed è stato avvertito nei comuni di Leni, Lipari e Santa Maria Salina nel Messinese.
"Negli ultimi giorni al largo delle isole Eolie si sono infatti verificati ben tre eventi sismici.
Il primo è stato registrato il 24 aprile alle 18.35. L’evento è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel distretto sismico: Isole_Lipari con una magnitudo 2.8 gradi della scala Richter.
La scossa è stata segnalata a 130 chilometri di profondità e ha interessato i comuni di Leni, Lipari, Malfa, Santa Marina Salina, tutti nel messinese.
Un’altra scossa di maggiore entità, di magnitudo 3.4 gradi della scala Richter, è stata registrata ieri 25 aprile alle 2.42 del mattino. Il distretto sismico interessato dall’evento è stato lo stesso della prima scossa, il distretto Isole_Lipari, stavolta però ad una profondità di soli 16,5 chilometri.
Un’ultima scossa è stata infine registrata dall’INGV stamattina alle 7.40. Il distretto sismico è sempre quello denominato Isole_Lipari."
Qualcosa nell'attività delle Eolie stà chiaramente cambiando.
Lo dimostrano le scosse di terremoto frequenti alle Lipari,lo dimostra l'attività dello Stromboli.
"Lo Stromboli è un vulcano esplosivo che erutta circa ogni ora, ma il 7 settembre 2008 la normale attività è stata interrotta da un evento di maggiore intensità.
Proprio da questo avvenimento, nasce uno studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con l’Università di Wurzburg, in Germania e l’Univeristà di Bari.
Si tratta di una ricerca, da poco pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale “Journal of Geophysical Research” e dal titolo “The 7 September 2008 Vulcanian explosion at Stromboli volcano: Multiparametric characterization of the event and quantification of the ejecta”, che ha permesso di calcolare che il rilascio di energia cinetica degli eventi eruttivi “maggiori” è almeno dieci volte più alto di quello registrato nel corso dell’attività esplosiva persistente, che caratterizza questo vulcano."

Lo dimostra l'attività vulcanica dell'isola di Panarea,si legga:
"L’area vulcanica di Panarea sembrava spenta ma le rivelazioni oggi sono una conferma, dopo gli eventi del 2002, che invece è ben attiva.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, infatti, riferisce che il vulcano Panarea “si deforma” con variazioni di “alcuni millimetri” l’anno in senso orizzontale e verticale, ma e’ gia’ dal 2002 che gli scienziati hanno verificato che il vulcano che sembrava tranquillo non era affatto spento. Anzi era vivo e vegeto. E cosi’ hanno dato inizio ad un intenso monitoraggio, rilevazioni che oggi dicono addirittura che il vulcano non solo e’ attivo ma addirittura si muove, deformandosi. Fino al 2002, Panarea era infatti classificato come “non attivo” dagli scienziati, ma nella notte tra il 2 e 3 novembre un improvviso evento di degassamento ha cambiato il gioco.
Tanto che, se gli scienziati dell’Ingv tengono a sottolineare che quelle rilevate oggi sono deformazioni “piccole” e “non destano preoccupazioni” per la sicurezza dell’isola, al tempo stesso non possono escludere che, come per “tutte le aree vulcaniche attive”, si “possano verificare deformazioni del suolo di maggiore entita’ nei periodi vicini ad aumenti dell’attivita’ esalativa”. Il complesso vulcanico costituito dall’isola di Panarea e dagli isolotti adiacenti, si e’ evoluto attraverso vari stadi di attivita’ dando luogo ad una struttura, sviluppata in massima parte al di sotto del livello del mare, estesa per 460 chilometri quadrati e con un diametro di circa 23 chilometri. In quella notte del novembre 2002, dopo un piccolo sciame sismico di bassa magnitudo rilevato solo dal sismografo installato sull’isola di Panarea, i ricercatori si sono accorti che l’area vulcanica era ancora ben attiva.
Quella notte del 2002, si verifico’, ricorda l’Ingv, “un’intensa attivita’ di degassamento in prossimita’ degli isolotti di Lisca Bianca e Bottaro. L’attivita’ esalativa ha avuto inizio con 5 zone di forte emissione gassosa a profondita’ variabili da 8 fino a circa 30 metri. L’emissione di gas e’ stata cosi’ intensa che l’odore di acido solfidrico (H2S) era percettibile a grandi distanze”. “L’effetto visibile il giorno dopo -ricordano ancora gli scienziati- era il ribollire dell’acqua di mare in prossimita’ dell’isolotto di Bottaro, che rimuoveva un’enorme quantita’ di sedimento evidenziato dalla scia biancastra trascinata via dalla corrente”. “Il cratere che si era formato, di 20metri per 10 e profondo 7metri, emetteva -proseguono gli esperti dell’Ingv- un’enorme quantita’ di gas, stimata in alcuni milioni di metri cubi al giorno, qualche centinaio di volte superiore al normale regime di degassamento di tutta l’area sommersa tra gli isolotti ad Est di Panarea. Ed il gas emesso era tiepido e non aveva modificato la temperatura dell’acqua di mare circostante”. Ma oltre al cratere, ricordano ancora gli scienziati dell’Ingv, “si aprirono fratture sul fondo tra Bottaro e Lisca Bianca emettendo quantita’ crescenti di gas e in qualche caso anche acqua calda. L’estendersi in lunghezza delle fratture e’ proseguito, lentamente, per alcune settimane”. Gli scienziati hanno eseguito immediatamente “profili verticali di temperatura per stabilire “se fosse emesso solo gas o anche altri fluidi idrotermali”. “Le temperature misurate, mostrando valori costanti dalla superficie fine al fondo, hanno permesso di stabilire subito -spiegano dall’Ingv- che l’attivita’ era essenzialmente di degassamento in assenza di fluidi caldi, anche se piccole quantita’ di acqua termale risalivano assieme al gas”.
“La causa dell’attivita’ idrotermale sottomarina -affermano i ricercatori- sembra essere tettonica, cioe’ legata al movimento di strutture, dette faglie, che hanno condizionato la nascita e l’evoluzione di tutti i vulcani dell’arcipelago eoliano”. Ma anche altri elementi hanno messo gli scienziati sulla strada di controllare il rischio nell’area. “La presenza dei resti di una villa romana sulla falesia delle coste meridionali dell’isolotto di Basiluzzo, la presenza di un molo romano sommerso a Basiluzzo e delle strutture murarie tra gli isolotti di fronte Panarea testimoniano -affermano gli esperti- un’intensa attivita’ vulcano-tettonica piu’ recente di 2500 anni”. “L’intensa ed inusuale attivita’ di degassamento avvenuta al largo di Panarea, trova poi -concludono i ricercatori- riscontri in tempi storici recenti nelle descrizioni dei viaggiatori che visitarono le Eolie tra il 700 e l’800. Le descrizioni, infatti, riportano alla mente fenomeni di degassamento sottomarino molto piu’ simili a quelli del 2002-2003 e ancora oggi in corso"


Anche l'Isola di Vulcano ha dato segni di attiviotà vista la periodica aumentata attività nell'emissione di fumo dal cratere principale.

I frequenti parossismi dell'Etna rispetto agli anni scorsi,frequenti attività sismiche alle Lipari,desgasaggio e deformazioni nell'edificio vulcanico a Panarea,aumentata emissione di fumo dall'isola di Vulcano,l'attività stroboliana diventata più violenta dal 2008 a oggi mostrano che il vulcanismo Mediterraneo è cambiato rispetto agli anni scorsi.



Fonti:
http://www.volcano.si.edu/world/volcano.cfm
http://www.volcanodiscovery.com/lipari-eruptions.html
http://pianetablunews.wordpress.com/2012/02/12/vulcano-scoperta-via-preferenziale-di-risalita-del-magma/
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=114954&sez=HOME_INITALIA
http://blog.panorama.it/italia/2010/08/16/terremo
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/articoli/1044174/scossa-di-terremoto-alle-lipari.shtml
http://www.hercole.it/index.php?option=com_content&task=view&id=32267&Itemid=111
http://www.meteoweb.eu/2012/04/stromboli-nuovo-studio-sul-materiale-eruttato-durante-gli-eventi-esplosivi/130899/
http://www.meteoweb.eu/2012/03/vulcani-panarea-sembrava-spento-ma-dal-2002-e-tornato-attivo-e-si-sta-deformando-le-foto-dellingv/125860/
http://www.meteoweb.eu/2012/04/fumo-dalle-bocche-eruttive-di-stromboli-e-vulcano-le-isole-eolie-sono-in-fermento/127521/

LA CATASTROFICA FINE DELLA PIU' ANTICA ETA' DEL BRONZO-SECONDA PARTE


Abbiamo raccolto molti dati provenienti da entrambe gli archeologi e gli scienziati tradizionali e geofisici che un grande evento si è verificato al termine della prima età del Bronzo, ma finora abbiamo trascurato documenti scritti e monumenti.
La veridicità di tali fonti classiche come la Bibbia, il papiro Ipuwer, la Stele di Israele, Manetone, Erodoto,Omero, e il Rig Veda è molto controversa per non dire altro.
La datazione di questi testi è il primo problema.
Molti siti moderni datano l'Esodo come intorno al periodo della 21°dinastia (1200B.C.),mentre non pochi revisionisti lo mettono alla scomparsa della prima Età del Bronzo.
L'archeologo israeliano Ze'ev Herzog, getta le mani in avanti in preda alla disperazione e sostiene che gli israeliani nemmeno provengono da Egitto e che la storia precedente dei Patriarchi è un semplice racconto.
La parte risalente agli eventi della prima Bibbia,la sua traduzione letterale,è stata molto criticata.
A parte lo scetticismo moderno, per quanto riguarda Dio o Dei, si estende la credibilità moderna ad accettare la resa letterale delle parole.
Così sentiamo la maggior parte degli studiosi che rivendicano in modo del tutto esagerato degli egiziani.
Commentando la traduzione letterale del monumento Anktifi nel sud dell'Egitto il Dr Gallballi del Supremo Consiglio delle Antichità egiziane ha detto: "Vorrei prendere i geroglifici con un pizzico di sale, la retorica tipica egiziana è legata ad esagerare".
Il passaggio sotto la critica ha dichiarato: "tutti dell'Alto Egitto erano in tempo di fame e la terra era come una cavalletta affamata".
Un certo numero di altri archeologi non supportano questo punto di vista tradizionale che attribuisce spesso la diapositiva del Regno Antico alla rivalità per la successione del Faraone. Faccio fatica a mettermi nei panni di un vittoriano figuriamoci un ittita di 4000 anni fa, quindi penso che molti testi potrebbero essere adottati al valore nominale di preferenza ad interpretazioni cariche di teoria che sembrano spesso cambiare con la moda.
Il papiro Ipuwer, generalmente datato intorno alla fine del Bronzo Antico è certamente potenzialmente ricco nel descrivere uno scenario sconvolgente.
E ' letterale o è un parallela dell' Inferno di Dante?
Esaminiamo una parte del testo. "La piaga è su tutta la terra", che è la nostra acqua! Questa è la nostra felicità! Che cosa dobbiamo fare in merito a ciò? Tutto è in rovina ", le città vengono distrutte. l'Egitto è diventato secco", il deserto è su tutto il paese..una tribù straniera è entrato nella nostra terra "," colonne porte e le pareti sono consumati dal fuoco"," grandi e piccoli dicono che vorrebbero morire ".
A me questa sembra un dichiarazione dritto di fatto di ciò che si narra in ogni altro Papiro,non certo un parallelo di pessimismo.
Infatti si lega con l'evidenza della siccità, la morte e lo spopolamento osservato negli scavi archeologici e delle metodologie scientifiche.
Sono gli archeologi moderni, così intrisi di cinismo che ogni affermazione deve avere significati simbolici, mitologici o ipotetici ?
Possiamo immaginare perché un Faraone che vanta di vittorie su una stele potrebbe esagerare o propagandare,ma è meno probabile che un privato scriba possa raffigure questi tragici eventi.
In bilico quindi, questi papiri e monumenti approfondiscono la prova di una catastrofica carestia,la fame, la dislocazione, grave crisi di governo e di peste.
Inoltre, non si parla di battaglie e la guerra solo degli stranieri nel paese,questo sembra mettere in dubbio la spiegazione spesso convocata della guerra e dell'invasione come la principale causa dello sconvolgimento.
Non ci sono faraoni che costruirono monumenti alla vittoria in questa epoca,ne di origine Libica,nubiana, Hyskos, ittita o persiana.. non vediamo niente.
Né vediamo la Stele celebrare l'unificazione dei due regni diversi.
L'immagine della rovina e del caos si adattano al contesto dell'epoca.
In questa fase, prima di indulgere nella esplorazione delle cause e delle ragioni, sarà utile illustrare la caduta della Prima Età del Bronzo, con un caso classico.
Per questo prenderemo il caso tipico di Ebla in Siria.
Lo scavo di questa città della prima età del bronzo è stata effettuata dal dottor Paolo Matthiae dell'Università di Roma.
Il suo sondaggio del tumulo che è stato rivelato quando Ebla aveva quindici anni.
E 'stata apparentemente distrutta nel 2300B.C. Più di 15.000 tavolette cuneiformi testimoniano la sua grandezza precedente.
Gli archeologi hanno dovuto scavare attraverso diversi strati per raggiungere il livello della prima Età del Bronzo di trovare le tavolette che menzionano facendo riferimento i piccoli Stati di Ebla nella sua sfera di influenza.
Pettinato dice: "L'enorme numero di città e villaggi presenta un quadro completamente nuovo della urbanizzazione della Siria e Palestina nel 3 ° millennio".
E' interessante notare che un rapporto con l'Egitto è stato istituito con il ritrovamento di ceramica recante il cartiglio di Pepi prima che regnasse in Egitto dal 2283 aC al 2332BC
La posizione e l'impressione artistica di Ebla sono contenute nella tavola 1 e 2 , ma altrettanto interessante è la targhetta indicante le tavolette di argilla bruciata e distrutta,contenuta nelle sepolte rovine della città.
Il calore era così forte che aveva conservato le tavolette di argilla.
IL Dr Matthiae sottolinea due incendi distruttivi,uno nel giro del 2350B.C. e l'altro attorno al 2000B.C.
L'ultimo in particolare ha ricoperto con uno "spesso strato di cenere ovunque su questo strato. Questo segnò il crollo delle culture primi siriane così come questa città."
L'incendio di una città di mattoni di fango in modo completo e uniforme non è facile materia.
Inoltre lo spessore delle ceneri segna più combustibile rispetto a quello che gli edifici in mattoni di fango fornirebbero.
Vi sono coinvolte anche altre cause come ad esempio eruzioni vulcaniche?
Certamente Schaeffer distinto da Matthiae suggerirebbe questo.
Nelle vicinanze Nippur si presenta il quadro della rovina solo in questo caso inondato con la sabbia,mentre al suo apice vi era una città prospera sull'Eufrate.
Ora risiede nel deserto.
Che cosa è successo? Nelle vicinanze Babylon si è subìto un destino simile.
Schaeffer, in corrispondenza privata, rileva la difficoltà di convincere i colleghi della fattualità del crollo del Bronzo Antico.
"Forse è bene al momento di stabilire solo la realtà di quelle crisi e gli sconvolgimenti enormi nel corso del millennio secondo, prima della nostra epoca e lasciare lo studio delle cause per ulteriori ricerche.
Per lo storico,il pubblico in generale non è ancora pronto ad accettare il pensiero che la Terra è un posto molto meno sicuro di quello che erano abituati a credere.
Con la rimozione dei signori della guerra fastidiosi ad alcune delle nazioni moderne, con Hitler, Mussolini e i comunisti, infine rimossi,non si pensa che alla pace e la sicurezza eterna automaticamente ottenuti in tutto il mondo ----- ma gli uomini non sono facilmente convinti di affrontare la realtà e accettare i risultati di una ricerca obiettiva.
Essi preferiscono vivere nel loro mondo di fantasia.
E forse tanto meglio per loro.
Queste grandi crisi spiegheranno meglio di prima, lo storico sviluppo delle civiltà più antiche e il suo meccanismo e saranno sicuramente prendese dalle mani dell'uomo al comando dei grandi avvenimenti storici che pensavamo di possedere ".
Cito questo parere con una certa ampiezza, poiché alla base della difficoltà nuove idee servono per ottenere l'accettazione, dove il dogma radicato e accettato prevale.
Come abbiamo notato in precedenza, il meccanismo di solito usato per spiegare lo sconvolgimento della struttura sociale tende a essere costruito intorno alla guerra,sconvolgimenti religiosi, diritti di successione e l'invasione...contesti che sono fuori del controllo umano come le malattie, carestie, cambiamenti climatici, disturbi tettonici, ecc tendono a essere considerati di turno breve.
Ho il sospetto che questi è probabilmente sono i risultati drammatici come il crollo dell'Età del Bronzo,cose di cu ancora non siamo stati testimoni in questi nostri tempi e quindi sono poco conosciuti.

articolo di Peter Mungo Jupp

Fonte:http://www.ancientdestructions.com/site/destructions/catastrophic-end-early-bronze-age-part2.php

martedì 24 aprile 2012

LA CATASTROFICA FINE DELLA PIU' ANTICA ETA' DEL BRONZO-PRIMA PARTE

Testimonianze di autorevoli archeologi Kathryn Kenyon, Ernest Wright, Claude Schaeffer, John Garstung, Paolo Matthiae, Carl Blegen, Michael Rice

Il crollo improvviso e drammatico delle prime civiltà dell'età del bronzo, intorno al 3200 aC, hanno lasciato perplessi molti archeologi.
Accademici di alto livello come Kathryn Kenyon e John Garstung si sono chiesti il motivo di questi fenomeni inspiegabili.
Il consenso della nota opinione accademica fu che non solo è stato improvviso e drammatico,ma il crollo si e' diffuso nella sua geografia,con la diffusione dall Europa a tutta l'Asia Minore fino alla valle dell'Indo e oltre alla Cina.
Ci sembra un'alta probabilità che sono state coinvolte anche le Americhe.
Prima di procedere ritengo indispensabile rivedere alcuni dei pareri accademici sull'argomento dal archeologo professionista al ricercatore scientifico.
Poi credo più che costruttivo scoprire cosa è successo e cosa ha causato questi eventi.
In particolare vorrei esaminare quanto potrebbe essere stata causata da disavventure del genere umano (ad es Guerra, uso improprio ambientale, fervore religioso e la leadership debole) e quale parte possiamo assegnare ad eventi in gran parte fuori del nostro controllo (ad esempio la malattia, carestie, inondazioni, clima, disturbi tettonici e eventi cosmici).
Vediamo prima andare verso un consenso su ciò che è effettivamente accaduto.
La nostra prima testimonianza è Kathryn Kenyon, escavatore sia di Gerico e Gerusalemme "La fine ultima della civiltà della prima Età del Bronzo è venuta con la completezza catastrofica su Jericho ... probabilmente è stata completamente distrutta ... Ogni città in Palestina che finora è stato studiata mostra la stessa interruzione... Tutte tracce di civiltà scomparse della prima Età del Bronzo ". Avanti sentiamo ora la testimonianza Ernest Wright "Uno dei fatti più sorprendenti delle civiltà della Prima Età del Bronzo è la loro distruzione, così violenta che appena poche vestigia sono sopravvissute, non sappiamo quando l'evento ha avuto luogo.
Sappiamo solo che non c'è una città della prima Età del Bronzo scavata o esplorata in tutta la Palestina che non mostri lacuna nella sua occupazione tra la prima Età del Bronzo e l'Età del Bronzo Medio.
Fino ad oggi questa lacuna, sappiamo che deve essere circa contemporanea con un periodo simile in Egitto chiamato il Primo periodo intermedio tra le dinastie 6 e l'11.
Stessa cosa riguarda la Grecia.
La distruzione del primo Elladico comprendente due città a Lerna, nel Peloponneso orientale è un esempio tra i più diffusi e violenti,la distruzione si è verificato nel 2300 aC nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale.
"Secondo Mellart" Nel periodo dopo il crollo della prima età del bronzo il numero degli insediamenti è ridotto ad un quarto del numero rispetto il periodo precedente".
Michael Rice aiuta a scurire il cupo quadro, "Nell' East Arabia un forte calo negli insediamenti e l'attività è diventato evidente dopo nel 2000 A.C".
Nella valle dell'Indo vediamo Harappa e Mohen Jodharo travolti, le iscrizioni ancora in grado di essere interpretate.
In tutti questi settori una busca interruzione esiste tra la vicino e l'apertura della nuova era del Bronzo Medio.
Così più autori distinti notano una fine improvvisa di questo periodo.
E 'stata accompagnata dalla distruzione diffusa e io lascerò Carl Schaeffer, Frances Forse,più eminente archeologo moderno, descrivere alcuni dei fenomeni che accompagnarono il cataclisma.
La prima volta che lo scavo di Creta e Ras Shamira (Ugarit) ha notato sei linee di demarcazione che separano la stratigrafia.
Tuttavia, egli ha scaglionato anche altri siti esaminati in Medio Oriente e poi in Europa notando che una separazione simile si è verificata nello stesso periodo.
Più in particolare,Carl Blegen,quando ha esaminato gli scavi a Troia ha scoperto che c'era un tappeto di cenere di sedici metri di spessore che copriva la stratigrafia del secondo periodo di Troia.
Questo è quello che corrisponde al vecchio regno in Egitto (circa 2200B.C.)
"Non c'è il minimo dubbio che l'incendio di Troia 2 corrisponde alla catastrofe che ha posto la fine alle dimore di Alaca Huyuk, Alisair Tarsus, Tepe Hissar e alla catastrofe che ha bruciato l'antica Ugarit in Siria,Byblos, il che fiorì sotto l'Antico Regno in Egitto,e le città contemporanee della Palestina, e che fu tra le cause che hanno terminato il vecchio Regno d'Egitto".
Il monumentale lavoro di Schaeffers giunge alla conclusione che massicci disturbi tettonici hanno visitato il Medio Oriente e l'Europa più di una volta, ma quello che ha causato tale distruzione diffusa al termine della prima età del bronzo è di un tipo che non è stato mai visto.
La sua zona distruttiva che si espande almeno da Troia a Ugarit è di 1000 chilometri.
Neanche il Krakatoa si avvicina a questo.
La sua conclusione finale, che voglio citare ancora una volta, è illuminante in quanto i fenomeni di accompagnamento iniziono a dare un senso al quadro dopo la catastrofe.
"Nella maggior parte dei paesi la popolazione ha subito una grande riduzione nel numero, mentre in altri stabilì un vivere sostituito da quello nomade".
Schaeffer ha inoltre osservato che i cambiamenti climatici e dei movimenti di massa di gara avevano accompagnato questo iato tra le civiltà.
Quali prove abbiamo che un tale cambiamento climatico si è verificato?
Recentemente la loro è stata una pletora di documenti da parte degli scienziati di molte discipline a sostegno del verificarsi di un drammatico cambiamento climatico intorno al 2500 aC - 2000 aC
Cambiamenti di clima possono essere misurati in diversi modi.
Certamente l'anello di crescita degli alberi dà buona indicazione di siccità o altro, ma forse più interessante è la variazione totale della Flora che potrebbe verificarsi.
Ad esempio, Marchant segnala un marcato aumento del livello delle palme intorno al 3800B.P. ne abbiamo un'altra misura più curiosa delle precipitazioni associate alle speleoterme delle grotte.
Il contenuto isotopico dà un'indicazione che le precipitazioni fino a 4,5 mila anni fa era molto più umido seguito da un calo del 30-50% per i prossimi 800 anni.
Questo ha prodotto un marcato aumento della vegetazione con una certa resistenza alla siccità nella zona (Mediterraneo orientale).
I cambiamenti climatici hanno colpito anche il flusso del Nilo, il veicolo principale per il sostegno, tra gli egiziani.
Due prelievi delle carote dell'erosione nella valle centrale del delta del Nilo,cui sedimenti caratteristici evidenziano le aree che sono state oggetto di essiccazione estrema ed erosione mostrano sono due strati orizzontali,uno nel 4250 BP e uno nel 4050 BP .(il periodo di cui stiamo parlando)
L'Autore rileva prove di simili siccità allo stesso tempo in Africa e in Asia.
Un periodo simile è osservato nella Great Plains, Stati Uniti Occidentali.

PRIMA PARTE

Fonti:
http://www.ancientdestructions.com/site/destructions/catastrophic-end-early-bronze-age-part1.php

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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