ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


sabato 31 marzo 2012

SULLA CRISI..


“Non è vero, come dice in sostanza il governatore della banca centrale europea Mario Draghi in un intervista al Wall Street Journal del 23 febbraio scorso, che il modello sociale europeo è semplicemente morto. È stato invece “assassinato” dalle politiche europee di austerità e rigore di bilancio che hanno preferito salvare un sistema bancario e finanziario sconnesso dalla realtà industriale e produttiva, invece di puntare sul rilancio della crescita e dell’occupazione per uscire dalla drammatica crisi economica e sociale in cui l’Unione europea si trova.
In tre anni e mezzo di crisi, le banche europee hanno incassato 6100 miliardi di euro in aiuti governativi, soldi dei contribuenti; lo dice il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso.
Con la stessa cifra avremmo potuto comprarci per ben diciassette volte tutto il debito pubblico della Grecia o, se vogliamo, i debiti di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Irlanda e Grecia messi insieme, senza bisogno di riforme antisociali, e ancora ne avanzerebbero. La crisi greca è stata utilizzata per imporre una più generalizzata riforma del modello sociale europeo, per imporre tagli ai sistemi pensionistici pubblici, per riformare il mercato del lavoro, per ridurre al lumicino il finanziamento dello stato sociale, per aprire ulteriormente i sistemi economici a un modello di competitività mondiale sregolata.
L’unica prospettiva che l’Unione europea ci propone oggi è quella di condizioni salariali e dei diritti allineate a quelle dei cinesi o dei vietnamiti –non il contrario- complice una globalizzazione dei mercati che spinge verso il basso la redistribuzione della ricchezza. Dobbiamo fare i conti con la nuova realtà economica del mondo, ci spiegano,, mentre –guarda caso- dimenticano di spiegarci che questa è il frutto di scelte politiche ed economiche ben precise, ispirate alla nuova teologia dell’austerità. La governance è la nostra nuova Bibbia, i regolamenti europei in materia i nuovi Atti degli Apostoli. Poco importa se l’Unione europea e la zona euro saranno, nel 2012, le uniche regioni del mondo in recessione economica, a dimostrazione delle assurdità delle politiche pro-cicliche di Commissione e Consiglio Ue.
Non contenti, lo scorso 2 marzo i leader europei hanno firmato a Bruxelles un nuovo trattato sulla governance rafforzata: con l’imposizione della costituzionalizzazione del principio del pareggio di bilancio, mettono fuori legge quella di Keynes e altre importanti teorie di politica economica sulla crescita e l’espansione della produzione industriale. A Bruxelles, è pronto anche un secondo pacchetto d’iniziative legislative sulla governance, da perfezionare entro giugno, che insiste sulla strada dell’austerità. Il modello sociale europeo, caro Draghi, non è morto di morte naturale. L’avete ucciso voi con le vostre politiche: 6100 miliardi di euro per le banche e non una lira per finanziare il rilancio industriale e dell’occupazione in Europa; vorrà ben dire qualcosa tutto ciò, o come al solito non è colpa di nassuno?”

Di Stefano Squarcina

Fonte:E-il mensile aprile 2012

COLOSSALE TEMPESTA DI SABBIA NEL GOLFO PERSICO


Una violenta tempesta di sabbia di proporzioni gigantesche, visibile anche dallo spazio, sta colpendo in questi giorni i Paesi del Golfo Persico ed è visibile addirittura dal satellite.
La sabbia si è diffusa su una superficie che si estende su 1.500 chilometri da Nord a Sud su un territorio che comprende Arabia Saudita, Qatar, Bahrain e il sud dell’Iraq e dell’Iran. Raffiche di vento molto forti hanno travolto tantissime aree del Golfo Persico, provocando scarsa visibilità sia a terra che in cielo, con un rigoroso fermo a tutti i voli dell’area interessata.
Il fenomeno è iniziato il 16 marzo, interessando dapprima la Siria orientale e il nordovest dell’Iraq, con forti venti associati al transito di un fronte freddo, poi spostandosi verso sud/est, colpendo l’Iraq centro-meridionale. A Baghdad la visibilità è scesa fino a 200 metri e la temperatura massima è stata di soli 12 gradi, 8 sotto media, mentre nel Kuwait la visibilità è scesa a meno di 200 metri.
In molte zone dell’Arabia Saudita sono state chiuse le scuole, mentre centinaia di persone hanno avuto difficoltà respiratorie. La tempesta di sabbia ha anche provocato un netto calo delle temperature e interrotto il traffico più a Sud negli Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Yemen.
Il Sahara e le terre aride attorno alla penisola araba sono le principali sorgenti terrestri di tempeste di sabbia, ma sono frequenti anche in Iran, Pakistan, India e Cina. Uno studio del 2008 rileva che i salti delle particelle di sabbia, provocate dal vento e dall’attrito, producono un campo elettrico statico. A contribuire alla nascita delle tempeste di sabbia, la siccità e il vento. Ma anche l’agricoltura è un’altra causa di tali tempeste, dato che i contadini di queste zone aride dipendono dalle piogge per le colture, e lavorano per mantenere sempre umido il terreno.
Un fenomeno che va crescendo, proporzionalmente alla paura degli autoctoni. Il deserto del Sahara è una fonte di tempeste di sabbia, soprattutto la depressione di Bödele, tra Mauritania, Mali e Algeria. Nel 1960 in Mauritania ci sono state solo due tempeste di sabbia: attualmente, ogni anno, se ne contano circa 80.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/violenta-e-vastissima-tempesta-di-sabbia-intorno-al-golfo-persico-le-foto-e-le-immagini-dallo-spazio/126716/

TRIPLICATI GLI INCENDI NEL 2012


Il caldo record scatena gli incendi che nei primi tre mesi del 2012 sono triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e dimezza i raccolti in molte regioni per colpa di una straordinaria siccita’ primaverile provocata dal crollo delle precipitazioni che da settembre ad oggi in Italia sono state pari ad appena il 30% dei valori normali, con situazione drammatiche nel nord, nel centro Italia ed in Sardegna dove e’ stato chiesto lo stao di calamita’. E’ quanto emerge dalla prima mappa dell’Itala a secco tracciata dalla Coldiretti dalla quale si evidenzia che erano 15 anni che a marzo in Italia non si registravano temperature cosi’ alte con valori attuali che sono oltre 10 gradi superiori alla norma. Il manifestarsi della siccita’ gia’ a marzo, rileva Coldiretti, ”e’ un fatto del tutto straordinario che sta provocando pesanti effetti sul piano ambientale, economico e sociale in vaste aree del territorio nazionale. Nelle citta’ sono pronti i razionamenti e le autobotti sono gia’ intervenute per superare le specifiche emergenze mentre nelle campagne con i terreni induriti non si riesce a seminare e le colture in campo soffrono la mancanza di disponibilita’ di acqua per la crescita primaverile”. La carenza idrica e’ resa evidente dalla magra straordinaria della gran parte dei corsi d’acqua del centro Italia come l’Arno e del nord dove i grandi laghi di Como, Maggiore e Garda sono circa 30 centimetri al di sotto del livello medio del periodo, secondo una analisi della Coldiretti. In Friuli Venezia Giulia gli invasi sono gia’ in grave sofferenza ed i Consorzi di bonifica della regione sono stati convocati dal Governo regionale per concordare le azioni da mettere in campo nel caso l’allarme siccita’ non rientri. E’ allarme anche in Veneto dove – si teme per il grano, il radicchio, l’orzo e le colture in campo che con il rialzo precoce delle temperature hanno bisogno d’acqua ma i canali di irrigazione sono vuoti. In sofferenza anche una coltivazione tipica del Veneto: l’asparago sia bianco che verde. E’ in via di emanazione un provvedimento che proclami lo stato di grave sofferenza idrica, con l’individuazione delle azioni da intraprendere nell’immediato.
Si attendono con ansia le precipitazioni che per portare sollievo dalla siccita’ – sottolinea la Coldiretti – devono ora avvenire in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiche’ i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento. Una situazione che – precisa la Coldiretti – aumenta il pericolo di frane e smottamenti in un Paese dove il territorio di sette comuni su dieci e’ a rischio. In Friuli Venezia Giulia gli invasi sono gia’ in grave sofferenza ed i Consorzi di bonifica della regione – informa la Coldiretti – sono stati convocati dal Governo regionale per concordare le azioni da mettere in campo nel caso l’allarme siccita’ non rientri. E’ allarme anche in Veneto dove – riferisce la Coldiretti – si teme per il grano, il radicchio, l’orzo e le colture in campo che con il rialzo precoce delle temperature hanno bisogno d’acqua ma i canali di irrigazione sono vuoti. In sofferenza anche una coltivazione tipica del Veneto: l’asparago sia bianco che verde. E’ in via di emanazione un provvedimento che proclami lo stato di grave sofferenza idrica, con l’individuazione delle azioni da intraprendere nell’immediato. In Alto Adige il marzo 2012 si attesta come quello piu’ caldo da 90 anni mentre in Trentino e’ stato chiesto di anticipare i prelievi di acqua per combattere la siccita’ determinata da un caldo sopra la media e la conseguente sofferenza patita dagli alberi da frutto, specie in Valle di Non.

In Liguria gli agricoltori del Ponente sono preoccupati, l’acqua scarseggia e le riserve idriche sono ai minimi. I floricoltori, rileva la Coldiretti, sono stati danneggiati dal clima dei mesi scorsi, dal caldo seguito alla coda di freddo invernale dei primi di febbraio. In questo momento le piante coltivate all’aperto come ranuncoli e anemoni, sono andate in fioritura troppo presto rispetto alle esigenze del mercato. In Toscana la siccita’ di questi giorni sta provocando seri danni soprattutto alla produzione di grano (tenero e duro) e ai cereali (mais e orzo in particolare) che stanno per entrare in una fase cruciale e la mancanza di acqua, in un momento delicato come questo puo’ mettere fortemente rischio la fioritura e la successiva maturazione dei cereali. In sostanza per la Toscana la siccita’ e le temperature decisamente fuori stagione avranno secondo la Coldiretti un drastico effetto sulla resa ad ettaro con un abbattimento del 50 per cento della produzione e potrebbe costare, in termini di produzione, oltre 2 milioni di quintali di grano per un valore tra 50 e 60 milioni di euro. Anche in Umbria e’ gia’ emergenza acqua dal momento che la portata delle sorgenti appenniniche che riforniscono gli acquedotti di Umbria Acque, in particolare della Scirca e di Nocera Umbra si e’ ridotta di circa il 50%, esattamente di quanto sono calate le piogge nell’ultimo anno. La situazione dei livelli delle falde ricorda quella del 2006, prima della crisi idrica del 2007. Infine la Sardegna ha addirittura chiesto lo stato di calamita per la siccita’ che sta colpendo la regione dove il problema e’ molto serio e colpisce seriamente le aziende agropastorali. Le scarse piogge, infatti, stanno costringendo gli allevatori ad acquistare i mangimi, con incrementi di costi difficilmente sostenibili e in piu’ le condizioni climatiche del momento non potranno assolutamente garantire il regolare sviluppo delle coltivazioni.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/clima-coldiretti-allarme-caldo-e-siccita-nel-2012-sono-triplicati-gli-incendi/126715/

DUE DELFINI MORTI A GENOVA


Due carcasse di delfino spiaggiate sono state recuperate giovedì pomeriggio a Sturla e Quinto nel levante di Genova dai vigili del fuoco e personale della polizia municipale. A segnalare la loro presenza in riva al mare sono stati alcuni passanti. I due delfini, entrambi molto giovani, erano morti da ore e non e’ stato possibile fare nulla per salvare loro la vita. Entrambi gli esemplari sono stati raccolti dai mezzi speciali dei pompieri e solo domani si riuscira’ a sapere la categoria di specie a cui appartengono.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/due-delfini-spiaggiati-a-sturla-e-quinto-nel-levante-di-genova/126738/

600 DELFINI MORTI IN PERU


Hardy Jones, co-fondatore del giornale BlueVoice.org riporta che oltre 600 delfini si sono misteriosamente spiaggiati sulla costa settentrionale del Perù. Le cause della morte dei delfini non sono ancora state chiarite. Un team di esperti sta indagando sulle movitazioni di un evento simile, con il contributo di associazioni animaliste, ambientaliste e gruppi di salvataggio dei mammiferi marini sudAmericani.
In tutto, negli ultimi mesi, più di mille delfini si sono spiasggiati sulle coste peruviane.
Qualcuno pensa che questa tragedia sia legata alle acciughe contaminate dal nuovo impianto di perforazione petrolifera presente nel Pacifico, a largo del Perù. Ma le autorità hanno respinto il rapporto fornito da alcuni studiosi, sostenendo che l’impianto non contamina i mari nè i pesci.
Gli esperti spiegano che probabilmente mai nel mondo c’era stata una morìa di delfini di tale entità, e chi ha visto di persona lo spiaggiamento è rimasto impressionato e ha spiegato che tra le centinaia di delfini morti ce n’erano anche alcuni appena nati, con il cordone ombelicale ancora attaccato.
Alcuni studiosi hanno prelevato dei campioni da analizzare e BlueVoice.org ha annunciato che a breve rilascerà video, foto e ulteriori informazioni. Anche noi continueremo a monitorare questa situazione.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/peru-continua-il-misterioso-spiaggiamento-di-delfini-morti-sono-piu-di-600-mistero-sulle-cause/126740/

IL VIDEO DI UN BUS TRAVOLTO DA UN TORNADO

Il 2 marzo scorso l’Indiana è stata colpita da violenti tornado. Uno di questi ha devastato uno scuolabus. Ecco, oggi, un video incredibile pubblicato su Youtube con le immagini della webcam situata all’interno del bus:


Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/tornado-negli-usa-video-shock-dentro-il-bus-travolto-dalla-furia-della-natura/126746/

venerdì 30 marzo 2012

L'AUTORE

Raramente mi faccio sentire ma un breve discorso è dovere farlo.
In caso qualcuno avesse visto con perplessità il mio articolo riguardante il caldo e la siccità e il fatto che il polo nord si stà liberando dai ghiacci,ebbene gli rispondo che nulla di quanto succede confuta le mie teorie riguardo la Piccola Era Glaciale,per quanto assurdo possa sembrare.
Già qui affermavo convinto che probabilmente l'Artico avrebbe potuto subire un'ulteriore ritiro del ghiaccio marino artico.
Mi aspetto inoltre ulteriori episodi di siccità nei prossimi mesi in Brasile,Est degli Stati Uniti,diverse aree della Cina e forse anche in Europa.
Sono rimasto inoltre soddisfatto nel constatare che le mie teorie riguardo all'origine di El Nino hanno una base solida su cui appoggiarsi anche da ahttp://www.blogger.com/img/blank.gifltri siti scientifici.
A proposito di tutto ciò posso rispondere a chi non di trovava d'accordo su questa mia posizione su scienze e dintorni.
Ho inoltre pubblicato diversi altri articoli che confermano addirittura legami con il vulcanismo globale,specialmente i vulcani islandesi,ed El Nino.
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Ci sono state inoltre conferme non su basi scientifiche ma su osservazioni di causa effetto che le tempeste solari causano terremoti e attività vulcaniche e se restassi li a osservare tutte le volte che una tempesta solare colpisce la terra e i successivi terremoti,la maggior parte di essi corrisponderebbero tutti a questo genere di fenomeni.
Lascio alcuni articoli.1 2 3 4 5 6 7 8 9
In conclusione resto soddisfatto dei risultati ottenuti.

IL POLO NORD E' DIVENTATO UN'ISOLA


Il Polo Nord si sta sciogliendo e sta assumendo l'aspetto di un'isola per la prima volta nella storia umana.Le Sorprendenti immagini satellitari scattate tre giorni fa mostrano che lo scioglimento dei ghiacci ha aperto i passaggi leggendari nel Nord-Ovest e Nord-Est dell 'artico- che permetteranno di navigare attorno alla calotta polare artica.
L'apertura dei passaggi era molto attesa dalle compagnie di navigazione che speravano di tagliare migliaia di miglia per i loro percorsi nautici..
Ma per gli scienziati il ​​cambiamento climatico è l'ennesimo segno del riscaldamento globale che sta affliggendo il pianeta.
Mark Serreze, uno specialista di ghiaccio marino, ha descritto le immagini come un 'evento storico' - ma ha avvertito che la calotta glaciale artica è entrata in una 'spirale di morte'.
Le immagini, prodotte dalla Nasa, mostrano per la prima volta dopo almeno 125.000 anni che i due oceani Atlantico e Pacifico collegati tra loro a nord.(questa è una bufala)
l Professore Serreze, degli Stati Uniti, finanziato dal governo nazionale del Neve Ice Data Center, ha detto un giornale Domenica: 'I passaggi sono aperti. Si tratta di un evento storico.
Le compagnie di navigazione sono pronte a sfruttare le nuove rotte. Il gruppo Beluga, con sede a Brema, in Germania, prevede di inviare la prima nave attraverso il passaggio di Nord-Est il prossimo anno,con il taglio di 4.000 miglia nautiche nel viaggio dalla Germania al Giappone.
Se il ghiaccio continua a sciogliersi al ritmo attuale sarà presto possibile navigare attraverso il Polo Nord.
Molti scienziati ritengono che la massa di ghiaccio che forma un cerchio irregolare attorno al Polo Nord potrebbe scomparire del tutto entro l'estate del 2030.
Quattro settimane fa, alcuni turisti sono stati evacuati da Baffin Island Auyuittuq National Park nel nord del Canada a causa di inondazioni causate dallo scioglimento dei ghiacci.
Il nome del parco significa 'terra che non si scioglie'.

Fonte:http://terrarealtime.blogspot.it/

giovedì 29 marzo 2012

PERSISTENTE NEVICATA IN CINA UCCIDE 90.000 ANIMALI


Più di 25.000 persone di fronte a carenze alimentari e la mancanza di indumenti caldi.
Una persistente nevicata ha martoriato sud-ovest della Cina,provincia Sichuan,dalla fine di gennaio, uccidendo più di 90.000 animali.
La contea Shiqu è stata imbiancata sotto 15 cm di neve a causa delle nevicate continue del il mese passato.
Elettricità e acqua impianti di alimentazione, di traffico e di comunicazione sono stati interrotti dalla neve,lo riferisce l'ufficio della presidenza.
Il governo della contea ha inviato 720.000 kg di grano, 100 tonnellate di carbone, 100 tende e 1.000 coperte ai residenti interessati.

Fonte:http://twocircles.net/2012mar23/25000_affected_snowfall_china.html

FESSERIE DA MONTI MARIO


In un delirio di onnipotenza il Premier non eletto dal popolo, il Professor Monti, noto amico dei banchieri, in merito alla riforma del lavoro ha dichiarato: “E’ una riforma che provoca, comprensibilmente, risentimenti e discussioni anche aspre nel Paese ma ho ora l’impressione che la maggioranza degli italiani la ritenga un passo necessario, nell’interesse dei lavoratori”. Confortato dal consenso che riscontra tra gli italiani, nonostante “comprensibili” polemiche, Mario Monti si dice anche “fiducioso” sulla effettiva traduzione in legge della riforma del mercato del lavoro, per la quale considera possibile il via libera finale del Parlamento secondo le previsioni, “entro l’estate”.Il premier si dice “fiducioso” sul si’ alla riforma anche “perche’ il caso precedente della riforma delle pensioni mi lascia ben sperare”. “Una parte della riforma e’ accettata da tutti e non e’ strano – osserva non senza una vena d’ironia – visto che e’ quella che comporta maggiore spesa da parte del governo”. Ma si tratta di un disegno generale che ne prevede anche “altre strettamente connesse con il resto del pacchetto” e il Professore ricorda che “perche’ sia una buona riforma abbiamo il dovere di un equilibrio, in modo che l’impianto della riforma sia buono”. “Non posso essere sicuro ma ci credo fermamente. Credo nella persuasione”
Guardi professore che lei non persuade proprio nessuno, ma cosa le fa pensare che gli italiani stiano dalla sua parte? Nella sua riforma non c’è alcun equilibrio, tartassare i ceti medio-bassi non ha nulla di equo, ma soltanto l’arroganza dei poteri forti che Lei rappresenta, che non guarda in faccia nessuno, si tiene stretti i propri patrimoni consolidati da decenni e se ne frega di chi non riesce nemmeno a fare la spesa. I nostri figli sono disoccupati e quando trovano lavoro sono solo ripieghi occasionali mal retribuiti.
Se questo è il prezzo per restare in Europa ……..vaffanculo all’Europa!

Fonte:http://www.express-news.it/news/monti-spara-cazzate-a-tutto-spiano-e-se-ne-frega-del-popolo-sovrano/

IL VULCANO PUYEHUE E' ANCORA IN ERUZIONE


Continua a eruttare il vulcano cileno Puyehue, la cui attività eruttiva è iniziata nei primi giorni del giugno scorso.
Il gruppo vulcanico composto dalla Cordigliera Nevada, dal vulcano Mencheca, dal Cordon Caulle e dal Puyehue, il cono in eruzione in questi mesi, non era attivà da ben 51 quando il “Grande terremoto cileno” del 22 maggio 1960, il più potente terremoto mai registrato nella storia, con una magnitudo di 9,5, risvegliò il sistema determinando la precedente eruzione di queste bocche vulcaniche.
In Cile vi sono circa 2.000 vulcani secondi per numero solo all’Indonesia; di questi 2.000, circa 60 sono tenuti sotto controllo per probabili eruzioni, mentre 500 sono potenzialmente attivi.
Negli ultimi anni vi sono stati già episodi drammatici provocati appunto dai vulcani, tre anni fa, il vulcano Chaiten creò molti danni eruttando roccia fusa e una vasta nube di cenere che raggiunse la stratosfera tanto che fu visibile anche dallo spazio e nello stesso anno, il 2008 e poi nel 2009, fu la volta del vulcano Llaima. Quella del Puyehue, che però ormai dura da ben 9 mesi, è l’eruzione cilena più lunga degli ultimi due decenni.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/cile-il-vulcano-puyehue-continua-a-eruttare-da-ormai-9-mesi-le-foto-piu-belle/126188/

IL CLIMA ARTICO NON E' PIU' QUELLO DI UNA VOLTA

Il freddo del polo nord non è più quello di una volta: lo spiega Valerio Congeduti nell’ultimo numero dell’Almanacco della Scienza del CNR, spiegando che la primavera nell’Artico si presenta in modo diverso rispetto al passato: i dati raccolti a terra e le immagini catturate dal satellite confermano scientificamente le trasformazioni testimoniate dal paesaggio. “Già a partire dalla fine degli anni Ottanta“, dice Vito Vitale dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna, “nella fascia latitudinale compresa tra i 60 e i 70 gradi Nord, lo scioglimento primaverile del manto nevoso comincia mediamente dai quattro ai sette giorni prima rispetto al ventennio precedente. L’estensione della copertura nevosa continentale è diminuita del 10% nel mese di maggio e del 20% nel mese di giugno“.
Congeduti spiega che anche i valori minimi delle superfici coperte dai ghiacci, registrati al culmine della bella stagione, denotano negli ultimi decenni un trend negativo. “Nel 2007“, sottolinea ancora Vitale, “si è arrivati a un minimo di 4,3 milioni di chilometri quadrati, un dato che fa una certa impressione se si pensa che la media delle estensioni minime dal 1979 al 2007era di 6,7 milioni di chilometri quadrati“.
Dall’ottobre del 2009, a Ny-Ålesund, è operativa per gli studi climatologici la Amundsen-Nobile Climate Change Tower, la cui realizzazione è stata finanziata dal Dipartimento terra e ambiente (Dta) del Cnr. La costruzione in alluminio, in virtù dei suoi 34 metri di altezza, permette di monitorare i processi fisico-chimici che caratterizzano lo strato di atmosfera a contatto con il suolo e la neve – denominato interfaccia – e quelli immediatamente superiori – ovvero lo strato limite e la bassa troposfera: aree fondamentali per il bilancio di energia del pianeta.
L’Artico è una postazione privilegiata dalla quale osservare i mutamenti del clima: Valerio Congeduti, autore dell’articolo per l’Almanacco, spiega infatti che le regioni polari mostrano una sensibilità molto maggiore delle medie latitudini ai cambiamenti climatici. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, negli ultimi cinquant’anni l’incremento delle temperature artiche è stato doppio rispetto all’aumento medio mondiale. “Un fenomeno“, spiega Vitale, “favorito dalle caratteristiche delle regioni polari. La bassa elevazione solare, la lunga notte polare, i complessi processi di interazione tra neve, ghiaccio, mare, permafrost e atmosfera alla superficie sono tutti elementi che contribuiscono ad amplificare i processi di retroazione, aumentando la risposta del sistema a qualsiasi sollecitazione esterna“. Peculiarità che fanno del Polo Nord un ‘early warning system’, ovvero un sistema di allarme precoce dei cambiamenti climatici in atto su scala globale.
In particolare, Ny-Ålesund si trova in una posizione ideale per valutare gli effetti combinati dei cambiamenti climatici che interessano l’atmosfera, l’oceano e il terreno. “Questa località“, conclude l’esperto, “è situata nel punto più a nord del flusso di acqua calda che risale l’Oceano Atlantico dalle basse latitudini, la West Spitsbergen Current. Inoltre, Ny-Ålesund rappresenta un sito unico, nel quale la cooperazione internazionale consente il monitoraggio di un numero elevato di parametri fondamentali del sistema fisico artico“.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/il-freddo-del-polo-nord-non-e-piu-quello-di-una-volta/126456/

UTURUNCU IN FASE DI RISVEGLIO


Grazie alla radiazione elettromagnetica ottenuta da nuove immagini satellitari, i ricercatori hanno effettuato una scoperta sensazionale: la presenza di un nuovo supervulcano. Siamo nel Sud della Bolivia, in una zona estremamente remota, dove osservando l’area ad occhio nudo nulla farebbe presagire agli eventi sinistri che si verificano in questa parte di sottosuolo delle Ande. Imponente, alto circa 6000 metri, il massiccio dell’Uturuncu, uno dei vulcani più facilmente raggiungibili al mondo, si è sollevato nel tempo. La soluzione degli scienziati della Cornell University, Ithaca, USA, descritta in uno studio che verrà pubblicato a breve è eloquente: il tetto della montagna sorge su una superficie dieci volte più grande del lago di Costanza. Gli esperti hanno raccolto misurazioni del moto del suolo, confermando ciò che molti ricercatori avevano ipotizzato nel tempo. L’Uturuncu, un gigante addormentato, sarebbe un supervulcano capace di eruttare una quantità di materiale pari a 1000 volte rispetto al tristemente famoso Monte Sant’Elena, autore di una delle più grandi eruzioni del XX secolo; e 10.000 volte superiore a quello delle eruzioni islandesi nel 2010 che hanno paralizzato il traffico aereo mondiale per settimane. Il sollevamento del suolo era già stato osservato nei mesi scorsi, ma il motivo sembrava ancora sconosciuto. Se un tale vulcano eruttasse, ci sarebbe una distruzione totale nell’arco di centinaia di chilometri di territorio. Il vulcano Uturuncu è stato sino ad ora addormentato, tanto che l’età delle sue colate laviche rivelano che l’ultima eruzione risale a circa 300.000 anni fa.
Ma ora il gigante si muove di circa 1-2 cm l’anno da circa 20 anni, e sembra risvegliarsi. Ogni giorno si stanno verificando delle deboli scosse, arrivando ad oltre mille per anno. “La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti. E’ circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici “, ha detto Shanaka de Silva, un geologo della Oregon State University che ha studiato Uturuncu dal 2006. La regione andina della Bolivia, del Cile e dell’Argentina è conosciuta per i vari depositi geologici trovati, causati da mega eruzioni passate. “Non possiamo prevedere cosa accadrà“, spiega Matthew Pritchard della Cornell University. Altri supervulcani come i Campi Flegrei nei pressi Napoli o nel parco di Yellowstone sono in movimento, anche se per il momento non destano preoccupazione. L’uturuncu si è da poco risvegliato dal suo sonno millenario, ed il serbatoio di magma sotto al vulcano sta crescendo di circa 1 metro cubo al secondo, ma per una super eruzione potrebbe necessitare di un accumulo maggiore. “Tutto è possibile nei prossimi decenni”, aggiunge Pritchard, il quale poi aggiunge: “dobbiamo imparare a capire meglio i segnali del vulcano per formulare una previsione, anche perché ci sono più vulcani da queste parti che vulcanologi”. Ed infatti il vulcano Uturuncu è circondato da una delle concentrazioni più densa di supervulcani del pianeta, tutti addormentati da almeno 1 milione di anni.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/03/chiarito-il-mistero-del-sollevamento-delluturuncu-e-il-risveglio-di-un-supervulcano-ma-e-difficile-azzardare-previsioni/126390/

mercoledì 28 marzo 2012

ARRIVA LA SICCITA' E IL CALDO


Quest'anno diverse aree del Italia,a causa della scarsità di piogge rischiano seriamente di avere problemi con la siccità con conseguenti problemi sull'agricoltura e la pesca,oltre che l'energia idroelettrica.
VENEZIA — Siccità, si va verso lo stato di crisi. La Regione sta lavorando a un’ordinanza che potrebbe essere firmata dal presidente Luca Zaia nelle prossime ore. Il tavolo convocato a Palazzo Balbi dall’assessore regionale Maurizio Conte, con i consorzi di bonifica, le autorità di bacino regionali e interregionali e gli enti gestori degli impianti idroelettrici ha sortito un unico risultato concreto: la richiesta dello stato di crisi. Per il resto a tutti, dall’assessore ai tecnici convocati, l’unica via d’uscita appare la pioggia, che però continua a mancare sulla regione ed è assente dalle previsioni dell’Arpav, almeno per tutta la settimana. Il bollettino dell’Arpav di un mese fa diceva che le precipitazioni erano scese del 59%, mentre la prima quindicina di marzo è stata la terza più calda dal 1990. Inutile dire che con questi numeri si punti allo stato d’emergenza, dopo aver dovuto affrontare, solo un anno e mezzo fa, una catastrofe opposta: «Stiamo lavorando al piano contro il rischio di allagamenti causati da eventi alluvionali — ha spiegato infatti l’assessore Conte—ma dovremo pensare a un piano per affrontare i ricorrenti periodi di siccità, in cui anche le casse di espansione potrebbero tornare utili ».

La situazione più grave, al momento, è in agricoltura. «Se non si riusciranno a irrigare i campi — dice Andrea Crestani, direttore dell’Unione Veneta Bonifiche, che ieri era all’incontro — il Veneto dovrà fare a meno della sua agricoltura di qualità: mele, pere, kiwi, pesche. I prelievi per l’agricoltura sono molto compromessi e non c’è nemmeno nessuno che sta consumando acqua: l’agricoltura non lo sta facendo, eppure abbiamo già i fiumi in allarme. La situazione è drammatica e tutto quello che decideremo nei prossimi giorni con lo stato di crisi è un palliativo se non piove. È assurdo qualsiasi spreco d’acqua oggi sperando che piova nei prossimi giorni». Il decalogo verrà emanato dall’ordinanza, ma sicuramente tra le regole ci sarà quella di chiudere tutte le fontane, sia pubbliche che private; sarà vietato usare acqua potabile per innaffiare i giardini, come pure usarla per lavare le macchine. Nella riunione l’assessore ha anticipato altri provvedimenti: sarà prevista la riduzione dei valori del deflusso minimo vitale (la quantità d’acqua che si può prelevare da un corso d’acqua) per ogni singolo bacino; le società che gestiscono gli invasi idroelettrici dei bacini montani dovranno trattenere integralmente le risorse idriche risparmiate nei serbatoi, per lasciarla disponibile nella stagione estiva.

A questo proposito, l’Enel ha fatto sapere che la scarsità d’acqua in Veneto ha comportato da inizio anno una riduzione della produzione da fonte idroelettrica di circa il 40% rispetto alla media storica del periodo, e alcune centrali sono state fermate. Dato lo stato di emergenza idrica, la produzione di energia idroelettrica in questo periodo è esclusivamente quella necessaria per assicurare gli obblighi irrigui derivanti dalle concessioni degli impianti e per il rispetto della portata ecologica che dal primo marzo nel bacino del Piave è aumentata. Ma a chi andrà l’acqua risparmiata? Se lo chiede il consigliere leghista Matteo Toscani, secondo il quale «dopo un inverno turisticamente disastroso, la montagna non può vedere compromessa anche la stagione estiva. Non sarà semplice trovare una soluzione, perché l’acqua disponibile è scarsissima e non può soddisfare le diverse esigenze: quelle dei consorzi irrigui che ne chiedono di più, quelle della montagna che vorrebbe giustamente i laghi pieni per la stagione estiva e quelle dell’Enel». Insomma, probabilmente la Regione dovrà governare anche la distribuzione della poca acqua che ci sarà. Nell’attesa la Protezione Civile ha decretato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi. Cosa comporta? Divieto assoluto di accendere fuochi a meno di cento metri da un bosco, fumare e gettare il mozzicone durante un’escursione, accendere falò o barbecue durante i pic nic.
I problemi con la siccità riguardano anche l'Emilia Romagna.
“La situazione e’ sicuramente preoccupante, direi d’allerta“. Cosi’ l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni ha fatto il punto, con l’ADNKRONOS, sui livelli di siccita’ che stanno interessando tutto il territorio regionale. “Secondo i dati tecnici al 22 marzo, i prelievi di acqua per l’irrigazione risultano gia’ di un valore triplo rispetto alla media degli ultimi 5 anni” ha precisato l’assessore, spiegando che “il terreno e’ molto secco e il record di mancanza di piogge e’ a livelli centenari“. Di fatto si stanno prelevando 16 milioni di metri cubi d’acqua, rispetto ad una media di 5,6 milioni. Non solo. “Le fonti presentano portate piu’ basse rispetto alla media: – ha aggiunto Rabboni – il Po ha una portata media inferiore del 50% rispetto alla media del periodo, i fiumi appeninici di occidente sono in scarsita’ e quelli romagnoli sono gia’ in magra, mentre la diga di Ridracoli e’ a 12 mln di metri cubi rispetto ad una portata di 33 milioni, vale a dire che e’ piena solo per un terzo della sua capacita‘”. Per far fronte all’emergenza, oltre alla cabina di regia insediata in Regione, “per il 5 aprile abbiamo convocato i Consorzi di bonifica e il Cer (Consorzio canale emiliano romagnolo) per attivare il Piano di gestione di emergenza, tramite i piani di conservazione dei singoli consorzi, in modo da gestire nel modo piu’ razionale possibile le risorse idriche che ci sono“.
Stesso problema riguarda la Toscana.
”Gia’ dallo scorso novembre siamo in emergenza in alcune zone collinari e montane non allacciate ad acquedotti, ma che utilizzano pozzi ormai a secco. Nonostante ci si trovi di fronte alla siccita’ piu’ dura degli ultimi 60 anni con Bilancino e Montedoglio alla meta’ della loro capienza e le risorse locali a secco da mesi, al rubinetto arriva l’acqua a tutti, grazie alle infrastrutture ed agli investimenti realizzati negli ultimi dieci anni”. Lo afferma Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua, il piu’ importante gestore del servizio idrico in Toscana. ”Sono sparite le piogge autunnali e invernali, speriamo in quelle primaverili – dichiara D’Angelis – ma ormai bisogna sempre piu’ adattarsi al clima che cambia e mettere in campo investimenti in nuove infrastrutture e invasi e campagne per consumi responsabili. Per questo da qui all’inizio dell’estate la parola d’ordine e’ risparmio, ripeto l’appello ad evitare sprechi e usi irresponsabili dell’acqua potabile, bastano piccole accortezze, usiamola per esigenze strettamente potabili, alimentari e igieniche. Se poi la situazione continua cosi’ faremo nuovamente il punto con la Regione, con la quale insieme con l’Autorita’ di Bacino dell’Arno, stiamo monitorando costantemente la situazione“.
Per segnalare la drammatica situazione idrica basta un dato, quello della situazione dell’invaso di Bilancino, nel Mugello: oggi e’ al livello di 244,83 metri sul livello del mare, equivalenti a poco piu’ di 37 milioni di metri cubi d’acqua, in questo periodo nel 2009 e 2010 Bilancino era al livello 250 equivalente a 60 milioni di m3 invasati e di norma il suo livello dovrebbe essere 69 milioni di m3. In parole semplici significa che Bilancino e’ dimezzato: una situazione che esiste gia’ da novembre e che continua (il dato di Bilancino gia’ dal novembre scorso e’ piu’ basso, e quindi piu’ grave, rispetto alle siccita’ piu’ forti degli ultimi decenni, ovvero il 2003 e 2007). E come Bilancino stanno tutte le risorse locali, dalle falde ai pozzi ai fiumi e ai torrenti, che sono secchi, praticamente azzerati. Il problema e’, sottolineano gli esperti, che ci siamo giocati le piogge autunnali (che non ci sono state), quelle invernali (idem e anche la neve caduta non ha influito perche’ dove ce n’e’ stata molta – Alto Mugello – ha finito per sciogliersi verso il versante emiliano-romagnolo) e per adesso non ci sono previsioni confortanti di piogge primaverili.
Il caldo riguarda anche il Nuovo Mondo.
"Continua il periodo caldo e siccitoso in buona parte degli Stati Uniti. Ormai si è perso il conto dei tanti record giornalieri caduti quasi quotidianamente, specie lungo il Middle West e sulla regione dei Grandi Laghi, dove le anomalie termiche positive che vanno avanti dal lungo periodo invernale sono veramente spaventose. Nelle giornate di lunedi 19 e martedi 20 Marzo, l’intensa ondata di calore che è risalita dall’entroterra desertico messicano, sotto l’incalzare di un robusto blocco anticiclonico posizionato davanti la East Coast, ha bruciato decine di record mensili fra il nord-est degli USA e il sud del Canada, proprio lungo il confine. Notevoli i valori misurati nello stato del Michigan. Quasi tutti gli aeroporti del Michigan meridionale hanno stabilito nuovi record assoluti di caldo per il mese di Marzo, con valori da piena estate. In alcune località il termometro ha lambito la soglia dei +29° +30° all’ombra, un evento più unico che raro nel mese di Marzo. Tra i record mensili stabiliti vanno segnalati i +28° (86 Fahrenheit) toccati nelle città di Lansing, Alpena, Pellston, Flint. Notevoli pure i +28° di Grand Rapids, Saginaw e Lansing, si tratta di valori pienamente estivi.
A Detroit invece si sono raggiunti gli 82 Fahrenheit, circa +27.7°, il valore più alto mai raggiunto in Marzo dalla stazione dell’aeroporto internazionale della città del Michigan. Il caldo si sta facendo sentire nel Michigan settentrionale, li dove in genere si registrano le temperature più basse di tutta la nazione, con picchi che possono scendere abbondantemente sotto i -30° nel periodo invernale. Oggi invece si sta trasformando nell’area più calda d’America, con la colonnina di mercurio che varca il muro dei +30°. Basti pensare alle temperature massime registrate da Pellston che non sono mai scese al di sotto dei +26°, con picchi di oltre i +28°. Temperature veramente insolite per Marzo. Il caldo anomalo che caratterizza questo insolito mese di Marzo non sta risparmiando nemmeno l’area dei Grandi Laghi, dove si sono archiviate massime che hanno oltrepassato i +29° +30°, con scarti di oltre i +10° +12° rispetto a quelle che dovrebbero essere le tradizionali medie per il periodo. A Chicago si sono superati gli 85 Fahrenheit, circa +29.4°."
Questo è un segno del Riscaldamento Globale?
No,un fenomeno naturale che si è ripetuto anche in passato.
"Se il Medioevo ha sofferto di grande canicola e siccità, la colpa è di un raffreddamento oceanico. Almeno questa è la tesi di un gruppo di ricercatori dell' Università di Miami (Usa). L' acqua più fredda sulla superficie dell' Oceano Pacifico sarebbe stata la causa dell' ondata di caldo che ha colpito l' Europa e il Nord America nel XV secolo, provocando carestie e spostamenti di popolazioni verso climi meno difficili. Ma come sono state ricavate le temperature dell' oceano medievale? Dall' analisi dei coralli fossili nell' atollo di Palmyra (Oceano Pacifico centrale). Grazie ai dati di temperatura estrapolati dai coralli fossili è stato possibile costruire un modello di cambiamento climatico simulato, avvenuto in un periodo di 142 anni (1320-1462). Secondo Rober Burgman che ha guidato lo studio, a causare l' afa medievale è stato un piccolo abbassamento della temperatura dell' oceano, pari a un decimo di grado. Tanto è bastato - appena una frazione di grado - per scatenare una serie di eventi meteorologici sulla terra ferma, tipo effetto domino. Quali? Dalle nostre parti prima ci sono stati tre anni di piogge torrenziali, seguiti da un periodo di temperature roventi. Con in mezzo una piccola glaciazione, giusto per non farsi mancare nulla. «La piccola glaciazione ha messo in risalto il caldo - spiega Guido Visconti dell' Università dell' Aquila - anche se l' Ipcc, il comitato del cambiamento climatico delle Nazioni Unite, sostiene che questa temperatura elevata nel Medioevo in realtà non ci sia mai stata»."
Stessa cosa riguarda anche il Brasile.
Gli analisti hanno detto riguardo alla siccità relativa agli sviluppi in Brasile che ha portato a stime delle rese più basse,di circa 2,8 milioni di tonnellate fuori dalla stima originale di 67,1 milioni di tonnellate per il raccolto di quest'anno.
Le previsioni sottolineno inoltre che l'Atlantico tropicale, in questi mesi, si è raffreddato in maniera anomala e sembra che le probabilità di un evento di El Nino tra l'estate e l'autunno sono solo elevate.
L'anno scorso i problemi non sono stati differenti in diverse aree del mondo e tutti con interessanti record di mezzo secolo,
Alcune vaste porzioni della Cina stanno vivendo la peggior siccità da 50 anni.
"Disastro ambientale che va assommandosi a quello economico in quanto la mancanza d’acqua non permette alle turbine della centrale di girare e produrre. Il ciò si va a sommare allo spaventoso costo di 25 miliardi di dollari (un record) per la costruzione (ben 20% in più dei costi stimati).
E i raccolti di riso e grano saranno parimenti a rischio."
Anche la Francia nel giugno 2011 ha convissuto con la peggiore siccità da 50 anni.
"Questa primavera è stata “una delle più calde dagli inizi del XX secolo e la più secca degli ultimi 50 anni”, ha riferito Météo France sulla base di un bilancio provvisorio."
Anche le Marche fino al dicembre 2011 hanno vissuto l'inverno più secco da 50 anni.
"Nelle Marche erano cinquant?anni che non si assisteva ad un autunno cosi' arido, tanto che a novembre e' caduto il 75% di pioggia in meno rispetto alla media storica mensile."
Non è da meno il Corno d'Africa,che recentemente proprio a causa della Nina ha vissuto la peggior siccità da 50 anni.
"La peggiore siccità degli ultimi 50 anni sta mettendo in ginocchio il Corno d’Africa. Oltre dieci milioni di persone rischiano di morire di fame e di sete in Somalia, Kenya, Etiopia e Gibuti. "
Essendo che le temperature degli oceani riflettono le medesime temperature dell'atmosfera,il fatto che l'oceano atlantico si stia raffreddando implica non solo che unito alla Nina degli anni scorsi il clima si stia raffreddando da diversi anni,ma che la deviazione della Corrente del Golfo potrebbe anche essere una delle cause del raffreddamento dell'Oceano Atlantico.
Gli scienziati sono rimasti scioccati nello scoprire che le acqueprofonde dell’Oceano Atlantico hanno cambiato direzione!Gli scienziati che studiano l’Oceano Atlantico sono stati scossi nel capire, che per qualche motivo sconosciuto le acque profonde dell’oceano hanno invertito la loro direzione di flusso. Ciò non è accaduto dall’inizio dell’era glaciale! Invece di andare verso sud, come fanno di solito, queste acque abissali ora scorrono verso nord.
La variazione di flusso potrebbe avere accompagnato profondi cambiamenti climatici, hanno spiegato i ricercatori. Potrebbe essere la prova di raffreddamento globale!Nell’Atlantico, la Corrente del Golfo porta l’acqua calda di superficie dai tropici alle alte latitudini, dove si raffredda, verso sud nelle profondità dell’oceano. Il modo in cui scorre l’acqua nel mare aiuta a ridistribuire il calore – e questo è fondamentale per il clima glogale. Linee contraddittorie di prove a partire dal picco del freddo glaciale – l’ultimo massimo glaciale – rendono difficile per gli scienziati determinare se questa circolazione oceanica è andata fortemente o leggermente in una direzione particolare all’epoca.Ma ora … l’Oceano Atlantico ha chiaramente cambiato direzione! Che cosa significa? Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno indagato su un pilastro di sedimenti a circa 128 piedi (39 metri), estratte dal fondo marino mediante l’uso di una nave al largo della punta di Africa sotto di circa 8.000 piedi (2.440 m) di acqua.
La parte superiore 15 piedi (5 m) o così di questo campione nucleo contiene materiale che riflettono le condizioni dell’oceano, negli ultimi 50.000 anni.”E ‘molto difficile estrarre questi nuclei a tali profondità senza rottura del tubo di metallo nel mare aperto, che di solito ha cattive condizioni meteorologiche”, ha detto il ricercatore Juan Magrita, un paleoceanografico presso l’Università Autonoma di Barcellona in Spagna. Tuttavia, il personale a bordo della nave, il Dafania Juanita, è molto esperto, ha osservato.Gli scienziati di tutto il mondo si stanno consultando per determinare perché l’Oceano Atlantico è in cambio di direzione. “Questo potrebbe avere conseguenze catastrofiche per le persone che vivono su entrambi i lati dell’Atlantico. Questo è un problema globale pericoloso,le nazioni del mondo devono agire insieme per correggere il problema, se possibile.” Ha detto il professor Jacob Jabolin dell’Università di Harvard.

Vi riporto di quì di seguito le immagini relative all’andamento della corrente del golfo che si registrava nel 2009 e nel 2010. L’ultima immagine si riferisce invece alla situazione attuale:

1 settembre 2009:



14 gennaio 2010:


24 luglio 2011:



Le immagini sono più eloquenti di tante inutili parole: la corrente del golfo da quasi 2 anni non raggiunge più l’Europa.
Interessante cosa accadde dopo l'Arresto del Corrente del Golfo durante la Piccola Era Glaciale.
"Al Pentagono si sono resi conto che all’epoca della “Piccola Era Glaciale” la costa est del Nord America divenne estremamente fredda, e le aree centrali ed occidentali degli Stati Uniti divennero talmente secche e aride da trasformare il “Midwest” americano in un’enorme piana polverosa,mentre le foreste montane bruciavano - esattamente come sta accadendo
oggi.
Poiché ai nostri giorni il rallentamento della Corrente del Golfo è già in atto da più di 10 anni. Il clima cambiò radicalmente anche in Europa durante questa “Piccola Era Glaciale”. Lo studio degli Indiani Anasazi del 14° secolo d.C. è illuminante. A Chaco Canyon, nel Nuovo
Messico, gli Indiani Anasazi scomparvero completamente - e nessuno sa con precisione dove andarono. Ma dallo studio sulle cause che indussero gli Anasazi ad abbandonare l’area del Nuovo Messico è emerso qualcosa di interessante: nel corso del 14° sec. d.C. l’area di Chaco Canyon fu colpita da una siccità talmente terribile, da non ricevere una sola goccia d’acqua per ben 47 anni! E una siccità di tale durata indurrebbe certo chiunque ad abbandonare l’area in questione: niente acqua, niente vita.
Gli archeologi che presentarono questo studio non sapevano quale fu la causa della siccità, ma se consideriamo che, nel periodo immediatamente precedente, la Corrente del Golfo subiva un sensibile rallentamento, tutto diventa chiaro.
Questo è esattamente ciò che il Pentagono pensa che succederà all’America, al Canada e all’Europa. Noi oggi crediamo che l’attuale siccità dell’occidente degli USA avrà termine presto, ma la storia della Terra e della Corrente del Golfo suggerisce invece che potrebbe durare altri 40 anni prima che si possa tornare ad un certo
equilibrio."(http://articoliclimainternet.leonardo.it/blog)
I geologia vige un mito molto noto ma privo di realtà,"per comprendere il passato dobbiamo innanzitutto comprendere il presente"questo mito va letto al contrario "per capire il presente dobbiamo capire il passato",il passato ci da un'esempio di quanto stà accadendo con il cambiamento della Corrente del Golfo e le diffuse siccità.
Anche in questo caso la tesi del Riscaldamento Globale è smentibile scientificamente.



Fonti:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/28-marzo-2012/siccita-veneto-emergenza-2003858868018.shtml
http://www.meteoweb.eu/2012/03/emergenza-siccita-al-centronord-anche-lemilia-romagna-e-in-stato-di-allerta/126402/
http://www.meteoweb.eu/2012/03/emergenza-siccita-in-toscana-mai-cosi-grave-da-60-anni-situazione-drammatica/126400/
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/03/pegcaldo-e-freddo.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/sole-e-temperature-in-picchiata.html
http://nevelazio.jimdo.com/2011/10/29/l-oceano-atlantico-cambia-direzione/
http://daltonsminima.altervista.org/?p=15294

martedì 27 marzo 2012

AUMENTA ANCHE L'ATTIVITA' DEL TUNGURAHUA


L'attività del vulcano Tungurahua è in crescita, lo riporta Instituto Geofisico dell'Ecuador.
Durante la mattinata del 26 marzo, una colonna continua di vapore e cenere si levava dal cratere sommitale, raggiungendo fino a 3 km di altezza e andando alla deriva verso nord-est, dove si è verificato la caduta di cenere.
La caduta di cenere è stato significativa a San Francisco e le aree del fiume Nera, e mite a Baños, Ventanas en Runtun, Juive, Pondoa, Puntzán e settori Cusúa.
Suoni occasionali do esplosioni fragorose sono stati ascoltati da piccoli a moderati eventi esplosivi.
L'attività sismica rimane caratterizzata da episodi di tremore vulcanico che durano diversi minuti, intervallati da raffiche di tremore e lungo periodo di eventi che sono legati a movimenti fluidi all'interno del vulcano.

Fonte:http://mobile.volcanodiscovery.com/tungurahua/news/7110/Tungurahua-Volcano-Ecuador-constant-ash-emissions-and-ash-fall.html

ENNESIMO TERREMOTO IN GIAPPONE


Alle ore 13 italiane un sisma di grado 6.1 ad una profondità di 2 km ha colpito il Giappone senza creare danni.
Nessuna allerta Tzunami è stata emessa.
Il sisma è stato localizzato a 202 km a nordest da Sendai nell'isola di Honsu.
Il Giappone sta vivendo un periodo nel quale le placche tettoniche, su cui si trova, sono in continuo movimento e nei prossimi giorni si potranno avere aumenti di attività vulcaniche.
Quindi ad un anno dal terribile sisma che ha colpito il Giappone, la terra continua atremare e a creare panico tra la popolazione.

Fonte:http://meteoteam.blogspot.fr/2012/03/ennesimo-terremoto-in-giappone-61.html

ALLARME IN CENTRO SUD AMERICA PER AUMENTO DI ATTIVITA' VULCANICHE E TERREMOTI


E' allerta in centro sud America per l'aumento di terremoti e attività vulcaniche.
In Messico continua a tremare la terra. Dopo il terremoto di grado 7.4 del 20 marzo che ha colpito la regione di Guerrero, un'altra scossa di grado 6 è stata registrata nel confine tra la placca tettonica del Pacifico e quella di Cocos. Questa scossa è avvenuta dopo altre 2 scosse di grado 5 sempre nella stessa area.
Nella cartina riportata si possono notare le scosse delle ultime 24 ore e questo crea preoccupazione pre un possibile aumento di terremoti lungo il confine delle placche tettoniche.
Altro allarme è destato dall'aumento di attività vulcanica in Guatemala.
I vulcani Santiaguito e Fuego stanno aumentando la loro attività.
Le colonne di cenere emesse dai vulcani stanno creando problemi al traffico aereo in quanto i continui cambi di vento disperdono la cenere vulcanica in tutte le direzioni.
Nelle ultime 24 ore 33 esplosioni sono avvenute sul Vulcano Santiaguito e la colonna di cenere è salita fino ad 800 metri sopra il cratere principale.

Fonte:http://meteoteam.blogspot.fr/2012/03/centro-sud-america-e-allarme-terremoti.html

LE ETA' DEI MONDI-PRIMA PARTE

Agli dèi non piace che l'uomo giunga alla conoscenza, che si liberi dell'illusione del mondo delle forme. Tutto è previsto per disorientarlo. Ecco perché la via della conoscenza è contorta (vakra). (Alain Daniélou)

Presso i Maya si parla di quattro ere che hanno preceduto l’attuale quinta. La prima era terminò quando quattro giaguari divorarono ogni essere vivente compreso il sole e infine perirono anch'essi. Il mondo della seconda era fu distrutto da tempeste e uragani e gli uomini furono trasformati in scimmie. La terza età si annichilò nel fuoco. La quarta terminò con un gigantesco diluvio.
Anche presso i Greci, dall’altra parte del mondo, esisteva un sistema di credenze simile. Credevano che quattro specie diverse di uomini avevano preceduta l’attuale. Una caratteristica da notare è che ogni razza successiva è meno progredita della precedente. La prima fu la razza di oro, poi segue la razza d’argento, la razza di bronzo, e quella degli eroi. L’attuale è la razza di ferro. Ogni specie viene sterminata da un cataclisma, in particolare la terza, quella di bronzo, fu distrutta da un diluvio. Il mito del diluvio universale è comune a quasi tutte le civiltà del passato in qualsiasi parte del globo siano esistite.
Scritture buddiste parlano di sette Soli, tutti annichilati dal vento, dall’acqua o dal fuoco. I nostrani libri Sibillini parlano di “nove Soli che sono nove epoche”, e vaticinano ancora due epoche a venire, quelle dell’ottavo e del nono Sole. Tradizioni aborigene raccontano: “sei soli perirono…attualmente il mondo è illuminato dal settimo sole”.
I miti degli hopi, tribù indiana dell’Arizona, raccontano:
“Il primo mondo fu distrutto, per punizione per la cattiva condotta degli uomini, da un fuoco vorace che venne dall’alto e dal basso. Il secondo mondo finì quando il globo terrestre si inclinò dal proprio asse e tutto si coprì di ghiaccio. Il terzo mondo finì in un diluvio universale. Il modo attuale è il quarto. La sua sorte dipenderà dal fatto che i suoi abitanti si comporteranno o meno secondo i disegni del Creatore”.
“Nella foresta tropicale malese il popolo Chenwong crede che di quando in quando il suo mondo, che chiama Terra Sette, si capovolga, in modo che ogni cosa viene inondata e distrutta. Tuttavia, con la mediazione del Dio Creatore Tohan, la nuova superficie piatta di quella che prima era la parte inferiore di Terra Sette, viene plasmata in montagne, valli e pianure. Nuovi alberi vengono piantati e nascono nuovi esseri umani.”
Come si vede con chiarezza il mito di catastrofi ricorrente è un mito planetario. Queste coincidenze non possono essere frutto del caso. L’evento tramandatoci con maggiore ricchezza di dettagli è il diluvio universale. Sicuramente la sua leggenda origina da un avvenimento reale. Potrebbe essere stata la repentina fine dell’ultima era glaciale, che ha provocato alluvioni e terremoti su tutto il globo. O si può trattare di più episodi eccezionali, che hanno riguardato diverse regioni del globo in tempi diversi, che col tempo e col linguaggio del mito hanno finito per assomigliarsi.
Lo scienziato Immanuel Velikovsky afferma in un libro,riguardo ad un'improvvisa inclinazione dell'asse terrestre:
"...Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti... La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno... Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro... Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo... Nel caso di un rapido spostamento dell’asse terrestre, molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero distrutte e la civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine".
Fantascienza?Possibile.
Ma nel frattempo dovremmo confrontarci con i fatti concreti di ciò che si osserva.
ALcune tipologie di caverne potrebbero essere un esempio di erosione elettrica anzichè prodotta dall'acqua.
Convenzionali geologi sostengono che l'acqua scolpisce l'interno delle grotte per oltre eoni di tempo. Potrebbe l'energia elettrica formare alcune di esse in un istante?

Abbiamo suggerito che molte formazioni non sono il risultato di forze geologiche che agiscono sulla pietra con lenta, ma costante modifica,ma in realtà sono il risultato di enormi energie al plasma su una scala che sfida ogni convenzione.
Archi elettrici potrebbero aver scavato canyon, intagliato crateri giganteschi ed elevare la terra, comprimendola in caratteristiche quali Shiprock e il Massiccio Brandberg.

I stessi potenti archi di plasma che possono aver scolpito il Grand Canyon sulla roccia viva avrebbe potuto creare altre strutture che sono normalmente ritenute create dall'erosione allo stato liquido:grotte e caverne.
Quando le scariche elettriche passano attraverso strati di roccia,essi seguono il sentiero di maggiore conducibilità elettrica,probilmente costituito da formazioni minerali contenenti metalli.

A volte lasciano straordinarie testimonianze del loro passaggio sotto forma di figure di Lichtenberg incise nel suolo e delle rocce.

Sono filamentosi in apparenza, con viticci finemente divisi ai loro bordi d'attacco. I risultati della configurazione si diramano dalla dissipazione di corrente elettrica mentre viaggia attraverso il materiale, cercando la sua via più conduttiva
Un altro aspetto unico del plasma è che esso forma "ciuffi" e "fioriture" di energia elettrica quando la corrente erutta dal elettrodo della scarica.
Naturalmente, l'esempio più comune di una scarica di plasma è un fulmine.
Enormi caverne si trovano ovunque sulla Terra. Se è vero che il calcare tenero è facilmente sciolto dalla soluzione debole di acido carbonico che costituisce l'acqua piovana, la maggior parte delle caverne contengono campioni mineralogici che non possono essere definiti attraverso l'azione corrosiva di pioggia o acqua che scorre, lasciando aperta la possibilità che qualche altra forza era coinvolta.
Nell'immagine nella parte superiore della pagina una dimostrazione quasi incredibile della nostra ipotesi primaria può essere vista.
La recente scoperta della Grotta dei Cristalli giganti nella miniera di Naica di Chihuahua, Messico ha sbalordito gli scienziati.

La grotta è piena di depositi minerali di enormi dimensioni, così come con delicati fiori e ciuffi di cristallo così sottili che un soffio li frantumi.
Le forme cristalline sono formate da materiali semiconduttori: selenite, carbonato di calcio, biossido di silicio e solfuri di piombo.
La matrice di cristallo mostrata sopra è un esempio di "spray", che potrebbe essere stato creato quando una potente corrente elettrica è esplosa dalla roccia in un vuoto sotto la superficie.

I nuclei di particelle cariche avrebbe potuti essere trasportato con il flusso di corrente e sia ionizzati dal passaggio dell elettricità, o forzati dalla soluzione nel mezzo solido.
I filamenti di avrebbero energia volato da un punto centrale e poi attraverso l'aria vuota cercando la via di minor resistenza, dopo di che hanno continuato a scaricarsi nella pietra, influendo in più posizioni.
Ovunque gli archi elettrici sono passati hanno lasciato cristalli consolidati condensati lungo le loro pareti interne.
Accoppiato con la mancanza di umidità, non troviamo nulla nella tradizionale teoria scientifica che spiega come la precipitazione di acqua provochi la formazione di cristalli di 12 metri lungo tutti gli assi ortogonali.
Jenolan Caves vicino a Sydney, in Australia è un altro esempio in cui esistono formazioni che sono difficili da spiegare in base alle teorie standard.
Helicites chiare crescono ovunque con forme da capogiro che sfidano la gravità. Alcune delle camere all'interno del complesso di grotte sono incise con figure di Lichtenberg e colonne verticali di cristallo di traslucido gesso.
Folgoriti fuse da fulmini attraverso minerali refrattari, sono comuni in Jenolan e nella maggior parte delle altre caverne.
Potrebbero stalattiti e stalagmiti che si trovano in essa effettivamente essere i resti di folgoriti?
Come abbiamo suggerito, alcune caratteristiche geografiche, come i fiumi,possono avere "adottato" canali di scarico dopo che quelli erano stati scavati da un colpo di plasma.
Lechuguilla Cave in New Mexico è piena di formazioni che sono quasi identiche a Jenolan e la miniera di Naica.
Si tratta di una grotta umida, ma il flusso dell'acqua è isolato e non raggiunge molte zone dove ci sono anomalie significative.
Lungo il pavimento e le pareti in una delle sue stanze vi sono ampie macchie di fiori in gesso,come cespugli di piccoli cristalli.
Semplicemente camminando troppo vicino è sufficiente per loro di crollare con piccoli suoni tintinnanti.


Lechuguilla possiede "pozzi" pure.
Uno dei più grandi è un tunnel orizzontale che penetra per chilometri nella roccia. Il LeBarge sommerso mostra quello che i teorici dell'Universo Elettrico potrebbe chiamare una forma elicoidale - il segno di un arco elettrico che gira facendo saltare il materiale in quanto a spirale attraverso gli strati di roccia e minerale.

In un'altra parte del Messico è Sotano de las Golondrinas , o Grotta delle Rondini. Si tratta di un luogo preferito per BASE . (Edifici Span Antenne terrestri) ponticelli, perché è a 875 metri di profondità.

La Grotta delle Rondini è simile ai " lucernari "che sono stati scoperti su Marte.

Archi elettrici come fulmini sono scioperi prevalentemente verticali.
Sono filamenti di particelle cariche rotanti attorno ad un centro vuoto con più fili energetici.
Essi a volte formano crateri se colpiscono superfici sufficientemente conduttive nel materiale.
Se hanno colpito uno strato resistivo, si espanderanno e creare figure superficiali di Lichtenberg.
Poiché il modello dell'Universo Elettrico prevede l'energia elettrica dallo spazio , potrebbero i buchi, caverne, grotte e gallerie che troviamo qui sulla Terra essere le prove forensi lasciate da queste scariche di plasma?
Una cosa importante che molte più persone dovrebbero chiedersi è perchè nell'antichità,se i pianeti avessero occupato le stesse orbite che occupano attualmente,a malapena distinguibili ad occhio nudo come dei punti di luce confusi nel cielo stellato,questi stessi pianeti erano lo stesso temuti e messi in risalto come potenti dei.
Prendiamo in considerazione un'esempio in cui Immanuel Velikovsky,tra i 3600 e i 4000 anni fa postulava l'origine di Venere,che transitando nelle vicinanze della Terra avrebbe causato una serie di violenti cataclismi comprese le piaghe bibliche.
Il Sahara è il più grande deserto caldo del mondo.
Ha più di 9000 mila chilometri quadrati (3.500.000 miglia quadrate, che coprono la maggior parte del Nord Africa, rendendolo quasi grande come gli Stati Uniti o il continente europeo.
Il deserto si estende dal Mar Rosso,comprendendo le parti delle coste mediterranee, alla periferia dell'Oceano Atlantico.
Alcune delle dune di sabbia possono raggiungere i 180 metri (600 piedi) di altezza. Mescolati con la sabbia oceanica ci sono grandi formazioni rocciose, massi, pietre e ciottoli.
Alcuni hanno paragonato le zone del Sahara alla superficie di Marte.
Le sabbie del Sahara contengono molti segreti.
Non è stato sempre un vasto oceano desolato di sabbia, circa 5.000 anni fa era un terreno molto diverso.
E 'stato paradiso un sub-tropicale, dove sono stati cacciati cervi, ippopotami e gli elefanti e le giraffe e i rinoceronti popolavano la zona.
Con una abbondanza di cibo, migliaia di cacciatori-raccoglitori accorrevano a vivere in questa lussureggiante savana.
Le sabbie del Sahara contenere molti segreti. Non è stato sempre un vasto oceano desolata di sabbia, circa 5.000 anni fa era un terreno molto diverso. E 'stato un sub-tropicale paradiso, dove sono stati cacciati cervi, ippopotami e gli elefanti e le giraffe e rinoceronti popolavano la zona. Con una abbondanza di cibo, migliaia di cacciatori-raccoglitori accorrevano a vivere in questo lussureggiante savana.
Questi fatti sono evidenti dalla scoperta di centinaia di tombe umane e numerose pitture rupestri, raffiguranti la caccia e le persone e anche il nuoto.
Inoltre, le immagini radar prese dallospace shuttle della NASA evidenziano che sotto la sabbia vi sono reti di fiumi che una volta che coprivano l'intero Sahara.
L'Africa del Nord un tempo era viva con la gente! Cosa è successo a questo mondo verde?
Inizialmente si era creduto che il Sahara si spense improvvisamente circa 5000 anni fa.
Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato presumendo tale interpretazione non corretta.
Convenzionali scienziati ritengono che il processo ha preso piede circa tre millenni or sono.
"Il tempo-verde del Sahara rivolse a disertare nel corso di migliaia di anni, piuttosto che in un brusco spostamento, come si riteneva in passato, secondo uno studio sulla comprensione dei cambiamenti climatici futuri.
Lo studio dei pollini antichi, spore e degli organismi acquatici nei sedimenti a Lake Yoa nel Ciad settentrionale ha mostrato che la regione si è gradualmente spostata dalla savana 6.000 anni fa, verso le condizioni di aridità che hanno avuto luogo per circa 2.700 anni fa.
I risultati,circa uno dei più grandi cambiamenti ambientali degli ultimi 10.000 anni, sfidano le convinzioni del passato sulla base di prove nei sedimenti marini che un cambiamento molto più veloce abbia creato il più grande deserto caldo del mondo."

Sabbia

Si ritiene ci vogliono decine di migliaia, se non milioni di anni per le rocce venir esposte alle intemperie in sabbia.
La sabbia nel Sahara è una delle più antiche del pianeta, ma si ritiene sia esistita per sette milioni di anni.
Alcune delle dune di sabbia sono ricche di minerali di ferro.
Da dove viene la sabbia del Sahara?
Non esisteva 6000 anni fa.
Gli esperti propongono che vasti oceani di sabbia si siano formati in meno di 3.300 anni.
Questo è impossibile, perché la sabbia sahariana è una delle più antiche del pianeta.
Mettendo in questo contesto significa che un'area delle dimensioni degli Stati Uniti è stato coperto in un vasto mare di sabbia in quello che deve essere un batter d'occhio in termini geologici.
Questo non ha senso, perché il termine per la formazione della sabbia non lo permette secondo le teorie di consenso.
E 'possibile la terra è stata coperta di detriti di una recente catastrofe cosmica? Potrebbero i detriti come massi di grandi dimensioni, rocce, pietre, sassi, polvere e sabbia che si ritiene essere indigeni alla Terra in realtà essere di origine extraterrestre?
Thornhill dice:"Quando hai un oggetto altamente caricato come una cometa che veniva verso la terra, prima che colpisca la terra ci sarà una scarica elettrica tra i due corpi e lo scarico di solito è di entità tale da distruggere l'oggetto in arrivo - così si finisce con una pioggia di sabbia e cose del genere."
"I famosi fuochi di Chicago, dove è stata illuminata tutta quella zona degli Stati Uniti dagli strani incendi e dalle cadute di sabbia..questo si è verificato al momento della scomparsa della cometa di Biela."
Innumerevoli tonnellate di rocce hanno bombardato l'atmosfera terrestre, nella frammentazione e scomposizione in finissimi granelli di sabbia.
Quando cadde sulla Terra copriva vaste aree un tempo rigogliose di terra verde e fertile trasformandolo in uno dei deserti aridi che vediamo oggi.
Questa sabbia si è formata da una cicatrice enorme sul paesaggio di qualche corpo celeste il che suggerisce che grandi sciami di detriti sono stati scagliati verso la Terra, e le enormi quantità di sabbia dimostrano la portata di questo bombardamento.
Immanuel Velikovsky,nel libro Mondi in Collisione,stima un'avvicinamento del protopianeta Venere nelle vicinanze della Terra sottoforma di una colossale cometa che causarono le famose piaghe bibbliche si narra di una pioggia rossa che trasformò i fiumi in sangue,originatasi dalle polveri della cometa.
Non solo il deserto del Sahara ma anche le mitologie dello stesso periodo in tutto il mondo postulano una medesima pioggia di sabbia o polvere.
Si pensi, per esempio, alla prima piaga, che descrive come "tutte le acque che erano nel Nilo si mutarono in sangue" (Esodo 7, 20-21): fenomeno plausibile nell’ipotesi del passaggio di una cometa, da cui in tal caso cadrebbero sulla Terra particelle di pigmento rugginoso e quindi rossastro. O ad altre piaghe successive: "un pulviscolo diffuso su tutto l’Egitto [...] produsse ulcere pustolose, con eruzioni su uomini e bestie" (9, 9-10); "ci furono grandine e folgori [...]
Nel manoscritto Quiche dei Maya si narra che nell'emisfero occidentale,quando il sole si arrestò nel cielo i fiumi di mutarono in sangue.
Nel papiro Ipuwer,l'egiziano,si narra che "il fiume è sangue" scrivendo anche che "il flagello è si tutto il paese.Il sangue è dovunque"
La sommità della montagna Tracia ricevette il nome di "Haemus",e Apollodoro riferisce la tradizione dei Traci secondo cui la cima della montagna ricevette il nome da "un flutto di sangue che vi discese".
L'Epopea Finnica del Kalevala descrive come nei giorni dello sconvolgimento cosmico il mondo venisse coperto di "Sangue Rosso.".
I tartari Altai narrano di una catastrofe quando "il sangue traformò il mondo in rosso."
Il Mar Rosso,ricevette tale nome,non per mezzo di un'alga rossastra,ne tantomeno per un tipo di canna(le canne non crescono in acqua salata),ma per effetto della polvere rossastra che tinse le acque di rosso.
Dal centro dell'Oceano Pacifico sono state rinvenute tracce di argilla rossa i cui campioni avevano"un contenuto eccezionalmente alto di radio e nikel" di cui l'acqua del mare ne è praticamente priva.
E' quindi evidente che il nikel derivi dalle moltissime piogge di meteoriti del passato,in una quantità tale da essere centinaia di volte superiore il normale."Le stime parlano di 10.000 tonnellate al giorno".
La stessa cosa vale anche per la Cina settentrionale,in cui nel villaggio di Choukoutien,vicino a Pechino,è stata trovata una tale quantità di ossa animali frammisti a quelle di esseri umani in caverne e fenditure rocciose.
Questo assemblaggio di ossa conteneva le ossa di un'eschimese,un'europeo e un melanesiano,morti a causa dei crani fratturati.
I fossili sono stati ritrovati impastati in uno strano terriccio rosso che si trova esteso su tutta la Cina settentrionale,prodotto combusto probabilmente di un'intesa pioggia di meteoriti nell'atmosfera.
Una simile traccia è rinvenuta anche a Malta,in un'antico sito archeologico trovato ripieno di resti umani.
Ecco quanto riporta l'archeologo maltese Anton Misfeld "L'accumulo di resti umani nell'ipogeo di Hal Saflieni,non sarebbe stato il risultato di una sepoltura rituale,ma le ossa sarebbero state trascinate nel labirinto dall'azione su una matrice di terra rossa e terriccio."
Le ossa sarebbero state ritrovate frantumate e fracassate con carcasse di animali di ogni genere.

Venere
Curiosamente Venere è stato ricordato in diversi popoli come una terribile cometa infuocata,cosa interessante per il motivo che ancor oggi Venere è uno dei pianeti più caldi del sistema solare.
Dopo alcuni secoli di peregrinazioni la cometa si stabilizzò con una propria orbita nel Sistema Solare e divenne Venere.
Dell’eccezionale avvenimento l’autore vede una comprova mitica nelle molte leggende sorte sulla sua nascita, che egli identifica con quella di Atena di cui parla l’Inno omerico a lei dedicato: quando Atena nacque, riferisce Velikovsky, "la volta del cielo ‘cominciò a vacillare orribilmente’, ‘la terra tutt’intorno gridò spaventata’, ‘il mare fu scosso da nere onde, mentre la schiuma irrompeva bruscamente’ e il Sole si fermò ‘per un lungo tempo’. Il testo greco parla di ‘onde purpuree’ e del mare ‘che si solleva come una muraglia’ e del Sole arrestatosi nella sua corsa. [...] Nell’Iliade è detto che Pallade Atena ‘si lanciò sulla terra come una stella incandescente’ sprizzando scintille; si lanciò quale ‘stella inviata da Giove’ [...] Plutarco identifica la Minerva dei Romani o l’Atena dei Greci con l’Iside degli Egiziani e Plinio il pianeta Venere con Iside" (Mondi in collisione, ed. citata, p. 145-146). Velikovsky segnala, a conferma della sua ipotesi, l’assenza di Venere in una tavola astronomica indù del 3100 a.C. - mentre apparirà in quelle successive bramaniche - e nel sistema dei quattro pianeti dell’astronomia babilonese, che non a caso chiamò poi Venere "il grande astro che si aggiunge agli altri grandi astri".
Venere sembra aver particolarmente influito sulla storia dei popoli in tutto il mondo al punto che molti lo ricordano come un pianeta molto brillante e infuocato.
Nella mitologia greca invece con un appellativo sempre con similitudini solari troviamo il mito di Fetonte:
""Elios era per i Greci la personificazione dell'astro solare, fratello di Selene (la Luna) e di Eos (I' Aurora). Aveva il volto splendente, una corona di raggi abbaglianti intorno al capo e la veste leggera scintillante nel vento. Ogni mattina, quando Eos tingeva di rosa il cielo e le stelle impallidivano rifugiandosi nel grembo della notte, si spalancavano le porte della sua reggia ed egli appariva sul carro d'oro, tirato da cavalli vomitanti fuoco: il dio del Sole si accingeva a percorrere la volta celeste da Oriente a Occidente. Il suo viaggio quotidiano terminava al tramonto, nel giardino delle Esperidi. Qui giunto, Elios saliva su una grande coppa alata. Questo veicolo portava sulla superficie dell'acqua, a velocità vertiginosa, il dio addormentato; lo riconduceva nella sua splendida dimora situata in Oriente, nel paese degli Etiopi dove, ali' avvicinarsi dell' Aurora, sarebbero stati nuova- mente pronti per lui, infaticabile auriga, il carro veloce e i focosi destrieri .
Avere un padre così importante, dio generatore e saggio, era motivo di immenso orgoglio per il figlio di Elios, un ragazzo chiamato Fetonte (che significa 'splendente'). Egli se ne vantava con gli amici, ma questi non erano disposti a credergli; uno, anzi, un giorno lo insultò. «Stolto, tu immagini un padre non vero, e ti gonfi di ingiustificata ambizione».
«Se non mi credi» rispose Fetonte «chiedilo a Climene, mia madre. Lei te lo confermerà».
«Tu credi a tutto ciò? Povero illuso!» «Giuro che te lo proverò» tagliò corto Fetonte «domani guiderò il carro di mio padre>>.
Fetonte andò così al palazzo del Sole e quando il dio luminoso rientrò dal suo viaggio quotidiano gli chiese il permesso di guidare per un sol giorno i cavalli del Sole.
«Mi chiedi una cosa non adatta alla tua età e alle tue forze» obiettò il padre.
« Ti prego, per una volta soltanto. ..Devo provare che sono veramente tuo figlio».
«Appunto perche sei mio figlio tremo d'angoscia al pensiero del male che potrebbe derivartene».
Ma il ragazzo si ostinò talmente nella sua richiesta che alla fine il padre cedette, e l'indomani Fetonte balzò sul carro infuocato. Elios, sempre temendo per I'incolumità del ragazzo, sospirando gli raccomandò: «Segui almeno i miei consigli: risparmia la sferza, e tieni invece ben salde le redini».
I destrieri alati, frementi e fiammeggianti, scalpitarono nell' aria. Ma non tardarono molto ad accorgersi che la mano del guidatore era debole; subito ne approfittarono per lanciarsi ad un galoppo sfrenato e uscirono dal percorso consueto. Fetonte non cono- sceva il giusto cammino, ma neppure conoscenqolo avrebbe saputo trattenere i focosi cavali i, così si avvicinò troppo alla terra, ora alzandosi ora abbas- sandosi, e per poco non la incendiò. Causò comun- que disastrose rovine, solcando il cielo con strisce di cenere e inaridendo la terra. Allora Zeus, perche non andasse distrutto l'universo, scagliò un fulmine contro Fetonte, che precipitò nell'Eridano, il favoloso fiume, generalmente identificato col Po.
Anche Lucifero,che significa portatore di Luce,fu trasformato dalla Chiesa da altri miti che ritraevano una divinità luminosa in seguito fatta precipitare dal cielo.
Nella mitologia romana, Lucifer e'una divinita' corrispondente alla divinita' greca Eosforo (o "Torcia dell'Aurora"), nome dato alla "Stella del mattino". Era figlio di Eos (l'Aurora) e di Astreo e fu padre di Ceice (Ceyx), re di Tessaglia, e di Dedalione.
Infatti il termine "Lucifero" in latino significa "Portatore di Luce" ed era anche il nome che gli antichi diedero al pianeta Venere perche' era la prima luce che anticipava il sole.
E infatti sempre nell'Apocalisse troviamo:
« Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.»
(Apocalisse, XII:1-4)
Una donna vestita di sole che rappresenta le medesime caratteristiche di Venere,vale a dire l'atmosfera di Venere ha un'elevata capacità di riflettere la luce solare e per questo appare molto luminoso,un dragone rosso e il Rosso guardacaso è proprio il colore rugginoso di Marte.
Per sostenere che Venere fosse un tempo una cometa però bisogna anche provarlo con riferimenti storici.
Le antiche tradizioni dei popoli del Messico,scritte nei tempi pre-colombiani narrano che Venere fumava."La stella che fumava,la estrella que huemeava,era Sitlae choloa,come gli Spagnoli chiamano Venere".
Anche negli antichi Veda è detto che Venere aveva l'aspetto di fuoco con fumo.
All'apparenza la stella possedeva una coda,scura durante il giorno,luminosa durante la notte.
Gli Ebrei descrissero il pianeta in un modo molto analogo"La brillante luce di Venere fiammeggia da un confine del cosmo all'altro."
Il testo astronomico cinese allude al passato quando"Venere era visibile in pieno giorno e,attraversando il cielo,rivaleggiava in lucentezza con il sole."
E' un fatto scientificamente accertato che su Venere non esiste alcun effetto serra,il che questo non spiega le sue temperature eccezionalmente elevate,se non con un corpo che in un passato recente era ancora estremamente caldo.
"E infatti l’idea che l’atmosfera sia una serra, o una “coperta” i cui gas sarebbero in grado di “intrappolare” le radiazioni infrarosse ed accrescere le temperature, per quanto smentita da varie leggi fisiche, da precisi esperimenti (come quello di Wood del 1909), e da molti studi autorevoli al riguardo (Siddons, Nahle, Schreuder, Gehrlich, Tscheuschner, Miskolczi, Thieme, Claes Johnson, ‘O Sullivan, etc.) sembra tuttora affascinare – nel suo rozzo semplicismo –”climatologi” (peraltro piuttosto privi di cognizioni matematiche e fisiche adeguate) e molte persone che si limitano a citare pezzi di articoli e diagrammi trovati nei vari blog, senza neppure capirne l’erroneità (come l’improponibile diagramma di Kiehl e Trenberth, che anche la NASA ha messo in cantina da diversi anni).
Ma il pezzo forte di questi sostenitori della teoria dell’effetto-serra, è senz’altro rappresentato dalla proposizione dell’esempio del pianeta Venere.
Una delle affermazioni più comuni nei blog, ed anche in moltissimi testi ed articoli, è quella secondo cui Venere, la cui atmosfera è al 96.5% composta da CO2, e la cui temperatura alla superficie raggiunge i 464° C (737°K) sarebbe proprio la dimostrazione indiscutibile ed assoluta sia dell’esistenza dell’effetto serra, che della capacità della CO2 di intrappolare le radiazioni solari, innalzando le temperature.
Non solo, ma un’altra delle affermazioni più diffuse – tra i serristi più convinti – è proprio la lugubre profezia del destino rovente che ci attenderebbe, qualora la CO2 prodotta dall’uomo aumentasse ancora."
E' quindi evidente che attribuire le elevate temperature del pianeta Venere all'effetto serra dovuto alla presenza dell'anidride carbonica,manca di un reale fatto scientifico,la spiegazione più logica è che il pianeta Venere in un passato recente subì dei cambiamenti molto più dinamici di quanto ci si aspetti nella moderna evoluzione del sistema solare,questi cambiamenti sono stati descritti nella mitologia di molti popoli ancor'oggi viva.

Marte

Venere finì di stabilizzarsi nella sua orbita presente dopo un incontro con il pianeta Marte: amorazzo di cui si parla spesso nella mitologia.
Questo incontro spostò Marte dalla sua orbita; ad intervalli di 15 anni anche Marte venne a passare vicino alla Terra. Nel 747 e nel 687 a.C. Marte si avvicinò tanto che ci fu una ripetizione delle catastrofi precedenti.
Della seconda serie di cataclismi, le testimonianze sono molto meglio conservate, perché era l’epoca dei profeti ebraici. Quegli antichi ispirati furono astronomi di prim’ordine nonché poeti e veggenti; seppero predire con precisione due sconvolgimenti del loro tempo.
Amos venne messo a morte per le sue tristi predizioni, ma la catastrofe avvenne puntualmente; il Re Ozia era all’altare quando si aprì un grande squarcio nel Tempio di Salomone per il tremar della terra.
Quella calamità fu soltanto un preludio.
“Il giorno fitto di notte” preannunciato da Isaia scese sul paese; “la terra”, come dice la Bibbia, fu “interamente rotta”. Ed allora il lungo dramma biblico raggiunse il suo culmine nella distruzione dell’esercito di Sennacherib, nemico d’Israele.
È descritta nel modo più laconico nel Libro dei Re: “E accadde che quella notte venisse l’Angelo del Signore, che colpì negli accampamenti degli Assiri centocinquantamila uomini; e quando il Re Sennacherib si levò di buon mattino, ecco che non c’erano che corpi di morti.”
L’identico racconto, è ripetuto nel Libro delle i Cronache, nel Talmud ed in altre fonti antiche.
Evidentemente la morte simultanea di diecine di migliaia di guerrieri non poté essere dovuta ad un’epidemia; questo massacro spettrale avvenne in una nottata.
a Bibbia dice: “Una raffica scese dal cielo, sull’accampamento di Sennacherib”.
La causa della morte delle schiere nemiche è spiegata nel Talmud con la penetrazione di masse gassose nell’atmosfera, che in certe zone asfissiavano ogni respiro.
Ancora una volta un fenomeno del genere non poteva essere locale, e non lo fu: il fuoco nel cielo ed i gas caduti sulla Terra sono riferiti anche dai Libri di Bambù della Cina, nelle iscrizioni Maya ed in testimonianze di altre parti del mondo.
La sera che precedette la distruzione dell’esercito, secondo la Bibbia, l’ombra del Sole tornò indietro di dieci gradi. Un eguale fenomeno è riferito in Cina ed altrove; e tutti concordano sulla data del 23 marzo del 687 a.C.
Quali variazioni del moto terrestre risultarono da tali collisioni appena mancate e dai successivi riassettamenti, che si estero per un periodo di 200 anni e anche più?
Molti popoli antichi avevano calendari precisi.
Prima del 747 a.C. gli Israeliti, gli Egizi, i Maya, i Cinesi ed altri usavano calendari basati su 12 mesi di 30 giorni ciascuno con l’anno di 360 giorni.
È improbabile che un errore di cinque giorni passasse inosservato, perché dopo pochi anni vi sarebbe stato un netto cambiamento dell’epoca de raccolti.
Nel 747 a.C. venne introdotto nel Medio Oriente un nuovo calendario di 365 giorni, e durante il settimo secolo a.C. tutti quei popoli aggiunsero cinque giorni ai loro calendari.
Sarebbe da chiedersi per quale motivo,un mondo a malapena distiguibile nel cielo sia diventato il Dio della Guerra in numerose culture indipendenti tra loro.
Gli antichi monumenti rappresentano il dio Marte in maniera piuttosto uniforme; quasi sempre Marte è raffigurato con indosso l'elmo, la lancia o la spada e lo scudo,raramente con uno scettro talvolta è ritratto nudo, altre volte con l'armatura e spesso ha un mantello sulle spalle. A volte è rappresentato con la barba ma, nella maggior parte dei casi, è sbarbato. È raffigurato a piedi o su un carro trainato da due cavalli imbizzarriti, ma ha sempre un aspetto combattivo.
Gli antichi Sabini lo adoravano sotto l'effigie di una lancia chiamata "Quiris" da cui si racconta derivi il nome del dio Quirino, spesso identificato con Romolo. Bisogna dire che il nome Quirinus, come il nome Quirites, deriva da *co-uiria, cioè assemblea del popolo e indicava il popolo in quanto corpus di cittadini, da distinguere con Populus (dal verbo populari = devastare), che indica il popolo in armi.
Marte divenne il Dio nella Guerra non solo per via del suo avvicinarsi alla Terra,ma a causa del terrore che esso portava nei popoli,spingendoli alla guerra contro gli altri.
Il pianeta Marte nelle iscrizioni Babilonesi del VII secolo prima dell'Era Volgare è rappresentato come il "più violento tra gli dei."
Nel periodo delle perturbazioni cosmiche le guerre furono spaventose.
Gli Scizi calarono dalle pianure del Dnieper e del Volga verso Sud;i Greci lasciarono le loro sedi in Micene e intrapresero l'assedio di quella che oggi si suppone sia Troia;i re Assiri mossero guerra in Elam,Palestina,Egitto,e di là del Caucaso;gli Ionici e i Dorici si sparsero per le isole;i Latini furono spinti dai nuovi arrivati nella Penisola Appenninica;i Cimmeri errarono dall'Europa attraverso Bosforo fino in Asia Minore;gli Sciiti attraversarono il Caucaso giungendo in Asia.
Resta da porsi una domanda.
Per quanto tempo Marte interferì con la Terra?(di questo sarà discusso nella seconda parte)

Piogge di Asfalto
L'analisi delle emissioni spettrali provenienti da stelle lontane suggerisce composti di complessità inaspettata - che assomiglia un po 'a quella del carbone e del petrolio - che esistono in tutto l'universo e sono stati fatti dalle stelle.
I sostenitori di questa idea controversa, professori dom Kwok e Yong Zhang dell'Università di Hong Kong,portano avanti la propria causa nella questione attuale della rivista Nature.
Kwok e Zhang hanno alla base delle loro ipotesi una serie di emissioni infrarosse - note come "non identificate Caratteristiche di emissione a infrarossi" - precedentemente individuate nelle stelle e lo spazio interstellare.
Dal momento che la prima registrazione di tali emissioni, la teoria più comunemente accettata per quanto riguarda la loro origine è stata la loro provenienza da semplici molecole organiche fatte di atomi di carbonio e idrogeno, noti come gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH).
Kwok e Zhang sostengono, tuttavia, che le osservazioni dell'Osservatorio spaziale a infrarossi e il telescopio spaziale Spitzer indicano che questi spettri hanno caratteristiche che non possono essere spiegate conle sole molecole PAH.
Piuttosto, propongono che le sostanze che generano questi spettri hanno strutture chimiche che sono molto più complesse.
Analizzando le emissioni di polvere di stelle che si formano nelle stelle che esplodono, essi sostengono che le stelle stanno facendo questi composti organici complessi in tempi di poche settimane.
Gli scienziati aggiungono che non solo sono stelle che producono materia organica complessa, ma sono anche la espellono nello spazio interstellare.
"Il nostro lavoro ha dimostrato che le stelle non hanno problemi a fare composti organici complessi in condizioni di quasi-vuoto", ha dichiarato Kwok.
"In teoria, questo è impossibile, ma osservativamente possiamo vedere che succede."
Kwok dice che i composti sono così complessi che le loro strutture sono chimiche simili a quelle del carbone e del petrolio.
Carbone e petrolio sono ipotizzati sorgere solo da organismi viventi, ma la spia dei spettri,sostiene,evidenzia complessi composti organici che possono essere sintetizzati nello spazio, anche quando non sono presenti forme di vita.
Lavoro Kwok e Zhang sollevano la possibilità che le stelle abbiano arricchito il sistema solare con composti organici complessi.
Le tradizioni dei popoli sono unanimi nell'affermare in periodi di sconvolgimenti cosmici la presenza di petrolio o bitume che piove dal cielo.
Il petrolio greggio è composto principalmente di due elementi chimici quali carbonio e idrogeno.
Le principali teorie sull'origine del petrolio sono 1:teoria inorganica che presume che carbonio e idrogeno vennero messi assieme nel processo di formazione delle rocce terrestri sotto calore e pressione fortissimi.2:organica:idrogeno e carbonio provengono da residui di vita animale e vegetale principalmente marina e palustre.
La coda delle comete è composta principalmente di carbonio e idrogeno gassosi,in assenza di ossigeno non possono bruciare durante il viaggio,ma attraversando un'atmosfera carica di ossigeno,possono entrare facilmente in combustione,e passando rapidamente in cambio di stato,combinarsi in petrolio.
Nel Popul Vuh Maya si narra "...la gente venne sommersa in una sostanza densa che pioveva dal cielo..la faccia della Terra divenne oscura e la pioggia vischiosa durò giorni e notti..E quindi vi fu un gran fragore di fuoco sopra le teste."
Il Manoscritto Quiche dice "Scese dal cielo una pioggia di bitume e di una sostanza densa...la Terra venne oscurata e piovve notte e giorno."
Gli Annuali di Cuauhhtitlan chiamano l'Era che terminò con la pioggia di fuoco Quiauh-Tonatiuh che significa "Il Sole delle Pioggia di Fuoco."
Nell'altro emisfero in Siberia,i Vogul affermano nella loro tradizione "Dio inviò un mare di fuoco sulla Terra..la causa del fuoco venne chiamata acqua di fuoco."
Il Midrash in diversi testi precisa che nafta insieme con pietre calde piovve sull'Egitto.
Vi fu "un fiume di nafta incandescente."
Nafta è il nome ebraico e aramaico del petrolio.
"Per sette inverni e sette estati il fuoco imperversò..esso ha bruciato la Terra"raccontano i Vogul della Siberia.
Non abituati a maneggiare il petrolio,ricco di elementi derivanti volatili i sacerdoti israeliti furono vittime del fuoco.
I due figli maggiori di Aronne,Nadab e Abihu"morirono davanti al signore,quando offrirono strani fuochi al cospetto del signore,nelle solitudini del Sinai."
Quando essi accesero il fuoco per l'incenso,i vapori che provenivano dalle fessure nelle rocce divamparono ed esplosero.
A sostegno del fatto che la sostanza di cui stiamo parlando si tratta proprio di petrolio troviamo la seguente testimonianza da un Salmo"...e,ciò che appare più meraviglioso di ogni altra cosa,sulle acque che estinguono ogni cosa il fuoco divampava ancor più violentemente."
Il che è tipico del petrolio in fiamme.
Se il petrolio cadde sul deserto dell'Arabia e sull'Egitto dovrebbero esserci tracce di incendio nella quale esso o i suoi derivati avrebbero potuto essere filtrati.
Leggiamo nella descrizione della tomba di Antefoker,ministro di Sesostri I,Faraone del Medio Regno,"un problema ci è posto da un'incendio,lucidamente deliberato,che ha infuriato in questa tomba come in molte altre...il materiale combustibile deve essere stato non solamente abbondante,ma di di natura leggera;perchè solo un fuoco furioso che rapidamente si spegne da se,sembra poter spiegare il fatto che la tomba non ne rimanga affatto annerita,fatta eccezion per le parti più basse;ne di regola sono stati trovati resti carbonizzati.
Tali circostanze lasciano perplessi.
Se ciò dovesse lasciare perplessi la stessa presenza di idrocarburi di origine non organica sulla luna di Saturno,Titano,dovrebbe lasciare ancora più perplessi.
Se questo genere di fenomeni turba l'immaginario,lo scambio di scariche elettriche tra i pianeti dovrebbe senza dubbio portare allo scetticismo.
Ma è mia ferma convinzione che l'elettricità agisca sul nostro sistema planetario in modi ancora incomprensibili alla scienza accademica.

Elettroshock Planetario

Sulla Terra la struttura del cratere Richat nel deserto del Sahara della Mauritania è facilmente visibile dallo spazio, perché è quasi di 50 km di diametro.
Una volta si pensava di fosse un cratere da impatto,ma la centrale e piatta forma della struttura Richat e la mancanza di shock-alterato di roccia indica il contrario.
La possibilità che la struttura Richat sia stata formata da una eruzione vulcanica sembra improbabile a causa della mancanza di una cupola di ignea roccia o vulcanica.
Piuttosto,la stratificazione di roccia sedimentaria della struttura Richat ora si pensa indichi che sia stata causata da una roccia rialzata scolpita dall'erosione.
Il perché la struttura Richat sia quasi circolare, rimane un mistero.
I proponenti dell'Universo Elettrico considerano la circolarità della struttura Richat essere prevedibile.
Così pongono una domanda diversa per gli scienziati planetari:Cosa sono quei crateri sulla Terra e la Luna, Mercurio , Venere , Marte , Io , Europa , Phobos, Mimas e Teti , Encelado , Miranda , Eros e altri asteroidi?

I geologi non hanno mai sufficientemente spiegato perché quasi tutti i crateri sono circolari ovunque. Questo è stato solo respinto come una caratteristica degli impatti, qualcosa che non è mai stata dimostrata, ma solo ipotizzato.
Altre caratteristiche di vari crateri circolari - cupole , le sfere , pareti scoscese, catene , picchi centrali con strati coerenti con le pareti o del terreno circostante, strati indisturbati nella superficie,la distribuzione inaspettata delle dimensioni, la distribuzione di collocamento inaspettato (come posizione sul bordo di altri crateri ), bastioni elevati: tutti sfidano ogni spiegazione coerente con il modello da impatto.


I sostenitori del Universo Elettrico sostengono che i crateri come Richat non si sono formati attraverso gli urti, ma sono stati "lavorati" da scariche elettriche, correnti di Birkeland che ruotano attorno ad un punto vaporizzando il materiale che accelera verso l'alto senza disturbare il circostante o gli strati sottostanti,a meno che l'intera area non venga sollevata in un blister da fulgamite.
Effetti specifici dipenderanno da una varietà di condizioni del suolo compresa la composizione chimica,tipo di materiale, densità, umidità, e conducibilità.
Fattori di scarico,tra cui diametro, tensione, corrente, e la durata influenzeranno anche la configurazione del cratere.
In contrasto con i teorici convenzionali, i sostenitori del modello dell'Universo Elettrico sostengono che i pianeti si trasferiscano sotto l'influenza elettrificata del plasma, un mezzo che può facilmente sopraffare la gravità.
Le orbite cambiano, e catastrofici incontri elettrici hanno alterato il terreno, i climi e le atmosfere dei pianeti, compresa la nostra Terra.
Nel caso della struttura Richat, è evidente che la forza di sollevamento della zona ha anche tagliato le pareti del cratere in formazioni concentriche.
In formazione di crateri, le forze elettriche vincolano l'arco a contattare la superficie ad un angolo di 90 gradi.
Poiché l'arco è tipicamente costituito da una o più coppie di canali rotanti attorno ad un asse comune, un arco stazionario in un terreno stratificato, lavorerà dei cerchi concentrici.
Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer ha detto: "La scoperta della verità è impedita in modo più efficace, non dalle cose false apparenti presenti e che traggono in inganno e in errore, non direttamente dalla debolezza dei poteri di ragionamento, ma dalle opinioni preconcette, da pregiudizi."
Il più fondamentale "pregiudizio" che ha diretto le scienze spaziali per decenni è la convinzione che lo spazio è elettricamente inerte.
In tutta l'era spaziale, ogni nuova scoperta è stata interpretata attraverso una lente che considera la gravità la sola gravità come forza che plasma i cieli.
Quando le prime sonde nello spazio hanno restituito le immagini della Luna,esse hanno rivelato una superficie molto butterata di crateri e crivellata di lunghi sinuosi canali (o solchi).
Gli scienziati che cercano di interpretare queste caratteristiche erano vincolati dal toolkit tradizionale geologico.
Il "dibattito" sui crateri lunari ha inclusi solo due possibili agenti causali: vulcanismo, o impatto.
Alla fine, è stato raggiunto un consenso che gli impatti meteorici sono stati la fonte primaria dei crateri lunari.
Ma più di quaranta anni fa, il giornale britannico ha pubblicato gli Spaceflight esperimenti di laboratorio di Brian J. Ford, un astronomo dilettante che ha sollevato la possibilità che la maggior parte dei crateri sulla Luna sono stati scolpiti da cosmico scarica elettrica. (Spaceflight 7, January, 1965). (Spaceflight 7, gennaio 1965).
Negli esperimenti citati Ford ha usato un apparato di scintilla-lavorazione in grado di riprodurre in miniatura alcune delle caratteristiche più sconcertanti lunare, tra cui crateri con punte centrali, piccoli crateri preferenzialmente arroccati sugli alti cerchi di grandi crateri, e crateri infilati in lunghe catene.
Egli ha anche osservato che il rapporto tra grandi piccoli crateri sulla Luna corrisponde al rapporto visto nella formazione di archi elettrici.
Purtroppo (ma non sorprendentemente), nessuno nel mainstream scientifico ha seguito le indagini di Ford.
Da prendere in considerazione una sorgente elettrica ai crateri lunari, gli scienziati avrebbero dovuto intrattenere gli eventi da scarica elettrica più potenti di tutto quello che potevano immaginare.
La nozione di instabilità planetaria e violenti scariche elettriche tra i pianeti e lune è totalmente incompatibile con la maggior parte degli astronomi che credono nella fisica newtoniana dello spazio e della meccanica celeste.
Ironia della sorte, proprio mentre gli astronomi codificavano il sistema elettricamente neutro solare, i pionieri leader del plasma scienza stavano osservando stupende forze elettriche nello spazio, e documentando gli analoghi fenomeni di scarica in laboratorio.
Il padre della scienza del plasma, Hannes Alfvén, ricevendo il premio Nobel per la fisica nel 1970, ammoniva gli astronomi e cosmologi per aver ignorato il ruolo delle correnti elettriche per l'evoluzione dei corpi cosmici.
Ma se si considera la storia planetaria, gli astronomi sono portatori di handicap in due modi: 1) Per motivi che sono perfettamente comprensibili, gli operatori ritengono che la serenità presente e movimenti prevedibili di pianeti e lune possono essere proiettati all'indietro nel tempo indeterminato.
2) Poiché la maggior parte degli astronomi hanno poco o nessun addestramento in elettrodinamica e di scarico al plasma, i loro concetti di energia elettrica nello spazio sono limitati alle elementari dell'elettrostatica e del magnetismo, una debolezza che ha favorito una grande confusione nel campo delle scienze spaziali.


Negli esperimenti di laboratorio utilizzando archi elettrici, il fisico del plasma CJ Ransom ha prodotto la crateri nella foto sopra,sotto una foto paragone con la superficie della Luna
Questi crateri hanno caratteristiche di molti duplicati sulla superficie di geologia planetaria. The craters tend to clump according to size, and to fall in lines and arcs. I crateri tendono a raggrupparsi in base alle dimensioni, e di cadere in linee e archi.
Si noti inoltre che il terreno appare bruciato o scolorito, dove lo scarico era più forte ed i crateri più densi - non dissimile la superficie di Marte e altri corpi rocciosi del sistema solare.
I centri di alcuni dei crateri sono dossi, come fanno molti crateri enigmatici sulla Luna, su Marte e altre superfici.
La somiglianza tra i crateri sui corpi cosmici e crateri in laboratorio non prova che i crateri visti nello spazio sono stati creati da archi elettrici
Ma è un ottimo motivo per non escludere questa possibilità.
In altre parole, è solo ragionevole per esaminare modelli di crateri con maggiore attenzione.
E 'davvero ironico che, come la NASA spende miliardi di dollari di tasse ogni anno, cercando di svelare i misteri delle superfici planetarie,
Mai hanno iniziato ad esplorare le spiegazioni elettriche.
I crateri poco profondi negli esperimenti del dott Ransom sopra sono interessanti paralleli nei crateri degli esperimenti intrapresi da Zane Parker, utilizzando nient'altro che polvere su uno schermo CRT elettrificato.
L'immagine sotto, che mostra crateri poco profondi con accumulo al cerchio e centri evidenziati è solo una delle diverse direzioni di ricerca promettenti aperte dai suoi semplici esperimenti.

Sentendo del lavoro di Parker, James S. Pe ha sperimentato con il collettore di polvere su una brezza ionica purificatore d'aria, scoprendo che la scarica statica ha prodotto sia crateri ben definiti sia "casualmente" distribuito o in catene lineari, a seconda delle condizioni.


Crateri a Cupola


Le immagini in alto sopra mostrano grandi crateri su Marte che contengono misteriose cupole sferiche.
Le immagini in basso mostrano le sfere e i crateri negli esperimenti del dott CJ Ransom da scarica elettrica.
Il Dr. Ransom è stato costretto a esplorare una possibile spiegazione elettrica ai "mirtilli" di Marte - piccoli, bb-come sferule incorporate a trilioni nella superficie marziana.
Ha ottenuto una quantità di ematite - ferro,che è il costituente principale del terreno circostante i mirtilli - e fatto saltare con un arco elettrico.
Le sfere incorporate create dall'arco elettrico sembrano replicare le medesime caratteristiche dei mirtilli su Marte.
Gli esperimenti del Dr. Ransom hanno conseguenze profonde per la nostra comprensione di Marte.
Al momento attuale, gli esperimenti di riscatto da scarica elettrica hanno fornito il solo fatto a base di spiegazione per queste formazioni anomale.
Deve essere chiesto, quindi, se i "mirtilli" ed i crateri a cupola sono stati prodotti dalla stessa forza elettrica, che agisce su scale molto diverse.
Sorprendentemente, le immagini della NASA alla regione polare sud di Marte hanno rivelato ancora più grandi crateri a cupola.

L'area che circonda la calotta di ghiaccio è disseminata di crateri, molti di loro di alcuni chilometri di diametro, in particolare, la formazione in alto a sinistra che presenta una cupola a forma di elemento centrale all'interno di un cratere.
Va da sé che non c'è un processo noto geologico che può produrre tali caratteristiche.

Crateri allineati

È soprattutto l'immagine di tre crateri allineati nella regione Noachis Terra su Marte.
Nell'interpretare questi crateri, la NASA segue la teoria accettata dell'impatto: "T RE allineati crateri da impatto di meteoriti sul pavimento di un cratere molto più grande della regione Noachis,I crateri potrebbero essersi formati insieme da un singolo evento in cui il pendolo (la meteora) era rotto in tre pezzi. "
Un singolo evento è necessario perché non ci sono macerie sui pavimenti dei crateri da impatto adiacenti.
La forza dell'esplosione avrebbe dovuto agire contemporaneamente a spostare lateralmente i detriti situati tra gli impatti.
Ma l'unico modo immaginabile per ottenere tre crateri in un unico evento è quello di avere la pausa d'urto in tre pezzi.
E poi il problema ritorna alla prima osservazione di tre crateri allineati: E' improbabile che una meteora in rottura con le forze di calore e di movimento nell'atmosfera produca pezzi che viaggino al passo verso la superficie.
La teoria si è morso sulla caviglia e stà zoppicando in circolo.
Dal punto di vista dell'Universo Elettrico, questi crateri allineati sono meglio spiegate come cicatrici da scarica elettrica.

Catene crateriche e solchi


Le reti di canali o solchi scoperto su superfici planetarie costituiscono uno dei grandi misteri della scienza planetaria.
Ma sono anche un test cruciale del modello elettrico perché il modello identifica la forza di creare solchi come la stessa forza che ha causato il pattern dominante dei crateri.
Guardate l'immagine qui sopra della luna di Giove Ganimede.
Provate ad immaginare un corpo da impatto in rottura formando una linea ben graduata e distanziati di oggetti che potrebbero creare questa serie di crateri sovrapposti.
Il buon senso ci dice che la probabilità che ciò accada è praticamente nulla.
Ma le catene di crateri sono un effetto osservato su archi elettrici passati sopra un catodo (carica negativa) della superficie, come discusso in precedenza nei (Crateri in laboratorio).
Con lievi variazioni nella corrente o nella composizione della superficie, l'arco può smettere di saltare da un cratere all'altro e tagliare una trincea invece.
In altre parole, all'interno del modello elettrico, vi è una gamma completa di connessioni che deve essere esplorata tra i canali e i crateri.
Eppure la scienza ufficiale, mentre spende miliardi di esplorazione spaziale, sembra avere speso non un soldo per esplorare la potenza dell'energia elettrica per creare una vasta gamma di funzioni enigmatiche osservate nello spazio.
Nella foto della luna di Giove,Ganimede sopra, i crateri si sovrappongono così da vicino che la distinzione tra "catena di crateri" e "solco dritto" si offusca.
Ci sono sezioni di questa catena di crateri che potrebbe passare per un solco.
A ben guardare, l'immagine comprende anche piccoli solchi con le sezioni smerlato che potrebbe passare per una sovrapposizione di crateri.
Si noti che le dimensioni dei crateri sono simili, con un incremento verso il centro.
Da un punto di vista dell'Universo Elettrico, la gradazione della dimensione è un riflesso del primo aumento della corrente come un arco si stabilizza, seguito da una diminuzione in cui si spegne l'arco.
In fulmini con più tratti,i tratti centrali sono di solito i più forti.
Si noti inoltre che molti dei crateri conservano i loro picchi centrali - un effetto comune a crateri creati in laboratorio da scariche elettriche.
L'arco che scava un cratere è una corrente di Birkeland costituito da una coppia di filamenti che ruotano intorno all'asse della corrente.
Se il cratere è abbastanza grande, i due filamenti non si incontreranno nel centro, lasciando una guglia centrale intatta.
La fusione è un'altra caratteristica distintiva dell'erosione elettrica.
Sebbene la fusione estesa è attribuita agli urti,impatti,infatti, producono poca fusione.
Le particelle di detriti possono essere immerse in gas caldi durante l'impatto, ma il calore si disperde troppo in fretta per la conduzione di effettuare gran parte di essa nelle particelle.
L'Erosione elettrica, al contrario, genera calore all'interno delle particelle erose, alla maniera di un elemento riscaldato su una stufa elettrica.
Una aspettativa generale del modello dell'Universo Elettrico è che i piani di crateri e solchi mostreranno una fusione estesa.
Purtroppo, non può che essere confermato da osservazioni sul posto.

IL Grand Canyon

La faccia della terra, presenta molti problemi per i geologi, non ultimo dei quali è che il Grand Canyon si suppone che si sia formate dal fiume Colorado.
Non più tardi di sei anni fa i geologi stavano lavorando con quattro modelli differenti e incompatibili della creazione del canyon.
In una riunione speciale sono riusciti a vagliare le quattro teorie fino a due,nessuno delle due soddisfacente, con più di un motivo di confutazione per entrambi.
Un geologo ha osservato che l'unico modo per il fiume Colorado di scolpire il canyon è che fosse venuto dal cielo.
Alcuni fatti di base sono necessari per acquisire una prospettiva.
Il Grand Canyon è circondato da un paesaggio elevato con il canyon che l'attraversa da est a ovest.
Gli strati di roccia sottostanti nella regione salgono e scendono su una zona conosciuta come la Upwarp Kaibab , mentre il fiume scende attraverso un differenziale di altitudine di 2100 metri.

L'acqua non scorre in una catena montuosa né lateralmente lungo un terreno in pendenza, in modo che tutti i modelli teorici che insistono su un'erosione dell'acqua propongono che l'intera area è stata lentamente sollevato alla stessa velocità quando il fiume ha eroso il canyon.
Questo processo si dice che hanno avuto luogo in un arco di tempo compreso tra 4 milioni e 400 milioni di anni.
I modelli geologici incorporano anche dighe naturali attraverso il canale del fiume che ha causato inversioni nella portata dei fiumi e sono state successivamente violate, consentendo al fiume di riprendere il suo corso precedente.
Tuttavia, una obiezione pertinente che la teoria è che non c'è evidenza dell'acqua che scorreva di nuovo nelle estremità dei canali laterali giganti che uniscono il divario con il fiume.
Forse la sfida più significativa per le teorie prevalenti è la scomparsa di quasi 1300 chilometri cubi di materiale che si suppone siano stati lavati a valle: non c'è un grande delta alla foce del fiume Colorado che contenga i detriti.
Le immagini satellitari, così come le foto scattate dagli astronauti in orbita, sembrano indicare che il Grand Canyon è un'enorme figura di Lichtenberg , in altre parole, una cicatrice causata da un fulmine gigantesco.
Come l'ipotesi dell'Universo Elettrico suggerisce,un'erosione da scarica elettrica (EDM) potrebbe spiegare l'aspetto del Canyon: ripide pareti, migliaia di strati.

Agli ingegneri elettrici e fisici del plasma è stato insegnato che oggetti carichi immersi in campi elettrici sviluppano guaine protettive noti come guaine Langmuir , dal nome al plasma Pioneer Irving Langmuir.
Le guaine isolano gli oggetti caricati (o nubi di plasma) l'uno dall'altro in "buste" di doppi strati.
Se gli oggetti carichi sono pianeti, quindi sono normalmente circondati da goccie a forma di doppio strato plasmasferiche.
È noto da esperimenti di laboratorio che, se due guaine di carica si toccano vi è uno scambio di potenziale elettrico fino a raggiungere un'equilibrio elettrico.
Se il flusso di corrente è abbastanza grande, vi sarà un arco visibile e un flash, altrimenti noto come fulmine.
L'ipotesi planetaria delle cicatrici elettriche interpreta gli esperimenti di laboratorio utilizzando una scala verso l'alto.
Se le guaine di carica più piccole interagiscono in un certo modo, poi le più grandi planetarie plasmaspheres agiranno in modo simile, rilasciando fulmini giganteschi.
Gli scarichi di tale portata sono in grado di vaporizzare e strappare la roccia e un gas da un pianeta con energia di gran lunga superiore alla forza di gravità relativamente debole.
Dal momento che i bordi del cerchio del Grand Canyon sono taglienti e non mostrano molta erosione, quindi un argomento potrebbe essere il fatto di una formazione rapida.
E 'quindi possibile che il Grand Canyon, così come l'intera regione del Sud siano stati incisi con forze EDM(scariche planetarie) su scala colossale in un incontro con un altro corpo planetario.
Il biota superficie, suolo e roccia, e la maggior parte dell'acqua sono stati cancellati.

Una corrente Birkeland in contatto con la terra può agire come un agente rotante, perforando profondamente la roccia, rimuovendo il materiale,e accelerare verso l'alto e lontano dal punto di contatto.
L'effetto potrebbe essere pensato come un aspiratore elettrico, caricando i detriti in un campo di espansione elettrico e poi saltare verso l'alto attraverso il potere di come carica di repulsione.
In uno interplanetario EDM, l'attuale rotazione tenderebbe a sollevare sezioni di strati che lascerebbero un effetto a schiera e l'aspetto stratificato, molto simile a ciò che si vede nel Grand Canyon.
Alcune variabili di una scarica elettrica sono in grado di produrre una grande varietà di forme e modelli.
La polarità fa la differenza, così scarichi catodici creano modelli diversi da quelli da un anodo.
Quando si parla di pianeti carichi annegati nella plasmasfera del sole, possono essere caricati positivamente o negativamente.
La natura e la forza di una scarica interplanetaria potrebbe dipendere da una serie di fattori: l'accumulo di cariche, potenziali, la conduttività degli strati superficiali, e il flusso di corrente.

Se scarichi di corrente elettrica aderiscono ad una superficie tendono a ruotare attorno a un punto e lasciano un cratere circolare con una zona centrale rialzata. Se lo scarico è stretta e intensa come un fulmine, lascerà un profondo taglio netto nel substrato e il materiale viene accelerato dal punto di contatto.
Se i contatti elettrici ad arco corrono lungo o sotto la superficie, le correnti di Birkeland potrebberp creare un solco, o canyon a forma di scavo.
Spesso, questo tipo di scarico forma una serie di crateri sovrapposti, impartendo un effetto scolpito alla parete del canyon con tacche periodiche nel cerchio.
Infine, l'energia della scarica si dissipa formandi una sorta di "lavaggio" che è generalmente inferiore all' elevazione rispetto al punto di contatto iniziale.
In qualsiasi scarico pesante il terreno circostante si gonfia e diventa sollevato. In tal caso, il risultato è un "blister" o rialzato chiamato fulgamite.
La dimensione e la forma del fulgamite dipende dalle proprietà del materiale di base come detto sopra.
Gli affluenti nel Grand Canyon sono generalmente di breve con scarse prove di acqua necessaria che scorre nelle estremità dal piano deserto.
I tributari frastagliati sono profondamente tagliati e sono caratterizzati da pareti pressoché verticali.
Si uniscono al canyon principale ad angolo retto, un segno distintivo di fenomeni di scariche elettriche.
Un altro aspetto insolito al Grand Canyon sono le "isole" che si alzano da basi di massima per il livello di cerchio.
Sono delicate rispetto alla dimensione del canyon.
Sono vicine alle pareti del canyon e dimostrano stratigrafie parallelo.
Quando il flusso d'acqua è rimasto deviata intorno a queste isole, o come l'erosione nel corso di milioni di anni le avrebbe create senza sottoquotazione e conseguente crollo è difficile da spiegare.
In conclusione, la mancanza di detriti erosi non può passare alla leggera.
Non solo è una grande quantità di materiale dal Grand Canyon mancante, ma una quantità molto maggiore di materiale che non è presente nella stessa zona.
Zion, Bryce Canyon, Monument Valley, Canyonlands, e il Colorado Plateau sono stati ampiamente erosi.
Rocce del suolo sono state rimosse ad una profondità di più di un chilometro.
Gli strati superiori del Grand Canyon compongono strati inferiori di Sion, e la parte superiore di Sion continua a fondo del Bryce Canyon.
Insieme al Grand Canyon il volume degli importi mancanti di detriti ammonta a decine di migliaia di chilometri cubi. Come può essere?

Tracce di Fulminazioni su Europa


Se le antiche leggende di antichi fulmine vengissero prese per oro colato,allora ci troviamo di fronte alla possibilità che i nostri pianeti vicini abbiano intrapreso collisioni celesti con fulmini nel tempo dei miti.
Se questo è accaduto che "pistole fumanti" dovremmo aspettarci di trovare?
La luna di Giove, Europa, offre un esempio eccellente. Le immagini sopra mostrano una sfera di plasma,quando una scarica elettrica fluisce attraverso di esso (in alto) e una visione della superficie sfregiata di Europa (in basso).
La rotazione di Europa è stata catturata da Giove, per cui lo stesso lato si trova di fronte Giove per tutto il tempo.
(Lo stesso vale per la nostra Luna e la Terra.) Le parti di Europa che si affacciano direttamente davanti a Giove e quelle esattamente di fronte sono robustr e caotiche.
Queste regioni sono dove i fulmini hanno colpito. Le superfici che collegano le due regioni caotiche sono caratterizzati da lunghe cicatrici in schemi simili a quelli visti sulla sfera di plasma.
Europa visualizza un record di scioperi congelati da fulmini di Giove risalenti al suo recente passato.
Proprio come un fulmine cerca la via più facile a terra,i fulmini di Giove hanno preferito correre su tutta la superficie di Europa piuttosto che attraverso il vuoto siderale,cercando quindi il punto di minor resistenza.
Il risultato è un modello di filamentosi e sovrapposti solchi in esecuzione in questo modo anche per centinaia e migliaia di chilometri in tutta la faccia della luna.
Europa non era un obiettivo in sé, ma porta le cicatrici di essere stato colpito dal fuoco incrociato.
Anche se le future missioni scopriranno su Europa una continua "erosione" da connessioni di marea o elettriche con Giove, la maggior parte delle cicatrici che vediamo oggi sono state create in brevi episodi catastrofici, non gradualmente ad una velocità uniforme.
I fulmini di Giove erano così potenti che ha convertito parte dell'ossigeno nel ghiaccio d'acqua allo zolfo - creando la colorazione scura al centro e ai lati dei grande solchi.
Europa è completamente coperto con questo tipo di cicatrici al plasma, e altri satelliti sono parzialmente ricoperti di modelli simili.

La Terra Elettrica
La Terra muovendosi nel plasma solare è un corpo elettrizzato.
Noi che stiamo sulla sua superficie siamo raramente consapevoli delle sue proprietà elettriche.
Questo perché viviamo in equilibrio con il campo elettrico della Terra.
Allo stesso modo, un uccello su un filo elettrico non ha idea delle correnti di energia elettrica che scorrono sotto i suoi piedi.
Ma avrebbe potuto notare le ronza e i fruscii che sono gli effetti collaterali di quella corrente.
Come il cavo ad alta tensione, la nostra Terra produce ronzii e fruscii in quanto risponde a sbalzi di corrente nelle correnti elettriche dello spazio.
Forse, le scintille più evidenti sono le aurore, come si vede nella foto qui sopra.
I complessi schemi di correnti elettriche e i campi magnetici che circondano la Terra, sono come la carica elettrica della Terra si adatta al campo elettrico del Sole.
Questi fenomeni elettrici sono stati una sorpresa,scoperta dai satelliti lanciati dagli astronomi che si aspettavano di trovare la Terra, isolata dal resto dell'universo nel dal vuoto informe.
Invece, hanno trovato nei dintorni vive attività energetiche vicine alla Terra.
Altre scintille elettriche che la Terra produce passano inosservate perché abbiamo vissuto con loro così tanto tempo che pensiamo di sapere cosa li provoca.
Molti fenomeni meteorologici sono azionati elettricamente.
Abbiamo sempre pensato al fulmine, come elettricità, e ora stiamo cominciando a capire che possiamo pensare ai tornado e agli uragani come fenomeni elettrici.
Ma anche le condizioni meteorologiche meno spettacolari,come le trombe di sabbia o le trombe d'acqua sono anch'esse a trazione elettrica, così come le condizioni meteorologiche più grandi,tra le quali le correnti a getto ed El Niño.
I terremoti possono essere indotti dal pompaggio di elettricità nella Terra, e i terremoti naturali sono spesso accompagnati da o preceduti da bagliori elettrici chiamati luci sismiche e radiofrequenze statiche.

I vulcani sono spesso accompagnati da abbondanti quantità di fulmini. Nessuno è morto dai flussi lavici o bombe di lava durante i dieci anni di lunghe eruzioni del Paricutin in Messico, ma tre persone sono state uccise da fulmini.

Vulcani e Terremoti

Il fenomeno elettrico che chiamiamo fulmini non è ben compreso.
L'interpretazione più comune prevede che la circolazione di vapore d'acqua su e giù attraverso le nuvole in un processo chiamato convezione.
L'acqua viene riscaldata dal sole fino a quando non evapora, sale in aria dove si raccoglie in nubi.
Il vapore d'acqua continua a salire sempre più in alto, infine subisce un raffreddamento sufficiente a condensare in un liquido.
La gravità terrestre lo attira poi indietro verso la superficie dove il ciclo si ripete.
Secondo le opinioni di consenso,le gocce d'acqua tendono a scontrarsi durante la convezione, facendo scontrare gli elettroni l'un l'altro,creando la separazione di una carica.
Gli elettroni si accumulano nella parte inferiore della nuvola, dove acquisisce una carica negativa.
Quando le gocce che hanno perso un elettrone continuano ad aumentare, portano una carica positiva nella parte superiore della nube.
Le regioni del differenziale di carica, o la separazione di carica, causano un campo elettrico in modo da formare tra loro, con una forza direttamente proporzionale alla quantità di carica elettrica.
Il campo elettrico può diventare così potente che respinge gli elettroni in superficie della Terra, costringendoli a diventare carica positiva.
Un percorso conduttivo tra le due regioni può iniziare una corsa che collega eventualmente con un certo filante positivo passando da terra.
Tale processo non può spiegare un fulmine vulcanico.
Molti scienziati planetari suppongono che la causa è simile, ma non vi è alcuna evidenza sperimentale per confermare l'idea.
Nel corso degli ultimi duecento anni di reporting, fulmini si sono visti nelle nubi di cenere che eruttate da numerose eruzioni vulcaniche.
Giganteschi schermi ramificati sono stati fotografati durante l'eruzione del Mt. Chaiten nel maggio del 2008.

Ci sono state segnalazioni di fulmini globulari più grande di palloni da spiaggia di laminazione lungo il terreno quando Mt. St. Helens eruttò nel 1981.

L'Eyjafjallajökull ha prodotto lampi che illuminavano il cielo per molti chilometri.
Grandi "correnti telluriche" sono stati trovate in circolazione attraverso la crosta terrestre, perché il nostro campo magnetico induce il flusso di corrente in strati conduttivi.
Migliaia di flussi di ampere sotto la superficie, che variano a secondo della conduttività. Poiché il Sole può influenzare il campo magnetico terrestre attraverso le tempeste geomagnetiche, le fluttuazioni delle correnti telluriche possono verificarsi quando vi è un aumento in macchie solari o brillamenti solari, in quanto creano oscillazioni nella ionosfera.
A volte i terremoti sono in grado di produrre eventi luminosi come lampi di luce e altri, pure. La presenza di Fulmini globulari è stata riportata accompagnata da terremoti, come hanno fatto luminose,colorate formazioni di nubi che galleggiano nel cielo sopra gli strati fratturati.
Non è sorprendente che il bagliore degli scarichi si verifichi prima e dopo i terremoti: la compressione del quarzo crea un flusso di corrente elettrica.
Questa è una ragione per la quale il rumore radio può essere rilevato proveniente da aree in condizioni di stress estremo. E 'solo che lo stress a causa della compressione?
Il quarzo reagisce allo stress producendo energia elettrica, ma quando i flussi di corrente elettrica attraversano il quarzo che vibra con una frequenza coincidente con watt di potenza in dotazione ad esso.
La Terra è simile ad un condensatore.


Un condensatore immagazzina carica elettrica.
I condensatori sono costruiti con due conduttori, o "piatti", separati da un isolante dielettrico.
La carica elettrica su una piastra attira una carica opposta all'altro, risultante in un campo elettrico tra loro.
All'aumentare della carica del condensatore, gli incrementi di campo elettrico, sottolineano le capacità dell'isolatore di separare cariche opposte.
Se un potenziale sufficientemente elevato cresce tra le due piastre conduttrici, il dielettrico isolante avrà esito negativo e il condensatore un corto circuito, rilasciando improvvisamente l'energia immagazzinata.
E 'quel fenomeno che molto probabilmente contribuisce a generare le scariche elettriche atmosferiche.
L'Energia elettrica accumulata nelle nuvole e nel terreno supera la capacità dell'atmosfera di mantenere le due cariche separate, in modo da raggiungere gli uni agli altri come "colpi leader." Quando i due fulmini leader si incontrano, un circuito tra le nuvole e la terra ( o tra una nuvola e l'altra) è completata da una raffica di lampi di corrente elettrica lungo il percorso conduttivo.
Il magma può essere considerato una forma di plasma liquido, ma può anche condurre l'elettricità. Poiché la ionosfera viene caricata dai brillamenti solari,la carica opposta è attratto dal magma sotterraneo.
Le correnti elettriche nel plasma schiacciano verso il basso in filamenti formando doppi strati. Le forze elettromagnetiche tra i filamenti di corrente e tra doppi strati possono provocare brusche variazioni di pressione.
Se,come detto sopra, la differenza di carica tra strati diventa troppo grande, un doppio strato può esplodere, rilasciando tutto il suo flusso di energia istantaneamente.
Così, i terremoti possono essere considerati una forma di fulmini sottoterranei.
Se c'è una rottura negli strati,permettendo al magma a raggiungere la superficie, lo scarico ad arco potrebbe collegare con l'esterno e un fulmine salterà dal cono di un vulcano.
Se i terremoti sono fulmini sotterranei, allora forse le onde sismiche sono i tuoni.
In tal caso, sembra probabile che la maggior parte del rilascio di energia durante un terremoto non è dalla frattura e il movimento degli strati, ma è il risultato di energia elettrica detonante all'interno della matrice.

Sole

Sin da quando sono cominciate le sue osservazioni il Sole è una stella che non smette di celare sorprese,nonostante in molti pensino di conoscere la sua struttura interna,e i suoi cicli.
Esistono ancora numerosi fatti ignorati dagli accademici circa quanto l'attività delle macchie possa influire sul clima,provocando riscaldamenti del pianeta con conseguente ritiro dei ghiacciai,e sulla geologia terrestre innescando terremoti e attività vulcaniche.
"L'anno scorso uno studio preliminare pubblicato dal centro di ricerca spaziale e la scienza in Florida.
Una rassegna di documenti storici è stata effettuata per 350 anni di attività vulcanica globale (1650-2009) e sismico (terremoto) attività per gli ultimi 300 anni (1700 al 2009) negli Stati Uniti continentali e quindi rispetto al record del Sole, come delle macchie solari una misura di attività solare.
Secondo questo studio, esiste una forte correlazione tra attività solare e grandi eventi sismici e vulcanici della Terra.
Hanno trovato un grado impressionante di correlazione per l'attività vulcanica globale (> 80,6%) e per i più grandi terremoti Stati Uniti (100% dei primi 7 più potente) contro i bassi di attività solare. "
Il Monte Penatubo ha eruttato nel 1991, così come il Monte. Aetna in congiunzione con la fine del massimo solare.
Poi due vulcani messicani,il mt. Popocatpetyl e il Mt Colima hanno eruttato nel 2000.
Andando ad un precedente ciclo delle macchie solari,il Mt. St. Helens esplose pennacchi caldi di fumo e cenere nel cielo nel 1980.
Il Mt. Aetna ha l'abitudine di eruttare in tandem con i picchi di attività solare, come le eruzioni del 2000, 1991, 1969 e 1908, anni solari di massimo.
Il Mt. Lassen ha eruttato per l'ultima volta, nel 1917 durante la prima guerra mondiale al picco del ciclo delle macchie solari.
Il Mt. Popocataptel e il monte Colima sono diventati di nuovo attivo come Aetna durante il ciclo delle macchie solari 23 nel 2000.
Non tutte le eruzioni significative hanno luogo durante gli anni di Massimo Solare,ma ne esiste una buona percentuale.
Tuttavia l'attuale attività delle macchie solari,sembra essere molto minore rispetto a quella che si vide un millennio fa quando in Cina
Nel 28 prima dell'Era Volgare un documento cinese narra dell’osservazione di una macchia solare che viene descritta come “un vapore nero grande come una moneta”. La macchia in questione doveva essere veramente grande; stime attuali indicano un diametro di circa 40mila chilometri.
Se il sole può generare macchie solari di tali dimensioni pensiamo a cosa deve essere successo 12.000 anni fa alla fine del Pleistocene.
"Il Dr.Paul La Violette ha trovato prove che dimostrerebbero che questo tremendo sconvolgimento, potrebbe aver avuto causa grazie ad Super flare solare!
Nella prima settimana di Giugno La Violette ha pubblicato la sua ricerca sulla rivista radiocarbonio.
L’estrema precisione ed accuratezza della sua ricerca, ha portano La Violette a concludere che questo straordinario evento di emissione di protoni SPE dell’ordine di 1,31 ⋅ 1011 protoni/cm2 , da parte della nostra stella e che avrebbe impattato con la Terra, sarebbe avvenuto 12837 anni fa.
Datazione che conterebbe un errore di soli +/- 10 anni."
Nel nord america il 95% della fauna si estinse. In prevalenza erano mammiferi con un peso compreso fra i 25 e i 50 kg, ma scomparvero anche piccoli animali e 10 specie d’uccelli.
Anche se il nord america fu il più colpito, un forte impatto si registrò anche in Europa, Siberia e sud america.
La causa di questo tremendo sconvolgimento è tuttora un mistero.
Tuttavia analizziamo la scena del delitto.
-Le rocce sparse sui monti Jura sono state trasportate dalle Alpi,la composizione dei loro minerali e diversa da quella delle formazioni Jura.
Tali blocchi di roccia si trovano sui Jura ad un altezza di 600 metri al di sopra del lago di Ginevra.
-Sulle coste della Gran Bretagna,sulle spiagge e sulle zone montuose,se ne trovano di strappati dai massicci norvegesi e trascinati da forze mostruose per tutta l'estensione che li separa arrivando fino in Germania.
Sulla cima dei monti Harz,Germania Centrale,si trovano rocce provenienti dalla Norvegia.
-Negli Usa,i massi erratici strappati dalle montagne di granito del Canada e del Labrador,sono stati disseminati in tutto il Maine,New Hampshire,Vermont..ecc.
Sono sparsi in cima a dorsali su pendii e nelle valli.
Alcuni in precario equilibrio sulle linee di dispulvio.
-Gli scienziati russi stimano che in un'area di 527.000 miglia quadrate di Siberia,un tempo abbiano vissuto almeno 11 milioni di mammut.
E' stato inoltre stimato che aggiungendo un numero equo di rinoceronti lanosi,e uno ancora maggiore di bufali e cavalli,le cui ossa superano quelle dei mammut,la stima degli animali che un tempo abitavano l'area era di 174 milioni,a ciò sommiamo il resto della Siberia,Europa settentrionale,Groelandia,Canada e Alaska e comprendiamo da soli che non fu una banale catastrofe.
-Nella Manica,vicino a Plymouth,crepacci di varia grandezza sono pieni di frammenti rocciosi,spigolosi e taglienti,con ossa di Mammut,ippopotami,rinoceronti,cavalli,orsi polari e bisonti.
Le ossa sono "spaccate in numerose schegge.Nessun scheletro è stato ritrovato integro.
Le ossa di fatto sono state disperse nel modo più irregolare,senza alcuna relazione alla loro posizione nello scheletro dell'animale."
Nessuna mostra segni di usura,morsi da animali da preda,anche se sono in compagnia di iene,orsi e leoni."
-Nel Devonshire e anche nel Galles,brecce ricolme di ossa o conglomerati di ossa spezzate e pietre nelle fenditure del calcare consistono in frammenti di rocce irte e ossa spezzate,senza traccia di morsi.
-Francia,sono state descritte brecce ricolme di ossa nelle valli attorno a Parigi,così come nelle rocce sulle cime di colline isolate nella Francia centrale.
Sul monte Genay,450 metri,la cima è ricoperta da un deposito di mammut,renne,cavalli e altri animali.
-Francia,nelle rocce sulla cima del monte de Sautenay c'è una frattura ricolma di ossa animali.
"Perchè mai così tanti lupi,orsi,cavalli e buoi devono essere saliti su una collina isolata da tutti i lati?"
"Non è possibile credere che animali di così differenti abitudini abbiano vissuto assieme."
Si suppone che i resti di animali diversi,vennero trovati mescolati assieme perchè"stavano fuggendo dalle acque che stavano salendo".
-Le colline attorno a Palermo,Sicilia,presentano una "straordinaria quantità di ossa di ippopotami,una completa ecatombe."
"Venti tonellate di queste ossa sono state prelevate a San Ciro,nei pressi di Palermo...le ossa di animali sono di ogni età,a partire dai feti,e non mostrano i segni del tempo."
-Se ora osserviamo il numero di mammut che da millenni continuiamo ad esumare scopriamo che quello che avvenne in quel periodo fu un autentica carneficina della quale a causa dell'enorme numero di vittime,non potremmo mai fare una stima completa,ma non possiamo negare l'evidenza con banali teorie della quale furono solo i cambiamenti climatici la causa di tutto ciò.
-I mercanti cinesi compravano ossa di mammut già 2000 anni fa e stessa cosa vale per gli arabi 1000 anni fa.
-Ossa di mammut sono state ritrovate in tutto il mondo,dall'Alaska alla Cecosolovacchia,dalla Siberia al Messico e alla Francia.
-Nel Delfinato francese vennero ritrovate così tante ossa che venne chiamato Le Champ des gèants,il campo dei giganti.
-In alcune aree della Siberia,c'era così tanto avorio che veniva considerato inesauribile come un giacimento di carbone.
-Un enorme giacimento di ossa è stato scoperto lungo il fiume Berelyakh,un affluente dell'Indigirka.
Sorvolando le località in elicottero,membri dell'Accademia Yakuta delle Scienze videro migliaia di ossa affiorare dal terreno,così fitte da proteggere le rive del fiume dall'erosione.
"E questo non è niente rispetto le ossa sepolte" afferma il professor Nikolaj Vereshchagin,dell'Istituto di Zoologia di Leningrado.
"L'erosione delle coste artiche getta in mare migliaia di zanne ossa ogni anno".
-"Alcune stime suggeriscono che sotto il terreno ghiacciato vi siano ancora 10 milioni di mammut"scrivono Adrian Lister e Paul Bahn in Mammoths.
-Il primo mammut in piedi fu scoperto nel 1839 lungo il fiume Shangin.
-Il primo mammut ancora commestibile venne trovato sulle rive del fiume Bereskova,nella Siberia nord occidentale,nell'agosto del 1900.
Gli scopritori,un gruppo di cacciatori Lamut i cui cani avevano fiutato l'odore della carne,informarono l'Accademia russa delle Scienze che un anno dopo mandò sul posto una squadra di studiosi.
Sporgendo dalla banchina solo con la testa,e con il resto del corpo sigillato in una combinazione di terra pietre e ghiaccio,l'animale era quasi integro e surgelato.
Il ghiaccio attorno alla carcassa non proveniva da un lago o da un fiume scrisse un commentatore,"ma era evidentemente prodotto dalla neve."
A distanza di migliaia di anni dopo la morte il corpo era eretto per metà,si presentava seduto interrata tesa in avanti e la parte anteriore del corpo piegata come se cercasse di mantenersi in equilibrio.
Era un maschio e a quanto sembrava era morto per soffocamento.
Il membro eretto si poteva spiegare solo in una condizione si asfissia.
Numerosi altri animali di quella stessa epoca mostrano condizioni identiche.
Ad esempio i vasi sanguigni di un rinoceronte lanoso scoperto lungo il fiume Vilnyu,Siberia,erano pieni di sangue coaugulato,segno evidente della sua morte per asfissia dice William Farrand del Lamont-Doherthy Earth Observatory.
Nel suo stomaco vennero ritrovati dei semi,fiori e muschio e rametti di cespugli che crescono tutt'ora in quella zona.
I semi fecero capire agli scienziati che era morto all'improvviso in autunno.
Una persona normale si chiederebbe,come può essere successo tutto ciò?
Innanzitutto la presenza di tutta quella selvaggina al Nord,le foreste abbattute,e l'enorme numero di animali,evidenzia che il clima era temperato e non è stata la deglaciazione ad ucciderli.
La presenza di colline di legno,a tratti bruciate,cenere vulcanica e alberi abbattuti,animali di differenti specie da quelle tropicali a quelle di climi freddi,significa che i primi furono trasportati lì da qualche agente di enorme potenza.
-Alaska,F.Rainey,Università dell'Alaska,"Squarci larghi spesso lunghi parecchi chilometri e profondi anche 50 metri...questa fanghiglia spesso contiene enormi giacimenti di ossa congelate di animali estinti quali mammut,mastodonti,superbisonti e cavalli."
-Frank C.Hibben,Università del New Messico,"...I mammiferi spesso sono trovati in buona parte smembrati e disarticolati,anche se certi frammenti trattengono ancora nel loro stato congelato,porzioni di legamenti,pelle,peli, e carne."
"Alberi contorti e ammucchiati in masse scheggiate...in questi strati si possono trovare almeno 4 strati di ceneri vulcaniche."
-Siberia,mammut,"E' assolutamente necessario credere che i corpi vennero congelati immediatamente dopo la loro morte,e non vennero scongelati fino al loro ritrovamento."
-Isole della Nuova Siberia"Il suolo di queste isole desolate è completamente ricoperto da un numero impressionante di ossa di elefanti e rinoceronti."
"Queste ossa erano stracolme di ossa di mammut,e la quantità di ossa di rinoceronti ed elefanti è assolutamente stupefacente."
-Nell'isola di Kotelnoi"..non esistono alberi,arbusti,cespugli...eppure in questo territorio incolto si sono trovate ossa di elefanti,rinoceronti,bisonti e cavalli in numero tale da sfidare qualsiasi calcolo."
-Isole della Nuova Siberia"enormi foreste pietrificate"visibili a decine di chilometri.
"I tronchi degli alberi di queste antiche foreste erano parzialmente ritti in piedi,in parte stesi orizzontalmente,sepolti nel terreno gelato.La loro estensione è notevole."
"Sulla costa meridionale della Nuova Siberia si trovano le notevoli colline di legno(ammassi di tronchi)alte 30 fathom,55 metri,assieme a strati orizzontali di sabbia.
Salendo queste colline si incontrano ovunque mucchi di carbone di legna ,apparentemente coperti di cenere"
Ecco una epigrafe parziale alcuni di ritrovamenti alquanto singolari di specie animali di climi diversi in differenti aree del mondo:
-Germania:alberi di origine non locale-molti depositi di lignite sono di sequoia,un albero che non cresce in stagni e che l'unica ipotesi logica è che siano stati trasportati e sepolti lì.
-Australia,morwell:depositi simili a 200 piedi al livello del suolo, spessi fino a 800 piedi,stato di conservazione sorprendente quanto è sorprendente che si trovino alberi non comuni in quella stessa regione.
unica soluzione,stessa di sopra.
-Brasile,Camerun e Iola indonesiana di Java nei depositi di lignite si trovano funghi e alghe attaccati a fogliame ancora verde di clorofilla.
ciò implica un sotterramento rapido e non graduale.
tali depositi contengono goglie non solo locali ma da tutto il mondo.
-Stati Uniti:Wisconsin,Iowa meridionale,Illinois e Ohio ci sono zone dove si trovano immense foreste di conifere e alberi decidui seppelliti sotto il suolo,a una profondita che varia da pochi piedi a 10 metri di spessore.
non essendosi ancora pietrificate si ritiene tali foreste relativamente giovani.
-Isole Elisabetta, nord del circolo polare artico dove anche in estate soffiano venti gelidi,si trovano foglie,pigne e ghiande fino 300 metri al di sopra del livello del mare in ammassi spessi fino a 40 metri.
-Groelandia,terra assolutamente priva di alberi ,si trovano i resti di pigne ghiande e sequoie,querce e aceri insieme in mucchi scomposti.
-Svizzera lago di Zurigo:depositi d lignite contenenti ossa di mammut,ippopotami rinoceronti ecc.
-Inghilterra:foreste di alberi gigantschi trovate sepolte,in alcuni di essi erano ancorA attaccati noci e bacche ed insieme ad essi ossa di mammut cavalli,ippopotami...
-Alaska Canada:campi di detriti e melma profondi fino a 60 metri,molti di essi in zone che non sono mai ghiacciate,stipate in frammenti di materiale:vegetale,frammenti di alberi,rocce e schegge di ghiaccio,almeno 4 differenti strati di cenere troviamo ossa dicoiattoli,castori,pecore,lupi,antilopi,caribu,gatti dai denti a sciabola,leoni,cavalli,cammelli,bisonti,buoi muschiati,mastodonti e mammut.
In molti casi sopravvive parte del tessuto corporeo pelle o pelo...cosa ancora più interessante è che non sono in scheletri interi ma addirittura in frammenti misti ..come se i poveri disgraziati fossero prima stati fatti a pezzi e in seguito sepolti o congelati
Innumerevoli teorie sono state redatte, dai cacciatori paleolitici del nord america a l’impatto di una cometa per passare a sciami di meteore. Tutti ipotesi che hanno dimostrato di contenere gravi lacune.
La Violette continua sostenendo che l’evento di 12837 anni fa, abbia riversato sulla Terra, in soli due giorni, un contenuto di radiazioni superiore, se non compreso, fra 3 e 6 Sv (Sieverts). E’ risaputo (Epelman&Hamilton 2006) che un una dose radiazioni superiore a 3,5 Sv può essere letale per l’uomo. Quando le radiazioni sono comprese fra 4 e 6 Sv è sicuro il decesso al 100%. L’evento riportato in precedenza (Febbraio 1956) fu in grado di produrre una diminuzione del 1% della magnetosfera, di conseguenza La Violette sostiene che l’evento registrato nel Pleistocene potrebbe aver sostanzialmente indebolito se non sopraffatto il campo geomagnetico terrestre permettendo ai raggi cosmici di penetrare, in notevole dose, nell’atmosfera terrestre.
La sua ipotesi come riportato in precedenza si basa sulle registrazioni dei carotaggi di ghiaccio GISP2, nello specifico sulla registrazione e la misurazione della conducibilità elettrica ECM , alla profondità di 1657,51 -1522,2 ed a 1708,65. In particolare alla profondità di 1657,51 metri che corrisponde ai 12837 anni fa (+/- 10 anni) si sarebbe registrato il picco d’acidità più grande dello Younger Dryas. La neve che cadde in quel periodo presenta infatti una conducibilità mille volte superiore alla conducibilità di fondo prima di tale periodo. L’elevata acidità della Neve suggerisce che l’atmosfera è stata esposta ad un elevato flusso di raggi cosmici durante lo straordinario evento solare!
Nella finestra sotto riportata è possibile osservare lo straordinario picco di conducibilità elettrica registrato nello strato di ghiaccio.
Se il campo magnetico terrestre è stato sopraffatto probabilmente le conseguenze sarebbero state fin troppo evidenti quali:spaventoso incremento dell'attività vulcanica e sottomarina terrestre con conseguenti effetti di raffreddamento sul clima e riscaldamento degli oceani;elettricità nell'atmosfera e negli strati conduttivi geologici del pianeta con possibili effetti anche in superficie;terremoti e tsunami su larga scala,oltre che devastanti perturbazioni atmosferiche e anche una possibile inversione del campo magnetico terrestre.
Nel nord-america si trovano dei sottili depositi, che sottoposti ad analisi ci rilevano dei picchi di : grani magnetici di iridio, microsferule magnetiche, carbone, fuliggine, sferule di carbonio, vetro, nano diamanti, fullereni con elio ET ed altre prove ha sostegno di un’ impatto ET con combustione di biomasse.
L’età di questi strati coincide con l’oramai ben noto raffreddamento dello YD e crescenti evidenze suggeriscono che questa dinamica si è verificata improvvisamente ed è stata pronunciata nel nord-america dove 33 generi di mammiferi sono scomparsi.
L’ evidenze geologiche e geochimiche sono ancora insufficienti per la scienza ufficiale.Le due ipotesi principali sono : l’intervento umano o il brusco raffreddamento.
Il primo logicamente da escludere.
Riguardo a 12.000 anni fa,a sostegno della gigantesca tempesta solare che causò l'inversione dei poli magnetici,troviamo la seguente tradizione del Diluvio,che altro non fu che lo scioglimento dei ghiacciai dell'Era Glaciale durante l'inversione magnetica,l'aumento del vulcanismo globale e la tempesta solare.
Nel volume The Flood Legend in Sanscrit Literature leggiamo una tradizione che dice"Di colpo all'intera atmosfera della sfera celeste venne dato fuoco,ed essa prese ad ardere."
Sempre nello stesso periodo a sostegno dell'estesa attività vulcanica di cui ho parlato e citato diversi esempi,gli studiosi impegnati per le ricerche di Nature presero in considerazione gli strati di cenere vulcanica nelle profondità del Mediterraneo e giunsero alla conclusione che "La frequenza di eventi del tephra e,per conseguenza,notevoli eruzioni esplosive nel Mediterraneo,può essere collegata a rapide variazioni del livello del mare.
In particolare vogliamo attirare l'attenzione sulla fase di quiescienza che ha il suo epicentro 12.000 anni fa,che corrisponde all'ultima depressione del livello del mare,e al più intenso periodo di formazione di strati di tephra tra 15.000 e 8000 anni fa,che accompagnò il rapidissimo livello dei livelli marini,in epoca post-glaciale."
Francamente sembra molto dubbio che anche i vulcani terrestri siano stati influenzati dall'innalzamento del mare,specie quelli lontani centinaia di chilometri dalla costa,perlopiù l'innalzamento del livello del mare sembra essere corrisposto anche ad un ciclo di vulcanismo sottomarino il quale immettendo enormi quantità di basalto fuso,ne avrebbe sicuramente influenzato non solo le temperature,ma unito allo scioglimento dei ghiacciai avrebbe sollevato il suo livello.
Attività vulcaniche sottomarine si vedono anche oggi giorno che non avviene alcun significativo innalzamento del livello marino,la causa deve essere un'altra.
"Nuovi vulcani sottomarini si formano ogni 10.000 anni."scrivono Allan Cox e Rovert A mio parere fu il cambio di polarità geomagnetica e la tempesta solare a innescare le colossali eruzioni vulcaniche.
Eraclito steso pensava che il mondo venisse distrutto dal fuoco dopo ogni periodo di 10.800 anni.
Gli scienziati John E Katherine Imbrie affermano "Durante gli ultimi 2 milioni di anni nessun periodo glaciale è durato più di 12.000 anni.
In termini statistici l'attuale periodo interglaciale è alla fine,malfermo su gambe vecchie ormai di 10.000 anni."
Ed ecco la prova della pistola fumante nel vero senso della parola,sulle inversioni magnetiche causate dal sole.
Studiando le colate del Monte Steen,indagando sulla velocità con cui era avvenuta l'inversione magnetica avvenuta 15,5 + / - 10,3 milioni di anni fa, Coe e Prevot scoprirono non solo che il campo magnetico si invertì ma era variabile.
Rapide fluttuazioni avvennero durante l'inversione "Un accresciuta attività magnetica esterna ...del sole potrebbe essere stata la causa delle inversioni."
Da qui si deduce che il nostro sole può essere in certi periodi una vera Hiroshima solare.

Conclusioni
La gamma delle cause riguardo agli sconvolgimenti planetari nel passato è enorme,supernove,colossali tempeste solari,incontri ravvicinati tra i mondi,scariche elettriche planetarie ecc..hanno effettivamente in passato coinvolto la storia,la geologia,l'atmosfera,l'estizione e l'evoluzione di specie animali,il crollo delle civilte e tutti gli scenari immaginabili riguardanti il passato del nostro pianeta.
Nella seconda parte si partirà con uno scenario,un catalogo delle tradizioni dei popoli e quale fu l'ultimo pianeta ad avvicinarsi al nostro.


Fonti:
http://www.thunderbolts.info/tpod/2007/arch07/071207caverns.htm
http://thunderbolts.info/tpod/2010/arch10/100408sahara.htm
http://gks.uk.com/
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/perturbazioni-cosmiche-e-il-dio-della.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/petrolio-dalle-stelle.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/tempeste-di-catrame.html
http://www.thunderbolts.info/tpod/2005/arch05/050407richat.htm
http://thunderbolts.info/webnews/120707electriccraters.htm
http://thunderbolts.info/tpod/2008/arch08/080929grandcanyon.htm
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/03/vulcani-e-terremoti-elettrici.html
http://thunderbolts.info/tpod/2008/arch08/081001canyon2.htm
http://www.thunderbolts.info/tpod/2004/arch/041019europa.htm
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/la-terra-elettrizzata.html
http://expianetadidio.blogspot.it/2012/02/il-sole-ogni-12000-anni.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/ulteriori-prove-sostegno-del-ciclo-di.html

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TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
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