ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


martedì 30 agosto 2011

LA MADONNA NON MIRACOLA 2 VOLTE


Un camionista spagnolo, sopravvissuto a un salto di 45 metri dopo essere uscito di strada col suo mezzo, è morto investito da un’auto mentre si recava al santuario della Madonna dei miracoli di Caiòn in Galizia. Sono decedute anche le due zie che lo accompagnavano.

Fonte:http://www.uaar.it/news/2011/08/30/spagna-madonna-non-miracola-due-volte/

UN'ENIRME DIAMANTE COME PIANETA


Nella Via Lattea, a circa 4.000 anni luce dalla Terra, c'é un diamante immenso: è un pianeta dalla massa più grande di Giove, fatto interamente di questa gemma. La scoperta, preziosa, è proprio il caso di dirlo, è annunciata su Science da un gruppo internazionale al quale partecipa l'Italia con Osservatorio di Cagliari dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e università di Cagliari.

Il pianeta è circa 20 volte più denso di Giove e orbita intorno a una stella morta, della quale resta solo il nucleo densissimo: è una puls
ar millisecondo che ruota a una velocità incredibile, compiendo circa 173 giri su se stessa ogni secondo. A differenza di Giove, il pianeta di diamante non è fatto di idrogeno ed elio ma di carbonio e ossigeno, allo stato cristallino.

Il pianeta è affascinante non solo per la sua composizione, ma per la sua storia: si pensa che in passato sia stato una stella massiccia, che si è trasformata in un pianeta. La materia gassosa della stella, secondo i ricercatori, sarebbe stata travasata per oltre il 99,9% verso la pulsar durante un processo, ormai concluso, che ha riaccelerato la pulsar fino all'elevatissimo ritmo di rotazione attuale. "In quella fase la pulsar doveva essere una potente sorgente di raggi X, con caratteristiche simili alle cosiddette Binarie a raggi-X Ultra Compatte di Piccola Massa, di cui PSR J1719-1438 e il pianeta compagno dovrebbero dunque rappresentare dei discendenti", ha spiegato Andrea Possenti, direttore dell'Osservatorio di Cagliari e fra gli autori della ricerca con Marta Burgay, Nichi D'Amico e Sabrina Milia (D'Amico e Milia insegnano anche all'università di Cagliari).

Fonte:http://www.channel360news.com/2011/08/scoperto-nuovo-pianeta-e-unenorme.html

SCOSSA DI 6.8 IN INDONESIA

Un sisma di notevole intensità ha colpito lo stato di Timor Est, ed è stato avvertito anche sulle isole più orientali dell’Indonesia. Fortunatamente nonostante l’intensità della scossa non si sono registrati danni a persone o cose, e non è stato diramato alcun allarme tsunami. Il terremoto è stato localizzato a 469 Km di profondità, sotto il fondale oceanico, a 271 Km a N/E della capitale est-timorese Dili.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/terremoto-di-magnitudo-6-8-in-indonesia-nessun-allarme-tsunami/78504/

lunedì 29 agosto 2011

STAMATTINA NUOVA ERUZIONE DELL'ETNA


Nove giorni dopo l’episodio precedente, il Nuovo Cratere di Sud-Est stamattina all’alba ha prodotto il 12° parossismo dall’inizio dell’anno, come spiegano gli esperti della Sezione di Catania dell’Ingv. Questo episodio è stato particolare per l’apertura di una nuova frattura eruttiva sul fianco sud-orientale del cono piroclastico formatosi intorno al cratere, lungo la quale si sono alzate diverse fontane di lava, e che ha emesso una larga colata di lava su un percorso più a sud rispetto a quello delle colate precedenti. Il cono piroclastico ha subito forti modifiche alla sua morfologia, soprattutto per la parziale distruzione del suo fianco sud-orientale dovuta all’apertura della nuova frattura eruttiva. Tuttavia, gli orli meridionale e settentrionale sono ancora crescuti in altezza. Questo episodio ha prodotto un’alta colonna eruttiva, che si è piegata verso sud-est, causando ricadute di cenere e lapilli fra altro a Zafferana Etnea, Fleri, Viagrande, e Trecastagni.
Questo episodio è stato preceduto, come quelli precedenti, da un’attività inizialmente molto discontinua e debole, che è cominciata con una singola esplosione alle ore 00.52 GMT (= ore locali -2) del 28 agosto, seguita a partire dalle ore 15.17 GMT da una serie di emissioni di cenere dal Nuovo Cratere di Sud-Est. All’imbrunire era visibile una debole, sporadica attività stromboliana, che nel corso della notte si è gradualmente intensificata. Alle ore 03.15 GMT del 29 agosto è avvenuto un primo trabocco lavico attraverso la profonda lacuna nell’orlo orientale del cratere, generando una colata in direzione della Valle del Bove. Dalle ore 03.40 GMT in poi, l’attività stromboliana si è progressivamente intensificata, e verso le 04.05, due bocche eruttive all’interno del cratere emettevano delle fontane laviche pulsanti alte circa 100 m. Nel corso dei seguenti 10 minuti, queste fontane sono cresciute notevolmente in altezza, e si è osservata la formazione di una densa colonna eruttiva, che si è alzata alcuni chilometri sopra la cima dell’Etna prima di spostarsi verso sud-sudest. Allo stesso tempo, una piccola colata di lava cominciava ad uscire dalla zona interessata dal collasso del fianco est-sudest del cono durante il parossismo del 20 agosto.
Alle 04.20 GMT, il fianco sud-orientale del cono piroclastico si è fratturato con l’apertura di una serie di nuove bocche eruttive fino alla base del cono, dalle quali si sono alzate diverse fontane di lava (vedi la foto in alto); poco dopo è apparsa una nuova, larga colata lavica alimentata da queste bocche, che si è riversata in direzione della Valle del Bove, però più a sud rispetto alla colata emessa in precedenza. Per i 20 minuti consecutivi, l’attività di fontanamento lavico è continuata a tutte le bocche, sia all’interno del cratere sia sulla nuova frattura eruttiva, mostrando una graduale flessione a partire dalle ore 04.30 GMT. Le fontane di lava dalle bocche all’interno del cratere sono passate ad emissione di cenere poco dopo le 04.40, mentre la bocca più bassa sulla nuova frattura eruttiva continuava a produrre getti di lava incandescente fino alle ore 04.50 GMT. L’emissione di cenere è continuata, ad intensita in diminuzione, fino alle ore 05.15 GMT circa.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/etna-tutti-i-dettagli-delleruzione-di-stamattina/78241/

FREDDO FUORI STAGIONE NEL REGNO UNITO


Molto freddo, oggi, nel Regno Unito dove l’estate quest’anno non è mai esistita. Temperature costantemente sotto le medie da giugno a oggi e tanto maltempo.
Stamattina in Irlanda le temperature minime sono scese fino ai +6°C di Dublino, Shannon e Cork. Molto freddo anche in Inghilterra con +10°C a Londra, Manchester, Birmingham e York. Solo +8°C all’aeroporto londinese di Gatwik. +8°C anche a Cardiff e Newcastle. A Cardigan, in Galles, appena +11°C. In Scozia +9°C a Glasgow e Edimburgo, +8°C a Loch Ness, +7°C ad Aberdeen.
Freddo anche nelle ore diurne, con temperature che proprio non ne vogliono sapere di salire. Ad Aberdeen non sono stati superati i +11°C, a Loch Ness la massima è ferma a +12°C, a Dublino, Cardigan, Cork e Birmingham a +13°C, a Glasgow a +14°C, a Belfast a +15°C e a Londra a +16°C. Quasi come in inverno.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/che-freddo-nel-regno-unito-sembra-gia-quasi-inverno/78255/

Con la Corrente del Golfo andata,la cosa non mi sorprende..

DUE TIFONI NELL'OCEANO PACIFICO

Nell’Oceano Pacfico due cicloni tropicali sono protagonisti della scena: Nanmadol e Talas. Il primo sta imperversando su Taiwan sottoforma di Tempesta Tropicale, e nei prossimi giorni arriverà nell’entroterra Cinese come Depressone Tropicale, dopo che nei giorni scorsi ha colpito le Filippine come Tifone di 4^ categoria.
Molto più temibile, Talas sta risalendo l’oceano verso il Giappone e diventerà un uragano di 2^ categoria prima di abbattersi su Tokyo, dove nei giorni centrali della settimana avremo piogge torrenziali e venti impetuosi. Talas mira dritto dritto sul Giappone,che adesso rischia una nuova catastrofe naturale dopo il disastro dell’11 marzo.


Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/cicloni-tropicali-la-situazione-nel-pacifico-talas-minaccia-il-giappone/78283/

IRENE:SI AGGRAVA IL BILANCIO DELLE VITTIME DE

Sono almeno 32 le vittime dell’uragano Irene negli Stati Uniti d’America. Mentre la tempesta adesso colpisce il Canada, in 9 Stati degli Usa si contano i danni e il bilancio peggiora di ora in ora.
Tra i 32 morti, 6 sono stati nello Stato di New York, e altrettanti in North Carolina e Pennsylvania, quattro in Virginia, altri 6 fra Connecticut, Florida e Vermont, tre in New Jersey e uno in Maryland. Le vittime sono state causate soprattutto dalla caduta di alberi, incidenti stradali o trascinate via dalla corrente durante le inondazioni.
Prima di toccare le coste degli Stati Uniti, Irene aveva già provocato la morte di almeno 5 persone nei Caraibi, una vittima a Puerto Rico, una nella Repubblica Dominicana e tre ad Haiti.
Un bilancio ancora provvisorio, tenuto conto della terribile alluvione che sta colpendo alcuni stati del nord come il Vermont.
Inoltre ancora 4,5 milioni di persone sono tuttora senza luce.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/irene-si-aggrava-il-bilancio-32-morti-negli-usa/78355/

SITUAZIONE URAGANI NELL'ATLANTICO


Nell’oceano Atlantico, come abbiamo già scritto, Irene non è al momento l’unico ciclone tropicale attivo.
Come possiamo vedere dalla mappa, che ci racconta tutto lo storico di Irene da quand’è nata fin quando non arriverà in Islanda, c’è anche Jose, una piccola depressione tropicale che si trova a largo della east coast e rimarrà lì, innocua, prima di esaurirsi in loco, ma c’è soprattutto una nuova tempesta che ancora non ha un nome e che s’è formata da poche ore a largo delle coste dell’Africa equatoriale, che nelle prossime ore evolverà in uragano di 1^ categoria intensificandosi ulteriormente in vista dei Caraibi nel corso della settimana. Potrebbe creare scompiglio: bisogna tenerla sotto controllo!

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/cicloni-tropicali-la-situazione-nellatlantico-non-solo-irene/78279/

USA:VERMONT SOTT'ACQUA


Il passaggio di Irene sta provocando enormi disastri nello stato del Vermont dove le piogge torrenziali hanno fatto esondare tantissimi corsi d’acqua. Ormai gran parte dello stato è praticamente sommerso e la regione vive una catastrofe naturale dalle dimensioni drammatiche.
La macchina dei soccorsi sta facendo del suo meglio, tuttavia le strade principali sono interrotte, le fognature sono saltate, almeno 50mila persone sono rimaste senza corrente, e tanti piccoli centri rurali sono tuttora isolati. Un disastro naturale come non viveva da queste parti dal lontano 1927.
Sono stati evacuati diversi ospedali e le autorita’ stanno monitorando le zone colpite dall’elicottero, per individuare le situazioni piu’ gravi. Nonostante non piova piu’, resta la paura che il livello dell’acqua continui a salire, coprendo i pochi ponti percorribili che ancora garantiscono le vie d’accesso. Da queste parti, almeno una persona e’ morta sorpresa dalla piena di un fiume in uno stato del Nord, del New England, certamente poco abituato ad affrontare tempeste tropicali. ”I fiumi piu’ grandi dello stato – ha riferito il Governatore Peter Shumlin – non sono ancora straripati. Tuttavia, anche se e’ uscito il sole, a valle ancora non hanno raccolto la gran massa d’acqua dei tantissimi ruscelli che scendono dal nord. A quel punto temiamo che l’alluvione potra’ essere ancora piu’ grave”.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/irene-vermont-sottacqua-peggiore-alluvione-dal-1927/78356/

SCIAME SISMICO SUL KATLA


Uno sciame terremoti è stato individuato sotto il ghiacciaio Mýrdalsjökull dove siede il Katla .
La caldera è di 10 km (6 miglia) di diametro ed è coperta con più di 200-700 metri (660-2,300 ft) di ghiaccio.
Il più forte terremoto dell' l'ultima raffica di nuove scosse misurato è stato di 2,2 sulla scala di grandezza.
Un vulcano di queste dimensioni produce una grande quantità di scosse sismiche prima che ci sia un'eruzione quindi resta solo da monitorare,il Katla è in grado di produrre un eruzione VEI6 , che sarebbe circa 100 volte più potente dell'eruzione del 2010 del Eyjafjallajökull sua sorellina.

Fonte:http://theextinctionprotocol.wordpress.com/

CALIFORNIA,ANTICO VULCANO SCOSSO DA SCIAME SISMICO


LOS ANGELES - Un gruppo di terremoti lievi rumoreggiava,Sabato scorso vicino Pinnacles National Monument,il sito di un antico vulcano nella California centrale, e si sono avvertiti nella zona circostante di Monterrey Bay.
Il più grande dei tremori misurati, ha una magnitudo di 4.6,e ha colpito poco dopo la mezzanotte ora locale di Venerdì appena a nord-ovest dei Pinnacoli, che si trova nella zona della faglia di San Andreas a circa 100 km a sud est di San Francisco Bay. Terremoti di quelle dimensioni causano notevole agitazione di mobili e alcuni crepitii, ma non ci sono notizie di danni o lesioni provocate dai tremori di Sabato, che erano tipici per la regione sismicamente attiva.



Fonte:http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&rurl=translate.google.it&sl=en&tl=it&twu=1&u=http://www.reuters.com/article/2011/08/27/us-quakes-california-idUSTRE77Q2HD20110827&usg=ALkJrhiqDgmAdMYvb3Om5QCdrv-MA_o5Jw

TERREMOTO NELLA CALDERA AIRA IN GIAPPONE


Un terremoto di magnitudo 4,9 ha colpito a sud dell'antica caldera vulcanica Aira, a Kyushu, in Giappone.
La Caldera Aira (ja:姶良カルデラAira-Karudera) è una gigantesca caldera vulcanica a sud dell'isola di Kyushu, in Giappone.
Secondo i geologi, la caldera si ritiene che sia stata creato da una massiccia eruzione circa 22.000 anni fa.
L'Eruzione ha generato voluminosi flussi piroclastici accompagnati dalla formazione dei 17× 23 km di larghezza della caldera .
Il vulcano Sakurajima è situato all'interno della caldera Aira ed è uno dei vulcani più attivi in Giappone.
Un eruzione stromboliana o un' esplosione lavica avvenuta a Sakurajima potrebbe essere correlata al terremoto.

domenica 28 agosto 2011

NON SOLO IRENE,PERICOLOSI TIFONI ANCHE NEL PACIFICO


Mentre l’Uragano Irene imperversa nell’oceano Atlantico, in questi giorni sugli Stati Uniti d’America ma nella settimana entrante anche in Europa, l’oceano Pacifico non sta a guardare e ha sfornato due violente tempeste che adesso minacciano in modo violento la Cina e il Giappone. Del tifone Nanmadol abbiamo già parlato ieri: si tratta di un uragano violentissimo tanto che è stato ribattezzato Super-Tifone e che per circa 36h ha mantenuto la 4^ categoria della scala Saffir-Simpson, sfiorando la 5^. Adesso è di 3^ ma nelle prossime ore dovrebbe tornare di 4^ e sta per colpire Taiwan, appena a sud/est della Cina. Sull’isola del Pacifico per 5 giorni avremo ininterrottamente forti piogge, in quanto l’uragano rimarrà praticamente fermo a lungo nella stessa posizione, perdendo energia e scaricandola al suolo sottoforma di forti venti, piogge torrenziali e grandinate. Sull’isola di Taiwan si teme una catastrofe. L’uragano, poi, si avvicinerà alla Cina declassato in “tempesta tropicale“, portando comunque forti piogge e venti intensi, prima di esaurirsi e sparire.
E’ potenzialmente molto più distruttivo Talas, che è nato poche ore fa più a est di Nanmadol, e minaccia il popolosissimo Giappone, che è già in stato di pre-allerta. Il Paese del Sol Levante, dopo il violento terremoto/tsunami dell’11 marzo scorso, teme un nuovo disastro naturale. E i meteorologi sono seriamente preoccupati.
Talas al momento è una tempesta tropicale ma nei prossimi giorni, risalendo l’oceano verso nord, proprio in direzione del Giappone, diventerà un uragano che poi si abbatterà sul Paese nipponico tra la 1^ e la 2^ categoria, con un minimo di bassa pressione vicino ai 955 millibàr e venti molto forti. Tra mercoledì 31 agosto e venerdì 2 settembre tutto il Giappone centro/settentrionale sarà sferzato da piogge torrenziali. A Tokyo è pre-allerta, in quanto le previsioni sulla capitale giapponese al momento sono ancora peggiori rispetto a quelle che hanno provocato, a New York, l’evacuazione di 370 mila persone. Secondo gli ultimi modelli, su Tokyo potrebbero cadere più di 200mm di pioggia con venti da nord/est a oltre 180km/h, specie nella giornata di giovedì 1 settembre. Anche su Yokohama e Fukushima dovrebbe piovere moltissimo, come in tutte le zone affacciate a sud/est, verso l’oceano Pacifico. L’allerta, poi, si sposterebbe sull’isola di Hokkaido, dove tra venerdì 2 e sabato 3 settembre ci potrebbero essere precipitazioni ancor più violente.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/uragani-non-solo-irene-nel-pacifico-i-tifoni-talas-e-nanmadol-minacciano-giappone-e-cina-pre-allerta-a-tokyo-e-taiwan/77654/

IRENE VASTO QUANTO L'EUROPA


L’uragano Irene sta diventando sempre più vasto e, secondo un report della Cnn, “ha ormai assunto le dimensioni dell’Europa”. Irene in effetti non è grande quanto tutta l’Europa, ma è un uragano davvero vastissimo come si può notare dagli ultimi aggiornamenti delle mappe satellitari.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/irene-luragano-dei-record-e-vasto-quanto-leuropa/77638/

venerdì 26 agosto 2011

NON SOLO IRENE..ARRIVA ANCHE UN SUPER TIFONE VERSO CATEGORIA 5 A FARE LE FESTE A TAIWAN


Non c’è solo l’Uragano Irene, in queste ore, tra i fenomeni violenti del pianeta: nell’oceano Pacifico il super-Tifone Nanmadol sta per diventare di 5^ categoria, il massimo della scala Saffir-Simpson.
Al momento è di 4^ categoria, con venti a oltre 300km/h e dopo aver risalito le Filippine, si dirige minacciosamente verso Taiwan, dove ci saranno piogge torrenziali per tutta la prossima settimana.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/non-solo-luragano-irene-nel-pacifico-si-rischia-una-mega-catastrofe-per-il-super-tifone-nanmandol/77101/

NEW YORK:ALLARME TSUNAMI

L’Uragano Irene rischia di devastare la costa orientale degli Stati Uniti, come abbiamo scritto in un nostro editoriale di lunedì con le previsioni di quella che ancora era soltanto una timida tempesta tropicale lentamente diretta sul mare dei Caraibi. Adesso quella piccola tempesta è diventato un violento uragano, e anche se è stato declassato alla 2^ categoria dopo aver sfiorato la 4^ ed essendo rimasto di 3^ per più di 24 ore, è comunque molto molto intenso.
L’allarme è massimo soprattutto a New York, dove il sindaco Michael Bloomberg ha ordinato l’evacuazione di quasi 300 mila persone, quelle dell’area più a rischio, lungo la costa, dal sud di Manhattan a Staten Island, da Coney Island alle aree di Brooklyn e Queens che affacciano sull’East River e sull’Hudson. E’ la prima volta che a New York si verifica una cosa del genere, con l’evacuazione parziale della città.
L’allarme è massimo non solo per piogge torrenziali e forti venti, ma anche e soprattutto per le mareggiate. Gli esperti statunitensi parlano addirittura di “tsunami”, con onde alte fino a oltre dieci metri.
Le dimensioni di Irene sono impressionanti: immagini e dati rilevati dai satelliti e resi pubblici dalla Nasa indicano che ha un diametro pari a un terzo della costa Atlantica degli Stati Uniti. ”Senza dubbio Irene si sta annunciando come un fenomeno molto intenso e violento”, ha osservato Vincenzo Levizzani, capo della divisione meteorologica dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (Isac) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Al momento Irina si trova al livello 3 della scala di classificazione degli uragani Saffir-Simpson, basati sull’intensita’ dei venti al suolo. Il livello 3 corrisponde ad una forza dei venti pari a 200km/h. ”La forza e la struttura di Irene – ha aggiunto l’esperto – fanno pensare ad un uragano con un periodo di ritorno di diversi anni. Accade, infatti, che fenomeno estremamente intensi tendano a ripetersi ciclicamente”. Era violentissimo anche l’uragano Kathrina, che nel 2005 si è abbattuto su New Orleans, ”ma aveva colpito una zona meno sensibile. Il problema di Irene – ha osservato Levizzani – e’ che sta puntando dritto verso New York, ossia verso una zona densamente popolata e sensibile dal punto di vista sociale ed economico”. Dopotutto Katrina colpì un’area molto più povera, provocando la mote di 1.500 persone e danni gravissimi. Difficilmente Irene, per quanto possa essere devastante, farà altrettanto.
Di solito gli uragani transitano a latitudini piu’ basse: nascono nell’Atlantico, attorno alle isole di Capo Verde e poi gli alisei li portano verso il continente americano, in direzione di Caraibi, golfo del Messico e America centrale. Solo pochissimi uragani, negli ultimi dieci anni, si sono spinti verso il Nord. ”Il problema – ha detto ancora Levizzani – non e’ solo il vento. La preoccupazione maggiore sono le onde di tsunami”. Come i terremoti, infatti, anche gli uragani possono provocare tsunami con onde di 10 metri. Piu’ del vento fortissimo e delle piogge, sono le onde la preoccupazione maggiore nelle 36 ore che secondo i servizi meteorologici statunitensi mancano all’arrivo di Irene sulle coste. ”E’ poco probabile – ha detto l’esperto – che nelle prossime ore le cose possano cambiare: per una volta tutti i modelli meteo sono d’accordo nel dire che Irene sta decisamente puntando verso New York e Washington”.
Secondo gli esperti americani, l’inondazione di molte zone è praticamente certa. Gli studiosi del National Hurrican Center hanno spiegato che l’acqua potrebbe sommergere tutto a New York lungo la costa meridionale della metropoli, dal distretti finanziario di Downtown all’aeroporto JFK, dal tunnel sotto il fiume che unisce Brooklyn a Manhattan alla metropolitana. Il tutto con conseguenze che – sempre gli esperti – non esitano a definire ”potenzialmente devastanti”.
L’intera rete della metro – ogni giorno frequentata da milioni di persone – verrà chiusa domani a mezzogiorno. A memoria d’uomo non si ricordano precedenti del genere, tanto che i responsabili non assicurano una ripresa della circolazione nemmeno per lunedì mattina.
Si va verso la chiusura anche di tutti i ponti che collegano l’isola di Manhattan alla terraferma (da quello di Brooklyn a quello di Verrazzano). Già sono state messe in sicurezza le altissime gru di Ground Zero e gli alberi del memoriale per le vittime dell’11 settembre. Insomma, quella che si profila è una vera e propria paralisi.
Entro domani mattina saranno aperti 147 rifugi pronti ad ospitare fino a 71.000 persone circa, dotati di kit di sopravvivenza con acqua, torce elettriche e medicinali. Gli ospedali e la case di riposo situati nella ‘zona rossa’ sono stati gia’ evacuati. Prevista anche una paralisi del traffico aereo: i tre principali aeroporti – JFK, La Guardia e Newark – verranno quasi certamente fermati, e gia’ centinaia di voli nazionali e internazionali sono stati cancellati. L’invito rivolto alla gente e’ quello di rimanere a casa. Le ultime ore sono state caratterizzate da una corsa all’accaparramento nei negozi e nei market, dove la gente si e’ riversata per fare scorte alimentari. Negli scaffali e’ oramai impossibile trovare torce elettriche. Tutti i parchi – a partire dal Central Park – saranno chiusi. E viene persino raccomandato di evitare i giardini di casa. Oltre 300 eventi – sportivi o culturali – sono stati annullati. E sono state sospese anche le scommesse ai casino’ di Atlantic City, capitale del gioco della East Coast. La tensione e’ alle stelle. Le parole di Obama hanno convinto anche i piu’ scettici che Irene non va sottovalutata.
Anche se qualcuno a New York spera ancora che non si stia andando verso un weekend da incubo.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/uragano-irene-new-york-evacuata-e-allarme-tsunami-in-arrivo-onde-alte-10-metri/77118/

DA KATRINA A GALVESTON

Gli Stati Uniti sono abituati a patire il passaggio di terribili uragani che nascendo dai Caraibi si spostano verso il Golfo del Messico e la costa orientale del Paese, dove provocano spesso danni e distruzione. A volte anche morte, con tragedie immani.
Adesso gli State’s sono mobilitati per il passaggio dell’uragano Irene, provando a ridurne al minimo gli effetti.
A preoccupare di più è l’insolita traiettoria di questa tempesta, che lentamente nel weekend risalirà tutta la costa orientale degli Usa abbattendosi anche sulle due più grandi e popolose città metropolitane dell’east coast, Washington e New York.
La storia del Paese “Stelle e Striscie” è costellata da fenomeni distruttivi provocati dagli uragani.
Quello che viene considerato il più violento per come s’è abbattuto al suolo è l’ uragano Labor Day, che nel 1935 ha devastato le Florida Keys. E’ stato uno degli unici tre uragani di categoria 5, secondo la scala Saffir-Simpson, della storia americana. Gli altri due sono stati, nel 1969, l’uragano Camille e nel 1992 il terribile Andrew, che si sono abbattuti con una pressione pari rispettivamente a 909 e 922 millibàr.
L’uragano Katrina, che nel 2005 ha devastato il sud del Paese e in particolare di New Orleans, e’ ritenuto il terzo ciclone atlantico per intensita’, avendo colpito con una pressione di 920 millibàr, malgrado i suoi venti non avessero la stessa violenza di quelli di Andrew.
Secondo un’altro tipo di criterio, quello del numero di vittime, l’uragano di Galveston del 1900 e’ stato il più letale fenomeno ciclonico della storia degli Stati Uniti, uccidendo almeno 8000 persone. Nel 1928, Okeechobee causo’ almeno 2500 morti. Terzo in questa drammatica classifica, Katrina che ha provocato la morte di circa 1500 persone.
Infine, secondo la graduatoria circa i danni economici causati, si calcola che il piu’ ‘caro’ sia stato proprio Katrina che mise in ginocchio le infrastrutture dell’intera zona del sud. I danni all’epoca ammontarono a 81,2 miliardi di dollari. Ma si intendono solo di danni materiali, prodotti dal passaggio del ciclone. Secondo altre stime, tenendo conto anche dei colpi inferti nel medio e lungo periodo all’economia della zona colpita, si parla di un costo di oltre 150 miliardi di dollari.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/uragani-da-katrina-a-galveston-tutti-i-disastri-negli-stati-uniti-damerica/77114/

SCIAME SISMICO SULL CONFINE TEDESCO

L'Istituto Geofisico, Accademia delle Scienze della Repubblica ceca dice che ha registrato quasi 10.000 terremoti negli ultimi tre giorni in Boemia occidentale, una regione situata vicino al confine occidentale della Repubblica ceca con la Germania.

Lo sciame terremoto è iniziato Martedì e ha continuato fino a Venerdì.
Mentre molti sono passati inosservati dalla popolazione locale alcuni dei più grandi tremori, tra cui otto terremoti magnitudo superiore a 3 sono stati avvertiti nelle città di Chemnitz, Karlovy Vary, betulla, e Luby.
Il terremoto più recente misurato è stato di magnitudo 3,6 sulla scala Richter e ha colpito a una profondità di tre miglia.
I'epicentro è stato localizzato a 81 miglia (129 km) a NE di Norimberga 82 miglia (131 km) SW di Dresda, 90 miglia (144 km) W di Praga, 128 miglia (204 km) a NO di Budejovice, 131 miglia (210 km) NNW di Schärding, e 227 miglia (364 km) a NO di Wien.
Commentando l'ultimo sciame terremoto, l'Istituto Geofisico, Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca ha dichiarato: "L'attività è iniziata la sera del 23 agosto ed è quasi continua fino ad ora (26 mattina di agosto).
Quasi 10 000 eventi sono stati registrati in totale fino ad ora.
Già otto eventi M> 3,0 e 200 M> 2,0 si sono verificati.
Negli ultimi anni, gli scienziati hanno notato un aumento del movimento di magma verso la superficie terrestre nel bacino di Cheb, Repubblica Ceca occidentale.
Dicono che il magma in risalita potrebbe essere la causa degli sciami di terremoto, che regolarmente si verificano nella: Vogtland Nord-Ovest della Boemia, il Fichtelgebirge e dell'Alto Palatinato.
L' ultimo sciame di terremoti che si verificò prima dell 'attività di questa settimana è stato nel 2008.

Fonte:http://www.irishweatheronline.com/news/earth-science/geology/earthquake-geology/10000-earth-tremors-recorded-on-german-czech-border/34243.html

ANCORA 11.800-12.900 -ANCHE IMPATTO EXTRATERRESTRE II PARTE


Le prove dalle registrazioni geologiche

C’eravamo lasciati nella prima parte con lo strato di sedimenti rinvenuto a Lommel in Belgio.


http://daltonsminima.altervista.org/?p=15643


Torniamo adesso in America, fra i siti campione, troviamo 15 baie della Carolina. Un gruppo di 500.000 depressioni o laghi dalla forma ellittica. Alcune di queste formazioni raggiungono la lunghezza di 10 km.e si trovano sulla costiera atlantica. Questi siti sono stati inseriti in questa ricerca, perchè alcuni ricercatori (vedi Melton,Schriever) sostengono che queste baie hanno assunto questa conformazione in seguito ad un’ impatto di più oggetti ET.


Foto area dell’ US Geological Survey.



Le baie sono state oscurate per una maggiore chiarezza.



Un’interessante articolo correlato da altre particolari immagini è disponibile al seguente indirizzo:


http://cometstorm.wordpress.com/2011/04/27/a-different-kind-of-climate-catastrophe-2/


Passiamo adesso ad analizzare, alcuni dati significativi che suffrugano l’ipotesi dell’impatto di più oggetti ET.


Nei sedimenti i livelli magnetici di fondo superano le 117 ppb.


E’ bene ricordare che questo livello è il 25% superiore al livello di fondo presente in un meteorite di condrite. Ed inoltre, nello YDB è presente un’alta concentrazione di Torio (Th) e Uranio (U), che è ben 25 volte superiore a quella presente sulla crosta terrestre. I quindici siti analizzati in Carolina contengono gli stessi picchi (marcatori) trovati nei dieci siti Clovis (vedi tabella precedente). Nell’immagine sotto riportata potete osservare quattro microsferule magnetiche, rinvenute rispettivamente in Canada, New Mexico, Michigan e nord carolina. Microsferule che sono più abbondanti nel nord-america e che hanno una dimensione che oscilla fra i 10-250um.


La loro concentrazione raggiunge il picco in corrispondenza sempre dello YDB, in nove dei nove siti della civiltà Clovis e in cinque dei cinque siti analizzati nelle baie della carolina. Ricerche condotte da Gainey a Morley drumlin e Blackwater draw rilevano che le microsferule sono arricchite da titanio-magnetite.




Nei siti sono stati rinvenuti anche grani magnetici dalla forma irregolare, di colore marrone scuro o nero, di una dimensione compresa fra 1-500um. Quest’ultimi sono più abbondanti delle microsferule e i loro picchi di concentrazione variano molto da sito a sito. Come per le microsferule anche i grani magnetici sono più abbondanti nei siti del nord-america (Gainey, Chobot e Drumlin morley) con una concentrazione media pari a 3,4gr./Kg.


Inoltre, in tredici delle quindici baie della carolina e in sei siti della civiltà Clovis, sono stati ritrovati in concentrazione superiore alla 1500parti per Kg. sferule di carbonio di una dimensione compresa fra gli 0,15-2,5mm altamente vescicolari. Le analisi mostrano essere composte al 75% da carbonio senza alcuna evidenza o morfologia cellulare o vegetale. Confrontate con le sferule recuperate nei moderni incendi boschivi le analisi, sembrano confermare essere state prodotte da un’intenso calore sprigionato durante un’incendio. Recentemente un certo Ròsler ha riportato di aver trovato traccia delle identiche sferule di carbonio, da sedimenti YDB, in tutta l’europa.


Come non parlare poi dei vetri di carbonio o glass-like carbon che presentano elio ET” 84 volte superiore a quello in aria. Considerate, ad esempio, che il meteorite ritrovato nel lago di Tagish presenta un rapporto di “elio ET” 90 volte superiore. Frammenti di una lunghezza di vari cm. sono stati ritrovati nei confini dello YDB e la loro consistenza, suggerisce la fusione ed esposizione ad altissime temperature durante la formazione.




I ricercatori hanno studiato i vari marcatori (grani,sferule etc..) per stabilire se la loro formazione fosse da attribuire a processi di natura terrestre. In primis, c’è da dire, che i siti esaminati presentano una vasta gamma di ambienti (dal fluviale al lacustre, eolico, alluvionale, colluviale e glaciale), varie condizioni del suolo (aerobico, anaerobico e saturo ), varie condizioni dei sedimenti e vari regimi climatici.


La presenza degli identici marcatori sotto una vasta gamma di condizioni ambientali spinge i ricercatori a bocciare l’ipotesi di una formazione dovuta a processi terrestri viceversa è più coerente con un impatto di origine ET.


E’ stata esaminata anche la possibilità che lo strato di sedimenti dello YDB possa aver avuto origine grazie a tempeste di polvere interplanetaria arricchite con altri marcatori ET come Ir e Ni, ma l’intervallo di deposizione, che è durato meno di un decennio, suggerisce che tale periodo di tempo non è sufficiente a produrre quel grosso picco di Iridio che è ben 100 volte superiore a quello presente sulla crosta terrestre.


Inoltre l’abbondanza di marcatori magnetici diminuisce con l’aumentare della distanza dai grandi laghi del nord america. Questa dinamica non è coerente con l’ipotesi dell’arricchimento sopra esposta, ma è coerente con espolsioni /impatti nel nord america. Alte concentrazioni di microsferule sono state accettate come prova scientifica in undici impatti ET nel passato remoto (vedi Simonson B, Glass B 2004 Annu Rev earth planet science 32:329-361). In certe occasioni le microsferule vengono associate al vulcanismo. Ma in questa situazione, dopo analisi SEM e fluorescenza a raggi X e dopo esser state confrontate con le note microsferule di origine cosmica, esse sembrano essere non di origine vulcanica.


Riporto immagine riepilogativa del profilo dei sedimenti per sette siti con le concentrazioni in relazione alla profondità in centimetri al di sopra e al di sotto dello YDB. Sono riportate concentrazioni di grani magnetici, microsferule, carbone, fuliggine, Ir, Cr etc..




Concludiamo con l’Iridio.


In ben quattordici siti sono state effettuate 169 misurazioni e nei rilevamenti l’Iridio è stato rilevato solo nello YDB. Non è mai stato ritrovato ne al di sopra ne la di sotto di questi livello, riducendo quindi la preoccupazione circa le incertezze nei campionamenti. C’è chi ipotizza che questi picchi di concentrazione di Iridio possano essere ricondotti, come per le microsferule ad un elevato vulcanismo. Ma riferisce Koeberl : Primo non è noto alcun episodio vulcanico 12900BP nel nord america.


Secondo le concentrazioni di Iridio di origine vulcanica non sono così abbondanti come nello YDB.


Conclusioni


In un mio precedente articolo ho riferito che secondo il ricercatore “La Violette”, questa enigmatica e sconvolgente dinamica sia da ricondursi a una o più straordinarie esplosioni di massa coronale CME da parte della nostra stella. Viceversa, in quest’ultima ricerca, redatta da Firestone, West, Kennet e molti altri ricercatori che hanno collaborato alla stesura di questo lavoro, si avvalora l’ipotesi di uno o più impatti di quel che resta di una cometa o sciame.


Una mia personale ipotesi…


E se invece la verità si trovasse nel mezzo.



1°) E’ plausibile che entrambi l’ipotesi siano veritiere ?


2°) E’ plausibile ipotizzare l’ingresso nel nostro sistema solare di una più comete o sciame che nel loro pellegrinare all’interno dell’ eliosfera abbiano in un primo momento destabilizzato l’assetto elettromagnetico della dinamo solare successivamente abbiano impattato sul nostro pianeta.


La seconda un’ipotesi è sicuramente provocatoria e con dei forti accenti fantascientifici, ma non del tutto da gettare nel cestino, in relazione alla teoria di confine dell’universo elettrico che attribuisce a questi microscopici corpi ( paragonati ai pianeti e alle stelle), gelidi e freddi , provenienti dai più remoti angoli della galassia, un ruolo cardine se non fondamentale nell’evoluzione delle dinamiche all’interno del nostro sistema solare.


Michele

Fonte:http://daltonsminima.altervista.org/

STRANO SUONO PRIMA DEL TERREMOTO DEL 23 APRILE IN COLORADO

Questo video e' stato postato su youtube da un utente che ha registrato dei suoni anomali simili a dei
"boom" durante un escursione in montagna prima che avvenisse il terremoto di 5,3 che ha colpito la regione del Colorado il 23 Agosto 2011.Ultimamente ci sono state numerose segnalazioni strani suoni in varie parti del mondo che sembrano avere una cadenza regolare e ritmica a voi i commenti......

Fonte:http://terrarealtime.blogspot.com/

STROMBOLI IN ERUZIONE

L'attività dello Stromboli si è intensificata nelle ultime 24 ore. Il vulcano ha dato luogo a esplosioni e ha emesso fumo e lapilli a altro materiale lavico.



La rete di monitoraggio dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato in totale 11 segnali sismici associati a eventi franosi sulla Sciara del Fuoco, il canalone di magma stratificato che scivola verso in mare e lungo il quale scorrono le colate. A causare gli smottamenti, i lapilli di maggiori dimensioni caduti sulla Sciara del Fuoco. Il picco dell'attività la scorsa notte tra l'una e le due. Le escursioni turistiche al cratere del vulcano sono state per ora sospese.


Fonte:http://www.thedayafter.it/

LA CONTA DEI DANNI DEL TERREMOTO DEL 23 APRILE

Il forte terremoto che ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti non ha provocato danni catastrofici ma qualche ricordo l’ha lasciato. Il grande obelisco di Washington qualche piccola ferita l'ha riportata. Il Monument, infatti, appare oggi segnato da qualche crepa e gli esperti temono che possa anche essersi inclinato. Per sicurezza quindi le autorità del Distretto di Columbia hanno deciso di sospendere le visite del pubblico.

Danni anche alla National Cathedral, la grande cattedrale della parte nord della capitale americana. Qui il terremoto ha fatto crollare alcuni pennacchi delle guglie di questa chiesa in stile neo-gotico. Qualche vetro in frantumi anche nel Smithsonian Institution Building, un castelletto ottocentesco sede della piu’ importante istituzione museale d’America, lungo Pennysilvania Ave. Mentre sono in corso ancora le ispezioni, secondo le prime stime il costo totale del sisma si dovrebbe aggirare su qualche milione di dollari. Qui a Dc, la stragrande maggioranza della gente non ha mai vissuto sulla propria pelle una scossa di terremoto, evento rarissimo da queste parti.

The Day After

Fonte:http://www.thedayafter.it/

giovedì 25 agosto 2011

IRENE MINACCIA NEW YORK



L’uragano Irene sta attraversando in queste ore l’arcipelago delle Bahamas (vedi foto), con piogge torrenziali e venti fino a 200k/h. Le Bahamas sono letteralmente spazzate via dal maltempo, con mareggiate e allagamenti. Ma Irene fa ancor più paura agli Stati Uniti d’America, anche perchè nelle prossime ore diventerà di 4^ categoria. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg ha oggi sollecitato i newyorkesi a prepararsi per l’arrivo dell’uragano e ha affermato che si riserva di decidere, se necessario, su un’eventuale evacuazione.

La citta’, ha detto si sta ”preparando al peggio”, allestendo rifugi e testando i generatori di corrente di ospedali e delle maggiori agenzie di pronto intervento. I newyorkesi, ha detto il sindaco, devono dal canto loro tenere pronta una borsa con medicinali, acqua e generi di prima necessita.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/uragano-irene-new-york-rischia-levacuazione/76657/

In caso basterà vedere in diretta sulla Webcam di destra.

ANOMALIE GEOTERMICHE NEGLI USA

-27 Luglio:Scossa di terremoto di di magnitudo 6,0 richter.

-18 agosto-Rapporti ai media, e centinaia di chiamate al 911 sono giunte alle autorità in tutta la regione di San Diego,California,tutti i report sono simili:odore di "petrolio che brucia" o qualche altro tipo di fumi nocivi.
In diverse aree della California sono stati osservate emissioni dal fumo denso al punto che inizialmente ho pensato si trattassero di banali incendi o una bufala,poi alla fine ho saputo che proveniva dal sottosuolo provocato dalla destabilizzazione di sacche di catrame in profondità come è stato concluso.
Pochi giorni prima l’evento si era già verificato sulle colline di Santa Barbara, poco a nord di Los Angeles e ciò era dovuto alla furiuscita di catrame ardente dal profondo del sottosuolo.
Diversi altri misteriosi pennacchi sono stati osservati nella zona vulcanica lungo tutto il tratto della costa occidentale da Pisgah, zona nord fino al confine di stato di Washington
-Più a sud a largo della costa dell'Oregon è di recente avvenuta anche l'eruzione da parte di un vulcano sottomarino.
"L'eruzione dell'Axial Seamount, un vulcano sottomarino a 250 miglia al largo della costa dell'Oregon, e' avvenuta all'inizio di aprile, ma e' stata scoperta solo durante una spedizione di controllo di routine, il 28 luglio scorso.
Il vulcano sottomarino ha infatti eruttato uno strato di lava spesso piu' di 4 metri in alcuni punti e aperto profonde prese d'aria che continuano a emettere acqua calda
-Di recente invece abbiamo avuto una serie di terremoti negli Usa.
Un terremoto di magnitudo 5,3 è stato registrato alle ore 23:46 circa di lunedi a circa nove km a sud ovest di Trinidad, Colorado.
Un'altro di di magnitudo 5,9 in Virginia,nella Washington sono stati evacuati la Casa Bianca, il Congresso ed il Pentagono.
Il terremoto e' stato avvertito anche a New York.



Fonti:
http://www.meteoweb.eu/2011/08/incredibile-in-california-il-suolo-inizia-a-fumare/74231/
http://www.blitzquotidiano.it/scienza-e-tecnologia/usa-scienziati-prevedono-con-successo-eruzione-sottomarina-937385/
http://www.thedayafter.it/

IRENE PRENDE DI MIRA GLI USA

La potenza di uragani, cicloni e tifoni è sempre più distruttiva, e quelli più violenti hanno un impatto superiore a quello di una bomba atomica: lo dichiara Vincenzo Ferrara, climatologo dell’Enea, che sottolinea come “dal 1970 al 2005-2006 non è aumentato il numero di uragani ma la loro potenza distruttiva. Ora però c’è una fase stazionaria“.
A provocare la formazione degli uragani, che si verificano da giugno a fine ottobre, con un picco da fine agosto a inizio settembre, “è il calore degli oceani, che si trasferisce alla sovrastante massa d’aria. Questa diventa più leggera e si ‘vorticizza’ a seguito dell’enorme potenza ed energia rilasciata dal mare” come ha spiegato il noto climatologo.
A seconda delle zone in cui si verificano, questi fenomeni si chiamano uragani, tifoni o cicloni, ma è la stessa cosa. Cambia solo il riferimento geografico.
Uragani sono quelli, come Irene che si dirige minacciosamente verso gli Stati Uniti orientali proprio in queste ore, che nascono dal Golfo di Guinea e che le correnti (in movimento da est a ovest) attraverso l’Oceano Atlantico trasportano sui Caraibi.
Tifoni sono quelli che si formano sulle coste delle Filippine fino alla Cina o al Giappone.
Cicloni sono quelli che si verificano sul sud-est asiatico, con origine dall’Oceano Indiano e dall’Australia.

Solo di uragani, ogni anno, spiega Ferrara, se ne formano una decina, di cui un terzo sono i più potenti. “La massima potenza l’hanno raggiunta dal 2004 al 2007“.
A influenzarli sono anche due fenomeni climatici ricorrenti che si verificano nel Pacifico centrale, El Nino e La Nina (attualmente si e’ in una fase di transizione, è da poco cessata La Nina).
Con El Nino, in particolare, aumentano gli uragani sull’Atlantico, con La Nina si registrano piu’ fenomeni – e piu’ potenti – sull’Oceano Indiano.
La potenza di un uragano, ricorda Ferrara, si basa sul cubo della velocità del vento. Un uragano è in particolare capace di sviluppare una potenza pari a 200 chilotoni, dieci volte quella prodotta dalla bomba atomica scoppiata ad Hiroshima. Questo fenomeno meteorologico interessa esclusivamente i mari caldi e solo in alcuni periodi dell’anno. Intorno alla zona di depressione, si formano venti fino a 300 km orari e l’umidita’ portata in alto si condensa e ricade al suolo sotto forma di piogge intense.
E, a proposito di uragani, stiamo già dando moltissimo spazio agli aggiornamenti su Irene, ma è bene confermare ulteriormente le previsioni delle scorse ore. La tempesta sembra puntare sempre con più decisione e in modo diretto la costa orientale degli Stati Uniti d’America. Proprio lì dove, pochIgiorni fa, la terra ha tremato per un terremoto forte come quello dell’Abruzzo.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2011/08/luragano-irene-prende-di-mira-gli-usa-il-climatologo-sono-fenomeni-sempre-piu-violenti/75489/

EL HIERRO COMINCIA A BOLLIRE

Bene, ci siamo chiesti quando potremmo vedere i segni del magma in risalita al di sotto di El Hierro nelle isole Canarie e ora sembra che ce ne siano alcuni.
Nel corso del mese scorso, il vulcano dell'isola ha vissuto migliaia di terremoti che hanno alti e bassi di numero, ma sembrano essere in aumento nel corso del tempo.
Un rilevamento GPS della zona interessata dai terremoti ora ha trovato una deformazione - cioè l'inflazione -sulla parte sommitale del vulcano.
Questa inflazione è dell'ordine di ~ 1 cm negli ultimi 20-25 giorni secondo il la Volcanologico Instituto de Canarias.
Ci sono anche un lieve aumento dell'emissione di anidride carbonica e la temperatura al di sopra del al vulcano pure.
Tutti questi segni sono segni di una risalita magma in aumento all'interno del vulcano - così la grande domanda diventa "significa una ch un'eruzione è dietro l'angolo?" Bene, la mia risposta è un sonoro "forse".
Certo, questi sono tutti segni di movimento del magma, ma ci sono tante possibilità di una stabilizzazione del vulcano tante quante di una nuova eruzione in corso.
Sarà che questi fattori - terremoti, deformazioni, le emissioni di gas, temperatura -potrebbero cambiare nelle prossime settimane o mesi e ciò ci darà una migliore idea di se vedremo la prima eruzione documentata a El Hierro dal 550 aC (o 1793 dC, dipende se ti fidi delle relazioni storico del tardo 18 ° secolo).
"Più di 1.000 chiamate sono state fatte al numero di emergenza dopo il terremoto a sud-est dell'isola.
Non ci sono danni o feriti.
Il numero 112 di emergenza nelle isole Canarie ha ricevuto più di 1.000 chiamate da parte dei membri interessati del pubblico dopo un terremoto in Agüimes, a sud-est di Gran Canaria, nel pomeriggio di Lunedi.
Nessuna ha riportato eventuali lesioni o danni alla proprietà.
Il sisma alle ore 2,15 era una magnitudo 3,4 sulla scala Richter, con epicentro in mare al largo della costa di Playa del Inglés.
I suoi effetti sono stati anche sentiti a Santa Brigida, Telde, La Aldea de San Nicolás e Santa Lucía de Tirajana.


Fonte:http://bigthink.com/ideas/39899

LE CICLICHE VARIAZIONI CLIMATICHE POSSONO INNESCARE GUERRE CIVILI


(Adnkronos) - Le cicliche variazioni climatiche raddoppiano il rischio di guerre civili. Lo rileva una ricerca pubblicata su Nature. In particolare, gli scienziati hanno collegato il fenomeno climatico El Niño che si verifica nell'Oceano Pacifico caratterizzato da temperature torride, siccità e altre perturbazioni, ai focolai di violenza nei paesi del sud del Sudan, in Indonesia e Perù.
Dall'analisi emerge che 50 di 250 conflitti tra il 1950 e il 2004 sono stati innescati proprio da queste variazioni climatiche. L'approccio statistico dimostra, dunque, che il rischio di un conflitto raddoppia dal 3% al 6% durante questo fenomeno che si verifica ogni 3-7 anni.
Addirittura, “è possibile ipotizzare che una lontana dinastia egizia fu rovesciata al potere durante una siccità” spiega Solomon Hsiang, che ha guidato la ricerca presso la Columbia University di New York che aggiunge: “dipendiamo molto dal clima”.
Per Hsiang, dunque, un'azione preventiva potrebbe impedire lo spargimento di sangue che nel caso di El Niño può essere prevista fino a due anni prima. "Ci auguriamo che il nostro studio possa contribuire a ridurre le sofferenze umanitarie".
Tra le cause dei 'conflitti-clima' è prioritario il cibo. E' noto, infatti, che raccolti e redditi provenienti dall'agricoltura crollano durante l'anno del El Niño. "Quando le colture falliscono, è facile che le persone, per guadagnarsi da vivere, possano ricorrere ad una pistola", continua il ricercatore.
Tuttavia, il maltempo sembra combinare guai solo nei paesi meno sviluppati. Hsiang, infatti, indica l'esempio del Sudan meridionale, dove la guerra scoppiò durante l'anno di El Niño del 1963. Alla quale ha fatto seguito la fiammata del 1976, fino ad arrivare alla violenta guerra del 1983 che ha segnato l'inizio di oltre 20 anni di combattimenti, lasciando 2 milioni di morti.
In Australia, invece, il fenomeno climatico non ha provocato conflitti civili. "Un'ipotesi è che i paesi più poveri non hanno le risorse per far fronte agli impatti di El Niño”, spiega il ricercatore. Ma può esserci anche un'altra spiegazione: “alcune popolazioni potrebbero essere fisicamente più vulnerabili al fenomeno”.
Per questo secondo, Mark Cane, membro del team, "è difficile immaginare che" non possa avere uguali risvolti. La scarsità di cibo, acqua e risorse energetiche può minacciare l'ordine pubblico, innescando conflitti e migrazioni di massa.

Fonte:http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Le-cicliche-variazioni-climatiche-raddoppiano-il-rischio-di-guerre-civili_312384508192.html

INVERSIONI MAGNETICHE E GLACIAZIONI


Le inversioni del campo magnetico sono spesso state molto sottovalutate dagli esperti,oppure semplicemente si è voluto minimizzare gli effetti che esse avrebbero.
Una inversione potrebbe mettere fuori uso le reti elettriche, satellitari e ferire gli astronauti con un'eccesso di raggi cosmici,oppure allargare i buchi dell'ozono atmosferico, inviare aurore polari all'equatore e confondere gli uccelli, i pesci e gli animali migratori che si basano sulla stabilità del campo magnetico come ausilio alla navigazione.
"Ma, dicono gli esperti le ripercussioni sarebbero inferiori alle catastrofiche, nonostante alcuni proclami di sventura e le prove sommarie dei legami tra passate, inversioni del campo ed estinzioni di specie."
La realtà invece è differente e non si tratta di proclami di sventura ma di fatti concreti,le inversioni magnetiche causano dei grandi cambiamenti climatici,talvolta causando lo slittamento della crosta terrestre,assieme a tutto ciò si hanno eruzioni vulcaniche su scala globale e raffreddamenti del clima che spesso convergono in vere e proprie glaciazioni.
Durante le evidenziate inversioni magnetiche (o escursioni), il clima discende da periodi di caldo come quello di oggi a una vera e propria glaciazione in meno di 20 anni. (Kya = migliaia di anni fa)
Momenti in cui un inversione magnetica è correlata con l'inizio di un'era glaciale o raffreddamento del clima.


-Che ci sia un legame tra inversioni magnetiche ed ere glaciali è innegabile.

-Almeno 12 inversioni magnetiche possono essere collegati a glaciazione durante i soli ultimi 3000 mila anni.

-Una inversione magnetica circa tre milioni di anni fa segnò l'inizio della glaciazione.
Una inversione magnetica circa due milioni di anni fa segnò l'inizio della glaciazione.
E ancora un altro capovolgimento circa un milione di anni fa, segnò l'inizio della glaciazione.

-L'inversione magnetica Jaramillo ha segnato l'inizio della glaciazione, così come l'inversione magnetica Brunhes.

-Il Biwa I, II Biwa, Biwa III, e Blake (alla fine dell'Eemiano) inversioni magnetiche coinciso con glaciazione, e così ha fatto il lago Mungo, Mono Lake, e inversioni magnetiche Göteborg (o escursioni).

-Molti di quegli episodi di raffreddamento catastrofici, dice Michael Rampino della NASA, possono realmente essere stati innescati da un' inversione magnetica (o escursione).

Seguiamo un ragionamento logico,se gli effetti delle inversioni magnetiche fossero tanto deboli come descritto da alcuni scienziati ancora legati al falso slogan "che le forze in natura che agiscono attualmente sono le stesse che agivano in passato" e impiegassero migliaia di anni a compiersi,la Terra è in se un'elettromagnete e come una dinamo quando i suoi poli si invertono gira in direzione opposta,quando al termine di questi migliaia di anni il nord magnetico avrà preso posto del sud la Terra sarà comunque costretta a cambiare direzione di rotazione,e dato che una cosa simile non può avvenire gradualmente,in quanto o è una direzione o è un'altra e non si può fare cambiare direzione a qualcosa in maniera graduale,quando la Terra cambierà direzione lo farebbe comunque all'improvviso,e quando ciò avverrà a risentirne sarebbero certamente oceani,placche tettoniche,mantello,crosta terrestre e correnti atmosferiche e ciò implicherebbe comunque una catastrofe globale quindi non solo il ragionamento che le inversioni magnetiche non avrebbero effetti catastrofici è totalmente privo si fatto scientifico e concreto ma risulta essere puramente fantasioso perchè implicherebbe far fare alla natura ciò che non può fare,si tratta di un serpente che si morde la coda.

Non c'è via d'uscita.

Fonte:http://iceagenow.info/2011/05/magnetic_reversal_chart/

ANCORA 11.800-12.900 -ANCHE IMPATTO EXTRATERRESTRE


le prove dalle registrazioni geologiche






In un mio precedente articolo reperibile al seguente indirizzo,


http://daltonsminima.altervista.org/?p=14847


vi ho riportato un recente lavoro redatto dal Dr. Paul La Violette. Il quest’ultima ricerca , il La Violette, sostiene che i tremendi sconvolgimenti naturali registrati nello YD potrebbero aver avuto causa grazie ad alcune straordinarie emissioni/ esplosioni di massa coronale da parte della nostra stella.


Viceversa adesso, andiamo ad analizzare tutta quella serie di dati e/o registrazioni geologiche effettuate da numerosi paleontologi, geologici, chimici etc. che sembrano confermare a chiare lettere l’ipotesi di un’ impatto o più impatti di oggetti di natura extraterrestre (vedi sciame di meteoriti e/o comete).



La testimonianza principale di questi impatti risiede in numerosi strati di carbonio, rinvenuti in più di cinquanta siti geologici. Siti riconosciuti , ben analizzati e documentati dalle organizzazioni ufficiali.


Nel nord-america si trovano dei sottili depositi, che sottoposti ad analisi ci rilevano dei picchi di : grani magnetici di iridio, microsferule magnetiche, carbone, fuliggine, sferule di carbonio, vetro, nano diamanti, fullereni con elio ET ed altre prove ha sostegno di un’ impatto ET con combustione di biomasse.


L’età di questi strati coincide con l’oramai ben noto raffreddamento dello YD e crescenti evidenze suggeriscono che questa dinamica si è verificata improvvisamente ed è stata pronunciata nel nord-america dove 33 generi di mammiferi sono scomparsi.


Sconvolgimento che ha causato una sostanziale diminuzione della popolazione paleo-americana. Le cause di questa estinzione sono molto dibattute e rimangono molto controverse. L’ evidenze geologiche e geochimiche sono ancora insufficienti per la scienza ufficiale. Le due ipotesi principali sono : l’intervento umano o il brusco raffreddamento.


Un certo Toon (1997) Rev Geophys 35:41–78 asserisce che un’ impatto ET capace di lasciare traccie in tutto il continente americano, richiede un’energia pari a 107 megatoni, equivalenti all’impatto di una cometa dal diametro di 4km. Ovvio, che un’ impatto di questo tipo lascia di solito un cratere di grandi dimensioni. Quindi asserisce il Toon , la mancanza di un grande cratere, risalente al pleistocene, può essere dovuta ad un’esplosione di uno o più oggetti ET in molti frammenti nell’ingresso nell’atmosfera terrestre, producendo quindi crateri al suolo ! Viene da ricordare l’evento Tunguska registrato in siberia nel 1908. Nella seconda parte, tornerò in merito a detta questione, riportando delle interessanti immagini.



In sintesi, un vero e proprio scenario apocalittico si sarebbe registrato in quelle ore nel nord america.


Produzione di onde d’urto devastanti con una sovra-pressione e contemporanea creazione di veri e propri venti e vortici di fuoco che avrebbero causato incendi globali , distruggendo foreste, praterie e scorte di cibo per tutti gli erbivori. Diminuzione della fotosintesi per le piante . Fuliggine, fumi tossici e cenere avrebbero completato l’opera oscurando e bloccando la luce solare, producendo l’effetto collaterale più temuto una glaciazione a tempo di record. I feedback li conoscete molto bene, vapore acqueo e ghiaccio nell’alta atmosfera, incremento della nuvolosità ed effetto albedo e blocco della circolazione termoalina nel nord atlantico dovuto all’impatto ET con conseguente scioglimento e frammentazione delle calotte di ghiaccio con abbassamento della salinità dell’oceano.



Sono state inoltre ipotizzate anche vere e proprie onde pandemiche, ma ad oggi, non si sono trovate prove nelle registrazioni del pleistocene. Inoltre, negli ultimi 80’000 anni si sono verificati numerosi episodi di raffreddamento brusco, ma nessuno è noto per essere associato a grandi estinzioni. Questa estinzione è troppo ampia ed ecologicamente profonda ed impulsiva a sostegno ti tali ipotesi.


Si ipotizza perfino una grande esplosione nel nostro nucleo galattico, oppure troviamo ricercatori come un certo Brakenridge che ipotizza l’esplosione di una supernova. Cluber e Napier propongono molteplici incontri con i resti di una cometa o un flusso di meteoriti.


Entriamo adesso nel vivo della trattazione andando a parlare ed analizzare i siti geologici dove sono stati rinvenuti dei sottili strati di sedimenti di uno spessore di soli circa 5 cm. !



Torno a specificare che i numerosi luoghi analizzati sono stati selezionati in base alla loro lunga tradizione archeologica e paleontologica (vedi la cultura clovis), quindi son ben documentati e datati dai ricercatori precedenti. Vedi la tabella sotto riportata.



Tre i siti che confermano l’estinzione della fauna (marcatori con la lettera “K”).


Sette siti presentano il tappetino nero di carbone che sovrasta il confine dello YD ( marcatore con la lettera “B”). Alcuni restanti marcatori “misc.markes” sono per il Carbone la lettera “C“, per il carbone vetrificato la lettera “G”.


L’accuratezza delle analisi al radiocarbonio su questi sedimenti ha permesso di calcolare con estrema precisione la datazione di molti siti. Uno dei siti più noti e documentati è Murray Springs in Arizona.


Otto campionamenti che fanno risalire il tappetino nero ad una datazione pari a 10’890AC al 14Cyr corrispondenti a 12920 anni fa.



Osservate nell’immagine sotto riportata, il deposito (linea scura), dei sedimenti, presente su una parete del sito sopra citato. Appena sotto la rottura litologica (linea scura) troviamo l’iridio, la fuliggine,i fullereni e microsferule che andremo nello specifico a trattare in seguito.



Sia sopra, che sotto sono stati ritrovati sia impronte (scavi condotti da Vance Haynes Jr.), che resti di mammut, che artefatti della civiltà “Clovis”. In particolare l’ottima conservazione degli scheletri dei mammut sembra confermare il rapido interramento dopo l’evento YDB – younger dryas boundary – ( confine dello Younger dryas ).


Di seguito riporto immagine dei siti calibrati (datazione) al confine del periodo dello Younger Dryas YDB . I siti evidenziati con il colore verde sono quelli che presentano un’alta percentuale di Iridio. I siti con valori irrivelanti di Iridio (<0,05 ppb) sono segnalati con il colore marrone. I siti che presentano il famoso depositi o tappetini neri di carbonio riportano un triangolo nero invertito.



Non solo nel nord america , in europa abbiamo il sito di Lommel in Belgio al confine con l’Olanda. In questo luogo, 12940 anni fa, si trovava una grande foresta ai margini di una palude. La striscia di colore nero, datata nuovamente 12,9ka (inizio del dryas recente), contiene tutti quei marcatori , precedentemente accennati, indicatori di un’ impatto extraterrestre (grani magnetici, microsferule magnetiche, carbone etc.). In particolare, da sottolineare l’alta percentuale di Iridio, pari a 117ppb, presente nei grani magnetici. Il carbone suggerisce inoltre combustione diffusa di biomasse.


Comunque in molti altri siti europei si trovano strani simili, datati sempre 12,94ka, come in Gran Bretagna,Francia, Germania, Danimarca e Polonia. Tutto quanto si correla appunto con gli strati YDB in nord america.




Nella seconda parte entreremo nel dettaglio dei veri e propri marcatori rinvenuti nello strato di sedimenti, dimostrando a suon di esami di laboratorio come questi indicatori avvalorino a chiare lettere l’ipotesi di un’ impatto extraterrestre.



Fonte:http://daltonsminima.altervista.org/?p=15643#comment-57919

L'ULTIMO SUSSULTO DI 2007 OR10


Gli astronomi presso l'Istituto di Tecnologia della California (Caltech) hanno scoperto che il pianeta nano 2007 OR10, soprannominato Biancaneve, è un mondo coperto di ghiaccio d'acqua che una volta scorreva da antichi vulcani e metano.
Le nuove scoperte suggeriscono che il rosso venato del pianeta nano può essere derivato da un sottile strato di metano, l'ultimo sussulto di un ambiente che lentamente si sta perdendo nello spazio.
"Quello che una volta era un mondo molto attivo con vulcani d'acqua e atmosfera, ora è un corpo congelato, morto, con un'atmosfera che è lentamente scivolata via", ci dicono Mike Brown, Richard e Barbara Rosenberg.
Biancaneve, che è stato scoperto nel 2007 come parte della tesi di dottorato di Brown, e Meg Schwamb, orbita intorno al Sole ai margini del Sistema Solare ed è grande circa la metà di Plutone, diventando così il quinto pianeta nano più grande.
A quel tempo, Brown aveva intuito in modo errato che si trattava di un corpo di ghiaccio che si era rotto da un altro pianeta nano di nome Haumea, soprannominandolo Biancaneve per il suo presunto colore bianco.
Ben presto, però, le osservazioni hanno rivelato che Biancaneve è in realtà uno dei più rossi oggetti del Sistema Solare. Pochi altri pianeti nani ai margini del Sistema Solare sono rossi. Essi fanno parte di un più ampio gruppo di corpi ghiacciati chiamati Kuiper Belt Objects (KBO). Per quanto i ricercatori hanno potuto raccontare, Biancaneve, anche se relativamente grande, era insignificante, appena uno su più di 400 pianeti nani potenziali fra le centinaia di migliaia di oggetti della KBO.
"Come in tutti i pianeti nani di questa grandezza, c'è qualcosa di interessante su di loro" ha detto Brown. "Questo ci ha frustrato per anni perché non sapevamo cosa volesse significare".
A quel tempo, la Near Infrared Camera (NIRC) presso l'Osservatorio Keck, progettato da Tom Soifer e Keith Matthews era il migliore strumento a disposizione degli astronomi per studiare la KBO.
Ma la NIRC era stata appena ritirato, in modo che nessuno potesse osservare 2007 OR10 in dettaglio.
Nel frattempo, Adamo Burgasser, uno studente, ora professore presso la UC di San Diego, stava aiutando a progettare un nuovo strumento chiamato FIRE.
Lo scorso autunno, Brown, Burgasser e Wesley Fraser hanno usato questo strumento con il 6,5 metri di Baade Magellan Telescope in Cile per dare un'occhiata più da vicino a OR10 2007.
Come previsto, Biancaneve era rosso. Ma con loro grande sorpresa, lo spettro ha rivelato che la superficie era ricoperta di ghiaccio d'acqua.
"E 'stato un grande shock," dice Brown. "Il ghiaccio d'acqua non è rosso". Anche se il ghiaccio è comune nel Sistema Solare esterno, è quasi sempre bianco.
Vi è, tuttavia, un altro pianeta nano che è sia rosso che ricoperto di ghiaccio d'acqua: Quaoar, cui Brown ha contribuito alla scoperta nel 2002.
Leggermente più piccolo di Biancaneve, Quaoar è ancora abbastanza grande da avere un'atmosfera e una superficie coperta di vulcani che hanno vomitato fango ghiacciato, poi ha congelato in forma solida mentre scorreva sulla superficie.
Ma poiché Quaoar non è grande come i pianeti nani tipo Plutone e Eris, non poteva trattenere composti volatili come il metano, il monossido di carbonio, l'azoto più a lungo. Un paio di miliardi di anni dopo che Quaoar si formó, ha cominciato a perdere la sua atmosfera nello spazio e ora, tutto ciò che rimane è il metano.
Nel corso del tempo, l'esposizione alla radiazione dallo spazio ha trasformato il metano, che consiste in un atomo di carbonio legato a quattro atomi di idrogeno, in lunghe catene di idrocarburi, che sembrano rossi. Come il ghiaccio che copre un prato in una mattina fredda, il metano irradiato siede sulla superficie ghiacciata di Quaoar, dandogli un colore rosato.
Lo spettro del 2007 OR10 è simile a Quaoar, suggerendo che ciò che è accaduto in Quaoar è successo anche per 2007 OR10. "Questa combinazione, rosso e acqua, mi suggerisce la presenza del 'metano'", spiega Brown. "Stiamo praticamente guardando l'ultimo sussulto di Biancaneve. Per quattro miliardi e mezzo di anni, Biancaneve è stato là fuori, perdendo lentamente la sua atmosfera".
Anche se lo spettro di Biancaneve mostra chiaramente la presenza di ghiaccio d'acqua, Brown dice, che le prove per la presenza di metano non sono ancora definitive. Per scoprirlo gli astronomi dovranno utilizzare un telescopio più grande di quello presso l'Osservatorio Keck.
Se si scoprisse che Biancaneve ha davvero metano, si unirà a Quaoar come uno degli unici due pianeti nani a cavallo del confine tra la manciata di oggetti abbastanza grandi da trattenere composti volatili e gli organismi più piccoli che compongono la stragrande maggioranza dei corpi della KBO.
"Un altro compito" ci dice Brown, "E'di dare al pianeta nano un nome ufficiale, dal momento che "Biancaneve" era solo un soprannome che erroneamente hanno utilizzato.
Infatti, il moniker non ha più senso per descrivere questo oggetto molto rosso. Prima della scoperta di acqua ghiacciata e la possibilità di metano, "2007 OR10" sarebbe bastato per la comunità astronomica, dal momento che non sembrava abbastanza degno di nota abbastanza da giustificarne un nome ufficiale. "Non sapevamo che Biancaneve fosse così interessante", dice Brown. "Ora sappiamo che ne vale la pena studiare."
"A questo punto, suggerirei di chiamarlo Cappuccetto Rosso", mi viene spontaneo commentare (ndMcPaul)

Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte:http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2011/08/l-sussulto-di.html

APPARSA STRANA CARATTERISTICA SU TITANO


Su Titano, la grande luna di Saturno, è apparsa una formazione delle dimensioni del Texas sulla sua superficie dalla strana forma di freccia.

Un gruppo di ricercatori guidato da Jonathan L. Mitchell dell'UCLA, assistente professore di Scienze della Terra e dello Spazio e delle Scienze Atmosferiche e Oceaniche, ha risposto a questa domanda utilizzando un modello di circolazione globale di Titano per dimostrare come su scala planetaria le onde atmosferiche influiscono sulle sue condizioni meteorologiche, portando ad un effetto "stencil" che si traduce in forti e talvolta sorprendenti formazioni nuvolose.

"Queste onde atmosferiche sono un pó come le naturali vibrazioni di risonanza di un bicchiere di vino", ha detto Mitchell. "Le nuvole individuali potrebbero 'suonare il campanello,' per così dire, e una volta che il suono inizia, esse devono rispondere a quella vibrazione".

Le nuvole di questo tipo, a forma di freccia, che risultano dalle onde atmosferiche possono causare precipitazioni intense, fino a più di 20 volte rispetto alle precipitazioni medie stagionali e potrebbero essere fondamentali nel plasmare la superficie di Titano dall'erosione.

La ricerca è stata pubblicata il 14 agosto nell'edizione online della rivista Nature Geoscience e sarà pubblicata in una prossima edizione in stampa.

Mitchell e collega hanno descritto il clima di Titano come "completamente tropicale", in quanto l'intero pianeta presenta fenomeni meteorologici che sulla Terra sono limitati alla regione equatoriale.

"I nostri nuovi risultati dimostrano la potenza di questa analogia, non solo per le caratteristiche generali del clima di Titano, ma anche per le tempeste individuali", ha detto Mitchell. "Nel lavoro futuro, abbiamo in programma di estendere la nostra analisi alle altre osservazioni su Titano e fare previsioni su come le nuvole potrebbero essere osservate durante la prossima stagione.
"Titano è il suo clima tropicale ci dà l'opportunità di studiare tale clima tropicale in un ambiente più semplice che sulla Terra", ha aggiunto. "La nostra speranza è che questo potrà aiutarci a comprendere meglio anche il clima della Terra".

La Sonda Cassini della NASA è in orbita attorno a Saturno dalla fine del 2004 e ha rivoluzionato la nostra comprensione di Titano, che è più grande di volume rispetto al pianeta Mercurio e la seconda più grande luna del sistema solare dopo Ganimede di Giove. Titano, ricordiamo che ha una spessa atmosfera di azoto e pioggie fatte di gas metano naturale.

"Titano è come uno strano fratello della Terra, l'unico altro corpo roccioso del Sistema Solare che ha fenomeni piovosi, ha detto Mitchell.
"Titano è un mondo alieno, ma stranamente non è così diverso dalla Terra. Come la Terra, il componente principale della sua atmosfera è l'azoto molecolare. L'acqua, è abbondante su Titano, anche se congelata nella crosta a temperature molto basse. Il metano è termodinamicamente attivo nella bassa atmosfera, e proprio come il vapore acqueo sulla Terra, forma le nuvole, precipitazioni e viene rifornito da fonti di superficie", ha detto Mitchell.

Il deflusso atmosferico crea allora sulla superficie fredda quello che sembrano essere dei fiumi.
Gli scienziati ritengono che anche sulla Terra, poco dopo che si formò un clima primordiale, presentava grandi quantità di metano e pochissimo ossigeno.
Il metano ha fornito un importante effetto serra per il riscaldamento che impedì di rimanere perennemente in uno stato congelato, a causa dalla luce debole dal Sole molto giovane", ha detto Mitchell.
"Pertanto, attraverso lo studio del clima moderno di Titano, potremo acquisire nuove conoscenze sul modo in cui era il clima primprdiale della Terra", ha detto Mitchell.
Lui e il suo gruppo di ricerca hanno sviluppato un modello atmosferico per studiare il clima e le nubi di Titano.

I co-autori della ricerca su Nature Geoscience sono Ádámkovics Máté, uno scienziato del progetto con UC Berkeley Dipartimento di Astronomia, Rodrigo Caballero, professore di meteorologia in Svezia per la Stockholm University e Elisabetta P. Turtle, un ricercatore di laboratorio alla Johns Hopkins University Applied Physics.

Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte:http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2011/08/apparsa-freccia-su-titano.html

mercoledì 24 agosto 2011

ATTACCO AL LUSSO DEL VATICANO.SCOPPIA IL DIBATTITO SULLE TASSE EVASE:IL POPOLO VUOLE CHE LA CHIESA CONTRIBUISCA ALLA CRISI.

Scoppia la protesta contro il Vaticano, accusato di opulenza. Mentre il Governo vara una manovra finanziaria da 45 miliardi di euro, la Chiesa continua ad ostentare il suo lusso e a non conoscere crisi.
Dopo le immagini della Camera vuota (che Emilio Fede ha boicottato nel suo ridicolo e poco seguito TG4, ndr), segno che ai politici poca importa della situazione economica in cui versa l’ Italia, il popolo di Facebook si è ribellato attorno ad un Gruppo che finora ha chiamato a raccolta oltre 60 mila italiani e che ha fatto tremare la Santa Sede, Radio Maria compresa.
Un Gruppo che ha avuto immediatamente risalto nei media italiani: Ansa, TgCom, Repubblica ed altri. Ai contribuenti viene chiesto di stringere la cinghia: super tasse sui redditi più alti, aumenti consistenti per ricette e ticket negli ospedali, tagli alle istituzioni, licenziamenti, casse integrazioni, pre-pensionamenti.
I contribuenti devono versare sangue e lacrime, non riescono ad arrivare alla fine del mese e non sanno più come mantenere le loro famiglie: presto arriverà la rivoluzione anche in Italia? Dobbiamo prepararci a saccheggi e rivolte? Finché la pancia è piena il popolo non si ribella. Ma siamo oramai al limite. In Italia c’è pure una buona dose di rabbia: perché i contribuenti, soprattutto le famiglie, devono farsi carico della crisi, del crollo delle Borse, dei governi corrotti e mal funzionanti? Perché devono esserci categorie di serie A e quelle di serie B? Perché in Italia esistono così tante caste? Politici e Vaticano nel mirino.I politici avrebbero dovuto rinunciare alle ferie, ma così non è stato. I politici avrebbero dovuto tagliare una parte consistente dei loro stipendi, ma così non è stato. Avrebbero dovuto rinunciare ai vitalizi o addirittura ai loro privilegi, ma così non è stato. La Polverini addirittura si è fatta “scortare” fino alla spiaggia: gli Italiani le pagano lavoro e.. vacanze. La Chiesa poi non paga Ici, Irpef, tasse immobiliari, Ires, e beneficia dell’8 per mille destinato dai contribuenti italiani alla Chiesa. La Chiesa costa allo Stato Italiano più di un miliardo di euro l’anno. La Chiesa dispone del 22% del patrimonio immobiliare italiano. La Chiesa detiene un’ingente quantità di oro: basta osservare per un minuto il papa Ratzinger. La Chiesa intima gli Italiani di cambiare vita, di non essere egoisti o troppo attenti alle ricchezze: peccato che siano gli stessi comportamenti di cui la Chiesa stessa si macchia.Lo Stato italiano d’altronde è vincolato dai Patti Lateranensi firmati nel 1929 da Benito Mussolini, patti che oramai sono datati e che andrebbero rivisti, alla luce di un governo democratico (così dovrebbe essere quello presieduto dal nano di Arcore, ndr) e non più dittatoriale. All’intervento del Presidente della Cei Angelo Bagnasco che si preoccupava per l’eccessiva evasione fiscale in Italia, il popolo di Internet risponde: “Guarda che ci tocca sentire, per di più da gente che non paga niente”. E poi salta fuori – come fanno notare gli studenti fuorisede – la storica questione dei “conventi affittacamere” dai prezzi altissimi. “Loro possono utilizzare i conventi come degli alberghi, lucrandoci profumatamente e a costo zero” precisano. Una storia di privilegi, di soprusi, di inefficienze. La Chiesa che si sta trasformando in un peso per l’Italia e si sta rivelando un organo di potere o forse di partito. Si pensa più alla politica che alla preghiera.
L’arrivo del Papa Ratzinger a Madrid ha mobilitato tutto il Mondo: non esiste più crisi, non ci sono più rivolte, sembra essere ritornata la pace, tutti sorridono, tutti sprizzano di felicità, tutti si raccolgono in preghiera. Una realtà di facciata? “No a egoismo, indifferenza, spreco ed opulenza. Meglio cambiare lo stile di vita” esclama il Papa. “Ha chiamato un uomo presentandosi come l’avvocato della Santa Sede. Ci ha intimati di chiudere questo Gruppo, pena denunce. Ci ha chiesto pure di togliere la foto perché sarebbe stato vilipendio al Papa” scrivono gli amministratori del Gruppo Facebook. Una situazione imbarazzante che mostra quanti siano gli sprechi della bella Italia, sprechi legati a caste plurisecolari che questa società, giovane e combattiva, non ha più intenzione di assecondare. La guerra è appena cominciata!

Fonte:http://tuttigliscandalidelvaticano.blogspot.com/2011/08/attacco-al-lusso-del-vaticanoscoppia-il.html

BASTA PRIVILEGI ECCLESIASTICI, ABROGHIAMO IL CONCORDATO


In origine nella Chiesa c'era lo scandalo del Discorso della Montagna. Oggi lo scandalo è la montagna di miliardi di euro che il Vaticano può accumulare con i finanziamenti pubblici dell'8‰, con quelli per l'istruzione cattolica, con le esenzioni di fatto dal pagamento delle bollette per i consumi energetici, oppure con la dispensa da imposte e tasse sulla miriade delle sue redditizie attività: dagli ex monasteri ed ex collegi trasformati in alberghi a più stelle, fino alla fiorente imprenditoria turistica dell' Opera Pellegrinaggi. E tanto altro ancora.Grazie al Concordato e sulla sua scia, lo Stato italiano è il più grande benefattore del Vaticano, a cui elargisce privilegi di ogni sorta. Leggi confessionali comprese.
Si pensi ai dictat su coppia, famiglia, sessualità, riproduzione, testamento biologico, ecc. Imposizioni e divieti funzionali al perdurare della dogmatica cattolica.Poteri economici, politici e sociali della Chiesa inestricabilmente si intrecciano nell'incompiuta distinzione tra Stato e Chiesa, che la debolezza di una classe politica genuflessa bellamente perpetua. Anche in certa sinistra, che diventata orfana del muro di Berlino sembra posseduta dalla sindrome dell'acquasantiera.È in questa situazione che il Vaticano ha strappato allo Stato italiano forse anche più di quanto si aspettasse. Si pensi al sistema paritario di istruzione, che, creando un vulnus costituzionale, ha reso pubbliche anche le scuole private. Oppure si pensi al pasticcio dell'immissione in ruolo nelle scuole statali degli insegnanti di religione cattolica, che pur continuando a dipendere in tutto e per tutto dai vescovi - tranne che per lo stipendio da sempre a carico dello Stato, e per giunta più alto di quello degli altri docenti -, adesso possono finanche transitare su altre cattedre, nonché aspirare a diventare dirigenti scolastici (presidi).Dopo la svolta progressista degli anni Settanta (e per bloccarla), è ripresa la gara senza confini dei politici per ingraziarsi la gerarchia vaticana. Negli anni Ottanta Craxi rinnovava il Concordato con cui si introduceva anche quel perverso e truffaldino meccanismo dell'8 ‰ che consente ancora oggi alla CEI di fare l'asso pigliatutto. Nonostante solo un italiano su tre, scelga di destinare il proprio 8‰ dell'Irpef alla Chiesa cattolica. L'articolo 37 della legge 222 del 1985 prevede infatti che «in caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse». Un espediente suggerito da Giulio Tremonti, allora consulente del Governo Craxi. Un articoletto che fa triplicare gli incassi della Chiesa cattolica, che così arriva ad intascare quasi il 90% dell'intero 8 ‰. Nel 2011 oltre il miliardo. Per la precisione, 1.118 milioni di euro! Un bel gruzzolo che, diversamente da quanto le campagne pubblicitarie vorrebbero far credere, viene impiegato soprattutto per il mantenimento del clero e dei suoi apparati.
Giulio Tremonti ha fatto intanto carriera, ma continua sempre a guardarsi bene dall'intaccare interessi e affari vaticani. Finanche mentre batte cassa con una manovra finanziaria durissima che colpisce soprattutto precari e redditi medio-bassi. Una manovra che prevede anche l'eliminazione delle festività laiche: 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno. Quelle che rappresentano l'appartenenza nella cittadinanza democratica degli italiani. Di contro, in nome del Concordato, le feste religiose non si toccano. Compresa quell'Immacolata Concezione, che, con tutto il sincero e profondo rispetto dei fedeli, certo con l' emancipazione e l' autodeterminazione della donna ha ben poco a che fare.

La pesante manovra finanziaria dell' onorevole Tremonti, ha comunque avuto l' effetto di risvegliare tanti italiani stanchi delle caste. Curiale compresa.
Basta privilegi e tutti paghino le tasse! È diventato quasi un corale, a cui anche il capo della CEI, Angelo Bagnasco si è unito, affermando il 19 agosto dai microfoni di Radio Anch'io: «Le cifre dell'evasione fiscale sono impressionanti. Come credenti e comunità cristiana dobbiamo rimanere al richiamo etico che fa parte della nostra missione e fare appello alla coscienza di tutti perché anche questo dovere possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte. Se questo dovere fosse assolto, le cose sarebbero risolte». Una predica, che priva di ogni autocritica, è suonata come una beffa. Con l'effetto di far lievitare l'indignazione dei cittadini per i privilegi ecclesiastici.

Chissà, allora, se lo sdegno della società civile, a cui stanno dando voce nel Palazzo i radicali e qualche altro esponente del Pd, non porti alla eliminazione di scudi concordatari per la Chiesa cattolica, che dovrà così rassegnarsi finalmente a ricevere i finanziamenti direttamente dai suoi fedeli. È quanto avviene normalmente negli Stati Uniti. È quanto dovrebbe accadere in ogni democrazia liberale.
L'abolizione del Concordato fascista, che Mussolini volle nel 1929 e che Craxi ha rinnovato nel 1984, farebbe dell'Italia una democrazia laica compiuta e servirebbe a ridimensionare il potere clericale. La Chiesa Padrona, come titola il bel libro del 2006 di Roberto Beretta (già giornalista dell'Avvenire) che della sua chiesa scriveva: «tornata protagonista riverita e rispettata, anzi persino lusingata e blandita, ascoltata e temuta [...] in quanto utile all'uno o all'altro degli schieramenti [...] sembra aver deciso di sfruttare tale temporanea posizione di privilegio facendo finta di crederci e cercando di ricavarne i maggiori vantaggi, per sé e per i valori che promuove. Così, dopo decenni di contestazioni, sbandamenti, depressione, autolesionismo e crisi, le sue file gerarchiche vengono sempre più abitate da un risorgente clericalismo di ritorno; molti ecclesiastici paiono volersi illudere che siano tornati i "bei tempi" in cui il parroco era il centro del paese e il vescovo un'indiscussa autorità civile».
Allora, per fermare questa chiesa padrona, è impellente e necessario andare oltre il Concordato.
Con buona pace per tutti i clericali, e (forse) proprio in nome di quella carità cristiana, che s. Paolo nella I Lettera ai Corinzi, definiva "benevola" "rispettosa" "disinteressata".

Fonte:http://tuttigliscandalidelvaticano.blogspot.com/2011/08/basta-privilegi-ecclesiastici.html

"IL VATICANO SAPEVA,L'HA TRASFERITO IN IRLANDA "

L’avvocato Jeffrey Anderson, che rappresenta una vittima di abusi sessuali da parte di un sacerdote, ha dichiarato che il Vaticano non ha esibito tutta la documentazione richiesta nel processo. Lo segnala tra gli altri l’agenzia Reuters. Il caso è quello di don Andrew Ronan, che negli anni Sessanta ha commesso abusi quando era sacerdote a Portland, in Oregon (Ultimissima dell’11 maggio). Tra le 1.800 pagine prodotte dal Vaticano su richiesta del giudice, mancherebbero secondo Anderson proprio i documenti più importanti. Ma l’avvocato che difende il Vaticano, Jeffrey Lena, respinge le accuse. Afferma che la Santa Sede non è direttamente responsabile e che non sapeva del caso, rimasto occultato a livello locale. Casomai i responsabili sono nella diocesi o nell’ordine cui apparteneva il prete, continua il legale.
Anderson sostiene invece che dalle carte disponibili risulterebbe il coinvolgimento diretto del Vaticano negli spostamenti del prete e che la Santa sede sapeva dei problemi creati dal sacerdote. L’uomo era stato trasferito da Benbrub (in Irlanda) negli Usa (prima a Chicago e poi a Portland), poi ridotto allo stato laicale nel 1966. Lo stesso parroco aveva chiesto di lasciare il sacerdozio ed era stato risposto dall’Italia che ciò poteva essere possibile “senza alcuno scandalo pubblico”. Una lettera del 1963 inviata dal provinciale dei Padri Serviti di Chicago a suo superiore a Roma, riporta l’Irish Times, parla di atti “omosessuali” del parroco in un seminario in Irlanda. Ronan aveva ammesso ciò ma poi era stato trasferito presso una scuola superiore a Chicago, per coprire lo scandalo. Lì aveva commesso abusi su alcuni allievi ed era stato trasferito di nuovo presso la chiesa di St. Albert a Portland.

Luciano Vanciu

Fonte:_http://www.uaar.it/news/2011/08/23/usa-abusi-di-un-prete-secondo-accusa-vaticano-sapeva-ha-trasferito-da-irlanda/

CONTINUA IL VESPAIO SUI COSTI DELLA CHIESA

Non accennano a diminuire gli articoli pubblicati sui maggiori quotidiani italiani a proposito dell’incidenza sui conti pubblici dei privilegi di cui gode la Chiesa cattolica. Si segnalano, in particolare, gli articoli di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, di Cristina Perniconi sul Fatto Quotidiano, di Filippo Facci su Libero, di Vittorio Emiliani su l’Unità e di Mauro Munafò sull’Espresso.

Da parte cattolica, Avvenire ha invece ospitato un nuovo articolo di Umberto Folena. Da segnalare anche l’articolo di Luca Negri sul sito RagionPolitica, fondato da don Baget Bozzo. L’autore definisce il proliferare di questi articoli “l’ultima frontiera dell’anticlericalismo italiota”, un “vociare qualunquista” a cui avrebbe “dato il la” l’UAAR, da lui definita “la piccola setta capeggiata da Piergiorgio Odifreddi”. In effetti, il primo intervento in proposito pubblicato su un quotidiano nazionale dovrebbe essere stato, salvo errori, quello di Alessandra Longo apparso su Repubblica il 10 agosto, che sotto il titolo La ricetta degli atei riprendeva le considerazioni contenute nel comunicato stampa UAAR.

Nel frattempo continua a raccogliere adesioni la pagina Facebook Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria, che sfiora ormai i 125.000 “mi piace”.

Fonte:http://www.uaar.it/news/2011/08/23/ancora-numerosi-gli-articoli-sui-costi-della-chiesa/

RADICALI ALL'ATTACCO, SULLA RETE MIGLIAIA DI ADESIONI CONTRO I PRIVILEGI DEL VATICANO

La crisi morde, la crisi colpisce, in molti si chiedono come si debbano redistribuiri i sacrifici e in questo contesto una campagna propossa dai Radicali italiani è entrata in rotta di collisione con la chiesa. L'accusa riguarda le troppe agevolazioni ed esenzioni fiscali che previligerebbero in modo eccessivo le istituzioni religiose e il Vaticano. Accusata di godere di privilegi fiscali, nell’aria l’ipotesi di un emendamento per abolire l’ esenzione Ici, on line una pagina Facebook che chiede al Vaticano di pagare la manovra e si avvia a superare le 100mila adesioni, la Chiesa si difende. Decisa a mettere i puntini sulle «i» e a «fare chiarezza», dichiara apertamente Avvenire nell'edizione domenicale.
«Attacco alle mense dei poveri», si legge in prima sul giornale dei vescovi. Un riferimento al fatto che un taglio alle agevolazioni fiscali colpirebbe il no profit, cattolico e non. «Chiesa e no profit nel mirino. Agevolazioni, ecco la verità» è infatti il titolo che campeggia sul paginone che sviscera l’intera questione e a cui fanno da corredo la risposta del direttore Marco Tarquinio a un lettore e un editoriale.
Nel suo editoriale il direttore Tarquinio parla di «maliziosa deformazione, per poi puntare il dito contro diverse categorie, compresi alcuni media, ovvero «quelli che sul loro giornalone da 500mila copie denunciano con veemenza che la Chiesa italiana nasconde il rendiconto dell’8 per mille. Quelli che, e sono gli stessi, da 20 anni pubblicano il rendiconto in una loro pagina acquistata dalla Chiesa».Ma è soprattutto nell’ampio articolo pubblicato a pagina 5 che si trovano numeri e spiegazioni. Qui si spiega che l’esenzione Ici «riguarda tutte le attività non commerciali di rilevante valore sociale, anche laiche, e non è costruita a favore
delle istituzioni cattoliche». Che lo sconto del 50% sull’Ires «riguarda soggetti no profit impegnati in opere di beneficienza e assistenza. Non solo quelli di ispirazione cattolica». Nessun aiuto ad hoc, insomma. Quanto all’8 per mille, «nel 2010 le assegnazioni alla Cei sono ammontate a 1 miliardo e 67 milioni di euro. L’impiego delle somme può essere verificato su www.8xmille.it».
Proprio a eliminare l’esenzione Ici punta un emendamento alla manovra che il segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini sta mettendo a punto. Idea già bocciata dalla Bindi, tanto che Staderini chiede al Pd, così come a Vendola e Di Pietro, di uscire allo scoperto e prendere posizione.
Ma Staderini fa una proposta anche a Tarquinio: un confronto tv su questi temi «perchè gli italiani possano farsi un’idea». L’esponente radicale risponde punto per punto alle obiezioni di Avvenire. «Nessuno vuole far pagare l’Ici agli edifici di culto. La proposta è di abolire l’esenzione per le attività commerciali svolte da enti ecclesiastici: attività ricettivo-turistiche, assistenziali, didattiche, ricreative, sportive, sanitarie».
La Chiesa si difende e attacca attraverso l'analisi pubblicate sui mezzi di comunicazione, in particolare il quotidiano Avvenire e Famiglia Cristiana.


Obiettivo: «Parità di trattamento con chi fa le stesse cose senza insegna religiosa». Quanto all’Ires, «la ragione legale dello sconto è che gli enti ecclesiastici sono equiparati a enti di beneficienza. Giusto - osserva Staderini - se fai beneficienza devi essere favorito dal fisco». Ma «la riduzione Ires opera a priori, indipendentemente dal fatto che gli enti ecclesiastici facciano davvero beneficienza».
Intanto anche il settimanale dei paolini Famiglia Cristiana attacca la «Campagna laicista col trucco». Per il giornale la pagina facebook "Vaticano paga tu la manovra" aperta per contestare le agevolazioni fiscali alla Chiesa è un inganno. Dure critiche anche alla proposta radicale di abolire l’esenzione Ici per le proprietà ecclesiastiche, visto che «se una parrocchia possiede una pensione o un negozio paga l’Ici».Secondo il periodico, è una campagna «basata sul nulla, alla quale hanno abboccato decine di migliaia di sprovveduti ’indignados’ de ’noantrì», «migliaia di cliccatori furenti convinti che la colpa della Manovra sia della Chiesa e del Vaticano, o quantomeno che la Santa Sede, navigando nell’oro, non faccia nulla per aiutare i contribuenti italiani».

Fonte:http://tuttigliscandalidelvaticano.blogspot.com/2011/08/radicali-allattacco-sulla-rete-migliaia.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+TuttiGliScandaliDelVaticano+%28TUTTI+GLI+SCANDALI+DEL+VATICANO%29&utm_content=FaceBook

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