ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


mercoledì 30 marzo 2011

2 MISTERIOSI VORTICI GIGANTI IN BRASILE



Un grande mistero avvolge la scoperta di due giganteschi vortici, di approssimativamente 400 chilometri di diametro, nelle acque dell'Oceano Atlantico di fronte alle coste dell'Amazzonia. Si tratta dei piu' enormi gorghi mai localizzati sulla Terra, e si sospetta che abbiano notevole influenza sui cambiamenti climatici globali di questi ultimi tempi.
I vortici, individuati a duecento chilometri al largo della Guyana, del Suriname e della Guiana francese, sembra abbiano origine dall'interazione della Corrente del Nord Brasile, proveniente da nord, con la Corrente Sud-Equatoriale che procede da sud, e dall'enorme foce del Rio delle Amazzoni da ovest.
''I vortici girano in senso orario - ha dichiarato il brasiliano Guillerme Castelao, che sta studiando i colossali mulinelli con l'americano Bill Johns, dell'Universita' di Miami - Si muovono nell'oceano come un immane frisbee lanciato nell'aria. La rotazione avviene alla velocita' di un metro al secondo, molto rapida in confronto alle correnti oceaniche, e sui bordi del mulinello c'e' un'onda-gradino di 40 cm''.
In pratica sono due autentici ''uragani'' di mare. La loro origine deriva possibilmente dalla ''curva'' accentuata che la costa fa all'altezza dello stato brasiliano dell'Amapa', e di fronte alla Ile du Diable, l'isola dei deportati a Caienna e in Guiana francese, famosa per il best-seller e il film ''Papillon''. Ma questa particolarita' geografica non e' sufficiente per spiegare il fenomeno: gli studiosi infatti hanno trovato che, anche nei mesi in cui il movimento delle correnti e il flusso del Rio delle Amazzoni sono quasi inesistenti, gli immensi vortici restano ancora la'.
''Questo suggerisce che esista un tipo di meccanismo indipendente nella loro formazione'', aggiunge uno studio pubblicato dalla Unione Geofisica Americana. Ma questo congegno naturale resta un mistero. Il Rio delle Amazzoni, attraverso i due rami del suo delta, immette enormi quantita' di acqua terrosa nell'Atlantico. Via satellite si puo' vedere che la sua foce influenza per oltre un migliaio di chilometri la colorazione marrone del mare a nord-ovest di Belem. L'oceano in quest'area e' molto piu' denso che altrove.
''L'acqua del piu' grande fiume del mondo - osserva il ''Journal of Geophysical Research'' - resta imprigionata dentro i bordi della corrente che viene da sud, e ha forte frizione contro la costa. Cosi' forma degli anelli che sono portati a grandi distanze dalla costa''. Adesso si studia l'influsso di questi due vortici sul clima di tutta l'America Latina e dell'Africa. Ultimamente il fenomeno conosciuto cone ''El Nino'', che consiste nel riscaldamento anormale delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico, si sta spostando anche nell'Atlantico tropicale, causando anomalie nel clima dell'Amazzonia e della costa ovest dell'Africa. In piu' si stanno verificando negli anni recenti degli insoliti ''cicloni'' al largo delle coste del meridione del Brasile, che sono arrivati ad interessare con morti ed alluvioni lo stato brasiliano di Santa Catarina. I gorghi possono anche influenzare la navigazione fra il nord e il sud Atlantico. ''Se le navi sapessero dei vortici - conclude Johns - potrebbero anche economizzare combustibile usando a proprio favore questo flusso estremamente veloce di corrente''. (di Oliviero Pluviano)

Fonte:http://wwww.ansa.it/mare/notizie/rubriche/ambienteepesca/2011/03/23/visualizza_new.html_1532248790.html

SUBDOLO VIDEO COMPLOTTISTA


Questo divertente video è stato fatto da complottisti per il seguente motivo:
-La scena dei 2 bambini che ridono attira molto l'attenzione.
-Sommata alla scena viene rappresentata con delle scritte una discussione stile "teoria della cospirazione" con lo scopo di convicere la gente che lo guarda e metterli in guardia su quanto loro pensano a riguardo i vaccini killer e sciocchezze varie.
-Questo video senza le scritte lo considero carino,ma sfruttare l'immagine che questi bambini danno per poi inserire queste diavolerie è niente più nientemeno che un tentativo subdolo,che dimostra quanto i complottisti scendano in basso pur di attirare l'attenzione e diffondere il loro delirante allarmismo sugli argomenti discussi.

Conclusione
La serietà è sotto gli occhi di tutti.

CHE SUCCEDE AL NOSTRO PIANETA ? ONDE E VENTI PIU' FORTI NEGLI ULTIMI 25 ANNI.


I venti hanno soffiato piu' veloci e le onde sono state piu' alte negli oceani in questi ultimi 25 anni.
Non e' chiaro se si tratti di un andamento di breve periodo o invece un sintomo a piu' lungo termine del cambiamento climatico.
Qualunque sia la causa, cio' fa prevedere uragani e cicloni piu' frequenti in futuro, secondo uno studio dell'universita' di Canberra pubblicato su 'Science'.
Il team di ricercatori guidato da Ian Young ha analizzato i dati del satellite tra il 1985 e il 2008.

Fonte:http://mysterium.blogosfere.it/2011/03/che-succede-al-nostro-pianeta-onde-e-venti-piu-forti-negli-ultimi-25-anni.html

martedì 29 marzo 2011

EVOLUZIONE MAGNETICA -SECONDA PARTE


Quando osserviamo un'immagine del sistema solare come ci viene rappresentata oppure semplicemente ce la immaginiamo ecco cosa vediamo:

Ma proviamo ora a immaginarcelo così senza il disegno delle orbite dei pianeti ma lo stesso con i pianeti in movimento attorno al sole,è sufficiente attivare questa simulazione:http://www.faustweb.net/solaris/
Il Sistema Solare sembra rappresentare una scala più vasta di un'atomo,gli atomi dei vari elementi chimici differenziano solo nella massa dei loro soli(nuclei) e nel numero dei loro elettroni(pianeti),la differenza tra questi però è che quando un'elettrone assorbe l'energia di un fotone,questi balza su un'altra orbita,ed un'altra ancora quando quest'ultimo emette luce e libera l'energia di un fotone.
La differenza tra l'uno e l'altro però stà che mentre nel sistema di un'atomo questo fenomeno si ripete più volte in un secondo mentre in un campo vasto come il sistema solare un simile fenomeno avviene una volta ogni una percentuale di migliaia di anni.

Questo fenomeno può essere stato la causa del possibile transito di Venere nelle vicinanze della Terra nel 1500-1900 prima dell'Era Volgare che causò il sollevamento del Mar Rosso e una serie di catastrofi in tutto il pianeta,compreso il successivo avvicinarsi di Marte tempo dopo.
Le grandi scariche elettriche tra i pianeti quando questi si incontrano,o si potrebbe dire i grandi fotoni emessi da questi contatti,potrebbero aver anche deviato Marte dalla sua orbita quando Venere entrò in contatto con quest'ultimo.

Questo fenomeno probabilmente si è ripetuto un'infinità di volte nel remoto passato e sicuramente si ripeterà in un futuro seppur al momento assai lontano.
Passiamo ora a chiarire perchè il Creazionismo non rappresenta nulla di realmente da prendere in considerazione.
Un semplice fatto che smentisce categoricamente il Creazionismo e l'utopia della Terra antica di soli 6000 anni stà nel fatto che nella stessa Bibbia,la Genesi quando si parla della scena di Adamo ed Eva,questa raffigurazione non è originaria della Bibbia,ma condivisa anche da culture assai più antiche e in differenti regioni del pianeta.
Nello Zend Avesta,il libro degli antichi Persiani,si narra che l'essere supremo Ahura Mazda,creò il mondo in 6 intervalli di tempo:il cielo,le acque,la terra,gli alberi e le piante,gli animali e per finire l'uomo.
Ma nel libro Bundehesh si narra che la divinità creò prima l'Uomo e poi la Donna uniti di schiena,quando li divise li dotò di anima intelligente e ordinò loro di essere puri nel pensiero e li chiamò,Mashya e Mashyana,la coppia da cui discendono tutti gli esseri viventi.
Ma pare che anche qui Angra Mainyu,il principe dei diavoli,si presentò sottoforma di serpente offrendogli un frutto che secondo quanto dicevali avrebbe resi immortali.
Da questo persero la felicità eterna e una volta soggiogate le loro menti odio e discordia si propagarono ovunque.
Una storia simile pare che la conoscessero i Babilonesi,gli Egizi e molte altre culture antecedenti gli Ebrei.
Questo dimostra che la Bibbia non sia stata scritta non su fonti originali,ma con idee prese in prestito da altre culture antecedenti.
Vi sono però molte ragioni per la quale l'ordine descritto dalla Genesi non può essersi verificato:
-Alcune piante necessitano dell'intervento degli uccelli e delle formiche per la loro moltiplicazione.
Se le piante furono create nel Terzo Giorno,e gli uccelli e le formiche nel quinto e nel sesto giorno,e se ogni "giorno" della Genesi corrisponde a 1000 anni o più(come sostengono alcuni scienziati creazionisti),allora alcune piante avrebbero dovuto sopravvivere senza moltiplicarsi per migliaia di anni.

-La testimonianza dei fossili mostra chiaramente che gli animali di terra si svilupparono prima dei volatili,ma la Genesi dice l'esatto contrario.

Tuttavia non finisce qui,gli scienziati hanno trovato molti altri indicatori che rivelano numerosi altri errori in altre parti della Genesi.

-I teologi concordano che la Bibbia insegni che la Terra ha meno di diecimila anni.
Nel Wyoming la formazione del "fiume verde" le varve,una formazione rocciosa spessa 260 metri formata da annuali strati di sedimenti,si sono stabilite nel corso dei 2n milioni di anni passati.

-In Groelandia sono stati presi tre noccioli dalla banchisa che mostrano 40.000 strati annuali di ghiaccio.
Ognuno di questi casi,a ogni anno corrisponde la disposizione di un evidente strato di ghiaccio.

-La Bibbia dice che Noè caricò l'arca intera con 2(o sette)esemplari di ogni specie in un solo giorno.
Ciò comporterebbe avrebbe dovuto caricare,classificare e sistemare 480 specie al secondo.

-Noè portò nell'arca sua moglie,3 figli e tre nuore.
Ogni persona avrebbe dovuto classificare,alloggiare,badare,nutrire,abbeverare, e rimuovere gli escrementi di 5 milioni di animali ogni giorno.(in bocca al lupo!!)

-Molti animali sopravvivono solo in piccole regioni della Terra ,dove la quantità di cibo e le temperature sono ideali.
Tali specie non avrebbero potuto lasciare i loro abitat e spostarsi attraverso la giungla e il deserto per giungere all'arca.
Non sarebbero sopravissute.

-Quando ci sono meno di quaranta esemplari di una specie,l'estinzione è inevitabile,persino qualora ci fosse un massiccio intervento da parte dell'uomo.
Dopo il Diluvio ci sarebbero stati solo 2 o 7 esemplari di ogni specie,non sarebbero sopravissuti.

-La Genesi afferma che la Torre di Babele fu costruita dai 110 ai 150 anni dopo il Diluvio.
Ci sarebbe da chiedersi come le 3 donne fertili sopravissute al Diluvio abbiano potuto dare vita a un così grande numerodi discendenti in sole in sei sole generazioni.

E'possibile che la storia del Diluvio tramandi tuttavia qualcosa di reale che è accaduto migliaia di anni fa,una cosa che ho documentato in ESTINZIONE MAGNETICA è che attorno a 12.000 anni fa vi fu un'inversione magnetica che sterminò milioni di animali causò lo spostamento della crosta terrestre e i conseguenti mari surriscaldati e le nuvole di cenere e gas eruttate da migliaia di vulcani dopo la brusca fine dell'Era Glaciale fecero ritornare le precedenti condizioni glaciali causando un saturamento di vapore acqueo nell'atmosfera e oscurando il sole facendolo ricadere sulla terre emerse sottoforma di massicce nevicate che rigenerarono la calotta glaciale e ricoprirono le terre emerse,causando anche la fine dei mammut e molto altro.
I salti evolutivi e l'evoluzione stessa potrebbe essere strettamente legata a questo genere,di eventi che nel corso di milioni di anni sono stati anche molto più violenti al punto da far sparire anche i dinosauri attorno ai 65 milioni di anni fa.
Un'inversione magnetica potrebbe essere alla base della generazione di nuove specie.
Un moderno studio condotto dall'università di Edimburgo ha dimostrato che i capelli biondi fecero la loro comparsa fra gli umani circa 10.000 anni fa verso la fine dell'era glaciale come anomalia genetica.
La teoria sostiene che la diffusione dei capelli biondi è dovuta a una selezione sessuale, infatti le donne con i capelli biondi avrebbero un maggiore numero di estrogeni e quindi una fertilità maggiore.
Un dato a sostegno di questa teoria è la rapida diffusione dei capelli biondi in determinate aree come il Nord ed Est Europa, infatti senza una precisa selezione i biondi avrebbero necessitato di 850.000 anni per prevalere sulla popolazione bruna.
Tale cambiamento potrebbe appunto esser avvenuto attorno a 11.500-12.000 anni fa,dopo l'inversione magnetica.
"Un'altra mutazione scoperta in Africa potrebbe essere avvenuta tra circa 4000 e 12.000 anni fa. E questa stima potrebbe essere consistente con la documentazione storica e archeologica che mostra come la malaria abbia avuto un impatto significativo sull’uomo solo a partire da circa 10.000 anni fa, ovvero con l’inizio dell’agricoltura.
Proprio intorno a quell’epoca (tra 7000 e 12.000 anni fa), un drastico mutamento climatico fece aumentare la temperatura e l’umidità in Africa, e si formarono laghi e paludi. E nello stesso tempo l’avvento dell’agricoltura provocò una deforestazione che lasciò spazio per altre pozze d’acqua.
Due eventi che favorirono il formarsi delle condizioni idonee alla proliferazione della zanzara anofele, il vettore attraverso il quale si trasmette la malaria."
Anche altre piante con cui ebbe inizio l'agricoltura sembra ebbero origine solo in quel periodo grazie ad una variazione genetica.
Ecco un sommario che seppur secondo alcuni ebbero origine in modo artificiale,secondo me fu proprio l'ultima inversione magnetica a dar origine a queste piante:
*8000 a.C.—Turchia, Asia Centrale —frumento, orzo, segale, lino, avena
*8000 a.C.—Iran, Siria, Israele—ceci, lenticchie, fichi, datteri, uva, lattuga, mandorle, olive, carote
*7500 a.C.—Sud America—fagioli, zucca, cassava
*7000 a.C.—Asia S.Orient., Nuova Guinea—radice di taro, piselli, fagioli mung, agrumi, banane, cocco, canna da zucchero
*7000 a.C.—Siria—pecore, capre
*7000 a.C.—Cina—riso, bufalo d’acqua, miglio, soya, cavolo
*6500 a.C.—India—cocomeri, melanzane, piselli “piccione”, cotone asiatico (orientale)
*6500 a.C.—Turchia—maiali, bovini
*6000 a.C.—Perù—mais, patate, arachidi, cotone americano (occidentale)
*6000 a.C.—America Centrale — mais, zucca, fagioli, pepe e peperoncino, pomodoro
*6000 a.C.—Africa—sorgho, piselli “mucca”, manioca, melone, okra
Alcune mutazioni si svilupparono prima ,altre invece rimasero latenti per poi svilupparsi dopo centinaia di generazioni successive.
Il meccanismo per la comparsa di nuove specie vegetali e varietà animali tra le specie potrebbe consistere proprio in quanto avviene durante le inversioni magnetiche.
Cosa avviene durante un'inversione magnetica?
I poli rapidamente si spostano prendendo il posto l'uno dell'opposto dell'altro,il vulcanismo incrementa sia sulle terre emerse;riversando ingenti quantità di lava su un territorio alquanto vasto,enormi nubi di polvere sulfurea eclissano il sole raffreddando rapidamente il clima;sia sul fondale marino;l'acidità e la temperatura della acque salgono causando un'aumento delle precipitazioni che a sua volta è dovuto ad un'aumento sostanziale dell'evaporazione della superficie degli oceani e moria di pesci e plancton;la differenza di temperatura tra la superficie dei mari e quella del clima si raffredda può generare spaventose tempeste di vento e uragani,e l'umidità rilasciata dagli oceani ricadrebbe sottoforma di torrenziali piogge all'equatore e massicce nevicate lungo le zone polari e temperate al punto che in un solo giorno possono cadere fino a 5 metri di neve;una volta cambiata la polarità la Terra comincerebbe a girare in direzione opposta e già di per se scossa da violente scosse di terremoto,la crosta terrestre potrebbe spostarsi di diversi gradi portando zone temperate in un clima polare e zone polari in un futuro clima temperato,che al momento verrebbero comunque coperte dalle nevi in continua caduta;al momento dello spostamento magnetico il campo magnetico si verrebbero a creare incredibili anomalie ed addirittura alla presenza simultanea di multipli poli magnetici durante la fase di inversione dei poli,questo fenomeno funziona come una dinamo il quale un campo magnetico variabile genera forti scariche elettriche,tale fenomeno quindi causerebbe anche una serie di violente scariche elettriche che si generebbero sia nell'atmosfera sia sulla superficie terrestre causando la fusione repentina di numerosi strati di roccia e all'istante ricristalizzandoli generando possibili formazioni di marmo e granito;ma quando il campo magnetico si indebolisce avviene anche un'altro fenomeno,i raggi cosmici che sarebbero generalmente schermati dal campo magnetico,e forse quando questa sorta di piogga radioattiva cade sulla Terra è qui che avvengono le mutazioni genetiche e anche la morte di numerosi animali e vegetali,questo spiegherebbe l'improvvisa apparizione di numerose altre specie già sviluppate anche nel corso di milioni di anni,senza che gli anelli di congiunzione fossili che in realtà,sempre stando alla teoria dell'evoluzione graduale si dovrebbero trovare,fossero in realtà trovati.
Questo fenomeno va esteso come un'evento ciclico che si ripete da migliaia di anni ogni 11.500 anni per l'esattezza,ma in maniera più enorme ogni 14 milioni di anni come ho fatto notare qui.


La teoria dell'evoluzione sostiene che gruppi diversi di esseri viventi (phyla) si svilupparono da un antenato comune e crebbero separatamente col passar del tempo, come afferma il diagramma qui sopra. Secondo il darwinismo, gli esseri viventi si differenziarono l'uno dall'altro come i rami di un albero.



Ma i reperti fossili dimostrano proprio il contrario. Come si può vedere nel diagramma in alto, gruppi diversi di esseri viventi emersero all'improvviso con le loro diverse strutture. Circa 100 phyla comparvero improvvisamente nel periodo Cambriano. Successivamente, il numero diminuì piuttosto che crescere (perché alcuni phyla si estinsero).
L’ipotesi darwinista è che il numero di phyla animali deve essere gradualmente cresciuto.
Secondo Darwin la vita deve essersi sviluppata in questo modo. Ma è andata veramente così?
Assolutamente no. Proprio al contrario: gli animali sono stati molto diversi e complessi sin dal momento in cui emersero per la prima volta. Tutti i phyla animali conosciuti oggi emersero allo stesso tempo, alla metà del periodo geologico noto come periodo Cambriano. Il periodo Cambriano è un periodo geologico che si stima sia durato circa 65 milioni di anni tra 570 e 505 milioni di anni fa.
Ma l’epoca dell’improvviso apparire dei maggiori gruppi animali rientra in una fase ancora più breve del Cambriano spesso detto la “esplosione cambriana”. Stephen C. Meyer, P. A. Nelson, e Paul Chien, in un articolo del 2001 basato su una dettagliata indagine letteraria, notarono che la “esplosione cambriana avvenne in una finestra eccezionalmente stretta del tempo geologico che durò non più di 5 milioni di anni".
Prima di allora non c’è traccia nei reperti fossili se non di creature unicellulari e di alcune pluricellulari molto primitive. Tutti i phyla animali comparvero completamente formati tutti in una volta in un periodo molto breve rappresentato dalla esplosione cambriana (cinque milioni di anni è un periodo molto breve in termini geologici)!
I fossili rivenuti nelle rocce cambriane appartengono a creature diverse come lumache, trilobiti, spugne, meduse, stelle marine, molluschi, ecc. La maggior parte delle creature di questo strato hanno sistemi complessi e strutture avanzate come occhi, branchie e sistemi circolatori esattamente come quelli degli esemplari viventi. Queste strutture sono molto avanzate e allo stesso tempo molto diverse.
Richard Monastersky, un redattore della rivista ScienceNews, afferma quanto segue a proposito della "esplosione cambriana” che è una trappola mortale per la teoria evolutiva:
Mezzo miliardo di anni fa, … comparve all’improvviso la forma notevolmente complessa di animali che vediamo oggi. Questo momento, proprio all’inizio del periodo Cambriano, circa 550 milioni di anni fa, segna l’esplosione evolutiva che ha riempito i mari con le prime creature complesse del mondo.
Un botanico olandese di nome Hugo De Vries,fece osservazioni su mutazioni spontanee delle piante,un decennio dopo T.H Morgan trovò mutazioni spontanee nella Drosophila Melanogaster,il moscerino dell'aceto,comprendenti diverse colorazioni degli occhi e variazioni della lunghezza delle ali,oltre a molti altri cambiamenti nelle progenie non presenti in nessuno dei suoi antenati.
H.J Muller sottopose il moscerino dell'aceto all'azione dei raggi X,aumentando la frequenza delle mutazioni di 150 volte.
Si scoprì inoltre che alcuni elementi chimici e temperature prossime ai limiti che l'organismo dell'insetto può sopportare,possono agire quali agenti induttori delle mutazioni.
Muller concluse che le mutazioni spontanee sono generalmente dovute a un'accidentale collisione individuale di molecole o sub molecole che avvengono nel corso di un turbamento termico indicato.
Questo è indicato dall'aumento nella frequenza delle mutazioni quando le temperature si alzano,mentre le temperature normali per l'organismo non creano problemi.
Poichè cambiamenti chimici simili ma più estremi di quelli di un turbamento termico possono essere prodotti dai raggi X e da altre radiazioni ad alta energia oltre che agli ultravioletti,non è sorprendente che le mutazioni spontanee possano essere indotte in gran quantità da altri mezzi,e che il numero di talune mutazioni sia,in genere,proporzionale al numero di colpi fisici causati dalle radiazioni.
La genesi delle mutazioni nella primula serotina osservate da De Vries,come qualsiasi mutazione spontanea,può essere attribuita proprio a queste cause che agiscono direttamente sui geni.
La concreta assenza di raggi X nella natura che ci circonda fa si che questo potente agente di mutazione nei laboratori venga considerato come non operante nelle mutazioni spontanee e quindi anche nel processo evolutivo.
Tuttavia un componente dei raggi X è presente nella radiazione da Radio.
All'inizio dello scorso secolo,si è avuta notizia che alcuni girini in presenza di un tubo contenente Radio,hanno dato origine a esseri deformi.
La radioattività e le radiazioni cosmiche sono agenti presenti in natura l'uno di origine terrestre e l'altro extraterrestre.
Se come evidenzia l'esperimento del moscerino dell'aceto,una mutazione di qualsiasi genere può produrre un moscerino senza ali,una sequenza di mutazioni simultanee o in rapida successione possono trasformare un'animale o una pianta in una nuova specie.
Nei crateri formati dalle bombe a Londra,si sono viste crescere nuove piante mai osservate nelle Isole Britanniche."Piante rare e sconosciute alla botanica inglese,sono state scoperte nei crateri delle bombe e fra le macerie di Londra nel 1943."
Pare che l'azione termica dell'esplosione delle bombe fosse la causa di metamofosi multiple nei geni di semi e pollini.
In passato alcuni sostenitori del genere di evoluzione che attualmente si stà descrivendo,hanno affermato che la casuale apparizione di piante con doppio cromosoma fu responsabile dell'apparizione di piante coltivabili quali il frumento,avena,canna da zucchero,cotone e tabacco.
E' curioso infatto che l'agricoltura di tali piante,molte volte sia anche apparsa ad considerevoli altezze attorno a 10.000 anni fa,come in Sud America,le zone che nel caso di un'inversione magnetica come quella di 12.000 anni fa,sarebbero le più esposte ad una piogga di raggi cosmici.
Se poi proviamo ad andare indietro alla cosidetta Esplosione del Cambriano,e alle numerose altre specie già evolute che sono comparse potremmo aver già trovato la risposta di quanto avvenne.
I raggi cosmici colpendo gli atomi di azoto nell'atmosfera,convertono questo elemento in radiocarbonio,tali cariche arrivando dall'esterno della Terra sono molto forti per particelle producendo una media di parecchi miliardi di elettrovolt e a volte trasportando un potenziale di centinaia di miliardi di elettrovolt.
Poichè alla situazione attuale sono pochi i raggi che colpiscono l'atmosfera il loro effetto non è spettacolare,ma è fattibile che quando una radiazione cosmica colpisce un gene o un batterio del protoplasma avviene una mutazione biologica,paragonabile alla trasmutazione fisica degli elementi.
Dopotutto i geni,come ogni proteina,sono composti biochimici di carbonio,azoto e in quantità minore di altri elementi.
Forse tali mutazioni sono avvenute anche nelle epoche primordiali alla razza umana che così faccendo si è suddivisa in differenti tipologie di razze che in seguito ora vengono riconosciute come Homo di Neanderthal ecc..successivamente però alcune si sarebbero addattate altre invece si sarebbero estinte.
Tra queste la più evoluta del genere umano è quella di Homo Sapiens Sapiens.
Resta da chiedersi se esistono ritrovamenti fossili di tali estranee tipologie di razze e di Homo Sapiens estremamente antichi...


Fonti:
The Book your Church Doesn't Want You to Read
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/02/creazionismo-e-religione.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2011/02/universo-inconstante-quinta-parte.html
http://www.valvo.it/nuova_pagina_31.htm
http://www.misteri2012.net/t4584-piante-e-animali-geneticamente-modificati-in-modo-deliberato-10-mila-anni-fa
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/05/la-falsa-teoria-del-darwinismo.html
Immanuel Velikovsky,Earth in Upheaval

EVOLUZIONE MAGNETICA-PRIMA PARTE


L'assunto che l'uomo derivi dalle scimmie tramite un lentissimo e impercettibile processo evolutivo durato migliaia di anni,passando per diversi stadi che vengono classificati come uomo di Neanderthal,Erectus ecc potrebbe essere errato.
Nemmeno il fatto che l'uomo derivi dall'africa e sia stato trovato un suo remotamente possibile antenato potrebbe essere vera,in quanto potrebbe semplicemente trattarsi di una scimmia antropomorfa,difficilmente comparabile con un essere umano.
Ma ci sono anche ritrovamenti archeologici che dimostrano che l'attuale genere umano non ha seguito un'evoluzione da un parente scimmiesco ma bensì è una specie che esiste su questo pianeta anche da milioni di anni.
Attorno ai 10.000 a 12.000 anni fa,un epoca secondo cui nei libri di storia e secondo la teoria dell'evoluzione di Darwin,l'uomo viveva in capanne o caverne esclusivamente dedicandosi alla caccia,alla pesca e all'agricoltura.

E in seguito le prime civiltà sarebbero cominciate attorno a solo 5000-6000 anni fa in Mesopotamia, nell'antico Egitto e, probabilmente, anche in Siria le prime forme di stato.
Sviluppando così le prime forme di scrittura e le prime grandi religioni.
Secondo tale teoria la stessa comparsa dell'uomo moderno comparve attorno ai 200.000 anni fa durante il processo di migrazione chiamato Out-of-Africa 2 (seconda fuoriuscita dal continente africano) ha colonizzato l'Eurasia e l'Oceania (circa 50mila anni fa) ibridandosi in Europa con Homo neanderthalensis, e infine l'America (da circa 10mila anni fa ad almeno 15mila o forse, ma le ricerche sono tuttora in corso, 40mila anni fa.
Ma ci sono ritrovamenti archeologici che,seppur non vengano resi molto noti al più del pubblico,che da soli sarebbero in grado di smentire e riscrivere l'intero processo evolutivo dell'uomo delle sue migrazioni e della sua sofisticatezza architettonica in passato,in un epoca secondo cui avrebbe semplicemente vissuto una vita da cacciatore raccoglitore.
In Giappone,a una profondità di 26 metri sotto il livello del mare,è stata scoperta assieme ad altre una gigantesca costruzione di chiara fattezza artificiale,risalente ad un periodo che va da 10.000 a 12.000 anni fa.
Tale costruzione è nota come Yonaguni,prendendo il nome dello stesso posto in cui è collocata.

Generalmente gli accademici e gli scettici la definiscono di origine naturale,ma ad essere sinceri bisogna aver un bel po di coraggio per affermare che la natura possa creare simili costruzioni,con tanto di angoli retti,scalinate e..manufatti.
L'origine naturale sarebbe quindi molto lontana da quello che mostra l'evidenza.

Masaki Kimura, geologo all’università Ryukyu di Okinawa, è stato il primo a condurre ricerche sul posto e a stabilire che si trattava invece di una costruzione a cinque strati eseguita dall’uomo.

«Se fosse opera della natura, dovrebbero esserci attorno i detriti prodotti dall’erosione, invece non ce n’è traccia.

Anzi, lungo il perimetro della struttura sembra correre una strada che può essere stata aperta solo dall’uomo» ha detto Kimura al The Sunday Times.Nell’aprile del ‘98 Robert Schoch, geologo all’università di Boston, ha compiuto delle immersioni per farsi un’idea dell’enigmatica costruzione.

«Scavatì nella roccia ci sono tanti gradini alti un metro. Impossibile che un’opera simile sia dovuta all’erosione dell’acqua e, tanto meno, ad assestamenti di rocce che rompendosi hanno creato una struttura così articolata, lineare e perfetta» afferma Schoch.

Se ciò non bastasse, nella zona circostante i ricercatori hanno trovato delle miniziggurat, anch’esse con gradini, larghe dieci metri e alte due.«E’ presto per dire chi abbia costruito la struttura più grande e perché. Potrebbe essere un tempio dedicato a un dio dell’antichità. In tal caso sarebbe la prova dell’esistenza di una inedita civiltà. E non esistono testimonianze di un popolo sufficientemente intelligente per costruire un simile monumento 10 mila anni fa» dice Kimura, «Una costruzione così prevede un popolo con un alto grado di tecnologia, che forse proveniva dal continente asiatico, culla delle più antiche forme di civilizzazione.

L’ipotesi più verosimile è che si tratti di una struttura costruita su un terreno poi sommerso alla fine dell’ultima era glaciale. Ma le prime tracce di civiltà in Giappone risalgono al neolitico, circa 9 mila anni a.C,, e gli uomini primitivi di quell’epoca erano cacciatori-raccoglitori. Mancano reperti che provino la presenza a quel tempo di una cultura così evoluta da costruire una struttura simile a una ziggurat
Come se non bastasse,negli ultimi anni spuntando come funghi,vengono rinvenute tracce di altrettante civiltà evolute molto antiche sia sul fondo dei mari sia sepolte sotto strati di terra spessi fino a diversi metri.


A Visoko,in Bosnia,sono state scoperte ben 3 gigantesche piramidi,più grandi di quelle di Giza in Egitto,e la loro costruzione viene fatta risalire a bel 12.000 anni fa,cioè in piena Era Glaciale,da una civiltà sconosciuta.
Sicuramente tutto questo rivoluzionerà la storia della civiltà umana hanno anche ammesso alcuni.(http://www.edicolaweb.net/news_045.htm)
Già..ma solo se verrà fatto sapere a più persone possibili.
Spostando lo sguardo invece sulla piana di Giza,troviamo le piramidi più famose.
La scienza ortodossa fa passare tali piramidi per tombe di antichi re e antiche solamente di 3800 anni.
Ma se proviamo ad analizzare dettaglio dopo dettaglio scopriremo non solo che tale visione del mondo è assolutamente controversa rispetto alle evidenze,ma addirittura sembra volutamente fatta per nasconderci o più semplicemente ignorare la realtà.
Partiamo dalla Sfinge,la scienza ortodossa attribuisce la sua creazione a 4.800 anni fa,cioè poco prima delle Piramidi.
Metà uomo e metà Leone tale artefatto secondo molti in origine era solo un leone e in seguito venne modificato attribuendogli il volto di un essere umano.
Basandosi sul deterioramento del corpo,alcuni scienziati hanno supposto un origine di ben 8000 anni più antica di quella supposta :
"l'erosione della statua non sarebbe dipesa dal vento o dalle tempeste di sabbia, ma dall'acqua piovana che avrebbe investito il millenario colosso durante il periodo postglaciale, dal 10500 a.C. Chefren sarebbe allora solo il restauratore del monumento al quale, con l'occasione, avrebbe dato la sua faccia. "
La Sfinge potrebbe essere stata costruita in quella lontana data e proprio in quel luogo per il fatto "nel 10500 a. C. il Sole sorgeva proprio nella costellazione del Leone così che la Sfinge - costruita con lo sguardo rivolto verso est - nel giorno dell'equinozio di primavera di quell'anno vedeva sorgere, dietro il Sole, la costellazione del Leone, cioè se stessa."
Ossia nell'Era del Leone
"Tutto ciò, naturalmente, non dimostra scientificamente che la Sfinge sia stata costruita 8000 anni prima di quanto stabilito dalla tradizione, ma per alcuni è un'ipotesi valida quanto quella che attribuisce l'opera a Chefren. Per quale ragione egli l'avrebbe posizionata a oriente, dandole inoltre la forma di una costellazione che la Sfinge non "vedeva" più da molti secoli?"(http://www.anticoegitto.net/sfinge.htm)
Passando ora alle tre piramidi si può constatare da subito una strana coincidenza con la Cintura di Orione.


Tale allineamento ancora non è stato del tutto accettato dalla scienza ortodossa ma l'evidenza parla da sola.
"Una cosa sorprendente è la datazione delle piramidi: si ritiene infatti che fossero costruite intorno al 3000 A.C. mentre, pensando che a quell'epoca le piramidi non erano perfettamente sovrapponibili con la cintura di Orione ed effettuando opportuni riscontri, è possibile datare la costruzione intorno al 10500 A.C., epoca in cui si pensa che le due "cinture", quella spaziale e quella terrestre, fossero esattamente coincidenti."(http://fullmotiondv.blogspot.com/2009/11/orione-la-sua-cintura-e-le-piramidi.html)
Anche al largo dell'India,nel Golfo di Cambay,sono state ritrovate le rovine sommerse di ben 2 città antiche.
Tali ritrovamenti hanno sollevato un ampio dibattito sull'autenticità di tali "reperti".

In realtà questa scoperta,sommersa a oltre 36 metri di profondità,testimonia l'esistenza di insediamenti umani civilizzati risalenti a circa 9500 anni fa.
"Fino ad oggi, infatti, si è sempre ritenuto che i primi grandi insediamenti urbani fossero databili ad un periodo non precedente al 2.500 - 3.000 a.C., fatta eccezione per Gerico in Palestina, databile all’incirca alla stesso periodo cui risalirebbero le strutture individuate a Cambay.
La scoperta delle due città sommerse dell‘India potrebbe pertanto rivoluzionare drammaticamente le opinioni fino ad oggi accettate come dogma dell’ortodossia archeologica.
Ci troveremmo davanti ad un cambiamento totale nella datazione delle origini stesse dei primi insediamenti organizzati umani.(http://expianetadidio.blogspot.com/2009/06/cambay-le-prove-sommerse-di-un-passato.html)"
Sempre sommerse al largo di Taiwan troviamo delle antiche mura di roccia basaltica,scoperte nel 2009 dal ricercatore Jeng Ming-hsiou al largo dello Stretto di Taiwan,lunga 200 metri e alta 10 a molti resta da chiedersi se sia di origine naturale o artificiale..



"Gli studi geologici su questi siti evidenziano in modo incontrovertibile che il luogo su cui le strutture poggiano da 15-20.000 anni, durante l’ultima glaciazione, chiamata Wurmiana, era al di sopra del livello del mare. Un mare che deve essersi innalzato fino a ricoprire, con le sue acque queste costruzioni. È ormai risaputo che il livello del mare non è sempre stato il medesimo. Oggi viviamo un periodo in cui il livello marino è ai suoi massimi e la quantità di ghiacci al suo minimo, in ciò che viene definito “periodo interglaciale”. Ma durante l’Era Glaciale, il livello del mare si trovava a circa 100-120 metri più in basso, dato documentato dalla presenza di sedimenti che contengono molluschi di acqua salmastra, ooliti e torbe, tutte caratteristiche di ambienti litoranei presenti a circa 100 metri al di sotto del livello attuale dei mari."
Secondo il parere del professor Wen e il dottor Shieh, non ci sono dubbi,si trattano dei resti di un'evoluta civiltà preistorica e pre-diluviana.(http://www.oopart.it/le-mura-sommerse-di-taiwan.html)
Anche al largo del Golfo del Messico,Cuba,potrebbe trovarsi un'antichissima città sommersa probabilmente da antichi quanto violentissimi parossismi della natura oppure da un'improvviso sollevamento del mare,la forma geometrica lascia supporre ancora una volta per un'origine artificiale,l'ennesima che smentisce la tesi dei cacciatori raccoglitori.


Ma a smentire anche la tesi che l'uomo moderno comparve 200.000 anni fa in Africa,nello stesso continente è stata trovata la traccia di un'altrettanto antica civilizzazione quanto evoluta chg sembra risalire dal 160000 al 200000 a.C.
"Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l’interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? – dal 160000 al 200000 a.C."



Ma ci sono ancora altri ritrovamenti che continuano a rimandare indietro la storia della comparsa dell'uomo.
- Antropologi della Rutgers University del New Jersey hanno annunciato la scoperta, in Etiopia, di utensili in pietra antichissimi, che dovrebbero avere all'incirca 2,6 milioni di anni. Secondo la NOSTRA storia la fabbricazione di utensili è contemporanea alla comparsa della specie umana, avvenuta circa 500.000 anni fa. Ma allora chi li ha costruiti?

- Le tre lance in legno ritrovate in una miniera di carbone nei pressi di Schöningen hanno 400.000 anni. Per noi questa cosa è impossibile, visto che la caccia organizzata è nata soltanto 40.000 anni fa.

- Gli utensili in pietra ritrovati sull'isola di Flores (Indonesia) hanno almeno 800.000 anni. Quest'isola è raggiungibile soltanto via mare, peccatto che secondo la storia l'uomo ha iniziato a solcare i mari soltanto 60.000 anni fa.


Anche la Storia delle migrazioni nel continente Americano dovrebbe essere seriamente rivisto in quanto ritrovamenti archeologici potrebbero spingere la presenza dalla razza umana anche di centinaia di migliaia di anni anzichè solo attorno ai 10.000 anni fa attraverso lo Stretto di Bering,come generalmente si tende a supporre.
Sempre attorno a quello periodo il Nord America era coperto da una spessa calotta di ghiaccio,quindi risulta molto improbabile che i cosidetti cacciatori-raccoglitori abbiano potuto compiere tale impresa a piedi senza rimanere assiderati durante il viaggio,una teoria molto forzata che manca di basi per stare in piedi.
"Virginia Steen-McIntyre negli anni ’70: alle famigerate ceneri vulcaniche (ergo alla presenza umana attestata dai manufatti di Hueyatlaco) veniva attribuita un’età attorno ai 300.000 anni. All’epoca tale risultato venne ritenuto dai colleghi del tutto “impossibile” e la relativa pubblicazione affossata.
Virginia Steen McIntyre: dove ne abbiamo sentito parlare? In un lavoro fondamentale, noto ad una ristretta cerchia di addetti ai lavori. Stiamo parlando di Archeologia Proibita di M. Cremo e R. Thompson, accurato catalogo dei reperti umani derubricati dalle collezioni archeologiche perché “impossibili” secondo i parametri vigenti della paleoantropologia. Il caso Steen-McIntyre, recente e con i testimoni ancora in vita, era uno dei più freschi esempi del metodo adoperato da una certa archeologia di fronte alle anomalie: la soppressione delle prove, la censura scientifica, l’isolamento da parte dei colleghi.
Tra l’altro questa scoperta fa il paio con un’altra, effettuata negli anni ’60 sul versante canadese dei Grandi Laghi (Sheguiandah), dove la stratigrafia dei sedimenti glaciali diede come verdetto un’età di 70.000 anni per una serie di strumenti litici dell’industria di H. Sapiens, di cui oggi non si ha più notizia (Thomas Lee, Museo Nazionale del Canada). "

Quando salta fuori tutta questa serie di anomalie archeologiche spesso ci entrano di mezzo quelli che si oppongono alla teoria dell'evoluzione darwiniana e credendo fermamente nell'innerranza della Bibbia e che solo essa rappresenti la verità,i Creazionisti le usano come prove nell'affermare che l'evoluzione non è mai esistita.
Spesso queste persone si danno da fare non solo nell'affermare questo,ma si mettono alle ricerca delle prove che un'antico distruttivo Diluvio,quello della Bibbia,abbia colpito il nostro pianeta.
Tutto ciò partendo da questi 3 punti:
-La Terra ha solo 6000 anni.
-Il Diluvio venne mandato da Dio.
-La Bibbia non contiene errori.

La loro ricerca di prove in questo va a buon fine e ne trovano a non finire,ma la verità stà nel mezzo,e l'idea dell'inerranza della Bibbia è semplicemente imbarazzante,il nostro pianeta ha realmente milioni di anni e forse addirittura ben più di 4 miliardi come generalmente si fa allusione all'età della Terra.
Quello che loro altro non fanno è dimostrare che il passato del nostro pianeta è sempre stato colpito da cataclismi di ogni tipo,in poche parole danno prova della concretezza della corrente del Catastrofismo,l'idea che il passato del nostro pianeta sia più volte stato sconvolto da catastrofi ed eventi estremi,che non nega l'evoluzione ma nega il fatto che sia sempre stata uniforme e graduale come al giorno d'oggi dimostrando che la mancanza degli anelli di congiunzione evolutivi,di cui parlava Darwin,e vengono menzionati spesso nella teoria dell'Evoluzione,potrebbero semplicemente non esistere in quanto dopo un cataclisma su scala globale potrebbe cambiare rapidamente l'ambiente e le sue caratteristiche in ogni parte del mondo costringendo le specie a cambiare all'improvviso.
Le inversioni magnetiche,glaciazioni,collisioni planetarie,cambiamenti climatici estremi ecc potrebbero essere la vera base dell'Evoluzione sul nostro pianeta.
Resta da chiedersi quale tipo di meccanismo sta alla base di tutto ciò?


Alcune cozze giganti trovate alle altezze dell'Himalaya,cosa ci fanno lassù?



Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27uomo#Comparsa_dell.27uomo
http://expianetadidio.blogspot.com/2009/12/yonagunila-mano-delluomo-e-evidente.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/02/parti-della-storia-nascosta-del-genere.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/02/parti-della-storia-nascosta-del-genere_24.html
http://www.viewzone.com/cuba2.html
http://www.express-news.it/misteri/una-sorprendente-scoperta-nel-cuore-dellafrica-una-metropoli-di-200-000-anni-fa/
http://www.majuro.it/scoperte.php
http://mmmgroup.altervista.org/i-deja.html

GIAPPONE:LE SCOSSE CONTINUANO..

Un'altra scossa di terremoto di magnitudo 6,4 della scala Richter e' stata registrata nel nordest del Giappone dove l'Agenzia meteo non ha diramato un allarme tsunami. L'epicentro del sisma delle 19.54 locali e' stato localizzato al largo della prefettura di Fukushima. Al momento non e' chiaro se la scossa ha comportato conseguenze nella centrale nucleare gravemente danneggiata dallo tsunami dell'11 marzo scorso.

Ieri invece un terremoto di magnitudo 6,5, ha scosso il Giappone orientale, al largo della costa devastata dal Grande Terremoto spingendo il Giappone ad emettere un altro allarme tsunami. Non ci sono notizie immediate di danni o lesioni, ma l'Agenzia meteorologica del Giappone ha annunciato che uno tsunami di fino a 1,6 metri (un metro mezzo) avrebbe potuto colpire la Prefettura di Miyagi. L’allarme tsunami è stato poi revocato.

L'USGS ha detto che il sisma era di 3,7 miglia (5,9 km) di profondità.

Sono ben più di 800 le scosse di assestamento che hanno spaventato il Giappone dal famoso terremoto dell’11 Marzo, e non danno segni di diminuzione di intensità.

L’incubo in Giappone continua…

Fonte:http://thedayafterjournal.blogspot.com/

IL PICCO DEL PETROLIO III PARTE

p) L’abbondanza dell’isotopo C12 nel metano varia con la profondità.


Il Carbonio ha due isotopi stabili, il C12 e il C13. In genere, il C12 e’ 100 volte più diffuso del C13.


Le piante usano la CO2, e non e’ chiaro perche’ ma tendono ad usare leggermente di piu’ la CO2 in cui sia presente il C12 invece della CO2 in cui e’ presente il C13.


In genere si considera che se c’e’ il 2% in meno di C13 rispetto alla distribuzione media (ripetiamo, circa 100 a 1; quindi la frase va letta: “se il C13 e’ meno dello 0,98%) allora quell’idrocarburo ha un origine organica. Ma questo argomento non e’ decisivo: il Carbonio presente nelle condriti carboniose, ad esempio (che ripetiamo, sono meteoriti), presenta una concentrazione di C13 piuttosto variabile, con un “impoverimento” che va dal -2% al +11%.


E nello spazio non ci sono processi biologici (noti).


Inoltre i dati indicano che il metano ha meno C13 man mano che si avvicina alla superficie.



Gold spiega cio’ sostenendo che, nell’attraversare le rocce porose, le molecole che presentano il C12, essendo piu’ leggere, sono avvantaggiate rispetto alle molecole con il C13, quindi piu’ roccia il metano deve attraversare, maggiore sara’ l’impoverimento in C13.


E in effetti ci sono 3 dati reali che suffragano le tesi di Gold (e di altri prima di lui; ripeto che Gold ha il merito non tanto di aver elaborato questa teoria quanto di averla sposata, arricchita, e portata sotto i riflettori in occidente): il primo, il fatto che il tasso di impoverimento del C13 sia nel metano 10 volte superiore che nel petrolio, per cui il meccanismo della diffusione gassosa sembra spiegare questo fatto meglio che non l’origine biologica; se petrolio e metano hanno origine biologica il tasso di impoverimento di C13 dovrebbe essere lo stesso tra i due.


Il secondo, il dato gia’ visto che il metano piu’ profondo ha un tasso di impoverimento meno marcato, e anche questo dato viene spiegato bene dal modello della diffusione gassosa.


Terzo, come abbiamo gia’ detto il metano presenta un tasso di impoverimento di C13 superiore a quello imputabile ai soli processi biologici, e questo vale anche per il metano proveniente dai giacimenti piu’ profondi. Il che e’ spiegabile, nel modello della diffusione gassose, assumendo che il metano venga da fonti ancora piu’ profonde.


Abbiamo visto i vari punti citati da Gold a sostegno della sua teoria, relativamente all’origine del petrolio e del metano.


E il carbone?


Almeno il carbone, sarebbe di origine vegetale?


Secondo Gold, no.




Un pezzo di carbone.


O per meglio dire i carboni neri, antracite e carbone bituminoso, hanno origine inorganica.


E qui i geologi obiettano che nei giacimenti di carbone si trovano spesso resti organici di vegetali.


Come si possono spiegare questi resti (legno, spore, ecc.) ?


Gold ribalta l’argomentazione, sostenendo che proprio questi resti organici fossili sono una prova dell’origina non biologica del petrolio.


Infatti, dice Gold, i fossili presenti nel carbone sono piuttosto compressi ma non presentano nessuna deformazione a livello cellulare. Come e’ possibile spiegare questo fatto, argomenta Gold, se non assumendo che i fossili in questione siano dapprima stati penetrati da un idrocarburo liquido, che successivamente si e’ pietrificato in carbone?


Non solo, ma talvolta si rinvengono nel carbone foglie o ramoscelli intatti. E se il carbone deriva da vegetali, come e’ possibile che il processo di fossilizzazione abbia fossilizzato alcuni ramoscelli separatamente, mentre tutto il resto e’ diventato una massa informe?


Inoltre alcuni metalli rari, come Uranio, Cadmio e Mercurio sono presenti in quantità troppo elevata in alcuni carboni per poter pensare ad un’origine vegetale.


Ma se il carbone si formasse per solidificazione di idrocarburi liquidi o gassosi che provengono dal profondo del mantello, allora tali metalli potrebbero essere stati “catturati” da questi idrocarburi nel corso della loro risalita.



Inoltre spesso giacimenti di Carbone, Petrolio e Metano si trovano associati geograficamente; se il carbone derivasse da organismi vegetali e il petrolio da organismi marini, come sostiene la teoria “ufficiale”, l’ultima cosa che ci si aspetterebbe e’ di trovarli associati.


Per cui, secondo Gold (ripeto: continuo a dire Gold ma la teoria in questione ha molti sostenitori, anche precedenti a Gold, soprattutto russi), mentre risalgono in superficie dal profondo idrocarburi liquidi si arricchiscono progressivamente di Carbonio mentre si impoveriscono di idrogeno che si lega con l’ossigeno incontrato lungo la risalita, e percio’ spesso strati di carbone si incontrano sopra giacimenti di petrolio e gas naturale.


Ma qui c’e’ un problema, pero’.


Ci sono depositi di Carbone sopra sabbie altamente porose che non presentano nessuna traccia di petrolio o gas naturale.


Gold ammette che i carboni “bruni”, torba e lignite, possano avere un’origine vegetale.


Secondo lui chiamiamo con lo stesso nome, Carbone, sostanze completamente diverse che non presentano continuita’ tra l’una e l’altra.


Torba e lignite sono una cosa; l’antracite e il carbone bituminoso un’altra. E non esistono altre forme di carbone che presentano caratteristiche intermedie tra questi due estremi.



Lignite.



Ma Gold ha ragione?


Esistono ulteriori prove a sostegno di questa teoria, che lui ha esposto per la prima volta in occidente nel 1992 con l’articolo “The Deep Hot Biosphere” pubblicato da PNAS, forse la piu’ importante rivista scientifica americana (questa informazione viene da wikipedia; onestamente non sono riuscito a trovare tale articolo, forse l’autore della voce di wikipedia si confonde con un libro di Gold con lo stesso titolo)?


Beh, nell’articolo del 2001  “The Constraints of the Laws of Thermodynamics upon the Evolution of Hydrocarbons. The Prohibition of the Hydrocarbon Genesis at Low Pressures. – Energia 22/3, 18-23” di Kenney, J. F., Karpov, I. K. et al, viene dimostrato come le leggi della termodinamica proibiscano la trasformazione a basse pressioni di carboidrati o di qualunque materiale biologico (in decomposizione o no) in lunghe catene di idrocarburi o in carbonio puro (per un motivo legato ai potenziali chimici) .


E’ un articolo molto interessante, ma un po’ troppo complicato per me :-) .


Se siete interessati, comunque, lo potete trovare qui. http://www.gasresources.net/ThrmcCnstrnts.htm


Se dunque il petrolio, il carbone (almeno quello nero), e il metano non sono di origine biologica, e Gold ha ragione, si aprono interessanti prospettive geopolitiche.



Controllare i giacimenti piu’ economicamente sfruttabili di queste materie prime permette di controllare le economie dipendenti da questi idrocarburi.


E soprattutto, se il petrolio e’ una fonte “rinnovabile”, per cosi’ dire, chi controlla il petrolio (gli USA) o il gas naturale (la Russia) non ha nessun interesse a sviluppare tecnologie energetiche alternative, men che meno tecnologie realmente rinnovabili, come potrebbe essere la fusione a bassa energia.


Forse la Cina un domani cerchera’ un’indipendenza energetica che prescinda dal petrolio, chissa’…


Comunque Gold e’ andato ancora piu’ in la’ con la sua teoria.


Sostiene ad esempio che rilasci improvvisi di gas dalle profondita’ della terra nell’atmosfera possano essere responsabili di disastri aerei e/o navali. In genere, dice Gold, tali rilasci avvengono in mare, ma possono avvenire anche sulla terra.


Cita ad esempio il caso di una nuvola a forma di fungo, larga piu’ di 200 miglia, alta circa 17.000 metri, osservata da alcuni piloti il 9 Aprile 1984 nel nord-est del Giappone.


E secondo lui, le luci che spesso accompagnano i terremoti, sono dovute proprio a questi gas, principalmente idrogeno e metano, rilasciati nell’atmosfera in concomitanza dei fenomeni sismici.


Sempre secondo lui, e’ sottostimato il ruolo che i gas sotterranei giocano nei terremoti: improvvisi rilasci di gas o esplosioni sotterranee sono fenomeni che ritiene andrebbero investigati piu’ a  fondo.



Per chi fosse interessato, in questa pagina:


http://origeminorganicadopetroleo.blogspot.com/2011/01/thomas-gold-professional-papers.html sono presenti tutti i lavori di Gold, anche quelli sui terremoti (verso il fondo della pagina).


Ma chi era questo Thomas Gold?


Nato nel 1920 e morto nel 2004, Gold e’ stato un astrofisico austriaco, uno dei piu’ importanti astrofisici del secolo scorso.


Professore di astronomia alla Cornell University, membro della US National Academy of Sciences, e membro della Royal Society di Londra e’ lui che ha  coniato il termine “magnetosfera” per il campo magnetico della Terra. Assieme a Bondi, ha sviluppato la Teoria dello stato stazionario, ora semidimenticata. Poco dopo la scoperta delle pulsar nel 1968, Gold e Hoyle identificarono correttamente questi oggetti come stelle di neutroni rotanti con forti campi magnetici.


In ambito scientifico ha spesso difeso idee all’apparenza astruse, che pero’ poi si sono rivelate esatte: in particolare una teoria sui meccanismi dell’udito, quella gia’ citata sulla natura delle pulsar, e una sull’asse di rotazione della terra.


Insomma, uno scienziato affascinante, interdisciplinare, che non aveva paura di sfidare il comune sentire, se riteneva fosse sbagliato.



Uno scienziato di quelli che piacciono a me.


Fonti:


http://www.eniscuola.net/getpage.aspx?id=4615&sec=1778&lang=ita&padre=2363&sez=Biologia&app=3226&idpadre=4613


http://it.wikipedia.org/wiki/Origine_abiotica_del_petrolio


http://www.stampalibera.com/?p=21245


http://www.pianetamarte.net/petrolio2.htm



http://www.coscienza.org/scienza/uranium.htm


http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=9539177


http://www.oralchelation.com/faq/wsj4.htm


http://www.scienzeascuola.it/joomla/le-lezioni/2-lezioni/471-le-rocce-sedimentarie

Fonte:http://daltonsminima.altervista.org/

COSA NASCONDE IL LAGO DEI MISTERI ?


Gli scienziati stanno perforando il ghiaccio che separa questo gigantesco specchio d'acqua dalla superficie. Sotto potrebbero trovare organismi e vegetali mai conosciuti, rimasti nascosti al resto del pianeta per 30 milioni di anni.
Cinque metri e dieci mesi. Tanto separa gli scienziati russi dalla superficie del lago Vostok, il più grande e profondo degli specchi d'acqua nascosti sotto il ghiaccio dell'Antartide formatosi 35 milioni di anni fa e rimasto isolato da almeno 15 milioni di anni.
Assomiglia agli oceani ghiacciati che ricoprono Europa, il satellite di Giove, e potrebbe nascondere tracce di forme di vita sconosciute. Il rischio, però, è che l'ultimo tratto di trivellazioni contamini l'ambiente, invalidando ogni ritrovamento.
Ma i ricercatori russi hanno un piano: un sensore segnalerà il contatto con l'acqua, a quel punto la trivella sarà estratta e l'acqua risalirà lungo il buco congelandosi immediatamente. Così potrà essere estratta dalle trivelle senza che queste tocchino la superficie del lago.
Dubbi a parte, una volta prelevati, ad analizzare i campioni alla ricerca di materiale genetico sconosciuto non saranno solo gli scienziati russi: diversi altri laboratori sparsi in tutto il mondo verranno impegnati in verifiche indipendenti.

Fonte:http://www.antikitera.net/news.asp?id=10191&T=5

domenica 27 marzo 2011

L'UOMO DEI TERREMOTI E I POSSIBILI TERREMOTI DI ROMA NEL 2011


Raffaele Bendandi (L'uomo dei terremoti), nacque a Faenza il 17 ottobre 1893 e vi morì il 3 novembre del 1979. Sosteneva con estrema decisione che i terremoti possono essere previsti. Il punto è che in un certo qual modo, lo dimostrò.
A soli 10 anni rivela già un grande interesse per l’astronomia e per la geofisica.
Dotato per natura di notevole abilità manuale (il suo lavoro sarà sempre quello di scolpire il legno), tre anni dopo si costruisce un telescopio ed esegue le prime osservazioni del disco solare.
Nel 1908, subito dopo il disastroso terremoto di Messina, si dedicò principalmente ai terremoti.
Nel 1915 fondò un Osservatorio geofisico nel quale fece le prime esperienze con strumenti ideati e fabbricati da lui stesso, che successivamente, avrebbe prodotto e venduto in diverse Università americane. L’Osservatorio si occupava di ricerche astronomiche, geofisiche, magnetiche, cosmiche, atmosferiche e di radioattività atmosferica.
Verso il 1919, dopo una lunga serie di esperimenti effettuati con i suoi strumenti in una grotta degli Appennini, scopre che la crosta terrestre subisce degli effetti mareali simili a quelli degli oceani e quindi è soggetta agli effetti di attrazione gravitazione del Sole e della Luna.
Formula, quindi, la teoria “sismogenica” con la quale si accinge alle previsioni dei movimenti della crosta terrestre (terremoti).
Nel 1924 sul Corriere della Sera, dopo una clamorosa conferma alle sue previsioni, appare un articolo intitolato: Colui che prevede i terremoti. La sua fama presto esce dai confini nazionali per diffondersi in tutto il mondo.
Nel 1927, durante l’era fascista, per motivi, pare, di ordine pubblico, viene costretto a non pubblicare più le sue previsioni di terremoti in Italia. Continua però, a diffonderle in giornali stranieri (America).
Nel 1931 affida all’Accademia Pontificia e all’Accademia dei Lincei il metodo base per la interpretazione del ciclo un decennale del Sole (macchie solari e attività radiante). Pubblica, autofinanziandosi, il volume Un principio fondamentale dell’Universo nel quale descrive il meccanismo che governa il ciclo undecennale dell’attività del Sole.
Nel 1959, annuncia la scoperta di un nuovo pianeta del Sistema Solare che orbita tra il Sole e Mercurio e lo chiama Faenza. In realtà i pianeti scoperti da Bendandi, in quella regione di spazio sono due: quello appena citato ed un altro più esterno, ancora in via di formazione. Ma non è finita. Poiché le sue previsioni dei movimenti tellurici si basano anch’essi sulla somma vettoriale delle forze gravitazionali dei pianeti del sistema solare e della Luna rispetto alle varie regioni della Terra, si accorse che, affinché tali previsioni, fossero davvero esatte, doveva supporre la presenza di quattro enormi masse planetarie orbitanti oltre il pianeta Nettuno (considerando egli il pianeta Plutone alla guisa di un asteroide). Di tali pianeti extranettuniani né calcolò la massa, la distanza dal Sole e la durata della loro rivoluzione orbitale.Lo scienziato americano Wood e successivamente l’astronomo inglese Smith, perfezionando il metodo di Bendandi riescono a far combaciare esattamente le previsioni dell’attività solare alle reali manifestazioni dell’astro dovute al suo ciclo un decennale.
Ebbe la soddisfazione di avere alcuni riconoscimenti ufficiali quali la nomina a membro della Società Sismologia Italiana, della Accademia Torricelliana di Scienze e Lettere, a quella internazionale “Artis Templum” e di essere nominato Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.
Il 3 novembre 1979 Bendandi muore a Faenza. Il 27 dicembre dello stesso anno viene aperto il plico depositato da Bendandi nel 1931 all’Accademia Pontificia.
Cosa era contenuto in quelle comunicazioni? Ecco il testo della prima.

Il ciclo undecennale dell’attività del Sole, che tanto ha affaticato la mente degli scienziati, avidi di conoscere le cause che lo determinano, è stato da me spiegato nel modo più assoluto in tutte le complesse caratteristiche che presenta.
Riservandomi di esporre dettagliatamente in un’apposita pubblicazione il completo meccanismo della teoria, in ogni suo particolare dettaglio, ritengo utile, anzi, necessario, di fissare quelle principali conclusioni alle quali sono pervenuto depositandole in in plico sigillato presso questa onorevole accademia pontificia dei nuovi lincei onde salvaguardare l’assoluta priorità della scoperta.
Premesso questo breve chiarimento, passo ad esporre i vari punti del mio studio: le definitive conclusioni.

1) Il ciclo un decennale della attività del sole non…che il prodotto di una poderosa marea solare determinata dal periodico sommarsi degli sforzi attrattivi dei pianeti Venere, Terra e Giove. Le ben note leggi che presiedono alla produzione della marea oceanica, servono quindi egregiamente, nel nostro caso, a darci la spiegazione più esatta e rigorosa di ogni particolarità del fenomeno.
2) Basandomi sulle durate medie delle rivoluzioni sinodiche: Venere giorni 583,92 e Giove 389,98, noi perveniamo ad una media del ciclo un decennale uguale ad anni 11,070, ma questa, sebbene in pieno accordo coi primi massimi osservati da Galilei, non può ritenersi definitiva essendo ben noto che le stesse rivoluzioni planetarie vanno soggette a sensibili variazioni dovute alle perturbazioni esplicatesi fra i diversi corpi celesti del nostro sistema.
3) Le eccentricità delle orbite descritte dai pianeti suddetti originano le variabilissime durate del ciclo un decennale tanto da farlo oscillare da un minimo di otto anni ad un massimo di 14.
4) Dal rapporto numerico esistente fra le diverse rivoluzioni dei tre corpi, Venere, Terra, Giove, già citati, scaturiscono le differenti intensità dei vari massimi sia un decennali che di più lungo periodo come quelli oiù esatti di 77,442 e 885 anni.
5) L’inclinazione dell’asse solare – facente un angolo di sette gradi con la perfetta perpendicolarità al piano dell’eclittica – determina una importante anomalia la quale (assieme a quella prodotta dalle diverse inclinazioni delle orbite planetarie) imprime all’andamento del fenomeno una oscillazione di lungo periodo che ne complica vieppiù l’irregolare manifestarsi.
6) Lo stato di particolare viscosità che l’immensa sfera del sole presenta ostacola il pronto manifestarsi del fenomeno cosìcchè i primi impulsi perturbativi si annullano per vincere gli attriti, originando in tal modo il caratteristico andamento della curva un decennale il cui ramo ascendente, si mostra più rapido del discendente.
7) Nella ridda incessante delle fantastiche correnti superficiali e particolarmente per le rilevanti resistenze incontrate deve necessariamente generarsi con tanta energia termica, tal copia di calore da rifornire continuamente l’ardente fornace compensandola delle perdite che inevitabilmente deve incontrare per la sua continua irradiazione nello spazio.
8) Dopo quanto ho detto, il fenomeno della periodicità un decennale delle diverse manifestazioni solari, altro non è che la conseguenza di un battimento, risultante dalle differenti rivoluzioni dei tre pianeti Venere, Terra e Giove, le cui masse circolando attorno al Sole vengono appunto ad ogni undici anni a trovarsi rispetto detto corpo celeste, perfettamente allineate sommando così i loro sforzi attrattivi.
9) Non sarà male chiarire che, affinché l’allineamento si compia non è affatto necessario che tutte le masse planetarie siano situate dalla stessa parte del Sole ma, come la marea oceanica ci insegna, siano le forze cospiranti (novilunio) o contrarie (plenilunio) gli effetti risultano pressocchè gli stessi, per conseguenza nel grandioso processo della marea solare, siano le varie masse planetarie situate tutte dalla stessa parte, oppure occupino posizioni perfettamente opposte rispetto al Sole, nel primo, come nel secondo caso, gli effetti che ne derivano saranno sempre gli stessi.
10) Questo preciso meccanismo teorico, mentre ci dà la spiegazione più completa della curva un decennale della attività del Sole, ci permette di risolvere il difficile problema delle stelle variabili. Spiegando ogni più bizzarra variazione luminosa sia per ampiezza che per durata, e tutte le altre particolarità inspiegabili
.

Fonte:http://www.channel360news.com/2011/03/bendandi-raffaele-e-i-probabili.html

Non sono del tutto d'accordo con questo tipo su alcuni punti.

TERREMOTO DI 5.8 AL LARGO DELLA COSTA MESSICANA

WASHINGTON – Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato nel Pacifico, al largo delle coste del Messico meridionale, secondo l’Istituto geologico americano (Usgs).
L’epicentro del sisma è 16 km a sud-ovest di Suchiate, nello Stato del Chiapas, a una profondità di 87 km, ha precisato l’Usgs.

Fonte:http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/terremoti-messico-scossa-pacifico-sisma-799551/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29

IL PICCO DEL PETROLIO II PARTE


h) I suoli al di sopra dei giacimenti di gas naturale hanno un alto contenuto di metano, il che implica un enorme flusso di gas dagli strati sottostanti.


Tale flusso sarebbe cosi’ abbondante che in poche migliaia di anni il deposito sottostante di metano sarebbe esaurito. Quindi tale deposito non potrebbe essersi formato milioni di anni fa.


Sarebbe percio’ piu’ plausibile pensare che il metano salga da riserve molto piu’ grandi poste a profondita’ molto maggiori.


i) L’elio si trova sempre associato al metano.


E’ poco noto, ma spesso all’estrazione di metano si associa l’estrazione di elio.



Nel giacimento di gas Panhandle-Hugoton, Kansas e Texas, Stati Uniti d’America, c’e’ una produzione significativa di elio. Ci sono anche altri giacimenti in Algeria e Russia con livelli significativi di produzione di elio. Ma come si forma l’elio?


Non sono noti meccanismi biologici per la formazione dell’elio, ed essendo un gas si ritiene che la sua presenza nelle profondita’ della terra sia dovuta al decadimento dell’Uranio 238 (l’uranio 238 e’ l’isotopo piu’ abbonante in natura dell’Uranio, con un tempo di dimezzamento di circa 4,5 miliardi di anni). Nel corso del suo decadimento, l’uranio produce elio.


L’elio e’ un gas inerte, che cioe’ non reagisce chimicamente: non e’ percio’ spiegabile perche’ vegetali in decomposizione debbano favorire la concentrazione di questo gas (che in alcuni giacimenti di metano arriva anche al 10%).


Se percio’ l’elio si forma come conseguenza del decadimento dell’uranio, ed essendo il tempo di questo decadimento molto lungo, la concentrazione di elio nel metano dovrebbe essere una indicazione della profondita’ da cui proviene il metano: maggiore concentrazione di elio = piu’ tempo a disposizione dell’Uranio per decadere = maggiore profondita’. 


Si potrebbe tuttavia pensare che per qualche strano motivo associati ai giacimenti di metano ci siano, in prossimita’ o poco piu’ sotto dei grandi giacimenti di uranio naturale, ma non e’ cosi’. Tali giacimenti non sono mai stati individuati, dunque l’elio deve venire da grandi profondita’, da cui risale insieme al metano.


l) Le rocce in profondita’ possono presentare porosita’ in domini isolati. Questo e’ un punto molto importante, e merita di essere spiegato bene.


Per risalire dalle profondita’ della terra, una massa fluida ha bisogno di trovare delle fratture o delle porosita’ nelle rocce sovrastanti. Se la pressione del fluido non e’ sufficientemente alta, la massa delle rocce sovrastanti tende a chiudere ogni fessura o porosita’ al di sotto di una certa profondita’.


Questo meccanismo non funziona nel caso che il fluido abbia la stessa densita’ delle rocce sovrastanti, come nel caso della lava, ma funziona perfettamente per idrocarburi a bassa densita’ come petrolio o gas naturale. In questo scenario la massa sovrastante dovrebbe riuscire a chiudere i pori della roccia ad una profondita’ compresa tra i 3 e i 10 chilometri.



Quindi i geologi sostengono che al di sotto di una certa profondita’ critica, compresa tra 3 e 10 chilometri non puo’ esistere nessuna porosita’ nella roccia e dunque nessun deposito di idrocarburi.


Ma Gold contesta questa affermazione: proprio la mancanza di porosita’ a questa profondita’ critica permetterebbe alla pressione di un qualsiasi fluido sottostante di mantenere aperti i fori ancora piu’ in profondita’, per altri 3-10 km, e cosi’ via, per un numero indeterminato di domini inferiori.


Dunque, trivellando in profondita’ nella crosta terrestre, dovrebbe essere possibile rilevare un brusco aumento della pressione del fluido appena al di sotto del limite di un dominio.


In effetti in alcuni casi di trivellazioni a grande profondita’ e’ stato rilevato un brusco aumento di pressione, che sembra indicare il passaggio verso un dominio inferiore.


m) Le riserve di petrolio si ricaricano spontaneamente.


La sola possibile origine di questo processo va identificata in depositi più profondi che filtrano verso l’alto e ripetono la sequenza di fenomeni che portò alla formazione iniziale dei giacimenti più superficiali. Un caso notevole è quello del giacimento offshore della Pennzenergy Co. a Eugene Island 330 nella Lousiana [7]. Fu scoperto nel 1973 e la riserva totale probabile fu stimata in 60 M di barili. La produzione raggiunse un massimo di 15.000 barili/giorno. Nel 1989 era calata a 4,000 barili/giorno. 10 anni dopo la produzione salì di nuovo 13.000 barili/giorno. La Dr. J. Whelan della Woods Hole Oceanographic Institution analizzò la situazione e concluse che la nuovà produzione di petrolio apparteneva a un’era geologica diversa da quella precedente e proveniva da strati più profondi. La riserva totale veniva ora stimata in 400 M di barili.


Si può sostenere che situazioni simili siano alla base del fatto che la stima delle riserve totali mondiali di petrolio è cresciuta del 72% tra il 1976 e il 1996. Le prove osservate nel caso singolo citato sono significative. Non sarebbe possibile trarre conclusioni generali dalle statistiche della produzione globale. Queste, infatti, dipendono largamente (in modo non trasparente) da considerazioni finanziarie e politiche e non dalla valutazione di situazioni fisiche.


n) I diamanti.



I diamanti sono formati da carbonio puro, proprio come le mine delle matite (grafite): diversa e’ solo la struttura cristallina, e quella del diamante si puo’ formare solo in condizioni di pressione estremamente elevata. Tali pressioni, secondo Gold, si sviluppano solo tra i 150 e I 300 Km di profondita’, quindi la formazione dei diamanti si spiegherebbe con la presenza di carbonio puro a tali profondita’. Puro significa non mescolato ad altri elementi. La separazione del carbonio dagli altri elementi avverrebbe secondo Gold all’interno delle rocce: fluidi ricchi di carbonio scorrerebbero nei pori delle rocce, e delle reazioni chimiche rimuoverebbero il carbonio da questi fluidi. Se non ci fosse lo scorrimento in questi capillari interni alle rocce, le eazioni chimiche che separano il carbonio avverrebbero solo negli strati superficiali del fluido. Ma quali sono i fluidi ricchi di carbonio? Sicuramente gli idrocarburi, ma anche la CO2. Pero’ la reazione chimica che dissocia il carbonio dagli idrocarburi avviene piu’ facilmente e a temperature piu’ basse della reazione che dissocia il carbonio dalla CO2, quindi a grandi profondita’ scorrerebbero nelle rocce alcuni idrocarburi.


o) Gli strati piu’ superficiali della crosta terrestre sono ricchissimi di carbonio, presente soprattutto nelle rocce carbonatiche (un classico esempio di roccia carbonatica e’ il travertino).



Travertino


Sono state formulate varie ipotesi per spiegare questa ricchezza di carbonio negli strati superficiali.


Una ipotesi e’ quella del ciclo del carbonio, ma secondo Gold questa teoria non spiega le quantita’ di carbonio coinvolte, e inoltre mal si concilia con la varieta’ di isotopi di carbonio presenti negli strati superficiali.


Secondo un’altra teoria l’atmosfera superficiale della terra era ricchissima di diossido di carbonio, CO2, che e’ poi precipitato al suolo ed ha dato origine alle rocce carbonatiche. Secondo questa teoria, la terra si sarebbe formata per condensazione di nubi di gas disperse nello spazio. Ma questo materiale interstellare, oltre che ricco di diossido di carbonio, e’ ricco anche di gas inerti quali neon, argon e krypto. Essendo inerti, e dunque non reagendo, questi gas si sarebbero dovuti conservare fino ai giorni nostri in quantita’ apprezzabili, mentre invece sono scarsissimi nell’atmosfera.


Si puo’ allora pensare che il carbonio sia stato portato sulla terra da meteoriti; ma la superficie terrestre dovrebbe allora essere piena di crateri da impatto meteoritico.



Ma secondo Gold i meteoriti possono aver giocato un altro ruolo: le condriti carboniose sono meteoriti ricchissime di idrocarburi, che rilasciano quando sottoposte a riscaldamento a forti pressioni.



Una condrite carboniosa


Se parte (gran parte) della terra si fosse formata in seguito all’aggregazione di condriti carboniose, ecco spiegata la presenza all’interno della terra e a grandi profondita’ di idrocarburi, che migrerebbero verso l’alto, e spiegherebbero la ricchezza di carbonio nella crosta e nei sedimenti.


Pierluigi

Fonte:http://daltonsminima.altervista.org/

sabato 26 marzo 2011

PICCO DEL PETROLIO -PRIMA PARTE


Questo articolo si basa essenzialmente sul capitolo “Petrolio, carbone e gas naturale sono di origine inorganica” del libro “Il viaggio nel tempo e altre pazzie”, Einaudi, 2002.


A sua volta l’articolo e’ basato sugli articoli di Thomas Gold, un astrofisico contemporaneo, il quale e’ l’apripista in occidente di una teoria che in realta’ ha due padri ben piu’ antichi: il chimico francese Marcellin Berthelot e quello russo Dimitri Mendeleev.


L’ipotesi che il petrolio si formi da detriti e resti organici sepolti e’ stata originariamente proposta dallo scienziato russo Mikhail Lomonossov, nel 1757. (Piccolo inciso: anche la teoria della stratificazione risale al 1700; la geologia sembra muoversi con tempi appunto geologici… :-) ).


3 sono gli elementi che possono far pensare ad un origine biologica dei giacimenti di petrolio:


1) Quasi sempre il petrolio contiene insiemi di molecole che si formano soltanto per decomposizione organica;



2) Il petrolio e’ spesso otticamente attivo, con una predominanza di molecole destrogire, caratteristica questa tipica della materia organica;


3) Nel petrolio vi e’ predominanza di molecole con un numero dispari di atomi di carbonio, altro aspetto che si ricollega alla materia organica.


Intanto c’e’ da dire che mentre un tempo si riteneva che la vita fosse presente quasi esclusivamente sulla superficie del pianeta, o al massimo a pochi metri di profondita’, oggi ci si e’ resi conto che la crosta del pianeta brulica letteralmente di vita, e sono stati scoperti batteri estremofili capaci di sopravvivere a temperature un tempo impensabili: a 3,2 km nel sottosuolo nei piccolissimi spazi interstiziali delle rocce vivono alcuni microrganismi capaci di tollerare livelli di pressione, di radiazioni e di calore elevatissimi. Mentre organismi appartenenti alla specie Bacillus infernus si trovano a 2.800 metri di profondità e alla temperatura di 75°C, lo Staphylothermus marinus colonizza ambienti sul fondo degli oceani dove le temperature raggiungono i 115 °C.



Immagine di Thermus aquaticus, microrganismo termofilo dal quale venne originariamente isolata la Taq polimerasi



Inoltre sono stati trovati idrocarburi (metano, principalmente, ma anche bitumi) in tutto il sistema solare, a esclusione di Marte, Venere e Mercurio (anche se secondo alcuni scienziati alcune tracce fotografiche lascerebbero pensare che su Marte ci sia il petrolio); e idrocarburi si trovano anche nello spazio interstellare.


Ora, se il petrolio presente sulla terra fosse di origine biologica,  bisognerebbe trovare un altro meccanismo per spiegare l’origine del petrolio sugli altri pianeti; gia’ il rasoio di Occam (una sola causa comune e’ piu’ semplice di due cause diverse) farebbe propendere per una teoria non biologica, rispetto alla formazione del petrolio.


Ma ci sono anche altri elementi che fanno pensare ad un’origine chimica e non biologica del petrolio:


a) Nel petrolio naturale si trovano gli stessi isomeri di carbonio e idrogeno presenti anche negli olii sintetici, ma non negli olii prodotti per via biologica.


E in effetti non si e’ mai riusciti a produrre petrolio simile al petrolio naturale partendo da materiale vegetale in condizioni analoghe a quelle presenti in natura.


A questo chi sostiene l’origine biologica replica dicendo che la materia organica si “cuoce” in modo differente a seconda del tempo e delle modalita’ di “cottura”, per cosi’ dire. Insomma e’ impossibile riprodurre in laboratorio le condizioni che si verificano in natura.


E inoltre nel petrolio naturale ci sono marcatori biologici come le porfirine che possono essere soltanto un prodotto della fotosintesi.



b) Spesso i sedimenti sono privi di fossili. Se gli idrocarburi avessero un’origine biologica dovremmo aspettarci di trovare molti fossili nei giacimenti, cosa che invece non avviene.


I sostenitori della teoria biologica replicano dicendo che il petrolio deriva da materiale vegetale e organismi unicellulari come alghe e batteri, e questo spiega la mancanza di fossili nei giacimenti.


c) Nel petrolio estratto a grandi profondita’ mancano i “marker” biologici di cui dicevamo prima. Per cui secondo i sostenitori dell’origine chimica del petrolio, quei marker si trovano nei soli giacimenti superficiali perche’ sono successivi alla formazione del petrolio.


I sostenitori della teoria biologica ripetono che il petrolio piu’ profondo e’ stato “cotto” piu’ a lungo e cio’ ha fatto sparire i marker biologici.


d) Ogni petrolio ha una “firma” chimica che ne indica la provenienza. Nel medio oriente ad esempio il petrolio si trova in rocce che risalgono ad eta’ geologiche molto diverse, in un arco geografico di circa 3mila kilometri. Eppure la firma chimica e’ la stessa per tutti questi petroli (ed e’ diversa da quella del petrolio ad es. sudamericano).


Il che sarebbe spiegabile se si assumesse che tutti questi giacimenti sgorghino da una fonte comune sepolta a grandi profondita’ nel mantello.



e) Secondo Gold, “petrolio e metano si trovano di frequente in strutture geografiche… ad arco correlate a caratteristiche strutturali della crosta profondamente radicate e distribuite su vasta scala piuttosto che al mosaico su piccola scala dei depositi sedimentari”.


I sostenitori della teoria biologica rispondono che queste regioni ad arco sono caratteristiche di zone dove si ha la formazione di placche tettoniche che deformano i bacini sedimentari.


f) Gli idrocarburi si trovano a tutte le profondita’. Se gli idrocarburi avessero origine organica, dovremmo trovarli solo in strati corrispondenti ad ere geologiche caratterizzate da vegetazione abbondante. Sotto questi depositi, non ci dovrebbe essere petrolio (gli idrocarburi, piu’ leggeri delle rocce, migrano verso l’alto non verso il basso). Ma secondo N.A. Kudryavtsev si possono rinvenire idrocarburi a tutte le profondita’ sotto un qualsiasi consistente accumulo. Questa regola ha ricevuto numerosissime conferme sperimentali in Oklahoma, Wyoming, Canada, Iran, Giava, Russa e Sumatra.


I sostenitori della teoria sull’origine biologica del petrolio replicano parlando di migrazione orizzontale da giacimenti petroliferi vicini alle aree dove si e’ osservato questo fenomeno, o tirando in ballo la contaminazione dei pozzi con i fluidi impiegati nei processi di trivellazione.


Ma queste obiezioni non sono valide in almeno una paio di casi di trivellazioni eseguite fino a 6,7 Km di profondita’ in Canada in cui si e’ posta molta attenzione alle contaminazioni usando come liquido lubrificante solo acqua e fango.


g) Il metano si trova in luoghi poco compatibili con la vita. Intanto in tutto il sistema solare, e poi, sulla terra, in luoghi come fondali oceanici, permafrost, fosse tettoniche e zone con vulcani attivi. Inoltre durante eruzioni vulcaniche sono state viste grandi fiammate, il che fa pensare a metano che risalga da strati profondi e si incendi una volta espulso dal vulcano. Sempre secondo Kudryavtsev, la quantita di metano dispersa in tali eruzioni sarebbe superiore a quella dei piu’ grandi depositi di gas naturale.



-Fine Prima Parte-

Fonte:http://daltonsminima.altervista.org/

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