SI AVVICINA IL RISCHIO DI UN PROSSIMO RAFFREDDAMENTO CLIMATICO ALLE PORTE! II PARTE


Attorno agli 11.500-12.000 anni fa,vi fu un brusco aumento dell'attività vulcanica su scala globale,accompagnato da un repentino scioglimento dei ghiacciai e ponendo fine all'Era Glaciale.
Nell'arco di poco tempo vi fu anche un aumento dei gas atmosferici,tra i quali il metano che subirono un impennata aumentando la loro percentuale atmosferica.
Tutto ciò coincise con l'inversione magnetica di Gothenbourg che probabilmente ne fu la causa principale se non scatenante.
E' chiaramente dimostrato che ogni 11.500 anni un inversione magnetica,legata principalmente dai movimenti della Precessione,coinvolge il nostro pianeta causando devastanti cambiamenti climatici,imponenti attività tettoniche e numerosi altri fenomeni.
In documentari come quelli di Piero Angela si afferma che le inversioni magnetiche non hanno mai influito sulla vita sulla Terra.
Questa è una vera propria contraddizione alle evidenze fossili e paleontologiche in quanto è dimostrato che durante l'Estinzione del Cretaceo avvenne un'inversione magnetica e nello stesso periodo avvennero:le spaventose eruzioni vulcaniche dei Deccan Traps,una massiccia diminuzione della fauna marina tra cui il plancton,un'improvviso sollevemento dei mari seguito da un repentino abbassamento,vulcanismo su scala globale ecc.
Molte altre estinzioni sia maggiori che minori avvennero nella storia del pianeta come per esempio 200 milioni di anni fa avvenne una drastica diminuzione del 70% della fauna marina.

Ma basta andare anche a 70.000 anni fa,periodo in cui avvenne l'eruzione del vulcano Toba e una forte emissione lavica nell'area dello Yellowstone per comprendere che l'eruzione di 2 supervulcani non fu una coincidenza ma avvenne anch'essa in concomitanza di un inversione magnetica.
Infatti come si può ben capire gli eventi vulcanici in quel periodo aumentarono in tutto il mondo e tutto ciò coincise anche con l'improvviso inizio di un Era Glaciale.

Eventi vulcanici risalenti a 70.000 anni fa li si possono riscontrare a Crater Lake quando una sorta di cono parassita,noto come venne letteralmente decapitato durante una devastante eruzione del Mount Mazama.


A Milos,un isola vulcanica del Mar Egeo,facente parte di un arcipelago di altrettante isole vulcaniche tra le quali Santorini e avente tutt'ora una forte attività geotermica.



Alle Svalbard,che 70.000 anni fa furono soggette ad un intensa attività vulcanica che ricoprì migliaia di chilometri di territorio,in seguito crollati in mare o sommersi dall'innalzamento delle acque in seguito al termine dell'Era Glaciale.



E anche sul Monte Jefferson,Nord America sono state registrate intense eruzioni esplosive risalenti a 70.000 anni fa con nubi piroclastiche che hanno viaggiato a 15 Km/h.
Se torniamo al giorno d'oggi scopriamo che vulcani che non si risvegliavano da secoli o da millenni si sono improvvisamente riattivati a sorpresa degli scienziati
addirittura con eruzioni particolarmente esplosive vediamo il vulcano Chaiten risvegliatosi improvvisamente da un sonno di 9000 anni con una spettacolare eruzione a carattere pliniano.



Oppure il vulcano Garbuna che nel 2005 è entrato nuvamente in eruzione dopo 1700 anni di silenzio.
Tutto ciò avviene in concomitanza con l'indebolimento del campo magnetico terrestre e di quello solare,sicuramente la nostra generazione non assisterà ad una nuova inversione magnetica ma è probabile che entro la fine del secolo ce ne sarà un altra.
11.500 anni fa i livelli del metano rilasciato nell'atmosfera aumantarono all'improvviso come aumentarono anche le piogge,e i livelli dei mari in tutto il mondo.

Oggi è possibile che il rilascio di metano nell'atmosfera,dal permafrost attorno al circolo polare sia già cominciato,in quanto il ritiro dei ghiacci del mar Artico indicano un suo progressivo riscaldamento.
"Emissioni di metano dal permafrost terrestre e dai bassi fondali delle coste artiche sono state osservate negli ultimi anni."(...)
"Da alcuni anni scienziati svedesi, come Orjan Gustafsson, avevano segnalato l’aumento della concentrazione del metano nell’aria sovrastante i suoli della Lapponia nonché l’emissione di bolle di metano dai bassi fondali delle coste artiche.
Da alcuni anni inoltre Katey Walter (in alcuni lavori si firma come K.M.W. Anthony) e i suoi colleghi stanno lavorando sulla fusione del permafrost (il suolo gelato perenne) alaskano, canadese e siberiano: in questi casi la fusione del ghiaccio che permea gli strati superficiali del permafrost provoca la formazione di avvallamenti e depressioni nella pianura sovrastante, con la formazione di piccoli laghi e acquitrini. I sedimenti organici sul fondo di questi laghi fermentano per l’azione di microrganismi anaerobi, con la formazione di metano (K.M Walter, L.C. Smith, F.S. Chapin III, Phil. Trans. Royal Soc.).
Più di recente (marzo 2010) l’allarme è stato lanciato da ricercatori russi e svedesi (Shakova e altri, fra cui Gustafsson) che hanno osservato nel mare di Laptev (Siberia centrale) e nel mare della Siberia Orientale, un cospicuo flusso di gas proveniente dai bassi fondali della piattaforma continentale."


Figura 1 - struttura schematica di un idrato di metano: ai vertici dei poliedri vi sono atomi di ossigeno di molecole d’acqua che formano, attraverso gli atomi di idrogeno, una rete di interazioni, raffigurate dagli spigoli di ciascun poliedro, con le altre molecole di acqua del cristallo.

Figura 2- cupola di idrati sul fondale caraibico: i rametti sono formazioni di alghe e microorganismi che si nutrono del metano ossidandolo metabolicamente con l’ossigeno degli ioni solfato e nitrato delle acque marine.
Figura 2- cupola di idrati sul fondale caraibico: i rametti sono formazioni di alghe e microorganismi che si nutrono del metano ossidandolo metabolicamente con l’ossigeno degli ioni solfato e nitrato delle acque marine.
Curiosamente l'aumento delle inondazioni oltre ad essere attribuibile ad un aumento dell'umidità nell'atmosfera,all'aumento dei raggi cosmici che collidendo con l'atmosfera causano un'aumento della nuvolosità,potrebbe essere attribuibile proprio all'aumento del rilascio di metano.
L'aumento della concentrazione di vapore acqueo possono essere attribuibili al metano,le reazioni chimiche della stratosfera hanno la proprietà di convertire una molecola di metano in 2 di vapore acqueo.
Faccendo un riassunto di quanto appena detto,ci si aspetta una Nina di quelle particolarmente potenti che potrebbero causare un inverno di quelli che non si vedevano dal 1956 che fu particolarmente freddo e ricco di precipitazioni nevose.
Infatti al febbraio di quel periodo viene ricordata la "nevicata del secolo" in quanto "nel mese di febbraio di quell'anno un'ondata eccezionale di freddo investì buona parte dell'Europa e dell'Italia, coprendola di neve e gelo con un'intensità tale da essere definita la "nevicata del secolo": costituì infatti l'evento nevoso più marcato e pesante dai tempi dell'inverno 1929 per tutta la penisola, ed i successivi fenomeni dell'inverno 1985, non meno rilevanti, non ne eguagliarono l'estensione temporale e geografica."



"A Roma si verificarono delle nevicate che, per intensità e durata, rimasero storiche: nevicò il 2, il 9, il 18 e il 19 febbraio; per quattro giorni consecutivi le temperature rimasero sotto lo zero; il 12 febbraio si registrò una nevicata di ben 12 cm.
Questo evento è stato anche ricordato nella canzone "La nevicata del '56" di Franco Califano, interpretata da Mia Martini al Festival di Sanremo 1990 dove vinse il Premio della Critica."
"Intorno alla metà del febbraio 1956 tutta l'Italia venne investita da aria molto fredda proveniente direttamente dal Circolo Polare Artico. La colonnina di mercurio precipitò ovunque facendo toccare record storici in molte città (si veda la tabella).
L'evento risultò eccezionale anche per la sua durata: iniziato intorno al 10-12 febbraio, il freddo intenso continuò per quasi tutto il mese con una nuova recrudescenza nel mese di marzo.
Le punte minime più basse vennero registrate a Torino con -22 °C (in questa città la temperatura minima andò sempre sotto i -20 °C dal 13 al 19 del mese). Nelle località di montagna della Valtellina il termometro scese addirittura a -45 °C. A Trieste la Bora superò in più occasioni i 150 chilometri orari; le temperature rigidissime fecero gelare l'Arno, il lago Trasimeno, la foce del Po e il tratto finale dell'Adige.
Non mancarono le nevicate, specie sulle regioni centro-meridionali dove il manto nevoso raggiunse altezze da 3 a 10 volte superiori a quelle della media stagionale. A Roma la neve fece la sua comparsa per ben otto volte e circa 400 persone si infortunarono per le cadute nelle strade ghiacciate. In Abruzzo, Calabria e Sicilia, 181 comuni rimasero isolati per oltre 10 giorni: viveri e medicinali vennero paracadutati dall'alto. Alla fine del mese le abbondanti piogge fecero sciogliere rapidamente la spessa coltre nevosa provocando rovinose alluvioni sulle regioni centro-meridionali. La neve fece ancora la sua comparsa tra l'8 e il 20 marzo successivi."
In concomitanza con la Nina ci aspetta un eruzione particolarmente potente del Katla in Islanda,che fortunatamente non sembra più dare segni di forte attivtà sismicae quindi probabilmente non ci sarà,tuttavia l'aumento del vapore acqueo nell'atmosfera potrebbe dar luogo a nevicate particolarmente intense mentre la mancanza del solito intenso flusso legato alla Corrente del Golfo a causa del suo rallentamento,potrebbe dar il via libera a intensi flussi di aria gelida sull'Europa Continentale e anche sull'Italia.
Per gli amanti del freddo non dovrebbero esserci problemi.
Tutti questi fattori uniti al Minimo Solare,che dalla Nasa è stato ancor più abbassato con gli indici di intensità,potrebbero appunto dare il via ad una nuova fase fredda per i prossimi decenni.
Per quanto riguarda la prossima inversione magnetica,11.500 anni fa un inversione pose fine all'Era Glaciale,ma in seguito i ghiacci si riformarono all'improvviso e in pochissimo tempo,consolidandosi però per un minor periodo di tempo finchè non si sciolsero nuovamente ponendo fine alla glaciazione;attualmente ci troviamo agli sgoccioli di un periodo interglaciale quindi è logico pensare che quanto successo in passato in futuro tornerà a ripetersi con la stessa intensità avuta in passato.

A cura di Alex





Fonti:
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/07/estinzione-magnetica.html
http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/da-200-a-1-milione-di-anni-fE0.html
http://miaplacidusedaltriracconti.blogspot.com/2008/06/70000-anni-fa-l-del-vulcano-toba.html
http://coscienzaliena.blogspot.com/2010/03/il-supervulcano-di-yellowstone.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_catastrofe_di_Toba
http://craterlaketrust.org/science-and-discovery/geology
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.volcanodiscovery.com%2Fen%2F711.html
http://www.sysselmannen.no/hovedEnkel.aspx?m=45298
http://www.volcano.si.edu/world/volcano.cfm?vnum=1202-02-
http://it.wikipedia.org/wiki/Chait%C3%A9n_%28vulcano%29
http://expianetadidio.blogspot.com/2009/12/i-vulcani-premonitori-della-piccola-era.html
http://www.climalteranti.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Nevicata_del_1956
http://www.meteo.it/Meteorologia-Neve/Il-freddo-in-Italia-le-nevicate-del-1956-e-1985/content/it/1-707-305332-57769

Commenti

  1. Articolo eccellente, soprattutto nella parte conclusiva dedicata all'inverno del 1956.
    Visto che hai sfioranto l'argomento io aspetto il punto sulla situazione delle correnti oceaniche e in particolare quella del Golfo.
    Cosimo

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