ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


martedì 31 agosto 2010

INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE SUL CLIMA


Di recente mi è capitato di leggere sul sito un articolo che contestava l'annuncio di uno scienziato,Habibullo Abdussamatov,contrario alle tesi del Riscaldamento Globale Antropico affermando che quest'ultimo sarebbe pagato da fantasiose lobby del petrolio,un fatto reale solo in parte ma anche di gran lunga pubblicizzato per screditare le tesi di molti scienziati che non credevano nella detta teoria.
I punti chiave dell'articolo sono i seguenti:
-“L’effetto serra esiste, ma non è la conseguenza dei gas che continuiamo a sparare nell’atmosfera: chi lega l’uno con gli altri in un soffocante abbraccio di causa-effetto prende una cantonata. Il colpevole è il Sole, o meglio la potenza della sua irradiazione, che nell’ultimo secolo è cresciuta in modo abnorme, ma che ora ha imboccato una precipitosa curva discendente“.(affermazione dello scienziato).
-“Stiamo per assistere ad un crollo globale delle temperature terrestri“(affermazione dello scienziato)
-“10 grandi periodi di cambiamenti“, definiti “brutali” si sono succeduti negli ultimi 15.000 anni; altri 60 “più brevi ma non meno bruschi si sono alternati negli ultimi 5.000 anni: un’altalena di caldo e di freddo, con le temperature che si sono impennate e sono crollate anche di 10 gradi in un solo secolo“.(affermazioni dello scienziato).
-I grafici truccati per dimostrare l'esistenza del raffreddamento climatico anziche il presunto riscaldamento globale.
-Lambert racconta anche come nella stessa conferenza del marzo 2009, Easterbrook aveva previsto un 2009 freddo (è stato invece più caldo del 2008) con problemi alle produzioni agricole che non si sono verificati.
-Il raffreddamento globale successivo al 1999 non c’è semplicemente perché tutti gli anni successivi al 2000 sono stati più caldi di qualsiasi anno precedente al 1998.
-Non vi sarebbe stata alcuna intervista.
Questi sono i pricipali punti del discorso a cui bisogna subito rispondere per chiarire come stà la situazione e smascherare eventualemente casi di disinformazione che potrebbero mettere nell'opinione pubblica informazioni sbagliate.
-“L’effetto serra esiste, ma non è la conseguenza dei gas che continuiamo a sparare nell’atmosfera: chi lega l’uno con gli altri in un soffocante abbraccio di causa-effetto prende una cantonata. Il colpevole è il Sole, o meglio la potenza della sua irradiazione, che nell’ultimo secolo è cresciuta in modo abnorme, ma che ora ha imboccato una precipitosa curva discendente“.(affermazione dello scienziato).
A dire il vero l'Effetto Serra è sempre esistito e sempre esisterà,ed è proprio grazie ad esso che la Terra mantiene un clima vivibile che a tratti viene alterato da improvvisi raffreddamenti per poi seguire un nuovo periodo caldo.
Inoltre è anche vero che l'irradiamento solare è realmente aumentato fino al 2006-2007,anche se non in modo abnorme come affermava lo scienziato.
Infatti dal 2007-2008 fino ad oggi l'attività solare ha continuato a indebolirsi sempre più causando un sempre più progressivo raffreddamento atmosferico che con il passare degli anni è andato a causare un aumento delle precipitazioni estive e quelle nevose in inverno.

-“Stiamo per assistere ad un crollo globale delle temperature terrestri“
Verissimo,i ghiacci dell'Antartide hanno raggiunto estensioni da record e inoltre la Nina stà rapidamente prendendo posto nel Oceano Pacifico raffreddando le acque e sostituendo El Nino.

-“10 grandi periodi di cambiamenti“, definiti “brutali” si sono succeduti negli ultimi 15.000 anni; altri 60 “più brevi ma non meno bruschi si sono alternati negli ultimi 5.000 anni: un’altalena di caldo e di freddo, con le temperature che si sono impennate e sono crollate anche di 10 gradi in un solo secolo“.(affermazioni dello scienziato)
Qui sembra che si riferisca ai ciclici raffreddamenti climatici che avvengono durante i cicli interglaciali,e probabilmente anche quelli glaciali,dovuti alle cicliche fluttuazioni dell'attiità solare,orbita terrestre ed escursioni magnetiche.
Il sole ha molteplici cicli di attività da 11 fino a migliaia di anni.
Uno di essi infatti è avvenuto proprio 5200 anni fa ed è stato riscontrato sui ghiacciai delle Ande,Kilimajiaro e altre aree del pianeta.
Quest'affermazione quindi può considerarsi confermata.

-Lambert racconta anche come nella stessa conferenza del marzo 2009, Easterbrook aveva previsto un 2009 freddo (è stato invece più caldo del 2008) con problemi alle produzioni agricole che non si sono verificati.
In effetti il 2009/2010 è stato un inverno particolarmente freddo e ricco di precipitazioni nevose da record sia in quanto estensione in cui la neve è arrivata nell'emisfero nord sia per il fatto che sono state registrate ondate di freddo che non si registravano da anni.
Non esiste alcuna prova concreta che vi sia stato un aumento delle temperature,ma bensì le ondate di gelo arrivate fin in Messico,le nevicate record,le ondate di gelo che non si vedevano da anni,e il record di estensione del fronte nevoso attorno al circolo polare dimostrano chiaramente una tendenza al raffreddamento già in atto dal 2007-2007.

-I grafici truccati per dimostrare l'esistenza del raffreddamento climatico anziche il presunto riscaldamento globale.
Affermazione fatta senza prove.
Il sito indicato non spiega nulla di concreto.

-Il raffreddamento globale successivo al 1999 non c’è semplicemente perché tutti gli anni successivi al 2000 sono stati più caldi di qualsiasi anno precedente al 1998.
Vero,quasi tutti gli anni successivi il 2000 fino al 2005 hanno evidenziato una stabile tendenza delle temperature che poi a seguire il 2007-2008,anno in cui è cominciato il Minimo Solare,hanno gradualmente cominciato a calare.
-Non vi sarebbe stata alcuna intervista.


Questa è vera e propria menzogna in quanto la intervista non solo è stata fatta ma sono presenti le foto.
Quindi sarebbe lecito consigliare a Climalternati di prima di pubblicare egli stesso disinformazione si informi in maniera indipendente al suo pensiero anzichè screditare chi non crede nel Riscaldamento Globale solo perchè non la pensa come egli fa comodo.



Fonte:
http://attivissimo.blogspot.com/2010/07/la-stampa-e-la-finta-intervista.html
http://www.climalteranti.it/2010/08/24/tuttoscienze-o-tuttobufale/
http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=132:emisfero-nordseconda-estensione-della-copertura-nevosa-di-sempre&catid=16:ghiacci-di-gaia&Itemid=70

venerdì 27 agosto 2010

ATTIVITA' SOLARE E RADIOATTIVITA' TERRESTRE


E' stato rilevato uno strano collegamento tra l'attività solare e la radioattività di alcuni elementi terrestri. La scoperta, se confermata e studiata a fondo, potrebbe avere diverse implicazioni nel mondo della fisica e nella spiegazione dell'interazione tra pianeti e stelle.
Per ora è ancora un mistero il perchè il decadimento radioattivo di alcuni elementi, custoditi nei laboratori terrestri, risenta dell'attività solare. I ricercatori della Stanford University e della Purdue University credono che il collegamento tra Sole e radioattività ci sia, ma sono ancora ben lontani dal fornire una spiegazione al misterioso fenomeno.
C'è addirittura la possibilità che questo comportamento sia dovuto ad alcune particelle finora sconosciute emesse dal Sole. "Questo sarebbe davvero notevole" afferma Peter Sturrock, professore emerito di fisica alla Stanford.
Fino ad ora si riteneva che il decadimento di materiale radioattivo avesse una specifica durata, basata sull'elemento. Questo concetto è quello su cui si basano diverti metodi di ricerca, come ad esempio la datazione di reperti organici attraverso il Carbonio 14.

Ma c'è un risvolto imprevisto, scoperto, tra l'altro, da un team di ricerca che non si occupava nemmeno di materiali radioattivi, ma dedicava la propria ricerca ai numeri casuali.
Ephraim Fischbach, fisico della Purdue University, stava cercando di trovare un metodo di produzione di numeri casuali dal decadimento di alcuni isotopi radioattivi, quando si è imbattuto in una discrepanza tra le misurazioni del decadimento di alcuni elementi, che si supponeva fossero costanti fisiche ben accettate.

Ad esempio, il decadimento a lungo termine del silicio-32 e del radio-226 sembra mostrare delle variazioni stagionali: è più veloce durante l'inverno rispetto all'estate.
Queste fluttuazioni erano reali, o solo un errore della strumentazione di misurazione? "Si pensava che dovessero essere errori sperimentali, perchè tutti credevamo che il decadimento fosse una costante" afferma Sturrock.

Ma nel dicembre 2006, il Sole fornisce un importante indizio: durante un "lampo solare", si genera un flusso di particelle diretto verso la Terra. Questo flusso ebbe influenza sulle misurazioni del manganese-54, facendone diminuire il periodo di decadimento a partire da addirittura un giorno e mezzo PRIMA del lampo solare.

Se questo legame tra il Sole e la radioattività si dimostrasse reale, potrebbe portare ad un metodo di previsione dei lampi solari, metodo che risulterebbe molto utile per evitare o limitare i danni alle attrezzature spaziali e agli astronauti in orbita.

Ma questo porta anche ad altre conseguenze: se l'influenza solare si verifica prima che le particelle ionizzate dei suoi lampi raggiungano la Terra, a cosa è dovuta questa interazione con gli elementi radioattivi sul nostro pianeta?
Una delle ipotesi è che ci si trovi di fronte a "neutrini solari", particelle quasi prive di peso che si muovono ad una velocità prossima a quella della luce, attraversando ogni cosa senza (apparentemente) avere effetti sulla materia.

La Terra sarebbe bombardata da una quantità di neutrini variabile in base all'orbita del nostro pianeta ed alla "faccia" che il Sole ci mostra. Sembra ci sia uno schema ricorrente, lungo 33 giorni, che pare essere legato alla rotazione del nucleo interno del Sole, che ruota più lentamente della superficie della nostra stella, e nel quale avvengono reazioni nucleari in grado di produrre neutrini.

"Non ha senso secondo le teorie tradizionali" spiega Fischbach. "Quello che crediamo è che qualcosa che non interagisce con il resto della materia stia modificando qualcosa che non può essere modificato".
"E' un effetto che nessuno ha finora compreso" aggiunge Sturrock. "I teorici iniziano a dire 'Che diavolo succede?' Ma questo è ciò a cui le prove puntano. E' una sfida per i fisici e per gli studiosi del Sole".

Fonte:http://www.guardiamoa370.com/2010/08/attivita-solare-sembra-influenzare-la.html

FALSO ALLARME CALDO QUANDO IN REALTA' STA' ARRIVANDO L'ALLARME GELO!!


Infine finalmente una persona del meteo ha menzionato la parola “blocco” quando si parla del caldo e degli incendi a Mosca.
E ‘un evento naturale come i cambiamenti globali dalla tendenza al riscaldamento degli anni 1990 a un trend di raffreddamento a partire dal 2000.
La distorsione della realtà delle temperature a livello mondiale continua dando credito al riscaldamento, mentre il Nord America occidentale, la maggior parte dell’Eurasia e vaste aree dell’emisfero meridionale sono sotto le temperature normali. E ‘stata la più fredda estate a nord del 80 ° parallelo di latitudine Nord e la velocità di fusione del ghiaccio marino continua a diminuire.
Recentemente il governo peruviano ha dichiarato lo stato di emergenza perché centinaia di persone sono morte per le temperature più fredde registratasi in 50 anni.
Cinquanta anni fa ci fu un trend di raffreddamento e le temperature globali erano diminuite dal 1940 al 1980.
Durante questo periodo di raffreddamento, la CO2 da attività umana é aumentata per la maggior parte del tempo. Hanno cercato di risolvere il problema inserendo nei loro modellini delle variabili fino a quando i risultati sono stati pari a quello che volevano che fosse accaduto.
Questo non ha nulla a che fare con la realtà, ma permette loro di rivendicare che i loro modelli di lavoro riescono forse a ricreare le condizioni del passato. Cosí dovendo cercare sempre una causa umana per qualunque cambiamento climatico, per spiegare il raffreddamento tra il 1940-1980 hanno aggiunto, nei loro modelli, i solfati. Il problema è che con le aggiunte costanti di solfato la temperatura globale ha cominciato a salire anziché a scendere.
I solfati sono dei raffreddanti nella atmosfera e i solfati si stanno continuando ad immettere in atmosfera ma anziché continuare a diminuire la temperatura come previsto dai loro modellini questa ha cominciato a salire. La mancata inclusione di meccanismi naturali è complicato dalla mancanza di conoscenza o comprensione del tempo e del clima dei meccanismi mediamente più coinvolti nella politica della scienza del clima. I piloti in volo con i bombardieri durante la seconda guerra mondiale sopra le isole del Pacifico, furono sorpresi di trovare forti venti ad alte quote.
Avevano scoperto la corrente a getto, un fiume enorme di vento che fa parte della circolazione noto come il vortice circumpolare. La figura sotto mostra la corrente a getto in tre dimensioni per cui é visibile il suo rapporto con il fronte polare che separa l’aria calda e fredda. Una delle caratteristiche principali della circolazione atmosferica fredda è il modello di vento forte in entrambi gli emisferi noto come il vortice circumpolare. È creato dalla differenza di temperatura in tutto il fronte polare che separa aria fredda polare e calda aria tropicale.

figura in basso è un’altra rappresentazione del vortice che mostrano i diversi modelli di onde di pressione su una mappa. Nel 1946, Carl Gustav Rossby ha individuate le onde più importanti nel vortice ora chiamato Rossby Wave. Esse interagiscono con le principali catene montuose come le Montagne Rocciose e le Ande.

causa più probabile della sequenza Wave è la sinuosità o il tipo di onda sinusoidale che si sviluppa quando c’è un flusso attraverso un mezzo uniforme. Per esempio, essi si verificano nella Corrente del Golfo mentre attraversa l’Atlantico nella parte nord. In questo caso la corrente marina é come un fiume ed é più veloce dell` aria del Vortice che scorre sopra nell’atmosfera. Ci sono due modelli: uno Zonale con qualche onda a bassa ampiezza e l´altro Meridionale con onde di ampiezza elevata. Il numero delle onde varia di piú nella parte del flusso Meridionale dove l’ampiezza determina l´estensione a nord a sud dell’onda. Questo è il modello che crea il meteo.

Il numero e la struttura delle onde è importante per determinare il tipo di condizioni meteorologiche nelle medie latitudini (35 ° a 65 °). L’aria fredda è più densa dell’aria calda, il che significa che determina ciò che accade a queste latitudini. L’aria fredda avanza spingendo l’aria calda fuori e l´aria calda si muove con i ritiri di aria fredda. Il flusso zonale prevede meno variabilitá del tempo, ci sono meno venti di nord e sud, e in genere sono più prevedibili i venti dominanti e quindi le previsioni meteo. Il flusso Meridionale ha molto più variabilitá del tempo, i venti da nord e da sud sono generalmente meno prevedibili e tutto il sistema meteo é di piú difficile previsione. Sembra che il modello cambia quando il mondo si sta raffreddando. Sappiamo che le Rossby Waves si spostano da ovest verso est in genere ad una velocità relativamente costante. Come mostrano i risultati in una qualsiasi stazione a queste latitudini, in genere il cambiamento del clima é associato con l´avere aria tiepida o fredda per circa ogni 4-6 settimane. Sappiamo che quando le onde hanno una grande ampiezza di blocco si verifica che le condizioni meteorologiche anziché della durata di 4-6 settimane possono avere una durata doppia per 8-12 settimane. La gente diventa molto “nervosa” quando le condizioni come la siccità, pioggia, caldo o freddo persistono per molto tempo. Questo è stato il modello per tutto il 2010. Questi sistemi di blocco sono chiamati Omega Blocks perché sembra che formino il disegno Ω della lettera greca omega sulla mappa meteo.

Vedere il modello delle regioni calde e fredde nella Figura, che era la situazione in tutta l’Eurasia dal 20-27 luglio, con la figura della mappa in basso a destra nella seconda figura (1978). Si vede che c´é un modello estremo Meridionale, ma la maggior parte della superficie appare “fresca”. Il modello di blocco ha provocato che aria più calda e persistentea sia rimasta per piú tempo nel Nord America orientale, in Europa occidentale e poi ultimamente in Europa centrale e Russia. Questo modello di blocco è fondamentale per l’affermazione costante che DOBBIAMO avere un caldo record nel 2010.
La figura sotto mostra la distribuzione delle stazioni meteorologiche utilizzate per stabilire la media della temperatura globale. La concentrazione di stazioni nelle medie latitudini dell’emisfero settentrionale è del 69% del totale. Le stazioni che vengono scelte sottolineano la distorsione. Per esempio, utilizzare una stazione meteo in una isola di calore urbana in una cittá del NEPAL compromette tutta la misurazione delle temperature in quel paese. Sovrapporre un modello Meridionale di onde di Rossby in modo che le zone calde comprendano le aree dell´America nord orientale e dell’ Europa occidentale fa evidenziare la distorsione della temperatura media globale.

Siccome l’aria fredda spinge verso l’equatore quando viene a contatto con l’aria caldo umida tropicale questo attiva il maltempo e anche temporali, trombe d’aria e pioggia molto pesante. Il modello comincia a cambiare se si cambia il modello Wave. Noi continueremo a sentir parlare di estremi climatici come prova del riscaldamento. In realtà esistono anche le prove di raffreddamento globale e tutti li abbiamo cominciato a vedere da qualche anno, ma noi sosteniamo che il tutto ha una causalità naturale e non andiamo dietro alla causa umana. Quando si affronteranno i fatti e non le fantasie di certi pseudoscienziati climatologi?

L´ossessione per trovare cause umane nei cambiamenti climatici, significa ignorare ciò che sappiamo circa i meccanismi naturali e l´influenza del Sole sul clima terrestre.

Fonte:http://daltonsminima.altervista.org/

giovedì 26 agosto 2010

GLI ASTRONOMI SFIDANO LE TEORIE ATTUALI


Grazie all’utilizzo del Very Large Telescope dell’ESO, gli astronomi europei hanno dimostrato per la prima volta che una magnetar - un insolito tipo di stella di neutroni – si è formata da una stella di almeno 40 volte la massa del sole. Il risultato presenta grandi sfide alle attuali teorie relative all’evoluzione delle stelle, di come una stella di tale massa si ipotizzasse essere destinata a diventare un buco nero e non una magnetar. Si pone, quindi, ora una domanda fondamentale: quanto deve essere massiccia una stella perché diventi un buco nero?

Per arrivare a tali conclusioni, gli astronomi hanno esaminato nel dettaglio lo straordinario ammasso stellare straordinario Westerlund 1 [1], che si trova a 16000 anni luce di distanza, nella costellazione meridionale di Ara (l'altare). Da studi precedenti (eso0510), gli astronomi sapevano che Westerlund 1 fosse il più vicino super ammasso stellare conosciuto, contenente centinaia di stelle molto massicce, alcune così brillanti da avere una luminosità di quasi un milione di soli e con circa duemila volte il diametro del Sole (grande quanto l'orbita di Saturno).

"Se il Sole si trovasse nel cuore di questo straordinario agglomerato, il nostro cielo notturno sarebbe pieno di centinaia di stelle brillanti una luna piena", dice Ben Ritchie, autore principale dell’articolo che illustra questi risultati.

Westerlund 1 è un fantastico zoo stellare, con diverse ed esotiche popolazioni di stelle. Le stelle di questo gruppo condividono però un aspetto: tutte hanno la stessa età, stimata tra 3,5 e 5 milioni di anni e ciò testimonia come questo agglomerato abbia trovato origine da un unico evento di formazione stellare.

Una magnetar (eso0831) è un tipo di stella di neutroni con un campo magnetico incredibilmente forte - un milione di miliardi di volte più forte di quella della Terra, che si forma quando alcune stelle sono sottoposte ad esplosioni di una supernova. L’agglomerato Westerlund 1 ospita uno delle poche magnetar conosciute nella Via Lattea. Grazie alla sua presenza in questo gruppo gli astronomi sono stati in grado di dedurre che debba essersi formata da una stella almeno 40 volte più massiccia del Sole.

Poiché tutte le stelle in Westerlund 1 hanno la stessa età, la stella che è esplosa e ha lasciato come residuo una magnetar, deve aver avuto una vita più breve delle altre stelle del gruppo. "Poiché la durata della vita di una stella è direttamente collegata alla sua massa - più pesante è una stella, più breve la sua vita - se siamo in grado di misurare la massa di una qualsiasi stella superstite, sappiamo per certo che la stella con vita più breve e che è divenuta una magnetar, deve essere stata ancora più massiccia", afferma il co-autore e leader del team Simon Clark. "Questo è molto importante, perché non esiste una teoria universalmente riconosciuto su come si formino questi oggetti così magnetici ".

Gli astronomi hanno quindi studiato le stelle che appartengono al sistema binario ad eclisse W13 in Westerlund 1, sfruttando il fatto che, in un tale sistema, le masse delle stelle possono essere direttamente determinate dal loro movimento.

Messa a confronto con le altre stelle, gli astronomi hanno verificato che la stella divenuta una magnetar deve essere stata almeno di 40 volte la massa del sole. Questo porta a dimostrare che stelle molto massicce, dalle quali ci si attenderebbe la formazione di un buco nero, possono evolvere diversamente, come una magnetar appunto. L'ipotesi precedente riteneva che le stelle con masse iniziali comprese tra circa 10 e 25 masse solari formassero le stelle di neutroni e quelle superiori a 25 masse solari producessero buchi neri.

"Questa stella deve essersi liberata di più di nove decimi della sua massa prima di esplodere come una supernova, o altrimenti avrebbe creato un buco nero," dice il co-autore Ignacio Negueruela. "L’enorme perdita di massa prima dell'esplosione rappresenta la sfida più grande alle attuali teorie sull’evoluzione stellare."

"Si pone quindi la spinosa questione di come una stella di grande massa debba collassare per formare un buco nero se stelle più pesanti oltre 40 volte il nostro Sole non fanno altrettanto", conclude co-autore Norbert Langer.

Il meccanismo di formazione preferito dagli astronomi ipotizza che la stella divenuta una magnetar - il cosiddetto progenitore – sia nata in compagnia di un’altra stella. Poiché entrambe le stelle una volta evolute avrebbero cominciato a interagire, l’energia derivata dal loro moto orbitale avrebbe portato ad espellete le quantità necessarie dell’enorme massa della stella progenitrice. Il fatto che tale compagnia non sia visibile sul luogo della magnetar, potrebbe essere perché la supernova che ha costituito la magnetar ha rotto il sistema binario, espellendo entrambe le stelle a ad alta velocità dal gruppo.

"Se questo è il caso, ciò suggerisce che i sistemi binari possano svolgere un ruolo chiave nell'evoluzione stellare nel portare alle perdita di massa - l'ultima dieta cosmica piano per i pesi massimi delle stelle, che elimina oltre il 95% della loro massa iniziale", conclude Clark.



Note:
[1] L'ammasso aperto Westerlund 1 è stato scoperto nel 1961 dall’Australia da un astronomo svedese Bengt Westerlund, che in seguito divenne il Direttore dell’ESO in Cile (1970-1974). Questo cluster è dietro una enorme nuvola interstellare di gas e polveri, che blocca la maggior parte della sua luce visibile. Il fattore di attenuazione è superiore a 100000, ed è per questo che ci è voluto tanto tempo per scoprire la vera natura di questo particolare agglomerato.

Westerlund 1 è un laboratorio naturale unico per lo studio della fisica stellare estrema, che ha aiutato gli astronomi a cercare di scoprire come le stelle più massicce nella nostra Via Lattea vivono e muoiono. Dalle loro osservazioni, gli astronomi hanno concluso che questo ammasso estremo molto probabilmente contiene non meno di 100000 volte la massa del Sole, e tutte le sue stelle sono situate all'interno di una regione che si estende per meno di 6 anni luce. Westerlund 1 quindi sembra essere il più massiccio e compatto agglomerato di giovani stelle tra quelli identificati nella Via Lattea.

Tutte le stelle finora analizzate in Westerlund 1 hanno masse almeno 30-40 volte quella del sole. Poiché tali stelle hanno una vita piuttosto breve - astronomicamente parlando - Westerlund 1 deve essere molto giovane. Gli astronomi hanno determinato un'età compresa tra 3,5 e 5 milioni di anni. Questo fa di Westerlund 1 “chiaramente” uno degli agglomerati appena nati nella nostra galassia.


Maggiori Informazioni:
La ricerca presentata in questo comunicato stampa dell’ESO apparirà presto sul giornale di ricerca Astronomy and Astrophysics (“A VLT/FLAMES survey for massive binaries in Westerlund 1: II. Dynamical constraints on magnetar progenitor masses from the eclipsing binary W13”, by B. Ritchie et al.). Lo stesso team ha pubblicato un primo studio avente questo oggetto nel 2006 (“A Neutron Star with a Massive Progenitor in Westerlund 1”, by M.P. Muno et al., Astrophysical Journal, 636, L41).

Il team è composto da Ben Ritchie e Simon Clark (Open University, UK), Ignacio Negueruela (Università di Alicante, Spagna), e Norbert Langer (Università di Bonn, Germania, e Università di Utrecht, Olanda).

Gli astronomi hanno utilizzato lo strumento FLAMES sul Very Large Telescope dell’ESO a Paranal, in Cile per studiare le stelle nell’agglomerato Westerlund 1.

L’ESO (European Southern Observatory) è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e l’osservatorio astronomico più produttivo al mondo. È sostenuto da 14 paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. L’ESO mette in atto un ambizioso programma che si concentra sulla progettazione, costruzione e gestione di potenti strutture astronomiche da terra che consentano agli astronomi di fare importanti scoperte scientifiche. L’ESO ha anche un ruolo preminente nel promuovere e organizzare cooperazione nella ricerca astronomica. L’ ESO gestisce tre siti unici di livello mondiale in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. A Paranal, l’ESO gestisce il Very Large Telescope, l’osservatorio astronomico nella banda visibile più d’avanguardia al mondo. L’ESO è il partner europeo di un telescopio astronomico rivoluzionario, ALMA, il più grande progetto astronomico esistente. L’ESO sta pianificando al momento un Telescopio Europeo Estremamente Grande ottico/vicino-infrarosso di 42 metri, l’E-ELT, che diventerà “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”.

Fonte:http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2010/08/gli-astrnomi-sfidano-le-attuali-teorie.html

NUOVO MATERIALE PER LE STAMINALI


Un nuovo materiale a servizio della biologia e della medicina, per far crescere le cellule staminali senza più ricorrere a cellule e proteine di topo. A realizzarlo sono stati i ricercatori del Mit di Boston guidati da Ying Mei e da Krishanu Saha della University of California di Berkeley, primi autori dello studio apparso su Nature Materials. Si tratta della prima superficie totalmente sintetica che permette alle cellule staminali di vivere e continuare a riprodursi per almeno tre mesi, formando colonie di cellule identiche a quelle di partenza.
Le cellule staminali possono essere adulte o embrionali. Quelle embrionali, a loro volta, possono essere “originali” o derivate dalle cellule somatiche (per esempio della pelle) regredite a uno stadio pluripotente. Al momento, le malattie per cui il trattamento con le cellule staminali è dichiarato sicuro ed è entrato nella pratica medica sono pochissime, anche a causa della forte propensione di queste cellule a sviluppare tumori. Per molte altre patologie, comunque, sono in corso studi e sperimentazioni (c’è fermento soprattutto per le staminali neuronali e quelle in grado di produrre insulina, da poter impiegare in pazienti con traumi al midollo spinale e con diabete di tipo 1). Certo, serviranno almeno una dozzina di anni prima di poterne vedere le applicazioni in campo medico. Quando questo accadrà, però, sarà fondamentale avere a disposizione un sistema di coltura efficiente, dal momento che per una sola terapia possono servire miliardi di cellule.

Attualmente, le superfici di crescita consistono in un disco di plastica ricoperto con una sostanza gelatinosa su cui poggiano cellule o proteine murine, necessarie per mantenere in vita le staminali. Precedenti studi avevano suggerito che numerose proprietà chimiche e fisiche della superficie – come la ruvidità, la rigidità e l’affinità per l’acqua – possano influenzare la crescita delle cellule. Partendo da queste informazioni, Mei e Saha hanno creato circa 500 polimeri (lunghe catene di molecole che si ripetono) e valutato le loro performance. Risultato: le superfici migliori per le staminali sono quelle idrofobiche che includono nella struttura un’alta percentuale di acrilati, ricoperte da una proteina sintetica chiamata vitronectina, che promuove l’attecchimento delle cellule. Ruvidità e rigidità, al contrario, non sembrano avere alcun effetto sulla loro crescita.

tratto da: http://www.galileonet.it/

martedì 24 agosto 2010

I PAPI E IL SESSO


Il Fatto Quotidiano e Dagospia riportano alcuni brani tratti dal libro “I Papi e il sesso”, scritto da Eric Frattini che torna a sfidare la Chiesa con un saggio documentatissmo e sconvolgente, in cui sfilano secolo dopo secolo i sommi pontefici e i loro indicibili vizi. Almeno diciassette papi pedofili, dieci incestuosi, dieci ruffiani, nove stupratori. E poi, nonostante continue condanne dell’omosessualità, del matrimonio e del concubinato tra religiosi, decine di pontefici sposati, omosessuali, travestiti, concubinari, per non parlare dei sadici e dei masochisti, dei voyeur eccetera eccetera: inimmaginabile quanti fra questi siano stati perfino canonizzati.

“Nessuna religione al mondo ha mai dibattuto tanto l’intimità sessuale come il cattolicesimo”, scrive Frattini, e nessuna ha mai imposto altrettanto dettagliatamente i suoi codici di comportamento.

Ecco alcuni passi “incestuosi”:

Leone X (1513-1521), portato in lettiga alla cerimonia d’incoronazione per via delle ulcere anali provocate dalla sodomia.

Tariffe - L’ecclesiastico che commetta peccato carnale con suore, cugine, nipoti o figliocce oppure con una donna qualunque sia assolto se paga 67 libbre e 12 soldi di multa. Il sacerdote che svergini una fanciulla sia perdonato con 2 libbre e 8 soldi. La monaca che, dentro o fuori dal convento, si sia data a un uomo, o a più uomini, o a più uomini contemporaneamente, paghi per diventar badessa 131 libbre e 15 soldi (istruzioni della Taxa camarae, istituita dal Papa nel 1517). Imposta Il cullagium, imposta annuale versata dai sacerdoti che volevano tenere una concubina. Ampliata poi da Giovanni XXII ai clerici celibatari.

Martellate - Giovanni VIII (872-882) andava a letto col marito di una nobildonna genovese, i parenti di costei gli servirono perciò delle pernici avvelenate e, non essendo ancora il Papa morto al terzo giorno, gli entrarono in camera di notte e lo finirono a martellate sul capo.

Galline - L’abate Eugenio di Brest, morto d’infarto mentre copulava con una gallina.

Cavalli sus saburre conubium - Giovanni XII (955-963), che nutriva i suoi mille cavalli con mandorle e fichi inzuppati nel vino e morì ventiquattrenne per mano di un marito, ordinava vescovi i bambini, dipoi li deflorava e pervertiva. Asini e cani Il medesimo Giovanni XII organizzava assalti di asini e cani alle puttane.

Cani e asini - Bisognò che Pio V (1566-1572) vietasse alle monache di tenere in convento cani e asini maschi.

Penitenze - Bisognò che il Concilio di Reims (1049) s’occupasse delle penitenze da infliggere a religiosi e laici che si masturbassero, inghiottissero sperma, bevessero mestruo, impastassero pane sul culo delle bambine, o anche tra le cosce delle giovani donne.

Sola - «Una donna, che resti sola con un sacerdote, fugga dicendo che deve andar di corpo» (San Girolamo).

Benedizioni - Benedetto IX, che fu papa a 11 anni, benediceva la sorella mentre questa s’accoppiava con gli altri maschi. Giovanni XXII, al banchetto per le nozze della nipote, fece servire ai cento invitati quattromila porzioni di pane, cinquantacinque pecore, otto maiali, quattro cinghiali, duecento capponi, seicentonovanta polli, quaranta pivieri, trentasette anatre, cinquanta colombi, quattro cicogne, due fagiani, due pavoni, duecentonovantadue uccelletti, tre quintali di formaggio, tremila uova, duemila frutti, undici barili di vino.

Banchetto - Giovanni XXII, al banchetto per le nozze della nipote, fece servire ai cento invitati quattromila porzioni di pane, cinquantacinque pecore, otto maiali, quattro cinghiali, duecento capponi, seicentonovanta polli, quaranta pivieri, trentasette anatre, cinquanta colombi, quattro cicogne, due fagiani, due pavoni, duecentonovantadue uccelletti, tre quintali di formaggio, tremila uova, duemila frutti, undici barili di vino.

Pellicce - Clemente VI, volendo celebrare la vittoria sui turchi (1347) utilizzò 1800 pellicce d’ermellino: «68 per i cappucci, 430 per un mantello papale, 310 per un manto, 150 per altri due cappucci, 30 per un cappello, 80 per un cappuccio grande e 88 per mantelli papali» (testimonianza di Francesco Petrarca).

Sotterranei - Urbano IV riunì tutte le prostitute nella cappella sotterranea di Santa Maria, pretese poi di incassare una parte degli introiti. Leone X, che aveva sistemato settemila donne in un quartiere controllato dalle truppe pontificie, esigeva poi il 40 per cento.

Sifilide sus saburre conu - Papa Alessandro VI, detto Papa Sifilide.

Donna - Il nobile tedesco, che venne a trovar Giulio II ragazzo e tornò in Germania donna fatta.

Lutero - gli eccessi di Leone X portarono Martin Lutero ad affiggere alla porta della chiesa di Wittenberg le sue novantacinque tesi, per le quali il 3 gennaio 1521 fu scomunicato

Male - «Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa» (Blaise Pascal).

Fonte:http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/sesso-papi-chiesavaticano-frattini-sodomia-omosessualita-gay-512622/

NIENTE CONCERTO CRISTIANO,IN PUNIZIONE!!!

Un recente articolo sull’Huffington Post rende note pratiche di indottrinamento nei confronti di soldati statunitensi, a colpi di concerti rock cristiano, e delle conseguenti discriminazioni per chi non li segue. A maggio, circa ottanta soldati che avevano scelto di non assistere ad un concerto dove erano stati condotti dai loro superiori, perchè di altre religioni o non credenti, hanno subito pressioni e sono stati puniti con la consegna in caserma.
Secondo testimoni diretti, che si sono rivolti alla Military Religious Freedom Foundation, da qualche anno a Fort Eustis e a Fort Lee in Virginia vengono organizzati concerti con band dichiaratamente orientate verso il cristianesimo evangelico, in un vero e proprio programma di addestramento denominato Commanding General’s Spiritual Fitness Concerts Series. Il tutto con spese molto alte, anche per i contratti degli artisti che si esibiscono. L’ideatore del programma, il generale James E. Chambers, si è definito “cristiano rinato” dall’età di sedici anni.

Fonte:http://www.uaar.it/news/2010/08/21/usa-non-vanno-a-concerto-cristiano-ottanta-soldati-in-punizione/

VATICANO HA OSTACOLATO PRETE PEDOFILO

Oakland, sette persone accusano: “Vaticano ha coperto prete pedofilo”

Un uomo e sei donne hanno denunciato di aver subito abusi da Stephen Kiesle, sacerdote della diocesi di Oakland in California, tra il 1972 e il 2001. Secondo l’accusa, la Chiesa sapeva dei fatti ma li avrebbe coperti, sospendendolo dal sacerdozio solo nel 1987. Il prete infatti venne condannato a tre anni per molestie su minori e atti osceni già nel 1978 e la sua diocesi ne avrebbe chiesto la rimozione nel 1982. In particolare si sostiene che l’allora cardinale Ratzinger, saputi i fatti si sarebbe deciso solo tempo dopo ad intervenire e avrebbe scritto alla diocesi di agire “nel modo più paterno possibile” con l’accusato. La diocesi viene inoltre accusata di non essere intervenuta in maniera decisa e tempestiva, nonostante fosse emersa la pericolosità dell’uomo.

Fonte:http://www.uaar.it/news/2010/08/22/oakland-sette-persone-accusano-vaticano-coperto-prete-pedofilo/

VERGOGNA!!UN GIUDICE BLOCCA LA RICERCA SULLE STAMINALI

Una recente sentenza mette in discussione i finanziamenti per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, sostenuti negli Usa dallo stesso presidente Barack Obama. Il giudice federale di Washington Royce C. Lamberth ha infatti accolto un ricorso presentato da James Sherley, ex ricercatore del MIT e sostenuto da gruppi cristiani, contro l’utilizzo di embrioni in sovrannumero per ricavare cellule staminali.
Secondo la sentenza, i finanziamenti federali sarebbero in contrasto con l’emendamento Dickey-Wicker votato dal Congresso per l’approvazione del bilancio e che vieta la distruzione di embrioni. Lamberth scrive inoltre che i fondi per la ricerca sulle embrionali penalizzerebbero gli studi sulle staminali adulte. Il mondo scientifico esprime una generalizzata delusione verso la sentenza: rischio è che vengano bloccati numerosi programmi di ricerca a livello universitario e medico. Il governo potrà presentare un appello o ridefinire le linee guida per gli Istituti Nazionali della Salute (Nih) in modo che siano in accordo con la sentenza.

Fonte:http://www.uaar.it/news/2010/08/24/usa-giudice-blocca-finanziamenti-per-ricerca-su-staminali-embrional/

Sono dell'idea che il papato e il Vaticano non hanno alcun diritto o competenza per potersi permettere di interferire quando fa loro comodo con la ricerca scientifica che a differenza delle preghiere e dei presunti miracoli,tutti tranquillamente rivelatisi falsi nonostante l'ostinatezza di qualche signore che tenta disperatamente di difendere le proprie idee,la ricerca scientifica ha salvato molte più vite,debellato malattie e dato molti risultati positivi al genere umano.
Interferire con la ricerca significa interferire con il progresso che tende a migliorare la condizione umana.
Chi si oppone ciò va condannato.

Alex

VIOLENTO' RAGAZZINA MINACCIANDO LA PUNIZIONE DIVINA

Un prete cattolico oggi cinquantenne è stato incriminato per aver violentato una ragazzina di quattordici anni, quando era cappellano una ventina d’anni fa. E’ quanto ha affermato il portavoce della procura di Osnabrueck, nella Bassa Sassonia. Il sacerdote ha ammesso di aver costretto la ragazza ad avere rapporti con lui, minacciando in caso contrario una “punizione divina”. La donna, che ha contattato la diocesi di Osnabreuck l’anno scorso, sostiene di aver subito violenze per tre anni. Il prete è stato sollevato dal suo incarico.

Fonte:UAAR

lunedì 23 agosto 2010

LE PIRAMIDI DEL LAGO FUXIAN

UNA ATLANTIDE CINESE Trovate antiche piramidi inesplorate in Cina, nel lago Fuxian, provincia dello Yunnan

Circa sei mesi fa, il Centro di ricerche sottomarine “Prodiving.CN” e l’ONG “Laboratorio K” rivolsero una richiesta agli esperti cinesi nel campo dell’archeologia subacquea. Secondo i loro strumenti di misura, eholokatorov, sonar e risultati topometrici, sul fondo del lago Fuxian potrebbe presumibilmente trovarsi un’antica città sommersa.

Tuttavia, date l’elevata altitudine (1700 m s.m.) e la bassa temperatura delle acque del lago, immergersi a gran profondità era piuttosto difficile. Pertanto, la missione è stata organizzata solo dopo aver reperito le necessarie attrezzature, e si è conclusa a metà dello scorso maggio.

Il lago Fuxian si estende attraverso le contee di Chengjiang, Jiangchuan e Huaning nella provincia dello Yunnan, a circa 60 chilometri dalla città di Kunming.
Il lago è classificato al terzo posto nello Yunnan , subito dopo il Lago Dianchi e il lago Erhai. E’ anche il lago più profondo in Yunnan, con 157 metri di profondità massima.
Una leggenda sul lago Fuxian dice che due fate, che scendevano verso il mondo, fossero passate di qui. Erano così riluttanti a lasciare il bellissimo paesaggio che si trasformarono in statue in pietra. Perciò il lago è stato chiamato Fuxian (letteralmente significa: Lago dal profilo di fata).
Il 24 ottobre 1991, un uomo di nome Zhang Yuxiang stava pescando sul lago tranquillo. Improvvisamente, lui ed altri sostennero che un disco luminoso saltò fuori del lago, come una nebbia. Il disco svanì nell’aria e la barca fu sballottata da onde improvvise. Questo strano fenomeno scioccò Zhang e le altre persone che erano con lui.
Altre leggende come questa si sono diffuse da tempo.
Secondo “Cheng Fu Jang Zhi”, un libro sulla regione dell’Imperatore Daoguang, un animale simile a un cavallo viveva nel lago. Il suo corpo era bianco puro con macchie rosse sulla schiena. A volte volava rapidamente fuori dall’acqua. Le persone che l’hanno visto sono state fortunate. Pensate che il Pegaso esista realmente nel lago Fuxian?
Un giorno, Geng Wei, un subacqueo specializzato, scoprì uno strano fenomeno sotto il lago. Vide materiali lapidei, tra cui lastre di pietra coperte da uno strato di muschio.
Geng Wei credeva che le pietre potessero essere di un tempo remoto. Tuttavia, perché erano sott’acqua? Da dove provenivano? Con queste domande, Geng si ricordò di una leggenda mistica del lago. La gente del posto dice che spesso si può vedere la sagoma della città, sotto il lago, dalle montagne vicine, in una giornata tranquilla.
Era l’antica città di cui parlava la leggenda? Per esplorare questo enigma, Geng s’immerse nelle acque circa 38 volte per portare avanti le indagini. Alla fine scrisse una relazione di notifica ufficiale ai servizi e agli esperti della provincia dello Yunnan, raccontando delle sue scoperte.
Per svelare il mistero, un team cinese di archeologia sottomarina di stanza al lago Fuxian Lago fu coinvolto. Essi scoprirono molti blocchi sparsi sul fondo del lago. Con l’uso di rivelatori avanzati, videro che le pietre formavano un muro, visibile su uno schermo sonar. Lastre di pietra ricoperte di muschio sembravano rivelare una antica città sommersa.
Il lago Fuxian è molto grande, e le tracce di costruzione erano dappertutto. Dopo diversi giorni di osservazione e di analisi , gli esperti hanno stimato che il campo di applicazione della zona fosse tra 2,4 chilometri quadrati a 2,7 chilometri quadrati.
Alcuni esperti speculare il sito potrebbe essere l’antica città di Yuyuan , che scomparve misteriosamente molte centinaia di anni fa.
I risultati cui è pervenuta la spedizione degli archeologi cino–russi nella ricerca sul lago Fuxian sono così riferiti da Leonid Gav e Yevgeny Spiridonov, gli organizzatori del progetto:

“Abbiamo trovato in laghi d’acqua dolce una piramide alta oltre 40 metri – ed è veramente sorprendente. Questa nuova meraviglia del mondo è stata preservata e nascosta dall’acqua.

l lago Fuxian, nella provincia dello Yunnan, contiene le più antiche piramidi inesplorate. L’area di studio relativa a questi antichi manufatti supera le dimensioni della capitale d’epoca Han. La città non è menzionata in nessuno dei manoscritti famosi degli storici cinesi, né negli antichi archivi. La città cinese di Yalunvan, citata in quei documenti e andata perduta, poteva essere fatta di legno e argilla, secondo le stesse modalità classico delle altre strutture megalitiche locali, ben diverse dalla complessità dei megaliti e dei templi egizi.

Queste piramidi sono sopravvissute quasi intatte, fuori del tempo e lontane dall’attività dell’uomo. La parte superiore di una delle tre piramidi esaminate si trova ad una profondità di circa 54 metri, e la più bassa a 97 m. Le immagini mostrano blocchi di pietra con figure visibili, simili ad orecchie umane. Secondo il sonar, sono stati ripetutamente riconosciuti in scansione tridimensionale gli ecogrammi di blocchi variabili nel formato da 3 a 5 metri.
Come ci aspettavamo, l’origine del lago di Fuxian è tettonica. L’età molto approssimativa delle costruzioni può essere al periodo 5000–12000 a.C. E’ stato studiato solo l’uno per cento della superficie del lago, che è largo sino a 7 chilometri e lungo oltre 50 km.
Sulla base della nostra ricerca sottomarina, dei materiali di studio, abbiamo effettuato un confronto etnografico e videoissledovaniya con i dati eholokatorov, side–scan sonar, per gentile concessione degli esperti cinesi, e si possono trarre le seguenti conclusioni:
* Le piramidi presentano caratteri architettonici simili a quelle della cultura Maya, i blocchi sono delle stesse dimensioni di quelli delle piramidi egizie della piana di Giza – questi dati sono confermati dai nostri colleghi cinesi.
* Si tratta di edifici situati a notevoli altitudini. Intorno a questo antico complesso c’era un lago, la cui profondità non superava i 30 metri. Eventi come terremoti, o altro, hanno provocato che il livello enorme raggiunto dalla pioggia causasse cambiamenti irreversibili e movimenti della crosta terrestre. La città, costruita in una situazione naturale geologica instabile, presso il lago d’origine tettonica, fu condannata.
* Il terremoto non ha distrutto l’antica città. Il primo terremoto danneggiò tutte le strutture deboli, e altri processi (piogge anomale, tremori e il cambiamento di temperatura) molto probabilmente spinsero le persone a lasciare questo posto. Eventi successivi, come alluvioni e il movimento delle placche tettoniche, completarono il miracoloso processo di conservazione, con un inabissamento di cinque centimetri all’anno, secondo le dinamiche di sprofondamento del lago al momento valutate dai geologi cinesi. La profondità massima del lago, a questo punto, è di 180 metri. Il fondo del lago è costituito da pietra, per lo più calcare, e la trasparenza delle acque in buone condizioni raggiunge i 15 metri.
* I risultati preliminari degli studi etnografici supplementari suggeriscono l’ipotesi della presenza del cuore di una cultura unica, intorno al lago Fuxian.
* Ulteriori indagini del lago sono possibili soltanto in un approccio integrato. A nostro parere, il lago è molto sicuro da esplorare con i mezzi di tecnica subacquea. Le condizioni di immersioni in altitudine, la temperatura e la visibilità rendono piuttosto arduo il lavoro, e agire in sicurezza è difficile, ma possibile.
L’immersione in altitudine è stata più ardua del previsto – tutti i membri della spedizione, anche la squadra locale di subacquei, hanno patito vertigini, nausea e formicolio alle dita. Un medico della spedizione era deciso a spostare il campo base a quote più basse, nella città di Kunmin.
Tuttavia, né la vita né la salute dei membri della spedizione sono stati in alcun pericolo. Il 12 aprile, dopo 10 giorni, la spedizione di ricerca subacquea è stata completata con successo.
* I colleghi cinesi per ulteriori ricerche farebbero bene a passare attraverso un laboratorio subacqueo sull’esempio del Blue Lake russo, o un centro di ricerca come ad esempio un sottomarino midi–Class “Sadko” SPC “Ruby”.
* I luoghi del lago di Fuxian appaiono unici. Gli archeologi cinesi hanno assolutamente ragione non correlare queste strutture con le necropoli cinesi e l’altra architettura storica della Cina. Questo è un approccio assolutamente onesto. La maggior parte degli archeologi cinesi data l’impianto a 5000–13000 anni prima di Cristo. Alcuni si riferiscono al periodo degli Han – ma questo non è chiaramente un approccio oggettivo. La risposta esatta e il verdetto finale dipendono dallo studio dei geologi russi sulla base dei campioni.
Insistiamo sull’attenzione eccezionale dell’UNESCO e di altre organizzazioni per questo sito archeologico. Questa è una parte dell’eredità della nostra storia comune della Terra. E’ sopravvissuta grazie all’acqua, alla profondità e al tempo. La nostra responsabilità è di preservarla e studiarla il più obiettivamente possibile. Dobbiamo conoscere la nostra storia comune terrena, per comprendere la complessità e l’unicità della nostra vita moderna – ancora fortemente dipendente dalle condizioni atmosferiche dello spazio.
Tali eventi catastrofici, che sostengono la vita di un’intera civiltà planetaria, dovrebbero farci pensare che l’unico modo possibile per la vita e l’immortalità dell’uomo, come specie, sia quello di accelerare i progetti in comune di colonizzazione dello spazio vicino”.

Fonte:http://www.express-news.it/?p=43618#

CREARE IDROGENO DALL'ACQUA


Basterebbe fare come le foglie. Per ottenere energia pulita, una strada è cercare di riprodurre quel processo di fotosintesi che fornisce alle piante zucchero e ossigeno partendo da ingredienti abbondanti come acqua e luce. Il fenomeno si svolge sotto ai nostri occhi tutti i giorni dall'alba al tramonto. Eppure è talmente complesso dal punto di vista chimico da non essere mai stato capito fino in fondo, né riprodotto in maniera efficiente dall'uomo.
Un gruppo di ricercatori italiani ha appena mosso un passo avanti verso questa "pietra filosofale" dell'energia pulita. L'équipe delle università di Trieste, Padova e Bologna e del Cnr di Padova ha descritto su Nature Chemistry come realizzare un catalizzatore per facilitare la scissione delle molecole d'acqua in ossigeno e idrogeno: quest'ultimo utilizzabile come fonte di energia per i motori.
La molecola di H2O, spiegano Maurizio Prato e Marcella Bonchio, coordinatori dello studio, "si forma dal punto di vista chimico facendo reagire idrogeno e ossigeno, in un processo che produce grandi quantità di energia ed è alla base delle celle a combustibile. Ma la reazione inversa, ovvero la scissione della molecola di acqua per generare idrogeno, un combustibile pulito, resta oggi uno degli obiettivi più ambiziosi della ricerca".
Gli elettrodi realizzati in Italia, spiega ancora Prato "sono fatti con nanotubi di carbonio e possono generare idrogeno in modo continuo dall'acqua, anche del mare". Perché il processo della "fotosintesi artificiale" sia completo, mancano ancora alcune tappe da mettere a punto. Ma alla fine, continua Prato, "nel nostro sistema si potrebbe usare acqua di mare, liberarla dall'ossigeno e ottenere idrogeno in grado di alimentare un motore". I nanotubi hanno un diametro esterno di 25 nanometri, o milionesimi di millimetro.
In natura, per superare l'alto livello di energia necessario a spezzare le molecole d'acqua, le alghe e le foglie usano un enzima che si chiama PsII (o Photosystem II). La sua architettura è tanto complessa da non essere imitabile per l'uomo. Quello che il nanotubo di carbonio italiano spera di ottenere è proprio superare questo collo di bottiglia e consentire lo splitting (la divisione di una molecola di H2O in idrogeno da un lato e ossigeno dall'altro) senza bisogno di raggiungere quote elevate di energia: dunque a temperature basse e costi ragionevoli.
"La scoperta del catalizzatore giusto è la chiave di volta per convertire il nostro mondo all'energia rinnovabile e pulita al posto dei combustibili fossili" spiega Prato. "Il catalizzatore che abbiamo realizzato ha un "cuore" dove avviene la reazione, grazie alla sinergia di quattro atomi di rutenio. Qui, atomi ed elettroni dell'acqua vengono trasferiti senza troppa fatica e dunque a bassa energia". I quattro atomi di metallo usati come catalizzatore sono ancorati ai nanotubi di carbonio che funzionano un po' come dei fili elettrici: su di essi infatti corrono gli elettroni che vengono liberati dalla reazione chimica.
Anche con il catalizzatore capace di favorire lo splitting, il motore ad acqua non è per il momento dietro l'angolo. Il "principio di tutte le cose" secondo Talete resta infatti una fonte continua di misteri per fisici e chimici, nonostante la sua abbondanza sul pianeta azzurro, la stabilità dei suoi legami fra gli atomi e la sua limpidezza.

Fonte:http://tiecius.blogspot.com/2010/08/creare-idrogeno-dallacqua.html

domenica 22 agosto 2010

I PENITENZIERI E I PRETI PEDOFILI

PORGERE SEMPRE L'ALTRA GUANCIA

600.000 ANNI FA


Equivalente la superficie della Luna e degli altri pianeti,la superficie del nostro pianeta nel corso di migliaia e migliaia di anni è stata caratterizzata da eventi catastrofici di ogni tipo che ne hanno modificato la superficie al punto che basterebbe fare un passo indietro fino a 12.000 anni fa e a differenza di oggi la geografia del nostro pianeta e delle terre emerse apparirebbe completamente modificata dagli eventi geologici e climatici che ne caratterizzano ogni giorno la superficie.
Sin dagli inizi dell'Ottocento è sorta una sorta di dottrina meglio nota come Uniformitarismo,che prevede che la storia del nostro pianeta sia stata caratterizzata da eventi da processi geologici lineari ed estremamente lenti della durata di milioni di anni,e non sarebbe avvenuto nulla di catastrofico.
Attualmente infatti l'Uniformitarismo è l'insieme delle concezioni della scienza ortodossa,quali l'Evoluzionismo,la Deriva dei Continenti,l'Orogenesi,secondo la quale la storia del nostro pianeta è stata segnata da eventi estremamente lenti e graduali per nulla segnati da nulla di catastrofico.
Se però si va a indagare a fondo sulla storia del nostro pianeta e si osservano le tracce di impatti di corpi celesti sul nostro pianeta si scopre però che i fatti non coincidono con la teoria di cui abbiamo invece parlato,ma che in realtà gli eventi catastrofici più che un anomalia hanno rappresentato la norma della storia del nostro pianeta,allo stesso modo in cui i brillamenti solari rappresentano la norma dell'attività solare.
Osservando il numero di crateri sulla Terra prodotti dalla collisione di corpi celesti ncon la superficie terrestre è possibile quindi riscontrare un dato di fatto:quando le anomalie superano la generalità,la generalità diviene l'anomalia e l'anomalia la generalità.

Molti di essi risultano essere stati sepolti dagli agenti geologici o sul fondo degli oceani,ma se osserviamo con attenzione la superficie della Luna o di altri pianeti del Sistema Solare è possibile scopriamo che sono segnati anch'essi da cicatrici prodotte dall'impatto con corpi celesti o di altro tipo.

Allo stesso modo in cui si invertono i ruoli in cui l'anomalia diventa la generalità e viceversa,la storia del nostro pianeta è stata caratterizzata dalle inversioni magnetiche e assieme ad esse gli spostamenti della crosta terrestre che li accompagnano generando terremoti di forte intensità e trasformando aree prima temperate lungo i margini polari in inospitali deserti di ghiacci che in seguito verranno coperti da una spessa coltre di neve e ghiaccio.
E' chiaramente dimostrato che una volta ogni 11.500 anni un inversione magnetica colpisce il nostro pianeta generando catastrofiche eruzioni vulcaniche su scala planetaria accompagnate da devastanti terremoti su scala globale e da cambiamenti climatici improvvisi,talmente improvvisi che sepolti sotto la tundra siberiana e dell'Alaska si ritrovano ancora milioni di mammut sterminati nell'arco di pochissimo tempo mentre stavano mangiando o tentando di scappare.
In quello stesso periodo si assistette ad un improvviso scongelamento dei poli e un eccezionale serie di inondazioni in differenti aree del globo per poi subire un nuovo repentino raffreddamento con conseguente riformazione dei ghiacci in pochissimo tempo.
Calcolando che ogni 11.500 il nostro pianeta subisce un'escursione magnetica legata principalmente alla Precessione,durante ognuno di questi eventi si ha una forte attività tettonica,un possibile spostamento della crosta terrestre,un massiccio aumento delle precipitazioni sia piovose che nevose su scala globale accompagnate da una possibile tracimazione di bacini glaciali o straripamento di fiumi e come se non bastasse l'indebolimento del campo magnetico terrestre provocherebbe una pioggia di raggi cosmici,letali come una tempesta radioattiva,che precipitando sulla superficie terrestre,anzichè essere deviati dal campo magnetico,provocherebbero numerose mutazioni genetiche generando nuovi tipi di vegetali e animali e causandone l'estinzione di entrambi.
Tornando indietro di diverse migliaia di anni fino a 600.000 anni fa è possibile riscontrare un forte aumento dell'attività vulcanica in tutto il globo con la conseguente formazione di numerosi vulcani che oggi conosciamo molto bene anche in Italia.
L'Etna per esempio comincio la sua formazione esattamente nel Quaternario,600.000 anni fa e si ritiene che prima della sua formazione al posto del gigantesco cono vulcanico fosse un golfo dalla quale cominciò la sua attività eruttiva.
Anche le eruzioni del Lago Bracciano e i Monti Sabatini iniziarono intorno a 600.000 anni fa "e si protrassero, con probabili lunghe pause, fino a circa 40.000 anni fa."
Continuano poi quelle dei Vulsini,anch'esse cominciate nello stesso periodo.
Spostandoci poi nel resto del mondo troviamo che la Long Valley è collocata su un altopiano vulcanico,meglio noto come "Volcanic Tableland",la cui formazione si deve ad una massiccia effusione di lava 600.000 anni fa.
Medesima sorte vale per il monte Lassen Peak,Nord America,dalla quale 600.000 anni fa una seie di imponenti eruzione diedero vita al gigantesco cono vulcanico che ora possiamo conoscere con il sudetto nome.
Nelle Hawaii,anche i Mauna Loa iniziò la sua fase eruttiva attorno ai 600.000-1000.000 anni fa,ed è tutt'ora attivo e in fase di risveglio da diversi anni mentre,il Kilauea è tutt'ora attivo e la sua formazione si calcola anch'essa attorno ai 300.000-600.000 anni fa da un eruzione sottomarina che lo fece crescere fino a farlo emergere dal mare.
Periodi di intenso vulcanismo risalente a 600.000 anni fa si possono riscontrare anche nelle Cascades,nella Great Rift Valley,in Nuova Zelanda e differenti aree del globo.
A quello stesso periodo si intravede la fine di una glaciazione meglio noto come periodo glaciale di Donau I,con l'inizio di un periodo interglaciale di Tiglian.
Secondo alcuni scienziati le coincidenze tra aumenti di attività vulcanica durante i periodi glaciali,seguiti da periodi interglaciali,sarebbero spiegati dalla diminuzione della massa di ghiaccio sulla crosta terrestre che aumenterebbe la possibilità che nuove faglie si riattivino dando inizio ad una maggiore attività tettonica (terremoti,eruzioni vulcaniche).
Tutto ciò sarebbe spiegabile però se ad essere interessate da tale attività fossero le aree prima occupate o molto prossime a dove prima erano i ghiacciai,invece l'aumento dell'attività vulcanica è stato riscontrato non solo nelle aree temperate ma anche in quelle equatoriali che non avrebbero minimamente risentito del peso dei ghiacci.
Ci sono molte prove a favore che a seconda del periodo in cui avviene un inversione magnetica(glaciale,interglaciale,si può avere un massiccio scioglimento dei ghiacci oppure l'inizio di una nuova fase glaciale,oppure addirittura entrambi,tutto ciò è legato all'aumento dell'attività tettonica che riscalda la crosta terrestre e i mari causando rapido disgelo delle regioni polari e aumento delle precipitazioni in tutto il globo.
Tutti questi fenomeni sono solo alcuni della lunga storia della Terra,molti di essi, come le inversioni magnetiche,sono ciclici e si ripetono con regolarità ogni 11500 anni tracciando come l'ennesimo anello di crescita di un albero la storia del nostro pianeta che per quanto numerosi scienziati si ostinino ad affermare di conoscere perfettamente i meccanismi geologici e di conoscerne l'età ,in realtà le analisi dei dati dimostra ancora quanto sia difficile per la mente umana esistere in un universo dinamico che continua a riservarle le sue sorprese e a mettere in crisi i suoi preconcetti ricordandole che ha ancora molto da imparare prima di illudersi di conoscerlo quanto se stessa.


Fonti:
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/07/estinzione-magnetica.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Etna
http://vulcan.fis.uniroma3.it/italia/lazio/bracciano/left-right.html
http://zircon.mcli.dist.maricopa.edu/writinghtml_it/tut/tut9_ex/index.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Newberry_Volcano
http://www.shastahome.org/shasta-county/shasta-county-regions/volcanic-history-of-lassen-park.html
http://www.volcanodiscovery.com/en/hawaii/mauna_loa/
http://inform.com/science-and-technology/visit-kilauea-volcano-hawaiis-growing-island-260319a
http://www.newworldencyclopedia.org/entry/Olduvai_Gorge
http://www.tulane.edu/~sanelson/geol204/volclandforms.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_delle_glaciazioni

sabato 21 agosto 2010

LE ASSIMETRIE DEL NUCLEO TERRESTRE


Il nucleo terrestre non è una bella sfera compatta tutta d’un pezzo. Oltre al fatto che è composto da un nucleo interno solido circondato da un nucleo esterno liquido, gli scienziati della Terra hanno da tempo osservato che le onde sismiche si trasmettono più velocemente se si propagano attraverso il nucleo nella direzione nord-sud rispetto a quelle che viaggiano nella direzione est-ovest. Inoltre nello strato esterno liquido, si troverebbe una zona dove le onde sismiche si attenuano più gradualmente rispetto al resto. Infine nell’emisfero orientale le onde sismiche hanno mediamente una velocità maggiore.
Tutto questo significa che il nucleo ha una composizione diversa a seconda delle zone e queste differenze provocano appunto delle asimmetrie nella propagazione delle onde sismiche. L’osservazione del comportamento delle onde sismiche è l’unico modo che hanno gli scienziati di vedere il centro della Terra, dato che non possono trivellare un buco di circa 6000 chilometri per raggiungerlo.
Ora, secondo il nuovo modello proposto da Thierry Alboussière, Renaud Deguen e Mickaël Melzani del Laboratoire de Géophysique Interne et Tectonophysique del CNRS di Grenoble, sembra che gli strati del nucleo intero possano essere generati da due processi simultanei: da una parte la superficie del nucleo interno si cristallizza, cioè si solidifica, mentre dall’altra si scioglie. Il calore produce inoltre dei moti convettivi che spostano, traslano, tutta la massa producendo così l’asimmetria che si osserva nelle onde sismiche.
Il tasso con cui il nucleo interno verrebbe completamente rinnovato, sciogliendosi da una parte e solidifcandosi dall’altra, sarebbe di circa 100 milioni di anni, un periodo che difficilmente permette una diretta verifica del modello. È tuttavia cento volte più veloce di quanto finora si pensava fosse il tasso di crescita del raggio del nucleo interno.

Fonte:http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2010/08/le-asimmetrie-del-nucleo-terrestre.html

venerdì 20 agosto 2010

CILE: FARNESINA, POSSIBILI DIFFICOLTA' NEGLI SPOSTAMENTI CAUSA NEVE


A causa delle intense nevicate verificatesi nelle scorse settimane in Cile, nella Regione di Aysen, circa 1.500km a sud della capitale Santiago, si registrano tuttora interruzioni di corrente elettrica ed alcune difficolta' di collegamento con ed all'interno della regione''. Lo rende noto la Farnesina, che consiglia, prima di partire, ''di verificare direttamente con il proprio tour operator che la situazione sia tornata alla normalita'''.
Secondo i consigli di Viaggiare Sicuri, nel paese si registrano saltuarie scosse di terremoto. Il Mae consiglia pertanto a coloro che intendano recarsi nelle suddette regioni ''di prendere visione delle norme di sicurezza e di evacuazione negli hotel e nei luoghi di pernottamento''.
Viaggiare Sicuri avvisa che ''gli spostamenti via terra a sud della capitale (Ruta 5 tra Rancagua e Temuco) possono essere tuttora rallentati a causa di danni alle infrastrutture, riduzione di carreggiata ed alcune deviazioni, ma non vi sono interruzioni di transito''.
Numerosi sono i vulcani attivi che potrebbero riprendere improvvisamente l'attivita' eruttiva. La Farensina consiglia, pertanto, ''di tenersi informati e di attenersi alle misure preventive eventualmente adottate dalle Autorita' locali''.
In particolare, sono considerati al momento in fase attiva il vulcano Llaima (nella regione dell'Araucania, circa 660 km a sud di Santiago) ed il vulcano Chaiten (nella Regione de Los Lagos, circa 1200 Km a sud della capitale).

Fonte:http://www.asca.it/news-CILE__FARNESINA__POSSIBILI_DIFFICOLTA__NEGLI_SPOSTAMENTI_CAUSA_NEVE-943061-ORA-.html

SCARICHE ELETTRICHE INTERPLANETARIE


E' stato scoperto che molti pianeti e lune del sistema solare presentano crateri o anomalie che non sembrano avere alcuna attinenaza con eventi meteorici o vulcanici ma bensì sembrano crateri prodotti da un intensa attività elettrica.
Halves Alfven uno dei pionieri più noti per lo studio del plasma nelle scariche elettriche,nientemeno che un premio Nobel,aveva fatto già notare ai fisici teorici che le loro teorie erano sbagliate e che lavoravano ai modelli sbagliati.
In pratica i veri plasma non si comportavano come previsto dai modelli matematici,ossia non erano superconduttori e non potevano esser trattati coma gas.
Le correnti elettriche li attraversano fino a ridurli in lunghi filamenti e poi intrecciandoli in strutture cordiformi.
Tli filameni sono visibili in:
-protuberanze solari.
-getti galattici.
-coda delle comete.
Osservando con attenzione nelle foto della superficie dei pianeti del sistema solare è possibile riscontrare chiaramente i segni tipici delle scariche di plasma,o meglio dire,fulmini interplanetari.



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Il nostro vicino, Marte, il pianeta più studiato nel sistema solare [al di fuori della Terra] offre esempi quasi illimitati. La superficie di Marte rivela la prova evidente di quella che è una violenta cicatrice elettrica.
Lo stupendo abisso Valles Marineris si dispiega per più di 3000 miglia – l'equivalente di centinaia di Grand Canyon. Agli inizi degli anni 70, l'ingegnere Ralph Juergens ha ipotizzato che in un'età precedente descritta da un'elevata instabilità planetaria, gli archi elettrici fra corpi celesti carichi furono responsabili della creazione di molte delle caratteristiche che sono presenti su Marte. Nel 1974, Juergens scrisse a proposito del Valles Marineris:
“Quello che questa regione maggiormente ricorda è un'area percorsa da un potente arco elettrico che avanza in maniera non regolare lungo la superficie, scindendosi occasionalmente in due parti, e che si indebolisce di tanto in tanto, così che le sue tracce si restringono e degradano anche in linee di crateri disconnessi.”
Più recentemente, Wallace Thornhill ha sostenuto che l'intera regione del Valles Marineris ha la stessa morfologia del più grande fenomeno di scaricamento elettrico dell'universo – la galassia a spirale barrata.
All'inizio, gli scienziati planetari hanno speculato che era stata l'erosione dell'acqua l'agente che aveva reso possibile la creazione del Valles Marineris, ma questa teoria è stata confutata ricorrendo ad immagini a risoluzione più alta. Adesso, alcuni sostengono l'ipotesi di una diffusione di superficie e della relativa formazione di fenditure. Ma dopo aver condotto un esame più scrupoloso, non è possibile provare che si sia mai verificata alcuna diffusione di superficie.
E quindi che cosa è successo a tutto il materiale “mancante”? Seguendo l'ipotesi del modello elettrico, questo venne scavato in maniera esplosiva da un processo chiamato electric discharge machining.
Ed i residui risultanti non vennero solamente sparsi per tutta la superficie di Marte ma la maggior parte di esso venne accellerato elettricamente nello spazio. Dalla posizione di vantaggio nella quale ci troviamo, non è una coincidenza che ancora oggi le meteoriti di Marte stiano cadendo sulla Terra.
Una delle più affascinanti anomalie geologiche di Marte è la presenza dei cosidetti “mirtilli” - ossia di sfere molto piccole di colore blu-grigio, del diametro di 0.45 centimetri che sono contenute nel suolo Marziano che è ricco di ferro. Dopo una analisi spettroscopica, le piccole sfere furono identificate come “concretions hematite” - “masse sferiche di ematite”. Il processo formativo dei “mirtilli” rimane un vero enigma per gli scienziati planetari.
Il fisico del plasma, il Dr. CJ Ransom dei laboratori Vemasat, ha tuttavia condotto il proprio esperimento per testare la spiegazione del modello elettrico sulle masse sferiche e i mirtilli Marziani. Ha investito una certa quantità di ematite con un arco elettrico e ciò che ne è risultato sono piccole sfere incassate con caratteristiche del tutto simili ai mirtilli Marziani. Nessun altro esperimento di laboratorio ha fornito un simile risultato.
Inoltre molti vulcani assomigliano più a dei giganteschi fulgamiti,blister di materiale sollevati dagli arrestor della saetta durante la scarica.
L'esempio più impressionante è il monte Olympus su Marte,alto 26 km e con 600 km di diametro.
Sulla sua cima un arco ristrettosi e arrampicatosi fino alle proporzioni più elevate di ogni successiva rima ha disegnato un cratere caratterizzato da 6 strutture sovvrapposte.




In un libro di Immanuel Velikovsky,si prende in considerazione la tesi che 3000 anni fa, Venere proveniente dalla direzione di Giove,sarebbe passato nelle vicinanze prima di Marte e poi della Terra causando le piaghe bibliche facendo rallentare la rotazione della Terra.
Se fosse vero tutto ciò quelle protuberanze sul pianeta Venere potrebbero esser state causate dalle scariche interplanetarie causate dall'avvicinamento del corpo di Venere a quello di Marte.

Inoltre sulla superficie del pianeta è possibile osservare la presenza di ben altri 3 presunti vulcani allineati in una perfetta linea retta,fattore che può esser avvenuto se una scarica elettrica fosse partita dal medesimo punto del pianeta estraneo ma abbia colpito ben 3 punti diversi di una stessa fascia mentre Marte continuava a ruotare,prima che esso subisse possibili alterazioni della sua orbia o della sua rotazione.

a cura di Alex

Fonti:
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/01/universo-elettrico.html
J.Douglas Kenyon,Forbidden History
http://www.edicolaweb.net/am_oc13a.htm

giovedì 19 agosto 2010

LE PIRAMIDI DELLA SCOZIA

I numeri geodetici di Atlantide

Quanto è debitore alla Scozia l’Egitto, per la forma dei suoi luoghi antichi?
Internet è diventato il lungo braccio operativo e di indagine di ciascuno di noi, e in nessun campo d’indagine è questo più evidente che nella genealogia. La nuova razza di ricercatori cibernetici di genealogica ha dimostrato che le persone comuni condividono un costante interesse per il loro passato, da dove venivano, e come sono arrivati dove sono oggi.
Se le società sono la somma delle loro parti, si potrebbe allora supporre che gli antichi egizi avessero gli stessi motivi, quando hanno costruito il celebre complesso delle piramidi di Giza esattamente dove e come lo hanno fatto.

Ma prima, andiamo indietro nel tempo più recente.
Il 11 febbraio 2009 diversi quotidiani del Regno Unito hanno riferito che l’israeliano “piegatore di cucchiai” degli anni 1970, Uri Geller, aveva acquistato in Scozia la piccola Isola dell’Agnello, e che il mio articolo del 2002 su Atlantis Rising, “Le Piramidi di Scozia”, aveva ispirato l’acquisto. E’ stato sufficiente a creare un enorme aumento del traffico nel mio sito e per svegliare il mio articolo dal suo sonno di sette anni.
L’isola dell’Agnello, The Lamb, si trova a circa un miglio dalla città balneare di North Berwick ed era l’isola centrale delle tre che, secondo il mio articolo, riflettono la disposizione delle stelle della cintura della costellazione di Orione, che, secondo il dibattuto della teoria sulla costellazione di Orione, ha ispirato anche layout delle Piramidi di Giza.

Avevo dimostrato come le stelle della cintura d’Orione, interagendo con Sirio, una stella importante nella cosmologia egizia, avessero dettato le posizioni di alcuni luoghi sacri collegati ai Cavalieri Templari, l’ordine di monaci guerrieri sterminati nel 1307 per ragioni che ancora suscitano polemiche. Uno di questi siti, la Cappella di Rosslyn, in seguito catturò l’attenzione di tutto il mondo, con la pubblicazione del libro di Dan Brown Il Codice Da Vinci.
La correlazione ha anche mostrato i collegamenti con Tara, sede leggendaria del re supremo d’Irlanda, e con il Castello di Dunsinane, un tempo deposito della Stone of Destiny della Scozia, la pietra leggendaria che si riteneva fosse stata portata in Scozia dai seguaci della principessa egiziana Scota, un leggenda raccontata da Walter Bower, abate di Inchcolm, nella sua storia del XV secolo, “Scotichronicon”.
Gli accademici respingono quella leggenda come un racconto inventato per dare alla monarchia scozzese un antico lignaggio e ignorano le scoperte, come gli scavi nel Regno Unito di manufatti egizi, la sovrabbondanza di un ceppo comune del DNA mitocondriale in entrambe le regioni, e una relazione della Bradley University, che sostiene che l’Egitto importò alcune tecniche di costruzione dalla Scozia. Inoltre, lo Scotichronicon non è solo un racconto di leggenda. Lo scrittore William Dalrymple sostiene che, in una lettera a Carlo Magno, lo studioso inglese Alcuino si riferisce agli scozzesi come “Pueri Egyptiaci”, i figli d’Egitto, e l’autore Ralph Ellis spinge l’origine della storia acora più lontano, a Manetone, 300 a.C., con la sua “Storia dell’Egitto”.
Ma ho scoperto molto di più.
Walter Ferrier, nel suo studio del 1980 “The North Berwick Story”, spiega l’etimologia del nome della città, scrivendo che Bere è la vecchia parola inglese per “orzo”, e Wic significa “villaggio”. In “I nomi delle stelle: le loro tradizioni e significati”, Richard Hinckley Allen riferisce che nel “Libro egiziano dei Morti” Orione era conosciuto come Smati – Osiris, il Dio Barley.
Nel mio articolo, ho richiamato l’attenzione su una mappa metà del XVII secolo, sulla quale The Lamb era chiamato Long Bellenden, un termine curioso, perché è la più corta delle tre isole. Ho poi ipotizzato che le isole possano essere state in un certo momento “una sola lunga isola, staccata dalla terraferma da un cataclisma, che gli antichi creatori di miti conoscevano solo per tradizione orale, e poi tagliata in tre”, e che la vicina North Berwick Law, solo un metro più corta della Grande Piramide di Giza, potrebbe essere stata “plasmata” nella forma piramidale che ora si riconosce bene. Le mie teorie, inutile dirlo, si sono incontrate con un certo divertimento in certi ambienti, e mi fu detto che un ricercatore dilettante è utile per fare qualche risata a buon mercato, a mie spese.
Tuttavia, in seguito ho trovato due racconti popolari locali, che suggeriscono che un po’ di “modellamento” della terra potrebbe in effetti essersi verificato.
Il Racconto del Santo: La leggenda vuole che lì una volta esistesse una roccia che era un pericolo per la navigazione. Un monaco di nome Baldred miracolosamente la spostò intorno alla costa e al sicuro, creando una caratteristica geologica da allora nota come barca di San Baldred.
Il Racconto del Diavolo: Un giorno il Diavolo stava passeggiando e spaventò una donna del posto che lanciò un grido. Sorpreso, il diavolo lasciò cadere il bastone da passeggio e schizzò via. Il suo bastone spezzato si trasformò nelle tre isole del mio articolo. La vicina Bass Rock, su cui si possono vedere le rovine della Cappella Baldred, è nota anche come lo zoccolo del Diavolo.
E poi ci sono i leoni.
Sdraiato accanto a The Lamb è il leone che dorme molti vedono, nella forma di Craigleith Island, e 20 miglia a ovest si trova il Seggio d’Artù, vulcano spento a forma di sfinge che domina il panorama di Edimburgo. Un terzo leone può essere visto in nella bandiera del Regno di Scozia, che mostra un leone rampante rosso, e l’archeologo Mark Lehner ha dimostrato che la Grande Sfinge una volta era dipinta di rosso. Il quarto leone si trova nella Leggenda di Lyonesse, il racconto di una terra che affondò sotto le onde al largo costa sud-occidentale dell’Inghilterra. Etimologicamente, comunque, il nome è stato identificato come un’alterazione della parola francese Léoneis, che si è sviluppata da Lodonesia, il nome romano di Lothian. North Berwick è in East Lothian.
Entro un giorno dell’acquisto di Geller, una conversazione iniziòsul sito Cabinet of Wonders (Il Gabinetto delle Meraviglie). Un poster ripeteva la mia grafica originale e confermava che Sirio, la stella alfa della costellazione del Cane Maggiore, cadeva effettivamente su Inchcolm Island, dove Walter Bower aveva compilato il suo Scoticronichon. È interessante notare che il manifesto ha scoperto che la stella beta della costellazione, spesso definita come “The Herald”, perché sorge prima di Sirio, cadrebbe all’interno di Edimburgo, e mi chiedevo se il posto avesse qualche significato. In realtà, essa cadeva su una zona che conoscevo bene – chiamata Starbank Park, che ha una stella ritagliata nel fianco del suo colle, fiancheggiato da due lune crescenti, con un’area circolare sopra, presumibilmente il sole. Io sono riuscito a scoprire solo come il parco fosse chiamato, ma non è improbabile che la Gran Loggia dei Massoni di Edimburgo possa avere avuto una parte in ciò.
Inchcolm trova in prossimità di Starbank Park, e vi è una tradizione locale che la chiama “Isola dei Druidi”. L’intellettuale settecentesco Thomas Paine, nel suo trattato su “L’origine della Massoneria”, afferma che le radici della Fraternità si trovano nella religione solari-centrica dei Druidi, la casta sacerdotale esistente in Gran Bretagna durante l’occupazione romana, spinta alla clandestinità dal sorgere del cristianesimo. Paine attribuisce l’importanza del segreto massonico alla paura, osservando: “Quando una nuova religione ne supera una precedente, i promotori della nuova diventano i persecutori della vecchia. Lo vediamo in tutte le istanze che la storia porta davanti a noi”, e conclude che “questo naturalmente e necessariamente obbliga quelli che sono rimasti attaccati alla loro religione originaria a incontrarsi in segreto, e sotto le più forti ingiunzioni di segretezza. La loro sicurezza dipendeva da questo”.
La più evidente simbologia massonica, tuttavia, sembra essere radicata nella cosmologia egizia, ma la fraternità si è dimenticata perché. Inoltre, nel rituale massonico, grande enfasi è posta sulla geometria, esemplificata dalla enigmatica “G” nell’insegna corporativa onnipresente con la squadra e il compasso e le direzioni cardinali geografiche della bussola.
L’opera di Frank C. Higgins del 1919 “Antica Massoneria: introduzione all’Archeologia massonica”, afferma che l’angolo di 23,5° e il suo doppio di 47º sono due degli “angoli cosmici” della massoneria e che essi “sono codificati su monete che mostrano templi fenici precristiani di Cypress, antichi dipinti greci di Hermes e di Cerere, così come nelle Chiavi di volta massoniche e nelle bussole del nostro tempo”.
A questi due numeri dobbiamo aggiungerne un terzo, 33, il più alto grado possibile di rango nella Massoneria di rito scozzese, così come il numero della linea latitudinale lungo la quale, per ragioni sconosciute, molti dei luoghi sacri del mondo si trovano. Utilizzando questi tre numeri, ho scoperto un antico messaggio codificato dai costruttori della piramide. Per capire quel messaggio, e le sue implicazioni, dobbiamo prima esaminare il Primo Meridiano.
Il meridiano è una linea invisibile che si estende tra il Polo Nord e il Polo Sud, e che, a causa della rotazione della Terra, passa sotto il sole ogni 24 ore. Il meridiano “zero” calibra le ore del giorno in tutto il mondo, ed inizia la prima di 360 fette verticali di un grado ciascuna. La sua posizione è arbitraria, ma nel 1884 si è convenuto che Greenwich, nel Regno Unito, dovrebbe segnare il Primo Meridiano Internazionale, e lo ha fatto da allora.
La Grande Piramide siede a 31,08 gradi Est da Greenwich, e i ricercatori Scott Creighton e Gary Osborn hanno recentemente dimostrato che gli angoli cosmici della Massoneria di 23,5 e 47 gradi, che riguardano l’inclinazione assiale della Terra, sono stati codificati nella sua geometria interna. Osborn ha trovato questi stessi angoli codificati in innumerevoli opere d’arte per molti secoli.
Ho pensato che ogni civiltà abbastanza avanzata per costruire la Grande Piramide avrebbe probabilmente usato la sua posizione per segnare il proprio Primo Meridiano. Poi ho contato 33 gradi ad ovest, sino alle montagne dell’Atlante nel Marocco, e ho fissato che il meridiano che oggi corre da nord a sud attraverso un punto di 1° 52’ ovest di Greenwich, per i costruttori della piramide, avrebbe segnato il loro meridiano 33. Ho poi tracciato una linea orizzontale tra la Grande Piramide e quel punto, e poi un’altra diretta verso nord lungo quell’antico meridiano 33. Incredibilmente, la mia seconda riga ha toccato perfettamente quattro maggiori siti sacri inglesi nel suo cammino verso il nord: Stonehenge, Silbury Hill, Avebury e Thornborough, l’ enorme complesso di tre henge (cerchi di pietre) confermato come “il primo monumento al mondo allineato alle stelle della cintura d’Orione”- prima di raggiungere il confine della Scozia presso l’Isola Sacra di Lindisfarne, forse ad indicare che questo antico meridiano 33 potrebbe essere stato una volta sacro e importante come il parallelo 33 di oggi, e forse è stato il Primo Meridiano, ancor prima di Giza.
Ma qui le cose sono diventate veramente interessanti.
Le quattro isole che avevo studiato così potentemente nel mio articolo “Piramidi di Scozia” – le Isole delle Stelle della Cintura d’Orione e l’Isola di May – giacciono nel rettangolo formato tra gli antichi meridiani 33 e 34 e i paralleli posti 23 e 23,5 gradi a nord dell’attuale parallelo di 33. Sorprendentemente, utilizzando i tre numeri più significativi della Massoneria, due dei quali riguardano l’inclinazione assiale della Terra, la geometria dell’antico Primo Meridiano della Grande Piramide indicava la strada per la zona di North Berwick, e, una volta lì, questi numeri hanno aiutato a racchiudere l’area del Mare del Nord in cui si trovano la cintura delle mie isole -stelle e l’isola di May. Ancora più incredibile, ho scoperto che la linea che avevo disegnato tra Tara e The May, sette anni fa, seguiva un angolo di 47º, così come una linea tracciata dal margine orientale di Lindisfarne e The May creava una piramide di 47º con l’apice di The May, forse raffigurando, simbolicamente, la pietra terminale mancante della Grande Piramide. A causa dell’enorme distanza, non sono stato in grado di stabilire se la linea di Lindisfarne proseguisse esattamente sino a Giza, ma ciò appariva molto probabile. E, infine, ho calcolato che la distanza tra la Grande Piramide e North Berwick è uguale a un decimo della circonferenza circumpolare della Terra.

L’Isola di May indicata dalla mia originale Correlazione d’Orione era un importante sito di pellegrinaggio cristiano nel Medioevo. Recenti scavi archeologici, tuttavia, hanno dimostrato che il sito è stato in uso almeno dall’Età del Bronzo. Potrebbe essere che la Grande Piramide, che alcuni pensano essere stata costruita dai superstiti del cataclisma che distrusse Atlantide, servisse a indicare il punto geodetico importante per definire la via del ritorno nell’antica patria? Potrebbe essere che il popolo della Principessa Scota, quando lasciò l’Egitto, non si dirigesse verso luoghi sconosciuti, ma cercasse semplicemente di tornare a casa?
Che una terra un tempo abitata esistesse tra la Scozia e la Scandinavia è stato confermato dall’Exeter University Doggerland Project, dal nome del banco di sabbia Dogger, dove manufatti preistorici sono stati dragati. Potrebbe l’Isola di May essere stata anticamente venerata come l’ultimo residuo rimanente di quella terra sommersa, pur rimanendo sopra le onde?
E può la zona Doggerland essere stata solo parte di un’Atlantide molto più grande?
Comyns Beaumont, nel suo “The Riddle of prehistoric Britain” del 1946, ipotizza che Atlantide interessasse per intero le isole britanniche, e che solo una parte di essa affondasse a causa di un impatto della cometa che spostò anche l’asse della Terra nel suo attuale angolo di 23,5°. Inoltre, egli dice, il centro di Atlantide si trovava sull’isola di Mull, al largo della costa occidentale della Scozia. Ho calcolato che Mull ora è appunto 23,5 gradi a nord dell’attuale 33° parallelo e, se alla teoria dell’impatto della cometa di Beaumont si può dare solo un minimo di credibilità, saremmo poche miglia a ovest dello Stretto di Gibilterra, le Colonne d’Ercole nel racconto di Platone dell’inabissamento di Atlantide. Platone potrebbe aver nascosto (ma in ultima analisi, lasciato intravedere) la verità delle cose, impostando il suo racconto sulle coordinate geodetiche? Non potrebbe essere proprio, come lui sicuramente diceva, che Atlantide una volta si trovasse appena al di là della attuale posizione delle Colonne d’Ercole, prima che tale posizione fosse spostata 23,5 gradi a nord?
Per riassumere: C’era una volta una terra che è affondata sotto il mare a causa d’un cataclisma, che ha inclinato l’asse della Terra nel suo angolo attuale di 23,5°, un evento che era la fonte di leggende relative al Diluvio, in tutto il mondo. I sopravvissuti costruirono, o comunque suscitarono la costruzione in tutto il mondo, di strutture enormi che fissassero la loro nuova posizione nel cosmo, e costruirono il sistema di Piramidi di Giza per stabilire un meridiano che matematicamente immortalasse un precedente Primo Meridiano, posto esattamente a 33º verso ovest, lungo il quale erano stati costruiti almeno tre dei siti megalitici più noti in Gran Bretagna, e in tal modo codificasse anche la posizione della loro patria antideluviana, 23,5° a nord di dove originariamente giaceva, e 33º a sud dell’attuale Polo Nord. Quali sono le probabilità che i numeri massonici, 23,5, 33 e 47, ci portino a una piccola zona del globo contenente tre isole che si riferiscono al modello della cintura d’Orione, vicino a una collina dalla forma spiccatamente piramidale, solo un metro più corta della Grande Piramide, a sole 20 miglia a est di un vulcano estinto a forma di sfinge con connessioni arturiane, in una città che è la capitale mondiale riconosciuta della massoneria di rito scozzese, il tutto in una terra con una delle più importanti leggende di fondazione risalenti all’antico Egitto? E infine, se accettiamo il detto “la forma segue la funzione” come una legge di architettura, si potrebbe riconoscere nelle immense dimensioni e nella forma delle piramidi la massa fisica e la forma ideali necessari per disinnescare il potere di un’altra possente onda. Protezione e rifugio dal Diluvio, per chiunque?
Scrisse nel XIX secolo Thomas H. Huxley, soprannominato “Darwin’s Bulldog”, per il suo supporto dalle idee una volta eretiche di Darwin: “Ciò che era noto è finito, l’ignoto è infinito; intellettualmente ci troviamo su un isolotto nel mezzo di un illimitato oceano di inspiegabilità. La nostra attività in ogni generazione è quella di bonificare il terreno un po’ di più”.
Signore e signori: Salve, Atlantide!

Fonte:http://www.express-news.it/?p=40650

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