ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


venerdì 30 aprile 2010

SISMA IN CILE: SMENTITA ALTERAZIONE ASSE TERRESTRE

Il movimento tellurico avrebbe spostato l’asse terrestre e modificato la durata del giorno sulla Terra. Tutto vero? Sembra proprio di no…’

di Maurizio Morabito

Fra i grossi titoloni dopo il terremoto in Cile del mese scorso, campeggiavano anche le affermazioni del prestigiosissimo Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena (California) secondo il quale addirittura il movimento tellurico avrebbe spostato l’asse terrestre e modificato la durata del giorno sulla Terra. Tutto vero? Sembra proprio di no, in base alle precisissime osservazioni del Centro di Geodesia Spaziale (CGS) dell’Agenzia Spaziale Italiana a Matera.
E’ una storia questa che speriamo faccia capire l’importanza di differenziare fra i calcoli teorici e le misurazioni del mondo reale. E’ stato infatti proprio sulla base di modelli al calcolatore che il team statunitense capeggiato da Richard Gross del JPL ha annunciato all’inizio di marzo come l’enorme spostamento di masse all’interno del pianeta in occasione del sisma cileno avrebbe portato a un accorciamento del giorno di 1,26 milionesimi di secondo, e spostato l’asse di rotazione di ben 8 centimetri. Nessuna conseguenza avvertibile nella vita quotidiana, ma a pochi anni da effetti di simile magnitudine dopo il terremoto di Natale del 2004 a Sumatra, abbastanza da richiamare l’attenzione riguardo una Terra che almeno apparentemente spesso si sposterebbe di qua e di la’.
Affermazioni quelle di Gross che fanno il giro del mondo. Cosa che purtroppo non succede invece con chi il pianeta lo misura effettivamente, e non solo nella memoria di un supercomputer che per quanto veloce non puo’ sostituire la realta’. Il 4 marzo esce infatti in sordina e in inglese un comunicato a firma Giuseppe Bianco del CGS, un centro italiano che da Matera e’ ufficialmente riferimento mondiale nelle straordinariamente precise misurazioni laser della posizione del pianeta Terra (lo International Laser Ranging Service, ILRS).
Bianco conferma che “come per ogni evento che produce un movimento di massa della Terra, il recente terremoto estremamente violento in Cile ha anche causato uno spostamento dell’asse terrestre di inerzia rispetto al suo asse di rotazione”. Pero’, continua Bianco,”occorre rilevare che movimenti molto più grandi si verificano di continuo, soprattutto come il risultato di una circolazione atmosferica ed oceanica”.
E cosa dicono i laser dell’ILRS? “I risultati preliminari non mostrano differenze significative, vale a dire superiori [...] a circa tre centimetri”. Cosa e’ successo, dunque? La NASA ha parlato troppo presto? “Questa valutazione si differenzia da quelle ottenute con i modelli teorici del pianeta (come quella prodotta dal Jet Propulsion Lab di Pasadena, California), che possono valutare la portata di uno spostamento sulla base dei dati geofisici e sismologici. Questo è il tipo di calcolo utilizzati per le previsioni meteorologiche, che si basano su dati osservati prima di una data particolare, e sui modelli teorici di come si sviluppino i fenomeni atmosferici”.
Sarebbe facile fare dell’ironia dunque sul come tutto cio’ spieghi alcune diciamo cosi’ “imprecisioni” nelle previsioni del tempo. Una cosa e’ comunque certa: il messaggio da Matera e’ che anche i supercomputer della NASA, nel loro piccolo, possono sbagliare. E sbagliano

Fonte:http://mauriziomorabito.wordpress.com/2010/03/23/sisma-cile-scienziati-dellagenzia-spaziale-italiana-smentiscono-la-nasa/

LA FISICA ALTERNATIVA DELLA VITA


Stando a quanto la scienza ufficiale afferma la base essenziale per la vita è l'acqua dalla quale,sempre stando alla teoria,quanttro miliardi di anni fa in seguito a complesse reazioni chimiche nacquero i primi organismi unicellulari che in seguito evolvendosi tramite un processo lineare divennero pluricellulari e così nel corso di miliardi di anni continuarono a evolvere fino a forme di vita più complesse fino che cominciarono a mettere piede fuori dall'acqua continuando a evolvere fino all'attuale stato animale vegetale che vediamo oggi.

Di recente però stanno sorgendo sempre più nuove evidenze che dimostrano come il nostro non è solo l'unico esempio di vita esistente nell'universo ma anzi che la vita può esistere in forme e strutture molto differenti dalla nostra.
Prendiamo com primo esempio un messaggio extraterrestre in un Crop Circle di Chilbolton.
Riporto dal seguente sito:http://web.ticino.com/cusi/Redaz/Speciali/scheda16.htm
Questa storia inizia nel 1974 quando Frank Drake e Carl Sagan, due studiosi del SETI (un programma di ricerca d’Intelligenze Extraterrestri, finanziato dalle tasse, dove si lavora disperatamente con la convinzione che però non si dovrà mai avere a che fare con un problema simile), concepirono un messaggio in codice binario che fu trasmesso nei cieli il 16 novembre 1974 dal radio osservatorio di Arecibo a Puerto Rico.
Ci vollero tre minuti per inviare il messaggio di Arecibo tramite un raggio sottile, largo 2 minuti di arco, che è circa 1/15 il diametro della Luna piena. Il raggio fu diretto verso l’ammasso stellare M13, che ha centinaia di migliaia di stelle e dista da noi 25.000 anni luce. Oggi, 27 anni dopo, il segnale è 158 miliardi di miglia lontano, con un raggio in continua espansione che oggi è ampio 95 milioni di miglia. In altri 24,973 anni circa dovrebbe raggiungere il suo target.

Il contenuto del messaggio inizia con una definizione del sistema binario di calcolo (il più basilare di tutti i sistemi di calcolo). Per contare in binario, bisogna contare come normalmente si farebbe ma saltando ogni numero non formato esclusivamente da uno o da zeri (es.: 1,2,3,4,5 diventa 1,10,11,1000,101). Successivamente sono elencati i valori binari dei numeri atomici dei nostri elementi principali costitutivi della vita (fosforo, ossigeno, azoto, carbonio e idrogeno), sono poi elencate le formule chimiche per le basi ed i nucleotidi costituenti il DNA, seguite dal numero di nucleotidi del nostro DNA e una rappresentazione della struttura a doppia elica del DNA. Sotto il DNA c’è una semplice figura rappresentante l’aspetto dell’uomo. Su di un lato della figura un valore binario rappresentante il numero di abitanti della Terra e sull’altro il peso medio dell’uomo. Sotto l’uomo c’è il nostro sistema solare con il Sole a destra e i nove pianeti distesi accanto ad esso a sinistra. Il terzo dal Sole è più alto, ad indicare che è quello da noi occupato. In fondo al messaggio c’è la rappresentazione del radio telescopio di Arecibo.
12 agosto 2001 - faccia di Chilbolton

12 agosto 2001 - faccia di Chilbolton
una misteriosa immagine di una faccia è apparsa nel campo vicino all’osservatorio ha una vaga somiglianza con la faccia su Marte. La figura è stata creata quasi come le immagini dei giornali, con punti di varie dimensioni che danno l’impressione della profondità quando visti da una certa distanza.

19 agosto 2001 – la formazione del Codice di Chilbolton

Questa formazione somiglia molto a quella trasmessa dai terrestri nel 1974 ma ci sono delle differenze.
Il telescopio di Arecibo è stato sostituito con un disegno completamente diverso e la figura umana è stata modificata da una buffa figura che, sebbene umanoide, ha una testa molto più grande. Infine, il diagramma che descrive il nostro sistema solare è stato sostituito con un altro a nove pianeti, ma i pianeti dal terzo al quinto sono alzati e l’ultimo è disegnato più largo degli altri. Se il codice è reale ed il sollevamento di un pianeta indica l’esser abitato da vita intelligente, e se il Codice sta descrivendo il nostro sistema solare, allora significherebbe che la vita intelligente risiede sulla Terra, su Marte e su Giove. Recentemente il SETI ha prestato attenzione alla possibilità che la vita possa esistere sulle lune di Giove, specialmente Europa, che ha più acqua della Terra e che mostra una sorgente interna di calore provocata dagli stress tettonici (della vicina presenza di Giove che ha una grande massa).

Per noi ufologi l’interpretazione più adatta è che degli esseri dissimili da noi ci stanno rispondendo. Questi esseri probabilmente hanno un’aspettativa di vita limitata, come noi, oltre ad un fisico simile al nostro in molti modi. Potrebbero usare tecnologie per viaggiare attraverso lo spazio per farci visita. Degli esseri più avanzati, che potrebbero sapere come rendersi invisibili, come attraversare dei muri solidi, come collezionare, esaminare, marcare e riportare esemplari delle specie della Terra come l’Homo sapiens cancellandone i ricordi di questi eventi. Si può dedurre che questi esseri non vogliono distruggere l’umanità, perché pur avendone l’opportunità, non l’hanno fatto. Forse aspettano che lo facciamo noi.(??)

La scienza risponde

E’ stato determinato senza possibilità di errore che il fenomeno presenta un origine non adducibile all’opera umana, sebbene alcune formazioni siano addebitabili a falsificatori.
E’ confermato che le spighe presentano segni di irraggiamento intenso e repentino. Sono state rilevate a livello microscopico cavità di espulsione nei noduli delle spighe, con rigonfiamenti dovuti ad un campo energetico anomalo e di grande potenza che ha agito sul grano, un po’ quello che accadrebbe ad un uovo in un forno a microonde (scoppierebbe). Inoltre l’acqua all’interno della formazione risulta completamente evaporata, a dispetto del fatto che, in alcuni casi, la sera precedente l’apparizione del disegno, avesse piovuto.
A simili conclusioni era già pervenuto il biofisico Levengood nel corso di questo decennio che, oltre a riportare per primo la presenza di cambiamenti nella struttura genetica dei chicchi di grano interessati dal fenomeno, ha analizzato anche l’anomala presenza di ferro meteorico allo stato semi-fuso ritrovato in diversi Crop Circle.
Il fisico olandese Eltjo Haselhoff ha riscontrato nelle sue analisi un aumento della magnetite fino a 600 volte la concentrazione normale. Inoltre le piante nei cerchi paiono possedere più vitalità rispetto a quelle esterne, resistendo oltre due settimane in più senza ricevere acqua. Inoltre è stato Haselhoff a rilevare la polvere bianca di silicio nelle formazioni autentiche.
Va osservato che prendendo il seme di una pianta "appiattita" in una formazione nei campi, quel seme crescerà normalmente (verticalmente) per uno o due pollici, poi crescerà orizzontalmente parallelo al terreno. Non si conosce una spiegazione per questo.

Ammettendo che davvero si tratti di un messaggio extraterrestre resta da evidenziare che,a differenza di noi,essi hanno subito un evoluzione con un elemento totalmente differente dal nostro,il Silicio,il che è una prova iniziale che la vita intelligente può evolvere con elementi anche non comuni con i nostri.
Un altro esempio di forme di vita alternativa molto differente lo possiamo forse trovare nei cosidetti orbs,sempre ammesso che esistano.




Gli orb,che il più delle volte appaiono come sfere di luce nelle fotografie e simili,evitando possibili fantasiose interpretazioni religiose o altre teorie poco serie a riguardo delle altre dimensioni,potrebbero essere 2 cose:
-La prima la più comunemente accettata è che si tratti di diffetti della pellicola in quanto sarebbero granuli di polvere davanti all'obiettivo della fotocamera il cui flash li illuminerebbe evidenziandoli in maniera più netta rispetto ad un giorno di luce o una stanza illuminata.
-La seconda invece prevede che si tratti di forme di vita composte da un qualche tipo di energia della quale ancora sappiamo ben poco.
Se la seconda fosse vera ciò significherebbe che la vita può esistere non solo nella forma fisica che tutti noi conosciamo ma bensì anche in altri stati della materia.
Di sicuro se gli orb fossero davvero degli esseri di energia allora non sarebbero una forma di vita allo stato solido ma in qualche altro stato fisico ancora non conosciuto.
Prendendo questi 2 esempi appena fatti e ammesso che siano reali ciò dimostrerebbe ancora una volta che non solo la vita può evolvere da basi diverse rispetto a quelle avutesi sul nostro pianeta,ma potrebbe anche esistere in uno stato fisico solido o gassoso o altro in altri luoghi finora pensati.
Per esempio l'astrobiologo William Bains sostiene che se su Titano esistesse la vita,essa si sarebbe evoluta non dall'acqua ma bensì dal metano liquido presente sulla luna di Saturno.
Oppure per fare un altro esempio su come la vita possa evolvere anche in luoghi estremamente velenosi,vediamo l'esempio del lago Pitch Lake.

"Il lago Pitch Lake, è un lago estremamente velenoso,molto male odorante, e infernale, che si trova nell’isola caraibica di Trinidad e Tobago. Il lago è pieno di asfalto bollente,che ribolle di vari gas di idrocarburi velenosi, insieme a tanto diossido di carbonio. L’acqua è scarsissima qui, è sicuramente è molto al di sotto dei livelli che normalmente sono considerati utili per qualsiasi forma di vita.
Queste condizioni aliene hanno fatto di Pitch Lake un luogo di straordinario interesse per gli astrobiologi.Tutti si sono sempre chiesti se,date le somiglianze con Titano,potrebbero mai vivere delle forme di vita. Oggi, Dirk Schulze-Makuch della Washington State University,insieme ad alcuni compagni, sono riusciti a dare una risposta.E che risposta: Hanno scoperto che non solo c’è vita nel Pitch Lake, ma è abbondantissima. Ogni gramo di asfalto sciolto bollente, contiene più di 10^7 cellule viventi.
Questi esseri sono diversi da qualsiasi cosa che normalmente possiamo vedere da altre parti sulla Terra. Le analisi delle sequenze genetiche hanno mostrato che queste creature sono organismi unicellulari simili ai archeobatteri. Si nutrono e vivono in un ambiente privo di ossigeno,con pochissima acqua, mangiando idrocarburi, e respirando metalli.

"(http://link2universe.wordpress.com/2010/04/18/vita-microbica-scoperta-nel-lago-di-idrocarburi-pitch-lake/)

CONCLUSIONE
Le basi della vita sulla Terra non costituiscono un'esempio unico secondo la quale esse siano le uniche in tutto l'universo.
La vita potrebbe anche esistere con basi e stati fisici differenti dal nostro evolvendosi a seconda della quale l'ambiente circostante gli permette.

Alex

giovedì 29 aprile 2010

UN ORRORE TARGATO VERDE


Il dichloro-diphenyl-trichloroethane (DDT) fu sintetizzato per la prima volta nel 1874 dal chimico tedesco Othmar Zeidler. Nel 1939, il chimico svizzero Paul Müller ne scopre le qualità insetticide e per questo motivo gli viene conferito, nel 1948, il premio Nobel per la fisiologia e la medicina. Il DDT venne usato per la prima volta durante la seconda guerra mondiale e milioni, tra militari e civili, furono salvati dalla malaria e dal tifo. Subito dopo la guerra, la malaria scomparve completamente negli Stati Uniti (1952) e in Europa (1961) e fu drasticamente ridotta in molti paesi tropicali. In Venezuela, i casi di malaria passarono, da 8 milioni nel 1943, a 800 nel 1958. In Sri Lanka, da 2 milioni e ottocentomila degli anni quaranta, a 17 casi del 1965. In India, all’inizio della campagna del DDT, c’erano 75 milioni di casi di malaria all’anno e 800 mila morti. Nel 1966, c’erano meno di un milione di casi e nessun morto. In Indonesia il 25% della popolazione era affetta da malaria, dopo l’introduzione del DDT la percentuale scese all’1%.

Nel 1962, quando tutto sembra procedere speditamente verso lo sradicamento di questa letale infezione, irrompe sulla scena Silent Spring (Silenziosa primavera), un libro pieno di menzogne, di fatti pseudo-scientifici e di allarmismi scritto da un’attivista ambientalista degli anni sessanta, Rachel Carson. Il libro, diviene presto uno dei testi sacri del neo-paganesimo verde. Sarà servito, con ogni probabilità, come fonte d’ispirazione ad Al Gore per il suo documentario-spazzatura “An Inconvenient Truth”.

L’argomento principe del libro, indicava il DDT come responsabile del calo della popolazione di aquile ed altri volatili. Un’altra accusa era che fosse dannoso anche per l’uomo. Come si conviene agli ambientalisti, nessuna delle accuse era supportata da studi scientifici. Si trattava infatti solo di insinuazioni basate sulla manipolazione di dati, su congetture catastrofiche e su bugie bell’e buone. Il tutto per brama di potere. “Il movimento ambientalista – scrive il 5 ottobre 1969 il Seattle Times (punto 12 di 100 things you should know about DDT di J. Gordon Edwards and Steven Milloy) – ha usato il DDT come mezzo per aumentare il proprio potere. Charles Wurster, scienziato-capo dell’ Environmental Defense Fund, commentava ‘se gli ambientalisti vincono sul DDT, raggiungeranno un’autorità che non hanno mai avuto prima... In un certo senso, è in gioco molto più che non il DDT’”.

La più serrata requisitoria contro il libro la pronuncia l’entomologo J. Gordon Edwards. Professore di entomologia per 43 anni alla San Jose State University in California, membro dell’Accademia delle Scienze della California, all’epoca della pubblicazione del libro era ambientalista e sostenitore della Carson. Dopo aver letto e riletto attentamente il libro e controllato i riferimenti bibliografici si rende conto che non di fatti scientifici si tratta ma di pura e semplice propaganda, per cui decide di mettere nero su bianco le sue controdeduzioni.

Ne riportiamo, per brevità, alcune (qui l’elenco completo ):

“Dedica. In copertina, la Carson dedica Silent Spring come segue: ‘Ad Albert Schweitzer che disse ’.

“Questo sembra indicare che il grande uomo si opponesse all’uso degli insetticidi. Ma, nella sua autobiografia Schweitzer, a pagina 262, scrive ‘Quanto lavoro e perdita di tempo ci causano questi sciagurati insetti... ma un raggio di speranza, l’uso del DDT, è ora saldo in noi’. Dopo aver letto il libro, è chiaro che Schweitzer era preoccupato per una guerra nucleare non per il rischio da DDT!”.

“Pagina 17. Carson dice che l’arsenico (identificato nella fuliggine delle ciminiere) è cancerogeno e descrive molte orribili vie attraverso cui avvelena cruentemente i vertebrati. Quindi prosegue (pagina 18): ‘I moderni insetticidi sono addirittura più mortali’ e menziona specificatamente il DDT come esempio.

Questo risvolto, che il DDT sia orribilmente mortale, è completamente falso. Volontari ne hanno ingerito fino a 35 milligrammi al giorno, per quasi due anni, senza conseguenze. Milioni di persone hanno vissuto intimamente con il DDT durante il programma di erogazione contro le zanzare e come risultato nessuno si è ammalato. L’Accademia Nazionale delle Scienze concludeva nel 1965 che ‘in poco più di due decenni il DDT ha prevenuto la morte di 500 milioni [di esseri umani] che altrimenti sarebbe stata inevitabile’. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha dichiarato che il DDT ha ‘ucciso più insetti e salvato più gente di qualsiasi altra sostanza’. Uno scienziato britannico di primo piano fece notare che ‘se i gruppi di pressione dovessero vincere, se ci fosse un bando mondiale del DDT, Rachel Carson e Silent Spring ucciderebbero più gente in un anno di quante Hitler ne uccise nell’intero olocausto’”.

“Pagina 21. Dopo aver riportato false dichiarazioni secondo cui persone che ingeriscono un decimo di milione (ppm) di DDT ne immagazzinerebbero ‘da 10 a 15 ppm’, Carson dichiara che ‘tali sostanze sono talmente potenti che una quantità minima può apportare sostanziali mutamenti nel fisico’. (Non considera il metabolismo e l’abbattimento negli esseri umani e in altri vertebrati, la loro escrezione nelle urine e cosi via, che prevengono il presunto ‘ampliamento biologico’ nella catena alimentare). La Carson quindi afferma: ‘In esperimenti animali, è stato scoperto che 3 parti per milione [di DDT] inibiscono un enzima essenziale al cuore; solo 5 parti per milione hanno portato alla necrosi o alla disintegrazione di cellule del fegato...’ Questo implica che considerevoli danni alla salute risulterebbero da tracce di DDT nella dieta, ma non ci sono indicazioni mediche che le sue dichiarazioni siano veritiere.

A pagina 22, Carson aggiunge, ‘... sappiamo che una persona tipo sta immagazzinando quantità potenzialmente dannose’. Questo è totalmente falso!”.

“Pagina 40. Carson rivendica che ‘uno sconvolgente diluvio di inquinanti chimici sono giornalmente riversati nei canali navigabili nazionali’, che ‘la maggior parte di essi sono così stabili da non poter essere abbattuti attraverso processi ordinari’ e che ‘spesso non possono essere identificati’.

Queste sono, ovviamente, esagerazioni destinate a preoccupare il lettore usando parole terrorizzanti e suggerendo che nessuno saprebbe quali letali prodotti chimici siano presenti nell’acqua che beve una persona comune. Naturalmente, se possono essere rilevati, possono essere identificati. L’ammontare degli inquinanti che entrano nell’acqua da bere del Paese è stato ripetutamente analizzato da esperti ed è stato trovato sotto i livelli che potrebbero causare malattie. Le dichiarazioni allarmistiche della Carson si adatterebbero meglio alle pagine degli odierni giornali scandalistici da supermercato”.

“La mancanza di preoccupazioni di Rachel Carson verso le vite umane messe a rischio da malattie trasmesse da insetti è svelata a pagina 187 dove scrive: ‘Appena ieri l’umanità viveva nel terrore del vaiolo, del colera e della peste che una volta spazzavano, davanti ai loro occhi, intere nazioni. Ora la nostra maggior preoccupazione non sono le malattie provocate da organismi che una volta erano onnipresenti; sanità, migliori condizioni di vita e nuovi medicinali ci hanno dato un alto grado di controllo sulle malattie infettive. Oggi siamo preoccupati per un altro tipo di rischio che si aggira furtivamente nel nostro ambiente, un rischio che noi stessi abbiamo introdotto nel mondo con l’evoluzione del nostro moderno modo di vita’.

Certamente la Carson si rendeva conto che la più grande minaccia per gli esseri umani sono le malattie quali la malaria, il tifo, la febbre gialla, il morbo di Chagas, la malattia del sonno africana e alcuni tipi di Leishmaniosi, malattie tick-borne e da rickettsie. Evita deliberatamente di menzionarne qualcuna perché sa bene che potrebbero essere controllate solo con l’uso di appropriati insetticidi, specialmente il DDT. La Carson evidentemente preferisce sacrificare milioni di vite umane pur di non propugnare l’uso di tali sostanze chimiche”.

Nel 1970, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità annuncia che la malaria è stata sradicata in 37 paesi. In quel periodo, secondo secondo l’OMS, il DDT avrebbe salvato tra i 50 e i 100 milioni di persone. Ebbene, nonostante questo annuncio Svezia e Norvegia decidono, proprio nel 1970, di bandire il DDT.

La fetida campagna di falsificazioni, allarmismi e propaganda avviata con la pubblicazione di Silent Spring spinge l’agenzia americana per l’ambiente (EPA) ad una serie di audizioni scientifiche presiedute dal giudice Edmund Sweeney. Dopo mesi di audizioni e oltre 9 mila pagine di testimonianze, tra cui quelle degli ambientalisti, Sweeney conclude: “Il DDT non è cancerogeno, mutageno o teratogeno per l’uomo e l’uso del DDT non ha deleteri effetti su pesci, uccelli, specie selvatiche o su organismi da estuario”.

Il 14 giugno del 1972 il primo amministratore dell’EPA, William Ruckelshaus, rigetta le conclusioni di Sweenwy e proibisce il DDT negli Stati Uniti, che significa la condanna a morte di milioni di esseri umani nel terzo mondo. Il DDT sparisce dagli aiuti americani ai paesi in via di sviluppo.

La comunità scientifica prende posizione contro il divieto e Ruckelshaus non ha nessun pudore nell’ammettere che la sua decisione si basa essenzialmente su motivi politici e si capisce perché. Dopo aver lasciato l’EPA lavora per l’Environmental Defense Fund, cioè l’organizzazione ambientalista che ha maggiormente spinto per il divieto del DDT.

“... quale vice procuratore generale William Ruckelshaus – scrivono J. Gordon Edwards and Steven Milloy al punto 15 in 100 things you should know about DDT in riferimento ad un’articolo pubblicato dal settimanale finanziario Barrons – il 31 agosto 1970 ha dichiarato in una Corte d’Appello americana che ‘il DDT ha un’incredibile ed esemplare record di uso sicuro, non causa una risposta tossica da parte dell’uomo o di altri animali e non è nocivo. Rivendicazioni sulla cancerosità del DDT sono speculazioni non dimostrate’. Ma in un discorso alla Audubon Society, il 2 maggio 1971, Ruckelshaus ‘quale membro della Società ero, a dir poco, abbastanza sospettoso di questo composto. Ma ero costretto dai fatti a moderare le mie emozioni... perché le migliori prove scientifiche disponibili non giustificavano una tale azione precipitosa. Comunque, nell’EPA abbiamo snellito le procedure ammministrative quindi ora possiamo sospendere la registrazione del DDT e di altri persistenti pesticidi in qualsiasi momento del processo di revisione’. Ruckelshaus più tardi spiegherà la sua ambivalenza con il fatto che quale vice-procuratore generale era un difensore del governo e quale capo dell’EPA era uno che doveva prendere decisioni”.

J. Gordon Edwards unitamente a Steve Milloy redige il già citato 100 cose che dovreste sapere sul DDT, dove il grande imbroglio è documentato. Questi alcuni punti:

“13. Le riviste scientifiche avevano pregiudizi contro il DDT. Philip Abelson, direttore di Science fece sapere al Dott. Thomas Jukes che la sua rivista non avrebbe mai pubblicato nessun articolo sul DDT che non fosse stato contro”.

“16. Attivisti ambientalisti pianificarono di diffamare gli scienziati che difendevano il DDT. In una deposizione, non contraddetta, in una causa federale, Victor Yannacone, uno dei fondatori di Environmental Defense Fund, testimonia di aver partecipato ad una riunione in cui Roland Clement dell’Audubon Society e dirigenti dell’Environmental Defense Fund decisero che il professor Thomas H. Jukes della University of California-Berkeley, sostenitore del DDT, dovesse essere imbavagliato attaccandone la credibilità. [21st Century, Spring 1992]”.

“18. Capovolgendo l’esame delle audizioni dell’EPA, l’amministratore Ruckelshaus bandì il DDT nel 1972. Ruckelshaus non fu presente un sola ora nei sei mesi di audizioni dell’EPA sul DDT. I suoi collaboratori hanno riferito che egli non aveva nemmeno letto le trascrizioni. [Santa Ana Register, April 25, 1972]”.

“35. Nessuno dei 35 lavoratori pesantemente esposti al DDT (600 volte la media espositiva americana da 9 a 19 anni) ha contratto il cancro. [Laws, ER. 1967. Arch Env Health 15:766-775].”

Paesi occidentali come Svezia e Norvegia dispensano i loro aiuti solo a chi rifiuta l’uso del pesticida. Nel marzo del 2000 British Medical Journal scrive che in Mozambico l’uso del DDT “fu interrotto alcuni decenni prima perché l’80% dei fondi per la sanità del paese venivano da finanziamenti di donatori che rifiutavano di consentire l’uso del DDT”.

Thompson Ayodele e Adegoke Anthony, hanno parole durissime contro questa criminale e brutale politica di eliminazione fisica dei diseredati da parte dell’opulento occidente: “Per americani ed europei questa messa al bando non ha costi. La malaria non esiste più nei loro paesi. Quando visitano l’Africa, stanno in alberghi a cinque stelle, lontani dalle zanzare. Hanno insetticidi e medicine che prevengono e curano la malattia. Raramente visitano gli ospedali o le case dove la gente sta soffrendo o morendo o sentono il dolore che provano milioni di povere persone per la cui causa dicono di battersi.

L’Africa è essenzialmente una zona di sacrificio dove le ideologie ambientaliste chiedono che solo strumenti politicamente corretti come le zanzariere siano usate per prevenire la malattia che è ancora la più grossa causa di morte dei nostri bambini. È un crimine contro l’umanità bandire il DDT e lasciar soffrire ogni anno, di malaria acuta, 300 milioni di madri, padri e bambini africani”.

L’esperto di malattie tropicali, Donald Roberts, sostiene che circa 2 milioni e mezzo di persone muoiono di malaria ogni anno. Una valutazione sostanzialmente confermata anche da Africa News nel 1999 che parla di 2 milioni e settecentomila morti, di cui la grande maggioranza bambini sotto i 5 anni. La malaria colpisce tra i 300 e i 500 milioni di persone all’anno. Moltiplicate per 38 (il numero di anni di proibizione) e ottenete cifre da far accapponare la pelle. Per una frazione di quel numero di morti i gerarchi nazisti furono catturati, giudicati a Norimberga e mandati al patibolo. Dubito che avremmo mai una Norimberga per questo olocausto perché gli zeloti occidentali sono convinti che la loro sia un’azione piena di buone intenzioni. Per di più vogliono allargare i diritti dell’uomo anche agli insetti, costi quel che costi, e al diavolo quei trogloditi del terzo mondo che rifiutano di riconoscerli.

“È il 2006 e cosa succede? – si chiede Llewellyn H. Rockwell Jr . , presidente del Ludwig von Mises Institute – La gente è sbalordita dal fatto che la malaria sia tornata in grande stile. Ogni 30 secondi, qualcuno muore di malaria e tre quarti delle vittime sono sotto i cinque anni. I sopravvissuti possono restare affetti da insopportabili disturbi fisici e mentali. Finora per quel che ne so, nè governi nè i verdi sono stati mai ritenuti responsabili”.

I verdi, grazie alla viltà delle democrazie occidentali, sono così riusciti ad imporre, attraverso organismi non rappresentativi, da loro manipolati, un’altra delle loro perversioni.

“Per la Carson - scrive Keit Keith Lockitch, fisico – e gli ambientalisti da lei ispirati ‘il controllo della natura’ è una fase concepita con arroganza, venuta fuori dal Neanderthal della biologia e della filosofia’. La natura, sostengono, ha un valore intrinseco e deve essere tenuta fuori dall’interferenza umana... Gli attuali eredi della Carson concordano. Dave Foreman, fondatore di Earth First! scrive: ‘la nostra è una prospettiva ecologica che vede la terra come una comunità e riconosce che nemici apparenti come ‘malattie’ (esempio, la malaria) e ‘insetti’ (esempio, le zanzare) non sono una manifestazione malvagia da superare ma componenti vitali ed essenziali di una biosfera complessa e vibrante’.

Nei pochi minuti che avete impiegato a leggere questo articolo, più di mille persone hanno contratto la malaria e mezza dozzina sono morte. Questo vivere-o-morire è la conseguenza del vedere gli insetti pestilenziali come una ‘necessaria’ componente di una ‘vibrante biosfera’ e nel cercare un ‘ragionevole adattamento’ con loro”.

Negli anni ottanta/novanta, dopo vent’anni di bando, e come previsto dagli scienziati, la malaria ha cominciato a propagarsi nuovamente. In Sri Lanka dai 17 casi del 1965 si è passati a 500 mila. In Madagascar, dopo la messa al bando del DDT, ha conosciuto un’epidemia di malaria che ha ucciso oltre 100 mila persone.

Come risponde l’Organizzazione Mondiale per la Sanità a questa recrudescenza? Con la propaganda. Nel 1989, lancia infatti un programma chiamato pomposamente “Roll Back Malaria” che non prevede nessuna misura contro gli insetti ma solo zanzariere, addestramento del personale e terapie mediche. Un programma politically correct, che ignora barbaramente la sofferenza di interi popoli.

In Sud America, nei paesi che hanno smesso di usare il DDT dopo il 1993 (Guyana, Bolivia, Paraguay, Perù, Brasile, Colombia e Venezuela), la malaria ha ripreso vigore, mentre in Ecuador, dove hanno continuato ad usare il DDT, la malaria si è ridotta del 60%. Nel 1996 il Sudafrica, su pressione degli ambientalisti, sostituisce il DDT con i piretroidi sintetici. “Quello che seguì – scrive Brett Jordan - fu una delle peggiori epidemie di malaria del paese. In quattro anni i casi di malaria aumentarono di circa l’800% e i morti decuplicarono.

Nel 2000, il dipartimento della Sanità del Sudafrica ha reintrodotto il DDT. In appena un anno i casi di malaria sono scesi di circa l’80% nella provincia KwaZulu-Natal, una delle più colpite dall’epidemia. Nel 2006, i casi di malaria nella provincia furono approssimativamente il 97% in meno dei 41.786 casi registrati nel 2000”.

Alla luce di questi esempi non sarebbe stato il caso di cambiare strada? Neanche per idea, anzi perché non proibire il DDT in tutto il mondo? Idea geniale che viene codificata, nel 2001, dalla Convenzione di Stoccolma che prevede la messa al bando dei 12 persistenti inquinanti organici (POP), “la sporca dozzina” l’apostrofa qualcuno, tra cui il DDT. Circa 400 tra scienziati e dottori sottoscrivono una petizione per scongiurare l’evento. Grazie a questa azione il DDT ottiene la libertà condizionale in attesa di soluzioni alternative. Intanto la strage degli innocenti continua.

Chiudiamo con le parole di Llewellyn H. Rockwell Jr.:“La mano nascosta che sta dietro questo orrore non è altro che quella degli ambientalisti. La frenesia contro il DDT ha lanciato il loro movimento. È quella che li ha incoraggiati e ha dato impeto al loro programma politico. In qualche modo, la campagna contro il DDT riassume perfettamente la loro tendenza politica: usare il potere dello stato per proibire prodotti e servizi che sono di aiuto agli esseri umani e di conseguenza far andare a ritroso la storia... la maggior parte della gente non sa nulla del ruolo giocato dagli ambientalisti che sono responsabili per milioni di morti di malaria, in Africa e in altri posti, che la sinistra sostiene di voler aiutare... ... La politica degli ambientalisti è sempre più prevedibile ed ovvia. Si oppongono a tutte le innovazioni capitalistiche. Non a caso rappresentano un pericolo particolare per la razza umana quale neanche il socialismo ha mai rappresentato. Almeno il socialismo promuoveva, o almeno diceva di promuovere, il progresso. I verdi sono contro tutto ciò. Sostengono che dovremmo essere felici di convivere con le malattie, la sporcizia e la morte, se solo lasciassimo in pace gli insetti e gli uccelli a prosperare ed ucciderci. È come se i socialisti avessero scoperto che i loro piani creano povertà, quindi hanno deciso di cambiare il loro nome in ambientalisti e fare della povertà il loro obiettivo”.

Un’implacabile atto d’accusa che sottoscriviamo senza riserve.

Mariopaolo Fadda

IN GERMANIA SBATTEZZI IN MASSA DOPO LO SCANDALO PEDOFILIA

Germania, “sbattezzi” in massa dopo scandalo pedofilia e maltrattamenti: 5800 euro al mese al vescovo dimissionario

Lo scandalo degli abusi sessuali e del maltrattamento di minori che scuote la Chiesa cattolica sta provocando un’uscita di massa dei fedeli in Germania.
Sotto il titolo “Pecorelle smarrite“, il quotidiano Frankfurter Rundschau (FR) apre la prima pagina, fornendo dati allarmanti provenienti da molte delle 27 diocesi tedesche.
In base alla normativa vigente e’ sufficiente una semplice dichiarazione presso la cancelleria di un tribunale per uscire dalla comunita’ religiosa di appartenenza, con l’automatico esonero del pagamento dell’8 per mille.
La ‘FR’ rivela che nella diocesi di Stuttgart il numero di persone che hanno voltato le spalle alla Chiesa cattolica e’ raddoppiato di colpo, poiche’ nel solo mese di marzo se ne sono andati 2676 fedeli, rispetto ai 1400 dello stesso mese dell’anno precedente.
Stessa tendenza anche nella cattolicissima Baviera, poiche’ a Bamberga si e’ passati da 300 uscite al mese ad un picco di 1400, con una tendenza analoga a Wuerzburg, in cui nello scorso mese di marzo sono usciti dalla Chiesa 1233 cattolici, rispetto ai 407 del marzo 2009. Sempre per il mese di marzo, a Monaco di Baviera si e’ passati dalle 941 uscite del 2009 alle 1691 del mese scorso.
A Colonia nel giro di un anno e’ raddoppiato il numero di fedeli in uscita dalla Chiesa, mentre nel centrale quartiere di Mitte a Berlino, il numero e’ addirittura triplicato.
Intanto la Sueddeutsche Zeitung rivela che il vescovo dimissionario di Augsburg, Walter Mixa, che ha lasciato dopo le accuse di aver picchiato numerosi ragazzi quando era prete nella cittadina bavarese di Schrobenhausen, potra’ contare in futuro su una pensione mensile di 5600 euro, il 71% dello stipendio finora percepito di 7885 euro, emolumento analogo a quello di un generale di brigata o di un ambasciatore.

Fonte:http://abateoimpertinente.wordpress.com/2010/04/24/germania-sbattezzi-in-massa-dopo-scandalo-pedofilia-e-maltrattamenti-5800-euro-al-mese-al-vescovo-dimissionario/

Che dire..la Chiesa comincia a perdere i clienti che gli fanno le donazioni.
Intanto però chissà da dove vengono tutti quei soldi per una persona che nella vita non ha quasi mai sudato a differenza dei nostri lavoratori che andavano all'estero per avere qualche soldo in più da mandare alla famiglia,o che a differenza dei tanti vescovi lavorano fino a tarda sera per mantenere la famiglia.
Che vergogna.
Alex

martedì 27 aprile 2010

SUNSHINE- III PARTE


Dopo aver dimostrato le correlazioni tra attività solare e attività sismica e vulcanica è opportuno far notare che tali attività sembrano aumentare in maniera significativa proprio durante i cicli millenari della nostra stella,in particolare attorno ai 2800-3000 o più anni sembrano esserci dei forti scompensi sia a livello geologico sia a livello climatico.
Tali scompensi sembrano essere causati da qualcosa di ciclico che non sembra avere un origine terrestre ma una causa esterna che le possa condizionare,in tal caso il sole condiziona sia l'atmosfera sia il mantello del nostro pianeta,quindi è possibile che dopo 2 o 3 cicli di 1440 anni l'attività solare giunga al termine di un ulteriore ciclo.
In tal casose cio fosse vero potremmo riscontrarne gli effetti sulle 2 eruzioni vulcaniche particolarmente potenti che generarono le piaghe d'Egitto.
"Tutto iniziò da due gigantesche esplosioni nel Mar Egeo, sostiene la professoressa Barbara J. Sivertsen, docente all’università di Chicago.

La prima dal vulcano dell’isola greca di Santorini, che per la data (1.628 aC) coincide col primo esodo biblico.
Le tenebre e la grandine calate sugli Egizi, altro non furono che la conseguenza naturale di «cenere e polveri acide»; la morìa del bestiame e gli sciami d’insetti, tipici effetti degli sconvolgimenti climatici provocati dall’eruzione; le acque arrossate, «dovute a un aumento delle erbacce rosse che si moltiplicano regolarmente, come risultato delle ceneri vulcaniche». E le rane che saltarono fuori dagli stagni?
«Pure voi – scrive l’ironica geologa -, se foste una rana, scappereste subito da acque ridotte in quelle condizioni».
La sola piaga che la professoressa Siversten non collega direttamente all’eruzione, è la morte dei primogeniti egiziani: «E’ probabile che molti prodotti della terra fossero avvelenati. Ed era cibo che agli Ebrei non era consentito toccare».
La seconda eruzione, databile nel 1.450 aC, colpì invece l’isola di Yali.
Qui la teoria, un po’ più confusa, afferma che le spaventose onde sismiche provocarono una serie di tsunami che raggiunsero addirittura il Mar Rosso: così si spiegherebbero le onde improvvise che sommersero l’esercito del Faraone, mandato all’inseguimento del popolo in cammino.
«Trattare in modo scientifico l’Esodo sta diventando una disciplina», dice il professor Benny Shanon, che all’Università ebraica di Gerusalemme insegna psicologia cognitiva e l’anno scorso fece scalpore con una sua teoria sulle Tavole della legge: «La Bibbia racconta che gli Ebrei sentirono una voce dal cielo, videro luci e montagne fumanti, mentre Mosè riceveva i Dieci comandamenti.
La mia idea, in realtà, è che si sia trattato di un’esperienza di droga collettiva. Nel Negev e nel Sinai ci sono piante, famiglia delle acacie, che i beduini usano ancora oggi. Hanno le stesse proprietà allucinogene dell’ayahuasca, diluita in pozioni anche dagli indios dell’Amazzonia, e provocano proprio quegli effetti: bagliori, suoni assordanti, visioni oniriche…».
Quando Shanon pubblicò la sua teoria, l’indignazione degli ultraortodossi esplose come un vulcano. La geologa Siversten lo sa e prende le distanze, prudente: «Sono d’accordo che non si potrà mai sapere con assoluta certezza che cosa accadde, a quei tempi. Ma io mi baso su fatti accaduti, come le eruzioni.
E sono convinta che le mie ipotesi spieghino molto meglio di altre». "(http://www.nibiru2012.it/archeologia/le-bibliche-10-piaghe-degitto-spiegate-dalla-scienza.html)
Probabilmente il mito di Fetonte derivante dai Greci è un derivante proprio questo evento in quanto il sole ebbe un ruolo particolarmente significativo in quel periodo della storia.
Secondo il mito, Fetonte, per vedere se Apollo fosse veramente suo padre, lo pregò di lasciargli guidare il carro del Sole; ma, a causa della sua inesperienza, ne perse il controllo, i cavalli si imbizzarrirono e corsero all'impazzata per la volta celeste: prima salirono troppo in alto, bruciando un tratto del cielo che divenne la Via Lattea (questo è uno dei miti che spiegano l'origine della Via Lattea; ve ne sono diversi altri), quindi scesero troppo vicino alla terra, devastando la Libia che divenne un deserto. Zeus intervenne per salvare la terra e, adirato, scagliò un fulmine contro Fetonte, che cadde alle foci del fiume Eridano, nell'odierna Crespino sul Po.
Le sue sorelle, spaventate, piansero abbondanti lacrime con viso afflitto e vennero trasformate dagli dèi in pioppi biancheggianti(http://it.wikipedia.org/wiki/Fetonte)
Interessante notare che Fetonte significa,"il fiammeggiante" "l'infuocato" segno che per coniare un simile termine ad una figura mitologica,specie se riferita al sole,deve esserci stato un particolare significato.
Ma l'Egitto e il Mediterrano non sembrano essere stati gli unici a essere stati condizionati dall'evento solare.
Secondo uno studio le prime culture pre-incaiche 3600 anni fa,furono distrutte dai terremoti e da El Nino.
Prima i terremoti e poi piogge torrenziali legate a un fenomeno di El Niño particolarmente intenso portarono alla rovina le prime civiltà sudamericane che dopo duemila anni di prosperità, scomparvero nel giro di pochissime generazioni circa 3600anni fa.
Secondo Mike Mosele, che con Ruth Shady ha coordinato lo studio, l'inizio della fine di quella civiltà, 3600 anni fa, fu segnato da uno o due tremendi terremoti, di magnitudo forse attorno all'8, che interessarono una superficie di circa 5500 chilometri quadrati, devastando Caral e il vicino insediamento costiero di Aspero.
I terremoti provocarono peraltro anche una ampia serie di frane e smottamenti che avrebbero destabilizzato la struttura del bacino idrico del Supe. Quando successivamente arrivò un intenso El Niño, si verificarono quindi immani alluvioni che trasportarono una quantità di detriti tale da interrare la baia di Aspero e rendere inabitabile quella che un tempo era una regione fertile a dispetto del clima arido. Portando così al collasso la società della valle del Supe.(http://www.exploratetide.com/pages/posts/i-terremoti-ed-el-niF1o-distrussero-le-prime-culture-pre-incaiche1263.html)

Tornando nel Sahara invece secondo alcuni tale deserto si sarebbe formato circa 3600-4000 anni fa a causa di un brusco mutamento del clima,erroneamente attribuito a variaziono dell'asse terrestre .
Le trasformazioni climatiche avvennero nel corso di due specifici episodi. Il primo risale a un'epoca compresa tra 6700 e 5000 anni fa.
Il secondo, più drastico, ebbe luogo tra 4000 e 3600 anni fa. La perdita di terre coltivabili durante quest'ultima fase potrebbe essere una delle ragioni dello spostamento delle prime civiltà verso la valle del Nilo e quelle del Tigri e dell'Eufrate, secondo le spiegazioni di Claussen.(http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_Sahara_si_sarebbe_formato_4000_anni_fa/1292069)
La causa di tutto ciò potrebbe essere stata proprio causata da un ciclo solare culminatosi proprio in un protrarsi di un periodo di circa 3000 anni o qualche secolo in più.
Se andiamo a 5200 anni fa scopriamo invece che vi fu un ulteriore violento cambiamento climatico nella quale anch'esso sembra coincidere con l'eruzione di diversi vulcani in quel medesimo periodo.
Per esempio la caldera del Monte Hudson si è formata a causa di una gigantesca eruzione in un periodo che va dai 5000 ai 6000 anni fa.(http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Hudson)

Anche la caldera vulcanica dell'Astroni,Campi Flegrei,ha cominciato a formarsi in un periodo che va da 5000 a 3500 anni fa.(http://it.wikipedia.org/wiki/Campi_Flegrei)
Ma se guardiamo in giro per il mondo scopriamo che numerose eruzioni sembrano essere avvenute in concomitanza con quello stesso periodo:
-Un forte eruzione del Crater Lake,in Oregon, viene datata a 5000 anni fa;
(http://oregonexplorer.info/craterlake/geology.html)
-Il lago Taupo sembra essere nato da una colossale eruzione avvenuta circa 5000 anni fa.(http://www.ventoteso.com/viaggio_nel_mondo_kiwi.html)
-L'ultima eruzione del Mount Gambier,sud Australia, sembra esser avvenuta attorno ai 5000 anni 4.900 anni fa.(http://www.theaustralian.com.au/news/breaking-news)
-Il Monte Schank,Sud Australia,è nato in seguito ad un eruzione circa 5000 anni.
http://ilblogdistilidivita.myblog.it/tag/inversione+dei+poli
-L'ultima eruzione del Monte Warrnambool,Victoria,Australia,viene fatta risalire a 5000 anni fa.(http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Warrnambool)
-L'ultima eruzione del Monte Leura,vicino Melborne,Australia,risulta essere avvenuta tra i 5.000 e i 20.000 anni fa.(http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Leura)
-Il Mount Elephant,in Australia,risulta aver eruttato attorno a 5000-20.000 anni fa.(http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Elephant)
-Anche alcune eruzione del Vesuvio risultano esser datate attorno a 5000 anni fa nell'area di Avellino distruggendo diversi insediamenti durante l'Età del Bronzo.(http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Vesuvius)
Anche lo scienziato Thompson concorda che attorno ai 5200 anni fa la Terra subì un catastrofico mutamento climatico,ma provocato da cosa?
"Professore di scienza geologiche alla Ohio State e ricercatore del Centro di Ricerche Polari Byrd, Thompson ha spiegato che indicatori in numerosi campioni suggeriscono che il clima si sia alterato improvvisamente in un momento imprecisato circa 5, 200 anni or sono, con un impatto severo sulla situazione globale.
Si riferisce a piante che sono state trovate perfettamente preservate, emerse recentemente dalla cappa di ghiaccio di Quelccaya sulle Ande Peruviane. Questo mostruoso ghiacciaio, di circa 168 metri di profondità, ha rivelato ai ricercatori un decremento esponenziale della sua massa ghiacciata fin dalle prime osservazioni nel 1963.
Le piante sono state datate al radiocarbonio per determinarne l'età, e gli esami indicano che furono coperte dai ghiacci per circa 5, 200 anni. Ciò suggerisce che, in qualche modo il clima sia scivolato in quel periodo, improvvisamente e severamente, e abbia catturato le piante per preservarle intatte sino ad oggi.
Nel 1991, gli escursionisti hanno trovato il corpo intatto di un uomo intrappolato in un ghiacciaio alpino, riemerso solo in tempi recenti per via del progressivo scioglimento dei ghiacci. Successivi esami di laboratori hanno mostrato che l'umano – chiamato Oetzi – rimase intrappolato tra i ghiacci e morì circa 5, 200 anni or sono."(...)"Thompson ritiene che l'evento di 5, 200 anni or sono potrebbe essere stato causato da una drammatica fluttuazione nell'energia solare che raggiunge la terra. Gli scienziati sanno che un raffreddamento globale storico, chiamato Piccola Era Glaciale, dal 1450 al 1850 d.C., coincise con due periodi di calo nell'attività solare.
Evidenze mostrano che attorno a 5, 200 anni or sono, le emissioni solari crollarono inizialmente in modo precipitoso, e quindi aumentarono per un periodo breve. E' questa imponente oscillazione di energia solare che Thompson ritiene possa avere innescato il mutamento climatico che si registra in tutti questi dati.
"(http://www.laportadeltempo.com/news.asp?ID=352)

E' curioso notare che tale mutamento climatico avvenne proprio in concomitanza con la fine del ciclo Maya,che forse ci troviamo molto vicini ad una nuova fluttuazione dell'attività solare?
Se tali mutamenti dell'attività solare sono fenomeni ciclici,e la fine dell'ultimo ciclo Maya si è concluso con quel brusco cambiamento climatico allora significa che anche gli altri "cicli" trattati in altre culture possono riferirsi a catastrofi cicliche?
"Presso i Maya si parla di quattro ere che hanno preceduto l’attuale quinta.
La prima era terminò quando quattro giaguari divorarono ogni essere vivente compreso il sole e infine perirono anch'essi.
Il mondo della seconda era fu distrutto da tempeste e uragani e gli uomini furono trasformati in scimmie.
La terza età si annichilò nel fuoco.
La quarta terminò con un gigantesco diluvio.
Anche presso i Greci, dall’altra parte del mondo, esisteva un sistema di credenze simile. Credevano che quattro specie diverse di uomini avevano preceduta l’attuale. Una caratteristica da notare è che ogni razza successiva è meno progredita della precedente.
La prima fu la razza di oro, poi segue la razza d’argento, la razza di bronzo, e quella degli eroi.
L’attuale è la razza di ferro.
Ogni specie viene sterminata da un cataclisma, in particolare la terza, quella di bronzo, fu distrutta da un diluvio.
Il mito del diluvio universale è comune a quasi tutte le civiltà del passato in qualsiasi parte del globo siano esistite.
Scritture buddiste parlano di sette Soli, tutti annichilati dal vento, dall’acqua o dal fuoco.
I nostrani libri Sibillini parlano di "nove Soli che sono nove epoche" e vaticinano ancora due epoche a venire, quelle dell’ottavo e del nono Sole. Tradizioni aborigene raccontano: "sei soli perirono... attualmente il mondo è illuminato dal settimo sole".
I miti degli Hopi, tribù indiana dell’Arizona, raccontano:
"Il primo mondo fu distrutto, per punizione per la cattiva condotta degli uomini, da un fuoco vorace che venne dall’alto e dal basso.
Il secondo mondo finì quando il globo terrestre si inclinò dal proprio asse e tutto si coprì di ghiaccio.
Il terzo mondo finì in un diluvio universale.
Il modo attuale è il quarto.
La sua sorte dipenderà dal fatto che i suoi abitanti si comporteranno o meno secondo i disegni del Creatore".
"Nella foresta tropicale malese il popolo Chenwong crede che di quando in quando il suo mondo, che chiama Terra Sette, si capovolga, in modo che ogni cosa viene inondata e distrutta.
Tuttavia, con la mediazione del Dio Creatore Tohan, la nuova superficie piatta di quella che prima era la parte inferiore di Terra Sette, viene plasmata in montagne, valli e pianure.
Nuovi alberi vengono piantati e nascono nuovi esseri umani."(http://www.edicolaweb.net/arti095a.htm)
E' possibile che la differenza di tempo rispetto al precedente ciclo solare di 3000 o più anni,mentre in quest'ultimo risulta essere tra i 5200 e i 5600 anni potrebbe essere nel fatto che non sembre i cicli solari hanno la medesima lunghezza.
Infatti come i cicli undecennali di macchie solari alcuni risultano essere lunghi fino a 13 anni altri invece fino a 9 anni.
Variazioni del campo magnetico solare prodotte dalle perturbazioni di Giove e Saturno possono quindi creare un allungamento o un accorciamento del ciclo solare.
Se ora guardiamo 9000 anni fa scopriamo che anche in quel periodo vi fu un riscaldamento climatico in seguito conclusosi con un raffreddamento.
Infatti in una data stimata tra i 9000 e i 6000 anni fa la Groelandia fu colpita da un periodo insolitamente caldo,tra 2-3 C° più di adesso.(http://www.nature.com/news/2009/090916/full/news.2009.917.html)
In quello stesso periodo viene datata l'eruzione del vulcano Hasan Dag in Turchia che genera un certo raffreddamento climatico.(http://aldopiombino.blogspot.com/2009/07/sembra-paradossale-ma-le-difficolta.html)
In Sicilia invece anche l'Etna fu soggetta a forti squassamenti 9000 anni fa.
"Circa 9000 anni fa una porzione del versante orientale del vulcano Mongibello fu soggetta ad una serie di grosse frane che hanno portato alla formazione dell'ampia depressione della Valle del Bove. Questo imponente collasso del versante orientale del vulcano Mongibello ha messo in luce gran parte della struttura interna sia dei Centri eruttivi della Valle del Bove che del vulcano Ellitico affioranti lungo le pareti della suddetta valle.
Sebbene l'attività predominante del vulcano Mongibello è di tipo effusivo numerose eruzioni esplosive di notevole intensità, generate dalle bocche sommitali, hanno caratterizzato questa recente fase eruttiva.
"(http://miaplacidusedaltriracconti.blogspot.com/2007/09/com-nato-letna-il-vulcano-pi-attivo-in.html)
Se ora andiamo a 11.500-12.000 anni fa,data in cui viene fatta risalire l'ultima inversione dei poli magnetici troviamo catastrofi di ogni tipo datate in quel periodo.
Ecco una parziale lista dei ritrovamenti organici risalenti a tale periodo:

"-Germania:alberi di origine non locale-molti depositi di lignite sono di sequoia,un albero che non cresce in stagni e che l'unica ipotesi logica è che siano stati trasportati e sepolti lì.

-Australia,morwell:depositi simili a 200 piedi al livello del suolo, spessi fino a 800 piedi,stato di conservazione sorprendente quanto è sorprendente che si trovino alberi non comuni in quella stessa regione.
unica soluzione,stessa di sopra.

-Brasile,Camerun e Iola indonesiana di Java nei depositi di lignite si trovano funghi e alghe attaccati a fogliame ancora verde di clorofilla.
ciò implica un sotterramento rapido e non graduale.
tali depositi contengono goglie non solo locali ma da tutto il mondo.

-Stati Uniti:Wisconsin,Iowa meridionale,Illinois e Ohio ci sono zone dove si trovano immense foreste di conifere e alberi decidui seppelliti sotto il suolo,a una profondita che varia da pochi piedi a 10 metri di spessore.
non essendosi ancora pietrificate si ritiene tali foreste relativamente giovani.

-Isole Elisabetta, nord del circolo polare artico dove anche in estate soffiano venti gelidi,si trovano foglie,pigne e ghiande fino 300 metri al di sopra del livello del mare in ammassi spessi fino a 40 metri.

-Groelandia,terra assolutamente priva di alberi ,si trovano i resti di pigne ghiande e sequoie,querce e aceri insieme in mucchi scomposti.

-Svizzera lago di Zurigo:depositi d lignite contenenti ossa di mammut,ippopotami rinoceronti ecc.

-Inghilterra:foreste di alberi gigantschi trovate sepolte,in alcuni di essi erano ancorA attaccati noci e bacche ed insieme ad essi ossa di mammut cavalli,ippopotami...

-Alaska Canada:campi di detriti e melma profondi fino a 60 metri,molti di essi in zone che non sono mai ghiacciate,stipate in frammenti di materiale:vegetale,frammenti di alberi,rocce e schegge di ghiaccio,almeno 4 differenti strati di cenere troviamo ossa dicoiattoli,castori,pecore,lupi,antilopi,caribu,gatti dai denti a sciabola,leoni,cavalli,cammelli,bisonti,buoi muschiati,mastodonti e mammut.
In molti casi sopravvive parte del tessuto corporeo pelle o pelo...cosa ancora più interessante è che non sono in scheletri interi ma addirittura in frammenti misti ..come se i poveri disgraziati fossero prima stati fatti a pezzi e in seguito sepolti o congelati
"(http://expianetadidio.blogspot.com/2010/03/la-catastrofe-che-sconvolse-il-genere_09.html)
Ecco una lista dei vulcani che hanno eruttato con una datazione che sembra risalire a quel medesimo periodo:

Altri eventi risalenti ad allora.
11.500-12.000 anni fa:Escursione Magnetica di Gothenburg-Estinzione:il 72% delle specie dei grandi mammiferi scompare (ma solo il 10% delle specie dei piccoli mammiferi scompare)
-Improvvisa e grande formazione di ghiacci,poi fine dell'Era Glaciale in 20 anni.
-Inizia l'attuale periodo caldo.
-Picchi del carbonio 14,berillio e molti altri elementi.
-Terremoti in Scozia,Canada e Scandinavia.
-Sollevamento tettonico nella valle del Nilo e forse in tutto il mondo.
-Sollevamento di letti di depositi a sud di Goteborg.
-Aumento delle temperature dei mari di 5-10 gradi.
-Inondazione nel Golfo del Messico
-Esondazione del lago Bonneville.
-Inondazione delle Badlands.
-Inondazione del fiume Connecticut.
-Esondazione del lago Missoula.
-Inondazione del fiume San Lorenzo.
-Inondazione del Nilo.
-Molte altre superinondazioni.
-Vulcanismo Globale.
-Vulcanismo in Messico datato con sicurezza 11.580 anni fa .
-Eruzioni nell'Eifel,Germania occidentale.
-Strati comuni delle ceneri del Saint Helens e swlle inondazioni del lago Missoula che indicano eventi simultanei.
-Eruzione del Glacier Peak,Washington.
-Vulcanismo di immani proporzioni in Alaska.
-In Alaska e in Siberia stratificazioni congiunte di ceneri e ossa di mammut.
-Eruzione del Katla,Islanda.
(Not by Fire but by Ice,Robert W.Felix)
Secondo l'astronomo Paul La Violette inversioni di campo sono state ottenute sperimentalmente sparando grandi quantità di particelle contro un magnete fortemente bipolare.
Tali particelle vengono in seguito catturate dai campi magnetici e generano un anello di corrente in essi.
A un certo punto questa corrente accellera a un livello tale che il campo magnetico si inverte.
Secondo egli quindi una forte tempesta solare qualunque sia la sua polarità potrebbe generare un anello di corrente tale che il campo magnetico terrestre si inverta e cominci a girare nella direzione opposta.
Secondo la Violette e altri personaggi poco affidabili come Patrick Geryl che sembrano più approffittare della situzione "2012" per scrivere libri farciti di catastrofi e ricostruzioni di nuove civiltà più per riempire il salvadanaio che il resto,ogni 12.000 anni il sole giungerebbe al termine di un ciclo lungo per l'appunto 12.000 anni secondo la quale si genererebbe una tempesta solare di tale portata da invertire i poli magnetici e generare caos in tutto il sistema solare.
Mancava solo che ci aggiungesse che il sole diventava Supernova e avevamo la ciliegia sulla torta.
Persone come La Violette sarebbero da prendere più in considerazione,seppur tale teoria susciti un certo scetticismo.
Patrick Geryl invece è un catastrofista stile Al Gore che inoltre leggendo il suo ultimo libro sembra vantare una eccessiva vanità intellettuale come per dire "io ho scoperto tutto ciò,gli altri scienziati non hanno capito niente".

CONCLUSIONI
-I cambiamenti climatici improvvisi dovuti a sbalzi ciclici dell'attività solare sono un dato di fatto che ha condizionato e condizionerà il passato e il futuro delle civiltà.

-L'attuale periodo caldo che abbiamo vissuto è coinciso con un aumento dell'attività solare e ora stiamo per entrare in una nuova fase di raffreddamento,lunga quanto?
Nessuno lo sa.
L'origine antropica dell'riscaldamento globale è un mito duro a morire ma il fatto che nonostante gli attuali segni di raffreddamento venga portato avanti,rischia di portare non solo a un declino della nostra cultura scientifica ma anche a un inutile spreco di denaro.

-Anche se fosse vero che ogni 12.000 anni succede una catastrofica tempesta solare che causa un inversione magnetica dei poli terrestri,attualente non può succedere nulla,in quanto le attuali perturbazioni di Giove,Saturno e Nettuno rallentano e fanno perdere potenza all'attività solare,ma nonostante ciò è molto improbabile che un simile evento si verifichi.

-E' un dato di fatto che ogni 11.500-12.000 anni avvenga un inversione dei poli terrestri,la prossima quindi potrebbe già avvenire entro i prossimi 2 secoli,nonostante ciò è vero che attualmente il campo magnetico terrestre stà cambiando e assieme ad esso avvengono perturbazioni nel mantello che generano un aumento dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche che rischiano di essere aggravati da possibili tempeste solari e dalle perturbazioni magnetiche di Giove e Saturno.

CALDISSIMO IN ASIA E AFRICA, FREDDO IN N-EUROPA


EUROPA: Torna l'inverno in N-Europa, caldo in Europa Meridionale, locale ma intenso maltempo a sud-est e sud-ovest
VULCANO ISLANDA: eurzione in fase di forte indebolimento, ma teatro di splendide aurore boreali
ASIA: Caldissimo tra India e Pakistan, grandinate in Cina, tempesta di sabbia in India
AFRICA: Caldissimo in Africa Centrale
ARTICO E ANTARTICO: Ghiacci artici sopramedia e con lo scioglimento rallentato, arriva l'Inverno crudo in Antartide.


21 aprile
Maltempo in Turchia
Forti temporali stanno colpendo la Turchia, dove sono segnalate piogge intense con locali grandinate.

Caldo e siccità in India
Fiumi e laghi a secco in India. Nella foto la grave siccità nello Jharkhand.

VIOLENTE GRANDINATE nella provincia cinese del Duizhou
Intensi temporali stanno interessando varie zone della provincia cinese del Duizhou. Le violente grandinate hanno causato ingenti danni e secondo le notizie ufficiali sono state più di 11.000 le strutture danneggiate, tra abitazioni e locali commerciali.

22 aprile
ONDATA DI CALORE SENZA FINE sull'India
Gran parte dell'India sta subendo gli effetti di un'anomala ondata di calore, la cui durata ha raggiunto quasi un mese. I Paesi che stanno soffrendo maggiormente le eccezionali temperature sono quelli orientali e anche ieri le massime hanno oscillato tra i 43 e 46 gradi su svariate località. L'anomalia termica positiva, nei primi 20 giorni d'aprile, è di ben 7 gradi. E non va meglio neppure la notte, si pensi per esempio che New Delhi, sabato, ha registrato una minima di 31 gradi (fonte immagine http://www.meteogiornale.it/).


Gelo in Islanda, Eyjafjallajökull innevato
L’Islanda è piombata nuovamente nel grande gelo invernale. Re'javik ha toccato stamani i -5°C. Dalla WebCam dell’Eyjafjallajökull, infatti, possiamo notare che oltre alla nube eruttiva, l’atmosfera è nuovamente imbiancata come in pieno inverno.

Nord Europa e Germania: brividi invernali, le temperature sono scese diffusamente sottozero
Discesa artica porta un raffreddamento fino al cuore del Continente, ma devia il suo percorso verso la Russia
La discesa artica, annessa ad una saccatura con perno sul Baltico, si dirige verso la Russia e l'Europa Orientale. Il calo termico si è propagato a buona parte delle nazioni centrali europee, ove sono tornate ad affacciarsi dopo diverso tempo le gelate.
ARTICOLO QUI: http://www.meteogiornale.it/notizia/17841-1-nord-europa-e-germania-le-temperature-sono-scese-diffusamente-sottozero

Gelo a Dublino, neve ad Oslo, il Nord Europa ripiomba in inverno!-4°C a Dublino, neve alle Shetland e a Oslo. 31°C a Cipro, 27°C in Spagna. Ancora 47°C in Niger, gran caldo in tutto il Sahel. Superati i 40°C anche in Egitto. Sempre acceso il forno indo-pakistano. 41°C in Australia, 39°C in Bolivia e Paraguay, 38°C in Argentina e Mozambico. Ancora forti piogge in Giappone.
ARTICOLO QUI: http://www.meteogiornale.it/notizia/17837-1-gelo-in-irlanda-e-neve-in-scozia-e-norvegia-inverno-in-nord-europa

Forti temporali tra Spagna e nord Africa
Forti temporali stanno colpendo il Mediterraneo occidentale, tra la penisola Iberica e il Maghreb: la perturbazione si muove rapidamente verso l’Italia con le prime piogge tra Sardegna, Sicilia e il Tirreno.

23 aprile
Tempesta di sabbia in India

Una tempesta di sabbia nel Nord Ovest dell'India ha favorito un generale abbassamento delle temperature diurne a partire da ieri. Iniziato nello Stato di Rajasthan, il sollevamento di sabbia dal Gran Deserto Indiano ha portato un abbassamento delle temperature di 1-3°C, una situazione che si protrarrà anche nei giorni a seguire. Tuttavia se da un lato i valori diurni risultano inferiori rispetto ai giorni scorsi, le minime restano sempre molto elevate in quanto l'irraggiamento notturno è inferiore a causa della copertura del cielo. Nella città di Jaipur, ad esempio, ieri si è scesi sotto i 40°C (39.6°C) grazie alla tempesta, ma la minima è rimasta sempre molto alta per il periodo (31.9°C). (fonte immagine: news.bbc.co.uk) - http://www.3bmeteo.com/

Torna l'inverno in Europa: Belgio, Olanda e Danimarca "gelati", neve a Stoccolma

Fino a -6°C in Belgio e -3°C in Olanda e Danimarca. Solo 2°C la massima nella capitale svedese. Neve anche in Polonia, dove in montagna si è scesi a -11°C. India tra gran caldo (45°C a Bankura e Dibrugarh), pioggia e freddo nel Kashmir e piogge torrenziali nel nordest (fino a 300 mm in 4 giorni). Ancora 46°C in Mali e Niger. Gelate in Cile e Argentina, anche nella Pampa. Ancora oltre 39°C in Paraguay e Bolivia.
ARTICOLO QUI: http://www.meteogiornale.it/notizia/17846-1-europa-torna-l-inverno-belgio-olanda-e-danimarca-gelati-neve-a-stoccolma

RITORNO D'INVERNO sull'Europa del Nord

Una massa d'aria Artica sta determinando un ritorno tardivo dell'Inverno su vari Paesi dell'Europa del Nord. Per renderci conto della portata del freddo vi riportiamo alcuni dati relativi alle temperature minime registrate appena ieri. Belgio: -5.9°C Elsenborn, -3.6°C Kleine Brogel, -3.5°C Mont Rigi, -2.2°C La Sauvenière, -1.9°C Ernage e St Hubert, -1°C Bruxelles. Questi alcuni dati della Germania: -3.9°C Carlsfeld, -3.8°C Wasserkuppe, -3.7°C Meppen, -3.5°C Quickborn, -3.1°C Kyritz. In Norvegia il freddo è stato ancor più intenso: -20°C Finsevatin, -13.8°C Roros, -10°C Tynset Ii, -8.9°C Finsevatn, -5.8°C Vaagsli.

OLTRE 40 GRADI, forte caldo nell'Africa Subsahariana
Mentre l'Europa settentrionale è alle prese con un'irruzione d'aria Artica, l'Africa Subsahariana sta registrando valori termici estremamente elevati. Queste alcune massime registrate ieri (fonte immagine http://www.meteo-world.com/):
Tchad: 42.5°C Ndjamena e 41.2°C Sarh.
Niger: 45.5°C Maine Soroa, 45.3°C N' Guigmi, 45°C Birni, 44.6°C Niamey, 44.5°C Tillabery e 43.5°C Magaria.
Sénégal: 43.5°C Tambacounda e Matam, 43.3°C Linguere, 43°C Kaolack, 42.1°C Podor e 42°C Diourbel

CALDO ECCEZIONALE anche in India e Pakistan

Non solo Africa. Negli ultimi giorni avrete letto le nostre notizie e spesso si è parlato del caldo eccezionale che sta investendo l'India orientale. Il termometro non vuole saperne di scendere e anche ieri le temperature massime hanno varcato facilmente la soglia dei 40 gradi. I valori più elevati sono stati registrati a Bankura, 45.3°C, su Jamshedpur e Jharsuguda, 44.6°C. Colonnina di mercurio oltre i 40 gradi anche su varie località del Pakistan, questi i valori più rappresentativi: 42.5°C Nawabshah, 41°C Chlor e Pad Idan, 40.5°C Badin e 40.5°C Hyderabad. Caldissimo anche oggi, nell'immagine (fonte http://www.meteogiornale.it/) le temperature registrate alle 11:54 UTC di stamane.

24 aprile
Artico: aprile 2010 a un passo dall’impresa

A solo 6 giorni dalla fine di Aprile la banchisa artica sfoggia un'estensione impensabile fino a 3 anni fa. Dopo la clamorosa fusione dell'estate 2007, infatti, in pochi averebbero scommesso in un recupero tanto clamoroso. In base agli ultimi dati IJIS il pack si mantiene stabilmente ai massimi degli ultimi 8 anni, palesando una superficie che vicina ai livelli degli anni novanta. Non solo, secondo l'NSIDC, il deficit rispetto alla media ventennale di riferimento si mantiene perfettamente entro la deviazione standard; in altre parole al 1° al 23 Aprile la banchisa è riuscita a rispettare quasi perfettamente la normale climatica! Ad oggi il gap medio mensile si può stimare in circa 130.000kmq, pari ad un -0.89%. - http://www.3bmeteo.com/

Gelo record nell’Antartide

Il Plateau antartico continua a far notizia sfornando ormai da quasi due settimane temperature da record. Il 22 Aprile scorso Vostok ha raggiunto per la prima volta i -80°C (-79.6°C), scostandosi negativamente dalla media storica di circa 14°C. Lo stesso giorno la massima si è ferma a -79°C contro i -59°C attesi (-20°C di anomalia!). Gelo estremo per la stagione anche a Dome Concordia, dove sia ieri che oggi sono stati toccati i -76°C. - http://www.3bmeteo.com/

VULCANO ed AURORA BOREALE che spettacolo in Islanda
Non solo lo spettacolo dell'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull, ma nelle ultime settimane si sono verificate alcune aurore boreali che hanno creato degli splendidi contrasti notturni in prossimità delle pendici del cratere. L'ultimo episodio d'aurora boreale si è verificato il 23 Aprile, mentre la foto sopra, di Albert Jokabsson, si riferisce all'inizio del mese corrente (immagine tratta da http://notendur.hi.is/







Fonte:http://www.fossombronemeteo.it/articoli/news_dal_mondo.aspx

I MITI CHE SOSTENGONO LA FAME NEL MONDO

La fame nel mondo non è un mito, ma i miti sulla fame fanno in modo che questa non possa essere eliminata dal pianeta" recita il sito Food First (Institute for Food & Development Policy).

Ogni anno, 12 milioni di persone muoiono di fame, e si calcola che globalmente ci siano circa 700 milioni di persone che non possono accedere a fonti alimentari sufficienti per poter avere uno stile di vita salutare e dignitoso.
I miti sulla fame nel mondo sono diffusi, e spesso portati come prove a sostegno di una o più teorie ed azioni economiche o ambientali per l'arricchimento dei Paesi poveri. Questi miti tuttavia si sono dimostrati fallimentari, la fame nel mondo esiste ancora e sembra inarrestabile.


1 - Non c'è abbastanza cibo per tutti
In realtà, il nostro mondo pullula di cibo. Vengono prodotti riso e cereali sufficienti a fornire 3200 calorie quotidiane ad ogni essere umano della Terra. Ed il conto non include vegetali, frutta, carne e pesce.
Con la quantità di cibo teoricamente disponibile per ogni persona sulla Terra, si potrebbe addirittura diventare grassi.

2 - La colpa della fame è della Natura
E' troppo facile condannare la Natura per la fame nel mondo. Le modificazioni ambientali umane stanno rendendo le persone più vulnerabili ai capricci della Natura. Il cibo è sempre disponibile per chi può comprarlo, mentre per i più poveri ci sono tempi duri che ci sia o meno una carestia.
Generalmente gli eventi naturali sono solamente il passo finale per ridurre alla fame un popolo: prima arrivano salari non sufficienti, colture che impoveriscono il terreno, debiti.
Se vogliamo fare un'analogia, molti senzatetto ogni anno muoiono di freddo durante l'inverno, ma non per questo il tempo atmosferico è la causa principale; la colpa è del sistema economico e sociale che non garantisce a tutti pari opportunità di sopravvivenza.

3 - Troppe persone
Altro mito da sfatare. Il tasso di nascita medio sta calando velocemente, anche in alcuni Paesi del Terzo Mondo. Ci sono Paesi densamente popolati e poveri, ma con riserve di cibo che potrebbero sfamare anche le nazioni limitrofe. Come visto nel punto 1, il cibo è sufficiente per sfamare tutte le persone del pianeta, anzi, contando vegetali e carne il cibo disponibile è tale da poter sfamare il doppio, se non il triplo, della popolazione mondiale attuale.

4 - Più ambiente o più cibo?
Attenzione quando viene posto questo problema. Vogliamo avere più campi coltivati, o più foreste vergini? Come visto in precedenza, non è un problema che si potrebbe porre se solo ci fosse una distribuzione equa delle risorse alimentari in tutto il mondo.
Ed esistono compromessi tra l'agricoltura/allevamento e l'ecosostenibilità, come dimostrano alcuni esempi di colture organiche negli Stati Uniti e a Cuba.

5 - Abbiamo bisogno di fattorie più grandi
I grandi proprietari terrieri lasciano buona parte dei loro campi a riposo. Oltre al fatto che colture intensive su larga scala impoveriscono il terreno. Al contrario, piccole aziende agricole si dimostrano da 4 a 5 volte più efficienti per ogni acro di terra utilizzato. Uno studio effettuato dalla World Bank sull'agricoltura su larga scala in Brasile stima che la redistribuzione della terra a piccole aziende agricole potrebbe incrementare la produzione di un incredibile 80%.

6 - Il mercato libero può far finire la fame nel mondo
Sfortunatamente, questa formula non ha per nulla aiutato a fermare la fame nel mondo. Il meccanismo può funzionare soltanto se si avesse una moneta unica con un potere d'acquisto comune, ma come sappiamo non è il caso del pianeta Terra. Fino ad ora il mercato libero ha "imposto" mono-colture scarsamente remunerative in Paesi che avevano una biodiversità tale da essere potenzialmente tra i più ricchi del mondo.

7 - Troppo affamati per combattere per i propri diritti
Siamo stati bombardati da immagini di bambini e adulti deboli ed affamati, ma forse dimentichiamo che per persone con poche risorse a disposizione sopravvivere richiede sforzi tremendi. Se queste persone fossero davvero così "passive" per la fame, ne avremmo solo una manciata ancora in vita.
Queste persone combattono quotidianamente contro la fame, la siccità, il sistema economico e sociale per assicurarsi la sopravvivenza.

8 - Gli aiuti da parte di Paesi stranieri contribuiscono a migliorare la situazione di chi ha fame
Purtroppo, è vero il contrario. Gli aiuti economici stranieri rinforzano soltanto lo status quo di chi detiene il potere in paesi dittatoriali, o di chi gestisce il mercato.
Stesso discorso anche per gli aiuti umanitari: si calcola che soltanto l'8% giunga a destinazione, a persone che davvero ne hanno bisogno. Sarebbe forse meglio utilizzare i budget umanitari stranieri per tagliare i debiti di Paesi poveri e cambiare alcune regole del mercato, cose che contribuiscono ad impedire lo sviluppo sociale, economico e sanitario dei Paesi più poveri.

9 - I Paesi ricchi ottengono benefici dai Paesi affamati.
Se da un punto di vista molto limitato la fame nei Paesi del Terzo Mondo significa banane più economiche, da un altro non fa altro che colpire indirettamente il mercato del lavoro dei Paesi industrializzati. Le multinazionali sono sempre alla ricerche di un mercato del lavoro più economico, mettendo a rischio i posti di lavoro nazionali, dato che non sono competitivi con quelli dei Paesi poveri. Inoltre, questi posti di lavoro a basso costo non migliorano la vita di milioni di persone, e contribuiscono ad aumentare la spesa per aiuti umanitari che i Paesi del Primo Mondo devono affrontare per aiutare quelli più disagiati.

FONTI
Mito 1: 1.Data calculated from FAOSTAT. 2005. Rome: United Nations Food and Agriculture Organization. 2.Handbook of International Trade and Development Statistics. 1995. New York and Geneva: United Nations Conference on Trade and Development. Tables 7 and 8.

Mito 2: 1.Sen, Amartya. 1981. Poverty and Famines. Oxford: Clarendon Press. 2.Timberlake, L. and A. Wijkman. 1984. Natural Disasters: Acts of God or Acts of Man? London and Washington, DC: Earthscan. 3.Messer, Ellen. 1996. Hunger as a Weapon of War in 1994. Pp. 19-48 in The Hunger Report: 1995, ed. Ellen Messer and Peter Uvin. Amsterdam: Gordon and Breach Science Publishers.

Mito 3: 1.Merrick, Thomas. 1994. Population Dynamics in Developing Countries. pp. 79-105 in Population and Development: Old Debates, New Conclusions, ed. Robert Cassen. New Brunswick, NJ: Transaction Publishers. 2.Bread for the World Institute. 1996. Hunger, 1997: What Governments Can Do. Silver Spring, MD. 3.World Bank. 1994. Human Development Report.

Mito 4: 1.Vandermeer, John and Ivette Perfecto. 2005. Breakfast of Biodiversity: The Truth about Rainforest Destruction. Oakland: Food First Books. 2.Nicholls, Clara Ines and Miguel Altieri. 1997. Conventional Agriculture Development Models and the Persistence of the Pesticide Treadmill in Latin America. International Journal of Sustainable Development and World Ecology 4:93-111.

Mito 5: 1.Sobhan, Rehman. 1993. Agrarian Reform and Social Transformation. London: Zed. 2.Thiesenhusen, William C. 1995. Broken Promises: Agrarian Reform and the Latin American Campesino. Boulder: Westview Press. 3.Griffin, K., A.R. Khan, and A. Ickowitz. 2002. Poverty and the distribution of land. Journal of Agrarian Change 2(3):279-330.

Mito 6: 1.Collins, Joseph and John Lear. 1995. Chile’s Free Market Miracle: A Second Look. Oakland: Food First Books. 2.Bello, Walden. 1994. Dark Victory: The United States, Structural Adjustment and Global Poverty. London: Pluto Press, Food First Books, and Transnational Institute.

Mito 7: 1.Wright, Angus and Wendy Wolford. 2003. To Inherit the Earth: The Landless Movement and the Struggle for a New Brazil. Oakland: Food First Books. 2.Collier, George. 2005. Basta! Land an dhte Zapatista Rebellion in Chiapas. Oakland: Food First Books.

Mito 8: 1.OEDC. 2003-4. Total DAC Aid at a Glance. www.oecd.org/dataoecd/17/39/23664717.gif 2.Lappe, F.M., R. Schurman, and K. Danaher. 1987. Betraying the National Interest: How U.S. Foreign Aid Threatens Global Security by Undermining the Political and Economic Stability of the Third World. New York: Grove Press.

Mito 9: 1.Sklar, Holly. 1995. Chaos or Community? Seeking Solutions, Not Scapegoats. Boston: South End Press. 2.Untied States Conference of Mayors. 2002. A Status Report on Hunger and Homelessness in America’s Cities: A 25-City Survey, December 2002. Washington DC: United States Conference of Mayors. 3.Bonanno, A., L. Busch, W. Friedland, L. Gouveia, and E. Mingione, eds. 1997. Food Security and Agricultural Trade under NAFTA. Minneapolis: Institute for Agriculture and Trade Policy.

Fonte:http://www.ditadifulmine.com/2010/04/fame-nel-mondo-i-miti-che-la-sostengono.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+DitaDiFulmine+%28Dita+di+Fulmine%29

AREA 51?NIENTE ALIENI!


James Noce non lavorava in una delle tante installazioni militari americane disseminate negli Stati Uniti e nel resto del mondo, ma nella base militare a cui tutti gli appassionati di ufologia sognano di dare uno sguardo: l' Area 51. Ora ha 72 anni, e parla di quanto avviene in una delle basi più segrete (ma più conosciute) del mondo.
James Noce ha lavorato per la CIA negli anni '60 e '70 all'interno della famosa Area 51, in Nevada, su alcuni progetti segreti ed operazioni "black". Ha vissuto per circa tre anni (dal 1962 al 1965) la routine della base, è stato parte di progetti oscuri e che fanno scatenare l'immaginazione di tantissime persone in tutto il mondo.
Ma niente alieni, afferma Noce. Tanti, comunissimi umani.
Noce non se n'è uscito con un libro, un dvd o dichiarazioni sconvolgenti alla Fox, ma è stato contattato dal Seattle Times, dimostrandosi disposto a parlare del suo lavoro come ex impiegato dell'Area 51. "Ho fatto giuramento di segretezza per 47 anni. Non avrei potuto parlarne prima" sostiene Noce.
Negli anni '60, la base era un'area di test per aerei sperimentali come l' A-12 ed il famigerato SR-71 Blackbird. Tutti progetti ovviamente segreti, fino al 2007, quando la CIA ha messo in bella mostra, come celebrazione del 60° compleanno dell'Agenzia, un A-12 di fronte alla sede di Langley, facendo crollare il segreto sui alcuni progetti condotti durante gli anni '60.
James Noce non ha alcun documento che certifichi che abbia lavorato per la CIA nell'Area 51. Veniva sempre pagato in contanti, ed i pagamenti inviati attraverso diverse compagnie, come la Pan American, nota compagnia aerea americana.
Ed ora fa parte della Roadrunners Internationale, un'associazione di veterani dell'Area 51 provenienti dalla Air Force, dalla CIA, dalla Lockheed e da altre aziende che lavorano nella base.
Il lavoro di Noce era principalmente quello di addetto radar dell'Area 51, ed intorno al 1961, dopo circa 6 anni di lavoro per la Air Force a Vancouver, venne contattato da un membro della Air Force, che ora lavora per la CIA, per andare a lavorare nell'Area 51 come addetto alla sicurezza

Noce racconta così la sua routine:

Il lunedì mattina, iniziava il programma Superconstellation della Lockheed (in particolare, della sua sezione Skunk Works). Molti ingegneri e operai della Lockheed al lavoro sull' A-12 si fermavano per la settimana, e Noce aveva il compito di controllare i badges, che non avessero con loro armi o macchine fotografiche, e di nascondere da occhi indiscreti il volo di aerei sperimentali.
Altre volte, però, la routine era un po' più eccitante. Noce ricorda il crash del 24 maggio 1963 di uno dei modelli di A-12, chiamato "Article 123", nei pressi di Wendover, Utah. Noce fu uno degli addetti alla sicurezza a volare sul luogo del crash per caricare i pezzi dell'aereo su alcuni camion, portati sul posto da un aeroplano cargo gigante.
Ha dovuto inoltre confiscare telecamere e rullini fotografici, oltre che intimidire i testimoni oculari dell'incidente, tra i quali anche un vice-sceriffo e la sua famiglia. Per assicurarsi del tutto il loro silenzio, arrivò addirittura la CIA, con una valigia piena di contanti. "Era una pratica comune" afferma David Robarge, storico della CIA.
E per quanto riguarda le storie sugli alieni? So che è questo che volete leggere, ve lo leggo in faccia...
Noce sostiene di non aver mai visto nulla che possa essere ricondotto ad un UFO. E sostiene che le storie di UFO e alieni sono utili alla CIA ed alla Air Force per nascondere prototipi segreti di aerei.
Ricorda, ad esempio, di un pilota della Air Force partito dalla Edwards Air Force Base indossando una maschera da gorilla e guidando il primo modello di jet mai fatto volare in USA. Il jet affiancò ad un aereo privato, il cui pilota affermò in seguito di aver visto "un aereo che volava senza motori ed era pilotato da una scimmia". Noce ricorda ancora le risate che si fecero all' Area 51.
Sostiene inoltre che il suo lavoro alla base gli piaceva, e molto. Veniva pagato 1000 dollari al mese (circa 7.200 dollari attuali), con ottimo cibo (cosa su cui i veterani dell'Area 51 concordano) grazie ad alcuni cuochi di Las Vegas che cucinavano ottime bistecche, ed addirittura aragoste. Dopo il suo ritiro dall'Area 51, Noce ha speso buona parte della sua vita come scaricatore di porto a Vancouver.
Disinformazione? Può darsi, ed è la tesi sostenuta da molti appassionati di ufologia. E si sa che l'esercito ama dare informazioni solo a chi risulta direttamente coinvolto in un progetto, per cui è probabile che Noce non abbia mai sentito parlare di alieni per il semplice fatto che non era suo compito proteggere questo segreto.
Ma lui, ed i veterani della Roadrunners Internationale, sono convinti che dentro all'Area 51 non ci siano altro che aerei del tutto terrestri.

Fonte:http://www.ditadifulmine.com/2010/03/area-51-niente-alieni-parola-di.html

RIFLESSIONI SU MONDI ANTECEDENTI AL NOSTRO

Riscontri geologici dell’estrema antichità dell’umanità

Io stesso, ora nel pieno del mio settimo decennio di vita, mi ritrovo ancora a pormi due quesiti a cui, in un modo o nell’altro, la maggior parte dei miei 165 libri editi ha cercato di dare una risposta:
(1) Chi siamo come specie? e
(2) Qual è il nostro destino?
La ragione fondamentale per cui ho scritto Worlds Before Our Own (G. P. Putnams Sons, 1978; Anomalist Books, 2007) è che ho sempre trovato incredibile che in quanto esseri talmente sofisticati, quali noi ci giudichiamo, in realtà non sappiamo chi siamo.
Archeologi, antropologi e accademici di varia estrazione, ligi alle regole del gioco riguardante le “origini dell’uomo”, riconoscono con riluttanza e solo occasionalmente casi in cui riscontri culturali e reperti ossei di era preistorica all’improvviso risultano molto più antichi di quanto dovrebbero – e in luoghi non consoni. Questi irritanti manufatti frantumano l’ordinata linea evolutiva che da lungo tempo il mondo accademico propone al pubblico. Di conseguenza, tali dati sono stati ampiamente lasciati sepolti nei rapporti stilati sul campo, in dimenticati magazzini e in polverosi archivi, dove è lecito sospettare che esista un gran mole di prove culturali preistoriche soppresse, ignorate e fuori posto, prove che modificherebbero le interpretazioni consolidate delle origini dell’umanità e ci consentirebbero una definizione assai più chiara di quello che significa appartenere alla nostra specie.
Attualmente vige un fondamentale consenso accademico sul fatto che il lignaggio dell’”Homo” risale ad almeno tre milioni di anni fa, e che un antenato dell’uomo moderno si evolse all’incirca un milione d’anni fa. L’Homo sapiens, ”l’uomo raziocinante” (la nostra specie), diventò la forma di vita dominante del pianeta all’incirca 40.000 anni fa.
L’improvvisa comparsa dell’Homo sapíens in tale periodo risulta alquanto difficile da spiegare, nondimeno una questione di ancor più complessa valutazione è la ragione della concomitante scomparsa dell’uomo di Neanderthal e dell’uomo di Cro–Magnon. La questione se l’uomo di Neanderthal e i nostri antenati fossero due specie distinte oppure ibridate è oggetto di un’incessante disputa accademica.
E proprio mentre gli scienziati ampliano una crescente mole di riscontri del fatto che l’umanità si sviluppò in Africa, uno scavo ungherese ha restituito un frammento di teschio di Homo sapiens in un contesto discordante di oltre 600.000 anni rispetto alla datazione comunemente accettata inerente alle migrazioni dell’uomo attraverso il pianeta. Fossili di ominidi scoperti a Dmanisi, in Georgia, sono datati come risalenti a 1,77 milioni di anni fa; e il dente di un ominide ritrovato in depositi del Neocene nei pressi del fiume Maritsa, in Bulgaria, viene fatto risalire a sette milioni di anni fa.
Che ne è dell’evoluzione darwiniana quando esistono siti come quello che, in Australia, ha ‘prodotto’ Homo sapiens (uomo moderno), Homo erectus (il nostro antenato di un milione di anni fa) e uomo di Neanderthal (il nostro cugino dell’Età della Pietra) in quello che si presenta come un ambiente di contemporaneità?
Poi vi è il sito di Tabun, nell’odierna Israele, in cui frammenti di Homo sapiens sono stati reperiti in strati sottostanti (vale a dire antecedenti) a tipici reperti ossei di Neanderthal. Nell’agosto 2007, alcuni scienziati che datavano fossili scoperti in Kenya hanno messo in discussione l’opinione convenzionale che l’Homo sapiens (1,44 milioni di anni) e l’Homo erectus (1,55 milioni di anni) si siano evoluti l’uno dopo l’altro. La datazione di nuovi reperti fossili rivela che le due specie vissero fianco a fianco in Africa per quasi mezzo milione d’anni.
Da qualche parte, in quella che sembrerebbe una sregolata baldoria culturale e biologica aperta a tutti, deve trovarsi la risposta al quesito più pregnante: chi siamo?
Ma proprio mentre facciamo del nostro meglio per adattare frammenti di scheletro in un modo tale da risultare accettabile per quello che riteniamo di sapere sulle nostre origini, su alcune pietre sono state ritrovate impronte che, se sono realmente quello che sembrano, metteranno completamente a soqquadro il calendario evolutivo comunemente accettato. Nella Pershing County, in Nevadal, è stata scoperta l’impronta di una calzatura in uno strato di calcare del Triassico – uno strato che indica un periodo di 400 milioni d’anni – e la traccia fossilizzata ha rivelato chiaramente una doppia cucitura finemente lavorata nelle costure.
Agli inizi del 1975, il Dr. Stanley Rhine della University of New Mexico annunciò la scoperta di impronte di tipo umano in strati che indicavano un~età di 40 milioni di anni. Alcuni mesi prima si registrò un’analoga scoperta a Kenton, Oklahoma. Pressoché nello stesso periodo, nel Wisconsin centro–settentrionale si ebbe la scoperta di un’impronta nella pietra.
Nella Death Valley, in California, esistono abbondanti reperti fossili e di scheletri indicanti che un tempo quella desolata area era un tropicale Giardino dell’Eden in cui viveva una razza di giganti, i quali si nutrivano con appetitosi alimenti presi dai laghi e dalle foreste locali.
Parlare di una razza di giganti preistorici stanziati in quelle che ora sono le sabbie desertiche della Death Valley vuol dire confutare al contempo la dottrina consolidata secondo cui in termini relativi l’uomo è un nuovo arrivato in America, settentrionale e meridionale. Mentre da una parte nuove datazioni al radio–carbonio dimostrano che il ponte di terra dello Stretto di Bering e il corridoio di ghiaccio della Cordigliera non erano transitabili sino a 9.000 anni fa, una crescente mole di riscontri concreti indica che l’uomo si trovava per certo in questo emisfero molto tempo prima dei suddetto recente periodo.
Si dice che il mais, contributo americano alle tavole di tutto il mondo, 9.000 anni fa fosse la nostra più antica coltura da semina addomesticata. Per addomesticare tale semente, alcuni agricoltori dovevano trovarsi nelle Americhe in un periodo antecedente a 9.000 anni or sono. Antichi semi di zucca, arachidi e fiocchi di cotone risalenti a 8.500 anni fa e reperiti nella Valle di Nanchoc, in Perù, costituiscono ulteriore prova che nel Nuovo Mondo l’agricoltura era prassi consolidata. La prova decisiva dell’esistenza di tali antichi agricoltori nelle Americhe venne alla luce allorquando, nel corso di una trivellazione della Humble Oil Company, giunse in superficie polline di mais messicano risalente a oltre 80.000 anni fa.
L’anomala configurazione sanguigna e dentatura dei nativi, nonché la loro distribuzione geografica, prevedono un , impossibile scala temporale genetica in cui trasformare gli immigranti asiatici nei peculiari abitanti del Nuovo Mondo. Anche se ci proponiamo di accettare in qualche modo le teorie condivise sull’abitazione del Nuovo Mondo, dobbiamo comunque assegnare nel Nord America in 40.000 anni una maggiore evoluzione di quella verificatasi in Europa, Asia e Africa in oltre un milione di anni.
Teschi trovati in California, palesemente appartenenti a nativi americani, sono stati retrodatati a 50.000 anni fa. Ma rimane un altro mistero. Presso un sito di scavi iraniano è stato reperito un teschio di tipo nativo americano (determinato tramite analisi metrica) vecchio di 140.000 anni.
Che dire della perduta civiltà amerindia di Cahokia, Illinois, provvista di piramidi e di una grande muraglia? Un sito, nei pressi dell’odierna città di St. Louis, potrebbe aver ospitato una metropoli di oltre 250.000 nativi nordamericani.
Chi ha costruito la misteriosa muraglia di sette miglia sulle colline di Berkeley e Oakland, California? E quale popolazione pre–Maya ha realizzato, oltre 2.000 anni or sono, un’elaborata rete idrica nello Yucatán, allo scopo d’irrigare i campi?
La torre del Caracol a Chichén Itzá, Yucatán, è un ragguardevole osservatorio meso–americano che sembra avere correlazioni con analoghi siti nell’America del Nord, fra cui Mesa Verde, Wichita e Chaco Canyon.
Una delle teorie più eretiche che avanzo in Worlds Before Our Own è che la culla della civiltà possa essere migrata dal cosiddetto Nuovo Mondo a quello Vecchio. Ora, nel 2007, a distanza di anni da quando Ruth Shady Solís documentò l’antica città di Caral, in Perù, gli scienziati hanno accettato la datazione al carbonio del 2627 a.C., stabilendo in tal modo che la civiltà in Sudamerica è assai più antica delle città della Valle di Harappa, negli odierni Pakistan e India occidentale, nonché delle piramidi d’Egitto. Caral deve essere ora riconosciuta come “la madre di tutte le civiltà”, l’anello mancante dell’archeologia, la Città Madre.
A quanto pare la conoscenza scientifica è stata tenuta in somma considerazione dai rappresentanti di ogni cultura, nota e non. Incisioni sulla roccia, forse risalenti a 60 milioni di anni fa, ricorrendo a illustrazioni in sequenza raffigurano un’integrale operazione di trapianto di cuore e un taglio cesareo. Gli antichi Egizi utilizzavano l’equivalente della gelatina contraccettiva e disponevano di test di gravidanza basati sull’urina. Il cemento utilizzato dai Maya per l’otturazione delle carie dentali regge ancora a distanza di 1.500 anni.
Si presume che non sia stato reperito alcun tessuto antecedente a 5.000 anni fa, quando gli Egizi produssero materiale per capi di vestiario. In che modo possiamo dunque considerare il sito russo che fornisce fusaioli e disegni di tessuto fantasia risalenti a oltre 80.000 anni fa?
Non solo a quanto pare gli antichi Babilonesi utilizzavano fiammiferi di zolfo, ma disponevano di una tecnologia sufficientemente sofisticata da impiegare complesse celle di batteria elettrochimica provviste di cablaggio. Riscontri di batterie elettriche ed elettrolisi esistono anche a riguardo dell’antico Egitto, dell’India e della terra Swahili (Africa orientale).
Presso l’attuale Medzamor, nella Russia armena, sono stati reperiti resti di un antico stabilimento metallurgico dotato di oltre 200 fornaci. Anche se per fondere il platino è necessaria una temperatura superiore ai 1780° gradi, alcune popolazioni pre–incaiche del Perù producevano oggetti realizzati con tale metallo. Ancor oggi il procedimento per estrarre l’alluminio dalla bauxite è alquanto complesso, tuttavia Chou Chu, celebre generale dell’era Tsin (265–316 d.C.), fu inumato con un abito funebre provvisto di fibbie del cinturone in alluminio.
Nel corso di operazioni di trivellazione di pozzi assai profondi sono state riportate in superficie pietre, gesso e ossa incise, assieme a quelle che si presentano come “monete” riccamente decorate. In una miniera di carbone è stata reperita una strana lastra impressa, decorata con quadrati a forma di diamante, con il viso di un uomo in ciascun “riquadro”. In un’altra scoperta relativa a una miniera di carbone i minatori hanno trovato lisci e levigati blocchi di cemento che formavano un solido muro. Secondo la testimonianza di un minatore, costui scalpellò un blocco solo per scoprire la miscela standard di sabbia e cemento di cui sono fatti per la maggior parte gli odierni mattoni da costruzione. In un pezzo di carbone si è trovata una collana d’oro, mentre in una miniera d’argento in Perú si è reperito uno spillo di metallo; in uno strato carbonifero scozzese è saltato fuori un utensile in ferro. Si stima che tali oggetti risalgano a milioni di anni prima rispetto a quando si ritiene comunemente sia esistito l’uomo.
Nei pressi di Dorchester, Massachusetts, dalla roccia viva è stato estratto un vaso di metallo a forma di campana, intarsiato con un motivo floreale in argento.
Per spiegare la presenza di questi sconcertanti manufatti vi sono due ipotesi:
(1) che furono realizzati da una civiltà terrestre progredita che, a causa di una catastrofe naturale o tecnologica, venne distrutta prima della genesi del nostro mondo;
(2) che siano le vestigia di una civiltà altamente tecnologica di origine extraterrestre che visitò questo pianeta milioni di anni fa, lasciandosi dietro svariati manufatti.
Anche se in tempi preistorici una progredita razza extraterrestre potrebbe aver fatto visita al nostro pianeta, appare improbabile che comuni oggetti d’uso quotidiano quali chiodi, collane, fibbie e vasi siano stati trasportati su un’astronave e depositati in aree così distanti fra loro – perché manufatti di questo genere sono stati reperiti nelle Americhe del Nord e del Sud, in Gran Bretagna, in tutta l’Europa, in Africa, Asia e Medio Oriente.

Indizi di antiche catastrofi
Nonostante la generale impopolarità del catastrofismo, a quanto pare esistono alcune “prove”, scoperte di recente, di antichi cambiamenti – determinati da cataclismi – della crosta terrestre che potrebbero dar conto della quasi totale scomparsa di tali mondi preistorici. I riscontri geologici evidenziano che tali cambiamenti furono al contempo drastici e repentini, e che potrebbero aver sopraffatto e distrutto i remoti abitanti e le loro culture. Forse la prova potenzialmente più strabiliante di un’avanzata tecnologia preistorica, che potrebbe aver distrutto la cultura di riferimento, va ricercata in quei siti che apparentemente recano mute testimonianze di una guerra nucleare preistorica.
Si sono reperite estese aree di vetro verde fuso e città vetrificate nei profondi strati dei seguenti scavi archeologici: Pierrelatte, nel Gabon, Africa; Valle dell’Eufrate; Deserto del Sahara; Deserto del Gobi; Iraq; Deserto del Mojave; Scozia; Antico e Medio Regno d’Egitto; Turchia centro–meridionale.
In epoca contemporanea si sa della presenza di materiali come il vetro verde fuso presso siti adibiti a test nucleari (dove la sabbia si è fusa sino a formare tale sostanza). Per alcuni risulta alquanto sconvolgente prendere in considerazione la possibilità che tali siti forniscano le prove di un conflitto nucleare preistorico. Al contempo, gli scienziati hanno trovato una serie di depositi di uranio che a quanto pare sono stati sfruttati o esauriti in tempi remoti.
Se è possibile che in tempi preistorici si sia verificato il totale annientamento di una civiltà globale, appare ancora più urgente apprendere chi siamo in realtà, prima di ritrovarci condannati a ripetere le lezioni lasciateci da un mondo antecedente al nostro.
Fonte: The Canadian, 21 dicembre 2007
http://tinyurl.com/2w6z3x

Riscontri di un’antica guerra nucleare”Quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo”. – Genesi 19:24

Il mio precedente articolo apparso su The Canadian, nel quale ho esposto alcune personali riflessioni sul mio libro Worlds Before Our Own, ha suscitato dozzine di domande da parte dei lettori. Alcuni hanno affermato che uno dei canali via cavo – secondo certi lettori si trattava di History Channel; a detta di altri, di Discovery; secondo altri ancora, del National Geographic – aveva presentato “prove” secondo cui il “vetro verde fuso” presente in varie aree era stato creato da esplosioni aeree di meteoriti piuttosto che da guerre nucleari di epoca preistorica. Quanto alle numerose teorie concernenti la preistoria della Terra, resto aperto al dubbio.
Uno dei suddetti lettori indotti a scrivermi, il quale aveva il vantaggio di aver letto sul serio Worlds Before Our Own, ha affermato che presento “con stile terso e chiaro informazioni riguardanti scoperte archeologiche anomale, senza quell’uso di iperboli solitamente associato a tal genere di argomenti”.
Anche se in alcuni casi è possibile che appezzamenti di “vetro verde fuso” siano stati determinati da esplosioni aeree di meteoriti, mi domando se tale fenomeno naturale possa aver creato tutte le 28 distese di pietre annerite e frantumate che nell’Arabia occidentale ricoprono un~area estesa sino a 7.000 miglia. Le pietre, annerite e dai bordi affilati, sono fittamente raggruppate, come fossero le rovine di una città. Gli esperti hanno decretato che non sono di origine vulcanica, ma sembrano risalire al periodo in cui si pensa che l’Arabia fosse una terra fertile e lussureggiante, bruciata all’improvviso sino a trasformarsi istantaneamente in un deserto.
Quello che oggi conosciamo come il Deserto del Sahara, un tempo era una regione tropicale ricoperta da fitta vegetazione, percorsa da vari grandi fiumi e caratterizzata da abbondante piovosità. Gli scienziati hanno scoperto aree del deserto il cui suolo, ora ricoperto da un sottile strato di sabbia, un tempo conobbe l’azione dell’aratro e dell’agricoltore. I ricercatori hanno inoltre scoperto un enorme bacino idrico al di sotto della superficie inaridita del deserto, la cui origine potrebbe essere stata unicamente la forte piovosità del periodo antecedente al momento in cui una rovente devastazione consumò la rigogliosa vegetazione dell’area.
Il 25 dicembre 2007 uno scienziato francese ha confermato che gE scavi presso l’area di Khamis Bani Sa’ad, distretto di Tehema, provincia di Hodeidah dell’attuale Yemen, hanno portato alla luce oltre un migliaio di rari reperti archeologici risalenti al 300.000 a.C. Prima che intervenisse un drastico cambiamento climatico, gli abitanti di quell’epoca erano stati pescatori e avevano addomesticato una serie di animali non più presenti nella regione, fra cui una razza equina attualmente reperibile solo in Asia Centrale.
Nei pressi del Lago di Lob Nor, nel Deserto del Gobi, i Cinesi hanno condotto test nucleari che hanno lasciato estesi appezzamenti dell’area ricoperti di sabbia vetrosa. Nondimeno il Deserto del Gobi presenta numerose altre aree di sabbia vetrosa, note da migliaia d’anni.
Albion W. Hart, uno dei primi ingegneri a conseguire la laurea presso il Massachusetts Institute of Technology, fu assegnato a un progetto nell’entroterra africano. Mentre egli e i suoi uomini si stavano dirigendo verso una regione quasi inaccessibile, inizialmente dovettero attraversare una vasta distesa desertica. All’epoca Hart rimase sconcertato e del tutto incapace di spiegare un’estesa area di vetro verdastro che ricopriva le sabbie a perdita d’occhio.
“In un’epoca successiva della sua vita – scrisse Margarethe Casson su Rocks andMinerals (n. 396, 1972) – egli passò vicino all’area di White Sands (Nevada), dopo la prima detonazione atomica realizzata in quel luogo, e riconobbe lo stesso tipo di fusione di silice osservata cinquant’anni prima nel deserto africano”.
Nel 1947, nella Valle dell’Eufrate dell’Iraq meridionale, secondo alcune tradizioni collocazione del Giardino dell’Eden nonché luogo in cui gli antichi abitanti della Mesopotamia meridionale [Sumeri] incontrarono il dio–uomo Ea, scavi esplorativi portarono alla luce uno strato di vetro verde fuso. Gli archeologi non poterono non notare la somiglianza fra il vetro fuso risalente a migliaia di anni fa e il suolo desertico di White Sands, New Mexico, dopo che le prime detonazioni nucleari dei tempi moderni avevano fuso roccia e sabbia.
Il Deserto del Mojave presenta ampie aree di forma circolare o poligonale che sono rivestite di una coriacea sostanza assai simile al vetro opaco.

Strutture vetrificate, ruderi bruciati
Nel 1850, mentre esplorava la Death Valley, William Walker dichiarò di essersi imbattuto nei ruderi di un’antica città. Le pietre di un’estremità del grande edificio all’interno delle macerie erano rimaste fuse e vetrificate. Walker si spinse ad affermare che l’intera regione compresa fra i fiumi Gila e St. John è punteggiata di rovine. In ciascuno degli antichi insediamenti egli trovò riscontri del fatto che questi erano stati completamente bruciati da un fuoco abbastanza intenso da aver liquefatto la roccia. Blocchi per pavimentazione e pietre delle abitazioni erano state spaccate da enormi fessure, come cauterizzate da una sorta di gigantesca mannaia di fuoco.
Forse ancor più che le estese aree di vetro verde fuso, mi incuriosiscono i riscontri di città e forti vetrificati, come quelli scoperti da Walker.
In Scozia, Irlanda e Inghilterra esistono alture fortificate preistoriche le cui murature in pietra sono rimaste calcinate a causa di un immenso calore applicato. Non vi è modo per cui un fulmine possa aver determinato esiti di tal genere.
Altre alture fortificate, dalle Isole Lofoten a nord della Norvegia sino alle Canarie a nord–ovest dell’Africa, sono diventate “fortificazioni fuse”. Efich A. von Fange ha notato che i “massi tondeggianti accatastati delle mura circolari sono stati tramutati in vetro… da un intenso calore”.
Çatal–Hüyúk, nella Turchia centro–settentrionale, ritenuta una delle più antiche città del mondo, in base a riscontri archeologici sembra che abbia raggiunto una fase di civiltà pienamente sviluppata e quindi, all’improvviso, si sia estinta. Gli archeologi sono rimasti sbalorditi nel trovare spessi strati di laterizio bruciato in corrispondenza di uno dei livelli, denominato VI a. 1 blocchi erano stati fusi assieme da un calore talmente intenso che gli effetti avevano raggiunto la profondità di oltre un metro al di sotto dei pavimenti, dove il tremendo calore aveva carbonizzato la terra, gli scheletri dei morti nonché i doni funebri inumati con essi, bloccando al contempo qualsiasi decomposizione batterica.
Quando si effettuarono scavi sulla ziggurat di Babilonia, questa si presentava come se fosse stata colpita da un terribile fuoco che l’aveva incrinata sino alle fondamenta. In altre parti dei ruderi, ampie sezioni di muratura in mattoni erano state arse sino ad assumere uno stato vetrificato. Svariati cumuli di laterizio erano stati completamente ridotti allo stato fuso. Persino i grandi massi tondeggianti trovati nei pressi delle rovine erano stati vetrificati.
Presso il sito noto come Alalakh o Atchana, Siria settentrionale, i palazzi reali erano stati arsi così in profondità che la parte più interna delle spesse mura era piena di mattoni crudi di colore rosso vivo in fase di sgretolamento. L’intonaco delle pareti di calce e fango era stato vetrificato e in alcune zone le lastre delle mura in basalto si erano di fatto fuse.
In India, fra il fiume Gange e le colline di Rajmahal, si trovano rovine bruciate contenenti consistenti ammassi di pietre fuse e incavate. Alcuni viaggiatori che si sono avventurati sino al cuore delle foreste indiane hanno riferito di ruderi di città le cui mura, a causa di qualche intenso calore, sono diventate enormi lastre di cristallo.
Le rovine delle Sette Città, situate nei pressi dell’equatore, nella provincia di Piauí, in Brasile, sembrano la scena di un mostruoso caos. Dato che non è stata ancora elaborata alcuna spiegazione geologica tale da risultare appropriata sotto il profilo dei riscontri archeologici, alcuni di coloro che hanno svolto ricerche sul sito hanno affermato che il modo in cui le pietre sono state essiccate, distrutte e fuse evoca immagini di Sodoma e Gomorra.
Alcuni ricercatori francesi hanno scoperto le prove di una reazione nucleare spontanea in epoca preistorica presso la miniera di Oldo a Pierrelatte, in Gabon. Gli scienziati hanno rilevato che il minerale grezzo della miniera in questione conteneva percentuali insolitarriente basse di U–235, come si trovano soltanto nell’uranio impoverito del combustibile Prelevato dai reattori nucleari. Secondo coloro che hanno esaminato la miniera, il minerale grezzo conteneva anche quattro elementi rari in forme simili a quelle presenti nell’ uranio impoverito.
Anche se il mondo moderno non ha sperimentato l’energia atomica prima degli anni Quaranta del secolo scorso, esiste una sorprendente mole di riscontri in base ai quali in tempi preistorici potrebbero essersi verificati degli effetti nucleari, che hanno lasciato dietro di sé sabbia fusa sino a diventare vetro in alcune aree desertiche, alture fortificate con parti della muratura in pietra vetrificate, nonché i ruderi di antiche città distrutte da quello che sembra essere stato un estremo calore – di gran lunga più intenso di quello che poteva essere generato dalle torce degli eserciti dell’antichità.
In ciascun caso, gli archeologi esperti e preparati che si sono imbattuti in tali anomale scoperte hanno sottolineato il fatto che nessuna di queste catastrofi era stata provocata da eruzioni vulcaniche, fulmini, impatti di comete o conflagrazioni predisposte da esseri umani.

L’autore
Brad Steiger, nato nel 1936 a Fort Dodge, Iowa, dal 1956 scrive su tematiche di varia natura, fra cui ambiti fenomenici e paranormaii, misteri preistorici, spiritualità e UFO; attualmente ha all’attivo oltre 2. 000 articoli e 165 libri (alcuni scritti in collaborazione con la moglie Sherry Hansen Steiger).
Brad Steiger è apparso in vari Programmi radiofonici e televisivi, è stato intervistato per numerosi articoli per la carta stampata, ha curato la sceneggiatura di lungometraggi e scritto biografie, nonché opere di ispirazione e di narrativa. La serie televisiva Could/tBeA Miracle? ha visto la partecipazione di Brad e Sherry in 22 episodi.
Il libro di Brad Worlds Refore Our Own (che per l’edizione del 2007 include la sua nuova prefazione), il suo più recente Shadow World,True Encounters with Beíngs from the Darksíde (2007) e altri titoli fra cui Conspiracies and Secret Societies: The Complete Dossier (2006; scritto in collaborazione con Sherry Hansen Steiger) e Real Ghosts, Restless SPirits, and Haunted Places (2003) sono disponibili presso Amazon.com.
Per ulteriori informazioni o per contattare l’autore, fare riferimento al sito web http://www.bradandsherry.com.
©2007

Fonte: The Canadian, 31 dicembre 2007. http://tinyurl.com/yw8d34

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