ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


sabato 27 febbraio 2010

PIANETA INQUIETO



La scorsa notte una scossa di terremoto di 7.3 ha colpito il Giappone a circa 80 km dall’isola di Okinawa,ma fortunatamente non ha causato ne danni ne vittime.(http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/170032)
Tutt'altra storia è stata invece dall'altra parte dell'Oceano Pacifico,sempre in un area a forte rischio sismico.
A Santiago in Cile una fortissima scossa di terremoto di 8.8 gradi della scala Richter,al momento il conteggio parla di 72 morti "ma secondo la Wapmerr (World Agency of planetary monitoring and earthquake risk reduction) il sisma che ha interessato la parte centrale dello stato sudamericano potrebbe aver causato fino a 6.000 vittime."(http://www.tuttoggi.info/articolo-21075.php)
Onde alte fino a 40 metri si stanno abbattendo sulle coste dell'arcipelago di Juan Fernandez e l'allarme tsunami è stato esteso in tutto l'Oceano Pacifico.
Come per il terremoto di Haiti e per un altro che poco dopo si era verificato in Indonesia quello stesso giorno gli esperti hanno erroneamente negato una qualunque connessione tra i 2 eventi dicendo che ognuno ha una storia a se stante.
Una bella conclusione che per quanto è sbagliata dato che è già la seconda volta che succede un fatto del genere e,anzi,dopo il terremoto di Haiti l'intera placca dell'Oceano Pacifico è stata colpita da una svariata serie dsi scosse di terremoto tra il 5° e il 6° grado della scala Richter.
Ancora una volta si nota l'incapacità di alcuni settori della scienza di saper metter in relazione un evento da un altro.
La causa di questo aumento dei terremoti probabilmente stà nei cambiamenti del campo magnetico terrestre che come già fatto notare negli articoli precedenti si stà indebolendo sempre più in fretta.
Sarebbe da metter in connessione inoltre che la settimana prima dell'evento sismico di Haiti un eccezionale ondata di freddo aveva investito fino al Messico l'intero Emisfero Nord e quella dopo invece si verificò il catastrofico terremoto di Haiti.
Questa volta non sembra esser molto diverso,anche se fortunatamente molto più moderato:
"Una forte tempesta di proporzioni storiche, con raffiche di vento simil uragano (fino a 74 miglia all'ora), ha portato da 1 a 2 metri di neve nelle parti occidentali e settentrionali del New England, New York, Pennsylvania e New Jersey orientale Una perfida Noreaster continuerà a martellare il nord-est con venti forti, neve ed inondazioni anche oggi.


Il peggio della tempesta di neve e di vento sta colpendo un'area a sud di New York, New York City, Binghamton e Elmira, nord Pennsylvania, New Jersey nord-occidentale.
Molti luoghi in questa zona sono stati già sepolti da 2 metri di neve da venerdì mattina, e il totale della nevicata potrebbe lasciare sul terreno un accumulo complessivo di più di 3 metri.

"(http://www.wpsmeteo.com/news-dal-mondo/194-snow-hurricane-in-gran-parte-del-nord-est-americano-video.html)
"Battezzata Xynthia, la depressione direttamente in arrivo dalle Azzorre, sarà molto più cava delle ultime 2 precedenti. Dovrebbe generare venti violenti, e si può dunque dire che si avrà a che fare con una vera tempesta Europea.
La tempesta Xynthia è prevista arrivare nella notte trà sabato e domenica dalla porta del Golfo di Guascogna.
Evoluzione prevista: sabato, i venti dovrebbero iniziare a rafforzarsi chiaramente sui pirenei e sul Nord-ovest della Spagna, dove sono attese raffiche di vento ad oltre 140 km/h. I servizi meteorologici spagnoli mettono già tutte le regioni che vanno dalla Galizia ai paese baschi spagnoli in vigilanza rossa.
Sui Pirenei, si attendono raffiche di vento a oltre 140 km/h da sabato sera, mentre successivamente il centro-ovest fino al nord-est francese, per poi passare per il sud della Francia, saranno colpite da raffiche di vento da 90 a 120 km/h.
"(http://www.wpsmeteo.com/analisi-meteo/195-tempesta-xynthia-colpira-il-mediterraneo-occidentalelitalia-sara-coinvolta.html)

Nel frattempo oltre a stare nel mantello sottostante la causa dei terremoti,nel movimento convettivo delle masse di magma,mi chiedo se la conessione con gli eventi atmosferici non stia nella nuova fase di Luna crescente in questi ultimi giorni che dopo domenica tornerà ad essere in fase calante.

Non è la prima volta che viene notata una netta relazione tra le fasi lunari e quelle sismiche,infatti oltre a causare l'alta e bassa marea,a influire sulla crescita dei raccolti,e sui fattori del clima l'attrazione gravitazionale della Luna potrebbe anche avere peso sui movimenti tettonici e magmatici dele placche e del mantello.
Una cosa che difficilmente viene accettata dalla scienza accademica proprio come difficilmente vengono accettate molte cose nuove che prima o poi andranno ad cambiare molte basi scientifiche e storiche.
Tornando a noi,proprio in questi tempi non solo è in aumento l'attività sismica e tutti i terremoti sono conessi l'uno dall'altro,ad esempio quello di Haiti,con quello in Giappone e in Cile,ma potrebbe esserci anche un notevole aumento dell'attività vulcanica sottomarina che riscaldando i mari andrebbe ad influenzare direttamente sul clima con un aumento delle precipitazioni e probabilmente anche delle tempeste.
Un'esempio di questo aumento dell'attività vulcanica sottomarina lo troviamo proprio in Giappone in cui il 4 febbraio il vulcano Fukutoku-Okanoba,5 chilometri a nord-est dall'isola di Iwo Jima in Giappone,è entrato in eruzione sollevando colonne d'acqua fino a 100 metri d'altezza.
Ecco i video:



BREVE VIDEO SUL TERREMOTO IN CILE


Per maggiori informazioni si veda anche il precedente articolo:http://expianetadidio.blogspot.com/2010/01/haitisolo-lultimo-di-tanti-insoliti.html
Quasi sicuramente i complottisti cercheranno di approffittare della situazione attribuendo tutto ciò alla cosidetta teoria dei terremoti artificiali causati da Haarp magari attribuendovi come al solito false prove.Non credeteci.
In caso di nuovi aggioranmenti vi farò sapere.
Alex

IL PHIL JONES CONFESSA:NESSUN RISCALDAMENTO DAL 1995-MA LE PROVE DEL REATO SONO STATE FATTE SPARIRE



-I dati di vitale importanza per sostenere il ‘grafico della mazza da hockey’ sono andati persi

-Non c’è stato alcun riscaldamento globale a partire dal 1995

-Periodi di riscaldamento globale sono già accaduti in passato - ma non a causa dell’uomo.



Il professor Phil Jones (qui sopra in foto) ha ammesso che i suoi dati non sono buoni come dovrebbero essere.
Il mondo accademico al centro del caso Climategate, i cui dati grezzi sono essenziali per la teoria del cambiamento climatico, ha ammesso che ha dei problemi a rintracciare i dati.
I colleghi dicono che il motivo per cui il professor Phil Jones ha rifiutato la libertà di rendere pubbliche le informazioni è che egli può avere effettivamente perso i documenti pertinenti.
Il professor Jones ha detto qualche giorno fa alla Bbc che i colleghi hanno detto la verità e che a il suo ufficio era invaso di documenti e a lui mancava la capacità organizzativa per far si che nn venissero persi.
I dati mancanti sono fondamentali per il famoso grafico della ‘mazza da hockey’ usata dai sostenitori dell’AGW a sostegno della loro teoria.
Il professor Jones ha inoltre ammesso la possibilità che il mondo era più caldo durante l’ epoca medievale di adesso – suggerendo che il riscaldamento globale non può essere un fatto legato all’ uomo.
E ha aggiunto che negli ultimi 15 anni non vi è stato alcun riscaldamento ’statisticamente significativo’.
Il professor Jones è entrato sotto i riflettori da quando si è dimesso da direttore della University of East Anglia Climatic Research Unit’s, dopo la fuga di e-mail che sarebbe la provasecondo gli scettici chegli scienziati pro-AGW manipolassero i dati.
Questi dati, raccolti da centinaia di stazioni meteorologiche di tutto il mondo e analizzati dalla sua unità, sono stati usati per anni per sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) per far pressione sui governi mondiali per ridurre le emissioni di biossido di carbonio.

Fonte:Fonte: http://www.dailymail.co.uk/news/article-1250872/Climategate-U-turn-Astonishment-scientist-centre-global-warming-email-row-admits-data-organised.html?ITO=1490

CONCLUSIONI DI UNA SCIENZIATA ITALIANA IN GROELANDIA


Mentre tanti pseudo scienziati si dilettano a viaggiare esponendo le loro teorie prefrabbricate sul AGW, altri scienziati VERI fanno le loro ricerche e le loro esperienze nelle condizioni piú disagiate.

Vorrei fare questo articolo per onorare una scienziata italiana che é dovuta andare all´estero per mostrare la sua capacitá. Parlo di Fiammetta Straneo.

La Dott.ssa Straneo, laureata in fisica a Milano e fisica oceanografica a Washington, guida un gruppo di scienziati multi-istituzionale per fare ricerche ed esperimenti tra i ghiacci artici e i ghiacciai della Groenlandia. Lei con il suo gruppo sono andati, come quasi ogni anno, in Groenlandia nel fiordo di Sermilik, che collega il Mare di Irminger al ghiacciaio Helheim. L’ultimo decennio ha visto la perdita accelerata di ghiaccio in Groenlandia e il ghiacciaio Helheim si é già ritirato da molti chilometri. Il ghiacciao Helheim, uno dei piú veloci al mondo con parecchi chilometri all´anno, scende dalla costa fino al mare e fino a che il ghiaccio tocca il fondo marino non ci sono problemi, ma quando il mare sprofonda il ghiacciaio galleggia e da lí nascono i problemi. Il ghiacciaio si assottiglia e si scioglie.



Fiamma Straneo in giallo misura la temperatura

I ricercatori, guidati da Fiammetta hanno scoperto che i cambiamenti nelle correnti oceaniche del Nord Atlantico portano acqua subtropicale, molto piú calda, sempre più a nord. Acqua calda con circa quattro gradi Celsius è stato trovata durante le loro ricerche. Questa acqua calda combinata con una sua rapida propagazione, ha consentito lo scioglimento di masse dei ghiacciai della Groenlandia. L’acqua più calda si muove rapidamente attraverso i fiordi, portando via con sé il ghiaccio che si scioglie mantenendo le temperature relativamente calde. Straneo, spiega, “Questa è la prima indagine completa di uno di questi fiordi che ci mostra come queste acque calde circolano e come é vigorosa la sua circolazione. Cambiamenti nella circolazione oceanica su larga scala del Nord Atlantico sono un effetto moltiplicatore per lo scioglimento rapido dei ghiacciai, non nel giro di pochi anni, ma una questione di mesi dove il ghiacciaio scende a mare. Lei sottolinea quanto poco si sa sulle interazioni dell´oceano con i ghiacciai e che la continua osservazione sarà estremamente importante per avere un quadro completo di come si influenzano reciprocamente e di come regolamentano il livello del mare. È anche probabile che la comprensione di come questi collaborano aiuterà a comprendere come le correnti oceaniche e i ghiacci marini nel loro insieme possono influire nel clima regionale e globale. Un rapido afflusso di acqua fresca potrebbe servire a distruggere il sistema globale delle correnti dell´oceano, noto come il nastro trasportatore Oceanico e della Corrente del Golfo e corrente Nord Atlantica.

Il ghiacciaio della Groenlandia Helheim dove sono state fatte le ricerche

La loro ricerca conferma che non é stato il presunto riscaldamento dell´aria a sciogliere i ghiacciai della Groenlandia, ma il cambiamento della corrente Atlantica che sta portando molto piú acqua calda verso il nord.

Guardiamo una immagine attuale e vediamo come esiste una zona di acqua calda nel sud della Groenlandia e che viene dalla corrente del Golfo:

E vediamo invece una situazione come dovrebbe essere e come era lo scorso febbraio 2008:


La differenza di temperatura marina tra le due date febbraio 2008 e febbraio 2010 nel sud della Groenlandia sono evidenti, ma sicuramente non é stato l´uomo a riscaldare e a modificare la corrente atlantica!

Credo che ancora gli adepti del GW hanno tanto da studiare e prendere esempio dai veri ricercatori, che non manipolano i dati e non cercano di arricchirsi con la speculazione delle teorie fabbricate a tavolino.
Un´altra ricerca sta riguardando adesso lo Stretto di Bering, che fino a poco tempo fa tutti dicevano che non aveva nessuna influenza sulle correnti, sul clima e invece sembra che….. il seguito alla prossima puntata…..

SAND-RIO

Fonte:http://daltonsminima.wordpress.com/2010/02/25/una-scienziata-italiana-in-groenlandia-dice-che-e-possibili-relazioni-con-la-deviazione-della-corrente-del-golfo/

FORSE ACQUA LIQUIDA NELLE FRATTURE DI ENCELADO





Sono state appena rilasciate le immagini del fly-by di Cassini dello scorso novembre su Encelado, che rivelano importanti fratture che attraversano la regione sud polare da cui fuoriescono i getti di materia dal sottosuolo. Importanti implicazioni per la presenza di acqua liquida e di vita in merito. ( un particolare di encelado dove si vedono chiaramente i getti dalle fratture) (foto: ingrandimento della Bagdad Solcus)

Le nuove immagini inviate da Cassini con lo spettrometro infrarosso ci forniscono i migliori 3-D mai ottenuti di striscia "Tiger", di una fenditura che spruzza particelle di ghiaccio, vapore acqueo e di composti organici da Encelado. Sono state riprese anche viste delle regioni non ben mappata in precedenza , tra cui una zona a sud, con modelli tettonici circolari. "Encelado continua a stupire", ha dichiarato Bob Pappalardo, scienziato del progetto Cassini del NASA's Jet Propulsion Laboratory. "Ad ogni passaggio ravvicinato di Cassini, impariamo di più sulla sua attività estrema e ciò che rende questa luna sempre più interessante."

Gli scienziati pianificarono questo flyby per cercare nuove bocchette più piccole, non visibili nelle immagini precedenti. Il flyby del 21 novembre è stato l'ottavo incontro programmato con Encelado. La sonda è giunta a circa 1.600 km (1.000 miglia) della superficie della luna, a circa 82 gradi di latitudine sud.
In un mosaico di foto, sono stati contati più di 30 geyser individuali, di cui 20 mai visti in precedenza. Almeno un getto ben visibile anche nelle immagini precedenti ora appare meno potente. "Quest'ultimo flyby conferma i nostri sospetti", ha detto Carolyn Porco, dello Space Science Institute di Boulder, Colorado "Il vigore di getti individuali possono variare nel tempo e i getti grandi e piccoli possono eruttare tutti insieme dalle strisce di tigre ".



(Nel riquadro la zona chiamata Bagdad Solcus)

Una nuova mappa che combina i dati di calore con le immagini visibili alla luce mostrano 40 km (25 miglia) del segmento della striscia tigrata più lunga, nota come Baghdad Solcus. La mappa illustra la correlazione, alla massima risoluzione possibile, tra le fratture geologicamente giovani della superficie e le temperature insolitamente calde che sono state registrate nella regione sud polare. La gamma di calore in precedenza rilevato dallo spettrometro a infrarossi sembra essere limitata ad una stretta regione non più ampia di un chilometro (mezzo miglio) di larghezza lungo la frattura.

In queste misurazioni, le temperature di picco lungo il Baghdad Sulcus superano i 180 Kelvin (-135 gradi Fahrenheit) e possono essere superiori a 200 Kelvin (-100 gradi Fahrenheit). Queste temperature calde probabilmente derivato dal riscaldamento dei fianchi della frattura con il caldo vapore acqueo che risale e spinge il getto di particelle di ghiaccio visto dalle telecamere di Cassini. Gli scienziati proveranno questa ipotesi indagando sui punti caldi corrispondenti alle fonti dei jet.


(I getti di materia dal sottosuolo di Encelado)

"Le fratture sono fredde per gli standard della Terra, ma sono un oasi accogliente rispetto ai -50 Kelvin (-370 gradi Fahrenheit), del loro ambiente, ha dichiarato John Spencer, un membro del team. "L'enorme quantità di calore della striscia di tigre fratture può essere sufficiente a sciogliere il ghiaccio sotterraneo. Risultati come questo, fanno di Encelado uno dei luoghi più emozionanti che abbiamo analizzato nel Sistema Solare".
Alcuni degli scienziati del team di Cassini deducono che più le temperature sono calde in superficie, maggiore è la probabilità che i jet eruttino acqua liquida. "E se fosse vero, questo rende Encelado ricco di elementi organici liquidi, diventando la superficie extraterrestre più idonea ad ospitare acqua liquida nel Sistema Solare", ha detto Porco.

a cura di Arthur McPaul

Fonte:http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2010/02/su-encelado-forse-acua-liquida-nelle.html

venerdì 26 febbraio 2010

GOBEKLY TEPE:ARCHEOLOGIA SCONVOLTA

Un complesso templare in Turchia, secondo alcuni precedente persino alle piramidi, potrebbe riscrivere la storia dell’evoluzione umana.
Ogni tanto accade. Accade che una scoperta archeologica possa mettere in crisi la linea temporale dell’evoluzione della civiltà nella storia antica.



Sta accadendo ora, in Turchia, su alcune colline chiamate Göbekli Tepe vicino alla pianura di Harran, nei pressi del confine siriano. La scoperta riguarda un complesso di templi che risalirebbe addirittura ad migliaia di anni prima della Grande Piramide, intorno a 11.500 anni fa, 6000 anni prima che Stonhenge prendesse forma. E, soprendentemente, tra i 3000 ed i 1500 anni prima di Çatalhöyük, considerato uno degli insediamenti più antichi della storia.

Göbekli Tepe è un sito particolare, come particolare è la dedizione che l’archeologo tedesco Klaus Schmidt ha posto nel suo lavoro negli ultimi dodici anni.
L’antica civiltà che ha costruito le rovine di Göbekli Tepe è stata definita “la Roma dell’ era Glaciale”, un complesso urbano popolato da cacciatori-raccoglitori dotati di una raffinata cultura religiosa, architettonica e sociale.




Il sito fu inizialmente esaminato dall’ Università di Chicago e dall’ Università di Istanbul negli anni ‘60. Dopo la visita del sito, che fu soltanto un “mordi e fuggi” su quello che agli antropologi sembro un cimitero abbandonato risalente al Medioevo, nel 1994 arrivò Schmidt, convinto che in quel luogo ci fosse più che un vecchio cimitero.
“Solo l’uomo può aver creato una collina come questa” sostenne Schmidt “E’ chiaro che questo è un sito enorme risalente all’Età della Pietra”.

Si possono trovare terrazze, cerchi di pietra, pilastri alti sei metri a forma di “T” e monoliti. E come se non bastasse, i rilevamenti radar hanno mostrato come sotto il terreno si celino almeno altre 15 rovine monumentali.
Göbekli TepeFino ad ora sono stati portati alla luce alcuni dei 50 pilastri del complesso, uno dei quali, secondo le datazioni, rappresenterebbe l’opera d’arte monumentale più antica del mondo.

Su uno dei pilastri è possibile ammirare dei simboli astratti, anche se in realtà l’intero sito è ricoperto da bassorilievi e scultura di animali e piante. Cinghiali selvatici, manzi, leoni, volpi, leopardi, si può trovare di tutto a Göbekli Tepe. Ci sono anche raffigurazioni di esseri umani, scultura semi-umanoidi prive di volti.









questa sembrerebbe la statua più antica mai ritrovata in tutto il mondo!





La tesi di Schmidt è quella che la cooperazione tra cacciatori e la formazione di questo centro di culto siano nate per esigenze religiose. Il tempio ha costituito il fulcro della città, attorno ad esso è stato costruito tutto il resto. Non si tratta del “tradizionale” insediamento urbano di poche case, qui si parla di una città fatta e finita, con tempi, laboratori specializzati, case.





Questa scoperta sta pian piano rivoluzionando il mondo dell’archeologia. Come afferma Ian Hodder, del programma archeologico della Stanford University “Molte persone pensano che questo possa cambiare tutto. Cambio completamente le carte in tavola. Tutte le nostre teorie erano sbagliate”.


Le teorie sulla “rivoluzione del Neolitico” hanno sempre sostenuto che tra 10 e 12 mila anni fa agricoltori ed allevatori hanno iniziato a creare villaggi, città, lavori specializzati, scrittura, e tutto ciò che sappiamo delle antiche civiltà.
Ma uno dei punti salienti delle vecchie teorie è che sia nata prima la città, o dopo i luoghi di culto.
Ora invece sembra che la religione si apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani, anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città.
Il sito di Göbekli Tepe sembra anche dimostrare che in quella regione sia nata l’agricoltura, oltre che l’architettura domestica.
La mappatura genetica del grano sembra dimostrare che in questa zona siano stati, per la prima volta nella storia, coltivati cereali. Anche i primi maiali selvatici d’allevamento sembra si siano originati qui intorno a 10.000 anni fa.



Su sito sono state scoperte oltre 100.000 ossa animali, macellati e cucinati sul posto. Tra gli animali sono state ritrovate gazzelle (circa il 60% del totale delle ossa finora esaminate), pecore, cinghiali e cervi rossi, assieme a dozzine di ossa di uccelli. Tutti questi animali erano selvatici, il che dimostrerebbe la natura di cacciatori della popolazione dell’area.



Il problema della diffusione di questa scoperta è alquanto bizzarro: non sta nell’assenza di prove che possano dimostrare inequivocabilmente la sua età, come si potrebbe pensare.
Il problema sta nella presenza di troppe prove.





“Il problema con questa scoperta” sostiene Schwartz della John Hopking University “è che è unica”.
Non sono infatti stati ritrovati altri siti monumentali risalenti all’epoca di Göbekli Tepe, in nessuna parte del mondo. Si è sempre creduto infatti che in quel periodo l’uomo vivesse all’interno di caverne, dipingendole con scene di caccia, o costruendo al limite qualche rifugio in pietra grezza. Addirittura anche dopo il periodo in cui Göbekli Tepe era al suo massimo splendore, per i circa 1500 anni successivi, sembra ci siano pochissime evidenze di edifici anche solo paragonabili a quelli ritrovati nel sito turco.
Le mura di Gerico, finora considerate la costruzione monumentale più antica della storia dell’ uomo, sono probabilmente nate più di un millennio dopo Göbekli Tepe.





Questa è una scoperta che potrebbe mettere in discussione la linea temporale sull’evoluzione della civiltà umana. Fino ad ora è stato portato alla luce solo il 5% del sito, ed i lavori procedono senza sosta, tant’è che sul posto sono presenti ben 3 differenti team di archeologi.
Gli scavi a Göbekli Tepe procedono lentamente, dato il clima della regione: le temperature estive sono proibitive, durante l’inverno invece le piogge non consentono gli scavi, ed il periodo utile per l’attività archeologica è rappresentato da due mesi durante la primavera e due in autunno.

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/

Speriamo che ancora una volta non venga per comodità ignorata come le altre scoperte.
Alex

martedì 23 febbraio 2010

DOPPIA AURORA BOREALE PER SATURNO



È arrivata la primavera, sul pianeta degli anelli. O forse l’autunno, chissà. In ogni caso, ha raggiunto l’equinozio. Un fenomeno che sulla Terra si ripete due volte all’anno. Ma per osservarlo su Saturno, di anni, occorre attenderne ben 15. È quello che ha fatto l’Hubble Space Telescope. Fino a che, all’inizio del 2009, la sua pazienza è stata premiata.
Un’occasione simile non gli ricapiterà mai più, al telescopio spaziale di Nasa ed Esa. Le foto che ha scattato, dunque, ce le dovremo tenere care per anni. E si tratta di immagini davvero uniche. Anzitutto, si vedono gli anelli immortalati “di taglio”, fino a risultare pressoché invisibili. Ma c’è di più. Hubble ha potuto vedere le due aurore, quella boreale e quella australe, in contemporanea.
Un fenomeno di per sé affascinante, ma anche ricco d’informazioni scientifiche. Confrontando attentamente le due aurore, infatti, gli scienziati hanno notato che non sono perfettamente simmetriche. Nonostante il pianeta sia osservato mentre è illuminato dal Sole con la stessa intensità nell’emisfero nord e in quello sud, l’aurora boreale è leggermente meno estesa e più brillante di quella australe. Segno che il campo magnetico di Saturno è più intenso nell’emisfero nord, come già osservato nel 2004 dalla sonda Cassini.

Fonte:http://newsmeteo.blogspot.com/2010/02/doppia-aurora-boreale-per-saturno.html

NEVICATA DA RECORD A MOSCA



Due donne attraversano il muro di neve abbattutosi su Mosca. (foto keystone)
Mosca, 22 feb. (Apcom-Nuova Europa) - Mosca sepolta dalla neve, mai come negli ultimi decenni: questa mattina sono gia' caduti 63 centimetri, e nel corso della giornata si potrebbe sfiorare il metro. Tenendo conto che il precedente record di 62 cm e' stato registrato nel lontano 1966.
E' il quarto giorno di fila che le pesanti nevicate coprono la capitale russa, oltre il 140% rispetto alla norma mensile. Come risultato: difficolta' negli spostamenti, traffico rallentato, poca visibilita'. Per domani il fenomeno dovrebbe attenuarsi, tenendo conto che il 23 febbraio - giorno di festa nazionale dedicato ai Difensori della Patria - il ciclone si allontanera' dalla capitale, e la temperatura durante la notte scendera' fino a 12-14 gradi sotto zero.
Tuttavia, la pausa dalla neve non durera' a lungo. La sera del 23 febbraio - secondo gli esperti - il fronte atmosferico occidentale promette nuovi fenomeni. La neve dunque continuera' a posarsi ma non cosi' intensa come nei giorni precedenti.

Fonte:http://newsmeteo.blogspot.com/2010/02/mosca-nevicata-record-di-1-mt.html

AMAZZONIAGATE

Dopo il Climategate, abbiamo avuto l´Himalayagate, in cui é stato esposto al ridicolo la relazione dell´IPCC del 2007 che affermava che i ghiacciai himalaiani sarebbero scomparsi entro il 2035.
Adesso non contenti di averci mentito su ghiacciai scomparsi, aumento di uragani e livello del mare, l´ultima relazione dell´IPCC ci racconta anche un carico completo di menzogne sul pericolo delle alterazioni climatiche nell´ecosistema della foresta amazzonica.

Questa affermazione sopra la foresta amazzonica si trova nel capitolo 13 della relazione del 2º gruppo di lavoro, la stessa parte della 4ª relazione di stima dell´IPCC dove ci sono le assurde affermazioni sui ghiacciai. La sorprendente citazione dice che:
“Fino al 40% della foresta amazzonica puó reagire drasticamente anche ad una piccola riduzione delle precipitazioni; questo significa che la vegetazione tropicale, l´idrologia e il sistema climatico di tutta l´America del Sud puó modificarsi molto rapidamente per un altra situazione di equilibrio, non necessariamente producendo cambiamenti graduali tra la situazione attuale e quella futura. (Rowell e Moore, 2000). E piú probabile che le foreste saranno sostituite da un ecosistema che avrebbe piú resistenza ai molteplici stress causati per l´aumento della temperatura, siccitá e incendi, come le savane tropicali”.

A prima vista sembra che anche la referenza citata non abbia problemi, ma leggendo un poco dopo si legge questo:
Roswell A. e P.F. Moore, 2000. Revisione globale degli incendi forestali. WWF/IUCN, Gland Svizzera, 66 pp.
Questo quindi sembra essere un´altra relazione del WWF, realizzato assieme al UICN – Unione Internazionale Conservazione Natura.
La relazione é ancora nel sito della IUCN.

http://data.iucn.org/dbtw-wpd/edocs/2000-047.pdf

Oltre a questo, l´IUCN assieme al WWF, è un gruppo con interessi economici notevoli, e la relazione non é “peer reviewed” (revisione accademica). Secondo le regole dell´IPCC, questa relazione non poteva essere usata come fonte primaria.
Ma la storia non finisce qui. I due autori della relazione non sono neanche specialisti in Amazzonia.
Uno di loro, il Dr. P.F. Moore é un analista politico, ecco le sue referenze:
” La mia formazione e esperienza in tutto il mondo ha preteso lo sviluppo di una abilitá politica e analitica ad alto livello. Io ho una grande esperienza in amministrazione, revisione legislativa, investigazioni e osservazioni generate attraverso il coinvolgimento o gestione del processo del Fondo Forestale Australiano, inchieste parlamentari e governamentali, investigazioni e osservazioni sulle tariffe pubbliche dell´acqua, accessi e diritti di uso e della legislazione della vegetazione nativa in Australia e sulle leggi di incendio e risorse naturali, regolamenti e politiche in Indonesia, Vietnam, Tailandia, Africa del Sud e Malasia”.
E l´altro coature Andy Rowell é un giornalista Freelancer ( per il Guardia) e attivista verde. Vediamo le sue referenze:
” Andy Rowell é uno scrittore freelance e un giornalista di investigazione con esperienza di oltre 12 anni sull´ambiente, alimenti, sulla salute e globalizzazione. Rowell ha realizzato investigazioni di alto livello per, tra gli altri, Action on Smoking and Health, The Campaign for Tobacco-Free Kids, Amici della Terra, Greenpeace, IFAW, per l´Organizzazione Pan-Americana della salute, Progetti Undergound, per l´OMS, per il World in Action e WWF”.
Quindi tutto sono tranne che scienziati!
Ma la sfrontatezza dell´IPCC non finisce qui. Dopo aver cercato nella relazione del WWF da inizio alla fine, non é stata incontrata nessuna evidenza per supportare l´affermazione dell´IPCC che “il 40% dell´Amazzonia é minacciata per i cambiamenti climatici”. Neanche il WWF, cioé, ha mai detto una cosa simile! Pura invenzione!

Il sito Watts Up With That fornisce una lunga e preoccupante lista di articoli non revisionati da specialisti e pubblicati dal WWF e citati come prova nella quarta relazione dell´IPCC.

http://wattsupwiththat.com/2010/01/24/the-scandal-deepens-ipcc-ar4-riddled-with-non-peer-reviewed-wwf-papers/

Non sarebbe meglio a questo punto togliere il premio Nobel all´IPCC e darlo al WWF?
O nominare il WWF come la massima organizzazione scientifica del pianeta? Purtroppo, anche ammirando moltissimo le battaglie del WWF contro l´inquinamento, l´organizzazione non é composta da scienziati, se non in minima parte, ed inoltre le sue relazioni, rapporti, articoli, pubblicazioni non avendo rilevanza scientifica non hanno la necessitá del peer-reviewed per essere pubblicati.
Questa menzogna sull´Amazzonia é ancora ai primi passi, e nei prossimi giorni ci aspettiamo ulteriori sviluppi cosí come successo per i ghiacciai dell´Himalaya.

SAND-RIO

Fonte:http://daltonsminima.wordpress.com/

Ormai ho perso il conto di tutte le smentite che si son susseguite l'una dietro l'altra alle catastrofiche previsioni di serristi e IPCC.
Alex

domenica 21 febbraio 2010

LA SISMOLOGIA STELLARE



La sismologia stellare come nuovo traguardo per l'astrofisica

Le tecniche usate nella Sismologia solare e stellare sono esattamente le stesse, ma se applicate alle altre stelle si incontrano molte difficoltà a causa dell'elevata distanza.
Questo accade perchè arrivando poca luce, diventa difficoltoso osservare i cambiamenti delle oscillazioni e delle fluttuazioni di queste stelle lontane.
Queste variazioni non sono facili da osservare nemmeno sul Sole, ma ci aiutano a focalizzare la sua luce su un'altra stella e grazie alla sua vicinanza attenere immagini ad alta risoluzione della sua sfera e di come le onde si agitano su di essa.

William Chaplin, dell'University of Birmingham parlando al "IV International HELAS Conference" sulla sismologia stellare, ha richiesto nuovi strumenti da installare sui satelliti in orbita terrestre, per osservare questi fenomeni sulle stelle in modo continuativo e in alta qualità.
Egli ha poi detto che non siamo ancora in grado di ottenere un'immagine di un disco stellare in alta risoluzione, ma possiamo analizzare la stella in modo indiretto grazie alle sue onde luminose che giungono sulla Terra. La massa, la radio frequenza e l'età erano pertanto ottenuti usando altre tecniche, con un margine di imprecisione assai cospicuo. E' adesso possibile ottenere immagini della superfice di grandi stelle a noi vicine e tra 20 o 30 anni sarà possibile osservarle con la stessa risoluzione con cui oggi osserviamo il Sole.

Come tutti gli oggetti, le stelle possono essere classificate in migliaia di modi differenti, in base alla temperatura, al volume, all'età, alla frequenza; la sismologia stellare le classifica in base alle pulsazioni e può essere utilizzata su una vasta gamma di stelle: da quelle molto più piccole e fredde del Sole con oscillazioni molto difficili da osservare, fino a stelle della stessa massa o molto più grandi e calde, che sono molto piu facili da osservare e le loro oscillazioni sono molto frequenti.

L'ammontare di informazioni che noi possiamo ottenere dalla sismologia stellare, deriva dalla capacità di rilevare le pulsazioni. Tutte le stelle oscillano ma il problema è capire come individuare le pulsazioni. Le missioni spaziali come CoRoT (COnvection ROtation and planetary Transits), Keplero o PLATO (PLAnetary Transits and Oscillations of stars), faranno un grande passo in avanti per individuare queste vibrazioni stellari.
CoRoT ha già scoperto sette pianeti extrasolari di cui con possibili caratteristiche simili alla Terra e il suo studio ci indica che la conoscenza della stella di appartenenza è importante per la comprensione di entrambi e del lpro processo di formazione. Keplero, telescopio spaziale designato alla ricerca di esopianeti, ha assunto anch'esso un ruolo nella sismologia stellare, i cui risultati sono stati presentati all'HELAS meeting in Lanzarote (Canary Islands).

Conny Aerts, ricercatore alla Catholic University di Leuven, ha detto che grazie a Keplero è stato possibile studiare la sismogia stellare con pianeti e da ciò determinare la loro composizione e la loro età. CoRoT ci ha dimostrato che esistono molti pianeti oltre il Sistema Solare che sono differenti a quelli del Sole, mentre Keplero ci ha insegnato che è possibile applicare la sismologia stellare alle stelle per scoprire la presenza di esopianeti.
PLATO, una missione dell'ESA (European Space Agency) che fa parte del "Cosmic Vision programme" programmana per il 2015-2025, sarà il primo a vedere direttamente l'oscillazione delle stelle con nebulose planetarie per studiarne le caratteristiche, supportato anche da telescopi terrestri come l'E-ELT (European Extremely Large Telescope). PLATO, migliorerà la ricerca di CoRoT e Keplero cercando pianeti delle dimensioni terrestri, permettendoci di scoprire dove esse sono situate in altri sistemi planetari.

La rete di telescopi come GONG (Global Oscillation Network Group), utilizzato per osservare il Sole dalla Terra costantemente, sarà utilizzato anche per le altre stelle.
La rete di telescopi SONG (Stellar Observations Network Group) osserverà le oscillazioni stellari costantemente per mesi e il primo telescopio è già stato costruito alle Tenerife.
Joergen Christensen-Dalsgaard che opera all'University of Aarhus e i suoi membri del KASC (Kepler Astroseismic Science Consortium), sono un gruppo di trecento scienziati che analizzano l'Astrosismologia dai dati della missione Keplero. Secondo le loro stime con il SONG sarà possibile utilizzare i dati del Keplero per osservare le stelle in alta risoluzione. Keplero infatti utilizza le variazioni di intensità della stella, mentre il SONG utilizzerà le variazioni nella velocità radiale. I due programmi si completeranno uno con l'altro.
Grazie ai dati di Keplero si potranno programmare le future ricerche di astrosismologia e comprendere meglio la formazione e le origini di tutto l'universo.
Rafael Garcia, scienziato del CEA (Commissariat à l'Énergie Atomique) ha infine detto che la sismologia stellare del Sole è importantissima, perchè rappresenta un modello da applicare a tutte le altre stelle, che ci permetterà di scoprire i meccanismi e anche l'evoluzione delle galassie e sarà da base alla moderna astrofisica.

Fonte:http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2010/02/la-sismologia-stellare-per-le-altre.html

sabato 20 febbraio 2010

LA FALSA SMENTITA DELL'ARTICO

Come prevedibile,per non perdere l'unica utilissima prova sullo scioglimento dell'Artico che poteva esser utile nella campagna al Riscaldamento Globale i serristi sono tornati all'attacco negando l'evidente correlazione tra vulcanismo sottomarino artico e scioglimento della calotte polari.
Le parole che hanno usato nel definire tutto ciò sono "Mito" "Falsa Leggenda".
In particolare a negare tale correlazione è stato Ugo Bardi nel suo sito chiamato "Effetto Cassandra" dicendo "Per la verità, cercando bene su internet, si trova anche qualcuno che riesce a sostenere in tutta serietà che il riscaldamento globale è causato da cambiamenti nel flusso del calore geotermico. Ma questo è un caso che possiamo definire di incompetenza addirittura patologica."(...)"Molto chiaro, direi: non ci sono abbastanza vulcani e non sono nemmeno nel posto giusto. Se però, per caso, questo non vi basta, trovate la stessa opinione espressa anche da altri scienziati in questo articolo del NY times. L'idea che i vulcani sottomarini spiegano la fusione dei ghiacci polari il prof Mazzarella se l'è inventata di sana pianta, senza uno straccio di dato o di prova in proposito."
In realtà lo straccio di prova esiste eccome solo che per comodità non viene menzionato anzi viene negato.
Per fare un esempio su quanto l'attività vulcanica sottomarina di alcuni vulcani possa riscaldare un vasto tratto di mare o di oceano possiamo vederlo nell'eruzione del vulcano Tonga del 18 marzo 2009 in l'intensa attività vulcanica sottomarina riscaldò un vasto tratto dell'Oceano Pacifico.

La parte centrale in verde-giallo è l'area dell'oceano circostante l'eruzione riscaldata dall'attività vulcanica.
E poi vogliamo dire che non c'è nessuna correlazione tra riscaldamento dell'Artico e l'attività vulcanica sottomarina?
Certo forse la zona di intensa attività vulcanica non sarà la stessa in cui sopra il ghiaccio si stà ritirando,ma se l'eruzione del vulcano Tonga ha riscaldato un così vasto tratto di mare,vogliamo forse dire che se i vulcani dell'Artico non sono collocati nello stesso preciso non possano influire di più in alcuni che in altri probabilmente anche a causa delle correnti sottomarine che ne trasportano l'acqua riscaldata?
Per trovare ulteriori prove su come l'attività geotermica possa essere la reale causa del riscaldamento dell'Artico basti pensare che l'11 agosto del 2005 un gruppo di ricercatori con un mini-sommergibile ha trovato a 660 metri di profondità nel mare del Nord,al largo dell'isola artica di Jan Mayen,una foresta di coralli e tra di essi anche qualche gambero che vivevano grazie alla temperatura di tali sorgenti idrotermali che ne riscaldavano l'acqua.(
http://www.upi.com/Science_News/2005/08/11/Hot-springs-found-in-Norwegian-Sea/UPI-75021123792788/ http://www.upi.com/Science_News/2005/08/11/Hot-springs-found-in-Norwegian-Sea/UPI-75021123792788/.
Se davvero sono le attività dell'uomo a riscaldare i mari come possono arrivare fino a 660 metri di profondità?
La risposta più semplice è quella più ovvia:non sono le attività umane!!
Ma altre prove le possiamo trovare sempre lì,a 2400 metri di profondità.
Nel novembre del 2007 sono stati scoperti dei potenti getti di acqua caldissima fino a 400 C°,tali getti si trovano lungo la dorsale medio-atlantica tra la Groenlandia e Norvegia,mentre oltre 120 miglia più a nord se ne trovano degli altri già noti.(http://www.livescience.com/environment/080724-black-smokers.html-http://www.eurekalert.org/pub_releases/2008-07/uow-sbr072408.php)
Fino al 27 giugno 08 si credeva che l'enorme massa d'acqua al di sopra del fondale dell'Artico limitasse le eruzioni di carattere esplosivo.(http://www.livescience.com/environment/080627-sea-volcanoes.html)
Ma dopo il ritrovamento di frammenti di ossidiana e rocce frastagliate si è giunti alla conclusione che eruzioni esplosive si erano verificate tra il 1999 e il 2001.
Tali eruzione con le loro emissioni di gas incandescente e magma sollevano enormi colonne di acqua caldissima che a causa di una minor densità tende a risalire verso l'alto raffreddandosi gradualmente.
Vogliamo affermare che il ghiaccio soprastante non ne è minimamente influenzato ne ne risente minimamente?
Anche lo scioglimento del ghiaccio della Groelandia è in parte influenzato dal calore geotermico,anche se per comodità non lo dicono,infatti nel 13 dicembre del 2007 è stato trovato un hot-spot di magma proprio nell'angolo Nord Est di essa,e proprio in quell'area anche dei flussi di acqua formatasi dalla fusione del ghiaccio tramite il calore geotermico.(http://news.yahoo.com/s/livescience/20071213/sc_livescience/magmamaybemeltinggreenlandice)
Pare inoltre che dopo il tanto gridato "AL lupo-Al Lupo "degli ambientalisti e dei serristi sull'imminente scioglimento dell'Artico ci siano anche prove che dimostrino che esso fosse messo ben peggio nel 1958.
Questo è il racconto di un membro dell’equipaggio a bordo della USS Skate che navigava al Polo Nord nel 1959 e in numerose altre località artiche durante le missioni del 1958 e 1959:
“Il sottomarino Skate ha trovato il mare aperto sia in estate che nell’inverno successivo. Noi navigammo in superficie in prossimità del Polo Nord durante l’inverno attraverso il ghiaccio sottile inferiore a 2 piedi di spessore. Il ghiaccio si muove dall’ Alaska all’Islanda e il vento e le maree causano il mare aperto appena il ghiaccio si scioglie. Il ghiaccio polare della calotta glaciale ha uno spessore medio di 6-8 piedi, ma a causa del vento e delle maree il ghiaccio si rompe e si trasforma in una larga area di mare aperto, e poi questi settori ricongelano con ghiaccio sottile. Noi avevamo apparecchiature sonar che potevano trovare queste zone di mare aperto o di ghiaccio sottile in modo da venire in superficie limitando così i danni al sommergibile.”(http://expianetadidio.blogspot.com/2010/02/i-ghiacci-artici-del-1958-1959.html)


In conclusione si può facilmente dedurre che i "miti" di cui parla Bardi siano più le sue conclusioni personali che dei dati di fatto come egli stesso affermava non ve ne fossero a sostegno dell'attivita geotermica.
Lo scioglimento dell'Artico quindi non è assolutamente e per nulla causato dalle attività umane ma bensì dal vulcanismo sottomarino.

Alex

venerdì 19 febbraio 2010

LA CALDERA AL CENTRO DELL'EUROPA


Laacher See è una caldera vulcanica collocata nella valle del Reno in Germania.
È solo 30 km a sud di Bonn e di 60 km a sud di Colonia (Colonia), appena a ovest del fiume Reno,ha un diametro di 8 km ed è attualmente occupata da un lago.
La maggior parte delle persone non pensa che vi sia attività vulcanica ne in essa ne nella maggior parte dell'Europa,ma alcuni scienziati ritengono che un flusso di magma proveniente dal mantello si trovi proprio sotto quell'area del continente Europeo creando tali fenomeni di vulcanismo che hanno portato alla formazione della caldera e di altri fenomeni di vulcanismo come quello nell'Eifel.
L'ultima eruzione di Laacher See risale a 12900 anni fa e le analisi della cenere hanno rilevato un insolita composizione magmatica di vario tipo proveniente da fonti diverse.
La cenere dell'eruzione può essere trovata in tutta l'Europa centrale,nel Mare del Nord e c'è anche da pensare che i suoi effetti siano fatti sentire anche a livello climatico per le popolazioni che vivevano a quell'epoca.
Anche se sono passati 12.000 anni dall'ultima eruzione la caldera si può ancora considerare potenzialmente attiva a causa della presenza di Co2 che filtra da differenti parti del lago che indica un degassamento del magma al di sotto del lago.

Da notare in primo piano le bolle che emergono dall'acqua.


Strati di Cenere

Fonte:http://scienceblogs.com/eruptions/2010/02/laacher_see_the_caldera_in_the.php

BENVENUTI!!!



LIBRI LETTI
TEMPESTA GLOBALE,ART BELL,WHITLEY STRIEBER;LA PROSSIMA ERA GLACIALE,ROBERT W.FELIX;ARCHEOLOGIA PROIBITA,STORIA SEGRETA DELLA RAZZA UMANA,MICHAEL A.CREMO,RICHARD L. THOMPSON;MONDI IN COLLISIONE,IMMANUEL VELIKOVKY;LE CICATRICI DELLA TERRA,IMMANUEL VELIKOVSKY;HO SCOPERTO LA VERA ATLANTIDE,MARCO BULLONI;GLI EREDI DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;IL PIANETA DEGLI DEI,ZACHARIA SITCHIN;IMPRONTE DEGLI DEI,GRAHAM HANCOCK;LA FINE DI ATLANTIDE,RAND FLEM ATH;I MAYA E IL 2012,SABRINA MUGNOS;LA VENDETTA DEI FARAONI,NAUD YVES,L'EGITTO DEI FARAONI,NAUD YVES;LA STORIA PROIBITA,J.DOUGLAS KENYON;SOPRAVVIVERE AL 2012,PATRICK GERYL;STATO DI PAURA,MICHAEL CHRICHTON;APOCALISSE 2012,JOSEPH LAWRENCE;I SERVIZI SEGRETI DEL VATICANO,DAVID ALVAREZ;GENGIS KHAN E L'IMPERO DEI MONGOLI,MICHAEL GIBSON;SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NON AUTORIZZATE,MARCO PIZZUTI;UNA SCOMODA VERITA',AL GORE;ECC..
(NON TUTTI GLI ARGOMENTI O TALVOLTA I LIBRI STESSI SONO DA ME CONDIVISI)

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