ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


venerdì 31 dicembre 2010

BUFALE E FATTI DI QUEST'ANNO

-Sebbene a prima vista faccia comodo attribuire tutte le cause di quest'anno:aumento delle inondazioni;piogge record e inverni freddi al Riscaldamento Globale,in realtà esse vanno attribuite al Minimo Solare,alla Nina e alla Corrente del Golfo assai rallentata.
Tutto ciò porta ad un aumento dell'acqua precipitabile,in parole povere,aumento delle piogge con conseguenti inondazioni,e freddo record in varie parti del mondo,ciò non comporterà tuttavia la possibilità di una dimuinuzione delle ondate di caldo,tanto enfatizzate dagli antropisti per continuare l'ormai declinata tesi del Riscaldamento Globale.
-Il 2010 è non è l'Anno più caldo di sempre.
Le eccezionali ondate di freddo che hanno colpito l'emisfero Australe e ora quello boreale,la Nina assai intensa che non si vedeva da decenni,il fatto che l'Antartide abbia vissuto uno degli inverni più freddi del XXI secolo sono la conferma di una tendenza al raffreddamento,non al caldo.
-Non è assolutamente vero che tutti i ghiacciai del mondo si stanno sciogliendo,troppo comodo generalizzare,in realtà ci sono ghiacciai dell'Islanda,Alaska,Scandinavia,Himalaya,Perito Moreno,Groelandia,Antartide ecc che stanno avanzando.
Ci sono 650.000 ghiacciai in tutto il mondo,alcuni dei quali in fase di ritiro altri stabili,altri in fase di avanzata.
-I terremoti quest'anno sono sostanzialmente aumentati come è aumentato l'attività vulcanica in diverse aree del pianeta e abbiamo osservato vulcani che sono entrati in eruzione dopo diversi secoli di inattività.
-I complottisti continuano ad strumentalizzare questi terremoti attribuendoli ad una fantomatica arma da guerra a onde elettromagnetiche detta Haarp,queste persone fortunatamente come quelle che continuano ad affermare l'esistenza delle scie chimiche,hanno evidenziato scarsa competenza scientifica e perlopiù insultato chi negava tutto ciò.
Non diamoci troppo peso alle paranoie di altre persone.

Per il resto non mi resta che augurarvi Buon Anno.
A presto
Alex

giovedì 30 dicembre 2010

AGGIORNAMENTI DALL'ISLANDA:


-Il vulcano Eyjafjallajökull oggi ha avuto un incremento della sua attività e dal suo cratere principale è stato intravvisto un piccolo pennacchio di cenere.
Inoltre,nelle ultime settimane,nell'area del vulcano sono stati avvertiti una serie di piccoli terremoti di profondità.
-Il 25 dicembre,nell'area del vulcano Krísuvík è stato avvertito un terremoto di 2° della scala Richter,seguito da una serie di altri 20 microterremoti.
-Il 23 dicembre è stata avvertita una serie di terremoti che ha segnalato una ripresa dell'attività di profondità del vulcano Eyjafjallajökull,assieme ad altri nell'area del Grismvotn e del Esjufjöll,forse il Grismvotn sta preparando un eruzione proprio per il 2011.
-21 dicembre si stà verificando una forte inflazione sul vulcano Eyjafjallajökull e questo segnala una ripresa della sua instabiltà,forse tutto ciò è causato dalla risalita di nuovo magma fresco nella camera magmatica del vulcano.

-Forse anche l'attività del vulcano Krísuvík stà incrementando questo grafico evidenzia un sollevamento del terreno nell'area del lago Kleifarvatn.
Nell'ultima settimana sono stati registrati bem 152 terremoti,il più forte dei quali di 2.1 Richter.

mercoledì 29 dicembre 2010

DICEMBRE PAZZOIDE IN AUSTRALIA

immagine articolo 19448

L'anomalia delle temperature massime sull'Australia dello scorso 20 dicembre: prevale freddo diffuso, mite solo la costa nord-orientale. Per apprezzare l'entità delle anomalie, si consiglia di cliccare sull'immagine e si aprirà la versione più larga ed ingrandita. Fonte Australian Bureaun of Meteorology.


Mauro Meloni: 29-12-2010 ore 12:53


Non sono solo l'Europa o gli Stati Uniti a sperimentare situazioni meteo estreme in questo ultimo mese del 2010. Sull'Emisfero Meridionale l'Australia è stata colpita, nelle ultime settimane, da una serie di eventi anche di notevole rilievo. Il continente australiano è particolarmente esteso e presenta notevoli differenze fra le zone settentrionali, più vicine alla fascia tropicale, e quelle meridionali, con clima temperato e per certi versi più simile al nostro.



Rammentiamo che da queste parti si è da poco celebrato l'avvio dell'estate e dicembre presenta caratteristiche calde e relativamente secche anche sui settori meridionali, ma durante la fase centrale del mese (tra il 18 ed il 20 dicembre) in realtà una sferzata di freddo invernale ha interessato diverse zone del Continente, con un'irruzione gelida giunta dall'Oceano Meridionale.


La neve è caduta persino in alcune zone degli Stati di New South Wales e Victoria, sulla fascia sud-orientale, creando scenari particolarmente suggestivi per il periodo. Sulle principali stazioni sciistiche (fra le quali il Monte Hotham ed il Monte Buller), in genere senza neve durante questo periodo dell'anno, si sono accumulati fino a 10 centimetri di manto bianco. Freddo anche a Sidney, con temperatura precipitata di oltre 10 gradi sotto la norma stagionale.


CAPITOLO INONDAZIONI Nel contempo la regione occidentale dell'Australia è stata colpita da diverse inondazioni, in alcuni casi le peggiori dell'ultimo mezzo secolo. La città più colpita è stata quella di Carnarvon, alla foce del fiume Gascoyne e 900 chilometri a nord di Perth, dove sono caduti la bellezza di 231 millimetri in circa 60 ore, quantitativo addirittura superiore alla media annuale di 226,7 mm (la media di dicembre è di appena 1,8 mm). Il livello del fiume ha raggiunto 7,64 metri, un vero record.


Danni davvero ingenti, ma le forti piogge poi attorno a Natale hanno coinvolto anche le coste del Queensland, in Australia Orientale, ad opera del ciclone Tasha, con picchi di quasi 200 millimetri in meno di 48 ore su diverse località, fra cui Proserpine e Souht Johnstone. Nel momento in cui il diluvio assediava l'est dell'Australia, sulle coste nord-occidentali scoppiava finalmente la vera estate: si è così avuto un Natale caldissimo con punte anche superiori ai 45 gradi. Queste differenziazioni così forti sono normali considerata l'elevata estensione territoriale, di certo è stato un inizio d'estate particolarmente tormentato su diverse zone dell'Australia.


Mauro Meloni





Fonte:http://www.meteogiornale.it/notizia/19448-1-pazzo-dicembre-australia-inizio-estate-fra-neve-e-inondazioni

LA PICCOLA ETA' DEL GHIACCIO PARTI' DALLE ISOLE BRITANNICHE


Il periodo molto freddo che l’Europa ha vissuto tra il 1300 e il 1850 è chiamato Piccola Era Glaciale, con il tempo si è scoperto che questo periodo freddo era prima incominciato nelle Isole Britanniche per poi trasferirsi anche al resto del continente, anche quindi verso il mediterraneo.


E quindi?


Nell’inverno 2008/09 le Isole britanniche tornarono ad avere nevicate intense come non accadevano da anni, a Londra Nevicò nell’Ottobre 2008 ed era da 70 anni almeno che non lo faceva, Gennaio fu molto freddo e ai primi di Febbraio molte zone furono colpite da un’intensissima nevicata, con accumuli dai 20 ai 30cm, ed era la più copiosa dal 1991.


Infine poi nell’Aprile 2009 Londra vide nuovamente la neve, proprio nel giorno di Pasqua, chissà da quanto non accadeva.


Lo scorso inverno poi, come tutti ben ricordano, è stato molto freddo, ma ancor di più lo è stato in Nord Europa e in Gran Bretagna, con Nevicate diffusissime in Dicembre e Gennaio, addirittura il satellite riuscì a mostrare interamente innevato il suolo Britannico, cosa che a memoria il satellite non era mai riuscito a catturare.


Caddero alcuni record di freddo e l’inverno fu il 4° più freddo dal Dopoguerra.


Ed eccoci allora a questo di Inverno, il 2010/11, il 3° di fila freddo nelle Isole Britanniche, e facciamo il punto della situazione da fine Novembre fino ad Oggi con tutti i dati disponibili.



Vi ricordo intanto che il fenomeno osservato l’anno scorso con la Gran Bretagna totalmente innevata è stata già ripetuta altre 3 volte in questo scorcio di Inverno, comprendendo però anche l’Irlanda, rimasta a secco nello scorso inverno.



Partiamo da Fine Novembre con la situazione in Scozia:


La temperatura più bassa è stata registrata ad Altnaharra in Scozia la scorsa notte con -21,1°C.

Comunque non è un record visto che Braemar con -23.3°C del 14 Novembre 1919, nelle Highlands scozzesi,


continua a detenere sia il record scozzese che dell’intero Regno Unito per il mese di Novembre.

Altre minime interessanti in Scozia:

Aviemore -16,2°C, Loch Glascarnoch -14,5°C, Tulloch Bridge -13,0°C, Lossiemouth -12,1°C, Strathallan -11,7°C




Si Registrano però ben 2 record nazionali di Freddo per Novembre


Irlanda del Nord: a Loch Fea -9.5°C (precedente -9.0°C il 28 Novembre del 1978)


Galles: a Llysdinam -18.0°C (precedente -11,7°C a Welshpool, il 9 novembre 1921)



Oltre a questi record ovviamente si registrano una valanga di altri record Territoriali o Locali.



Inizia Dicembre e cadono a valanga altri record, ecco i più freddi


-17.9 °C LEEMING (precedente -15.0 °C del 7/01/1970)

-17.3 °C LINTON ON OUSE (precedente -14.2 °C del 14/02/1991)

-17.5 °C CHURCH FENTON (precedente -15.2 °C del 14/02/1991)


-10.4 °C INVERBERVIE (precedente -8.1 °C del 29/12/1995)

-12.8 °C SPADEADAM  (precedente -12.7 °C del 4/03/2001)

-12.6 °C DISHFORTH AIRFIELD (precedente -10.0 °C del 21/12/1963)

-11.7 °C YEOVILTON (precedente -10.0 °C del 29/12/1964)



E cade anche il Record Nazionale Irlandese


La stazione meteorologica sul Mount Juliet all’interno del campo di golf e vicino a Thomastown Co Kilkenny ha fatto registrare una minima nella notte del 3 dicembre di -16.4°C

distruggendo il precedente record nazionale di freddo per il mensile che apparteneva a Carlow con -14.6°C del 31 dicembre 1961.




Il Mese di Dicembre intanto va avanti e macina record su record anche in tantissime altre stazioni europee, la Francia è la più colpita ma tutta l’Europa centrale vive un periodo di gelo, in Inghilterra continua il freddo sotto-media ma i record sono già stati battuti, difficile fare meglio, e invece………….


Cade anche il Record Dicembrino dell’Irlanda del Nord


Castlederg ha fatto registrare il Nuovo Record di Minima Dicembrina per l’intero territorio Nord Irlandese con -18.0°C


Il precedente record apparteneva a Katesbridge (County Down) con -16.1°C nel 28 December 2000.

Da rilevare che Castlederg ha anche stabilito il Nuovo Record di Massima Più Bassa per l’Irlanda del Nord con -11°C, battendo i -9,0° di C. Hall, Londonderry del 27 dicembre 1995.



Anche la capitale nord irlandese si mette in evidenza con record assoluto nella giornata di ieri: Belfast Aeroporto -14.9°C



Ecco la Neve presente al Suolo in Gran Bretagna al 21 Dicembre



Se il 20 Dicembre l’Irlanda del Nord batteva il suo record Nazionale il 22 Dicembre questo sarebbe stato di nuovo Ribattuto


Rabbiosa risposta di Castlederg, nella Contea di Tyrone, stanotte ha riscritto la storia registrando il Nuovo Record di Minima Assoluto passando dai -18° di lunedì 20 dicembre ai -18.6°C




Il precedente record di Castleberg, prima di questa feroce ondata di freddo 2010, era -17.4°C stabiliti nel lontano Gennaio 1886.





E se il freddo Inglese non stupisce più lo facciamo arrivare in posti dove non se lo sarebbero mai sognato:


Il freddo anglosassone si impadronisce anche della, forse, più mite località irlandese ovvero dell’isola di Valentia, situata a sudoccidentale della Repubblica d’Irlanda, nella Contea di Kerry, di fronte al Nord Atlantico..



Le media del mese di dicembre sono di 5°C per le minime e 10° per le massime

ma nell’ultima settimana l’isola è stata coinvolta, come il resto del paese, dalla forte ondata di gelo sfociando, mercoledì 22 dicembre,

in un ***Nuovo Record di Minima Assoluto***con -7.7°C, registrato presso lo storico Osservatorio di Valentia (NB: Assoluto vuol dire, non solo di Dicembre, ma anche di qualsiasi altro mese dell’Anno)

Il precedente record di minima assoluto era del gennaio 1969.


Impressionanti le anomalie giornaliere registrate negli ultimi 30 giorni:




Tutte le Informazioni sono state prese da questa pagina: http://forum.meteonetwork.it/meteorologia/130072-i-record-meteorologici-in-reale.html


Ricordo infine che Questo Dicembre 2010 nelle Isole Britanniche sta per chiudersi come il Mese più freddo in assoluto dal Gennaio 1963 ( l’inverno 62/63 è stato il 4°  INVERNO PIU’ FREDDO DAL 1659!!!!!!! )


Mentre Dicembre probabilmente chiuderà come il più freddo dal 1879


Queste le Anomalie di Temperatura:


21 Novembre – 30 Novembre



01 Dicembre – 10 Dicembre




11 Dicembre – 20 Dicembre



21 Dicembre – 25 Dicembre



FABIO

PARTENZA NEVOSA GIA' AI MASSIMI

I dati parlano chiaro: con circa 44,24 milioni di km2 la seconda settimana di dicembre si colloca al quarto posto di sempre per estensione della neve nell'emisfero nord.

immagine articolo 19438

immagine articolo 19438

Nella prima carta tematica vediamo l'estensione nevosa emisferica tratta dal sito della Rutgers University. Nel secondo grafico, realizzato per questo articolo, troviamo le dieci maggiori estensioni per la 49° settimana del 2010.


Aldo Meschiari: 29-12-2010 ore 09:22



Analizzando i dati offerti dalla Rutgers University ci siamo accorti che la neve ricopre buona parte del Nord Emisfero tanto che l'estensione della seconda settimana di dicembre, oppure se vogliamo della 49° settimana dell'anno, è risultata tra le maggiori di sempre: più precisamente, con 43 milioni di km2, si trova al quarto posto dopo il 1985 con 48,2 milioni di km2, il 1972 con 47,27 milioni di km2 e il 1992 con 44,83 milioni di km2. Nella tabella riportata a fianco e realizzata per questo articolo troverete le dieci maggiori estensioni per la 49°C settimana dell'anno.
Tale risultato in tempi di Global Warming fa sempre piacere, e si pone come buon viatico di un inverno che ha ancora molto da dire. Osservando la carta tratta dal sito della Rutgers University notiamo come tutta la Siberia, la Mongolia, nonché buona parte del Kazakistan sono ricoperte da neve. Queste sono le aree dove non a caso nasce e si irrobustisce il grande orso siberiano, costruendo intorno a sé anticicloni termici enormi e freddissimi, che solo raramente negli ultimi decenni riescono a spingersi sino all'Europa ed all'Italia.

Ma sempre dall'osservazione della carta vediamo che anche la Cina settentrionale, il Giappone e le due Coree sono sotto la coltre bianca. Passando in Europa troviamo un'incredibile estensione della copertura nevosa per il vecchio continente, a cui non eravamo più abituati, ma che va detto negli ultimi tempi è sempre più frequente. Se escludiamo le aree mediterranee come la Spagna e l'Italia e inoltre la Francia occidentale, praticamente tutto il continente è sotto la neve. Infine diamo un'occhiata al Nuovo Mondo, dove notiamo subito la copertura totale del Canada e dell'Alaska, l'altro grande centro del freddo boreale in inverno, ma anche di tutti gli USA centro-settentrionali.


Aldo Meschiari




Fonte:http://www.meteogiornale.it/notizia/19438-1-partenza-sprint-inverno-boreale-estensione-nevosa-ai-massimi

SCOPERTO UN SITO MEGALITICO IN CALABRIA


Causale ma eccezionale la scoperta archeologica in prossimità della fiumara del Sant' Agata.
Dell' Apogeo Agatino si è discusso qualche giorno fa a San Salvatore, nella sede della Pro loco di Reggio Calabria. La localizzazione della scoperta è uno dei balconi più suggestivi sullo Stretto, un promontorio che, dall' alto, domina non solo le frazioni reggine di San Salvatore, Cataforio e Mosorrofa, ma anche quelle di Vinco, Pavigliana ed Armo. Il Progetto è stato portato avanti con la Pro loco di Reggio Calabria San Salvatore, dalla Commissione "Agathé" e dall' associazione "L' Antro di Thelema". All' incontro, tra gli altri, c' erano il presidente dell' associazione "L' Antro di Thelema" Giuseppe Marino che ha presentato al pubblico la scoperta, insieme al vice presidente Maria Stella Macheda. Proprio loro due insieme hanno ritrovato l' importante sito preistorico denominato Agatholithos.
Ospite di riguardo della serata lo studioso del neolitico Domenico Raso, che ha valorizzato i megaliti di Nardodipace. C' era anche il presidente della Pro loco Antonino Ripepi.
"Una scoperta avvenuta quasi fortunosamente quest' estate dopo un' incendio â€" racconta Marino nel corso della conferenza stampa â€" ci siamo accorti della presenza di alcune pietre sistemate in una forma particolare, da ricondurre a una struttura neolitica".
Si tratta di grandi pietre strutturate con l' orientamento est ovest, tipico di quelle zone sacre che avevano due o quattro accessi. Sono solo alcune ipotesi che dovranno essere approfondite e vagliate ma che lasciano ben sperare.
"È una visione che serve a delineare una mappa delle origini del nostro territorio â€" prosegue Marino â€" tra l' altro si possono distinguere due aree: la zona superiore sacra e quella inferiore estesa come centro abitato". Un' area complessiva di circa quattrocento metri quadri.
Il passo successivo sarà lo studio e la valorizzazione. Per far questo però "abbiamo bisogno di esperti e proseguire con indagini moderne e scientifiche â€" chiude Marino â€" da soli non possiamo fare molto, occorrono un geologo, un antropologo ed un archeologo".

Fonte:http://www.antikitera.net/news.asp?id=9700&T=2

ANTICHI ALLINEAMENTI DI PIETRE NEL CONNECTICUT?


I Leys in territorio americano.
Durante il solstizio d'estate, un pezzo di roccia bianca in una camera costruita da mani umane, in alto su un serbatoio d'acqua, presso la cittadina di Madison (Connecticut, USA), è illuminato dalla luce solare con una chiazza a forma di un pugnale. In un'altra parte della città, un terreno di 7 acri è pieno di muri di pietra, allineati alla luce del solstizio, con rocce a forma di serpenti, massi di quarzo bianco, sedili di preghiera e vari tumuli con forme circolari.
Queste figure formate da pietre sono tra le migliaia scoperte da Tom Paul, un ingegnere pensionato, lungo quello che lui chiama la "linea Hammonasset'. Paul crede che l'allineamento solare parta da una roccia di riunione del Consiglio dei nativi americani a Long Island, per attraversare il Sound, Madison e Killingworth, verso nord-ovest attraverso Waterbury e il Berkshires nel Catskills. Egli ha detto che pensa che molte delle formazioni di pietra siano antiche di migliaia d'anni e siano state costruite dai nativi americani per indicare l'alba del solstizio d'inverno e il tramonto del solstizio d'estate. Paul ha trascorso anni compiendo escursioni lungo la linea Hammonasset, documentando varie formazioni a tumulo, piattaforme di osservazione, strutture di pietra, sedili di preghiera e mucchi di roccia costruiti per assomigliare a tartarughe e serpenti. "Credo che si tratti di opere simili a Stonehenge", ha detto Paul. "Credo che questa linea sia antica, di migliaia di anni fa. Ma perché è stata costruita la linea? Chi l'ha costruita? Quanti gruppi diversi di nativi americani hanno osservato la linea? È' un enigma".
Glenn Kreisberg, vice Presidente della New England Antiquities Research Association, ha detto che trova 'qualche credibilità nel concetto che i nativi americani avessero realizzato costruzioni di pietre allineate l'una con l'altra e con eventi nel cielo e sull'orizzonte. Kreisberg ha detto che le strutture di pietre e altri manufatti e le prove che possano collegarle ai loro creatori sono difficili da trovare nella Nuova Inghilterra, dove il clima e l'ambiente sono tali da distruggerli rapidamente.
"Credo che nei casi in cui può essere dimostrato, attraverso la mappatura e la rappresentazione dei percorsi del sito, che esiste un allineamento tra siti litici ed eventi sull'orizzonte, questo dovrebbe essere considerato prova di importanza culturale, " ha detto Kreisberg, "e le stesse costruzioni di pietre debbano essere considerate elementi degni di conservazione e di studio accademico".
L'archeologo statale Nicholas Bellantoni ha detto che l'idea di Paul di una 'linea Hammonasset' è molto interessante, ma che sono necessarie ulteriori ricerche. "Molte altre prove devono essere sviluppate per confermare la teoria di un allineamento", ha detto. "Una prova potrebbe essere lo sviluppo di altre linee. Con tanti massi erratici di origine glaciale, pareti, pietre di superficie, ecc., nel nostro paesaggio, potrebbero esserci altri allineamenti che comportino un modello simile? Oppure la 'linea Hammonasset' è unica?" "Inoltre", ha aggiunto, "che motivo avrebbero avuto i nativi americani per realizzare tale "allineamento", nel quadro delle loro culture tradizionali?"
Paul ha detto che ha intenzione di continuare le ricerche sulla linea e di esplorare nuovi luoghi alla ricerca di ulteriori elementi di prova. "Ci sono tanti complessi, troppi per essere fatto dagli agricoltori o dai coloni", ha detto Paul. "Quando hai visto le cose che ho visto io, sai che nessun agricoltore ha fatto cose del genere".

Fonte:http://www.antikitera.net/news.asp?id=9703&T=5

UN'INTERA LEGIONE ROMANA SI E' PERSA IN CINA DUEMILA ANNI FA ?

Gli esperti del Centro studi italiani a Lanzhou nella provincia di Gansu ( cina ) stanno seriamente esaminando la possibilità che alcuni abitanti della Cina nord- occidentale possano essere discendenti di un'intera legione romana perdutasi in quei territori 2000 anni fa.
Gli studi comporteranno diversi scavi che verranno effettuati lungo i 7000 km della famosa "via della seta" che da tempo immemorabile ha sempre collegato l'Asia con l'Europa.
Yuan Honggeng, capo del centro di studi ha dichiarato che il sospetto era arrivato gia nel 1990.
In questa data furono rinvenuti i resti di una fortificazione in Liqian, una remota cittadina nel Yongchang contea sul bordo di una località desertica.
Lo studio di questi resti ha dimostrato enormi affinità costruttive alle strutture di difesa romane.
A questo si aggiunge il fatto che in quella regione vi è un'anomala presenza di persone con gli occhi verdi, profondi, lungo naso adunco e capelli biondi.
Son stati quindi condotti nel 2005 dei test del DNA, molto approfonditi, che hanno confermato che molti di quegli abitanti avessero origine non caucasiche.
Ciò ha portato molti esperti di genetica cinese a concludere che siano discendenti di un esercito romano guidato da Marco Crasso.
I testi storici infatti riferiscono di una legione romana che si era spinta verso gli estremi limiti dell'impero romano e non era mai ritornata.
Essendo però questo villaggio lungo la famosa via della seta, alcuni ricercatori han sostenuto la tesi che saltuari incroci avrebbero potuto avvenire anche da occasionali viaggiatori.
Prima dei viaggi di Marco Polo però l'unico contatto tra i due imperi erano delle sporadiche visite di diplomatici.
L'ipotesi quindi dell'esercito perduto, rimane ancora l'unica che giustifica le differenze genetiche di quelle popolazioni.
Certezze si potranno però avere solo dopo la campagna di scavi che ormai è stata finanziata.

Fonte:http://www.antikitera.net/news.asp?ID=9506&T=5

martedì 28 dicembre 2010

CONTINUA AD ERUTTARE IL VULCANO BROMO

Tonnellate di cenere piovono sui paesi intorno al monte creando uno scenario lunare e apocalittico. Non si registrano danni, tranne le numerose prenotazioni annullate. La zona è una delle principali mete turistiche.






Fonte:http://tg24.sky.it/tg24/mondo/photogallery/2010/12/24/vulcano_eruzione_mount_bromo_indonesia.html

lunedì 27 dicembre 2010

ONDATA DI CALDO A BUENOS AIRES

(ANSA) - BUENOS AIRES, 27 DIC - Come e’ avvenuto nel passato solo in casi eccezionali, il Servizio meteorologico nazionale (Smn) ha portato oggi da arancione a rosso - il massimo livello - lo stato d’allerta per l’ondata di caldo che da giorni imperversa in tutta l’Argentina. Oggi a Buenos Aires, e’ stata registrata una temperatura percepita di 40 gradi. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa statale Telam. Lo stato d’allerta implica avvertimenti non solo per i cosiddetti gruppi a rischio (neonati, bambini, persone maggiori di 65 anni), ma anche per le persone adulte in perfetta salute. Il ministero della sanita’ ha raccomandato di bere molta acqua, evitare cene e pranzi abbondanti e non fare esercizi fisici in luoghi particolarmente caldi. L’ondata di afa, causata da una corrente d’aria calda proveniente dal Brasile e’ particolarmente dura da affrontare perche’ anche di notte il termometro non scende mai sotto i 26 gradi.

Fonte:ANSA

Si ringrazia "anonimo" per la segnalazione,prossimamente farò un articolo anche in proposito di queste ondate di caldo record.
Alex

ALCUNI VIDEO E FOTO DAGLI USA










Continuano ad affermare che l'anno 2010 è stato uno degli anni più CALDI di sempre.
Questo giusto per continuare l'ormai superata teoria del Riscaldamento Globale,intanto questo non solo non è stato l'anno più caldo di sempre ma uno dei più freddi,lo conferma l'inverno scorso dell'emisfero australe con record di freddo in Antartide e in Perù dove la neve è arrivata fin in Brasile,lo confermano questi inverni particolarmente freddi in Gran Bretagna,Russia,Siberia,Germania ecc.
Si andava ad affermare che le acque andavano sempre più RISCALDANDOSI e che gli inverni,questo compreso,sarebbero diventati sempre più miti.
Invece abbiamo una Nina,raffreddamento delle acque del Pacifico,di come non si vedevano da decenni,un inverno freddo e nevoso in diverse parti del nostro emisfero di come non si vedeva da un secolo o da diversi decenni.
Dove sono andati a finire il riscaldamento delle acque e la mitizzazione degli inverni?
I sostenitori del Gw continuano a fare previsioni,spesso dimostrando una grande incompetenza nell'ambito scientifico,il clima tuttavia fa l'esatto contrario e non come dicono loro.
Qui un vecchio detto va più che bene:Al tempo e alle donne non ci si comanda.

Alex

KAMCHATKA:ERUTTA IL VULCANO KARYMSKY

Il vulcano Karymsky, nell'estremo oriente russo della penisola del Kamchatka, sta eruttando colonne di cenere e gas ad un'altezza di oltre 4 chilometri."Attualmente Karymsky rappresenta un pericolo per gli aeromobili che volano nella zona, e come tale il vulcano è stato assegnato il codice arancione per l'aviazione" – ha detto oggi un rappresentante del Servizio Geofisico del RAS.

image 
Le particelle di cenere possono entrare in meccanismi di aerei di linea e provocare un incidente. Il vulcano rappresenta attualmente una minaccia immediata per gli insediamenti nelle vicinanze.
Il vulcano Karymsky, che raggiunge i 1.536 metri, è uno dei vulcani più attivi della Kamchatka. L'ultima eruzione è iniziata nel gennaio 1996 e continua ancora oggi. Nel 1996, le emissioni di materiale caldo sono state espulse dal fondo del lago di Karymskoye, a 6 chilometri dal vulcano.


Fonte:http://thedayafterjournal.blogspot.com/

L'ERA DEL CAOS -III PARTE

La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perchè. In questo caso abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funziona...e nessuno sa il perchè! -Albert Einstein
Il fatto che se realmente Venere fosse passato nelle vicinanze dalla Terra sottoforma di una sorta di cometa gigante rallentandone la rotazione e causando uns serie di violente catastrofi in tutto il mondo,il conflitto con il pianeta che creò la cintura degli asteroidi e successivamente Marte,deve aver fatto si che sulla Terra precipitassero anche enormi moli di pulviscolo marziano e frammenti del precedente pianeta.
Ebbene si,secondo alcuni scienziati ci sarebbero le tracce da impatto di uno o più corpi celesti che sarebbero caduti nell'area del Mar Baltico circa 3000 anni fa,il Cratere del lago Umm al Binni, nell'Iraq meridionale,viene fatto risalire a 2000-4000 anni prima dell'Era Volgare,si calcola possa avere esercitato una devastante potenza che andava dai 200 megatoni di un asteroide metallico ai 800 Mt di una cometa (che esplode a quote maggiori).
Cratere Mahuika, Nuova Zelanda, 1443: Questo cratere può essere derivato nel II millennio dopo Cristo. Si trova a Sud delle Isole Snares, 120 km a Sud-Ovest dell'isola Stewart, nella parte meridionale dello zoccolo continentale della Nuova Zelanda[30] e ha approssimativamente 20 km di diametro. Materiale estratto a Siple Dome, località della calotta glaciale antartica fa pensare ad una datazione attorno al 1443 a.D.
Inoltre in molte aree dei fondali marini è stata constata la presenza della cosidetta argilla rossa,detta così per il colore rossastro che evidenzia la sua composizione con minerali ferrosi.
Campioni di argilla rossa al centro dell'Oceano Pacifico hanno mostrato un elevata percentuale di nikel e di radio,sebbene l'acqua dell'oceano ne sia pressochè priva.
Il Nikel è un minerale molto scarso nelle rocce terrestri,ma assai molto presente in quelle meteoriche,fatto che evidenzia da solo come tale polvere non abbia avuto origine sulla Terra ma sua precipitata direttamente dallo spazio.
Ma osserviamo anche le tracce lasciate dalla vicinanza del campo magnetico lasciato dal pianeta Venere in vicinanza con il nostro pianeta,della quale sicuramente ha avuto notevoli effetti.
Ecco un'anomalia:
-"l'analisi del magnetismo di alcuni redisui di lavorazione del metallo scoperti in alcune miniere di rame in Israele ha mostrato come il campo magnetico terrestre possa raddoppiare di intensità e diminuire velocemente nel corso di 20 anni.
"Sono risultati molto importanti" dice Luis Silva, dell'Università di Leeds. "E' completamente fuori da tutto ciò che abbiamo pensato potesse accadere nel nucleo terrestre"".

-""Il campo magnetico ha raggiunto un'intensità molto superiore di quanto avessimo mai pensato in precedenza, due volte e mezza il campo magnetico attuale" dice Ron Shaar, autore dello studio e ricercatore della Hebrew University of Jerusalem. "E si possono avere cambiamenti imponenti nell'intensità del campo in un periodo inferiore alla decade".
Per misurare la forza del campo magnetico, Sharr ha analizzato i residui della lavorazione del metallo di una antica miniera di rame egiziana. Quando il ferro fuso si raffredda rapidamente, mantiene una traccia del campo magnetico terrestre. Secondo gli attuali modelli di paleomagnetismo, si stima che il campo magnetico terrestre abbia raggiunto il massimo circa 3000 anni fa, durante l'Età del Ferro.
Le rocce dell'antica miniera di Timna in Israele sono state datate anche grazie alla presenza di capelli umani e altro materiale organico, che hanno permesso la datazione al carbonio. Il team ha fuso e raffreddato nuovamente i residui metallici in presenza di campi magnetici di intensità prestabilita, in modo tale da poter intrappolare nel metallo una forza magnetica artificialmente impressa.
Dal confronto tra i campioni della miniera e quelli artificialmente magnetizzati è emerso che il campo magnetico terrestre è improvvisamente aumentato due volte nel corso di 180 anni, una volta 2.990 anni fa, la seconda circa 2.900 anni fa. In tutti e due i casi, il magnetismo è aumentato e diminuito in soli 20 anni del 40%.
"Questi picchi geomagnetici sono molto diversi da ciò che vediamo ora o abbiamo visto in precedenza" dice Shaar. "Il campo magnetico cambia da 5 a 10 volte più velocemente di quanto abbiamo visto finora" aggiunge Cathy Constable dello Scripps Institute of Oceanography. Secondo Constable, i picchi sembrano verificarsi solo in Medio Oriente, e in nessun altro posto sul pianeta. Questo suggerirebbe che i picchi possano essere dovuti a "sacche" di ferro fuso particolarmente magnetizzato che si muovono all'interno del nucleo, e che si trovavano sotto Israele."

Anche in alcuni vasi etruschi è stata osservata un'anomalia in quanto il campo magnetico terrestre risultava essere invertito in tempi assai recenti.
In essi è stata osservata la presenza di argilla che mostrava il magnetismo residuo delle particelle di ferro contenute in essa,quel magnetismo risultava essere invertito.
Nel 1986 Giuseppe Folgheraiter iniziò i suoi attenti studi sui vasi attici ed etruschi di vari secoli cominciando dall'ottavo secolo prima dell'Era Volgare,la sua conclusione fu che il campo magnetico terrestre era invertito nell'ottavo secolo,Italia e Grecia in quel periodo erano più vicine al sud magnetico che al nord magnetico.
Cosa potrebbe significare tutto ciò?
Se quanto racconta la Bibbia il sole non tramontò quel giorno ma rimase fermo nel cielo,significa cha la vicinanza di Venere andava a rallentare la sua rotazione con la propria attrazione gravitazionale,e il suo campo magnetico andava a interferire con quello terrestre.
Potrebbe significare che quei vasi potrebbero esser anche più antichi di quanto si credeva oppure dopo il passaggio di Venere,l'impronta magneticamente invertita lasciata sulla superficie terrestre e sulle sue rocce impiegò dei secoli per riassestarsi,l'impronta comprendeva Italia e Grecia.
In Grecia,in quel periodo cui si fa risalire il passaggio di Venere,esplose con inaudita violenza il vulcano di Santorini(1.628 aC) ponendo fine alla civiltà Minoica distrutta da violenti terremoti e violenti tsunami,in seguito nel 1.450 aC un'altra devastante eruzione colpì l'isola di Yali,e in quell'asso di anni anche il Vesuvio diede festa con uno strato di pomici,dette pomici di Avellino,(datata tra il 1880 e il 1680 a.C.).
Secondo Velikovsky l'immagine di Venere che passa tra la Terra e la Luna rimase impressa nella memoria collettiva di tutto il mondo al punto che in alcuni simboli e bandiere venne messa per esempio una stella accanto alla falce lunare.

Secondo alcuni miti dell'area mediterranea invece venne identificato come Fetonte,che paragonandosi al sole,venne fulminato da Zeus e precipitando sulla Terra ne bruciò la metà.
Nei miti cristiani sia Gesù che Lucifero,di cui curiosamente non troviamo traccia nella Bibbia,vengono identificati come "la prima stella del mattino",vale a dire che è la prima stella che prima del sole si vede all'alba e dopo il tramonto del sole anche nel crepuscolo del tramonto,e a quanto ci viene detto di Lucifero,anch'esso venne fatto precipitare da Dio dal cielo per la sua arroganza,in quanto si definiva alla pari o addirittura migliore di esso.
Curiosamente lo scambio di fulmini tra divinità è un fatto molto ricorrente nei miti dell'antichità,e molto probabilmente lo troveremo nella nostra memoria collettiva dalla quale Velikovsky riuscì a comprendere le tracce di questi antichi cataclismi.

Un esempio de "I Griffin"
Fatto stà che anche negli attuali cartoni animati Dio viene raffigurato come una divinità che lancia fulmini e anche in molti detti di una volta come per esempio "che dio ti fulmini",o frasi molto simili.
Se nel periodo di cui stiamo parlando ci fosse davvero stato l'avvicinamento di Venere al nostro pianeta,allora è possibile trovare anche dei riscontri di cambiamenti climatici o addirittura lievi varizioni dell'asse terrestre.
In realtà a conferma di tutto ciò c'è il deserto del Sahara,secondo uno studio il deserto si sarebbe formato a seguito di un drastico cembiamento climatico tra i 4000 e i 3600 anni fa,secondo la quale la causa sarebbe da attribuirsi a delle "variazioni climatiche globali".
"C'erano solo piccole aree desertiche, ma in generale si trovavano vaste regioni coperte di praterie, e il confine della savana si trovava molto più a Nord di oggi.» L'inclinazione dell'asse terrestre rispetto all'eclittica era, allora, di 24,14 gradi. Il perielio, il punto dell'orbita più vicino al Sole, si raggiungeva alla fine di luglio. Ciò significa che l'emisfero settentrionale riceveva più luce estiva, il che favoriva i monsoni estivi africani, che erano molto più copiosi e dunque permettevano la crescita di una vegetazione relativamente ricca nel Sahara. Gradualmente, l'inclinazione dell'asse è arrivata agli attuali 23,45 gradi, e il perielio si è spostato all'inizio di gennaio. Usando diversi modelli climatici, i ricercatori hanno studiato l'impatto di questo mutamento orbitale sull'atmosfera, sugli oceani e sulla vegetazione, separatamente e secondo diverse combinazioni. Lo spostamento, secondo quanto scoperto, produsse temperature estive più elevate e una riduzione delle piogge, il che favorì un impoverimento della vegetazione."
E' possibile che date le circostanze non fosse avvenuto gradualmente ma in realtà avvenne a causa della vicinanza di Venere che con la sua attrazione gravitazionale riuscì ad alterare lievemente le condizioni dell'inclinazione dell'asse terrestre.
Se il terremoto di Sumatra nel 2004 fu in grado di causare una minima alterazione viene da chiedersi perchè non lo possa fare un corpo celeste di dimensioni simili alla Terra che passa nelle sue vicinanze.
Rifacciamo un quadro su quanto viene fatto risalire tra i 3000 e i 4000 anni fa:caduta di asteroidi nell'area della Scandinavia;eruzione del Vesuvio,Santorini,Yali eruzione di estrema potenza del Vulcano Villarrica, Sud America, Cile; e probabilmente anche altri vulcani,forti eventi sismici in diverse aree del pianeta;intenso El Nino e 2 forti terremoti che hanno causato la fine delle civiltà preincache;caduta di argille rosse che molto probabilmente furono esse a causare l'inquinamento e l'arrossamento dei fiumi in diverse parti del mondo come viene narrato in alcuni miti dell'epoca contemporanei con diverse civiltà in differenti aree del mondo;secondo Joln B. Anderson della Rice Umversity ci sarebbe nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino) ci sarebbe stato un improvviso innalzamento del livello del mare attorno al 2000 prima dell'Era Volgare,pericolsamente vicino all'epoca di cui stiamo parlando,vale a dire 4000 anni fa;divisione delle acque del Mar Rosso,probabilmente causata dall'attrazione gravitazionale di Venere nelle vicinanze della Terra.
Tutte queste curiose analogie lasciano pensare.
Quando il pianeta Venere passò nelle vicinanze della Terra,ci si sarebbe aspettati un inversione magnetica del nostro pianeta stesso,ma in realtà fu l'opposto.
Il campo magnetico terrestre risulta essere molto più intenso di quello venusiano,il che fu Venere a subire un inversione dei poli magnetici.
Dopo aver lasciato la Terra,Venere,percorse un orbita estremamente elittica prima di stabilizzarsi nell'attuale orbita che conosciamo adesso.
Infatti,ora come ora,Venere ruota sul proprio asse in senso opposto rispetto gli altri pianeti,la sua superficie evidenzia una massiccia attività vulcanica e temperature tanto intense da renderlo eccezionale in tutti i sensi rispetto gli altri pianeti.
Rotazione in senso opposto;coda di plasma che si estende per 45 milioni di chilometri nello spazio;superficie a differenza degli altri pianeti terrestri estremamente giovane e incandescente;e rotazione in senso opposto.
Gli scienziati hanno attribuito ad tali caratteristiche spiegazioni differenti:le elevate temperature sono causa del suo effetto serra,strano però che per quanto intenso riesca a fondere anche le rocce al punto che l'intera superficie di Venere è percorsa da bacini di lava grandi anche come gli Stati Uniti;la rotazione opposta è stata causata dalla collisione con un asteroide,qui bisogna però ammettere che doveva essere di dimensioni eccezionali,dato che è stato calcolato che per causare un inclinazione dell'asse terrestre è necessario uno scontro con un corpo celeste grande almeno la metà o pari a quella della Terra stessa.

A cura di Alex

In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l'Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l'unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate. (da Grande come l'universo, Saggi sulla scienza)





Fonte:
Ho scoperto la Vera Atlantide,Marco Bulloni
http://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_degli_impatti_astronomici_sulla_Terra
Earth in Upheaval,Immanuel Velikovsky
http://www.ditadifulmine.com/2010/12/antico-bronzo-rivela-i-capricci-del.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+DitaDiFulmine+%28Dita+di+Fulmine%2
http://www.nibiru2012.it/archeologia/le-bibliche-10-piaghe-degitto-spiegate-dalla-scienza.html
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_Sahara_si_sarebbe_formato_4000_anni_fa/1292069
http://www.exploratetide.com/pages/posts/i-terremoti-ed-el-niF1o-distrussero-le-prime-culture-pre-incaiche1263.html
http://www.exploratetide.com/pages/posts/1999-lossigeno-responsabile-della-prima-glaciazione-una-teoria-interessante980.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Venere_%28astronomia%29

FILIPPINE:TERREMOTI E FRANE DAI VULCANI TAAL E MAYON

Terremoti vulcanici sono stati registrati nelle Filippine nei pressi del vulcano Taal a Batangas e del vulcano Mayon in Albay domenica, inducendo le autorità di gestione delle catastrofi a ricordare al pubblico di non avventurarsi nelle zone di pericolo dei vulcani.
Il National Disaster Risk Reduction and Management Council (NDRRMC), ha riferito che nelle ultime 24 ore nove scosse sono state registrate sotto il Taal, mentre un terremoto e una frana sono state registrate nei pressi del Mayon.

Taal

"Grazie alla sua condizione anormale, (Taal) il cratere principale dovrebbe essere off-limits al pubblico a causa delle esplosioni di vapore che possono verificarsi improvvisamente e per l’alta concentrazione di gas tossici che si possono accumulare", riferisce NDRRMC.
Il NDRRMC ha ricordato al pubblico che l'intera isola del vulcano è una zona di pericolo permanente e ha messo in guardia l’insediamento permanente. Il vulcano Taal ha avuto diverse eruzioni violente in passato causando un numero di morti stimato in circa 5.000 - 6.000 persone. A causa della sua vicinanza alle zone abitate e della sua storia eruttiva, il vulcano è stato designato un vulcano Decade, degno di uno studio approfondito per prevenire futuri disastri naturali. E 'uno dei vulcani attivi nelle Filippine e parte dell'anello di fuoco del Pacifico.
Inoltre, il NDRRMC ha detto che almeno un terremoto vulcanico e una frana sono stati registrati vicino all’irrequieto vulcano Mayon, nella provincia di Albay domenica.
E’ stato consigliato ai residenti di non avventurarsi in zone di pericolo del Mayon, almeno a sei chilometri di distanza, per la minaccia di esplosioni e di piccole frane.

Mayon

Il Mayon, conosciuto anche come Monte Mayon, è uno stratovulcano attivo che si trova nella Provincia di Albay, nella Regione di Bicol, sull'isola di Luzon, nelle Filippine.

Noto come il cono "perfetto" a causa della sua forma conica quasi perfetta, il Mayon costituisce il confine settentrionale con la città di Legazpi. Il 13 ottobre 2008 è stato incluso nella lista delle probabili Nuove sette meraviglie della natura. Il Mayon ha eruttato quarantanove volte nel corso della sua storia. La prima grande eruzione fu registrata nel 1616. L’ultima risale al 20 dicembre 2009.

Fonte:http://thedayafterjournal.blogspot.com/

LA POSSIBILITA' DI MONITORARE L'ATTIVTA' VULCANICA CON I FULMINI


Tempo fa mi occupai, su sollecitazione di un lettore, della questione dei fulmini collegati alle eruzioni vulcaniche.
Oggi c'è un aggiornamento importante: proprio grazie ai fulmini che si producono nelle nuvole di cenere che li sovrastano è possibile scoprire che qualche vulcano è entrato in eruzione.


In Italia potrà sembrare strano, dato che i nostri vulcani sono monitorati costantemente, a parte il Marsili purtroppo (della cui esistenza il grande pubblico si è probabilmente scordato dopo il can-can di qualche mese fa), ma nel resto del mondo non è sempre così; soprattutto questo succede in zone dove i vulcani hanno caratteristiche esplosive, per esempio 
- sulle Ande dove non c'è neanche certezza su quanti e quali siano quelli potenzialmente attivi (ne ho parlato qui)
- nella zona tra Kamchatka e Aleutine 
- e un pò più a sud, sempre nel Pacifico


La maggior parte delle notizie su nuove eruzioni  in queste aree arrivano soprattutto dai VAAC (Volcanic ash advisor centers), legati alla navigazione aerea che, come ha dimostrato la recente eruzione dell'Eyafjallayokull, è particolarmente sensibile al problema, oppure dai satelliti e persino dalla osservazione diretta da parte del personale di bordo degli aerei.
 Ricordo che durante l'eruzione del Redoubt nel 2009 un jet olandese mentre inavvertitamente ne attraversava la nuvola di cenere rischiò di precipitare per il contemporaneo spengimento di tutti e 4 i reattori che entrarono in allarme a causa delle particelle entrate nelle turbine. L'aereo riuscì successivamente a riaccenderne 2 ed atterrare a Anchorage. Si contano quasi 100 casi di gravi disturbi alle aeromobili dal 1954).
Riuscire ad allertare prima possibile l'aviazione civile è quindi fondamentale per evitare problemi ai motori degli aerei, le cui turbine potrebbero essere danneggiate fino all'interruzione del funzionamento dalla cenere vulcanica, notoriamente molto abrasiva.



La mancanza di sistemi di monitoraggio su centinaia di vulcani potenzialmente pericolosi fa sì che ogni mese ne entrino in eruzione diversi senza che qualcuno abbia potuto prevederlo e qunindi non potendo predisporre le necessarie deviazioni del traffico aereo. Eppure  si potrebbero ottenere le evidenze dell'inizio di un evento eruttivo da parecchi mesi a qualche ora prima che accada (è comunque ancora praticamente impossibile capire sia quanto durerà un'eruzione che la sua evoluzione al di là di poche ore), basta avere degli strumenti adatti (e oggi non sarebbe  tecnicamente impossibile con apparecchiature attivie in remote sensing).


Oggi presento un sito che, grazie ad uno studio della Università dello Stato di Washington, sta iniziando a scoprire l'insorgenza di una eruzione vulcanica quasi in tempo reale grazie proprio allo studio dei fulmini. Si tratta del WWLLN, World Wide Lightning Location Network. Questa è la mappa mondoale di un'ora prima rispetto a quando sto scrivendo queste note.
Il sistema è nato nel 2004 con meno di 10 stazionii; adesso comprende oltre 50 sensori collocati in tutto il mondo, costituiti da antenne in grado di riconoscere il "segnale" dei fulmini, una scarica in un certo intervallo di frequenze nelle onde radio (chi ha usato una radio AM sa che a meno di una frequenza occupata da una radio dal segnale molto chiaro i fulmini erano chiaramente percepibili). In base ai tempi di arrivo del disturbo in almeno 5 stazioni il WWLLN individua il luogo di caduta del fulmine in tempo reale ed è in grado di intercettare circa il 10% dei fulmini che cadono, ma oltre il 40% di quelli più potenti.




John Ewert, vulcanologo del Cascades Volcano Observatory (emanazione del Servizio Geologico degli Stati Uniti) ha quindi avuto l'idea di utilizzare il WWLLN allo scopo di monitorare i vulcani dopo le famose osservazioni sui fulmini dell'eruzione del Redoubt del 2009  Tali osservazioni furono attivate dopo la curiosità che questi fenomeni avevano innescato durante l'eruzione del Chaiten, in Cile e gli studi sulla eruzione del Redoubt nel 2009.
Ogni mese sulla Terra si abbattono oltre 3 miloni di fulmini e quelli vulcanici sono una minoranza molto esigua ma hanno delle caratteristiche particolari soprattutto nella loro distribuzione che, ovviamente, non segue i movimenti delle perturbazioni atmosferiche. Perciò una nuova serie di fulmini che si concentra inaspettatamente al di sopra di un vulcano è un chiaro sintomo di una eruzione in corso.



Essendo nello stato di Washington, all'estremo nord-est del Paese, le centinaia di vulcani lungo l'allineamento Kurili – Kamchatka – Aleutine, in gran parte privi di monitoraggio in loco, costituiscono un eccellente banco di prova e così è stato: in un mese il team di Ewert è riuscito ad individuare due eruzioni in Kamchatka, allo Shivelukh e al Kizimen, prima che venissero rilevate dai satelliti. Ci sono stati anche dei “falsi positivi” che comunque hanno aiutato il software di riconoscimento a funzionare meglio. Attualmente possono essere coperti dal sistema circa 1500 vulcani.


Purtroppo almeno per adesso questa tecnica è difficilmente adottabile nelle zone equatoriali, dove i fulmini dovuti ai temporali sono molto più intensi ma Robert Holzworth, il coordinatore del WWLLN è fiducioso: implementazione del software e nel numero e nella posizione delle stazioni di rilevamento (che alla fine non sono oggetti troppo complessi tecnicamente) potrebbero determinare una precisione maggiore del sistema ed includere normalmente nel sistema di allarme i vulcani della fascia tropicale.

Fonte:http://aldopiombino.blogspot.com/2010/12/la-possibilita-di-monitorare-lattivita.html

BIANCO NATALE AD ATLANTA E MOSCA PARALIZZATA DALLA PIOGGIA GELATA


Nel sud degli Usa, primo bianco Natale dal 1882 ad Atlanta, Georgia, e a memoria d'uomo a Columbia, South Carolina. Questa è una interessante curiosità ma non significa che la neve sia rarissima, dato che il 25 dicembre è solo uno dei 90 giorni dell'inverno e che teoricamente può nevicare anche in novembre e (più frequentemente) in marzo. Un pollice (2,5 cm) l'accumulo natalizio ad Atlanta.
Ma non è finita con Natale, visto che tra la notte seguente e il 26 dicembre, grandi nevicate hanno interessato la Georgia e le Caroline, con pochi centimetri ad Atlanta (fino a 6-7 cm nella zona nord dell'area metropolitana, cancellati centinaia di voli all'aeroporto), 5 cm a Charlotte, 11 a Greensboro, oltre 20 ad Asheville. Freddo, cielo coperto e temperatura appena sopra lo zero anche nel sud di questi stati, fiocchi di neve sono caduti anche a Jacksonville, in Florida. Crollo della temperatura anche a Daytona Beach, dove si è scesi fino a 5°C con cielo coperto. Daytona Beach non riceve una imbiancata da ben 237 anni, anche se neve è caduta nel gennaio 1977 senza accumulare. Dal 1977 mancano nevicate anche a Tallahassee, Pensacola e Apalachicola, dove il 26 dicembre si sono avuti 2°/3°C con cielo coperto. Il blizzard nevoso (la "monster storm") su New York potrebbe portare accumuli in centro anche oltre i 30 cm (già 3 cm all'aeroporto Kennedy alle 18 GMT del 26 dicembre), accumuli simili dovrebbero aversi su tutta la costa est da Atlantic City fino al Maine, grandi nevicate stanno intanto coprendo Washington, Philadelphia e Baltimora. Neve anche in Virginia, 7 cm a Richmond alle 18 GMT del 26 dicembre.
Problemi per il maltempo anche a Mosca. Le nevicate, ma soprattutto la pioggia caduta con temperature abbondantemente sotto lo 0°C hanno obbligato alla chiusura, dalla mattina alla sera del 26 dicembre, per 15 ore, l'aeroporto Domodedovo, il più importante della Russia per traffico aereo e transito dei passeggeri. Secondo un portavoce dello scalo, citato dalle agenzie locali, gli aerei sono stati fermati per il blocco delle centrali elettriche che alimentano l'aeroporto. La neve e la pioggia ghiacciata hanno provocato un blackout in tutta la regione della capitale russa che ha lasciato al buio oltre 100.000 persone. Gli altri due scali di Mosca, Sheremetyevo e Vnukovo, hanno continuato a funzionare, ma con ritardi. Problemi alla circolazione stradale, disagi diffusi (e molti incidenti) sulle strade cittadine per via della pioggia che ha colpito la capitale russa e i dintorni nel giorno di Natale e in quello di Santo Stefano ghiacciando al suolo e trasformando anche i marciapiedi in gigantesche piste di pattinaggio. Il responsabile della sanità russa, Gennady Onishchenko, ha consigliato a tutti i moscoviti di "rimanere a casa per evitare di farsi male". 10 millimetri caduti tra le 18 GMT del 25 e la stessa ora del 26 dicembre, quasi tutti in forma liquida, con temperatura compresa tra -4,9° e -2,2°C. Nelle 24 ore precedenti, 4 mm, sempre in prevalenza piovosi, con temperatura tra -6,4° e -2,2°C.
-13,4°/-6,7°C gli estremi termici di domenica 26 dicembre a Praga/Ruzyne, con qualche debole fioccata e 15 cm di neve. A Praga-Libus, estremi -9,8°/-5,6°C e 10 cm, a Praga/Kbeli -10,0°/-6,1°C con 14 cm. Questo non ha impedito il consueto cimento invernale natatorio nelle acque della Moldava, le cui acque erano comunque più "calde", intorno ai +2°C! Il gelo si è fatto sentire in tutta la Repubblica Ceca, con minime fino a -15,9°C ai 1324 m di Lysa Hora (massima -9,6°C). Altre minime glaciali: Pec Pod Snezkou -14,9°C, Serak e Cheb -14,7°C, Milesovka -14,1°C. Ovunque massime negative.
Forti piogge in Islanda domenica 26 dicembre. Tra le 18 GMT del 25 e la stessa ora del 26, 74 mm a Kirkjubaejarklaustur, 68 a Vestmannaeyjar, 42 ad Akurnes, 37 a Stykkisholmur, 28 a Keflavik e Dalatangi, 25 a Reykjavik. Elevate le temperature, massime 10,2°C a Reykjavik, 9,7°C a Keflavik, 9,0°C ad Akureyri (medie delle massime di dicembre di Reykjavik e Akureyri 2,2° e 1,3°C).
Venti di berg, con gran caldo, in Sudafrica nordoccidentale domenica 26 dicembre. Alcune località hanno superato i 40°C: Vioolsdrif 41,8°C, Twee Riviere 41,4°C, Henkries 41,2°C.
Ancora molto caldo anche in Australia Occidentale. Domenica 26 dicembre, Marble Bar 45,1°C, Nyang 44,9°C, Geraldton 44,6°C, Nullagine e Shark Bay 44,4°C, Morawa 42,9°C, Telfer 42,7°C. 41,6°, 39,7° e 29,2°C le medie delle massime di dicembre di Marble Bar, Nullagine e Geraldton.
Ancora piogge intense il 26 dicembre sulle coste del Queensland orientale, a latitudine tra 20° e 27°S. Tra le 12 GMT del 25 e la stessa ora del 26 dicembre, 151 mm a Samuel Hill, 130 a Gladstone, 111 a Rockhampton, 94 a Gold Coast Seaway, 86 a Proserpine (arrivata quest'ultima a 272 mm in 72 ore).

Giovanni Staiano

UNA NUOVA IPOTESI SULL'ORIGINE DEGLI ANELLI DI SATURNO

L’astrofisica Robin Canup ha proposto una nuova ipotesi sull’origine degli anelli di Saturno e di alcune delle lune più interne


LA VOCE DEL MASTER – Proposta una nuova ipotesi sulla formazione degli anelli di Saturno: che sia quella buona? Gli anelli sarebbero il frutto della distruzione di un grande satellite causata dalle immense forze mareali di Saturno. L’ipotesi è stata avanzata da Robin Canup, astrofisica del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado, in un articolo pubblicato il qualche giorno fa su Nature. La proposta di Canup chiarirebbe anche alcuni punti finora oscuri sulla formazione delle lune di Saturno più interne e vicine al pianeta.
Secondo Canup un satellite delle dimensioni di Titano (la più grande fra le lune di Saturno), costituito da un manto di ghiaccio e da un nucleo roccioso, si sarebbe “sbriciolato” per via delle forze mareali e gravitazionali di Saturno. Queste spinte gravitazionali avrebbero separato il ghiaccio più esterno dal centro roccioso del satellite. A causa dell’orbita a spirale che percorreva, infatti, il satellite si sarebbe avvicinato troppo alla superficie di Saturno, dando modo alle forze mareali di disintegrarlo. Mentre il nucleo roccioso probabilmente si schiantò sul pianeta, il mantello ghiacciato restò intorno al gigante gassoso, dando origine al sistema degli anelli, allora circa 1000 volte più grande di quanto non appaia oggi.
L’articolo di Canup offre una prospettiva in grado di chiarire diversi aspetti legati al complesso sistema-Saturno. Gli anelli, osservati per la prima volta da Christiaan Huygens nel 1656, sono da sempre un argomento di dibattito teorico fra gli astronomi. Due sono le ipotesi che in passato hanno goduto di maggior credito. La prima considerava gli anelli come il frutto dell’esplosione di una luna causata da una collisione con un altro corpo celeste. Una seconda invece invocava come causa la distruzione di una cometa passata troppo vicina a Saturno e polverizzata dalle forze mareali. Tuttavia queste ipotesi lasciavano irrisolte diverse questioni, fra cui la formazione dei cosiddetti satelliti interni che orbitano fra gli anelli e nelle loro immediate vicinanze.
Con l’ipotesi di Canup è invece più facile spiegare la formazione di queste piccole lune interne: esse sarebbero generate dalla dispersione del materiale ghiacciato degli anelli. Fra le lune così originate Canup include anche Teti, uno dei satelliti interni più importanti.
Diversi scienziati, come i francesi Sébastien Charnoz e Aurélien Crida, da anni interessati alla genesi delle lune di Saturno, ritengono che la proposta di Canup sia un passo probabilmente decisivo per riuscire a proporre una teoria definitiva capace di spiegare la complessa formazione di tutto il sistema-Saturno.

Fonte:http://oggiscienza.wordpress.com/2010/12/27/una-nuova-ipotesi-sullorigine-degli-anelli-di-saturno/

domenica 26 dicembre 2010

ANNO DOMINI 536:I CIELI SI OSCURARONO E ..SCESE IL GELO



Nel 536 d.C. un evento misterioso ha oscurato il cielo portando il mondo un lungo periodo di gelo.
Le testimonianze storiche a sostegno di questo evento straordinario sono molteplici:
Lo storico bizantino Procopio registrò nel suo rapporto sulle guerre con la Vandali , "che durante questo anno [536 dC] il Sole perse la sua luminosità ... e sembrava come se fosse in eclisse.." 
Negli Annali gaelici furono registrate le seguenti cronache:
  • "Un fallimento del pane durante l'anno 536 dC"- The Annals of Ulster

  • "Un fallimento di pane a partire dagli anni 536-539 dC"- The Annals of Inisfallen




Ulteriori fenomeni sono stati segnalati da una serie di fonti indipendenti contemporanee:
  • Basse temperature e neve durante l'estate in Cina, con rinvio della vendemmia e perdita dei raccolti.

  • "Una fitta nebbia secca" in Medio Oriente,  Cina e in Europa

  • Siccità in Perù.



Gli studi in merito son stati molteplici, tutti con una raccolta di ampie prove scientifiche che hanno testimoniato la veridicità delle cronache storiche dell'epoca. 
Uno degli studi più completio in merito è stato prodotto da:
L. B. Larsen
Centre for Ice and Climate, Niels Bohr Institute, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark
B. M. Vinther
Centre for Ice and Climate, Niels Bohr Institute, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark
Climatic Research Unit, School of Environmental Sciences, University of East Anglia, Norwich, U. K.
K. R. Briffa
Climatic Research Unit, School of Environmental Sciences, University of East Anglia, Norwich, U. K.
T. M. Melvin
Climatic Research Unit, School of Environmental Sciences, University of East Anglia, Norwich, U. K.
H. B. Clausen
Centre for Ice and Climate, Niels Bohr Institute, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark
P. D. Jones
Climatic Research Unit, School of Environmental Sciences, University of East Anglia, Norwich, U. K.
M.-L. Siggaard-Andersen
Earth and Planetary Physics, Niels Bohr Institute, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark
C. U. Hammer
Earth and Planetary Physics, Niels Bohr Institute, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark
M. Eronen
Department of Geology, University of Helsinki, Helsinki, Finland
H. Grudd
Department of Physical Geography and Quaternary Geology, Stockholm University, Stockholm, Sweden
B. E. Gunnarson
Department of Physical Geography and Quaternary Geology, Stockholm University, Stockholm, Sweden
R. M. Hantemirov
Laboratory of Dendrochronology, Institute of Plant and Animal Ecology, Ural Branch of Russian Academy of Sciences, Ekaterinburg, Russia
M. M. Naurzbaev
Dendroecology Department, Sukachev Institute of Forest, Siberian Branch of Russian Academy of Sciences, Krasnoyarsk, Russia
Siberian Federal University, Krasnoyarsk, Russia



e approvato per la pubblicazione sulla GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS, VOL. 35, L04708, 5 PP., 2008 - doi:10.1029/2007GL032450


Hanno affermato che:
Le prove dai carotaggi di ghiacco dei depositi di solfato in Groenlandia e dell'Antartico indicano un sostanziale ed esteso velo atmosferico di polvere silicea per gli anni 533-534 dC ± 2 anni. Questa è stata probabilmente prodotta da una esplosione di grandi dimensioni, come una eruzione vulcanica equatoriale, che ha causato una attenuazione diffusa e ha contribuito al raffreddamento brusco in gran parte dell'emisfero settentrionale noto da documenti storici e dati degli anelli degli alberi per l'anno 536. I dati degli anelli degli alberi suggeriscono che questo è stato il più grave e prolungato episodio di raffreddamento di breve durata dell'emisfero settentrionale negli ultimi due millenni, superando anche la severità del periodo di freddo dopo l'eruzione del Tambora nel 1815.






Nella tabella in alto, viene mostrata l'evidenza dell'anomalia nella cronologia degli anelli di albero per la data indicata (Figura 1)




Evidenze in Groenlandia
La severità del raffrescamento estivo in vaste aree dell'emisfero settentrionale nel 536 è evidente nella bassa crescita mostrata in una serie di lunghi anelli della cronologia degli alberi in luoghi umidi e relativamente freschi a alte latitudini o altitudini elevate nel Nord e Centro della Svezia, della Finlandia, della Russia e dell'Austria (Tabella 1). Questi dati mostrano una ridottisssima crescita degli alberi  in questo periodo.




Qui di seguito invece ecco le misurazioni delle impurità chimiche in tre carotaggi di ghiaccio della Groenlandia: Dye-3, GRIP e NGRIP. 




Queste misurazioni rivelano una sottostima del segnale di acidità accoppiato, che è coerente con una causa vulcanica per l'evento dell'anno 536 d.C. (Figura 2b). Questo deposito di SO 4 2  è stato datato per il 533-534 ±2 negli strati nel Dye-3, GRIP e NGRIP avvenuti contemporaneamente [Vinther et al. , 2006]. Questa datazione è inoltre ancorata alla datazione del 79 dC in cui avvenne l'Eruzione del Vesuvio. La datazione 533-534 ± 2 SO 4 2 è preceduta da un deposito più grande datato 529 ± 2 (Figura 2b). Questo  deposito SO 4 2 potrebbe essere stato causato nel VI secolo dall'eruzione dell'Haruna (VEI = 5) in Giappone [Soda , 1996] e il suo modello SO 4 2 mostra sorprendenti somiglianze a quello derivante da due eruzioni  giapponesi del XVII (Figura 2c). Se la ragione della somiglianza è poco conosciuta, è interessante che le prove archeologiche suggeriscono fortemente che l'eruzione dell'Haruna ha avuto luogo all'inizio dell'state [Soda , 1996], cioè quasi nello stesso periodo delle due eruzioni vulcaniche giapponesi mostrate nella Figura 2c (le estati sono indicati con ''S'' in Figura 2). E' quindi ipotizzabile che i grandi modelli atmosferici  stagionali potrebbero produrre simili depositi quando avvengono eruzioni nello stesso periodo dell'anno.
Il deposito 533/34 ± 2 e del 1815 di Tambora mostrano anche alcune somiglianze con Dye-3 che hanno un inizio di picco più ampio con NGRIP SO42À (Figures 2a and 2b) [Clausen et al., 1997;
Langway et al. , 1995]. Un'altra somiglianza impressionante tra Tambora e le 533-534±2 è la loro distribuzione spaziale in tutta la Groenlandia. In entrambi i casi il Dye-3 SO 4 2 di carico (misurato in kg H 2 SO 4 per km 2 ) è 40-50% più grande del SO 4 2 À a carico GRIP / NGRIP (Tabella 3). Ciò è coerente con i modelli del un fallout radioattivo rilasciato a bassa latitudine ( $ 11 ° N) dalla bomba termonucleare nei primi anni del 1950 [Clausen e Hammer , 1988]. Per l'evento 529 ± 2 il Dye-3 SO 4 2, il carico è della stessa entità di GRIP e di NGRIP, indicando una fontissima eruzione  più a Nord[ Clausen e Hammer , 1988], dando le prove della reale di una eruzione per le medio-alte latitudini come causa più probabile del deposito SO 529 4 2 ±2 .





Evidenze anche in Antartide
I ricercatori hanno supposto che se il deposito del 533-534 ± 2 SO 4 2  trae origine da una eruzione tropicale, un deposito simile doveva essere rilevabile anche nei carotaggi di ghiaccio antartico. +


Fino a pochi anni fa l'incertezza nella datazione dei carotaggi di ghiaccio antartico oltre i 1500 anni indietro nel tempo era di circa il 5% o più [Cole-Dai et al. , 2000; et al. Steig , 2000; Taylor et al . , 2004], che è circa ± 70 anni per il 536. Tra le recenti iniziative per migliorare la datazione e quantificare meglio i valori della SO 4 2,  una nuova cronologia della SO 4 2 À ha assunto una incertezza di appena l'1% [Traufetter et al. , 2004] che ha rivelato un deposito di SO 4 2 intorno al 542 ± 17 (Tabella 3). Il deposito è stato rilevato in tre campioni di ghiaccio superficiale prelevati dalla Dronning Maud [ et al Traufetter. , 2004], dalla EPICA DML e dalla EPICA Dome C [ Severi et al. , 2007].


Da qui si può ipotizzare che l'evento del 536 può essere collegato ai depositi di SO 4 2 in entrambi gli emisferi, se si accetta la leggera imperferfezione dei carotaggi di ghiaccio antartico. Una datazione perfetta richiederebbe di spostare di 6 anni indietro nel tempo per l'Antartide e 2-3 anni avanti nel tempo per quella della Grienlandia. [...] Tuttavia è molto difficile credere che questo perfetto accordo vicino tra le analisi della Groenlandia e dell'Antartico sia casuale vista l'attuale analisi in queste carote di ghiaccio. Pertanto, i dati forniscono per entrambi gli emisferi una indicazione coerente di una eruzione vulcanica equatoriale come la probabile causa la maggior parte delle polveri del 536.




I dati dei carotaggi di ghiaccio della Groenlandia suggeriscono che l'eruzione associata al velo di polvere del 536 ha valori del 40% più alti di SO 4 2 rispetto all'eruzione del Tambora, mentre i carotaggi di ghiaccio antartico suggeriscono un deposito di circa il 15% più piccolo rispetto a quello di Tambora. Tuttavia, l'incertezza dell'Antartico nei depositì di SO 4 2 è troppo grande per offrire conclusioni definitive. Il fatto che il velo del 536 si associa con il 40% in Groenlandia rispetto all'eruzione del Tambora 1del 815 è in accordo con le osservazioni storiche provenienti dall'Europa, Cina e Mesopotamia che testimoniano per l'anno 536 un velo di polvere più grave e prolungato con un conseguente oscuramento maggiore rispetto all'eruzione del Tambora [ STOTHERS , 1984].



Se un'eruzione equatoriale è coerente con i veli di polvere osservata e la rapida crisi climatica del 536, non è chiaro in quale misura l'eruzione abbia contribuito direttamente alla natura prolungata della crescita apparente anomalia che si vede in Figura 1. La variabilità generale della temperatura nella figura 1 indica che la variabilità del clima potrebbe anche aver contribuito alla persistenza della crescita anomalia. Gli eventi del 567-568 ± 2 e il 674-675 ± 2 apparentemente non hanno causato un marcato impatto sulla crescita degli alberi NH, a causa della grandezza più piccola di questi eventi (il valore dei depositi di SO 4 2 è del 10–30% più piccolo rispetto al deposito dell'eruzione del Tambora). 


Il miglioramento della datazione dei carotaggi di ghiaccio da entrambi gli emisferi ci permettono di concludere che un'eruzione vulcanica di grandezza più ampia di quella del Tambora ha causato il velo di polvere del 536. Ciò sottolinea l'importanza delle analisi congiunte delle sezioni dagli alberi e delle registrazioni nei carotaggi di ghiaccio per la ricostruzione degli eventi di vulcanesimo del passato.


La scoperta dei crateri australiani

Le ricerche del dottor Abbott dell'American Geophysical hanno suggerito una teoria alternativa per spiegare questi valori di acidità nei carotaggi antartici e groenlandesi. Grazie alle misurazioni satellitari del livello del mare sono stati evienziati due crateri a circa 11 e 7,4 miglia al largo delle coste Australiane.



Secondo il National Geographic, che condusse un'analisi della costa, le grandi dune a forma di V lungo la costa, sarebbero la prova di un grande tsunami innescato da un gigantesco impatto.

Il Dr. Abbott ha calcolato che l'oggetto doveva essere stato di 2.000 m di diametro. Ha anche scoperto che i campioni nella zona hanno rivelato materiale che potrebbe essere stato fuso e poi schizzato verso il cielo.

Questo evento potrebbe spiegare in modo più sensato gli studi dell'anomalia climatica dell'anno 536 d.C.


La svolta dei fatti


Gli scienziati hanno trovato le prove dell'impatto di un enorme meteorite. Le interconnessioni con le altre prove hanno rivelato uno scenario drammatico: sembra che la catastrofe sia durata dieci anni, innescata da almeno due fenomeni mostruosi naturali, secondo quanto hanno dichiarato gli scienziati in occasione della riunione autunnale dell'American Geophysical Union (AGU) a San Francisco.



Ad innescare il raffreddamento del clima pluriennale sarebbe stata come già spiegato nello studio precedente una enorme nuvola di polveri creata dall'impatto. Un meteorite, avrebbe dovuto essere almeno 300 metri di spessore per causare tale fenomeno. Di recente, i ricercatori hanno scoperto nei fondali marini al largo della costa australiana nel Golfo di Carpentaria un cratere meteorico di circa 600 metri di diametro. Dallas Abbott, Dee Breger, e altri geologi della Columbia University negli Stati Uniti hanno hanno datato le tracce del meteorite, nel letto del mare al largo di Australia, già confermato poi dai carotaggi in Antartide e in Groenlandia. Il meteorite, secondo l'AGU, è pertanto il responsabile della grande catastrofe del 539 dC.


La prova del disastro climatico medievale come abbiamo già detto nella prima parte dell'articolo, i ricercatori le conoscono da tempo.
Grandi eruzioni vulcaniche hanno lasciato le loro tracce in tutto il mondo ma per una catastrofe globale di tale portata occorreva trovare prove ancora più devastanti.
Le tracce recentemente scoperte del  meteorite potrebbero mettere insieme i pezzi del puzzle. I buchi nel fondale marino nei pressi del cratere avrebbero favorito uno spostamento dei frammenti di meteorite e secondo Dallas Abbott l'unico responsabile imputabile è un meteorite.
L'oceanografo Mike Baillie della Queen's University di Belfast in Irlanda del Nord ha detto che cisono state calamità naturali. La sua ipotesi è coerente con gli anelli degli alberi e delle fonti storiche che indicano i periodi di siccità a metà del 540.
Probabilmente vi fu una grande eruzione vulcanica, seguita da un impatto meteoritico, ha detto Mike Baillie. Per un decennio, il mondo fu avvolto in nuvola di polvere, tale da essere paragonabile ad un fallout nucleare di portata inimmaginabile.






A cura di Arthur McPaul



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