ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


sabato 31 ottobre 2009

L'ARTICO TORMENTATO DA SCIENZIATI E GIORNALISTI

di Alessio Grosso



I quotidiani paladini di un certo ambientalismo non perdono occasione per trovare notizie che confermino tutta la "bontà" della loro ideologia.
Il Polo Nord sarebbe nel caos più totale. La temperatura del permafrost sarebbe salita di 2 gradi in 35 anni, di cui uno solo negli ultimi 5 anni. In realtà Jane Lubchenco del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) presentando l'Artic Report Card, ossia lo stato dell'ambiente artico del 2009, sperava di poter sparare a zero anche su questa estate 2009, invece i dati, anzi diremmo i ghiacci, l'hanno tradita, perchè è andata meglio degli ultimi 2 anni, e loro questo proprio non se l'aspettavano.
La Lubchenco identifica nel Polo uno degli "hot spot" del Global Warming, anche se il Mediterraneo, a detta del CNR, gli tiene testa baldanzoso. Ma tormentarci con i ghiacci ormai semi-fusi non basta, ora si passa anche ai venti, conseguenza peraltro abbastanza normale se si modifica un regime termico, ma qui tutto deve essere fatto passare per eccezionale.
"Negli ultimi anni infatti, si è creata una anomala alta pressione sul lato artico che si affaccia al Nord America e una bassa pressione verso l'area euroasiatica. Il tutto certamente connesso con la mancanza di ghiacci durante il periodo estivo. Nella complessa evoluzione meteorologica dell'artico ciò determina la formazione di venti più prolungati che soffiano da sud verso nord, i quali incrementano il trasporto di calore sull'Oceano Artico".
E' uno dei classici meccanismi di feedback, o meglio sarebbe parlare di "circoli viziosi", è chiaro che se alzo la temperatura al mio frigorifero, prima o poi a quello che contiene qualcosa succede, ma nulla si distrugge, tutto piuttosto si trasforma. Poi ecco la crociata animalista: moria di renne e caribù, anche se per fortuna poi si aggiunge che "il fenomeno era in atto da tempo". Commovente l'apprensione degli scienziati per la vita marina, con chiaro invito a stanziare nuovi fondi per studiare di più e meglio (...)"in quanto si hanno pochi dati a disposizione per capire se le comunità di animali siano diminuite o si siano spostate".
Quella del controllo globale su tutte le specie viventi è davvero un'ossessione per gli scienziati. Pensate a quanti investimenti inutili per studiare animali che non hanno nessuna voglia di farsi analizzare dall'uomo e che da sempre cercano e per sempre cercheranno di adattarsi ad ogni tipo di clima, indipendentemente dalla nostra presenza in qualità di spioni.
Poi si passa ad elencare la diminuzione dei ghiacci groenlandesi "quasi 1.000 km quadrati quelli persi dal 2000 ad oggi" si sentenzia. Gli uni e gli altri si danno manforte. Allora ecco un altro studio, frutto di dati provenienti da sedimentazioni lacustri, carotaggi nei ghiacci groenlandesi e analisi dendrocronologiche.
Obiettivo monitorare a ritroso fino a mille anni la temperatura nell'area. I risultati naturalmente non possono essere che clamorosi: dalla nascita di Cristo l'area polare si è raffreddata di 0.22°C per millennio sino ad oggi.
Alla simulazione è stato imposto un forcing astronomico che contemplasse una progressiva riduzione della radiazione diretta estiva. La cosa divertente è che il raffreddamento sarebbe ancora in corso perchè di sole lassù ne arriva sempre meno, eppure fa caldo, sempre più caldo. COME MAI, viene da chiedersi. Che domanda idiota. Ma è ovvio no: è tutta colpa dell'uomo con i suoi gas serra.
In altre parole con le nostre attività avremmo frenato, tamponato, inibito, interrotto una nuova era glaciale. Bel colpo verrebbe da dire, e mentre milioni di persone che amano il caldo gioiscono, compresi gli Scandinavi, invece ci dicono che è una delle maggiori porcherie che potevamo commettere, condannandoci senza appello e senza nemmeno un regolare processo.
Non solo invece, come ben sapete, ci sono dei fortissimi dubbi su questo famigerato ruolo antropico nel GW, ma sempre di più i periodi caldi del passato, anche molto più caldi di quelli odierni, vengono nascosti all'occhio della stampa e dei suoi lettori, questa si è una vera porcheria.
Di fronte a questa forzatura ambientalista, viene spontaneo darvi un consiglio: meglio non leggere, si vive meglio.

Fonte:http://meteolive.leonardo.it/meteolive-notizia-28659-lartico_tormentato_da_scienziati_e_giornalisti.html

CORRELAZIONE ATTIVITA' SOLARE E CATENA SISMICA-17-20 APRILE 2006


Quando avvenne l'esplusione di materia indicata nel cerchio si formò una sorta di "piccola" onda di plasma che investì l'emisfero nord della nostra stella.
Quattro giorni dopo avvenne una forte catena sismica che per i due giorni successivi colpì la Russia e la Siberia e altre aree con terremoti di forte intensità.
La prova che a produrre tali terremoti siano stati gli eventi indicati nella foto stà nel fatto che il plasma solare durante le tempeste magnetiche viene reindirizzato ai poli dallo stesso campo magnetico terrestre il che starebbe a spiegare il perchè proprio le aree più a nord sembrano esserne maggiormente influenzate dai campi magnetici ed elettromagnetici delle tempeste solari.

Ecco la lista di terremoti avvenuti in quei giorni:

2006-04-21 11:19:51.2 61.34 N 168.17 E 30 mb 5.2 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 12:35

2006-04-21 11:14:12.2 61.49 N 167.41 E 2 mb 6.0 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 11:33

2006-04-21 09:46:13.6 30.40 N 94.83 E 40 mb 4.9 XIZANG 2006-04-21 11:09

2006-04-21 08:57:35.9 60.64 N 165.87 E 40 mb 4.6 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 11:04

2006-04-21 08:56:31.4 45.81 N 3.01 E 10 ML 2.3 FRANCE 2006-04-21 09:04

2006-04-21 07:49:43.0 37.63 N 20.81 E 10 ML 4.0 IONIAN SEA 2006-04-21 09:01

2006-04-21 07:40:02.7 61.01 N 166.89 E 10 mb 5.1 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 08:53

2006-04-21 07:32:24.9 61.58 N 167.58 E 30 mb 4.7 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 08:49

2006-04-21 04:32:42.1 60.62 N 165.85 E 10 mb 6.3 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 05:27

2006-04-21 03:41:50.0 60.91 N 165.81 E 2 mb 4.9 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 05:20

2006-04-21 03:26:35.7 36.77 N 27.39 E 9 MD 3.1 DODECANESE ISLANDS, GREECE 2006-04-21 03:48

2006-04-21 03:05:10.8 61.03 N 167.44 E 10 mb 4.8 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 06:28

2006-04-21 02:43:46.3 60.99 N 166.81 E 10 mb 4.7 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 06:29

2006-04-21 02:33:43.6 61.07 N 167.27 E 10 mb 5.2 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 05:18
2006-04-21 02:26:55.4 39.45 N 33.15 E 5 MD 2.9 TURKEY 2006-04-21 02:41

2006-04-21 01:53:32.5 60.83 N 166.00 E 10 mb 4.9 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 05:44

2006-04-21 01:46:52.7 37.02 N 28.26 E 29 MD 2.9 TURKEY 2006-04-21 02:19

2006-04-21 01:44:10.1 60.72 N 166.08 E 34 mb 5.1 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 05:14

2006-04-21 01:30:09.0 60.83 N 165.94 E 60 mb 4.9 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 05:07

2006-04-21 01:12:10.1 60.63 N 165.68 E 40 mb 4.6 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 11:38

2006-04-21 01:08:25.0 37.20 N 22.46 E ML 3.4 SOUTHERN GREECE 2006-04-21 01:16

2006-04-21 00:57:48.0 37.76 N 20.98 E ML 3.0 IONIAN SEA 2006-04-21 01:04

2006-04-21 00:55:13.2 46.29 N 13.58 E ML 2.0 AUSTRIA 2006-04-21 07:13

2006-04-21 00:51:12.2 61.17 N 167.06 E 40 mb 5.4 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 01:36

2006-04-21 00:42:00.6 61.58 N 167.52 E 49 M 4.5 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 07:42

2006-04-21 00:39:45.5 61.67 N 167.36 E 10 G M 4.5 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 07:54

2006-04-21 00:32:36.0 61.03 N 166.44 E 60 mb 5.1 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 01:32

2006-04-21 00:28:57.5 61.54 N 167.81 E 40 mb 5.0 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 05:02

2006-04-21 00:16:57.7 36.99 N 28.26 E 4 MD 3.3 DODECANESE ISLANDS, GREECE 2006-04-21 00:37

2006-04-21 00:06:11.2 61.00 N 167.56 E 10 mb 5.1 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 01:27

2006-04-20 23:38:47.9 61.26 N 167.68 E 30 mb 5.5 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-21 01:24

2006-04-20 23:25:02.8 61.10 N 167.20 E 40 Mw 7.7 EASTERN SIBERIA, RUSSIA 2006-04-20 23:56


A voi le conclusioni.
Alex

Fonte:http://xmx.forumcommunity.net/?t=23078

IL VULCANO DI PANAREA E' ATTIVO




«Si deforma» con variazioni di «alcuni millimetri»
L’area vulcanica di Panarea sembrava spenta ma le rivelazioni oggi sono una conferma, dopo gli eventi del 2002, che invece è ben attiva. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, infatti, riferisce che il vulcano Panarea «si deforma» con variazioni di «alcuni millimetri» l’anno in senso orizzontale e verticale, ma è già dal 2002 che gli scienziati hanno verificato che il vulcano che sembrava tranquillo non era affatto spento. Anzi era vivo e vegeto. E così hanno dato inizio ad un intenso monitoraggio, rilevazioni che oggi dicono addirittura che il vulcano non solo è attivo ma addirittura si muove, deformandosi. Fino al 2002, Panarea era infatti classificato come «non attivo» dagli scienziati, ma nella notte tra il 2 e 3 novembre un improvviso evento di degassamento ha cambiato il gioco. Tanto che, se gli scienziati dell’Ingv tengono a sottolineare che quelle rilevate oggi sono deformazioni «piccole» e «non destano preoccupazioni» per la sicurezza dell’isola, al tempo stesso non possono escludere che, come per «tutte le aree vulcaniche attive», si «possano verificare deformazioni del suolo di maggiore entità nei periodi vicini ad aumenti dell’attività esalativa».

Il complesso vulcanico costituito dall’isola di Panarea e dagli isolotti adiacenti, si è evoluto attraverso vari stadi di attività dando luogo ad una struttura, sviluppata in massima parte al di sotto del livello del mare, estesa per 460 chilometri quadrati e con un diametro di circa 23 chilometri. In quella notte del novembre 2002, dopo un piccolo sciame sismico di bassa magnitudo rilevato solo dal sismografo installato sull’isola di Panarea, i ricercatori si sono accorti che l’area vulcanica era ancora ben attiva. Quella notte del 2002, si verificò, ricorda l’Ingv, «un’intensa attività di degassamento in prossimità degli isolotti di Lisca Bianca e Bottaro. L’attività esalativa ha avuto inizio con 5 zone di forte emissione gassosa a profondità variabili da 8 fino a circa 30 metri. L’emissione di gas è stata così intensa che l’odore di acido solfidrico (H2S) era percettibile a grandi distanze». «L’effetto visibile il giorno dopo -ricordano ancora gli scienziati- era il ribollire dell’acqua di mare in prossimità dell’isolotto di Bottaro, che rimuoveva un’enorme quantità di sedimento evidenziato dalla scia biancastra trascinata via dalla corrente». «Il cratere che si era formato, di 20metri per 10 e profondo 7metri, emetteva -proseguono gli esperti dell’Ingv- un’enorme quantità di gas, stimata in alcuni milioni di metri cubi al giorno, qualche centinaio di volte superiore al normale regime di degassamento di tutta l’area sommersa tra gli isolotti ad Est di Panarea. Ed il gas emesso era tiepido e non aveva modificato la temperatura dell’acqua di mare circostante».

Ma oltre al cratere, ricordano ancora gli scienziati dell’Ingv, «si aprirono fratture sul fondo tra Bottaro e Lisca Bianca emettendo quantità crescenti di gas e in qualche caso anche acqua calda. L’estendersi in lunghezza delle fratture è proseguito, lentamente, per alcune settimane». Gli scienziati hanno eseguito immediatamente «profili verticali di temperatura per stabilire »se fosse emesso solo gas o anche altri fluidi idrotermali«. «Le temperature misurate, mostrando valori costanti dalla superficie fine al fondo, hanno permesso di stabilire subito -spiegano dall’Ingv- che l’attività era essenzialmente di degassamento in assenza di fluidi caldi, anche se piccole quantità di acqua termale risalivano assieme al gas».
«La causa dell’attività idrotermale sottomarina -affermano i ricercatori- sembra essere tettonica, cioè legata al movimento di strutture, dette faglie, che hanno condizionato la nascita e l’evoluzione di tutti i vulcani dell’arcipelago eoliano». Ma anche altri elementi hanno messo gli scienziati sulla strada di controllare il rischio nell’area. «La presenza dei resti di una villa romana sulla falesia delle coste meridionali dell’isolotto di Basiluzzo, la presenza di un molo romano sommerso a Basiluzzo e delle strutture murarie tra gli isolotti di fronte Panarea testimoniano -affermano gli esperti- un’intensa attività vulcano-tettonica più recente di 2500 anni». «L’intensa ed inusuale attività di degassamento avvenuta al largo di Panarea, trova poi -concludono i ricercatori- riscontri in tempi storici recenti nelle descrizioni dei viaggiatori che visitarono le Eolie tra il 700 e l’800. Le descrizioni, infatti, riportano alla mente fenomeni di degassamento sottomarino molto più simili a quelli del 2002-2003 e ancora oggi in corso, che a quelli osservati e studiati durante gli anni 80 e 90».

Fonte:http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200910articoli/48859girata.asp

LE MENZOGNE DI SCIENTOLOGY E L’OMOFOBIA DELLA SETTA, SECONDO LE DICHIARAZIONI DI HAGGIS.

Lo scrittore/regista Paul Haggis, premio Oscar nel 2006 per la miglior sceneggiatura originale con il film “Crash” e noto anche per aver scritto le sceneggiature di film come, “Million dollar baby”, “Quantun of Solace”, “Lettere da Iwo Jima” e altri, ha lasciato la Chiesa di Scientology.

Con una mossa sorprendente, Haggis ha scritto una lettera nella quale spiega la sua uscita da Scientology a Tommy Davis, che guida il centro religioso frequentato da Haggis. Tommy Davis è figlio dell’attrice scientologist Anne Archer. La veridicità della lettera è stata confermata da un amico di Haggis.

Due cose sembrano aver fatto traboccare il vaso per Haggis. La prima è il sostegno di Scientology alla “Proposition 8″ in California per mettere al bando le nozze tra persone dello stesso sesso e fortemente sostenuto da Scientology, che ancora una volta aveva dimostrato il proprio disprezzo e razzismo nei confronti della comunità omosessuale.

L’altra è di carattere più personale. Forse molti sanno che Haggis e sua moglie, l’attrice Deborah Rennard, sono entrati in Scientology grazie ai genitori di lei. Ad un certo punto, alla Rennard è stato ordinato di rompere con i genitori e di non avere più nulla a che fare con loro in quanto rei di aver violato alcuni dei dogmi della setta. Questa situazione difficile e straziante alla fine si è conclusa con l’uscita dei coniugi Haggis dalla setta.

Haggis attualmente sta girando “The Next Three Days” con Russell Crowe, Liam Neeson, e un altro ex scientologista, Jason Beghe.

Un duro colpo per la setta dove “pagare, per credere” è l’unico vero comandamento che gli adepti devono seguire.
Di seguito la traduzione della lettera che Haggis ha inviato a Tommy Davis.

Tommy,
come sai, per dieci mesi ho scritto per chiederti di fare una dichiarazione pubblica denunciando i comportamenti della Chiesa di Scientology di San Diego (Nota: Scientology si definisce “Chiesa”). La loro sponsorizzazione pubblica della Proposition 8, una legge piena d’odio che è riuscita a negare i diritti civili alla comunità gay della California – diritti che sono stati concessi loro dalla Corte Suprema – ci fa vergognare.
Ho chiamato e scritto e ti ho implorato, in qualità di portavoce ufficiale della chiesa, di condannare tali comportamenti. Ti ho detto che non potrei, in tutta coscienza, essere membro di un’organizzazione nella quale il “gay-bashing” viene tollerato.
Nella nostra conversazione alla fine di ottobre dello scorso anno, mi hai detto che eri inorridito e che saresti andato a fondo nella vicenda. Hai promesso di agire. Sono trascorsi dieci mesi. Nulla è stato fatto. Il meglio che hai offerto è stato un debole e attentamente studiato comunicato stampa, che elogiava la chiesa per la difesa dei diritti umani, senza però attribuirle alcuna responsabilità (Nota: in merito alla posizione di Scientology sull’omosessualità). Anche questo comuinicato, hai deciso di non pubblicarlo.
Il rifiuto della Chiesa di denunciare l’azione di questi bigotti, (Nota: riferito a chi ha appoggiato la “proposition 8″) ipocriti e omofobi è vile. Non riesco a definire questo comportamento in un altro modo.
Chi tace accosente, Tommy. Mi rifiuto di tacere.
Mi sono unito alla Chiesa di Scientology trentacinque anni fa.
Durante i miei primi venti e trent’anni ho studiato e ricevuto una grande quantità insegnamenti. Non sono un membro attivo per molti anni, ma trovo molto utili questi insegnamenti, che sono ancora validi nella mia vita quotidiana. Non ho mai preteso di essere il migliore scientologist, ma ho apertamente ed energicamente difeso la Chiesa, ogni volta che è stata criticata, come ho criticato aspramente contro il tipo di intolleranza che credevo fosse diretta nei suoi confronti. Sono stato in disaccordo, ma ho affrontato sempre i problemi rivolgendomi all’interno dell’organizzazione.
Ho visto l’organizzazione, nel suo peggio, in un crescendo di dolore e problemi, vivendo tutto come un perdente.
Diverse settimane fa, ero sono giunto al punto nel quale non sapevo più cosa pensare.
Hai permesso che il nostro nome (Nota: riferito a Scientology) fosse associato ai peggiori elementi della Destra Cristiana. Al fine di contenere un potenziale “PR flap” hai permesso ai nostri la sponsorizzazione della Proposition 8 appongiandola. Nonostante tutte le parole della Chiesa in merito alla difesa della libertà e dei diritti umani, il suo nome è ora , mediante un intervista resa pubblica, accanto a coloro che promuovono, bigottismo e intolleranza, omofobia e paura.
Che la Chiesa Mormone ha richiamato tutti “alle armi”, e nessuno se ne è accorto, non importa (Nota: Haggis si riferisce alla “chiamata” della Chiesa Mormone rivolta alle altre confessioni per far fronte compatto e sponsorizzare la “proposition 8″). Io me ne sono accorto. Mi sono sentito male. Mi chiedevo poteva la Chiesa, coscientemente, attraverso l’azione di pochi e poi mediante la sua leadership, sostenere un progetto di legge che nega ad un gruppo i suoi diritti civili.
Questo era il mio stato d’animo quando mentre facevo una ricerca online casualmente ho trovato una clip contenente una tua intervista alla CNN. Nell’intervista che forse è durata dieci minuti c’eri solo tu e il giornalista. In essa ho visto che hai negato la “policy of disconnection” della Chiesa (Nota: Haggis si riferisce alla “politica di disconnessione” che Scientology richiede ai propri membri. Quando un adepto di Scientology ha dei problemi nella vita di tutti i giorni, viene inviato a colloquio con un Ufficiale di Etica, il quale l’aiutare a scoprire la persona o le persone causa dei problemi. I problemi potrebbero essere causati da un parente, un capo ufficio, un collega di lavoro, un conoscente o chiunque altro che quindi è un antagonista. Il primo passo è scoprire chi sta provocando i problemi sperimentati. Il passo successivo consigliato dall’Ufficiale di Etica è “maneggiare” la situazione, cioè cercare di appianare o smussare con la comunicazione l’antagonismo. Se il maneggiamento ha esito negativo allora si passa alla “disconnessione”. A quel punto l’adepto di Scientology ha il dovere di disconnettere dalla fonte antagonista, troncando qualsiasi comunicazione.) Tu hai negato l’esistenza di tale policy.
Sono rimasto sconvolto. Sappiamo tutti che questa politica esiste. Non ho bisogno di effettuare delle ricerche. Basta che guardi alla mia situazione famigliare.
Ti potrei ricordare che mia moglie è stata condannata a disconnettersi dai suoi genitori, a causa di qualcosa di assolutamente banale che si suppone abbiano commesso 25 anni fa, quando si allontanarono dalla Chiesa. Sono una bella coppia che mai hanno proferito una parola negativa su Scientology a me o a chiunque altro conosco, definita come deliranti maniaci o nemici della Chiesa.
In realtà sono stati loro a introdurre mia moglie in Scientology.
Anche se ha provato una terribile sofferennza personale, mia moglie ha disconnesso con loro. Io mi sono rifiutato di farlo. Non sono mai stato bravo ad esguire gli ordini, soprattutto quando li trovo moralmente riprovevoli.
Per un anno e mezzo, nonostante le sue proteste (Nota: Deborah Rennard ha protestato internamente a Scientology senza rendere pubbliche le sue proteste), mia moglie non parla ai suoi genitori, ai quali erano state concesse solo poche visite al proprio nipote. E’ stato un periodo terribile.
Non è una storia antica, Tommy. E’ stato un anno fa.
Puoi trattare l’evento come se fosse una barzelletta? Puoi dichiarare pubblicamente che non è accaduto?
Vederti mentire così facilmente (Nota: riferito all’intervista), ho paura di domandarmi: su cosa altro mi hai mentito?
La grande maggioranza degli scientologist che conosco sono brave persone e sono realmente interessate a migliorare le condizioni di questo pianeta e aiutare gli altri. Non è mi è difficile immaginare che se sapessero quello che ora io so, anche loro sarebbero inorridite. Ora mi è chiaro come per me sia stato facile difendere la nostra organizzazione e respingere i critici, senza mai ascoltare le verità che proponevano, l’ho fatto per trentacinque anni. E così, dopo aver scritto questa lettera, sono pienamente consapevole del fatto che alcuni dei miei amici sceglieranno di prendere le distanze, o in alcuni di non lavorare con me.
Ascolterò sempre i loro appelli come i vostri. Tuttavia, sono finalmente arrivato alla conclusione che non posso più far parte di questo gruppo. Francamente, sono stanco di vedere che nessuno denuncia l’atteggiamento anti-gay della Chiesa, le indifendibili azioni e il silenzio di coloro che tollerare questo comportamento all’interno dell’organizzazione.
Mi vergogno solo che ho aspettato molti mesi prima di agire. Ho l’onore di rassegnare le dimissioni dalla Chiesa di Scientology.
Cordiali saluti,
Paul Haggis

Fonte:http://www.mondoraro.org/2009/10/27/paul-haggis-regista-premio-oscar-per-crash-ha-abbandonato-scientology/

LE RADICI LAICHE DELL’UNIONE EUROPEA

Fu molto forte il dibattito, almeno in Italia, durante la stesura del testo della Costituzione dell’Unione Europea, sulle radici cristiane che dovevano essere richiamate con forza nel testo, ma è così? L’Unione Europea che, con difficoltà unisce i popoli europei in vincoli legislativi strettissimi, molti hanno anche una comune moneta, e reso impensabile una guerra come è stato per secoli per questo territorio, tutto questo ha dunque come radice un religione ed il cristianesimo in particolare?
Come sempre occorre vedere al di là delle apparenze e vedere in profondità i fatti che ci sono innanzi, prima di tutto occorre fare una distinzione tra Europa un continente abitato da millenni e da vari popoli ed ha elaborato una cultura e una civiltà molto forte e l’Unione Europea l’aggregazione di questi popoli che da cinquant’anni, dopo il grande macello del conflitto mondiale, si sono associati tramite un patto giuridico vincolante per la cooperazione, collaborazione e sostegno comune. Quindi L’Unione Europea ha radici nello jus e nella lex espressioni del pensiero laico.
L’Europa in quanto aggregazione di popoli ha espresso nei secoli sue alte espressioni culturali, ma come tutte le aggregazioni umane la sua costruzione ha radici intrecciate, l’uomo è immerso in un flusso continuo di informazioni che elabora per vivere con migliori risultati e ciò avviene per i singoli, ma anche per i popoli e l’Europa, per la sua posizione centrale tra l’Asia e l’Africa, per il suo mare interno facilmente navigabile, ha assorbito influssi culturali da tantissime esperienze. E’ un processo sincretico che ha comportato, nel suo amalgamarsi le radici dell’Europa.
Il cristianesimo è una delle tante influenze culturali che hanno formato il climax europeo, cristianesimo che è a sua volta una costruzione sincretica di miti preesistenti nell’area mediterranea e mesopotamica – basta ricordare un classico come il discorso della montagna nei vangeli che non è altro che una preghiera babilonese di mille anni prima dei fatti narrati, chi conosce i caratteri cuneiformi può andare a British Museum nella sezione Babilonese e leggere la tavoletta di creta - e l’incontro con il logos greco, in particolare con la filosofia platonica.
Invece per l’Unione Europea, possiamo affermare che le sue radici sono fermamente laiche. Ma che cosa è la laicità? Essa è un concetto poliedrico. Normalmente questa figura si presenta come polemica contro il dogmatismo e le prese di posizioni dogmatiche. In realtà il laico è l’uomo che ha bisogno di sentire il parere di tutti perché è incerto sulla propria visione delle cose. E’ un uomo che socraticamente sa di non sapere.
Questo è dunque un uomo che si mette in discussione in modo dinamico e mette in discussione il proprio mondo. La mentalità laica fa emergere l’io, la propria soggettività e la correla a quella degli altri in definitiva con la società: soggettività e società i due parametri della democrazia, la laicità è la coscienza che ‘nessun uomo è un isola’ che tutti siamo legati a tutti gli altri, in quel gioco meraviglioso che è l‘esistenza.
Ma da dove nasce questa interpretazione dell’esistenza. Le sue radici sono nella Grecia classica con la sua rivoluzione del pensiero che chiamiamo filosofia. I duecento anni della rivoluzione culturale greca che cambiò il mondo umano, si può riassumere nel vedere sempre aldilà dell’apparente, cercare il logos in pratica la verità che genera il tutto. E’ questo un inebriante viaggio alla ricerca della verità che riempie e rafforza l’io ma che non giungerà mai alla fine. Max Weber dirà: chi viaggia verso la verità morirà sazio ma non stanco della vita.
Il periodo classico racchiuso nel binomio greco-romano fu essenzialmente laico. L’Impero Romano accettava tutte le religioni ma tutte dovevano rispettare le leggi che governavano lo stato. Si dice che gli ebrei e i cristiani si ribellarono ai romani poiché questi volevano imporre il culto dell’Imperatore; nulla di più falso. I romani volevano solo mettere una statua o un busto dell’imperatore dinnanzi ai templi per ribadire che la legge di Roma era defensor religio non per imporre una fede.
La laicità classica riluce in un atto imperale a cui i cristiani hanno dato molta importanza travisandolo è il cosiddetto Editto di Costantino. L’Editto è da attribuire a Licinio governatore della Bitinia ma fu fatto proprio da Costantino quando giunse al potere assoluto ed è conosciuto col suo nome.
Nell’Editto tra l’altro è scritto: ‘...di accordare ai cristiani e a tutti gli altri la libera facoltà di seguire la religione prescelta…e di non negare assolutamente a nessuno la facoltà di dedicare la sua mente al culto cristiano o a quella religione che senta più conforme a sé.
L’Editto pur riferendosi anzitutto ai cristiani, ribadiva e chiariva che anche a tutti gli è concessa la stessa facoltà di praticare liberamente il proprio culto ‘…perché non si ritenga che noi abbiamo recato menomazione a un qualsiasi culto o a una qualsiasi religione…’ esemplare esempio di laicità classica.
La crisi sociale, politica ed essenzialmente economica dell’Impero portò al prorompere dell’irrazionale, un chiudersi nel mytos, una fuga verso la metafisica, all’affermarsi delle religioni misteriche ( Mitra, Iside, Sette proto cristiane, adoratori del dio Sole – tra cui Costantino) , Religioni che mettono in diretta correlazione il divino con la vita dell’uomo (il dio che si fa uomo, che muore e risorge). E’ un modello protettivo che si forma, la vera vita non è quella che si vive ma quella che si vivrà dopo la morte è una fuga precipitosa dalla realtà. La soggettività è rivolta verso il mistero ultramondano.
Tra queste religioni emergerà il cristianesimo che cannibalizzerà, con un processo sincretico, le altre religioni. E una volta giunto al potere tramite i Lapsi, i faccendieri dell’Impero Romano, che erano il tratto di unione tra le classi di comando e il popolo, distruggerà con la violenza le altre forme di culto.
Nasce con il cristianesimo il dogmatismo. Un solo dio, un solo pensiero, una solo società. Il tutto guidato da una verità già data e immutabile e la ricerca del pensiero dovrò essere solo quella di far collimare la realtà con quella verità.
La laicità veniva declinando e il mytos cambiava il suo senso, per la religione pagana il mito suppliva il difetto di conoscenza, immaginando figure invece di dare pseudo interpretazioni e ciò che si imponevano erano in generale i rituali, cioè le celebrazioni pubbliche che indicavano partecipazione alla vita pubblica. I cristiani, in genere tutte le religioni misteriche, trasformarono il mito in verità, la verità in dogma e il dogma in un obbligo formale e sostanziale imposto a tutti con la forza del potere.
Tutto ciò fu ribadito violentemente dagli Editti dell’Imperatore Teodosio quello del 391 tra l’altro ordinava che vi è una sola religione chi non si adegua perderà i diritti civili, è altresì ordinata la spoliazione e distruzione dei templi delle altre credenza, l’8 novembre 392 con nuovo Editto viene inasprita la repressione sancendo la pena di morte a chi non si fa cristiano.
La laicità classica diventerà come un fiume carsico che si immerge per riaffiorare ogni tanto per affermarsi definitivamente con l’Unione Europea ma questo lo vedremo in seguito intanto alla fine dell’Impero Romano nasce il concetto dell’intolleranza che dominerà ed insanguinerà per secoli l’Europa.
Vi era una sola verità e occorreva uniformare tutto ad essa. Paradossalmente fu il massimo pensatore cristiano del medio evo che ruppe questo schema Tommaso d’Aquino (1225-1274) egli volendo trovare un accordo tra fede cristiana e la physis aristotelica divise il mondo divino ed il mondo umano, mondi che hanno così vita autonoma.
Il Dottore Angelico come venne chiamato dalla chiesa pose la distinzione tra teologia naturale e teologia rivelata, la prima proviene dall’attività della ragione e dall’esperienza sensibile; la seconda dalla fede, dalla grazia divina e dalle sacre scritture.
Ma questa divisione duale della teologia comporterà che quella naturale divenisse scienza/epistemologia – in seguito anche tecnologia – e da ciò sorgono una serie di scissioni come quella tra dio e il mondo, tra conoscenza e realtà e soprattutto tra fede e ragione .
Questo è in definitiva il rompere l’antica rassicurante utopia di un solo dio, di una sola fede, un solo pensiero, di un solo re, una sola società. Era la fine del pensiero unico e nasceva il Relativismo etico e culturale che avrebbe forgiato e dato sostanza in seguito alla democrazia europea.
Questa scissione sarà ben espressa dal borghese Dante nella Commedia, la realtà umana risplende nell’inferno, sentiamo a noi vicini la pochezza degli ignavi, sentiamo come nostra parte essenziale l’amore di Paolo e Francesca o la tensione alla ricerca d’Ulisse o ancora l’odio del conte Ugolino e il drammatico rammarico di Pier delle Vigne inversamente è lo stesso Dante che mette al di là dell’uomo lo splendore incomprensibile e difficilmente descrivibile del mondo divino che ha vita in se e per se.
Siamo nel periodo dell’affermazione della borghesia che ha ha bisogno della libertà e della cultura per commerciare. La chiesa combatterà con la scomunica la borghesia nascente. Ma la strada era aperta ed essa porterà allo splendore del Rinascimento che riscopre il libero pensiero del mondo classico.
La reazione sarà terribile con il tribunale dell’Inquisizione con i suoi roghi, la sua strage di donne accusate di stregoneria. Sotto queste spinte il cristianesimo si frantumava nascevano nuovo interpretazioni dottrinali e strutturali con il protestantesimo. Ma lo scontro fu feroce con feroci stragi come quella della notte di San Bartolomeo a Parigi del 1572 ove i cattolici trucidarono migliaia di protestanti ugonotti.
Comunque la borghesia, la scoperta di nuovi territori con altre culture e civiltà, nuove tecnologie come la stampa, che amplierà la scolarizzazione faranno emergere ancoro di più il concetto di laicità. Emergono figure come Giordano Bruno che sarà ammazzato su un rogo dalla chiesa cattolica il 14 febbraio 1600. Dopo otto anni di torture salì sul rogo per le sue teorie sulla soggettività come parte della società, sugli infiniti mondi in cielo e sulla terra e dunque non vi era nessuna centralità siamo tutti un centro e non vi sono differenza dunque tra gli uomini. Ma il suo crimine principale per il cardinale Bellarmino era quella di proclamare la libertà di pensiero.
Erano questi i tempi della Rivoluzione Astronomica con l’eliocentrismo di Copernico e Galileo e le leggi gravitazionali di Keplero, tutto questo poneva l’uomo non più in una assoluta centralità ma una dei tanti frammenti dell’universo.
I tempi erano cambiati come nell’Olanda che aveva beneficiato, diventando sempre più ricca, della diaspora degli Ebrei che era stati cacciati nel 1492 dalla Spagna della Cattolicissima Isabella di Castiglia nel 1585 nel trattato dell’Unione d’Utrecht all’art.13 è scritto ‘..ogni uomo deve restare libero nelle proprie scelte e non deve essere mai molestato o interrogato circa il suo culto divino’. E’ un totale capovolgimento dell’Editto di Teodosio.
In questa Olanda risplenderà la figura di Baruch Spinoza che nella sua Etica scrive l’uomo pensa cioè non vi è un pensiero unico ma ognuno pensa, ha la sua lettura della realtà e l’unica concordanza è la comune umanitas e l’appartenere alla natura – deus, sive natura – con le sue ineludibili leggi.
Il secolo del trionfo della laicità è stato il settecento con gli illuministi Voltairem Diderot, come il criticismo di Kant e gli empiristi inglesi Looke, Mill, Hume. Il fiume carsico del pensiero laico della classicità greco-romana stava per esplodere e questa esplosione fu la Rivoluzione Francese.
La Rivoluzione Francese 14 luglio 1789 –la grande rivoluzione dell’io iscritto nella società – ruppe tutti gli schemi, la soggettività umana non era più rivolta verso la metafisica ultramondana ma verso la società, la mediazione tre i cittadini non era la fede indimostrabile e granitica, non era la chiesa col suo rigido clero, ma la legge’astratta e generale’. Le conquiste furono la democrazia liberale, l’uguaglianza, la separazione tra stato e religioni, parità dei sessi, l’habemus corpus, secolarismo, cosmopolitismo.
La reazione non si fece attendere il romanticismo col suo nazionalismo e la ricerca metafisica dello spirito del mondo e della storia fece regredire la libertà. In nell’ottocento nasceva l’uomo che avrebbe dato un colpo definitivo alla metafisica Charles Darwin che con la sua Rivoluzione Biologica poneva l’uomo nell’alveo del processi naturali, egli aveva stabilità due leggi che scardinavano ogni finalismo ed ogni trascendenza, la natura evolve in base al caso e alla necessità, le due forze che plasmano tutto l’esistente.
Ormai la laicità aveva un suo peso nella società, la forza delle Rivoluzioni Concettuali aveva dato vita al movimento Liberale e Socialista due interpretazioni dei bisogni umani che dovranno incontrarsi. Ma da essi nasceranno anche forme irrazionali – il vecchio vizio degli uomini - come il Liberismo ed il Comunismo.
L’ultimo parossismo del romanticismo fu quello del ‘900 con il nazismo, il fascismo e i comunismo realizzato. Tutte e tre ideologie pregne del pensiero di Hegel che fa perno sull’idea di un incessante sviluppo dialettico e sul presupposto dell’identità tra reale e razionale. Lo storicismo dialettico si mutua in un determinismo economico e sociale astratto. Così i totalitarismi storici a sfondo umanistico, quelli di Stalin, Hitler, Franco, Mussolini sono eventi romantici: non sono eventi della ragione, sono eventi del sentimento. Sono mossi dalla fede, fanno leva sulla mozione degli affetti, sulla partecipazione emotiva, su quanto meno razionale vi è in circolazione.
In definitiva è l’escatologia cristiana che si situa sulla terra e non su un piano ultramondano mantenendo lo stesso schema composto da inizio palingenetico/rivoluzione (redenzione tramite cristo) sviluppo (salvezza) società migliore (paradiso). La storia cristiana ha un senso come queste filosofie.
Tutto ciò produrrà milioni di morti in guerra, lo scientifico e tecnologico massacro di ebrei, zingari e di tutti i diversi, come i milioni di morti nei Gulag di Stalin e tutto ciò mise in luce che solo la laicità poteva portare l’uomo alla pace, alla concordia, al progresso riemergevano le parole di Piero Gobetti (1901-1925) ‘La storia è creata dagli individui. Perciò l’individuo non deve perdersi in un sogno di fantastica trascendenza, di quietistica contemplazione, ma deve prendere coscienza della propria responsabilità’
Nell’Europa in preda alla violenza nazifascista un italiano Carlo Rosselli (1899-1937) inserisce il pensiero laico classico nel processo politico è la via è iscritta nel suo libro capolavoro ‘Socialismo Liberale’ ove il fine è il socialismo il metodo è quello del liberalismo un metodo che ha la democrazia e l’autogoverno dei cittadini come sua prassi.
In questo spirito di uomini che durante la guerra, relegati nell’isola di Ventotene, guidati da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi scrissero il Manifesto di Ventotene per l’Europa Libera ed Unita.
Essi scrivono come premessa:
La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il principio della libertà, secondo il quale l’uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita.
Ed è questo spirito laico che ha permesso la costruzione della nuova Europa libera e pacificata faro per tutti i popoli del mondo.
Le radici dell’Unione Europea sono laiche, ed è questa laicità che dobbiamo ribadire e difendere, oggi che venti contrari si alzano dalla stessa Europa e da tutti il mondo. Se vogliamo costruire un futuro di pace, se vogliamo affrontare i grandi temi che minacciano il futuro come i problemi ambientali, l’esplosione demografica, il processo migratorio, la povertà della maggioranza della popolazione del pianeta abbiamo bisogno di più Europa e di più laicità.


Fonte:http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1716&Itemid=99999999

venerdì 30 ottobre 2009

LA VULCANOLOGIA DEL CHAITEN

Ricordate questo vulcano risvegliatosi nel maggio del 2008 dopo un brillamento solare?
(CLICCA QUI)
Beh,pare che non abbia ancora intenzione di placarsi.


Un bel dibattito sulla vulcanologia del Chaiten










Il primo maggio del 2008 nessuno poteva pensare che quello che stava incominciando quel giorno sarebbe diventato uno degli eventi scientifici più seguiti almeno nei due anni successivi, questo anche grazie ad internet (altrimenti di questa eruzione si sarebbe saputo ben poco). Rimando al primo post che ho scritto in materia per riportare alla mente i primi dati sull'eruzione.
Da allora la situazione è rimasta più o meno costante. Non ci sono state (ancora?) le temute nubi ardenti ma la città omonima è ormai persa, sepolta sotto una coltre di cenere prodotta dall'eruzione e trasportata lì dal vento e dalle acque, come tutta la pianura circostante. Dispiace per i cittadini di Chaiten ma non oso pensare a cosa sarebbe successo se una eruzione del genere avesse avuto luogo in un'area più popolata.
Purtroppo la zona, dove piovono 5 metri di pioggia all'anno, è spesso coperta dalle nuvole e le osservazioni dirette sono molto difficili perchè avvicinarsi al vulcano è ovviamente troppo rischioso, visto il costante pericolo di nubi ardenti, lahar e collassi dei duomi. Quindi le notizie sono spesso frammentarie e ricavate indirettamente dai dati atmosferici e geofisici. Un parziale collasso di un duomo lavico lo abbiamo avuto davvero il 29 settembre 2009, 16 mesi dopo l'inizio dell'eruzione.
Oggi questo vulcano sale alla ribalta per una clamorosa questione scientifica: sembra che il magma riolitico del Chaiten abbia avuto una risalita insospettabilmente veloce per lave del genere. Il Dr. Jonathan Castro, ricercatore formatosi negli USA, attualmente in Francia e che prossimamente si trasferirà in Australia è stato così gentile da rispondere a delle domande che abbiamo potuto rivolgergli tramite Erik Klemetti di “Eruptions”. Ne è nato veramente un bel dibattito. Per chi lo volesse leggere integralmente, commenti compresi, questo è il link.
Tanto per far capire la differenza fra una lava basaltica e una lava riolitica, costruire una casa lungo le pendici di un vulcano basaltico comporta un grave rischio per la costruzione stessa (l'Etna in questo è un esempio classico).
Costruire una casa su un vulcano riolitico non comporta questo rischio, perchè la lava non raggiungerebbe mai la casa non riuscendo a scorrere: quella che fuoriesce dalla bocca rimane più o meno nella zona e si accumula fino a formare i cosiddetti “duomi vulcanici”. Ma proprio perchè la lava è molto viscosa, i vulcani riolitici sono pericolosissimi, in quanto non hanno colate laviche ma una vasta gamma di prodotti come tufi, nubi ardenti ed esplosioni capaci di distruggere l'intero edificio etc etc. Anzi, la maggior parte delle esplosioni sono da addebitarsi ai vulcani a magma riolitico. Quindi una casa su un vulcano riolitico è ad altissimo rischio, molto maggiore di una su un vulcano basaltico, nonostante il rischio di distruzione da colata lavica sia estremamente remoto.
Riassumo quanto ha detto Castro nell'articolo su Nature: i segni premonitori dell'eruzione sono stati pochi e soprattutto più tipici di una lava basaltica: appena 24 ore tra il tremore sismico e l'inizio dell'attività, in un vulcano quiescente da 9300 anni. È la prima volta che viene osservato un simile comportamento in un vulcano riolitico e quelli prodotti dal Chaiten sono i duomi lavici più grandi negli ultimi 200 anni. Però questa situazione mette in subbuglio i vulcanologi che fino ad oggi pensavano di avere più tempo per lanciare l'allarme in vulcani del genere. La cosa si riflette anche in Italia, con vulcani come Lipari o Vulcano, in cui gli scenari attualmente prospettati sarebbero quindi molto più lenti di quella che potrebbe essere la realtà.
Le indagini sui (pochi) cristalli contenuti nel magma hanno dimostrato che il primo magma eruttato nel maggio 2008 è risalito molto velocemente da una camera magmatica posta a circa 5 km di profondità: ogni profondità è contrassegnata, a causa della minore pressione che il magma incontra via via che sale, da modifiche nei bordi dei cristalli contenuti nel magma e quindi studiandoli si può stimare la permanenza del liquido a varie profondità.
La discussione è venuta molto bene perchè tutti coloro che hanno posto le domande sono quantomeno "persone informate sui fatti", non degli sprovveduti. Si comincia con le preoccupazioni per il supervulcano di Yellowstone: attualmente i piani si basano su un certo tempo di attesa fra l'inizio dei fenomeni premonitori e l'eruzione. Queste scoperte sul Chaiten cambiano la situazione? No, dice Casto, perchè questo quadro si può applicare, solo ad eruzioni minori che possono comunque avvenire anche nei supervulcani. E purtroppo non si può evincere una regola nuova da questo caso: troppo diverse sono le condizioni tettoniche, chimiche e termiche fra un vulcano ed un altro per dedurre una regola “generale”.
Ci siamo poi spostati sull'origine dell'eruzione. Innanzitutto il quadro strutturale del Chaiten è quello giusto per un vulcano “orogenico”: la placca oceanica che subduce è a circa 170 km di profondità: il valore “ideale” per un arco magmatico. La camera magmatica dovrebbe essere a circa 5 km di profondità, ma non ci sono indagini geofisiche per stabilirne esattamente forma e dimensioni. Si sa che non è in equilibrio chimico in quanto la composizione dei feldspati non è costante.
Non si sa se il magma sia venuto da grandi profondità e sia il risultato della differenziazione di un originale magma di composizione basaltica o andesitica (più bassa in silice) o altrimenti se sia il risultato della fusione parziale della crosta dovuta alla risalita di magmi molto caldi sottostanti (ipotesi questa ben fondata a proposito dei magmi toscani). Anche se non c'è una evidenza della seconda possibilità, è sicuro che i cristalli hanno subìto degli sforzi prima del loro coinvolgimento nel magma. Quanto prima di essere coinvolti nell'eruzione e perchè, al momento non è dato sapere, né si sa da quanto tempo il magma è nella camera. Una cosa è sicura: c'è un alto contenuto di acqua e questo può essere uno dei motivi fondamentali della bassa viscosità della lava del Chaiten. Un altro è la scarsissima quantità di cristalli solidi all'interno.
Sul futuro dell'eruzione si sa poco: l'attività è molto costante e la costruzione dei duomi prosegue. Potrebbero raggiungere dimensioni ragguardevoli: parecchi kilometri cubici (a meno che non collassino). Un comportamento un po' diverso da quello dei duomi “classici”: un vulcano rioliico di solito preferisce costruire una catena di piccoli duomi anziché pochi duomi grossi. Nonostante la on ci sono evidenze di uno spostamento di composizione fra le prime lave di un anno e mezzo fa e quelle attuali. Altra caratteristica particolare è la granulometria dei tufi, molto più fini di quelli che si trovano normalmente associati ad eruzioni del genere.
questo è quanto, per adesso, sul Chaiten e siamo qui ad aspettare che prima o poi l'eruzione si concluda.

Fonte:http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/un-bel-dibattito-sulla-vulcanologia-del.html

giovedì 29 ottobre 2009

PROVARE IL DOLORE DEGLI ALTRI



Provare il dolore degli altri è possibile: è una rete neuronale a collegarci

Il Giornale OnlineROMA (9 ottobre) - Provare il dolore altrui è possibile. Una rete neuronale ci mette in contatto con la sofferenza di un'altra persona ed empaticamente ci consente di sentire il male degli altri. Ricercatori italiani hanno scoperto che si tratta di una rete formata dai neuroni della corteccia sensoriale e di quella motoria. Solo quando queste due aree entrano in sincronia capiamo le sofferenze altrui. È la scoperta di Viviana Betti e Franca Tecchio dell'Ospedale Fatebenefratelli - Isola Tiberina, sotto la guida del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISTC), pubblicata sulla rivista Journal of Neuroscience.

I ricercatori hanno usato un magnetoencefalografo (MEG) per studiare l'attività del cervello di un gruppo di volontari mentre questi osservavano la mano di una persona che veniva punta in profondità da un ago. È emerso che la reazione del loro cervello è stata l'innescarsi di un canale di comunicazione tra i neuroni della corteccia sensoriale e di quella motoria. L'osservazione del dolore altrui fa aumentare l'accoppiamento tra le due regioni cerebrali nell'osservatore, concludono gli autori del lavoro, ad indicare che l'attività di reti funzionali più che di singole aree permette la risonanza empatica con l'altro.


Fonte:http://www.altrogiornale.org/news.php

L'EFFETTO EMP DELLE ARMI NUCLEARI



Nonostante le riduzioni effettuate negli anni Novanta, rimangono nel mondo circa 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggere il nostro pianeta 25 volte. Secondo i dati ufficiali, la Russia ha ammesso di possedere 20.000 bombe, gli Stati Uniti 10.500, la Francia 450, la Cina 400 e la Gran Bretagna 185. Secondo alcuni osservatori Israele ne possiede almeno 200, seguono India, Pakistan e Corea del Nord.
In realtà tali dati sono quelli ufficiali, mentre quelli reali sono cifre superiori.
Le armi nucleari si trovano dislocate in tutti i paesi del mondo, questo perché le superpotenze fanno mettere installazione e depositi di armi nucleari in tutti i Paesi alleati. L'Italia da decenni ha installazioni missilistiche nucleari e depositi di armi nucleari.
Sulle armi nucleari essenzialmente si sanno solo dettagli marginali, poiché tutto ciò che le riguarda è coperto da un altissimo livello di segretezza. Di sicuro si sa che si è prodotti e si continua a produrre armi nucleari di ogni tipo, sicuramente superiori a qualsiasi necessità di una guerra nucleare contro qualsiasi nazione, e sicuramente senza motivo dato che una guerra nucleare di vaste proporzioni è impossibile già da tempo, dato lo scenario politico globale.
Di armi nucleari ne esistono di ogni grandezza, sia fisica che di potenza, e questo già da molto tempo. Per esempio, nel 1961, in una serie di test nucleari, l'URSS fece esplodere la più potente bomba H mai realizzata (la bomba Zar) che liberò energia pari a 57 megatoni, ovvero oltre 4 500 volte più potente della bomba all'uranio lanciata su Hiroshima (Little Boy).
Tra gli effetti di un'esplosione nucleare, quello che ci interessa è l'effetto EMP o impulso elettromagnetico. Durante la reazione nucleare avviene una temporanea separazione di cariche elettriche che genera un campo elettromagnetico istantaneo, contemporaneo al lampo: a distanza di alcuni chilometri dal sito dell'esplosione, si possono ancora avere tensioni indotte nei circuiti elettrici di molte migliaia di volt, che portano in genere alla immediata distruzione degli stessi se non sono appositamente schermati.
Tra i tipi di esplosione nucleare, è bene sottolineare quelle aero-alte: esplosione nella stratosfera, con forte rilascio di particelle alfa e beta e scarso rilascio di radiazioni gamma, che però vengono fermate dall'atmosfera; nessun danno agli esseri umani ma viene rilasciato un gigantesco impulso elettromagnetico (EMP, Electro Magnetic Pulse) che distrugge qualunque apparecchiatura elettronica non protetta da adeguata schermatura; inoltre vengono azzerate le comunicazioni radio per un certo periodo a causa dei disturbi.
Di fatto le armi nucleari sono delle bombe elettromagnetiche o bombe-E (E-bomb), cioè è un'arma progettata per mettere fuori uso i componenti elettronici in un vasto raggio di azione mediante un impulso elettromagnetico o EMP (electro magnetic pulse), che si propaga alla velocità della luce per una zona vastissima.
Questo intenso flusso di energia elettromagnetica può essere generato per effetto Compton o fotoelettrico. In entrambi i casi si può avere generazione di elettroni ad alta energia ed è ipotizzabile l’impiego di ordigni esplosivi in grado di sfruttare questi fenomeni fisici stimolando l’emissione di elettroni dei materiali di cui sono costituiti o dei mezzi circostanti. Gli intensi campi elettrici e magnetici risultanti possono accoppiarsi con gli apparati elettrici o elettronici circostanti creando extracorrenti o picchi di tensione in grado di danneggiare i circuiti. Normalmente questo tipo di effetti associati alle esplosioni è nascosto dagli effetti della deflagrazione nel caso di esplosioni convenzionali, ma è più evidenziabile in raggi di azione molto più vasti nel caso di detonazioni nucleari o di ordigni progettati specificamente per generare una “onda d’urto elettromagnetica”.
Sono state appositamente costruite armi nucleari che massimizzano l'effetto EMP prodotto, attraverso l'emissione di un intenso effetto EMP alla velocità della luce in modo da disegnare una sfera di centinaia di KM intorno all'esplosione. Sono state prodotte anche armi nucleari con effetti EMP per abbattere satelliti nemici o missili nemici nello spazio, senza danni per le apparecchiature elettriche a terra.



Le armi EMP più potenti sono le armi nucleari, il cui disturbo elettromagnetico è senza eguali.
La funzione di arma EMP è più efficace se la bomba esplode nell'alta atmosfera, il che non provoca danni alle forme viventi che vi si trovino al di sotto, ma comporta una ricaduta di un impulso di disturbo elettromagnetico su un'area vastissima.
Questa strategia militare è già stata definita da usare in casi estremi per la conquista di un territorio senza danneggiare le persone.
Le superpotenze hanno iniziato a fare esperimenti del genere sin dal 1962, con estremo interesse verso questa cosa e verso lo speciale flusso di energia elettromagnetica che può essere generata dall'esplosione.
Questo intenso flusso di energia elettromagnetica può essere generato per effetto Compton o fotoelettrico. In entrambi i casi si può avere generazione di elettroni ad alta energia ed è ipotizzabile l’impiego di ordigni esplosivi in grado di sfruttare questi fenomeni fisici stimolando l’emissione di elettroni dei materiali di cui sono costituiti o dei mezzi circostanti. Gli intensi campi elettrici e magnetici risultanti possono accoppiarsi con gli apparati elettrici o elettronici circostanti creando extracorrenti o picchi di tensione in grado di danneggiare i circuiti. Normalmente questo tipo di effetti associati alle esplosioni è nascosto dagli effetti della deflagrazione nel caso di esplosioni convenzionali, ma è più evidenziabile in raggi di azione molto più vasti nel caso di detonazioni nucleari o di ordigni progettati specificamente per generare una “onda d’urto elettromagnetica”.
L’impulso elettromagnetico o EMP (electro magnetic pulse) fu osservato estensivamente per la prima volta durante gli esperimenti nucleari della serie Fishbowl, comprendenti i test Starfish, Checkmate, Bluegill e Kingfish condotti all'inizio degli anni anni '60 con esplosioni nell’alta atmosfera. Durante queste detonazioni si verificò la generazione di un forte impulso elettromagnetico che si propagò in tutte le direzioni come un’onda d’urto e con una intensità che inizialmente era stata sottostimata. Questa onda d’urto elettromagnetica fu in grado di indurre elevate correnti nei dispositivi elettrici e elettronici anche posti a notevoli distanze. I picchi di corrente in alcuni casi furono di entità tale da generare il calore sufficiente a portare a temperatura di fusione i circuiti o a interrompere i fusibili. Si dimostrò, quindi, la potenziale capacità di ottenere pesanti danni su vasti territori, pur senza causare direttamente perdite di vite umane, ma rendendo inefficienti i sistemi elettrici ed elettronici
I resoconti più completi si hanno sugli effetti sperimentati sulle isole Hawaii nel caso della esplosione Starfish Prime, un test nucleare che portò all'esplosione a 400 km di quota di una testata da 1,4 Mton il 9 luglio 1962. Gli effetti EMP furono evidenti anche a oltre 1300 km di distanza e le misurazioni portarono ad una prima comprensione del fenomeno.
I componenti soggetti a questo tipo di danni sono: (elencando in ordine decrescente di vulnerabilità)
circuiti integrati (IC), processori (CPU), componenti a base silicio in genere.
transistor.
valvole termoioniche
induttanze e motori.
Di conseguenza la tecnologia a transistor è più vulnerabile, mentre le vecchie apparecchiature a valvole potrebbero sopravvivere a questi attacchi. Comunque studi successivi hanno meglio caratterizzato la suscettibilità all’EMP dei dispositivi a semiconduttori verificando diverse sensibilità. Come risultato si è verificato che i circuiti integrati con tecnologia bipolare sono più resistenti rispetto a quelli utilizzanti tecnologie FET e specialmente MOSFET.
L’Unione Sovietica aveva condotto ricerche significative mirate a sviluppare e produrre ordigni nucleari da utilizzare nell’alta atmosfera e venne di seguito imitata dagli Stati Uniti e dal Regno Unito.
Le armi nucleari specializzate nella produzione di EMP appartengono alla terza generazione di armi nucleari.
Le armi elettromagnetiche sono ancora essenzialmente ad alto livello di classifica di segretezza, ma gli analisti militari e gli esperti generalmente ipotizzano che le bombe-E utilizzino sorgenti con generatori a compressione esplosiva del flusso. Secondo alcune fonti, la U.S. Navy ha utilizzato bombe elettromagnetiche sperimentali durante la guerra del golfo del 1991. Questo tipo di bombe era armato con dispositivi che convertivano l’energia degli esplosivi convenzionali in un impulso elettromagnetico. La CBS News ha riferito dell’utilizzo di una bomba-E sulla TV Irachena durante la guerra in Iraq del 2003, ma la notizia non è stata confermata da fonti ufficiali.
Tuttavia, il metodo più semplice, efficace e potente per produrre un effetto EMP potente e vasto rimane l'utilizzo di armi nucleari con esplosioni nell'alta atmosfera, che non danneggiano le persone a terra ma solo tutto ciò che collegato ed è sensibile all'energia elettromagnetica.
Questo disegno ufficiale fa ben capire l'enorme vastità dell'effetto EMP di una esplosione nucleare nell'alta atmosfera a diverse altitudini:



Fonte:http://alieniemisteri.altervista.org/

mercoledì 28 ottobre 2009

DOPO L'INFLUENZA A UNA NUOVA PANDEMIA



Partita dal Messico, l' influenza suina sta diffondendo terrore in tutto il mondo, nonostante "solo" lo 0,2-0.4% dei malati possa avere conseguenze gravi dopo 4-5 giorni dalla contrazione del virus.
Il fatto che sia stata paragonata all' epidemia di influenza spagnola che uccise tra 50 e 100 milioni di persone nel mondo forse ha reso il virus più letale di quanto non lo sia effettivamente: la mortalità pare essere pari a quella dell' influenza stagionale, per cui c'è effettivamente qualcosa che non va nei calcoli dell' OMS, oltre al fatto che il Tamiflu ed il Relenza non sembrano poter combattere così efficacemente il virus.
Non si sa con certezza quante siano le morti, e nemmeno le infezioni, perchè i sintomi dell' influenza suina somigliano a quelli delle influenze stagionali, e non sempre si riesce a distinguere i casi in maniera netta. Basta guardare diverse fonti di informazione e ci si rende conto che non si sa con certezza quanti siano i casi di morte e di infezione:

http://www.flucount.org/
http://www.disabled-world.com/health/influenza/swine-flu/cases-statistics.php
http://www.argentinepost.com/2009/07/argentina-surpasses-mexico-in-swine-flu-deaths.html
http://portal.salud.gob.mx/descargas/pdf/influenza/situacion_actual_epidemia_110709.pdf

Nonostante le preoccupazioni sull' H1N1, pare che in Messico non ne facciano una questione così grande; non così grande come per l' influenza Dengue, che a quanto pare sta mietendo vittime quanto l' influenza suina. Se per la H1N1 le morti in tutto il Messico vanno da 159 a 27 (dipende dalle fonti che si prendono in considerazione...), nel solo stato messicano di Jalisco, tra il 27 Settembre ed il 3 Ottobre si sono verificati 373 nuovi casi di infezione, che portano il numero delle infezioni da Dengue a Jalisco a 2.360. E considerando che la dengue si diffonde attraverso una zanzara e non per via aerea, la questione diventa davvero problematica e inquietante.

http://news.xinhuanet.com/english/2009-08/05/content_11829242.htm

Ma non è il solo dato preoccupante: per prima cosa, infezioni da Dengue si sono viste in tutto il Sud America, e non esiste un vaccino. Ma pare che le case farmaceutiche non prendano in considerazione una malattia se non quando inizia a colpire qualche stato politicamente più influente a livello globale...
Infatti, ogni anno vengono riportati decine di milioni di casi di infezioni da Dengue in Paesi tropicali o sub-tropicali, mentre sono centinaia di migliaia i casi di dengue emorragica, la forma più letale della malattia, ma pare che nessuno possa (o voglia) fare qualcosa.
La mortalità della dengue emorragica, senza trattamenti, può arrivare al 20%; con i dovuti trattamenti è attorno all' 1%, da 2 a 5 volte più della H1N1 (le cui stime vanno da 0.2 a 0.4% di mortalità per le persone infette).


DENGUE, QUESTA SCONOSCIUTA


Ma cos'è la Dengue? E perchè nessuno ne ha mai sentito parlare?
La Dengue è una malattia trasmessa dalle zanzare Aedes, che inoculano un virus nel sangue dell' essere umano. Il contagio può avvenire se la zanzara punge un soggetto infetto, ed in seguito si posa su un altro bersaglio. Diversamente dalla zanzara Anofele, che punge prevalentemente di notte, le Aedes sono attive anche durante il giorno, moltiplicando le possibilità di contagio.
La Dengue è una malattia che, nonostante in pochi ne abbiano sentito parlare, è largamente diffusa in Africa, Sud america, Asia, Australia, ed in molte regioni del Pacifico tropicale, soprattutto nelle zone rurali dove le zanzare trovano un terreno fertile per il loro sviluppo.
E' conosciuta da almeno 50 anni: nei primi anni '60 i governi Centro-Americani hanno attuato un piano di controllo per l'infezione, riuscendo a farla retrocedere, ma il virus non è mai scomparso del tutto, ricomparendo negli anni '80 e '90, per poi raggiungere i livelli del 2009.
E' una malattia che come sintomi iniziali ha febbre alta, mal di testa, dolore muscolare ed affaticamento. Proprio per i suoi dolori muscolari viene anche definita la "febbre spaccaossa". Il tutto accompagnato da nausea, vomito e perdita di appetito, tutte cose che provocano una progressiva disidratazione ed indebolimento dell'organismo infetto.
Generalmente la malattia persiste per 10 giorni, ma occorre fino ad un mese per un completo recupero. A volte però degenera ulteriormente, divenendo la "Dengue emorragica", che inizia con sanguinamento dal naso e dalla bocca, per poi giungere ad emorragie interne ed esterne. Anche con un opportuno trattamento, se non si è stati tempestivi nelle cure i vasi sanguigni possono collassare, causando shock e morte nel 5% dei casi.
Una della particolarità della Dengue è che se si viene infettati e si supera la malattia, si hanno maggiori probabilità di sviluppare la forma emorragica nel caso si venisse nuovamente infettati. Sono in circolazione circa 4 ceppi virali di Dengue, e sviluppare resistenza per uno di questi ceppi equivale ad indebolire l'organismo per gli altri tre, rischiando di contrarre la forma emorragica con più facilità.
Altra caratteristica inquietante è che non esiste un vaccino. Esistono trattamenti successivi all' infezione, ma si tratta principalmente di riposo, calmanti e idratazione, che possono ridurre la mortalità all' 1% circa se attuati in tempo.


LA GEOGRAFIA DELLA DENGUE

Sul Messico ho già scritto qualche dato non di certo incoraggiante. Le infezioni totali del 2008 fino ad ora sono 27.000, delle quali 4.477 emorragiche, con 20 morti. Nel 2001 i casi di Dengue erano "soltanto" 1.781. Ma la situazione sta peggiorando nel 2009, con un incremento delle infezioni da forma emorragica di Dengue.
Il Paraguay ha dichiarato lo stato di emergenza per la morte di 17 persone a causa di febbre emorragica; inoltre può contare su un numero di 400.000 infetti di Dengue "comune", il che li rende potenzialmente soggetti a rischio di forma emorragica per il prossimo contagio. Il governo paraguaiano ha mandato soldati per le strade a spruzzare insetticida e ripulire le acque stagnanti.
Nella Repubblica Dominicana i morti sono 24, e non si ha una stima precisa sugli infetti.

Per la situazione Sud-americana consiglio di consultare questo sito: http://woodshedenvironment.wordpress.com/?tag=dengue-hemorrhagic-fever

Gli Stati Uniti, soprattutto in Texas, contano ogni anno circa 100 casi di infezione, ma il numero pare destinato a crescere, soprattutto per la tropicalizzazione delle aree meridionali. La linea equatoriale si sta alzando a causa del riscaldamento globale, e con essa sale anche la zanzara.
La diffusione è inoltre facilitata dal turismo e dalla facilità di spostamenti di persone e merci, che contribuiscono a diffondere il virus molto più facilmente di quanto non accadesse 50 anni fa.
Inoltre, un famoso caso di Dengue in Texas, nel 1922, ha causato circa mezzo milione di infezioni.
Passiamo all' Asia: In Sri Lanka, le infezioni sono a 20.576, con 224 morti per dengue emorragica; In Vietnam il numero sale a 35.046 casi di infezione; in altre nazioni non è possibile effettuare una stima accurata del numero di morti o di infezioni.
In generale, i casi di dengue nel 2009 hanno visto un aumento che va dal 100% fino al 600%. E' il preludio ad una nuova esplosione virale di livello pandemico?

http://www.promedmail.org/pls/otn/f?p=2400:1001:80787::NO::F2400_P1001_BACK_PAGE,F2400_P1001_PUB_MAIL_ID:1010,79723

http://news.xinhuanet.com/english/2009-08/03/content_11819810.htm

http://news.xinhuanet.com/english/2009-10/07/content_12189706.htm

Fonte:http://zonwu.blogspot.com/2009/10/influenza-dengue-nuova-pandemia-in.html

martedì 27 ottobre 2009

A H1N1: SOLO UNA STRATEGIA COMMERCIALE

La presunta pandemia di influenza A della quale si parla da mesi e che ha portato molti Governi compreso il nostro a investire cifre ingenti in vaccini e strategie di comunicazione è in realtà una mera operazione commerciale. Il durissimo atto d'accusa arriva dall'epidemiologo Tom Jefferson in un'intervista a Medconsumers.
A riprova della sua tesi Jefferson usa un esempio concreto: Australia e Oceania e l'intero sud del mondo hanno appena passato un intero inverno all'insegna dell'influenza A - con tantissimi casi, prime pagine dei giornali monopolizzate, panico tra la popolazione - senza vaccino contro il virus H1N1.
Ma il bilancio appare molto meno grave rispetto alle previsioni apocalittiche pre-pandemia: A fronte di una popolazione di circa 22 milioni di persone, e di un'attesa di almeno 6.000 morti alla fine dell'inverno, in Australia sono state circa 131 quelle associate al virus, spiega un documento ufficiale dell'Health Protection Service Australiano del 16 settembre 2009. Commenta Jefferson, della Cochrane Collaboration: "Si può concludere che il virus H1N1 non è così minaccioso come lo si è voluto dipingere. E se l'Australia sia andata incontro ad una pandemia o no merita un approfondimento. Questo perché, sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la definizione di pandemia è cambiata a far data dal mese di maggio 2009. La versione precedente definiva pandemia come: "Una pandemia influenzale si verifica quando un nuovo virus influenzale appare in una popolazione umana che non ha immunità, causando epidemie in tutto il mondo con un numero enorme di morti e malattie." Nel documento sosia che è attualmente presente nel sito web, la definizione di pandemia è cambiata: "Una epidemia di una malattia si verifica quando ci sono più casi rispetto al normale di questa malattia.
Una pandemia è un'epidemia mondiale di una malattia. Una pandemia influenzale si può verificare quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha alcuna immunità ". Questa definizione rende la differenza tra influenza stagionale e pandemia influenzale discutibile. Mi chiedo se questo significa che il mondo si troverà sempre ad essere in una condizione di pandemia. Il mondo dovrà sempre essere doppiamente vaccinato e spendere una quantità enorme di denaro per i vaccini e, naturalmente, per i farmaci antivirali.
Giornalisti e anche altri hanno contattato l'OMS per avere spiegazioni sul perché del cambiamento di definizione; a tutti è sempre stato detto che sarebbero stati ricontattati da qualcuno, ma questo non accade mai".

fonte: Yahoo Notizie

IL PERICOLO DEI SUPERVULCANI



CHEYENNE, Wyoming -- Recenti ricerche condotte sulle antiche esplosioni che interessarono il Vesuvio dimostrano che esso può essere ben più violento rispetto al modo con il quale eruttò nel 79 d.C., quando distrusse Pompei ed Ercolano. Ma una dimostrazione della violenza inaudita dei vulcani, mai vissuta in prima persona da nessun uomo, potrebbe manifestarsi nel Parco Nazionale di Yellowstone, dove sotto di esso vi è una gigantesca camera magmatica. Questa previsione è stata fatta niente di meno che dal USGS (Servizio Geologico Nazionale degli Stati Uniti).
Negli ultimi decenni infatti, parti dell’enorme struttura eruttiva si sono alzate di diversi centimetri per poi riabbassarsi e ritornare verso l’alto di nuovo, indice che il magma che lo alimenta si sta muovendo. Ma perché questo vulcano, del quale non si vede neppure il tipico cono, ma solo il gigantesco cratere (la caldera), fa così paura? “Perché se entrasse in attività - spiega Robert Smith geofisico dell’Università dello Utah - la sua sarebbe una super-eruzione in grado di annientare gran parte della vita sulla Terra”.
Per capire di cosa stiamo parlando facciamo un passo indietro. Nel 1971 il paleontologo Mike Voorhies ispezionò le campagne intorno alla città di Orchard. Ciò che scoprì, andava al di là della sua immaginazione. “Su una collina - spiega Voorhies - vidi qualcosa che mi sbalordì”. Erano gli indizi di ciò che poi i lavori di ricerca portarono alla luce: 200 rinoceronti fossilizzati, insieme agli scheletri di cammelli e lucertole, cavalli e tartarughe. La datazione dimostrò che essi erano tutti morti improvvisamente 10 milioni di anni fa. Spiega il ricercatore: “Capii dai loro denti, che quegli animali erano morti nel pieno della loro gioventù e tutti improvvisamente. Qualcosa li aveva soffocati. Fu semplice dedurre che avevano respirato cenere. Pensai alla morte orribile cui andarono incontro”.
Solo l’eruzione di un vulcano poteva aver prodotto così tanta cenere eppure nelle vaste pianure del Nebraska non vi sono vulcani. Voorhies allora si mise alla ricerca della più vicina eruzione avvenuta 10 milioni di anni fa. La trovò, ma era a 1600 Km di distanza. Sembrava impossibile che potesse aver avuto una ricaduta così lontana, da uccidere quegli animali. Si fecero, allora, le analisi delle polveri. I sospetti erano fondati. Il vulcano Bruneau Jarbridge era la causa della catastrofe di Orchard. Si era di fronte dunque, ad un super-vulcano di cui quasi tutti ignorano la violenza con la quale può riesplodere.
Nessun uomo ha mai assistito ad una super-eruzione, ma i vulcanologi possono calcolarne le dimensioni. Una delle più violente eruzioni avvenuta in tempi storici fu l’eruzione del vulcano Santorini, avvenuta nel 1.600 avanti Cristo. Fu così violenta che le conseguenze aiutarono a far scomparire una delle più fiorenti civiltà greche del tempo. Ma nulla fu in confronto a quella di Yellowstone.
“Da terra - spiega Robert Chrisiansen che scoprì il supervulcano - è difficile capire che le tante manifestazioni vulcaniche dell’area appartengono ad un’unica entità. Solo con le fotografie satellitari si è potuto comprendere che il tutto fa parte di qualcosa di enorme. La caldera è lunga 70 km e larga 30 km”.
Christiansen datò le rocce per risalire all’ultima eruzione. Ne scoprì tre: la prima avvenuta 2 milioni di anni fa, la seconda un milione e 200mila anni or sono e la più recente 600.000 anni fa. “Le eruzioni dunque, si sono verificate ad intervalli di 600.000 anni e l’ultima è proprio avvenuta 600.000 anni fa”, sottolinea Christiansen.
Dagli anni Settanta in poi l’area è tenuta sotto costante controllo e recentemente si è scoperto che si sono verificati importanti variazioni del livello del suolo. Agli inizi degli anni ‘80 si alzò anche di 740 mm. “Quando lo seppi fu come un pugno allo stomaco”, dice Christiansen. Ciò significa che la zona settentrionale di Yellowstone si sta gonfiando, inclinando il resto del Parco.
E’ l’inizio di una nuova eruzione? Sotto Yellowstone vi è una camera magmatica lunga circa 45 km e larga 20 km e ha uno spessore di 10 km, un volume enorme. Con questi dati i ricercatori hanno riprodotto al computer ciò che potrebbe accadere se avvenisse un’esplosione. Sarebbe un “day after” naturale. La quantità di polvere e anidride solforosa che potrebbero entrare nell’atmosfera ridurrebbero drasticamente la luce solare che arriva al suolo e per anni la superficie terrestre si raffredderebbe sempre più. L’esplosione del Monte Pinatubo del 1991, nelle Filippine, che pur con tutta la sua violenza non è neppure paragonabile con la caldera di Yellowstone fu in grado di far scendere la temperatura media globale di mezzo grado Celsius per un anno.
Quanti sono i super vulcani sulla Terra? Per fortuna pochi, anche se, recentemente, ne è stato scoperto uno in America Meridionale. “Sapevamo che la caldera Vilama è un vulcano violento, in quiescenza, ma non morto. Ma dalle ultime analisi abbiamo scoperto che 8,4 milioni di anni fa esplose immettendo nell’atmosfera 2.100 chilometri cubi di polveri e gas”, spiega Miguel Soler dell’Università del Jujuy, in Argentina. Per confronto va ricordato che l’esplosione di Santorini immise nell’atmosfera 30 km cubici di materiali. Oggi comunque, sono poco meno di una decina i super vulcani sulla Terra, il cui risveglio sarebbe simile all’impatto di un grande asteroide con la Terra.
Ma, tra questi, quali sono quelli più pericolosi? “Sicuramente - risponde Soler - va annoverato la depressione di Toba che si trova nel nord di Sumatra ed è lunga 96 km, larga 29 e profonda circa 610 m. L’ultima grande eruzione avvenne 74.000 anni fa quando vennero sparati nel cielo 2.000 km cubici di materiali che si dispersero nella troposfera. In seguito a ciò la temperatura della Terra scese di 2-3°C per alcuni anni. Ma sono da temere anche i Campi Flegrei, i quali si sono formati in seguito a due gigantesche eruzioni esplosive che avvennero 36.000 e 14.000 anni fa”.
La più antica eruzione è nota come eruzione del Tufo Grigio Campano, un evento esplosivo che ha messo in posto tra 100 e 150 chilometri cubi di magma. La seconda ha emesso una quantità di materiale inferiore (circa 25 km cubi). L’area è interessata dal fenomeno del bradisismo (sollevamento e abbassamento dei suoli), le cui cause pur non essendo ancora del tutto chiare, non escludono che sia da collegare in qualche modo ad aumenti di pressione del bacino magmatico presenti sotto i Campi Flegrei. Questo potrebbe non escludere la ripresa di un’attività più o meno intensa delle eruzioni.

Luigi Bignami

Fonte:http://www.scienze.tv/node/627

NIENTE PIU' NEVE A MOSCA




Chi da tempo sogna di fare un viaggio a Mosca per vedere la neve fioccare sulla Piazza Rossa rischia di non poter più realizzare il proprio desiderio. Per volere del sindaco la neve potrebbe infatti essere messa al bando dalla capitale della Federazione Russa, e le cupole della Cattedrale di San Basilio ricoperte da un candido velo resteranno solo un ricordo nelle vecchie cartoline offerte ai turisti.

L’IDEA - Yuri Luzhkov, primo cittadino di Mosca dal 1992, ha dichiarato che senza la neve gli inverni moscoviti peserebbero meno sulle casse della città, che tra l’altro diventerebbe decisamente più vivibile. Ed è per questo che ha pensato di proporre il lancio di un programma di controllo meteorologico che, in pratica, sfrutterà le tecniche già autorizzate dall’amministrazione cittadina per «rompere le nuvole» e garantire giornate di tempo buono in occasione di feste ed eventi importanti.

SPARARE ALLE NUVOLE – Così la neve sarebbe definitivamente bandita da Mosca grazie alle sostanze – di solito ghiaccio secco o nitrato d’argento – che vengono sparate nelle nuvole per indurre la pioggia ed evitare che grandini, come qualcuno fa per esempio per proteggere le vigne prima della vendemmia. Senza contare che – fa notare ancora il sindaco – un aumento delle precipitazioni gioverebbe non poco alle campagne circostanti la città, che avrebbero così raccolti più generosi. Di parere opposto sono proprio gli abitanti delle regioni confinanti, i quali temono che l’aumento delle piogge finisca col causare allagamenti e danni. Ma alla fine la politica di taglio delle spese proposta dal sindaco potrebbe avere la meglio, dato che – stando alle stime di Luzhkov – il programma per il controllo meteorologico costerebbe solamente un terzo di quanto viene speso ogni anno per ripulire la città dalla neve.

Autrice: Alessandra Carboni / Fonte: www.corriere.it

ALLARME SCIENTOLOGY A MANOPPELLO

di Francesco Colafemmina


La pseudo chiesa di Scientology a Manoppello? Una nuova sede della setta di psicopatici vicino al Santuario del Volto Santo?
Non è la trama del nuovo romanzo di Dan Brown, ma quanto potrebbe accadere nella piccola località abruzzese nota per il velo miracoloso lì custodito, quel velo che il giornalista tedesco Paul Badde ha dimostrato essere l'autentico "velo della Veronica", originariamente custodito in San Pietro prima della realizzazione della nuova Basilica agli inizi del cinquecento.
Il Santo Padre Benedetto XVI è stato il primo Papa a recarsi in pellegrinaggio proprio a Manoppello nel settembre del 2006. Affermò il Papa in quella occasione: " 'Chi ha visto me ha visto il Padre'. Sì, cari fratelli e sorelle, per “vedere Dio” bisogna conoscere Cristo e lasciarsi plasmare dal suo Spirito che guida i credenti “alla verità tutta intera” (cfr Gv 16, 13). Chi incontra Gesù, chi si lascia da Lui attrarre ed è disposto a seguirlo sino al sacrificio della vita, sperimenta personalmente, come Egli ha fatto sulla croce, che solo il “chicco di grano” che cade nella terra e muore porta “molto frutto” (cfrGv 12,24). Questa è la via di Cristo, la via dell’amore totale che vince la morte: chi la percorre e “odia la sua vita in questo mondo, la conserva per la vita eterna” (Gv 12, 25)".
Ma ora cosa sta accadendo? A quanto pare qualcuno ha promesso di spendere forti somme di denaro per la realizzazione di un "ostello" nei pressi del Santuario. Con tutta probabilità si tratta di uno degli ostelli costruiti in giro per il mondo dalla cosiddetta Sea Org. La Sea Organization è una società fondata dal pazzoide creatore di Scientology, Ron Hubbard, con lo scopo di formare i ranghi più elevati di questa organizzazione di cerebrolesi. Infatti gli aderenti alla Sea Org. firmano un contratto con Scientology per la durata di 1 miliardo di anni... credono infatti nella reincarnazione ed in un'altra serie di incredibili corbellerie galattiche.
Questi adepti della Sea Org. ricevono vitto ed alloggio in "ostelli" (hostels) e sono indotti a non fare figli, giacché la loro vita deve essere dedicata alla diffusione di Scientology, attraverso questa loro azione "laica". Le donne appartenenti alla Sea Org. vengono addirittura invogliate ad abortire: i figli costituiscono infatti un impedimento alla causa demenziale e diabolica della pseudo chiesa di Hubbard.
Ora chissà per quale diabolica ragione gli adepti di Scientology sono approdati dinanzi al Santuario del Volto Santo, con le loro valigette piene di denari. Recentemente l'Espresso ha dedicato una illuminante inchiesta sulle tecniche di infiltrazione dei membri di Scientology. Da quell'inchiesta emerge chiaramente che tali tecniche sono ben oleate dalla forza finanziaria della setta. Da notizie pervenuteci sembrerebbe che gli affiliati a Scientology delle Marche a causa di ostilità maturate in quella regione abbiano deciso di trasferirsi in Abruzzo, proprio a Manoppello, dove anticamente sorgeva un Santuario a San Michele. Preghiamo dunque il grande combattente di Satana affinché non si verifichi una tale sciagura. E ad ogni modo per scongiurare questa terribile eventualità anche con le nostre umane forze è opportuno inviare e-mails e messaggi di protesta al Comune di Manoppello. Qui sotto trovate i recapiti del Sindaco.

Fonte:http://fidesetforma.blogspot.com/2009/10/allarme-scientology-manoppello.html

lunedì 26 ottobre 2009

UN ENORME BACINO DI MAGMA SOTTO WASHINGTON



WASHINGTON,secondo un nuovo studio che sta causando uno scompiglio tra gli scienziati un enorme bacino di roccia fusa nella crosta continentale che sta nell'area sottostante sud-ovest dello stato di Washington potrebbe rifornire di magma i tre vulcani attivi nella Catena delle Cascades: Mount St. Helens, Mount Rainier e Monte Adams.



MOUNT RAINIER



SAINT HELENS



MOUNT ADAMS


Lo studio, pubblicato domenica sulla rivista Nature Geoscience, ha concluso che il ristagno di magma tra i tre monti potrebbe essere la "più grande camera magmatica in una zona di crosta continentale scoperta finora."
Altri scienziati dichiarano che l'esistenza di un tino sotterraneo di magma che copre potenzialmente centinaia di chilometri quadrati, è "inverosimile" e "altamente improbabile".
Alcuni pensano che piuttosto che magma riscaldato a 1.300 a 1.400 gradi, potrebbe invece trattarsi di acqua.
Essi hanno inoltre fortemente criticato che un supervulcano come quello sotto l'area del Parco Nazionale di Yellowstone potrebbe essere al di sotto della regione dei tre vulcani.
Dicono che non c'è alcuna prova credibile a suggerire la necessità di rivedere le valutazioni del rischio vulcanico per i tre vulcani.
Nel tardo 1980 gli scienziati scoprirono un enorme anomalia elettromagnetica sotterranea conosciuto come il Conduttore Sud delle Cascades di Washington.
Lo studio di due anni di ricerca pubblicato domenica è il primo a suggerire che potrebbe essere la fonte di magma dei Monti St. Helens, Ranier e Adams.
"Crediamo che i nostri risultati parlano da soli" Così ha detto Graham Hill, l'autore principale dello studio in una email dalla Nuova Zelanda.
Lo studio è stato finanziato da GNS Science, l'equivalente della Nuova Zelanda del US Geological Survey, e Monash University in Australia.
I tre vulcani sono collocati lungo i bordi Sud delle Cascades di Washington, in un triangolo di massima con il monte St. Helens, a sud, Ranier a nord e ad est Adams. Sono al massimo 50 chilometri di distanza.
Gli scienziati in genere pensano che ogni vulcano ha una propria camera magmatica larga più o meno tre miglia e posta direttamente sotto di esso.
Il nuovo studio teorizza enorme bacino magmati posto 12 a 15 miglia sotto la superficie della regione rifornendo a sua volta ciascuna delle camere dei rispettivi vulcani meno profonde .
"Il punto in questione è che vi è prova di un enorme ristagno principale di magma che alimenta le camere sotto i vulcani", ha detto Matt Burgess, che ha lavorato lo studio prima di diventare un idrologo con l'US Geological Survey a San Diego.
L'utilizzo di strumenti sensibili posti in 85 siti tra le montagne tra cui anche il Monte St. Helens nel corso della sua appena conclusa fase eruttiva a permesso agli scienziati di studiare i campi elettrici e magnetici dell'area sud delle Cascades di Washington che hanno detto:
"Tutto ciò scatenerà un grande dibattito, ma è ragionevole pensare che vi sia una grande camera magmatica", ha detto.
"Non c'è altra spiegazione per questo."
Tra gli scienziati che studiano i vulcani lo studio ha infatti scatenato un grande dibattito.
"La loro interpretazione è aperta al dissenso", ha detto Seth Moran, un sismologo.
"Altri studi geofisici non supportano questa teoria."
Moran ha detto la prova più eloquente che la teoria è sbagliata è stata la mancanza di qualsiasi prova in supporto a tutto ciò in superficie, come ad esempio aperture geotermiche o sorgenti calde, tra le montagne che indicano la presenza di un enorme bacino idrico riscaldato magma sotterraneo.
"Se ci fosse un grande bacino di magma, si dovrebbe trovare le prove di superficie", Moran ha dichiarato, aggiungendo che Yellowstone, con i suoi geyser e sorgenti termali, è un perfetto esempio del tipo di prova visibile che manca nello stato sud-ovest di Washington.
Steve Malone, un professore emerito presso l'Università di Washington dipartimento di scienze della terra e dello spazio, che ha studiato i vulcani Cascade per anni, concorda.
"La prova geotermica per quello che Graham suggerisce è inesistente", ha detto .
"Per provare l'esistenza di un immenso bacino di magma ci vogliono anche delle prove sismiche", ha detto.
Venti anni fa uno studio di Malone ha descritto una vasta area di magma in profondità collocata sotto i vulcani delle Cascades in Oregon.
Alcuni colleghi sono concordi con lo studio di Malone e delle sue conclusioni.
Olivier Bachmann, una geochimico presso l'Università di Washington, ha detto che i dati e le prove di tale studio sono "molto solidi".
Ha detto che c'era altre prove, compresa la prova geochimica, a suggerire che a sud delle Cascades di Washington potrebbe essere un ristagno di magma.
Un'anomalia della metropolitana come quella a sud delle Cascades di Washington è stato scoperta nella catena delle Ande in Cile.
Gli studi ci indicano che si tratta di un bacino di magma, ha detto..Alcuni scienziati in Nuova Zelanda del Nord stanno facendo ricerche analoghe.
La mancanza di prove in superficie non riduce la possibilità di un ristagno di magma nell'area sottostante sud-ovest di Washington.
Bachmann ha concluso, aggiungendo che i geyser e sorgenti calde di Yellowstone, Islanda e Nuova Zelanda sono camere di magma molto meno profondi rispetto a quelle a sud di Washington.
La lava del Mount St. Helens è densa e viscosa, un tipo di magma esplosivo che non viene direttamente dal mantello e che è comune a vulcani come il Rainier e Adams.
Le condizioni che spingono il magma a ristagnare non sono ancora molto note tra i vulcanologi tuttavia,quando una colonna di magma risale dal mantello sottostante viene costretta a ristagnare accumulando sempre più pressione mentre nel frattempo l'intenso calore che si accumula nel corso del tempo comincia a sciogliere i strati di roccia circostanti formando così un magma ancora più denso e viscoso.
In tal modo è possibile che i monti Adams,Saint Helens e Rainier siano connessi in profondità da un unico enorme e viscoso bacino magmatico che periodicamente rifornisce di magma le camere magmatiche che alimentano i condotti principali di tali vulcani.

Fonte:http://www.kfsm.com/news/politics/sns-200910250805mctnewsservbc-sci-magma-adv26-wa22,0,4709376

domenica 25 ottobre 2009

ANNUNCIO

Considerando che ultimamente si stà facendo sempre più pubblicità al fenomeno UFO e i cosidetti Rapimenti Alieni di cui personalmente non credo minimamente dell'esistenza ho deciso che comincerò a pubblicare anche le numerose cavolate su di essi spesso e purtroppo scambiate per vere da molti ma che in realtà sono vere e proprie invenzioni o perlopiù fenomeni naturali ancora da spiegare.
Potrò sembrare estremamente critico al riguardo di tutto ciò ma il motivo per cui lo faccio è quello di far si che si impari a distiguere il vero dal falso.
Alex

"SE LA TERRA SI SURRISCALDA E' COLPA DEL SOLE:L'UOMO NON CENTRA"




di Stefano Lorenzetto

aiuto Come smascherare la più colossale bufala del secondo millennio (anche del terzo) e vivere tutti felici e contenti. L’Ipcc, Intergovernmental panel on climate change, il foro intergovernativo sul mutamento climatico istituito dalle Nazioni Unite allo scopo di studiare il riscaldamento globale del pianeta, non avrebbe capito nulla. E pensare che nel 2007 gli hanno pure conferito il premio Nobel... I rapporti di valutazione periodicamente diffusi dall’Ipcc, che sono alla base di accordi internazionali come la Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici e il mitico Protocollo di Kyoto, sarebbero carta straccia, più o meno.
L’Ipcc ritiene che il riscaldamento globale della Terra vada attribuito per il 92,5% ai gas serra prodotti dall’uomo, in primis all’anidride carbonica, e per il 7,5% al Sole. Tutto sbagliato. Semmai sembrerebbe vero il contrario: è il Sole che modifica il clima e surriscalda il pianeta, non l’anidride carbonica e le schifezze emesse dai veicoli e dalle industrie, che incidono sull’innalzamento delle temperature in misura marginale. Quindi la pretesa del Protocollo di Kyoto di abbassare del 5% entro il 2012 i valori di anidride carbonica rispetto alle emissioni che si registravano nel 1990, con la speranza che le colonnine di mercurio dei termometri si comportino di conseguenza, non è soltanto ardua: è soprattutto inutile. Perché il Sole se ne impipa altamente delle umane decisioni.
A dirlo è il professor Nicola Scafetta, uno scienziato di 39 anni originario di Gaeta, che nel 1998, dopo essersi laureato in fisica a Pisa, se n’è andato a continuare i suoi studi in un’università del Texas e poi s’è trasferito a far ricerca e a insegnare al Free-electron laser laboratory della Duke University, uno dei più prestigiosi atenei degli Stati Uniti, fondato nel 1838 a Durham, nella Carolina del Nord. Scafetta è membro dell’Acrim (Active cavity radiometer irradiance monitor), centro mondiale di studio dell’irradianza solare associato alla Nasa, l’ente spaziale americano. Insomma, è uno di quelli che da noi vengono definiti «cervelli fuggiti all’estero», anche se non gli piace essere chiamato così: «Non mi sento per niente un fuggitivo. Espatriare allo scopo di confrontarsi a livello internazionale è quasi un dovere per chiunque voglia fare scienza in modo serio».
Alcuni osservatori ritengono che Scafetta possa legittimamente aspirare a diventare premio Nobel per la fisica nel 2035. Per capire il motivo del lusinghiero pronostico, basta leggere la presentazione del suo lavoro fatta dall’Us Environmental protection agency: lo scienziato italiano è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sull’evolversi delle temperature planetarie da qui al 2100. Se le temperature seguiranno la sua previsione, continueranno a diminuire fino al 2030 per poi aumentare di nuovo fino al 2060. Ma già dal 2035 si potrà dire se si saranno comportate o no «alla Scafetta». E, in caso affermativo, sarà stato il nostro connazionale ad aver indicato a tutti come affrontare un problema altrimenti inintellegibile. Finora gli studiosi mondiali si sono accontentati di presentarci in proposito soltanto «scenari», che stanno alla scienza quanto i «se» stanno alla storia. Ma, come la storia non si fa con i «se», così la scienza non si fa con gli «scenari».
In parole semplici, di cosa s’è occupato?
«Ho simulato sistemi fisiologici per la diagnosi di ipossia e iperossia in pazienti a rischio».
Che c’entrano la diminuita e l’aumentata concentrazione di ossigeno nei tessuti del corpo umano? Pensavo che lei s’occupasse di clima.
«Anche. In realtà mi occupo di applicare modelli statistici a sistemi complessi non lineari, come quello che ho appena detto o come, appunto, le influenze del Sole, più precisamente dell’intero sistema solare, sul clima terrestre».
Oggi il «politicamente corretto» afferma che è l’uomo, con le sue emissioni di gas serra, a governare, anzi a sgovernare, il clima. Lei invece sostiene che è l’intero sistema solare, ho afferrato bene?
«A teorizzare che l’uomo governa il clima, e a essere stato insignito del premio Nobel per tale teoria, è l’Intergovernmental panel on climate change. Ma si ricordi che fu, quello dato all’Ipcc, un Nobel per la pace, non per la scienza. Secondo questi signori, il nostro pianeta rischia di raggiungere un punto di non ritorno se non s’interrompono al più presto le emissioni di CO2».
Cioè di anidride carbonica. E invece lei non crede a questo rischio?
«La Terra in passato, nel periodo cosiddetto Cambriano, 500 milioni d’anni fa, ha avuto già occasione di raggiungere questo presunto punto di non ritorno, quando la concentrazione di CO2 fu non 1,2 volte superiore ai livelli pre-industriali, com’è oggi, bensì 20 volte, diconsi 20, più elevata. Purtroppo l’umanità non misura gli eventi col metro della storia, in questo caso preistoria, ma con quello della cronaca. Senza rendersi conto che un secolo o due secoli sono niente, sul calendario del tempo. E gli eventi climatici seguono il calendario del tempo».
Com’è che all’Ipcc sono giunti alle loro conclusioni, a suo avviso avventate per non dire totalmente sballate?
«Fondandosi su modelli climatici chiamati General circulation models, che sono stati poi usati per fare proiezioni nel corso del XXI secolo, assumendo diversi scenari possibili. Questi modelli furono sviluppati prima del 2004, quando si credeva che la temperatura del pianeta fosse rimasta quasi costante nei mille anni precedenti all’era industriale. La credenza ebbe origine da un’analisi statistica effettuata nel 1998 da uno studioso, Michael Mann. Oggi sappiamo che è completamente errata. Inoltre, i cambiamenti climatici sono fortemente condizionati dalle nuvole, dal vapore acqueo, che è in assoluto il principale gas serra, e dalle correnti oceaniche, e i modelli attuali non tengono correttamente conto di questi contributi. I modelli hanno predetto un riscaldamento continuo della Terra in concomitanza con una continua crescita di CO2 durante gli ultimi dieci anni, ma questo riscaldamento non s’è avuto né negli anni dal 1940 al 1975, cioè in pieno boom industriale, né negli ultimi otto anni: in entrambi i periodi s’è osservato un raffreddamento del clima, non un riscaldamento. Inspiegabile, non trova?».
Trovo.
«E se si usano i modelli all’incontrario, cioè per “predire” il passato, essi non riproducono il forte riscaldamento occorso negli anni dal 1910 al 1940. Infine, i modelli che ho citato predicono un riscaldamento piuttosto vistoso nella media e alta troposfera, a circa 10 chilometri sopra l’equatore, ove invece le misurazioni satellitari degli ultimi trent’anni registrano un rinfrescamento».
Ha dell’altro da dire contro questi modelli?
«Be’, sì. Numerosi dettagli suggeriscono che essi non riproducono le oscillazioni viste per decenni nei dati della temperatura. E sistematicamente sottostimano gli effetti dei cicli solari sul clima».
Siamo giunti al cuore della questione: il Sole. Don Ferrante nei Promessi sposi incolpa le stelle dell’epidemia di peste. Lei invece attribuisce alla stella più vicina alla Terra il surriscaldamento del pianeta.
«Già. La domanda che una persona sensata dovrebbe porsi è: che cosa ha causato il riscaldamento della Terra nel trentennio 1910-1940, quando le emissioni di gas serra provocate dall’uomo erano pressoché irrilevanti? E scoprirebbe così che quello fu un periodo di forte crescita dell’attività solare, al pari del ciclo di circa tre secoli noto ai geologi come “periodo caldo medievale”. Mentre un periodo di scarsa attività solare, chiamato dagli astronomi “minimo di Maunder”, fu quello dei tre secoli attorno al 1600, noto ai geologi come “piccola era glaciale”».
Lei s’è posto la domanda.
«Sì. Ma ho seguito un approccio completamente diverso dall’Ipcc per rispondermi».
Mi spieghi questo approccio.
«Ci provo. Vede, i modelli dell’Ipcc, nel tentativo di contemplare la massima quantità di informazioni possibili, hanno incluso un numero enorme di parametri. Ma con un numero enorme di parametri liberi si può ottenere qualunque risultato. Il grande matematico John von Neumann usava dire: “Datemi 4 parametri e vi simulo al calcolatore un elefante; datemene 5 e gli faccio muovere la proboscide”. I modelli climatici, sebbene contengano centinaia di parametri, o forse proprio per questo, simulano malissimo la realtà. Io ho usato un criterio che chiamerei fenomenologico. Sono partito direttamente dai dati reali sul clima disponibili sin dal 1850 e ne ho fatto una dettagliata analisi statistica».
L’esito dell’analisi qual è stato?
«Ho potuto notare la presenza di cicli: i più importanti sono un ciclo di 60 anni e uno di 20. Quindi mi sono domandato quale fosse la loro origine, e credo di aver trovato la risposta. I cicli di 60 e 20 anni sono due cicli naturali, che influenzano tutto il sistema solare: il periodo sinodico di Giove e Saturno, precisamente 20 anni, e il periodo dell’orbita combinata di Giove e Saturno, precisamente 60 anni. Giove e Saturno col loro movimento intorno al Sole producono onde gravitazionali e magnetiche, che investono tutto il sistema solare e fanno letteralmente “ballare” anche il Sole e la Terra: i due maggiori periodi di queste onde sono proprio 20 e 60 anni. Ma forse un paragone tra il mio approccio e quello dei grossi modelli adottati dall’Ipcc può farle meglio capire lo spirito dell’analisi che ho condotto».
Sentiamo.
«Immagini che io voglia prevedere i suoi movimenti quotidiani per i prossimi giorni. Potrei cercare di costruire un modello che contenga decine di parametri liberi: lo stato di salute suo e dei suoi familiari, il traffico, le condizioni meteorologiche, i suoi interessi, il suo lavoro, eccetera, e usare quindi il modello per prevedere i suoi movimenti futuri in rapporto al variare dei parametri, cioè al variare degli scenari. Oppure potrei fare diversamente: studiare i suoi effettivi movimenti degli ultimi 100 giorni, analizzarli statisticamente in modo da enucleare gli elementi di ripetibilità che mi consentano di “prevedere” i suoi movimenti degli ultimi 1.000 giorni. Poi, se la “previsione” eseguita sul passato riproduce accuratamente questo stesso passato, ecco che allora posso usare il modello per avanzare una previsione vera sul futuro. Io ho fatto appunto così. Un mio modello si basa unicamente sul Sole: utilizza due informazioni statistiche presenti nella temperatura degli ultimi 30 anni e degli ultimi 150 anni, e ricostruisce più di 400 anni di clima. Un altro mio modello si basa sui pianeti: usa le informazioni degli ultimi 75 anni e riproduce i precedenti 75 anni».
Risultato?
«In entrambi i casi l’accuratezza delle “previsioni” sul passato è sbalorditiva. Ho quindi usato i miei modelli per fare previsioni da qui al 2100. Il punto centrale è che l’analisi da me fatta evidenzia che almeno il 60% del riscaldamento del clima terrestre osservato sin dal 1975 è causato dalle attività del Sole e degli altri pianeti. E, se così è, dovremmo attenderci un raffreddamento fino agli anni Trenta di questo secolo. Bisognerebbe pubblicare sul Giornale il grafico che ho disegnato al riguardo».
Manca lo spazio. Al massimo può esibirlo al fotografo che deve farle il ritratto, così lo vedranno anche i lettori.
«Il grafico mostra un tracciato rosso indicante la temperatura globale registrata dal 1850 in poi e le previsioni da qui al 2100 basate sul mio modello planetario. Per il futuro sono indicate con curve nere due diverse ipotesi: quella in cui la temperatura mantenga l’attuale fase di crescita e quella in cui la componente secolare dell’attività solare dovesse per qualche ragione ridursi, come peraltro altre considerazioni fanno presumere. Il futuro previsto da me appare ben diverso dalle proiezioni catastrofiche dell’Ipcc, rappresentate dalla curva tratteggiata in azzurro».
C’è nella comunità scientifica qualche altro studioso convinto che non siano le attività umane a governare il clima?
«Ne esistono moltissimi. Faccio parte di un comitato non governativo, l’Nipcc, Nongovernmental international panel on climate change, che ha prodotto quest’anno un corposo rapporto, il Climate change reconsidered, il quale è giunto alla conclusione che è la natura, e non l’uomo, a governare il clima. Questa conclusione è stata fatta propria da oltre 31.000 scienziati americani».
Insomma, dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica sì o no?
«La CO2, pur non essendo inquinante, è un gas serra e quindi influenza il clima. Ma attenzione: anche pochi centesimi di euro sono denaro e influenzano la nostra ricchezza. Il punto è che la CO2 antropogenica, cioè prodotta dall’uomo, non ha sul clima quell’influenza squassante e conclamata che ci vorrebbe far credere l’Ipcc. La CO2 è una molecola indispensabile per la fotosintesi clorofilliana che fa vivere tutte le piante. Maggiore CO2 significa quindi più vegetazione rigogliosa, più raccolti, più cibo per uomini e animali. Meglio cercare di adattarsi ai cambiamenti climatici piuttosto che tentare di governarli. Il clima è veramente un gigante di proporzioni impensabili. Fa quello che vuole, ci schiaccia quando vuole e come vuole».

Fonte:http://www.ilgiornale.it/interni/se_terra_si_surriscalda_colpa_sole_luomo_non_centra/25-10-2009/articolo-id=393648-page=3-comments=1

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