ATTUALE CONFIGURAZIONE PLANETARIA DEL SISTEMA SOLARE


mercoledì 30 settembre 2009

COME L'ATTIVITA' SOLARE INFLUISCE SULL'ATTIVITA' GEOCLIMATICA E MAGNETICA TERRESTRE



Da tempo mi chiedevo se l'attività solare potesse influenzare tempeste tropicali,generare terremoti ed eruzioni vulcaniche.
In precedenza avevo postato degli articoli per raccogliere prove a questa mia tesi controversa rispetto al comune pensiero della scienza "ufficiale".
Delle tempeste solari sappiamo che possono essere più o meno potenti,la massima in potenza finora registrata è stata di X45 -che avvenne tra l'ottobre e il novembre del 2003-;che possono generare black out anche di diverse ore a causa delle interferenze che producono con il loro campo magnetico come avvenne in Canada nel 1989;che deviate ai poli dal campo magnetico terrestre generano spettacolari aurore causate dall'interazione tra le particelle solari con gli atomi di ozono e ossigeno.
Tuttavia le tempeste solari a seconda della loro intensità con qui influenzano il Vento Solare possono anche generare dei provvisori campi magnetici più o meno intensi e addirittura riscaldare gli strati alti dell'atmosfera planetaria,Terra compresa.
Per i dilettanti,il Vento Solare è un costante flusso di protoni ed elettroni e gas ionizzato ad elevate temperature che viene costantemente emesso dalle emissioni coronali della nostra stella.
La sua intensità può variare o meno a seconda dei periodi di attività solare più o meno intensi,o dall'intensità dei brillamenti della nostra stella.
La mia teoria ipotizza che quando avvengono dette variazioni del vento solare più o meno intense,tali campi magnetici di cui ho parlato prima o improvvisi riscaldamenti degli strati superiori dell'atmosfera possano formarsi delle anomalie climatiche o addirittura delle destabilizzazioni tettoniche o addirittura magmatiche.
Ma prima vorrei mostrarvi alcuni esempi che ho raccolto finora come "prova":
A:

(1)29 settembre 2009 | 11:10


Filippine: sono almeno 240 i morti causati dalla tempesta Ketsana
Manila. La tempesta tropicale che ha colpito negli ultimi giorni la Capitale delle Filippine ha provocato la morte di almeno 240 persone. E' questa la più violenta inondazione degli ultimi 40 anni. Secondo gli ultimi bilanci sarebbero quasi 380.000 gli sfollati che hanno trovato rifugio nei vari campi profughi allestiti nella zona. I sinistrati sarebbero circa due milioni, su un totale di 92 milioni di abitanti delle Filippine.
Il governo ha dichiarato di essere stato preso alla sprovvista e di non aver capito la gravità della situazione e chiede ora "aiuti umanitari internazionali per gestire le conseguenze della tempesta tropicale Ketsana". All'annuncio del ministro della Difesa, Gilberto Teodoro, ha fatto eco quello del Presidente Gloria Arroyo che ha affermato che "Ketsana rappresenta un evento estremo che ha spinto al limite i nostri servizi di sicurezza".
Il momento più tragico della tempesta è stato sabato, quando vento e acqua hanno imperversato per 9 ore consecutive sulal città, dove il livello delle acque ha raggiunto anche i 6 metri.






(2)Tsunami nell'Oceano Pacifico

Onde anomale colossali, scatenate da un sisma registrato fra le Samoa occidentali e le Samoa americane, con una magnitudo di 8,0 e una profondità di 18 km, hanno inondato e distrutto interi villaggi e causato morti e feriti. Persone e auto sono state trascinate in mare, mentre la popolazione si è rifugiata in terreni più elevati.

(3)Terremoto di 7,6 gradi al largo di Sumatra, centinaia sotto le macerie a Padang
L'epicentro è a 80 km di profondità. Danni a case e ponti, scoppiati incendi. Comunicazioni interrotte


MILANO - Un terremoto di 7,6 gradi della scala Richter è stato registrato alle 12,16 (ora italiana) in Indonesia. L'epicentro è stato posizionato a 50 km da Padang, appena al largo della costa occidentale di Sumatra, alla profondità di 80 km. Dopo circa 20 minuti c'è stata una seconda scossa di 5,5 gradi, ma più profonda. Il sisma è stato sentito distintamente anche a Kuala Lumpur, capitale della Malaysia, e a Singapore. Nella città-Stato, distante 450 km dall'epicentro, alcuni grattacieli sono stati evacuati per precauzione.

VITTIME - Secondo le prime notizie ufficiali del ministero della Sanità indonesiano, giunte tre ore e mezza dopo il sisma, ci sono almeno tredici morti accertati ma migliaia di persone sono intrappolate sotto le macerie. Non è stato diramato alcun allarme tsunami ma solo un avviso di vigilanza dagli enti locali cancellato dopo poco più di un'ora. Sulla costa di Sumatra si è registato un aumento del livello del mare di 0,27 metri circa mezz'ora dopo il sisma. A Padang, una città di 900 mila abitanti nell'isola di Sumatra, secondo le prime risultanze risultano danneggiate case e ponti; un testimone locale ha riferito di incendi scoppiati e di un hotel crollato. L'Agenzia sismologica indonesiana ha riferito che «edifici di grandi dimensioni sono andati distrutti» e che «le comunicazioni sono interrotte». Difficili anche i collegamenti a causa delle frane che hanno interessato le strade.

COINCIDENZE - Straordinarie le coincidenze, che forse coincidenze non sono, tra gli episodi attuali, con il sisma di martedì alle isole Samoa, e quanto avvenne nel dicembre 2004, che culminò con il disastroso tsunami nell'oceano Indiano. Il 23 dicembre 2004 avvenne un terremoto di 8,1 gradi Richter al largo dell'isola Macquarie (all'epoca il sisma più forte in 14 mesi) al confine delle placche tettoniche pacifica e indo-australiana. Dopo 58 ore (meno di due giorni e mezzo) si scatenò il sisma di 9,1 gradi a Sumatra che innescò il maremoto e che insieme provocarono circa 250 mila vittime. Ipotizzabile il collegamento tra i due episodi del 2004: un forte sisma rese probabilmente instabile la placca indo-australiana, che (in parte) recuperò l'equilibrio con il terremoto a Sumatra. Martedì c'è stato il sisma di 8-8,3 gradi a Samoa (il più forte degli ultimi due anni), che coinvolge sempre le stesse due placche tettoniche, e a distanza di circa 16 ore è avvenuto un altro terremoto con epicentro non troppo distante da quello del 26 dicembre 2004 ma sempre sulla stessa linea di subduzione. Inoltre il 28 marzo 2005 avvenne una scossa di 8,6 gradi che provocò circa mille morti e causò un piccolo tsunami con epicentro a poche decine di chilometri a nord-ovest dal luogo dove è avvenuto il sisma odierno.

B:

In questi giorni tra il 28-29-30 di luglio 2009 un eruzione solare ha espulso miliardi di tonnellate di protoni nello spazio circostante.
In concomitanza con ciò sulla Terra è entrato in eruzione uno dei più potenti vulcani che la storia ricordi.
Anak Krakatau,un tempo chiamato Krakatoa,e ancor prima di esso un 'altro vulcano chiamato Kapi,ha dato prova di se con una violenta attività eruttiva.
Eccovi un articolo:

(1)INDONESIA: ITALIANO FOTOGRAFA IL RISVEGLIO DEL VULCANO KILLER
30-07-2009 - 14:12





30-07-2009 - 14:49 Giacarta, 30 lug. - (Adnkronos) - Il piu' potente vulcano del mondo si e' risvegliato, e un fotografo amatoriale italiano ne ha catturato le prime sensazionali immagini. Lui e' Marco Fulle, 51enne nato a Trieste, appassionato di fotografia e di comete. I suoi scatti sono stati pubblicati oggi sull'edizione online del Daily Mail, e raffigurano il "mostro", com'e' chiamato il vulcano indonesiano Anak Krakatoa, mentre illumina coi suoi fiumi di lava i cieli indonesiani tra Giava e Sumatra. Altre spettacolari immagini mostrano una tempesta abbattersi sul vulcano, responsabile oltre un secolo fa della piu' violenta eruzione della storia.

E NON SONO MANCATI ANCHE EFFETTI SECONDARI DI TALE ERUZIONE SOLARE:

(2)TERREMOTI: STROMBOLI, TRE SCOSSE E PICCOLE FRANE SUL VULCANO
STROMBOLI (MESSINA) (ITALPRESS) - Tre scosse associabili ad eventi franosi di piccola entita', localizzati nell'area della Sciara del Fuoco, sono state registrate sullo Stromboli, nelle ultime 24 ore, dai tecnici della sezione dell'Istituto di geofisica e vulcanologia di Napoli (Osservatorio vesuviano) che proseguono a monitorare il vulcano. L'ampiezza del tremore e' su valori bassi. (ITALPRESS). red 30-Lug-09 14:36 NNNN

(3)Terremoti: Taiwan, scossa 5, 9
Nell'area di Hengchun, nessuna segnalazione di danni ne' vittime
(ANSA) - TAIWAN, 29 LUG - Una scossa di magnitudo 5,9 della scala Richter e' stata avvertita nella zona meridionale dell'isola di Taiwan. Al momento non vengono segnalati ne' vittime ne' danni. Secondo l'Ufficio meteorologico locale, il sisma e' stato registrato alle 00:53 di giovedi' (ora locale, corrispondente alle 18:53 italiane di mercoledi) nell'area di Hengchun. L'epicentro e' stato individuato a una profondita' di 62 chilometri. Taiwan e' spesso interessata da fenomeni tellurici.

(4)Ore 09:58
TERREMOTI: SCIAME SISMICO NEL MARE DI SICILIA
PALERMO (ITALPRESS) - Tre lievi scosse sismiche sono state registrate nel mare di Sicilia, al largo della costa meridionale dell'Isola, dagli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La prima scossa e' avvenuta alle 21.30 di ieri sera con una magnitudo di 3,1. La seconda e' stata registrata alle 23.58, con magnitudo 3; la terza alle 7.38 di questa mattina, con una magnitudo di 2,9. Le scosse sono avvenute a una profondita' di circa 10 chilometri. (ITALPRESS). npl/red 30-Lug-09 09:58 NNNN

C:

Questo gigantesco brillamento è stato osservato il 26aprile 2008....
Pochi giorni dopo ecco quanto successi sulla Terra nell'arco di più o meno una settimana...

Il ciclone Nargis devasta la Birmania
«15mila morti e 30mila dispersi»



Lo ha detto il ministro degli Esteri: «Danni ancora da valutare nei villaggi». Centinaia di migliaia i senza tetto
RANGOON (BIRMANIA) - 15mila morti, di cui 10mila nella sola città di Bogalay per il passaggio del ciclone Nargis in Birmania. I dispersi sono 30mila. Lo ha detto il ministro degli Esteri Nyan Win parlando alla tv di Stato, aggiungendo che il governo sta ancora valutando i danni nei villaggi remoti dell'area del delta del fiume Irrawaddy, particolarmente colpita, inclusa Rangoon, la più grande città del Paese. È la peggiore catastrofe naturale registrata in Asia dal '91, quando in Bangladesh morirono 143mila persone. Secondo fonti delle Nazioni Unite, i senzatetto sono nell'ordine delle centinaia di migliaia, ma potrebbero risultare milioni.
AIUTI - La giunta militare birmana avrebbe, visto le dimensioni della catastrofe, accettato l'offerta di aiuti internazionali attraverso le Agenzie dell'Onu. Lo hanno reso noto le Nazioni Unite, spiegando che i primi aiuti partiranno subito. Anche la Casa Bianca ha annunciato l'invio di aiuti ma ha sottolineato che prenderà precauzioni per evitare che i fondi possano essere usati in altro modo dalla giunta militare birmana. «Siamo molto turbati dalle informazioni che giungono dalla Birmania e siamo addolorati per il numero delle vittime - ha affermato oggi il portavoce della Casa Bianca, Scott Stanzel - la nostra ambasciata è in contatto con le autorità birmane per far giungere aiuti». Ma il portavoce ha precisato che gli aiuti saranno distribuiti da organizzazioni internazionali per evitare «che passino direttamente nelle mani del governo».
Anche il Ministero degli Affari Esteri italiano, attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, ha erogato un contributo immediato di 123.000 euro in risposta all'appello della Ficross (Federazione Internazionale delle Croci Rosse e delle Mezze Lune Rosse).
DANNI INGENTI - Del resto la macchina degli aiuti internazionali si è già messa in moto. «Sappiamo che centinaia di migliaia di persone hanno bisogno di un riparo e di acqua potabile», ha dichiarato da Bangkok Richard Horsey, dell'ufficio delle Nazioni Unite per l'emergenza disastri, «ma non siamo in grado di quantificare il numero esatto». La tempesta tropicale di categoria 3, che sabato si è abbattuta sulle coste meridionali della Birmania con raffiche di vento a 190 chilometri orari, ha spazzato via interi villaggi e lasciato senza energia elettrica cinque regioni, tra cui anche Rangoon che conta cinque milioni di abitanti. I danni maggiori sono stati lungo il delta del fiume Irrawaddy. Qui, secondo i media locali, almeno 98.000 persone sono rimaste senza casa e in loro aiuto si sono mobilitati centinaia di monaci.
PRIMO SOCCORSO - Il portavoce della Federazione della Croce Rossa internazionale, Michael Annear, ha riferito che l'organizzazione ha già distribuito 5.000 litri d'acqua potabile, pasticche di cloro per la potabilizzazione, kit di sopravvivenza, zanzariere, teli di plastica e coperte. «Abbiamo cercato di raggiungere le zone più isolate», ha spiegato Annear, «ma molte strade sono inaccessibili». Ad ostacolare i soccorsi, secondo fonti della dissidenza, sono anche le restrizioni agli spostamenti imposte dalla giunta militare alle organizzazioni umanitarie.
DUE MILIONI DI PERSONE COINVOLTE - Sono almeno due milioni le persone coinvolte dal ciclone Nargis. La stima è stata effettuata dagli scienziati del Politecnico di Torino che hanno realizzato con immagini da satellite, in tempi rapidi, la prima carta delle aree colpite. Il team lavora ad Ithaca, laboratorio ad alta tecnologia, nato un anno fa all'interno di Siti, il centro di ricerche sui sistemi territoriali fondato dal Politecnico di Torino e dalla Compagnia di San Paolo. La cartina, che permette di constatare le reali dimensioni dell'evento, è già stata inviata al Wfp e alla Ocha, le agenzie dell'Onu che intervengono sulle emergenze umanitarie. «In questo modo - sottolinea il direttore di Ithaca, Piero Boccardo - si potrà valutare quanta roba mandare e anche quali vie di comunicazione utilizzare per raggiungere i posti colpiti dall'uragano. Siamo soddisfatti perchè le tecnologie che abbiamo messo a punto ci hanno permesso di fornire in pochissime ore dati fondamentali per gli interventi di soccorso».
STRAGE IN CARCERE - Ma dalla Birmania arrivano anche storie di ulteriori orrori dovuti alla mano dell'uomo. Il passaggio del ciclone Nargis, secondo quanto rivela un'organizzazione per i diritti umani thalandese, avrebbe provocato il crollo dei soffitti di diverse celle consentendo a circa 1000 prigionieri di tentare di scappare all'esterno. Ma questi ultimi dopo essere stati radunati tutti in un cortile sono stati «calmati» dalla polizia penitenziaria che ha sparato loro addosso. Al termine della strage sul terreno sarebbero rimasti 36 morti e 70 feriti.
05 maggio 2008(ultima modifica: 06 maggio 2008) (1)

Terremoto in Cina
STRANE NUBI LUMINESCENTI FILMATE IN CINA PRIMA DEL TERRIBILE TERREMOTO




migliaia di vittime
Un violento sisma, pari al 7.6 della scala Richter, ha squassato il Paese asiatico: incerto il numero di morti, ma ora l'agenzia di stampa cinese parla di almeno 7000 vittime. Nessun danno agli impianti di Pechino
PECHINO (Cina), 12 maggio 2008 - I primi dati parlano di 107 morti e 900 persone sepolte vive, tra cui molti adolescenti di una scuola, anche se ormai secondo Xinhua, l'agenzia di stampa nazionale, adesso le vittime sarebbero almeno 7000. Tra l'altro una notevole fonte di preoccupazione sarebbe data dai pesanti danni subiti da 2 grosse fabbriche farmaceutiche che avrebbero disperso 80 tonnellate di ammoniaca pura nel terreno. Le circa 6000 persone che vivono nei dintorni delle fabbriche sono state evacuate. Questo sarebbe il primo bilancio, ancora del tutto parziale, del terremoto che c'è stato nellla notte, alle 14.28 ora locale, nella zona di Wenchuan, in Provincia Sichuan, a 146 km dalla capitale regionale Chengdu.
Secondo l'ufficio sismiologico dello Stato si parla di una scossa del valore di 7.6 nella scala Richter. I feriti sarebbero oltre 10mila e con l'arrivo della notte e' sempre più difficile fare arrivare aiuti, visto che sono andati distrutti anche tutti i centri di comunicazione. Colpita tutta la regione del Sichuan e la vicina Chongching, fino all'omonima capitale dove sono deceduti 4 bambini di una scuola, prime vittime accertate. Il Presidente cinese Hu Jintao ha chiesto al Paese di massimizzare gli sforzi per cercare di salvare il maggior numero di persone. Il Primo ministro Wen Jiabao è anche andato sul posto per essere vicino alla gente. Ma il terremoto si è sentito in tutto il Paese, da Shanghai a Pechino, a oltre 3000 chilometri di distanza dall'epicentro e, al Sud, fino alla capitale tailandese Bangkok.
Paura anche a Pechino, dove le scosse si sono sentite per una ventina di secondi, soprattutto nei piani alti dei grattacieli. "Venti secondi interminabili - dice un dirigente di una società italiana con sede nei nuovi palazzi di SOHO Shangdu - sono corso giù per le scale e i dipendenti della ditta mi hanno tutti seguito. Dopo pochi minuti la strada era piena di gente, anche dagli altri uffici e, per mezz'ora, tutti sono rimasti lì a vedere cosa stesse succedendo. Ma erano evidenti segnali di terremoto e c'è stata tanta paura". Nessun danno però nella Capitale, né per le vecchie costruzioni né per tutte le nuove strutture, comprese quelle olimpiche. Questi i primi dati ufficializzati dal Governo cinese. Le vittime, per ora, sembrano essere concentrate tutte nella zona dell'epicentro dove la scossa si è sentita per circa 3 minuti. Si temono altre scosse di assestamento che potrebbero far cadere palazzi lesionati dalla prima scossa. Ancora colpita una zona di grande presenza tibetana. Wenchuan è infatti un'area di circa 120mila abitanti tutti di origine tibetana e parte della Prefettura Autonoma Tibet-Qiang a circa 146 km a nord della capitale provinciale di Chengdu. Wenchuan è anche situata nel Parco Naturale Wolong dove c'è il centro di ricerca e di allevamento dei Panda giganti.
Francesco Liello (2)

L'ERUZIONE DI CHAITEN METTE PAURA A POMPEI





Il 2 maggio del 2008 , la città di Chaiten , 7000 abitanti e 1300 Km a sud di Santiago del Cile , si è svegliata sotto uno strato di cenere bianca che copriva strade , prati, automobili . Il vulcano Chaiten annunciava il suo ritorno in attività dopo 9400 anni di silenzio, mettendo in allarme i vulcanologi di tutto il mondo. Dopo poche ore dalla sua bocca si è innalzata verso il cielo una nube di gas , ceneri e lapilli alta circa di 20 Km. I venti in quota hanno trasportato il fumo verso le Ande e sull'Argentina , per spingersi poi fin sull'Oceano Atlantico. Nessuna colata , solo cenere e gas. Gli esperti affermano che è più devastante, dato che danneggia i polmoni e tolgono l'ossigeno al suolo. Prima dell'eruzione , il vulcano era coperto da un duomo , un “tappo” di lava solida a forma di cupola che fessuratosi, ha lasciato uscire il materiale gassoso. La formazione della colonna di gas ha richiesto molte ore come a Pompei nel 79 d.C. . Le 4000 persone evacuate è stata solo una misura prudenziale avvertono dal governo . Le eruzioni esplosive ha fatto registrare colonne alte anche 40 Km , come accaduto nel 1991 con il vulcano Pinatubo , nelle Filippine: in quel caso il clima si raffreddò per un paio d'anni di 1,1°C in media , perché l'anidride solforosa emessa ha bloccato la luce del sole. Per fare in modo che anche questa volta ci sia un effetto climatico apprezzabile è necessario una decina di milioni di tonnellate di aerosol nella stratosfera.Napoli dovrà preoccuparsi di questa eruzione ? Ci risponde Mastrolorenzo , dell'istituto nazionale di vulcanologia e geologia “ Al momento è tutto tranquillo . Una futura eruzione sarebbe preannunciata da terremoti , deformazioni del suolo e variazioni nel flusso dei gas vulcanici “.(3)



D:



(1)Nel 20 gennaio 2005 l'enorme macchia solare 720 scatenò un immenso brillamento classificato come X7.
La cosa impressionante di tale tempesta che espulse miliardi di tonnellate di protoni,fu il fatt che essi coprirono la distanza tra il Sole e la Terra non in un giorno due come di solito,ma bensì in MEZZ'ORA.
Normalmente sul Sole quando avviene un'espulsione di massa i suoi effetti li avvertiamo un giorno-due più tardi,ma quest'ultima fu l'eccezione di tutte al punto che quando la tempesta di protoni colpì la Terra gli esperti ne furono totalmente sbalorditi.
La velocità della luce equivale a 300.000 km al secondo,vale a dire che dal Sole per raggiungere la Terra impiega nientemeno che 8 minuti,ciò stà a significare che se i protoni per raggiungere la Terra hanno impiegato mezz'ora essi devono aver viaggiato alla velocità di 75.000 km al secondo,un quarto della velocità della luce.
Da Record.

Ma sulla Terra ci sono stati degli effetti?
Molto blandi ma sì.
Ovviamento non sapendone la causa il fenomeno è stato male interpretato come delle "interferenze"
Eppure gli effetti di una tempesta solare sono proprio questi..

Ecco due articoli.

(2)Black out dei telecomandi ad Aosta

E'un mistero, come incendi a Canneto e termometri a Roma
(ANSA) - AOSTA, 20 GEN - Da questa mattina non funzionano piu' i telecomandi di garage, cancelli e automobili nella zona nordorientale di Aosta. L'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), ha effettuato dei controlli sui campi elettromagnetici, ma i livelli sono risultati nella norma. Il black resta dunque avvolto dal mistero, come altri episodi avvenuti di recente, dallo scoppio di 2.000 termometri in una farmacia di Roma agli inspiegabili incendi nelle case di Canneto, in Sicilia.


(3)Mistero elettromagnetico ad Aosta

- E' avvolto nel mistero il black out che da ieri ha interessa telecomandi di garage, cancelli e automobili nella zona nordorientale di Aosta e che ha creato e continua a creare diversi disagi. Sono stati alcuni cittadini...
E' avvolto nel mistero il black out che da ieri ha interessa telecomandi di garage, cancelli e automobili nella zona nordorientale di Aosta e che ha creato e continua a creare diversi disagi. Sono stati alcuni cittadini ad avvertire l'Agenzia regionale per la protezione ambientale Arpa dello strano fatto.
Dai controlli effettuati sui campi elettromagnetici i livelli sono però risultati nella norma.
I tecnici hanno poi effettuato esami sui segnali dei telecomandi da comparare con quelli emessi in altre zone della città.
Per monitorare la zona sarà posta una centralina in una scuola media in zona per il rilevamento continuo del campo elettromagnetico.
L'unica nota anomala è arrivata dalle apparecchiature della Vigilanza, ma sullo stano caso si sta ancora indagando.
La questione è diventata inoltre oggetto di un interrogazione del consigliere comunale dei Verdi Venturella.

di Moreno Vignolini
21/01/2005

Queste sono le correlazioni che finora io sono riuscito a trovare.
Ripeto,la mia ipotesi è che tali aumenti di intensità del Vento Solare possano influire sia con improvvisi aumenti di temperatura sia il con loro campo magnetico sui movimenti della crosta terrestre,delle correnti magmatiche,e sulle tempeste atmosferiche.


Alex

Fonte:
1:http://www.sabatoseraonline.it/home_ssol.php?site=1&n=articles&category_id=16&l_id=11&article_id=121173&l=it
2:http://www.bluewin.ch/it/index.php/185/it/news/galleria?id=16498
3:http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_30/indonesia-terremoto_db319d20-adac-11de-a90c-00144f02aabc.sh

CONTINUA....

martedì 29 settembre 2009

LUCI SISMICHE

Durante lo svilupparsi si eventi sismici, in taluni casi è possibile notare, oltre al caratteristico rumore, anche delle luci che possono manifestarsi in modi diversi: talvolta simili ai cosiddetti “lampi di calore” estivi, altre volte similmente a delle fiammate e così via. Successivamente alle varie segnalazioni in proposito, gli scienziati hanno cominciato a effettuare dei veri e propri studi considerando attendibili diverse ipotesi che possono tutte concorrere al formarsi delle luci sismiche.
E’ utile ricordare che in natura esistono numerosi fenomeni di luminescenza non ancora spiegati dalla scienza ufficiale, come ad esempio i fulmini globulari, in grado di muoversi nell’ambiente atmosferico ad altezze diverse e di attraversare talvolta anche determinati tipi di barriera fisica, come i vetri delle abitazioni.
La teoria dell’effetto piezoelettrico, fenomeno già probatamente responsabile dell’emissione di radiofrequenza nella gamma delle onde lunghissime (VLF) fino a qualche decina di megahertz (106 hertz) prevede che rocce con composizione cristallina, soggette alle compressioni generate dai sismi siano in grado di produrre luce grazie alle scariche elettriche. L’effetto di piezoelettricità è presente in un gran numero di cristalli, avviene sottoponendo due facce del cristallo a compressione e ottenendo sulle facce trasversalmente opposte una differenza di potenziale anche elevata. La difficoltà della produzione di luci sismiche mediante questo fenomeno risiede nella necessità dell’allineamento dei cristalli nelle rocce in modo tale da riuscire la differenza di potenziale necessaria a generare la scarica elettrica e quindi il lampo.
Altri effetti elettrici si possono sviluppare semplicemente mediante la separazione o il contatto tra strati rocciosi, fenomeno che si verifica appunto in corrispondenza di spaccature causate da sismi. Sembra che il gradiente elettrico provocato da queste fratture o dai successivi contatti, potrebbe essere in grado di sviluppare sufficiente tensione da giustificare i lampi di luce.
Strofinando alcuni materiali inoltre è possibile elettrizzarli, ovvero ammassare cariche elettriche all’interno degli elementi sottoposti a strofinio. Questi quindi si caricano allo stesso modo in cui si comporta un condensatore. Fenomeni di frane su fianchi di montagne potrebbero ingenerare questa situazione e quindi provocare dei lampi dovuti a scariche elettriche.
Anche la somministrazione di calore nei cristalli può generare la produzione di cariche elettriche. In questo modo trasformando il calore in differenza di potenziale. L’attrito delle rocce sottoposte a compressione e rilascio, evento tipico di un sisma, potrebbe essere in grado di generare sufficiente calore per produrre anche questo fenomeno.
Alcuni ricercatori affermano che durante il terremoto si possono formare delle forti correnti ascensionali d’aria dovute alle vibrazioni del suolo. Queste correnti possono caricarsi elettricamente e generare scariche elettriche luminose.
Altri fenomeni che sviluppano luce, comprendono il fenomeno delle scariche elettrochimiche, che si formano a partire da fenomeni elettrolitici dell’acqua. Questi fenomeno potrebbe partire dalla presenza naturale d'acqua in anfratti e spaccature nelle rocce.
La stessa compressione delle rocce può causare l’emissione di elettroni che a seguito di collisioni con le molecole dell’atmosfera possono provocare deboli fenomeni luminosi.
In altre occasioni, successivamente ad un sisma si è potuta constatare la presenza di tracce di combustione. In tali casi si ipotizza che il fenomeno sia dovuto alla fuoriuscita di gas infiammabili dal terreno. Risulta comunque difficile comprendere le ragioni dell’innesco della combustione.
Esistono inoltre altre possibili cause di questi strani fenomeni che coinvolgono la fonoluminescenza, ovvero la possibilità di infondere in una bolla d’aria, mediante vibrazioni soniche o ultrasoniche, una temperatura talmente elevata da superare quella presente sulla superficie del sole.

ALCUNI VIDEO SULLE LUCI SISMICHE









MA CI SONO ANCHE CASI IN CUI GIORNI PRIMA DI TALI TERREMOTI SI SONO VISTE STRANE NUBI FLUORESCENTI SIMILI A QUELLE DI UN ARCOBALENO



PERSONALI CONCLUSIONI

FENOMENI NATURALI O OPERA DI ALIENI?
SONO DELL'IDEA CHE LA CAUSA SIA PERLOPIU' NATURALE,DOPOTUTTO CI SONO ANCORA MOLTI FENOMENI CHE SEPPUR AFFASCINANTI NON RIUSCIAMO A COMPRENDERLI APPIENO.
LE LUCI SISMICHE SONO TRA DI ESSI,SEMBRA INFATTI CHE A CAUSARE IL DISASTRO DI TUNGUSKA SIA STATO PROPRIO UNO DI DETTI FENOMENI:VEDI QUI.
VI AGGIUNGO INOLTRE ALCUNI LINK CHE POSSONO COLLEGARE TALI FENOMENI CON PRESUNTI UFO
O ADDIRITTURA PRESUNTI RAPIMENTI ALIENI O ADDIRITTURA ALLUCINAZIONI:

VULCANO A L'AQUILA

POSSIBILE SPIEGAZIONI A CERTE LUCI ALIENE

SPIEGAZIONE PER RAPIMENTI ALIENI E ALLUCINAZIONI MISTICHE

FATEMI SAPERE COSA NE PENSATE.


Fonte:http://www.fesn.org/Dinamica_terremoti/menu21.htm

lunedì 28 settembre 2009

INFLUENZA A: FAZIO, LA MALATTIA È LEGGERA

“La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione”. Lo afferma il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, al termine dell'incontro dell'unità di crisi che si è svolto questo pomeriggio al ministero della Salute. “Noi tutti abbiamo la reale impressione - aggiunge Fazio - che si sta facendo un po' troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme”.

I casi di pazienti colpiti dall'influenza A erano la scorsa settimana 5.600 mentre ad oggi sono circa sette mila ha precisato Fazio, sottolineando che si tratta “di un dato significativo ma non ancora esponenziale e dunque non tale da creare particolari allarmi”.

Il virus dell'influenza A, secondo Fazio, non desta particolari preoccupazioni ed è stimato che “alla fine della pandemia i casi gravi saranno un paio di centinaia”. “È necessario combattere le rare forme di polmonite virale acuta primaria”. Fazio inoltre aggiunge che è necessario “gestire l'evoluzione della pandemia con le Regioni in modo uniforme” e a tale proposito invita le Regioni “a scoraggiare l'accesso diretto dei cittadini negli ospedali e a incoraggiare le chiamate verso il proprio medico di famiglia”.

CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE NELLE SCUOLE - “Avvieremo all'interno delle scuole una campagna di comunicazione sui comportamenti corretti da tenere” per evitare il contagio della nuova influenza. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelimini ribadendo che “le lezioni partiranno regolarmente” e “non è prevista nessuna chiusura generalizzata delle scuole”.

Le regole che si invitano a seguire nelle scuole sono semplici: lavati spesso le mani con acqua e sapone e conta fino a 20 prima di smettere; copriti la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando tossisci o starnutisci e poi fai subito centro nel cestino; non scambiare gli oggetti o il cibo con i tuoi amici (penne, matite, bicchieri, posate, merendine etc.); non toccarti gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate: il virus dell'influenza passa da lì; fai attenzione, il virus dell'influenza è campione di salto in lungo: non stare vicino a chi ha i sintomi.

CIRCOLARE NELLE SCUOLE PER EVENTUALI CHIUSURE - Tra pochi giorni, al massimo nell'arco di una settimana, il ministero dell'Istruzione emanerà una circolare in cui vengono codificate le modalità di eventuali chiusure di singole scuole o classi se si dovessero verificare casi gravi di influenza A. “La eventuale chiusura di singole classi o plessi scolastici - ha precisato il ministro Gelmini - verrà decisa su proposta delle Asl con il coinvolgimento del sindaco e del dirigente scolastico”. Il ministro ha quindi ribadito che il governo “non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di un allungamento delle vacanze di natale” in coincidenza con il picco dell'influenza.

EDUCARE I PIÙ PICCOLI - “Vanno educati soprattutto i più piccoli” per prevenire il contagio della nuova influenza. Ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, secondo la quale l'anno scolastico può iniziare tranquillamente, con alcuni piccoli accorgimenti. “Bisogna educare soprattutto i bambini più piccoli, quelli delle elementari, a non passarsi ad esempio -ha proseguito - bevande già assaggiate da altri compagni o portarsi alla bocca penne e matite”. Quanto alle decisioni prese da alcuni presidi, come il dirigente scolastico dell'istituto Newton di Roma, che ha vietato i baci tra ragazzi, il ministro Gelmini ha osservato che i presidi “hanno la facoltà di assumere decisioni” in virtù dell'autonomia scolastica. “Non credo - ha aggiunto - che oggi sia necessaria una soluzione a livello generale, ma rispetto le scelte e l'autonomia delle singole scuole. Ribadisco - ha concluso - che non è il caso di creare eccessivo allarmismo, il che non significa che il Governo voglia sottovalutare la situazione”.

INFLUENZA STAGIONALE - “L'influenza stagionale è marginalmente più severa dell'influenza A” ha precisato Fazio a margine della conferenza stampa. La vaccinazione per l'influenza stagionale partirà il primo ottobre per gli over 65. Lo precisa il viceministro della Salute Ferruccio Fazio a margine di una conferenza stampa al ministero della Salute aggiungendo che “attualmente solo i servizi essenziali e la popolazione a rischio verranno vaccinati contro il virus dell'influenza A”. Chi avrà la doppia vaccinazione, conclude il ministro, si vedrà posticipare la stagionale, anche se sulla covaccinazione dobbiamo aspettare il parere del Consiglio Superiore di Sanità.

Fonte: Agenzia ANSA

domenica 27 settembre 2009

MARIA NON ERA VERGINE

MARIA NON ERA VERGINE E GIUSEPPE ERA IL PADRE DI GESU'

L'immacolata concezione di Maria e' un dogma derivato da un errore di traduzione, poiche' la Madonna non era vergine ed il vero padre di Gesu' era Giuseppe.
Lo scrive il giorno della vigilia di Natale su mezza pagina sotto il titolo "Perche' Maria non era affatto vergine" il quotidiano conservatore 'Die Welt', secondo il quale "chi legge attentamente la Bibbia deve far piazza pulita di un paio di leggende.
Il padre di Gesu' era proprio Giuseppe".
Nel lungo articolo il giornale precisa che "la nostra ragione critica deve porsi delle domande su questa storia vecchia di duemila anni", prima di passare a contestare l'affermazione contenuta nel Vangelo secondo Matteo, in cui si narra dell'annunciazione dell'angelo fatta in sogno a Giuseppe, in cui gli rivela che Maria "e' incinta dello Spirito Santo e fara' nascere un figlio a cui darai il nome di Gesu', che salvera' il suo popolo dai peccati.
Cio' e' avvenuto affinche' si realizzi cio' che il Signore ha detto al profeta, che parla cosi': una vergine rimarra' incinta e partorira' un figlio, a cui daranno il nome di Immanuel, che significa 'Dio e' con noi'".
L'autore dell'articolo sottolinea che Matteo ha commesso due errori, poiche' le parole del profeta Isaia, da lui citate, "le ha tratte dal 'Septuaginta', la prima versione greca del Vecchio Testamento, scritto 300 anni prima della nascita di Cristo da 72 eruditi in 72 giorni.
Nella citazione di Isaia, pero', la parola ebraica 'almah' (giovane donna) era stata tradotta erroneamente con il termine 'parthenos' (vergine).
Non c'era dunque alcuna ragione per riferirsi a questa 'promessa'.
Giuseppe e Maria avrebbero potuto rallegrarsi tranquillamente come una coppia qualsiasi della nascita del loro bambino".
La seconda contraddizione riscontrata nel Vangelo di Matteo riguarda il fatto che non Maria, ma Giuseppe discende dalla stirpe di David.
L'autore dell'articolo scrive che "l'angelo si rivolge a Giuseppe chiamandolo 'Giuseppe, figlio di David'.
Come puo' nascere allora un figlio di David, che Maria deve partorire, senza l'intervento di Giuseppe?".
La 'Welt' sottolinea inoltre che San Paolo "fondatore della Cristologia, non dedica nemmeno una parola a Maria, ma la Chiesa ne ha fatto una figura che sopravanza lo stesso Salvatore".
Il giornale osserva poi che i due dogmi riguardanti Maria, come l'immacolata concezione e l'aver partorito Gesu' rimanendo vergine, "sul piano razionale sembrano liquidarsi da soli, anche se rimarranno irremovibili".
A sostegno della sua tesi la 'Welt' cita con pungente ironia anche l'introduzione al Cristianesimo scritta da Joseph Ratzinger prima di essere eletto Papa, in cui si afferma che "l'insegnamento di Gesu' come figlio di Dio non risulterebbe intaccato, se Gesu' fosse nato da un matrimonio umano normale".
In un lungo articolo sulla progressista 'Sueddeutsche Zeitung' lo storico della Chiesa, Hans Foerster, smitizza invece la festivita' del Natale, ricordando che "nei primi tre secoli della nostra datazione la festa del Natale non veniva celebrata, ma venne introdotta solo nel quarto secolo, facendola coincidere con la data del solstizio invernale".
Lo studioso aggiunge che anche la festa ebraica di "Chanukka" e' "piu' vecchia di mezzo millennio della festa di Natale e cade nella maggior parte dei casi in prossimita' di questa".
La conclusione di Foerster e' che "Natale e' una festa di grande ambivalenza ed i teologi del XX secolo parlano in proposito di una riuscita inculturazione. Proprio per questo motivo questa festivita' in alcune fasi della storia della Chiesa e' stata vista in maniera fortemente critica".

Fonte:http://ilghibellino.blogspot.com/2008/12/die-welt-maria-non-era-vergine-e.html

LE MIE IPOTESI SONO DUE:
-O E' STATO VOLUTAMENTE FATTO UN ERRORE DI TRADUZIONE PER COPRIRE LE MISTIFICAZIONI DELLA STORIA DI GESU' CON QUELLA DI ALCUNE DIVINITA' SIMILI ALLA STORIA DI GESU' NATE PER MEZZO DI UN DIO E UNA MORTALE COME:GIOVE CON ERCOLE;VISHNU CON DEVAKI E ALCUNE ALTRE.
FACENDO CIO' SI COPRIREBBE LA VERA STORIA DI UN UOMO CHE AVEVA FRATELLI E PRESUMIBILMENTE ANCHE FIGLI,
IN QUESTO MODO DICENDO CHE MARIA ERA VERGINE SI AGGIUNGEVA UN AGGETTIVO CHE RENDEVA GESU' UNICO RISPETTO ALLE ALTRE DIVINITA' CHE LO RENDEVANO UNICO,COSì ELIMINANDO FRATELLI E FIGLI E PER DI PIU' NATO PER PATERNOGENESI NON POTEVA ESSERE PARAGONATO A NESSUNA ALTRA DIVINITA'.
-OPPURE LA SECONDA IPOTESI E'CHE I TRADUTTORI ABBIANO INVOLONTARIAMENTE ERRATO NEL FARE LA TRADUZIONE.
QUALE SCEGLIETE?

IL VULCANO SOTTO I COLLI ALBANI SI STA' RISVEGLIANDO?




(1)E se il vulcano di Albano si risvegliasse?

All'apparenza tutto tace nella quiete e nella tranquillità dei Colli Albani, tra fraschette e porchetta. Ma la realtà silente sembra riservare un futuro non molto tranquillo. Sia per i paesi sia per Roma. Il complesso vulcanico dei Colli Albani,infatti, secondo recenti studi effettuati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, potrebbe riprendere la propria attività eruttiva in un futuro più o meno lontano.
Queste preoccupanti conclusioni sono il frutto di lunghe e accurate ricerche nelle aree della piana di Ciampino–Capannelle e del cratere del Lago Albano.
Incrociando le osservazioni geomorfologiche con le indagini archeologiche e le informazioni a noi pervenute attraverso le fonti letterarie antiche, gli studiosi hanno disegnato una nuova immagine del territorio, confermando quella che, per lungo tempo, è stata solo una preoccupante ipotesi.
A questo affascinante mosaico, la cui composizione mette in luce l'importanza di condurre studi multidisciplinari, si aggiunge un tassello a lungo trascurato: la conoscenza ed interpretazione dei miti.
Grazie a tecnologie sempre più sofisticate, impensabili fino a pochi anni fa, oggi possiamo conoscere caratteristiche del territorio a lungo ignorate e, con l'ausilio di criteri e metodologie consolidate, rendere gli studi sempre più approfonditi e mirati.

L'esame delle sezioni di sondaggio per la realizzazione dei nuovi tratti del Grande Raccordo Anulare di Roma offre una straordinaria chiave interpretativa sull'origine della Piana di Ciampino. Secondo quanto rilevato dall'Esrin, il Centro dell'Agenzia Spaziale Europea per l'Osservazione della Terra, sito a
Frascati, l'estensione dell'area pianeggiante mostrerebbe l'esistenza di una continuità morfologica a partire dal margine settentrionale del cratere del Lago di Albano, ovvero in corrispondenza della sua parte più depressa. La chimica del terreno (principalmente composto da materiale piroclastico e acqua
miscelati), pertanto, sarebbe dipesa dall'attività del cratere stesso. Ciò che gli studiosi si propongono di verificare, tuttavia, è se la natura di tali depositi sia il frutto di un fenomeno di esondazione delle acque o se, addirittura, essa testimoni ulteriori fenomeni di tipo esplosivo. Tutti questi elementi, appare chiaro, sono propedeutici a una completa rivisitazione della pianificazione del territorio e a una corretta definizione del rischio.

ALTRI ARTICOLI AL RIGUARDO:
(2)

Eventi sismici con epicentro nell'area romana intesa come Colli Albani, Roma, Mar Tirreno, Monti Prenestini, Monti Tiburtini, Monti Cornicolani, Monti Lucretili *

12/05/2009: Roma magnitudo 2.1 profondit� 10.6 km
20/04/2009: Albano/Ariccia magnitudo 2.3 profondità 7.0 km
27/03/2009: Albano/Castel Gandolfo magnitudo 2.4 profondità 8.0 km
11/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.1
09/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.3
12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 2.2
12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 3.8
19/12/2007: Lanuvio magnitudo 2.2 profondità 10.0 km
04/02/2007: Colonna magnitudo 2.3 profondità 9.0 km
21/01/2007: Poli magnitudo 2.5 profondità ND km
18/03/2006: Colonna/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 8.2 km
06/03/2006: Cori magnitudo 3.0 profondità 9.1 km
08/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.4 profondità 10.0 km
05/01/2006: Colonna/Monte Compatri/Monte Porzio Catone magnitudo 2.7 profondità 10.4 km
04/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.3 profondità 10.3 km
04/01/2006: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 11.1 km
22/08/2005: Mar Tirreno magnitudo 4.7 profondità 30.0 km
22/03/2005: Ciampino magnitudo 2.3 profondità ND
05/10/2004: San Vito Romano/Olevano Romano magnitudo 3.0 profondità 5.6 km
14/03/2004: Velletri magnitudo 2.3 profondità ND
22/10/2003: Ciampino magnitudo 2.7 profondità ND
27/12/2002: Mar Tirreno magnitudo 3.1 profondità 5.0 km
05/10/2004: Pisoniano magnitudo 3.7 profondità 17.43 km
22/10/2003:Grottaferrata/Marino magnitudo 2.6 profondità ND km
19/12/2001: San Vito Romano magnitudo 3.1 profondità 23.08 km
20/03/2001: Velletri/Lariano magnitudo 2.8 profondità ND km
13/11/2000: Rocca Canterano magnitudo 3.0 profondità 3.99 km
28/06/2000: Marano Equo magnitudo 3.0 profondità 8.63 km
27/06/2000: Cave/Valmontone magnitudo 3.9 profondità 1.77 km
27/06/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.1 profondità ND km
11/03/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.3 profondità 9.0 km
01/11/1999: Monte Porzio Catone magnitudo 2.2 profondità ND km
16/09/1998:Poli/Tivoli magnitudo 2.8 profondità ND km
06/01/1998:Monti Tiburtini magnitudo III/IV profondità ND km
23/11/1997: Lanuvio/Albano magnitudo III/IV profondità ND km
06/11/1997: Guidonia Montecelio magnitudo 3.7 profondità 24.10 km
09/05/1997: Castelli Romani magnitudo IV/V profondità ND km
31/03/1997: Labico/Lariano magnitudo III/IV profondità ND km
26/07/1996: Roma/Monte Compatri magnitudo III/IV profondità ND km
27/02/1996: Lanuvio magnitudo 2.6 profondità ND km
03/11/1995: Zagarolo magnitudo 3.1 profondità ND km
12/06/1995: Roma magnitudo VI profondità ND km
10/03/1995: Roma magnitudo 3.2 profondità 3.00 km
18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.1 profondità ND km
18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.8 profondità ND km
07/09/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
06/05/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
26/04/1994: Colli Albani magnitudo 2.2 profondità ND km
19/06/1990: Palombara Sabina/Moricone/Licenza magnitudo 3.1 profondità 1.88 km
17/03/1990: Pomezia magnitudo 3.0 profondità 11.77 km
19/12/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 7.47 km
15/11/1989: Albano magnitudo 3.1 profondità 5.38 km
24/10/1989: Pomezia/Ardea magnitudo 3.0 profondità 6.43 km
23/10/1989: Pomezia magnitudo 3.7 profondità 4.18 km
28/08/1989: Monte Compatri magnitudo 3.1 profondità 7.13 km
23/04/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 4.94 km
11/05/1987: Albano/Aprilia/Roma magnitudo 3.2 profondità 11.53 km
11/04/1987: Lanuvio magnitudo 3.7 profondità 16.82 km
11/04/1987: Cisterna di Latina magnitudo 3.0 profondità 15.60 km
14/03/1987: Lanuvio/Aprilia magnitudo 3.0 profondità 1.12 km
18/05/1983: Rocca Massima magnitudo 3.1 profondità 18.07 km
29/09/1982: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 3.8 profondità 11.04 km
20/05/1981: Rocca di Papa/Nemi magnitudo 3.0 profondità 1.40 km
09/05/1981: Velletri/Cisterna di Latina magnitudo 3.1 profondità ND km
03/04/1981: Rignano Flaminio magnitudo 3.4 profondità ND km
26/12/1927: Colli Albani magnitudo 5.0
22/10/1919: Anzio magnitudo 5.4
10/04/1911: Frascati magnitudo 3.9
21/02/1906: Albano magnitudo 4.4
11/03/1902: Frascati magnitudo 4.4
24/04/1901: Montelibretti magnitudo 5.2
19/07/1899: Colli Albani magnitudo 5.2
01/11/1895: Castelporziano magnitudo 4.4
12/03/1893: Albano magnitudo 4.2
22/01/1892: Colli Albani magnitudo 4.7
17/01/1886: Albano magnitudo 5.0
07/08/1884: Rocca di Papa magnitudo 4.4
06/02/1884: Albano magnitudo 5.0
02/09/1883: Frascati magnitudo 4.2
16/03/1883: Albano magnitudo 4.7
12/03/1878: Castel San Pietro magnitudo 4.7
16/08/1877: Rocca di Papa magnitudo 4.2
26/10/1876: Palestrina magnitudo 4.7
12/12/1861: Rocca di Papa magnitudo 4.7
29/06/1855: Frascati magnitudo 4.2
17/07/1844: Palestrina magnitudo 4.8
01/06/1829: Colli Albani magnitudo 4.7
22/03/1812: Roma magnitudo 4.7
18/02/1811: Roma magnitudo 4.5
13/07/1810: Albano magnitudo 5.0
26/08/1806: Colli Albani magnitudo 5.6
29/12/1800: Velletri magnitudo 5.0
ND/03/1784: Albano magnitudo 4.4
24/09/1782: Rocca di Papa magnitudo 5.0
25/02/1781: Albano magnitudo 4.2
22/06/1773: Albano magnitudo 4.2
ND/03/1773: Colli Albani magnitudo 4.7
08/06/1754: Rocca di Papa magnitudo 4.4
28/01/1750: Albano magnitudo 4.4
17/09/1748: Frascati magnitudo 4.4
06/06/1577: Velletri magnitudo 4.4
19/01/1484: Monterotondo magnitudo 4.7
02/02/1438: Grottaferrata magnitudo 5.4
17/03/1404: Roma magnitudo 4.1
27/01/1091: Roma magnitudo 5.1
29/04/801: Roma magnitudo 5.4
06/08/618: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/484: Roma magnitudo 5.4
ND/ND/443: Roma magnitudo 5.6
ND/ND/275: Roma magnitudo 4.5
ND/ND/262: Roma magnitudo 4.5
19/10/223: Roma magnitudo 4.3
17/09/223: Roma magnitudo 4.3
09/09/223: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/217: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/191: Roma magnitudo 3.9
ND/ND/51: Roma magnitudo 5.6
ND/ND/15: Roma magnitudo 5.4
ND/04/-56: Colli Albani magnitudo ND
ND/ND/-72: Roma magnitudo 5.4
ND/ND/-83: Roma magnitudo 5.4
ND/09/-179: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/-192: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/-461: Roma magnitudo 4.5


(3)I Colli Albani: il rischio vulcanico in un apparato dormiente


Devictis Sabinis cum in magna gloria magnisque opibus regnum Tulli ac tota res Romana esset, nuntiatum regi patribusque est in monte Albano lapidibus pluvisse. Quod cum credi vix posset, missis ad id visendum prodigium, in conspectu, haud aliter quam cum grandinem venti glomeratam in terras agunt crebri cecidere caelo lapides. Visi etiam audire vocem ingentem ex summi cacuminis luco ut patrio ritu sacra Albani facerent, quae velut dis quoque simul cum patria relictis oblivioni dederant, et aut Romana sacra susceperant aut fortunae, ut fit, obirati cultum reliquerant deum. Romanis quoque ab eodem prodigio novendiale sacrum publice susceptum est, seu voce caelesti ex Albano monte missa - nam id quoque traditur - seu haruspicum monitu; mansit certe sollemne ut quandoque idem prodigium nuntiaretur feriae per novem dies agerentur.

Così scriveva Tito Livio, negli "Ab Urbe condida libris": Sconfitti i Sabini, mentre il regno di Tullio e tutto lo Stato romano si trovavano in grande gloria e in grande potenza, fu annunciato al re e al senato che sul monte Albano erano piovute pietre. E poichè a stento si poteva credere a ciò, furono mandate delle persone ad osservare quel prodigio e alla loro presenza caddero dal cielo molte pietre come quando i venti portano una fitta grandine sulla terra....... Anche dai Romani in seguito a quel medesimo prodigio fu iniziato pubblicamente un sacro rito novendiale o per una voce celeste giunta dal monte Albano e rimase di certo la consuetudine che ogni volta che si annunciasse lo stesso prodigio, si celebrassero per nove giorni tali festività.
Fatti del genere, che sembrano - correttamente - essere durati parecchi giorni, sono noti in quell'epoca in tutto l'areale dei Colli Albani, che, non casualmente, sono un vulcano. Altri indizi sono contenuti in alcune leggende della mitologia romana. Non è detto che siano episodi magmatici: alle volte le manifestazioni esplosive sono riferibili alla presenza di ingenti quantità di gas, più che di lave
I novendiales erano prescritti “quandoque idem prodigium nuntiaretur”: ciò fa supporre che le piogge di pietre fossero un evento relativamente frequente. Dovevano svolgersi solo in caso di pioggia di pietre e non in caso di pioggia di terra. La netta distinzione tra “piogge di terra” e “piogge di sassi” dimostra come entrambi i fenomeni fossero ben molto conosciuti in quel tempo.
Ma i Colli Albani non sono un vulcano spento? Assolutamente no. La definizione di “vulcano attivo” è molto cambiata negli ultimi decenni. Fino agli anni 60 si intendeva per “attivo” (almeno in Italia) un vulcano che ha avuto eruzioni in epoca storica. Questa definizione non è certo applicabile facilmente nel mondo, se non forse in Mediterraneo e Giappone. In tutte le altre aree vulcaniche, le testimonianze storiche cominciano troppo di recente. Oggi si definisce “attivo” un vulcano che ha eruttato l'ultima volta non più di 10.000 anni fa. E' ovviamente un valore convenzionale (il Chaiten, con 9300 anni dall'ultima eruzione, è abbastanza vicino a questo limite). Inoltre ce ne sono alcuni, come i Monti Albani, che hanno lunghi intervalli di quiete e se per un vulcano la distanza che ci separa dall'ultima eruzione è minore del massimo intervallo fra due fasi di attività, questo non può essere considerato “spento” - anche se ha eruttato più di 10.000 anni fa - bensì “dormiente”.
I Colli Albani rientrano in questa categoria: l'ultima grande fase eruttiva è stata datata a 30.000 anni fa (con una "coda" un pò più recente), però, in una storia magmatica cominciata 600.000 anni fa ci sono stati degli intervalli più lunghi, di 45.000 anni tra una fase e quella successiva. Per cui esiste ancora la probabilità che l'apparato torni in attività in un futuro, sia pure lontano.
Una equipe diretta dal Prof. Funiciello ha sostanzialmente confermato le testimonianze storiche, datando un livello di pomici a circa 5100 anni fa (sempre 3000 anni prima dell'istituzione dei novendiales, comunque): in passato si riteneva che, al massimo, gli ultimi episodi magmatici fossero vecchi di almeno 17.000 anni.
20 anni fa su “Le Scienze” uscì un lavoro, ad opera di Dario Andretta e Mario Voltaggio, in cui vennero mostrati alcuni indicatori che, confermando le parole di Tito Livio, testimoniano una attività vulcanica nei Colli Albani tra il V e il IV secolo AC. Questi Autori avevano addirittura fotografato dei manufatti coperti da materiali vulcanici apparentemente depostisi sopra e non frutto di rimaneggiamento umano, ma la cosa è stata messa in dubbio da altri ricercatori.
Sicuramente la camera magmatica al di sotto del vulcano è ancora abbastanza calda, anche se non più allo stato liquido e al di sopra c'è una bella quantità di gas. Alcuni fenomeni denotano come l'attività non sia ancora del tutto cessata: il continuo sollevamento dell'area (la cui velocità varia ad intervalli abbastanza regolari tra fasi in cui è più alta e fasi in cui è più bassa), le frequenti crisi sismiche (con sequenze più tipiche di aree vulcaniche che di aree tettoniche) e gli elevati valori di emissione di gas (spesso i picchi coincidono con episodi sismici o di sollevamento più intenso).
La quantità di anidride carbonica emessa è sempre ingente, sia perchè è contenuta nei gas vulcanici sia per la geologia locale: tutto l'Appennino Centrale tra Lazio, Abruzzo e Campania è dominato da rocce carbonatiche (calcari e dolomiti), presenti anche sotto i Colli Albani. Queste rocce vengono decomposte dal calore del magma, liberando enormi quantità di questo gas. Narra Luigi Piccardi dell'Università di Firenze in un lavoro molto interessante uscito su “Geoitalia” qualche anno fa che i carabinieri scoprirono un posto dove i giovani andavano a “farsi” di questo gas (la CO2, soffocando, provoca uno stato di trance: anche la sibilla cumana e l'oracolo di Delfi devono la loropresenza all'emissione di CO2)
Al contrario dell'idrogeno solforato, altro gas prodotto dal vulcano, l'anidride carbonica è un gas pesante ed inodore, e può essere molto pericoloso perchè tende ad accumularsi nelle sacche del terreno senza poter essere percepito. Per questo la Protezione Civile ha prodotto un apposito documento per avvisare la popolazione che sta convivendo con un problema che può diventare molto serio in caso di scarsa attenzione. In particolare si richiede di areare molto bene i locali bassi che sono rimasti chiusi per molto tempo (anche il Radon, gas radioattivo, è un altro prodotto importante della attività dei Colli Albani).
Intense eruzioni di anidride carbonica sono alla base di forti oscillazioni del livello dei laghi fino alla tracimazione, un fenomeno molto frequente nel passato: sempre secondo l'equipe del Prof. Funiciello, questa è la genesi dei depositi di fango nella zona di Ciampino. Il susseguirsi di eruzioni di gas e delle conseguenti tracimazioni del lago hanno provocato la formazione di una numerosa serie di colate di fango (simili per composizione e dinamica a quelle scatenate dalla pioggia a Sarno qualche anno fa). La quantità di sedimento è stata talmente ingente da influenzare pesantemente la dinamica olocenica della piana.
I ricercatori indicano la continua tracimazione delle acque del lago di Albano come la causa scatenante dell'abbandono dei villaggi nella zona di Ciampino attorno al 1500 AC (che sono stati ricostruiti più a monte e – non a caso – ad un livello superiore a quello della superficie del lago). Per farle cessare i romani nel IV secolo costruirono un tunnel per abbassare di una settantina di metri il livello del lago.
Questi depositi di fango sono molto pericolosi per i gas: spesso nella zona attorno a Ciampino le concentrazioni di H2S sono molto elevate, oltre i limiti di legge, ma è soprattutto con la CO2 che c'è poco da scherzare. I sedimenti depositati dalle tracimazioni, impermeabili ai gas, ne rendono possibile l'accumulo nel sottosuolo. Il gas però può risalire improvvisamente se si crea una frattura, con effetti devastanti. Difficilmente arriva a concentrazioni pericolose, però è stato la causa della morte di numerosi piccoli animali come conigli, cani o gatti, o di animali più grossi, come vitelli. Qualche anno fa è purtroppo deceduto persino un uomo. Si ricorda per inciso una strage in Camerun, in cui la CO2 uscita dal lago Nyas, uno specchio d'acqua che occupa il cratere di un vulcano proprio come il lago di Albano, provocò nel 1986 la morte di 1.800 persone e di una gran quantità di animali.
Negli ultimi millenni l'attività vulcanica è considerevolmente rallentata e quindi si può supporre che gli eventi di età romana rappresentino un po' la coda in via di esaurimento dell'ultima fase attiva e che i pericoli siano nettamente diminuiti da allora. Nonostante tutto è bene fare attenzione: non si sa bene cosa potrà succedere in futuro: il sollevamento dell'area (30 centimetri fra il 1955 e il 1995) potrebbe anche essere stato innescato da nuove iniezioni magmatiche nella camera.


(4)Il vulcano spinge sotto i Colli Albani

Non eruttano da ventimila anni, eppure i Colli Albani, che comprendono i crateri vulcanici più vicini a Roma, continuano a sollevarsi come l' impasto per la pizza. La più precisa misura del sollevamento dell' area è stata fatta quest' anno dall' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ha dato come risultato una media di 4 millimetri l' anno. Se continua così, alla fine del secolo, gli abitanti di Albano, Ariccia e Nemi si ritroveranno una quarantina di centimetri più in alto. "Precedenti studi del nostro Istituto avevano accertato che nel periodo 1950-1990 questa area si era già sollevata di 30 cm, con un tasso di crescita di circa 7 millimetri l' anno. Il fenomeno era culminato con la lunga crisi sismica del 1989-90 -spiega il sismologo Stefano Salvi, dirigente di ricerca dell' Ingv-. Ora abbiamo effettuato un' analisi molto più approfondita, utilizzando 140 immagini dei Colli Albani riprese dal satellite ERS dell' Agenzia spaziale europea, da un' altezza di 785 km, durante il periodo 1992-2000. Risultato: il fenomeno di sollevamento continua, anche se più ridotto". Ma l' aspetto forse più interessante della ricerca sta nell' elaborazione di modelli che permettono di indagare sulle cause del sollevamento. Sembra proprio che sotto il Lago di Albano e la Piana di Ariccia, a profondità fra 5 e 7 km, ci siano due bolle di magma e di gas. "Non c' è alcun pericolo imminente, ma il monitoraggio è opportuno, dato che i Colli Albani si devono considerare vulcani ancora attivi, anche se quiescenti", conclude Salvi.

Foresta Martin Franco

(21 ottobre 2004) - Corriere della Sera


Fonte:
1:http://www.ladestranews.it/index.php?option=com_content&task=view&id=411&Itemid=0
2:http://meteocompatri.altervista.org/terremoti.htm
3:http://aldopiombino.blogspot.com/2009/02/i-colli-albani-il-rischio-vulcanico-in.html
4:http://archiviostorico.corriere.it/2004/ottobre/21/vulcano_spinge_sotto_Colli_Albani_co_10_041021030.shtml

BIOETICA E CLONAZIONE

PREMESSA
Decenni di ricerche biologiche compiute nell’anonimato sono state spazzate via, agli occhi dell’opinione pubblica, dalla “clonazione” della pecora Dolly, avvenuta nel 1997. L’avvenimento ha come al solito scatenato polemiche, dibattiti e interventi interessati, generando alla fine una notevole confusione. Un caos che si manifesta sin dall’abuso del termine “clonazione” che, scientificamente, non indica altro che la coltivazione e la moltiplicazione delle cellule, mentre sui media è invalsa l’abitudine di utilizzarlo per indicare individui identici, un po’ come per la produzione di fotocopie o per il copia-incolla effettuato col personal computer. Anche sull’utilizzo del termine «embrione» vi è un’assoluta confusione tra quello che dice la scienza, quello che sostengono i cattolici e quello che passa per i mass media.

Il risultato è la diffusa ignoranza sulla questione e un notevole senso di paura ingenerato nella popolazione dalla paventata possibilità di generare masse di esseri umani geneticamente identici.

Cercando di fare chiarezza, abbiamo anche redatto un piccolo glossario al quale rimandiamo per i termini tecnici utilizzati in questa scheda.


LA POSIZIONE DELLA SCIENZA: QUALE PROGRESSO ATTRAVERSO LA RICERCA
La cellula staminale, in presenza di determinati impulsi, può differenziarsi e moltiplicarsi così da ricomporre i tessuti di vari organi, deterioratisi in seguito a una malattia o a una malformazione congenita.

Perché si raggiunga questo scopo, sono allo studio principalmente due metodi:

clonazione terapeutica per via embrionale: si elimina il nucleo di uno zigote umano fecondato, si sostituisce con quello prelevato dalle cellule del paziente, si crea un pre-embrione dal quale si isolano immediatamente delle cellule staminali che, cresciute in vitro, mantengono la totipotenza anche per anni;
trasferimento nucleare da cellule somatiche: dal paziente sono prelevate alcune cellule sane che vengono messe a coltura in vitro, moltiplicate e iniettate nel paziente stesso per rigenerare specifici tessuti.
Questo secondo metodo è molto più costoso: inoltre, al momento, il suo utilizzo sembra più impegnativo e offre minori garanzie rispetto al primo.

Si calcola che almeno dieci milioni di italiani siano affetti da malattie potenzialmente curabili attraverso le cellule staminali embrionali: la casistica interessata spazia dai trapianti di midollo e di epidermide al diabete alle malattie neurovegetative (Parkinson e Alzheimer). Si intravedono possibilità di utilizzo anche per i pazienti sottoposti a trattamenti chemioterapici, allo scopo di rinnovare i tessuti danneggiati dall’applicazione.


LA POSIZIONE CATTOLICA: L’EMBRIONE È UN ESSERE UMANO
Nel febbraio 1987 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò l’Istruzione Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione, meglio nota come Donum Vitae, nella quale il passaggio decisivo sottolineava come «l’essere umano è da rispettare, come una persona, fin dal primo istante della sua esistenza»: un concetto condivisibile, se solo i cattolici non facessero coincidere il «primo istante» con la fecondazione.

Conseguenza di queste tesi è la richiesta di riconoscimento di personalità giuridica per gli embrioni e il divieto di utilizzarli, o generarli apposta, per la ricerca scientifica.

Tali posizioni sono state ribadite anche recentemente dalla Dichiarazione sulla produzione e sull’uso scientifico e terapeutico delle cellule staminali embrionali umane, diffuso dalla Pontificia Accademia della Vita il 24 agosto 2000: esse vengono presentate con una base scientifica che, alle strette, si riduce al documento Identità e statuto dell’embrione umano redatto nel 1989 dall’Università Cattolica romana.

Va ricordato, per completezza di informazione, che Giovanni Paolo II, presenziando al diciottesimo congresso di trapiantologia il 30 agosto 2000, ha perorato come via alternativa la tecnica degli xenotrapianti, ovvero l’uso di organi provenienti da specie animali, non privo di rischi (la rivista Nature ha contemporaneamente diffuso la notizia che i virus PERV dei maiali, innocui per essi, provocano invece leucemie negli esseri umani).

Al fine di giustificare queste nette posizioni di chiusura, il cardinale Castrillon Hoyos è arrivato a formulare un originale versione del concepimento di Gesù, «uno zigote con una dotazione cromosomica propria, nel quale c’era il verbo di Dio... in seguito alla divina azione soprannaturale di fecondazione di un ovulo».

Queste opinioni dimenticano sia quanto sostenuto dai padri della Chiesa (alcuni dei quali giustificavano l’aborto fino al terzo mese), sia da Tommaso d’Aquino, il quale sostenne che la «persona è sostanza individuale di natura razionale» (e la corteccia cerebrale dell’embrione si forma solo parecchi giorni dopo il concepimento), che nel supplemento alla Summa Teologica (80, 4) scrisse anche che gli embrioni non parteciperanno alla risurrezione della carne, prima che in essi sia stata infusa. Ancor più recentemente Jacques Maritain, il più importante filosofo cattolico del Novecento, ha detto che «ammettere che il feto riceva l’anima è un’assurdità filosofica».

Sull’inconsistenza logica delle tesi cattoliche è disponibile, sul sito UAAR, un documento di Marco Musy.


LA POSIZIONE DELLA SCIENZA: PRIMA DEL QUATTORDICESIMO GIORNO NON SI PUÒ PARLARE DI EMBRIONE
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che, dopo la fecondazione e fino all’incirca al quattordicesimo giorno, il prodotto del concepimento potrebbe dividersi dando vita a un parto con più nascituri. Inoltre, allo stato dell’arte non sappiamo quali cellule formeranno la placenta e quali il nascituro: ragion per cui è stata formulata la nozione di pre-embrione, volta a identificare l’organismo in questa prima fase del suo sviluppo.

Lo scienziato scozzese Jan Wilmut, il «padre» di Dolly, ha affermato che «l’embrione diventa persona con la nascita, il momento in cui si taglia il cordone ombelicale ed entra in funzione il sistema nervoso».

Il premio Nobel italiano Rita Levi Montalcini ha ribadito il concetto: «sono del parere che lo zigote (l’ovocita fecondato) allo stadio di morula o di blastula (i primi stadi di moltiplicazione delle cellule dopo la fecondazione) non sia una persona. Ogni cellula di questi elementari aggregati può infatti generare a sua volta una persona completa. In altre parole ritengo che, prima dell’inizio della differenziazione, cellule totipotenti non possano essere considerate un individuo».

Senza la fede, nessuno può ragionevolmente pensare che un gruppo indifferenziato di cellule sia già un individuo. Il problema, comunque, sarebbe solo di lana caprina se gli embrioni (o i pre-embrioni) non fossero utili proprio per la clonazione terapeutica.

Nel mondo vi sono svariati milioni di embrioni e pre-embrioni criocongelati (solo in Italia si stimano in 30.000), prodotti in soprannumero per le pratiche di fecondazione assistita, e la cui «scadenza» non è scientificamente nota. Milioni di potenziali uomini che non diverranno mai uomini perché nessuno li vuole. Che farne? Per la Chiesa cattolica non si devono toccare, al massimo adottare, tanto da spingere il Comitato Nazionale di Bioetica a emanare un provvedimento ad hoc.

Il premio Nobel per la medicina Edmond Fischer ha dichiarato in proposito che «quel che è veramente immorale, e persino idiota, è non usare le nostre conoscenze di scienza e biologia per curare le malattie e aiutare l’umanità».

Qualcuno, interessatamente, arriva anche a fare confusione tra clonazione umana e clonazione cellulare: non sa o non ricorda che i cloni già esistono in natura, e sono i gemelli monozigoti. Tra loro non vi è minore differenza di quella che vi è tra una matrice e un clone.


ALL’ESTERO SI VA AVANTI…
Molti governi hanno identificato nella clonazione cellulare non solo una strada per risolvere una quantità notevole di problemi nel campo della medicina, ma anche un mezzo per far progredire la ricerca biologica nella propria nazione.

Danimarca, Svezia e persino la cattolicissima Spagna si sono date da tempo leggi che autorizzano la ricerca sugli embrioni: in Danimarca è stata consentita anche la creazione di embrioni a uso scientifico.

Nel Regno Unito il 19 dicembre 2000 il parlamento ha approvato il Rapporto Donaldson, già presentato il 17 agosto dal primo ministro Tony Blair, dando il via libera alla clonazione di embrioni umani per scopi scientifici. Confermando da un lato il divieto alla clonazione umana «a scopo riproduttivo», il provvedimento ha autorizzato invece la creazione di embrioni a scopo scientifico.

Una settimana dopo i britannici anche il governo USA ha deciso nuove norme, basate sull’esplicita affermazione che le cellule staminali non possono essere considerate «umane». L’impiego di materiale abortivo è stato autorizzato mentre la produzione di embrioni è stata vietata: conseguentemente si potranno usare solo embrioni congelati creati per le cure di fertilità e in eccedenza rispetto ai fabbisogni delle cliniche. «Possiamo cambiare il futuro dell’umanità», disse l’allora presidente Clinton annunciando la decisione. Gli studi, bloccati dal suo successore George W. Bush, sono stati nuovamente legalizzati (e finanziariamente supportati) da Barack Obama all'indomani del suo indiamento.

Anche il cancelliere tedesco Schröder ha affermato, il 20 dicembre 2000, che «ci si deve anche chiedere se non sia giusto permettere anche in Germania le tecniche della selezione genetica degli embrioni attualmente vietata qui ma consentita altrove».


…MENTRE IN ITALIA IL VATICANO BLOCCA TUTTO
Dal 1990 è poi operativo il Comitato Nazionale di Bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quasi sempre presieduto da esponenti cattolici. Nonostante la formulazione di diversi documenti (22 giugno 1996, 31 marzo 2000, 27 ottobre 2000...), i pareri formulati non hanno mai ottenuto l’unanimità di consensi a causa delle irriducibili posizioni ostentate dai componenti cattolici del Comitato.

Disse nel corso di una riunione Rita Levi Montalcini, che di quel comitato è stata membro: «Noi lavoriamo, produciamo: ma chi ci ascolta?». Non certamente i politici italiani, attenti casomai alle minacce di incitamento all’obiezione di coscienza dei ricercatori cattolici formulate da monsignor Sgreccia. Il risultato di questo atteggiamento lo si poté amaramente gustare nel 1997 con un decreto dell’allora ministro della Sanità Rosi Bindi, con il quale veniva vietata qualsiasi forma di sperimentazione volta alla clonazione, «dimenticando» di specificare e differenziare tra cellule, organi, animali, esseri umani…

Nell’agosto 2000 una petizione di militanti di Comunione e Liberazione è stata inviata all’ambasciata britannica di Roma «allo scopo di investire il Parlamento inglese di un’ondata di indignazione» contro la decisione di dare il via alla clonazione umana. Peccato solo che la clonazione umana fosse già stata espressamente vietata dal governo di Londra. Non contenti della brutta figura, al meeting riminese da loro organizzato, mentre il ministro Veronesi spiegava loro che si erano sbagliati, la sua voce fu coperta da urla e fischi e da una sinistra domanda: «Ma insomma ministro, lei è cattolico o no? Lo sa che il Vaticano ha detto di no alla scelta di Blair e Clinton?». Che il Vaticano sia uno stato straniero non passa neanche per la testa a questi pericolosi pasdaran di casa nostra.


IL BLITZ A STRASBURGO
Sull’onda del rapporto inglese, il 7 settembre 2000 l’Europarlamento approvò con una maggioranza risicata (237 voti a favore contro 230) una risoluzione sulla clonazione volta a bloccare quei governi troppo disponibili verso la ricerca sulle cellule staminali (in primis, appunto, il Regno Unito) e a fermare per tempo quelli ancora privi di un orientamento. Il testo approvato, pur senza ricadute concrete (la materia è di pertinenza dei singoli Stati), esprimeva contrarietà verso la clonazione terapeutica di embrioni umani. Strasburgo chiedeva inoltre alla Commissione europea che nessun ente scientifico finanziato dai programmi europei di ricerca «sia implicato, in un modo o nell’altro, nella clonazione di embrioni umani».

Primo firmatario della risoluzione fu Francesco Fiori di Forza Italia, vicecapogruppo PPE a Strasburgo: in effetti il provvedimento è servito, anche in questo caso, soprattutto a scompaginare il gioco politico italiano e ad «accreditare» presso il Vaticano la maggioranza politica di centrodestra.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, fatta propria dal Consiglio Europeo di Nizza del 7/8 novembre 2000, nell’ambito del comma 2 dell’articolo 3 formula invece «il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani», non quindi della clonazione terapeutica, cancellando in pratica gli effetti della precedente votazione.

Nell’aprile 2003 l’Europarlamento ha ribadito il proprio «no», bocciando sia la creazione di embrioni al fine di produrre cellule staminali, sia la clonazione umana.


IL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE SULLE CELLULE STAMINALI
Dopo l’immediata bocciatura dell’idea di un referendum sulla materia e il voto di Strasburgo, il ministro Veronesi promosse la costituzione di una commissione specifica di 25 scienziati apitanati dal Premio Nobel Renato Dulbecco, con «l’obiettivo di individuare una direttrice da seguire per sviluppare nel nostro paese la ricerca in un settore delicato e che può offrire la soluzione per il trattamento e la guarigione di molte patologie oggi ancora poco curabili. Compito della commissione sarà quello di ridefinire i confini tra i bisogni della ricerca scientifica e le diverse istanze etiche».

Immediato l’altolà del segretario dei vescovi italiani Camillo Ruini: «alla luce degli orientamenti del Parlamento europeo, appare ben strano che il ministro della Sanità abbia nominato una commissione». Curioso che analoga opinione non sia stata formulata dal cardinale nei confronti della risoluzione europea sulle coppie gay.

I tentativi di «sabotaggio» non sono mancati neanche all’interno della commissione da parte della minoranza formata dai sette componenti cattolici (tra cui un cardinale): prima Girolamo Sirchia fece uscire sulla stampa delle false anticipazioni; poi fecero mettere a verbale nel documento finale il loro dissenso sull’uso degli embrioni soprannumerarî; e infine, mezz’ora prima della presentazione del documento, chiesero di pubblicare un’ulteriore dissociazione anche sul metodo TNSA.

Il documento fu quindi reso pubblico lo stesso (la relazione, in PDF), con i cattolici a dichiarare che si trattava solo di un testo provvisorio.

La commissione, oltre a esprimersi favorevolmente all’utilizzo delle cellule staminali fetali e a dividersi sulle cellule embrionali, propose un nuovo metodo, il TNSA, ovvero la produzione in vitro di cellule staminali del malato stesso (autologhe) attraverso la riprogrammazione del nucleo di cellule somatiche (mature) prelevate dal paziente e trasferite all’interno di un ovocita non fecondato (o citoplasmi artificiali e/o animali) precedentemente svuotato del suo nucleo. I vantaggi scientifici consisterebbero nella mancanza di rigetto da parte del paziente di tessuti con le sue stesse caratteristiche genetiche, mentre i vantaggi etici sarebbero dati dalla mancata formazione di embrione, ovvero, per i cattolici, di un essere umano.

Affrettatamente definito «terza via» o «via italiana» alla clonazione, è un metodo ancora poco studiato che pone problemi non da poco nella ricerca di ovociti umani. Presentato come un compromesso tra i commissari laici e cattolici, questi ultimi ne presero immediatamente le distanze dichiarando che «l’ipotesi è più complicata e al momento è solo speculativa e teorica».


CHI SI OPPONE ALLA RICERCA
Appena pubblicato il documento, Carlo Casini del cattolico Movimento per la vita disse che «il ministro e la sua commissione si fanno beffe del parlamento italiano e di quello europeo». Se il quotidiano dei vescovi L’Avvenire titolava eloquentemente «Embrioni, passo azzardato», mentre l’Osservatore Romano del 29 dicembre, con il teologo Gino Concetti, concordava col documento purché non si tocchino gli embrioni: «sarebbe aberrante deviazione l’uso di embrioni crioconservati». «Schiere di monsignori, vescovi e cardinali impegnati a discettare di clonazione e cellule staminali, senza accorgersi che al credente va ricordato, prima di tutto, la verità evangelica», fu il commento dello scrittore cattolico Vittorio Messori. Questa purtroppo è l’opinione della Chiesa cattolica: quelle protestanti, e anche altre religioni, la vedono molto diversamente.

Se i cattolici ponevano paletti, alcuni politici alzarono palizzate: Maria Burani Procaccini, segretaria della Consulta per i problemi etici di Forza Italia, si proclamava «fermamente contraria a qualsiasi ipotesi di sperimentazione sugli embrioni conservati», per Fioroni (PPI) «il diritto del malato non può scavalcare quello dell’embrione», fino alle minacce di Irene Pivetti (UDEUR: «giù le mani dall’embrione») e a quelle di Alfredo Mantovano (AN): «ogni decisione spetterà comunque al Parlamento», come dire, la scienza ci fa un baffo. Riccardo Pedrizzi, vicepresidente dei senatori di An, si spinse oltre i confini della realtà proponendo che «gli embrioni congelati si adottino invece di ucciderli».

Invano il ministro Veronesi insisteva sull’altra grande questione in ballo: «il mondo cattolico non può insistere sul diniego di utilizzare gli embrioni criocongelati. Occorre una risposta». Che ovviamente non giunse: «è abbastanza curioso che uno scienziato e ministro “laico” solleciti i cattolici a sbrogliare una matassa che non hanno contribuito ad aggrovigliare e alla quale si sono anzi sempre opposti. La Chiesa ha comunque già risposto, prima» (Elio Maraone, Avvenire del 30/12). Quando e come, non si sa.


I RAELIANI E LA CLONAZIONE UMANA
Il 27 dicembre 2002 la società Clonaid - legata alla setta dei raeliani - annunciò per bocca della sua portavoce, la farmacista francese Brigitte Bousselier, la nascita di una bimba, Eva, frutto di una non meglio precisata «clonazione umana». Il 3 gennaio ne annunciò un’altra. Tuttavia, questa società non ha mai prodotto alcuna prova a supporto delle proprie affermazioni.

Probabilmente un bluff, quindi, volto ad attirare finanziamenti verso la setta (che propugna una non molto chiara «religione atea» di origine extraterrestre): ma sufficiente comunque a preoccupare il Ministro della Sanità Girolamo Sirchia, che pretese una presa di posizione sull’argomento da parte del Comitato Nazionale di Bioetica.

Quest’ultimo, nella seduta plenaria del 17 gennaio 2003, approvò una mozione di condanna, sulla quale hanno espresso le proprie perplessità cinque membri laici (Battaglia, Caporale, Neri, Piazza e Flamigni), secondo i quali la non eticità della clonazione umana va sottolineata «fino a quando non venga definito un possibile protocollo sperimentale praticabile e con percentuale di rischio accettabile».


ULTIMI SVILUPPI
La XIV legislatura è stata caratterizzata dall’approvazione della legge 40 (PDF) sulla procreazione medicalmente assistita, all’interno della quale è stata vietata la ricerca scientifica sugli embrioni.

Nel giugno 2006 il neo-ministro Mussi rimosse il blocco del governo italiano alla ricerca europea sulle staminali. Il provvedimento, tuttavia, avversato dalla lobby cattolica raccolta intorno alla senatrice Binetti, non ha avuto significative ripercussioni sull’attività scientifica italiana.


DOCUMENTAZIONE SULL’ARGOMENTO
Carlo Flamigni, Armando Massarenti, Maurizio Mori, Angelo Petroni, Manifesto di bioetica laica (Il Sole 24 Ore, 9 giugno 1996);
Giovanni Fornero, Bioetica cattolica e bioetica laica (Bruno Mondadori, 2005);
«Dialogo su bioetica e clonazione» tra Edoardo Boncinelli e Giovanni Berlinguer, apparso sul numero 4/2000 della rivista MicroMega;
Armando Massarenti, Staminalia (Guanda 2008);
Chiara Lalli, Dilemmi della bioetica (Liguori 2007);
Riccardo Baschetti. «L’embrione», dall’Ateo 1/1997;
sul sito della Consulta di Bioetica appaiono diversi documenti dedicati all’argomento;
il blog Bioetica propone un’informazione costante con notizie e commenti.
il blog Biovisioni tratta temi di bioetica e in generale del rapporto scienza-società.
Bioetiche. Notizie e commenti dal mondo della bioetica.
The IHEU Appignani Center for Bioethics. Nato nel 2004 e situato nelle immediate adiacenze del palazzo dell’ONU, il Centro si prefigge di sostenere l’attività dell’IHEU e delle organizzazioni laiche che ne fanno parte (tra cui anche l’UAAR) per difendere e promuovere un approccio bioetico che abbia come punto di riferimento l’uomo. È attivo presso le Nazioni Unite, l’UNESCO e il Consiglio d’Europa.

Fonte:UAAR

NAZISMO E VATICANO:LA STRANA ALLEANZA


Hitler, fervente cattolico (a sinistra lo vediamo mentre si fa fotografare all'uscita di una chiesa, devotamente col cappello in mano e, sotto, mentre intrattiene premurosamente una suora in serafico atteggiamento) ha addirittura considerato "profetica" la sua "missione" rifacendosi al un motto dei re prussiani "Gott mit uns!" (Dio è con noi!).
Evidentemente tanto affetto per la Chiesa Cattolica è stato in qualche modo ricambiato, dato che il Vaticano, come è noto e come racconteremo in questa pagina, si è attivamente adoperato per FAR FUGGIRE IN SUDAMERICA il maggior numero possibile di CRIMINALI NAZISTI, salvandoli dai processi per crimini di guerra e concedendo loro, ivi compreso MENGELE, il medico torturatore di bambini, il PASSAPORTO DIPLOMATICO DELLA SANTA SEDE con tanto di falso nome.


Il riverente ossequio dello Stato italiano nei confronti del Vaticano ha sempre ostacolato una completa ricostruzione storica di ciò che si celava dietro un simile costante ed appassionato interessamento.
Recentemente però, allo scadere dei 50 anni di segretezza, gli USA hanno aperto gli archivi di guerra, (ovvero nel 1995), evidenziando ancora di più le complicità della "santa sede" nelle operazioni di "salvataggio" dei criminali nazisti.
Sorge spontanea la domanda: PERCHE' tanta reciproca amicizia fra Nazisti e Vaticano?
Perché la chiesa cattolica si è sentita in qualche modo "debitrice" e riconoscente nei confronti dei NAZISTI?
Certamente i nazisti e il Vaticano condividevano gli stessi "nemici storici": gli EBREI e i COMUNISTI. ma questo non basta a spiegare i motivi di un affiatamento così coordinato.
La fuga di molti criminali nazisti in sudamerica, la perfetta organizzazione che ha consentito loro di disporre di passaporti della santa sede con falso nome e con incredibile tempestività, il loro inserimento sociale nella nuova patria, prevalentemente l'Argentina, scrupolosamente curato e finanziato dalla chiesa cattolica.... tutto lascia supporre che il Vaticano avesse stabilito già da tempo degli accordi segreti con i nazisti che prevedevano una tale forma di assistenza in caso di disfatta.
Chissà cosa prevedevano questi misteriosi accordi nel caso in cui la guerra fosse stata sciaguratamente vinta dai tedeschi! Nessuno lo saprà mai, sia per la difficoltà di simili ricerche storiche, sia perché i diretti interessati hanno ovviamente i loro motivi per mantenere la più totale ed impenetrabile omertà.


Foto di vescovi che partecipano sorridenti a manifestazioni naziste


Spettacolare immagine di vescovi col braccio alzato nel saluto nazista "Heil Hitler!

Joseph Mengele
Medico nazista appassionato di "esperimenti" su cavie umane, compresi i bambini
Sfuggito alla giustizia grazie ad un passaporto del vaticano che gli ha consentito di fuggire in sudamerica.




Fu il dottor-morte, l’angelo nero di Auschwitz, la "primula rossa" del nazional-socialismo, colui che sterminò migliaia di ebrei, utilizzandoli come cavie umane, in esperimenti indicibili, volti a ricercare il gene per la creazione di una pura e sacra razza ariana.
Nato a Gunzburg, il 16 marzo 1911, figlio di una facoltosa famiglia di imprenditori tedeschi, si iscrisse alla facoltà di medicina, conseguendo la laurea nel 1935, con una tesi, di cui fu relatore il professor Mollison, convinto sostenitore della disparità delle razze, che gli procurò un posto da ricercatore presso l’università di Francoforte, ove Mengele fece l’incontro fatale con il professor Ottmar von Verschuer, genetista del reich e teorico della manipolazione genetica, convinto che la chiave per la creazione di una pura razza ariana, fosse da ricercare nel sistema biologico dei gemelli.
Arruolatosi nelle SS, ed autorizzato alle nozze con Irene Schoenbein, allo scoppio della guerra Mengele fu inviato all’ufficio di Poznan per la razza e gli insediamenti umani fino al 1942, quando venne assegnato al corpo sanitario della divisione Waffen SS Wiking, stanziata sul fronte russo; poco più tardi venne ferito, rimpatriato a Berlino e decorato al valore con la croce di ferro di prima classe; ritornato nella capitale, si ricongiunse con il professor Verschuer, divenuto, nel frattempo, direttore del dipartimento di antropologia e genetica del prestigioso "Kaiser Wilhelm Institut"; i due proseguirono i loro studi sulla teoria dei gemelli, rendendosi ben presto conto che la guerra stava offrendo la possibilità di sfruttare direttamente, per le loro ricerche, cavie umane, attingendo alle decine di migliaia di ebrei, deportati nei campi di concentramento.
Il 30 maggio 1943 fu il giorno della svolta: Josef Mengele venne inviato in Polonia, presso il campo di sterminio destinato a diventare l’emblema dell’olocausto, Auschwitz, ove sarebbe, tristemente, divenuto noto come "l’angelo sterminatore", in quanto non solo si occupò delle selezioni dei nuovi arrivati, con assoluto potere di vita o di morte, ma, in via principale, si dedicò alla continuazione dei suoi studi, facendo ricorso allo sterminato serbatoio umano a sua disposizione.
Nel suo laboratorio, presso il blocco numero 10 del campo, si lasciò andare ad esperimenti indicibili, agghiaccianti, aventi ad oggetto, soprattutto, le coppie di gemelli rastrellate nel campo: operazioni senza anestesia, mutilazioni, iniezioni di virus come la lebbra o il tifo. Mengele praticò trasfusioni incrociate tra gemelli, tentò di creare in laboratorio dei fratelli siamesi, cucendoli insieme, iniettò liquido nei loro occhi al fine di mutarne il colore, procedette a castrazioni, sterilizzazioni, congelamenti ed ad altri orrori indicibili.
Il suo laboratorio era un raccapricciante coacervo di ossa feti, organi sottovuoto, cervelli, tutto materiale che veniva inviato a Berlino, al maestro professor Verschuer.
Con l’avvicinarsi della sconfitta l’angelo nero pianificò, meticolosamente, la sua fuga, che lo condusse in Sudamerica, sotto falso nome ("Gregor Helmut") GRAZIE AL PASSAPORTO GENTILMENTE FORNITO DAL VATICANO.
Nonostante la spietata caccia mossagli dal servizio segreto israeliano, riuscì a farla franca e ad evitare la resa dei conti per i suoi spaventosi crimini.
Nessuno è tuttora a conoscenza del vero destino di Mengele; si dice che sia morto il 24 gennaio 1979, per annegamento, a Bertioga, in Brasile, ma in realtà, quelle che sono state le vicende dell’angelo sterminatore di Auschwitz, rimarranno, per sempre, avvolte nel mistero.

RISULTATI DI UNA INDAGINE CONDOTTA DAL QUOTIDIANO SECOLO XIX



Le lunghe indagini di Goni, volte a dimostrare che l'immigrazione in Argentina di criminali della Seconda Guerra Mondiale non fu subita passivamente bensì pianificata e organizzata dal governo di Juan Domingo Peron con la collaborazione di ex ufficiale delle SS e con la complicità della Chiesa, accendevano di riflesso i riflettori su Genova.
La città veniva indicata quale luogo di passaggio, soggiorno e imbarco di alcuni fra i più noti e sanguinari ufficiali delle SS e di collaborazionisti francesi e ustascia. La rete di protezione e aiuto dei gerarchi in fuga aveva visto la luce a Genova nel 1947 con l'apertura in via Albaro 38 degli uffici della Daie - Delegaciòn Argentina de Inmigraciòn en Europa - ad opera di Carlos Fuldner, ex ufficiale delle SS di nazionalità tedesco-argentina, inviato speciale del presidente Peron.


Ad occuparsi dell'accoglienza e delle formalità di imbarco verso il Sudamerica erano dei sacerdoti: in particolare il francescano ungherese della parrocchia di Sant'Antonio di Pegli, Edoardo Dömoter, e l'ex ustascia padre Carlo Petranovic e, in almeno un'occasione, del segretario della Confraternita di San Girolamo, a Roma, padre Krunuslav Draganovic.

Sulla scorta di questi elementi, l'inchiesta del Secolo XIX è andata ricostruendo le tappe della presenza in città e dell'imbarco verso il Sudamerica di criminali nazisti come Adolf Eichmann, Klaus Barbie, Eric Preibke, Joseph Mengele, Gerhard Bohne, del capo ustascia Ante Pavelic e dei suoi stretti collaboratori. Il tutto attraverso l'esame e la pubblicazione di documenti - i passaporti della Croce Rossa rilasciati ai fuggitivi, i cartellini di sbarco in Argentina ritrovati negli archivi desecretati del Centro di Immigrazione di Buenos Aires, i rapporti del Foreign Office e dell'intellingence americana, l'esame della corrispondenza di alti prelati vaticani quali monsignor Alois Hudal e il cardinal Eugene Tisserant... - interviste a personaggi coinvolti nella vicenda, interventi di storici e reportage da Buenos Aires, Washington e dal Canada.
Partirono da Genova, con coperture del clero, Mengele, Eichmann, Priebke: "Il Secolo XIX - scrive Le Monde - fornisce date, indirizzi dei nascondigli, nomi e stabilisce connessioni fra tutto ciò, ricordando il ruolo dell'organizzazione Odessa, e pubblicando documenti compromettenti".

Ferenc Vajta

Ferenc Vajta era un criminale di guerra ungherese autore di spietati eccidi di massa.

È stato protagonista attivo della politica clandestina degli emigrati politici sin dal 1932, quando cominciò a impegnarsi in questi campi per ordine del Ministero degli Affari Esteri ungherese.
Fu uno dei principali propagandisti nazisti nei quotidiani patrocinati dalla Germania, aveva lavorato per i servizi segreti ungheresi prima della guerra. Il 10 aprile 1947, Vajta fu arrestato a Roma dalle autorità italiane, ma il 26 aprile venne rilasciato, malgrado si trovasse sulla lista ufficiale dei criminali di guerra e lItalia dovesse consegnarlo come tale alle autorità straniere.
Il rilascio di Vajta era stato congegnato da Pecorari, segretario generale della Democrazia Cristiana [e vicepresidente dellAssemblea costituente] e da Insabato, capo del Partito Agrario Italiano.
Aveva eccellenti contatti in Vaticano, in Inghilterra, in Francia e in Spagna. Inoltre conosceva personalmente il generale Franco, il ministro degli esteri spagnolo Artajo e il cardinale primate di Spagna. Nel 1947, Vajta intraprese un viaggio segreto con Casimir Papee, uno straordinario diplomatico polacco presso la Santa Sede dal 1939, un autorevole membro dellIntermarium [che aveva] collegamenti con i servizi segreti occidentali. Nel corso del loro viaggio i due sincontrano con funzionari dei servizi segreti inglesi e francesi.
A seguito di pressioni da parte del governo ungherese, la polizia italiana emise un mandato d'arresto nei confronti di Vajta. Il 3 settembre, al ritorno dal suo viaggio con Papee, lungherese fu avvisato del suo imminente arresto. Vajta si recò immediatamente a Castelgandolfo, la residenza estiva del Pontefice. La mattina del giorno successivo poté tornare impunemente a Roma, grazie alle sue potenti amicizie: Alcide De Gasperi, che era anche primo ministro, aveva personalmente garantito per la [sua] salvezza. Inoltre egli aveva ottenuto dei documenti falsi, rilasciati dai francesi. A Roma ottenne una breve ospitalità presso un padre gesuita ungherese nell'Università Gregoriana Gesuita, e scappò poi per Livorno con la gente del CIC Gowen, per poi scappare in Spagna. Da quell'anno, si mise a lavorare per gli americani al progetto dell'Unione Continentale.
Il 16 dicembre 1947 arriva a New York con un visto emesso dal consolato americano a Madrid e contrassegnato dalla dicitura "Diplomatico". Negli USA, Vajta incontrò il cardinale Spellmann, il leader gesuita padre La Farge e un gran numero di capi politici emigrati allo scopo di procurarsi appoggi per lUnione Continentale. La visita di Vajta non passò inosservata, e grazie all'intervento dei due noti giornalisti Drew Pearson e Walter Winchell il governo fu sommerso dalla pubblicità negativa.
Vajta fu immediatamente arrestato, e il 3 febbraio 1948 gli ungheresi chiesero la sua estradizione. Gli americani non volevano restituirlo all'Ungheria e finalmente fu cacciato dagli Stati Uniti nel febbraio del 1950 e dopo il rifiuto da parte di Italia e Spagna di raccoglierlo, andò in Colombia. Il Vaticano intervenne e fece in modo che la Colombia lo accettasse e che un piccolo collegio cattolico situato laggiù lo impiegasse. Trascorse il resto della sua vita a Bogotà come professore di economia.

Gustav Wagner


Comandante del campo di concentramento di Sobibor durante la guerra. Arrestato, fuggì dalle prigioni alleate e percorse insieme a Franz Stangl la strada per Roma.
Fuggì infine in Brasile grazie all'opera caritatevole del vescovo Hudal.


Alois Brunner


Uno degli ufficiali più spietati che portarono a compimento il programma di deportazione degli ebrei, riuscì a fuggire attraverso la rete ordita dal Vaticano per permettere la fuga dei nazisti. Fuggì a Damasco, in Siria, dove vive ancora sotto il nome di dottor George Fischer, impunito per le centinaia di migliaia di vittime che inviò a Stangl e Wagner affinché le processassero.


Walter Rauff

Criminale di guerra, capo della Gestapo nella Repubblica di Salò e terminale milanese della rete di fuga del vescovo Hudal nel dopoguerra. Partecipò direttamente allo sterminio degli Ebrei, mettendo a punto una innovativa tecnica di morte: A seguito dellangoscia provata da Himmler [ministro degli interni] nell'assistere a una fucilazione di massa di ebrei a Minsk nel 1941, Rauff aveva diretto lo svolgimento del programma per la messa a punto di furgoni a gas mobili nei quali morirono circa centomila persone, per la maggior parte donne e bambini dell'Europa orientale. In seguito alla caduta del regime di Mussolini, nel settembre del 1943 Rauff fu inviato in Italia settentrionale, dove prestò servizio presso le SS nella zona intorno a Genova, Torino e Milano. Ancora una volta il suo incarico era quello di sterminare la popolazione ebrea.
Nella primavera del 1943, il vescovo Hudal entrò in contatto con questo famigerato autore di stragi, incontrandolo a Roma, dove Rauff era stato mandato dal suo superiore Martin Borrmann per sei mesi. In quei mesi furono stabiliti i primi contatti col Vaticano, che avrebbero portato, infine, all'istituzione da parte di Hudal di una rete per l'espatrio clandestino dei criminali nazisti. Con l'aiuto di Rauff, i più alti funzionari della Wehrmacht nell'Italia settentrionale [ed in particolare l'Obergruppenführer Karl Wolff] intrapresero una serie di negoziati segreti per la resa. Allen Dulles, il capo del servizio segreto americano in Svizzera, concluse la resa con le forze tedesche con l'aiuto di intermediari del Vaticano. A questi negoziati venne dato il nome in codice di "operazione Sunrise" e, anche se non abbreviarono la guerra, gli ufficiali nazisti che vi parteciparono sfuggirono ad una dura pena. Sull'operazione Sunrise, Il Secolo Corto ci fornisce ulteriori particolari.
L'operazione era condotta ufficialmente per risparmiare inutili morti, ma il suo scopo reale era invece di evitare che fossero i partigiani democratici italiani a conseguire la vittoria sull'esercito tedesco, poiché ciò avrebbe rafforzato il loro potere. I contatti fra Dulles e Rauff erano cominciati già all'inizio del gennaio 1945. Nel marzo dello stesso anno, le trattative fra OSS e SS erano giunte a un punto talmente avanzato da giustificare una prova concreta di buona fede da parte tedesca. Il 3 marzo Walter Rauff ebbe un incontro a Lugano con Dulles. Lincontro servì per organizzare il rilascio dei prigionieri americani e inglesi che si trovavano nelle mani della Gestapo in Italia. Le trattative proseguirono poi a ritmo serrato. A metà aprile Wolff si recò in Svizzera contando sulla sua reputazione personale presso gli anglo-americani per ottenere garanzie da parte di Dulles che "gli elementi idealisti e rispettabili dellesercito, del partito, e delle SS avrebbero potuto svolgere una parte attiva nella ricostruzione della Germania". Non si trattava quindi soltanto della resa delle truppe tedesche nell'Italia settentrionale, ma di qualcosa che implicava una connivenza futura con i quadri qualificati del nazismo.
Dulles concesse in pratica un'amnistia ufficiosa alle SS. Quasi una pace separata, comprendente non solo la salvaguardia della vita, ma anche la libertà personale e la protezione dell'espatrio verso luoghi lontani e sicuri. Quando, il 29 aprile del 1945, l'esercito tedesco si arrese, Rauff ottenne un falso passaporto a nome di Carlo Comte e affittò un appartamento a Milano. Poi prese la sua copia dei documenti della polizia segreta di Mussolini, che comprendevano le liste degli iscritti al partito fascista, e la seppellì di nascosto fuori città. Sapeva che quei documenti si sarebbero rivelati molto utili nei mesi a venire e la sua previsione si dimostrò corretta. Il giorno seguente, tuttavia, Rauff venne arrestato dagli americani e rinchiuso nella prigione di San Vittore a Milano. Nel giro di alcune ore, arrivò un sacerdote e fece in modo che l'ufficiale tedesco venisse trasferito in un ospedale dell'esercito americano. Rauff venne rilasciato per essere affidato alla custodia della "S Force Verona", un'unità dell'OSS che operava con la squadra di controspionaggio speciale anglo-americana in Italia, comandata da James Jesus Angleton. Tra le altre cose, la S Force era l'equivalente occidentale della sezione anticomunista di Rauff durante la guerra.

NOTA: Angleton e Dulles divennero in seguito, rispettivamente, capo del controspionaggio e direttore della CIA, e mantennero per tutta la durata della loro carriera il controllo esclusivo sui collegamenti tra i servizi segreti americani ed il Vaticano. Rauff fu rilasciato dopo un lungo interrogatorio sulle attività anticomuniste della Gestapo. Monsignor Giuseppe Bicchierai, segretario del cardinale di Milano Schuster, organizzò le cose in modo tale che questi potesse starsene nascosto nei conventi della Santa Sede.
Rauff prese contatto con l'arcivescovo di Genova Siri e andò immediatamente a Milano a lavorare per il Vaticano alla creazione di un sistema per far fuggire clandestinamente i nazisti.
Secondo Il Secolo Corto, dal 1945 al 1949 Rauff, agendo per conto dei servizi segreti americani sotto la copertura di un'organizzazione di aiuto ai rifugiati gestita dal Vaticano, avrebbe fatto partire clandestinamente verso asili sicuri più di 5.000 fra agenti della Gestapo e SS.
Nel 1949 Rauff lascia l'Italia per il Sud America, senza neanche prendere la precauzione di usare documenti falsi: il nome sul passaporto era infatti proprio il suo. Visse tranquillamente in Cile, paese che ne negò l'estradizione anche dopo che fu eletto il socialista Salvador Allende.

Adolf Eichmann


Principale artefice dell'olocausto nella veste di capo del Dipartimento per gli affari ebrei. Nel 1950, Hudal gli fornì una nuova identità, quella del profugo croato Richard Klement e lo mandò a Genova. Lì Eichmann fu nascosto in un monastero, sotto il controllo caritatevole dell'arcivescovo Siri, prima di essere fatto fuggire clandestinamente in Sudamerica.
La Caritas ha addirittura pagato tutte le spese di viaggio per permettere a Eichmann di raggiungere il Sudamerica.
Alla fine, Eichmann fu rintracciato in Argentina dal servizio segreto israeliano, rapito, processato e giustiziato a Gerusalemme nel 1962.

Fonte:http://www.cristianesimo.it/nazismo.htm

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